Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tempo di lettura: 34 minuti

Ultimo aggiornamento 16 Luglio, 2019, 18:58:11 di Maurizio Barra

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE SEMPRE AGGIORNATE, COMPLETE, APPROFONDITE, DETTAGLIATE ED AFFIDABILI: LEGGI!

DALLE 04:57 DI LUNEDì 15 LUGLIO 2019

ALLE 18:58 DI MARTEDì 16 LUGLIO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Powidoki, l’ultimo film di Andrzej Waida arriva in sala
Compiuto pochi mesi prima della morte, biografia pittore polacco

15 luglio 2019 04:57

– POWIDOKI, IL RITRATTO NEGATO di Andrzej Wajda (con Boguslaw Linda, Aleksandra Justa, Bronislawa Zamachowska, Zofia Wichlacz, Krzysztof Pieczynski) è l’ultimo film del grande maestro polacco, compiuto subito prima della morte, la biografia di un celebre pittore del secondo ‘900 che per le sue teorie e il suo carisma con i giovani allievi venne perseguitato e messo al bando dalle autorita’ e dalla cultura filo-sovietica. Il film, – che solo ora arriva nelle sale italiane dall’11 luglio – e’ un potente ed emozionante ritratto di Wladislaw Strzeminski, grande pittore, e fondatore del Museo d’arte moderna di Lodz, amico e allievo di Chagall, Malevic e Rodcenko, perseguitato nell’ultima parte della sua vita dal regime comunista, per il suo rifiuto di piegarsi ai dettami del realismo socialista. Powidoki evoca il grigiore del regime comunista, a confronto con il mondo di colori e forme astratte di Strzeminski (Boguslaw Linda, qui al suo quarto film con Wajda), trasporta il pubblico nell’incubo in cui sprofonda l’artista, che aveva imparato a dipingere dopo aver perso durante la I guerra Mondiale una gamba e una mano. La rottura con il regime avviene nel 1950. Una scelta che gli causa l’immediato licenziamento dall’Accademia di Belle Arti, dove i suoi allievi lo adorano, la radiazione dell’associazione artisti polacchi e l’impossibilita’ pratica di trovare lavoro. Porte chiuse che lo spingono a un’estrema poverta’ e alla malattia (muore nel 1952 a 59 anni). Oltre a qualche studente, tra i quali Hania (Zofia Wichlacz), innamorata di lui, gli resta vicino solo la figlia ancora bambina, Nika (Bronislawa Zamachowska), gia’ costretta ad affrontare lutti e privazioni, come la morte prematura della madre scultrice.
”Questo e’ un film che Andrzej voleva realizzare da vent’anni – ha ricordato il protagonista presentando il film alla festa di Roma nell’ottobre del 2016 – e’ sulla liberta dell’artista, sul modo in cui si rapporta con la realta’ quando lo stato vuole dominare sulla cultura”.

Alex Kerr e il Giappone segretoTorna a oltre vent’anni dalla sua prima edizione in giapponese

15 luglio 201910:47

– ALEX KERR, LA BELLEZZA DEL GIAPPONE SEGRETO (EDT, PP318, EURO 15). Il Giappone di oggi, e in particolare Kyoto, conserva ancora un patrimonio di saggezza che bisogna saper trovare. Alex Kerr, uno dei più stimati studiosi di cultura giapponese al mondo, ci aiuta a trovare questi tesori apparentemente perduti nel suo libro ‘La bellezza del Giappone segreto’ pubblicato da Edt con la postfazione dell’attore di teatro kabuki Bando Tamasaburo. Scritto originariamente in giapponese, uscito nel 1993 e pubblicato per la prima volta nel Regno Unito nel 1996, a oltre vent’anni dalla sua prima edizione è un libro che mantiene intatto tutto il suo valore. Non è una classica guida, un saggio, è un libro speciale che stimola a cercare le “gemme che ci sono ancora, si tratta di saperle trovare”.
“Racconto molte cose che ho imparato e ascoltato, dal rito del tè all’arte della calligrafia, al teatro Kabuki” dice Kerr, che vive tra il Giappone e la Thailandia, tra gli ospiti più applauditi della festa del viaggio ‘UlisseFest’ a Rimini che si conclude oggi, con filo conduttore della terza edizione ‘Perchè viaggiamo’?.
Rispetto alla modernizzazione lampo che ha visto protagonista l’Asia, ci sono “due punti di forza del Giappone in confronto agli altri paesi: i giapponesi non hanno avuto la rivoluzione culturale alla cinese, si sono tenuti l’imperatore, lo scintoismo, il buddismo zen e tutte le espressioni tradizionali come la cerimonia del tè, la disposizione dei fiori, l’ikebana, e il Teatro no. La gente prega ancora nei templi e non c’è stata la tabula rasa degli strati più profondi della cultura” racconta l’autore, laureato a Yale in giapponese e a Oxford in cinese che ha uno spiccato senso dell’ironia.
Originario degli Stati Uniti, dove è nato nel 1952, Kerr è arrivato in Giappone nel 1964 al seguito del padre, ufficiale di marina, restaura vecchie case che porta alla modernità rispettando la tradizione, è un esperto di calligrafia di cui mostra le potenzialità in work shop, anche uno seguitissimo a Rimini, è collezionista di arte nipponica ed era grande amico di Marguerite Yourcenar. “La calligrafia è la forma di espressione più svincolata dalle limitazioni della cultura antica. Le regole tradizionali le conosco bene ma non sempre le osservo. Uso i colori, l’oro e l’argento, i calligrafi non lo fanno. E’ un’arte istantanea, non puoi correggere. Ogni volta è qualcosa di imprevedibile e sorprendente” spiega Kerr che è il primo straniero a cui sia stato conferito il prestigioso premio letterario Shincho Gakugei.
“La modernità è arrivata in Asia, Cina, Giappone, Thailandia come un tappo di champagne che salta e ha provocato uno shock enorme. In Occidente c’è invece una certa continuità nel cambiamento mentre in Asia le trasformazioni sono repentine, radicali. Così molti giapponesi hanno pensato ‘allora le nostre tradizioni non valgono niente’, le cose vecchie sanno di povertà e molti le disprezzano. Dal 2004 ho cominciato a ristrutturare antiche case di città per dotarle di comfort moderni rispettando la tradizione. E vedo che ora anche molti turisti sono interessati a queste realtà perdute, tanti vogliono abitarci” racconta Kerr che sembra un giapponese con i capelli biondo rossicci. Il Giappone perduto o segreto “sono alla fine la stessa cosa.
In Asia da una settimana all’altra buttano giù un edificio storico per costruirne un altro. La cultura cambia a una velocità vertiginosa. Gli stessi giapponesi – aggiunge – spesso si sono dimenticati o non hanno mai saputo nulla delle meraviglie della loro terra e si stupiscono di certe bellezze del loro patrimonio che non saprebbero più dove andare a cercare”. Ma Kerr parla anche delle “‘bruttezze del Giappone’, soprattutto legate ai problemi ambientali e questo è molto apprezzato dagli stessi giapponesi” dice. Ma c’è anche un certo revival, “gli artisti giapponesi sembra abbiano voglia di tornare ad attingere al vecchio pozzo, hanno ripreso in mano le antiche tradizioni della ceramica, dell’artigianato e sono contesi in tutto il mondo” spiega Kerr che ha scritto un libro dedicato alla Thailandia che ha la stessa struttura di questo sul Giappone e sta lavorando a un volume sul sutra del cuore.
“I sutra sono una quantità enorme. Sono stati compressi in 60 righe che ancora oggi milioni di persone recitano a memoria. Ci sono tanti libri di grandi sovrani, monaci che approfondiscono gli aspetti religiosi. Io ho cercato di andare oltre, di aprire uno spiraglio alle profondità in cui puoi entrare con il sutra del cuore il cui tema è che tutta la nostra vita è vuoto” racconta l’autore e mostra un ventaglio oro e blu scuro con le righe del stura del cuore che è simile a quello che ha portato con se, anche sul letto di morte, Marguerite Yourcenar. Questo libro dovevamo farlo insieme, poi lei se ne è andata. Sono rimasto io e lo sto facendo anche per lei” racconta Kerr che da piccolo voleva abitare in un castello e poiché viveva a Napoli lo identificava con Castel dell’Ovo.

