Ultimo aggiornamento 21 Luglio, 2019, 12:06:27 di Maurizio Barra
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DALLE 20:13 DI VENERDì 19 LUGLIO 2019
ALLE 12:06 DI DOMENICA 21 LUGLIO 2019
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E’ morta a 90 anni la filosofa Agnes Heller
Si era tuffata nel lago Balaton per fare una nuotata 19 Luglio 2019 20:13
La filosofa ungherese Agnes Heller è morta a 90 anni durante una nuotata nel lago Balaton. Lo riportano i media ungheresi. Nata a Budapest il 12 maggio del 1929, l’intellettuale era sopravvissuta ad Auschwitz e alla persecuzioni del regime comunista. Allieva del filosofo marxista Goerg Lukacs, era diventata una dei principali esponenti della “scuola di Budapest”, corrente critica del socialismo. Negli ultimi anni era entrata in aperto conflitto con il premier sovranista Viktor Orban che l’aveva estromessa dall’università. Secondo quanto hanno raccontato testimoni al sito 444.hu, Heller si è tuffata nel lago per fare una nuotata. Non vedendola tornare dopo qualche ora gli amici hanno dato l’allerta.
De Crescenzo, folla per l’ultimo salutoNapoli, in chiesa anche Renzo Arbore e Marisa Laurito
NAPOLI20 luglio 201911:58
– “Luciano ha rappresentato una pagina straordinaria della Napoli dell’affetto, della Napoli del sorriso”. Così Renzo Arbore, intrattenendosi brevemente con i giornalisti prima dell’inizio delle esequie di Luciano De Crescenzo nella gremitissima basilica di Santa Chiara a Napoli.
In chiesa, con la figlia di De Crescenzo, Paola, e gli altri familiari, anche l’attrice Marisa Laurito, l’assessore alla cultura del Comune di Napoli Nino Daniele, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, il sociologo Domenico De Masi, la delegata alla Cultura della Città metropolitana Elena Coccia.
La Madonna veste couture a Festa NoantriAbito realizzato da Luigi Borbone rosso granata, ricamatissimo
20 luglio 201913:17
– E’ forse il primo caso di una statua della Vergine Maria vestita con un abito di alta moda, perlomeno in tempi moderni: sabato 20 luglio, la Madonna della Fiumarola, patrona della Festa dè Noantri, sfilerà per le vie di Trastevere a Roma, vestita con un capo di haute couture realizzato dallo stilista Luigi Borbone.
Come da tradizione che si ripete da circa 500 anni, la statua della Madonna sarà mostrata per le vie del Rione Trastevere nel giorno di apertura della festa, e come una modella, indosserà un prezioso vestito lungo in shantung rosso granata, impreziosito da un ricamo dal sapore artigianale in cristalli e perle Swarovski. “Ho scelto questo colore – spiega Luigi Borbone – perché richiama il melograno, frutto simbolo di fratellanza e condivisione. Questa, come da tradizione è la Madonna di tutti, anche degli ultimi. Il ricamo riprende il simbolo mariano e un sole dorato attorno al quale gravitano altri soli a sottolineare fertilità e abbondanza”.
The Boys, se i supereroi sono bastardiArriva su Amazon la irriverente serie tratta da un fumetto
20 luglio 201914:02
– La verità è che i soliti supereroi, pieni di poteri e virtù, sono venuti ormai a noia e sono anche poco credibili. E così perché non farne dei bastardi pieni di vanità, dei super influencer divinizzati, ma senza alcuna etica ‘The Boys’ la serie tv di Evan Goldberg, Eric Kripke e Seth Rogen, in onda dal 26 luglio su Amazon Prime Video, racconta proprio questo. E lo fa in otto puntate che mettono in campo un irriverente anti-superhero drama, basato sull’omonimo fumetto di Garth Ennis e Darick Robertson, che segue la più umana, filosofica delle idee: poteri e virtù non vanno affatto d’accordo. Cosa succederebbe, dunque se questi vanitosi supereroi usassero i propri poteri e il proprio status per corrompere, accordarsi con aziende di poco rispetto o perpetrare abusi di ogni tipo? Servirebbe comunque qualcuno per tenerli a bada. Ed è qui che entrano in gioco i Boys del titolo, un gruppo di persone che unisce le forze per contrastare i Seven, i sette supereroi-canaglia pagati dall’agenzia Vought International.
