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I ‘Sentieri selvaggi’ di Aldo Martina
Un canzonario faunistico tra divulgazione e creatività
25 agosto 2019 12:04
ALDO MARTINA, SENTIERI SELVAGGI (EDIZIONI DEL FARO, PP 202, EURO 17.00). Aquila reale e allocco, merlo acquaiolo e picchio rosso maggiore, ghiandaia, cinciallegra, scoiattolo, fino alla lucciola, alla cicindela dei prati, agli enigmatici sirfidi: sono i protagonisti di una micro-epopea della vita che si ripete sempre uguale e sempre diversa, raccontata dal naturalista Aldo Martina nel suo nuovo libro, ‘Sentieri selvaggi’, dove compare anche il ciclone Vaia. Pubblicato da Edizioni del Faro, con la prefazione del sociologo Stefano Albergoni, ideatore di Ambiente Trentino, il libro è disponibile anche nei bookstore online. E’ una sorta di canzonario faunistico scritto tenendo insieme “il rigoroso scopo divulgativo e una buona dose di creatività” spiega Albergoni. Seguendo il ritmo delle stagioni, Martina ci fa compiere il viaggio di “Un anno in Val Canali, tra Villa Welsperg e le Pale di San Martino” in cui l’esplorazione intimistica, la passione per la natura e l’ambiente si uniscono alla scoperta di un territorio tra i più preziosi e segreti delle Dolomiti trentine, quello ai piedi delle Pale di San Martino e dell’antica Villa che rappresenta la sua “capitale morale”. Ed è proprio nel circoscritto ecosistema rappresentato dai pochi ettari di Villa Welsperg e dei suoi immediati dintorni che si svolge l’avventura raccontata da Martina in questo sua seconda opera letterario- divulgativa.
Il racconto in prima persona si alterna all’approfondimento scientifico mettendo in scena le variazioni visive, emotive sonore che, dalle nevi invernali all’esplosione primaverile, dall’estate alla transizione autunnale, hanno come protagoniste le più varie forme di vita animale. C’è anche il resoconto della visita notturna di una scolaresca di prima media nei boschi della Val Canali in questo percorso di scoperta che evoca atmosfere fiabesche senza rinunciare al rigore scientifico. Romano, ma ormai trentino d’adozione, Martina è laureato in Scienze naturali alla Sapienza di Roma, ha lavorato per vari enti, sia pubblici che privati, in ambito faunistico e nella didattica ambientale. Da diversi anni vive nella Valle del Primiero.
Nel suo primo libro, ‘Nella selva oscura’, un piccolo trattato di divulgazione ambientale, aveva ripercorso le sue esperienze professionali ed emotive a tutela delle innumerevoli risorse faunistiche della nostra penisola, alcune esilaranti, a partire da quelle giovanili di birdwatching dal balcone di casa. In ‘Sentieri selvaggi’ “ci propone una seconda opera più libera, dove la natura prende decisamente il sopravvento” come sottolinea Albergoni.
L’Ospite, uomo in crisi da un divano all’altroSecondo film per il regista Duccio Chiarini. In sala dal 22/8
25 agosto 201912:17
Guido pensa di avere una vita tranquilla fino a quando, in un pomeriggio d’inverno, un imprevisto sotto alle lenzuola non arriva a turbare la sua relazione con la fidanzata Chiara. Diretti in farmacia per comprare la pillola del giorno dopo, Guido propone alla sua ragazza di non prenderla e Chiara si trova costretta a confessare i suoi recenti dubbi sul loro rapporto. È l’inizio della crisi e Guido è presto costretto a fare le valigie e ad andarsene di casa, ma per andare dove? Incapace di stare da solo, chiede ospitalità nelle case dei genitori e degli amici più cari trovandosi a naufragare da un divano all’altro nell’insolito ruolo di testimone delle loro vite e dei loro grovigli amorosi.
Diretto da Duccio Chiarini alla seconda prova con un lungometraggio dopo Short Skin, L’Ospite, sarà distribuito da Mood Film in alcune sale italiane dal 22 agosto.
