Ultimo aggiornamento 24 Agosto, 2019, 11:04:09 di Maurizio Barra
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Live d’autunno, Jova chiude, atteso Mika
Ai blocchi di partenza Renato Zero, tornano i Modà ed Elisa
22 Agosto 2019 13:19
Il tasto play dei live è pronto a essere schiacciato di nuovo già dall’inizio di settembre. I primi a tornare in pista (alquanto polverosa, ma piena di fascino) sono i Thegiornalisti, pronti a chiudere il tour Love con una festa al Circo Massimo di Roma il 7 settembre.
Tommaso Paradiso e compagni registrano così un record: sono il primo gruppo italiano a esibirsi nell’antico stadio romano. Ma settembre, mese di passaggio tra estate e autunno, segna molte fini e altrettanti inizi. Nella prima categoria, oltre ai Thegiornalisti, rientra anche il gran finale di tour per la coppia Raf e Tozzi che chiudono all’Arena di Verona il 25 settembre la loro esperienza a due, sulle note dei rispettivi successi. L’anfiteatro scaligero farà anche da quinta per la festa di chiusura dei live de Il Volo che celebrano i 10 anni di carriera il 24 settembre. Il 21 settembre, all’aeroporto di Linate, la festa di Jovanotti saluta un’estate di musica in spiaggia.
Il 26 settembre riparte la tranche autunnale di “È sempre bello” di Coez, che andrà avanti fino a dicembre. Così come Marco Mengoni, ancora impegnato con l’Atlantico Tour. Mentre Eros Ramazzotti approda per tre sere all’Arena con Il Vita ce n’è world tour (11, 12 e 14 settembre). Dal 6 ottobre riparte anche Vinicio Capossela. A Napoli va in scena (20, 21 e 22 settembre) il concerto evento Figli di un re minore, che vede protagonisti Gigi D’Alessio e Nino D’Angelo, inizialmente previsto a giugno.
A settembre, il 23 e 24 al Forum di Assago, è atteso Michael Bublè, che dopo uno stop per motivi familiari, è tornato con un disco e un tour. Mentre il 15, in un’Arena sempre affollata, c’è in calendario il violinista del diavolo David Garrett, per celebrare i suoi 10 anni di crossover. Il 29 ottobre Sting porta le sue canzoni più famose al Forum di Assago, mentre dal 24 novembre sarà protagonista Mika con il Revelation tour: 12 date nei palazzetti a partire da Torino.
Ma l’autunno è tempo anche di novità. L’inarrestabile Renato Zero dal 1 novembre farà ascoltare dal vivo l’album Zero Il folle. Partenza da Roma con 4 date, poi i palazzetti. Elisa, dopo l’intimità dei teatri in primavera, è pronta anche lei a riprendersi i palasport con un tour nuovo di otto date, al via il 25 novembre da Torino. Tornano dopo due anni di pausa anche i Modà, che hanno in programma 6 live nei palazzetti per presentare il nuovo album, a partire il 2 dicembre da Bologna (poi riprenderanno la prossima primavera). In pista anche Fabrizio Moro: dal 12 ottobre da Acireale 4 date nelle arene dello sport, poi da novembre i teatri. Levante, dopo un’estate live, taglia un traguardo importante: il 23 novembre sarà suo il Forum di Assago. A 50 anni, 25 dei quali passati a far musica, anche Daniele Silvestri ha accettato la sfida trovando il coraggio di affrontare i palazzetti: dal 19 ottobre lo attende una lunga tournee.
Nek ha in programma una data speciale all’Arena di Verona il 22 settembre, poi un tour europeo di 30 date, e infine porterà “Il mio gioco preferito” nei teatri italiani dall’8 novembre. Ha scelto gli spazi raccolti dei teatri anche Francesco Renga, impegnato dall’11 ottobre, con il via da Milano. Stessa scelta anche per Niccolò Fabi, a partire dal 1 dicembre. Atteso, dopo il riscontro avuto a Sanremo, Achille Lauro: dal 3 ottobre sarà live nei club.
Gianni Morandi si cimenta, invece, con la residency ‘Stasera gioco in casa – Una vita di canzoni’: 16 concerti al Teatro Duse della sua Bologna a partire dal 1 novembre. A Bologna il 1 dicembre, all’Unipol Arena, sarà di scena anche David Guetta, per l’unica tappa italiana del dj vincitore di due Grammy Awards. Qualche giorno dopo, il 14, il testimone passa al rocker canadese Brian Adams, che il giorno dopo sarà poi a Milano per presentare il nuovo album e le hit storiche. Dopo gli appuntamenti di giugno, la sacerdotessa del rock Patti Smith annuncia il suo ritorno in Italia, nei teatri: dal 26 novembre, da Trieste, sarà impegnata con il concerto ‘Words and Music’.
Tornano anche i Jethro Tull, a partire dal 4 novembre (Milano).
Uffizi, acquisito bozzetto di BezzuoliPresenta differenze rispetto al dipinto finito del 1852
FIRENZE22 agosto 201915:07
– Le Gallerie degli Uffizi di Firenze hanno acquistato il bozzetto preparatorio del pittore romantico ottocentesco Giuseppe Bezzuoli per il dipinto ‘Giovanni dalle Bande Nere al passaggio dell’Adda’, esposto nella Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti. Il dipinto rappresentò una importante sfida nella carriera artistica dell’anziano maestro: quando lo realizzò, nel 1852, aveva già più di 60 anni, e morirà nel 1855. Il bozzetto costituisce una preziosa testimonianza del metodo operativo di Bezzuoli e permette di confrontare le fasi di elaborazione del ‘Giovanni dalle Bande Nere’ poiché presenta numerose differenze rispetto al dipinto finito: ad esempio, manca la figura di Leone X, aggiunta solo in un secondo momento. “Il soggetto storico prescelto, tratto dalla vita di Giovanni de’ Medici, è affrontato con un pathos e un costrutto narrativo degni della migliore tradizione romantica, che a quella data, tuttavia, indugiava sul viale del tramonto”, commenta il direttore degli Uffizi Eike Schmidt.
Hollberg, riforma musei toglie fiatoDirettrice uscente museo David,’Che tristezza,tutto di nascosto’
FIRENZE22 agosto 201915:21
– “Ora va visto come” il museo “andrà riorganizzato, non ci sono state indicazioni” ma “questa cosa é sorprendente, inaspettata e triste per il patrimonio culturale italiano che ha bisogno di una continuità e non ha bisogno di continui cambiamenti a seconda degli umori di uno o dell’altro”. Così
Cecilie Hollberg, direttrice non confermata dal Mibac alla Galleria dell’Accademia, commenta la riforma del ministro Bonisoli che a Firenze farà accorpare questo museo, dove c’è il David, agli Uffizi. “Significa togliere il fiato a un museo che stava andando alla grande, era un esempio a livello internazionale di ciò che si poteva fare in poco tempo”, commenta Hollberg che dal Mibac ha ricevuto una comunicazione di interruzione del rapporto da oggi. “E’ una tristezza: tutto è accaduto di nascosto, a Ferragosto”. I dipendenti “rimangono, sono statali a tempo indeterminato. Non vedo niente che metta a rischio i 53 dipendenti, sono comunque pochi, dovevamo essere 94. Eravamo riusciti a fare squadra”.
Notte Taranta, apre serata Piccola RondaIl 24 a Melpignano evento finale
LECCE22 agosto 201915:23
– Saranno i bambini della Piccola Ronda, coinvolti in un percorso di formazione per diffondere i codici della pizzica scherma, ad aprire il Preconcertone di sabato 24 agosto a Melpignano che, dalle 20, darà avvio al Concertone de La Notte della Taranta. Seguirà l’Orchestra dei Braccianti: musicisti provenienti da Italia, Francia, Gambia, Nigeria, Tunisia e India impegati contro il caporalato. La chiusura del Preconcertone è affidata a Nando Citarella & Tamburi del Vesuvio con ‘Futuro a Sud’. Dalle 21 sul palco di Melpignano, che avrà una scenografia di luci a forma di tamburello, gli artisti del Concertone, che sarà presentato domani mattina a Palazzo Baronale con alcuni dei big attesi: Elisa, Salif Keita, Enzo Avitabile, Alessandro Quarta, Maurizio Colonna, il maestro concertatore Fabio Mastrangelo, il coreografo Davide Bombana e il direttore artistico Daniele Durante. Presenti alla conferenza stampa Massimo Manera, presidente della Fondazione La Notte della Taranta e il governatore Michele Emiliano.
Al Todi Festival campione di poetry slamPrima nazionale di “Via!” di Simone Savogin apre 33/a edizione
PERUGIA22 agosto 201915:59
– La 33/a edizione del Todi Festival esordirà con “una scommessa”, con qualcosa “di diverso e nuovo”.
Al centro la poesia. Sabato 24 agosto (Teatro comunale, ore 21) è in programma l’atteso debutto teatrale del campione di “poetry slam” Simone Savogin, per la prima nazionale del nuovo spettacolo “Via!”, prodotto dallo stesso festival.
