Ultimo aggiornamento 27 Settembre, 2019, 13:43:05 di Maurizio Barra
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Festival inQuiete, torna con ospiti Kathleen Alcott e Miriam Toews
Da 11-13 ottobre, tra ospiti anche Murgia su teologia femminista
24 settembre 2019 18:59
– Torna il Festival ‘inQuiete’ dedicato alle donne che scrivono, alle lettrici e ai lettori. La terza edizione, dall’11 al 13 ottobre a Roma, vedrà protagoniste per tre giorni, lungo l’isola pedonale del quartiere Pigneto, autrici italiane, europee, statunitensi, indonesiane, curde e turche, tra le quali Kathleen Alcott, Valeria Ardone, Miriam Toews, Chiara Gamberale, Feby Indirani, Michela Marzano, Valeria Parrella. Ci sarà un incontro con Michela Murgia dedicato alla teologia femminista.
Ospiti anche: Nadia Terranova, Miriana Trevisan, Simona Vinci, Loredana Lipperini, Annalena Benini, Cristina Cassar Scalia, Elisa Casseri, Gaja Cenciarelli, Concita De Gregorio, Nadia Fusini, Veronica Raimo, Lidia Ravera ed Elvira Serra.
Nasce in questa edizione del festival, organizzato dall’Associazione Mia e dalla Libreria delle donne, Tuba Galassia inQuiete con incontri nei locali e spazi culturali del Pigneto.
Presentazioni delle ultime uscite editoriali si alterneranno a confronti, brevi ritratti di scrittrici del passato, reading e laboratori di lettura per bambine e bambini. Si parlerà di movimenti e migrazioni, in particolare con Chiara Ingrao, Elena Stancanelli, Annalisa Camilli e Francesca Mannocchi; si rifletterà sull’esilio con Pinar Selek, scrittrice turca condannata all’ergastolo nel suo paese, si affronterà il tema dei corpi violati che resistono con la scrittrice francese Adélade Bon e di corpi liberi che si fanno luogo di sperimentazione con Eva Baltasar e con l’attrice e performer Chiara Bersani che leggerà Marina Cvetaeva e Widad Nabi.
Gli appuntamenti con ‘Ritratti di Signora’ rievocheranno Mercè Rodoreda, Edith Wharton, Virgilia D’Andrea, Susan Sontag, Nella Nobili, Clarice Lispector, Dolores Prato, Lucia Berlin e Chavela Vargas. In un reading di Iaia Forte, introdotto da Romana Petri, si ricorderà Elsa Morante mentre Margherita Giacobino, Cristina Petrucci e Monica Pietrangeli parleranno di Valerie Solanas fra opera ed editoria. In continuità con le scorse edizioni si parlerà di poesia con Widad Nabi, poeta curdo-siriana e all’incontro ‘La poesia è viva’ con Manuela Fraire, Silvia Bre, Laura Pugno e Lidia Riviello. E non mancherà lo spazio ‘inQuiete Kids’, dai 13 ai 15 anni, tra letteratura e teatro con, tra le autrici coinvolte Ritanna Armeni, Nadia Terranova, Vichi De Marchi, Lilith Moscon e Carola Susani.
Il Festival sarà ospitato alla Libreria delle donne Tuba, alla Biblioteca Goffredo Mameli, grazie alla prosecuzione della collaborazione con Biblioteche di Roma, e per la prima volta al Cinema Avorio. Il 10 ottobre un’anteprima e presentazione del programma del 2019 a “Grande come una città”, in gemellaggio con le attività culturali che si svolgono nel Terzo municipio, con la presentazione di Barracoon di Zora Neale Hurston.
Pedro Almodovar, 70 anni tra mondo pop e gineceoOltre 20 film sul filo autobiografia, Oscar e Leone carriera
25 settembre 201914:55
– Quanto tempo è passato da quando l’impronta di Pedro Almodovar ha marcato per la prima volta il cinema spagnolo, lo ha travolto come un tornado, ne ha fatto un punto di riferimento mondiale di vitale trasgressione e novità culturale? Il primo segno, un lampo luminoso colto subito dagli appassionati e dai festival internazionali, risale al 1980 con l’autobiografico, graffiante, ironico “Pepi, Luci, Bon y otra chicas del monton”. Allora il provinciale Pedro Almodovar Caballero, nato il 25 settembre 1949 a Calatrava nella Mancha, viveva a Madrid, si è diplomato alla Scuola di Cinema, ma si guadagna da vivere alla Società Telefonica, si mette alla prova in un gruppo teatrale, scrive racconti e fumetti.Il successo inaspettato e imprevedibile del suo esordio gli punta addosso i riflettori della notorietà nonostante lo stile sperimentale e volutamente fumettistico della pellicola. Da un lato fissa i punti fondamentali del suo cinema migliore (autobiografismo, libertà stilistica, gusto pop e colorato dell’immagine), dall’altro mette in luce una compagnia d’attori e tecnici che diventeranno la sua famiglia e si riuniranno a intervalli regolari sotto le insegne della compagnia di produzione che fonda insieme al fratello minore Agustin, un chimico poi arruolato a vita nell’universo cinematografico di Pedro. Grazie al successo internazionale passano appena due anni e il “marchio Almodovar” si conferma con “Labirinto di passioni” presentato tra molte polemiche alla Mostra di Venezia l’anno dopo. Alle ormai fedelissime Carmen Maura e Cecilia Roth si aggiungono adesso Imanol Arias (al tempo astro emergente) e il giovanissimo Antonio Banderas che del regista diventerà l’alter ego come di illustra perfettamente nel recente “Dolor y Gloria”.E poi sarà la volta di Marisa Paredes, Rossy de Palma, Maria Barranco: un autentico gineceo che è indizio di complicità, sintonia e desiderio di fotografare l’animo femminile da parte di un uomo che non ha mai fatto mistero della sua omosessualità vissuta in piena vista. Il cinema di Almodovar nei primi anni ’80 è il simbolo della rinascita spagnola dopo il lungo oscurantismo dell’epoca del caudillo Franco. Nel giovane regista vivono gli echi anarchici del surrealista Bunuel e il fiero spirito libertario di Carlos Saura; ma ci sono anche i fantasmi di Fellini, l’irridente scandalo di Bigas Luna, la vivacità della macchina da presa imparata sui testi della Nouvelle Vague e l’originalità espressiva con cui Fassbinder aveva sdoganato il difficile tema dell’omosessualità sullo schermo. Eppure perché tutti questi elementi si fondano in una perfetta armonia cui corrisponde il grande successo di massa bisogna attendere il 1988 con il boom di “Donne sull’orlo di una crisi di nervi”, trionfatore ai Goya (il David di Donatello spagnolo), candidato all’Oscar, presentato in concorso a quella Mostra di Venezia che quest’anno gli ha consegnato il Leone d’oro alla carriera.Dodici anni dopo con l’emozionante e intimo “Tutto su mia madre” Almodovar conquisterà anche i perbenisti votanti dell’Oscar e si porterà a casa la statuetta per il miglior film straniero. Con 22 lungometraggi alle spalle (cui vanno aggiunti i numerosi corti degli anni ’70), Don Pedro è ormai un’istituzione: ha attraversato tutti i linguaggi e gli stili del cinema, eccellendo nella commedia, nel melodramma (il suo genere preferito), ma con scorribande anche attraverso i generi come il noir e l’erotico. Con “Dolor y Gloria” ha regalato al suo pubblico una sorta di bilancio di vita a cuore aperto, mettendo in scena il suo alter ego “felliniano” (Antonio Banderas) nel ruolo di un regista alle prese con la crisi della mezza età e i molti pentimenti per la sua vita personale. Con gli anni la provocazione si è fatta meditazione, l’ironia si è mutata in compassione per le debolezze del corpo e della mente, l’autobiografia è diventata linguaggio. Ma lo stile – sezionato dai critici e diviso meticolosamente in periodi diversi della sua opera – è rimasto intatto: un marchio di fabbrica che si coglie in ogni inquadratura, in ogni espressione, in ogni cromatismo da una pellicola all’altra. Forse il suo 70/o compleanno è oggi venato da una nota di mestizia; ma nulla può togliere a noi spettatori il gusto aspro della vita che Pedro Almodovar ha saputo regalarci. Due generazioni di spettatori gli devono un brindisi augurale per questo dono inimitabile.