Nel cast Daniele Parisi, Silvia D’Amico, Anna Bellato, Thony, Sergio Pierattini, Milvia Marigliano, Daniele Natali, Guglielmo Favilla, con la partecipazione del cantautore Brunori Sas, “Premio Pimi Speciale Mei”, miglior artista indipendente del 2017, che dona al film la canzone originale inedita, intitolata “Un errore di distrazione”, interpretata dal vivo in un cammeo.
L’Ospite è prodotto da Mood Film in coproduzione con Cinedokke e House On Fire con Rai Cinema e Rsi Radiotelevisione Svizzera in associazione con Relief e Bravado Film, con il sostegno di Regione Lazio, Mibact, Eurimages, Ufficio Federale Della Cultura, Fondo di Co-sviluppo Italia-Francia Mibact-Cnc e Torino Film Lab, in collaborazione con Wildside.
Di seguito l’elenco delle città e delle sale in cui sarà possibile vedere il film. Il 22 agosto a Roma al Giulio Cesare, Nuovo Olimpia, Eurcine, a Milano al Mexico, a Torino al Romano e all’ Eliseo, a Bologna all’Odeon, a Genova al Sivori, al Padova al Porto Astra, a Venezia a Rossini. Dal 23 agosto a Treviso al Corso. Dal 29 agosto a Torino al Massimo. Dal 3 settembre a Firenze allo Stensen.
Notte Taranta: in 200mila al ConcertoneBelén scatenata balla la pizzica, ballo forse Patrimonio Unesco
MELPIGNANO (LECCE)25 agosto 201912:23
In 200 mila hanno ballato la pizzica fino alle 2 del mattino al Concertone di Melpignano che ieri ha chiuso la Notte della Taranta. Dalle 22.40 in diretta su Raidue con la conduzione del critico musicale Gino Castaldo, affiancato dalla coppia Belen Rodríguez e Stefano De Martino, il Concertone ha fatto letteralmente saltare a ritmo di tamburelli gli spettatori arrivati da tutta Europa. Per il brano finale, Calinitta, sono saliti sul palco anche i tre conduttori e Belén, a piedi nudi, ha ballato la pizzica. Con le Orchestre Popolare e Sinfonica, dirette dal maestro Fabio Mastrangelo, hanno eseguito alcuni dei 40 brani della tradizione salentina proposti nel corso della serata gli artisti Elisa, che ha regalato al pubblico anche una inedita versione di Luce, il rapper Gué Pequeno, Enzo Avitabile, il cantante africano Salif Keita, il violinista Alessandro Quarta e il chitarrista Maurizio Colonna, accompagnati dalle 12 coreografie del Corpo di Ballo de La Notte della Taranta. “Sulla pizzica patrimonio Unesco ci stiamo lavorando” ha detto Massimo Manera, presidente della Fondazione La Notte della Taranta, sottolineando il successo di questa 22esima edizione. “Abbiamo riempito in venti giorni 50 piazze di venti comuni del Salento con 500 artisti” ha ricordato. E’ stato un successo in piazza, ma anche in Tv e sui social network. La diretta su Rai 2, in seconda serata ha registrato il 6,5 % di share. Sulla pagina facebook che conta 180 mila follower, il Concertone è stato seguito da 1,5 milioni di utenti dalle 19:45 alle 02:30.
La mansio romana su Google Street ViewScavi in corso datazione reperti via collegamento Roma-Spagna
SAN BARTOLOMEO AL MARE25 agosto 201914:48
– Le immagini sferiche della ‘mansio romana’, il sito archeologico di San Bartolomeo al mare (Imperia), dove è stata scoperta un’antica ‘area di servizio’ del I-II secolo dC lungo l’allora via Julia Augusta, sono state inserite in Google Street View, il portale che permette agli utenti di vedere parti di varie città del mondo, al livello del terreno. Lo comunica Wepesto, l’associazione di promozione del territorio ligure, promotrice dell’iniziativa, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e del Paesaggio. Gli scavi, che sono tutt’ora in corso sotto la direzione dell’Università di Genova per datare i reperti, riguardano l’antica via Julia Augusta che collegava Roma alla Penisola Iberica.