Uno spettacolo di apertura “che è un po’ il simbolo di quello che vogliamo fare con il festival, dando spazio ad esperienze artistiche che sappiano innovare”. Ad affermarlo sono stati questa mattina Eugenio Guarducci, per la quarta volta consecutiva chiamato alla direzione artistica del Festival, e il sindaco di Todi Antonino Ruggiano, durante la presentazione.
Presente anche Savogin, autore ed unico interprete. L’edizione 2019 della kermesse di teatro, musica, danza, letteratura e arti visive, ideata e fondata nel 1987 da Silvano Spada, andrà poi avanti fino al primo settembre. A chiudere ci saranno le note e le parole di Simone Cristicchi.
‘Time’ incorona Teatro Galli di RiminiInserito da settimanale nelle 100 esperienze da vivere nel 2019
BOLOGNA22 agosto 201916:08
– Il settimanale statunitense ‘Time’ ha inserito nello speciale ‘World’s Greatest Places’, dedicato alle 100 esperienze al mondo da vivere nel 2019, il Teatro ‘Galli’ di Rimini riaperto il 28 ottobre scorso dopo oltre 75 anni ed un lungo restauro della struttura devastata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
Nello speciale, il magazine stila un elenco di 100 luoghi al mondo, classificati in diverse categorie – musei, parchi, ristoranti e hotel – e selezionati da giornalisti, corrispondenti ed esperti del settore. Nella selezione è stata valutata la qualità, l’originalità, il grado di innovazione, la sostenibilità.
Parlando del ‘Galli’, la testata americana ne ripercorre la storia citando la riapertura dopo i lunghi lavori di recupero e i ritrovamenti archeologici che ne danno un ulteriore valore aggiunto. Nella classifica sono solo due le esperienze italiane segnalate in tutte le categorie: oltre al Teatro ‘Galli’, il ‘Time’ suggerisce il Castello di Santa Severa a Santa Marinella.
“Una citazione inaspettata e che ci inorgoglisce – è il commento del sindaco di Rimini, Andrea Gnassi e dell’assessore Giampiero Piscaglia -. Vedere Rimini e il suo teatro inseriti tra le esperienze di viaggio da non farsi sfuggire è l’ennesima testimonianza del valore del percorso di rinascita culturale che la città sta vivendo e dell’attenzione”.
D’altronde, argomentano gli amministratori romagnoli “solo negli ultimi mesi ‘Forbes’ ha scelto Rimini fra le mete più interessanti per il 2019, il ‘New York Times’ ha inserito la città e il cinema Fulgor nella prestigiosa lista dei ’52 places to go’, nel 2018 Rimini era al primo posto della ‘Best in Europe’ stilata da ‘Lonely Planet’. Significa – concludono – che investire sulla trasformazione urbana, sulla cultura e sull’identità è la chiave per vincere le sfide del futuro”.
Sono state circa 40.000 le presenze dall’inaugurazione del teatro che ha celebrato la riapertura con 4 serate speciali che hanno visto sul palco Cecilia Bartoli, Roberto Bolle e Valery Gergiev. Nei giorni scorsi, il ‘Galli’ ha ospitato Riccardo Muti alla guida dell’Orchestra ‘Cherubini’ innanzi al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Ovazioni senza fine a Gala per 40/o RofA Pesaro acclamati strepitosa Meade, Florez, Brownlee e Alaimo
PESARO22 agosto 201916:36
– E’ stata una vera festa della musica il Gala per il quarantesimo del Rossini Opera Festival andato in scena alla Vitrigrigo Arena di Pesaro e in video trasmissione a piazza del Popolo, sold out la prima, gremita la seconda, con il pubblico che non ha smesso di acclamare i 13 cantanti in scena e la puntuale esecuzione dell’Orchestra Sinfonica della Rai diretta da Carlo Rizzi, come si trattasse di un concerto pop. Ma la vera sorpresa, perché non si era mai esibita prima al Rof se non il 17 agosto scorso in un Concerto di belcanto, è stata il soprano statunitense Angela Meade. Con la sua corporatura imponente e una presenza scenica da vera primadonna, accentuata da un abito regale dai cangianti riflessi violacei su cui spiccava un collier di brillanti (veri) a due fili che ha fatto dimenticare per un momento alle signore in sala il suo canto, Meade ha conquistato tutti esibendosi nell’aria di Pirro dell’Ermione.
Terme Caracalla, al via visite seraliFulcro saranno i sotterranei, dove c’è anche la mostra di Plessi
ROMA22 agosto 201918:39
– Dopo il record di presenze registrato alle Terme di Caracalla il giorno di Ferragosto (5.000 ingressi), da venerdì 23 agosto, prendono il via le visite serali: il fulcro di quest’anno saranno i sotterranei, con le gallerie aperte per la prima volta al pubblico, la mostra Il segreto del Tempo, e il grande mitreo. Realizzato dalla Soprintendenza Speciale di Roma, con Electa, Terme di Caracalla: notturno sotterraneo, andrà avanti fino al 29 settembre, con visite guidate ogni venerdì e domenica sera. Su http://www.coopculture.it tutte le informazioni.
Gruppi di massimo 30 partecipanti, oltre ad ammirare nella notte le monumentali vestigia illuminate, potranno scendere nei sotterranei, che quest’anno sono stati ampliati con l’apertura di nuovi settori dove è possibile vedere i forni, le caldaie, i tunnel adibiti al trasporto della legna e dei materiali per il funzionamento degli impianti. Una vera e propria sala macchine delle Terme dove è stata allestita la mostra Il segreto del Tempo: Fabrizio Plessi a Caracalla.
I ruderi delle Terme di Caracalla, anche per la notevole altezza che supera i 37 metri, restituiscono ancora oggi un’idea della grandiosità del complesso termale. Le dimensioni dell’edificio e la monumentalità degli ambienti, conservati per due piani in alzato e per tre livelli in sotterraneo, ci permettono di immaginarne la fastosità che l’illuminazione esalta. Le visite, della durata di 75 minuti, inizieranno alle 20.00, con l’ultima partenza alle 21.15.
Prenotazioni e informazioni: http://www.coopculture.it e al numero telefonico 0639967700 (lunedì-venerdì 9-18 / sabato 9-14).
Keita,Africa e Salento stesse vibrazioniPaesi Mediterraneo con comune modo percepire musica e cultura
MELPIGNANO (LECCE)22 agosto 201919:10
– “Africa e Salento, sono due Paesi del Mediterraneo e questo aspetto è determinante per la comune origine di sonorità e vibrazioni. La nostra origine è legata alla terra, per cui abbiamo lo stesso modo di sentire la musica e percepire la cultura”. Lo ha detto Salif Keita, ospite internazionale della 22/a edizione de La Notte della Taranta, che sabato salirà sul palco del Concertone finale di Melpignano insieme a Elisa, Guè Pequeno, Enzo Avitabile, Alessandro Quarta e Maurizio Colonna. Keita, conosciuto come la voce d’oro dell’Africa ha provato al Centro Polivalente di Zollino i brani che proporrà il 24 agosto a Melpignano. Tra questi anche Yamore, rimodulato con alcuni versi scritti e interpretati dalla voce dell’Orchestra Popolare Stefania Morciano.
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Jova Beach: confermato il 7/9 a Montesilvano
“Valgono i biglietti di Vasto” dice il cantante
PESCARA23 agosto 201910:41
PESCARA – “Montesilvano! Abruzzo! Posso confermarlo ufficialmente e sono felice di farlo: il 7 settembre Jova Beach Party sarà sulla spiaggia di Montesilvano!”. Lo scrive su Facebook Jovanotti, mentre in Prefettura, a Pescara, si sta concludendo il relativo incontro finalizzato a valutare la fattibilità dell’evento sulla spiaggia montesilvanese. L’artista sottolinea che “valgono i biglietti di Vasto (Chieti), dove il concerto dello scorso 17 luglio non si è tenuto dopo lo stop della Prefettura di Chieti. “E per chi invece non può venire e ha i biglietti di Vasto – aggiunge Lorenzo Cherubini – è aperto il rimborso totale oppure può venire a Milano, andate sul sito trident per le info. Grazie a tutti quelli che hanno lavorato per tutte le verifiche di incidenza, la progettazione, la pianificazione e tutto quello che serve per poter realizzare per bene un grande evento con JBP. Abruzzo arriviamo!”, conclude.
A Nannini e Donaggio il Tenco 2019Evento apre battenti 17 ottobre, prima masterclass su De André
GENOVA23 agosto 201911:44
Gianna Nannini, Pino Donaggio e Franco Fabbri sono i vincitori del Premio Tenco 2019, il riconoscimento assegnato dal 1974 alla carriera degli artisti che hanno apportato un contributo significativo alla canzone d’autore mondiale. I premi saranno consegnati il primo giorno della rassegna, giovedì 17 ottobre, all’Ariston di Sanremo con una serata interamente dedicata ai vincitori delle Targhe Tenco 2019. Sullo stesso palco con set inediti Vinicio Capossela (disco assoluto), Daniele Silvestri (canzone singola), Enzo Gragnanello (album in dialetto), Alessio Lega (interprete), Fulminacci (opera prima), e un rappresentante di Adoriza (album collettivo a progetto). A anticipare le serate del Premio Tenco 2019, la mattina di mercoledì 16 ottobre, sarà una Masterclass su Fabrizio De André in cui interverranno alcuni artisti ed esperti di musica per approfondire, studiare e raccontare, attraverso testimonianze e immagini, la figura del cantautore genovese in un incontro con gli studenti.