Silent concerto Orbetello Piano FestivalSerata sorprendete Wifi apre ottava edizione
ORBETELLO (GR) 20 LUG20 luglio 201914:03
– Tra il corso di Orbetello, il sagrato del Duomo e la riva della laguna con sullo sfondo le luci di Poro Santo Stefano si muovono nel buio come lucciole decine di persone con le orecchie illuminate di blù da un paio di cuffie ad alta fedeltà: sono tutti in collegamento Wifi col pianoforte silenzioso che Andrea Vizzini sta suonando sul sagrato della chiesa, sui cui scalini è seduta la maggioranza degli strani ascoltatori: è il Silent Wifi Concert che apre in modo inusuale l’edizione 2019 dell’Orbetello Piano Festival, come sempre curato dal direttore artistico Giuliano Adorno, dopo la serata col duo Schiavo-Marchegiani nei giardini della fattoria La Parrina. Una serata dedicata alla luna e la notte, tra “O graziosa luna io mi rammento” di Leopardi e “la luna di mezzanotte/tesse una trama lucente sul mare” di Byron, passando per versi di Petrarca, Foscolo, Baudelaire e altri che introducono i vari brani musicali iniziando con il Chiaro di luna di Beethoven per finire con il Clair de lune di Debussy.
Thom Yorke sold out per Summer FestNella Cavea dell’Auditorium, ottavo sold out stagione
0 luglio 201914:42
– Arriva domenica 21 luglio a Roma Thom Yorke, il frontman dei Radiohead che salirà sul palco della cavea dell’Auditorium Parco della Musica regalando al Roma Summer Fest l’ottavo sold out della stagione. Il cantautore inglese, tra gli artisti più influenti del nuovo millennio, eseguirà brani dalle sue opere da solista The Eraser, Tomorrow’s Modern Boxes e Atoms For Peace’s Amok con il produttore/collaboratore di lunga data Nigel Godrich e il visual artist Tarik Barri. Dopo l’uscita di Tomorrow’s Modern Boxes a settembre 2014, Yorke, Godrich e Barri hanno intrapreso, per tutto il 2015, il loro primo tour, coprendo Regno Unito, Europa e Giappone. Dopo la ristampa di Tomorrow’s Modern Boxes nel dicembre 2017 su XL Recordings, il trio ha debuttato negli Stati Uniti, esibendosi nei teatri di Los Angeles e Oakland e ha preso parte al Day For Night Festival di Houston. La combinazione di suoni di Thom e Nigel e le straordinarie immagini di Tarik Barri hanno generato elogi in tutto il mondo.
Numeri boom e sold out, Roma Summer FestBene anche Casa del Jazz, spettatori in crescita già oltre 50%
20 luglio 201917:42
Numeri boom e sold out per Roma Summer Fest iniziato il 22 giugno all’Auditorium Parco della Musica: al momento 73.000 spettatori in cavea (di cui 8 sold out con due date dei Maneskin, Il Volo, Take That, Toto, Gazzelle, Tears for Fears e Thom Yorke che si esibirà domani sera).
In più dall’anno scorso la Fondazione Musica per Roma gestisce anche la programmazione di Casa del jazz. Il Summertime 2019-Casa del Jazz ha già totalizzato 4 sold out: Gary Clark ed Incognito, Marcorè e Ferrario. Si tratta già di oltre il 50% in più di spettatori rispetto all’anno precedente.
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Umbria Jazz verso il gran finale
Domenica la conferenza stampa di bilancio dell’edizione 2019
PERUGIA20 luglio 201915:07
– Si avvia verso il gran finale l’edizione 2019 di Umbria Jazz. Domenica a Perugia è in programma l’ultima giornata di appuntamenti. Nella Galleria nazionale dell’Umbria il cartellone di nicchia arriva a conclusione con l’atteso doppio concerto di John Patitucci; al Teatro Morlacchi, luogo per il jazz più puro, toccherà all’accoppiata Mauro Ottolini e Fabrizio Bosso, mentre il palco principale dell’Arena Santa Giuliana avrà come protagonisti i due set finali di Christian McBride e Lauryn Hill.
Senza dimenticare i concerti gratuiti nei due palchi del centro storico. Ultimo giorno quindi per il festival, dopo che ieri è stata accolta con partecipazione la riapertura di San Francesco al Prato – auditorium chiuso dal 1997 per il terremoto – anche se temporanea e solo per un concerto, con l’esecuzione del progetto ‘Seven Dreams’ commissionato ad Uri Caine.
Domenica, alle ore 11, all’Hotel Brufani, è in programma la conferenza stampa di bilancio. Si parla di una media vicina ai 4 mila paganti al giorno.
