Ultimo aggiornamento 27 Luglio, 2019, 23:02:18 di Maurizio Barra
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
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Madonna della Gatta torna Palazzo Pitti
Dopo dieci anni in deposito, ora in mostra in Galleria Palatina
FIRENZE24 luglio 2019 17:57
– Dopo un decennio passato in deposito, torna esposta a Palazzo Pitti di Firenze la Madonna della Gatta, capolavoro dell’artista urbinate del ‘500 Federico Barocci. Il grande olio su tela, spiega una nota, è da oggi la protagonista della sala di Berenice, nella Galleria Palatina, insieme ad altre opere di Barocci riallestite in questo spazio per l’occasione. La tela giunse a Firenze nel 1631, insieme ai beni dell’eredità di Vittoria della Rovere, per effetto del matrimonio con Ferdinando II de’ Medici, e fu originariamente collocata nel suo appartamento d’inverno, al primo piano di Palazzo Pitti, dove oggi viene nuovamente esposta. “Quella che il pittore ha immaginato per questo dipinto, eseguito intorno al 1598, è una delle più delicate e teatrali interpretazioni della maternità – spiega Anna Bisceglia, curatrice della pittura del cinquecento degli Uffizi – Giuseppe solleva la tenda e introduce subito lo spettatore tra le mura domestiche, dove la Vergine sta cullando il suo bambino”. Il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, spiega che “il grande ritorno della Madonna della Gatta fa parte della strategia di valorizzare di più Palazzo Pitti, facendoci tornare dei capolavori che in passato vi erano esposto, ma successivamente furono trasportati in altri musei e talvolta finirono nei depositi. Il nuovo allestimento nella sala di Berenice rende evidente l’importanza dello stile di Federico Barocci per la pittura seicentesca”.
Torna Celebrity Fight Night di BocelliDue concerti a Lajatico poi cena con asta beneficenza al Forte
FIRENZE24 luglio 201918:35
– Nuovo appuntamento in Toscana per la Celebrity Fight Night, la manifestazione benefica che Andrea Bocelli ha voluto portare in Italia che quest’anno sarà a luglio. Beneficiari ancora una volta la Andrea Bocelli Foundation e il Muhammad Ali Parkinson Center. La Celebrity Fight Night 2019 si articola in tre serate: le prime due, gemelle, 25 e 27 luglio a Lajatico (Pisa) al Teatro del Silenzio dove il tenore darà vita a un inedito spettacolo, ‘Ali di Libertà’, dedicato al genio di Leonardo e alla metafora del volo, preceduto da una speciale cena. Tra gli ospiti Matthew McConaughey, Dua Lipa, Mika e poi ancora Elisabetta Canalis, Tony Renis, Luca Tomassini, Massimiliano Finazzer Flory, Giovanni Caccamo. Il 28 luglio la maratona benefica al Forte dei Marmi, nella sua residenza, con una cena di gala e l’asta benefica con lotti selezionati grazie anche ai tanti sponsor: annunciati tra gli altri, Matt Dillon, Carol Alt, Jo Champa, Katherine Kelly Lang, Juanes, Salvatore Esposito, Catrinel Marlon.
Dalla Siria a Roma pianista Aeham AhmadArtista in fuga dalla guerra racconta dramma del suo paese
24 luglio 201918:47
– Arriva a Roma, unica data italiana, la musica piena di speranza di Aeham Ahmad, pianista siriano in fuga dalla guerra. Il concerto a “Notti di Musica al Castello”, giovedì 25 luglio a Castel Sant’Angelo è Music For Hope in un mix che fonde la musica classica con il canto arabo. La storia di Ahmad è densa di avvenimenti. Lavora nel negozio di strumenti musicali di suo padre, violinista non vedente. Porta il suo pianoforte in strada con un carretto e canta per la gente stremata dall’assedio delle truppe di Assad, dai jihaidisti, dai bombardamenti e dalla fame. Aeham Ahmad diventa il pianista di Yarmuk, campo profughi palestinesi alle porte di Damasco. I video che lo ritraggono suonare sui cumuli di macerie fanno il giro del mondo e tutto il mondo conosce la sua storia. Ma il giorno del suo compleanno arrivano i miliziani dell’Isis e bruciano il suo pianoforte, in quanto “haram”. A quel punto Aeham decide che è giunta l’ora di partire e percorre le migliaia di chilometri che separano Damasco da Berlino.
Concerti nei borghi d’Appennino’L’importanza di essere piccoli’, con Massimo Volume e Baraldi
BOLOGNA24 luglio 201918:47
– Torna, dall’1 al 4 agosto, ‘L’importanza di essere piccoli’, il festival di concerti, letture, passeggiate e laboratori, organizzata dall’associazione Sassiscritti, in piccoli paesi dell’Appennino tosco-emiliano.
Giovedì 1 agosto l’avvio è nel primo pomeriggio nei pressi di Bargi con un cammino per sentieri ombrosi, per poi trasferirsi a Camugnano (Bologna) per il live di Angela Baraldi, seguito dai Massimo Volume. Venerdì 2 ci si sposta a Sasso, vicino a Lizzano in Belvedere, dalle 18.30 con Gigi Giancursi (ex Perturbazione), dalle 21 spazio alla poesie e i racconti di Chiara Carminati, insieme all’arpista e cantautrice Cecilia. Sabato 3 si varca il confine e al Mulino di Chicon, nella Pavana di Guccini, saranno di scena Laura Pugno e Daniele Celona. Ultima giornata domenica 4 a Castiglione de Pepoli, con la poetessa Antonella Anedda e il cantautore Antonio Di Martino, che presenterà il disco ‘Afrodite’ in versione Acustica.
Tre giorni dedicati a Primo LeviIniziativa Tessere dal 26 al 28 luglio in rifugio nel Fiorentino
FIRENZE24 luglio 201918:54
– Una tre giorni dedicata a Primo Levi per il centesimo anniversario della sua nascita che cade il 31 luglio. E’ l’iniziativa ‘Questo è un uomo. ‘Il peggio che ci possa capitare è di assaggiare la carne dell’orso”, organizzata dall’associazione, casa editrice e rivista culturale Tessere dal 26 al 28 luglio nel Rifugio Gualdo sul monte Morello, nel comune di Sesto Fiorentino (Firenze). In programma spettacoli teatrali, letture e musica dedicati al grande scrittore torinese. La tre giorni ha il contributo della Regione Toscana, il patrocinio della Comunità ebraica di Firenze e del Comune di Sesto Fiorentino, ed è promossa d’intesa con il Gruppo Gualdo e l’associazione corale Sesto in Canto.
Sul palcoscenico saliranno gli attori Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni del gruppo teatrale Archivio Zeta, Francesca Mazza, Alessandro Congeddu, Pippo Mazza e Lorenzo Degl’Innocenti. Quest’ultimo, oltre a ripercorrere il racconto ‘Ferro’ pubblicato ne ‘Il sistema periodico’ – da cui è tratta la frase che dà il titolo all’iniziativa – leggerà, alla presenza dell’autore, un’inedita lettera dello scrittore Marco Vichi alla famiglia Levi. Il rettore dell’Università di Firenze Luigi Dei terrà invece un’insolita lezione sulle relazioni tra letteratura e chimica. In programma anche interventi musicali con Lorenzo Mascilli Migliorini al pianoforte, Stefano Aiolli al violoncello, Emanuele Braca al contrabbasso, Sebastian Scimé all’oboe e Leopoldo Giachetti alla chitarra. Chiuderà l’iniziativa il coro della Comunità ebraica di Firenze che eseguirà un repertorio di musiche tradizionali.
Croce a tre donne, lettera di MattarellaCantarella, Ottieri, Levi. Sabato 27 premiazione a Pescasseroli
24 luglio 201919:24
– Congratulazioni dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella alle tre vincitrici del Premio Croce che saranno premiate sabato 27 Luglio a Pescasseroli (AQ), in una lettera inviata al sindaco. Quest’anno il Premio giunge alla XIV edizione e nel pomeriggio di venerdì 26 luglio si terrà un convegno dedicato al trentennale della caduta del Muro di Berlino. Vince il premio per la saggistica Eva Cantarella, con il libro “Gli amori degli altri”, editore “La Nave di Teseo” – Trenta storie d’amore per conoscere meglio i greci e i romani.
Per la letteratura giornalistica vince Maria Pace Ottieri, con il libro “Il Vesuvio Universale” Edizione Einaudi. Per la narrativa vince il premio Lia Levi, con il romanzo “Questa sera è già domani”, edizioni E/O. Il Premio Croce è diventato ormai un appuntamento fisso a Pescasseroli, luogo di nascita di Benedetto Croce, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise quest’anno la manifestazione dedicata alla cultura si terrà nei giorni 25, 26 e 27 luglio 2019.
Leo-Timon e Fresi-Pumba, Re Leone trionfa a GiffoniIl sontuoso rifacimento grande classico del ’94 incanta i jurors
GIFFONI VALLE PIANA (SALERNO)25 luglio 201909:44
A Giffoni è il giorno della grande anteprima de Il Re Leone, il nuovo film Disney del regista Jon Favreau, in sala dal 21 agosto, rifacimento realistico ad altissima tecnologia che riporta sul grande schermo i protagonisti del classico Disney del 1994. A raccontarlo tra risate e parole che dimostrano una grandissima sintonia e anche un bel valore aggiunto della versione “tricolore” sono due dei doppiatori italiani, ovvero Edoardo Leo e Stefano Fresi che hanno incontrato i ragazzi e i bambini del 49/o Giffoni Film Fest. Se, infatti, Marco Mengoni è la voce di Simba ed Elisa della coraggiosa leoncina Nala, Leo è il suricato Timon e Fresi il vulcanico facocero Pumbaa. Con loro anche Luca Ward, Massimo Popolizio (che tra l’altro per i piccoli è anche la voce del potteriano Voldemort) e Toni Garrani.
Un film che all’unisono definiscono “dal punto di vista visivo incredibile”. “E’ fatto – spiega Leo – in un ambiente di grafica computerizzata dove c’era un operatore che si muoveva all’interno come nei film tradizionali. Hanno poi mandato anche troupe di 15 persone in Kenya a fare dei safari e gli animali sono stati ricreati con una veridicità impressionante”” “E’ il nostro primo doppiaggio ma ci siamo divertiti così tanto che vogliamo doppiare tutte le coppie possibili da Stanlio e Ollio in poi…” attacca Fresi, che oltre ad essere un attore, è anche un esperto di musica, compositore e sassofonista. E infatti spiega: “Da appassionato di tutti i film Disney, conoscevo anche Il Re Leone, anche se non ero piccolissimo quando è uscito. La partitura è pazzesca, le canzoni sono stupende. E essendo anche papà di un bambino piccolo cantare Hakuna Matata è stato davvero bellissimo. Certo cantarlo con Mengoni ed Elisa è un po’ come fare l’amore davanti a Rocco Siffredi ma…”. Fresi sottolinea anche come nella nuova versione la Disney abbia scelto di puntare anche sull’ambiente e sulla lotta al bullismo: “Proprio Pumba a un certo punto dice di non voler essere bullizzato per il suo peso. E’ un fenomeno che è sempre esistito ma adesso è molto aumentato anche a causa della diffusione del cyberbullismo. Va assolutamente combattuto”. Anche per Edoardo Leo, attore in tv, cinema e teatro e regista (ha anche diretto lo stesso Fresi), è la prima volta al doppiaggio. “Ho chiesto che mi mettessero in contemporanea la voce di Stefano, che aveva registrato prima di me – spiega – e così abbiamo creato la giusta alchimia. Ci conosciamo da 10 anni ma il tempo passato sul set, specie se a dirigere sei tu, è moltiplicato.
Arrivi a detestarti o a diventare amico per sempre”. Leo parla anche del primo doppiatore italiano di Timon: “Quando arrivi dopo un grande come Tonino Accolla, il confronto è schiacciante.
Ho dovuto pensare che questa era un’altra cosa e fare il meglio che potevo”. Molto profondo il pensiero dell’attore – che vedremo a novembre anche nella comedy noir “Gli uomini d’oro” di Vittorio Alfieri con Fabio De Luigi e poi con Stefano Accorsi ne La dea della fortuna (“ringrazio Ferzan Ozpetek che mi ha regalato uno dei più bei ruoli che abbia mai interpretato”) – sulla sua partecipazione a Giffoni: “Rapportarsi con i giovani ti mette in una condizione di responsabilità enorme. Io mi ricordo quando incontravo qualche attore o personaggio famoso da piccolo, erano una specie di faro”. Le risate continuano quando si parla delle proverbiali “puzzette” di Pumba: “Si dà un sacco di arie ma non sempre escono dal posto giusto2 scherza Fresi. Infine Leo si accorge del fatto che il pupazzo Disney del suricato Timon è molto più piccolo di quello Pumba. “Mi lamenterò con la Disney” dice Leo. “Ma che non lo sai – gli risponde Fresi, vantandosi del fatto di non essere magrissimo e scatenando le risate di tutti – ci hanno anche pagato a peso…”.
Rai: Piero Marrazzo sospeso dalla sede di Gerusalemme presunte irregolarità nella gestione dell’ufficio di corrispondenza
25 luglio 201911:47
Nuovi guai per l’ex governatore del Lazio Piero Marrazzo. Il giornalista Rai è stato sospeso – secondo quanto si apprende – dalla sede di Gerusalemme per presunte irregolarità nella gestione dell’ufficio di corrispondenza. Sarebbe stato inoltre licenziato il producer della stessa sede.
Palazzo Blu racconta il FuturismoDall’11 ottobre al 9 febbraio a Pisa esposte oltre 100 opere
PISA25 luglio 201913:50
– Il Futurismo protagonista a Palazzo Blu: dall’11 ottobre al 9 febbraio prossimi saranno in mostra i picchi più significativi del movimento artistico.
L’esposizione, intitolata ‘Futurismo’, organizzata da Fondazione Palazzo Blu insieme con MondoMostre e curata da Ada Masoero, attraverso più di cento opere tra dipinti, disegni e oggetti d’arte dei maestri del movimento, da Boccioni a Carrà, da Balla a Severini, da Depero Benedetta Cappa Marinetti tra gli altri, oggetti d’arte, “si propone di provare – spiegano i promotori – come i più grandi fra gli artisti futuristi seppero rimanere fedeli alle riflessioni teoriche enunciate nei manifesti, traducendole in immagini dirompenti, innovative e straordinariamente felici sul piano artistico”. L’esposizione è scandita in sezioni intitolate ognuna a un manifesto del movimento, per attraversare poi trent’anni di arte futurista, muovendo dal 1910.
La mostra, prosegue il museo pisano, è stata resa possibile “dalla qualità e quantità dei prestatori, ben 29, tra i quali la Gam di Roma, Museo del Novecento, Galleria d’arte moderna e Castello Sforzesco di Milano, Mart di Rovereto, Museo Caproni di Trento.
Per autunno LaF (sky) offerta ampia da serie anteprima a culturada attese Victoria 3 e Guerra de Mondi a Stockholm Requiem
25 luglio 201919:26
Dalle prime TV assolute delle attesissime Victoria 3 e La guerra dei mondi targata BBC, all’inedita serie crime Stockholm Requiem; ma anche produzioni originali e documentari italiani come Prof – La scuola siamo noi con Marco Balzano. La ricerca di un’offerta inedita di intrattenimento culturale, insieme alle più attese serie internazionali ispirate alla grande letteratura classica e contemporanea, guida la ricca proposta autunnale di LaF, la pay TV di Feltrinelli – Sky 135, Sky on Demand e Sky Go.
Tra le produzioni originali italiane da segnalare dalla fine dell’anno, “Fuoco Sacro – Il talento e la vita”: le vite di 4 grandi autori del Novecento italiano – Alda Merini, Luciano Bianciardi, Cesare Pavese ed Elsa Morante – interpretati dagli attori Federica Fracassi, Paolo Sassanelli, Pietro De Silva e Sonia Bergamasco con la narrazione dallo scrittore Paolo Di Paolo.
LE SERIE IN PRIMA TV ASSOLUTA. Dopo il successo delle prime 2 stagioni, a settembre arriva “Victoria 3”, il costume drama che racconta la storia pubblica della leggendaria Regina inglese, ma anche e soprattutto la sorprendente e inedita vita privata emersa grazie all’accurato studio dei diari originali realizzato dalla sceneggiatrice Daisy Goodwin. Nella nuova stagione, che vede nel cast conferme come gli amati protagonisti Jenna Coleman e Tom Hughes e nuovi ingressi come Kate Fleetwood, Laurence Fox e Lily Travers, la Regina e il suo amato Albert sono alle prese con le rivoluzioni che stanno scuotendo le monarchie europee e con l’esposizione universale del 1851, mentre la loro famiglia si allargherà fino ad accogliere il loro settimo figlio.
