Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tempo di lettura: 8 minuti

Ultimo aggiornamento 18 Agosto, 2019, 05:27:21 di Maurizio Barra

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE SEMPRE AGGIORNATE, APPROFONDITE, DETTAGLIATE, COMPLETE ED UFFICIALI: SEGUILE!

DALLE 03:51 DI SABATO 17 AGOSTO 2019

ALLE 05:27 DI DOMENICA 18 AGOSTO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Addio Peter Fonda, con Easy Rider segnò una generazione
E’ morto all’età di 79 anni. Famiglia, ‘spirito indomabile’

NEW YORK17 agosto 2019 03:51

– Addio a Peter Fonda, il leggendario attore di ‘Easy Rider’, simbolo di un’intera generazione. Fonda è morto nella sua casa a Los Angeles all’età di 79 anni. L’attore è deceduto a causa di problemi respiratori dovuti a un cancro ai polmoni, che di recente lo aveva costretto a entrare e uscire dall’ospedale.
“E’ uno dei momenti più tristi delle nostre vite e non siamo in grado di trovare le parole adatte per descrivere il nostro dolore”, afferma la famiglia di Peter Fonda, fratello di Jane Fonda e figlio di Henry Fonda, invitando tutti i suoi fan “a celebrare il suo indomabile spirito e il suo amore per la vita.
In onore di Peter, per favore brindate alla libertà”.
Il ruolo più importante che ha interpretato, quello che lo ha reso famoso, è stato nel film Easy Rider, il ‘road movie’ per eccellenza del 1969, con Dennis Jopper e Jack Nicholson. Fonda non ha solo interpretato un ruolo in Easy Rider, il manifesto della cultura hippie degli anni ’60, ma ha anche partecipato alla stesura della sceneggiatura e alla sua produzione. Il 14 luglio scorso è stato il cinquantesimo anniversario del film e Peter Fonda aveva organizzato festeggiamenti per settembre.
Sposato tre volte, Fonda era uno scettico di Donald Trump e nel 2018, in una delle sue ultime apparizioni pubbliche, stava celebrando il fatto che Paul Manafort stava per andare in prigione.
Nato a New York, Fonda ha esordito nel mondo dello spettacolo nel 1961 con il debutto a Broadway. Due anni dopo invece arrivò l’esordio a Hollywood in Tammy and the Doctor prima e nella saga sulla Seconda Guerra Mondiale The Victors poi. Come Wyatt in Easy Rider diventò simbolo di un’intera generazione. Successivamente con ruoli Ulee’s e in altre produzioni guadagnò diversi riconoscimenti, fra i quali due Golden Globe, due nomination all’Oscar e una agli Emmy.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Il chiarismo di Sorgato, mostra a Modena
Ai Musei civici dal 13/9 in concomitanza col Festivalfilosofia

MODENA17 agosto 201912:20

– Al modenese Oscar Sorgato, protagonista del chiarismo, la sua città di origine dedica una mostra in concomitanza con il Festivalfisolofia sul tema “persona”. Dal 13 settembre al 10 novembre il Palazzo dei Musei ospiterà ‘Tenera è la luce’, tra ritratti, paesaggi e racconti.
L’artista svolse la sua breve carriera pressoché tutta nel fervido clima della Milano degli anni Trenta, testimone del passaggio che porta al superamento dei canoni plastici del Novecento italiano a favore di un rinnovato approccio pittorico, caratterizzato da una pennellata tenue e sciolta di matrice neoimpressionista che si organizzò nel movimento del chiarismo intorno al critico Edoardo Persico. Un ruolo, quello giocato dal pittore modenese a Milano, che ora è possibile comprendere pienamente grazie al nucleo di oltre 300 opere acquisito dalla Collezione Koelliker, che ha proposto ai Musei civici di Modena, che possiedono alcuni lavori giovanili dell’artista, di realizzare in collaborazione una mostra a lui dedicata.

