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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Ultimo aggiornamento 12 Agosto, 2019, 05:40:04 di Maurizio Barra

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DALLE 13:33 DI DOMENICA 11 AGOSTO 2019

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La mia esagerata famiglia rom
Il racconto di Valeriu Nicolae per cambiare il mondo dal basso

11 agosto 2019 13:33

– VALERIU NICOLAE, LA MIA ESAGERATA FAMIGLIA ROM (RUBBETTINO, PAG. 194, EURO 14,00) – Forse non è nemmeno esagerata come dice lui la sua famiglia rom, è come è con le sue originalità e i problemi, l’alcolismo degli uomini e la violenza sulle donne. La povertà, soprattutto la povertà e le condizioni di vita insostenibili. Lui, Valeriu Nicolae, la racconta così come è, senza sconti né mitizzazioni con la sua scrittura brulla, quasi arida, a volte al limite dell’infantile.
Piccole incursioni nel passato e nel presente nella vita di un bambino, poi ragazzo, poi uomo di quelli che guardano se stessi e il mondo che li circonda quasi vedendolo sempre dall’esterno riuscendo così a raccontare e vivere la propria vita come fosse quella di un altro. E’ un po’ l’inconsapevolezza dei bambini, quando tutti, esattamente come Valeriu, non si sentono più bianchi o più neri, più ariani o più rom, più romeni o più zingari. Sono solo bambini magari anche vestiti da donna perché la madre gli fa indossare gli abiti dismessi dell’anziana tedesca da cui lavora, e loro non notano nemmeno la differenza.
E’ poi il mondo, ad un certo punto, che gliela fa notare. Arriva il momento dell’agnizione, della consapevolezza ed è lì che allora bisogna decidere da che parte stare, ed è lì che Valeriu Nicolae ha deciso di combattere la sua battaglia, anche solitaria, perché è convinto che non bisogna aspettare che il mondo cambi dall’alto ma che ognuno di noi, ogni giorno, possa fare qualcosa. Per questo lui attivista dei diritti umani a Bucarest ha aperto e gestisce con una cinquantina di volontari una scuola per i ragazzi del quartiere Ferentari dove in un ambiente dalla violenza inaudita sniffano colla, rubano e si prostituiscono già ad otto anni. Ma non è impossibile aiutarli e lui lo fa senza aspettare che la mano della politica e del contributo pubblico calino dall’alto. Valeriu Nicolae ce l’ha fatta, si è laureato come voleva sua madre nonostante l’opposizione del padre alcolista e violento come (pare) gran parte degli uomini. Cresciuto con una madre dalla forza straordinaria, una zia veggente, uno zio imprenditore, in una stanza con cinque fratelli (o forse di più) e la consapevolezza di essere di una stirpe nobile espressa nelle scarpe di vernice lucida, quando riusciva ad avere le scarpe.
Soprattutto una volta raggiunta una posizione ed un ruolo nel mondo altro, quello non rom, lui a differenza di tanti altri, non ha nessuna intenzione di negare le sue origini. Spesso infatti i rom di successo che lui vorrebbe citare ad esempio perché dimostrano con i fatti che gli stereotipi che la società cuce addosso agli ‘zingari’ non sono veri, non vogliono essere citati, rinnegano le loro origini perché hanno paura che questo li condizioni. Ma a volte anche il razzismo – racconta Nicolae – è uno stereotipo al contrario da cui liberarsi. Nel senso che anche a lui è capitato di avere paura di essere discriminato e poi invece nessuno ha fatto caso al colore della sua pelle che era indiscutibilmente scura.
‘Uno straniero. Credo che sia questa la parola che mi definisce meglio. Lo sono sempre stato, anche se on sempre mi sono sentito tale. Sono zingaro ed esteuropeo. E’ difficile sentirmi parte di qualcosa. Ma importa davvero cosa sono?’.