Joker sotto accusa, appello alla WarnerA scriverla cinque famigliari vittime della strage di Aurora
25 settembre 201909:48
A pochi giorni dall’uscita negli Usa (4 ottobre, il giorno prima in Italia), crescono le polemiche intorno a Joker di Todd Phillips, il film, Leone d’oro all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, che racconta, da una prospettiva anche sociale, le origini del super nemico (interpretato da Joaquin Phoenix) di Batman. Il dibattito è nato soprattutto online dopo i rilievi di qualche critico, secondo cui il film offrirebbe un ritratto troppo benevolo del protagonista, risultando, per alcuni, addirittura, un implicito incitamento alla violenza. Ora intervengono, con una lettera all’ad della Warner Bros Ann Sarnoff, cinque famigliari delle vittime della strage di Aurora (12 morti e 70 feriti) in Colorado, compiuta nel 2012 dall’allora 24enne James Holmes, che aprì il fuoco in un multiplex durante una proiezione de Il cavaliere oscuro – Il ritorno (terzo capitolo della trilogia su Batman di Christopher Nolan). Stando ai primi articoli, al momento dell’arresto, Holmes aveva detto di identificarsi in Joker, una voce poi smentita dall’avvocato dell’uomo, condannato a 12 ergastoli. “Quando abbiamo saputo che la Warner Bros stava per distribuire un film chiamato Joker, che presenta il protagonista in una storia delle origini benevola, ci siamo fermati a riflettere” scrivono i famigliari. Ribadendo il loro sostegno alla libertà di parola e espressione, non chiedono una messa al bando del film, ma che la Warner Bros sostenga attivamente “la lotta per costruire comunità più sicure e con meno pistole” e propongono alla major azioni concrete come usare la propria influenza per promuovere una riforma della legge sulle armi e smettere di contribuire alle campagne di candidati che prendono soldi anche dalla Nra (la lobby delle armi usa) o sono contro tale riforma. Il film è “uno schiaffo in faccia” ha detto a Hollywood Reporter una delle firmatarie della lettera, Sandy Phillips, che dopo aver perso nella strage di Aurora una figlia, ha fondato con il marito l’associazione Survivors Empowered. La sua preoccupazione è che qualcuno, “che magari sta covando il pensiero di compiere una strage possa sentirsi incoraggiato da questo film”. Mentre Tom Sullivan, che nella strage ha perso un figlio, non pensa invece che il film “possa innescare atti di violenza”. Intanto il multiplex dove si è svolta la strage ha annunciato che non proietterà Joker. Le polemiche hanno toccato anche Joaquin Phoenix, che qualche giorno fa ha interrotto un’intervista con The Telegraph, quando gli hanno chiesto dei possibili effetti della violenza della pellicola, per poi tornare dopo un’ora, scusandosi. In un’altra intervista l’attore ha risposto sul tema: “Penso che la maggior parte di noi sappia distinguere la differenza tra giusto e sbagliato – ha detto a Ign -. E quelli che non non sono capaci di farlo, possono stravolgere il senso di qualunque cosa, i versi di una canzone, il passaggio di un libro. Non penso sia responsabilità di un filmmaker insegnare la moralità o la differenza fra giusto e sbagliato”. La Warner Bros però non ci sta e ribatte. “Che sia chiaro: né il personaggio di finzione Joker, né il film sono un endorsement a qualunque tipo di violenza del mondo reale”, è la dichiarazione ufficiale nella quale si sottolinea come “la violenza delle armi nella nostra società è un tema critico e noi estendiamo la nostra solidarietà a tutte le vittime colpite da queste tragedia”. “La nostra compagnia ha una lunga storia di donazioni alle vittime di violenza, incluse quelle di Aurora e nelle ultime settimane, la nostra società madre si è unita ad altri leader del mondo economico per chiedere ai legislatori di emanare una legge bipartisan per colpire questa epidemia (di violenza, ndr). Allo stesso tempo, Warner Bros crede che una delle sue funzioni di storytelling sia di provocare dialoghi difficili su temi complessi”.
Placido Domingo lascia la Met OperaDopo accuse di molestie si ritira da tutte le future perfomance
NEW YORK25 settembre 201915:10
Placido Domingo si ritira dalla Met Opera, dove avrebbe dovuto portare in scena il ‘Macbeth’ di Giuseppe Verdi mercoledì sera. Lo riporta l’Associated Press, sottolineando che Domingo si ritira da tutte le future perfomance dalla Met Opera. La decisione è legata alle accuse di molestie sessuali avanzate da alcune donne nei suoi confronti.
Domingo ha partecipato alle prove per il Macbeth lunedì, ma nonostante questo la Met Opera ha annunciato che la star si è detta d’accordo sulla necessità di fare un passo indietro.
Rambo ritorna in azione, è Last BloodDal 26 settembre quinto capitolo saga cult con Sly Stallone
25 settembre 201909:35
Trentasette anni dopo il primo film, nel quinto capitolo del franchise cult, Rambo – Last Blood di Adrian Grunberg (Viaggio in paradiso) in sala dal 26 settembre con Notorius Pictures, Sylvester Stallone invecchiato e con qualche ritocco estetico, torna il guerriero già veterano di guerra del Vietnam ed ex soldato delle forze speciali dell’esercito americano e sembra essere andato a scuola da Tarantino per le molte scene splatter (compresa l’ultima, la più terribile).
Il fatto è forse che ora John Rambo, dopo aver abbattuto soldati sovietici in Vietnam e Afghanistan e massacrato brutali combattenti dell’esercito birmano, tornato nel ranch di famiglia si è come pacificato anche se dentro di lui vive ancora un leone.
Ma la vita tranquilla da vivere nella prateria in Arizona, dura davvero poco. Qui passa le giornate con una famiglia da lui adottata composta da Maria Beltran (Adriana Barraza) e sua figlia Carmen Delgado (Paz Vega), la più adorabile delle fanciulle.
E così quando la ragazza, disobbedendo a un suo divieto, si reca in Messico per incontrare il suo vero padre, un poco di buono, Rambo non e’ certo contento. Ma questo è solo l’inizio.
Per tutta una serie di sfortunate circostanze Carmen viene catturata da un cartello messicano che la fa prostituire e la droga. Per Rambo e tutte le sue armi, dal coltello all’arco fino al mitra, un segnale: è l’ora di aprire le porte dell’inferno.
Matera 2019: Allevi, talent in arrivo?Il compositore sta guidando una master class a Mataponto
Matera 2019: Allevi, talent in arrivo?Il compositore sta guidando una master class a Mataponto
MATERA25 settembre 201911:56
– Dieci giovani italiani e stranieri stanno partecipando, a Nova Siri (Matera), a una master class “completamente gratuita” guidata dal compositore Giovanni Allevi per approfondire la musica sinfonica per orchestra. Lo ha reso noto stamani, a Matera – Capitale europea delle cultura 2019 – lo stesso Allevi, annunciando che l’iniziativa “potrebbe trasformarsi in un talent”.
Il corso guidato da Allevi si concluderà sabato prossimo, 28 settembre, con un concerto in programma Metaponto di Bernalda (Matera), luogo dove insegnò Pitagora: “E’ importante – ha spiegato il compositore – che la Capitale europea della cultura 2019 abbia contribuito a valorizzare luoghi come Metaponto e filosofi come Pitagora perché la matematica ha una relazione molto stretta con gli studi musicali”.
Giorno più bello di Siani chiude AliceLa commedia in anteprima il 25 ottobre
25 settembre 201912:40
– Sarà il giorno più bello del mondo, la nuova commedia evento di Alessandro Siani, a chiudere il 25 ottobre – alla presenza del regista e degli attori Stefania Spampinato, Giovanni Esposito e i piccoli Sara Ciocca e Leone Riva – Alice nella città, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma.
Il film, che sarà presentato in anteprima ai ragazzi delle scuole, racconta la storia di Arturo Meraviglia, un impresario di un piccolo teatro di avanspettacolo ormai in declino, che spera di risolvere i suoi problemi con i debitori grazie ad un lascito di uno zio. La vita di Arturo prenderà una piega inaspettata quando scoprirà che l’eredità sono due bambini, Rebecca e Gioele, e che proprio il bambino ha un potere sorprendente!! Le magie che il bambino è in grado di compiere sembrano essere la chiave per risolvere i problemi di Arturo e risollevarlo dal vicinissimo tracollo.
La storia della bici in mostra a ModenaDall’11 ottobre, viaggio di due secoli tra velocipedi e carbonio
MODENA25 settembre 201912:42
– “Bici davvero! Velocipedi, figurine e altre storie”, un viaggio di due secoli nel mondo della bicicletta raccontato attraverso 350 pezzi, tra album e figurine. È la mostra presentata dal Museo della Figurina di Modena, una delle realtà istituzionali che fa parte di Fondazione Modena Arti Visive, dall’11 ottobre al 13 aprile 2020. La rassegna, curata da Francesca Fontana e Marco Pastonesi, con il patrocinio della Federazione Ciclistica Italiana, è un atto d’amore verso questo rivoluzionario mezzo di trasporto, simbolo di libertà. Il percorso espositivo si apre con la sezione più squisitamente storica che analizza l’evoluzione della bicicletta e celebra i suoi pionieri: a partire dal barone tedesco Karl Drais von Sauerbronn che nel 1817 inventò la Draisina, una ‘macchina da corsa’ spinta dalla sola forza delle gambe, passando per Pierre ed Ernest Michaux che negli anni 60 dell’800 applicarono i pedali alla ruota anteriore, fino alle rivoluzionarie e leggerissime biciclette in carbonio di oggi.
Liorni, ho vinto con Reazione a catenaTestimone passa a Eredità. “Anche a Italia sì storie ‘normali'”
25 settembre 201913:21
– “Mi sono divertito a giocare e ho sempre invitato i concorrenti a far viaggiare la mente: aiuta a sentirsi liberi”. Marco Liorni chiude con successo l’esperienza alla guida di Reazione a catena, che dal 25/9 cede il testimone all’Eredità con Flavio Insinna nel preserale di Rai1. Una sfida vinta: “Per la prima volta mi sono misurato con un game, che per tutta l’estate si è scontrato con un quiz, Caduta libera di Gerry Scotti”. Reazione a catena ha avuto in media oltre 2,7 milioni di spettatori pari al 21.5% di share, aggiudicandosi più del 90% delle sfide con il competitor e centrando nella finale il record stagionale. “Abbiamo proposto storie di giovani ‘normali’, vicende positive, che permettono di uscire dalla logica dei social dove spesso emergono i più aggressivi o esibizionisti”. L’attenzione alle storie è anche il fil rouge di Italia sì, il ‘podio’ del sabato pomeriggio di Rai1 dove Liorni ha voluto come presenza fissa Manuel Bortuzzo, il nuotatore rimasto paralizzato dopo un’aggressione a Roma.
Molestie, il Met Opera sospende GrigoloAvrebbe palpato una corista. Analogo provvedimento alla Roh
NEW YORK25 settembre 201915:46
Il Metropolitan Opera ho sospeso Vittorio Grigolo. Il provvedimento nei confronti del tenore italiano, 42 anni, è stato preso nello stesso giorno in cui Placido Domingo ha deciso di lasciare il teatro newyorkese dopo 51 anni in seguito alle accuse di molestie sessuali da parte di una ventina di donne. Grigolo, considerato una vera e propria star al Met Opera, è stato sospeso a seguito di un’indagine della Royal Opera House di Londra che ha deciso di allontanarlo temporaneamente dal palcoscenico dopo un episodio avvenuto la settimana scorsa durante un tour del teatro londinese in Giappone. Grigolo avrebbe palpato una corista durante un inchino finale davanti al pubblico e agli altri artisti. La Royal Opera House ha ritenuto il presunto incidente avvenuto sul palcoscenico serio al punto da sostituire immediatamente il tenore italiano dal tour in Giappone, al suo posto, infatti, per l’ultima recita a Yokohama, ci sarà il tenore russo Georgy Vasiliev.