Furla, mohair e lana d’angora al bandoL’anno scorso il gruppo aveva detto addio alle pellicce animali

BOLOGNA15 luglio 201911:13

– Dopo aver detto addio alle pellicce animali Furla dice stop anche a mohair e lana d’angora.
Con la Collezione Cruise 2020, annuncia il polo del lusso bolognese, verranno banditi dalle linee mohair e lana d’angora “orientando la scelta verso altre tipologie di lana provenienti da filiere più consolidate e ‘safe'”.
Dopo l’annuncio, lo scorso anno, del suo impegno a non utilizzare pelliccia animale nelle collezioni a partire dalla stagione Cruise 2019 (in store da novembre 2018), Furla in collaborazione con Lav aderisce anche al programma “Fur Free Retailer”, promosso da Fur Free Alliance, network delle principali organizzazioni di tutela degli animali attive in Europa, Cina e Giappone, Nord America e Sud Africa.

Il ‘Giardino di Zyz’ per Matera 2019Nel Parco della Murgia l’installazione dell’artista Meggiato

MATERA15 luglio 201913:52

– Matera Capitale europea della cultura 2019, ma anche dell’accoglienza, della pace e di un’arte che con simboli e colori tende la mano a una umanità in cammino: tutto ciò grazie al fiore dell’anima del “Giardino di Zyz” (nella lingua fenicia “fiore primigenio della conoscenza e della cultura”) piantato – dal 15 luglio al 10 settembre – nel Parco della Murgia con l’installazione dell’artista veneziano Gianfranco Meggiato.
Curata dalla critica e storica dell’arte Daniela Brignone, è la più grande installazione di arte contemporanea di Matera 2019 e dal belvedere del Parco della Murgia “guarda” ai rioni Sassi, Patrimonio dell’Unesco. Esteso per 26 metri di lunghezza e 20 di larghezza, il “Giardino” raccoglie un percorso di simboli e sculture all’interno di un’area delimitata da cinquemila sacchi nei sette colori della pace.

A Umbria Jazz Paolo Conte, il ‘Diavolo rosso’Al festival 90 minuti di cavalcata tra i grandi successi

ERUGIA15 luglio 201919:12N

– All’inizio dovevano essere 140 minuti con intervallo; alla fine sono stati 90 minuti di filato e comunque emozionanti: è andato di volata come un “Diavolo rosso” Paolo Conte sparando tutte le sue cartucce all’arena Santa Giuliana per Umbria jazz. La voce dopo un’ora e passa di grandi successi ha iniziato ad accusare i primi colpi, con il cantautore che a 83 anni ha dato ancora una volta tutto se stesso. Senza risparmiarsi. I 5.000 accorsi all’Arena Santa Giuliana di Perugia alla fine lo hanno reclamato tanto per i bis, ma poi hanno capito e si sono arresi. Umbria Jazz così ha scritto un’altra bella pagina di musica con l’avvocato astigiano che si è presentato nel main stage del festival alle 21.30 in punto per il concerto annunciato come quello dei “50 anni di Azzurro”. Con lui il festival ha accolto ancora una volta nel suo cartellone la canzone d’autore italiana di cui Conte è da oltre cinquant’anni uno dei più amati e autorevoli interpreti.

Legion d’Honneur a Andrée Ruth ShammahLa regista su Facebook, mi scoppia il cuore

15 luglio 201914:32

– La regista milanese Andrée Ruth Shammah, anima del teatro Franco Parenti di Milano, è stata nominata dal Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron Chevalier de la Légion d’Honneur per i suoi cinquant’anni di carriera nella gestione dei teatri.
“Ragazzi mi scoppia il cuore! Sono stata nominata chevalier de la legion d’honneur – ha commentato lei su Facebook -. Mi piacerebbe tanto farlo sapere a mio padre e a mia madre lassù”.

Carlo Felice, arriva Marco polo cinesePrima nazionale dell’opera di Schneider su libretto Wei Jin

GENOVA15 luglio 201915:19

– Nove opere, otto delle quali in abbonamento, un balletto su ghiaccio, un musical e quattordici appuntamenti sinfonici. Questo il cartellone del Carlo Felice presentato oggi. Non è tutto il programma previsto, perché ai due filoni centrali (lirica e sinfonica) si aggiungeranno manifestazioni collaterali per scuole e giovani sia al Carlo Felice che nei nuovi spazi del Teatro della Gioventù. Il cartellone lirico ufficiale avrà un prologo in settembre (29 settembre e 1° ottobre) con la messa in scena in prima italiana dell’opera del tedesco Enjott Schneider ‘Marco Polo’ su libretto cinese di Wei Jin, una produzione dell’Opera House di Guangzhou: “Uno spettacolo imponente – ha detto Acquaviva – tanto che potremo esportarlo solo in esecuzione sinfonica in quanto nessun altro teatro ha la capienza sufficiente a accoglierlo. Lo porteremo al Dal Verme di Milano”. In cartellone anche Trovatore, Bohème, Adriana Lecouvreur. Tra i concerti, Francesca Dego che suonerà il celebre ‘Cannone’ di Niccolò Paganini.

Cops di Miniero sul set in PugliaCommedia con Bisio, Rocca, Sermonti, Mandelli, Abbrescia

15 luglio 201915:25

– Sono in corso in Puglia, tra la zona di Lecce e Brindisi, e si sposteranno poi a Roma, le riprese di COPS – UNA BANDA DI POLIZIOTTI, la nuova produzione originale Sky con Drymedia. Una commedia irriverente, due storie, che raccontano un pezzo della provincia italiana da un punto di vista diverso, quello della polizia. Diretta da Luca Miniero mette in fila un cast corale con Claudio Bisio, Stefania Rocca, Pietro Sermonti, Francesco Mandelli, Dino Abbrescia, Giulia Bevilacqua, Guglielmo Poggi e Giovanni Esposito. Poliziotti per caso, che diventano poi poliziotti per scelta, i cops orbitano intorno alla centrale di Polizia di Apulia, in un piccolo centro del sud Italia a pochi chilometri da Lecce. Il commissariato è destinato a chiudere per assenza di crimini e per il gruppo di poliziotti c’è solo una possibilità per non essere licenziati: creare loro stessi dei reati in città. Un racconto di genere che mette insieme la commedia e il poliziesco prossimamente e in esclusiva su Sky Cinema.

Ateneo Pisa ‘annusa’ l’Antico EgittoChimica al servizio beni culturali, esperimento a Museo Egizio

TORINO15 luglio 201916:28

– La chimica al servizio dei beni culturali per un’indagine mai svolta in un museo: il corredo funebre della Tomba di Kha e Merit, uno dei principali tesori della collezione dell’Egizio di Torino, sono stati “annusati” dai ricercatori dell’Università di Pisa. L’esame è stato eseguito con uno spettrometro di massa, un macchinario di solito impiegato in ambito medico che di recente ha dimostrato la sua utilità anche nel campo dei beni culturali per eseguire indagini preservando l’integrità dei reperti.
Sarà così possibile stabilire, per esempio, se quelle che Ernesto Schiapparelli identificò come verdura triturata e impastata con un condimento fosse davvero tale. Ad essere “annusati”, in modo del tutto non invasivo, sono i composti volatili rilasciati nell’aria in basse concentrazioni nei contenitori al fine di identificarne la natura. “Quello che ci aspettiamo di rilevare sono frazioni volatili di oli, resine o cere naturali”, spiega Francesca Modugno, dell’Università di Pisa.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Maraini e Ascanio a festival in Sardegna
Aprono e chiudono festival Settepiazze Settelibri in Ogliastra

CAGLIARI15 luglio 201917:06

– Un uccellino fuori dalla gabbia con la porticina aperta. È l’immagine della nona edizione del festival Settesere Settepiazze Settelibri in programma a Perdasdefogu, in Ogliastra. Il clou da lunedì 29 luglio a domenica 4 agosto con gli appuntamenti con gli autori, da Elvira Serra ad Ascanio Celestini. Ma c’è anche un “Prefestival in Ogliastra e Logudoro” con Dacia Maraini, a partire dal 17 luglio, e Paolo Cornaglia Ferraris, il 19 e il 20 luglio, che presenteranno i loro libri tra Perdasdefogu, Lanusei, Ozieri, Santa Maria Navarrese.
Dopo “Metamorfosi”, il tema della scorsa edizione, la rassegna quest’anno si articola attorno a tre parole dal Purgatorio di Dante: Libertà vo cercando. “Lo scopo – ha spiegato il direttore artistico Giacomo Mameli presentando a Cagliari la manifestazione – è quello di ragionare attorno ai temi generali della libertà di pensiero politico, economico, religioso, culturale, artistico insieme alla libertà di critica, alla libertà di movimento in tutte le parti del mondo”. Un festival tra i top 50 in Italia, come emerso da un’indagine dell’Università La Sapienza di Roma sugli eventi culturali in Italia nel 2018, 849 quelli analizzati tra letteratura, cinema, scienza, filosofia e teatro. Cinquanta quelli che hanno superato l’analisi qualitativa. E la Sardegna si è piazzata ai primi posti con Marina Cafè Noir, Leggendo metropolitano, Festival della scienza, Festival Pazza Idea di Cagliari e con Sette sere Sette Piazze Sette libri di Perdasdefogu.
Si parte il 28 luglio con la sfilata dei gruppi folk internazionali e locali. Il giorno dopo musica e letteratura con Elvira Serra (“Le stelle di Capo Gelsomino”). Martedì 30 si presenta “L’uomo che non fu Giovedì” di Juan Esteban Constain; mercoledì 31 tocca a “02 02 2020 La notte che uscimmo dall’euro” di Sergio Rizzo. Giovedì 1 agosto sarà la volta di “Il silenzio del mare” di Asmae Dachan”. Venerdì 2 c’è “Animali come noi” di Monica Pais, sabato 3 avanti con “Il presidente addormentato” di Gianni Caria. Chiusura domenica 4 con “Barzellette” di Ascanio Celestini.

