Ultimo aggiornamento 2 Settembre, 2019, 10:40:05 di Maurizio Barra
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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Rivelazione violino Vilde Frang a Rimini
Rotterdam Philarmonic Orchestra alla Sagra Musicale Malatestiana
RIMINI31 agosto 2019 10:14
– Alla Sagra Musicale Malatestiana di Rimini torna il 3 settembre una delle migliori formazioni sinfoniche del Nord Europa, la Rotterdam Philharmonic Orchestra, affidata al maestro israeliano Lahav Shani, talento scoperto da Zubin Mehta, e con la presenza di Vilde Frang, giovane rivelazione violinistica internazionale.
Accanto a due brani coreografici del Novecento storico, ‘Petruska’ di Stravinkij e ‘La Valse’ di Ravel, il programma al Teatro Galli offrirà un importante banco di prova per la solista norvegese Vilde Frang, che affronta il ‘Concerto per violino in sol minore’ dedicato dal compositore Max Bruch a Joseph Joachim, leggendario virtuoso dell’archetto.
Fondata nel 1918, la Rotterdam Philharmonic Orchestra ha prescelto come direttore principale Lahav Shani, il più giovane musicista mai salito sul podio nella storia della formazione.
Per le sue eccezionali doti direttoriali è stato scelto da Mehta come il direttore destinato a succedergli sul podio della Israel Philharmonic Orchestra.
Sanremo: Bellucci, non so se sono bravaL’attrice da Venezia risponde sul ‘sogno’ di Amadeus
VENEZIA31 agosto 201918:32
– La possibilità di andare al prossimo Festival di Sanremo? “Non so se sono brava come presentatrice”, dice Monica Bellucci replicando a Venezia – ospite della Mostra del Cinema – ai giornalisti che le chiedono se è intenzionata a rispondere all’appello lanciato da Amadeus che la vorrebbe sul palco dell’Ariston.
Bellucci, Irreversible oggi? Ho figliL’attrice al Lido per presentare la versione con nuovo montaggio
VENEZIA31 agosto 201919:16
– “Penserei molto alle mie figlie e a come possano reagire loro e i compagni di scuola. Insomma ci penserei due volte”. Parola di Monica Bellucci stamani a Venezia a chi le chiedeva se rifarebbe oggi lo ‘scandaloso’ Irreversible di Gaspar Noé che il regista ripropone, a distanza di 17 anni, fuori concorso con un nuovo montaggio e in versione integrale. Film con scene scabrose ed esplicite con al centro lo stupro dell’attrice da parte di un Vincent Cassel – suo ex compagno e padre delle sue figlie – in un sottovia. “Il nuovo montaggio del film mette più in evidenza forse il contrasto tra bellezza e violenza temi che vanno affrontati oggi, un modo per far capire che piuttosto di fare la guerra è meglio trovare un modo per far evolvere i rapporti tra uomo e donna”. La Bellucci, dal 17 settembre sarà al cinema con ‘I migliori anni della nostra vita’ di Claude Lelouche, ha sfilato per l’occasione sul red carpet con Cassel.
Venezia lancia Joker a Oscar
01 settembre 201910:19
Aprirà Venezia, come da qualche anno, la strada per gli Oscar a qualcuno dei suoi film? Dopo Gravity, La La Land, La forma dell’acqua, Roma di Cuaron lo scorso anno, l’edizione 76 della Mostra del cinema potrebbe essere apripista per Joker
il film di Todd Phillips con Joaquin Phoenix ad interpretare magistralmente la maschera del clown più cattivo. Grandi applausi nel quarto giorno del festival per un’opera che mette Batman sulla strada della Casa di Carta e aggiunge alle attese mainstream di un kolossal dai fumetti la dimensione sociale, di lotta di classe in cui gli invisibili reietti della società si ribellano. Oltre l’attore, che qui a Venezia nel 2012 vinse la Coppa Volpi per The Master di Paul Thomas Anderson e dopo varie candidature agli Oscar con Joker può tornare a sperare, altre sono le scintille sul tappeto rosso.Come Cate Blanchett arrivata a sorpresa per Joker e come l’incontro dei due ex, Monica Bellucci e Vincent Cassel, tornati per l’occasione a sfilare insieme per Irreversible – Inversion Integrale
di Gaspar Noé, scandaloso e violentissimo e oggi cult movie del 2002.