Notte Taranta:cominciato montaggio palcoAudio da 100mila watt, 130 metri quadri di videoled

LECCE17 agosto 201914:22

– Sono iniziati i lavori di montaggio del mega palco di Melpignano sul quale, il 24 agosto, saliranno artisti, ospiti e l’Orchestra Popolare La Notte della Taranta.
Nel piazzale antistante l’ex Convento degli Agostiniani si sta realizzando l’imponente struttura in acciaio alta 17 metri e ampia 33 metri per 19. L’impianto audio è da 100mila watt, mentre sono 130 i metri quadri di videoled. In attesa del Concertone, proseguono gli eventi itineranti. Domani il festival sarà Castrignano de’ Greci. Primo appuntamento della serata alle 19 nel Palazzo De Gualtieris con lo spettacolo teatrale ‘Pupe di pane-una performance sul pane e le sue storie’, prodotto dall’Accademia Mediterranea dell’Attore di Lecce e diretto da Tonio De Nitto. Alle 20 il primo concerto della sezione Altra Tela con Luigi Cinque Hypertext O’rchestra. Per la sezione dei concerti Ragnatela, al Parco Unicef di Castrignano de’ Greci, a partire dalle 22, saliranno sul palco l’ensemble Armonia Greca e il Canzoniere Jonico Pizzicati Int’Allu Core.

Anni Venti, arte risponde a inquietudineGrande esposizione a Palazzo Ducale Genova con oltre 100 opere

GENOVA17 agosto 201915:35

– L’inquietudine, la paura di nuove guerre, l’entusiasmo della modernità, il rifugio nel sogno e nell’irrazionalità: alla straordinaria complessità esistenziale, sociale, culturale e politica del secondo decennio del ‘900 l’arte riuscì a rispondere seguendo varie strade, tutte documentate nella grande mostra “Gli anni Venti in Italia. L’età dell’incertezza”, in programma a Palazzo Ducale di Genova dal 5 ottobre. Allestita fino al 1 marzo, l’esposizione presenta circa 100 opere provenienti da importanti collezioni pubbliche e private, distribuite in un percorso che si snoda attraverso le sale dell’Appartamento del Doge e che si sofferma in particolare sulla produzione pittorica e plastica di quegli anni. Tanti gli artisti presenti: da Carlo Carrà a Giorgio de Chirico, da Fortunato Depero a Felice Carena e Felice Casorati, da Ubaldo Oppi a Fausto Pirandello, da Alberto Savinio a Gino Severini e Mario Sironi, e poi Carlo Levi, Scipione, Achille Funi, Enrico Prampolini, Mario Tozzi.

Cineteca Bologna, Easy Rider in sala 9/9Dopo restauro. Farinelli, ‘non solo un film, appartiene al mito’

BOLOGNA17 agosto 201915:58

– La Cineteca di Bologna si unisce al ricordo di Peter Fonda, l’attore americano scomparso a Los Angeles a 79 anni e leggendario interprete di ‘Easy Rider’ pellicola che la stessa Cineteca – dopo il restauro svolto in collaborazione con Sony Pictures Entertainment e la presentazione al Festival di Cannes in maggio e al festival ‘Il Cinema Ritrovato’ a giugno – distribuirà nelle sale italiane dal 9 settembre e in anteprima dal 31 agosto al Cinema Lumière di Bologna.
Si tratta, osserva il direttore della Cineteca di Bologna, Gian Luca Farinelli, di “un film vivente e vibrante, ambizioso, coraggiosamente pieno di grandi innovazioni per Hollywood. ‘Easy Rider’ – aggiunge – ha inventato un nuovo modo di produrre, raccontare, girare e montare, intendere la colonna sonora ma anche un film dove emergono, ancora riconoscibili, i tratti della classicità. A pensarci bene – chiosa Farinelli – ‘Easy Rider’ non è più solo un film, appartiene piuttosto alla categoria del mito”.

