Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tempo di lettura: 16 minuti

Ultimo aggiornamento 14 Luglio, 2019, 15:25:09 di Maurizio Barra

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE SEMPRE AGGIORNATE, APPROFONDITE, DETTAGLIATE, COMPLETE ED UFFICIALI: LEGGI!

DALLE 12:55 DI SABATO 13 LUGLIO 2019

ALLE 15:25 DI DOMENICA 14 LUGLIO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

A Uj masterclass per docenti scuole
“Maestra, allora è jazz” il tema dell’iniziativa

PERUGIA13 luglio 2019 12:55

– “Maestra, allora è jazz” è il titolo di una masterclass gratuita dedicata alle tecniche vocali ed aperta ai docenti delle scuole primarie in programma il 16 luglio a Perugia durante Umbria Jazz.
Ad annunciarlo è lo stesso festival che in questa 47/a edizione ha inaugurato una sezione chiamata “Uj4Kids” per la quale si avvale della collaborazione dell’Associazione Ijvas (Il Jazz va a scuola) nata all’interno della Federazione del Jazz Italiano, che ha già attivato una rete importante di collaborazioni con le scuole del territorio italiano e con le realtà virtuose già esistenti che operano attivamente nelle scuole attraverso il linguaggio del Jazz. Obiettivo, quello di compiere azioni strutturali per introdurre il jazz nelle scuole di ogni ordine e grado. Nell’associazione sono coinvolti insegnanti, ricercatori e studiosi che operano nella didattica musicale da anni e che attraverso la ricerca hanno utilizzato questo tipo di linguaggio nelle loro pubblicazioni ed esperienze lavorative.

A Senigallia monumento per John LennonIntitolato ‘Immagina la pace’ si richiama al ‘wall’ di Praga

ANCONA13 luglio 201914:38

– È stato inaugurato oggi il monumento dedicato a John Lennon. L’opera, alta 2,5 metri e intitolata ‘Immagina la pace’, è stata realizzata dall’artista jesina Stefania Ricci e installata al parco che l’amministrazione comunale ha rinominato “della Pace”. Si ispira nella forma alle piramidi del matematico russo Alexander Golod ma con disegni e scritte come sul celebre ‘John Lennon Wall’ che Praga ha dedicato a Lennon.
L’iniziativa è partita da BeatleSenigallia, l’associazione che si propone di divulgare le musiche e i messaggi di pace, amore e fratellanza che caratterizzavano i testi del quartetto di Liverpool. Al suo fianco, oltre al Comune e ad alcune aziende del territorio che hanno finanziato l’opera, anche i Beatlesiani d’Italia Associati (Bdia), il Beatles Fan Club Italiano con sede a Brescia.
“Abbiamo bisogno – ha detto il sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi – di simboli di pace e accoglienza, non di erigere muri al confine dei nostri paesi né di respingere le persone in mare”.

Moda: ‘Quelle tre’ si rimettono in giocoChiude atelier sorelle Scardigli a Firenze

RENZE13 luglio 201914:41NE

– ‘Quelle tre’ compiono trent’anni e si rimettono in gioco. Chiude il 17 luglio l’atelier fiorentino, in via Santo Spirito, di Cecilia, Luciana e Cristiana Scardigli, tre sorelle figlie d’arte che dopo aver lavorato assieme per 30 anni disegnando e realizzando abiti mai convenzionali hanno deciso di mettere la loro creatività al servizio di altro, pronte a fare nuove esperienze, anche individualmente, all’insegna sempre della passione e del divertimento.
Un’avventura raccontata anche in un volume, ‘Quelle tre – 25 anni di non-moda’, realizzato appunto per festeggiare i 25 anni dell’atelier e il ‘modo’ delle tre sorelle di creare abiti colorati e dal taglio lineare, essenziali ma tutt’altro che semplici, rigorosi nelle forme geometriche ma morbidi, dai tessuti pregiati e di fattura sartoriale, fuori dal tempo ma proprio per questo attualissimi. Il tutto accompagnato nel libro da decine di testimonianze delle clienti più affezionate.

