Ultimo aggiornamento 7 Agosto, 2019, 12:43:15 di Maurizio Barra
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
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The Cal 2020, cercando Giulietta
Da Kristen Stewart a Emma Watson per gli scatti di Roversi
03 agosto 2019 03:22
– S’intitola Looking for Juliet il Calendario Pirelli 2020 scattato da Paolo Roversi. Il progetto del fotografo, che coinvolge attrici e cantanti di diverse culture e paesi, prende spunto dal dramma di Shakespeare e dall’incontro tra amore, forza, gioventù e bellezza rappresentato dalla sua protagonista femminile. “Sto ancora cercando la mia Giulietta e la cercherò per tutta la mia vita. Perché Giulietta è un sogno”, ha detto il fotografo durante la preparazione. Roversi ha chiamato a interpretare il ruolo di Juliet nove personaggi, tra cui le attrici britanniche Claire Foy e Mia Goth, l’attrice e attivista britannica Emma Watson, le attrici statunitensi Indya Moore, Yara Shahidi e Kristen Stewart, la cantante cinese Chriss Lee, la cantante spagnola Rosalia, l’artista franco italiana Stella Roversi. Una settimana di lavorazione tra Parigi e Verona a maggio.
Servillo sicario per film a fumetti”5 è il numero perfetto” esordio Igort alle Giornate autori
03 agosto 201912:08
– Fumettista e romanziere, ma anche sceneggiatore, saggista, Igor Tuveri in arte Igort, artista a tutto tondo, debutta a 60 anni con la prima regia per il cinema.
‘5 è il numero perfetto’, da un suo stesso bestseller, è l’unico film italiano in concorso alla 16/a edizione delle Giornate degli Autori alla Mostra del cinema di Venezia (28 agosto-7 settembre) e tra i più attesi.
L’autore di Cagliari ha adattato la graphic novel pubblicata 17 anni fa (Coconino Press) e il film – in sala dal 29 agosto distribuito da 01 – è un noir pulp, ambientato negli anni Settanta, ma è anche una storia di amicizia, vendetta e tradimento. In una piovosa e notturna Napoli, protagonista è Peppino Lo Cicero, interpretato da Toni Servillo, guappo e sicario in pensione che l’improvvisa morte del figlio riporta al centro della scena criminale. L’amante di sempre Rita (Valeria Golino) e l’amico e complice Toto o’ macellaio (Carlo Buccirosso) saranno al suo fianco nella resa dei conti finale.
Vasco Rossi in un campo di cannabis lightReportage del rocker via Facebook nel Modenese, ‘è anche bio’
BOLOGNA03 agosto 201914:06
“Adesso vi faccio visitare una piantagione di cannabis legale. Quella senza Thc, senza effetti collaterali di sballi strani”. Il ‘reportage’ è di Vasco Rossi, condiviso con milioni di follower su Facebook da una coltivazione della sua città natale Zocca, nel Modenese, ed è segnalato oggi anche dalla stampa locale. Il rocker cammina tra le piantine, ‘sono anche bio’ osserva, e conversa con i coltivatori che lo ospitano e che auspicano di non essere penalizzati dalla nuova legge nazionale, con Vasco che risponde: ‘Tira aria oscurantista… e bigotta’.I coltivatori gli raccontano il lavoro di depotenziamento per rendere legale la cannabis, quindi sotto una certa soglia di Thc, al massimo dello 0,2%. Gli imprenditori esprimono qualche preoccupazione dopo che a maggio la Cassazione ha messo al bando marijuana e hashish light, a prescindere dal livello di principio attivo.
Pordenonelegge, 65 anteprime per i 20 anniFalcones, Ben Jelloun, Guccini, Corona, padre di Malala, Spirito
PORDENONE03 agosto 201920:06
– Oltre 600 protagonisti e centinaia di incontri dal 18 al 22 settembre, in una quarantina di location del centro storico cittadino: festeggia così pordenonelegge i 20 anni di attività, a cura di Gian Mario Villalta (direttore artistico), Alberto Garlini e Valentina Gasparet, e con 65 anteprime editoriali di grandi autori stranieri e italiani. E’ il caso dello scrittore spagnolo Ildefonso Falcones, che torna al festival con “Il pittore di anime” (Longanesi), fra i misteri e il fascino della Barcellona modernista e le prime rivolte operaie. A pordenonelegge torna anche Tahar Ben Jelloun con un incalzante noir psicologico, “Insonnia” (La nave di Teseo), e poi ancora David Szalay con “Turbolenza”; Timur Vermes con “Gli affamati e i sazi” (Bompiani), e Fritjof Capra che firma con Stefano Mancuso il “Discorso sulle erbe”; l’antropologa malese Long Litt Woon presenterà “La via del bosco” (Iperborea), caso editoriale alla fiera di Francoforte 2017.Tra gli ospiti anche Simone Buchholz, Jacques Rupnuk, il gesuita nigeriano Agbonkhianmeghe Orobator; Ziauddin Yousafzai, il padre del Premio Nobel per la pace Malala Yousafzai con “Libera di volare. Il viaggio di un padre” (Garzanti), backstage autobiografico. Tra le anteprime italiane: Michela Murgia che firma con Chiara Tagliaferri “Morgana” (Mondadori), dieci storie di donne anticonformiste, Corrado Augias con “Il grande romanzo dei Vangeli” (Einaudi), e Mario Calabresi con “La mattina dopo” (Mondadori); lo storico Luciano Canfora, Aldo Cazzullo e Fabrizio Roncone, con “Peccati immortali” (Mondadori). Mauro Corona e Matteo Righetto raccontano la montagna con un poetico “Sillabario alpino” e Pino Roveredo duetta con Ornella Vanoni per presentare il suo “Ci vorrebbe un sassofono” (Bompiani). Francesco Guccini presenta “Tralummescuro. Ballata per un paese al tramonto” (Giunti) “mèmoire” che ci riporta la voce poetica dell’artista e il suo racconto delle radici a Pàvana. A pordenonelegge anche il libro di Enrico Vanzina: “Mio fratello Carlo” (HarperCollins); Jacopo Fo propone l’eterno tormentone della sua vita: “Com’è essere figlio di Franca Rame e Dario Fo?” (Guanda), e poi lo scrittore e documentarista triestino Pietro Spirito.
A Linate chiude il Jova Beach PartyConcerto sul pratone 21/9. L’annuncio sui social, si vooola!!!
04 agosto 201911:31
Il Beach Party di Jovanotti oltre alle spiagge italiane atterrerà anche all’aeroporto di Linate il 21 settembre: una location a dir poco inusuale in considerazione del fatto che lo scalo milanese è chiuso per restauri e lo sarà fino al 27 ottobre.
E’ stato lo stesso cantante a confermare la data sui suoi social con la scritta “Jova Beach Party Milano. Si vooola. Ultima chiamata volo Jbp 2019” e con l’illustrazione del Duomo e dello stesso Jovanotti che volano.
Il concerto – finale del tour nelle spiagge – dovrebbe svolgersi nell’area erbosa fra i due terminal (quello commerciale e quello privato) vicino dove è atterrato il Papa.
Notte Taranta, Avitabile a MelpignanoIn un cast che conta già Elisa, Gué Pequeno e Salif Keita
LECCE03 agosto 201914:04
– Enzo Avitabile, Alessandro Quarta e Maurizio Colonna saranno tra gli ospiti dell’Orchestra Popolare diretta da Fabio Mastrangelo nel concertone per La Notte della Taranta il 24 agosto a Melpignano (Lecce). Completano un cast che conta già Elisa, Gué Pequeno e Salif Keita. Il concertone, per la prima volta in diretta su Rai2 e Rai Radio2, organizzato dalla Fondazione La Notte della Taranta, è una lunga maratona di musica dal vivo per la quale sono attesi oltre 150mila spettatori, con la direzione artistica di Daniele Durante.
Il partenopeo Avitabile porterà suoni tra Salento e Napoli in un brano mai eseguito nei 22 anni della Notte della Taranta, “U Pecuraru”, per celebrare l’amore che non è mai violento. Attesa l’esibizione di Quarta in “Pizzica indiavolata” di Luigi Stifani, violinista-barbiere di Nardò, un inedito che celebra il Salento. E “Taranta” è il brano che il virtuoso della chitarra Colonna suonerà con l’Orchestra Popolare.
Bignardi, metterò tutti sotto assedioDa ottobre sul Nove torna alla passione per le interviste
03 agosto 201920:02
– Dopo l’invasione, l’assedio. “Noi barbari siamo cresciuti’, scherza Daria Bignardi riferendosi al talk show, e alla squadra di lavoro, delle ‘Invasioni barbariche’, in onda su La7 fino al 2015 e ultima sua esperienza da conduttrice televisiva. A quattro anni di distanza Discovery Italia l’ha convinta a tornare in tv con un programma inedito da lei ideato, ‘L’assedio’, la novità della prossima stagione del gruppo guidato da Alessandro Araimo.La giornalista e scrittrice (ed ex direttore di Rai3), 58 anni, debutterà il 16 ottobre sul canale Nove con la prima di un ciclo di 16 puntate, raccontando la realtà e il tempo in cui viviamo attraverso le sue interviste. “E’ un tempo di ansia questo – dice -, ci sentiamo o crediamo tutti di essere sotto assedio, c’è l’urgenza di essere felici, quella di restare giovani, ci sono le paure”. Ma l’assedio a cui Daria sottoporrà i suoi ospiti sarà un pressing gioioso e giocoso. Un po’ come quello che ha subito lei da parte di Discovery Italia. “Quando un anno fa mi hanno chiesto di fare una cosa con loro, io in realtà pensavo di fare altro”, racconta Bignardi, che in questi anni ha scritto sei romanzi e nel novembre scorso ha esordito a teatro con lo spettacolo ‘La coscienza dell’ansia’, ispirato in parte anche ad uno dei suoi libri, ‘Storia della mia ansia’. “Poi hanno pronunciato due parole irresistibili, ‘carta bianca’ – continua – e di fronte a questo come si fa a dire di no? Sono così tante le cose da inventare”. Così l’autrice di programmi come ‘Tempi moderni’ ha cominciato a pensare a cosa di nuovo si potesse fare nel mondo del talk, ma ancora non aveva alcuna intenzione di rimettersi davanti una telecamera. “Ho pensato di fare dei documentari in cui si sentiva solo la mia voce, oppure mi si vedeva solo da dietro o da lontano – racconta – poi mi convinceva questo titolo e la voglia di raccontare la realtà, insomma quello che ho sempre fatto. Mi sono detta che quello che voglio è capire: e il modo migliore non far parlare me, perché io non ho nulla da dire, ma dare spazio alle persone, facendo io da medium”. Insomma intervistando. “Quello che ho sempre fatto – conclude – perché sono curiosa, mi piace ascoltare, mi piacciono le storie”.Ed ecco ‘L’assedio’ dove saranno intervistati personaggi noti e non, e in diretta. “Un aspetto fondamentale per il nostro lavoro – spiega – perché fino ad un minuto prima di andare in onda può accadere qualcosa e di quel qualcosa hai voglia di parlare con le persone che intervisti, che siano star o persone comuni dentro grandi storie o nuovi protagonisti”. Un lavoro artigianale, lo definisce, ma con grande cura per i dettagli, vero segreto perché tutti fili liscio e al meglio.
In mostra a Londra l’arte di BlahnikWallace omaggia la ‘Mente Curiosa’ dello stilista spagnolo
LONDRA03 agosto 201915:36
– La scarpa come forma d’arte: la Wallace Collection di Londra ospita la mostra ‘An Enquiring Mind, Manolo Blahnik’, visitabile gratuitamente fino al 1 settembre. Le più belle calzature del famoso creatore di scarpe spagnolo possono essere ammirate in esposizione nel museo, seguendo un percorso ideato dallo stessa stilista, insieme con i curatori, anche per spiegare ai visitatori il legame con i capolavori artistici che ne sono state la fonte d’ispirazione.
Raffinato, colto, Manolo Blahnik in quasi 50 anni di carriera non ha mai smesso d’abbeverarsi, per disegnare le sue calzature, al richiamo di quadri, sculture, opere d’alto artigianato. Cosa che appare evidente in modelli iconici presentati alla Wallace Collection, come nel caso dei tacchi indossati da Kirsten Dunst nel film ‘Marie-Antoinette’ di Sofia Coppola. Esempio fra i tanti a ricordare l’influenza esercitata su Blahnik dall’eredità ‘nobile’ di grandi maestri quali Rubens, Velasquez o Watteau. E, soprattutto, dalla Commedia dell’arte italiana.
A Guccini la targa ricordo Paolo VolponiTorna a Bologna la rassegna della Casa Dei Pensieri
BOLOGNA03 agosto 201915:42
– Saranno Francesco Guccini, gli scrittori Valerio Evangelisti e Paolo Valesio e gli artisti Eva Marisaldi e Mirta Carroli a ricevere la targa ricordo ‘Paolo Volponi’, il riconoscimento della ‘Casa dei pensieri’, la rassegna culturale organizzata ogni anno nell’ambito della Festa dell’Unità di Bologna, che nel corso degli anni ha premiato personalità del mondo della cultura come Alda Merini, Camilleri, Sepulveda, Monicelli e Jannacci.
La rassegna sarà quest’anno dedicata a Francesco Berti Arnoaldi Veli, partigiano recentemente scomparso, il cui titolo riprende una frase di Andrea Camilleri: “Chi ha il sapere lo deve seminare, come si semina il grano”.
Guccini sarà premiato il 13 settembre, mentre gli appuntamenti con Evangelisti e Valesio sono il 15 e il 19 settembre. Verranno poi assegnate le targhe biennali, quest’anno dedicate alla letteratura per l’infanzia e l’adolescenza, con la premiazione di Bruno Tognolini e Mino Milani.
Domingo in Arena, 50 Anniversary NightCelebra 50 anni anfiteatro con Nabucco, Macbeth,Simon Boccanegra
VERONA03 agosto 201915:43
– Placido Domingo celebra il 4 agosto, con una serata-evento, i 50 anni dal debutto in Arena di Verona con uno spettacolo che lo vedrà in scena in tre dei principali titoli verdiani, Nabucco, Macbeth e Simon Boccanegra. “Plácido Domingo 50 – Arena Anniversary Night” è il titolo dello show, uno degli eventi speciali del cartellone areniano 2019, che ha già visto Domingo direttore d’orchestra per Aida. Sarà un allestimento interamente nuovo per tre atti operistici in forma scenica completa, con i complessi artistici e tecnici areniani al gran completo, attorno alla grande star della lirica che a Verona debuttò nell’estate 1969, con Turandot e Don Carlo. Per domenica 4 agosto l’Arena è già sold out.
Domingo, sotto la direzione del maestro Jordi Bernàcer, interpreterà tre ruoli baritonali: Nabucco, nella celebre Sinfonia iniziale e le parti III e IV, l’intero atto finale di Macbeth, e concluderà il gala con ampi brani dagli atti II e III di Simon Boccanegra, capolavoro che manca in Arena 1973.