Tinto Brass dimesso dall’ospedaleIl regista, “mia moglie mi ha dato la voglia di vivere”

15 luglio 201917:20

– Il regista Tinto Brass è stato dimesso dall’Ospedale Sant’Andrea di Roma, dove era stato ricoverato d’urgenza. In una nota il regista fa sapere che le sue condizioni di salute sono ora buone, ringrazia lo staff dei medici e tutti coloro che gli sono stati vicino. “Dove c’è un grande amore c’è una grande forza, mia moglie Caterina mi ha dato e continua a darmi la gioia di vivere – scrive Brass -.
Posso ancora dire che il senso della vita è essere presenti per godere di ogni istante”.

Incassi, Green Book raggiunge 10 milioniNuovo traguardo per il film di Farrelly vincitore di 3 Oscar

15 luglio 201917:22

– Nuovo record per Green Book: il film di Peter Farrelly con Viggo Mortensen e Mahershala Ali, già entrato nella storia del box office italiano con il maggior incasso per una pellicola vincitrice del premio Oscar come miglior film degli ultimi 15 anni (superando i 9,4 milioni di euro di The Departed – Il bene e il male), sfonda il tetto dei 10 milioni.
Vincitore di tre Oscar, per il miglior film, il miglior attore non protagonista (Mahershala Ali), la migliore sceneggiatura originale (Nick Vallelonga, Brian Hayes Currie, Peter Farrelly), il film ha debuttato nelle nostre sale il 31 gennaio, acquisito da Eagle Pictures e Leone Film Group, e dopo 22 settimane è ancora programmatoin tutta Italia.
Ispirato alla storia vera di Tony Lip, padre dello sceneggiatore Nick Vallelonga, racconta l’inaspettata l’amicizia anti-razzista tra un buttafuori italoamericano e un pianista afroamericano nell’America negli anni Sessanta.

Addio a Barbara Valmorin, da Eduardo a RonconiVolto anche del cinema e della tv, aveva 80 anni

15 luglio 201918:48

– All’età di 80 anni, è scomparsa  Barbara Valmorin, attrice di cinema e teatro, tante volte diretta da Luca Ronconi. A darne notizia, la famiglia dell’attrice, che già da qualche giorno era ricoverata al Gemelli di Roma. Nata a Bari, ma trasferitasi in Francia, la Valmorin si era diplomata nel 1961 all’Accademia d’Arte Drammatica di Parigi, debuttando in teatro lo stesso anno. Tornata in Italia, dal 1963 viene diretta da Eduardo De Filippo ne Il contratto, Antonio Calenda ne Il desiderio preso per la coda e, soprattutto, sotto la direzione di Luca Ronconi lavora in Orlando furioso, La tragedia del vendicatore, Partita a scacchi, Orestea, Caterina di Meilbron, Opera, Peccato fosse puttana. Tra i registi che l’hanno chiamata in palcoscenico, anche Giancarlo Corbelli, Ugo Gregoretti, Cesare Lievi, Franco Zeffirelli in Sei personaggi in cerca d’autore, Carlo Cecchi ne Il bagno, Werner Wass in Un uomo è un uomo e Furio Bordon in Oblomov. Diverse le occasioni anche per il cinema, con Lina Wertmuller in Pasqualino settebellezze, con Silvio Soldini per L’aria serena dell’ovest e per Daniele Segre in Manila Paloma Bianca e in Vecchie, pellicola in cui realtà e finzione si fondono con la Valmorin – che per questo ruolo vince il premio Miglior interprete femminile al Festival di Annecy – che con Maria Grazia Grassini a oltre sessant’anni traccia un bilancio della propria vita. E poi ancora L’amico di famiglia di Paolo Sorrentino e L’ora di punta di Vincenzo Marra. Tra i lavori in tv, Incantesimo 5, La squadra e Distretto di polizia 3. La camera ardente al Gemelli mercoledì 17 luglio dalle 8 alle 12.  A settembre, una cerimonia per gli amici a Villa Piccolomini.

Da First Man alla realtà aumentata, Sky racconta l’allunaggioProgrammazione speciale per i 50 anni dallo sbarco

16 luglio 201914:11

Per celebrare i 50 anni dallo sbarco sulla Luna sono tanti i titoli, gli approfondimenti e gli speciali che Sky propone sulla sua piattaforma.SKY TG24 – Ecco “Luna 50”, una programmazione dedicata da martedì 16 luglio, giorno in cui, 50 anni fa, partì da Cape Canaveral la missione Apollo 11. Ogni giorno fino a sabato 20 luglio spazio a clip in cui esponenti del mondo della scienza, della cultura e dello spettacolo raccontano dove fossero nello storico momento dell’allunaggio. Tra le testimonianze, quelle di Sting, Pedro Almodovar, Dan Peterson, Irene Grandi, Walter Veltroni, Mara Maionchi, Giovanni Malagò, Ken Follet, Oliver Stone, Romano Prodi, Ferzan Ozpetek, Francis Ford Coppola.Sempre dal 16 ogni giorno alle 20.30 Sky Tg24 proporrà un’edizione del tg tutta dedicata alla Luna, con le interviste al veterano degli astronauti italiani Paolo Nespoli (16 luglio), a Luca Parmitano (17 luglio), che nel giorno dell’anniversario partirà verso la Stazione Spaziale Internazionale per guidarla per la prima volta da comandante, a Tito Stagno (18 luglio), storico conduttore della diretta tv italiana dello sbarco e un’intervista di Nbc in esclusiva per l’Italia a Michael Collins (19 luglio), pilota della missione Apollo 11. Inoltre l’intervista a Gene Kranz, flight director della missione. In campo anche Sky Tg24 Pomeriggio, che ogni giorno dedicherà una parte della trasmissione all’anniversario. Martedì 16 luglio “Gli uomini che fecero l’impresa”, approfondimento in cui Matteo Caccia ripercorrerà le storie dei tre protagonisti della missione: Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins. Giovedì 18 luglio alle 20.30 (e sabato 20 luglio alle 21.15) “1969-2019: Moon Legacy”, uno speciale raccontato da Federico Buffa. Sabato 20 luglio Sky Tg24 racconterà per tutta la giornata l’anniversario dello sbarco e in particolare, dalle 16 alle 24, realizzerà uno speciale condotto da Alessio Viola, in uno studio animato da grafiche in realtà aumentata che simuleranno il terreno lunare, con ospiti, esperti, storie, documentari e reportage. Collegamenti live dal museo Maxxi di Roma con le celebrazioni dell’Agenzia Spaziale Italiana delle quali Sky Tg24 è media partner, da Houston, sede della Nasa, e una finestra live con il cosmodromo di Baikonur in Kazakistan, da dove partirà la nuova missione di Parmitano. In studio una bandierina Usa che fu portata sulla Luna nel corso della missione, esposta al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia di Milano.In campo anche il sito skytg24.it – con una sezione apposita ricca di contenuti dedicati, fotogallery e approfondimenti – e i canali social di Sky TG24: Facebook (fb.com/SkyTG24) Twitter (twitter.com/SkyTG24) e Instagram (instagram.com/skytg24hd).SKY CINEMA – Arriva FIRST MAN – IL PRIMO UOMO in prima visione domenica 21 luglio alle 21.15. Oscar© per i migliori effetti speciali al film di Damien Chazelle (La La Land) sulla storia della missione Apollo 11, con Ryan Gosling nei panni di Neil Armstrong e Claire Foy, candidata come miglior attrice non protagonista ai Golden Globe 2019, in quelli di sua moglie. SKY ARTE – Sabato 20 luglio alle 21.15 il documentario MOON, realizzato da 3D Produzioni, in collaborazione con Sky Arte, Omega e con il patrocinio di Asi. Lo scrittore Paolo Giordano guiderà lungo un viaggio dalla Terra alla Luna, per poi tornare sulla Terra. Si parlerà con scienziati, storici dell’arte, fotografi, performer, astronauti, cyborg, per scoprire come e quanto siamo ancora stregati dalla Luna. Il documentario è scritto da Emanuela Audisio, con la regia di Malina De Carlo.SKY SPORT – Il 20 luglio (alle 13.00 e alle 22.45 su Sky Sport Football, alle 15.30 e alle 19 su Sky Sport Uno, alle 14 e alle 20.30 su Sky Sport Serie A) ecco L’UOMO DELLA DOMENICA: RIVERA SULLA LUNA. Giorgio Porrà racconta il 1969, l’anno dello sbarco sulla luna, del Milan mondiale e della Fiorentina scudettata, con Gianni Rivera primo italiano a vincere il Pallone d’Oro. Su Sky Sport 24 un’intervista a Tito Stagno, in onda sempre il 20 e a rotazione sul canale sportivo all news.Programmazione speciale anche sui canali partner di Sky. Tra le proposte di History, il documentario italiano LUNA ITALIANA, in onda alle 22.40 il 18 luglio e in replica il 20. Firmato da Marco Spagnoli, lo speciale racconta la vita dell’ingegnere italo-americano Rocco Petrone, uno dei principali artefici della missione dell’Apollo 11. Figlio di emigranti della Basilicata, grazie allo ius soli, è nato cittadino statunitense e ha così potuto frequentare l’Accademia di West Point, laureandosi in ingegneria al MIT ed entrando nel leggendario gruppo di ingegneri che a Hunstville in Alabama fondarono il nucleo di quella che nel 1958 sarebbe diventata la Nasa. Tanti documentari e speciali anche su National Geographic. in particolare giovedì 18 luglio alle 20.55 va in onda il documentario APOLLO: MISSIONE LUNA, dietro le quinte dello sbarco. Discovery Channel proporrà invece uno SPACE WEEKEND: sabato 20 e domenica 21 luglio, una due giorni di programmazione a tema spazio, con i titoli più amati e seguiti del canale. Su Discovery Science L’UOMO SULLA LUNA: VERO O FALSO, la serie per esplorare e analizzare le teorie cospirazioniste intorno allo sbarco sulla Luna.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Zaillian in tv racconta il suo Ripley
Da Ischia anticipazioni sulla serie tratta da romanzi Highsmith