A ottobre prende il via “La guerra dei mondi”, il nuovo adattamento in 2 puntate del classico della fantascienza di Herbert George Wells firmato Bbc, già venduto in oltre 169 Paesi. La prima storia in letteratura a raccontare un’invasione aliena rivive ora sugli schermi con un mix di fantascienza, costume drama e horror fedele allo scenario europeo originale e ambientato in epoca edoardiana con Rafe Spall, Eleanor Tomlinson, Robert Carlyle e Rupert Graves. Per il ciclo Bestseller in Tv, a novembre arriva “Stockholm Requiem”, basata sulla trilogia bestseller di Kristina Ohlsson. Protagonista la criminologa Fredrika Bergman, che dovrà faticare per risolvere il mistero di alcuni bambini scomparsi: 5 casi da 90 minuti, ognuno conclusivo ma con un’indagine più grande che li coinvolge tutti. La serie, prodotta da Piodor Gustafsson, già all’opera con i film Border – Creature di confine e L’Uomo Di Neve (tratto da Jo Nesb›), è interpretata da Liv Mjönes (Modus), Jonas Karlsson (L’Uomo Di Neve) e Alexej Manvelov (Chernobyl).
Produzioni originali e i documentari italiani: A settembre, in concomitanza con il “back-to-school”, arriva “PROF – La scuola siamo noi” con lo scrittore e insegnante Marco Balzano (vincitore del Premio Campiello 2015 con “L’ultimo arrivato”): un nuovo viaggio in Italia per scoprire i più innovativi insegnanti della scuola pubblica (scuole materne, elementari e superiori), capaci di ideare e applicare modelli di educazione e di formazione nuovi, che possano ispirare le future generazioni e la scuola di domani.
A ottobre la seconda stagione di “Voglio vivere in Italia”: con i travellers Simone & Anna che a bordo del loro camper rosso continuano a riscoprire la provincia italiana attraverso il punto di vista originale e inedito degli stranieri che hanno scelto di viverci e realizzare in questi territori i loro sogni.
Da novembre invece “Fuori la voce”: un microfono aperto: lo scrittore Stefano Massini e le voci di 24 ospiti, 2 a puntata.
Un incontro di visioni, opinioni e storie, per riscoprire il valore dell’ascolto anche in Tv. Tra i protagonisti, Lella Costa e Massimo Temporelli, Daniele Silvestri e Chiara Della Libera, Beppe Severgnini e Federica Angeli.
– Il racconto del nostro Paese attraverso il cinema delle realtà: a settembre “Alla salute!” di Brunella Filì la storia di Nick, food performer pugliese,nonostante la battaglia contro il cancro trova una sua personale ricetta per la felicità; nello stesso mese “Freud 2.0”, di Claudio Poli e Matteo Moneta, un documentario-evento dedicato al fondatore della Psicanalisi e alla sua eredità contemporanea a 80 anni dalla morte, narrato dalla pronipote Esther Freud, con interviste e contributi, tra gli altri, di Massimo Recalcati, Michela Marzano, Marco Bellocchio, Massimo Cacciari ed i premi Nobel Eric Kandel e Denis Mukwege; a novembre arriva “Le avventure del lupo – Storia quasi vera di Stefano Benni” in cui lo scrittore si svela: accompagnato da artisti e amici come Alessandro Baricco, Daniel Pennac e Angela Finocchiaro; a fine anno infine arriva “La scomparsa di mia madre – Story of B.” di Beniamino Barrese, dedicato a Benedetta Barzini, top model musa di Andy Wharol e Salvador Dalì. Culture dal mondo: arriva in esclusiva l’inedito “The Wonder List” con Bill Weir (CNN), un racconto che sostiene, e divulga l’idea di un pianeta sostenibile e condiviso da salvare.
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Borghi: non sarò Totti, farò Suburra 3
L’attore, “Ora c’è l’obiettivo più difficile: un po’ di vacanza”
GIFFONI VALLE PIANA (SALERNO)25 luglio 201915:14
– “Il mio prossimo progetto? Il più difficile. Andarmene un po’ in vacanza”. A dirlo è Alessandro Borghi che è al 49/o Giffoni Film Fest e racconta come gli ultimi tempi siano stati densi di lavoro e progetti. “Dopo soli 8 giorni dalla fine delle riprese di Sulla mia pelle – racconta – ho cominciato Il primo re. Per fortuna nelle prime scene avevo la pelliccia perché per interpretare Stefano Cucchi ero dovuto dimagrire 21 chili…”.
Ma nel futuro di Borghi non c’è senza dubbio un progetto riguardante Totti: “Se girano voci a proposito, non c’è nulla di meno vero. Io non ho mai pensato di interpretare Francesco Totti e tanto meno credo che Totti abbia mai pensato di farlo interpretare a me, né penso che nessuno stia facendo una serie su Totti. C’è qualcosa ma è più un documentario”. “Quel che è certo – dice – è la terza stagione di Suburra che però comincerò tra un po’ e ‘tra un bel po’ tanto di tempo’ anche la seconda stagione di Diavoli”.
Borghi, giovani hanno problema FacebookL’attore, “Per non parlare del clima, oggi a Londra 39 gradi…”
GIFFONI VALLE PIANA (SALERNO)25 luglio 201915:17
– “I giovani di oggi hanno un problema enorme, che si chiama Facebook. E’ il problema più grave della nostra generazione. Dovrebbe implodere in se stesso perché ha sviluppato delle cose brutte degli esseri umani”. A dirlo è Alessandro Borghi che è al 49/o Giffoni Film Fest. “Fb è concepito in modo tale che se tu dici una cosa, dopo tre mesi si sta ancora a discutere sulla stessa cosa. Ha completamente eliminato – spiega l’attore – quella cosa bellissima che era il contatto con le persone. Se prima tu volevi dire a qualcuno che era un cretino, dovevi averci il coraggio per andarglielo a dire. Invece adesso da dietro la tastierina sono capaci tutti, sono diventati tutti supereroi.
Questo mi spaventa molto. E’ una cosa che si è insinuata nelle nostre vite”. Continuando a parlare dei giovani Borghi ammette: “Avranno molto più problemi di noi. A partire dal fatto che oggi a Londra ci sono 39 gradi e abbiamo un leggero problema di surriscaldamento globale”.
Cavallero, a editoria serve sperimentareAd Sem, settore refrattario ma ci vuole innovazione
25 luglio 201915:29
– “L’editoria libraria è il settore più refrattario all’innovazione, ma invece è importante fare degli esperimenti e anche questo è un contributo per innovare un mercato che sembra sempre più arroccato a difesa di un mondo che non può più essere”. Lo ha detto Riccardo Cavallero, uno dei fondatori e Ceo di Sem, casa editrice nata a Milano nel 2017, presentando il nuovo esperimento narrativo con Federico Moccia che aprirà il suo prossimo libro al contributo dei lettori e di scrittori aspiranti e non.
“Certo non è semplice trovare scrittori disponibili ad aprirsi al contributo esterno ma noi vorremmo andare avanti, cominciamo con Federico e poi vediamo cosa riusciamo a fare – ha aggiunto – Noi siamo abbastanza contenti dei nostri risultati, combattiamo in questo mercato, pensiamo sia inutile lamentarsi, ci piace raccontare storie e soprattutto tentare progetti nuovi”.
Federico Moccia, cerco chi scriva storia con meCon Sem bando per 8 ‘contributori’ a romanzo
26 luglio 201911:01
E’ una storia d’amore tra due ragazzi, ma è anche un inedito esperimento narrativo. Federico Moccia, 56 anni, scrittore di bestseller come ‘Tre metri sopra il cielo’ e ‘Scusa ma ti chiamo amore’ amatissimi dai lettori più giovani, per il suo prossimo romanzo ha deciso di cercare coautori per aiutarlo a completare il racconto. Un progetto lanciato insieme a Sem, la casa editrice di Milano nata nel 2017, dove è stato presentato oggi, aperta a sperimentazioni pionieristiche come le ha definite il ceo e fondatore Riccardo Cavallero.
“L’editoria libraria – ha spiegato Cavallero – è il settore più refrattario all’innovazione, invece è importante fare degli esperimenti per innovare un mercato che sembra sempre più arroccato a difesa di un mondo che non può più essere”. Il romanzo di Moccia uscirà a gennaio e si intitola ‘La ragazza di Roma Nord’. Il protagonista è un giovane che parte da Napoli per fare una sorpresa alla sua fidanzata a Verona e scopre invece che lei lo tradisce. In quel momento di tristezza si accorge che l’unica cosa che vorrebbe è rivedere una passeggera incontrata sul treno nel viaggio di andata, salita a Roma e scesa a Firenze. Di lei (‘una bellezza, irrequieta, distratta, serena’, la descrive Moccia) non sa nulla tranne questi pochi elementi. Così decide di sistemarsi nella stazione del capoluogo toscano con un cartello sperando di vederla ripassare. Una presenza che diventa virale sui social (‘la parte mediatica è molto interessante’ ammette lo scrittore’) e nella sua attesa sarà avvicinato da diversi personaggi che gli racconteranno una storia, un pezzo della loro vita. Proprio queste sono le storie, in tutto 8, che Moccia ha deciso di lasciar scrivere ad altrettanti aspiranti scrittori e non, selezionati da una squadra editoriale capitana da lui, tra quelli che parteciperanno al bando pubblicato sul sito http://www.semlibri.com/cantieredellestorie,da oggi 25 luglio al 31 ottobre. L’unico limite sono le 6000 battute, non ce ne sono altri, né anagrafici, né di contenuto. I vincitori saranno annunciati il 16 novembre.
“Questo è un romanzo a tutti gli effetti, con il il suo arco narrativo, totalmente disegnato da Federico, quasi interamente scritto da lui, a parte questi 8 contributi – ha detto il direttore editoriale Antonio Riccardi -. E’ un esperimento connaturato allo spirito di Federico che già da molto tempo gira attorno all’idea di un coinvolgimento del suo enorme lettorato direttamente in fase creativa”. Una comunità di lettori, ha aggiunto Riccardi, che già aveva dimostrato il suo enorme potenziale con la storia dei lucchetti da attaccare a ponti e altre strutture in segno di amore eterno, una moda nata sulla scia del successo di ‘Tre metri sopra il cielo’. “Questo progetto è anche un modo per ringraziare il pubblico che ha decretato il mio successo – ha spiegato Moccia – Quando scrissi quel primo romanzo nessuno volle pubblicarlo a parte una piccola casa editrice e il libro cominciò a girare attraverso le fotocopie”. “E oltre al successo del libro quello che mi colpì – ha concluso – fu la sensazione e la scoperta dei giovani che leggevano, tanti in seguito mi hanno detto ‘tu sei stato il primo che mi ha portato a leggere'”
Jazz torna a risuonare in Terre SismaDal 24 agosto al 1 settembre in Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo
25 luglio 201915:51
– La rinascita dei territori martoriati dal terremoto non passa solo dalla ricostruzione materiale, ma anche da quella culturale. E con questa convinzione torna Il Jazz italiano per le terre del sisma, la manifestazione voluta e diretta da Paolo Fresu, che da 5 anni porta arte e speranza nei territori colpiti dal terremoto negli ultimi 10 anni. Dal 24 agosto al 1 settembre Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo risuoneranno delle note jazz di centinaia di artisti da tutta Italia.
Novità di quest’anno la declinazione al femminile del programma concertistico dell’Aquila il 31 agosto e il 1 settembre, con protagoniste tra le altre Ornella Vanoni e Nicky Nicolai, e l’ampliamento dell’offerta con una settimana di concerti e camminate, alla scoperta dell’entroterra delle Regioni del Centro Italia. In programma anche la Partita del Cuore tra la Nazionale Jazzisti e la Nazionale terremotati e la mostra fotografica “i fotografi italiani per le terre del Sisma”.
Larson, IGIST apre Capalbio LibriScrittore a Capalbio con romanzo di formazione collegato ad app
25 luglio 201916:33
– “Ho voluto essere fonte di ispirazione per le mie figlie, creando un’eroina in grado di infondere loro fiducia in se stesse”: è per amore e per un’incrollabile visione positiva del mondo che Luke S. Larson ha creato “IGIST”, un romanzo di formazione rivolto al pubblico dei ragazzi che apre il festival di Capalbio Libri (26 luglio – 4 agosto). Ambientato in un futuro non troppo lontano, IGIST (che Larson ha pubblicato creando una omonima piattaforma editoriale) narra la storia di Emi, protagonista che fa di tutto per essere ammessa alla prestigiosa accademia scientifica Intergalactic Institute of Science and Technology (IGIST). Ma IGIST è più di un libro, è un’esperienza immersiva: collegato a una app (inventata da Larson e scaricabile gratuitamente) che consente al lettore di diventare un ologramma, farsi i selfie con i personaggi e intervenire sulla trama, è infatti uno strumento con cui “rivoluzionare l’esperienza di lettura tradizionale”, afferma oggi a Roma.
Acquistato caffè Giubbe Rosse a FirenzeCgil: comprato da Gruppo Scudieri, si riaccende una luce
FIRENZE25 luglio 201916:37
– Alla quarta asta è stato acquistato lo storico caffè letterario fiorentino Giubbe Rosse, nella centralissima piazza della Repubblica a Firenze, luogo di incontro, nel corso del ‘900, di poeti, artisti e intellettuali tra i quali Marinetti e i futuristi, e poi Montale, Quasimodo, Saba, Gadda e Vittorini. Lo rende noto la Filcams Cgil Firenze spiegando che “finalmente l’omissione di soccorso, che avevamo denunciato alla stampa per la mancata partecipazione alle precedenti aste, è terminata: un importante marchio fiorentino del gruppo Scudieri acquista, alla quarta asta il Caffè Giubbe Rosse”.
Aiano, scoperto ‘quartiere’ villa romanaA San Gimignano, trovate 3 grandi stanze risalenti IV-V sec.d.C.
SAN GIMIGNANO (SIENA)25 luglio 201916:38
– Tornato alla luce, nel sito archeologico di Aiano a San Gimignano (Siena), un ‘quartiere’ della villa romana risalente al IV-V secolo d.C., composto da 3 ampie stanze per un totale di circa 80 metri quadrati. La scoperta è avvenuta giorni fa durante la 13esima campagna di scavi. “La ricerca archeologica – commenta Marco Cavalieri, ordinario di archeologia romana e antichità italiche dell’Università belga di Louvain e direttore scientifico degli scavi -.ha così confermato quanto già ipotizzato sulla grande estensione della villa, circa 10mila metri quadrati (di cui riportati in luce 3.000), indagata dal 2005 dall’Uc Louvain” in collaborazione col Comune di S.Gimignano. In una delle stanze, aggiunge Cavalieri, è stato anche rinvenuto un dolium, ovvero una grande giara “ma ad oggi non è ipotizzabile risalire alla funzione di questi spazi”.
Proprio il nuovo rinvenimento, insieme all’avanzamento della ricerca e degli scavi, saranno al centro dell’open day in programma per sabato 27 luglio.
La campagna sta coinvolgendo una ventina di studenti belgi ed italiani: tra gli obiettivi il proseguimento dei rilievi tramite fotogrammetria con drone e laser-scanner, oggetto dall’anno scorso di rielaborazione da parte del Cnr-Itabc di Roma al fine di una ricostruzione 3D del sito. Al contempo si prosegue con un terzo intervento di restauro al mosaico che decora la sala centrale della villa, in vista di una sua futura apertura al pubblico in concomitanza con il riallestimento delle nuove sale consacrate alla villa d’Aiano al Museo archeologico di San Gimignano. Infine, un ulteriore campo di ricerca e valorizzazione avanza nella collaborazione con il Cnrs di Orleans sullo studio delle decorazioni in pasta vitrea della villa, con particolare riferimento alle tarsie a soggetto marino rinvenute sul sito e prodotte nel IV sec. d.C. ad Alessandria d’Egitto.
Rock in Roma, oltre 200mila presenzeOrganizzatori, apprezzata l’intuizione di raddoppiare l’offerta
25 luglio 201918:17
– Rock in Roma saluta la sua #11 edizione con numeri da record e pubblico in crescita a Capannelle: oltre 200mila le presenze al momento, eventi sold out ed apprezzamento per l’offerta differenziata e triplicata su tre grandi location, tra le più affascinanti venue della Capitale e d’Italia: l’Ippodromo delle Capannelle (che ha ottenuto uno straordinario afflusso di spettatori), il Teatro Romano di Ostia Antica e la Cavea dell’Auditorium Parco della Musica. “E’ stata apprezzata l’intuizione di raddoppiare l’offerta con una line up ricca e diversificata – affermano i fondatori del Festival Maxmiliano Bucci e Sergio Giuliani -, dal rock vera essenza del Festival (con i Thirty Seconds To Mars, Skunk Anansie, Nick Mason’s Saucerful Of Secrets, solo per citarne alcuni) fino alla nuova scena musicale italiana: 25.000 gli spettatori accorsi alla data evento di apertura, Roma Liberata; stessa considerevole cifra per i concerti di Carl Brave e Ozuna, con Salmo poco distante (20.000 presenze per il rapper dei record)”.