L’universo lagunare di MolesiniUna bella e potente storia del romanziere veneziano
TRIESTE23 agosto 201911:52
ANDREA MOLESINI, ‘DOVE UN’OMBRA SCONSOLATA MI CERCA’ (SELLERIO; pp.282, euro 15). “Il traditore è…”. Come un mantra la frase viene ripetuta di volta in volta da vari componenti della banda senza mai svelare il nome. A farlo sarà un proiettile di pistola. E’ il momento topico dell’ultimo romanzo di Andrea Molesini, ‘Dove un’ombra sconsolata mi cerca’, il momento che cambierà la vita del giovane Guido, grande amico della vittima e che trasformerà l’esistenza di quest’ultima in morte.
Nelle quasi 300 pagine che precedono e seguono lo sparo, c’è la storia di una piccola banda che si arrangia sbarcando il lunario negli ultimi guizzi della seconda Guerra mondiale (e subito dopo), facendo piccolo contrabbando e una sorta di attività partigiana in quell’universo che è la laguna di Venezia, vicina eppure così distante dalla città. Qualcosa che nella bella poesia che apre il libro, Molesini definisce la “mia città-arcipelago, un impasto di eros e di fango, di pietra e d’argilla che in tempi lontani uomini braccati dal destino avverso edificarono nella speranza – vana e ricorrente – d’imbrogliare la morte, e al mistero della tempo e della felicità sono dedicate”. La banda di Molesini non è composta di uomini braccati, forse di esseri circondati: una giovane e bella somala, Maria; il nostromo Tobia; la zingara e forse strega Sussurro, una contessa, un maggiore tedesco, Werner, corrotto.
Una umanità eterogenea e indurita capeggiata dal Comandante, Marc’Aurelio, uomo di raziocinio e coraggio, ufficiale della Regia Marina passato tra i partigiani. Il Comandante nel tempo libero costruisce mappamondi, disegna geografie reali, decreta che gli esseri umani sono “fatti di coscienza”, inseguendo un ordine da ricombinare nelle cose. Decisamente il contrario di Elsa, sua moglie, quasi eterea, che decifra il mondo “con il naso e con le orecchie”, e che contrasta il marito: “Siamo fatti di tempo”. In mezzo tra queste due percezioni opposte c’è il loro figlio, il piccolo Guido il quale, nell’incertezza di scegliere quale orientamento prendere, rimane immobile, godendosi la bellezza della natura e compiendo per conto della banda, insieme con il suo grande amico Scola, piccole missioni come portare messaggi criptati da un’isola all’altra. Nei vari passaggi, si scopre che qualcuno della banda tradisce, i sospetti cadono su Scolo. E’ da questo evento che il libro, le cui pagine corrono avanti e indietro nel tempo, improvvisamente da lento, nostalgico, un po’ amaro sebbene pieno di sentimenti, si apre e in rapida successione svela misteri e schiude nuovi orizzonti e possibilità, emotive e di cronaca.
Chi cadrà sotto il colpo letale non è il traditore, ma le leggi della guerra non sono quelle della quotidianità sociale, questo elemento non è importante, perché importante è che ci sia una vittima, in un inusitato equilibrio di valori paralleli.
Guido assiste all’esecuzione, ed è un po’ come se lo sparo uccidesse anche una parte di lui, per sempre.
D’altronde, è scritto nel libro, tutta la vita è effimera, una illusione: “la cosa che chiediamo alla vita è sentirci importanti”.
Musei: Bonisoli toglie autonomia amministrativa, polemicaPd, “scorrettezza istituzionale”. Mibac, “serve a semplificare”
23 agosto 201917:18
Riorganizzati, in alcuni casi depotenziati o accorpati, come è accaduto a Firenze dove le Gallerie dell’Accademia sono state assegnate agli Uffizi, e ora privati dell’autonomia amministrativa con la cancellazione dei cda istituiti dalla Riforma Franceschini. Proprio nei giorni in cui si consumava la crisi di governo, il ministro della cultura Bonisoli portava a compimento la sua revisione dei musei autonomi, per certi versi una vera e propria controriforma rispetto ai cambiamenti avviati sotto il governo Renzi. E nel Parlamento, costretto a interrompere le ferie per sciogliere il rebus del governo che verrà, è subito polemica. In prima fila il Pd, che punta il dito contro il decreto attuativo firmato in limine il 16 di agosto e accusa il ministro pentastellato di “grave scorrettezza istituzionale”.
Tant’è, se dal Mibac ribattono che si “è trattato di un atto dovuto” e che i super musei rimangono comunque autonomi (“godono di autonomia gestionale e scientifica”) anzi sono potenziati nei loro comitati scientifici, da Firenze la ormai ex direttrice delle Accademie Cecilia Holbergh, “licenziata” anzitempo, lamenta la mancanza di informazioni e di trasparenza: “Tutto è accaduto di nascosto, a Ferragosto”.
Le critiche della direttrice tedesca non riguardano solo il metodo: “questa cosa – dice
è sorprendente, inaspettata e triste per il patrimonio culturale italiano che ha bisogno di una continuità e non di continui cambiamenti a seconda degli umori di uno o dell’altro”.
Critico anche lo storico dell’arte Tomaso Montanari, fiorentino, membro, per nomina universitaria, del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, che parla di “ennesimo pasticcio”.
“Ancora una volta un decreto di cui non siamo stati informati”, sottolinea, “e ancora una volta un cambiamento pensato male e gestito peggio, che porta ad un ulteriore accentramento politico”. Il suo giudizio, insomma, chiarisce lo storico
“è decisamente negativo”. Seppure articolato: “L’abolizione dei Cda può avere un senso” , spiega, “In consiglio superiore il ministro Bonisoli ci ha detto di voler fermare la trasformazione dei musei autonomi in fondazioni private sul modello del museo egizio di Torino. E questo è senz’altro condivisibile. Ma bisogna essere certi che a livello centrale ci sia una capacità di organizzare e gestire con una strategia chiara e senza che questo debba diventare solo un ingolfamento burocratico”. Quanto ai comitati scientifici, che per il Mibac sono stati rafforzati, Montanari lamenta una nuova diminutio del consiglio superiore al quale è stato tolto il diritto di nominare uno dei membri: “due vengono nominati dal ministro e uno dal Dg musei, in pratica un accentramento politico ancora più forte”.
Anna Ascani, capogruppo democratica nella commissione cultura della Camera, va giù dura accusando Bonisoli di scorrettezza, ma anche di un “atto profondamente sbagliato nel merito che mette in discussione l’autonomia dei musei e che avrà seri riflessi sull’organizzazione del sistema museale italiano: viene colpito un modello – dice – quello dell’autonomia con cda, in piedi da oltre vent’anni e che la riforma Franceschini aveva solo perfezionato, è incomprensibile come un provvedimento con effetti così profondi sia stato firmato da un ministro di un governo dimissionario”.
Il ministro uscente non parla. Lo fanno però i suoi uffici, che replicano alle critiche politiche con una nota, nella quale si sottolinea che i musei autonomi “rimangono tali” anzi “ne potrebbero nascere altri” e che i direttori “mantengono la stessa capacità di spesa e gestionale”. I Cda dei musei, sostiene il ministero, “sono stati aboliti per semplificare, in quanto i loro pareri venivano comunque già approvati dalla direzione centrale” e la “ratio del decreto di riorganizzazione è quella di razionalizzare e semplificare la gestione dei siti, non chiude alla autonomia”.
Come e se funzionerà il nuovo cambiamento arrivato in corner, si vedrà nei prossimi mesi. Intanto a Roma Valentino Nizzo, direttore del Museo Nazionale Etrusco, prima cancellato dalla lista degli istituti autonomi, poi riammesso sotto forma di rete dei musei etruschi, dovrà comunque ricominciare da capo e ripresentarsi al concorso internazionale che dovrà essere bandito. Nell’attesa i progetti per la riqualificazione di una nuova ala per il museo dove allestire servizi all’altezza del sito con una biblioteca, un bookshop e un ristorante caffetteria, rimangono in stand bay.
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Omaggio a Dessì a tre anni dalla morte
Il 24 agosto a Gussago arie composte da Armiliato e Rossini
23 agosto 201917:20
Saranno tre arie composte dal tenore Fabio Armiliato, suo compagno di vita e d’arte per 16 anni, ad accompagnare il 24 agosto, nella chiesa di Gussago (Brescia), l’omaggio a Daniela Dessì, soprano che ha incantato il pubblico di tutto il mondo, a tre anni dalla morte avvenuta il 20 agosto 2016. L’Ave Maria, l’Agnus Dei e il Salve Regina saranno cantate dal soprano Filomena Fittipaldi e poi la Petite Messe Solennelle di Gioachino Rossini sarà interpretata da Daria Masiero, Rossana Rilandi, Matteo Macchioni e Marco Camastra con la partecipazione del Coro I Carissimi diretto dal maestro Edmondo Savio.