Di Joker in sala dal 3 ottobre, Phoenix ha detto: ”Dovevo interpretare un personaggio difficile da definire a cui nessun psichiatra possa mai attribuire una patologia specifica”. Basato sull’omonimo personaggio dei fumetti DC Comics, il film con Robert De Niro conduttore tv, racconta la storia delle origini del personaggio. Chi è mai Joker-Phoenix? Un loser, assistito dai servizi sociali che diventa a un certo punto un eroe per i poveri di Gotham City quando, vestito da clown, spara a tre broker di Wall Street che lo stanno bullizzando in metropolitana. Anarchico, ribelle animato di violenza e di una risata che atterrisce, Joker ha l’aria smagrita e gli occhi pazzoidi con cui Phoenix impressiona. Nel concorso anche Ema del regista cileno Pablo Larrain, un musical su una dark lady e la sua famiglia allargata.
La Belle Epoque a Ny, Moulin Rouge! arriva a BroadwayMusical ispirato a celebre film del 2001 a Al Hirschfeld Theater
NEW YORK31 agosto 201919:36
L’atmosfera da cabaret parigino arriva a Broadway con la versione in musical del celebre film Moulin Rouge! La pellicola premio Oscar uscita nel 2001 con due straordinari Nicole Kidman e Ewan McGregor che stupirono il pubblico con le loro doti canore non essendo dei cantanti professionisti, fu ispirata dall’opera di Giuseppe Verdi La Traviata. Il musical è una rivisitazione del film con protagonisti, tra gli altri, Karen Oliva, nel ruolo di Satine e Aaron Tveit nei panni di Christian. La regia è di Alex Timber su libretto di John Logan. La trama è simile a quella del film, tuttavia Christian non è un aspirante scrittore londinese bensì americano, dell’Ohio. Nel 1899 si trasferisce a Montmartre per prendere parte alla vita scapestrata e sregolata della Boheme.
Christian piomba così nella vita dei nightclub parigini e incontra Satine, fra le più belle e pagate donne del Moulin Rouge.
Moulin Rouge!, rappresentato all’Al Hirschfeld Theatre, è ambientato quindi nel quartiere Montmartre a Parigi in piena epoca Belle Epoque. Si tratta di una produzione da 28 milioni di dollari con un set che catapulta in maniera straordinariamente realistica nel famoso locale parigino noto anche per aver lanciato il can-can. Le prime file di spettatori sono situate addirittura nel bel mezzo del palcoscenico mentre lateralmente in alto la scenografia è arricchita da colori sgargianti ed elefanti giganteschi. Ma oltre alla trama con una storia d’amore senza purtroppo un lieto fine, ciò che colpisce è la quantità di brani musicali che vengono presentati, alcuni per intero altri anche solo una strofa o un motivo, come un musical jukebox. In totale ci sono 70 canzoni per 161 autori con un’impresa titanica per quanto riguarda i diritti d’autore. Rispetto al film il musical fa un salto nel presente portando in scena canzoni di artisti più contemporanei come Katy Perry, Lady Gaga, Pink, Britney Spears. La musica viene spinta anche oltre quando ad esempio Christian e Satine nel loro duetto ‘Elephant Love Medley’ si scambiano strofe sulla loro storia d’amore e ogni verso viene pescato da una canzone diversa. Un motivo spesso ricorrente è invece una delle più belle canzoni d’amore di Elton John, ‘Your Song’.
Tra le nuove produzioni di Broadway anche ‘Ain’t Too Proud’, all’Imperial Theater. Il musical porta sul palcoscenico la storia e la musica dei The Temptations, il famoso gruppo musicale formatosi negli anni ’60 che partendo dal gospel diede vita al genere Detroit Sound, una fusione di R&B e rock psichedelico californiano. Sono considerati tra i gruppi più di successo nella musica popolare. Oltre alle loro vicende personali, il musical, diretto da Des McAnuff (regista anche del pluripremiato Jersey Boys, ndr) ripercorre anche la storia dei loro maggiori brani di successo come My Girl, Ain’t Too Proud to Beg, You Are My Everything.
Billie Eilish canta post-millennial fragili e fortiA Milano Rocks si fa male e canta seduta, twenty one pilots show
01 settembre 201914:27
– Un tripudio di stili musicali per una nuova generazione post-millennial: questa è stata la seconda e ultima giornata del festival Milano Rocks, presso Mind Milano.
L’attenzione dei ventimila radunati nell’Open Air Theater era tutta per Billie Eilish e i twenty one pilots: fin dalla notte precedente decine di fan erano accampate ai margini dell’ex Area Expo, e all’apertura dei cancelli alle ore 15 è partito un esodo in corsa lungo il decumano.
Dopo il set rock dei Fidlar, è salita sul palco Billie Eilish. A pochi minuti dall’inizio, durante l’esecuzione di ‘Bad Guy’, singolo che l’ha portata alle vette delle classifiche di tutto il mondo, la cantante californiana si è dovuta fermare per un infortunio: atterrando dopo un salto, la sua caviglia destra ha ceduto facendo cadere la 17enne, peraltro già infortunata alla caviglia sinistra. Stringendo i denti, Billie ha concluso la canzone e ‘My Strange Addiction’, per poi ritirarsi nel backstage a ricevere cure.