SCHIA (NAPOLI)15 luglio 201920:52N

– Si girerà anche in Italia la serie ‘Ripley’ che sta scrivendo Steven Zaillian, tratta dal primo libro di Patricia Highsmith. Lo ha anticipato l’autore statunitense, premio Oscar ‘Schindler’s List’ di Spielberg, ‘chairman’ della 17esima edizione dell’ Ischia Global Film & Music Festival. ”Sono al lavoro già da un anno – racconta – oltre che a New York la storia sarà ambientata a Positano, Roma, Venezia, Palermo, e forse in altre location italiane” risponde a chi gliricorda che il film di Anthony Minghella ‘Il talento di Mr. Ripley’ con Matt Damon, Jude Law e Gwineth Paltrow fu girato in parte sul mare di Ischia, luogo molto amato da Zaillian, affezionato frequentatore del festival prodotto da Pascal Viceodomini.
”Per scrivere la mia prima serie ‘The Night Of’ – ricorda Zaillian – ho impegnato cinque anni, spero con Ripley di poter continuare anche con gli altri libri e anche di poter dirigere.
Quello delle serie è un lavoro molto interessante”.

Manzitti, il ponte, il crollo annunciatoAllarme ignorato, lo stesso Morandi aveva denunciato il pericolo

16 luglio 201910:36

Era l’estate del 1989, racconta Franco Manzitti, e si parlava della ‘Bretella’ che avrebbe cambiato le sorti della circolazione di Genova, quando un importante “assessore della giunta comunale di pentapartito, Giovanni Bagnara” gli confessò che “Quel ponte non ce la fa più, è ad alto rischio crollo! Lo sostengono i tecnici dell’Anas”. Un allarme evidentemente ignorato, si fece la Bretella, 600 miliardi finanziati dal ministero dei Trasporti subito nelle casse, un mare di macchine e Tir in circolazione ignorando la fragilità di quel ponte.
Proprio in quell’anno, prima di morire, lo stesso Riccardo Morandi scriveva lettere accorate: “Controllate quel ponte, verificate il cemento armato, indagate sugli stralli!”.
“Lo avremmo saputo dopo noi. Troppo tempo dopo”, scrive ancora Manzitti, trent’anni dopo quando la Superba aveva radicalmente cambiato il suo volto, ma non il ponte che il 14 agosto del 2018 è crollato tragicamente portando nella polvere 43 vite umane. In “Cronaca di un crollo annunciato”, il giornalista genovese racconta il prima e il dopo di quell’evento drammatico. Lo fa grazie alla sua esperienza di capocronista de Il Secolo XIX dal 1981 al 1986 e dal 1987 al 1989, poi quella di direttore de Il Lavoro e, quindi di caporedattore de La Repubblica per la Liguria dal 1992 al 1995 e dal 2000 al 2009.
Ora in pensione, come ricorda Massimo Donelli nella prefazione, dando vita a questo libro che nasce “dal cuore di due vecchi zeneixi in memoria della Superfa sfregiata”. Un libro per rabbia e per amore dunque, che indaga come in un giallo – ma è tutto vero – su un evento che ha spezzato non solo il cuore dei genovesi, ma di tutta l’Italia che come in coro quel giorno, guardano il crollo in diretta, ha detto “potevo esserci anch’io”. Allora l’autore pone domande e cerca risposte, come ogni bravo cronista dovrebbe fare sempre, racconta cento anni di errori sì, del potere e della paura che cadesse, del rumore nella notte e di chi sotto quel ponte ha vissuto 65 anni, come Gherardo Ghirardini, 85 anni al numero 39 di via del Campobasso. Ed ora tante vite spezzate da recuperare.
“Chissà quando arriveranno le sentenze, quando si concluderanno i processi. Quando potrà toccarsi con mano, davvero – conclude Manzitti – un risarcimento morale per tutti quei morti, per tutti quelli che hanno subito danni. Chissà quando la giustizia lascerà la sua parola definitiva sulla grande tragedia di Genova, annunciata e scampata per tanti anni.
Persa in una’attesa lunga, piena di segnali forti, di avvenimenti rimossi, di dibattiti sterminati e alla fine letteralmente inutile”.

Luna nera, streghe italiane alla riscossaSu set serie fantasy per Netflix creata e diretta da donne

16 luglio 201910:43

Misteriose sfere, antichi tomi, librerie colme di volumi, imponenti candelabri, l’ingresso a una stanza delle meraviglie che custodisce misteri e incantesimi, e la natura che entra nel rifugio. Sono fra gli oggetti e le suggestioni nella ‘casa delle streghe’ allestita a Cinecittà, dove si stanno girando le ultime scene di Luna nera, la serie fantasy in sei puntate, ambientata nell’Italia del XVII secolo, prodotta da Fandango per Netflix. E’ tratta da Le Citta perdute, primo libro, in uscita a novembre con Sonzogno, della trilogia di Tiziana Triana (anche cosceneggiatrice), Luna nera. Disponibile su Netflix dall’inizio del 2020, la serie, che racconta un mondo mistico e ribelle al femminile, perseguitato dai ‘cacciatori di streghe’, i Benandanti, è scritta e diretta da donne: firmano la regia Francesca Comencini, Susanna Nicchiarelli e Paola Randi. Il cast unisce esordienti (otto i debutti) e talenti emergenti, come Antonia Fotaras, Giada Gagliardi, Adalgisa Manfrida, Lucrezia Guidone, Barbara Ronchi e Giorgio Belli, con grandi interpreti, anche della scena, come Manuela Mandracchia e Federica Fracassi.
“Per quanto la caccia alle streghe non sia raccontata nei libri di storia, chiunque sa di cosa si parli. E’ la reazione di una comunità impaurita, aggressiva e odiante, che perseguita dei singoli o delle singole per quello che sono, in questo caso essere donne, e non per quello che hanno fatto – spiega Francesca Comencini, già fra i registi in tv di Gomorra -. Mi sembra che i riferimenti con la realtà politica e sociale di oggi siano evidenti. E’ importante avere un punto di vista femminile e forse anche un po’ femminista”. Al centro della storia, c’è Ade (Fotaras), una levatrice di 16 anni accusata di stregoneria, che trova rifugio in una misteriosa comunità di donne al limitare del bosco. La ragazza dovrà scegliere fra l’amore impossibile per Pietro (Belli), figlio del capo dei Benandanti, e il proprio destino che potrebbe portarla a diventare una leader delle ‘mistiche’ compagne; senza dimenticare il potere della Chiesa e la minaccia dell’esercito dei ‘Furiosi’. Nelle 16 settimane di riprese, si è girato anche in varie location del Lazio, come il castello di Montecalvello appartenuto negli anni ’60 a Balthus. “Nel racconto – dice Susanna Nicchiarelli (Nico, 1988) – c’è l’elemento reale della persecuzione delle streghe, strage incontrollata durata secoli, di donne di cui non si comprendeva la diversità, ma mettiamo in scena anche la fantasia, con le protagoniste che sanno uscire dalla loro condizione di vittime della storia. Si uniscono, combattono e riescono a liberare le altre donne”. Luna nera (entrata in produzione, prima dell’uscita del libro da cui è tratta, una novità per la tv italiana, ndr) “è un progetto rivoluzionario e entusiasmante – aggiunge Paola Randi, reduce dal Nastro d’argento per Tito e gli alieni – . Ci sono state fra tutte noi, grandissima libertà e compartecipazione”. Non mancano action e effetti speciali, ma è soprattutto “un terroso e realistico fantasy – sottolinea Francesca Comencini -. Non c’è niente di più fantastico della realtà, soprattutto di quella di cui sono protagoniste le donne in momenti fondamentali come il venire al mondo o lasciarlo”. La ‘ribellione’ passa anche per ambienti e costumi: “partendo dai quadri, che sono stati la nostra bibbia, abbiamo aggiunto una nota rock, moderna” dice la costumista Susanna Mastroianni. E nella scelta del cast “c’era la volontà di raccontare i personaggi femminili come soggetti – spiegano le autrici -, di mostrare le donne, in età, facce, corpi e una misurazione diversa di bellezza, che abitualmente non vediamo rappresentati”. A volte “si ha paura di confrontarsi su terreni come questi, Luna nera è anche un atto di coraggio” dice il produttore Domenico Procacci e “riflette appieno la nostra strategia produttiva – sottolinea Felipe Tewes, Director of International Originals di Netflix per il territorio europeo ed africano -. Trovare filmmaker di grande talento che trasmettano una forte passione nella loro visione”.