Il 19 agosto è stata presentata la tomba di Dessì nel cimitero di Gussago, alla presenza delle autorità locali. Nella sua carriera Dessì ha interpretato oltre 70 ruoli, con una speciale predilezione per i titoli di Verdi e Puccini, raccogliendo prestigiose collaborazioni internazionali e con i più grandi teatri, dalla Scala al Metropolitan di New York, alla Deutsche Oper di Berlino.
Teatro e archeologia, Sardegna si svelaTorna NurAcheofestival, spettacoli tra nuraghi e menhir
CAGLIARI23 agosto 201914:30
– Teatro e archeologia insieme per un viaggio culturale in Sardegna tra nuraghi e Antigone, uno dei lavori in cartellone per la undicesima edizione del NurArcheoFestival. La rassegna, organizzata come al solito dalla compagnia Il Crogiuolo, parte il 25 agosto e si conclude il 13 settembre coinvolgendo tutta l’Isola: Ogliastra e Nuorese, Sulcis, Marmilla e Oristanese. Con tappe anche a Bosa e Olbia.
“È un presidio culturale diffuso – ha spiegato la direttrice artistica Rita Atzeri- per far vivere i luoghi naturalistici e la storia della Sardegna. E per difendere l’isola, anche dai vandali e dagli incendi”, ha spiegato la direttrice Rita Atzeri presentando la manifestazione alla stampa. Importanti i tesori archeologici da riscoprire. Anche con l’aiuto di ospiti di primo piano della scena teatrale italiana: tra loro Elena Bucci, Iaia Forte, Lucilla Giagnoni, Arianna Scommegna. E poi Paolo Panaro, Matteo Belli, Gianluigi Tosto e Laura Curino. Tra le produzioni originali quello del debutto nella scrittura teatrale di Giulia Balzano, una sorta di sintesi dello spirito della rassegna: lei è archeologa del museo dell’Ossidiana di Pau e ora esordisce in grande stile anche come artista.
La “nazionale” dei monumenti e degli scenari della manifestazione schiera veri e propri gioielli: dal nuraghe Serbissi, teatro dell’esordio del festival il 25 agosto con Oralità pastorale (numero 2) nell’area archeologica Scerí di Ilbono, ultima tappa con Su connottu il 13 settembre. In mezzo ci sono la tomba dei giganti a Lanusei, Romanzesu a Bitti, i menhir di Laconi, la necropoli di Montessu a Villaperuccio.
Cultura ma anche agricoltura, un pò speciale, con la promozione-esempio di una azienda, Tela fertile, tra Villamar, Las Plassas e Tuili. La storia è quella di un’imprenditrice che ha rilevato l’azienda agricola del padre e lì fa lavorare persone che cercano di ritrovarsi cercando di uscire da un passato difficile.
Perdonanza, passaggio consegne tra DameL’Aquila, Luce Cruciani riceve l’astuccio da Paola Protopapa
L’AQUILA23 agosto 201914:33
– Inserendo una novità nei canoni della Perdonanza Celestiniana oggi all’Aquila, a Palazzo Fibbioni, sede centrale del Comune, si è tenuta la cerimonia di passaggio delle consegne tra i protagonisti del Corteo storico della Bolla del Perdono, alla presenza del sindaco Pierluigi Biondi e del Comitato Perdonanza. La Dama della Bolla dell’edizione 2018, l’atleta Paola Protopapa, ha consegnato l’astuccio in cui, per secoli, è stata custodita la Bolla del Perdono di Papa Celestino V a Luce Cruciani, la Dama di quest’anno, che lo porterà nel Corteo del prossimo 28 agosto.
Presente anche il Giovin Signore 2019, Federico Vittorini, che ha ricevuto il Ramo d’ulivo del Getsemani dal sindaco. Con questo Ramo il 28 agosto il cardinale Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, percuoterà tre volte la Porta Santa della basilica di Collemaggio per ordinarne l’apertura e dare il via al Giubileo annuale dell’Aquila.
Fiorella Mannoia, ci crediamo, cambieràIniziativa durante concerto a Soverato, apprezzamento pubblico
SOVERATO (CATANZARO)23 agosto 201915:06
– “Noi ci crediamo, cambierà”. É lo striscione esposto da Fiorella Mannoia durante il concerto a Soverato in cui quella che é considerata una delle “grandi signore” della musica italiana, dotata di un carisma e di una personalità non solo artistica che ne fanno una delle cantanti più apprezzate, ha evidenziato le sue grandi qualità. E non é certamente un caso che quello striscione la cantante romana lo abbia esposto a conclusione dell’interpretazione, da par suo, di “Povera patria”, il brano con cui Franco Battiato descrisse già nel 1991 le condizioni di degrado complessivo del nostro Paese. Una situazione che a distanza di tanti anni si ripresenta ancora oggi e che Fiorella Mannoia ha voluto sottolineare con un’iniziativa che ha trovato un’eco anche tra il pubblico, in alcuni settori del quale é stato esposto lo stesso striscione. La cantante, durante la sua esibizione, ha toccato altri temi importanti come il riscatto del sud e la violenza contro le donne, riscuotendo ampi consensi.
Berliner, Petrenko parte da BrandeburgoConcerto del nuovo direttore per celebrare la caduta del Muro
BERLINO23 agosto 201920:08
Kirill Petrenko prende il posto di Simon Rattle alla guida del Berliner Philharmoniker con un doppio concerto che si profila come senza precedenti e legato a un pezzo importante della storia tedesca: per la prima volta, l’orchestra suona davanti a Porta di Brandeburgo, il principale simbolo della città un tempo divisa, e lo fa per commemorare il trentennale della caduta del Muro avvenuta 1989. Il primo concerto si tiene stasera alla Philharmonie della capitale tedesca e il secondo, a ingresso libero, sabato sera davanti alla Porta di Brandeburgo: “non era mai avvenuto”, sottolinea il programma sul sito dell’orchestra che ama legare la musica agli eventi storici e sociali come fece Abbado negli anni Novanta dirigendo un concerto dichiaratamente contro la xenofobia. Il maestro russo naturalizzato austriaco era stato scelto dalla prestigiosa orchestra sinfonica berlinese quale suo direttore principale nel giugno 2015 e assume l’ incarico con l’inizio della stagione 2019/2020. Petrenko sale così sul podio che fu di Wilhelm Furtwangler, Herber von Karajan, Claudio Abbado e, da ultimo, del britannico Rattle che ha guidato i Berliner dal 2002. La Porta di Brandeburgo, con la sua celeberrima quadriga alla sommità, è stato un epicentro della storia tedesca, nel bene e nel male: dalla parata di nazisti attraverso le sue colonne la sera della presa del potere da parte di Adolf Hitler il 30 gennaio 1933, ai manifestanti che picconavano la Muro proprio dietro il monumento nella notte del 9 novembre 1989. Con un implicito riferimento all’ancoraggio europeo della Germania – un vincolo concepito come garanzia contro i due totalitarismi del suo passato – il programma dei due concerti comprende l’esecuzione della Nona sinfonia di Ludwig van Beethoven con il suo celeberrimo “An die Freude”, che è anche l’inno dell’Ue. Ufficialmente il nesso con la Nona di Beethoven è però solo il primo appuntamento delle celebrazioni per il 250/o anniversario della nascita del compositore tedesco che ricorre l’anno prossimo. Le due esecuzioni segnano anche la prima collaborazione dell’orchestra con il soprano Marlis Petersen come “Artist in Residence 2019/2020”. La cantante tedesca vanta già diverse collaborazioni con Petrenko, direttore che aveva debuttato con i Berliner Philarmoniker nel febbraio 2006. Entrambi gli eventi potranno essere seguiti anche sulla “Digital Concert Hall”, la piattaforma di streaming dei Berliner Philharmoniker (www.digitalconcerthall.com), ma anche in 145 cinema in Europa.