Festa in maschera a NY per MadonnaBar di Manhattan trasformato e cucina italiana per 250 ospiti

17 agosto 201916:28

– Madonna compie 61 anni e dopo i fasti berberi in Marocco durati giorni lo scorso anno per il suo compleanno tondo, quest’anno si è regalata ‘solo’ un bar. La sera del 16 agosto, giorno del suo compleanno, l’artista americana ha affittato un bar a Hudson Street a Manhattan, vicino Tribeca, trasformato completamente per ospitare 250 invitati per un party esclusivo. Coreografie anni ’50 studiate e ideate dalla stessa Madonna che ha documentato su Instagram preparativi, backstage e festa. E’ stata anche l’occasione per riunire tutto il suo gigantesco team in procinto di partire per il tour Madame X, il suo undicesimo che avrà inizio a Brooklyn il 12 settembre. Il bar di Hudson Street per una sera è diventato bar Madame X. Tutto italiano il catering, rivela Francesco Panella, suo amico da tempo, gestore dell’Antica Pesa a Trastevere e a Brooklyn, con il fratello chef Simone. Alla festa gli amici più intimi di Madonna, tutti in maschera, e le sue figlie Lourdes e le gemelline adottiveßEsther e Stella.

Locarno: Pardo d’oro a Vitalina VarelaMenzione speciale all’italiano Maternal di Maura Delpero

7 agosto 201918:07

L’edizione 2019 del Locarno Film Festival, la prima sotto la direzione artistica di Lili Hinstin, si è conclusa con l’assegnazione del Pardo d’oro a VITALINA VARELA di Pedro Costa. Premio speciale della giuria a PA-GO (Height of the Wave) di PARK Jung-bum. Pardo per la migliore regia a Damien Manivel per LES ENFANTS D’ISADORA. I riconscimenti per la migliore interpretazione sono andati a Vitalina Varela per VITALINA VARELA di Pedro Costa e a Regis Myrupu per A FEBRE di Maya Da-Rin. Menzioni speciali a HIRUK-PIKUK SI AL-KISAH (The Science of Fictions) di Yosep Anggi Noen e all’italiano MATERNAL di Maura Delpero.

Essere o non essere? È Shakespeare-maniaDa Pagni a Rigillo, è ancora lui la star della prossima stagione

17 agosto 201916:46

– Nei cartelloni teatrali italiani della stagione 2019-2020 è Shakespeare-mania: si comincia subito con una grande sfida a distanza, giocata su La tempesta. ”E’ un addio, l’addio di Shakespeare al teatro e a un certo tipo di teatro”, dice Luca De Fusco, che ne firma una versione con Eros Pagni e Gaia Aprea, in prima nazionale dal 23 ottobre al Mercadante di Napoli, che diventa ”un atto di addio al Novecento che deve subire l’arrivo del nuovo millennio”. A La pergola di Firenze a dicembre è invece Roberto Andò a trasformare un gigante come Renato Carpentieri nel suo Prospero, incrociando temi come ”lo sguardo occidentale a confronto con quello dell’altro, l’incantesimo della mente e il potere come complotto e usurpazione, il mistero della giovinezza e l’incombere della fine”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Facchinetti-D’Orazio preparano Parsifal
“Frutto della nostra fantasia e voglia di umanizzare l’eroe”

17 agosto 201916:47

– A seguito delle indiscrezioni apparse in questi giorni sui social e sulla stampa, Roby Facchinetti e Stefano D’Orazio confermano che da ormai 4 anni stanno lavorando al progetto di una nuova Opera dedicata a Parsifal. “Questo lavoro” aggiungono Roby e Stefano, “è frutto di una nostra nuova fantasia alimentata dalla voglia di raccontare e rendere umano l’eroe, già tratteggiato da Facchinetti e Negrini nel ’73 nell’omonimo brano dei Pooh”.

Premio Silone al portavoce dell’Unicef Italia Iacomini ‘C’è bisogno di un mondo più giusto e umano a misura di bambino’