Mostre: ‘Pasolini e le donne’ in 90 fotoDal 27 luglio al 15 settembre scatti originali e rari a Berceto
PARMA26 luglio 201910:26
– Oltre 90 foto originali per indagare il rapporto tra Pier Paolo Pasolini e le donne, cioè cosa significa vivere e celebrare la diversità, e quella condizione di inadeguatezza nei confronti dei poteri e dei soprusi. Dal 27 luglio al 15 settembre il Museo Piermaria Rossi di Berceto (Parma) ospita la mostra ‘Pasolini e le donne’, curata da Giuseppe Garrera e Sebastiano Triulzi con opere provenienti dalla collezione privata di Garrera.
Le foto originali, prime edizioni, manoscritti e documenti ripercorrono la speciale genealogia di donne di Pasolini: la madre Susanna, Giovanna Bemporad, Silvana Mauri, Elsa Morante, Laura Betti, Anna Magnani, Silvana Mangano, Maria Callas, Amelia Rosselli, Anna Maria Ortese, Elsa De’ Giorgi, Oriana Fallaci.
Amori e amicizie che hanno costituito esempi di resistenza al mondo corrente, insegnando una poesia coraggiosa, fieramente diversa, sempre in rivolta. La mostra permette di ‘vedere’ questi legami e spiare il rapporto e l’intimità di Pasolini con ognuna di queste donne.
Amber Heard, le donne ancora valgono meno dei maschiUn onore essere a Giffoni, sopraffatta da energia dei ragazzi
GIFFONI VALLE PIANA (SALERNO)26 luglio 201910:37
Il tacco a spillo e il vestito frou frou non devono ingannare. La giovane e bellissima Amber Heard ha un animo da vera guerriera e paladina dei diritti delle donne e di tutte le categorie discriminate. “Ancora l’opinione delle donne non vale come quella degli uomini. E questa cosa mi fa infuriare tremendamente e al tempo stesso mi ispira all’azione” dice. “Un tempo in America – aggiunge – c’era una legge ‘orribile’ per cui in tribunale se a deporre c’erano ‘non bianchi’ ne servivano almeno due perché la testimonianza fosse considerata attendibile, mentre ne bastava uno solo ‘bianco’. La stessa cosa accade ancora oggi alle donne. Pensiamo al MeToo. Prima di venire credute – dice arrabbiata la Heard – in quante hanno dovuto denunciare cosa era successo? 25, 35, 45 donne? Laddove la parola di un solo uomo viene presa sul serio…”. L’attrice texana, per due anni moglie di Johnny Depp, continua: “La storia del MeToo – sottolinea – è cominciata a emergere già 16 anni fa e uno dei primi argomenti era proprio la “gender equality” e davvero ritengo ‘criminale’ il fatto che sia passato in sordina per tutto questo tempo e sia ancora non del tutto emerso. I cambiamenti sono avvenuti solo in questi ultimi mesi”.
“Sono milioni – dice accalorandosi – le storie di donne da raccontare… Mi vengono in mente ma solo per fare qualche nome come Lee Miller, Anita Hill oppure Caterina la Grande. Donne che hanno cambiato il corso della storia e ne sappiamo poco e niente. Di Caterina qualcosa sappiamo ma quello che non si dice baastanze è che tutti i suoi predecessori (maschi) erano dei mediocri esercitatori di potere, lei ha cambiato il corso della storia. Sono come gemme, pietre preziose che sono ancora nascoste ma anche le meraviglie di Petra erano nascoste prima che un archeologo trovasse i primi reperti”.
“Sono stati tanti negli ultimi anni – dice ancora – i movimenti contro le diseguaglianze, le ingiustizie, le discriminazioni delle donne, razziali e delle tendenze sessuali.
Adesso è il momento di fare quello che finora non abbiamo fatto perché non avevamo in mano la penna, non eravamo dietro la telecamera, non creavamo le storie. Adesso lo possiamo fare, lo facciamo e lo dobbiamo fare condividendo il più possibile. Non per una mera lotta tra uomini e donne: dobbiamo condividere gli obiettivi remando tutti nella stessa direzione perché uomini migliori fanno donne migliori e donne migliori fanno uomini migliori”. E a chi le chiede se è contenta di essere a Giffoni risponde: “Sono onorata. Alla fine di tutto perché facciamo il nostro lavoro? Per raccontare delle storie. E chi meglio dei ragazzi può giudicare una buona storia? Sono loro, i giovani, il motore. Non vedo l’ora di incontrarli perché sono certa che sarò sopraffatta dalla loro energia. Sono loro che devono salvare per noi questo benedetto mondo…”.
Giffoni: Borghi, attenti Fb ha eliminato contatti umaniNon sarò Totti ma girerò Suburra 3 e Diavoli 2, e poi vacanze
GIFFONI VALLE PIANA (SALERNO)26 luglio 201910:37
Un messaggio forte per i ragazzi (attenti a Facebook, meglio i rapporti umani), il racconto ‘senza filtri’ dei tanti e così diversi esseri umani interpretati sullo schermo e il suo sguardo verace e passionale sul mondo. Al 49/o Giffoni Film Fest è sbarcato Alessandro Borghi e il pubblico l’ha accolto con un calore davvero speciale. Non si può non partire dall’accorato messaggio ai giovani sull’utilizzo dei social: “Non li demonizzo tutti per carità ma in particolare penso che i giovani oggi abbiano un problema enorme che si chiama Facebook. Ha completamente eliminato – spiega l’attore – quella cosa bellissima che era il contatto con le persone. Se prima tu volevi dire a qualcuno che era un cretino, dovevi avere il coraggio per andarglielo a dire.
Invece adesso da dietro la tastierina sono capaci tutti, sono diventati tutti supereroi. Continuando a parlare dei giovani il 32enne ammette: “Avranno molto più problemi di noi. A partire dal fatto che oggi a Londra ci sono 39 gradi e abbiamo un leggero problema di surriscaldamento globale”. Parole di incoraggiamento anche per i diritti e l’eguaglianza con le donne: “Figuriamoci, a casa mia comandava mia madre….”. Sulla sua carriera Borghi scorre i tanti ruoli che ha avuto spiegando: “Non mi preparo mai. Non siamo come in America dove gli attori hanno il tempo di vivere con il personaggio rappresentato per mesi o leggere di tutto o avere un acting coach. Io leggendo il copione mi faccio delle idee che quasi sempre sono quelle che segue recitando. Dentro di me ci sono 5 o 6 Alessandro e uno dà ragione all’altro…” E racconta: “Dopo soli 8 giorni dalla fine delle riprese de Il primo re ho cominciato Sulla mia pelle. Per fortuna nelle ultime scene del primo avevo la pelliccia perché per interpretare Stefano Cucchi ero dovuto dimagrire 21 chili… Ma il personaggio lo avevo trovato prima o lui aveva trovato me, sono convinto che in questo lavoro più ci pensi e più sbagli. E’ un po’ come far scorrere l’acqua dal rubinetto”. Sempre sul film sulla vicenda Cucchi, nato “senza nessuna velleità politica ma solo per restituire la verità umana di Stefano”, aggiunge: “Per Sulla mia pelle ho litigato con tutti gli esercenti d’Italia, li ho proprio chiamati al telefono.
Boicottare questo progetto non aveva senso perché pur, essendo andato su Netflix, penso che al botteghino avrebbe fatto 5 milioni. La gente è rimasta fuori dalle sale, lo ha guardato sui prati…”.
“Un altro personaggio che mi sarebbe piaciuto è Giulio Regeni – aggiunge – ma voglio smentire chi ha scritto che non trovo un produttore. Non è vero ma dietro questa vicenda ci sono problemi diplomatici seri e soprattutto c’è una volontà della famiglia di non fare un film”.
A chi gli chiede se vorrebbe passare dietro la cinepresa ribatte: “No, quello no. Ma voglio fare il produttore. Per uscire da questa cosa senza senso del prendere tutti nomi famosi e non fare provini ai tanti bravi attori che attendono solo per questa logica sbagliata del box office. Se non ci fosse stato Sollima, sarei ancora ad aspettare anche io”.
Nel futuro di Borghi non c’è senza dubbio un progetto riguardante Totti: “Se girano voci a proposito, non c’è nulla di meno vero. Io non ho mai pensato di interpretare Francesco Totti e tanto meno credo che Totti abbia mai pensato di farlo interpretare a me, né penso che nessuno stia facendo una serie su Totti. C’è qualcosa ma è più un documentario. Poi dico con sincerità che il calcio mi interessa poco”. “Quel che è certo – dice – è la terza stagione di Suburra che però comincerò tra un po’ e ‘tra un bel po’ tanto di tempo’ anche la seconda stagione di Diavoli (la serie in lingua inglese accanto a Patrick Dempsey). Poi ho un paio di progetti su cui sto facendo dei pensieri ma ho un problema di incastri”. Ma conclude il mio prossimo progetto è il più difficile: “Andarmene un po’ in vacanza”.
Larson, in IGIST eroina per mie figlieScrittore a Capalbio con romanzo di formazione collegato ad app
26 luglio 201911:04
“Ho voluto essere fonte di ispirazione per le mie figlie, creando un’eroina in grado di infondere loro fiducia in se stesse e coraggio per superare le avversità”: è per amore e per un’incrollabile visione positiva del mondo che Luke S. Larson ha creato “IGIST”, un romanzo di formazione rivolto al pubblico dei ragazzi che apre il festival di Capalbio Libri (26 luglio – 4 agosto). Ambientato in un futuro non troppo lontano, IGIST (che Larson ha autonomamente pubblicato creando una omonima piattaforma editoriale) narra la storia di Emi, giovane protagonista che fa di tutto per essere ammessa all’accademia scientifica più prestigiosa dell’universo, l’Intergalactic Institute of Science and Technology (IGIST): solo così infatti la ragazza potrà trovare un antidoto per arginare la terribile epidemia che minaccia l’umanità intera. Ma IGIST è molto più di un libro, è un’esperienza immersiva: collegato a una app (inventata da Larson e scaricabile gratuitamente) che consente al lettore di diventare un ologramma, farsi i selfie con i personaggi e intervenire sulla trama, è infatti uno strumento con cui “rivoluzionare l’esperienza di lettura tradizionale e avvicinare anche coloro che non amano leggere”, afferma oggi l’autore di passaggio a Roma prima di raggiungere la Toscana. “I bambini non leggono, consultano lo smartphone. Ecco perché ho pensato di reinventarne le funzionalità immaginandolo come uno strumento per leggere”, spiega, “prima del libro ho inventato la app: ho avuto un feedback talmente positivo che poi ho deciso di scrivere il libro. Così si può procedere con una doppia lettura: quella tradizionale e quella aumentata”. In IGIST i lettori di tutto il mondo (il libro è disponibile oltre all’inglese e all’italiano, anche in spagnolo, francese, cinese e giapponese) troveranno un pezzo d’Italia: “l’estetica spaziale del libro è ispirata alle architetture della Roma antica, perché io amo il vostro Paese e soprattutto questa città”, afferma. Un passato da marine, ora a 37 anni presidente di una multinazionale (la Axon, produttrice di Taser), Larson ha progetti in grande anche nel mondo della scrittura: “il mio obiettivo è veicolare messaggi complessi al pubblico dei più giovani: per questo nel team che ho creato per IGIST ci sono anche psicologi”, dice, “IGIST offre nuovi modelli, anche alle minoranze che non hanno esperienza di letture né visioni. Negli Usa diciamo che non puoi diventare quello che non hai mai visto.
Voglio far capire che tutti possono riuscire a fare quello che vogliono”. “In futuro voglio scrivere altri 5 libri IGIST e reinventare classici come Il Conte di Montecristo per trasformarli in una lettura immersiva – prosegue – inoltre stiamo lavorando alla possibilità di creare libri su misura: compilando un modulo con i propri dati, si potrà ottenere una storia personalizzata”. “Sono un ottimista per natura. Molti pensano che il mondo in cui viviamo sia terribile: io invece penso che sia eccezionale.
E del futuro non ho una visione distopica: mi piace pensare che la tecnologia sconfiggerà le malattie e aiuterà tutti e che magari l’uomo colonizzerà lo spazio”, dice, “50 anni fa l’uomo è andato sulla Luna. Nell’azienda dove lavoro e che dirigo ci sono alcuni ingegneri che lavorarono alla missione Apollo: da ragazzi furono ispirati da una science fiction. In passato però la sfida di cambiare il mondo interessava solo gli uomini: ora invece io mi rivolgo a tutti, alle donne ma non solo. Coloro che atterreranno in futuro su Marte potranno dire di essere stati ispirati dal mio libro”.
Da Firenze al Cadore, 2 ritratti TizianoPoco conosciuti, in una mostra su “L’enigma dell’Autoritratto”
VENEZIA26 luglio 201913:37
– Due ritratti provenienti dagli Uffizi di Firenze riportano il volto di Tiziano Vecellio nella sua casa natale, a Pieve di Cadore, in provincia di Belluno. I due dipinti raffiguranti il Maestro, finora non esposti al pubblico, sono stati ottenuti in prestito dalla Magnifica Comunità di Cadore per essere collocati nella quattrocentesca dimora del pittore, dal 28 luglio al 29 settembre.
La mostra, intitolata “Tiziano. L’enigma dell’autoritratto”, proporrà ai visitatori le due opere, che da un lato restituiscono un’immagine dell’artista classica e riconoscibile da tutti (sono filiazioni del celebre Autoritratto custodito a Berlino), dall’altro evocano una terza opera, il “ritratto cadorino” di cui era in possesso il cugino del pittore, Tiziano Vecellio detto L’oratore, e di cui si sono perse le tracce.
Pession, io dottoressa eroina “imperfetta” e umanaA Giffoni la fiction Mediaset Oltre la soglia contro tabù malattie mentali
GIFFONI VALLE PIANA (SALERNO)26 luglio 201914:54
Un pizzico della Carrie Mathison di Homeland, una spruzzata del dottor House ma soprattutto l’istinto e la gran voglia di mettere in scena un’eroina “antieroica” e imperfetta di Gabriella Pession che sarà la protagonista della nuova fiction Mediaset Oltre la soglia in onda su Canale5 diretta da Monica Vullo e Riccardo Mosca nella prossima stagione (a novembre o a gennaio). “Mi sono innamorata perdutamente – spiega l’attrice che oggi è tornata per la terza volta al festival di Giffoni – del personaggio che interpreto, la dottoressa Tosca che è una neuropsichiatra infantile, e sono stata felicissima di poterlo presentare ai giffoners proprio per il messaggio fondamentale che porta: anche se siamo imperfetti, con delle difficoltà e delle malattie la vita comunque vale la pena di essere vissuta. E si può vivere felicemente nonostante questa nostra società intrisa di narcisismo”.”Bisogna solo parlarne, sviscerare quello che è il tabù legato alle malattie psichiatriche – aggiunge – e parlarne senza vergogna e anzi con una grande energia. La serie Oltre la soglia fa proprio questo: è piena di umanità, i pazienti dentro l’ospedale sono come a casa, si crea come un nucleo familiare dove non si rincorre uno stereotipo di perfezione. Al giorno d’oggi è un dovere sempre essere all’altezza, sempre essere giusti, sempre alla rincorsa di modelli di riferimento inarrivabili e frustranti”.Con la Pession a Giffoni c’è anche Laura Ippoliti ideatrice e scrittrice della serie che spiega: “Qui è stato fatto un vero miracolo: in un luogo imprevedibile si semina la passione e si formano le persone fin dalla più tenera età per avere un pubblico critico ed esperto che poi chiederà prodotti importanti e di qualità. E per noi è fondamentale. Oltre la soglia è una serie che parla ai ragazi e alle famiglie e punta un faro su un angoli oscuri. Rischiarandolo rimuoviamo la paura. Perché ce lo insegnano i film horror: il mostro non è mai così brutto come lo abbiamo immaginato”. La Ippoliti svela anche le armi segrete usate per scrivere la serie: “Una figlia adolescente che ho da sempre trattato come una persona, non come una bambina o altro, e una squadra di sceneggiatori fantastica a partire da Michela Straniero. E poi devo dire anche i ricordi che ho molto definiti di quel periodo della mia vita”. Cosa confermata anche dalla Pession: “So che sembro solare ed esplosiva ma ho avuto un’adolescenza problematica e dentro di me ancora ribolle tutto un mondo…””La nostra serie – dice ancora la Pession – parla di esseri umani, di ragazzi che sono il nostro futuro, e poi della dottoressa Tosca che a sua volta ha una malattia psichiatrica (una schizofrenia paranoide). Lei stessa, quindi, è controversa, spigolosa e anche politicamente scorretta ma nonostante questo lotta con passione de empatia e si aggrappa alla vita perché questi i suoi giovani pazienti non vadano oltre la soglia da cui non potranno tornare”.Tra i modelli a cui si è ispirata per il suo personaggio la Pession cita sia la protagonista di Homeland (“che adoro”) ma anche e soprattutto una sua amica neuropsichiatra: “Una vera eroina, che ne ha passate di tutti i colori anche perché era una donna. Eppure – spiega – è sempre stata un modello per il suo spendersi per le sue giovani pazienti e il suo essere anticonvenzionale: una volta portò in reparto addirittura un asino…”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Jams, prima serie teen su molestie ai minori
Aiuta ragazzi a riconoscere i rischi, ogni domenica dal 28/7
26 luglio 201920:08
Aiutare i ragazzi a decifrare i comportamenti ambigui degli adulti, a non farsi manipolare, a riconoscere i rischi e soprattutto a parlare superando la paura e la vergogna è l’obiettivo della serie tv “Jams” arriva su Rai2 da domenica 28 luglio alle 7.50 per 5 settimane. Coprodotta da Rai Ragazzi e Stand by Me con la consulenza scientifica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, che ha seguito il lavoro in fase di scrittura e di ripresa, “JAMS” è la prima serie per ragazzi ad affrontare il tema delle molestie sessuali sui minori. Jams sono Joy (Sonia Battisti), Alice (Giulia Cragnotti), Max (Andrea Dolcini) e Stefano (Luca Edoardo Varone) quattro amici, ragazzi che frequentano la prima media come tanti altri, che vivono le esperienze tipiche della loro età, come i primi amori, le amicizie e le piccole rivalità.