Dopo cinque minuti, è tornata per continuare il concerto da seduta. “Mi spiace non poter dare il 100% oggi”, si è scusata l’artista, alla sua terza data italiana dopo l’esordio di un anno e mezzo fa, quando a seguirla era un animato ma esiguo stuolo di fan. A febbraio, in un Fabrique sold out, Billie era invece già puro culto, quello nato quando aveva appena 15 anni con il singolo ‘Ocean Eyes’: un fenomeno pop inafferrabile secondo i canoni del passato, tra attitudine hip-hop, umorismo sfrontato, suoni elettronici cupi industrial e un immaginario quasi horror, che usa per descrivere le fragilità della sua generazione, rigorosamente con un canto confidenziale e gentile.
Per ‘All The Good Girls Go To Hell’ Billie riesce a rimettersi in piedi e concludere così un’ora circa di live. La gran parte dei presenti, però, era lì per i twenty one pilots: lo si poteva intuire dalle numerose strisce di nastro adesivo giallo, che riprendono il costume di scena del duo di Columbus, Ohio. Lo spettacolo di Tyler Joseph e Josh Dun è pirotecnico, molto più vicino all’idea di rock show, come si evince dall’auto in fiamme sul palco, pezzo centrale della scenografia del loro ‘Bandito Tour’. Dal riff di basso distorto di ‘Jumpsuit’ che apre la scaletta al successivo rap di ‘Levitate’ passando per techno e dance, il gruppo alterna i generi. A unire tutto sono le tematiche, spesso incentrate su disturbo mentale e alienazione giovanile, a loro volta legate tra loro da chiari filoni narrativi, resi espliciti dai cambi di costume, ispirati dagli ultimi due fortunatissimi album ‘Blurryface’ e ‘Trench’.
Tra i cori per ‘Holding On To You’ e ‘Stressed Out, e le incursioni di ‘Jump Around’ degli House Of Pain e ‘Seven Nation Army’ dei White Stripes, l’apice arriva letteralmente per ‘Car Radio’: dopo un assolo di batteria di Josh Dun, Tyler abbandona il palco e i suoi fedeli basso e pianoforte per ricomparire alle spalle del pubblico, in cima a un’alta torre. A chiudere il concerto con due brani cari al pubblico, ‘Chlorine’ dall’ultimo album, e ‘Trees’ da ‘Vessel’.
Addio Valerie Harper, star sitcom UsaL’attrice aveva 80 anni, una lunga battaglia contro il cancro
31 agosto 201912:23
– E’ morta l’attrice americana Valerie Harper, nota soprattutto per aver interpretato il personaggio di Rhoda nella sit-com ‘The Mary Tyler Moore Show’, che ha segnato un’epoca nella storia della televisione e del costume negli Stati Uniti. Erano gli anni ’70 e i personaggi femminili brillanti, capaci di tenere i ritmi della scrittura veloce pensata per il piccolo schermo si imponevano in un panorama già ricco di comicità accessibile ma anche raffinata. Il personaggio di Rhoda conquistò subito la simpatia e l’affetto del pubblico dando un volto a una voce alla ‘ragazza della porta accanto’ nella più complicata e nevrotica versione newyorchese contemporanea. Conquistò tre Emmy per tre anni consecutivi tra il 1971 e il 1973 e ottenne presto il suo proprio show, lo spin-off ‘Rhoda’ appunto, in onda fra il 1974 e il 1978, un personaggio che le è rimasto cucito addosso per tutta la vita. Harper si è spenta nelle scorse ore a Los Angeles dopo una lunga battaglia contro il cancro.
Venezia: moviement, migliore estate ultimi 8 anniDa maggio ad agosto in sala 138 milioni di incassi
VENEZIA31 agosto 201917:02
Quella 2019 è la migliore ‘estate’ (dal 1 maggio al 29 agosto) in quanto a incassi cinematografici degli ultimi 8 anni: è il risultato che emerge dai dati, presentati oggi al Lido di Venezia, di Moviement – Al cinema tutto l’anno, l’iniziativa promossa da tutti gli esponenti delle categorie e principali istituzioni del cinema, dall’Anica al dipartimento cinema del Mibac, per allungare la stagione nelle sale. Stando ai numeri, con circa 138 milioni di incassi si è superato di gran lunga l’obiettivo di 100 milioni. Stando ai numeri, con circa 138 milioni di incassi si è superato di gran lunga l’obiettivo di 100 milioni, annunciato come previsione in primavera. Rispetto al periodo estivo (maggio-agosto) negli ultimi due anni si è registrato un incremento di oltre il 40%. E guardando i dati dal primo gennaio a fine agosto: se nel 2017 si è incassato 357.527 milioni e 333. 587 nel 2018, grazie alla buona estate del 2019 si è arrivati a ben 375 milioni recuperando così circa il 20% degli incassi sull’anno.