Its premia nuovi talenti d’OrienteRiconoscimenti a molti stilisti e designer di quell’area

TRIESTE13 luglio 201916:39

– Una fucina di nuovi talenti della moda: è questo l’International Talent Support, la manifestazione di mostre e sfilate di collezioni, che si svolge ogni anno a Trieste e che stasera ha premiato le promesse della creatività.
Premi a stilisti emergenti internazionali che si sono distinti per il loro lavoro. Sono andati dunque a Corrina Goutos la menzione speciale by Vogue Talents e l’Its Sustainability Award; a Moon Hussain il premio della Camera nazionale della Moda Italiana. Nel novero dei vincitori anche Daoyuan Ding a cui sono stati assegnati il Tomorrow Entrepreneurial Creativity Award e l’Its Award offered by Allianz with Pitti Immagine Tutoring & Consulting; Rafael Kouto a cui sono andati il Lotto Sport Award e il Diesel Award; Jiaen Cai ha vinto l’Its Fashion@Work by illy Award e Annaliese Griffith-Jones l’Otb Award. Moon Hussain vince anche il Coin Excelsior Award.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Omaggio Joao Gilberto apre Umbria jazz
Primi protagonisti Gazzè-Britti ma anche musica per puristi

PERUGIA13 luglio 201917:03

– Un inizio bagnato quello di ieri sera all’Arena Santa Giuliana per i primi concerti nel main stage di Umbria Jazz. L’avvio serale del festival, che andrà avanti a Perugia fino a domenica 21 luglio, è stato anticipato dall’omaggio a Joao Gilberto, il cantautore brasiliano scomparso pochi giorni prima dell’inizio della manifestazione che lo ha ospitato più volte e in esibizioni memorabili.
‘O mito’ è apparso in video, per un minuto nei maxi schermi dell’arena, con la sua versione di ‘Estate’ di Bruno Martino.
Partenza bagnata quindi per la kermesse musicale – con la pioggia puntuale ad inizio serata caduta per la prima mezzora – ma fortunata, anche per merito di un doppio set che si è sviluppato tra le radici blues e l’anima pop dell’atteso duo Max Gazzè e Alex Britti anticipato, come live di apertura, dal blues, quello puro e duro in questo caso fatto di tecnica e cuore, dell’eroe della chitarra e bluesman Robben Ford affiancato dalla sua band.

Ozuna sold out record al Latin FestivalIl 15 luglio lo show del cantante portoricano multiplatino

MILANO13 luglio 201918:26

– Dopo il tutto esaurito dello scorso anno, lunedì torna sul palco del Milano Latin Festival Ozuna l’artista urbano di Porto Rico, con il suo nuovo tour da record di incassi ‘Aura European Tour’. È record anche ad Assago: il sold out di Ozuna è stato raggiunto già i primi giorni di maggio, due mesi e mezzo prima della data in cui il cantante multiplatino sale sul palco.
Consacrazione definitiva per un artista che dal 28 giugno scorso ha già siglato i sold out a Barcellona, Parigi e Zurigo, dopo aver fatto incetta di premi ai Lo Nuestro Awards 2019, dove Ozuna ha battuto tutti con ben nove riconoscimenti: a cominciare dal Tour of the Year per Aura Tour e poi con la canzone ‘Me Niego’ in collaborazione con Wisin, che ha vinto i premi Single of the Year, Collaboration of the Year, Song of the Year, Pop Rock Song of the Year e Pop Rock Collaboration of the Year. Juan Carlos Ozuna Rosado ha iniziato a comporre canzoni all’età di dodici anni.