A Milano opere di Canova e ThorvaldsenAlle Gallerie d’Italia esposizione con oltre 150 opere
25 settembre 201914:43
– Per la prima volta le opere dei due grandi rivali della scultura moderna in età neoclassica e romantica, l’italiano Antonio Canova e il danese Bertel Thorvaldesn, si confronteranno in una mostra che sarà ospitata alle Gallerie d’Italia a Milano dal 25 ottobre al 15 marzo.
La rassegna, curata da Stefano Grandesso e Fernando Mazzocca, sarà realizzata in collaborazione con il museo Thorvaldsen di Copenaghen e il museo statale Ermitage di San Pietroburgo e con l’apporto di prestiti concessi da musei, collezioni private italiane e straniere tra cui la biblioteca apostolica vaticana, le gallerie degli Uffizi di Firenze il Paul Getty museum di Los Angeles.
Attraverso oltre 150 opere divise in diaciassette sezioni la mostra documenterà la straordinaria complessità delle opere dei due artisti. Alle Gallerie d’Italia Canova e Thorvaldesn ci saranno i ritratti, le icone popolari, la rappresentazione dell’amore, i grandi mecenati e l’incanto dell’eterna giovinezza.
Questa mostra consente per la prima volta di “vedere a confronto le opere di due grandi artisti. Dal punto di vista culturale è una grande occasione”, ha spiegato il presidente emerito di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli, nel corso della presentazione. C’è una profonda sintonia tra “Comune di Milano e Intesa su fatto che la cultura sia uno strumento di diffusione”, ha detto l’assessore alla cultura del Comune di Milano, Filippo del Corno. Anche la Galleria d’arte moderna di Milano realizzerà una mostra dedicata a Canova. I musei “devono essere – ha aggiunto – luoghi di ricerca. L’ottica sistemica è sinergica consentirà alla città di avere ospiti a Milano opere di straordinaria importanza provenienti tra i musei di tutto il mondo”.
A teatro, Riccobono, Zeno, Lo VersoBalliamo sul mondo con hit Ligabue. Corteo per Cirque du soleil
25 settembre 201915:24
– Eva Riccobono diretta da Andrée Ruth Shammah in ”Coltelli nelle galline” di David Harrower e ”Balliamo sul mondo”, il musical di Chiara Noschese con i più grandi successi di Ligabue, tutti a Milano; Enrico Lo Verso al 72/o Ciclo di Spettacoli Classici all’Olimpico di Vicenza con ”Apologia di Socrate” di Platone e ”Corteo” del Cirque du soleil a Torino; Giuseppe Zeno con Silvia Salemi in ”Non si uccidono così anche i cavalli?” di Horace McCoy e Antonello Avallone con ”Io e Woody”, tutti a Roma: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.
Bacon e Freud, indagine condizione umanaA Roma il confronto tra i due artisti nella Scuola di Londra
25 settembre 201915:24
– È forse l’ossessione per il corpo e il volto, specchi di una condizione umana sempre indagata ma mai conosciuta fino in fondo, accanto a una pittura che disperatamente cerca di registrare la vita vera attraverso l’uomo, ciò che colpisce nella mostra Bacon/Freud, la Scuola di Londra, in programma a Roma al Chiostro del Bramante dal 26 settembre al 23 febbraio. Un progetto affascinante, composto da oltre 45 pregevolissime opere (dipinti, disegni e incisioni) tutte provenienti dalla Tate, che presenta per la prima volta in Italia il confronto tra Francis Bacon e Lucian Freud proponendo insieme il racconto dell’esperienza degli artisti della Scuola di Londra. Il percorso declina circa 70 anni di arte britannica: accanto a Bacon e Freud, anche Frank Auerbach, Michael Andrews, Leon Kossoff e Paula Rego, artisti eterogenei, nati tra l’inizio del ‘900 e gli anni ’30, giunti a Londra da immigrati che nella città ferita dalla guerra hanno trovato un luogo fecondo, in cui vivere ed esprimere liberamente se stessi.
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Ducale, rassegna su satira e/o comicità
Tutto quanto può far ridere, e pensare, da Molière a oggi
GENOVA25 settembre 201915:26
– La satira è roba antica: Orazio dice l’abbia inventata Lucilio e c’è da crederci. Ma dove sono i confini tra il comico e la satira? A questa domanda intende rispondere la rassegna – a Palazzo Ducale dal 30 settembre al 21 ottobre – pensata da Luca Bizzarri e Tullio Solenghi ‘Tra il comico e la satira’, ideale prosecuzione della rassegna di Letteratura comica dello scorso anno. Per i più, comico e satira sono la stessa cosa, due modi diversi per definire ciò che ci diverte nella letteratura e nello spettacolo. Ma sembra proprio che non sia così: Dario Fo sostiene che solo la satira, che colpisce bersagli precisi della propria epoca, ha la dignità di un genere letterario: chi la pratica parte spesso dal tragico, come Rabelais o Molière, esponendosi di persona a possibili conseguenze e portando avanti una battaglia contro il marcio o gli errori dei suoi tempi. E però esistono deliziose forme del riso: in poesia, nella letteratura e nello spettacolo dove, dai Latini in poi, il comico assume volti che connotano la propria epoca. Ogni incontro prevede qualche considerazione sul comico, un focus su un artista del riso e letture a tema. Si comincia il 30 settembre con Tullio Solenghi, Orietta Notari e Luca Bizzarri, poi sarà il turno di Lella Costa (7 ottobre), di Enrico Bertolino (14 ottobre) e di paolo Rossi (21 ottobre).
Style Magazine si rinnovaIn edicola il 26 settembre con il ‘Corriere della sera’
25 settembre 201915:54
– Si arricchisce di nuovi contenuti e aggiunge nuove firme il numero di ottobre di ‘Style Magazine’, in edicola il 26 settembre con il ‘Corriere della Sera’.
Rinnovata anche la grafica: la tipografia e il layout sono più decisi e lasciano maggiore spazio alle immagini.
Tante le novità proposte dal mensile maschile di attualità e stile di RCS, diretto da Alessandro Calascibetta, a partire dalla parola chiave che in ogni numero verrà evidenziata in copertina, caratterizzerà un’area monografica del magazine a partire dalla cover story e sarà sviluppata attraverso articoli, interviste, reportage fotografici e inchieste. Una sorta di “giornale nel giornale”. Made in Italy è la parola chiave del primo numero con in copertina Francesco Vezzoli ritratto in un trittico composito realizzato dal fotografo Mimmo Jodice, che in via del tutto eccezionale, per l’occasione, torna sul set.
Arbore, Fiorello erede mio e BoncompagniConduttore racconta l’amico e ‘complice’ in No, non è la Bbc
25 settembre 201916:13
– “Un erede dei programmi che ho fatto con Boncompagni? Un po’ Fiorello, perché improvvisa come noi, basta andare in una sua trasmissione per vedere quanta energia c’è. Ora gli auguro il meglio per l’avventura che sta per cominciare su Rai Play. Parlando della sintonia che avevo con Gianni, la ritrovo molto anche in Lillo e Greg”. Lo dice Renzo Arbore, presentando al Prix Italia la serata evento No, non è la Bbc, in onda giovedì 26 settembre alle 21.05 su Rai2, nella quale il conduttore ripercorre la carriera artistica del suo amico e complice di tanta radio e tv, Gianni Boncompagni (scomparso il 16 aprile 2017). Protagoniste tante chicche d’archivio e ospiti come Raffaella Carrà. Testimonianze di Ambra Angiolini, Claudia Gerini, Sabrina Impacciatore, Giancarlo Magalli, Fabio Fazio e Piero Chiambretti. “Non sarà il solito programma commemorativo – assicura Arbore – riserverà sorprese fin da una trovata che si scoprirà in apertura. Per realizzarlo ci siamo chiesti come Gianni avrebbe amato essere ricordato”.
“Lo abbiamo fatto alla maniera sua… e un po’ alla maniera mia “, dice l’artista, anche autore con Barbara Boncompagni, Ugo Porcelli, Giorgio Verdelli e Luca Nannini.
Andy Warhol a Napoli in 200 opereEsposizione fino al 23 febbraio nella Basilica della Pietrasanta
NAPOLI25 settembre 201916:15
– Sono oltre 200 le opere di Andy Warhol che napoletani e turisti potranno ammirare fino al 23 febbraio 2020 alla Basilica della Pietrasanta, nel cuore del centro storico di Napoli. L’esposizione, promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, sotto l’egida dell’Arcidiocesi di Napoli, è prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia con Eugenio Falcioni e in collaborazione con l’associazione Pietrasanta Polo culturale onlus e Art Motors.
La mostra regala al pubblico una visione completa della produzione artistica del genio americano che ha rivoluzionato il concetto di opera d’arte a partire dal secondo dopoguerra: immortali icone e ritratti, polaroid e acetati, disegni e il mondo della musica, il brand e l’Italia. In sette sezioni arriva così nel capoluogo campano quel mondo pop che ha segnato l’ascesa di Warhol con opere come le intramontabili Campbell’s Soup, il ritratto serigrafato di Marylin, le celebri serigrafie di Mao del 1972 e il famosissimo Flowers del 1964.
A Milano Google fa parlare gli specchiInstallazione con progetti degli studenti della Domus Academy
ANO25 settembre 201916:16NEW
– Altro che “Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?”, oggi si può chiedere al proprio specchio che tempo farà nel weekend o com’è la situazione del traffico per andare al lavoro, grazie alle sinergie tra tecnologia e design, ambito su cui si concentra Talking Crafts, un’installazione realizzata da Google Italia insieme a Domus Academy, che sarà aperta al pubblico dal 27 al 29 settembre in Piazza Gae Aulenti, a Milano.