17 agosto 201918:37

Andrea Iacomini, 45 anni, giornalista, Portavoce Nazionale dell’Unicef Italia è il vincitore della XXII Edizione del Premio Internazionale “Ignazio Silone”. Lo ha comunicato attraverso una lettera il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio. “Sono davvero felice e commosso – commenta Andrea Iacomini – Non solo come portavoce di una grande organizzazione internazionale come l’Unicef che non smetterò mai di ringraziare ma anche come figlio adottivo di questa meravigliosa terra che è l’Abruzzo e la Marsica in particolare di cui sono originari i miei nonni paterni. A loro e a mio padre in particolare dedico questo riconoscimento”. Iacomini ha, inoltre, rivolto “un pensiero particolare ai tanti bambini incontrati fino ad oggi in fuga dai conflitti, alle bambine vittime di abusi e soprusi di ogni genere, a chi vive in povertà fuori e dentro il nostro Paese. C’è un grande bisogno di un mondo più giusto e umano, a misura di bambini e bambine, di una democrazia globale che sia spirituale e solidale proprio come Silone ci ha insegnato con le sue grandi tensioni ideali oggi sempre di grande attualità come la ricerca del bene comune, della giustizia e della libertà. E di pace. Grazie alla Regione Abruzzo – conclude – nella persona del suo Presidente, grazie alla Commissione che ha deciso di attribuirmi questo premio, alla città di Pescina, alla Fondazione Silone e a tutti coloro che in questi anni hanno reso possibile il mio lavoro. Grazie”

Lucrezia Lerro, Più lontano di cosìIndagine sull’ossessione e sulla scrittura come via d’uscita

17 agosto 201912:53

– LUCREZIA LERRO, PIÙ LONTANO DI COSÌ (La nave di Teseo, pp.184, 17 Euro). E’ la capacità di indagare il terreno incerto dei sentimenti, attraverso un uso attentissimo delle parole in una scrittura che non concede sbavature, ciò che più sorprende nell’ultimo libro di Lucrezia Lerro, dal titolo “Più lontano di così” (La nave di Teseo). Al centro del romanzo un fatto di cronaca: nel dicembre del 1951 un caporale del 13° Reggimento di Artiglieria venne ucciso da una donna con 5 colpi di pistola a Piazza dell’Indipendenza a Roma.
Da qui Lerro costruisce una storia in cui la giovane vittima di nome Luigi, pur essendo assente, è in realtà protagonista accanto al personaggio principale, sua nipote Leda, che proprio dallo zio mai conosciuto (e dalla sua foto appesa in camera da letto) è ossessionata fin da piccola. In capitoli brevissimi che si susseguono come rincorrendosi, l’autrice offre a Leda il compito di ricostruire l’omicidio dello zio ancora per molti dettagli oscuro: in una ricerca ossessiva, maniacale, leggendo documenti e parlando con le poche persone a conoscenza dei fatti trascorsi ormai da tempo, la ragazza compie un viaggio nel passato della sua famiglia e al tempo stesso in un presente che sente estraneo. Un percorso tortuoso che è fatto di ricordi ma anche di voglia di rispondere a dubbi e inquietudini personali: la ragazza vuole infatti comprendere le ragioni dell’infelicità, la sua e quella dello zio in primis, e di tutta la loro famiglia, nata (e condannata a restare) in un Sud avaro, prodigo per loro solo di miseria. “Più mi inoltro in questa storia, più mi accorgo che non c’è uno di noi che abbia vissuto una vita degna”, scrive Leda mentre scava nel passato, rivolgendosi spesso allo zio, e insieme, a se stessa. Mentre persegue con piglio ossessivo l’obiettivo di trovare “il rimedio al male familiare”, la ragazza rivela il grigiore di un’esistenza già immaginata infelice prima ancora di averla vissuta, piena come è di velleità e progetti mancati. Il senso di smarrimento di Leda permea ogni pagina: “Oggi se per strada metto gli occhiali per compensare la miopia, devo toglierli all’istante tanto mi sembra più brutta la realtà rispetto a come la vivo”. Eccola vagare mentre vive una vita senza mete da raggiungere, né aspirazioni, tranne una, quella di fare luce sull’omicidio di Luigi e rendergli giustizia. Per farlo sceglie, ancora una volta ossessivamente, di dedicarsi alla scrittura, per rifuggire la noia del suo correre senza senso quotidiano (lasciando l’università, passando da una città all’altra e da un lavoro all’altro, macerandosi nella solitudine e cercando “nelle parole la soluzione al dolore”). Nel dipanare questa storia, Lerro pone dunque l’accento sul groviglio dei sentimenti, sulla loro labilità e il loro prendere strade impervie, spesso anche dannose per chi li prova, soffermandosi con attenzione sulla straordinaria capacità della scrittura di penetrare la complessità, di fare luce, di dare una risposta al male di vivere.

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.