Di artista della dinastia,esce per prima volta da Città Proibita

13 luglio 201918:27

– SHENZHEN

– Un catalogo di oltre 300 specie animali marine minutamente descritte e corredate da splendidi e dettagliati acquerelli: è l’opera di un artista cinese del ‘600, della cui biografia si sa poco o nulla, collegato alla dinastia Qing, che regnò sulla Cina per quasi tre secoli (1644-1911), Nie Huang. Il suo catalogo, che esce per la prima volta dalla Città Proibita di Pechino, è esposto nella città di Shenzhen, nel sud della Cina in una mostra dal titolo “La vita marina nella Città Proibita”,.
Il catalogo, intitolato “Hai Cuo Tu” (La varietà della vita marina) fu donato dall’oscuro artista, che aveva girato le coste e fatto le sue osservazioni, all’imperatore Kangxi (1654-1722), e divenne poi il libro preferito dall’imperatore Qianlong, nipote di Kangxi.
Coprendo un’area di 1.400 metri quadrati presso lo Shenzhen Sea World Culture & Arts Center, la mostra è organizzata in collaborazione tra il Museo della Città Proibita di Pechino e la China Merchants Cultural Industry (Shenzhen) Co. Ltd. del China Merchants Group (CMG). Comprende decine di tavole di Nie Huang, corredate da giochi interattivi e contenuti multimediali immersivi per permettere ai visitatori di scattare foto. Di fronte a un pannello interattivo, il giovane visitatore Yan Wenxiang ascolta con gli auricolari la spiegazione del perché gli occhi del pesce piatto si trovino entrambi sullo stesso lato di questo animale. “Nei libri di testo, tutte le creature marine vengono rappresentate piatte, ma qui sono tridimensionali e sembrano vive”, ha detto il piccolo visitatore di 10 anni.
“In futuro, sfoglieremo altri antichi libri illustrati custoditi dalla Città Proibita per portare nuovi prodotti culturali di qualità nell’area della Greater Bay Area tra il Guangdong, Hong Kong e Macao”, ha aggiunto Yan.
La mostra si concluderà l’8 ottobre.

Crialese, prossimo film sulle migrazioni’Una condizione legata all’evoluzione dell’uomo’

13 luglio 201918:48

– “La migrazione come condizione esistenziale oltre che sociale”. Ospite assieme a Roberto Saviano dei Ragazzi del Cinema Americano in Piazza San Cosimato, il regista Emanuele Crialese ha anticipato alla platea in attesa della proiezione del suo film Terraferma, il tema del suo prossimo lungometraggio: “La migrazione rimane nel mio cuore e sarà al centro anche dei prossimi progetti che affronterò.
Parlerò di una migrazione diversa però, di una migrazione più piccola, di quella dell’anima. Racconterò la migrazione di un bambino che vive all’interno di una famiglia disfunzionale e che in qualche modo prova questo modo di migrare verso lo stato adulto. Sarà un film di formazione ma pur sempre un film legato al movimento. Quello che ha fatto ognuno di noi. Il prossimo film quindi sarà più legato ai movimenti identitari e alla costruzione di un’identità”. Top secret ancora il titolo, attualmente in fase di preparazione, il film sarà prodotto dalla Wildside di Mario Gianani e Lorenzo Mieli.

Hamburg Ballet, trittico dei sentimentiAl Ravenna Festival in esclusiva. Beethoven, Bernstein, Mahler