Parte restauro delle scalinate di VasariFirenze, sono usurate dal tempo e dall’uso e saranno ripulite
FIRENZE20 luglio 201915:33
– Iniziato il restauro degli scaloni vasariani di Palazzo Vecchio, maestose scalinate gemelle che conducono dal Cortile di Michelozzo al Salone dei ‘500. L’ultimo intervento risaliva ad oltre 20 anni fa. Gli scaloni apparivano usurati dal tempo e dall’uso e pertanto, spiega il Comune di Firenze, si è reso necessario un intervento, dal costo di 150 mila euro, che durerà sei mesi. Piccoli cantieri avanzeranno via via per creare meno disagi. Saranno ripuliti e restaurati i soffitti, le scalinate e le pareti.
Addio a Marisa Merz, donna arte poveraAveva 93 anni. Nel 2013 Leone d’oro alla carriera
TORINO20 luglio 201919:21
È morta Marisa Merz, artista torinese di fama internazionale, considerata l’unica donna esponente della corrente dell’arte povera, gruppo nel quale non fu inclusa e dal quale mantenne un certo distacco. Aveva 93 anni. Moglie di Mario Merz, compagno di vita e di lavoro, e madre di Beatrice, presidente della Fondazione Merz, esordisce negli anni Sessanta esponendo a Torino lavori che anticipano il suo ingresso nel movimento dell’Arte Povera. Sono sculture di lamine di alluminio mobili e irregolari e fragili tessiture di nylon e filo di rame, che oppongono al rigore del minimalismo un’immagine enigmatica, aerea. Nel 1967 partecipa alla prima mostra dell’Arte Povera, curata dal teorico della corrente Germano Celant, alla Galleria La Bertesca di Genova e poi riproposta all’Ica di Londra, a Berna e ad Amalfi: tra i partecipanti ci sono Giuseppe Penone, Giulio Paolini, Alighiero Boetti, Luciano Fabro, Gilberto Zorio, Jannis Kounellis, Emilio Prini, Michelangelo Pistoletto, Pierpaolo Calzolari. Nella collettiva ‘Arte Povera + Azioni Povere’ ad Amalfi del 1968 Marisa Merz espone sulla spiaggia coperte arrotolate e imballate con filo di rame o scotch (Senza Titolo, 1966), e opere legate all’infanzia della figlia Beatrice fatte di filo di nylon, rame o lana. Con queste opere introduce nel linguaggio della scultura tecniche considerate artigianali, dando così dignità “artistica” a materiali e pratiche usualmente considerati poveri. Intorno agli anni Settanta la ricerca di Marisa Merz, rispetto alla corrente dell’Arte Povera, diventa più eccentrica: l’artista raccoglie, combina e ridefinisce proprie opere precedenti come Ad occhi chiusi gli occhi sono straordinariamente aperti (1975), che intitola la seconda personale all’Attico accostando le sculture in filo di rame, la Scodella di sale (1967), Bea e Scarpette (1968). Dalla metà degli anni Settanta gli interventi di Merz acquistano un carattere compiutamente ambientale, con la serie di stanze che l’artista allestisce in spazi complementari: quello aperto e pubblico della galleria o quello sotterraneo e segreto di una cantina o del proprio studio. Presente alla Biennale di Venezia nel 1980, partecipa a Documenta a Kassel nel 1982 ed espone in numerose personali e collettive in Italia ed Europa. Tra il 2017 e il 2018 realizza una mostra itinerante inaugurata al Metropolitan Museum di New York. Nel 2013 la Biennale di Venezia le ha conferito il Leone d’Oro alla carriera.
A Giffoni Men in black con women powerNuovo capitolo saga, con Tessa Thompson e Chris Hemsworth
GIFFONI VALLE PIANA (SA)20 luglio 201917:35
– ”Benvenuta nei Men in black”. ”Men?”. ”Lascia stare. Non sai quanto ci ho provato. Sono troppo attaccati al quel nome”. È forse in tutto in questo fulmineo scambio di battute e nel sopracciglio alzato di Emma Thompson alla giovane nuova star Tessa Thompson (ogni omonimia è casuale), il futuro della saga degli acchiappa alieni sulla Terra, in anteprima al Giffoni Film Festival con il suo nuovissimo quarto capitolo, Men in black International, che arriverà in sala il 25 luglio distribuito da Warner Bros Entertainment Italia. Alla base sempre il fumetto Malibu Comics di Lowell Cunningham, ma stavolta la sceneggiatura di Art Marcum e Matt Holloway (la coppia di Iron Man) con la regia di Felix Gary Gray (Fast & Furious 8, Friday e Straight Outta Compton), segue il tempo del cambiamento e apre tutto al women power potere e consapevolezza femminili e all’Europa. Ormai salutato Will Smith, primo indimenticabile Man in black, stavolta protagonista è la giovane Thor, Chris Hemsworth.