50 anni dopo Rai festeggia il Moon DaySalini, avevo 3 anni e ancora lo ricordo. In partenza, Parmitano

16 luglio 201914:12

“Ha toccato, ha toccato!”. Cinquant’anni dopo quel 20 luglio 1969, ha ancora dell’incredibile il grido entusiasta di Tito Stagno che annunciava l’arrivo dell’uomo sulla Luna. E cinquant’anni dopo la Rai torna sulla Luna con un Moon Day, un’intera giornata dedicata all’anniversario dello sbarco, per ricordare cosa accadde, ma anche per raccontare la nuova avventura in partenza proprio sabato 20 luglio, con Luca Parmitano a capo della missione Beyond. Per presentare la giornata, una festa letteralmente sotto il cielo, nella Lanterna tutta vetri disegnata da Massimiliano Fuksas.
”Avevo solo tre anni eppure quel giorno me lo ricordo ancora”, racconta l’amministratore delegato Rai Fabrizio Salini. In tutto furono 25 ore di diretta, con 20 milioni di telespettatori solo in Italia. ”Da allora – dice – per me l’allunaggio, un evento così epocale e la Rai sono indissolubili. Non potevamo non ricordarlo, coinvolgendo tutte le strutture aziendali. Ho incontrato i dipendenti che si occuparono delle trasmissioni. È stato un impatto fortissimo, ma soprattutto sono rimasto colpito dalla signora Anita Calvino. Mi ha raccontato come, una volta finita quella lunghissima diretta uscì a guardare la luna, che da quel momento le sembrò diversa.
Uno dei compiti della Rai è raccontare il presente alle nuove generazioni e proiettarle nel futuro. Cosa c’è di più potente del Moon Day?”. ”Quella notte – aggiunge il direttore di Rai1, Teresa De Santis – eravamo tutti come dentro un film. L’idea oggi è di raccontare le emozioni di un evento che riguarda tutti”.
Così se su Rai1 torneranno a condurre insieme (dopo 21 anni) Alberto e Piero Angela, in prima serata con Quella notte sulla Luna, 50 anni dopo, a 89 primavere, è ancora Tito Stagno a tenere banco, tornando ancora sui 40 secondi di differenza tra il suo ”ha toccato” e quello di Houston. ”Un fraintendimento di verbi – dice – Pochi sanno però che quei 40 secondi a bordo della Eagle furono momenti terribili, con solo 16 secondi di carburante e sul suolo solo rocce e crateri”. Il merito del successo, dice, ”fu tutti dello ‘spirito Apollo’, che portò a lavorare insieme 400 mila uomini”. Poi, in collegamento dal Kazakistan, ecco Luca Parmitano, l’astronauta italiano che si appresta a battere il record di permanenza nello spazio.
”Indosso il tricolore sulla spalla sinistra da 25 anni – dice a Stagno che ruba irresistibilmente la scena al conduttore della serata, Alberto Matano – Sento la responsabilità e cercherò di fare il meglio del mio meglio”. A seguire il suo lancio sarà Bruno Vespa, nel talk Stregati dalla luna. ”Che vi siete persi nel ’69 – ricorda lui – La Rai è sempre stata all’avanguardia.
Vedremo l’aggancio della Soyouz dieci minuti prima dell’una. Purtroppo – sorride – perderemo il tradizionale rito scaramantico di Parmitano che fa la pipì alla base del razzo”.

Malpensa celebra allunaggioMostra dedicata alla luna nelle vip lounge dello scalo

MILANO16 luglio 201912:42

– Anche all’aeroporto di Malpensa si celebrano i 50 anni dall’allunaggio avvenuto il 20 luglio 1969.
E’ stata inaugurata infatti nelle Club SEA Lounges del Terminal 1 la mostra ‘Aldo Rota, Energy of Space’.
I trenta dipinti dell’artista, visibili fino al 30 novembre, sono stati realizzati fra il 2015 e il 2019 e hanno come soggetto il satellite della Terra.
“I passeggeri ospiti delle Sale – ha sottolineato la presidente Sea Micaela Castelli – potranno ammirare le opere pittoriche che Rota ha voluto dedicare alla luna. E’ sempre motivo di orgoglio per SEA celebrare l’arte in aeroporto”.

Anche Jovanotti al festival della MenteIn programma a Sarzana dal 30 agosto al 1 settembre

luglio 201914:42

– E’ dedicata al ‘futuro’ la 16/a edizione del Festival della mente di Sarzana (La Spezia) che quest’anno ospiterà dal 30 agosto al 1 settembre una quarantina di incontri con un centinaio di ospiti: dal commissario Onu per i rifugiati Filippo Grandi a Lorenzo Jovanotti.
Jovanotti, che ora è impegnato nel suo Jova Beach Party, si confronterà il primo settembre con Paolo Giordano per parlare di come la creatività abbia influenzato il futuro.
L’inaugurazione il 30 agosto sarà con l’ingegnere aerospaziale Amalia Ercoli Finzi. In programma osservazioni sul futuro delle lettere e dell’arte, dell’ambiente, ma anche delle esplorazioni (con l’esploratrice svedese Monica Kristensen), della società, con un’attenzione particolare alle migrazioni e delle città (a parlarne Carlo Ratti, copresidente del World Economic Forum Global Future Council su Città e Urbanizzazione).
Venti appuntamenti per i bambini, incontri-spettacoli serali completano il palinsesto della manifestazione.

Nuova vita per edifici storici a NapoliRinascono Galleria Principe,Palazzo Penne. Fondi a Centro Unesco

NAPOLI16 luglio 201915:18

– Dieci milioni di euro per il restauro della Galleria Principe di Napoli, altri dieci per la ristrutturazione di Palazzo Penne, ma anche 20 milioni di fondi aggiuntivi a quelli europei per il grande progetto del centro storico Unesco di Napoli. Questi alcuni degli interventi più corposi finanziati con i 90 milioni di euro del Cis (Contratto Interistituzionaale di Sviluppo) che è stato firmato oggi a Napoli dai ministri dei Beni culturali Alberto Bonisoli, che presiede il tavolo, e del Mezzogiorno Barbara Lezzi, dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris e dal vicepresidente della Regione Campania Fulvio Bonavitacola.
I fondi permetteranno la riqualificazione di importanti edifici e strade del centro di Napoli, in particolare delle zone di Capodimonte e della Sanità, dei Quartieri Spagnoli, di Pignasecca.