14 luglio 201912:59

-In principio era Beethoven, che da sempre affascina John Neumeier, direttore (da sempre) dell’Hamburg Ballet, con la sua potente essenzialità che il coreografo splendidamente ottantenne seziona attraverso la spinta dinamica dei corpi, sempre fuori contesto, sempre asimmetrici, nella loro drammaticità. La musica potente e maestosa di Ludwig van Beethoven è messa in scena direttamente, con il pianoforte a coda sul palco dello storico e sempre affascinante Alighieri di Ravenna per il Ravenna Festival dove il trittico è andato in scena in esclusiva per l’Italia. Sono essenzialmente le Variazioni dell’Eroica e sulla Sinfonia n.3 a comporre il Beethoven Project che avrà il suo compimento in occasione dei 250 anni dell’artista.Nella scenografia ridotta all’osso di due pannelli colorati di rosso e di blu, i frammenti sembrano rincorrere l’ide di fondo di cogliere lo spirito meno retorico del compositore, la sua anima di uomo più che di artista. Dice Neumeier: “Quello che era partito come titolo provvisorio, Beethoven Project, si è rivelato essere il più adatto a descrivere il mio approccio coreografico al compositore. Qui non c’è una storia da narrare. Più che una trama definita, il balletto combina frammenti di musica e suggestioni emotive tratte dalla biografia di Beethoven. Beethoven Project è una sorta di balletto sinfonico, modellato su quello che la musica di Beethoven mi ha ispirato e plasmato dalla mia soggettiva risposta coreografica”. Ma Beethoven Fragments (dal balletto Beethoven Project di John Neumeier) è solo uno dei tre momenti dello spettacolo dell’Hamburg Ballet in esclusiva a Ravenna, e non il più emozionante. C’è una parentesi giocosa con Birthday Dances.Rappresentato per la prima volta nel 1990, poco prima della morte di Leonard Bernstein, in occasione del 50o compleanno della regina Margrethe II di Danimarca, prende spunto da opere precedenti, anch’esse ispirate a Bernstein: West Side Story (1978), Song Fest e Age of Anxiety (1979), ed è un intermezzo che quasi stride per la sua colorata vivacità da Broadway dopo l’intensità emotiva di Beethoven. Poi, in chiusura, lo struggente At Midnight, dal Rückert Lieder di Gustav Mahler, nel 1976. Presentato originariamente all’interno del programma misto Ballets for Piano and Voice, At Midnight ora è il risultato di una nuova indagine sulla partitura mahleriana che però non ne tradisce lo spirito intensamente romantico che sulla voce di Benjamin Appl declina mirabilmente il tema dell’amore come eterna fuga, per poi essere fugacemente rincorsi e riappropriarsi al fine delle braccia dell’amato. Come fosse per sempre ma con l’impalpabilità di un velo.

Tutte pazze per Hero Fiennes-TiffinLa star di After al 17/esimo Global Fest

ISCHIA (NAPOLI)14 luglio 201913:01

– E’ già caccia al principe azzurro del Global Fest: fan mobilitate sull’isola d’Ischia per avvistare Hero Fiennes-Tiffin, la star inglese che con ‘After’ (è l’affascinante e ribelle Hardin Scott) ha fatto innamorare le ragazze di tutto il mondo. L’attore e modello di nobile famiglia d’arte (è nipote di Raplh e Joseph Fiennes, figlio di due registi George Tiffin e Martha Fiennes) è premiato come attore emergente all’Ischia Global Film & Music fest che si apre domani 14 luglio con un pieno di giovani stelle da tutto il mondo, tra le quali gli americani Alex Wolff (regista e protagonista del film d’apertura ‘The Cat and the moon’) e Zoey Deutch (‘Arrivederci Professore’). Il più atteso dalle fan sembra però essere il giovane londinese: consacrato dopo il successo del film tratto dal best seller di Anna Todd e diretto da Jenny Gage, il giovane Hero, classe 1997, si annuncia come uno dei protagonisti della 17/esima edizione del festival.

Paolo Di Paolo, una lunga storia di fotoAl Maxxi davanti alle sue foto, “Il Mondo, che esperienza…”