Da Ozpetek a Monicelli, cinema a teatroIn arrivo una stagione di film in palcoscenico
25 agosto 201920:49
La grande curiosità è sicuramente per il ”debuttante” Ferzan Ozpetek. Ma anche per un interprete e regista mai scontato come Vinicio Marchioni, a tu per tu con Totò. O per Alessandro Gassmann, che dopo il successo di ”Qualcuno volò sul nido del cuculo”, pesca a piene mani da uno dei più bei film di Marlon Brando. È lo scambio continuo tra cinema e palcoscenico, che anche nella prossima stagione teatrale ispira autori, spettacoli e produzioni. E questo mentre in concorso a Venezia c’è Il sindaco del Rione Sanità di Eduardo, diventato film con la regia di Mario Martone.
A cominciare, appunto, da Ozpetek, del quale a novembre si aspetta l’uscita in sala del nuovo ”La dea bendata” con Stefano Accorsi ed Edoardo Leo. Ma che, intanto, dopo essersi misurato in scena con l’opera lirica tra l’Aida e La traviata, firma anche la sua prima regia teatrale di prosa, riprendendo, dieci anni dopo, ”Mine vaganti”. Grande successo di pubblico e critica nel 2010 (2 David, di Donatello, 5 Nastri d’argento, 4 Globi d’oro, Premio speciale della giuria al Tribeca Film festival di New York), lo spettacolo debutterà all’Ambra Jovinelli di Roma a febbraio, con Arturo Muselli e Giorgio Marchesi nei panni dei due fratelli leccesi (il giovane Tommaso che torna a casa per confessare la sua omosessualità, e Antonio, che lo brucia sul tempo rivelando la propria), Francesco Pannofino nel ruolo del padre Vincenzo Cantone (che al cinema fu Ennio Fantastichini) e Paola Minaccioni come sua moglie Stefania. Tra i primi a debuttare nella nuova stagione è però Geppy Gleijeses, trasformato da Andrei Konchalovsky nel Salieri di ”Amadeus”, la piece di Peter Shaffer che ispirò il film di Milos Forman. Nei panni dell’irrequieto genio del Don Giovanni, Lorenzo Gleijeses (debutto, Quirino di Roma a novembre). È ancora Konchalovsky, poi, a firmare ”Scene da un matrimonio” dal film di Ingmar Bergman, che torna in scena con Julia Vysotskaya e Federico Vanni (novembre all’Eliseo di Roma). Si concede un piccolo lusso Valerio Binasco, scegliendo la commedia e il ”gioco” perfetto di ”Rumori fuori scena” di Michael Frayn, ovvero il teatro che svela se stesso con una sgangherata compagnia di attori in prova, negli anni diventato film con Michael Caine (debutto, 7 ottobre al Carignano di Torino).
Arriva sotto Natale ”I soliti ignoti”, capolavoro di sceneggiatura di Mario Monicelli, Suso Cecchi D’Amico e Age e Scarpelli, che conquistò due Nastri d’argento e la candidatura per l’Oscar al film straniero, oggi nelle mani di Vinicio Marchioni, su adattamento di Antonio Grosso e Pier Paolo Piciarelli (debutto a dicembre, Ambra Jovinelli Roma). ”Una storia che è il ritratto di un’Italia e un’italianità che non ci sono più e che invece ci hanno reso uno dei paesi più grandi al mondo”, dice Marchioni, che in scena vestirà i panni di Peppe er Pantera, al tempo Vittorio Gassman, pugile suonato che va puntualmente al tappeto, ma dalle inattese doti di seduttore.