Tarantino, tutta la mia opera è violenzaRegista a Roma, il cinema non cambia la storia ma la influenza
04 agosto 201918:23
– “La conferenza stampa più intellettuale che abbia mai fatto”. Si chiude così, tra le rumorose e sincopate risate di Quentin Tarantino, la conferenza stampa di ‘C’era una volta… a Hollywood’ che sarà in sala dal 18 settembre con la Warner Bros. Insieme a lui, che indossava un’emblematica t-shirt nera con la scritta Brutalism, Leonardo DiCaprio e Margot Robbie, due dei protagonisti del film che sono stati oggetto di vero tifo da stadio all’anteprima romana.Nessun accenno alle molte polemiche che accompagnano il film – da quella degli animalisti per il trattamento del pitbull Sayuri a quella della figlia di Bruce Lee per la rappresentazione, fino alla ricostruzione del caso Sharon Tate senza aver neppure consultato Polanski – che tra l’altro va forte al box office. Comunque un Tarantino ‘tarantolato’ quello che si è visto oggi a Roma. A un certo punto parlando della sua passione per gli spaghetti western dice: “Un critico inglese, Laurence Staig, anni fa ha scritto il libro ‘Italian Western. The Opera of violence’ ed è in fondo, almeno per quanto riguarda la violenza, quello che sto facendo io con tutta la mia opera”.Tre gli interpreti principali di questo film, passato al Festival di Cannes in concorso e ambientato nella Hollywood di fine anni Sessanta, Leonardo DiCaprio nei panni di Rick Dalton, attore di western tv di serie B pieno di fragilità, e Brad Pitt (Cliff Booth), suo stuntman e amico di lunga data che è come la parte mancante di Dalton, una persona che potrebbe ucciderti con un cucchiaio. Infine, a completare il quadro, la bellissima Margot Robbie nei panni di Sharon Tate (uccisa proprio nel 1969 dalla setta di Charles Manson) che, guarda caso, è una vicina di Rick Dalton. “Credo ci sia un elemento di nostalgia in questo film – ammette Tarantino – . Hollywood era diversa allora, il cinema stesso era diverso. La prima cosa che mi viene in mente quando mi fanno questa domanda sono i set meravigliosi che c’erano allora. Tutto veniva costruito da zero e servivano un sacco di soldi. Ora neppure le grandi produzioni – spiega il regista di Pulp Fiction – se lo possono permettere. E tutto questo a danno dell’artigianato che sta scomparendo”. Dice invece della sua storica passione per il cinema italiano: “Adoro i film di genere, i cosiddetti B-movie, e ho sempre amato quelli italiani, western o commedia sexy, cappa e spada, peplum o polizieschi. Va detto che gli italiani hanno reinventato questi generi, parlo di registi come Sergio Leone, Sergio Corbucci, Sergio Sollima e Duccio Tessari. Anche perché molti di loro avevano iniziato come critici o come grandi appassionati di cinema”.In ‘C’era una volta… a Hollywood’ un ennesimo tentativo, da parte di Tarantino, di cambiare la storia verso il meglio, proprio come aveva fatto in ‘Bastardi senza gloria’ e ‘Django Unchained’: “È vero, con questo film chiudo una trilogia. Non posso dire però che il cinema abbia il potere cambiare la storia, ma certo può avere la sua influenza”.
Petizione per mantenere Dante a RavennaIniziativa di una lista civica contro ipotesi approdo a Firenze
RAVENNA03 agosto 201917:02
– Dalle 14.38 del 2 agosto è formalmente attiva la petizione online lanciata dalla lista civica ‘Per Ravenna’ per chiedere al sindaco della città romagnola Michele de Pascale che ‘le ossa di Dante non si muovano da Ravenna, dove Fiorenza l’ha gittato’. Secondo il primo firmatario, il segretario di Lista per Ravenna Nicola Grandi, alle 11 del 3 agosto la petizione aveva raccolto 238 firme.
L’iniziativa giunge sull’onda di ipotesi formulate nei giorni scorsi su un possibile viaggio dei resti del Sommo Poeta, che riposano a Ravenna, fin nella sua città natale, Firenze, nell’ambito delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte che cadranno nel 2021. E addirittura di possibili trattative in corso per spostare i resti nel capoluogo toscano.
“Raccogliendo le sollecitazioni di moltissimi concittadini – si legge in una nota della lista civica ravennate – ritenendo che il rispetto dei resti del Sommo Poeta stia a cuore non solo alla comunità che li custodisce dalla sua morte, dopo averlo ospitato da esule negli ultimi anni di vita, bensì molto oltre i suoi ristretti confini”. Nel testo, si chiede in particolare al sindaco ravennate di chiudere ogni eventuale trattativa per spostare Dante a Firenze.
Pontedilegnopoesia, inaugurato totemCustodisce poesia “Cavalier del vento” di Mario Rondi
PONTEDILEGNO03 agosto 201918:08
– Nell’ambito del Pontedilegnopoesia 2019, il premio nazionale riservato alla poesia edita, è stato inaugurato, alla presenza del sindaco Ivan Faustinelli, nella località della Val Camonica il 9/o “totem” di poesia. Il 2 agosto l’inaugurazione dell’installazione era stata rinviata a causa del maltempo. Il totem 2019 custodisce i versi di una poesia di Mario Rondi, intitolata “Cavalier del vento”. Nel frattempo proseguono le serate riservate ai sei finalisti. La prima serata ha visto per protagonisti i poeti Pasquale Di Palmo (Venezia), Maria Lenti (Urbino) e Beppe Mariano (Cuneo). La seconda serata i poeti Massimo Migliorati (Brescia), Emilio Rentocchini (Sassuolo) e Norma Stramucci (Recanati). Domenica 4 agosto la proclamazione del vincitore del PontedilegnoPoesia 2019, che assegna anche un premio alla “carriera” a Giampiero Neri, considerato oggi il decano della poesia italiana.
No Borders Music, record di pubblico in alta quotaNote tra boschi e laghi in Friuli con Capossela e Levante
TRIESTE04 agosto 201919:26
– Record assoluto per gli organizzatori: ai Laghi di Fusine (Tarvisio, Udine) il XXIV ‘No Borders Music Festival’ ha registrato 12mila presenze nei 4 concerti con star nazionali e internazionali, svoltisi nell’arco della giornata secondo lo spirito di una “rassegna senza confini in mezzo alla natura in alta quota”. I Laghi di Fusine sono stati scelti perché al confine tra Italia, Austria e Slovenia.
Il festival è cominciato alle 8:30 con “Lake Sound”, Concerto del Risveglio su una zattera al centro del Lago Superiore e il pubblico seduto attorno (Trilok Gurtu percussioni, Roy Paci tromba, Jacques Morelenbaum violoncello e Carlo Cantini violino, per la prima volta insieme). Alle 12 è cominciato “Al Pascolo.
Concerto per bestie e uomini”, atto unico di Vinicio Capossela, opera che si è aggiudicata la Targa Tenco 2019 per il “Migliore Disco dell’Anno”. A seguire è stata la volta di Levante, star del nuovo pop italiano che ha eseguito, tra l’altro, Lo Stretto Necessario, il brano realizzato con Carmen Consoli.
Amadeus, vorrei un festival piacevolmente imprevedibile”Primo obiettivo i giovani. Lavoro di squadra e trasparenza”
04 agosto 201912:32
– Il progetto di Sanremo 2020 “è ancora tutto da costruire: mi godo ancora qualche giorno di gioia, poi avrò il piacere di metterlo insieme a tutta la squadra Rai”, risponde Amadeus all’indomani dell’investitura ufficiale da conduttore e direttore artistico. Ma una speranza ce l’ha: “Mi piacerebbe realizzare un festival piacevolmente imprevedibile: vorrei che il pubblico si sedesse davanti alla tv incuriosito da quanto sta per accadere”. “Sono ancora incredulo, forse perché mi trovo in vacanza in Spagna”, confessa. “Mi sento emozionato, ma sereno”. Più agitato è sicuramente Fiorello, sponsor di Amadeus dalla prima ora, che ha già confermato la sua presenza al festival: “Mi ha chiamato e mi ha detto: ma come mai sei più calmo di me? Per me è un fratello, è come se avesse le mie chiavi di casa e quindi anche quelle dell’Ariston: venga quando vuole, magari entrando dal retro”, scherza il conduttore. Approdare al festival resta il “sogno di una vita” che si avvera: “Ho 56 anni e quando inizi a fare il mio mestiere non puoi che sognare di condurre Sanremo, è come la maglia della Nazionale per un giovane calciatore. Avrò visto una cinquantina di festival, è tra le tradizioni irrinunciabili che si tramandano per generazioni”. Un traguardo centrato dopo una carriera ricca di successi, ma anche punteggiata da momenti difficili: “Ci sta”, ammette Amadeus. “E a volte penso che le cose più belle siano proprio figlie dei sacrifici, degli errori commessi, dei momenti bui che ti danno la carica per ricominciare, rendendoti più forte e consapevole”.Al rientro, subito dopo la pausa estiva, “il primo obiettivo sarà pensare ai giovani”. Ma è presto per parlare di doppia gara o di eliminazioni: “Non ci abbiamo ancora pensato”. Quello che è certo è che l’ex dj Amadeus, che ogni mattina come primo gesto accende la radio, non vede “l’ora di poter ascoltare centinaia di canzoni, con la commissione che andrò a formare. Pippo Baudo, che è un maestro, mi ha detto: ‘Devi ascoltare i brani talmente tante volte che quando arrivano sul palco devono sembrarti dei motivi già consolidati. Devi cogliere in anticipo se quella canzone è in grado di durare’. E’ questa, in fondo, la mission del festival, al di là dello show, del varietà che pure è importante”. E la missione quest’anno sarà ancora di più puntare ad allargare il pubblico dei giovani, intercettando le nuove tendenze del mercato musicale: “E’ un lavoro già intrapreso – sottolinea Amadeus -. Fortunatamente ho una figlia di 22 e un altro di 11 anni, sono loro spesso a segnalarmi quanto di buono c’è nella nuova musica, un’esperienza di cui faccio tesoro. E poi non dimentichiamo che ho fatto radio per tanti anni: ho l’orecchio allenato”.Una responsabilità in più per un direttore artistico, ruolo finito in passato al centro delle polemiche per i presunti conflitti di interessi: “Con la sincerità e la trasparenza che riconosco alla mia carriera – sottolinea – ascolterò tutto quello che mi viene proposto e sceglierò con onestà, indipendentemente dall’etichetta. Certo, non ho la bacchetta magica, spero di avere a disposizione i pezzi giusti”. In quest’ottica sarà fondamentale “il contributo della commissione e del gruppo degli autori: credo molto nel lavoro di squadra”. A settembre, intanto, lo aspetta l’impegno con Soliti ignoti: “Lo spazio quotidiano è irrinunciabile, perché ti fa entrare in confidenza con la gente. Come lo concilierò con la preparazione del festival? Mi conforta il consiglio dell’amico Carlo Conti, che ci è già passato: ‘Ama, ce la possiamo fare’. Ho tanti amici, so di poter contare su di loro”. E sull’appoggio dell’azienda: “Mi hanno chiamato tutti, l’ad Salini, il presidente Foa, il direttore di Rai1 De Santis, il numero uno di Rai Pubblicità Marano, per darmi piena fiducia. E io la voglio condividere con loro, con il massimo senso di responsabilità”.
Un carro armato sbarca sulle DolomitiVecchio Sherman fa parte museo bunker della linea ‘non mi fido’
DOBBIACO (BOLZANO)04 agosto 201912:13
– Un vecchio Sherman americano è ‘sbarcato’ sotto le Dolomiti appena fuori Dobbiaco per raccontare con la sua presenza curiose storie di guerra mai accaduta. Lo Sherman è entrato da questa estate a far parte del progetto ‘Bunker museum’ che vede volontari al lavoro per recuperare una cintura di fortificazioni tra Alto Adige e Veneto. Fanno parte della cosiddetta linea “non mi fido”, voluta, dopo la conquista dell’Austria da parte dei soldati di Hitler, da Vittorio Emanuele III che mal sopportava il ‘caporale’ nazista e temeva che, nonostante l’amicizia con Benito Mussolini, la Germania scendesse le valli da Lienz ed entrasse in Italia da conquistatrice. Proprio fuori Dobbiaco c’è uno dei bunker della linea ‘non mi fido’, recuperato ed attrezzato così come è stato alle origini e come si è evoluto successivamente. Cambiati gli scenari il bunker di Dobbiaco entrò a far parte, fino al 1992, della linea determinata dalla Guerra fredda a difesa da una possibile invasione dei Paesi filosovietici.
Banco del Mutuo Soccorso in tourAnteprima il 2 settembre a Verona, poi da novembre nei teatri
04 agosto 201912:45
– Nuovo tour per il Banco del Mutuo Soccorso. Dopo la pubblicazione dell’album “Transiberiana” (Inside Out Music/Sony Music Group) e la nomination ai Progressive Music Awards nella categoria “Best International Band/Artist Of The Year”, la storica band è pronta per presentare dal vivo i nuovi brani. Il Teatro Romano di Verona ospiterà il 2 settembre l’anteprima estiva. In questa occasione Gianni Nocenzi, membro originario del Banco, salirà sul palco insieme alla band guidata da Vittorio Nocenzi. Dopo l’abbandono nel 1985, sono rarissime le occasioni in cui il compositore e pianista si è esibito insieme al Banco. Il tour invernale inizierà a novembre e andrà avanti nel 2020. Queste le prime date annunciate: 1 novembre Velletri – Roma (data zero), 7 novembre Brescia, 8 novembre Milano, 16 novembre Torino, 14 dicembre Martina Franca – Taranto, 11 gennaio Chiasso, 31 gennaio Roma, il 1 e 2 febbraio Campobasso, 5 febbraio Genova, 27 marzo Avezzano, 31 marzo Bologna.
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Victoria’s Secret, prima modella trans
La brasiliana Valentina Sampaio tra testimonial campagna Pink
NEW YORK04 agosto 201914:05
– Victoria’s Secret infrange un tetto di cristallo: per la prima volta il brand di lingerie ingaggia una modella transessuale. Si tratta della brasiliana Valentina Sampaio. Lo ha annunciato la stessa modella, 22 anni, con un post su Instagram. “Scatto dal backstage @vspink” – ha scritto con indosso un accappatoio, riferendosi alla linea Pink, lanciata nel 2002 e rivolta alle giovani donne.
La decisione di ingaggiare una modella trans segue di alcuni mesi la polemica suscitata dal chief marketing officer Ed Razek che aveva detto che lo show degli angeli di Victoria’s Secret non è per Lgbt o donne formose perché queste categorie non rappresentano la ‘fantasia’ che Victoria’s Secret cerca di vendere. Qualche giorno fa, inoltre, l’azienda ha anche annunciato che quest’anno, dopo 23 edizioni, non ci sarà un fashion show con le celebri modelle ‘angeli’.
La Sampaio nel 2017 è stata la prima modella trans su una copertina di Vogue, sull’edizione di Parigi, in Brasile e in Germania nello stesso anno.
