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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Ultimo aggiornamento 6 Luglio, 2019, 10:45:06 di Maurizio Barra

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DALLE 11:52 DI VENERDì 05 LUGLIO 2019

ALLE 10:45 DI SABATO 06 LUGLIO 2019

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Alla Aleksievic il Credit Agr.FriulAdria
In collaborazione tra pordenonelegge e Marco Luchetta

PORDENONE 05 luglio 2019 11:52

– E’ la scrittrice bielorussa Svetlana Aleksievič, Premio Nobel 2015 per la Letteratura, la vincitrice del XII Premio Crédit Agricole FriulAdria La storia in un romanzo 2019, in collaborazione fra pordenonelegge Festa del Libro con gli Autori e il Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta, su impulso di Crédit Agricole FriulAdria. Il riconoscimento è stato assegnato “per aver raccontato, con partecipazione e sincerità il dramma corale di vittime e carnefici della Grande Utopia comunista. Aleksievič – sono le motivazioni del Premio – con una particolare attenzione all’ epopea delle donne, ci ha fornito uno spaccato della tramontata civiltà sovietica, resa viva dal potente dono della scrittura”. Il premio sarà consegnato sabato 21 settembre (ore 18, Pordenone – Teatro Verdi).
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Esce ‘Più lontano di così’ di LerroRomanzo su amore e ossessione, radici e desiderio

uglio 201912:12

– Un romanzo sulle radici e sul desiderio, un’indagine sulla forza della scrittura, che porta all’unica verità possibile: tutte le famiglie hanno un segreto da nascondere. Mescola amore e ossessione, tra delitti, vendette, passioni e gelosie, ‘Più lontano di così’, il nuovo romanzo di Lucrezia Lerro (La nave di Teseo, Collana Oceani, pp.
184, euro 17) che l’autrice ha presentato a Milano insieme a Massimo Recalcati. Protagonista del libro è Leda, ossessionata fin da bambina dalla fotografia dello zio Luigi, morto prematuramente a diciannove anni. Ripercorrendo le tracce della fine del ragazzo, trova una storia sommersa e affronta le verità che la sua famiglia ha nascosto per tanti anni. Per placare i fantasmi che la perseguitano, inizia un’indagine che la porta a Francesca, la zia di Luigi, la donna che gli ha sparato. Perché la vicenda è stata occultata dalla sua famiglia? Le lettere dello zio, le fotografie, i diari, i proiettili, i verbali l’aiutano a capire.
Così, nell’archivio di Rebibbia a Roma, scopre uno scenario inaspettato, le prove vive dell’omicidio. Con l’avanzare delle ricerche, la vita di Leda sembra intrecciarsi indissolubilmente a quella dello zio: sono due facce del Sud Italia, due giovani poveri e in cerca di fortuna. Una frase, letta sul diario dell’assassina, assilla Leda. Il giorno prima del delitto, Francesca aveva annotato: “Uccideresti un ragazzo di diciannove anni perché ti ama?”.
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Atchugarry, la ‘luce’ al Ducale Genova25 sculture in Statuario di Carrara che si ‘fondono’ col barocco

GENOVA05 luglio 201912:52

– Piegare il marmo per poter creare luce e portarlo verso l’alto, costringendo chi guarda ad alzare gli occhi per comprendere il come il dove il quando questa luce riverbera. Con le sue opere, che compongono la mostra ‘Alla conquista della luce’ nel salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale a Genova, lo scultore uruguayano Pablo Atchugarry rende omaggio al barocco. E lo fa con 25 opere straordinarie, alcune in Statuario di Carrara e alcune in bronzo piegate in seducenti drappeggi. Sembra seta, ma è pietra. “La luce è una cosa fondamentale per la vita – ha detto Atchugarry all’anteprima della mostra -: è la luce che racconta il percorso delle sculture. Ho creato questo chiaroscuro per far emergere questa luce” e fonderla con il prepotente barocco del Salone.
Una sala che “viene in qualche modo ‘aiutata’ da questa arte che spinge verso l’alto – ha detto la direttrice di Palazzo Ducale Serena Bertolucci – e aiuta moltissimo questo luogo a essere quello che è”. La mostra resta allestita fino al 25 agosto.

Stranger Things, l’amicizia batte la paura – VIDEOSu Netflix arriva l’attesa terza stagione ambientata anni ’80

MA05 luglio 201920:45

Hawkins torna e non è mai stata così bella. E, a sorpresa, comica, ironica. Sbocciano gli amori, scappa qualche litigio, anche se il pericolo, quello vero è sempre in agguato. I nuovi episodi di Stranger Things, otto in tutto, sono disponibili su Netflix dal 4 luglio (giorno dell’Indipendenza). Ed è forse la migliore edizione di tutte. Gaten Matarazzo (Dustin), 16 anni, ha la famiglia originaria di Avellino, non parla italiano, ma dice di aver appena incontrato “lo zio”. Caleb McLaughlin (Lucas), 17, di New York, è il primo componente della sua famiglia a venire in Italia.
Sono nella capitale per incontrare la stampa in occasione del arrivo della terza stagione dell’amatissima serie fantascientifica dei fratelli Matt e Ross Duffer, diventata un vero e proprio cult per gli appassionati del genere, che ci riporta nel terribile mondo del Sottosopra ed è ambientata negli anni Ottanta. Per entrambi i giovani attori la loro “icona di bellezza” rimane la propria mamma. Otto nuovi episodi, ambientati a metà degli anni ’80, che permetteranno di vedere come proseguirà la vita dei giovani protagonisti, ormai cresciuti e alle prese – oltre che coi mostri – con i problemi e le prime cotte adolescenziali.
Nel giro di pochi mesi tutto è cambiato, è l’estate del 1985 e i ragazzi di Hawkins “non sono più bambini”, la scuola è chiusa e la piscina è aperta, emozioni e sentimenti la fanno da padrone. Le relazioni fra i quattro grandi amici Mike, Will, Lucas e Dustin si complicano ora che le ragazze, Max e Undi, non sono più soltanto amiche, sbocciano le storie d’amore e le dinamiche del gruppo iniziano a complicarsi, i ragazzi dovranno capire come crescere insieme, senza separarsi. Per non sentirsi escluso ad esempio, Dustin (Gaten) parla di una fantomatica ragazza, Suzie, di cui però tutti mettono in dubbio l’esistenza, anche perché il nostro futuro ingegnere preferito ama di gran lunga la compagnia di Steve (Joe Keery). La città è minacciata da nemici vecchi e nuovi, Undici e gli altri si trovano di fronte ad un’inquietante verità: il male non si esaurisce mai, anzi continua ad evolversi. Insomma la serie abbraccia definitivamente la sua anima famigliare, ma nella terza stagione c’è qualche brivido in più: più sangue, più violenza.
“L’amicizia – dicono Caleb e Gaten – è più forte della paura”.Com’è cambiata la vostra vita? Gaten: “In tutti i modi possibili e immaginabili, usciamo e ci riconoscono, è diventato un fatto naturale per noi, fa parte della nostra vita. Mi sono dimenticato com’era prima quando uscivo e nessuno sapeva chi fossi. Ma siamo anche cresciuti: eravamo bambini, abbiamo imparato a recitare, a relazionarci. L’aspetto bello è che tutto questo ci ha dato maggiori opportunità per fare quello che amiamo, parlare delle cose che interessano”. Gli fa eco Caleb: “Ad esempio l’opportunità di viaggiare in tutto il mondo, come essere qui in Italia. Un’altra cosa bella è che ci dà l’opportunità di scoprire chi siamo veramente”. Caleb ha anche lavorato con Soderbergh? “Sì – risponde – è incredibile che mi abbia scelto nonostante non avesse mai visto Stranger Things”. Mentre Gaten è stato voluto da Katy Perry per un suo video. Ai giovani protagonisti viene chiesto perché tanto successo è stato riscosso da questo show (si parla già di quarta stagione, ma non c’è ancora nulla di ufficiale): “Probabilmente perché è una serie multigenerazionale, ognuno si può identificare nel momento che sta vivendo o può ricordare un periodo della sua vita”. L’amicizia il tema portante per Gaten e Caleb, “ma anche la famiglia, la solidarietà, il cameratismo, il fatto di essere insieme e fare barriera contro le avversità: tutti dobbiamo cercare di essere più uniti per far fronte ai momenti difficile della vita”. Cosa vi fa paura? Caleb: “Nella vita mi fanno paura le persone malvagie, la malvagità del’essere umano”. Ma non ci sono soltanto loro: la mamma di Will Joyce (Winona Ryder) e il capo della polizia Hopper (David Harbour) sono sempre all’erta, sanno che qualcosa sta per succedere, e poi ci sono i ragazzi più grandi: Nancy (Natalia Dyer) e Jonathan (Charlie Heaton). Da queste premesse partirà Stranger Things 3: uno dei luoghi chiave delle nuove puntate sarà senz’altro lo Starcourt Mall, il nuovo centro commerciale cittadino, e la storia graviterà anche attorno alla new entry Robin, interpretata da Maya Hawke, figlia degli attori Uma Thurman e Ethan Hawke. Lo show è diventato un vero fenomeno di culto anche per la moda, tanto che alcuni famosi stilisti hanno cavalcato l’onda del successo.