Nel cast, anche Giuseppe Zeno. Sempre a dicembre, anche il ritorno di ”Fronte del porto” che Alessandro Gassman ha tratto dalla pellicola da otto Oscar di Elia Kazaan trasportando la vicenda nella Napoli di quarant’anni fa (tournée al via da dicembre dall’Argentina di Roma). E ancora, Filippo Dini e Arianna Scommegna sono scrittore-vittima e casalinga-carnefice di ”Misery”, come nel film tratto dal romanzo di Stephen King (da novembre). Tra cinema, romanzi e serie tv, c’è anche ”Sherlock Holmes e i delitti di Jack lo Squartatore” con Giorgio Lupano, Francesco Bonomo, Rocio Munoz Morales (da febbraio). Dopo trent’anni Giampiero Ingrassia torna ad interpretare il ruolo di Seymur ne ”La piccola bottega degli orrori”, spettacolo dal film del 1960 di Roger Corman (debutto, Sala Umberto di Roma a dicembre). Mentre il nuovo ”Full Monty” con la regia di Massimo Romeo Piparo e nel cast Luca Ward, Paolo Conticini, Gianni Fantoni, Jonis Bascir e Nicolas Vaporidis (da ottobre in tournée) inaugura un’ideale carrellata di musical cine-teatrali come ”Mary Poppins”, ”Ghost”, ”School of rock” con Lillo (tutti in cartellone al Sistina di Roma) e ”Singing in the rain” (debutto a novembre al Nazionale CheBanca di Milano). E ancora, ecco due signore del palcoscenico come Anna Maria Guarnieri e Giulia Lazzarini in ”Arsenico e vecchi Merletti”, per la regia di Geppy Gleijeses, che dirige e interpreta anche ”Così parlò Bellavista”, dal romanzo e dal film capolavoro di comicità di Luciano De Crescenzo (da dicembre).
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Boris Pahor, 106 anni e ancora indomito
Il 26 agosto celebrazioni a Trieste e Lubiana. Incarna il ‘900
TRIESTE25 agosto 201920:48
E’ difficile scrivere di Boris Pahor, ogni anno alla vigilia del suo compleanno ricordarne la vita splendida e terribile che ha vissuto, aggiornando di anno in anno i nuovi libri pubblicati, i record di tavole rotonde, partecipazioni, meeting, testimonianze, interviste. E soprattutto, di incontri con i ragazzi, appuntamenti di crescita e formazione cui da sempre si dedica con piacere nel tentativo di tenere le nuove generazioni agganciate al nostro passato. Boris Pahor compirà il 26 agosto 106 anni e, scomparsi Gillo Dorfles nel marzo 2018 a 108 anni, e Andrea Camilleri, a 93 anni nel luglio scorso, oggi rimane forse l’ultimo Grande Vecchio, colui che, in qualche modo, incarna il ‘900.
Nato sotto Francesco Giuseppe, Pahor prese la cittadinanza italiana a cinque anni, nel 1918, e da allora ha attraversato gli orrori e le vertigini del ‘secolo breve’, che per lui è stato invece lunghissimo. Dalla casa di Contovello, risalendo una delle strade che da Trieste si arrampicano sul Carso e dalla quale si domina il golfo che segna la fine dell’Adriatico, parla con voce ormai flebile esprimendo però concetti forti e determinati. Così, convinto europeista, oggi ne sottolinea l’importanza dell’Unione europea: “E’ preziosa”. Lanciando però un monito: “Penso che la storia possa tornare”. E una preoccupazione riguardo all’Ungheria.
Insomma, oltre un secolo di vita e mai domato: non piegato dalle prime persecuzioni della minoranza slovena, pochi giorni fa ha partecipato a Trieste alle celebrazioni per commemorare il 99/o anniversario dell’incendio del Narodni Dom, l’edificio della comunità della minoranza dato alle fiamme il 13 luglio 1920 dai fascisti; lui aveva sette anni. Molto affaticato, accompagnato da due donne in costumi tradizionali, si è presentato all’evento e ha incontrato il presidente della Repubblica slovena, Borut Pahor, che gli si è avvicinato abbracciandolo. Pochi minuti ed è dovuto rientrare, ma era sufficiente la sola testimonianza fisica.
D’altronde, lo scrittore italiano di lingua slovena, autore del capolavoro ‘Necropoli’, non è stato piegato dalla disgregazione dell’Impero asburgico, né dalla Grande guerra, lo squadrismo o il fascismo. E non lo hanno piegato nemmeno la deportazione nei lager, la guerra in Africa e il sanatorio per un anno e mezzo in Francia nel 1945.
Indomito e polemico: contro la Jugoslavia comunista che perseguitava gli slavi bianchi cattolici, contro l’Italia che non ha fatto chiarezza su quanto commesso dai fascisti agli sloveni.