Cancellato Jova Beach Party di AlbengaA causa processo erosione della spiaggia. Era previsto il 27 luglio
20 luglio 201919:22
E’ stata cancellata la data di del 27 luglio ad Albenga del Jova Beach Party, tour nelle spiagge di Jovanotti. I tecnici del Jova Beach Party che hanno effettuato i rilievi per il posizionamento delle strutture hanno scoperto che il fenomeno dell’erosione delle spiagge in Liguria, che ha già colpito altre cittadine, si è esteso anche sulla spiaggia prescelta per il Jova Beach Party ad Albenga. Dai rilievi ortofotografici risulta una riduzione di 10/12 metri, forse causata dal maltempo. Il fenomeno, rispetto ai primi rilievi effettuati a novembre, si era già evidenziato durante la primavera ma si è ulteriormente accentuato nel corso delle ultime settimane, probabilmente a causa dell’ultima ondata di maltempo.
La produzione sta cercando una possibile location alternativa che possa soddisfare gli spettatori dell’area nordovest. Nel giro di qualche giorno saranno date ulteriori comunicazioni. In alternativa il rimborso dei biglietti sarà da lunedì 29 luglio fino al 31 agosto.
Fuqua, più coraggio per i diritti umaniIschia, regista Usa al Social Forum annuncia nuovo progetto
ISCHIA (NAPOLI)20 luglio 201918:15
– ”Sto pensando ad un film contro lo schiavismo e i danni all’ambiente, un’ opera potente, importante, con una narrazione molto realistica, non quella consueta di Hollywood”. Regista di film d’azione e block buster, da Training Day a The Equalizer 2, Antoine Fuqua è anche un campione d’impegno e da anni un punto di riferimento per la comunità artistica afroamericana statunitense. Premiato a Ischia Global Film & music festival come regista dell’anno, Fuqua ha portato il suo contributo al Social cinema Forum ‘Respencting the human rights e Diversity’.
”Troppo presto per anticipare altro su questo progetto – racconta – posso solo dire ce per me è straziante vedere ancora oggi in America pestaggi e uccisioni di afroamericani motivati solo da razzismo, dal colore della pelle. Sicuramente per i diritti umani negli Usa siamo a un bivio – ragiona Fuqua – E’ un momento difficile cosi come in altri paesi: dobbiano capire e decidere che tipo di persone siamo e che popolo vogliamo essere”.
Harrelson, scritto nuova sceneggiaturaIo un modello? Solo per la mia famiglia
GIFFONI VALLEPIANA (SA)20 luglio 201918:45
– ”Ho scritto una nuova sceneggiatura, è pronta. S’intitola ‘Le disavventure di Mr. Fitz e mi piacerebbe girarla”. Ad annunciarlo è Woody Harrelson, il divo di Hollywood, oggi protagonista di un lungo pomeriggio con i ragazzi del Giffoni Film Festival. La pellicola sarebbe così il suo secondo film da regista, dopo l’autobiografico Lost in London e in attesa di vederlo nei panni di un ammiraglio nel nuovo film di Roland Emmerich sulla seconda guerra mondiale, Midway.
”Il ruolo che più mi è piaciuto interpretare? Mi sono davvero divertito con Benvenuti a Zombieland”, risponde ai ragazzi l’attore, arrivato insieme alla moglie Laura e alle figlie Zoe e Makani. ”Abbiamo girato un secondo capitolo, che uscirà a ottobre. Non l’ho ancora visto, ma pare sia davvero molto divertente. E poi certo, è stato fantastico Hunger Games. Ni, non penso di essere un modello da seguire, anche se sono al centro dell’attenzione. Cerco di esserlo per la mia famiglia e i miei ragazzi”
”Truffaut diceva che questo è il festival più necessario. Oggi posso dire che è anche il più divertente. Però, no, non penso di essere un modello da seguire, anche se sono al centro dell’attenzione del pubblico.
Cerco di esserlo solo per la mia famiglia e i miei ragazzi”.
Cappello di paglia in testa, abito di lino chiaro, piedi spesso nudi sotto al tavolo, Woody Harrelson, il divo di Natural born killers, il Larry Flynt di Oltre lo scandalo e il mentore Haymitch Abernathy di Hunger Games, arriva al Giffoni Film Festival, protagonista di una lunga giornata a tu per tu con i ragazzi.