Jova Beach a Roccella,qui California SudMegaconcerto davanti a 30 mila persone, ospiti Brunori e Cutugno

ROCCELLA JONICA (REGGIO CALABR11 agosto 201914:30

– “Qui, in questa fetta di territorio della Calabria, siamo davanti ad un posto pazzesco. Questa è la California d’Italia. Qui c’è un mare fantastico che ti spacca il cuore dalla bellezza e dalla gioia e un entroterra meraviglioso. Grazie a Roccella e alla Calabria per l’ospitalità e l’accoglienza”. Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, ha salutato tutti dal palco di Roccella Jonica del suo “Jova Beach Party”, poco prima che il megaconcerto in spiaggia si concludesse dopo avere mandato spesso in delirio le migliaia e migliaia di spettatori. Anche se i biglietti disponibili erano 25 mila, alla fine ad assistere al fantastico e coinvolgente show di Jovanotti sono stati oltre 30 mila spettatori.
Persone di tutte le età e interi nuclei familiari provenienti da Calabria, Sicilia e da altre regioni del sud. Ospiti a sorpresa il cantautore cosentino Brunori Sas e Toto Cutugno.

Boez, dopo la pena cammino di rinascitaDa 2/9 su Rai3, 6 ragazzi detenuti in cammino su via Francigena

11 agosto 201919:52

”Io non tengo libertà, non mi ricordo neanche più da quando. Mi sa da quando tenevo 14 anni. Perché tra sorveglianza e carcere la libertà vera non l’ho mai avuta”, racconta Francesco, cresciuto all’ombra del padre boss della malavita locale, quasi un enfant prodige per il suo curriculum di reati. ”Nella strada non sei libero, mai. Anche se sei libero per la giustizia, non sei libero dentro te”, dice. ”A me piaceva incutere il terrore nelle persone e adesso se ci ripenso mi faccio schifo da solo”, confessa invece Alessandro, che dopo un’esistenza in strutture per minori e carceri, oggi sogna di studiare per diventare astrofisico.E poi ancora, Maria, cresciuta in una comunità Rom, costretta a sposarsi ancora bambina a 14 anni e poi a rubare; Omar, metà napoletano e metà tunisino, che l’obesità ha mortificato a lungo, mentre entrava e usciva dal carcere minorile; Kekko, corpo tatuato e un passato di violenze e privazioni; Matteo, che dopo cinque anni di carcere spera di far contenta sua madre, almeno ora che non c’è più. Sono i sei ragazzi protagonisti di ”Boez – Andiamo via”, serie tv di forte impatto sociale, un po’ documentario un po’ reality, realizzata da Rai Fiction e Donatella Palermo per Stemal Entertainment con la collaborazione del Ministero della Giustizia. In onda dal 2 al 13 settembre alle 20.20 su Rai3, la serie racconta, senza filtri ne’ falsi paternalismi, il singolare esperimento di recupero di sei ragazzi, tutti condannati per aver infranto la legge e in regime di detenzione, interna ed esterna, ora letteralmente in cammino.Scarponi ai piedi e zaino in spalle, accompagnato da Marco Saverio, guida ambientale escursionistica Aigae, e da Ilaria D’Apollonio, educatrice di comunità ad orientamento psico dinamico, il gruppo ha percorso in 50 tappe e 10 puntate oltre 900 km, lungo la Via Francigena dei pellegrini medioevali, da Roma a Santa Maria di Leuca in Puglia, come misura di pena e recupero alternativi sul modello di iniziative già praticate in altri paesi europei, abbattendo fortemente la percentuale di recidive. ”Chi è nato in montagna come me – racconta Roberta Cortella, autrice di Boez insieme a Paola Pannicelli e regista con Marco Leopardi – cresce con i sentieri che scorrono sotto i piedi e guardando alla cima come a un’impresa dura e faticosa”. Il progetto Boez, che prende il nome dalla firma di un writer ”nel nome del quale raccontiamo una storia di speranza e rinascita”, è nato con l’obbiettivo di ”portare in Italia il metodo del cammini come strumento di rieducazione e reinserimento sociale di giovani con trascorsi criminali. Una misura già praticata in Belgio e Francia da quasi quarant’anni”.La serie racconta così la ”realizzazione di un sogno: quello di sperimentare il metodo in Italia, ma anche il sogno di sei giovani che per due mesi hanno lasciato il loro contesto sociale per ripartire verso una nuova consapevolezza di se’ e del mondo”. Il cammino diventa infatti un percorso di conoscenza, un gesto quasi rivoluzionario in un quotidiano comune sempre più sedentario, ancora più per chi è vissuto ristretto nei limiti di un contesto marginale e deprivato. Un viaggio pieno di meraviglie, dagli incontri alla sorpresa di dormire sotto le stelle, con la libertà che fa quasi paura. Ma anche di ostacoli, brusche frenate: il caldo asfissiante, lo zaino che pesa tantissimo, momenti di sconforto personale, dinamiche interpersonali (e sentimentali) tutte da imparare. Ma il seme del cambiamento è piantato. E chissà che una volta arrivati al mare, cominci a germogliare.