Archibugi, Vivere come amarsi da confusiFuori concorso il film di Archibugi con Ramazzotti e Giannini
VENEZIA31 agosto 201918:44
– Ordinarie scene di vita in villetta a schiera di una famiglia sul punto di implodere, fra mancanza di soldi, tradimenti, troppi sacrifici, malattia e l’arrivo di una ragazza alla pari dall’Irlanda che rischia di sconvolgere un faticoso gioco di equilibri di coppia. Sono tra i tasselli che compongono Vivere di Francesca Archibugi, scritto dalla regista con Francesco Piccolo e Paolo Virzi, per un cast che comprende Micaela Ramazzotti, Adriano Giannini, Roisin O’ Donovan, Massimo Ghini, Marcello Fonte, Valentina Cervi e Enrico Montesano. Il film presentato fuori concorso alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, arriverà in sala in 300 copie il 26 settembre, distribuito da 01. “Mary Ann è quasi un archetipo, il diverso che fa girare la storia al contrario” spiega Francesca Archibugi, che nonostante torni a parlare in qualche modo di incontro/ scontro fra classi e posizioni etiche diverse, spiega: “nei miei film i personaggi li considero pezzi unici, non vanno letti in chiave sociologica”.
Phoenix, Joker follia e lotta di classeIl film di Todd Phillips in corsa per Leone e Oscar
VENEZIA31 agosto 201919:17
C’è tanta spazzatura e follia a Ghotam City e anche tanta voglia di uccidere i ricchi (ma non lo dite al regista Todd Philips che negherà). E’ qui che vive il ‘Joker’ interpretato da Joaquin Phoenix, un uomo abusato dalla vita, da sempre bullizzato, pazzo quanto basta e con una risata-pianto che terrorizza. Il film di Phillips, che si potrebbe definire un block-buster noir in odore di capolavoro, passato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, potrebbe aspirare così a un premio importante al Lido e guardare, a tutto diritto, agli Oscar (come è un po’ tradizione per i film Usa al Lido).
”Dovevo interpretare un personaggio difficile da definire – dice Phoenix -, a cui nessun psichiatra possa mai attribuire una patologia specifica. Occorreva che al mio Joker rimanesse sempre un’aura di mistero”. Basato sull’omonimo personaggio dei fumetti DC Comics creato da Bob Kane, Bill Finger e Jerry Robinson, il film, in sala del 3 ottobre con la Warner, racconta la storia delle origini del personaggio.
Tirabassi premiato per la prima regiaA prima edizione Mare di Circe Film Festival diretta da Genovese
31 agosto 201919:40
– Una lunga carriera da attore del cinema, dov’è stato diretto da grandi registi come Francesca Archibugi (Verso sera) Carlo Mazzacurati (Un’altra vita), Marco Risi (Il branco), Ettore Scola (La cena), Renato De Maria (Paz!). E una presenza fissa in tv, che gli ha dato la popolarità con la longeva serie (11 stagioni) Distretto di Polizia, in cui ha vestito i panni prima dell’ispettore capo Roberto Ardenzi (stagione 1-2) poi del vicecommissario (stagione 3-5) ed infine del Commissario del X Tuscolano (stagione 6).
All’attore che ha nel 2004 ha interpretato anche il ruolo di Paolo Borsellino nell’omonimo film per la Tv in due puntate in onda su Canale5, viene invece assegnato un riconoscimento per la sua prima regia: il “Premio Speciale alla migliore Opera Prima”, per “Il grande salto”, dal regista Paolo Genovese, direttore artistico nella serata conclusiva sabato 31 agosto, della prima edizione di Mare di Circe Film Festival, in programma per tre giorni nella piazza del Municipio dell’omonima località marina.