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Aida a Caracalla in un Egitto virtuale
Rilettura di Krief ha aperto stagione estiva dell’Opera di Roma

05 luglio 201920:29

– Un’Aida con poco Egitto, tutta concentrata sul confronto tra i personaggi, lontana dalle rappresentazioni care al pubblico di Caracalla. Il capolavoro di Giuseppe Verdi riletto da Denis Krief con lo spagnolo Jordi Bernacer sul podio ha aperto il 4 luglio la stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma nel magnifico scenario delle Terme. Alla vigilia il regista, che firma anche scene, luci e costumi, aveva chiarito di voler mettere in luce l’aspetto intimo della vicenda, lasciando in secondo piano i momenti di circostanza e dimenticando definitivamente “la parte più folkloristica e circense” degli spettacoli del passato.Così è stato, con una scenografia misurata in cui operai in nero si muovono tra cantanti e figuranti per spostare nel cambio dei quadri due grandi parallelepipedi e la piramide dorata che diventerà la tomba per Aida e il suo Radames. Alla fine la platea ha riservato applausi contenuti a direttore e cast, con uno slancio in più per Judit Katasy, una convincente Amneris, e Vittoria Yeo-Aida. Nel nuovo allestimento dell’opera, che torna a Caracalla dopo otto anni, l’Egitto dei Faraoni è solo evocato, virtuale. La staticità dell’azione e i costumi senza gli sfarzi della tradizione contribuiscono alla ambientazione sospesa del dramma. Krief inserisce qua e là “elementi di disturbo”: se il Radames, interpretato da Alfed Kim, nel primo atto sventola con effetto straniante una bandiera come un eroe risorgimentale – una delle “meravigliose incoerenze” verdiane che il regista ha voluto mantenere -, le trombe egizie della marcia trionfale sono affidate a sei musicisti in frac e cilindro, mentre il re e la regina assistono ai movimenti di massa dal palco d’onore di un teatro ottocentesco.La scena stessa del trionfo, con tutti i personaggi, il coro e il corpo di ballo sul palcoscenico evita di cedere all’enfasi. Tutto cambia dal terzo atto. Gli spazi intorno ai protagonisti si restringono. Il duetto tra Amonasro e Aida, in cui il re etiope convince la figlia schiava degli egiziani a farsi dire dall’amato Radames il luogo in cui attaccare le truppe del faraone, e la scoperta dell’inganno da parte del condottiero, accendono il ritmo dello scontro tra i personaggi. Amneris, la figlia del re egiziano che ama Radames non ricambiata, occupa la scena del quarto atto nel tentativo di convincerlo a salvarsi rinunciando ad Aida. Il confronto tra i due avviene su una scala angusta che taglia uno dei parallelepipedi, una gabbia che inchioda i personaggi nei loro ruoli. Radames, che non rinuncia a pagare la sua colpa finendo sepolto vivo, troverà Aida nella sua tomba. Su tutto giganteggia la musica di Verdi che guida i personaggi verso il loro destino. Ma se Aida può decidere di morire accanto al suo uomo, Amneris non ha scelta, condannata a vivere nel dolore il suo sogno d’amore finito in pezzi.Lo spettacolo avrà nove repliche (dopo quella del 5 luglio, sabato 6, domenica 7, il 12, 13, 18, 24 31 luglio e sabato 3 agosto). Due i cast che si alterneranno: Vittoria Yeo e Serena Farnocchia (Aida), Judit Kutasi e Silvia Beltrami (Amneris), Alfred Kim e Diego Cavazzin (Radames); Gabriele Sagona (Il Re); Marco Caria e Adrii Ganchuk saranno Amonasro; Adrian Sampetrean e Alessio Cacciamani impersoneranno Ramfis.

Capsule dedicata a mostra Giulio RomanoLubiam, lavoro a quattro mani con il museo e Assmann

05 luglio 201913:57

– Dal 6 ottobre Giulio Romano torna a Mantova con la mostra “Con Nuova e Stravagante Maniera”. E per l’occasione Lubiam, azienda mantovana leader nel menswear d’alta gamma, ha realizzato una capsule collection ispirata all’artista e disegnata da Giovanni e Giulia Bianchi, quarta generazione della famiglia Bianchi e alla guida del team creativo dell’azienda. “Giulio Romano – afferma Peter Assmann, direttore del Complesso Museale Palazzo Ducale – è stato davvero un artista eccezionale nella sua capacità di puntare sulla creatività. La sua nuova e stravagante maniera si applicava in tante diverse forme artistiche, dal disegno di un piccolo vaso speciale fino alla riorganizzazione del Palazzo in forma di città, il nostro Palazzo Ducale di Mantova. In questo spirito vediamo con grande gioia l’iniziativa del nostro partner già da molti anni, la ditta Lubiam”. “Questa collaborazione – aggiunge Giulia Bianchi – si traduce in un vero e proprio lavoro a quattro mani con il Museo”.