Domani per il compleanno di Boris Pahor sono previste celebrazioni al di qua e al di là del confine: a Trieste nel pomeriggio in piazza Oberdan letture e brindisi davanti al monumento di Marcello Mascherini che onora i caduti nell’unico lager nazista in Italia, la Risiera di San Sabba (Trieste). A Lubiana evento nella nota libreria Consorijum. Buon compleanno Pahor.
Venezia: tra donne e storia i diciotto contro l’ItaliaGuida ai film in gara per il Leone d’oro dal 28 agosto
25 agosto 201920:47
Sono diciotto i film in corsa per il Leone d’oro in questa 76/ma edizione che inizia mercoledì e che si scontreranno con il tris italiano, ovvero IL SINDACO DEL RIONE SANITA’ di Mario Martone, MARTIN EDEN di Pietro Marcello e LA MAFIA NON È PIÙ QUELLA DI UNA VOLTA di Franco Maresco. Temi prevalenti di questa edizione, quello delle donne, in tutte le declinazioni, e la storia, la rivisitazione attenta del passato. Ecco in estrema sintesi i diciotto film ‘contro’.
LA VERITE’ di Kore-eda Hirokazu racconta di Fabienne (Catherine Deneuve), star del cinema francese. L’incontro con la figlia Lumir (Juliette Binoche) tornata a Parigi da New York con marito (Ethan Hawke) e figlia sarà un modo di fare i conti.
THE PAINTED BIRD di Václav Marhoul racconta la storia di un giovane ebreo, spedito dai genitori in Europa orientale per evitare le persecuzioni naziste. Morta la zia che l’accompagna si ritroverà a dover contare solo su stesso.
WAITING FOR THE BARBARIANS di Ciro Guerra con Mark Rylance, Johnny Depp, Robert Pattinson e Greta Scacchi. Basato sul romanzo omonimo del Premio Nobel J. M. Coetzee, che ne firma anche la sceneggiatura, il film racconta la storia della crisi di coscienza di un magistrato che si ribella al regime in uno sperduto avamposto sul confine desertico di un impero senza nome.
BABYTEETH dell’australiano Shannon Murphy mette in scena amore e malattia. La tranquilla vita di Henry e Anna Finlay viene sconvolta quando la giovane figlia ammalata Milla si innamora di Moses, piccolo spacciatore di quartiere.
SATURDAY FICTION di Lou Ye con Gong Li è ambientato nella Shanghai del 1941. Un’attrice che lavora sotto copertura per gli Alleati, scopre i piani degli invasori giapponesi per attaccare Pearl Harbor.
THE LAUNDROMAT di Steven Soderbergh racconta dei Panama Papers. Ovvero degli oltre 11 milioni di documenti che dimostravano come dagli anni 70 al 2015 capi di governo, politici e potenti del mondo avessero dirottato le proprie ricchezze spostandole nel paradiso fiscale di Panama.
J’ACCUSE di Roman Polanski ci porta al 5 gennaio 1895 quando il capitano alsaziano di origine ebraica Alfred Dreyfus viene accusato di essere spia della Germania e condannato all’ergastolo. Quanto pesò l’antisemitismo su questa sua ingiusta condanna che ha riempito migliaia di pagine? JOKER di Todd Phillips con Joaquin Phoenix riporta sul grande schermo la maschera da villain per antonomasia. Siamo nella città immaginaria di Ghotam City qui un comico fallito ed emarginato dalla società, un uomo ai margini troverà il suo riscatto indossando un costume da clown dallo spaventoso sorriso.
GLORIA MUNDI di Robert Guédiguian è ambientato a Marsiglia.
Qui, dopo aver una lunga condanna, Daniel torna a casa. Sylvie, sua ex moglie, l’ha avvertito che è diventato nonno: Mathilda, la loro figlia, ha infatti dato alla luce Gloria.
ABOUT ENDLESSNESS, salvo sorprese, dovrebbe rinnovare la capacità dello svedese Roy Andersson di fare sincopati teatrini filosofici. In questo caso un’ode all’esistenza umana attraverso la voce di una moderna Sherazad.