Raffaello e gli amici di UrbinoLa Galleria Nazionale delle Marche omaggia il genio a ottobre
26 luglio 201915:17
– La fioritura di un genio, la conquista della modernità e di uno stile rivoluzionario, alla luce di una rete di incroci generazionali e scambi culturali: è la mostra “Raffaello e gli amici di Urbino” che la Galleria Nazionale delle Marche – Palazzo Ducale di Urbino accoglierà dal 3 ottobre al 19 gennaio, in occasione dell’anno raffaellesco che celebra i 500 anni dalla morte dell’artista urbinate.
A cura di Barbara Agosti e Silvia Ginzburg, l’esposizione in 80 opere documenta quanto le relazioni personali di Raffaello Sanzio con un gruppo di artisti che operavano a Urbino abbiano contribuito alla nascita della sua eccezionale personalità.
Analizzando il ruolo di Pietro Perugino nella formazione e nella prima attività di Raffaello e il rapporto tra quest’ultimo e i concittadini artisti Girolamo Genga e il più anziano Timoteo Viti emerge nella mostra il grande salto qualitativo che il genio urbinate riuscì a compiere, dando il proprio contributo all’evoluzione del linguaggio pittorico tra ‘400 e ‘500.
Montalbano, Zingaretti video fine ciak”Felicità e anche tristezza, il sole di Sicilia ci saluta”
26 luglio 201915:23
– “In questo momento abbiamo finito il film. Felicità e anche tanta tristezza. Tanta. Il sole e il cielo di Sicilia ci saluta così. Ciao”. C’era la luce del tramonto, quando Luca Zingaretti ha postato il video sul suo profilo Instagram della fine delle riprese di Montalbano. Pur senza mai menzionarlo, è evidente il riferimento ad Andrea Camilleri.
Il set siciliano era stato riaperto lo scorso aprile quando il cast e la produzione avevano cominciato le riprese dei tre episodi che compongono la quattordicesima stagione de Il Commissario Montalbano e che vedremo nel 2020 su Rai1. Il set con la regia di Sironi era stato sospeso per lutto il giorno della morte di Andrea Camilleri il 17 luglio 2019 a Roma (in quei giorni aveva preso il comando della regia lo stesso Zingaretti per una indisposizione di Sironi). Per i tre nuovi episodi sono stati adattati sul piccolo schermo i seguenti racconti e romanzi di Camilleri: La rete di protezione; Il metodo Catalanotti; Infine c’e’ Salvo amato Livia mia
Gemitaiz e Madman,due date nei palasportI due rapper dal vivo il 10 marzo a Roma, il 16 a Milano
26 luglio 201916:11
– Gemitaiz & Madman torneranno a esibirsi insieme il prossimo anno. I due rapper saranno i protagonisti di due live nei palasport: il 10 marzo a Roma, il 16 a Milano. Un’occasione per ripercorrere la storia musicale dei due artisti. Prevendite al via dal 29 luglio.
“Veleno 7”, il nuovo singolo di Gemitaiz & Madman, uscito a giugno e certificato oro da Fimi/Gfk Italia, è l’ultimo tassello della collaborazione tra i due: con 1,824,280 stream per “Veleno 7” in sole 24 ore, hanno battuto il record nazionale di stream giornalieri per un singolo brano su Spotify, contando a oggi oltre 18,5 milioni di ascolti. Veleno 7 è il settimo capitolo della saga partita nel 2009 e che nel 2016 ha dato vita a “Veleno 6”, brano che dalla sua uscita su Spotify non ha mai lasciato la classifica Top200 Italia, conquistando anche una certificazione doppio platino.
Brasiliana Anitta al Latin FestivalDomenica 4 agosto unica tappa italiana del tour mondiale
26 luglio 201916:12
– Domenica 4 agosto, nell’unica tappa italiana Anitta, ritenuta la più famosa cantante brasiliana del momento, approda in concerto al Milano Latin Festival. All’ artista – sottolineano gli organizzatori – è stata dedicata una docu-serie su Netflix, ha quasi 40 milioni di follower su Instagram e oltre 12 milioni su YouTube. Ha appena lanciato il singolo ‘Muito Calor’ con Ozuna, ‘Faz Gostoso’ con Madonna e il suo ultimo album ‘Kisses’.
Il tour ‘Anitta Europe Summer 2019’ è cominciato il 27 giugno in Belgio per proseguire in Svizzera e Spagna. Dopo il concerto ad Assago al confine del capoluogo lombardo prosegue in Inghilterra e in Portogallo per poi concludersi, con molte date, in Brasile. In Italia “dopo una settimana esatta dal lancio del singolo ‘Muito Calor’ le visualizzazioni su YouTube sfiorano i 29 milioni; il brano anglo-portoghese con Madonna con oltre 6 milioni di visualizzazioni ha superato tutte le altre tracce dell’album”.
A Lajatico Bocelli e ospiti incantanoMika canta in anteprima mondiale “Tiny Love”
LAJATICO (PISA)26 luglio 201920:06
Mentre cala il tramonto sulle colline di Lajatico (Pisa), sovrastate dall’uomo alato in acciaio alto 14 metri realizzato da Daniele Basso, si accendono per il 14esimo anno consecutivo le luci del Teatro del Silenzio.
E lo fanno al ritmo del suono delle campane che scandiscono l’ingresso di coro, ballerini e figuranti per chiudere con l’arrivo a cavallo del tenore Andrea Bocelli che si esibisce nell’Inno alla Gioia. Stefano Accorsi è la voce narrante dello spettacolo. Opere d’arte contemporanea adornano strade e piazze della cittadina mentre nell’aperta campagna ci pensa il tenore, con l’orchestra e tanti colleghi artisti, ad incantare il pubblico. Undicimila le persone presenti. ‘Ali di libertà’, il tema di questa edizione, prende spunto dal cinquecentesimo anniversario leonardesco. L’acuta e intensa voce di Bocelli incanta il pubblico. E’ magia quando con Mika canta ‘Ali di libertà’. Mika si prende la scena poi con ‘Tiny Love’ che canta a Lajatico in anteprima mondiale ed ‘Happy Ending’.
Scala, De Niese sarà Cleopatra’Onorata di debuttare in una parte tanto cara al mio cuore’
26 luglio 201920:19
Cecilia Bartoli non torna indietro sulla scelta di lasciare il progetto Haendel alla Scala in polemica con la decisione di non confermare alla guida del teatro Alexander Pereira e questo anche se il contratto del manager sarà prolungato fino a giugno 2021.
E quindi dopo la sua scelta, annunciata il 21 giugno, di non cantare nel Giulio Cesare che andrà in scena dal 18 ottobre con la regia di Robert Carsen, la Scala annuncia la sostituta: Danielle De Niese, al debutto scaligero, ma che è stata un’acclamata Cleopatra insieme a Sarah Connolly come Cesare, della produzione di Sir David McVicar nel 2005 a Glyndebourne.
“Sono onorata di debuttare alla Scala in una parte tanto cara al mio cuore e che è stata per me fonte di gioia e tante opportunità. Avere la fortuna di riviverla – ha detto – con la regia di Robert Carsen, con cui ho avuto il piacere di una lunga collaborazione, è un grande dono e non vedo l’ora di lavorare con il Maestro Antonini, i colleghi del cast e l’orchestra nel prossimo autunno”.
Fotografia: ‘Cibo’ di McCurry a ForlìOttanta scatti dal mondo ai Musei San Domenico dal 21 settembre
FORLI’26 luglio 201918:17
– Arriva in prima mondiale ai Musei San Domenico di Forlì, dal 21 settembre al 6 gennaio, la mostra ‘Cibo’ di Steve McCurry, un’esposizione inedita con 80 scatti del fotografo americano quattro volte vincitore del World Press Photo. Un racconto per immagini sul cibo come elemento universale, pur così diverso da Paese a Paese, ponte di conoscenza tra i popoli. Un giro del mondo sui modi di produrlo, trasformarlo e consumarlo, mettendo in evidenza il suo valore, l’attenzione al non spreco.
Il progetto scenico si sviluppa in cinque sezioni che seguono il ciclo di vita del cibo: le foto, scattate tra America Latina, Asia ed Europa nella sua ultratrentennale carriera, sono accompagnate da strutture scenografiche e video per un’esperienza “immersiva dal punto di vista fisico ed emozionale”. “Ogni fotografia di Steve McCurry – commenta la curatrice Monica Fantini – cerca l’universale nel particolare.
E’ paradigmatica di una persona o di un’intera comunità”.
Padova, restaurate 40 statue Prato ValleCompletati primi tre lotti, lavori per quarto fino a ottobre
PADOVA26 luglio 201918:27
– E’ stato completato il restauro delle prime 40 statue e 4 obelischi che circondano l’isola Memmia in Prato della Valle, a Padova. Intervento realizzato grazie soprattutto alle donazioni dei privati, che possono usufruire dell’Art Bonus per ottenere un credito d’imposta del 65% sulle somme sostenute. L’importo complessivo dell’investimento per il quarto lotto è di 540 mila euro, 350 mila dei quali assicurati proprio dall’art-bonus. Il completamento dei primi tre lotti ha consentito di restaurare 25 statue, ora invece sono in corso i lavori del quarto lotto per un totale di 33 monumenti, di cui 19 già restaurati. In totale quindi restano da restaurare 24 statue, 4 obelischi e 2 basamenti. I lavori del quarto lotto continueranno fino a ottobre. Tra gli sponsor si segnalano Fondazione Cariparo, Fischer e Luxardo.
‘Radio Bruno Estate’ in piazza a ModenaNek, Renga, Bertè, Pezzali, Gabbani, ma anche Lp e Ofenbach
MODENA26 luglio 201918:31
– Da chi ‘gioca in casa’, Filippo Neviani in arte Nek, agli ospiti internazionali come Lp e Ofenbach. In mezzo, il top della musica leggera e pop italiana: Francesco Renga, Max Pezzali, Loredana Bertè, Baby K, Francesco Gabbani, Annalisa, Emis Killa, Paola Turci, Mr.Rain, Emma Muscat e Biondo. E uno sguardo al futuro, con due talenti: Roberta Francomano e Matteo Camellini. E’ il cast di ‘Radio Bruno Estate 2019’, in programma lunedì 29 luglio in piazza Roma a Modena, iniziativa nata in collaborazione fra l’emittente più ascoltata in Emilia-Romagna e il Comune, nell’ambito dell’Estate Modenese 2019.
Ideatore è l’editore Gianni Prandi che, dal ’93 ad oggi, lo ha fatto diventare uno degli appuntamenti musicali più attesi dell’estate italiana. La tappa modenese del tour (lo scorso anno in totale circa 100mila spettatori) arriva dopo le date di Cesenatico, Mantova e Cremona; conclusione il 6 settembre in Toscana, per la prima volta a Prato. Radio Bruno ha oltre 700mila ascoltatori nel giorno medio.
Eugenia Romanelli, oggi l’autore sia ‘ibrido’Dedicata a Le Guin, prima scuola che interconnette le scritture’
26 luglio 201919:46
”Il professionista della scrittura, l’autore, oggi deve essere ibrido. Un giocoliere della parola. E’ il mercato che lo chiede” Parola di Eugenia Romanelli, giornalista, scrittrice (Mia, La donna senza nome, ed. Castelvecchi), ora fondatrice della Writers Factory Scuola delle Scritture Ursula Le Guin, intitolata all’autrice americana scomparsa un anno fa e ”prima in Europa a interconnettere tutti i tipi di scrittura”.
”Anche in un mondo sempre più digitale – racconta la Romanelli – la parola la fa sempre da padrona. Dai georoglifici ai social network, tutto è scrittura. E l’importanza della scrittura segna l’importanza di scrivere pensieri”. I numeri però raccontano uno scenario desolante: in Italia solo il 24% degli adulti partecipa ad attività di istruzione o formazione, a fronte di una media Ocse del 52%, e l’inaccessibilità del costo dei corsi è la principale causa della mancata formazione per il 62% delle donne.
”La scuola nasce anche come ‘movimento’ per dare una risposta a questo impoverimento culturale”, prosegue l’autrice che ha coinvolto il gotha degli scrittori (in ogni ambito) del nostro tempo, da David Riondino come vicedirettore a Edoardo Albinati, Lucia Annunziata, Giulio Anselmi, Stefano Benni, Bianca Berlinguer, Stefano Bollani, Massimo Bray, Margherita Buy, Ascanio Celestini e poi ancora in un elenco difficile da riassumere anche Marco Damilano, Martina Dell’Ombra, Niccolò Fabi, Peter Gomez, Giancarlo Leone, Vladimir Luxuria, Valerio Magrelli, Milo Manara, Melania Mazzucco, Laura Morante, Mario Morcellini con Michela Murgia, Antonio Padellaro, Sergio Staino, Elena Stancanelli, Vauro, Sandro Veronesi, Paolo Virzì. Tutti ”a tariffe accademiche internazionali”.
Una battaglia culturale, ma anche una risposta al mercato. ”Il professionista della scrittura – spiega – oggi deve essere ibrido. Non è più sufficiente l’autore specializzato in un’unica materia della scrittura, che sia poeta, cantautore, sceneggiatore di fumetto o giornalista. L’importante non è più il mestiere verticale, ma la trasversalità. Un vero autore oggi deve essere capace maneggiare lo storytelling in tutta la sua complessità. Non ha più senso, ad esempio, che un giornalista scriva un buon articolo senza poi saperlo viralizzare sui social media”.
Promossi dalla Fondazione Allori, con il patrocinio dell’Istituto Italiano Enciplopedia Treccani, i corsi partiranno a ottobre con 420 ore sulle tecniche base di scrittura in tutte le applicazioni tipiche della contemporaneità, dai social ai fumetti. A marzo la seconda fase da altre 80 di specializzazione. I 60 allievi previsti a fine anno saranno in grado di sceneggiare un fumetto, scrivere un romanzo, una poesia, una canzone, un’inchiesta o una sceneggiatura.
Conosceranno i trucchi dei SEO copywriter, influencer, blogger e social media strategy. I migliori elaborati verranno subito immessi nel mercato, con pubblicazioni Castelvecchi, blog su L’Espresso o videoclip. ”Sarà una vera e propria fucina per provare a ripensare questo mondo ”, dice ancora la Romanelli.
Capitolo fondamentale, anche quello dedicato alle donne, non solo con ”molte docenti ma anche incontri per sul linguaggio sessista”. Non a caso la scuola rende omaggio a Ursula Le Guin, regina del thriller e fantasy. ”Era un’autrice capace di ambientare nel futuro le utopie – conclude la Romanelli – La possibilità di scrivere un nuovo mondo secondo lei c’era”.
In libro 100 anni Bagno Silvio a ForteSempre gestito dalla stessa famiglia dal 1919
FORTE DEI MARMI (LUCCA)26 luglio 201918:56
– Un libro per raccontare 100 anni di storia del Bagno Silvio, stabilimento balneare al Forte dei Marmi (Lucca), gestito dalla stessa famiglia che lo creò, e che tra i suoi ospiti ha annoverato anche Ugo Tognazzi e Tony Renis. E’ ‘Dalle dune alla tenda’, scritto da Umberto Cecchi (Gruppo editoriale, 160 pagine, 28 euro). E’ stata la stessa famiglia Dazzi, che da 5 generazioni manda avanti il Bagno Silvio, a voler mettere nero su bianco la storia centenaria, iniziata nel 1919 fra le dune, allora, di Forte dei Marmi. A curare i trenta metri di sabbia che costituiscono il bagno fu Pietro Dazzi, guardiano del cavalier Susini che aveva una villa antistante. Poi la proprietà fu ceduta al figlio di Pietro, Silvio, che con l’aiuto della moglie Concetta, si adoperò per attrezzarla, iniziando la trasformazione che ha reso un arenile con solo un piccolo capanno lo stabilimento odierno con 35 tipiche cabine in legno e 38 tende, ora gestito da Gianluca Frediani, figlio di Vanna Dazzi, e la moglie Laura.