Paradise Garage, la fuga magica di BarkL’artista, la mia fotografia è nata grazie alla luce italiana

05 luglio 201913:59

– “Tutti possono fare qualcosa di grande e creare il proprio ‘Paradise Garage’. Bisogna solo concentrarsi. Quello che mi fa andare avanti ogni giorno è realizzare qualcosa di alternativo alla realtà”: con passione Jeff Bark racconta se stesso e il lavoro fatto per la sua prima personale italiana, ospitata a Palazzo delle Esposizioni fino al 28 luglio. Per il progetto di “Paradise Garage”, a cura di Alessio de’ Navasques, il fotografo statunitense, che ha incontrato il pubblico nell’Auditorium del museo, ha realizzato un viaggio immaginario nel nostro Paese, una fuga magica talmente costruita da sembrare reale: oltre 50 immagini, in una galleria di still life e ritratti che rievoca in chiave contemporanea le quadrerie conservate nei palazzi nobiliari romani. L’Italia ha avuto un ruolo cruciale nel suo modo di lavorare: “Ho vissuto a Milano, ne ho amato tanto la luce grigia, diversa dal sole della California”, spiega, “posso dire che la mia fotografia è nata con la luce italiana.

Battisti, il 6/9 esce Masters – Vol.248 brani rimasterizzati dai nastri originali

05 luglio 201914:26

– A due anni dall’uscita di “Masters”, si completa il lavoro di restauro e rimasterizzazione dell’opera di Lucio Battisti: il 6 settembre esce infatti “Masters – Vol.2”, la seconda raccolta, targata Sony Music, con 48 brani estratti dai nastri analogici originali restaurati e rimasterizzati a 24bit/192KHZ, la migliore definizione attualmente possibile.
Venticinque anni fa Battisti consegnava il suo ultimo album in studio, “Hegel”, e Sony Music, nei giorni dell’anniversario della scomparsa dell’artista (il 9 settembre 1998) pubblicherà il secondo cofanetto dedicato a quello che è stato universalmente riconosciuto, da tutti coloro che hanno condiviso un percorso musicale con lui, un musicista di genio assoluto, oltre che un inguaribile curioso ed appassionato di musica.
“Masters” è nato con lo spirito e la possibilità di ascoltare uno degli artisti più grandi della storia della musica italiana “come non lo hai mai ascoltato”.

Nff, in 3000 per concorsoAnticipazioni 21esima edizione 23 al 30 settembre a Napoli

NAPOLI05 luglio 201915:06

– Sono oltre tremila le opere pervenute, tra lungometraggi, corti e documentari, per concorrere alla 21esima edizione del Napoli Film Festival che si svolgerà dal 23 al 30 settembre 2019, direttore da Mario Violini, organizzata dall’Associazione ‘NapoliCinema’. Mentre inizia il lavoro di selezione per le varie sezioni, già annunciata in programma come evento speciale l’anteprima mondiale di ‘Dance again with me Heywood!’ di Michele Diomà. Tra i protagonisti del film, l’autore americano James Ivory, Premio Oscar per la sceneggiatura del film di Luca Guadagnino ‘Call me by your name’. Interamente girato a New York, è una favola dedicata al tema del pregiudizio ”ma anche ai diritti civili – spiega Diomà – abbiamo provato a riflettere su quanto sia importante avere sempre il coraggio di dire come la si pensa”.

E’ morto Ugo Gregorettiregista ed attore scompare nella sua casa di Roma

ROMA05 luglio 201915:41

– E’ morto nella sua casa di Roma, Ugo Gregoretti, regista e attore. Era nato il 28 settembre 1930 nella capitale. Autore tv di ‘Controfagotto’, ‘Il Circolo Pickwick’, e ‘Romanzo popolare’, fu assunto alla Rai nel 1954 e iniziò con la realizzazione di inchieste tv originali e spregiudicate che gli procurarono molti problemi all’interno dell’azienda. Nel ’60 vinse, con un documentario sulla ”Sicilia del Gattopardo”, il Prix Italia. Il successo ottenuto lo spinse ad occuparsi di cinema. Dal ’68 fino alla fine degli anni Settanta si dedico’ al documentario politico. Nell’80 inizio’ la carriera teatrale allestendo piu’ di 50 spettacoli e dirigendo dal 1985 all’89 il teatro Stabile di Torino. Ad 84 anni sognava ancora di fare un film, lo annunciò al Bif&st, ”racconto la mia cialtroneria”.

‘Soldi’ brano straniero al top IsraeleHaaretz, Mahmood il vero vincitore dell’Eurovision

05 luglio 201915:48

– TEL AVIV

– Gli israeliani stravedono per Mahmood tanto che la sua hit ‘Soldi’ guida – per la quarta volta – la classifica internazionale dei brani più ascoltati di Galgalatz, la Radio dell’esercito, tra le più seguite del paese.
Il quotidiano Haaretz ha dedicato alla canzone un lungo servizio in cui incorona Mahmood vero vincitore dell’Eurovision Song Contest. Ad un mese e mezzo dalla competizione svoltasi a Tel Aviv – vinta dall’Olanda con ‘Arcade’ e l’Italia al secondo posto ad un pugno di voti – per il giornale c’è solo “una canzone che gli israeliani non si possono togliere dalla testa ed è ‘Soldi’”. Ed in effetti la si sente ovunque: alla radio, nei negozi, nelle feste. Tra i motivi del successo, non c’è solo il fatto che la gara si sia svolta in Israele, ma anche, a giudizio del giornale, “il battito delle mani” che accompagna il ritornello. Poi, che il brano sia in italiano e non in inglese o francese: questo – ha sottolineato – “cattura l’ascolto”.

Con Autieri-Ballantini il Premio TroisiDal 20/7 a S. Giorgio a Cremano, per nuovi attori e autori

05 luglio 201915:55

– Comicità, musica, spettacoli e ospiti come Serena Autieri e Dario Ballantini. Torna a San Giorgio a Cremano (NA) il Premio Massimo Troisi, XIX edizione dell’osservatorio sulla comicità, quest’anno con la direzione artistica di Gino Rivieccio. In programma dal 20 al 27/7 nei diversi luoghi e piazze della città che diede i natali al grande Massimo, il premio sarà palcoscenico per nuovi autori e comici emergenti, votati da una giuria di qualità. “Abbiamo scelto l’estate – spiega il sindaco Giorgio Zinno – proprio per una maggiore partecipazione del pubblico”. “Massimo Troisi – aggiunge Rivieccio – era una maschera unica, nobile, con una napoletanità lontana dagli stereotipi. A 25 anni dalla morte il suo posto è ancora vuoto”.
Il calendario del Premio verrà annunciato nei prossimi giorni, ma anche quest’anno al centro della kermesse saranno i concorsi, con bandi aperti fino al 10 luglio. Il 14, le selezioni per attore comico.  TUTTE LE INFO: QUI.

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Geffen compra terreno a LA per 30 mln
L’acquisto del magnate del cinema e della musica a Beverly Hills

NEW YORK05 luglio 201916:01

– Un pezzo di terra che vale 30 milioni di dollari. E’ la cifra che ha sborsato il magnate discografico e cinematografico David Geffen per aggiudicarsi uno degli ultimi lotti di terreno dell’esclusiva ‘Billionaires Row’, la strada dei miliardari, a Beverly Hills.
La proprietà era stata messa sul mercato nel 2018 per 39 milioni, poi il prezzo è stato ridotto. Situato sulla cima di una dorsale, gode di una vista indisturbata dal centro di Los Angeles all’Oceano Pacifico. Il terreno prevede già un piano per la costruzione di una villa con sette camere da letto e 14 bagni, una pista da bowling, bar, cinema, palestra e una maxi-piscina che si estende per tutta la lunghezza della tenuta.