Teste coronate e bestseller, l’autunno delle serie tvDa Caterina II ai Romanoffs, da Saviano ai papi di Sorrentino
24 agosto 201908:14
Helen Mirren nei panni sfarzosi e potenti dell’imperatrice Caterina II di Russia e, quasi a farle da contraltare, Olivia Colman in quelli di Elisabetta II d’Inghilterra; un irriconoscibile Russell Crowe, pingue e calvo per dare il volto all’ex ceo di Fox News Roger Ailes; un doppio adattamento della Guerra dei mondi, dopo le tante versioni per cinema e tv, dall’evento radiofonico di Orson Welles al classico del 1953, fino alla rivisitazione di Steven Spielberg. Aspettando i due papi Jude Law e John Malkovich, diretti da Paolo Sorrentino in The New Pope. Tra suggestioni storiche e ispirazioni letterarie è pronto l’autunno delle serie tv. Ecco alcune delle principali novità in arrivo. TESTE CORONATE – La storia di una delle figure femminili più potenti di tutti i tempi è al centro di CATERINA LA GRANDE, la nuova serie Sky Original con Hbo, con Helen Mirren nei panni di Caterina II di Russia, in onda in autunno. Sullo sfondo dell’ambiziosa e spietata corte del XVIII secolo, accanto all’attrice premio Oscar vedremo Jason Clark nel ruolo di Potemkin, lo statista preferito di Caterina nonché comandante militare e amante, Gina McKee (la contessa Bruce, amica e confidente) e Rory Kinnear (il ministro Panin). A tenere alte le sorti di un genere che non conosce crisi, Netflix schiera un altro premio Oscar e un’altra sovrana: Olivia Colman è Elisabetta II nella terza stagione di THE CROWN (dal 17 novembre). Scritta da Peter Morgan, racconta gli anni a corte dal 1964 al 1977; nel cast, tra gli altri, Tobias Menzies (il principe Filippo), Helena Bohnam Carter (la principessa Margaret), Josh O’Connor (il principe Carlo), Erin Doherty (la principessa Anna), Marion Bailey (la Regina Madre). Un salto indietro di un secolo con VICTORIA 3, il costume drama atteso a settembre su laF: in primo piano, ancora la storia pubblica ma anche la sorprendente vita privata della leggendaria regina inglese, in questa stagione alle prese con l’amato Albert con le rivoluzioni che stanno scuotendo le monarchie europee e con l’esposizione universale del 1851. Confermati i protagonisti Jenna Coleman e Tom Hughes, new entry Kate Fleetwood, Laurence Fox e Lily Travers. Si credono invece discendenti della famiglia reale russa THE ROMANOFFS, dal 12 ottobre su Amazon Prime Video. Ambientata in sette Paesi, girata in tre continenti, Europa, America e Asia, la serie segue otto storie diverse e schiera Isabelle Huppert, Marthe Keller, Aaron Eckhart, Diane Lane, Christina Hendricks e John Slattery. LA STORIA RECENTE – In autunno su Sky arriva 1994, capitolo finale della serie Sky Original prodotta da Wildside sugli anni che hanno cambiato l’Italia tra Prima e Seconda Repubblica (con Stefano Accorsi, Guido Caprino, Miriam Leone). BESTSELLER MON AMOUR – Non si contano i titoli di ispirazione letteraria. A novembre è attesa su Fox LA GUERRA DEI MONDI coproduzione di Canal + e Fox Networks Group Europe & Africa, il nuovo adattamento del classico della fantascienza di H. G- Wells. La firma è di Howard Overman, che l’ha ambientato nell’Europa del giorno d’oggi. Nel cast spiccano Gabriel Byrne ed Elizabeth McGovern. Su laF arriva intanto a ottobre l’altra versione del bestseller, l’adattamento della Bbc curato da Peter Harness, miniserie in costume ambientata in Inghilterra durante il periodo edoardiano, tra il 1901 e il 1910, interpretata da Rafe Spall, Eleanor Tomlinson, Robert Carlyle e Rupert Graves. Su Sky da segnalare THE LOUDEST VOICE (prossimamente), dal libro di Gabriel Sherman The Loudest Voice in the Room, che partendo dalle testimonianze di oltre 600 persone ha inchiodato Roger Ailes a uno scandalo sessuale che ne ha travolto carriera e reputazione. Accanto al protagonista Russell Crowe, nel cast Naomi Watts, Sienna Miller e Seth MacFarlane. Sempre prossimamente sono annunciate HIS DARK MATERIALS, serie fantasy dalla trilogia omonima di Philip Pullman; ZEROZEROZERO, dal bestseller di Roberto Saviano: in primo piano, sistemi criminali diversi da loro, ma ugualmente violenti e assetati di potere; DIAVOLI, dal libro di Guido Maria Brera, con Patrick Dempsey e Alessandro Borghi rispettivamente ceo e head of trading della sede londinese di una grande banca Usa che finisce coinvolta in una guerra finanziaria internazionale.
Il signor Diavolo di Avati fa pauraIn sala il ritorno del regista al film gotico
23 agosto 201910:44
Il signor Diavolo di Pupi Avati, in sala in 200 copie distribuite da 01, fa paura ed è davvero un gran bel film che racconta, con la precisione dei dettagli (passione demoniaca per eccellenza), un’Italia che non c’è più: quella degli anni Cinquanta dove “i bambini erano immersi tra paura e sacralità”, dove la Democrazia Cristiana dominava e le automobili avevano ancora curve e carattere.
Siamo nell’autunno del 1952 in Veneto. Qui è in corso l’istruttoria di un processo per l’omicidio di un adolescente, considerato un demonio, ucciso da un coetaneo. Una cosa non da poco che vede coinvolta la Chiesa proprio alla vigilia delle elezioni politiche.
Furio Momentè (Gabriele Lo Giudice), ispettore del ministero, così non a caso parte per Venezia con la sola mission di tenere lontano dai guai ogni rappresentante del clero, ma l’inchiesta gli prende la mano.
Questa la storia. Carlo (Filippo Franchini), l’omicida, è un quattordicenne che ha per amico Paolino. La loro vita è serena fino all’arrivo di Emilio (Lorenzo Salvatori), un essere deforme figlio unico di una possidente terriera (Chiara Caselli) che si dice abbia sbranato a morsi la sorellina.
Paolino, nel momento di ricevere l’ostia, viene spintonato da Emilio tanto che questa cadendo a terra è involontariamente profanata da Paolino che la schiaccia. Questo solo l’incipit di tutta una serie di eventi sconvolgenti e demoniaci.
‘Il signor Diavolo’ tratto dall’ultimo romanzo omonimo (Guanda) di Pupi Avati, scritto, oltre che da lui, dal fratello Antonio e dal figlio Alvise e prodotto da Videa e Rai Cinema, e’ un ritorno ai demoni del passato del regista, al romanzo gotico e a quel ‘La casa delle finestre che ridono’ (1976) che è rimasto sempre nel suo cuore.
Comunque nessuna autobiografia: “Tranne per il fatto – dice Avati – che sono stato chierichetto, ho frequentato la Chiesa.
Il prete allora veniva visto come una figura intermedia, uno che recitava formule magiche, uno che dava le spalle ai fedeli durante la Messa. Insomma un mondo legato al fantastico in un tempo in cui c’era ben poco. Comunque un film di genere questo in un cinema italiano che non ne fa più perché si è schizzinosi e contano solo le commedie”.
Buone notizie sul fronte della biopic di Dante Alighieri, da anni sogno nel cassetto di Avati: “La sceneggiatura è in essere – e dovrebbe essere accolta da Rai Cinema nel 2021”.
Infine, nel cast de ‘Il signor Diavolo’ anche Lino Capolicchio, Cesare Cremonini, Gabriele Lo Giudice, Massimo Bonetti, Alessandro Haber, Andrea Roncato e Gianni Cavina.
Attesa per Romeo&Giulietta con PoluninCircolo Lgbt lo accusa omofobia e annuncia sit-in protesta
VERONA23 agosto 201915:50
– Cresce l’attesa a Verona per il debutto in Arena, il 26 agosto, del “Romeo&Giulietta” interpretato da due stelle mondiali della danza, Alina Cojocaru e Sergei Polunin, accompagnati da un cast di 20 ballerini.
Diretto dal coreografo e ballerino Johan Kobborg, lo spettacolo (ore 21.00) racconta, con la danza, una delle più belle e tragiche opere di Shakespeare, ed è realizzato in collaborazione con il “Festival della Bellezza” di Verona.
In Arena andrà in scena una versione originale e contemporanea della celebre tragedia musicata da Prokofiev, una messinscena “vibrante”, con al centro l’estro virtuoso di Polunin, danzatore che innova i canoni del balletto classico, circondato dall’alone delle rockstar. L’arrivo di Polunin a Verona non è privo di polemiche, innescate dal Circolo Pink, associazione per i diritti della comunità Lgbt, che accusa l’artista di posizioni “sessiste e omofobe” e che ha preannunciato per la sera di lunedì 26 un sit-in di protesta in Piazza Bra.
Palazzo Pitti e Boboli gratis il 27/8Per ricorrenza incoronazione a granduca di Cosimo I, nel 1569
FIRENZE23 agosto 201915:52
– Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli a Firenze a ingresso gratuito, martedì 27 agosto, in occasione della ricorrenza dell’incoronazione a granduca di Cosimo I, evento che segnò la nascita del Granducato di Toscana, avvenuta il 27 agosto del 1569. Il Granducato passò poi nel 1737, per la mancanza di eredi della famiglia Medici, agli Asburgo-Lorena che conservarono il potere, pur se con alcune interruzioni in epoca napoleonica e risorgimentale, fino all’unità d’Italia. Il 27 agosto, dunque, per tutto il giorno i visitatori potranno accedere liberamente ai musei accolti nell’imponente residenza rinascimentale di Palazzo Pitti: la Galleria Palatina, quella d’Arte moderna, gli appartamenti Imperiali e Reali, il Museo della moda e del costume, il Tesoro dei Granduchi. Ingresso gratuito anche al Museo delle porcellane e al Giardino di Boboli, dove è possibile ammirare, tra l’altro, la mostra ‘Tony Cragg a Boboli’.