14 luglio 201913:00

“Portai a Mario Pannunzio una foto di Pasolini di cui ero orgoglioso. Lui la guardò a lungo, cosa che non faceva mai, poi disse: No, è troppo bella. Non la pubblico”. Paolo Di Paolo ricorda ancora con precisione l’esame rigoroso al quale il direttore del settimanale “Il Mondo” sottoponeva gli scatti dei suoi collaboratori. Lo fa parlando accanto alla scrivania dell’ufficio dell’inventore del mitico periodico di cui ha curato la ricostruzione minuziosa per la mostra “Paolo Di Paolo. Mondo perduto. Fotografie 1954-1968″, al Maxxi fino all’8 settembre. Il maestro, molisano di Larino, 94 anni di energia e lucidità, accompagna un gruppetto di studenti del Dipartimento di Scienze Umanistiche e della Comunicazione dell’ Università della Tuscia in una esclusiva visita guidata in cui si intrecciano aneddoti, etica della professione, personaggi straordinari di un’ Italia che si ricostruiva il volto dopo la tragedia della guerra.”E’ una sorpresa anche per me – dice -. Da quella specie di cimitero che è la mia cantina mia figlia ha trovato 250 mila foto, cose che avevo dimenticato. Tutte le immagini sono frutto dell’insegnamento di Pannunzio alle generazioni di fotografi degli anni Cinquanta e Sessanta”. Il Mondo nacque nel 1949, dopo l’esperienza che il fondatore aveva maturato nel 1937 lavorando al fenomeno Omnibus di Leo Longanesi – “la matrice di tutta la stampa periodica italiana successiva” lo definisce Di Paolo – accanto a nomi del calibro di Mario Missiroli, Arrigo Benedetti, Indro Montanelli. Omnibus aveva sdoganato l’immagine fotografica dalla subalternità al testo scritto e Pannunzio enfatizzò ancor di più questo aspetto. “La foto per lui doveva essere una presenza autonoma e narrativa, sganciata dal resto – spiega -. Non doveva essere bella o brutta ma buona. Eravamo in pochissimi a fare quel tipo di fotografia oggi morto e sepolto. Che stimolo lavorare per Pannunzio. Non ci interessavano i professionisti, avevamo la fortuna di essere vergini. Senza saperlo stavamo dando vita a un concetto sconosciuto in Italia che si proponeva di andare oltre le mode del momento”. Il Mondo aveva le firme di tutti gli intellettuali ma, riconosce il maestro, “non si riusciva proprio a leggerlo”.La ricetta di Paolo Di Paolo, nei 14 anni di lavoro a il Mondo con il record di 573 foto pubblicate, era frutto di un mix: “La foto non arriva mai per caso, bisogna pensarla, concepirla nel suo formarsi e aspettare il momento giusto” dice davanti all’ immagine del pittore Giorgio de Chirico del 1956 che attraversa sulle strisce pedonali mentre un uomo in bicicletta gli passa accanto con una enorme cornice. Quasi tutte le 250 foto selezionate dalla curatrice Giovanna Calvenzi rispondono all’ imperativo narrativo di essere vero e proprio racconto. Quando gli si chiede quale scatto gli sia più caro, Di Paolo si avvicina a quello dei funerali di Togliatti: “Non potevo mancare, quella immagine racconta tutto, il dolore della donna di campagna, la grandiosità dell’ omaggio di fiori ufficiale”. Poi indica gli sceicchi seduti in un bar di via Veneto, in cerca della Dolce Vita inventata da Fellini “che non era mai esistita, di cui il protagonista era il pubblico”. Il modo “naif” di porsi, e la scelta di non pubblicare molti scatti per rispetto, era la chiave con cui Di Paolo riuscì a cogliere l’ intimità di molti personaggi inafferrabili, dalla inedita Oriana Fallaci del 1963 “sorridente in costume, che fa l’ imitazione della diva sulla spiaggia del Lido di Venezia”, ad Anna Magnani al Circeo (“nessuno mai l’ aveva ritratta in costume da bagno”) o il Marcello Mastroianni solitario al tavolo di un bar (“avrei preferito non scattare quella foto, qui davvero c’ è il pathos”).”L’ immagine di cui vado orgoglioso è quella di Umberto di Savoia nel giardino incolto nella villa in Portogallo che era stata di Carlo Alberto. Gli chiesi di sedersi a terra, temevo di non farcela e invece accettò… Nessun re ha una foto come quella”. E poi il lungo capitolo con Pasolini per l’ inchiesta “La lunga strada di sabbia”, il tour del 1959 sulle spiagge italiane da Ventimiglia a Trieste. “Pasolini era chiuso, particolare. Capii che mi ero messo in pasticcio. Non prendeva appunti, guardava senza dire una parola. Si sbloccò quando gli dissi che conoscevo Rilke. Da allora diventò più duttile”. E come finì con la famosa foto bocciata? “Ero deluso – ricorda Di Paolo -. Il caporedattore mi spiegò che Pannunzio naturalmente aveva ragione. Pasolini e il ragazzo che compariva nell’ immagine erano ai lati, il protagonista non era lo scrittore ma lo spazio che predomina sui personaggi”.