E’ stata Google a chiedere agli studenti dell’accademia milanese di immaginare – sotto la guida dell’architetto Fabio Novembre – nel corso di una maratona creativa di 48 ore come i dispositivi Google possano integrarsi con gli oggetti più familiari delle nostre case, aumentandone le funzionalità fino a dargli voce. I progetti vincitori sono diventati prototipi grazie a Bitossi, Driade, FontanaArte e Kartell, e saranno esposti all’interno di Talking Crafts. Il viaggio nell’installazione-casa parte dalla cucina, con Around, scultura in ceramica disegnata per Bitossi a richiamare un centrotavola: un piatto pensato per contenere alimenti e piccoli oggetti, che ospita Google Home Mini, pronto a trasformare le once in grammi, a scoprire quante calorie ha una banana e a mettere una musica soft come sottofondo. Il salotto è il regno di Osmo, il tavolino realizzato per Driade (presente alla mostra con tre prototipi) che replica il movimento dell’acqua attraverso onde scolpite sulla superficie del legno. In camera dei ragazzi Bubbella , la bolla realizzata per Kartell per ospitare Google Home Mini e essere pronta a mettere in pausa la TV o abbassare le luci prima di andare a dormire.
L’allarme di Villa Giulia bloccato dalle riformeL’ex direttore Nizzo “In pericolo finanziamenti e rilancio”
26 settembre 201911:17
Fermi i fondi, bloccate le gare d’appalto per i cantieri che dovevano servire al rilancio del museo, in forse la partecipazione alla grande mostra sugli Etruschi del 2020-21 a Madrid, ridotti all’osso persino i festeggiamenti per i 130 anni della nascita del museo, a novembre. Il fai e disfa del governo gialloverde sui musei, con il decreto di luglio che ne aboliva l’autonomia seguito dai provvedimenti agostani che gliela restituivano nella nuova veste di ‘rete museale’ rischia di danneggiare seriamente il Museo nazionale etrusco di Villa Giulia, eccellenza indiscussa con una collezione senza eguali nel mondo. Lo racconta l’ex direttore Valentino Nizzo, che dall’ufficio di gabinetto del Mibact, dove è stato trasferito, torna tre giorni alla settimana a Villa Giulia per gestire il difficile passaggio di consegne alla Soprintendenza speciale di Roma guidata da Daniela Porro. “E’ tutto bloccato perché il museo al momento non ha una posizione contabile e la collega che ha l’interim sta ancora aspettando che registrino il suo incarico – spiega – dopodiché dovranno essere fatti tutti i passi amministrativi per il passaggio del museo alla Soprintendenza, anche quello richiederà del tempo”. Tutto questo in attesa del ritorno all’autonomia in forma di rete di musei etruschi, sempre che il ministro Franceschini non intervenga. Eppure non ci sarebbe un attimo da perdere, perché molti dei finanziamenti già ottenuti a fatica nei primi due anni di autonomia (Nizzo, vincitore di concorso, è stato nominato a maggio del 2017) potrebbero ora andare persi e tutte le soddisfazioni e le speranze (nel 2018 +14% visitatori e +12% incassi) vanificati. Etruscologo, Nizzo racconta di aver trovato al suo arrivo a Villa Giulia un organico svuotato di persone e competenze, comprese quelle amministrative, determinanti per mandare avanti un museo autonomo dotato di un suo bilancio. Con un paradosso: “Nel museo etrusco con la collezione più importante del mondo ero io l’unico etruscologo”, sorride il giovane ex direttore che di recente è stato chiamato a curare dal punto di vista storico e archeologico la sceneggiatura di Romulus, la serie di Matteo Rovere per Sky che andrà in onda nel 2020. Una competenza che ora verrà a mancare di nuovo, non un problema da poco vista la necessità di completare la catalogazione preliminare delle opere in deposito (“Un lavoro che abbiamo avviato subito ma che richiede tempo”) e poi di organizzare mostre, guidare il riallestimento, gestire la comunicazione, seguire il progetto della Macchina del Tempio (una sala multimediale pensata per accogliere i visitatori e guidarli nel mondo etrusco) che si era pensato di realizzare nel Tempio Etrusco Italico fatto costruire nell’Ottocento dal fondatore del museo nel giardino di Villa Giulia. Intanto ci sono problemi da affrontare con urgenza, dalla messa in sicurezza del complesso museale (Infiltrazioni, consolidamento delle facciate laterali, tubature dell’acqua da rifare, così come gli infissi di villa Poniatowski che ha bisogno anche di un intervento sull’ascensore) all’allestimento dei due nuovi laboratori (uno dovrebbe servire per il restauro a vista del celeberrimo Sarcofago degli Sposi). I soldi però sono bloccati, come i 600 mila euro stanziati ad agosto “perché manca il responsabile legale”. O come i finanziamenti per il restauro delle ex Concerie Riganti, un complesso ottocentesco adiacente Villa Poniatowski che secondo l’ambizioso progetto messo a punto con l’Università La Sapienza dovrebbe ospitare le mostre temporanee, l’accoglienza, un museum shop, un ristorante. Anche in questo caso era arrivata da poco una prima tranche di fondi per il progetto esecutivo, che ora rischiano di saltare. Come potrebbe non andare in porto l’appalto per la Macchina del Tempio o il lavoro di mesi per la partecipazione alla grande mostra sugli etruschi – la più importante mai realizzata in Spagna – che si terrà a Madrid alla fine del 2020 con la curatela affidata allo stesso Nizzo preceduta dal prestito a Villa Giulia della più importante iscrizione etrusca al mondo conservata a Zagabria e in antico riutilizzata per bendare una mummia. Un elenco che sembra infinito. L’ex direttore si appassiona e si dispera, racconta la dedizione della squadra di funzionari con i quali ha lavorato, ricorda lo sforzo per le iniziative di valorizzazione ‘fatte in casa’ per non pesare sul bilancio, il rapporto che si stava finalmente ritrovando con il pubblico, la città, il mondo degli studi. Per tornare alla guida del ‘suo’ museo dovrà partecipare ad un nuovo concorso. Chissà quando però. Il sogno di un rilancio di Villa Giulia, intanto, è a rischio flop.
Furti in negozio,persi 375 mln ogni annoRicerca Crime & Tech, aumenta fenomeno resi fraudolenti
25 settembre 201916:59
– Il lancio di nuove collezioni, le festività e i fine settimana sono i momenti in cui si registrano più furti nei negozi di abbigliamento. Gli articoli più rubati? Pantaloni, e poi pullover e camicie. Lo dice la ricerca “Retail Security in Europe. Going beyond Shrinkage”, realizzata da Crime&Tech, spin-off dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha coinvolto retailer provenienti da 11 Paesi europei, evidenziando che le differenze inventariali corrispondono all’1,5% del fatturato del 2017. Le perdite annue per i retailer europei dell’apparel ammontano a 375 milioni di euro. Una fetta importante è dovuta a motivazioni di natura non criminale, come le restituzioni di prodotti difettosi (da non confondersi con il wardrobing, pratica fraudolenta per cui un capo d’abbigliamento viene acquistato, indossato una sola volta con etichetta ancora intatta e poi restituito in negozio, ottenendo un rimborso totale). Tra le novità, la recente R-Turn Tag, studiata per contrastare proprio i resi fraudolenti.
Alla Gam i volti ideali del CanovaIn contemporanea con l’esposizione alle Gallerie d’Italia
25 settembre 201917:04
A Milano sarà l’autunno del Canova: apre il 25 ottobre, come la mostra alle Gallerie d’Italia dedicata al confronto con il danese Bertel Thorvaldesn, l’esposizione alla Galleria d’Arte Moderna “Canova. I volti ideali”, che per la prima volta ricostruisce la genesi e l’evoluzione delle celebri “teste ideali” di Canova.
I volti scolpiti da Canova non rappresentano personaggi reali, ma volti idealizzati in cui lo scultore indaga le infinite variazioni della bellezza femminile, basate sull’equilibrio perfetto tra l’idealizzazione derivante dalla scultura classica e lo studio della natura. Questi volti giungono a una progressiva semplificazione formale ed espressiva che trova il suo culmine nella “Vestale”. Realizzata tra il 1818 e il 1819, la “Vestale” fu replicata in tre marmi che per la prima volta si trovano riuniti in occasione di questa esposizione. Delle tre opere, la più nota fa parte delle collezioni della GAM.
Buona la prima, mostra di copertine topLa più votata dalla giuria è ‘Assemblea’ di Maurizio Ceccato
25 settembre 201918:12
– La più votata dalla giuria è la copertina di ‘Assemblea’ (Ponte alle Grazie) realizzata da Maurizio Ceccato per il libro di Michael Hardt e Antonio Negri.
Ma si possono vedere anche le cover di ‘M. Il figlio del secolo’ (Bompiani) del Premio Strega 2019 Antonio Scurati, de ‘Il confessore’ (Einaudi Super ET) di Jo Nesbo e di ‘Non dite che non abbiamo niente’ (66thand2nd) di Madeleine Thien a ‘Buona la prima’, la mostra sulla grafica editoriale d’eccellenza.
Ospitata all’Ex Mulino Cadoni di Villacidro, in occasione della settimana del Premio Dessì che si concluderà il 29 settembre, l’esposizione, ideata e curata dal giornalista esperto in grafica editoriale Stefano Salis, si sposterà dall’8 al 17 ottobre Milano, alla Kasa dei Libri di Andrea Kerbaker e poi a Torino, alla Libreria Luxemburg e in altre sedi da definire E’ un format originale e innovativo. Un gruppo di 20 professionisti ed esperti di grafica editoriale ha selezionato 60 copertine uscite in edizione italiana nel 2018 e fino a maggio 2019. La selezione è avvenuta senza limitazioni tra libri di narrativa o di saggistica, manuali illustrati o guide di viaggio, volumi illustrati o cataloghi di mostre. “Non si vince niente, è poco più di un gioco” dice Salis “ma serve a far capire lo stato di salute della grafica editoriale italiana e a vedere molte buone idee in giro, vecchie e nuove”.
“Si tratta di una mostra di libri fisici, non di immagini” precisa Salis. “E questo è importante, proprio perché – sottolinea il curatore – nell’epoca delle immagini, addirittura quelle minime dei siti che mostrano le copertine dei libri in vendita, questa selezione ribadisce, invece, l’importanza del libro fisico, come oggetto di design e di bellezza, che ha ancora molte carte da giocare per il futuro”. I giudici, alcuni dei quali nuovi, altri presenti fin dalla prima edizione, selezionano e motivano, in poche righe, la loro scelta. “Non si tratta sempre di copertine bellissime – spiega Salis – ma spesso sono affascinanti, particolari, giocano con la carta, gli spessori. E non mancano omaggi a grafiche vecchio stile” aggiunge.