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Mario Sesti con ‘Mondo sexy’ alle Giornate degli Autori
Arriva a Venezia il doc sui film boom degli anni ’60
01 settembre 201912:00
A cosa servono i festival del cinema? La domanda torna stancamente e a intervalli regolari, in genere coincidenti con i grandi appuntamenti internazionali.Servono forse a far provare alla tribù di vip e cinefili il brivido dell’anteprima dell’ennesimo film con/di/per Brad Pitt? A ripetere, a favore di fotografi, riti frusti ed encomi ed urletti per una comunità di soliti noti (i registi ‘da Cannes’, i i registi ‘da Venezia’, i registi ‘da Berlino’) dove ogni tanto si deve scovare l’intruso, cioè la novità benedetta e sempre più rara? Certo che no. Ancora solo tre anni fa (gli intervalli sono regolarissimi…), Thierry Fremaux, cui venne posta la fatal questione, rispondeva: “Le kermesse funzionano solo se sono in grado di trasformarsi da vetrina a officina di sperimentazione”. Da sempre, oltre allo scambio e al mercato (dove c’è), la logica che tiene in piedi queste macchine complesse e un po’ sopravvalutate è quella della finestra aperta su un mondo che altrimenti non vedremmo mai: né nelle nostre sale, né tantomeno nei tg televisivi. Che sia lontano (la cinematografia asiatica o quella di paesi come la Palestina o l’Africa) o vicino (almeno culturalmente: la scoperta di Quentin Tarantino a Cannes) o anche vicinissimo, come il nostro stesso passato. click d=jJwojdKFnxpo6ptPwctoBr…click d=jJwojdKFnxpo6ptPwctoBr…click d=jJwojdKFnxpo6ptPwctoBr…click d=jJwojdKFnxpo6ptPwctoBr…http://acdn.adnxs.com/dmp/async_usersync.html?gdpr=0&seller_id=4009&pub_id=1242079www.seedtag.com Che a volte può risultare incredibilmente sorprendente, misterioso, esotico. E’ il caso di quell’Italia intravvista tra le pieghe di improbabili documentari, tra la fine degli anni ’50 e i primi ’60, dunque in pieno boom, che Mario Sesti riporta alla luce con Mondo Sexy, presentato alle Giornate degli Autori, la sezione indipendente della mostra del cinema di Venezia, martedì 3 settembre. Dopo aver scandagliato sequenze di Fellini, segreti di Pasolini, voci e volti dell’Italia di Berlinguer, oltre al mondo di Bernardo Bertolucci e Lucio Dalla, Sesti ci porta (anzi ci avvolge) dentro un fenomeno piccolo e di breve durata, forse sottovalutato ma potentemente rivelatore. Accompagnati dalla musica di Federico Badaloni e dalla voce dello stesso Sesti (entrambi piuttosto ipnotiche) veniamo letteralmente calati in un sottosuolo di immagini al tempo stesso ingenue e sontuose, provocatorie e infantili, occhiute e lascive. Perché il cinema (e i produttori) hanno sempre funzionato allo stesso modo: per l’imprevisto successo di un documentario di Alessandro Blasetti, Europa di notte, cominciarono ad essere prodotti, più o meno velocemente, più o meno accuratamente, documentari sulla vita notturna ai quattro angoli del mondo (anche se a volte uno di questi angoli era ricostruito dietro casa). L’oggetto era sempre lo stesso: lo spogliarello di donne (molto più raramente di uomini) dai corpi più diversi (oggi sarebbe impossibile trovare tanta pluralità estetica), ripreso e ripetuto in forme più o meno simili con andamento e ritmo ossessivo e con l’obiettivo di soddisfare (soprattutto dal punto di vista della quantità) lo sguardo affamato del maschio boomer italiano. Magari ammiccando al fatto che era uno spettacolo gradito a entrambi i componenti della coppia (in alcune sequenze vediamo marito e moglie sorridersi in un locale più o meno elegante mentre una ballerina si contorce a un palmo da loro) e con una spruzzata di ingenuo esotismo razzista (solo le donne di colore possono mostrare i capezzoli – rigorosamente coperti per le donne bianche – forse perché considerato ‘naturale’ per la loro cultura). Un’Italia colta (di sorpresa?) in una sofferta crisi di crescita ma, allora come per altri versi ancora oggi, timorosa e prigioniera di stereotipi, vizi, inclinazioni sessiste da umanità pre-#meetoo (il documentario che viene lanciato senza mezzi termini come adatto a ‘uomini con mogli racchie e per adolescenti foruncolose’: quanti decenni sono che non sentivamo pronunciare la parola ‘racchia’?). E’ un’Italia pre-Malizia e molto pre-Banfi (quello vero, non Nonno Libero), ripresa un momento prima che inizi una autentica rivoluzione e liberazione del costume, costata fatica e consapevolezza e non ancora terminata. Un’Italia che, una volta tanto, possiamo dire di esserci lasciati alle spalle. O no?
Cannone, Educazione del gay adolescenteRomanzo di formazione per un ragazzo omosessuale del Sud
01 settembre 201916:00
– RICCARDO CANNONE RROSA ELAVITA ‘EDUCAZIONE DEL GAY ADOLESCENTE’ (Amazon, pag. 96, Euro 12,00)).