Scamarcio cattivo in Welcome Home di George RatcliffIn sala dall’11 luglio thriller targato Usa e girato in Umbria

14 luglio 201912:55

– Un Riccardo Scamarcio davvero stakanovista (quest’anno gia’ a quota otto film e del tutto intenzionato a battere il record di 12 pellicole stabilito da Sordi nel 1954) e sempre molto a-social quello protagonista di ‘Welcome Home’, thriller psicologico girato in Umbria con la modella e star del web Emily Ratajkowski, Aaron Paul, il Jesse Pinkman di Breaking Bad, e Francesco Acquaroli, il Samurai della serie Suburra.
L’attore pugliese nel film di produzione americana e’ un insospettabile cattivo. Welcome Home, in sala dall’11 luglio con Altre storie e Minerva Pictures, ci porta nel cuore dell’Umbria, nelle campagne intorno a Todi. Qui una coppia di giovani americani in crisi, Bryan (Paul) e Cassie (Ratajkowski), prende in affitto un’antica villa in campagna tramite il sito web ‘Welcome Home’. Ma una volta arrivati alla villa, Cassie fa subito amicizia con Federico (Scamarcio), vicino di casa bello e gentile. Una cosa che non piacera’ a Bryan che si sentira’ subito minacciato dal fascino di Federico, vedendolo come una persona ostile. Nascera’ cosi’, non a caso, tra la coppia di giovani americani e Federico uno strano e sottile gioco di potere.
E una vacanza da sogno si trasforma, lentamente e inesorabilmente, in un incubo quando Federico si rivelera’ non solo essere il vicino sempre disponibile che puoi chiamare quando vuoi a farti da guida.
“Il mio e’ un personaggio ambiguo e pericoloso che passa dalla dolcezza alla violenza senza mezze misure – spiega Scamarcio -. Non amo fare i cattivi sempre e solo veramente cattivi, perche’ cosi’ sono anche peggio. E questo perche’ voglio che il pubblico si identifichi”.
Dall’attore, infine, la conferma della sua rinnovata idiosincrasia verso i social: “Trovo sia infame che qualcuno ti filmi e ti posti mentre stai mangiando. Ci sono tre miliardi di persone che cosi’ facendo arricchiscono quattro persone nel mondo che hanno come complessivi guadagni il corrispettivo del Pil italiano”.
WELCOME HOME di George Ratliff con Aaron Paul, Emily Ratajkowski, Riccardo Scamarcio, Katy Louise Saunders, Alice Bellagamba, Francesco Acquaroli, Daphne Alexander, Nav Ghotra.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

A Giuliani premio Ambasciatori Umbria
Sarà consegnato nel corso di Umbria jazz in corso a Perugia