Cinema archeologico, rassegna a RoveretoIn gara 49 documentari da 19 nazioni
TRENTO25 settembre 201918:24
– Si terrà a Rovereto, dal 2 al 6 ottobre, la 30/a edizione della Rassegna internazionale del cinema archeologico organizzata dalla Fondazione Museo Civico.
Previsti 49 nuovi film documentari provenienti da 19 nazioni, tre incontri e un evento speciale di celebrazione del trentennale della rassegna. Tutte le proiezioni al teatro Zandonai. Numerosi gli argomenti trattati: le origini dell’uomo e la preistoria, l’Egitto e le civiltà fiorite nel Mediterraneo, Roma, il Medioevo, le civiltà africane e orientali, i nativi americani, la preistoria di Malta, la paleontologia dell’Alaska.
Spazio anche agli sforzi per preservare e ricostruire il patrimonio culturale perduto grazie alle nuove tecnologie. Per il trentennale della rassegna verrà proiettato la docufiction su Paolo Orsi, il celebre archeologo roveretano. Verrà attribuito il premio ‘Paolo Orsi’ agli autori del film vincitore. La giuria è composta da Gabriele Carletti, Elli Kriesch, Maria Longhena, Franco Nicolis, Andreas M. Steiner.
Freccero, io via da Rai2 in tranquillitàDirettore, Salini ha chiesto ipotesi palinsesto fino a maggio
25 settembre 201919:19
– Grazie di “questo anno, mi sono veramente divertito e vado via con grande tranquillità”. Lo dice ai giornalisti Carlo Freccero, tra una conferenza e l’altra al Prix Italia, commentando il suo prossimo addio alla direzione di Rai2, per la scadenza del suo contratto, che in virtù della legge Madia, non permette a un pensionato di percepire una remunerazione e di ricoprire per più di un anno un incarico pubblico.
“Vado via a fine novembre, mi dispiace solo perché a dicembre ci sono ancora due cose importanti – spiega -. Due puntate speciali di Arbore (dovrebbero essere dedicate a Renato Carosone, ndr) su cui ancora non posso anticipare nulla, e tre commedie recitate in diretta, di Vincenzo Salemme realizzate con un linguaggio televisivo. Sarebbe bello se proseguissero, è un tentativo di trasformare la commedia in una situation comedy, una sorta di format”. Non ha idea di chi potrebbe essere il suo successore, comunque “Salini mi ha chiesto un’ipotesi di palinsesto fino alla fine di maggio”.
A Cremona musica un sax da GuinnessDal 27 al 29/9 il Musica International Exhibitions and Festival
26 settembre 201910:37
– Un sassofono alto quasi 3 metri e di 30 kg di peso, ma anche i violini appartenuti alle vittime della persecuzione nazista saranno protagonisti di Cremona Musica International Exhibitions and Festival, la fiera della musica che torna da domani al 29 settembre con oltre 300 espositori provenienti da 30 paesi diversi, di cui il 64% dall’estero, oltre a ospiti come Ezio Bosso. Diversi gli appuntamenti organizzati per gli appassionati durante la tre giorni: ci sarà la possibilità di provare il sax gigante prodotto dall’azienda brasiliana J’Elle Stainer, certificato dal Guinness dei primati come il Sax più grande del mondo, ma anche di incontrare il violinista Salvatore Accardo, che il 29 settembre ritirerà un premio, e il compositore e direttore d’orchestra Ezio Bosso, protagonista di due eventi il 28 e il 29 settembre. Da non perdere la mostra “Violins of Hope”, realizzata dal liutaio Amnon Weinstein che, nel 1996, iniziò a riparare e recuperare i violini appartenuti alle vittime della persecuzione nazista.
Ad Astra, Brad Pitt astronauta è eroe fragileIn sala dal 26 settembre il film di James Gray
26 settembre 201912:02
Solaris che Odissea nello spazio, per Brad Pitt ‘Ad Astra’ di James Gray, da lui interpretato e prodotto e in sala con la 20th Century Fox dal 26 settembre, resta il suo film “più difficile”.
“Questo – ha detto a Venezia dove il film è stato in concorso – probabilmente è stato il lavoro più difficile della mia vita, un film delicato, una vera e propria sfida. Raccontare una storia tra padre e figlio riuscendo a mantenere il giusto equilibrio in maniera sottile e delicata non è stato facile”.
E Ad Astra è forse anche il film in cui Pitt deve mostrare quella fragilita’ lontana dai modelli maschili che ha piu’ volte rappresentato, ma che ha forse scoperto dentro di se’ dopo la rottura con Angelina Jolie.
Pitt, nel film che attinge per volonta’ di Gray a classici della letteratura come ‘Cuore di tenebra’ di Conrad e soprattutto a ‘Moby Dick’ di Melville, si trova infatti a mostrare con il suo personaggio il lato piu’ fragile, l’apertura ai sentimenti di un uomo anaffettivo.
In Ad Astra veste i panni dell’astronauta Roy McBride che parte per una missione ai margini del sistema solare per ritrovare il padre disperso (Tommy Lee Jones) che lo ha abbandonato da bambino. Un padre alle prese con un’ossessione legata ai misteri della vita e che puo’ minacciare il futuro dell’umanità.
“Con James Gray piu’ volte abbiamo parlato del fatto di venire entrambi da un’epoca in cui la mascolinità contava. Era importante allora – ha spiegato – essere rispettati, ma questo atteggiamento crea alla fine delle barriere che negano dolore e vergogna. Mentre queste due cose creano la possibilità di creare un rapporto migliore coi genitori, coi nostri figli e con noi stessi. Era questo che volevamo mostrare”.
E ancora Pitt: “Roy e’ in un momento particolare della sua vita in cui la sua chiusura al mondo non funziona piu’ e ne sta diventano consapevole. E’ insomma vulnerabile. Io e James abbiamo parlato molto di vulnerabilità. Che cos’e’ la vulnerabilità? Che cos’e’ la forza in un uomo e da dove viene la forza? E abbiamo concluso e’ che la forza e’ generata proprio dalla vulnerabilità”.
A chi chiede al sex symbol e muscolare Brad Pitt dove abbia trovato l’ispirazione per fare un personaggio cosi’ intimista, replica l’attore: “Non si deve certo andare lontano. Per quanto cerchiamo di nascondere le ferite che ci portiamo dietro dalla nostra infanzia, quelle ferite sono dentro di noi, dobbiamo solo tirarle fuori. E se un attore e’ sincero lo spettatore alla fine lo sente e ti premia”.
Baresani, i chiaroscuri della gelosiaTormenti dell’anima nelle paure del terzo millennio
26 settembre 201912:03
– CAMILLA BARESANI, GELOSIA (La nave di Teseo, pp.324, 18 Euro). Con una penna dal tratto chirurgico, ma mai asettica, sempre capace di rendere veri i chiaroscuri e le incertezze dell’anima, Camilla Baresani torna in libreria con “Gelosia” (La nave di Teseo), interessante affresco umano che molto racconta della confusione, di idee e obiettivi, di chi vive il terzo millennio. Ambientata tra Capri, Milano e il lago di Garda, la storia è incentrata sull’amore e le sue storture, sul senso di possesso che soffoca ogni bellezza, sulle bassezze che a volte abitano l’essere umano. Antonio, affascinante e prestante anacaprese, sposa Bettina, algida bellezza del nord Italia, con l’obiettivo di costruire al suo fianco un roseo quanto solido futuro, fatto di lavoro e figli.I due sono entrambi appassionati delle proprie attività professionali: da un lato c’è lei, impegnata 12 mesi l’anno nel gestire e far crescere il campeggio che ha ereditato sul Lago di Garda; dall’altro c’è lui, che, trasferitosi a Desenzano con la moglie, ha il coraggio di aprire a Milano una piccola impresa di “amenities” – boccette di bagnoschiuma, shampoo e profumi – fatte su misura per grandi alberghi.Tra di loro si insinua Sonia, impiegata assunta da Antonio per far decollare la sua azienda: in un tripudio di fragranze odorose (rievocando Il Profumo di Süskind), la ragazza – non bellissima, un po’ androgina, ma misteriosa – si innamora del suo capo e ne è ricambiata, vivendo con lui una focosa relazione clandestina, durante la quale i due continuano a darsi rigorosamente del lei. Nasce così un triangolo pericoloso, in cui la gelosia, ma non solo, farà naufragare ogni cosa.Molta luce, ma soprattutto molte ombre nella vita dei tre protagonisti del romanzo, che l’autrice racconta adottando di volta in volta un punto di vista diverso. In ogni capitolo infatti ci sono i pensieri, i turbamenti, i segreti più nascosti dei singoli personaggi: differenti prospettive per una stessa storia, fatta di ripicche, intrighi, inganni e qualche sprazzo di bellezza solo sfiorata dallo sfortunato trio. Mentre alterna ironia, disincanto e lucida analisi, l’autrice colpisce per la capacità indagatoria. Antonio, Bettina e Sonia, confusi e infelici, sono piegati dal peso del vuoto che portano dentro: le due donne, fragili ma anche feroci, dilaniate entrambe dal senso di colpa, la prima divorata dal dolore della mancata maternità e infatuata dall’amore vago per il prossimo in difficoltà, e la seconda incattivita, vendicativa, all’inizio vittima e poi carnefice; in mezzo a loro c’è Antonio, inconsistente, doppio, vanesio, bulimico di sesso e di conferme della propria virilità, del tutto incapace di amare davvero. Mentre di Antonio, Bettina e Sonia svela con sguardo ironico ma rigoroso le migliori intenzioni, tutte naufragate, per raggiungere il bene e la felicità, i loro fallimenti e le intossicazioni da gelosia, Baresani arricchisce il racconto offrendo uno sguardo più ampio, lasciando che la storia collettiva degli ultimi anni irrompa nelle vite dei tre personaggi. Ecco quindi tra le pagine la crisi economica, con il crollo dei consumi e le difficoltà del lavoro; gli attentati e la paura del terrorismo che frena i consumi e condiziona, destabilizzando, il quotidiano; la genitorialità, il tema delle adozioni troppo difficili e degli orfanotrofi sempre troppo pieni; e poi, immancabile, la fragilità dei rapporti contemporanei, in particolare del matrimonio, relazioni troppo spesso incapaci di resistere agli urti e agli strattoni che la vita dà. Intenso, profondo, il romanzo di Camilla Baresani racconta l’egoismo e il potere distruttivo del possesso e tiene il lettore attaccato alla pagina, conducendolo verso un finale inaspettato e amaro.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Appena un minuto,
con Loretta Goggi e Max Giusti
27 settembre 201910:02
Una commedia davvero trans-generazionale ‘Appena un minuto’ di Francesco Mandelli, in sala dal 3 ottobre con 01. Su soggetto e sceneggiatura di Max Giusti (che è anche il protagonista), Igor Artibani e Giuliano Rinaldi, la commedia cavalca sia la comicità più tradizionale, che quella più giovanile grazie forse alla sensibilità e allo spirito del regista Mandelli. Questa la storia. Claudio (Giusti) è un agente immobiliare molto Alberto Sordi. Separato dalla moglie (Susy Laude) che l’ha lasciato per il “Re della Zumba” (Dino Abbrescia) è anche mal tollerato e criticato dai due figli.