Sbarca (letteralmente) da Ravello, ”la città più bella del mondo”, che frequenta ormai da ”17 anni” e si porta dietro un piccolo gruppo di amici italiani, ”Peppe, Emiliano, Cesare”, oltre alle figlie e la moglie Laura. Proprio nel giorno in cui si festeggiano i 50 anni dell’arrivo dell’uomo sulla Luna.
”Ricordo molto bene quella sera – racconta – ero seduto con mia nonna e la mia bisnonna. E ricordo la loro grandissima paura che accadesse qualcosa agli astronauti. Continuavano a gridare: ‘è terribile, è terribile!”’. Le prime domande dei ragazzi sono tutte per Lost in London, il suo primo, autobiografico film da regista, uscito nel 2017. ”Ho scritto una nuova sceneggiatura – dice loro – Si intitola ‘Le disavventure di Mr. Fitz e mi piacerebbe girarla”. ”Si ambienta – aggiunge poi ai giornalisti – in Irlanda, uno dei miei paesi preferiti, anche se l’Italia è il primo. È una storia d’amore, con il protagonista che a un certo punto viene cacciato di casa dai genitori. C’è anche molto slapstick. Lo farò, devo solo diventare un po’ meno pigro”. Classe 1961, vegano convinto (”hai molta più energia, sei solo noioso per i camerieri dei ristoranti”), appassionato di tennis, ogni anno sugli spalti di Wimbledon, si professa fan di Paolo Sorrentino. ”Vorrei essere diretto da lui. È uno dei registi migliori al mondo”, dice, citando anche The Young Pope.
Intanto lo vedremo a ottobre in Zombieland 2. ”Il primo capitolo – racconta – è uno dei ruoli che più mi ha divertito interpretare, insieme ad Hunger Games”. E si attende anche Midway, il film di Roland Emmerich sulla seconda guerra mondiale. ”È una storia importante – riflette l’attore – Forse della seconda guerra mondiale ne sapete di più voi. Il film racconta la storia di una fondamentale battaglia nel Pacifico.
Per la prima volta i Giapponesi subirono una sconfitta, che avrebbe portato agli esisti finali della guerra. Interpreto l’ammiraglio Nimitz, capo della flotta americana. Se i Giapponesi avesse avuto dalla sua parte un uomo così, forse avrebbero vinto loro”. Qualcuno, tra la stampa, gli ricorda la recente assoluzione di Kevin Spacey, dopo esser stato allontanato dal cast di House of cards in seguito alle accuse di molestie. ”Negli Stati Uniti si dovrebbe essere innocenti fino a prova contraria. Non sempre accade. Della vicenda non so altro”, replica, scansando altre eventuali domande sull’attualità, più felice di immaginare un ruolo ancora mai sperimentato: ”Oprah (Winfrey) – sorride – Sarebbe una sfida con me stesso”. O di prendersi in giro sulla libertà di espressione a Hollywood. ”Forse a volta dico cose che non dovrei. Poi tocca alla mia press agent gestire le cose”.
”Ma a un giovane che volesse seguire la sua strada, cosa direbbe?”, domanda una ragazza. ”Innanzitutto buona fortuna – risponde Harrelson – E poi, ‘resta concentrato, perché incontrerai un sacco di no”’.
“Salviamo i mari”, nel Canal GrandeA Venezia le maxi bottiglie d’acciaio di Xhixha e Braglia
VENEZIA20 luglio 201920:09
– “Salviamo i mari del mondo dalla plastica”. È affidato a due grandi bottiglie d’acciaio che galleggiano nel Canal Grande l’appello che due artisti, lo scultore albanese Helidon Xhixha e il giovane fotografo svizzero Giacomo Braglia lanciano da Venezia contro l’inquinamento degli oceani. Il progetto “Twin bottles: message in a bottle” è sostenuto dalla Fondazione Braglia, che promuove mostre d’arte e da tempo è schierata sui temi ambientali tanto da aver finanziato una campagna per la riproduzione e la difesa tartarughe.
La prima bottiglia, lunga quattro metri, è firmata da Xhixha, 49 anni di Durazzo, che da anni lavora l’acciaio inossidabile.
La seconda, più piccola e accartocciata come uno scarto di plastica, è stata rivestita da Jack Braglia, 22 anni di Lugano, con le sue foto di denuncia dell’inquinamento scattate in giro per il mondo. “È giusto far partire proprio da Venezia questo grido di allarme dell’arte – hanno detto i due artisti -.
Dobbiamo salvare il nostro futuro”.