Sarkis curatore Biennale ArchitetturaA Venezia dal 23 maggio al 29 novembre, curatore Hashim Sarkis

VENEZIA16 luglio 201915:18

– “How will we live together?” (come vivremo insieme?) è il titolo scelto dal curatore Hashim Sarkis per la 17/a Mostra internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, in programma dal 23 maggio al 29 novembre 2020 (pre-apertura 21 e 22 maggio) ai Giardini e all’Arsenale, oltre che in vari luoghi della città lagunare. Il tema è stato annunciato oggi da Sarkis, assieme al presidente della Biennale Paolo Baratta, nel corso di una conferenza a conclusione del primo incontro con le delegazioni dei Paesi stranieri – 34 quelli oggi presenti – alle quali sono state illustrate le linee portanti dell’esposizione.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Chiarot lascia Maggio, cambiate le cose
Sereno ma imbarazzato nota Palazzo Vecchio su mio pensionamento

FIRENZE16 luglio 201916:20

– Il sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino Cristiano Chiarot non accetterà proposte di rinnovo dell’incarico e “lascerà scadere” il suo mandato il 28 luglio dopo che il sindaco Dario Nardella ha scelto di lasciare la presidenza della Fondazione del Maggio a Salvo Nastasi. Lo ha spiegato lo stesso Chiarot, chiarendo che nei giorni scorsi ha inviato una lettera a Nardella annunciando la sua intenzione.
“Vado via sereno – ha detto -, non mi sarebbe dispiaciuto rimanere ancora, ma sono cambiate le cose. Fa piacere anche a me che Salvo Nastasi venga a Firenze, è giusto che lui scelga il suo sovrintendente. Io ero il sovrintendente scelto da Nardella.
Sicuramente non andrò in pensione”. Chiarot si è detto “imbarazzato” per il comunicato in cui Palazzo Vecchio ha annunciato di non poterlo confermare perché a dicembre raggiungerà l’età per la pensione. “Se mi chiama un altro teatro non mi precludo di andarci. Ho chiesto un parere a uno studio legale che dice che potevo restare sovrintendente”.

Su Sky arriva ‘City on a Hill’Dal 3 settembre la serie con Kevin Bacon e Aldis Hodge

16 luglio 201916:51

– Arriva il 3 settembre, in esclusiva su Sky Atlantic, ‘City on a Hill’, la serie nata da un’idea del premio Oscar© Ben Affleck, che ne è anche produttore esecutivo insieme a Matt Damon. Nel cast Kevin Bacon (The Following), vincitore di un Golden Globe e candidato agli Emmy Awards, e Aldis Hodge (Leverage). Creata da Chuck MacLean, la serie racconta la Boston dei primi anni ’90: nella capitale del Massachusetts non c’è giustizia, corruzione e razzismo hanno corroso la polizia. Il vice-procuratore distrettuale Decourcy Ward (Aldis Hodge) si trasferisce da Brooklyn a Boston con l’intento di riportare la giustizia in città. Per raggiungere il suo scopo, Hodge ha bisogno di alleati, a cominciare dalla figura complessa ed enigmatica di Jackie Rohr (Kevin Bacon), veterano dell’Fbi corrotto ma stimato. La serie, firmata Showtime, racconta e segue il cosiddetto Boston Miracle, il fenomeno che iniziò a debellare la violenza dalla città e che ne rappresentò realmente la sua rinascita.

Tao Awards Excellence 2019 a CucinelliPremiazione il 20 luglio a Taormina nel Teatro Antico

16 luglio 201917:07

– Il Tao Award Excellence 2019 è stato assegnato dalla presidente della manifestazione Taomoda Week, Agata Patrizia Saccone, all’imprenditore Brunello Cucinelli, che riceverà il premio il 20 luglio a Taormina nella serata di gala in programma al Teatro Antico, presentata da Beppe Convertini e Cinzia Malvini. Tra gli ospiti, il presidente della Fondazione Gianfranco Ferré, Rita Airaghi e il fashion designer Gianni Cinti, entrambi testimoni dell’excursus dello straordinario estro di Dior e Ferré attraverso il volume “Dior par Gianfranco Ferré”. Tra gli altri premiati della moda e del design, Paolo Gerani per Iceberg e Carla Sozzani, fondatrice della galleria 10 Corso Como a Milano.
Per quanto riguarda l’exhibition si potrà visitare fino al 21 luglio l’installazione You are never too small, realizzata per Xerjoff dall’artista cinese Chen Li, che attinge alla sua sperimentazione ventennale con il segno mettendo in relazione natura e uomo.

Margot Robbie volto nuovo profumo ChanelProfumo creato da Olivier Polge in collaborazione con maison

16 luglio 201917:08

– Margot Robbie è il nuovo volto di Gabrielle Chanel Essence, ultimo nato tra i profumi della maison francese. Oltre al talento e alla bellezza radiosa, dalla Chanel fanno sapere che nella scelta è dell’attrice e produttrice australiana, che recita nel film di Quentin Tarantino, C’era una volta… A Hollywood, ha avuto molto peso la sua personalità.
Creata da Olivier Polge in collaborazione con il Laboratoire Parfums Chanel, questa nuova interpretazione olfattiva di Chanel rivela una scia più voluttuosa e avvolgente. Composta intorno ai quattro fiori bianchi cari a Coco (gelsomino, ylang-ylang, fiori d’arancio e tuberosa), Essence regala un ruolo fondamentale alla tuberosa di Grasse.

Netflix, via scena suicidio da ‘Tredici’Su consiglio dei medici e prima del lancio della terza stagione

NEW YORK16 luglio 201917:10

– Netflix toglierà e cambierà la controversa scena del suicidio in ‘Tredici’ (13 Reasons Why). La decisione arriva due anni dopo il debutto della serie tv, la cui storia ruota attorno al suicidio dell’adolescente depressa Hannah Baker e ai tredici motivi che l’hanno spinta a togliersi la vita. La scena finale, di circa tre minuti, non sarà più quindi disponibile sulla piattaforma di streaming online.
“Su consiglio di esperti medici – ha detto Netflix – abbiamo deciso, assieme al creatore Brian Yorkey e ai produttori, di cambiare la scena in cui Hannah si toglie la vita dalla prima stagione”. Nella nuova scena non si vedono più Hannah avvicinare un rasoio ai polsi e le immediate conseguenze.
La serie è stata accolta positivamente dalla critica, tuttavia a causa della rappresentazione esplicita del suicidio numerosi psicologi hanno sollevato il problema dei rischi di emulazione da parte dei giovani. La terza stagione inizierà alla fine dell’estate.

De Raho,traffico droga problema mondialeNarcotica dal 17 luglio su Rai3 racconta rotte del narcotraffico

16 luglio 201917:17

– Il traffico di droga “viene visto come un problema dei singoli Stati, invece va affrontato come un problema che appartiene a tutto il mondo. E’ l’unico modo per combatterlo e restituire dignità alle persone”. Lo dice il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho alla presentazione in Rai di Narcotica, viaggio in cinque puntate realizzato da Valerio Cataldi, e prodotto da Tg3 e Rai3 (dove debutterà dal 17 luglio in seconda serata), sulle rotte del narcotraffico, dalla Colombia alla Calabria, dal Messico all’Albania.
“La Rai ha realizzato un lavoro importante e bello, insegnare e documentare cosa c’è dietro il traffico di sostanze stupefacenti vuol dire accrescere la consapevolezza nelle persone sull’importanza di respingerlo e contrastarlo, ognuno nel proprio ruolo” aggiunge Cafiero De Raho. Il pubblico avrà come guide nel percorso del programma, e nel racconto delle indagini che hanno scoperto gli affari della ‘ndrangheta, il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri e i suoi uomini.

In mare Puglia ricerche su Disco NebraUniversità Halle e soprintendenze con veicolo sottomarino

BRINDISI16 luglio 201918:08

– E’ al largo della costa brindisina e leccese che i ricercatori dell’Università di Halle cercano il collegamento tra la Mesopotamia, dove ha origine il Disco di Nebra – la più antica raffigurazione del cielo, su lastra in bronzo con lamine d’oro – e la Germania, dove è stato deposto, probabilmente attorno al 1600 avanti Cristo. I ricercatori della Landesamt für Denkmalpflege und Archäologie Sachsen-Anhalt di Halle, della soprintendenza tedesca e di quella di Brindisi Lecce Taranto hanno iniziato le ricerche nell’area marina protetta di Torre Guaceto; si proseguirà a Roca Vecchia di Melendugno. “Si cerca il collegamento mancante – spiega François Bertemes, docente di archeologia preistorica alla Martin-Luther Universität di Halle -. Sappiamo che le origini delle immagini, la rappresentazione dei fenomeni astronomici sul disco di Nebra sono in Egitto e in Mesopotamia.
Ma non sappiamo in che modo questa informazione è arrivata in Europa”. A Torre Guaceto è in azione SeaCat, un veicolo autonomo sottomarino. Era stato trovato nel 1999 da clandestini nei boschi del Mittelberg, con armi e ornamenti in bronzo, vicino alla cittadina di Nebra ed è custodito nel museo di Halle. “Torre Guaceto e il suo immenso patrimonio naturalistico ed archeologico non smettono di stupirci”, commenta il presidente del Consorzio, Corrado Tarantino.