Così vive con l’apprensiva madre (Loretta Goggi), separata da un marito fedifrago (Massimo Wertmuller), e ha come amici un confuso barman (Herbert Ballerina) e un altrettanto confuso aspirante cuoco (Paolo Calabresi). Unica vera presenza, ma molto ‘immaginaria’, quella del campione del mondo Marco Tardelli.
X-factor cambia location, live a MonzaNuova fase dal 24 ottobre
26 settembre 201912:48
Dopo 60 mila chilometri percorsi in giro per l’Italia e l’Europa alla ricerca di nuovi talenti, X Factor sceglie il Palazzetto dello sport di Monza per la sua ultima tappa, la più importante, quella dei live che vedrà i quattro giudici, Malika Ayane, Mara Maionchi, Samuel e Sfera Ebbasta e il conduttore Alessandro Cattelan impegnati nella fase più difficile della gara, quella delle esibizioni dal vivo. Da oggi la grande macchina produttiva dello show si sposta nella cittadina per dare il via ai lavori in vista del primo live, che debutterà su Sky il 24 ottobre alle 21.15. A Monza, per “trasformare” la struttura, arriveranno 300 persone per il montaggio di palco (che avrà una superficie calpestabile di ben 800 metri quadrati) e 200 persone di crew.
Monteranno 1,5 km di americane, più 250 mq di ledwall – di cui 200 metri quadrati movimentati tramite software su binari e sistema di pompe idrauliche – e 4 pedane di 8,5 x 2 metri ciascuna, automatizzate con software custom.
Biennale Musica è Back to EuropeIl via il 27/9 con Leone d’Oro a carriera a George Benjamin
VENEZIA26 settembre 201913:03
– Back to Europe è il titolo del 63/o Festival Internazionale di Musica Contemporanea (27 settembre – 6 ottobre) diretto da Ivan Fedele e organizzato dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta. La rassegna sarà inaugurata con la consegna del Leone d’oro alla carriera a George Benjamin “Dopo i temi trattati nelle due edizioni precedenti – afferma Ivan Fedele – che riguardavano le relazioni tra musiche e culture del Continente asiatico (2017) e di quello americano (2018) con le esperienze europee di punta, il 63/o Festival si occuperà di alcune delle realtà più interessanti del Vecchio Continente, che resta un punto di riferimento della musica e, in generale, della cultura del nostro tempo. Un continente che non ha cessato di porsi domande cruciali riguardo all’arte e alla sua relazione con il proprio presente e che, ancora oggi, è protagonista di molteplici spinte propulsive che investono gli ambienti artistici di tutto il mondo”.
The Passenger,libro-magazine in Uk e UsaLa pubblicazione in coedizione tra Europa Editions e Iperborea
26 settembre 201913:56
– Europa Editions e Iperborea pubblicheranno in coedizione la fortunata serie The Passenger “for explorers of the world”, con distribuzione di PGW/Ingram per gli Usa e dell’Independent Alliance per UK e resto del mondo. The Passenger è un libro-magazine che raccoglie il meglio tra longread, inchieste, reportage letterari e saggi narrativi che formano il racconto della vita di un Paese o di una città e dei suoi abitanti, per capirne la cultura, i processi, le nuove identità, i problemi, le ferite. Frammenti che insieme ne compongono un ritratto sfaccettato e inedito.
I primi due volumi della serie, Giappone e Grecia, che raccolgono interventi, tra gli altri, di firme come Murakami, Banana Yoshimoto, Petros Markaris, Richard Lloyd Parry, Ian Buruma, Matteo Nucci, Brian Phillips, Amanda Petrusich, Rachel Howard, arriveranno nelle librerie a maggio-giugno 2020.
Seguiranno nell’autunno 2020 Brasile e Turchia. Gli ultimi due titoli usciti in Italia sono The Passenger Norvegia e Berlino.
Quando Mogol disse a Battisti ‘Bella schifezza’Lavezzi, da famiglia di tutto per farlo dimenticare
27 settembre 201909:49
– Pignolo, perfezionista, sperimentatore, appassionato. E soprattutto a Lucio Battisti piaceva provare tutto. Come quella volta che in sala di registrazione volle fare lui il mixaggio per sentire la vibrazione della musica. Poi entrò Mogol, che arrivava solo a fine lavorazione, ascoltò, sentenziò ‘Bella schifezza’ e se ne andò. Lucio prese il nastro e lo gettò nel cestino. A ricordare l’aneddoto Gaetano Ria, il fonico per anni collaboratore del cantautore scomparso nel 1998 a 55 anni. Quello del tecnico del suono è uno dei tanti contributi a ‘Battisti come non lo hai mai ascoltato’, booklet che arriva a due anni dall’uscita del primo Masters. Targato Sony, e presentato nella sede milanese della società, contiene 48 brani estratti direttamente dai nastri analogici originali restaurati e rimasterizzati a 24 bit /192 KHZ, ritenuta la migliore definizione possibile al momento.Oltre alle canzoni ci sono anche foto e interviste a musicisti, produttori, tecnici che hanno lavorato con lui, dallo stesso Ria a Mario Lavezzi, ma anche Renzo Arbore, Franz Di Cioccio, Alberto Radius, Phil Palmer, Alessandro Colombini, Mara Maionchi. “Gli piaceva sperimentare tutto, strumenti nuovi, sonorità, si appassionava a tante cose diverse e poi voleva approfondirle, dalla fotografia al windsurf – ha detto Mario Lavezzi, compositore, produttore e collaboratore per anni della coppia Battisti- Mogol nell’ incontro alla Sony – Quando si è rotto il loro binomio si è un po’ sciolto qualcosa, poi Lucio ha cominciato a sperimentare musicalmente ma anche con i testi”. “Oggi prevale la velocità anche nel campo della musica, noi abbiamo vissuto da privilegiati, un nuovo illuminismo negli anni ’60, ’70, un pulsare di creatività in tutti i settori, una umanità che spingeva per la creativa e il cambio di costume e tra questi innovatori c’e’ stato anche Lucio – ha aggiunto Lavezzi – Poi dalla sua famiglia solo tentativi per farlo dimenticare, una cosa inspiegabile, forse una sindrome, c’è qualcosa che non quadra, va oltre la logica”.Il cofanetto diventa quindi anche un modo per riscoprire e risentire Lucio Battisti, morto a 55 anni nel 1988, non solo come cantante ma anch e come uomo di studio di registrazione e musicista tra i musicisti e direttore d’orchestra. “Sono 50 anni che faccio i testi di Battisti, lo conosco a memoria – ha detto Alberto Radius, chitarrista, ex Formula 3, tra i più fedeli collaboratori del cantautore – Ogni anno che passa scopro che si può fare in un’altra maniera, e tutte le volte scopriamo che si possono suonare diversamente, noi poveri mortali, prendiamo una frase e ci fai un pezzo, prendiamo un’altra frase e ci fai un altro pezzo”.
A Gam l’Italia nelle foto Deutsche BankIn mostra per un mese lavoro di artisti italiani e tedeschi
26 settembre 201913:57
– E’ l’Italia vista con gli occhi dei grandi fotografi italiani e tedeschi (da Luigi Ghirri, Gabriele Basilico a Candida Höfer e Günther Förg) la protagonista della mostra ‘Images of Italy. Contemporary photography from the Deutsche Bank Collection’ visibile alla Galleria d’arte moderna di Milano fino al 27 ottobre.
Divisa in tre sezioni l’esposizione parte dalla visione dell’Italia da un punto di vista architettonico ma anche sociale che danno i fotografi attraverso il loro lavoro; poi è la volta delle opere realizzate con messa in scena, montaggio e tecniche digitali per finire con la sezione dedicata gli ambienti interni ed esterni.
Ma Images of Italy – che occupa la Sala da Ballo, la Sala 29 e la Sala del Parnaso – è essa stessa una installazione, che è stata affidata alla creatività di Luca Vitone. “Lungo il filo conduttore di Immagini d’Italia – ha sintetizzato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno – è presentato uno sguardo sul nostro Paese attraverso il punto di vista dell’arte: opere che raccontano una visione molteplice dell’Italia, del suo mito e della sua realtà”.
Con questa mostra, ha sottolineato Anna Maria Montaldo, direttrice dell’Area Polo Arte Moderna e Contemporanea del Comune, la Gam “conferma la sua ormai consolidata vocazione ad accogliere e promuovere i linguaggi dell’arte contemporanea, in un dialogo fecondo con le proprie collezioni”.
“Proprio qui a Milano, che più di ogni altra città sta dimostrando di voler cogliere le sfide e le opportunità economiche, sociali e culturali della contemporaneità – ha concluso Flavio Valeri, Chief Country Officer Italy di Deutsche Bank – vogliamo arricchire con un nuovo tassello il nostro impegno nel Paese, avviando un percorso di collaborazione stabile e duraturo con le principali istituzioni culturali della città”.