Hit parade, Machete Mixtape 4 in vettaSeorita primo tra i singoli, tra i vinili s’impone Battiato
26 luglio 201919:45
Pochi movimenti al vertice della hit parade settimanale. Machete Mixtape n.4, di una delle crew piu’ longeve d’Italia di cui fanno parte Salmo, Slait, Hell Raton, Nitro, Dani Faiv e Jack The Smoker, si conferma in vetta alla classifica dei dischi piu’ venduti della settimana secondo le rilevazioni Fimi/Gfk. Perde una posizione dal secondo al terzo posto, No.6 Collaborations Project, il nuovo album di Ed Sheeran, con 15 inediti e 22 collaborazioni con artisti del calibro di Cardi B, Camila Cabello, Eminem, 50 cent, Bruno Mars, Khalid, Travis Scott, Justin Bieber, Stormzy. E’ Ultimo ora a occupare la seconda posizione con Colpa delle favole, il disco piu’ venduto dei primi sei mesi del 2019 e in risalita. Il cantautore romano è anche quinto con Peter Pan e ottavo con Pianeti. Salto in avanti dalla ventesima alla quarta posizione per Marco Mengoni con Atlantico. Salmo resta sesto con Playlist. Bruce Springsteen con Western Stars perde due posizioni ed e’ settimo. Jovanotti, con l’ep Jova Beach Party, che sta portando in giro per le coste italiane la sua festa in spiaggia, è ora nono, in discesa. Chiude la top ten il fenomeno americano Billie Eilish con When we all fall asleep, where do we go?.
Tra i singoli primo Seorita di Shawn Mendes & Camila Cabello.
Tra i vinili, il piu’ venduto e’ L’era del cinghiale bianco di Franco Battiato. Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album piu’ venduti della settimana dal 19 al 25 luglio: 1) MACHETE MIXTAPE 4, MACHETE (EPIC-SONY) 2) COLPA DELLE FAVOLE (ULTIMO-HONIRO-BELIEVE) 3) NO.6 COLLABORATIONS PROJECT, ED SHEERAN (ATLANTIC-WMI) 4) ATLANTICO, MARCO MENGONI (RCA RECORDS LABEL-SONY) 5) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE) 6) PLAYLIST, SALMO (EPIC-SONY) 7) WESTERN STARS, BRUCE SPRINGSTEEN (COLUMBIA-SONY) 8) PIANETI, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE) 9) JOVA BEACH PARTY, JOVANOTTI (POLYDOR-UNIVERSAL MUSIC) 10) WHEN WE ALL FALL ASLEEP, WHERE DO WE GO?, BILLIE EILISH (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC) Questa la classifica dei singoli digitali piu’ venduti: 1) SEORITA, SHAWN MENDES & CAMILA CABELLO (ISLAND-UNI) 2) DOVE E QUANDO, BENJI & FEDE (WM ITALY-WMI) 3) YOSHI, MACHETE, DANI FAIV & THA SUPREME FEAT. FABRI FIBRA (EPIC-SME) 4) JAMBO, TAKAGI & KETRA, OMY & GIUSY FERRERI (COLUMBIA-SME) 5) UNA VOLTA ANCORA, FRED DE PALMA FEAT. ANA MENA (WM ITALY-WMI) Questa, infine, la classifica dei vinili: 1) L’ERA DEL CINGHIALE BIANCO, FRANCO BATTIATO (USM-UNIVERSAL MUSIC) 2) WESTERN STARS, BRUCE SPRINGSTEEN (COLUMBIA-SONY) 3) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI) 4) ANIMA, THOM YORK (EBB (XL REC.)-SELF) 5) AHI MARIA 40TH, RINO GAETANO (RCA RECORDS LABEL-SONY).
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Muselli, da Gomorra a La vita promessa
A Giffoni 36enne famoso per ruolo di Sangue Blu in fiction Sky
GIFFONI VALLE PIANA (SALERNO)27 luglio 201912:33
Niente tatuaggi, niente capelli rasati, niente aria da boss come in Gomorra ma baffetti anni ’40 e un cappello nero di paglia come il pubblico lo vedrà ne La vita Promessa a incorniciare due occhi azzurri che scrutano l’interlocutore e non stanno mai fermi. Al festival di Giffoni è arrivato Arturo Muselli, 36enne attore, regista e fotografo, sulle scene come lui stesso racconta da quando aveva 16 anni fino alla consacrazione televisiva nel ruolo del boss Sangue Blu in Gomorra.Passando per ruoli in film come Le conseguenze dell’amore di Paolo Sorrentino e La tenerezza di Gianni Amelio e in molte serie tv (da La Squadra a Carabinieri, da Un posto al sole a Provaci ancora Prof.). “Una grandissima esperienza quella della fiction di Sky – spiega – che non vedo l’ora di ricominciare nella nuova stagione. Ma sto lavorando anche su altre cose. Adesso ad esempio vengo direttamente dalla Romania, dove stiamo girando La vita promessa di Ricky Tognazzi con Luisa Ranieri. Non voglio svelare al pubblico il mio ruolo esatto per aumentare la curiosità. Posso dire che l’ambientazione e i costumi sono così diversi che quasi non mi sono riconosciuto quando mi sono rivisto”.Ma nel futuro di Muselli c’è anche Ozpetek. “Sarò anche nella versione teatrale di Mine Vaganti nel ruolo che al cinema fu di Riccardo Scamarcio. Sono molto felice di ritornare al teatro anche se io in verità non l’ho mai lasciato. Però devo dire che non ho cominciato con il teatro ‘tradizionale’ ma con quello sperimentale ad esempio di Strindberg. Mi ricordo il mio primo spettacolo era dentro una cripta…”. Muselli, che grazie all’insistenza dei genitori si è anche laureato (“avevano paura che fare l’attore come volevo io non fosse troppo ‘sicuro’, ma poi gli studi mi sono serviti”) e che ha fatto anche una lunga esperienza di educatore teatrale volontario dentro al carcere minorile di Nisida, racconta come si prepara ad affrontare un nuovo personaggio.”Cerco di essere molto metodico e ordinato. Ho studiato a Londra – spiega – e gli inglesi si danno molte regole. Insomma quando bisogna fare la pasta – dice da buon napoletano – prima bisogna far bollire l’acqua. Devo capire dove acchiappare il personaggio, liberandomi dai cliché e dalle cose già viste altrimenti mi annoio e propongo cose vecchie. Non è un discorso di presunzione, è un discorso di muovere delle cose e capire quale metodo studiato si può ‘adagiare’ meglio su un personaggio. Non mi piace riconoscere me stesso in un personaggio che interpreto, io non credo di essere molto interessante per il pubblico. Mi metto al servizio del personaggio. E’ l’atteggiamento meno vanitoso e più onesto”. Su Giffoni Muselli si entusiasma: “Sono molto contento di essere qui, ho già visto i ragazzi, è un festival unico. Basta guardare un po’ di video in rete, ci sono tanti tanti sorrisi. Anche se so che ogni anno a un certo punto piove, è come se ci fosse sempre il sole. Sono convinto che potrebbero farlo anche a dicembre ma è una manifestazione che ha il sole dentro perché si nutre dell’energia di chi è qui”.
Esperimento misura le emozioni dell’arteTermocamere rilevano sensazioni pubblico a esposizione Charrière
BOLOGNA27 luglio 201911:24
– Un esperimento partecipato per misurare le emozioni dell’arte è in programma il 30 luglio al Mambo di Bologna, collegato alla mostra di Julian Charrière ‘All we ever wanted was everything’. I visitatori saranno parte integrante dell’installazione artistica attraverso la mappatura delle reazioni emozionali suscitate dalle opere.
La tecnologia, fornita e progettata dall’Università Tecnica di Vilnius, utilizzerà termo-camere capaci di rilevare le sensazioni del pubblico in un processo di “sentiment analysis”, per comprendere la capacità del patrimonio culturale di essere apprezzato e percepito dagli spettatori, acquisendo dati relativi al gradimento e agli stati d’animo suscitati durante la visita. La sperimentazione rientra nel progetto ‘H2020 Rock-Regeneration and Optimisation of Cultural heritage in creative and Knowledge cities’, che si prefigge l’obiettivo di supportare la rigenerazione dei centri storici attraverso il patrimonio culturale come motore di sviluppo sostenibile e di crescita economica
Miniera Argentaria museo a cielo apertoInterazioni con la realtà aumentata visibile con smartphone
SASSARI27 luglio 201911:35
– Tre giorni di festa e visite guidate per ribadire come la memoria dei luoghi possa rappresentare un potente veicolo turistico. Dal 27 al 29 luglio il borgo minerario dell’Argentiera, avamposto del territorio comunale di Sassari lungo la costa nordoccidentale della Sardegna, risorge e diventa meta di nuovi flussi di visitatori grazie a “Mar – Miniera Argentiera”. È il primo museo minerario a cielo aperto in realtà aumentata ed è un progetto sostenuto dal Comune di Sassari per valorizzare la memoria storica e identitaria di un’area che, protagonista per decenni sul piano produttivo, economico e occupazionale, da tanto cerca di inserirsi tra le mete del turismo culturale internazionale, forte di un patrimonio davvero unico.
Si parte dall’antica laveria, con la visita alla mostra permanente e il racconto storico dell’ex borgo minerario, e si prosegue tra edifici e ruderirigenerati dalla presenza di installazioni artistiche che omaggiano la memoria, pensate per rielaborare il racconto in realtà aumentata. Il tutto è visibile all’occhio umano grazie alla tecnologia dell’app per smartphone, scaricabile gratuitamente. L’operazione propone e rilancia dall’Argentiera un nuovo modello di turismo interattivo e una modalità innovativa di fruizione, aperta al territorio e accessibile gratuitamente, rivalutando il territorio e sperimentando nuove e suggestive modalità di narrazione dei luoghi.
Mar è frutto di LandWorks Plus, partenariato che ha usufruito del sostegno finanziario di Culturability, bando di Fondazione Unipolis, e di Fondazione di Sardegna. Realizzato da LandWorks e Bepart col sostegno del Comune e il contributo del Parco geominerario della Sardegna, il museo propone itinerari lungo i luoghi più significativi del borgo e della sua storia, attraverso percorsi artistici inediti e affascinanti. È la possibilità di scoprire un luogo che, mettendo in dialogo spazi pubblici e privati, chiusi e aperti, racconta in modo inedito la propria storia: quella di uno dei maggiori esempi di archeologia mineraria nell’isola, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.
I Clean Bandit illuminano la C.SmeraldaLe hit della band inglese a bordo piscina al Cala di Volpe
PORTO CERVO27 luglio 201911:36
– Non solo un concerto, quello dei Clean Bandit al Cala di Volpe, uno degli hotel di lusso di Marriot Costa Smeralda, ma un vero e proprio evento che ha illuminato la notte in questo angolo di paradiso, in Gallura, da oltre 50 anni regno del jet set internazionale.
Dalla cena esclusiva a bordo piscina ai fuochi d’artificio finali, sino al dj set di Anfisa Letyago che ha fatto ballare i 500 fortunati ospiti della serata. Un evento riservato ai facoltosi turisti che frequentano la Costa Smeralda, questa volta con meno vip dello spettacolo rispetto agli anni precedenti, attesi però ad agosto, quando il 12, sullo stesso palco, si esibiranno Rita Ora e Jess Glynne.
Loro, i Clean Bandit, entrano in scena alle 23 in punto, per l’unica data italiana del tour a dieci anni dalla nascita. La Band inglese che ha raggiunto il successo mondiale con le ballatissime hit come Rather be e Rockabye, sale sul palco con i tre componenti storici Jack Patterson, Luke Patterson, Grace Chatto.
A giovane soprano Guida premio ClipPremio internazionale a siciliana Guida e irlandese Summerfield
GENOVA27 luglio 201911:38
– Le due giovani soprano Federica Guida, palermitana di 22 anni e Gemma Summerfield, irlandese di 28 anni sono le vincitrici ex aequo della quinta edizione del Concorso lirico internazionale di Portofino (Clip). Le due soprano si sono esibite al termine della premiazione con due difficili pezzi dal Die Zauberflote di Mozart: accompagnate dalla Filarmonica dell’Opera Italiana Bruno Bartoletti diretta da Aldo Salvagno, Guida ha cantato l’aria della Regina della Notte ‘Der Hölle Rache’, mentre Summerfield ha eseguito l’aria di Pamina ‘Ach, ich fühl’s’. Il premio speciale della Giuria Media presieduta dal direttore di Rai3 Stefano Coletta è andato all’unanimità a Federica Guida.
Cavalleria Rusticana dal vivo nel SassiSpettacolo “en plein air” in collaborazione col Teatro San Carlo
MATERA27 luglio 201911:40
– L’opera lirica, i Sassi come teatro naturale e i cittadini materani protagonisti di un processo creativo inedito. Elementi che danno vita allo spettacolo “Cavalleria Rusticana nei Sassi”, nell’ambito del progetto “Abitare l’Opera”, parte del dossier di candidatura di Matera 2019, Capitale europea della Cultura, coprodotto da Fondazione Matera Basilicata 2019 e Teatro di San Carlo di Napoli con la regia di Giorgio Barberio Corsetti. L’opera sarà in scena il 2 e 3 agosto a Matera è si offrirà al pubblico in due momenti: nel primo, un Prologo sui Sassi itinerante, con partenza da Piazza San Pietro Barisano, dal titolo “I sette peccati capitalisti”, accesso ore 17:30 con Passaporto per Matera 2019 e prenotazione.
Il secondo momento dello spettacolo, sarà la messa in scena dell’opera lirica “La Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni nel suggestivo scenario di Piazza San Pietro Caveoso e presso la Chiesa di Santa Maria di Idris, con accesso ore 20:30 con Passaporto per Matera 2019 e prenotazione.
Dolcissime, l’adolescenza è una sfidaIn sala dal 1 agosto la storia di tre amiche e i chili di troppo
27 luglio 201911:45
Il difficile tema delle difficoltà dell’adolescenza, con tre insperabili amiche, eternamente in lotta con i chili di troppo, che sfidano insicurezza, cyberbullismo e complessi rapporti con i genitori e soprattutto il giudizio altrui, partecipando a un campionato di nuoto sincronizzato è al centro di un film, Dolcissime, in sala dal 1 agosto. Scritto da Marco D’Amore con il regista Francesco Ghiaccio, prodotto da Indiana Production e La piccola società, al cinema con Vision Distribution vede protagonisti Valeria Solarino, Vinicio Marchioni insieme a Giulia Barbuto, Costa Da Cruz, Alice Manfredi, Margherita De Francisco, Giulia Fiorellino, Licia Navarrini.
“Mi sono sempre interrogato sul dare voce alle minoranze, alle persone che vengono facilmente giudicate male”, racconta D’Amore, che con Ghiaccio collabora dal 2003, in teatro (“quando pensavamo fosse l’unico luogo deputato”), poi con corti. “Questo è il secondo film insieme dopo ‘Un posto sicuro’, ma in realtà era nato prima”, dice. “Stavamo scrivendo dei radiogrammi sportivi – spiega il regista che vedremo ne ‘L’immortale’, il film di cui è regista e interprete sul boss di Gomorra Ciro Di Marzio- Ne avevamo da poco concluso uno sul ciclismo e pensammo di scrivere una storia completamente al femminile, qualcosa che avesse i toni della commedia, ma anche della favola. Così abbiamo pensato alla storia di queste ragazze che si cimentano con il nuoto sincronizzato. Poi a Monferrato, la terra dove abito, è scoppiato un grave incidente, e così abbiamo messo da parte il progetto e abbiamo realizzato ‘Un posto sicuro’. Finito il film siamo tornati a guardare questa storia con uno sguardo diverso. Non era più solo un esercizio di divertimento, ma siamo andati alla ricerca delle emozioni sotterranee, profonde, sotto la superficie”. Fondamentali anche un centinaio di incontri nelle scuole per presentare il primo film e la conferma, dice D’Amore, che “i giovani non sono apatici, semplicemente hanno cambiato sguardo e linguaggio sulla realtà. Da quegli incontri, le donne risultavano sempre più coraggiose dei maschi”. Ecco allora la scelta di provare a “raccontare il femminile attraverso i toni della favola. Oggi – riflette ancora D’Amore – sembra che tutti siamo liberi di parlare di tutto, ma non è così. Il film non vuole essere una pellicola sulla bulimia o l’anoressia, il bodyshaming, ma una storia che racconta una fase della vita. L’adolescenza è un’età delicata, spesso legata a modelli che richiedono la perfezione”. Ma, sottolinea, il film, scritto anche in collaborazione con Renata Ciaravino e Gabriele Scotti, non vuole lanciare messaggi. “Non ho mai preteso da un libro o da un film che mi suggerisse qualcosa – sottolinea – Questo è un compito dello spettatore. Piuttosto spero di dare delle suggestioni, in un periodo un cui l’altro, il diverso, è visto sempre più come un pericolo e appare sempre più spaventoso. E questa è la deriva dell’umanità”.