Cinema e musica a Venezia, aspettando ElvisIl Lido celebra Waters e spera in Jagger. In arrivo Yesterday
04 agosto 201919:31
– Dopo l’inatteso ma travolgente successo di “Bohemian Rhapsody” culminato nella sera degli Oscar, la caccia al soggetto musicale capace di portare spettatori al cinema è diventata frenetica. Il cinema, si sa, vive anche di leggende e pregiudizi: per anni si è detto che calcio e musica non portano soldi ai produttori, ma il 2019 sembra spazzare via questi dubbi e, dopo Cannes che riceveva Elton John con il biopic sulla sua carriera, anche la Mostra di Venezia si allinea per celebrare il ritrovato feeling tra musicisti, attori e registi.Alberto Barbera ha anticipato tutti assegnando uno dei due Leoni d’oro alla carriera a Julie Andrews, indimenticabile Mary Poppins dei tempi andati, ma anche regina del musical in stile anni ’50 da “Tutti insieme appassionatamente” a “Victor Victoria”. Poi ha continuato a giocare la carta delle rockstar che amano il cinema riservando uno spazio speciale a Roger Waters dei Pink Floyd (“Us+Them” galoppa attraverso le sue migliori esibizioni) e tendendo la mano a Mick Jagger in veste di “bad guy” per il film di chiusura, “The Burnt Orange Heresy” di Giuseppe Capotondi. Riuscisse nell’intento di avere Jagger, potrebbe vantarsi di aver riunito sul tappeto rosso del Lido tre decenni di musica pop. Per la Mostra di Venezia non è una novità assoluta (basti pensare alla rivelazione di “Nico” un anno fa e in tempi più lontani a una folgorante apparizione di Patti Smith), ma certo adesso suona come sigillo dell’anno e anticipazione della stagione che verrà.L’attesa globale è tutta per Baz Luhrmann alle prese con il biopic su Elvis Presley. Distribuito nel mondo dalla Warner Bros e ancora senza titolo, il film avrà Austin Butler nel ruolo di “The Pelvis” e al suo fianco ci sarà Tom Hanks nella parte del suo manager, l’enigmatico Colonnello Parker. Le riprese – si apprende – cominceranno a inizio d’anno nel Queensland in Australia e il film potrebbe essere già da ora nel mirino di Venezia 2020. Per Luhrmann si tratta di un ritorno alla sua più autentica passione dopo la rivelazione ai tempi di “Ballroom”, il lisergico pastiche di “Romeo+Juliet” e il trionfo di “Moulin Rouge”. Ma il regista australiano non è il solo che adesso può sfruttare l’onda: a fine settembre arriva sugli schermi italiani Danny Boyle con l’esilarante “Yesterday” con le peripezie di un cantante che, dopo essere finito in coma, si risveglia in un mondo che non ha mai conosciuto i Beatles e sfrutta la situazione a proprio vantaggio. Il film, dopo il debutto al Tribeca Film Festival, sta uscendo un po’ ovunque e, se non ha prodotto risultati travolgenti, conferma però la sensibilità di un regista che piacerà al pubblico italiano.Sugli schermi italiani da fine estate arrivano anche il musical anglo-indiano “Blinded by the Light” di Gurinder Chada (“Sognando Beckham”) ispirato alle canzoni di Bruce Springsteen, la versione per il grande schermo di “Cats” (un musical ormai senza tempo) e “Teen Spirit” di Max Minghella con Elle Fanning in veste di aspirante pop star. Poi sarà la volta di biopic ispirati alle storie di Motley Crue e Lynyrd Skynyrd, ma nessuno di questi film promette di essere un vero “caso”, perché la popolarità multimediale di Freddie Mercury rimane unica nel mondo degli adolescenti che mai lo avevano visto dal vivo. Così, aspettando Elvis, ci si potrà consolare con la versione “live action” de “La sirenetta” diretta da Rob Marshall, il ricordo di capolavori memorabili come “Quadrophenia”, “Sid and Nancy”, “Bird”, “Io non sono qui”, oppure, restando al Lido di Venezia, con le performance a sorpresa di grandi musicisti innamorati di cinema quali il compositore Riccardo Sinigallia, la cantante maliana Inna Modja, il cantore di musica popolare Ambrogio Sparagna, tutti ospiti alle Giornate degli Autori.
Woodstock, 50 anni fa il concerto del secolo”Tre giorni di pace e musica rock”. Ma è flop delle celebrazioni
06 agosto 201911:37
ROMA – La notizia del disastroso fallimento dell’organizzazione dell’edizione del cinquantenario di Woodstock lascia cadere un velo malinconico sull’imminente ricorrenza. “The Times They Are a Changin'”, cantava Bob Dylan ai tempi in cui era ancora possibile sognare e vivere l’estate dell’amore. Oggi i tempi sono proprio cambiati e sono stati la finanza e i tribunali a decidere che l’edizione che avrebbe dovuto celebrare i cinquant’anni del più celebre festival musicale della storia non ci sarà. O meglio ci sarà: si svolgerà negli stessi giorni, dal 15 al 17 agosto, e nella stessa località, Bethel, dove c’è un museo e un auditorium da 15mila posti dove suoneranno alcuni dei reduci, come Johnny Winter, Santana, John Fogerty e i Blood, Sweat and Tears, oltre a Ringo Starr, la Tedeschi Trucks Band, i Doobie Brothers.Michael Lang, l’unico dei quattro organizzatori dell’evento originale ancora in attività nel settore (gli altri tre erano John P. Roberts, Joel Rosenman e Artie Kornfeld), si è dovuto arrendere: a mezzo secolo di distanza non è neanche immaginabile mettere in piedi un mega raduno all’insegna dell’improvvisazione e del caos logistico come avvenuto nel 1969. All’epoca i quattro, che erano partiti da un annuncio sul New York Times, pensavano a un raduno da 50mila persone: ne arrivarono 500mila che si trovarono di fatto senza alcun supporto, senza cibo né acqua e sostegno medico nella fattoria di Max Yasgur, un contadino di Bethel che affittò il suo terreno per 75mila dollari. Bethel è una cittadina nei dintorni di Woodstock, dove allora vivevano Bob Dylan e la Band. Poteva essere un disastro e invece si creò un mito.Come viene raccontato dal leggendario documentario di Michael Wadleigh, al quale lavorò un giovanissimo Martin Scorsese, l’organizzazione andò in tilt quasi subito: buona parte dello staff era fatta di acido e l’arrivo, del tutto imprevisto, di 500mila persone, rese impossibile l’accesso alla zona. L’unico modo per raggiungere la Max Yasgur’s Farm era l’elicottero. Ci si mise anche una pioggia torrenziale che interruppe le performance sul palco ma generò un’incredibile festa tra il pubblico sostenuto da gigantesche dosi di stupefacenti. Furono davvero “tre giorni di pace e musica rock”: l’unico gesto violento ha avuto per protagonista Pete Townshend, notoriamente nemico della cultura hippy, che colpì con la chitarra Abbie Hoffman, storico leader della controcultura che, incautamente, aveva cominciato a parlare della liberazione del poeta pacifista John Sinclair (in carcere per aver tentato di vendere alcuni spinelli a un poliziotto in borghese) durante il set degli Who.Sul piano musicale alcune delle performance leggendarie furono animate da artisti addirittura al primo disco come Joe Cocker e Santana che trovarono in quel palco il trampolino di lancio per la loro straordinaria carriera. I Ten Years After di Alvin Lee conobbero proprio grazie a Woodstock il successo mondiale, Richie Havens entrò nella leggenda con un brano improvvisato, “Freedom”, un inno ancora oggi, i Grateful Dead si trovarono ad affrontare una performance funestata da problemi tecnici tanto da rifiutare di concedere i diritti per l’album e il film, Janis Joplin (morirà poco più di un anno dopo) stabilì il suo ruolo di mito del rock al femminile, Sly and The Family Stone erano all’apice della creatività. E poi Joan Baez (incinta di sei mesi), Crosby, Stills, Nash & Young, i Creedence Clearwater Revival, The Band. Su tutti Jimi Hendrix, che chiuse la tre giorni suonando quando il sole del lunedì era già alto: la sua versione di “Star Spangled Banner”, l’inno americano, resta uno dei momenti più alti della storia del rock. Buona parte del pubblico era tornata a casa: il campo di Max Yasgur era una distesa di cartacce e spazzatura. Anche Jimi morirà un anno dopo. La tre giorni di Woodstock segna il punto più alto dell’estate dell’amore e del sogno hippy che aveva il suo epicentro dalla parte opposta degli Stati Uniti, sulla West Coast.Proprio sulla West Coast, a Monterey, dal 16 al 18 giugno del 1967, di fronte a 200mila persone, si era svolto il primo mega raduno rock. Dal 26 al 30 agosto del 1970, andò in scena la terza edizione del festival dell’isola di Wight, in Inghilterra, con, tra gli altri, Jimi Hendrix, i Doors, Joni Mitchell, che aveva rinunciato a Woodstock per partecipare al Dick Cavett Show (un Letterman ante litteram), Miles Davis, Jethro Tull (che avevano respinto l’invito di Michael Lang e soci per l’odio nutrito da Ian Anderson contro gli hippy), Leonard Cohen. Questi mega raduni finirono per sancire la fine di un’epoca: il tentativo di celebrarla in grande stile si è tristemente arenato in tribunale.
Houellebecq tra viaggio e erotismoTorna Piattaforma, per lettore confronto fisico con il racconto
05 agosto 201910:48
– MICHEL HOUELLEBECQ, PIATTAFORMA (La Nave di Teseo, pag. 379. euro 13,00) Provare a prendere l’opera di Michel Houellebecq dalla gola, come lui fa con te ad ogni libro, può essere una sfida interessante soprattutto d’estate quando ti sembra di avere più energie e più tempo per portare a termine e vittoriosamente un confronto impegnativo e fisico come quello con i libri di questo scrittore che ora La Nave di Teseo sta ripubblicando uno per uno.Il confronto con la pagina di Houellebecq è infatti fisico prima che intellettuale, almeno per me. Ti prende e ti colpisce negli istinti più bassi, ti spiazza, ti porta da una parte all’altra sbattendoti contro le pareti della sua scrittura ruvida. Ne esci tramortito fisicamente ed intellettualmente che sia la prima volta che lo leggi o la milionesima perché mette a nudo senza mezzi termini gli istinti peggiori, le debolezze del tuo essere bianco ed occidentale del tuo appartenere ad una civiltà antica e dominante, inesorabilmente destinata alla scomparsa. A partire dalla trama per esempio. Come in questo Piattaforma, libro del 2001, per niente datato, non tra i suoi più famosi, eppure proprio per questo per me assolutamente significativo. Qui non tanto per quello che racconta, in fondo poco, ma per come lo fa e la scrittura appunto è più nuda ed efficace che altrove, come in Sottomissione in cui sei catturato dalla sfida tematica.Qui si parte stancamente e ti sembra di essere in un romanzo familiare, introspettivo. Poi dopo poco ti ritrovi in un giallo, forse un thriller. Ma non hai nemmeno finito di pensarlo che sei in viaggio, in un romanzo di viaggio che però diventa subito erotico al limite della pornografia e poi ancora altro di pagina in pagina come fossero tanti libri diversi uno dentro l’altro eppure no, non lo sono. Non lo sono perché il protagonista è sempre lui, quell’uomo bianco occidentale insopportabilmente antipatico nella sua decadenza, capace di provare sentimenti insospettabili nella sua apatia e di creare senso nella sua insensatezza. Lui come il protagonista di Piattaforma. Michel, parigino, quarantenne che si sente vecchio, anonimo funzionario ministeriale che si occupa del futuro dell’arte, solitario egoista apatico fissato con il sesso che si distrugge per amore quasi come avesse un cuore che non ha. Tu sei lì con lui, insopportabilmente antipatico e soprattutto lo odi perché ti porta a fondo in tutte le sue perversioni e quasi ti senti soffocare perché alla fine, ogni volta, si ti rendi conto che si così tanto e maledettamente ti somiglia.
A Migliorati il PontedilegnoPoesia 2019Premiati anche Emilio Rentocchini e Maria Lenti
PONTE DI LEGNO (BRESCIA)04 agosto 201917:16
– Il bresciano Massimo Migliorati con “Il perdono delle cose” (Giuliano Landolfi editore) ha vinto il PonteilegnoPoesia 2019, riservato alla poesia italiana edita. Premiato anche Emilio Rentocchini (Sassuolo) per “44 ottave” (Book Editore) e Maria Lenti (Urbino), per “Elena, Ecuba e le altre” (Arcipelago Itaca).
Il riconoscimento del pubblico è andato al piemontese Beppe Mariano (Cuneo) per “Attraversamenti” (Edizioni Interlinea).
Premi per gli altri due finalisti: Noma Stramucci (Recanati) per “Soli 3 + (quell’altro)” (Arcipelago Itaca), e Pasquale Di Palmo (Venezia) per “La carità” (Passigli Editori). Il premio, al suo decennale, è stato consegnato a Ponte di Legno alla presenza del sindaco, Ivan Faustinelli, dal presidente, Andrea Bulferetti.
Due riconoscimenti speciali: alla carriera al decano dei poeti italiani, Giampiero Neri, e premio Pontedilegno-MirellaCultura 2019 all’ex presidente lombardo e di Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti.
Incassi Usa, in vetta Fast & FuriousSeconda piazza per Il re leone, chiude il podio Tarantino
04 agosto 201918:50
– E’ Fast & Furious – Hobbs & Show, primo spin off della saga, diretto da David Leitch, con Dwayne Johnson e Jason Statham ex acerrimi nemici costretti ad allearsi, a imporsi subito in vetta al box office Usa: il film – che in Italia arriva in sala l’8 agosto – rastrella nel week end 60,8 milioni di dollari. Al secondo posto Il re leone versione live action, con 38,2 milioni di dollari (per un totale di 430 milioni solo sul mercato nord americano e di quasi 1,2 miliardi a livello globale). Chiude il podio Quentin Tarantino con C’era una volta… a Hollywood, con il supercast formato da Leonardo DiCaprio, Brad Pitt e Margot Robbie (poco più di 20 milioni di dollari nel fine settimana, 79 milioni in totale).
Scivola in quarta posizione Spider Man: Far From Home, che raccoglie altri 8 milioni di dollari nel week end, seguito da Toy Story 4 con 7,1 milioni di dollari.
Dati Ebu, l”efficienza’ della RaiA confronto con concessionarie di Spagna, Francia, Gb, Germania
04 agosto 201918:26
– Efficiente, con il canone più basso e e con meno dipendenti rispetto alle altre ‘cugine’ europee. E’ la fotografia della Rai scattata dall’European Broadcasting Union (Ebu), l’unione delle radiotv pubbliche europee, che ha messo a confronto in particolare le concessionarie di Spagna, Francia, Regno Unito, Germania e Italia.