Regista Fulvio Risuleo al Giffoni 2019Racconterà Il caso Ziqqurat, web serie interattiva

SALERNO15 luglio 201914:36

– Ospite al #Giffoni2019 (in programma a Giffoni Valle Piana – Salerno) il regista Fulvio Risuleo, che il 21 luglio racconterà ai masterclassers Cult come è nato Il caso Ziqqurat, la prima web serie interattiva italiana ideata e diretta da lui. Il progetto nel cast vede anche Danilo Bertazzi (l’amato Tonio Cartonio de La Melevisione) e Federica Sabatini (Suburra – La Serie). Un appuntamento di formazione per approfondire le molteplici possibilità che possono nascere dall’incontro tra tecnologia, crossmedialità e narrazione. La produzione Artchivio darà ai masterclassers Cult, inoltre, la possibilità di proporre idee e progetti originali da approfondire e sviluppare attraverso un percorso editoriale creato su misura.
Lanciata lo scorso marzo sul sito ziqqurat.artchivio.net e concepita come un vero e proprio esperimento narrativo, racconta di un programma per bambini.

Austin Butler sarà Elvis per LuhrmannCiak nel 2020, Tom Hanks sarà il manager della star

16 luglio 201914:08

– Austin Butler sarà Elvis Aaron Presley nel film che Baz Luhrmann girerà sulla vita della leggenda del rock and roll. Lo ha annunciato Toby Emmerich, presidente di Warner Bros. Pictures Group.
Nel film – che rilancia l’onda lunga dei biopic musicali dopo il successo di Bohemian Rhapsody dedicato a Freddie Mercury e ai Queen e Rocketman su Elton John – il regista candidato all’Oscar Luhrmann (“Il grande Gatsby”, “Moulin Rouge!”) esplorerà la vita e la musica di Presley attraverso la lente del suo enigmatico manager, Colonnello Tom Parker, interpretato dal due volte premio Oscar Tom Hanks (“Forrest Gump”, “Philadelphia”). La storia approfondirà la loro complessa relazione di oltre vent’anni, dall’ascesa alla fama di Presley fino alla sua celebrità senza precedenti, sullo sfondo di un panorama culturale in evoluzione e della perdita di innocenza in America.
Le riprese principali inizieranno all’inizio del 2020 nel Queensland, in Australia. Il film sarà distribuito in tutto il mondo da Warner Bros.

L’uomo che comprò la Luna torna in salaIl film-caso di Paolo Zucca solo il 17 luglio in 48 multisale

luglio 201914:34

– C’e’ una missione segreta e speciale da compiere: risalire a chi in Sardegna ha comprato la luna. Per questo i servizi segreti americani e italiani inviano nell’isola un agente segreto. Ma prima deve essere addestrato a diventare un vero sardo. Ruota attorno a questa vicenda L’uomo che compro’ la luna brillante e stralunata commedia diretta da Paolo Zucca (regista de L’Arbitro). UCI Cinemas e Indigo Film celebrano i 50 anni dal primo allunaggio con un giorno di proiezioni speciali: il 17 luglio nelle 48 sale cinematografiche UCI alle ore 20.30 verrà proiettato il film che è stato un vero caso, con Jacopo Cullin, Francesco Pannofino, Benito Urgu e Stefano Fresi. Un modo per ricordare in maniera non convenzionale – e anche poetica – un accadimento storico di portata mondiale.
Una trama arricchita di elementi surreali, ironici e poetici.
La missione e’ affidata a un agente segreto americano di origini sarde, Kevin, interpretato da Jacopo Cullin.

Narni riparte con Polvere di StelleAl via la 25/a edizione di cinema restaurato

16 luglio 201915:38

– Dal 22 al 27 luglio 2019 Narni (TR) ospiterà la 25/a edizione di Narni. Le vie del cinema, la rassegna di cinema restaurato diretta da Giuliano Montaldo e Alberto Crespi e organizzata per iniziativa del Comune di Narni con la collaborazione della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale e del Museo Nazionale del Cinema di Torino. Si comincia lunedì 22 luglio con Polvere di stelle (1973) di Alberto Sordi. A introdurre il film lo scrittore Paolo Di Paolo assieme a Claudio De Pasqualis.
Martedì 23 luglio è la volta di San Michele aveva un gallo (1972) di Paolo e Vittorio Taviani. Sarà il regista Paolo Taviani insieme con lo scrittore Andrea Carraro a presentare al pubblico il film. Mercoledì 24 luglio verrà proposto Il portiere di notte (1974) di Liliana Cavani che presenterà il suo film insieme a Valeria Viganò, scrittrice e amica personale della regista. Giovedì 25 luglio di scena Miseria e nobiltà (1954) di Mario Mattoli, con Totò.

Quando la paura è un coccodrilloIn sala il thriller-horror di Aja prodotto da Sam Raimi

16 luglio 201916:17

– Nel titolo, ‘Crawl. Intrappolati’, c’è già tutto. Crawl si riferisce infatti sia al seminterrato (in inglese crawl space) dove si svolge gran parte del film, che al verbo to crawl, ovvero strisciare, che descrive il movimento dei coccodrilli. Sì perché in questo thriller-horror di Alexandre Aja (già autore di Piranha 3D) e prodotto da Sam Raimi, in sala dal 15 agosto con Fox, c’è da aver paura proprio di questi rettili dall’anima preistorica in circolazione da 37 milioni di anni. Solo un’ora e mezzo per raccontare la storia complicata di una figlia e un padre che s’incontrano dopo anni nel posto sbagliato. Haley Keller (Kaya Scodelario) non parla con suo padre Dave (Barry Pepper), per anni anche suo allenatore di nuoto, da quando i genitori si sono separati. Il papà è rimasto nella casa di famiglia in Florida, incapace di accettare che sua moglie ora abbia un altro. Ma quando un potente uragano colpisce la costa sud-est degli States, la ragazza decide di tornare dal padre, trovandolo però intrappolato.

‘Fuoco e fiamme’, come guardare al futuro come opportunitàForchielli, l’Italia arranca, i giovani puntino sulle materie ‘Stem’

15 luglio 201919:36

Un futuro roseo per l’umanità, ma nel quale l’innovazione tecnologia e i grandi trend dell’economia rischiano di mettere l’Italia spalle al muro. Con la conseguenza che per i giovani è venuto il momento della sveglia: studiare sodo materie scientifiche, emigrare perché no, e in alternativa rimboccarsi le maniche con un lavoro pratico.’Fuoco e fiamme’, l’ultimo libro del vulcanico Alberto Forchielli, economista, esperto di geopolitica e di Cina in particolare, e partner fondatore del fondo Mandarin dal quale osserva ciò che avviene sullo scenario mondiale con uno sguardo appassionato, ma senza tabù, racconta questo. “L’ottimismo è il profumo della vita”, è uno degli incipit con cui si accompagna il libro (Baldini e Castoldi) scritto a quattro mani con Michele Mengoli. Ma siamo di fronte a un ritmo di innovazione talmente “disruptive” – dal biotech all’intelligenza artificiale, dalla robotica all’internet delle cose – che le opportunità che si aprono richiedono competenza, preparazione, consapevolezza della velocità vorticosa con cui sta cambiando il mondo.Un’economia che gira sulle grandi città, dice Forchielli parlando della sua Boston (dove spesso risiede) o di realtà urbane al passo coi tempi come Copenhagen o Singapore, città del futuro che avranno sensori ovunque, big data, intelligenza artificiale, smart grid, trasporti innovativi.Un mondo che viene scosso da fenomeni che appaiono inarrestabili e quasi distruttivi: dalla stagnazione secolare, causata da una sovraccapacità produttiva che richiederà almeno un altro decennio per essere smaltita, a una politica sempre più debole nel conflitto fra la dimensione pubblica e quella privata delle big corporations: scenario in cui si va affermando plutocrazia di super ricchi che avrà a sua disposizione un esercito di super poveri.Ottimismo, certo, perché “l’aspettativa vita dei neonati di oggi è ultracentenaria”. Ma con il rischio di una catastrofe pensionistica globale da nel giro di pochi decenni. Tutto, o quasi, è a portata di mano con la sharing economy, “avere più cose possedendone meno”. Ma con un aumento dell’automazione nel lavoro che avrà un impatto che Forchielli definisce “disgregante” e che, alla fine, potrebbe finire per rendere necessaria una qualche forma di reddito universale di base.In questa selva di opportunità e sfide enormi, per l’autore, che nei Campus da Boston alla California si abbevera continuamente di novità sull’ultima frontiera tecnologica, “far studiare la matematica ai nostri figli può essere un’eccellente opzione per il loro futuro”. Per prepararsi a un mondo che Forchielli tratteggia come popolato di umanoidi-badanti, nanorobot in grado di intervenire nel corpo, interfacce neurali e menti aumentate all’insegna di una futuribile interazione fra cervello e intelligenza artificiale, la prima cosa da sapere è che in Cina “ogni anno si laureano sette milioni di giovani”.Sono agguerriti. in Italia, invece, “ci danno per morti”, la Penisola “annoia, odiano la nostra politica o come minimo non la capiscono. Non vedono cambiamenti”. E dunque un ragazzo italiano “deve studiare seriamente materie scientifiche spendibili sul mercato del lavoro (Stem: Science, Technology, Engineering and Mathematics) e probabilmente fare esperienze all’estero, “deve studiare come un cinese, altrimenti al’estero non lo assume nessuno”. O in alternativa puntare a un lavoro pratico: cuoco, infermiere, idraulico, pizzaiolo.Con una regola di base: il futuro riserverà certezze ai lavori cognitivi, o artigianali, non ripetitivi, non di routine. GLi altri saranno soppiantati dalle macchine.