The Quake, il disaster movie dell’estateIl terremoto del secolo al cinema l’8 agosto
20 luglio 201911:03
Quest’estate, direttamente dalla Norvegia, arriva sul grande schermo un nuovo disaster movie. Dopo aver conquistato pubblico e critica internazionali THE QUAKE – IL TERREMOTO DEL SECOLO,
ispirato al terremoto che ha colpito Oslo nel 1904, sarà nelle sale italiane dall’8 agosto, distribuito da Altre Storie e Minerva Pictures.
Sequel “spirituale” di The Wave di Roar Uthaug del 2015, The Quake, diretto da John Andreas Andersen, è un action thriller ricco di emozioni che mette ancora una volta al centro la brutale e mortale forza della natura, riuscendo a combinare gli elementi più adrenalinici dei film di genere con la realtà produttiva cinematografica norvegese, per un mix di tensione ed emozioni.
Una storia di sopravvivenza ricca di azione e di effetti speciali, ma anche un racconto umano fatto di coraggio e altruismo, che pone lo spettatore di fronte ad una serie di domande spaventosamente attuali
Il trailer
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Mussapi e il sogno della luna
A 50 anni dall’allunaggio tanti volumi celebrano l’impresa
20 luglio 201912:05
ROBERTO MUSSAPI, IL SOGNO DELLA LUNA (PONTE ALLE GRAZIE, PP 132, EURO 13). Il sogno dei poeti, degli scienziati, degli astronauti, dei viaggiatori dello spazio. Il sogno dell’umanità che ha prefigurato e funzionato da carburante all’impresa di Neil Armstrong, il primo uomo a mettere piede sulla Luna, il 20 luglio 1969 alle 15.17 di Houston, 22.17 ora italiana. A 50 anni dalla memorabile impresa dell’Apollo 11, l’allunaggio e l’attrazione verso la luna vengono raccontati in saggi, racconti, graphic novel, approfondimenti sui retroscena dell’avventura e sulle visioni future, ma a distinguersi è la voce di uno dei maggiori poeti contemporanei, Roberto Mussapi che, ne ‘Il sogno della luna’, pubblicato da Ponte alle Grazie, ci racconta tutta la profezia e poesia di quella missione.
“La missione di Armstrong, degli statunitensi, dell’uomo, sigillava un decennio di sogni, di speranza, aspirazione alla pace, all’amore. Non è un caso che negli anni della crisi, prima d’anima e poi economica, le spedizioni sulla Luna non susciteranno più alcun interesse. Se non senti l’anima non guardi il cielo, se non guardi il cielo perdi l’anima” spiega Mussapi nell’introduzione al libro che si apre con la domanda del pastore di Leopardi – che “vede la Luna come una creatura femminile, divina, regnante silenziosa e solitaria nel cielo”, e si chiude con Li Po, il grande poeta cinese che amava la Luna per la quale, si racconta, morì affogato nel fiume. In mezzo ci sono il discorso profezia di John Kennedy, il 12 settembre 1962 a Houston-Texas, Il volto della Luna di Plutarco, il viaggio di Jules Verne ma anche il grande tenente dell’aviazione sovietica Jurij Gagarin, la cagnolina Laika e, come spiega l’autore, “parte di un mio passaggio sull’Allodola di Shelley”. Tra i libri che Mussapi cita più spesso ‘Dalla Terra alla Luna’ di Umberto Guidoni e uscendo dal campo letterario, si trovano resoconti di giornali, televisioni, Wikipedia. Da cinquant’anni Mussapi sognava questo libro, da quando a 17 anni seguiva alla tv in bianco e nero Tito Stagno che documentava l’impresa, con Ruggero Orlando in collegamento dagli States. Allora pensava che qualcuno avrebbe scritto un poema o un grande romanzo sulla missione dell’Apollo 11 e ora, a mezzo secolo di distanza, lo ha scritto lui anche se ‘Il sogno della luna’ “non è certo paragonabile” dice adesso a quell’idea.
Mescolando cronaca, storia, visione e mito, Mussapi, che vive a Milano ma è nato a Cuneo il 21 luglio del 1952, ci fa sentire quanto la luna sia parte di noi, basta pensare a come muove le maree e a come si sono rivolti a lei scrittori, poeti, registi da Andersen a Luigi Pirandello e il suo ‘Ciaula scopre la Luna’.
E “poiché il rapporto con la Luna è congenito, come il senso del sacro e l’aspirazione alla bellezza, (che possono essere dimenticati e cancellati, ma sono nel nostro dna), ogni repertorio in merito è necessariamente limitatissimo” dice l’autore che nel libro si sofferma anche sui problemi tecnici che ci furono nella fase immediatamente precedente all’allunaggio quando gli astronauti eccitati per l’arrivo sulla Luna volevano anticipare di qualche ora l’uscita e il portello del modulo lunare non si apriva.