MARRIAGE STORY di Noah Baumbach con Scarlett Johansson, Adam Driver e Laura Dern. Un regista e sua moglie attrice in lotta in un faticoso divorzio in atto tra New York e Los Angeles.
AD ASTRA di James Gray con Brad Pitt, Tommy Lee Jones Liv Tyler e Donald Sutherland si muove tra spazi siderali e paternità. L’astronauta Roy McBride parte per una missione impossibile verso Nettuno per ritrovare il padre disperso e per svelare un mistero.
GUEST OF HONOUR di Atom Egoyan. Veronica, giovane insegnante, è accusata di molestie sessuali su uno studente minorenne.
Nonostante le accuse siano false, Veronica continua a respingere i tentativi del padre, ispettore sanitario, di organizzare il suo rilascio, forse per pagare una colpa del passato.
In A HERDADE del portoghese Tiago Guedes, il racconto di una famiglia che possiede una delle più grandi tenute sulla riva sud del fiume Tagus. Attraverso la storia della loro fattoria, si racconta la vita politica, economica e sociale del Portogallo dagli anni ’40 fino ai giorni nostri.
EMA del cileno Pablo Larrain con Mariana Di Girolamo e Gael García Bernal è la storia di una coppia che si ritrova a dover affrontare le conseguenze di un’adozione andata male, che rischia di mandare la loro famiglia in frantumi.
NO. 7 CHERRY LANE di Yonfan è un film di animazione sul triangolo amoroso tra uno studente universitario, una madre single e la giovane figlia di quest’ultima. Sullo sfondo la Hong Kong del 1967.
THE PERFECT CANDIDATE di Haifaa Al-Mansour, prima regista donna dell’Arabia Saudita ha come protagonista Maryam, giovane dottoressa saudita, pronta per una vacanza a Dubai, che viene rimbalzata ai controlli dell’aeroporto di Riad perché il permesso rilasciato dal padre, suo tutore maschile come vuole la legge, non è stato rinnovato. Scoprirà la politica.
WASP NETWORK di Olivier Assayas racconta un pezzo di storia degli anni Novanta quando in Florida gruppi anticastristi tentano con ogni mezzo di rovesciare il regime cubano. I cubani rispondono creando il Wasp Network, un gruppo di spie con il compito di infiltrarsi e boicottarli.
Martone, Marcello, Maresco e non solo, Italia al LidoNell’affollata ‘squadra’, Sorrentino, Sollima e la Ferragni
25 agosto 201920:47
Martone, Maresco, Marcello, MMM nell’arena prestigiosa del concorso di Venezia 76 (28 agosto – 7 settembre) con l’argentina Lucrecia Martel a presidiare la giuria che assegnerà il Leone d’oro 2019: tre italiani con un filo conduttore, quello della storia, passata e recente, dell’Italia, immersi nella cronaca rarefatta a etica, riletta oltre i fatti.
C’è un classico del teatro morale di Eduardo De Filippo riportato alla Napoli contemporanea di Gomorra nell’operazione rigorosa nel testo portata avanti da Mario Martone che torna in concorso per il secondo anno di seguito (dopo Capri Revolution) in IL SINDACO DEL RIONE SANITA’ con Francesco Di Leva nei panni del padrino Antonio Barracano cui tutti chiedono giustizia e protezione, un capocamorra quasi suo malgrado in bilico tra morale e potere. C’è la lettura grottesca della Sicilia a 25 anni dalle stragi di Falcone e Borsellino in LA MAFIA NON E’ PIU’ QUELLA DI UNA VOLTA di Franco Maresco in cui il regista disincantato si scontra con la passione civile della fotografa ottantenne che con i suoi scatti ha raccontato tutti i delitti mafiosi, mentre Ciccio Mira, impresario di piazza si occupa del concerto dei “Neomelodici per Falcone e Borsellino”. E poi c’è ancora Napoli dove Pietro Marcello ambienta MARTIN EDEN di Jack London (lì era la California) per raccontare lo stesso un romanzo di formazione, sulla cultura che scaccia la miseria, sulle classi sociali che dividono ad ogni latitudine, sull’amore che muove tutto con una potenza straordinaria: una storia che è un mondo e si fa beffa delle regole temporali con un camaleontico Luca Marinelli che da marinaio analfabeta diventa, innamorato dell’alto borghese Elena, un romanziere di successo.