Polemica per t-shirt Versace in CinaSu maglietta Macao e Hong Kong indicati come stati indipendenti

11 agosto 201917:02

– Nuova polemica per una casa di moda italiana in Cina, dopo quella su Dolce e Gabbana. I media cinesi hanno denunciato che su una t-shirt venduta da Versace nel Paese apparivano nomi di città con la nazione di appartenenza sbagliata, in particolare non venivano elencate Hong Kong e Macao come parte della Cina. Sui social Versace è stata accusata di attentare alla sovranità nazionale. “Mi dispiace profondamente per lo sfortunato errore – scrive Donatella Versace su Fb -. Non ho mai voluto mancare di rispetto alla sovranità Nazionale della Cina”.

Al via la mostra “Goya in Italia”Inaugurazione con due lectio magistralis, esposti due inediti

11 agosto 201919:33

– Inaugurata a Castiglione della Pescaia la mostra “Goya in Italia. Due capolavori tra luce ed ombra”. Grazie a questa esposizione il pubblico potrà ammirare, per la prima volta, due opere recentemente attribuite al pittore: un dipinto ispirato al verso 61 del VI libro dell’Eneide di Virgilio, che rappresenta lo sbarco di Enea sulla costa laziale, e uno che ritrae l’uomo politico spagnolo Don Miguel Cayetano Soler, non solo nel suo aspetto esteriore ma anche nella sua psicologia.
Le tele verranno esposte 13 agosto al 7 settembre al Museo Civico Archeologico Isidoro Falchi di Vetulonia e dall’8 al 30 settembre al Polo Espositivo Clarisse Arte di Grosseto, gestito dalla Fondazione Grosseto Cultura. L’inaugurazione è stata introdotta da una lectio magistralis di Lorenza Mochi Onori, ex direttrice della Galleria Nazionale di Palazzo Barberini a Roma ed una delle massime conoscitrici dell’artista aragonese, e di Daniel Josè Carrasco De Jaime, storico dell’arte ed insigne studioso di Goya, con un intervento di Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte Costituzionale. “Uno degli obiettivi che si è prefissato questa Amministrazione Comunale – dice soddisfatto il sindaco di Castiglione della Pescaia, Giancarlo Farnetani – è quello di valorizzare la cultura locale ed implementarla con mostre tematiche: un indirizzo vincente confermato dalle esposizioni che ogni anno attirano migliaia di turisti al Museo Archeologico di Vetulonia. Quest’anno abbiamo la possibilità, grazie a Viveterna, di ospitare due preziose tele di Francisco Goya, uno dei massimi artisti della cultura occidentale: una magnifica presenza che ci rende orgogliosi”.
“La nostra amministrazione – conferma Susanna Lorenzini, Assessore alla Cultura di Castiglione della Pescaia – lavora incessantemente per sviluppare un turismo culturale, che si affianchi all’offerta balneare”.

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Cinema: box office Usa, Fast & Furious resta in vetta
Debutta al secondo posto Scary Stories to Tell in the Dark

11 agosto 201919:01

– Fast & Furious – Hobbs & Show, primo spin off della saga, diretto da David Leitch, resta in vetta al box office americano. Il film, con Dwayne Johnson e Jason Statham ex acerrimi nemici costretti ad allearsi, in sala dall’8 agosto in Italia, ha rastrellato nel week end altri 25,4 milioni di dollari per un totale in due settimane di 108 milioni di dollari. Al secondo posto l’horror Scary Stories to Tell in the Dark, prodotto da Guillermo del Toro, che fa suoi al debutto 20,8 milioni. Continua la sua marcia Il re leone versione live action, che guadagna altri 20 milioni di dollari nel week end e con un totale di 473 milioni sul mercato nord americano e di oltre 1,3 miliardi a livello globale, si avvicina alla top ten nella classifica degli incassi di sempre (ora è dodicesimo).