Notte Taranta la musica della pizzica unisce i popoliElisa, Guè Pequeno anche Salif Keita. Dirige Mastrangelo tra pizzica e classica
MELPIGNANO (LECCE)24 agosto 201908:13
Passato e futuro a ritmo di tamburello in un viaggio musicale che unisce popoli e mescola culture. È il Concertone finale de La Notte della Taranta, stasera in scena a Melpignano (Lecce), con la conduzione del critico musicale Gino Castaldo e la partecipazione di Belén Rodríguez e Stefano De Martino, Giunto alla 22esima edizione, al Concertone sono attesi più di 150 mila spettatori. La scelta di Belén e De Martino è spiegata così da Carlo Freccero, direttore di Raidue che trasmetterà la serata in diretta: “In questo contesto, in questa chiave, era molto importante prendere i due personaggi più mediaticamente tarantolati e prenderli come soggetti a cui spiegare questo universo così antico, così misterioso, così meraviglioso e così ricco”. Sul palco allestito nel piazzale dell’ex convento degli agostiniani si esibiranno, con i 39 componenti delle orchestre Popolare La Notte della Taranta e Sinfonica Oles dirette dal maestro Fabio Mastrangelo, sei artisti che reinterpreteranno alcuni brani della tradizione salentina: Elisa, Guè Pequeno, Salif Keita, Enzo Avitabile, Alessandro Quarta e Maurizio Colonna. Quaranta brani e le 12 coreografie affidate a Davide Bombana accompagneranno il pubblico nella lunga notte di Melpignano. Elisa canterà in grico e in dialetto salentino e regalerà al pubblico una versione inedita di Luce. Incontro tra pizzica e rap per Guè Pequeno. Un Concertone che nella sua visione internazionale quest’anno abbraccerà le sonorità del continente africano con Salif Keita, in brani che parlano di un legame profondo tra il Salento e il continente africano, due terre che guardano lo stesso mare che oggi si danno la mano e che respirano lo stesso vento. “È la musica che unisce i continenti” ha detto l’artista. Mescolanza di suoni tra Napoli e il Salento con Enzo Avitabile che ricontestualizzerà il brano U Pecuraru sulla violenza sulle donne. Alessandro Quarta con il suo Stradivari interverrà su La Coppula con Guè Pequeno e Antonio Amato su Pizzica Indiavolata e porterà l’inedito Lu Core Miu scritto per La Notte della Taranta. Il virtuoso della chitarra Maurizio Colonna eseguirà accompagnato dai tamburelli e dalle percussioni dell’Orchestra il suo brano Taranta. La direzione artistica è di Daniele Durante. “Il ritmo della Taranta è un po’ il cuore di Puglia, il cuore d’Italia. Una delle prime cose che ti dicono quando arrivi qui è di sintonizzare il battito della musica con il battito del cuore, perché sono la stessa cosa, capace di tenere insieme culture e idee diverse senza nessun limite” ha dichiarato il presidente della Regione, Michele Emiliano. Massimo Manera, presidente della Fondazione La Notte della Taranta, ha ricordato il lungo viaggio, iniziato il 3 agosto, che si concluderà domani sera: “abbiamo attraversato 20 paesi, 50 piazze e coinvolto circa 500 musicisti. Attraverso la musica – ha aggiunto – diffondiamo il messaggio della salvaguardia ambientale”. Tema centrale dell’evento sarà infatti la tutela dell’ambiente. In collaborazione con Intesa Sanpaolo e Legambiente, la Fondazione La Notte della Taranta promuoverà, durante la diretta televisiva, la raccolta fondi per la campagna #RigeneriAMOlaNatura che consentirà di rendere accessibili 4 oasi del Mezzogiorno d’Italia. Per una notte la piazza di Melpignano sarà anche ‘plastic free’ grazie a erogatori di acqua pubblica appositamente installanti nell’area dell’evento. “La tutela dell’ambiente, soprattutto al Sud, – ha detto Maurizio Zanchi di Intesa Sanpaolo – è molto importante perché consente anche sviluppo economico e turistico”.
Jova Beach Party,Montesilvano si preparaAttesi 33mila.Sindaco,parcheggi e navette grazie a Comuni vicini
MONTESILVANO (PESCARA)23 agosto 201916:45
– Saranno 33mila le persone autorizzate ad accedere al ‘Jova Beach Party’ in programma a Montesilvano (Pescara) il prossimo 7 settembre, data che consentirà di recuperare in Abruzzo l’evento annullato a Vasto (Chieti) previsto nel tour di Jovanotti il 17 agosto scorso. “Per noi sarà una data epocale – ha detto in conferenza stampa il sindaco Ottavio De Martinis – È una vittoria per la città e l’Abruzzo, e ringrazio i sindaci dei comuni limitrofi”.
Individuati 4800 parcheggi a Montesilvano, zona Cormorano, Porto Allegro, Warner Village, via Cavallotti. Pescara ha messo a disposizione 4800 posti in zona Aurum, parcheggio stadio, via Breveglieri aree di risulta. Da Pescara le navette porteranno al piazzale del PalaRoma da dove a piedi si arriverà all’area concerto. Per i bus parcheggio Ibisco a Città Sant’Angelo (Pescara). Il lungomare di Montesilvano sarà chiuso il 7 settembre da via Maresca a via Arno. Divieto di balneabilità dalle 19 il giorno dell’evento. Dalle 14 accesso all’area concerto.
Cetona ricorda Ceronetti in suo teatroIl 24/8 spettacolo dedicato a drammaturgo in paese toscano
CETONA (SIENA)23 agosto 201918:01
– Guido Ceronetti rivive a Cetona (Siena) a quasi un anno dalla sua scomparsa, avvenuta il 13 settembre del 2018, e nel giorno del suo compleanno (era nato il 24 agosto 1927). Infatti domani, alle ore 21, al Teatro dei Sensibili, fondato proprio da Ceronetti e dalla moglie Erica Tedeschi, va in scena lo spettacolo ‘Ceronettiade’. Sul palco, grazie agli attori Luca Maceri, Elena Molos, Valeria Sacco e Filippo Usellini, rivivrà lo spirito del poeta e drammaturgo, i suoi ‘delirii’ e le sue ‘visioni’. Il Teatro dei Sensibili nasce nel 1970. Fondato da Ceronetti e dalla moglie, era inizialmente destinato ad esibirsi di fronte a pochi intimi, tra cui importanti registi e scrittori. Diventa poi itinerante e aperto al pubblico, raccogliendo intorno a sé una compagnia di giovani attori. Protagoniste le sue celebri marionette Ideofore.
SoS, Villa Pollio Felice è una latrinaPer associazione ‘grave degrado sito di Capo di Sorrento’
NAPOLI23 agosto 201918:02
– “La spiaggia libera della ‘Regina Giovanna’, nel meraviglioso sito ambientale del Capo di Sorrento è priva di bagni ma a questa gravissima mancanza i frequentatori sopperiscono usando i resti abbandonati della villa imperiale marittima attribuita al patrizio romano Pollio Felice”. Questa la denuncia contenuta in una nota trasmessa al Ministero per i Beni Culturali dall’architetto Antonio Irlando, responsabile di “Osservatorio Patrimonio Culturale”, dove si fa riferimento anche “al grave danno di reputazione per l’Italia che mostra il desolante scenario di abbandono del patrimonio archeologico di un luogo frequentato specie da turisti esteri”. Nel documento viene illustrato, anche con immagini, “un quadro complessivo di assoluto degrado del monumento, privo di custodia e di azioni manutentive di tutela da molti anni, lasciando spazio sull’intonaco antico a vasti disegni vandalici e graffiti”.
Inoltre, c’è “rischio per l’incolumità dei numerosi frequentatori del luogo balneare”.
Elisa, Salento viaggio nelle mie radici’Mio padre era di Gallipoli, la musica di qui avvicina le genti’
MELPIGNANO (LECCE)23 agosto 201918:47
– Un viaggio nelle sue radici, dopo aver scoperto, solo un anno fa, che suo padre era salentino. Così Elisa, cantautrice triestina 41enne, che salirà domani sera sul palco di Melpignano per il Concertone finale de La Notte della Taranta, trasmesso in diretta da Rai2 condotto da Gino Castaldo con la partecipazione di Belen e Stefano De Martino, ha trovato l’origine del ritmo che ha dentro da bambina. “Questo momento in Salento sembra come un viaggio studio – racconta – perché lo sto capendo meglio. Per me è una cosa molto forte, perché tutta la mia parte del Sud la sento molto, perché sono radici che non conosco bene ma che per Dna mi sono state trasmesse, perché mio papà suonava tantissimi strumenti senza aver mai studiato e io ero uguale da piccola e quindi mi riconosco, adesso vedo il perché”. I ritmi del Salento hanno stregato la cantautrice triestina per il loro “essere aperti, tolleranti, fertili e non erbacce cattive”.