E’ tutto nel titolo questo volumetto, romanzo di formazione adolescenziale, esplicito e candido nella sua ruvidezza così istintiva, così poetica opera prima. ‘Educazione dal gay adolescente’, ma bisognerebbe aggiungere ‘del Sud’, quel Sud Italia che a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta aveva un impianto sociale che oscillava tra il Medioevo la Rivoluzione sessuale, con punte di matura lucidità di alcuni adulti che si intersecavano con il bigotto oscurantismo di altri. In questo clima complesso il protagonista si trova prima di tutto a fare i conti con se stesso, a dover per prima cosa comprendere la sua anima e la sua identità, culturale prima che sessuale, per un bambino bello come pochi e per questo vestito in abiti femminili, come una bambola, da uno stuolo di donne dedite alla clausura e ai lavori di casa. Come in ogni harem che si rispetti tra le mura di casa ogni trasgressione (innocente) è concessa ma fuori, nella luce accecante della piazza, tutto diventa più complesso. E allora il rovello è sempre tra lecito e non lecito, tra naturale istinto sessuale e malattia, fisica o mentale, tra amore e perversione, in una confusione di pulsioni e di pensieri che tormentano il protagonista che in tutto ciò fatica a capire se stesso. Tutto questo, nel bel racconto di Cannone, è reso nell’evidenza cinematografica (che appartiene alla storia dell’autore), di scorci di vita, situazioni, mai del tutto comprese e comprensibili ma al contrario descritte con la lucidità totale di un osservatore esterno (quasi fosse la macchina da presa). Una lunga stagione di amori (perlopiù inconfessati) di ambiguità, di timori, e di sedute di psicanalisi compiute anche queste di nascosto, con un viaggio lungo fuori città per non rivelare a nessuno la sola ipotesi di un non meglio definito ‘problema’. E poi ad un certo punto, come per incanto, cambiare prospettiva e capire che il ‘problema’ non è per niente tale e che quello che sembrava un ragazzo strano e sfacciato era in realtà timido ed introverso, educato e tradizionalista e in questo così oscenamente diverso dall’ambiente senza freni del Dams di Bologna nei primissimi anni Ottanta. Un libro poetico nella sua essenzialità, fin troppo facile fare il paragone con uno stile pasoliniano, ma qui il fascino è quello di mettersi in discussione con il coacervo delle proprie fragilità e poi non tirarsi indietro e mettersi a nudo anche quando quella nudità esibita, del corpo e dell’anima, può essere devastante. Perchè il corpo non serve solo a portare la testa, è sentimento dell’esistere.
A Viareggio 40mila per Jova beach partySindaco ringrazia per buona riuscita evento
AREGGIO (LUCCA)01 settembre 201914:59
– Erano circa 40mila ieri a Viareggio (Lucca) per il Jova beach party, l’evento che ha trasformato, per la seconda volta (la prima lo scorso 30 luglio) la spiaggia del Muraglione in Darsena in un vero e proprio villaggio della musica in riva al mare. Dal palco Jovanotti ha emozionato i 40mila: c’erano giovanissimi ma anche famiglie con bimbi, adulti e diversi stranieri. L’artista ha proposto brani recenti e non raccogliendo il plauso e il consenso della folla: da ‘La notte dei desideri’ a ‘Nuova era’ e ancora ‘L’ombelico del mondo’, ‘Gimme five’ e ‘Il più grande spettacolo dopo il Big Bang’. Un ringraziamento per la buona riuscita dell’evento è stato fatto, attraverso la pagina facebook del Comune, dal sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghiangaro.
Jude Law, io Papa in slip bianchiA Mostra del cinema i due primi episodi di The new Pope
VENEZIA01 settembre 201915:54
– Jude Law, il papa di Paolo Sorrentino nudo o succinto in slip bianco non è solo una delle scene più attese di The new Pope. “Il nudo è molto ben distribuito in tutta la serie. E anzi c’è rispettata la par condicio: si vedono uomini, donne e pure animali”, ha scherzato il regista presentando in anteprima mondiale alla Mostra del cinema di Venezia due episodi delle 9 puntate. “In una puntata avrò un fazzolettino al posto dello slip, il più piccolo mai indossato ” ha aggiunto Jude law proseguendo sul tema.
La serie originale SKY-HBO-CANAL +, è creata e diretta da Sorrentino, prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside, parte di Fremantle, e co-prodotta da Haut et Court TV e The Mediapro Studio. Scritta da Paolo Sorrentino con Umberto Contarello e Stefano Bises, è ambientata in Vaticano. La trama è top secret ma ormai è noto che accanto a Jude Law un altro papa viene eletto, John Malkovich.