Crawl, quando la paura è un coccodrilloIn sala il thriller-horror di Aja prodotto da Sam Raimi

11 agosto 201919:51

Nel titolo, ‘Crawl. Intrappolati’, c’è già tutto. Crawl si riferisce infatti sia al seminterrato (in inglese ‘crawl space’), dove si svolge gran parte del film, che al verbo to crawl, ovvero strisciare, che descrive il movimento dei coccodrilli. Sì perche’ in questo thriller-horror di Alexandre Aja (già autore di ‘Piranha 3D’) e prodotto da Sam Raimi, in sala dal 15 agosto con la Fox, c’è d’aver paura proprio di questi rettili dall’anima preistorica (sono in circolazione da oltre 37 milioni di anni). Solo un’ora e mezzo, e più di qualche sobbalzo sulla sedia, per raccontare la storia complicata di una figlia e un padre che si incontrano dopo anni nel posto sbagliato.Haley Keller (Kaya Scodelario) infatti non parla da tempo con suo padre Dave (Barry Pepper), per anni anche suo allenatore di nuoto. Esattamente da quando i suoi genitori si sono separati e il papà è rimasto nella casa di famiglia in Florida, incapace di accettare che sua moglie ora abbia un altro. Ma quando un potentissimo uragano colpisce la costa sud-est degli Stati Uniti, la ragazza decide di tornare dal padre trovandolo però intrappolato e ferito: un coccodrillo si è infilato nel sottoscala e nuota indisturbato in quello spazio in genere dedicato al bricolage. Aja, figlio d’arte, è considerato uno dei giovani talenti del cinema horror-splatter. Dopo il debutto con il cortometraggio Over the Rainbow, presentato al Festival di Cannes, e il primo lungometraggio Furia, film di fantascienza ispirato alle opere dello scrittore Julio Cortazar, raggiunge il successo con Alta tensione, prima di girare nel 2008 Riflessi di paura e nel 2010 Piranha 3D.Crawl è stato trasmesso in anteprima il 27 luglio nella Cinepiscina di Cinecittà World, con mille ospiti circondati, nel buio della notte, dall’acqua e… dagli alligatori. I coccodrilli, informa una scheda della produzione, sono capaci di una manovra rotante chiamata “death roll” per sottomettere e smembrare la preda: i coccodrilli hanno una naturale visione notturna, ben 80 denti affilati come rasoi e il loro morso è uno dei più potenti del regno animale, con una forza di 2,125 psi (Poundforce per pollice quadrato). Possono poi raggiungere una velocità di 45 chilometri orari su distanze brevi (si stancano facilmente), mentre in acqua possono nuotare a 40 chilometri orari senza stancarsi. L’alligatore medio, infine, è lungo tre metri, ma può crescere fino a quattro metri e mezzo e pesare fino a 450 kg.

A sorpresa Manu Chao sul Monte CaninAl No Borders Music Festival, tra Austria, Italia, Slovenia

TRIESTE11 agosto 201920:00

– Per il suo unico concerto del 2019 in Italia e in Europa il cantastorie del mondo ha scelto il Mystery Concert sul Monte Canin al confine tra Italia, Austria e Slovenia, il concerto a sorpresa di cui non si conosce il protagonista, al quale hanno assistito oltre 5.000 persone. La manifestazione si è svolta oggi pomeriggio, come sempre nella natura, sui monti del comprensorio del Tarvisiano, al confine tra Italia, Austria e Slovenia. Solo alle 14, quando è salito sul palco, si è scoperto che l’ospite era Manu Chao, accolto da un applauso interminabile. Per lui, l’unica data italiana ed europea degli ultimi due anni; l’artista si è esibito in Italia l’ultima volta tre anni fa. Con lui si è esibito il chitarrista argentino Luciano Falico. Il cantastorie ha eseguito una performance durata oltre 2 ore spaziando da i brani dei Manonegra (Malavida) ai brani da solista che lo hanno reso icona mondiale (Clandestino; Me Gustas Tu; Bienvida Tjiuana; La Vida es una tombola e tantissimi altri).

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