PERUGIA14 luglio 201914:09

– Rosario Giuliani riceverà quest’anno il premio “Ambasciatori dell’Umbria nel mondo” durante il festival Umbria Jazz, in corso a Perugia fino al 21 luglio. Sarà consegnato proprio in occasione del concerto che il sassofonista e compositore di Terracina – con il suo quartetto composto da Alessandro Lanzoni, Luca Fattorini e Fabrizio Sferra – terrà lunedì alle ore 17 al Teatro Morlacchi.
La Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, che ha confermato il suo sostegno al festival, ogni anno consegna questo riconoscimento a musicisti che hanno portato e tenuto alto il nome dell’Italia e dell’Umbria nel mondo. Giuliani sarà quindi premiato perché “tenacia, talento, una profonda passione per la musica tutta e una grande tecnica hanno condotto il musicista alla ribalta della scena europea e internazionale, facendo parlare la critica come di una vera e propria rivelazione”. Il sassofonista infatti è da tempo uno dei jazzman italiani più famosi in Italia e all’estero, in particolare in Francia.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Delogu, così ho sconfitto la dislessia
La conduttrice si racconta in Dove finiscono le parole

MATERA13 luglio 201913:06

– ANDREA DELOGU, DOVE FINISCONO LE PAROLE (RAI LIBRI) – “Ho imparato dei piccoli trucchi, che mi hanno messo al pari con gli altri. E’ come se mi fossi costruita da sola i miei occhiali e ora vedo benissimo”: si racconta con semplicità ma un con un entusiasmo contagioso Andrea Delogu, autrice per Rai Libri di “Dove finiscono le parole”, libro nel quale condivide con il pubblico la sua vita di dislessica. Dopo la “La collina” (Fandango, 2014), romanzo ispirato alla sua infanzia trascorsa in una comunità di recupero, la conduttrice – che a settembre sarà su Rai2 con Stracult e su Radio2, oltre ad avere in preparazione una nuova esperienza al fianco di Renzo Arbore – torna a scrivere di sé con un obiettivo preciso, quello di aiutare i giovani che come lei affrontano quotidianamente la dislessia. “Voglio far capire ai ragazzi che la scuola si può fare: questo è un libro personale ma semiserio, in cui ho cercato di togliere ogni velleità artistica per far arrivare il messaggio. All’inizio dico loro che se non riescono a finire di leggere il libro, un nemico per tutti i DSA (acronimo che sta per Disturbi Specifici dell’Apprendimento, ndr), è per colpa mia che non sono stata capace di intrattenerli”, dice intervistata nei giorni scorsi a Matera.”La verità è che non ti devi fermare mai davanti a niente e non devi sentire gli altri che ti dicono di fare qualcos’altro: un professore al liceo mi disse che mi avrebbe promosso se io gli avessi promesso di non andare più avanti con gli studi. Era una battuta, ma me la sono segnata”, racconta, “io ho appreso una sorta di tecnica di sopravvivenza quando ero piccola: in un mondo tarato per far imparare i bimbi non DSA, quelli che invece lo sono si fanno le ossa. Il percorso non è facile ma non è impossibile. Si vedono le cose con una sfumatura diversa e quella sfumatura può diventare un più nella tua vita. Noi ragazzi DSA non siamo malati, abbiamo solo una caratteristica.    Poi negli anni si va in compensazione”. La prima volta in cui Delogu ha raccontato la sua vita di ragazza dislessica “che cresce in un Paese in cui si sapeva ancora poco di questo disturbo e in cui essere dislessici era considerata una colpa” è stato a una conferenza TEDx: “E’ accaduto 3 anni fa e da allora sono stata sommersa da tantissime mail di genitori disperati e di professori che volevano farmi sapere che Italia qualcosa è cambiato ma non troppo. A scuola infatti ci sono ancora difficoltà, nonostante gli strumenti compensativi previsti dalla Legge 170. Così ho deciso di scrivere il libro, usando il font easy reading, inventato da un italiano e che facilita i dislessici”.A 37 anni, una carriera ormai lanciata nel mondo dello spettacolo, Delogu sente addosso la responsabilità di aiutare chi pensa di non farcela: “A volte, quando sono stanca, si invertono le parole: io ci sono affezionata e mio marito (l’attore Francesco Montanari, ndr) ci ride sempre”, dice, “sono sempre stata promossa però, perché mettevo in atto le mie tecniche: trucchi che mi sono portata anche nel lavoro, io la mia gavetta l’ho fatta così”. Una gavetta che Delogu non esita a definire “di serie A, la più bella che potessi desiderare”, racconta: “Arbore, Frassica Giusti sono artisti con cui mi sposo bene perché non mi hanno imposto schemi né giudizi. Il successo è arrivato tre anni fa, e anche la professionalità. Ma so che il mio modo riconoscibile di condurre dipende dalla dislessia: non seguo quello che scrivono gli autori, faccio mio il concetto del programma e lo interiorizzo”.L’amore consolidato, una bella carriera, Delogu si definisce “felice”: “ora c’è la crescita. Ho sempre lavorato per avere tutto questo. E adesso che ci sono comincio a vivere per vedere come evolve la situazione, e come poter costruire”. Nei prossimi mesi anche un’altra prova, del tutto nuova, al fianco del marito (anche lui in procinto di scrivere un romanzo sempre con Rai Libri): “la seconda settimana di dicembre debutteremo a teatro con un thriller erotico: c’è un assassino tra noi due ma non posso dire chi è”, scherza, “sarà un modo per stare insieme e per vederci di più”.