La cronaca e i retroscena delle missioni che hanno cambiato per sempre i sogni dell’uomo vengono approfondite da ‘Luna’ (Rai Libri), di Bruno Vespa, con una testimonianza di Tito Stagno, in cui non ci si ferma alla missione dell’Apollo 11. Vespa spiega perchè i sovietici, nonostante fossero più avanti degli americani, vennero sconfitti e perchè la nostra Samantha Cristoforetti stia studiando il cinese, visto che i prossimi protagonisti dello Spazio verranno dalla Cina. Tanti i tanti libri che celebrano l’ anniversario della missione lunare spicca anche l’originale antologia ‘Moon’ (LiscianiLibri), a cura di Divier Nelli con un pensiero di Tito Stagno, che raccoglie undici storie di autori italiani affermati ed esordienti tra cui Mariano Sabatini Leonardo Gori, Giulio Leoni e Giada Trebeschi, che raccontano, dalla fantascienza al fantastico e allo storico, passando per il complottismo, la luna. C’è spazio per la letteratura lunare e le attuali esplorazioni cinesi sul dark side of the moon anche nei saggi de ‘La luna nell’immaginario’ (Odoya) di Gruppo Maelstrom, con la collaborazione di Michele Tetro, con molte illustrazioni. In libreria anche ‘Geopolitica dell’esplorazione spaziale’ (Rubbetino) dell’ingegnere aeronautico Marcello Spagnuolo, con la prefazione dell’astronauta Luca Parmitano e la postfazione dell’economista Carlo Pelanda, l’audiolibro ‘Quando la luna ero io’ (Emons) di Luigi Garlando, letto da Alessandra Mastronardi e il nuovo graphic novel a colori ‘Poliziotto lunare’ (Mondadori) di Tom Gauld, con l’introduzione di Susanna Basso e la traduzione di Claudia Durastanti.
E’ morta Ilaria Occhini, 85 anniHa lavorato con i più grandi registi di cinema, teatro, tv
21 luglio 201910:36
– E’ morta ieri pomeriggio Ilaria Occhini, attrice di teatro cinema e tv, nata a Firenze 85 anni fa, aveva recitato con i più grandi registi da Visconti, a Ronconi, a Patroni Griffi. Creatura esile e romantica di straordinaria intensità, figlia dello scrittore Berna Occhini, moglie di Raffaele La Capria, ha vinto il David di Donatello con Mine Vaganti di Ozpetek nel 2008. Tra i tanti premi anche il nastro d’argento per Benvenuti in casa Gori del 1992.
“La mia bellezza e’ come se fosse una cosa, una borsetta, un foulard che porto con me, non ne parlo con nessun vanto”, scriveva Ilaria Occhini, l’ultima diva, una delle piu’ note e versatili attrici italiane, nel libro autobiografico Una vita senza trucco, con cui festeggiava i 60 anni di carriera, e in cui tratteggiava il profilo della sua famiglia fuori dal comune, dei compagni di viaggio, di amici e amori che hanno attraversato la sua vita densa e appagante.La vita di una donna dal fascino senza tempo e di un’attrice tra le piu’ intense. “Non mi abituero’ mai a pronunciare la prima battuta. Cerco di modulare, ritmare, impostare. Ma ogni volta e’ morire” svelava nel libro, dove raccontava che il cinema l’aveva scoperta tardi, perche’ dopo l’esordio televisivo negli sceneggiati Jane Eyre, L’Alfiere, Graziella, si era dedicata anima e corpo al teatro, lavorando, tra gli altri, con Luchino Visconti, Luca Ronconi e Giuseppe Patroni Griffi.Un amore totale quello per il palcoscenico, che aveva tradito negli ultimi anni con il cinema d’autore, dove le sue interpretazioni sono state premiate anche con il Pardo d’oro al Festival di Locarno per Mar Nero di Federico Biondi. Poi il David di Donatello nel 2010 per Mine vaganti. La sua e’ una vita fatta di sentimenti da custodire.Fin dall’amore di bambina per il nonno Giovanni Papini, un amore forte e privato, che non potra’ non intrecciarsi con la storia d’Italia, con le sue pagine piu’ buie e con i voltafaccia piu’ offensivi del costume nostrano. E poi gli esordi della carriera, che sara’ sempre segnata dalla sua bellezza folgorante.”Forse chi la incontra non la vede neanche bella. Per me invece piu’ bella di Ilaria non c’e’. Nacque in casa mia, figliola della mia figliola, in una di quelle mattine di marzo umide e quasi bianche che il sole, ogni tanto, rallumina con prepotenza fugace. Eppure, non riusciro’ mai a dire perche’ Ilaria a me sembra bella…”. “Il resto si trova nelle antologie di letteratura italiana – scriveva l’attrice nel libro -. “E’ il ritratto di me bambina che fece il nonno Papini, dove dimostrava tutto il suo amore e la sua ammirazione. Ne sono sempre stata orgogliosa. Ho voluto confrontare le sue parole con la mia foto di allora. Lo riconosco ero davvero bellina, con quel sorriso disarmante e la frangetta impertinente”.Ma per una bambina cresciuta nell’ambiente letterario fiorentino e con un padre raffinato collezionista che le ha insegnato ad amare l’arte, la bellezza va trattata con riguardo e disinvoltura. Nel suo lavoro e’ passata con altrettanta disinvoltura dagli sceneggiati tv, che le hanno dato la notorieta’, all’impegno teatrale piu’ coraggioso.