Addio a Ugo GregorettiRegista e attore era nato il 28 settembre 1930 a Roma

luglio 201916:03

E’ morto oggi nella sua casa di Roma, Ugo Gregoretti, regista e attore. Era nato il 28 settembre 1930 a Roma.Autore e regista di programmi e sceneggiati radiofonici e televisivi (da Le tigri di Mompracem a Il conte di Montecristo), esordisce come regista cinematografico con I nuovi angeli (1962), tratto dal libro di M. Guerrini I ventenni non sono delinquenti, opera ibrida fra documentario e finzione che, senza giudizi precostituiti e lasciando lo spettatore libero di trarre le sue conclusioni, narra di un viaggio alla scoperta della vita sociale, affettiva e lavorativa dei ventenni italiani. Dopo una partecipazione non troppo brillante a Le più belle truffe del mondo (1963), nello stesso anno dirige Omicron (1963), storia di un alieno incarnatosi in un operaio che muore per essersi troppo umanizzato, e l’episodio Il pollo ruspante, incluso in Ro.Go.Pa.G. – Laviamoci il cervello (1963), film a episodi il cui filo conduttore è il saggio di W. Packard I persuasori occulti. Finzione e documentario si ritrovano anche in Apollon, una fabbrica occupata (1969), in cui gli operai interpretano sé stessi mentre funzionari del PCI e alcuni intellettuali sono chiamati a impersonare i quadri dirigenti.Autobiografiche, amare, esibizioniste ma allo stesso tempo pudiche, divertenti e malinconiche sono infine le disavventure di un regista impegnato nell’allestimento della Bohème raccontate in Maggio musicale (1989).

Modena, nuova vita salone Palazzo ducaleSopralluogo di autorità accademia militare e soprintendenza

MODENA05 luglio 201916:04

– Partiti a maggio i lavori di consolidamento delle superfici pittoriche della volta del Salone d’Onore del Palazzo Ducale di Modena, sede dell’Accademia militare. L’intervento si è reso necessario per il distacco dell’intonaco affrescato e per l’esfoliazione della pellicola pittorica ma anche per “fenomeni di ossidazione dei prodotti protettivi applicati in precedenti interventi di restauro”.
In questo primo periodo di attività i tecnici hanno eseguito interventi di velinatura, cioè di consolidamento preliminare al restauro delle parti di intonaco che rischiano di distaccarsi.
Eseguiti anche interventi di pulitura e iniezioni di malta all’interno delle lesioni, dopo aver effettuato una battitura manuale per il controllo dei distacchi. Nella mattina del 5 luglio hanno fatto un sopralluogo sul posto autorità dell’Accademia militare, del Comune, della Soprintendenza e della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.
L’intervento è frutto di una convenzione sottoscritta nel 2017. La Fondazione finanzia i lavori con 250mila euro, attraverso l’utilizzo dello strumento ‘Art Bonus’ promosso dal ministero per i Beni e le attività culturali. La Fondazione si occupa anche della progettazione, dell’acquisizione dei pareri della soprintendenza, dell’appalto e della direzione lavori.
L’intervento, si legge nella convenzione, è “di ineludibile importanza per riportare il salone d’onore all’antico splendore” e consentirà di rendere agibili e fruibili gli spazi sottostanti per le attività istituzionali, di rappresentanza e di apertura al pubblico.

‘Nespolo fuori dal coro’ a MilanoCirca 200 opere raccontano l’eclettismo dell’artista biellese

MILANO05 luglio 201916:05

– Articolata come un viaggio, apre il 6 luglio a Milano la grande mostra a ingresso gratuito ‘Nespolo fuori dal coro’ dedicata all’anticonformista artista biellese e in programma fino al 15 settembre a Palazzo Reale. Esposte nell’Appartamento dei Principi, circa duecento opere rappresentano la ricerca creativa di Nespolo, il suo eclettismo e la sua particolare attenzione per i materiali: dal legno ai metalli, dalle ceramiche ai vetri.
I primi lavori di Nespolo sono degli anni Sessanta e anticipano il movimento dell’Arte Povera, le cui prime mostre vedono infatti la partecipazione di Nespolo. Nasce in questi anni la tecnica dei “puzzle”, che del lavoro di Nespolo diventano ben presto la più riconoscibile cifra distintiva.
Precoce è anche la passione di Nespolo per il cinema: l’artista dà vita, con Mario Schifano, al Cinema degli Artisti e tra il 1967 e il 1968 realizza film che hanno come protagonisti Enrico Baj, Lucio Fontana, Mario Merz, Michelangelo Pistoletto, Alighiero Boetti.L’attenzione per il design lo ha portato a cimentarsi nei settori più disparati, dall’abbigliamento all’arredamento, dalle copertine di libri e di dischi alla grafica pubblicitaria fino a essere autore di celebri scenografie e costumi per il teatro.

Skunk Anansie, nuovo brano a sorpresa”What you do for love”, è il primo inedito dal 2016

05 luglio 201920:24

– Tornano gli Skunk Anansie, l’iconica rock band britannica con il nuovo singolo What You Do For Love (Carosello Records) fuori in streaming, download e in radio. E’ il primo singolo inedito della band dopo Anarchytecture, album uscito nel 2016. Arriva una settimana dopo l’inizio del tour europeo che celebra i 25 anni di carriera della band (con sei date in Italia) e l’uscita a gennaio dell’album 25LIVE@25.”Le canzoni più difficili da scrivere sono quelle politiche, per questo cerchiamo sempre di evitarle – ha commentato Skin, leader del gruppo -. Si pensa che dovrebbero venir fuori istantaneamente, a causa del fastidio che provi, altrimenti non sarebbero sincere e si rischia di cadere in vecchi cliché. Questo è proprio uno di quei momenti di rabbia! Sembra sempre che l’amore sia la ragione per cui le persone compiono atti d’odio, ed è una cosa che non ho mai compreso”.Le date italiane: 4 luglio Nichelino (TO), 5 luglio Bologna, 7 luglio Legnano (MI), 8 luglio Roma, 9 luglio Napoli, 10 luglio Noto (SR).

Il Quirinale apre all’arte contemporaneaNella casa degli italiani oltre 70 opere dei grandi maestri