In termini comparativi, la Rai, secondo i dati Ebu, dispone di risorse pubbliche inferiori alle altre concessionarie: nel 2017 Viale Mazzini ha beneficiato di 1.776 milioni di euro contro i 4.729 milioni della Bbc, i 3.378 milioni delle concessionarie francesi e gli 8.122 milioni delle tv e radio pubbliche tedesche. In Italia il valore del canone, 90 euro, è il più basso se comparato a quello di altri grandi paesi come Regno Unito, Francia e Germania, dove è di circa 166 euro, 138 euro e 210 euro. Quanto ai dipendenti, i 12.917 della Rai (dati 2017) sono meno della metà di quelli delle radiotv tedesche (33.959) e meno delle concessionarie francesi (16.915) e spagnole (13.601).
Teatro, Leone d’Oro carriera a Hillje”Deve essere umanistico e universale o non sarà più arte”
VENEZIA04 agosto 201919:07
– E’ stato consegnato, al teatro Goldoni di Venezia, il Leone d’Oro alla carriera della Biennale Teatro a Jens Hillje, condirettore del Teatro Gorki di Berlino.
Da parte sua Hillje, nel ringraziare la Biennale, ha detto: “Per me il teatro è sempre la collaborazione di un gruppo di artisti che nel migliore dei casi diventa una famiglia per scelta, magari con tanti contrasti ma fondata sul rispetto reciproco”.
“A volte riusciamo a lavorare insieme per creare arte in un’atmosfera di amore priva di paure – ha rilevato -. Questi sono momenti di felicità pura, ‘Arbeitsglück’, momenti di un’Utopia che diventa realtà, il teatro deve essere umanistico e universale o non sarà più arte”. “Mi considero un amministratore drammaturgo – ha detto Paolo Baratta, presidente della Biennale – il che significa elaborare riflessioni e scelte di composizione nella sequenza delle diverse biennali. Drammaturgia è una parola di casa alla Biennale, è la parola per eccellenza di chi organizza mostre e festival”.
Black Mountain in tour a CerviaConcerto il 9 agosto per promuovere nuovo album ‘Destroyer’
RAVENNA05 agosto 201910:34
– Considerati tra i massimi esponenti del nuovo sound psichedelico mondiale, i canadesi Black Mountain saranno in tour a Cervia (Ravenna) venerdì 9 agosto per presentare, al Rock Planet, il nuovo disco ‘Destroyer’. È il sesto album in studio della band di Vancouver e ha avuto collaboratori di prestigio come Kliph Scurlock (Flaming Lips), Kid Millions (Oneida) e John Congleton (St.Vincent, Swans). I componenti sono Stephen McBean (voce-chitarra), Amber Webber (voce), Matt Camirand (basso), Jeremy Schmidt (mellotron-organo) e Joshua Wells (batteria).
I Black Mountain riprendono, con uno sguardo al presente, le sonorità psichedeliche e sperimentali di gruppi come Pink Floyd o The Velvet Underground, l’hard blues degli anni Settanta con richiami a band come Led Zeppelin e Black Sabbath, unite ad un incedere ipnotico e cupo con echi folk e stoner rock. Dopo la tappa romagnola il tour proseguirà in Svizzera e Ungheria, poi dal 17 agosto negli Stati Uniti e in Canada.
Fast & Furious, Hobbs e Shaw alleati nello spin offJohnson e Statham nel nuovo capitolo in sala dall’8 agosto
05 agosto 201911:16
– Dopo otto film e quasi 5 miliardi di dollari incassati in tutto il mondo, arriva Fast and Furious – Hobbs and Show, primo spin off della saga – diretto da David Leitch e in sala dall’8 agosto con Universal – in cui Dwayne Johnson e Jason Statham tornano a vestire i panni di Luke Hobbs, dell’agente di sicurezza diplomatica degli Stati Uniti, e di Deckard Show, ex veterano delle forze speciali, poi diventato un fuorilegge.
Già acerrimi nemici, protagonisti di durissimi scontri nel settimo film, i due dovranno dare vita a un’improbabile alleanza per sconfiggere un pericolo ancora più terribile di quelli visti finora. Il problema è il nuovo terrorista internazionale Brixton Lore (Idris Elba, new entry nel cast), un anarchico geneticamente potenziato, una sorta di superuomo, trovatosi in possesso di un’arma biologica che potrebbe alterare il genere umano per sempre. E per di più, in grado di aver la meglio sull’affascinante e impavida agente dell’MI6 Hattie Shaw (Vanessa Kirby, altro volto nuovo della saga), sorella di Deckard. Di qui un’azione incalzante che spazia da Los Angeles a Londra, passando per le tossiche e desolate terre di Chernobyl fino alle lussureggianti isole Samoa. La sceneggiatura del film è di Chris Morgan, architetto narrativo di lunga data di Fast & Furious.
Kessler, vogliamo riposare in un’unica urnaLo ha detto a Bild Alice, “ceneri con quelle di nostra madre”
BERLINO06 agosto 201911:06
Le loro gambe lunghe e affusolate sono entrate nell’immaginario collettivo grazie alla Rai, stravolgendo la storia della tv e facendo perdere il sonno a milioni di telespettatori. Eleganti, aggraziate e garbate, sono state l’emblema del glamour. Le gemelle Ellen e Alice Kessler, storiche soubrette del varietà degli anni ’60 e ’70, vogliono essere conservate un un’unica urna. E’ questa la disposizione che le due signore di 82 anni hanno lasciato scritta nel loro testamento.”Io e Ellen vogliamo che le nostre ceneri vengano mischiate un giorno con quelle di nostra madre e possano essere conservate tutte e tre insieme” ha detto Alice Kessler a Bild. “Ne abbiamo dato disposizione nei nostri testamenti” ha aggiunto. “L’urna comune fa risparmiare spazio. Al giorno d’oggi si dovrebbe risparmiare spazio ovunque. Anche al cimitero”, ha proseguito Alice Kessler. L’urna della madre delle gemelle si trova nel cimitero di Gruenewald, nei pressi di Monaco. Le Kessler sono sbarcate in Italia nel 1961, a 24 anni, conquistando il Paese con i loro balletti. Hanno ottenuto un posto nella storia della televisione partecipando a programmi di grande successo come Studio Uno, nel quale cantavano la sigla d’apertura “Da-da-un-pa”, e Canzonissima, lavorando con tutti i maggiori protagonisti dello spettacolo tricolore: da Mina ad Alberto Sordi a Raffaella Carrà.Il loro successo è proseguito anche negli anni ’70, quando – tra le altre cose – hanno accettato di posare per Playboy. Alla fine degli anni ’80 sono poi tornate nel Paese natale, la Germania (dove sono molto note), pur continuando a lavorare e viaggiare spesso in Italia. Nate il 20 agosto nel 1936 a Nerchau, cittadina che a quel tempo si trovava in Germania est, fuggono con la famiglia nella Germania Ovest. A 19 anni sono tra le fila delle mitiche Blubell Girls, a 40 sulla copertina di Playboy. Biondissime, coordinate, ballerine, cantanti, attrici al cinema per Dino Risi ne Il giovedì, con Alberto Sordi ne I complessi e in teatro per Garinei e Giovannini, per molti le gemelle sono ancora il Carosello dei collant, il ritornello de La notte è piccola e gli sketch di Studio Uno, Milleluci e Canzonissima.Si tengono in forma allenandosi con la ginnastica e vivono in una casa a Monaco di Baviera in due appartamenti confinanti. Dopo una lunga assenza nel 2011 sono tornate a calcare i palcoscenici dei teatri con lo spettacolo Dr Jekyll e Mr. Hyde. Tedesche e biondissime, le gemelle più amate della tv si sono esibite sul palco dell’Ariston di Sanremo nel 2014 in uno dei loro storici brani, ‘Quelli belli come noi’. Ellen lei è stata la più longeva nei rapporti sentimentali: vent’anni con Umberto Orsini. Alice invece ha amato Enrico Maria Salerno, per 4 anni, ma ha avuto molte storie. Ora sono sole ma piene di amici.
Incassi, resta in vetta Men in BlackAl secondo posto Spider-man, debutta al terzo Jodie Foster
05 agosto 201911:17
– E’ ancora Men in Black International, spin off della saga, con Chris Hemsworth e Tessa Thompson, a dominare la classifica degli incassi del week end secondo Cinetel, con 427mila euro che portano il totale a sfiorare 1,9 milioni. Al secondo posto si conferma Spiderman: Far From Home, che rastrella 368mila euro nel fine settimana, toccando quota 10,7 milioni. Terza piazza per la new entry Jodie Foster con Hotel Artemis: 243mila euro in quattro giorni in sala. Scivola in quarta posizione un altro thriller, Serenity (125mila euro), seguito da Toy Story 4 (113mila euro). In sesta e settima posizione ancora due nuovi ingressi in classifica: l’horror psicologico Isabelle – L’ultima evocazione (112mila euro) e la commedia Dolcissime (79mila euro). Chiudono la top ten Midsommar – Il villaggio dei dannati (70mila euro), Edison – L’uomo che illuminò il mondo (61mila euro) e la new entry, Una famiglia al tappeto (48mila euro).
Box office totale a quota 2 milioni, dimezzato rispetto a una settimana fa (+8% sul 2018).
Uffizi, boom apertura serale del martedìPrimo bilancio iniziativa. Schmidt, le sale sono meno affollate
FIRENZE05 agosto 201911:39
– Agli Uffizi di Firenze boom di presenze con l’apertura serale del martedì, con quasi 10.000 persone negli otto appuntamenti effettuati a giugno e luglio, +22% rispetto all’edizione 2018. E’ La quarta edizione della speciale apertura dalle 19 alle 22 dal 4 giugno ed in corso fino al 24 settembre. La serata col picco di affluenza è stata il 9 luglio, con 1.567 persone. “L’iniziativa della Galleria visitabile la sera è in continua crescita – spiega il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt – ed è comprensibile perché consente di vivere un’esperienza diversa, un viaggio differente e più rilassato da quello consueto. Le sale sono meno affollate, anche la luce cambia; in più, è possibile, volendo, concedersi un romantico aperitivo o un rinfrescante gelato al crepuscolo sulla terrazza affacciata su piazza Signoria”.
Versace acquista Villa MondadoriSul camino le firme di grandi scrittori come Montale e Mann
MILANO05 agosto 201912:41
– Durante il loro soggiorno Thomas Mann, Eugenio Montale e Giuseppe Ungaretti apportarono la loro firma sul muro sopra al camino: oggi Villa Mondadori passa a Donatella Versace, che per una cifra intorno ai cinque milioni di euro si è comprata “La Verbanella”, una delle ville più prestigiose e famose del Lago Maggiore, a Meina.
La Villa fu acquistata dalla famiglia Mondadori negli anni Venti e ospitò personalità come Walt Disney e George Simenon.
La proprietà di 1400 metri quadri, precedentemente gestita da Engel & Völkers Lago Maggiore, si affaccia direttamente sul lago ed è circondata da un grande giardino con piscina. Distribuiti sui quattro piani ben cinquanta locali, di cui venti sono camere da letto e dodici bagni.
A Brera il profumo dell’arteCollaborazione con Lorenzo Villoresi per didascalie olfattive
05 agosto 201913:17
– Che profumo ha l”Adorazione dei Magi’ di Gaudenzio Ferrari? Quali note olfattive stuzzica la ‘Madonna della Candeletta’ di Crivelli? A Brera l’arte è annusabile, grazie alla collaborazione con Lorenzo Villoresi, uno dei “nasi” più famosi al mondo e fondatore a Firenze del primo museo italiano del profumo.
Raggiungendo l’Adorazione dei Magi di Gaudenzio Ferrari si possono ora incontrare, accostandosi a un apposito diffusore, le note acri dell’esotica mirra, mentre le dolci note del Lilium candidum sono a disposizione tra le didascalie dedicate alla Madonna della Candeletta. Il coinvolgimento sensoriale del visitatore a Brera passa anche dal connubio di note e dipinti proposto con il programma Brera/Musica e dalla percezione tattile offerta da alcune didascalie tessili che permettono di accarezzare dal vivo i tessuti dipinti nelle opere, come i damascati di Crivelli e presto il raso di seta della fanciulla in blu dipinta da Hayez nel suo famosissimo bacio.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
A Urbino caccia al tesoro tra i dipinti
Evento abbina arte e divertimento al Palazzo Ducale
URBINO05 agosto 201913:36
– Si chiama ‘Trama degli Sguardi’ ed è una caccia al tesoro decisamente originale: le squadre in gara si devono sfidare nella ricerca di minuscoli particolari celati nelle opere d’arte della Galleria Nazionale delle Marche, nel Palazzo ducale di Urbino.
La caccia al tesoro è in programma giovedì 8 agosto e sarà replicata il 15, il 22 e il 29. Le squadre devono essere composte da un minimo di 3 a un massimo di 6 concorrenti e hanno la possibilità di chiedere aiuto a misteriosi personaggi del passato.
L’evento, organizzato dall’associazione ‘Caccia al Teshorror’ assieme alla Galleria Nazionale delle Marche e all’associazione ‘Rievocazioni Storiche’, dopo aver coinvolto 300 concorrenti nel 2018, punta anche quest’anno a unire il divertimento con l’arte e la cultura. Gli sponsor? Una gelateria (‘Raffaella’), una libreria (‘Montefeltro’) e una degusteria (‘Raffaello’). A dimostrazione che basta poco per dare vita a eventi culturali originali e coinvolgenti.
I Maya e la ‘guerra totale’Su Nature Human Behaviour i risultati di studi in corso dal 2013
05 agosto 201913:40
– Una nuova, importante scoperta archeologica potrebbe aiutare a fare luce su uno dei misteri dell’umanità, la fine del popolo Maya. Un recente studio, i cui risultati saranno pubblicati questa settimana in un articolo online su Nature Human Behaviour, ha rivelato che l’antico popolo precolombiano ricorreva alla guerra totale anche in un periodo di prosperità e raffinatezza culturale, ovvero nel cosiddetto periodo classico (250-950 d.C.), e non solo per motivi religiosi, ma per desiderio di conquista: a quanto emerge i Maya si impegnarono in una guerra violenta che portò alla distruzione diffusa di una città molto prima di quanto si pensasse in precedenza. A condurre le ricerche, iniziate nel 2013, un team composto da David Wahl, Lysanna Anderson, Francisco Estrada-Belli e Alexandre Tokovinine: interpretando i risultati, gli studiosi sono arrivati alla conclusione che non è dunque la pratica bellica del periodo classico terminale (800-950 d.C.) il motivo della fine di questa grande civiltà.
‘Meraviglioso Modugno’ premia Al BanoIl 6 agosto il premio Modugno 2019 a Ermal Meta
BARI05 agosto 201914:41
– Il Premio Città di Polignano a Mare 2019 sarà consegnato ad Al Bano nella serata evento ‘Meraviglioso Modugno’, promossa da Comune, Regione Puglia e Teatro Pubblico Pugliese/Puglia Sounds e dedicata al cantante Domenico Modugno a sessant’anni da ‘Piove’. L’appuntamento è per il 6 agosto in piazza Aldo Moro. Sarà anche consegnato il Premio Modugno 2019 a Ermal Meta. Sul palco si alterneranno, in ordine di apparizione: Shade, Luca Barbarossa, Dimartino, Anna Tatangelo, Cordio, Ermal Meta, Giordana Angi, Avion Travel, Alberto Urso, La scapigliatura e Al Bano. La serata è presentata da Maria Cristina Zoppa, conduttrice di EraOra su Rai Radio Live media partner dell’evento, il cantautore Diodato e l’attore e cantante Marco Cocci. ‘Meraviglioso Modugno’ raddoppia con una seconda serata, il 7 agosto nella stessa piazza con Clementino.