Tria: la fuga di cervelli fa perdere all’Italia 14 mldE’ il costo annuo della dispersione. Quasi l’1% del Pil

6 luglio 201917:32

“Stiamo disperdendo talenti ma anche risorse”, basti pensare che “la fuga di cervelli all’estero che sta conoscendo l’Italia ci fa perdere circa 14 miliardi all’anno poco meno dell’1% del Pil”. Così il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, intervenendo ad un evento sul digitale.

“Non si passa al fianco della trasformazione digitale: o ne siamo protagonisti o la subiamo. E se la subiamo il rischio principale, a lungo termine, è politico, non economico”, avverte Tria, parlando alla Business School della Luiss. Ogni rivoluzione economica ha avuto la sua “materia prima”, spiega il ministro, e oggi “l’oro, il carbone, il petrolio sono stati sostituiti dai dati. Dalla massa di informazione creata dipende la capacità di generare innovazione, nuovi servizi, nuove tecnologie”, dice. Differentemente dal passato “la produzione di questa materia prima è indipendente dalla possibilità di utilizzarla, questo nuovo petrolio lo produciamo anche in Italia ma ciò che importa – evidenzia – è chi la possiede realmente e riesce a sfruttarlo”. Da qui il rischio politico e la domanda per Tria è: “come mantenere una forma di sovranità su una risorsa così fluida? Come garantire che come sistema Paese si possa essere non solo utenti ma anche creatori digitali?”. In Ue se ne sta discutendo, riconosce Tria ma “come continente europeo stiamo accumulando un ritardo rispetto ad altri player globali, sia per carenza di infrastrutture digitali sia per la difficoltà delle nostre imprese d’innovazione, delle nostre start up, di trovare un contesto favorevole a crescere e diventare”. Ecco perché il ministro dice di “accogliere molto favorevolmente” l’iniziativa di Confindustria Digitale per un Piano strategico. A riguardo sottolinea: “sono convinto che si vinca la sfida del digitale investendo sulle persone”, occorre “cambiare il nostro modo di concepire le competenze professionali, visto che il 65% dei bambini che iniziano la scuola primaria farà quassi sicuramente un lavoro che al momento ancora non esiste. Le nuove tecnologie chiederanno nuove professioni, non solo occorre ripensare il ruolo dell’informatica nella formazione obbligatorie, ma bisogna essere pronti a investire in una formazione linguistica più diversificata”.

Le previsioni di crescita del governo “rimangono valide sebbene rimangano rischi al ribasso”. Lo ha detto Tria durante un’audizione alla Commissione bilancio del Senato, parlando di una “modesta crescita dell’export e debolezza della domanda interna”.

Poi sulla manovra, il ministro risponde con ‘no’ a una domanda dei cronisti: “non mi sento scavalcato da Salvini”.

La manovra sarà finanziata attraverso “una riduzione della spesa corrente, un perimetro molto vasto”, tuttavia “è ovvio che non ci saranno tagli alla spesa nella sanità e nell’istruzione, dove si costruisce capitale umano, o alle spese sociali, che dovranno essere razionalizzate ma dato l’impegno del governo su questo piano non credo ci siano dubbi”, ha affermato Tria in audizione alla Commissione bilancio del Senato sul decreto salva-conti.

“Abbiamo avviato le prime discussioni” sulla prossima legge di Bilancio, “a livello tecnico”. “Non potremo – ha spiegato – in ogni caso risparmiarci una seria riflessione sul modo di affrontare in maniera strategica la sfida della trasformazione digitale”.

“Non abbiamo messo da parte ricavi da privatizzazioni, ma stiamo studiando dove intervenire”, ha spiegato Tria.

Sulla web tax nel governo “eravamo in attesa di decisioni a livello europeo per avere provvedimenti concordati, poi si è rimandata questa azione, vedremo quale sarà la decisione e come saranno accolte le proposte dell’Ocse, in ogni caso siamo in tempo per far partire questo provvedimento per l’anno prossimo”.

A Malta è caccia al tesoro del figlio di GheddafiAvvocati di Tripoli tentano di recuperare 90 milioni di dollari

LA VALLETTA16 luglio 201918:37

I soldi, quelli, erano frutto di “affari personali”. E se si vogliono più dettagli: “Spiacenti, prenotate un viaggio in Paradiso per avere risposte a queste domande”. Si è dovuto rifugiare nel sarcasmo, Charilaos Oikonomopoulos, il superavvocato greco nominato dalla vedova del colonnello Gheddafi, Safia Ferkash, nella nuova puntata nella guerra legale in corso da anni nel palazzo di giustizia della Valletta per i fondi (ex) segreti di Muatassim, uno dei figli del dittatore libico. Un caso che si trascina nel pantano di tanti malcelati interessi maltesi sullo sfondo.
Da una parte ci sono la Libia del governo di Tripoli riconosciuto dalle Nazioni Unite, dall’altra Safia che si è stabilita in Oman ed è anche la madre di Muatassim Gheddafi, il quinto figlio del colonnello Muhammar. Quello che lo affiancò fino alla morte nel deserto della Sirte il 20 ottobre 2011. In gioco, gli oltre 90 milioni di dollari depositati in conti e carte di credito presso la Bank of Valletta (Bov), la principale banca di Malta. E gestiti da due società di diritto maltese (Capital Resources e Mezen International), costituite da Muatassim prima della rivoluzione, quando era noto come “crudele playboy” che incassava decine di milioni di dollari ed era capace di spendere 4.890 euro in una sera nel parigino night L’Arc Paris ed altri 4.500 per la cena al Rival Deluxe sugli Champs Elysée.
Quando morì gli trovarono in tasca una delle sue Visa platino emesse dalla Bov. Nel 2015 il Procuratore generale nominato dal governo di Tripoli ha chiesto la restituzione dei fondi alla Libia. Entrambe le società erano state affidate da Muatassim al maltese Joe Sammut, un ex tesoriere del partito laburista, controverso avvocato d’affari legato a molti libici, che nei decenni di Gheddafi avevano investito sull’isola (a partire dallo stesso dittatore). E che dopo la rivoluzione vi si sono definitivamente rifugiati

Blue Man Group, a NY mostra sul fenomenoInstallazione interattiva anche con strumento a percussione PVC

NEW YORK16 luglio 201918:40

– Una storia tutta newyorkese che da quasi trent’anni strega milioni di spettatori in tutto il mondo. E’ il Blue Man Group, i tre uomini in blu che suonano strumenti improvvisati come il famoso organo composto da tubi in PVC. Un vero e proprio fenomeno culturale che sarà oggetto di una mostra che aprirà al Museo della Città di New York dal 19 luglio e fino al 2 settembre 2019.
‘Blue Man Group: Ready Go!’ (Blue Man Group: Pronti Via) è un’installazione interattiva che, oltre a spiegare cronologicamente come si è creato il gruppo, offre per la prima volta in assoluto ai visitatori la possibilità unica di suonare lo strumento originale in PVC. “Blue Man Group – ha spiegato Matt Ramsey, membro del cast del gruppo – è un fenomeno perché è universalmente compreso. I tre uomini con la testa coperta di maschere in lattice blu sono personaggi che usano un linguaggio comprensibile a tutti. Non c’è bisogno di parlare una lingua. Chiunque dà allo show l’interpretazione che vuole”.

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.