Matera 2019: “Ars Excavandi” fino al 1/9Finora oltre 15 mila visitatori, proroga per turisti in arrivo
POTENZA27 luglio 201912:39
– “Ars Excavandi”, la prima delle quattro grandi mostre di “Matera Capitale europea della cultura 2019”, è stata prorogata a primo settembre: la decisione è stata presa “per consentire ai numerosi visitatori in arrivo a Matera nel mese di agosto di poter fruire di una ricca offerta culturale”. “Ars Excavandi”, aperta all’indomani dell’inaugurazione di Matera Capitale europea della cultura, il 19 gennaio scorso, ha registrato fino ad oggi oltre 15 mila visitatori.
La mostra, coprodotta dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 e dal Polo Museale della Basilicata, è curata dall’architetto Pietro Laureano, autore del dossier che ha portato all’iscrizione dei Sassi e della Murgia materana nell’elenco del patrimonio mondiale dell’umanità Unesco nel 1993, nonché membro del comitato scientifico della candidatura di Matera a Capitale Europea della Cultura 2019.
250 anni nascita Napoleone, mostra ElbaSoldatini piombo e stampe d’epoca esposti in Museo Portoferraio
PORTOFERRAIO (LIVORNO)27 luglio 201914:10
– I soldatini di piombo di ambiente napoleonico della collezione Alberto Predieri della Fondazione CR Firenze e le stampe d’epoca, sempre napoleonica, della collezione della Fondazione Livorno, sono protagonisti della mostra ”Napoleone 1769-2019: un ‘Grande’ di Francia in Toscana nel 250° anniversario della nascita’.
L’esposizione è allestita dal 29 luglio al 31 ottobre a Portoferraio (Livorno), nella Palazzina dei Mulini, sede del Museo delle Residenze Napoleoniche dell’Elba.
I soldatini fanno parte di una raccolta di circa 1.500 esemplari, unica al mondo, riproducenti soggetti di un periodo storico che va dal XVIII secolo al Risorgimento Italiano, con particolare attenzione al periodo napoleonico. Le incisioni sono prevalentemente di produzione italiana della prima metà del XIX e raccontano, in particolare, la carriera militare di Napoleone, dai primi successi del giovane generale a Tolone nel 1793 fino all’esilio a Sant’Elena e alla morte il 5 maggio 1821. Ad accompagnare stampe e soldatini anche video, luci ad hoc e audio che evocano emozioni e suggestioni del periodo di riferimento.
Saranno inoltre esposti documenti d’epoca della permanenza di Napoleone all’Isola d’Elba: copie anastatiche di lettere autografe di Napoleone.
La mostra, a cura di Giuseppe Adduci, nasce dalla volontà di celebrare i 250 anni della nascita di Napoleone e rientra nell’ambito della legge regionale per la valorizzazione di grandi personalità che si sono distinte nella costruzione dell’identità toscana. Tra queste rientra anche il Bonaparte, sia per le origini toscane della sua famiglia (nativa di San Miniato di Pisa), sia per gli eventi che ne hanno segnato, sempre in terra toscana, la parabola discendente. L’esposizione è stata promossa da Consiglio regionale della Toscana, Fondazione CR Firenze, Fondazione Livorno-Arte e Cultura, con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia, Comune di Portoferraio, Università La Sorbonne-Villa Finaly Firenze, Fondazione Cesifin Alberto Predieri e con la partecipazione del Polo Museale della Toscana.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Elena Sofia Ricci, mamma “ruvida” per Corsicato
A Giffoni lancia messaggio, giovani siano influencer di cultura
GIFFONI VALLE PIANA (SALERNO)27 luglio 201914:19
Da Veronica Lario in Loro di Paolo Sorrentino a Suor Angela di Che Dio ci aiuti. Ci sono tanti volti e cuori di donne diverse nella lunga e fortunata carriera di Elena Sofia Ricci che è stata protagonista oggi al 49/o Giffoni Film Fest. E se ne sta per aggiungere uno da mamma “ruvida e che fa scelte estreme per proteggere i propri figli” per la serie Rai “Vivi e lascia vivere” diretta da Pappi Corsicato. Una donna assai diversa dalla mamma Cesaroni. “E’ – continua – una serie piena di segreti, un family drama con anche suspence e giallo. E Laura è una mamma pragmatica, senza smancerie, non proprio una campionessa dell’affettività, che deve piuttosto darsi da fare, che va al sodo e che cerca di proteggere i figli da un dolore enorme, un lutto molto grave nella famiglia. Lei custodisce un segreto piuttosto importante che quando sarà scoperto farà deflagrare la famiglia e metterà tutti in crisi.
Prende delle decisioni forti, nel momento in cui tutto crolla lei si rialza in piedi e si rimette in gioco. Io credo che sia la parte più interessante degli esseri umani il momento della crisi che non è per forza solo negativa, è l’attimo in cui devi riemergere”. La Ricci parla anche di Napoli dove si stanno svolgendo le riprese (“una città che ha fatto un grande passo in avanti, dove c’è un grande fermento culturale”) confrontandola amaramente con Roma, (“fa male vederla così”). A teatro la Ricci sarà in Vetri Rotti di Arthur Miller, con cui farà tappa anche all’Eliseo di Roma: “E’ un autore straordinariamente contemporaneo che racconta della Brooklyn degli anni ’30 in cui si riverberano gli echi della Notte dei Cristalli. C’è una battuta che dimostra tutta la forza di parlare ai giorni nostri: è della sorella della protagonista Sylvia Gellburg, rimasta paralizzata dopo aver sentito gli orrori della persecuzione nazista agli ebrei, che si domanda ‘Ma perché si preoccupa tanto Silvia? E’ lontano! C’è un Oceano di mezzo. Ecco c’è sempre un mare di mezzo tra noi e l’orrore che capita da qualche altra parte”. Sulla sua carriera racconta: “Sono stata tra le prime a fare la televisione pop e fui messa immediatamente in castigo dal cinema. Ora tutti fanno serie perché vanno più del cinema. Io me ne sono sempre abbastanza fregata di questa cosa. Volevo fare questo lavoro, farlo con passione e raccontare quante più donne possibile, diventare altro da me”.
L’attrice ha le idee molto chiare anche sul prossimo ruolo di donna: “La storia ce l’ho. Ho un soggetto da autrice (ma non da regista) che spero di poter scrivere e interpretare, ma che da 13 anni a questa parte ha trovato solo porte chiuse. Quindi mantengo il segreto perché sono scaramantica. Qui siamo in Campania e mi capiscono…”.
Su Giffoni spiega: “Volevo venire a tutti i costi, è il più bel festival e, come è stato detto, il più “necessario”. E’ un festival che insegna a individuare dentro di sé una passione, che sia nello spettacolo oppure altrove nella musica, nella medicina, e cercare di viverla e di farla coincidere con il proprio destino. Io credo che sia l’augurio più grande che si possa fare a qualcuno”. E ai ragazzi dico: “Studiate, leggete, preparatevi e fate gli influencer sì ma di cultura, letteratura, teatro… E non guardate solo la bellezza esteriore, anche perché quella interiore e così forte che a volte fa sembrare anche più belli fuori”.
Al San Carlo a Napoli ciak per Il Commissario RicciardiNuova serie con Lino Guanciale dai gialli anni ’30 di De Giovanni
27 luglio 201919:40
A Napoli tra i palchi del San Carlo, uno dei teatri più belli e antichi del mondo, che ammalio’ Stendhal nel suo Grand Tour, si gira in questi giorni la nuova serie Rai Il Commissario Ricciardi. Tratta dai romanzi di Maurizio de Giovanni (Einaudi) e diretta da Alessandro D’Alatri, è ambientata nel 1932 e segue le indagini di Luigi Alfredo Ricciardi, commissario di Napoli, interpretato da Lino Guanciale. Coprodotta da Rai Fiction e Clemart, andrà in onda nella prossima stagione su Rai1. Per le riprese il Teatro si è trasformato in un set: nella prestigiosa sala e sui palchi tutti rigorosamente in costume anni ’30 e sul palcoscenico le scene pittoriche, come si usava al tempo, di Cavalleria Rusticana.
Dice il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta: “Si è spostato a Napoli – da Taranto ndr – il set de Il commissario Ricciardi e mi pare simbolico e benaugurante che si cominci nella bellezza antica del Teatro San Carlo di Napoli. Non si può immaginare il commissario se non nei luoghi – e nel tempo – in cui lo ha fatto vivere la fantasia di un narratore originale e coinvolgente come Maurizio de Giovanni, che ha seguito il suo personaggio dal libro alla sceneggiatura. Napoli è un paesaggio e uno spirito troppo spesso consegnati ai luoghi comuni, al contrario un commissario come Ricciardi, per certi versi misterioso e arcaico, ne è un fedele interprete che ne svela il complesso fascino e le contraddizioni”.
Protagonista è Lino Guanciale, uno degli attori più promettenti del panorama italiano, amato per le popolari serie La porta rossa e L’allieva. Con il commissario Ricciardi arriva per il 40enne attore abruzzese il ruolo di svolta della carriera. “Interpretarlo – ha detto in un’intervista – e’ un onore e una grande responsabilita’ per tutti noi rendere al meglio possibile lo spirito e la complessita’ dell’architettura costruita da Maurizio De Giovanni attorno a questi personaggi tutti ricchissimi. L’impegno e’ tanto e tutti quanti stiamo lavorando perche’ il risultato sia degno”.
Sottolinea la fedeltà alla trasposizione immaginata da De Giovanni il direttore artistico di Clemart Gabriella Buontempo: “Orgogliosi di cominciare le riprese napoletane del Commissario Ricciardi nello storico Teatro Lirico San Carlo, fedeli alla trasposizione immaginata da De Giovanni nei romanzi che legano la realizzazione della Fiction ai siti napoletani e grati della collaborazione di Regione Campania Film Commission e città di Napoli”.
La fiction è scritta dallo stesso giallista napoletano che con ‘Il pianto dell’alba – Ultima ombra per il commissario Ricciardi’, uscito un mese fa, ha chiuso il ciclo del personaggio che da 15 anni vive nei suoi romanzi. Con lui hanno lavorato gli sceneggiatori Salvatore Basile, Viola Rispoli e Doriana Leondeff. Nel cast anche Serena Iansiti (Livia), Maria Vera Ratti (Enrica), Antonio Milo (Maione), Enrico Ianniello (il dottor Bruno Modo), Fabrizia Sacchi (Lucia Maione), Nunzia Schiano (Rosa), Peppe Servillo (Don Pierino), Mario Pirrello (Garzo), Adriano Falivene (Bambinella), Massimo De Matteo (il padre di Enrica), Susy Del Giudice (la madre di Enrica) e Marco Palvetti (Falco).
La Sovrintendente del Teatro Rosanna Purchia conclude: “Sono felice di questa nuova collaborazione con Rai, il fil rouge di Cavalleria ci unisce ancora e ci vedrà tra qualche giorno assieme per la diretta televisiva dai sassi di Matera”.
Aida ‘nera’, soprano protesta a VeronaTamara Wilson parla di razzismo, Fondazione Arena non gradisce
VERONA27 luglio 201918:29
Il tema del razzismo fa irruzione nel bel mezzo della stagione lirica a Verona, complice lo storico ruolo di ‘Aida’, la schiava etiope, e un soprano, l’americana Tamara Wilson, che ha minacciato il rifiuto del trucco ‘nero’ sul volto, parlando – con post su Instagram – di una visione razzista nel mondo dello spettacolo. Una interpretazione spiegata dettagliatamente – “conosco colleghi che non vogliono che il colore della loro pelle sia un costume, perchè se lo rinforzi per specifici ruoli questo non aiuta ad abbracciare la diversità” – con l’ammissione che “nessuna opinione è più giusta o corretta, perchè è personale”.
Il compromesso tuttavia è stato trovato: nella prossima rappresentazione di Aida, 28 luglio, con Placido Domingo sul podio d’orchestra, Wilson avrà un trucco “alleggerito”, cioè meno scuro. La cantante ha abbozzato, “ho vinto una battaglia, non la guerra”. Ma questo sarebbe il massimo che la Fondazione Arena si è detta disponibile a concederle, pena chiamare un sostituto per il ruolo.
Fillippo Nigro, ho detto sì a Ozpetek senza neppure il copione”Mi manca personaggio un po’ schizofrenico o cavalcare un drago”
GIFFONI VALLE PIANA (SALERNO)27 luglio 201919:40
“Ho detto di sì a Ferzan al buio, senza sapere nemmeno quale fosse il mio personaggio, tendi a fidarti di uno come lui. Ero nel parcheggio della mia palestra sotto il sole e mi è arrivata la sua telefonata: ‘Vuoi fare una parte nel mio film?’ e io ho detto subito sì. Ho fatto bene perché mi sono divertito tantissimo”.
Lo racconta Filippo Nigro, nell’incontro con la platea del Giffoni Film Festival, parlando della sua partecipazione al film di Ozpetek La dea Fortuna, con Stefano Accorsi e Edoardo Leo, di prossima uscita. E aggiunge: “E’ la mia terza volta con lui. Non ci lavoravo da La finestra di fronte, che considero il ‘mio’ film”.
Nigro, che sullo schermo ha interpretato tanti ruoli diversi dal politico corrotto Amedeo Cinaglia nella serie Netflix “Suburra” a Ponzio Pilato in “Barabba” e ricorda in modo assai onesto anche tutti i provini cui non è stato preso, parla anche di come vorrebbe interpretare un personaggio molto diverso da quello che finora gli è stato chiesto: “Vorrei fare qualcosa di meno posato, lavoro quasi sempre sulla sottrazione e invece vorrei farlo di più sull’eccentricità e la follia. Chi mi conosce mi dice spesso che nella vita reale sono una mitraglia, sul set ho sempre interpretato personaggi pacati, vorrei qualcuno un po’ schizofrenico…”. Quando poi qualcuno gli ricorda un suo recente tweet su Il trono di spade dice ridendo: “Ecco me lo ero perso e poi qualche mese fa ho recuperato vedendo le stagioni tutte assieme. Bellissime! Ecco sullo schermo mi sarebbe piaciuto anche fare qualche battaglia epica di quelle. Oppure cavalcare un drago…”.
Su “Suburra”, la cui produzione della terza stagione inizierà a breve, Nigro non si sbilancia: “Non so davvero nulla, a parte il fatto che saranno 6 puntate invece che 8. Proprio niente, Cinaglia per quanto ne so potrebbe anche essere ammazzato durante la prima puntata”.
Sul festival di Giffoni, Nigro che ricorda di essere stato un ragazzino molto introverso, nerd, un po’ strano (“ero anche sonnambulo”), spiega: “Mi piace molto incontrare i ragazzi.
Nonostante il momento politico, le crisi, i problemi vari, io sono ottimista e penso che la loro età sia ‘una figata’. Hanno tanti mezzi più di noi, basta guardare come possono usare il telefono anche per fare film e altro… Ma non dirò loro ‘dovete fare quello e quell’altro’ perché mi fa sentire vecchio”.
Gubitosi, per 50/mo Giffoni invitiamo MattarellaDirettore del Festival, vorrei anche De Niro, Streep e Benigni
GIFFONI VALLE PIANA (SALERNO)27 luglio 201919:39
Vulcanico e sempre in cammino. E’ difficile persino fermarlo per chiedergli un bilancio di questa 49/a edizione del Giffoni Film Fest perché Claudio Gubitosi, il direttore del festival, è perennemente circondato dai giffoners che gli chiedono spiegazioni e consigli, gli danno suggerimenti. Il più insistente è: “Direttore, l’anno prossimo il festival fa 50 anni, perché non lo fai durare 20 giorni?”. “Non lo faccio, per farvi rimanere un po’ di voglia di tornare” ribatte lui. E comunque i progetti e i desideri per la 50/a edizione sono tanti. “A cominciare dal più importante: che venga dai nostri ragazzi il presidente Mattarella e che l’Italia grazie a lui abbracci Giffoni. E poi anche David Sassoli e le istituzioni europee. Vorrei chiamare anche i primi giffoners: sono stato a molti dei loro matrimoni, mi hanno mandato le loro tesi di laurea. Ora sono imprenditori, anche famosi, medici, avvocati, magari anche qualche nonno o nonna. Molti hanno portato qui i loro figli… Ecco non voglio perdere le origini locali, popolari. Qui da noi il glamour non c’è e non lo vogliamo”.