Colosseo, procedono i lavori per l’arenaDirettrice, entro gennaio 2020 finiscono lavori preliminari
settembre 201915:40NE
– Procedono i lavori propedeutici alla grande arena del Colosseo. ”Stiamo restaurando le strutture ipogee sotterranee del monumento per poi predisporre le linee guida per la realizzazione dell’arena”. A dirlo, il direttore del Parco archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo, oggi a margine della presentazione della mostra Carthago. il mito immortale, in programma fino al 29 marzo.”I lavori – spiega la Russo – sono iniziati a gennaio 2018 e si concluderanno a gennaio 2020. Poi, predisporremo le linee guida per il grande progetto arena”. Lanciato dal ministro Franceschini nel suo precedente mandato e finanziato con 18,5 milioni di euro, il progetto per la ricostruzione dell’arena dovrebbe portare – secondo quanto aveva spiegato al momento della presentazione del progetto l’allora soprintendente Francesco Prosperetti – alla realizzazione di uno spazio “mutevole con la possibilità di cambi di funzione com’era nell’antichità quando era una macchina scenica”.
Spring Attitude Festival celebra 10 anniDal 10 al 12 ottobre a Roma, tra MAXXI e ex caserma Guido Reni
ROMA26 settembre 201915:40
– Lo Spring Attitude torna e festeggia 10 anni. Il festival internazionale di musica elettronica, cultura contemporanea e nuove tendenza animerà animerà dal 10 al 12 ottobre due luoghi simbolo dell’arte a Roma: il Maxxi – Museo nazionale delle arti del XXI secolo e l’ex caserma Guido Reni, sede temporanea di Videocittà – Festival della visione.
In cartellone, tra gli altri, i re della consolle Laurent Garnier ed Ellen Allien, il rapper Rancore, il collettivo Ivreatronic, la regina della notte MYSS KETA. Poi l’omaggio di Massimo Martellotta (Calibro35) a Mark Hollis dei Talk Talk e le sonorità afro-mediterranee di C’Mon Tigre e il nuovo fenomeno Spotify Il Tre. Più di 30 artisti per 3 giorni di musica. “Noi non siamo location, ma partner dello Spring Attitude – ha detto Giovanna Melandri, presidente della Fondazione MAXXI -.
Con il Festival chiudiamo ufficialmente l’estate del Maxxi. E dopo il decennale di Spring Attitude, l’anno prossimo festeggeremo anche i 10 anni del Museo. Magari insieme”.
12 ottobre la Giornata del ContemporaneoIl 12/10 porte aperte in 24 musei AMACI e 1000 realtà italiane
settembre 201910:11
– Il Castello di Rivoli e il Maxxi di Roma, il Man di Nuoro e il Mart di Rovereto, accanto a una lista lunghissima di gallerie d’arte, fondazioni, associazioni, studi d’artista, accademie e luoghi espositivi pubblici e privati sparsi in tutto il territorio nazionale: sarà davvero una festa dell’arte diffusa e condivisa la XV Giornata del Contemporaneo che il prossimo 12 ottobre unirà tanti soggetti diversi, le grandi istituzioni museali e le realtà più piccole, per raccontare, da Nord a Sud, la vivacità della creatività italiana. Una giornata ormai divenuta storica, organizzata e promossa da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, che anche quest’anno permetterà a migliaia di cittadini di conoscere l’attività degli artisti di oggi attraverso un multiforme programma di mostre ed eventi: in questa edizione ad aprire le loro porte gratuitamente saranno i 24 musei riuniti dall’associazione e ben 1000 realtà italiane che organizzeranno appuntamenti ad hoc.”Questa manifestazione rientra davvero nelle linee strategiche del ministero, per incoraggiare e accompagnare la fruizione dell’arte da parte dei cittadini”, ha detto a Roma Nicola Borrelli, nella sua prima uscita ufficiale come Direttore Generale Creatività contemporanea e Rigenerazione urbana del Mibact. Parla invece di “felice anarchia” Gianfranco Maraniello, Presidente AMACI, osservando “che ci sono anche soggetti che partecipano alla Giornata spontaneamente, senza aderire in modo ufficiale”. E se la manifestazione è davvero una “festa diffusa, a cui possono aderire non solo i musei ma anche gli operatori” del sistema dell’arte, ciò significa che il patrimonio del contemporaneo, afferma ancora Maraniello, “non è limitato a un segmento specialistico, ma ha a che fare con la vita quotidiana dei cittadini, e indica che c’è un Paese attivo, in cui anche i linguaggi si aggiornano”.Grazie alla collaborazione con il ministero degli Esteri, che con il Mibact sostiene la Giornata, per il secondo anno consecutivo il patrimonio artistico contemporaneo italiano uscirà anche dai confini nazionali: nella settimana dal 7 al 13 ottobre si svolgerà “Italian Contemporary Art”, il programma nell’ambito del quale ambasciate, consolati e istituti italiani di cultura all’estero organizzeranno mostre, dibattiti, workshop, residenze, aperture straordinarie, per un totale di “circa 100 eventi, un 15% in più rispetto al 2018”, ha spiegato Roberto Vellano, ministro plenipotenziario direttore centrale per la promozione della Cultura e della Lingua Italiane del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Anche quest’anno, la realizzazione dell’immagine guida della Giornata del Contemporaneo è stata affidata a un artista: per il 2019 la scelta è caduta sulla bolognese Eva Marisaldi, che ha rielaborato un frame tratto dal video Legenda del 2002, creando un’animazione in cui alcuni sassi imitano i comportamenti umani. Marisaldi sarà inoltre protagonista di una mostra diffusa nei musei AMACI che ospiteranno simultaneamente e per un giorno una selezione di sue opere (una delle sedi sarà la Farnesina).
Longevità e bambini nel libro di LongoIn collaborazione con esperti e pediatri, esce per Vallardi
26 settembre 201916:32
– A che età inizia la longevità? Prima della nascita. Lo spiega Valter Longo, uno dei maggiori esperti della relazione tra nutrizione, longevità e salute, nel suo nuovo libro ‘La longevità inizia da bambini’ (Vallardi) in cui in collaborazione con esperti e specialisti pediatri e nutrizionisti, spiega la necessità di gettare le basi di una vita lunga e sana fin dalla gravidanza.
‘La longevità inizia da bambini’ è una guida scientifica per cambiare le cattive abitudini alimentari del bambino creando consapevolezza in tutta la famiglia. Secondo le indicazioni del nutrizionista nella dieta dei bambini non deve mancare niente: proteine, grassi, carboidrati, minerali, vitamine, fibre e acqua. Tra le indicazioni quelle di: limitare le 4 P (Pasta, Pane, Pizza, Patate), il riso e i succhi di frutta, il sale e gli zuccheri e di mangiate nell’arco delle 12 ore: se si finisce colazione alle 8, bisogna cenare alle 20. Inoltre l’invito è a scegliere i cibi semplici e della tradizione locale e a evitare la sedentarietà. Importante anche organizzare i pasti suddividendo l’assunzione giornaliera in 4-5 momenti: colazione – spuntino e merenda – pranzo – cena. Tenendo conto dei dati preoccupanti sul sovrappeso e la salute di bambini e adolescenti italiani e dopo aver constatato l’incapacità dei genitori di riconoscere e risolvere il problema, Longo offre un’analisi e un piano di nutrizione e salute all’avanguardia unendo la tradizione del nostro e di altri Paesi longevi con la scienza e gli studi clinici più recenti. Longo promuove un’alimentazione abbondante ma con proprietà anti-invecchiamento: la vera chiave per rimanere sani fino a 110 anni.
L’autore devolverà i proventi del libro, al tempo stesso scientifico e divulgativo, alla Fondazione non-profit Create Cures per l’educazione alimentare di bambini e adulti, l’assistenza ai pazienti, e la ricerca di cure alternative e integrate per le malattie gravi.
A Bologna il Leonardo genio della guerraDal 10 ottobre in esposizione progetti, mappe e codici
BOLOGNA26 settembre 201916:51
– Inventore, pittore, genio incontrastato della sua epoca. Ma un lato forse meno conosciuto di Leonardo da Vinci è la sua passione per l’ingegneria applicata all’arte della guerra. Un aspetto poco noto e anche poco indagato che sarà al centro della mostra “Il genio in Guerra nell’eta di Leonardo, Michelangelo, Durer” organizzata dal Polo Museale dell’Emilia-Romagna alla Pinacoteca di Bologna dal 10 ottobre fino al 7 gennaio 2020.
L’esposizione rientra nelle celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo e ospiterà disegni, stampe, codici cinquecenteschi, ma anche elmi, bombarde, testiere e altri attrezzature belliche dell’epoca. Nel percorso si svela così la vocazione di Leonardo per l’ingegneria delle macchine e l’idraulica, i cui risvolti militari furono frequenti e diedero vita a idee insolite per l’epoca come i carri falcati o le armi inastate contro la cavalleria. E ancora i progetti di difesa delle città elaborati da Leonardo, che si tramutarono in veri e propri piani urbanistici. Saranno esposte anche opere di Michelangelo e Durer per mettere in mostra lo stretto legame concettuale con gli studi degli ingegneri del primo Rinascimento. La mostra sarà aperta dal martedì alla domenica, dalle 8.30 alle 19.30. Il costo del biglietto è di 8 euro (ridotto 2 euro per under 25) e permetterà la visita anche della Pinacoteca e di Palazzo Pepoli Campogrande.
A X Factor fase finale audizioni, ospite Achille LauroAl termine della puntata Alessandro Cattelan sceglierà la categoria da assegnare a ciascun giudice
26 settembre 201917:20
Si conclude la fase di Auditions di X Factor 2019: tanti i sì che sono già stati detti dai giudici Mara Maionchi, Malika Ayane, Samuel e Sfera Ebbasta. E ora tocca agli ultimi aspiranti concorrenti cercare di guadagnarsi la strada verso i Bootcamp. L’appuntamento con il talent prodotto da Fremantle è alle 21.15 su Sky Uno (canale 108, digitale terrestre canale 455). L’ospite della serata è Achille Lauro, il cantante farà ballare il Pala Alpitour di Torino con il brano ‘Rolls Royce’. L’artista aveva partecipato alle Home Visit della scorsa edizione in qualità di giudice, ospite in Provenza di Mara Maionchi.Al termine della puntata Alessandro Cattelan sceglierà la categoria da assegnare a ciascun giudice. Si conoscerà quindi chi guiderà le Under Donna, chi sarà il mentore degli Under Uomini, chi si prenderà cura degli Over e chi seguirà i Gruppi.Per Mara, Malika, Samuel e Sfera sarà anche il momento di selezionare chi, tra coloro che hanno ricevuto tre sì, potrà accedere al Bootcamp al fianco dei talenti che con quattro sì hanno avuto accesso diretto alla seconda fase di selezione.Anche questa settimana il pubblico di Torino è pronto a far sentire la propria voce e a mettere in discussione le decisioni dei giudici. Vari e ricercati i brani proposti sul palco: si va da ‘Roma stasera’ di Motta a ‘Hey Ya!’ degli OutKast, passando per ‘Rose viola’ di Ghemon e ‘Never had’ di Oscar Isaac.