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Film del giorno: Sbarca Men in black e incontra women power
Nuovo capitolo saga, con Tessa Thompson e Chris Hemsworth
GIFFONI VALLE PIANA (SA)21 luglio 201912:02
– ”Benvenuta nei Men in black”. ”Men?”. ”Lascia stare. Non sai quanto ci ho provato. Sono troppo attaccati al quel nome”. È forse in tutto in questo fulmineo scambio di battute e nel sopracciglio alzato di Emma Thompson alla giovane nuova star Tessa Thompson (ogni omonimia è casuale), il futuro della saga degli acchiappa alieni sulla Terra, in anteprima al Giffoni Film Festival con il suo nuovissimo quarto capitolo, Men in black International, che arriverà in sala il 25 luglio distribuito da Warner Bros.
Entertainment Italia. Alla base, sempre il fumetto Malibu Comics di Lowell Cunningham, ma questa volta la sceneggiatura di Art Marcum e Matt Holloway (la coppia di Iron Man) con la regia di Felix Gary Gray (Fast & Furious 8, Friday e Straight Outta Compton), segue il tempo del cambiamento e apre tutto al women power, il potere e la consapevolezza femminili. E all’Europa. Ormai salutato Will Smith, primo, indimenticabile Man in black, questa volta protagonista è infatti la giovane eroina di Thor, che per l’occasione ritrova sullo schermo Chris Hemsworth. Per lei i panni di Molly, (ex) bimba che per un caso fortuito ha visto in azione i Men in black senza che le venisse cancellata la memoria. Cresciuta, ha un solo scopo: trovare l’organizzazione e farsi assumere, piena di perché sull’universo (”Pensi che indossare quest’abito ti offra tutte le risposte?”, le chiede provocatoriamente l’agente veterana Emma Thompson. ”No, ma indosso sta molto bene”, risponde ironica lei). Per la prima volta, cuore della vicenda diventa così l’Europa, tra la tour Eiffel e la base di Londra. Molly, ora in prova come agente M, com scaltrezza si procura un ruolo accanto al bello quanto arrogante agente H, celebre per aver salvato il mondo grazie alle sue doti personali ed al suo Deatomizzatore.
Insieme, devono intrattenere un alieno reale, Vungus il Brutto, durante la sua permanenza sul pianeta Terra. Ma in un elegante nightclub, Vungus viene assassinato ed H ed M scoprono che stava nascondendo un’arma capace di distruggere intere galassie.
Bramata dai The Hive, pericolosissima razza aliena. Ma attenzione, perché tra corse in motoscafo, lussuose ville rinascimentali sulle isolette della costiera amalfitana e rocambolesche fughe nelle Medine del Marocco, nulla è davvero come sembra. Anzi, nell’organizzazione sembra esserci una talpa.
A salvare l’universo, questa volta, però non è più la forza o (non solo) armi futuristiche. Questa volta è l’intuito, femminile. E la capacità di trovarsi ”al momento giusto, nel posto giusto dell’universo”.
Grandi omaggi agli episodi precedenti e citazioni cult, con auto inglese capace di nascondere insospettabili armi in ogni accessorio e dettaglio.
Il vento però sembra davvero cambiato. Sono i bellocci a dover ricorrere alla seduzione per farsi largo o salvare la pelle.
Mentre le donne, buone o cattive, con apparente serenità decidono il mondo.
È iniziata la nuova era degli Uomini – e ora anche delle Donne – in Nero.