“E’ davvero difficile – dice – spiegare Giffoni. Bisogna venire qui e stare in mezzo a questi bambini, ragazzi e giovanotti. Che hanno adottato e fatto diventare famoso in tutto il mondo un piccolo paese campano. E’ diventato la piazza del mondo perché qui c’è una generazione che finalmente viene ascoltata dagli adulti, le persone che hanno fatto qualcosa di buono nella vita vengono e hanno il dovere di trasferire la loro esperienza ai ragazzi”. “Giffoni – continua Gubitosi – è una democrazia, che mette insieme 52 Paesi diversi del mondo grazie agli oltre 6 mila giurati, 250 talent, sempre più film e anteprime. Ma non dobbiamo fermarci perché si può fare ancora di più. Truffaut diceva che ogni cosa che si fa per i ragazzi è sempre poco. E’ stato un mantra della mia vita. Dobbiamo dargli tutto quello che la società non gli dà durante l’anno. I primi giorni qualcuno veniva con il musetto lungo e mi diceva: ‘Io sono triste’. ‘E perché non ti diverti?’ chiedevo. ‘Perché tra 10 giorni finisce Giffoni!’. Qui concretizzano il desiderio di essere adulti consapevoli, di avere una società meno brutta di quella che loro vedono tutto l’anno, fatta di pericoli sul web, di intolleranza sociale, di femminicidi, di cyberbullismo. Qui a Giffoni se ne discute ma con serenità, assieme a tutti gli altri”. “E’ una bella storia italiana – spiega – che il mondo ci invidia. Abbiamo fatto una cosa straordinaria a Giffoni, un paese di 12 mila persone dove 49 anni fa non c’era nemmeno un ristorante. Non c’era Internet, non c’era niente. Ora c’è la Cittadella del cinema e la Multimedia Valley, fatte con i finanziamenti europei”. “Tornando ai 50 anni – spiega Gubitosi – non voglio fare cose tradizionali, potremmo far ritornare i grandissimi che ci hanno onorato da De Niro a Meryl Streep fino a Benigni. Qualcuno mi ha anche consigliato di far fare delle enormi torte a dei grandi chef stellati. Ma quando mai? Io voglio chiamare 50 famiglie, che facciano ogni giorno 50 torte fatte in casa. E stiamo pensando anche tante altre cose con la regione Campania e con il Comune”.
“Se dobbiamo fare calcoli precisi – aggiunge – per ogni milione di soldi pubblici che si investe su Giffoni noi ne restituiamo 2.8. Però mi interessa di più il bilancio umano, sociale, sentimentale e cioè lo sguardo e il sorriso di questi ragazzi.
“Dopo tutti questi anni, viene voglia anche a me di fare per una volta il blue carpet di Giffoni…” conclude ridendo. E poi chiede ai due ragazzini che gli sembrano più timidi del gruppo che ha davanti: “Dai, venite con me a farlo che chiediamo al cameramen di riprenderci come delle star…”.
Nigro, sì a Ozpetek senza copione”Mi manca personaggio un po’ schizofrenico”
GIFFONI VALLE PIANA (SALERNO)27 luglio 201920:01
– “Ho detto di sì a Ferzan al buio, senza sapere nemmeno quale fosse il mio personaggio, tendi a fidarti di uno come lui. Mi è arrivata la sua telefonata: ‘Vuoi fare una parte nel mio film?’ e io ho detto subito sì. Ho fatto bene perché mi sono divertito tantissimo”. Lo racconta Filippo Nigro, al Giffoni Film Festival, parlando della sua partecipazione al film La dea Fortuna, con Stefano Accorsi e Edoardo Leo, di prossima uscita.
“E’ la mia terza volta con lui. Non ci lavoravo da La finestra di fronte, che considero il ‘mio’ film”.
Nigro, che sullo schermo ha interpretato tanti ruoli diversi dal politico corrotto Amedeo Cinaglia nella serie Netflix “Suburra” a Ponzio Pilato in “Barabba”, parla anche di come vorrebbe interpretare un personaggio molto diverso da quello che finora gli è stato chiesto: “Vorrei fare qualcosa di meno posato, lavoro quasi sempre sulla sottrazione e invece vorrei farlo di più sull’eccentricità e la follia, vorrei un personaggio un po’ schizofrenico”.
Giffoni: Accorsi, in 1994 Notte è più vivo che maiNon sarò in The New Pope, onorato per 3/o film con Ozpetek
GIFFONI VALLE PIANA (SALERNO)25 luglio 201909:19
Erano 20 anni che Stefano Accorsi non tornava a Giffoni. Vent’anni in cui il festival è cresciuto tantissimo, come del resto anche l’attore dal punto di vista professionale ma anche esistenziale (è diventato papà di tre figli). E oggi è stato acclamato e ricercato da tutti i partecipanti della 49/a edizione. “I piccoli e i giovani – dice Accorsi – hanno un modo bellissimo di fruire le cose che è quello non sovrastrutturato. Se una cosa gli piace, lo capisci. Se li catturi, stanno attenti. Se li diverti, ridono. Sono un ottimo banco di prova. Io gli ho portato dall’Orlando Furioso al Decamerone e mi hanno detto: ‘Non me l’aspettavo così’. Allora capisci che li hai fatti appassionare perché gli hai fatto capire che quell’opera parla di loro”. Ma Accorsi non può non placare la grande curiosità dei tanti fan delle serie televisiva, nata da una sua idea e da lui interpretata, in onda in autunno su Sky ovvero 1994, parte finale della trilogia dedicata a Tangentopoli e alla discesa in campo di Silvio Berlusconi. Il suo personaggio Leonardo Notte, nella scena finale di 1993 infatti, giace esanime sull’asfalto colpito da un proiettile che sembra mortale. Una scena da brivido pari solo alla morte di Marco D’Amore-Ciro in Gomorra.
Ma Leonardo Notte è davvero immortale: “Non solo torna in 1994 – spiega Accorsi – ma sarà più vivo che mai. Cambierà? Cambiare totalmente lo stile di un personaggio così, non è possibile. Nel teaser che sta girando in questi giorni gli chiedono: ‘Ma non eri morto?’ e lui risponde beffardo: ‘Ti piacerebbe…'” racconta Accorsi. “All’inizio delle riprese – aggiunge – ci siamo detti: Notte è uno che è morto e non solo sopravvive alla morte ma addirittura torna mentre Berlusconi vince, con il 25%, da un’idea di Leonardo Notte. Poi nelle serie precedenti c’era un progetto riservato, quello della ‘discesa in campo’, Berlusconi aveva ancora dei dubbi. Ora non più e Notte diventa, ma lo era già, un personaggio ‘liberatorio'”.
Spazio anche all’altro grande ruolo che Accorsi ha appena avuto nel film di Ferzan Ozpetek: “Con Ferzan abbiamo finito il terzo film insieme. Le Fate ignoranti, poi Saturno contro e ora La Dea Fortuna. E’ stato molto interessante perché si cresce, ci si perde, ci si trova diversi. Siamo amici, non abbiamo una frequentazione assidua ma rimane sempre un filo. E’ davvero un fuoriclasse e anche una persona molto spiritosa” dice Accorsi.
L’attore coglie l’occasione per dire la sua anche sui figli delle coppie omosessuali: “La famiglia è dove c’è l’amore! Conosco tanti figli di amici omosessuali, se i genitori sono contenti, stanno bene anche loro. Tutto il resto sono pregiudizi e frasi fatte. Quando sento dire è contro natura o addurre ragioni religiose, penso sempre: ma di cosa stiamo parlando? Anche il Vecchio e Nuovo Testamento sono stati scritti da uomini…”.
Accorsi risponde anche a chi gli chiede se sarà anche nel seguito della serie di Paolo Sorrentino con Jude Law: “Non sarò nella nuova stagione di The New Pope, so che è uscita questa notizia ma non sarà così” dice Accorsi che spende parole lusinghiere sul regista: “La sua zampata si riconosce, è davvero padrone del suo set”. E a chi gli chiede se sogna un futuro dietro la cinepresa ribatte: “Pochi attori ci riescono, da De Sica a Eastwood. E’ un ruolo molto diverso. Io voglio essere ben diretto come attore, perché è la cosa che so fare meglio”.
Infine uno sguardo al futuro dei giovani: “Quando diventi genitore ti vengono delle ansie. Però a volte le ansie sono solo nostre. Oggi è dura trovare lavoro, è un momento difficile dal punto di vista della gestione di questo Paese, dal punto di vista della crisi, c’è molto scontento e molta infelicità. Ecco credo che un festival come Giffoni ci dice una cosa importante per i nostri giovani. La passione è importante. Le passioni vanno alimentante perché ci danno energia e poi possono diventare anche un lavoro”.
– “Leonardo Notte torna in 1994 e sarà più vivo che mai”. A tranquillizzare i fedelissimi della serie 1992 e 1993 che hanno visto il personaggio principale colpito da un proiettile ed esanime sull’asfalto è Stefano Accorsi che lo interpreta e dalla cui idea è nata la serie di successo che sta per tornare su Sky e che è tornato, dopo 20 anni, al Giffoni Fim Fest.
“Innazitutto possiamo dire che è vivo. Cambierà? Mah, cambiare lo stile di un personaggio così non è possibile. Nel teaser che sta girando in questi giorni gli chiedono: ‘Ma non eri morto?’ e lui risponde beffardo: ‘Ti piacerebbe…'” racconta Accorsi. “All’inizio delle riprese – dice – ci siamo detti: Notte è uno che è morto e non solo sopravvive alla morte ma addirittura torna mentre Berlusconi vince, con il 25%, da un’idea di Leonardo Notte. Poi nelle serie precedenti c’era un progetto riservato, quello della ‘discesa in campo’, Berlusconi aveva ancora dei dubbi. Ora non più e Notte diventa un personaggio ‘liberatorio'”.
Re Leone a Giffoni con Timon e PumbaIl sontuoso rifacimento grande classico del ’94 incanta i jurors
GIFFONI VALLE PIANA (SALERNO)25 luglio 201910:51
– A Giffoni è il giorno della grande anteprima de Il Re Leone, il nuovo film Disney del regista Jon Favreau, rifacimento ad altissima tecnologia che riporta sul grande schermo i protagonisti del classico Disney del 1994. A raccontarlo tra risate e parole che dimostrano una grande sintonia e anche un bel valore aggiunto della versione “tricolore” sono due dei doppiatori italiani, ovvero Edoardo Leo e Stefano Fresi che hanno incontrato i ragazzi e i bambini del 49/o Giffoni Film Fest. Se, infatti, Marco Mengoni è la voce di Simba ed Elisa di Nala, Leo è il suricato Timon e Fresi il facocero Pumbaa. Un film che all’unisono definiscono “dal punto di vista visivo incredibile”.
“Da appassionato di Disney, conoscevo anche Il Re Leone, anche se non ero piccolo quando è uscito. La partitura è pazzesca, le canzoni sono stupende” dice Fresi. Leo parla del primo doppiatore italiano di Timon: “Quando arrivi dopo un grande come Tonino Accolla, il confronto è schiacciante. Ho fatto del mio meglio”.
Marcello, Maresco e Martone in concorso a VeneziaTre registi italiani in gara alla 76ma mostra del Cinema. Salvatores e Archibugi fuori concorso. Prima mondiale per serie tv Sorrentino e Sollima
25 luglio 201919:59
Un romanzo di formazione totalmente reinventato nell’ambientazione (lì la California, qui Napoli) ma non nella potenza politica – MARTIN EDEN di Pietro Marcello con un camaleontico Luca Marinelli – un classico di Eduardo De Filippo riportato alla Napoli contemporanea di Gomorra – IL SINDACO DEL RIONE SANITA’ di Mario Martone con Francesco Di Leva – e la lettura grottesca della Sicilia a 25 anni dalle stragi di Falcone e Borsellino – LA MAFIA NON E’ PIU’ QUELLA DI UNA VOLTA di Franco Maresco con Letizia Battaglia e Ciccio Mira.
Il tris italiano in gara alla 76/ma Mostra del cinema di Venezia (28 agosto – 7 settembre) ha un filo rosso nel racconto sguincio e a suo modo realistico del nostro paese travagliato nella dialettica bene/male, nonostante storie di fantasia o riferimenti letterari. “Film italiani – dice il direttore Alberto Barbera – scelti dopo aver visto tutti i film disponibili e valutati decidendo di mettere in concorso quelli con ambizioni più alte e sfide più radicali”.
Marcello, Martone (al secondo anno consecutivo in concorso), Maresco guidano idealmente una pattuglia italiana numerosa composta da registi amati dal pubblico e giovani emergenti disseminando i talenti in ogni sezione senza i ghetti di qualche anno fa. Ecco così che il direttore Alberto Barbera può permettersi di puntare per il concorso su tre opere forse ruvide e lasciare al Fuori Concorso il nuovo film di Gabriele Salvatores TUTTO IL MIO FOLLE AMORE on the road sulla diversità con un adolescente che trascina i tre adulti più importanti della sua vita Claudio Santamaria, Valeria Golino, Diego Abatantuono (dal libro di Fulvio Ervas Se ti abbraccio non avere paura) e VIVERE di Francesca Archibugi, storia familiare con la coppia Micaela Ramazzotti e Adriano Giannini. In prima mondiale arrivano due episodi ciascuno di altrettante attese serie tv internazionali, di Sky Studios: THE NEW POPE di Paolo Sorrentino con Jude Law e John Malkovich e ZEROZEROZERO di Stefano Sollima, dal best seller di Roberto Saviano sul traffico di cocaina. Ma c’è molto altro come il racconto “più vero” dell’imprenditrice influencer Chiara Ferragni in CHIARA FERRAGNI – UNPOSTED di Elisa Amoruso nella sezione Sconfini che propone anche EFFETTO DOMINO di Alessandro Rossetto sulla crisi economica in nord est, il “sorprendente e indefinibile” IL VARCO di Federico Ferrone e Michele Manzolini. Fuori Concorso nella sezione fiction oltre a Salvatores e Archibugi è italiano anche il film di chiusura THE BURNT ORANGE HERESY di Giuseppe Capotondi mentre nella non fiction IL PIANETA IN MARE di Andrea Segre racconta Marghera, CITIZEN ROSI di Didi Gnocchi e Carolina Rosi è un film sulla storia italiana attraverso il cinema civile di Francesco Rosi, I DIARI DI ANGELA 2 di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi. In Orizzonti c’è l’esordio autobiografico di Nunzia De Stefano (ex moglie di Matteo Garrone, conosciuta sul set di Gomorra, cresciuta in un container di Ponticelli per sfollati dal terremoto dell’80) NEVIA, l’esordio di Carlo Sironi con SOLE.
Biennale College fa debuttare Chiara Campara con LESSONS OF LOVE, mentre tra i documentari di Venezia Classici ci sono FELLINI FINE MAI di Eugenio Cappuccio, BOIA, MASCHERE E SEGRETI: L’HORROR ITALIANO DEGLI ANNI SESSANTA di Steve Della Casa, SE C’E’ UN ALDILA’ SONO FOTTUTO. VITA E CINEMA DI CLAUDIO CALIGARI di Simone Isola e Fausto Trombettta, LIFE AS A B-MOVIE: PIERO VIVARELLI di Fabrizio Laurenti e Niccolò Vivarelli, FULCI FOR FAKE di Simone Scafidi. Infine un corto italiano a Orizzonti: SUPEREROI SENZA SUPERPOTERI di Beatrice Baldacci.
A Venezia serie Sorrentino e SollimaThe New Pope e ZeroZeroZero proiettate in anteprima mondiale
26 luglio 201909:31
– Le serie The New Pope di Paolo Sorrentino e Zerozerozero di Stefano Sollima, dal best seller di Roberto Saviano, saranno proiettate in anteprima mondiale come eventi speciali fuori concorso alla 76/a edizione della Mostra del cinema di Venezia (28 agosto-7 settembre). Al Lido sono in programma due episodi per ciascuna delle due serie targate Sky Studios.
Venezia top, da Polanski a SoderberghIn gara anche Ad Astra con Brad Pitt alla 76ma Mostra del cinema
25 luglio 201917:42
Ad Astra con Brad Pitt, J’accuse di Roman Polanski, Joker di Todd Philips con Joaquin Phoenix, The Laundromat di Steven Soderbergh con Gary Oldman, Banderas, Meryl Streep sui Panama papers sono tra i titoli top in concorso alla 76/a edizione della Mostra del cinema di Venezia (28 agosto-7 settembre). L’annuncio oggi a Roma.
Hedy Lamarr, star che inventò wirelessProtagonista dello scandaloso Estasi. Restauro a Venezia
TORINO27 luglio 201912:36
– La versione restaurata di Estasi, successo del ’34 con lo scandalo della sequenza in cui Hedy Lamarr, appare completamente nuda è il film in pre-apertura alla Mostra del cinema di Venezia (28 agosto-7 settembre). Nata a Vienna nel 1914, Hedwig Eva Maria Kiesler, non fu solo una star di Hollywood – interpretò Sansone e Dalila, lavorò con Spencer Tracy, Clark Gable, Robert Taylor, fu diretta da King Vidor, ma una geniale inventrice: i suoi brevetti sono alla base delle tecnologie wireless. Lo raccontano Cinzia Ballesio e Giovanna Giordano in ‘L’Informatica al femminile. Storie sconosciute di donne che hanno cambiato il mondo’ (Neos). Nel 1941 l’attrice e il compositore George Antheil idearono un sistema di segnalazione basato sulla variazione di frequenza. Il lavoro è alla base della tecnica di trasmissione usata nella telefonia mobile per la trasmissione di dati Bluetooth e nelle reti wireless. Nei Paesi di lingua tedesca il 9 novembre, data della sua nascita, viene celebrato l’Inventor Day in suo onore.