05 luglio 201920:19

– Il meglio dell’ arte e del design nazionale dal dopoguerra a oggi entra nella Casa degli Italiani. Ad aprire le porte del Quirinale alla produzione dei maestri della pittura e della scultura contemporanei e al genio creativo dei grandi protagonisti dell’ arredamento degli ultimi decenni è stato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Oltre 70 opere si aggiungono, dunque, ai capolavori del patrimonio storico che abbellisce le splendide sale e gli spazi del palazzo.”Qui non vi è una mostra temporanea o l’ esposizione di un museo – ha detto il Capo dello Stato -. Il Quirinale testimonia non solo la storia, le vicende importanti del nostro paese. L’ arte non si è fermata all’ Ottocento. La Casa degli Italiani è il punto di riferimento del nostro Paese nel testimoniare il rapporto con l’ arte moderna”. Quirinale Contemporaneo è anche il catalogo edito da Treccani che documenta questo insieme di contributi recenti, curato da Renata Cristina Mazzantini con le fotografie di Massimo Listri. Mattarella, nella prefazione, ricorda come dal 2015 il Palazzo sia aperto quotidianamente alla cittadinanza ed abbia accolto finora centinaia di migliaia di visitatori. E allora, sottolinea il Presidente, il luogo “deve risultare al passo con i tempi sviluppando costantemente il legame con l’ arte”. Il progetto presentato oggi “è l’ inizio di una nuova fase, accogliendo l’ arte del presente e guardando a quella del futuro”. Un dialogo tra epoche diverse in cui, ad esempio, nella Cappella Paolina trova posto il Grande Cardinale seduto di Manzù, i mobili d’ epoca sono affiancati a quelli disegnati da Gio Ponti, Piero Fornasetti e Aldo Rossi. Sulle pareti degli ambienti spiccano le opere di Carla Accardi e Antonio Sanfilippo. Il ‘Personaggio Totem’, bronzo del 1956 di Mirko Basaldella, campeggia misterioso nei Giardini. E ancora Boetti, Burri, i bronzi di Pietro Consagra, il bronzo patinato degli Archeologi di De Chirico.Una galleria di pezzi da novanta dell’ arte che arriva fino al richiamo attuale all’ inquinamento che Maria Cristina Finucci esplicita con “Help the Oceans” del 2018, una teca in plexiglass con una rete piena di tappi di plastica, collocata nell’ Atrio dell’ accoglienza visitatori. Ecco, poi, Giosetta Fioroni, i tagli dei Concetti Spaziali di Lucio Fontana, Guttuso, un telaio di Maria Lai, i bronzi di Marino, nel cortile il grande Disco in forma di Rosa del deserto di Arnaldo Pomodoro. Lampade, sedute, divani, tavoli aprono la pagine dei grandi che hanno dato forma alle icone del design. Gae Aulenti, Cini Boeri, Pier Giacomo Castiglioni (la sua mitica lampada Arco spicca nella Palazzina della Fuga), e ancora Aldo Rossi, Tobia Scarpa, Michele De Lucchi, Antonio Citterio, Vico Magistretti, Enzo Mari, Alberto Meda, Piero Lissoni, Gio Ponti… Impossibile citare tutti.Con queste nuove opere, ha spiegato il Presidente Mattarella “non abbiamo turbato l’ equilibrio del Quirinale ma abbiamo integrato il patrimonio artistico rendendolo al passo con il contributo fornito nel tempo, facendo vedere come la vita artistica si arricchisca sotto ogni profilo”. Il Capo dello Stato ha ringraziato gli artisti, le fondazioni e le 22 aziende che “con generosità” hanno donato o concesso in comodato pluriennale le opere. “Insieme – ha concluso – offriamo ai nostri concittadini e agli ospiti stranieri che vengono qui ogni giorno qui una testimonianza di come l’ arte italiana continui la tradizione di secoli di alto livello”.

Ragazzi Cinema America, caro Gregoretti’Ti salutiamo, grazie di tutto, della tua presenza e forza’

05 luglio 201917:33

– 5 LUG – ”I Ragazzi del Cinema America ci tengono a manifestare tutta la loro gratitudine e stima per il maestro Ugo Gregoretti, una delle persone più generose e affettuose incontrate in questi anni”. ”Caro Ugo – scrivono ancora – ti salutiamo, grazie di tutto, della tua presenza e forza. Ricorderemo per sempre le telefonate e giornate passate con te ed Ettore Scola”.

A C.Guzzanti premio Satira politica Riconoscimento anche a Gipi, premiazione il 13 luglio

FIRENZE05 luglio 201917:58

– E’ Corrado Guzzanti il vincitore del 47/o premio di Satira politica di Forte dei Marmi (Lucca).
Il riconoscimento sarà consegnato il 13 luglio, nella serata, condotta da Serena Dandini, che chiuderà la prima edizione del Festival dedicato alla satira politica che si svolgerà dal 9 luglio in piazza del Fortino e villa Bertelli a Forte dei Marmi.
Con Guzzanti, che ritirerà il ‘Satiro’ come premio alla carriera, saranno premiati anche il fumettista Gipi (premio cortometraggio), i The Jackal (per il web), le protagoniste del programma la ‘Tv delle ragazze’ (premio per la tv), Enzo Savastano (per la musica), Fabio Celenza (per il doppiaggio), Zuzu (per il romanzo a fumetti), Francesco De Carlo (per la stand up comedy) e Giacomo Papi (per la letteratura).
Durante i cinque giorni di kermesse interverranno giornalisti, attori, scrittori e fumettisti tra cui Makkox, Stefano Massini e Ascanio Celestini.

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Funk Off a ‘Jazz in Campo-Jazz in Galdo’
Serata inaugurale della 15/a edizione a Campodipietra

CAMPOBASSO05 luglio 201918:01

– Saranno i ‘Funk Off’, con il loro travolgente sound, ad aprire sabato 6 luglio, alle 21, la 15/a edizione di ‘Jazz in Campo-Jazz in Galdo’. Il festival debutta nella nuova location, il ‘Tratturo dei Re’, nel territorio di Campodipietra, a pochi minuti da Campobasso. L’area ospiterà l’atteso concerto della band diventata il simbolo di ‘Umbria Jazz’ tanto che anche quest’anno, subito dopo il concerto molisano, sarà di nuovo protagonista a Perugia in tutte le serate del festival musicale jazzistico. Dopo oltre 20 anni di attività e oltre 800 concerti la prima funky marchin’ band italiana ha legato a quest’accezione un tipo di musica che unisce il groove della black music ad arrangiamenti di tipo jazzistico, a uno stile e a una melodia italiana, a movimenti e coreografie di grande impatto visivo ed emotivo. Sulla loro scia tanti gruppi sono nati in Italia, ma l’energia, l’affiatamento e l’originalità della loro musica, scritta e arrangiata da Dario Cecchini, fondatore e leader della band, restano inimitabili.

Prima volta di Rossini a SavonlinnaStagione ‘italiana’ festival finlandese, protagonista la Scala

SAVONLINNA05 luglio 201918:35

– Per la prima volta le note di Gioachino Rossini sono echeggiate nel castello medievale di Olavinlinna, anche se il festival di opera più importante della Finlandia ha qui la sua casa dal 1912.
Si è trattato di una versione del Barbiere di Siviglia molto finlandese, terminata con la consegna al cast non di fiori ma di un fascio di rami di betulla per la sauna. Finlandese la regia di Mari Heiskanen, che è anche un famoso attore, la scenografia di Antti Mettila e soprattutto i costumi di Teemu Muurimaki, che dopo anni a lavorare per Dolce & Gabbana e Giorgio Armani è tornato in patria e ha dato un sapore rock ai protagonisti con Figaro (Ville Rusanen), pantaloni stretch variopinti, bomber fantasia o nero e stivali da biker, un Conte di Almaviva (Alexey Tatarintsev) con lungo orecchino pendente e cappotto alla Capitan Harlock e una Rosina (una sorprendente Laura Verrecchia) capace di alternare abiti bustier e volant a un semplice slippino di strass senza null’altro sopra.

Netflix, giro di vite sul fumo”Bionde” vietate in programmi per i giovani, e arriva il rating

NEW YORK05 luglio 201918:39

– Giro di vite di Netflix sulle scene di fumo: il gigante della tv in streaming ha annunciato che d’ora in poi le sue produzioni originali destinate a un pubblico giovane non avranno scene in cui gli attori fanno uso di tabacco. L’annuncio è arrivato sulla scia di uno studio del gruppo anti-fumo Truth Initiative secondo cui le scene in cui appaiono sigarette nei più popolari programmi destinati alla fascia tra i 15 e i 24 anni sono più che triplicate nel 2018. La ricerca ha rivelato che rappresentazioni di sigarette o sigarette elettroniche sono molto più frequenti su Netflix rispetto ad altre reti tv o via cavo. Sul banco degli imputati è risultato soprattutto Stranger Things, e non è un caso che Truth Initiative abbia voluto far coincidere la pubblicazione dello studio con il debutto della terza stagione delle avventure degli adolescenti di Hawkins: l’anno scorso il 100% degli episodi della serie ambientata dai fratelli Duffer nel terribile mondo del Sottosopra includevano l’uso del tabacco.