Il tris italiano ha un filo rosso nel racconto sguincio e a suo modo realistico del nostro paese travagliato nella dialettica bene/male, nonostante storie di fantasia o riferimenti letterari. I tre guidano idealmente una pattuglia italiana numerosa composta da registi amati dal pubblico e giovani emergenti disseminando i talenti in ogni sezione senza i ghetti di qualche anno fa. Fuori Concorso ci sono il nuovo film di Gabriele Salvatores TUTTO IL MIO FOLLE AMORE, on the road sulla diversita’ con un adolescente che trascina i tre adulti piu’ importanti della sua vita Claudio Santamaria, Valeria Golino, Diego Abatantuono (dal libro di Fulvio Ervas Se ti abbraccio non avere paura) e VIVERE di Francesca Archibugi, storia familiare con la coppia Micaela Ramazzotti e Adriano Giannini. In prima mondiale arrivano due episodi ciascuno di altrettante attese serie tv internazionali, di Sky Studios: THE NEW POPE di Paolo Sorrentino con Jude Law e John Malkovich e ZEROZEROZERO di Stefano Sollima, dal best seller di Roberto Saviano sul traffico di cocaina. Ma c’e’ molto altro come il racconto “piu’ vero” dell’imprenditrice influencer Chiara Ferragni in CHIARA FERRAGNI – UNPOSTED di Elisa Amoruso nella sezione Sconfini che propone anche EFFETTO DOMINO di Alessandro Rossetto sulla crisi economica in nord est, il “sorprendente e indefinibile” IL VARCO di Federico Ferrone e Michele Manzolini.
Fuori Concorso nella sezione fiction oltre a Salvatores e Archibugi e’ italiano anche il film di chiusura THE BURNT ORANGE HERESY di Giuseppe Capotondi mentre nella non fiction IL PIANETA IN MARE di Andrea Segre racconta Marghera e l’impatto ambientale. CITIZEN ROSI di Didi Gnocchi e Carolina Rosi e’ un film sulla storia italiana attraverso il cinema civile di Francesco Rosi. In Orizzonti c’e’ l’esordio autobiografico di Nunzia De Stefano (ex moglie di Matteo Garrone, conosciuta sul set di Gomorra, cresciuta in un container di Ponticelli per sfollati dal terremoto dell’80) NEVIA, l’esordio di Carlo Sironi (il figlio di Alberto, il regista di Montalbano scomparso di recente) con SOLE.
Biennale College fa debuttare Chiara Campara con LESSONS OF LOVE, mentre tra i documentari di Venezia Classici ci sono FELLINI FINE MAI di Eugenio Cappuccio, BOIA, MASCHERE E SEGRETI: L’HORROR ITALIANO DEGLI ANNI SESSANTA di Steve Della Casa, SE C’E’ UN ALDILA’ SONO FOTTUTO. VITA E CINEMA DI CLAUDIO CALIGARI di Simone Isola e Fausto Trombettta, LIFE AS A B-MOVIE: PIERO VIVARELLI di Fabrizio Laurenti e Niccolo’ Vivarelli, FULCI FOR FAKE di Simone Scafidi. Infine un corto italiano a Orizzonti: SUPEREROI SENZA SUPERPOTERI di Beatrice Baldacci.
Charlie says, le donne setta di MansonCharlie says, in sala la strage di Bel Air. Dal 18/9 Tarantino
25 agosto 201914:14
– Anche il cinema, dopo la letteratura, punta i riflettori sulla strage di Bel Air, a Los Angeles, avvenuta 50 anni fa, nella quale una setta di criminali composta dalla gran parte da donne agli ordini di Charles Manson, decise di assassinare tutte le persone presenti in una villa di Cielo Drive: la proprietaria della casa, l’attrice Sharon Tate, incinta all’ottavo mese di Roman Polansky, Jay Sebring, amico e parrucchiere dell’indimenticabile protagonista del film cult Per favore non mordermi sul collo, gli altri ospiti Abigail Fogler, Wojciech Frykowski, il guardiano della villa Steven Parent.