Il sindaco Domenico Vitto ha anche annunciato la creazione di uno spazio museale e interattivo dedicato alla musica d’autore, nel vecchio museo Pascali nel centro storico.
Jova Beach Party chiude il 21 settembre a LinateScalo milanese chiuso per lavori, sostituirà data cancellata ad Albenga
05 agosto 201919:51
“Cercheremo di rendere i biglietti validi per un’altra occasione più vicina possibile ad Albenga che possa comunque accontentare il pubblico ligure, lombardo e piemontese”. Jovanotti l’aveva assicurato e ora la promessa è mantenuta. Dopo l’annullamento della data ligure (colpa delle mareggiate che si sono mangiate 12 metri di spiaggia, rendendo impossibile di fatto la realizzazione del Jova Beach Party), è arrivata la conferma di una nuova data: il 21 settembre all’aeroporto milanese di Linate (chiuso per lavori i ristrutturazione). Certo, la vicinanza con Albenga è relativa, e spiaggia e mare bisognerà un po’ immaginarli, ma il pubblico tra Liguria, Piemonte e Lombardia ora avrà la sua occasione per partecipare alla festa dell’estate. Il Jova Beach Party dunque abbandona i litorali e chiuderà così la sua stagione, che forse si è rivelata più impegnativa del previsto, tra polemiche ambientaliste, mareggiate, perplessità delle amministrazioni comunali, con un vero e proprio happening nell’ultimo giorno d’estate. “JBP è la cosa più bella del mondo perché rompe gli stereotipi, abbatte steccati, apre passaggi, mostra possibilità e costruisce un racconto spontaneo e complesso, vero e molto vitale”, aveva detto l’artista, sempre pronto a offrire qualcosa di nuovo al suo pubblico.
Quella del 21 settembre sarà una lunga giornata di musica, con il via già dal primo pomeriggio e fino a notte fonda, nel prato, tra torre di controllo e pista di decollo.
E’ la prima volta che lo scalo milanese ospita un evento musicale, “la città invisibile” di Jovanotti (in Italia, sono passati alla storia gli show degli U2 all’aeroporto di Reggio Emilia e in quello dell’Urbe a Roma nel 1997, e i tre di Ligabue sempre al Campovolo di Reggio Emilia nel 2005, 2011, 2015).
I biglietti della tappa ligure (il cui rimborso è già stato attivato) saranno validi per questo ultimo appuntamento. Per i bambini è previsto il biglietto gratuito con capienza limitata (info a milanojovabeachparty@tridentmusic.it). I biglietti saranno disponibili dal 6 agosto.
James Bond a Matera, set sarà nei SassiTutto coperto dal segreto, primo ciak previsto dopo ferragosto
MATERA05 agosto 201914:44
– Cresce a Matera – Capitale europea della Cultura 2019 – l’attesa per “Bond 25” (titolo provvisorio) il film con James Bond, l’agente 007 di sua maestà britannica ideato dallo scrittore Ian Fleming, che sarà girato dopo ferragosto, per una ventina di giorni e fino a settembre, nello scenario unico dei rioni Sassi e nel parco rupestre. A confermarlo la realizzazione di uno dei set del film in corso di allestimento a “Calata Ridola”, l’area del Sasso Caveoso sottostante il belvedere di piazzetta Pascoli, uno dei punti panoramici più fotografati dai tanti turisti che, in questi giorni, immortalano gli scorci del cuore antico della città. E proprio fra loro c’è già un pizzico di suspense, di avventura da intrighi internazionali che accompagneranno il film diretto dal Cary Joji Fukunaga.
Nannini, 15 novembre arriva nuovo album”La differenza” esce a due anni di distanza da “Amore gigante”
05 agosto 201915:49
– Il 15 novembre esce “La differenza” (Sony Music), il nuovo album di inediti di Gianna Nannini. È il diciannovesimo album in studio della rocker italiana, che arriva a distanza di due anni da “Amore gigante”.
La Differenza è stato realizzato nei Blackbird Studio di John McBride a Nashville, Tennessee, nel regno dell’analogico, sede di grandi produzioni artistiche blues-rock. A Nashville hanno mosso i primi passi importanti star negli anni ’50 e ’60 e ancora oggi ospita eccellenti studi di registrazione, in cui sono passati artisti come Bob Dylan, Elvis Presley, Paul McCartney o, più recentemente, Jack White e Kings of Leon.
Zingaretti saluta Sironi, gran parte successo è tuoAttore su Instagram, piango ancora un complice, un anno di merda
05 agosto 201916:08
“Quante volte ci siamo mandati a quel paese, quante volte hai cucinato per noi, quante battaglie abbiamo condiviso, quante scene abbiamo riscritto, quante volte ci siamo detti ok, quante volte mi hai compreso, mi hai appoggiato, mi hai confortato, Quante volte hai minimizzato dove gli altri avrebbero ingigantito. Sei stato l’unico regista che quando davi motore cominciavi a raccontare le barzellette. Gli altri chiedevano il silenzio, tu raccontavi di Alberto Sordi”.Luca Zingaretti affida al suo profilo Instagram – postando anche una foto che li ritrae insieme sulla spiaggia, mentre camminano in abiti primaverili – il suo commovente e sentito addio ad Alberto Sironi, regista di tutti gli episodi della serie tv Il Commissario Montalbano sin dal 1999, morto ad Assisi a 79 anni. “Quanti bicchieri di vino, quante chiacchierate – prosegue Zingaretti, che fu scelto per interpretare il commissario di Vigata proprio da Sironi – quante confidenze. Quante volte abbiamo fatto fronte comune. E che sapienza! Tanta parte del successo tv dei nostri film è tuo. E non lo dico adesso che non ci sei più, l’ho sempre urlato. Non te lo hanno detto abbastanza, non te lo hanno riconosciuto abbastanza. Ma lo sapevano tutti”.”Che sapienza, che cultura – prosegue l’attore – che simpatia, che leggerezza, che signorilità, che gentiluomo eri. Quante volte, se riconoscevi che avevo ragione, hai detto ‘ok, la tua idea è migliore facciamo come dici tu’ senza sentirti minimamente sminuito, perché avevi un animo grande. Perché ci stimavamo e ci volevamo bene. In poco tempo è la seconda volta che piango un complice di questa avventura – sottolinea ancora l’attore, alludendo alla scomparsa di Andrea Camilleri, morto il 17 luglio scorso – che ci accomuna da tanto tempo. È penoso, è duro, è proprio un anno di merda! Addio amico mio!”.
Nuove scoperte archeologiche a P.TorresScavi per rete gas riportano alla luce antica colonia romana
SASSARI05 agosto 201916:52
– A Porto Torres gli scavi per la posa della rete del gas riportano alla luce la Turris Libisonis di duemila anni fa. Le ruspe di Medea, la società del Gruppo Italgas che sta costruendo le reti di distribuzione del gas, durante il loro intervento tra via Carducci e via Colonia romana, hanno ritrovato nel sottosuolo il basamento di una colonna in calcare ed è stata individuata una struttura muraria in opus incertum.
Oltre a quest’ultima gli archeologi della Soprintendenza, grazie agli scavi, hanno potuto esaminare diverse sepolture monumentalizzate, plinti a base quadrata, una sepoltura con copertura in laterizi a cappuccina, un ambiente in opus latericium e un mattone con bollo di fabbrica che si trova ora nel Centro di restauro di Li Punti, a Sassari.
I ritrovamenti sono stati illustrati a Porto Torres nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato il sindaco Sean Wheeler, il suo vice Marcello Zirulia, l’assessore ai Lavori Pubblici Alessandro Derudas, il soprintendente per i Beni archeologici delle province di Sassari e Nuoro, Bruno Billeci, la funzionaria responsabile di zona, Gabriella Gasperetti, l’assistente tecnico-scientifico della sede operativa di Porto Torres, Franco Satta, l’archeologa Daniela Deriu. “Le opere pubbliche servono a rendere più moderna una città, ma diventano spesso occasioni anche per approfondirne la conoscenza e per raccontare il nostro passato ricco di storia”, ha sottolineato il sindaco.
“I resti di interesse archeologico sono di particolare rilievo. Sono stati individuati elementi architettonici e strutture di ottima fattura, purtroppo già in parte danneggiate e obliterate da precedenti lavori per sottoservizi e piani interrati”, ha spiegato la direttrice delle indagini archeologiche, Gabriella Gasperetti. “Nonostante le limitate dimensioni della trincea di scavo, sono state documentate le strutture, recuperati i reperti mobili e consolidati gli intonaci di rivestimento”.
Senigallia, in mostra foto di GalimbertiRitratti di Giacomelli, Eco, Altman e Dalla esposti fino al 31/8
SENIGALLIA (ANCONA)05 agosto 201916:53
– Il massimo esponente italiano della corrente artistica basata sulla fotografia istantanea, Maurizio Galimberti, è in mostra in questi giorni alla Rocca Roveresca di Senigallia. Per tutto il mese di agosto è esposta nel monumento una raccolta di fotografie dell’artista di fama internazionale, noto al pubblico per i suoi ‘collage’ di polaroid.
Originale e ad effetto lo stile dell’artista comasco, classe ’65, che si esprime con mosaici realizzati attraverso numerosi scatti di polaroid dello stesso soggetto. Composizioni realizzate da tante tessere, tutte della stessa dimensione ma di numero variabile tra un’opera e l’altra, che mettono in evidenza i tratti più significativi del personaggio ripreso. Tra questi il fotografo Mario Giacomelli, il filosofo Umberto Eco, il regista Robert Altman, l’attrice Barbara Bouchet e il cantautore Lucio Dalla. In mostra anche i ‘ready made’ e le fotografie di viaggio: dalla grande mela alle pianure dell’Emilia Romagna.
Ad Assisi i funerali di Alberto SironiIl regista scomparso viveva in Umbria con la moglie
ASSISI (PERUGIA)05 agosto 201916:56
– L’Umbria piange Alberto Sironi. Il regista della serie tv ‘Montalbano’ è morto infatti ad Assisi, dove si svolgeranno anche i funerali (mercoledì 7 agosto a San Rufino), città che lo aveva accolto e dove viveva con la moglie assisana Lucia Fiumi, sposata nel 2016.
Sironi, 79 anni, aveva scelto l’Umbria sia per amore ma anche per viverci. La scintilla per entrambi (Lucia Fiumi è l’organizzatrice della stagione della musica d’autore Tournè e dell’evento Suoni Controvento) è scoccata mentre i due erano coinvolti in una giuria per il Calendimaggio ad Assisi.
“Quello che non è stato ancora raccontato – diceva Sironi parlando dell’Umbria – è la sua gente. Bisogna raccontarla perché questo ancora nel cinema non c’è. Gli umbri sono un popolo particolare che sembra chiuso, ma non è vero. Ho trovato gente meravigliosa tanto da aver conosciuto una donna umbra e la vita per me è poi cambiata”.
“Ciao amore mio”, è il commento lasciato dalla moglie per un saluto su Facebook con una foto insieme.
Sempre attraverso il social è arrivato subito anche il saluto del sindaco di Assisi, Stefania Proietti. “La scomparsa di Alberto Sironi – afferma – lascia un grande vuoto nella comunità di Assisi e nel mondo della cultura italiana”.
Domenico Modugno, 25 anni fa l’addio a Mr. VolareCon Nel blu dipinto di blu rivoluzionò la musica italiana
06 agosto 201915:21
Venticinque anni senza Domenico Modugno. Mr Volare, come lo conosceva mezzo mondo, è morto il 6 agosto del 1994, a soli 66 anni. Era un caldo pomeriggio d’estate, davanti ai suoi occhi che si sono chiusi per l’ultima volta c’erano l’amato mare di Lampedusa e il tramonto. Già provato da tempo nel fisico, lasciò un segno indelebile nella musica italiana, ma non solo. Portò il “bel canto”, il talento e il fascino del Belpaese dove nessuno si era mai spinto fino a quel momento: Nel blu dipinto di blu, che tutti – indistintamente – hanno cominciato a chiamare Volare, è diventato una sorta di inno nazionale.Carismatico e versatile, Modugno è stato il cantante italiano più conosciuto all’estero con oltre 60 milioni di dischi venduti: era nato il 9 gennaio del 1928 a Polignano a Mare (Bari). Poco più che ventenne si trasferì a Roma per seguire la sua vena artistica, cinematografica agli inizi. La musica arrivò solo in un secondo momento, quasi per caso: una ninna-nanna cantata nel film ‘Carica eroica’ di De Robertis (1953) fu il lasciapassare per la trasmissione radiofonica ‘Trampolino’. Il successo arrivò 5 anni dopo con la vittoria al Festival di Sanremo del ’58 con Nel blu dipinto di blu. Un successo mondiale che gli fece vincere tre Grammy, disco dell’anno, canzone dell’anno e interprete dell’anno.L’anno dopo bissò con Piove, che quest’anno festeggia i 60 anni. Come una sorta di Re Mida, ogni brano che le sue corde vocali affrontavano si trasformava in un successo: altre due vittorie a Sanremo (nel ’62 e nel ’66), una al Festival di Napoli (nel ’64 con Tu si’ ‘na cosa grande) e la fama mondiale. Dal suo cilindro escono gioielli come “L’uomo in frac” e “Resta cu me”.Intanto diventò anche attore di cinema e teatro (memorabile il suo Rinaldo in campo), regista, volto tv. La sua carriera subì una brusca interruzione quando, nel 1984, durante la registrazione della trasmissione La luna nel pozzo in onda su Canale 5, fu colpito da un ictus, con gravi conseguenze.Nell’ultima parte della sua vita si dedicò anche alla politica e nel 1987 fu eletto deputato per il Partito Radicale. Il 26 agosto 1993 tiene il suo ultimo concerto, una festa di riconciliazione con la sua Polignano a Mare, “tradita” all’inizio della carriera quando si spacciò per siciliano.”Mr. Volare” continua a rappresentare un punto di riferimento e fonte d’ispirazione, se si pensa al gran numero di omaggi e al fatto che la versione francese di “Io mammeta e tu”, cantata da Karl Zero, è finita nella colonna sonora di “X Files”.: da Mina a Roberto Murolo al Fabrizio De Andrè che lo cita in “Don Raffae'”, dai Negramaro di “Meraviglioso” (la canzone scartata nel 1968 al festival di Sanremo) ai Folkabbestia di “Tre briganti e tre somari” incisa con Caparezza ed Erriquez della Bandabardo’; dai Radiodervish che hanno realizzato lo spettacolo “Amara terra mia” con Giuseppe Battiston, inciso l’album e fatto il video della “title track” diretto da Franco Battiato; da Ginevra Di Marco e Roy Paci che incidono “Malarazza” agli Avion Travel che portano in scena, con il contributo di alcuni dei migliori jazzisti italiani, “Uomini in frac” fino a Diodato che ha inciso “Piove” per non dire di “Volare”, la fiction di Rai1 con protagonista Beppe Fiorello che ha poi portato in tournée lo spettacolo “Penso che un sogno così” dedicato all’artista.Dal 2013 Polignano gli rende omaggio con la serata “Meraviglioso Modugno” e quest’anno è stato anche annunciato il progetto per un museo Domenico Modugno.