Hit parade, in vetta Machete Mixtape 4Seconda, terza e quinta posizione per gli album di Ultimo
23 agosto 201920:07
E’ ancora Machete Mixtape 4, mixtape del collettivo italiano Machete Crew, uno dei collettivi piu’ longevi d’Italia di cui fanno parte Salmo, Slait, Hell Raton, Nitro, Dani Faiv e Jack The Smoker, e alcuni artisti ospiti, come Fabri Fibra, Ghali, Tedua, Lazza, Gemitaiz e Izi, a rimanere in testa alla classifica dei dieci album piu’ venduti della settimana che va dal 9 al 15 agosto, secondo le rilevazioni Fimi/Gfk. Segue Ultimo con Colpa delle favole stabile al secondo posto (è in classifica da 20 settimane), con l’album Peter Pan sul terzo gradino (80 settimane in lista) e con Pianeti che risale dall’ottavo al quinto posto (presente da 77 settimane). Quarta posizione per Playlist di Salmo, che registra 41 settimane di presenza nella hit parade.
Primo tra i vinili The dark side of the moon dei Pink Floyd, seguito da Western stars di Bruce Springsteen e da Anima di Thom Yorke. In testa ai singoli piu’ scaricati Una volta ancora di Fred De Palma con Ana Mena.
Morto l’attore Carlo Delle PianeAveva 83 anni. Recitò al fianco di Sordi, Totò e De Sica
24 agosto 201900:58
– E’ morto a Roma all’età di 83 anni l’attore Carlo Delle Piane. Ne dà notizia la moglie, Anna Crispino.
L’attore aveva da poco festeggiato i 70 anni di carriera, durante i quali aveva lavorato con alcuni dei più importanti registi e attori, ricordando i molteplici successi al fianco di Alberto Sordi, Aldo Fabrizi, Totò, De Sica e molti altri ancora, fino al fortunatissimo decennio con Pupi Avati.
Ciak a Courmayeur per DiabolikA partire dal 30 settembre. Ad ad Aosta casting per comparse
AOSTA22 agosto 201915:53
E’ previsto per il 30 settembre prossimo il primo ciak a Courmayeur del film Diabolik, diretto Manetti Bros e prodotto Mompracen. Le riprese proseguiranno ai piedi del Monte Bianco l’1 e il 2 ottobre. E’ quanto riferisce la Film Commission della Valle d’Aosta. Protagonisti saranno Luca Marinelli (Diabolik), Miriam Leone (Eva Kant) e Valerio Mastandrea (ispettore Ginko). Nel frattempo il 3 e il 4 settembre, al teatro Splendor di Aosta, si svolgerà il casting per comparse e figurazioni speciali.
I 50 anni di Favino, privilegio recitareEclettico e sex symbol, atteso in Hammamet e nel nuovo Muccino
22 agosto 201915:29
– Pierfrancesco Favino festeggia 50 anni. Nato il 24 agosto del 1969, l’eclettico attore ha raggiunto questo ultimo anno anche una piena maturità professionale, interpretando al cinema due personaggi ‘carismatici’: il pentito della mafia Tommaso Buscetta, nel film di Marco Bellocchio “Il Traditore”, presentato a Cannes 2019, dove ha ottenuto un consenso internazionale unanime (potrebbe essere il film italiano per gli Oscar) e l’ancora inedito Bettino Craxi nell’atteso “Hammamet”, di Gianni Amelio.
“Non posso in realta’ parlare ne’ dell’uno ne’ dell’altro – spiega l’attore – sono personaggi troppo grandi per me, ma il privilegio di averli interpretati entrambi nello stesso anno con due grandi registi e’ una cosa davvero meravigliosa”. Ed è uno dei quattro protagonisti del nuovo film di Gabriele Muccino “I miei migliori anni”, in sala per San Valentino 2020, storia di quattro amici raccontata nell’arco di quarant’anni, dal 1980 ad oggi, dall’adolescenza all’eta’ adulta.
Il Re Leone, debutto record in Italia con 3 milioniNel mondo è al secondo posto dopo Avengers
22 agosto 201915:52
Debutto da record, quasi tre milioni di euro, per l’uscita nelle sale italiane, 900 circa, del film Disney Il re Leone, live action, ossia peli e ossa, a 25 anni dal cartoon amato da tutti i bambini e vincitore di due Oscar.
Il nuovo Re Leone, secondo i dati Cinetel di ieri, ha incassato 2 milioni 943 mila euro circa, con oltre 432 mila biglietti staccati. Il film è attualmente al secondo posto (dopo Avengers: Endgame) tra i film di maggiore incasso del 2019 nel mondo con 1 miliardo 440 milioni 785 mila dollari e al nono posto (secondo i dati di Box Office Mojo) nella classifica di tutti i tempi, guidata dai supereroi dell’ultimo Avengers.
Allen apre Deauville dopo no di AmazonDal 10 ottobre in Italia. Weinstein, si avvicina il processo
NEW YORK23 agosto 201911:47
Mentre per Harvey Weinstein si avvicina il giorno del giudizio, Woody Allen, all’indice su Amazon, si e’ preso una rivincita: la sua ultima commedia romantica, “Un Giorno di Pioggia a New York”, aprirà il 6 settembre il festival di Deauville prima di venire distribuito in autunno in una serie di paesi tra cui l’Italia. Girato nel 2017, il film con Timothée Chalamet, Elle Fanning, Selena Gomez e Jude Law, era caduto vittima delle polemiche ispirate dal movimento #MeToo dopo le accuse di molestie rilanciate dalla figlia adottiva di Allen, Dylan Farrow. Amazon, che per contratto avrebbe dovuto distribuire la pellicola, aveva scaricato il regista che a sua volta aveva fatto causa chiedendo danni per 68 milioni di dollari. L’uscita in Italia dal 10 ottobre avviene sotto l’ombrello della casa di distribuzione Lucky Red che aveva portato nelle sale nel 2017 “La ruota delle meraviglie” con Kate Winslet: l’ultimo film del regista che aveva visto la luce prima delle nuove polemiche. Si era ipotizzata anche la ribalta alla Mostra del cinema di Venezia (28 agosto – 7 settembre) ma, rammaricato, il direttore del festival Alberto Barbera aveva detto “lo avrei voluto ma hanno preferito un’uscita senza clamori”.
“Un giorno di pioggia” racconta la storia di due giovani che arrivano a New York per un fine settimana e include un filo narrativo in cui un uomo piu’ anziano (Jude Law) ha una relazione con la ragazza (la Fanning aveva 19 anni all’epoca della produzione). Allen ha sempre negato le accuse di Dylan, ma, sull’onda del movimento #MeToo, molti attori tra cui Chalamet e la Gomez avevano fatto mea culpa per aver lavorato con lui e donato i loro guadagni alla causa del movimento contro le molestie.
Non cosi’ Jude Law che nel gennaio 2018 aveva giudicato “una vergogna” il fatto che “Un giorno di pioggia” non dovesse mai vedere la luce. Da allora, mentre le polemiche legate al #MeToo sembrano aver perso slancio, accordi di distribuzione sono stati conclusi anche in Polonia, Francia, Hong Kong, Grecia Turchia e Spagna, mentre Allen ha finito di girare in Spagna il nuovo film ambientato al festival del cinema di San Sebastian con Gina Gershon e Christoph Waltz (e non sono mancate proteste durante le riprese).
Se per Woody le cose sembrano dunque mettersi meglio, per Harvey Weinstein si avvicina il giorno del processo. Il caso contro il produttore dovrebbe andare in aula il 9 settembre a Manhattan ma l’ex boss di Miramax ha chiesto di trasferire il processo per molestie sessuali e stupri fuori da New York affermando che l’intensa attenzione dei media nei suoi confronti rende impossibile trovare in città una giuria imparziale.
“Undicimila menzioni del caso solo su Page Six, l’irriverente rubrica di gossip del New York Post”, hanno protestato i legali argomentando che “New York e’ l’ultimo posto al mondo dove il nostro cliente potrebbe ricevere un processo equo”.