Altaroma tra freedom style e BauhausI giovani verso la libertà di genere, richiami all’arte e poesia

05 luglio 201919:20

– Mentre l’archi-stilista Sabrina Persechino mette a segno una nuova collezione che sfila nel PratiBus District per Altaroma, ispirata ad una corrente artistica dello scorso secolo a lei desueta, vista la sua laurea in architettura, parliamo della Bauhaus, dove sete, cachemire e pelli vengono incisi geometricamente al laser, in questa seconda giornata di presentazioni di moda nella capitale, il bravo Sylvio Giardina usa la sua capacità di couturier (dieci anni di alta moda in coppia con Antonio Grimaldi) per diventare una sorta d’artigiano sciamanico che legge il colore rosso, trasformandolo in un flusso che circonda il corpo femminile abbracciandolo fin sulla testa, in pieghe e tagli geometrici, esaltati da suture di nastri in velluto. Ma i giovani stilisti che si affacciano sul palcoscenico di Altaroma sono alle prese con tutt’altre problematiche e fonti di ispirazioni. Il duo di stilisti del brand DassùYAmoroso, Stefano Dassù e Pasquale Amoroso, utilizza spunti street-punk, per uno stile a-gender.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Final work per l’ Accademia Altieri
Tema ambiente spunto per collettiva. Vince Giorgia Maggi
05 luglio 201919:51

– “Power of Nature” è il titolo del final work dell’Accademia Altieri Moda e Arte che ha sfilato con AltaRoma, dove una giuria d’eccellenza, ha decretato vincitore dell’edizione 2019 Giorgia Maggi che ha presentato una serie di capi dall’eleganza classica e forse per questo rivoluzionaria. La salvaguardia dell’ambiente, il tema affrontato dagli allievi stilisti del terzo anno. Ad aprire la sfilata un abito-costume che rappresenta tutte le varie specializzazioni offerte dall’Accademia Altieri: stilismo, modellismo e sartoria, vetrinista&visual, trucco ed acconciatura. Sfilano linee avvolgenti e protettive, elementi floreali tridimensionali dai colori leggeri e luminosi. Grande attenzione per il lavoro dagli studenti del secondo anno che prendono spunto dalla zip, un accessorio piccolo ma indispensabile. Il progetto è stato portato avanti grazie alla partnership con la storica azienda “Lampo”, fondata nel 1887, di Giovanni Lanfranchi.

Festival Bellezza,chiude edizione recordIl 26 agosto in Arena prima mondiale di ‘Romeo & Giulietta’

VERONA05 luglio 201919:52

– Con oltre 40 mila presenze, 27 appuntamenti sold-out e numerose prime nazionali, il Festival della Bellezza di Verona si prepara alla conclusione di un’edizione da record, con un bilancio in continua crescita.
La rassegna, promossa dal Comune di Verona e organizzata dall’associazione Idem, ha registrato quest’anno un +32% di spettatori nel corso dei 21 giorni di programmazione. Novità di quest’anno, il coinvolgimento dei teatri di Vicenza, Mantova e Gardone Riviera, oltre alle storiche location scaligere, Teatro Romano, Giardino Giusti e Filarmonico. Tema dell’edizione 2019 è stato ‘L’Anima e le Forme’, con riferimento all’omonimo testo di György Lukács sul rapporto tra uomo e assoluto. Gli ultimi spettacoli si terranno il 6 luglio con Matteo Garrone al Palazzo della Gran Guardia, e il 26 agosto in Arena, con la prima mondiale di ‘Romeo & Giulietta’.
Per il 2020 l’associazione è già al lavoro. Tra le novità, appuntamenti in teatri di altre città italiane, dalla Sicilia al Piemonte, e un evento all’Arena. “Questa edizione del festival è andata ben oltre le aspettative – ha detto il sindaco Federico Sboarina -. Le serate sold-out e le migliaia di persone arrivate anche da fuori Verona, confermano che questa rassegna è entrata nel Dna della nostra città, che sta vivendo un’annata davvero eccezionale. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a vario titolo alla realizzazione di questa edizione da record”.

Altaroma, stile da toccare sfila con IedRichiamo a vivere il guardaroba come la vita, con tutti i sensi

05 luglio 201920:32

– Una moda che vuole essere vissuta, indossata, toccata. Ecco perché la sfilata collettiva degli studenti dell’Istituto Europeo di Design (Ied) di Roma, presentata al Pratibus District con Altaroma, era intitolata Touch me. I migliori diplomati dei corsi in fashion design e design del gioiello, selezionati da una giuria di qualità composta da esperti del settore e giornalisti, hanno presentato le creazioni elaborate dopo un percorso didattico durato tre anni. Touch me è un richiamo provocatorio, un invito a vivere la vita avvalendosi di tutti i sensi. “La felice combinazione tra alta sartoria e ricerca tecnologica ha dato vita a una selezione di progetti talmente intensa da poter essere sentita in profondità, anche senza poter essere toccata” afferma il direttore Ied Roma Laura Negrini. Touch me è un mix di tradizione e innovazione, di forme e colori in cui nulla è lasciato al caso. A partire dalle lavorazioni sui tessuti, fino ai tagli sartoriali e ai ricami che incontrano armonicamente le nuove tecnologie.

Altaroma, sfila International CoutureTerza edizione collettiva patrocinata da ambasciata libanese

05 luglio 201920:47

Sfila al Pratibus District la terza edizione di International Couture, collettiva di marchi internazionali patrocinata dall’ambasciata del Libano in Italia.
In chiusura della seconda giornata di Altaroma, in pedana salgono le creazioni couture di stilisti che hanno attraversato il Mediterraneo come Missaki dal Libano, A Hummingway dall’India, Patrick Pham dalla Francia, Parigi, e dai Paesi Bassi i gioielli principeschi di BaroQco, abbinati agli abiti della designer polacca Natasha Pavluchenko, A’biddikkia dalla Sicilia e dalla capitale Emmealcubo, accompagnata in passerella dalle borse artigianali di Patty B. Apre la passerella Sevan, collezione del designer libanese Missak Farassian, che esprime la sartorialità attraverso i ricami e racconta la bellezza del lago Sevan, in Armenia orientale. Sono quindici abiti da sera e un abito da sposa reale. Lusso esotico con i gioielli “The Beauty Within” di BaroQco, pezzi unici abbinati agli abiti da sera “Neo-Couture” di Natasha Pavluchenko.