JovaBeach a Policoro? Dubbi LegambienteL’organizzazione ambientalista, in pericolo la flora e la fauna
POTENZA05 agosto 201919:21
– Per garantire “la difesa della flora e della fauna” sulle dune a ridosso della spiaggia di Policoro (Matera), Legambiente ha chiesto che la tappa del Jova Beach Party di Jovanotti in programma nella zona di “Torre mozza” il prossimo 13 agosto sia “spostata in altro luogo”.
L’organizzazione ambientalista ha chiesto, in alternativa, che la data del concerto sia rinviata a dopo la fine di agosto; un’altra proposta riguarda la riduzione dell’area riservata allo spettacolo.
Francia, a ottobre inediti di ProustIn arrivo una raccolta composta da nove scritti
PARIGI05 agosto 201919:39
– Racconti e testi inediti di Marcel Proust verranno pubblicati il 9 ottobre in Francia: secondo quanto annunciato dalle Editions de Fallois, si tratta di una raccolta composta da nove scritti e intitolata “Le mystérieux correspondant et autres nouvelles inédites”. In un primo tempo avrebbero dovuto rientrare nella sua prima raccolta, ‘I piaceri e i giorni’, ma il grande scrittore francese decise poi di scartarli. A rispolverare gli inediti, è stato l’editore nonché specialista dell’opera di Proust, Bernard de Fallois, scomparso lo scorso anno. “Con questa raccolta di racconti e altri testi inediti di Marcel Proust – si legge in una nota diffusa dall’editore – risaliamo alle fonti di ‘Alla ricerca del tempo perduto'”. Pagine inedite, dunque, che “non hanno la perfezione della Ricerca ma che ci aiutano a comprenderla meglio svelandoci i suoi inizi”.
Placido Domingo re a Caracalla dopo 30 anniNoche española con arie da zarzuelas, ‘è la musica dei miei genitori’
06 agosto 201911:52
“Forse non tutti sanno che sono figlio d’arte, i miei genitori erano entrambi cantanti di zarzuela. La serata di musica spagnola è nata per questo”: è un omaggio pieno d’amore per la sua famiglia e le sue origini la “Noche española” che Placido Domingo regalerà al pubblico di Caracalla il 7 agosto, nel cartellone estivo del Teatro dell’Opera di Roma.
“Mia madre cantava pochi giorni prima che io nascessi e per me fare il cantante resta un privilegio: si crea una tale comunione con il pubblico che si riescono a cancellare tutti i problemi quotidiani”, afferma oggi a Roma il maestro, reduce dai successi all’Arena di Verona dove ha appena festeggiato i 50 anni dal suo debutto (dirigendo l’Aida e cantando ne La Traviata). In un grande concerto composto da canzoni della tradizione spagnola e arie da celebri zarzuelas, accompagnato dall’orchestra del teatro capitolino diretta da Jordi Bernàcer, Domingo sarà dunque di nuovo indiscusso re a Caracalla, a 29 anni dalla storica serata de “I tre tenori”, quando fu protagonista tra le rovine romane con Luciano Pavarotti e José Carreras: “tornare dopo tanti anni è una grande emozione, sono felicissimo”, dice, ricordando l’amicizia con i due colleghi, e il divertimento di “scegliere il programma di quel concerto e sorteggiare i brani che volevamo cantare tutti e tre. Siamo stati tanto insieme e non abbiamo mai avuto un problema”. In questo concerto romano, dal titolo Gala Placido Domingo “Noche española”, sarà la Spagna protagonista, grazie a un repertorio dal sapore popolare: “la zarzuela è la sorella o la cugina dell’opera: non ha solo la musica ma anche il dialogo”, spiega Domingo, “non si raccontano drammi troppo grandi, le cose infatti alla fine si risolvono sempre. Le storie delle zarzuelas sono ambientate nelle diverse regioni spagnole, ognuna caratterizzata da una propria musica”. Sul palco delle Terme di Caracalla saliranno anche il soprano di origini cubane Ana Maria Martinez e il tenore messicano Arturo Chacón Cruz, oltre alla Compagnia di ballo Antonio Gades di Madrid, perché, spiega ancora l’artista, “nel nostro spettacolo la danza è essenziale”. Con una carriera di oltre mezzo secolo alle spalle, la star spagnola non ha nostalgia del passato: “Non ho mai pensato che i miei tempi fossero migliori, ci sono sempre stati maestri, grandi interpreti e registi”, dice, “prima la lirica in Europa si faceva solo nelle capitali, adesso ogni grande città ha un teatro d’opera. Ci sono compagnie ovunque e finalmente si sta formando un pubblico giovane”. “Per me questo è un momento positivo. Alcuni dicono che l’opera sia passata. Io non lo credo”, prosegue, “penso però che si debba lavorare sulla regia, oggi con una stessa scenografia si fanno 10 opere. Invece si deve raccontare la storia al pubblico giovane che ha bisogno di un pizzico di tradizione”. Sulle opere a cui è legato maggiormente, Domingo non ha dubbi, Otello e Tosca: “le ho interpretate entrambe più volte, ben 225 repliche per ognuna”, racconta, “con la Tosca ho iniziato e poi ho avuto l’onore di dirigerla per il centenario nel 2000, con Luciano (Pavarotti, ndr) che cantava Cavaradossi”.
Matera: Capossela inaugura TrenodiaDal 18 al 29 agosto nel Mezzogiorno un pianto rituale collettivo
MATERA06 agosto 201912:54
– Sarà il Casino Padula della Città dei Sassi ad ospitare il 7 luglio, dalle 17.30, la prima “chiamata pubblica” rivolta ai cittadini che vorranno diventare protagonisti dell’opera d’arte pubblica, Trenodia, ideata e curata da Mariangela e Vinicio Capossela, e coprodotta dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 insieme a Sponzfest Sottaterra 2019, nell’ambito di Matera Capitale europea della Cultura 2019.
Un pianto rituale collettivo, sonoro e rigenerante, quello “rielaborato” della performance itinerante Trenodia, dal 18 al 29 agosto, attraverso alcuni comuni del Mezzogiorno, dalla passando per Calabria e Campania e finendo in Basilicata.
Orazi lascia Teatro Lirico di CagliariSovrintendente via dal 30/9, “motivi personali e familiari”
CAGLIARI06 agosto 201914:23
– Claudio Orazi lascia l’incarico di soprintendente dell’Ente Lirico di Cagliari. Una scelta motivata da ragioni di carattere personale e familiare, come ha spiegato lo stesso Orazi nell’annunciare la decisione. “Ho interpretato e svolto il mio ruolo con l’onore e il piacere di porre il Teatro Lirico di Cagliari e la terra di Sardegna al centro di un ampio progetto culturale – ha detto Orazi – che da un lato ci ha visti più radicati sul territorio dall’altro aperti al mondo con una attività di internazionalizzazione, penso al rapporto con gli Stati Uniti d’America, che, nel docufilm a firma del grande Martin Scorsese, trova la punta di diamante della mia azione che è stata al servizio di una idea di come la cultura e il patrimonio musicale italiano possano imporsi mantenendo le prerogative di impegno sociale e a beneficio di tutti”.
Ora l’amministrazione comunale provvederà alla nomina del suo successore dopo il 30 settembre, data della decorrenza delle dimissioni.
“Un ringraziamento particolare al Soprintendente Claudio Orazi – sottolinea il sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu – che lascia un Teatro Lirico efficiente, con un bilancio positivo, un’istituzione che ha aumentato notevolmente la sua presenza nelle scuole, ha accolto studenti di ogni ordine e grado, ha perseguito politiche di radicamento sul territorio, ha dialogato con istituzioni e associazioni locali”.
Un viaggio nella ‘Bella Vergogna’Per Matera 2019 con Pesce e la compagnia La Fura dels baus
POTENZA06 agosto 201914:23
– Il viaggio è cominciato alcuni mesi fa, accompagnato da una domanda: “La vergogna può diventare bellezza?”. Ora, dopo incontri e laboratori attraverso la Basilicata, si è trasformato in uno spettacolo nel quale, tra fughe e arrivi, tra situazioni vergognose e luoghi meravigliosi, il teatro di azione si mescola con quello di narrazione. “La bella vergogna”, scritto da Ulderico Pesce per la regia di Pera Tantià della compagnia catalana La Fura dels baus, debutterà il 10 agosto (con repliche l’11 e il 12 agosto) al Banxhurna di San Paolo Albanese (Potenza), nel Parco nazionale del Pollino. In scena ci saranno lo stesso Pesce, Maria Letizia Gorga e altri 30 artisti. Lo spettacolo, realizzato nell’ambito dell’omonimo progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, è coprodotto dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 e dal Centro Mediterraneo delle Arti.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Boom di visite alla Cappella Scrovegni
308.419 presenze nel 2018, i musei di Padova aperti a Ferragosto
PADOVA06 agosto 201914:52
– Dal 2008 al 2018 la Cappella degli Scrovegni ha visto aumentare i visitatori da 215.308 a 308.419 (+43,2%). Lo ha reso noto Andrea Colasio, assessore alla Cultura del Comune di Padova, sottolineando anche che nei primi sei mesi dell’anno gli affreschi di Giotto hanno richiamato 171.471 persone (+3,35% rispetto allo stesso periodo del 2018) e che dunque la Cappella potrebbe chiudere il 2019 attorno alle 320mila presenze. Secondo Colasio, “ci sono le condizioni per far sì che il sistema culturale di Padova possa attrarre nei prossimi dieci anni oltre un milione persone”. Intanto, il Comune ha deciso che tutte le sedi del sistema museale civico e numerose mostre resteranno visitabili anche a Ferragosto.
Mibac, Giubbe Rosse ‘bene culturale’Sancita tutela locale Firenze che animò cultura primo Novecento
FIRENZE06 agosto 201914:53
– Su proposta della soprintendenza di Firenze, il ministero per i Beni e le Attività Culturali ha riconosciuto il caffè storico letterario ‘Giubbe Rosse’ come bene culturale ed ha emesso in merito un decreto ministeriale che ne sancisce la tutela. Le Giubbe Rosse, fondate nel 1897, sono state grande riferimento culturale del primo ‘900: sede fissa dei futuristi fiorentini, tra cui Giovanni Papini, Ardengo Soffici e Aldo Palazzeschi, divenne anche punto di ritrovo per numerosi intellettuali gravitanti attorno a riviste letterarie come Lacerba, La Voce, Il Selvaggio, Solaria. Giubbe Rosse, motiva il decreto, “rappresenta testimonianza tangibile dell’atmosfera e del fervore intellettuali che animavano Firenze nel corso del Novecento. Lo storico caffè letterario costituisce per questa sua natura un forte valore identitario e luogo di aggregazione a tutti i livelli sociali”.
Tredici vira sul mystery, nuovo omicidio al liceoLa terza stagione in arrivo su Netflix dal 23 agosto
07 agosto 201911:22
La nuova stagione di Tredici trasforma la serie in un mistero, spostando l’attenzione dalla morte di Hannah a un nuovo omicidio. La seconda stagione era già passata a esplorare la cultura tossica del bullismo e della violenza sessuale nella Liberty High School. Qui si va oltre definitivamente, c’è un’altra vittima e il giallo si infittisce. La polizia indaga. Siamo alla stagione 3 di Tredici, la serie tv Netflix tra le più controverse ma anche seguite di sempre, creata da Brian Yorkey (Tony Award, Premio Pulitzer) che andrà in onda dal 23 agosto in tutti in paesi dove il servizio streaming è attivo. E il numero 3 ricorre come un mantra. Da ricordare che la famosa scena del suicidio di Hannah Baker nella prima stagione a due anni dal debutto della serie è stata eliminata. L’annuncio a luglio da parte dello stesso colosso. Il motivo? Evitare possibili emulazioni da parte dei ragazzi che, vedendo una scena così cruda, potrebbero cercare di imitarla. La scena finale, di circa tre minuti, non sarà più quindi disponibile sulla piattaforma di streaming online.
In Tredici 3 le forze dell’Ordine si vedono costrette a diramare a tappeto locandine con il seguente messaggio: “Chi ha ucciso Bryce Walker?”. Si segue una pista criminale per la morte del maturando della Liberty High School. Il dipartimento di polizia della contea di Evergreen sta raccogliendo informazioni da studenti, testimoni o altre fonti che potrebbero avere indizi sulle circostanze della sua morte: “Se sei in possesso di qualsiasi informazione vai su chihauccisobrycewalker.com”.
Questa volta tra gli inquisiti del nuovo omicidio c’è Clay Jensen. Era lui l’amico di Hannah Baker: ossessionato dalla morte della giovane, voleva trovare il colpevole ad ogni costo.
In sintesi, otto mesi dopo aver impedito a Tyler di compiere un atto estremo durante il ballo di primavera, Clay, Tony, Jessica, Alex, Justin e Zach cercano in tutti i modi di proteggere il segreto del giovane, mentre lo aiutano a riprendersi dall’accaduto. Una tumultuosa partita di football di inizio anno culmina con la scomparsa di un giocatore e come si diceva ora è Clay a ritrovarsi tra gli indagati dalla polizia. Sarà una figura esterna al gruppo a guidarli nel corso delle indagini, approfondimenti che potrebbero mettere a nudo i loro segreti più profondi. La posta in gioco è sempre più alta, anche le azioni nate con le migliori intenzioni possono cambiare una vita per sempre.
Il trailer della terza stagione di Tredici trasforma la serie da una provocatoria riflessione sulla salute mentale e sul suicidio adolescenziale in un sensazionale dramma omicida.
Mostra gli adolescenti di Liberty High in vari momenti che culminano nel funerale di Bryce. “Agente Stendall c’è una cosa sui ragazzi al Liberty High”, dice una voce fuori campo. “Sono legati dai loro segreti. Legati e cambiati per sempre. La verità è, date le giuste circostanze, la giusta motivazione: chiunque avrebbe potuto farlo”.
Nel cast troveremo: Dylan Minnette (Clay Jensen), Brandon Flynn (Justin Foley), Justin Prentice (Bryce Walker), Alisha Boe (Jessica Davis), Christian Navarro (Tony Padilla), Miles Heizer (Alex Standall), Kevin Druid (Tyler Down), Ross Butler (Zach Dempsey), Timothy Granaderos (Montgomery de la Cruz), Anne Winters (Chloe), Steven Weber (Preside Bowen), Brenda Strong (Mrs. Walker), Amy Hargreaves (Mrs. Jensen) e Grace Saif (Ani).