Domino, la Cia e l’Isis secondo Brian De PalmaIl film, forse unica esperienza europea, in sala dall’11 luglio

13 luglio 201913:07

“Siamo americani, leggiamo le vostre email”. Si chiude così, con questa cinica battuta dell’agente Cia (Guy Pearce) a uno sbigottito agente speciale, ma solo danese, Nikolaj Coster-Waldau ‘Domino’, l’ultimo film di Brian De Palma in sala l’11 luglio con la Eagle. Un thriller, in salsa terroristica, con alcune zampate in puro stile De Palma, e momenti, al contrario, più deboli. Un film verso cui lo stesso regista di ‘Vestito per uccidere’ ha preso le distanze più volte.
Per Domino ci sono stati infatti tagli non voluti (da

2 ore si è passati a 90 minuti),

tante divergenze creative, una sceneggiatura non del regista (firmata da Petter Skavlan), effetti speciali non all’altezza e tutto questo in una produzione europea composta da fondi danesi, francesi, belgi, olandesi e italiani.
Insomma un ritorno al cinema quello di De Palma – l’ultimo suo film è stato ‘Passion’ nel 2012 – un po’ complicato in un lavoro che aveva dalla sua la più cocente attualità, ovvero la lotta internazionale contro il terrorismo internazionale dell’Isis.
Questa la storia. Christian (Nicolaj Coster-Waldau) e Alex (Carice van Houten), sono due poliziotti dell’unità crimini speciali di Copenaghen. Dopo l’omicidio del loro caro collega Lars (Sren Malling), durante un’azione di polizia consumata tra i tetti della città e degna del miglior Hitchcock, i due si lanciano in una disperata caccia all’uomo per trovare il colpevole, un affiliato ad una cellula danese dell’Isis.
Un infinito inseguimento da parte della coppia, dalla capitale scandinava a Bruxelles fino ad Almeria, per scoprire, solo alla fine, di stare dentro a un intrigo internazionale molto piu’ grande di loro. L’uomo a cui danno la caccia, il radicalizzato Ezra Tarzi (Eriq Ebouaney), è sotto l’interessata protezione della Cia e questo per dare la caccia al davvero pericolosissimo Sheikh Salah Al Din (Mohammed Azaay).
In questo De Palma, ormai da tempo orfano di Hollywood che non finanzia più i suoi film, c’è ancora il suo immenso talento, il suo singolare modo di girare, fatto di dilatazioni del tempo, riprese chirurgiche e zoom impossibili.
Non solo, in Domino c’è anche un po’ di Italia: le musiche di Pino Donaggio in una delle scene più belle del film (quella della corrida con un simil-bolero di Ravel) e alcune riprese in Sardegna tra Cagliari, Capoterra, Domus De Maria e Pula.

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.