Docufilm su caso di San Luca a VeneziaRegista, preziosa testimonianza di evoluzione positiva

REGGIO CALABRIA05 luglio 201912:10

– “Speriamo che il film ‘Terra Mia’ venga valutato come una preziosa testimonianza di un’evoluzione in senso positivo di una terra martoriata come la Calabria. Una terra che ha voglia, il desiderio, di ribellarsi alla criminalità”. Così, in una nota, il regista Ambrogio Crespi commenta l’iscrizione alla prossima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia del lavoro della casa di produzione Index Production dedicato al caso del comune di San Luca in Aspromonte tornato ad eleggere un sindaco dopo 11 anni. Gli autori del docufilm sono Klaus Davi, Luigi Crespi e Giorgio Amato. Nel corto, della durata di 60 minuti, le testimonianze, tra gli altri, di Klaus Davi (candidato sindaco), del testimone di giustizia Benedetto Zoccola, del giornalista Michele Inserra e il Comandante dei carabinieri Cosimo Sframeli. Nel film è presente la canzone inedita “Terra Mia” dei rapper Michele Sbam e Kiaman con la partecipazione dell’attrice Ludovica Pedetta.

Abel Ferrara, Siberia a Venezia? Lo speroRegista premio carriera e presidente giuria a Social World FF
05 luglio 201920:22

– La lezione principale del fare film “è parlare alla propria comunità, coinvolgerla socialmente. Non puoi parlare al mondo finché non parli al tuo vicino di casa. L’ho imparato dai grandi registi italiani, che considero miei maestri come Vittorio De Sica”. Parola di Abel Ferrara, che oggi ha ricevuto a Roma il premio alla carriera del Social World Film Festival 2019, La Mostra Internazionale del Cinema Sociale in programma a Vico Equense, dal 27 luglio al 4 agosto, dove il regista de Il Cattivo tenente sarà presidente della giuria. E il festival, che ha come padrino Stefano Accorsi, fra gli omaggi, ne dedica uno proprio a De Sica, attraverso una retrospettiva, incontri e una mostra fotografica Ferrara, che ha presentato all’ultimo festival di Cannes, l’autobiografico Tommaso, è già in fase di postproduzione di un un nuovo film, Siberia.Protagonista il suo attore feticcio, Willem Dafoe, insieme a Isabelle Huppert. Potrebbe debuttare alla Mostra del cinema di Venezia? “Spero di si, ma è un film molto complesso, sto ancora montando, non so farò in tempo, ma mi piacerebbe”. Nella storia, stando alla sinossi ufficiale, Dafoe è Clint, un uomo distrutto che vive in solitudine in una tundra. Un isolamento che non riesce però a dargli né evasione né pace. Una sera inizierà un viaggio in cui dovrà confrontarsi con i propri sogni, i ricordi e le visioni, cercando così di attraversare il buio per raggiungere la luce. Rispondendo ai giornalisti, Ferrara, che vive da cinque anni a Roma, insieme alla moglie Cristina e alla figlia, ancora piccola, Anna (che hanno recitato in Tommaso interpretando se stesse con Dafoe nel ruolo del cineasta), si sofferma anche sul suo rapporto con la Capitale e l’Italia: “Mi sento come un mercenario al soldo di Cesare, nell’esercito romano. Sono nato in un ambiente molto napoletano nel Bronx. Mio nonno là ha fatto fortuna lavorando molto e onestamente. Non ha mai parlato una parola d’inglese, ne’ mangiato un boccone di un cibo che non fosse della sua tradizione, ma amava molto gli Stati uniti. Allo stesso modo io sento molto questa cultura – dice sorridendo e alternando inglese e italiano -. Roma non è il sud ne’ il nord d’Italia, come New York non è gli Stati Uniti e Parigi è Parigi.Roma è una città incredibile. Per me è semplice dire che è un come un caffè. Quando mi sveglio e esco, incontro una barista felice di vedermi e provo un senso di connessione che non ritrovo da nessuna altra parte. Nel mio Paese non importa chi sei ma quanti soldi hai, qui conta quanti soldi hai, ma anche chi sei”. Ferrara commenta anche l’essere considerato uno spirito libero: “Io sono un ribelle e uno schiavo, sempre in battaglia per essere libero. Il mio credo è che si nasce libero e si combatte tuta la vita per mantenere la propria libertà. In qualsiasi contesto politico, militare o sociale ognuno deve provare a definire cosa significhi essere liberi e il proprio lavoro deve riflettere quel percorso. Se sei sincero verso il tuo lavoro, se sei onesto con te stesso, porti la tua libertà al mondo”. E’ anche per questo, “che ogni film, in fondo parla di se stessi”. Il regista è felice di partecipare a un festival che si svolge “nelle terre da cui viene la mia famiglia, che è originaria di Sarno. Mi piace molto quest’abitudine italiana di portare d’estate, il cinema, attraverso i festival, anche in provincia, nei piccoli centri. E’ una cosa molto importante”.

Torna Luché e conquista la hit paradeSul podio Springsteen e Ultimo. Il Boss resta al top tra vinili

05 luglio 201919:33

– Luché, classe 1981, rapper e imprenditore, riesce nell’impresa di debuttare in vetta alla classifica Fimi-Gfk con Potere (Il giorno dopo), riedizione del pluripremiato album del 2018. Scivola in seconda posizione Western Stars di Bruce Springsteen e precede Ultimo che, dopo aver conquistato lo stadio Olimpico di Roma con oltre 60mila spettatori, è terzo con Colpa delle favole.
Guadagna posizioni ed è quarta la Twerking queen Elettra Lamborghini, seguita da Alberto Urso, il vincitore di Amici, con Solo. Sesto Jova Beach Party di Jovanotti, pronto al debutto a Lignano Sabbiadoro del suo tour sulle spiagge d’Italia. Torna poi a riaffacciarsi nella top ten Salmo con Playlist, seguito dall’eterna Madonna con Madame X, da Emis Killa con Supereroe Bat Edition e a Billie Eilish, decima con When we fall asleep, where do we go? Nella classifica dei singoli, dominata dai ritmi estivi, si conferma in vetta Jambo di Takagi & Ketra, con Omi e Giusy Ferreri. Springsteen con Western Stars guida la top ten dei vinili.

Lethem, scrivo per abbracciare la realtàIn Italia con il nuovo romanzo ‘Il detective selvaggio’