Streep, giornalisti vittime Panama PaperAttrice ricorda Daphne Galizia presentando The Laundromat
VENEZIA01 settembre 201915:56
– “I giornalisti sono vittime dei Panama Papers, il loro contributo alla conoscenza e alla diffusione di questo sistema finanziario di evasione e riciclaggio. Oggi voglio ricordare Daphne Galizia la giornalista maltese uccisa due anni fa”: così la grande Meryl Streep alla presentazione di The Laundromat di Steven Soderbergh in concorso oggi a Venezia 76. Il film, che racconta non senza humor, una storia dello scandalo, vede protagonisti anche Gary Oldman e Antonio Banderas, i due esperti di evasione.
Venezia: i premi alle vociPresentata l’edizione 2019 di ‘Voci nell’ombra’
VENEZIA01 settembre 201915:58
– Presentata alla 76ª Mostra del Cinema di Venezia l’edizione 2019 di ‘Voci nell’Ombra’, festival internazionale del doppiaggio arrivato al ventesimo compleanno.
I primi quattro premiati, voci familiari al pubblico cinematografico e televisivo, sono stati: Luca Ward (Russell Crowe, Antonio Banderas), Roberto Chevalier (Tom Hanks, Tom Cruise), Rodolfo Bianchi (Michael Douglas, Harvey Keitel) e Niseem Riccardo Onorato (Jude Law, Benedict Cumberbatch).
La cerimonia di premiazione si è svolta in collaborazione con le Giornate degli Autori e ha aperto ufficialmente la kermesse, diretta da Tiziana Voarino, che si svolgerà dal 9 al 12 ottobre tra Savona e Genova.
Venezia: Tu come me, combattere insiemeAl lido corto ispirato da storia di Giacomo Perini
VENEZIA01 settembre 201915:59
– ‘È fondamentale avere vicino delle persone che ti supportano. La malattia non è la mia vita”. Lo dice con un sorriso Giacomo Perini dopo la proiezione, con una dedica a Nadia Toffa, nello spazio della Regione Veneto (Excelsior) al Lido, del corto liberamente ispirato alla sua battaglia contro il tumore, Tu come me, di Maria Teresa Carpino e Roberto Orazi. Il film breve, è promosso e interpretato dai ragazzi (studenti universitari di medicina e non solo) dell’Associazione Pancrazio che dopo aver utilizzato il teatro per sensibilizzare l’opinione pubblica sui diritti irrinunciabili degli oltre tre milioni di pazienti oncologici italiani con la commedia I fuori sede, stavolta utilizzano il cinema. La trama si concentra su come la malattia possa separare chi la combatte dai suoi amici, che non sanno come reagire, ma mostra anche come ci si possa ritrovare. “Se dentro di te non trovi la forza di trasformare quello che vivi in qualcosa di positivo non ce la fai ad andare avanti” aggiunge Giacomo.
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Assayas, la Cuba sconosciuta in guerra
Cruz, ho paura della velocità del mondo e dell’individualismo
VENEZIA01 settembre 201916:49
– Nello spirito di questa edizione del Festival di Venezia, che sembra declinata a rivisitare la storia anche quella lontana passa in concorso ‘Wasp Network’ di Olivier Assayas che ci porta alla fine della guerra fredda.
Scritto dallo stesso Assayas e basato sul libro ‘The Last Soldiers of the Cold War’ di Fernando Morais questo dramma di spionaggio racconta una poco conosciuta piccola guerra civile tra cubani. ”Per prepararmi al film girato a Cuba, ho parlato molto con i cubani – spiega oggi al Lido la Cruz -. Sono persone meravigliose con un grande cuore e valori, ma senti che non è gente libera di condividere le cose davvero, e questo mi preoccupa”. Dice invece il regista: “La condizione per fare questo lavoro era girare a Cuba. Siamo arrivati prima per incontrare la gente e alcuni dei veri protagonisti, ma la prima risposta era che non volevano partecipare. Ma alla fine è prevalso il fatto che avremmo parlato di cinque eroi cubani e, alla fine, ci hanno dato il permesso”.
Spike Lee, guardate in che schifo siamoRegista, peggiore cosa che ha fatto è separare famiglie
VENEZIA01 settembre 201916:57
– ”Il precedente presidente Barack Hussein Obama aveva detto che le presidenziali sarebbero state fondamentali per il Paese e guardate cos’è successo, in che schifo siamo con quell’uomo, che non voglio neanche nominare, l’agente arancione”. Lo dice Spike Lee, attaccando Trump, durante la conferenza stampa per American skin di Nate Parker, presentato dalla sezione Sconfini alla Mostra internazionale del Cinema di Venezia.
“Quell’uomo – ha aggiunto Lee sempre senza fare il nome di Trump – ha fatto tante cose malefiche ma la peggiore è aver strappato i bambini urlanti dalle braccia delle madri, per poi rinchiuderli in delle gabbie. E nulla è stato fatto per far si che le famiglie potessero riunirsi” ha spiegato, alludendo alle separazioni delle famiglie di migranti al confine con il Messico. Tutto questo in un Paese “che si presume essere o si ritiene sia la culla della democrazia, il cui presidente dovrebbe venire considerato il leader del mondo libero. Invece ha messo in gabbia le persone”.