Fantasmi, grandi navi e futuro a Marghera /trailer esclusivoAndrea Segre fuori concorso con Il pianeta in mare
23 agosto 201911:47
Il ‘cuore meccanico’ della Laguna di Venezia, “che da cento anni non smette di pulsare”: ‘fantasmi, ritmi, persone e vite nel complesso industriale e portuale di Marghera tracciano i contorni in Il pianeta in mare, documentario di Andrea Segre, fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia (28 agosto – 7 settembre) per poi arrivare in sala dal 26 settembre distribuito da Zalab Film, anche coproduttore con Rai Cinema e in associazione con Luce Cinecittà. Il film non fiction, come rivela il trailer, ci porta in un’area industriale di oltre 2000 ettari (è fra le più grandi d’Europa) dove lavorano operai di oltre 60 nazionalità. Una macchia di grigio, fumo, e i colori di centinaia di container scaricati dalle navi intercontinentali. La natura, intanto, lentamente prova a riappropriarsi degli spazi delle fabbriche dismesse, come il complesso petrolchimico. Squarci diventati spettrali fra acciaio, vetro e cemento armato, percorsi nel documentario da chi ha lottato, anni prima, anche con proteste eclatanti, come il presidio in cima a una torre dello stabilimento, a 150 metri d’altezza: tutto in difesa di un posto di lavoro, costato a molti, negli anni, la salute. Un viaggio tra alti forni, ciminiere delle raffinerie e gli enormi cantieri in fibrillazione per le grandi navi, dove squadre composte anche da molti immigrati, allestiscono eleganti cabine di prima classe e arredi dal lusso plastificato. Un luogo che guarda anche al futuro, con progetti di riqualificazione come quello di Vega (VEnice GAteway for Science and Technology), uno dei più importanti Parchi Scientifico-Tecnologici in Italia, diventato casa di aziende 2.0, nel pieno dell’economia globale, con gli uffici pieni di operatori ai computer. Si guarda contemporaneamente al passato con il materiale d’archivio, proveniente dall’Archivio Storico Istituto Luce Cinecittà e Aamod – Archivio Audiovisivo Del Movimento Operaio E Democratico e al presente con le vite quotidiane, fra gli altri, di nuovi ‘abitanti’ come gli immigrati, che lavorano nei cantieri ma cercano di tenere vivo il contatto con le famiglie lontane; figure di riferimento come Violetta detta Viola, proprietaria dell’ultima trattoria, popolata di giorno di operai e la sera di famiglie e anziani; i camionisti che ricordano i bei tempi andati nei quali ‘si guadagnava’ e i due giovani proprietari di un’impresa d’ultima generazione, tanto cosmopoliti quanto legati alle loro radici. “Le tante ferite e le tante crisi che hanno attraversato questa zona industriale, come molte altre in Italia, hanno costruito una grande rimozione nazionale. Crediamo che in quegli spazi non ci sia più nulla, più nessuno- dice Andrea Segre nelle note di produzione – . Invece non è così. Un regista di cinema documentario ha un importante compito: portare le persone lì dove non possono o non vogliono entrare. Il Pianeta in mare nasce per questo”.
Verdone cittadino onorario di AnzioIl 30 agosto a Villa Adele film e cerimonia per grande regista
23 agosto 201916:05
– Carlo Verdone cittadino onorario di Anzio. Cerimonia di conferimento il 30 agosto a Villa Adele nel corso di una serata evento di beneficenza in cui il regista si racconterà in un colloquio pubblico con il critico e regista cinematografico, Mario Sesti. “Insieme al nostro Carlo Verdone – afferma il Sindaco di Anzio, Candido De Angelis – siamo riconoscenti al giornalista e critico cinematografico Mario Sesti, che sarà parte attiva in un evento che rimarrà nella storia della nostra Città. Il Rinascimento Culturale di Anzio prosegue, con il coinvolgimento attivo di figure di altissimo profilo del cinema e del giornalismo italiano”. Come è noto anche Roger Waters è cittadino onorario della città tirrenica.
Al Teatro di Villa Adele, il 30 agosto, Mario Sesti, tra una pellicola e l’altra, intervisterà Carlo Verdone sull’amore per Anzio, su alcuni episodi significativi dei magnifici anni sessanta, rimasti nel cuore del regista che tornerà nella città della sua libera giovinezza.
Omaggio a Caligari, l’outsider cultIn concorso a Classici la parabola del regista di Amore Tossico
23 agosto 201920:08
Caligari non era uno che ci sapeva fare con le cose della vita e lo sapeva.”Muoio come uno stronzo: ho fatto solo tre film” diceva prima di morire, come ricorda più volte Valerio Mastandrea in ‘Se c’è un aldilà sono fottuto. Vita e cinema di Claudio Caligari’ di Simone Isola e Fausto Trombetta in Concorso a Venezia Classici Documentari alla 76a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (28 agosto – 7 settembre) . E fa così davvero impressione vedere l’autore di un capolavoro assoluto come ‘Amore tossico’, un regista timido, di poche parole e mai davvero valutato per quanto meritava davvero, mettere mano alla sua ultima opera ‘Non essere cattivo’, quando era ormai malato terminale (morirà a 67 anni appena finito il montaggio). Borsalino nero, voce rotta e fioca per il male, cappotto scuro e un immancabile sciarpa Burberry, vediamo nel docu Caligari muoversi piano piano sul set, come un fantasma, occhi tristi e assistenza affettuosa da parte da quel Mastandrea vero motore di questa sua ultima opera. Da lui sul set solo pochi cenni per far capire se le cose andavano bene o dovevano essere cambiate. E, va detto, che gran parte del documentario si svolge proprio sul set di ‘Non essere cattivo’ con le immagini e i ricordi di attori e tecnici. Di scena anche alcune interviste di repertorio del regista da giovane che difende il suo ‘Amore tossico’, passato proprio al Lido e difeso allora da Marco Ferreri che dice in una intervista: “l’invidiavo perché quel film l’avrei voluto fare io”. Ma al centro del documentario anche ovviamente il singolare destino di questo regista nato rivoluzionario, ma salvato dalle Brigate Rosse grazie al cinema (“Ero convinto che se fai la guerriglia in un paese col capitalismo avanzato, è chiaro che avresti perso”) che, dopo molti documentari sociali, si è messo a raccontare la tossicodipendenza di un gruppo di giovani di Ostia nel suo primo film, ‘Amore tossico’, presentato alla Mostra di Venezia nel 1983. E questo anche nel segno che:”La droga è una tragedia storica, ma è anche l’unico consumo concesso dal capitalismo”. Tornato dietro la macchina da presa, solo quindici anni dopo, nel 1998, Caligari porta sullo schermo la violenza di una banda di rapinatori romani con ‘L’odore della notte’ con Giorgio Tirabassi, Marco Giallini e Valerio Mastandrea. Tra le molte testimonianze, la più commovente è sicuramente quella della madre del regista, Adelina Ponti ora novantasettenne, che racconta come il figlio, appena finito ‘Non essere cattivo’, ovvero pochi giorni di morire, tornò a casa, tanto stanco quanto contento, rassicurandola con la frase: “Ora ho altri tre film da fare”. In realtà, come spiega sempre la madre nel film, di sceneggiature pronte ne aveva ben trenta, tutte rifiutate. “Pochi incontri non possono bastare a carpire l’essenza di un uomo di 67 anni, con un intenso vissuto alle spalle – dicono i registi Isola e Trombetta nelle loro note -. Le impressioni che si traggono non possono che essere parziali, magari lontane dalla realtà. Non è stato dunque tra gli obiettivi del nostro lavoro rispondere ai soliti quesiti, al perché Claudio Caligari si sia ritrovato più o meno coscientemente ai margini del sistema cinematografico, indagare sui torti subiti e sui mancati riconoscimenti. Ora più che mai sono i film a parlare di lui e a farcelo conoscere”.
Morto l’attore Carlo Delle PianeAveva 83 anni. Recitò al fianco di Sordi, Totò e De Sica
24 agosto 201908:59
E’ morto a Roma all’età di 83 anni l’attore Carlo Delle Piane. Ne dà notizia la moglie, Anna Crispino.
L’attore aveva da poco festeggiato i 70 anni di carriera, durante i quali aveva lavorato con alcuni dei più importanti registi e attori, ricordando i molteplici successi al fianco di Alberto Sordi, Aldo Fabrizi, Totò, De Sica e molti altri ancora, fino al fortunatissimo decennio con Pupi Avati.Ancora provato dall’emorragia cerebrale che lo ha colpito nel gennaio 2015 e che lo aveva portato fino al coma, aveva festeggiato con l’amorevole moglie, la cantante Anna Crispino, i 70 anni di carriera lo scorso anno alla mostra sel cinema di Pesaro. 110 film all’attivo, di cui una quindicina sotto la direzione del suo grande amico Pupi Avati, Delle Piane aveva realizzato il suo primo film quando aveva solo 12 anni. “Ero alle medie al Pio XI di Roma e lì arrivarono gli assistenti del regista Duilio Coletti che cercavano tra gli alunni i ragazzi per il film Cuore. Io, che ero sempre all’ultimo banco e non andavo troppo bene a scuola, non capivo chi fossero, pensavo che stessero per interrogarmi e quasi mi nascondevo. Ma fui scelto, anche se allora sembravo un extraterrestre piccolo e con le gambe sottili sottili. Da allora mi ritrovai a lavorare con grandi artisti, ma non davo loro importanza, per me il cinema era un modo per non andare a scuola e mettermi qualche soldo in tasca”, raccontava.
Un film dietro l’altro per lui, in genere commedie brillanti ed ha recitato con tutti, Sordi, Totò, Gassman, Fabrizi, diretto da De Sica, Vadim, Steno, Monicelli, Polanski e Corbucci. Ma il suo grande amico è stato Aldo Fabrizi, “uno non troppo amato dai colleghi per la sua schiettezza. Ho fatto con lui La famiglia Passaguai e poi Rugantino di Garinei e Giovannini. Mi ricordo poi che Fabrizi usava svuotare un rosetta e riempirla di rigatoni al sugo. Era fatto così”. Suo attore di riferimento Buster Keaton: “Volevo essere come lui. Mi piaceva la sua asciuttezza nella recitazione, la sua maniacalità nel sottrarre”. Infine per Carlo Delle Piane la terapia per tutto, anche per la sua idiosincrasia nell’essere toccato, stava nel lavoro: “Quando sono sul set faccio tutto tocco abbraccio apro le porte”.