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Giffoni: ecco i film vincitori da Teacher a Blinded by the Light
Premiati anche Rocca, Giant Little Ones, Place of no Words e il doc In the Name of your Daughter
GIFFONI VALLE PIANA (SALERNO)27 luglio 201913:42
ROCCA CHANGES THE WORLD di Katja Benrath (Germania, 2019) nella sezione Elements +6, TEACHER di Siddharth Malhotra (India, 2018) per gli Elements+ 10, BLINDED BY THE LIGHT by Gurinder Chadha (UK/Regno Unito) per i Generator +13, GIANT LITTLE ONES di Keith Behrman (Canada, 2018) per i Generator +16, THE PLACE OF NO WORDS di Mark Webber (USA, 2019) per i Generator +18. Il vincitore per la sezione Gex Doc è IN THE NAME OF YOUR DAUGHTER di Giselle Portenier. Sono i vincitori del Giffoni Film Festival 2019.Dopo giorni intensi tra proiezioni e dibattiti gli oltre 6200 jurors hanno deciso quali sono i sei lungometraggi vincitori del Gryphon Award 2019. Una selezione appassionata che ha messo a confronto oltre 100 opere in concorso, tra lungometraggi, cortometraggi e documentari, scelti tra 4100 produzioni (provenienti da tutta Europa ma anche da Giappone, Corea del Sud, Iran, Canada e Stati Uniti) ricevute in preselezione.In ROCCA CHANGES THE WORLD, distribuzione internazionale Beta Cinema, Rocca vive da sola in una grande casa: impavida e piena di curiosità, trova in Caspar un amico insolito che si rivelerà il prepotente della classe, ma la cosa più importante per la bambina è conquistare il cuore di sua nonna.
In TEACHER, distribuzione internazionale Yash Raj Films, si racconta la storia di Naina Mathur, un’aspirante insegnante affetta dalla sindrome di Tourette. Dopo diversi colloqui e numerosi rifiuti, ottiene il lavoro dei suoi sogni come insegnante a tempo pieno in una delle scuole più esclusive della città. Tuttavia, comprende presto che all’interno della sua classe ci sono studenti che le daranno problemi.BLINDED BY THE LIGHT è una storia di coraggio, amore, speranza e famiglia, intrisa della capacità che ha la musica di sollevare lo spirito umano. La regista è nota al pubblico per Sognando Beckham. Il lungometraggio, nelle sale italiane a partire dal 29 agosto distribuito in Italia da Warner Bros. Pictures, racconta di Javed, un adolescente britannico di origine pakistana, che vive nella città di Luton, in Inghilterra, nel 1987. Nel tumultuoso clima razziale ed economico dell’epoca, Javed scrive poesie per sfuggire all’intolleranza della città natale e all’inflessibilità del padre tradizionalista ma, quando un compagno di classe lo introduce alla musica di Bruce Springsteen, il ragazzo trova nei potenti testi del cantautore dei parallelismi con la sua vita e comincia a trovare il coraggio di esprimersi con la sua voce. In GIANT LITTLE ONES, distribuzione internazionale Mongrel International, Franky Winter e Ballas Kohl sono amici fin dall’infanzia. Rappresentano l’élite del liceo: belli, star della squadra di nuoto e popolari con le ragazze, vivono una perfetta vita da adolescenti, fino alla memorabile festa del diciassettesimo compleanno di Franky, quando entrambi vengono coinvolti in un incidente che cambierà le loro vite per sempre.A metà tra immaginazione e realtà THE PLACE OF NO WORDS, distribuzione internazionale Wide Awake Cinema. Protagonista è Bodhi Palmer e la sua famiglia. Al centro del film il modo in cui affrontiamo la morte e l’amore, le risate e il dolore, raccontato attraverso gli occhi di un padre e di suo figlio.Il doc IN THE NAME OF YOUR DAUGHTER, distribuzione internazionale DR TV, c’è Rosie Makore che è scappata dalla sua casa nel nord della Tanzania per salvarsi dall’infibulazione e dal matrimonio che i genitori hanno pianificato per lei. Ad aiutarla è Rhobi Samwelly, una delle donne più carismatiche d’Africa, che accoglie ragazze di ogni religione in una casa rifugio e gira per le campagne per combattere questa tradizione millenaria.
Jennifer Lawrence ‘mafiosa’ per Paolo SorrentinoE’ Mob Girl, adattamento del romanzo di Teresa Carpenter
24 luglio 201918:34
Jennifer Lawrence sarà la protagonista di Mob Girl, il nuovo film di Paolo Sorrentino, adattamento del libro di Teresa Carpenter, vincitrice del Premio Pulitzer. L’annuncio di Variety è confermato dalla produzione. Sorrentino produrrà il progetto insieme a Lorenzo Mieli di Wildside e anche l’attrice americana entrerà nella produzione. Il film segue la vera storia di una delle rare donne gangster d’America. Arlyne Brickman, cresciuta nel Lower East Side di New York City, fu attirata dallo stile di vita appariscente dei mafiosi di New York e pur provenendo da tutt’altro ambiente iniziò a frequentarli, a fare ‘commissioni’ per loro, a infiltrarsi nell’organizzazione e solo molti anni dopo decise di cambiare vita e diventare informatrice della polizia. La sua testimonianza portò alla cattura e alla condanna di boss come Anthony Scarpati e della famiglia criminale Colombo. Con Sorrentino, Angelina Burnett lavora all’adattamento della biografia della Brickman scritta da Teresa Carpenter.
Kevin Spacey festeggia 60 anniAncora nubi a Londra e LA per premio Oscar “American Beauty”
NEW YORK26 luglio 201911:04
Kevin Spacey festeggia il 26 luglio 60 anni preparandosi alla riscossa. Il divo premio Oscar nel 2000 per “American Beauty” e’ arrivato al giro di boa della terza eta’ mentre almeno una delle nubi giudiziarie che si sono addensate sulla sua carriera a partire dall’ottobre 2017 si e’ dissolta. La procura del Massachusetts ha da poco lasciato cadere le accuse di aver molestato un barista diciottenne di un locale dell’isola di Nantucket. Pena a rischio, cinque anni di reclusione, ma Kevin se l’e’ cavata dopo che la giuria ha accettato la versione del suo avvocato secondo cui l’accusatore avrebbe cancellato messaggi e fotografie scambiate con l’attore. Il caso era l’unico a livello penale contro il divo e l’archiviazione ha fatto suonar campanelli d’allarme per i procuratori che stanno cercando di incastrarlo negli Usa come in Gran Bretagna, dove il protagonista di “House of Cards” e’ stato direttore artistico dell’Old Vic dal 2004 al 2015. “Il modo con cui si e’ concluso il caso e’ sintomatico di come cambia un movimento di opinione pubblica come #MeToo una volta messo alla prova in un’aula di tribunale”, ha detto Mark Geragos, un avvocato specializzato nella difesa delle celebrità tra cui Michael Jackson e Wynona Riders. Di diverso avviso l’avvocatessa femminista Gloria Allred che rappresenta molte vittime di Harvey Weinstein, del rapper R Kelly e del finanziere Jeffrey Epstein: “Assurdo. Non dovrebbe avere alcun impatto. Il caso contro Spacey era molto specifico e non c’era modo in cu avrebbe potuto andare avanti”. Se adesso “potrebbe tornare a lavorare”, come ha pronosticato “Variety” secondo cui ci sarebbe almeno uno sceneggiatore candidato agli Oscar che vorrebbe l’attore nel cast, i guai con la giustizia per Spacey non sono comunque finiti. Continuano le inchieste sul suo conto in Gran Bretagna e in maggio Scotland Yard e’ volata negli Usa per interrogarlo su sei casi di molestie, mentre Kevin e’ finito sotto inchiesta anche a Los Angeles. Si tirano intanto le somme delle conseguenze delle accuse su una carriera che ha visto anche un Oscar da non protagonista nel 1996 per “Usual Suspects”. Il presidente Frank Underwood da lui memorabilmente interpretato in “House of Cards” e’ stato “ucciso” all’inizio dell’ultima stagione mentre il regista Ridley Scott e’ tornato a girare scene di “All The Money in the World” mettendo Christopher Plummer nella parte del petroliere J. P. Getty in precedenza affidata a Kevin. Lo scorso agosto poi “Billionaire Boys Club”, un thriller basato su una truffa che fece le prime pagine nella California degli anni Ottanta, fu un flop senza precedenti con un incasso totale di 126 dollari nel venerdì di apertura: meno di un biglietto venduto a sala. Era stato l’ultimo film girato da Spacey prima delle accuse e la produzione aveva rischiato il tutto per tutto facendolo uscire in dieci sale di provincia dopo un’uscita ugualmente sfortunata come “video on demand” un mese prima.
Venezia: in concorso donne, storia e il tris ItaliaAttesi Joker, Polanski, Ad Astra. Scorsese? “Non è pronto”
25 luglio 201920:00
Donne in tutte le declinazioni, ma anche rivisitazione storica e cinema del reale, queste le tre anime, almeno secondo Alberto Barbera, di questa 76/ma edizione della Mostra Internazionale d’arte cinematografica (28 agosto – 9 settembre) presentata oggi a Roma dal direttore artistico insieme a Paolo Baratta presidente della Biennale di Venezia.
Tre i film in corsa per l’Italia: MARTIN EDEN di Pietro Marcello con Luca Marinelli; LA MAFIA NON È PIÙ QUELLA DI UNA VOLTA di Franco Maresco e IL SINDACO DI RIONE SANITÀ di Mario Martone (che torna in concorso solo un anno dopo CAPRI-REVOLUTION).
‘Effetto timing’ anche quest’anno sulla presenza del cinema nord americano al Lido (un vantaggio di Venezia su Cannes che a maggio trova pochi lungometraggi pronti per la sala), che fa sì ci siano, proprio come l’anno scorso, ben 5 film, sui 21 in concorso, con relative potenziali star sul tappeto rosso. Un quintetto così composto: MARRIAGE STORY di Noha Baumbach con Scarlett Johansson, Adam Driver e Laura Dern; GUEST OF HONOUR del canadese Atom Egoyan; AD ASTRA di James Gray con Brad Pitt, Tommy Lee Jones e Donald Sutherland; JOKER di Todd Philliphs con Joaquin Phoenix e Robert De Niro e THE LAUNDROMAT di Steven Soderbergh con Meryl Streep, Gary Oldman, Antonio Banderas e Sharon Stone.
Tornando al concorso, il tema del femminile compare in più di un film. E’ il caso di THE PERFECT CANDIDATE di Haifa Al-Mansour, prima regista donna dell’Arabia Saudita, con la storia di una giovane donna con ambizioni politiche che a un certo punto si candida alla carica di sindaco (”un film che indaga con intelligenza sulla condizione femminile nel paese di Haifa Al-Mansour” dice Barbera); c’è poi EMA di Pablo Larrain (”un diario incendiario, e non solo metaforicamente, di una donna”) con Bernal nei panni di un coreografo di una compagnia di danza e Mariana Di Girolamo la moglie, in quelli di un’insegnante scolastica e, infine, MARRIAGE STORY di Noah Baumbach con Scarlett Johansson e Adam Driver, coppia problematica di genitori alle prese con il divorzio tra New York e Los Angeles.
Sul fronte invece ‘rivisitazione storica’ e ‘cinema del reale’ al primo posto c’è, in concorso, l’atteso J’ACCUSE di Roman Polanski (”al meglio delle sua bravura in questo film”, dice Barbera) con una nuova lettura di uno dei casi più analizzati della storia di inizi Novecento, quel caso Dreyfus scoppiato in Francia sul finire del XIX secolo, che divise il Paese dal 1894 al 1906- E questo a seguito dell’accusa di tradimento e intelligenza con la Germania mossa al capitano alsaziano di origine ebraica Alfred Dreyfus. Nella produzione del film, con protagonista Jean Dujardin, anche Luca Barbareschi.
Ancora sul tema storico c’è poi il film di Soderbergh THE LAUNDROMAT, meticolosa ricostruzione storica dello scandalo dei Panama Papers. Una mega produzione Netflix con un cast all star composto da Meryl Streep, Antonio Banderas e Gary Oldman. La vocazione del festival di Venezia, tra film di nicchia e mainstream, si rinnova tutta anche quest’anno. Troviamo in questo senso film come AD ASTRA, film di James Gray con Brad Pitt che si pone al seguito di altri titoli «spaziali» veneziani, da GRAVITY a THE FIRST MAN, e c’è poi quel JOKER di Todd Philips con Joaquin Phoenix nel ruolo di quella maschera nemica per eccellenza e questo in una storia «ultra-dark», come l’ha definita Barbera.
Nel cartellone due assenze: The Irishman di Martin Scorsese (“è un sogno che tutti abbiamo accarezzato ma non è pronto – dice Barbera – gli effetti speciali per ringiovanire Robert De Niro hanno richiesto più tempo e ora l’uscita è slittata a novembre) e A rainy day in New York di Woody Allen (“lo avrei voluto ma hanno preferito un’uscita senza i clamori di un festival”).
Cinema: A Midsommar nel villaggio dei dannatiIn sala l’horror di Ari Aster. Jordan Peele lo acclama
25 luglio 201909:52
– Dopo il sorprendente esordio alla regia con “Hereditary – Le radici del male”, Ari Aster torna dietro la macchina da presa con uno degli horror più attesi di tutta la stagione dai fan del genere. E’ Midsommar – Il villaggio dei dannati, in sala dal 25 luglio con Eagle. Il regista ci porta in un piccolo villaggio della Svezia dove ogni novant’anni in piena estate si svolge un leggendario Festival.
Ma per un gruppo di amici quella che doveva essere una vacanza idilliaca si trasforma ben presto in un incubo terrificante. Protagonista l’attrice Florence Pugh (già apparsa in “The Falling”, “Lady Macbeth”, “L’uomo sul treno – The Commuter” e attualmente impegnata sul set di “Black Widow”, film sull’eroina Marvel interpretata da Scarlett Johansson), qui nei panni della giovane Dani che, insieme al fidanzato Christian (Jack Reynor) e a un gruppo di amici, decide di recarsi in Svezia per partecipare a un famoso festival di mezza estate del luogo: da rifugio idilliaco, questo remoto villaggio di campagna si trasformerà rapidamente in un luogo da incubo.
Completano il cast Will Poulter, William Jackson Harper e Julia Ragnarsson. Il regista premio Oscar Jordan Peele, autore degli acclamati horror “Scappa – Get out” e “Noi (Us)”, è rimasto profondamente colpito da “Midsommar”, elogiando la seconda opera del collega Ari Aster con queste parole: “Penso che Ari Aster abbia realizzato l’horror più idilliaco di tutti i tempi – ha dichiarato il cineasta – Si è trattato delle immagini più atroci e inquietanti mai viste sul grande schermo. Eppure me le sono godute con la bocca spalancata e gli occhi sgranati. (…) Questo film è letteralmente unico. Nessuno ha mai visto le cose che ci sono in questo film, e qualsiasi altro horror che uscirà dopo ‘Midsommar’ dovrà affrontare il paragone”.
Fausto Coppi rivive al Teatro CarignanoIn ‘L’affollata solitudine del campione’ di Gian Luca Favetto
TORINO26 luglio 201920:19
– A cento anni dalla nascita Fausto Coppi rivive nel reading ‘Fausto Coppi. L’affollata solitudine del campione’, di Gian Luca Favetto, andato in scena questa sera, in prima nazionale al Teatro Carignano di Torino.
Sul palco, lo stesso regista e scrittore Gian Luca Favetto, Michele Maccagno, Fabio Barovero e l’allieva della Scuola del Teatro di Torino Letizia Russo. Si tratta di una produzione del Circolo dei lettori e del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale che verrà replicato domani in occasione agli European Master Games in corso a Torino.
Lo spettacolo è un omaggio al legame d’amore che Coppi aveva con il territorio piemontese, ma anche allo sport e allo spirito sportivo che caratterizzò tutta la vita del grande campione del ciclismo amatissimo da tutti gli italinai.
Servillo sicario da fumetto per IgortL’attore in ‘5 è il numero perfetto’ in corsa a Giornate Autori
24 luglio 201917:57
– ‘5 è il numero perfetto’ di Igort è l’unico film italiano in concorso alla 16/a edizione delle Giornate degli Autori alla Mostra del cinema di Venezia (28 agosto-7 settembre). Adattamento dell’omonima graphic novel di Igort, pseudonimo di Igor Tuveri, fumettista e romanziere al debutto alla regia, il film – in sala dal 29 agosto con 01 – è un affresco napoletano dell’Italia anni ’70, ma è anche una storia di amicizia, vendetta e tradimento.
In una piovosa e notturna Napoli di scena nel film le vicende di Peppino Lo Cicero, un irriconoscibile Toni Servillo con abnorme naso adunco, un guappo e sicario in pensione costretto dagli eventi a tornare in azione, in guerra con altri malviventi nel segno di “sangue chiama sangue”. Nel cast anche Valeria Golino (Rita) e Carlo Buccirosso (Totò o’ Macellaio). ‘5 è il numero perfetto’, prodotto da Propaganda Italia e da Jean Vigo Italia con Rai Cinema, è una coproduzione con Belgio (Potemkino Film) e Francia (Mact Productions e Cité Film).