Firenze ricorda addio Caterina de’MediciA Palazzo Medici Riccardi spettacolo di living history
RENZE01 settembre 201917:45
– Una ‘danza cosmica’ e un concerto oggi, a Palazzo Medici Riccardi, celebreranno il saluto alla città di Firenze di Caterina de’ Medici. Uno spettacolo di living history, precisa una nota, evocherà l’addio a Firenze che nel settembre del 1533 la giovane organizzò nel palazzo di famiglia in compagnia delle gentildonne fiorentine. Oggi, prima domenica del mese in cui è prevista anche la gratuità di accesso a Palazzo Medici Riccardi e a tutti i Musei civici fiorentini per i residenti della Città metropolitana, è una giornata importante nell’ambito delle iniziative organizzate per il cinquecentenario della nascita di Cosimo e Caterina de’ Medici (1519-2019) a cura del Comune di Firenze – Ufficio Unesco, della Città Metropolitana di Firenze e di Mus.E. Nella stessa data del 1533, infatti, la quattordicenne Caterina organizzava il suo saluto alla città di Firenze, lasciandola definitivamente qualche ora dopo per avviare il suo lungo viaggio verso Marsiglia. Qui, il 28 ottobre, verrà celebrato il suo matrimonio con il giovane principe di Francia, figlio di Francesco I e futuro Enrico II. Da quel giorno sarebbe stata scritta la storia più celebre di Caterina, quella di principessa e poi regina, segnata da trame di potere e di affetti, da guerre religiose, ma anche da raffinato mecenatismo, solitaria fermezza e nera superstizione, prosegue la nota. In ricordo di quel lontano settembre, il pomeriggio e la sera di oggi saranno ricchi di una serie di eventi tesi a ricordare da una parte la passione e il gusto per le arti di Caterina e dall’altra il suo legame con Firenze e con la casata medicea.
Festival Mente boom, 45 mila presenzeOltre 47 mila utenti lo seguono attraverso community
SARZANA (LA SPEZIA)01 settembre 201918:37
– Chiude la 16^ edizione del Festival della Mente, il primo festival europeo dedicato alla creatività, diretto da Benedetta Marietti e promosso dalla Fondazione Carispezia e dal Comune di Sarzana, riconfermando con 45 mila presenze il grande successo di pubblico. Il festival, aperto da una lezione magistrale dell’ingegnere aerospaziale Amalia Ercoli Finzi, ha visto per tre intense giornate di incontri e spettacoli alternarsi voci diverse dal panorama della cultura italiana e internazionale. Umanisti, scienziati e artisti, hanno contribuito con riflessioni originali e multidisciplinari ad approfondire una tematica di grande attualità il concetto di futuro. “Per cambiare il mondo bisogna innanzitutto cambiare il modo di raccontarlo. Bisogna imparare a farlo con passione ma soprattutto con precisione, accuratezza, competenza e chiarezza” ha detto Marietti. Il sindaco Cristina Ponzanelli ha voluto ricordare che “in un’epoca di contrapposizioni esasperate e sfiducia, abbiamo voluto dare un messaggio positivo e di speranza. Anche quest’anno abbiamo raccolto numeri straordinari e punteremo sempre a far meglio. In questi week end di fine estate il festival è stato seguito attraverso i canali social anche dalla community virtuale composta da oltre 47.500 utenti.
Arriva La verità sul caso Harry QuebertSerie tratta fa caso editoriale da 7 milioni di copie
01 settembre 201919:08
– Da Lunedì 2 e martedì 3 settembre, in prima serata su Canale 5, in prima tv in chiaro va in onda “La verità sul caso Harry Quebert”, la serie evento tratta dall’omonimo best seller di Jol Dicker, caso editoriale da 7 milioni di copie vendute nel mondo.
Diretta dal regista di culto Jean-Jacques Annaud, noto al grande pubblico per capolavori quali “Il nome della rosa” e “Sette anni in Tibet”, il crime thriller psicologico vede come protagonista l’attore Patrick Dempsey, il celebre dottor Derek Sheperd del medical drama Grey’s Anatomy.
Dempsey è Harry Quebert, uno stimato professore universitario, divenuto icona mondiale grazie al successo del suo romanzo “Le origini del male”. Il docente viene all’improvviso coinvolto in un misterioso omicidio, per il quale rischia la pena di morte come principale indiziato. Nella sua proprietà, infatti, viene ritrovato il corpo di Nola Kellergan, quindicenne scomparsa nel nulla 33 anni prima e con la quale lo scrittore ebbe una relazione nell’estate del 1975.