Mentre Mariopaolo Fadda ricostruisce il caso nel suo libro, La famiglia Manson-Dall’estate dell’amore all’estate dell’orrore, il cinema lo ricorda con un nuovo film di Quentin Tarantino, C’era una volta Hollywood, in uscita in Italia il 18 settembre, e dal 22 agosto con Charlie Says, regia di Mary Harron: viaggio nella mente di Manson attraverso gli occhi di una psicologa e tre donne della setta incriminate per strage.
Box office Usa, regna Attacco al potere 3Al secondo posto l’adolescenziale Good Boys, terzo Overcomer
25 agosto 201919:34
Attacco al potere 3 di Ric Roman Waugh, terzo capitolo della saga thriller con Morgan Freeman e Gerald Butler, è al top degli incassi americani del weekend con oltre 21 milioni di dollari, maggiori delle aspettative, secondo i dati previsti dal box office Mojo. In Italia l’uscita del film è imminente, il 28 agosto. Guadagna il secondo posto Good Boys – Quei cattivi ragazzi di Gene Stupnitsky, commedia/avventura su tre adolescenti (uscirà in Italia il 5 settembre per il back to school) che incassa oltre 11 milioni 750 mila dollari arrivando ad un totale americano di 42 milioni in 10 giorni. Terzo posto per la storia sportiva di Overcomer di Alex Kendrick con 8 milioni 200 mila dollari. Il Re Leone è quarto con un totale stellare di oltre 510 milioni di dollari
Le star a Venezia? Un’annata eccezionaleArrivano Pitt e Johansson, Waters e Jagger e Bellucci con Cassel
25 agosto 201920:05
– Servono? Non servono? Il dilemma che da sempre divide ai festival del cinema critici puristi e cronisti pop quest’anno non si pone proprio: le star sul tappeto rosso della Mostra del cinema di Venezia (28 agosto – 7 settembre) sono moltissime, un’annata eccezionale, a meno di forfait dell’ultima ora. Si parte con la sera del 28 agosto con il duo francese CATHERINE DENEUVE e JULIETTE BINOCHE che aprono le danze con LA VERITE’ di Kore-Eda Hirokazu.
Si prosegue con il Leone alla carriera PEDRO ALMODOVAR il 29 agosto, giorno in cui arrivano anche SCARLETT JOHANSSON e ADAM DRIVER per Marriage Story di Noah Baumbach e in serata la superstar BRAD PITT, protagonista di Ad Astra di James Gray. E poi ancora KRISTEN STEWART, JOAQUIN PHOENIX per Joker, l’ex coppia MONICA BELLUCCI e VINCENT CASSEL per il film di Noè, i due papi di Sorrentino JUDE LAW e JOHN MALKOVICH. Arrivano MERYL STREEP e GARY OLDMAN per Soderbergh e finale in musica con ROGER WATERS e persino MICK JAGGER attore del film di chiusura
Brexit: sparito il murale di Banksy con bandiera UeA Dover. Cnn, non è chiaro se rimosso o coperto con vernice
26 agosto 201909:28
E’ misteriosamente sparito ieri il gigantesco murale dedicato alla Brexit che Banksy aveva eseguito nel maggio 2017 su un’intera parete di un edificio nelle vicinanze del porto di Dover, nel sudest dell’Inghilterra. Secondo quanto riporta oggi la Cnn, che pubblica le immagini della parete con e senza l’opera, il murale – che raffigurava un operaio impegnato a cancellare una delle stelle dalla bandiera d’Europa – è scomparso durante il fine settimana. L’opera, eseguita su una parete laterale dell’edificio dell’ex Castle Amusements, era ormai diventata un punto di riferimento nella città che ospita il porto dei traghetti che collegano il Regno alla Francia. Un residente di Dover, David Joseph Wright, ha detto alla Cnn che un’impalcatura a 4 livelli è stata eretta sabato scorso davanti alla parete e che ieri mattina il murale non c’era più. In passato la famiglia proprietaria dell’edificio aveva espresso l’interesse di vendere l’opera, ma non è chiaro se questa sia stata rimossa o coperta con della vernice.