06 luglio 201910:33

– JONATHAN LETHEM, ‘IL DETECTIVE SELVAGGIO’ (LA NAVE DI TESEO, PP. 405, EURO 19,00) “Tutto quello che scrivo viene dal desiderio di comprendere, di abbracciare la realtà e quello che accade”: è sempre il bisogno di decifrare il nostro vivere quotidiano a spingere Jonathan Lethem, una delle voci contemporanee più intelligenti e critiche della letteratura statunitense, a misurarsi con la pagina scritta. “Mi ispira la vita reale, incontrare le persone, ascoltare voci diverse: la mia è una guerra costante per cercare di uscire da un mondo di astrazioni e concetti e toccare le cose fisicamente; ma il mio stile è naturale, non è un calcolo: è il risultato della mia personalità, della confusione che ho dentro”, dice lo scrittore che nei giorni scorsi è stato ospite alla Basilica di Massenzio per partecipare all’evento promosso dal Parco Archeologico che ha celebrato l’incontro tra la Milanesiana, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, e Letterature, il festival diretto da Maria Ida Gaeta, dove ha letto un testo inedito.Anche nell’ultimo libro, ‘Il detective selvaggio’, edito da La nave di Teseo, Lethem si dedica a ciò che sa fare magistralmente, mescolare i generi: nel romanzo convivono in armonia un thriller, una storia d’amore, una serie di avventure vissute da personaggi cesellati alla perfezione, il tutto legato dalla consueta scrittura ironica e brillante, ricchissima di potenti immagini e metafore imperdibili. Ad arricchire la storia, non poteva mancare la pungente critica politica (nel mirino c’è l’America all’indomani dell’elezione di Trump): “Questo momento politico è tragico, terribile, c’è paura, violenza, pregiudizio, sta crescendo il populismo in America e in Europa. Ma siamo di fronte a una fantasia inesistente: ossia quella di immaginare che basti chiudere i confini o costruire muri per essere al sicuro, per tornare a un passato con fortezze medievali dietro cui nascondersi”, dice, “noi scrittori non possiamo far altro che dire la verità: dagli artisti o dagli attivisti politici possiamo ricercare le tessere del puzzle che abbiamo davanti, ma nessuno di noi ha in mano le risposte. Non abbiamo mai vissuto in un mondo giusto o misericordioso ma adesso assistiamo al palesarsi dell’ingiustizia”.E parlando del suo testo inedito ispirato a “La Speranza e I Classici” spiega: “È stato difficilissimo scrivere un testo che parli di speranza e di conoscenza. Tutti noi scrittori su questi temi abbiamo la tendenza a non sapere cosa scrivere, perché ci sentiamo impauriti, non vogliamo esporci”. Se la speranza resta indefinibile (“mi rifiuto di rispondere su cosa sia oggi”, dice con un sorriso), sui classici invece Lethem ha le idee molto chiare: “i testi diventano classici quando creano connessioni che permettono di incontrare un essere umano lontano, irraggiungibile. I classici non sono libri appoggiati su una mensola, ma sono amici che ci fanno viaggiare come se fossero macchine del tempo”. Un’esperienza al di là del tempo e dello spazio che lui da grande lettore ha vissuto spesso, anche grazie alla letteratura italiana e ai suoi maestri, come “Calvino e Svevo, Ginzburg e Levi, autori straordinari”.”Amo l’Italia, specialmente Roma. La prima volta che sono venuto in questo paese era per partecipare al Salone del libro di Torino: nel logo c’era una persona che annusava un libro, sembrava volesse mangiarlo. Mi sono chiesto se gli italiani leggessero i libri così”, racconta. “Ecco quello è l’emblema dell’Italia: un paese in cui ci sono persone che danno enfasi alla vita tangibile, che sono consapevoli del proprio corpo e sanno soddisfarlo. Io poi sono cresciuto a Brooklyn accanto a una comunità di immigrati italiani e anche loro erano così”.

Scurati, dopo lo Strega Mussolini torna nel 2020Polemiche dopo sue parole su legge del libro, ‘non sono esperto’

06 luglio 201910:32

– Non ha vissuto “come un riscatto rispetto alle sconfitte precedenti” il suo trionfo al Premio Strega 2019 con ‘M. Il figlio del secolo’ (Bompiani) e il giorno dopo la vittoria con 228 voti Antonio Scurati pensa già al secondo volume della sua trilogia sul fascismo che vorrebbe “riuscire a pubblicare nell’autunno 2020”. “Non avevo nessun senso di rivalsa. Mi sono rallegrato di questa vittoria trionfale non tanto per me, ma per questo libro che arriverà a tanti altri lettori e mi auguro entri nelle scuole e università. Lo Strega 2019 mi ha riconciliato con la città, con il Ninfeo di Villa Giulia a Roma e con il Premio” dice lo scrittore che nel 2009 arrivò secondo per un voto dopo Tiziano Scarpa e nel 2014 per cinque voti, dopo Francesco Piccolo che alla sua terza volta è stato il sostenitore di ‘M.’, oltre 800 pagine sui primi sei anni di Mussolini in cui entra “nella focale corta” di quello che sarebbe diventato il duce, che ha già venduto 180 mila copie.”Dopo la seconda volta avevo giurato mai più, non solo con lo Strega, ma con questo coté mondano dell’attività di scrittore. Mi sono recluso. Questo libro è figlio di quelle sconfitte” racconta Scurati mentre si scatenano le polemiche per la sua dichiarazione al Ninfeo sulla proposta di legge sul libro che hanno “stupito e rammaricato” Ali-Confcommercio, Adei e SIL – Sindacato Italiano Librai di Confesercenti. “Non conosco la proposta di legge nel dettaglio e non voglio entrare nel merito. Mi ero appena alzato da un tavolo dove alcuni dei più importanti protagonisti della produzione libraria davano giudizi allarmati e parlavano negativamente di questa proposta di legge sul libro. Mi è venuto istintivo riportare la loro preoccupazione” chiarisce Scurati che ora torna a casa “a scrivere M. 2′” dice. “Sto lavorando da molto tempo al secondo volume di cui avevo iniziato ad occuparmi prima che uscisse ‘M. Il figlio del secolo’. Sarà il romanzo che racconta gli anni del Regime. Cosa succede quando inizia la dittatura di Mussolini. Sarà più concentrato sulla lotta per il potere all’interno del fascismo e sul tentativo del duce di modellare, di sagomare come diceva lui, gli italiani” racconta lo scrittore che ha da poco compiuto 50 anni.’M.il figlio del secolo’ è più milanese, il secondo volume sarà più romano e ho già in mente dove farlo terminare. Il regime è durato a lungo e dovrò fare un taglio. Un momento cardine sarà la mostra del decennale nel 1932 in cui il regime si autocelebra e rappresenta” spiega. Il metodo sarà lo stesso, ma per ‘M.2’ Scurati ha fatto “un lavoro più intenso sulle fonti originarie, all’Archivio Centrale di Stato. Utilizzerò documenti in larga parte inediti, noti agli storici ma trascurati da loro perché non rilevanti per la storia politica, che sono invece importanti all’occhio del romanziere perché riguardano il substrato umano, come i carteggi del duce con i suoi gerarchi” sottolinea il vincitore del Premio Strega 2019. “Il terzo volume parlerà dell’abisso, della caduta, ma ci vorrà tempo. L’unico dubbio che ho – rivela – è sulla Repubblica di Salò. Storici e amici mi fanno notare che meriterebbe un libro a parte, ma già la trilogia per me è sufficiente”.Il progetto di una serie tv, di cui ha acquistato i diritti Wildside, intanto procede. “Siamo in fase di prima scrittura. Io collaboro alla sceneggiatura. C’è la proposta concreta di una collaborazione con un pacchetto artistico di respiro internazionale e per ora non posso dire di più” racconta Scurati che nella notte al Ninfeo è stato protagonista di un grande abbraccio con Missiroli, l’autore di ‘Fedeltà’ (Einaudi), arrivato terzo con 91 voti, che ha tifato per lui. “Quando ci siamo abbracciati gli ho sussurrato all’orecchio ‘vincerai la prossima volta’. E’ uno scrittore ancora giovane benché abbia fatto cose notevoli e so che per lui ci sarà una prossima volta. Missiroli ha dovuto subire il prezzo di essere per più di un anno vincitore annunciato, è un arma a doppio taglio e ha reagito bene, ha fatto prevalere l’affetto” afferma. “Che io fossi vincitore annunciato o no, Scurati avrebbe vinto comunque perché il suo libro riempie un tassello che è oltre la letteratura, va a coprire un buco del tempo” dice Missiroli che ha voluto stare sotto il palco al momento della vittoria. Adesso Scurati torna “alle sudate carte” e guarda all’estero. “C’è già un grande dibattito internazionale intorno al libro” che sarà tradotto in oltre trenta paesi.

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