Produttori esecutivi: Brian Yorkey, Mandy Teefey, Kristel Laiblin, Selena Gomez e Joy Gorman.
Addio Toni Morrison, prima afroamericana a vincere NobelSmascherò la banalità del razzismo. Obama, “Un tesoro nazionale”
NEW YORK07 agosto 201911:20
– Prima scrittrice afroamericana a ricevere il Premio Nobel per la Letteratura nel 1993, insignita nel 2012 da Barack Obama della Presidential Medal of Freedom, il più alto riconoscimento civile negli Stati Uniti, Toni Morrison ha smascherato banalità e luoghi comuni sulla razza e il razzismo di cui non riusciamo più a comprendere il vero significato e di cui ci ha mostrato quanto fosse necessario tornare ad occuparsi. “Che regalo respirare la sua stessa aria, anche se solo per poco” dice ora l’ex presidente americano Obama, appassionato del suo ‘Canzone di Salomone’ che parla della scrittrice, morta il 6 agosto a 88 anni a New York, come di un “tesoro nazionale” e in un tweet definisce la sua scrittura “bella e una sfida significativa alla nostra coscienza e alla nostra immaginazione morale”. “Quando e’ stato eletto Obama si pensava fossero finiti certi pregiudizi ma il passato continua a ripresentarsi”, diceva la scrittrice nel 2012 al Festivaletteratura di Mantova. E spiegava: “Non siamo una società post razziale. Il razzismo è un cancro che non si può estirpare con diverse medicine. Per trovare una risposta deve cambiare qualcosa dentro di noi”.Entrati nella storia della letteratura americana i suoi romanzi, pubblicati in Italia da Frassinelli, esplorano la paura dell’altro, la questione dei confini, dei movimenti di massa delle popolazioni e ci mettono davanti a questioni irrisolte che sono tutt’ora al centro del dibattito politico internazionale. E nell’autunno del 2019 arriverà nelle nostre librerie ‘L’importanza di ogni parola’, una raccolta dei saggi della Morrison degli ultimi quarant’anni, con i testi più importanti tra cui il discorso di accettazione del Nobel per la letteratura. Molte delle sue storie si ispirano ai racconti orali della tradizione orale afro americana o a fatti di cronaca. Come il suo capolavoro del 1987 ‘Amatissima’, un invito a non dimenticare che le valse il premio Pulitzer l’anno successivo. Dedicato agli schiavi morti durante il Middle Passagein, il romanzo trae spunto da un fatto realmente accaduto che vede una schiava fuggita da una piantagione di cotone uccidere la figlia quando sta per essere ricatturata. Mentre ne ‘Il dono’, ambientato due anni prima dei processi alle streghe di Salem, la Morrison ci mostra come schiavi non siano soltanto i neri. Originaria di Lorain, in Ohio, dove era nata nel 1931, Chloe Anthony Wofford, vero nome di Toni Morrison, veniva da una famiglia operaia. In Ohio i suoi genitori erano arrivati dall’Alabama per sfuggire al razzismo. Docente di letteratura inglese e scrittura creativa in diverse università e per molti anni editor della casa editrice Random House di New York, la Morrison è stata nel 1974 l’editor dell’autobiografia di Angela Davis. Dopo la separazione dal marito, l’architetto giamaicano Harold Morrison, aveva cresciuto da sola i due figli.Nel suo ultimo libro uscito in Italia nel 2016, ‘L’origine degli altri’ la Morrison spiegava: “mi interessava la rappresentazione dei neri attraverso la cultura piuttosto che attraverso il colore della pelle”. Nel volume, che raccoglie un ciclo di conferenze tenute ad Harvard nel 2018, con la prefazione dello scrittore Ta-Nehisi Coates e l’introduzione all’edizione italiana di Roberto Saviano, la scrittrice aveva compiuto un lungo viaggio, che in parte è anche un suo ritratto, in cui s’interrogava su che cosa è la razza, e perché le diamo tanta importanza, su che cosa spinge gli esseri umani a costruire “un altro” da cui differenziarsi e su perché il colore della pelle abbia avuto nella storia un peso così negativo. E come dice nella prefazione Ta-Nehisi Coates non si occupava “direttamente dell’ascesa di Donald Trump. Ma è impossibile leggere le riflessioni dell’autrice sull’appartenenza, su chi è protetto dall’ombrello della società e chi invece non vi trova posto, senza considerare il momento presente”.Nella narrativa aveva esordito nel 1970 con ‘L’occhio più azzurro’ in cui ha raccontato il desiderio di una bambina nera di assomigliare ai bianchi cui sono seguiti ‘Sula’, ‘Jazz’, ‘L’isola delle illusioni’, ‘Giochi al buio’, ‘Canto di Salomone’, ‘Paradiso’, ‘Amore’, ‘A casa’ e ‘Prima i bambini’ del 2016. E con il figlio Slade Morrison ha scritto la storia per ragazzi ‘Chi ha più coraggio? La formica o la cicala?, una “favola ideale” con il finale aperto come lei la aveva definita. Poetica e visionaria, ma anche molto lucida nella sua visione della realtà, la Morrison era convinta che le donne debbano essere forti e “andare contro le regole, soprattutto in una societa’ patriarcale. Non credo che le donne afro-americane siano senza potere, lo hanno sempre avuto lavorando in casa e fuori, hanno sviluppato un grande senso di indipendenza” diceva la scrittrice guerriera che finché ha potuto non si è fermata anche quando un problema all’anca la aveva costretta alla sedia a rotelle.
Lavoratori Regio, Galoppini è utileLettera aperta maestranze chiede intervento neo sovrintendente
TORINO06 agosto 201916:10
– “Nessuno è indispensabile, però talvolta capita che persone utili e capaci, oltreché oneste, si trovino al posto giusto. È questo il caso del maestro Alessandro Galoppini, già direttore dell’area artistica del Teatro Regio di Torino, a cui per ragioni di formalità contrattuale non viene ora rinnovato il rapporto di collaborazione”. Così i lavoratori del Regio di Torino in una lettera aperta al nuovo sovrintendente Sebastian Schwarz.
Le maestranze, nel documento, osservano che “i processi decisionali di questi giorni riguardo alla direzione dell’area artistica e alla direzione di produzione non l’hanno visto coinvolto nonostante il Sovrintendente, secondo la legge, sia l’organo di gestione del Teatro e quindi abbia piena titolarità nella scelta dei propri collaboratori”.
Secondo i firmatari, oltre 200 su un totale di 300 contattati uno ad uno benché in ferie, “le vie formali per risolvere la questione si possono trovare, un professionista e una persona del valore del Maestro Galoppini difficilmente”.
Festivaletteratura, record di stranieri e arriva la AtwoodA Mantova 4-8 settembre, oltre 300 appuntamenti
07 agosto 201910:36
– E’ record assoluto di grandi autori stranieri, con oltre 70 ospiti internazionali tra cui per la prima volta Margaret Atwood di cui esce il 10 settembre ‘I testamenti’ (Ponte alle Grazie), attesissimo seguito de Il racconto dell’Ancella, e il ritorno del premio Nobel nigeriano Wole Soyinka, al Festivaletteratura di Mantova. Nella 23/ma edizione, dal 4 all’8 settembre, una grande attenzione viene riservata al destino dell’Europa in una serie di incontri che saranno aperti da Amin Maalouf.Oltre trecento gli appuntamenti – con molti eventi in lingua originale per favorire una maggior vicinanza agli autori – che vedranno protagonisti anche i fotografi Lorenzo Tugnoli, vincitore del Pulitzer e del World Press Photo 2019 e Marco Gualazzini. Per la prima volta saranno a Mantova lo scrittore statunitense Dave Eggers, fondatore del centro di lettura e scrittura per ragazzi 826Valencia, del quale esce in Italia il 29 agosto per Feltrinelli ‘La parata’, Manuel Vilas, l’autore di ‘In tutto c’è stata bellezza’ (Guanda) tra gli scrittori di punta della letteratura spagnola contemporanea; la scozzese Ali Smith, più volte candidata al Nobel, l’egiziana Nawal al-Sa’dawi, icona dell’impegno per i diritti delle donne nel mondo musulmano e la messicana Valeria Luiselli, astro nascente della letteratura latino-americana. Tra i più importanti ritorni a Mantova quello di Ian McEwan e Abram B. Yehoshua, fra le stelle che hanno tenuto a battesimo il Festival nel 1997 e di Pilar del Rio, la vedova di Josè Saramago, che parlerà del Nobel portoghese morto nel 2010 e del libro che comprende alcuni inediti ‘Diario dell’anno del Nobel’ (Feltrinelli). E poi la turca Elif Shafak, Jonathan Safran Foer e Howard Jacobson, già vincitore del Man Booker Prize.Nei cinque giorni del festival anche Gail Honeyman, l’autore di ‘Eleanor Oliphant sta benissimo’ (Garzanti), David Nicholls con ‘Un dolore così dolce’ (Neri Pozza) e lo sperimentatore di stili e forme Eric Chevillard con ‘Sul riccio’ (Prehistorica Editore). Gli approfondimenti sull’Europa aperti dall’intellettuale di origini libanesi e accademico di Francia Maalouf vedono al centro le nostalgie autoritarie che sembrano conquistare il cuore nero della rabbia europea con interventi di narratori, saggisti e artisti come Donald Sassoon, Uwe Timm, il premio Goncourt Eric Vuillard e il Premio Strega 2019 Antonio Scurati a cui si aggiungono i reportage di David Kermani sulle regioni orinetali dell’Europa, le indagini di Francesca Mannocchi e Lorenzo Tondo sui traffici di esseri umani che solcano il Mediterraneo e quelle di Agnes Heller ed Ece Temelkuran. A guidare la pattuglia degli autori italiani Dacia Maraini ed Erri De Luca con il nuovo ‘Impossibile’ (Feltrinelli), Marco Malvaldi con una lettura/spettacolo e Gianrico Carofoglio con Massimo Gramellini e Arianna Porcelli Safonov in una riflessione sugli usi e abusi delle parole, insieme a Neri Marcorè.Tirana è la città dei libri scelta da Festivaletteratura per questa edizione e sarà protagonista della biblioteca temporanea curata da Luca Scarlini allestita a Piazza Sordello. Spazio anche al giallo con tra i protagonisti Jeffery Deaver e il suo fortunato ciclo di romanzi con Lincoln Rhyme e il tedesco Harald Gilbers con i suoi gialli ambientati nella Germania hitleriana e tra gli italiani Marcello Simoni; alla poesia con il Pulitzer Philip Schultz e fra gli italiani Patrizia Valduga, Anna Maria Farabbi, Umberto Fiori e Antonio Prete. Tutta la comunità del festival è chiamata a mobilitarsi per la creazione di un museo della lingua italiana che secondo il disegno di Giuseppe Antonelli si dovrebbe sviluppare in un percorso espositivo di oggetti che rimandano a un momento significativo della nostra storia linguistica. Nei giorni del Festival Rizzoli festeggia i 70 anni di Bur con una mostra alla Biblioteca Comunale Teresiana in cui saranno esposte le edizioni del tascabile più famoso d’Italia.
The Quake, l’incubo terremoto arriva dalla NorvegiaIn sala dall’8 agosto l’action thriller di John Andreas Andersen
07 agosto 201910:59
– Se il rischio ‘big one’ in California è un incubo ricorrente a Hollywood, stavolta le devastazioni arrivano direttamente dalla Norvegia. Esce in sala l’8 agosto, distribuito da Altre Storie e Minerva Pictures, The Quake – Il terremoto del secolo, il film diretto da John Andreas Andersen ispirato al sisma che ha colpito Oslo nel 1904.
Sequel ‘spirituale’ di The Wave di Roar Uthaug del 2015, The Quake è un action thriller ricco di emozioni che mette ancora una volta al centro la brutale e mortale forza della natura, riuscendo a combinare gli elementi più adrenalinici dei film di genere con la realtà produttiva cinematografica norvegese, per un mix di tensione ed emozioni miscelato ad arte. Una storia di sopravvivenza ricca di azione e di effetti speciali mozzafiato, ma anche un racconto umano fatto di coraggio e altruismo. Nel cast Kristoffer Joner, Ane Dahl Torp, Jonas Hoff Oftebro e Edith Haagenrud-Sande, già protagonisti di The Wave, affiancati questa volta dalla new entry Kathrine Thorborg Johansen.
“La mia speranza – ha detto il regista – è che questo film conduca lo spettatore in un viaggio pieno di azione, avvincente sotto il punto di vista emotivo e visivo”.
Questa la trama: il geologo Kristian Elkjord è un uomo la cui vita privata è appesa a un filo: l’ossessione verso il suo lavoro lo ha portato a separarsi dalla moglie Idun (Ane Dahl Torp) e a trascurare i due figli, lo studente universitario Sondre (Jonas Hoff Oftebro) e la piccola Julia (Edith Haagenrud-Sande). La sua grande esperienza e il suo intuito lo portano a scoprire che Oslo è minacciata da un catastrofico terremoto, abbastanza potente da distruggere l’intera città.
Convincere di questo le persone che gli stanno intorno sarà un’impresa difficile, ma non abbastanza da scoraggiarlo a tentare di salvare la sua famiglia intrappolata in uno dei grattacieli più alti di Oslo, duramente colpito dallo sciame sismico che violentemente sta demolendo ogni cosa.
Borgna, La follia che è anche in noiSaggio su psichiatria gentile, che si nutre di umanità e dialogo
07 agosto 201911:03
– EUGENIO BORGNA, LA FOLLIA CHE È ANCHE IN NOI (EINAUDI, PP.136, 12 EURO). L’ascolto e la gentilezza, l’immaginazione e la solidarietà, la capacità di abbracciare il dolore altrui, provando a sentirne il peso; e il coraggio di capire la genesi e la direzione della sofferenza per contrastarla con la sensibilità: la certezza che la psichiatria sia una scienza umana e non solo naturale è il fulcro del saggio di Eugenio Borgna dal titolo “La follia che è anche in noi” (Einaudi). Una lettura illuminante, che rinfranca il cuore, nell’ambito di un tema, quello della fragilità e del disagio mentale, che riguarda moltissime persone, e di cui spesso si fa fatica a parlare, per vergogna per lo più o per timore di non essere compresi. “Sì, in psichiatria le ragioni del cuore sono non meno importanti della ragione calcolante, e in essa ci sono condizioni così dolorose, e così strazianti, che la comunità di cura non possa talora non sconfinare in una comunità di destino”, scrive il professore. Con precisione, fermezza, ma anche con uno sguardo sereno e gentile, Borgna mette a disposizione del lettore la sua grande esperienza di psichiatra, spiegando il suo approccio alla mente umana, parlando dei suoi pazienti, indicando anche quali strade (a volte sbagliate) la psichiatria ha seguito fino a oggi.Dagli anni trascorsi al manicomio di Novara – prima come primario poi come direttore dei reparti femminili – al grande spartiacque che è stata la legge Basaglia del 1978, con la chiusura dei manicomi e l’opportunità di avere un servizio psichiatrico ospedaliero e territoriale, dalla psichiatria come è oggi (con alcune parti della legge 180 non attuate e diverse criticità, come il problema non superato della contenzione dei pazienti più aggressivi) fino alle prospettive per il futuro, Borgna delinea un quadro che al tempo stesso è personale e collettivo: le sue sono riflessioni che di certo partono dal vissuto personale (più volte lascia intendere che l’essere medico è stato molto più di una professione, ma anche un modo per conoscere se stesso e le proprie emozioni) e dalle storie delle sue pazienti, ma riescono ad avere uno sguardo ampio, capace di abbracciare molti aspetti di che cosa è stata (ed è) la psichiatria e quale sia l’approccio italiano alla malattia.Pur considerando “doverosa la chiusura dei manicomi, regrediti in Italia a livelli di intollerabile inumanità”, luoghi spesso di indifferenza quando non di abuso, violenza e assenza di rispetto della dignità della persona, Borgna afferma che la sua esperienza nel manicomio di Novara è stata del tutto differente, ricordando di aver avuto la preziosa opportunità di una cura amorevole, rigorosa e appassionata delle pazienti: una cura che partiva proprio dal dedicare a ognuna di loro tutto il tempo necessario (risorsa rarissima ieri ma anche oggi, negli ospedali con il servizio psichiatrico) e che non prevedeva contenzioni o porte sbarrate. E nel futuro, dove sta andando la psichiatria? In un contesto caratterizzato da mancata attenzione dalla politica e indifferenza della società nei confronti del disagio mentale, non basta migliorare le strutture e i modi di fare psichiatria “se, come ancora oggi avviene, si dà esclusiva importanza ai farmaci, e se la cura non si nutre di attenzione e di ascolto, di sensibilità e di passione, di vicinanza emozionale, e di capacità di cogliere il senso che si nasconde nella sofferenza psichica, nella follia, e se non si è consapevoli della enorme importanza che nella cura hanno le parole”, scrive Borgna. E lascia, alla fine del libro, una profonda verità: “La follia non è qualcosa di estraneo alla vita, ma è una possibilità umana che è in noi, in ciascuno di noi, con le sue ombre e con le sue incandescenze emozionali”.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
A teatro, Papaleo, Caprioli, Giusti
30 anni dopo, torna in scena Se devi dire una bugia dilla grossa
07 agosto 201912:03
– Rocco Papaleo in chiusura delle Orestiadi di Gibellina con ‘Invettiva lunare’ e ‘Molto rumore per nulla’ di Shakespeare a Roma con la regia di Loredana Scaramella; ‘Se devi dire una bugia dilla grossa’ riportato in scena, trent’anni dopo, da Gianluca Guidi al Festival di Borgio Verezzi (SV) e Anita Caprioli a Fano (PU) per TAU – Teatri Antichi Uniti 2019 con ‘La storia di Antigone. Favola in musica per cornacchie cani selvatici, maledizioni, tiranni sepolcri e fanciulle in fiore’, ovvero la versione della tragedia di Sofocle della scrittrice scozzese Ali Smith. E ancora Antonio Salines ed Edoardo Siravo al XIX Festival dei due mari di Tindari (ME) con ‘Doctor Faust’ di Cristopher Marlowe e Max Giusti all’Anfiteatro Albano Estate (RM) con il suo ‘Cattivissimo me’: sono alcuni degli appuntamenti teatrali in scena nel prossimo week end.
Arena, Bosso debutta con Carmina BuranaGasdia, maestro è un indiscusso artista e grande divulgatore
VERONA06 agosto 201917:53
– Domenica 11 agosto atteso debutto all’Arena di Verona per il maestro Ezio Bosso, che nell’ambito del Festival areniano 2019 dirigerà i Carmina Burana di Carl Orff. Protagonisti della serata l’Orchestra dell’Area, le voci del soprano Ruth Iniesta, del controtenore Raffaele Pe e del baritono Mario Cassi, il coro diretto da Vito Lombardi e il doppio coro di voci bianche “A.d’A.MUS” diretto da Marco Tonini e “A.LI.VE” diretto da Paolo Facincani.
Repertorio tra i più trascinanti ed evocativi del panorama classico, molto noto anche al grande pubblico, i Carmina Burana furono presentati la prima volta in Arena nel 2014 e 2015 e tornano oggi in stagione. Per la soprintendente Cecilia Gasdia “per l’Arena è importante proseguire la propria vocazione garantendo la presenza di un indiscusso artista, i cui successi sul podio sono sotto gli occhi di tutti, e che è al contempo un grandissimo divulgatore, capace di ampliare il pubblico della classica in uno dei momenti storici più difficili per essa”.
DiCaprio, io e il sogno del cinema”Attore di serie B per Tarantino”. A Roma anche Margot Robbie
04 agosto 201911:30
– “Non è stato difficile interpretare un attore di serie B al tramonto come è appunto Rick Dalton, la sceneggiatura era perfetta come il rapporto con il suo amico stuntman. Rick era uno che non lavorava neppure più tanto volentieri, un personaggio bipolare, angosciato per il fatto che il mondo continuasse ad andare avanti nonostante lui”. Leonardo DiCaprio racconta così a Roma, in una conferenza stampa strapiena, il suo personaggio di ‘C’era una volta… a Hollywood’, il film di Quentin Tarantino che, dopo essere passato in concorso a Cannes, approda in sala il 18 settembre con la Warner Bros.”La mia responsabilità di attore affermato? È solo quella di lavorare con registi che possono migliorare la mia recitazione perché in questo lavoro dipende sempre da loro” dice poi l’attore, vincitore dell’Oscar nel 2016 per l’interpretazione in The Revenant. Da DiCaprio poi solo parole di ammirazione per Tarantino: “È lui che mi fatto conoscere Ralph Meeker, l’attore a cui si ispira il mio personaggio e per il quale nutre un grande rispetto, lo stesso che ha per tutte le molte cose che conosce del cinema”. E, infine, un atto di umiltà: “Sono cresciuto guardando film e non avrei mai pensato di fare un giorno quello che facevano allora i miei eroi”.La bellissima Margot Robbie, che nel film è Sharon Tate, uccisa dalla setta di Charles Manson nella strage di Bel Air, racconta invece il fascino di girare la scena in cui la moglie di Roman Polanski entra in un cinema per vedere il suo film: “Girare quella sequenza è stata una gioia immensa – ha detto l’attrice -. Fin dalla lettura della sceneggiatura mi sono sentita trasportata nella Hollywood del 1969, perché Tarantino sul set ricostruisce davvero tutto e non lascia nulla al caso, tiene conto di ogni dettaglio”. Da parte dell’attrice e produttrice australiana nessuna nostalgia del cinema di una volta: “Sotto molti aspetti sono felicissima di lavorare oggi e non in quegli anni Sessanta pur pieni di fascino. Va detto che oggi molte cose sono cambiate in meglio per noi donne”, aggiunge alludendo chiaramente al movimento #metoo, pur senza citarlo.
Giornate Autori, Bellocchio premio Siae”Analisi introspettiva e anticonformismo”. Cerimonia il 2/9
05 agosto 201916:50
– Il Premio Siae, assegnato ogni anno nel quadro delle Giornate degli Autori alla Mostra del cinema di Venezia, va quest’anno a Marco Bellocchio che raccoglie il testimone di Mario Martone, premiato nel 2018.
La motivazione del premio, che sarà consegnato alle 17.30 del 2 settembre alla Villa degli Autori, segnala la “figura unica di regista, intellettuale e organizzatore culturale” di Bellocchio, “uomo di cinema che ha sempre saputo connotare con una cifra originale e personale la sua arte. Il suo lavoro riflette un pensiero di respiro internazionale erede di una riflessione politica e storica che ha radici nella migliore cultura italiana. Ribelle lucido e osservatore critico, viaggiatore curioso e testimone del suo tempo, Marco Bellocchio sa coniugare l’analisi introspettiva di sé con quella di una nazione, senza fare sconti all’individuo e alla società civile, ma indicando una consapevolezza che contrasta, ieri come oggi, ogni tipo di conformismo”.
Ultimi ciak film Ponti con mamma LorenLa vita davanti a sé, è anziana ebrea che accudisce un ragazzino
06 agosto 201912:14
– Madame Rosa è un’anziana ebrea ed ex prostituta che, seppur riluttante, accetta di prendersi cura di Momo, un turbolento dodicenne di strada di origini senegalesi.
I due sono diversi in tutto e all’inizio il loro rapporto è molto conflittuale, ma inaspettatamente la loro relazione si trasforma in una profonda amicizia. Ben presto si renderanno conto di essere anime affini, legate da un destino comune che cambierà le loro vite per sempre.
Rosa è un’intensa Sofia Loren nel film La vita davanti a sé, diretto dal figlio dell’attrice, Edoardo Ponti. Nel cast anche Renato Carpentieri, Massimiliano Rossi, Babak Karimi, Abril Zamora e il piccolo Ibrahima Gueye nel ruolo di Momo. Le riprese, svoltesi in Puglia principalmente tra Bari e Trani, sono appena terminate. Scritto da Ugo Chiti ed Edoardo Ponti, è prodotto da Palomar Spa, Impact Partners Film Services LLC, Artemis Rising Foundation, Foothills Productions LLC, Another Chapter Productions LLC, Scone Investments Pty Ltd, in collaborazione con Macaia Film.
I film che vedremo, 20 big rilanciano l’ItaliaDa Comencini a Muccino, da Amelio a Verdone, aspettando Zalone
07 agosto 201910:27
– In un’estate in cui spesso le notizie dai set sono calamitate da una singolare “Hollywood sullo Stivale” con grandi nomi a spasso per il Belpaese, da Christopher Nolan a Terrence Malick, dallo 007 di Daniel Craig alla coppia Abel Ferrara/Willem Dafoe, il cinema italiano non sta a guardare. Anzi, dopo la messe di film che prenderanno il volo dalla Mostra di Venezia, rilancia con una varietà di talenti, generi, storie che sulla carta promettono una stagione da record. Sorprese certo ci saranno, e non solo in positivo, ma tra set estivi aperti in mare e in montagna, sale di montaggio e studi di registrazione in frenetica attività, titoli in rampa di lancio tra i festival autunnali e i “botti” natalizi, ecco una ventina di titoli da tenere d’occhio.La postazione del cinema d’autore è riccamente presidiata. Ci sta di diritto Cristina Comencini con le suggestioni di un mystery sullo sfondo dell’alta società napoletana come “In buona compagnia” con Giovanna Mezzogiorno e Vincenzo Amato; le fanno compagnia Giorgio Diritti con “Volevo nascondermi” con Elio Germano, Ferzan Ozpetek che ritorna ai suoi temi favoriti per “La dea fortuna” che riunisce Stefano Accorsi e Edoardo Leo insieme a Jasmine Trinca. E sopra tutti un maestro come Gianni Amelio, atteso da un appuntamento cruciale ad “Hammamet” con Pierfrancesco Favino che ridà vita a un leader della politica con le sfaccettature e le contraddizioni che in anni recenti avevano nutrito la ricerca espressiva di un altro “grande” come Marco Bellocchio.Novità dell’anno è senz’altro il ritorno in grande stile del cinema di genere, sia pure con l’impronta e la personalità di registi ormai più che emergenti. C’è già grande attesa per un’icona come “Diabolik” che finalmente diventa film grazie ai fratelli Manetti con Luca Marinelli bel tenebroso, Miriam Leone nella tuta di Eva Kant e un ineffabile Ginko col volto di Valerio Mastandrea. Cerca conferma, dopo un debutto dorato e la notorietà acquisita come scrittore, Donato Carrisi che per “L’uomo nel labirinto” ha avuto a disposizione una vera coppia d’assi come Dustin Hoffman e Toni Servillo. E’ destinato a stupire Tony D’Angelo che con “Calibro 9” ritorna sui passi di un maestro del “B Movie” come Fernando Di Leo e lancia in pista un trio d’attori ben calibrato come Marco Bocci, Ksenia Rappoport e Michele Placido. La vera sorpresa potrebbe essere il debutto di Marco D’Amore con “L’immortale” che supera di slancio l’etichetta di spin off di “Gomorra” e cerca una consacrazione personale pur senza rinnegare il proprio passato personale e artistico. E anche in questo settore produttivo (assolutamente determinante per un rilancio del cinema italiano come industria popolare) c’è un outsider: Marco Lombardi firma “Ladro di giorni”, un road movie in stile noir che ha in Riccardo Scamarcio un “bad guy” carismatico, forte di una sceneggiatura a orologeria e di un cocktail tra tradizione italiana e stile all’americana davvero originale.Il territorio della commedia non può che fare spazio a Carlo Verdone, questa volta alla testa di una band di solisti come Anna Foglietta, Rocco Papaleo, Max Tortora per “Si vive una volta sola”. Ma dietro di lui c’è un Christian de Sica in gran spolvero con “Sono solo fantasmi”, un esperto del genere come Fausto Brizzi già in attesa della sala con “Se mi vuoi bene” interpretato da Claudio Bisio e Sergio Rubini, un ambizioso Gabriele Muccino che con “I migliori anni” punta al fascino del racconto corale con uno spaccato di storia italiana che si affida a un cast di stelle: Pierfrancesco Favino, Micaela Ramazzotti, Kim Rossi Stuart, Claudio Santamaria, Nicoletta Romanoff. E infine i “Supereroi” di Paolo Genovese, tornato a sorpresa sul set proprio in queste settimane.E poi ci sono i film difficili da collocare sulla carta. Questa classifica non può che aprirsi all’insegna del “bambino prodigio” Gabriele Mainetti alle prese con il montaggio di “Freaks Out”, suggestivo salto nel tempo per il regista di “Jeeg Robot” chiamato a una difficile conferma. E’ un ritorno pieno di promesse anche quello di Giorgia Farina con “Guida romantica a posti perduti” che ha portato a Londra l’astro nascente Andrea Carpenzano a misurarsi con protagonisti internazionali come Jasmine Trinca, Irène Jacob, Clive Owen. Torna invece nel suo piccolo-grande mondo romano Gianni Di Gregorio con “Cittadini del mondo” che lo vede alla ricerca di una tardiva felicità insieme a Giorgio Colangeli e al rimpianto Ennio Fantastichini. E torna a dirigere una storia tutta sua, dopo anni dedicati al documentario, anche Giuliana Gamba con un racconto tutto al femminile (protagoniste Claudia Gerini, Angela Finocchiaro, Paola Minaccioni, Caterina Guzzanti) dal titolo accattivante, “Burraco fatale”, in cui si rivede una indimenticata Loretta Goggi.Infine i nababbi del Natale, quelli destinati a contendersi la vetta del box office a suon di milioni, nonostante un guastafeste dalla lunga storia. Parliamo di Aldo, Giovanni e Giacomo con “Odio l’estate” (perché a Natale mette allegria vedere le traversie di tre vacanzieri con rispettive famiglie) e di Checco Zalone, pronto a riprendersi il suo pubblico con “Tolo Tolo”. Ma tra i litiganti già spunta il lungo naso di “Pinocchio” con cui Matteo Garrone corona il suo sogno assoluto, oggi intinto nell’inchiostro di una favola nera.