Rkomi in duetto con JovanottiEsce Canzone, tratto dall’album Dove gli occhi non arrivano
26 settembre 201917:36
Rkomi torna nelle radio dal 27 settembre con un nuovo singolo prodotto da Charlie Charles e ad affiancarlo, c’è Jovanotti ospite d’eccezione dell’album su Canzone, una metafora sul potere che ha la musica sul nostro umore.
A tenere a battesimo la prima performance live della coppia è stato il palco dell’ultimo Jova Beach Party a Linate, il 21 settembre. “Rkomi è uno degli artisti più forti tra quelli usciti negli ultimi anni, uno che segue la sua strada fiutando la sua preda, senza fermarsi lì dove sono tutti gli altri.
L’album è l’opera di un artista vero che mette la sua vita nei pezzi e che ha la musica al primo posto”, ha detto Jovanotti.
Rkomi continua il suo viaggio dopo i singoli “Blu” con Elisa, Disco di platino e brano tra i più suonati dalle radio degli ultimi mesi e da “Visti dall’Alto” feat. Dardust, entrambi tratti da Dove gli occhi non arrivano, il suo ultimo lavoro che ha superato gli oltre 100 milioni di stream.
Arte, Flashback compie sette anniAl PalaAlpitour 50 gallerie dal 31 ottobre al 3 novembre
TORINO26 settembre 201917:38
Flashback compie sette anni e scrive un altro capitolo del suo racconto. La nuova edizione della Fiera d’arte, al PalaAlpitour dal 31 ottobre al 3 novembre, s’intitola Gli Erranti e prende spunto da un romanzo di fantascienza degli autori sovietici Arkdij e Boris Strugackij. “Gli erranti siamo noi, gallerie, visitatori e collezionisti, che viaggiamo in un tempo sospeso, senza pregiudizi, e cerchiamo un senso anche negli errori di percorso”, spiega Ginevra Pucci, direttrice di Flashback con Stefania Poddighe. “E’ un progetto di qualità che riesce ad avvicinare il pubblico ai capolavori dell’arte antica in dialogo con quella moderna e contemporanea, con una contaminazione giovane e grintosa”, sottolinea l’assessore comunale alla Cultura, Francesca Leon. “Il nostro obiettivo è coinvolgere sempre più il collezionismo extraeuropeo”, aggiunge Pucci.
Le 50 gallerie presenti portano capolavori come le allegorie pittoriche di Giorgio Vasari, le Pietre di Pietro Gilardi, opere di Romano Alberti e De Chirico.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
A Pisa Ritratto di Artemisia Gentileschi
Quadro Vouet acquistato per Palazzo Blu, poi andrà a Londra
PISA26 settembre 201917:39
Un ricco abito color zafferano, orecchino di perla a goccia, nella mano destra il toccalapis e nella sinistra pennelli e tavolozza, lo sguardo sicuro che sostiene chi la osserva: è il medaglione sul petto a svelare la donna raffigurata nell’eccezionale dipinto di Simon Vouet, ovvero Artemisia Gentileschi ritratta dal pittore francese, suo contemporaneo, amico ed estimatore, intorno al 1623. L’opera è stata acquistata dalla Fondazione Pisa per Palazzo Blu e a partire dal 28 settembre sarà esposta al pubblico.
Il quadro sarà visibile insieme alla Clio di Artemisia Gentileschi, già presente nella collezione permanente del museo pisano, dal 28 settembre all’8 marzo. Poi il ritratto di Artemisia andrà in prestito insieme alla Clio alla National Gallery di Londra per la grande mostra a cura di Letizia Treves ‘Artemisia’ che si svolgerà dal 4 aprile al 26 luglio.
Springsteen, esce colonna sonora docu25/10 “Western Stars – Songs From The Film”, Boss debutta regia
26 settembre 201917:42
Il 25 ottobre uscirà “Western Stars – Songs From The Film” (Columbia Records/Sony Music), la colonna sonora con i brani live di “Western Stars”, il film che vede il debutto di Bruce Springsteen come regista insieme al suo collaboratore di lunga data Thom Zimny. L’album include tutte le canzoni dell’omonimo album pubblicato recentemente insieme alla cover di “Rhinestone Cowboy” di Glen Campbell. La colonna sonora è stata prodotta da Springsteen insieme a Ron Aniello ed è stata mixata e masterizzata rispettivamente da Bob Clearmountain e Bob Ludwing, lo stesso duo leggendario dietro al successo di “Springsteen on Broadway”. Il documentario “Western Stars”, nei cinema italiani il 2 e 3 dicembre, è una trasposizione cinematografica dell’omonimo album di Springsteen uscito a cinque anni di distanza dal suo precedente progetto in studio, nel quale il cantautore si esibisce accompagnato da una band e da un’intera orchestra presso la Stone Hill Farm a Colts Neck (New Jersey).
Un film dagli Indifferenti di MoraviaNel cast di Guerra Seragnoli, Edoardo Pesce e la Bruni Tedeschi
26 settembre 201918:03
Gli Indifferenti, il capolavoro giovanile di Alberto Moravia, feroce critica alla borghesia del Ventennio, avrà una nuova versione cinematografica dopo quella del 1964 di Francesco Maselli con Claudia Cardinale, Rod Steiger, Paulette Goddard, Shelley Winters, Tomas Milian. Il nuovo adattamento di quel folgorante romanzo del 1929, il primo dello scrittore romano, è in lavorazione da Leonardo Guerra Seragnoli, il regista emergente di Last Summer e Likemeback. Il cast, anticipa Variety, vede Edoardo Pesce (che ha ultimato il film in cui interpreta Alberto Sordi) come Leo, l’amante senza scrupoli di Mariagrazia, interpretata da Valeria Bruni Tedeschi, vedova e con due figli: l’annoiata Carla (l’esordiente Beatrice Grannò) che Leo tenta di sedurre e il debole Michele (Vincenzo Crea) incapace di reagire alle mire dell’amante della madre che vuole impossessarsi dei beni di famiglia. Giovanna Mezzogiorno è Lisa, la migliore amica di Mariagrazia, invaghita di Michele. Il film è coprodotto da Indiana e Vision
Leo Da Vinci genio teen in serie animataFratelli Manfio, è l’amico che tutti i bambini vorrebbero
26 settembre 201918:39
– Un Leonardo da Vinci teenager nella Toscana del 15/o secolo, già geniale inventore, che ha come migliore amica la quasi coetanea Lisa (Monna Lisa), pronto a lanciarsi all’avventura. E’ Leo Da Vinci, versione adolescenziale e animata dell’artista, pensata e realizzata da Francesco e Sergio Manfio motori creativi del trevigiano Gruppo Alcuni. Dopo il debutto sul grande schermo nel 2018 con Leo Da Vinci – Missione Monna Lisa, film in cgi venduto in oltre 80 Paesi, arriva Leo Da Vinci, serie animata in 52 episodi da 13 minuti, che debutta con due puntate in anteprima mondiale al Prix Italia, davanti a una platea di bambini, e approda dal 30 settembre su Rai Gulp tutti i giorni alle 16.15 (dal 10 ottobre anche alle 12.30). “Portare Leonardo a misura di bambino è stata una grande sfida anche perché si sa molto poco di lui negli anni dell’infanzia e dell’adolescenza – spiegano i fratelli Manfio -.
Anche sulla base di una solida ricerca storica, l’abbiamo voluto rendere l’amico che ogni bambino vorrebbe avere”.
Tappeto volante e magie, al Brancaccio il musical AladinIl regista Colombi, Spettacolo originale, non è una cover
26 settembre 201919:42
– Una storia riscritta totalmente con invenzioni e personaggi nuovi, una colonna sonora con 14 brani originali e soli tre innesti “esterni”, effetti speciali tenuti segreti per non guastare l’ effetto meraviglia, un cast affiatato che promette al pubblico sorprese e tanto divertimento. Arriva al teatro Brancaccio di Roma “Aladin il musical geniale”, ispirato alla favola tratta dalle “Mille e una notte” che celebra la storia d’amore del giovane Aladino con la bella Jasmine tra lampade magiche, geni e tappeti volanti.
“Non è una cover presa dall’estero – precisa il regista Maurizio Colombi -. E’ uno spettacolo originale nato, creato e scritto qui”. Il musical, che debutta in prima nazionale il 9 ottobre (con una serie di anteprime dal 2) e resterà in cartellone fino all’ 8 dicembre, nasce dunque dalla fucina del teatro romano guidata dal direttore artistico Alessandro Longobardi e punta a ripetere i successi di Rapunzel, Peter Pan, e la Regina di Ghiaccio.
Sul palcoscenico un cast di 20 attori, cantanti e ballerini.
Il ladruncolo Aladin è Leonardo Cecchi, che si è messo in luce nella serie Disney Channel di grande successo “Alex & Co.” e in due film Disney. A dare volto e voce a Jasmine è Emanuela Rei, attrice in molte serie tv per ragazzi e protagonista della popolare serie tv “Maggie & Bianca Fashion Friends”. La novità della favola è che il genio raddoppia: a quello tradizionale della Lampada, impersonato da Umberto Noto, si affianca il genio dell’Anello, pasticcione ma di animo buono, al quale dà corpo ed energia contagiosa Sergio Friscia, attore popolare di cinema e fiction, conduttore televisivo e speaker radiofonico. Ai personaggi ‘storici’ della fiaba come il malvagio Jafar, consigliere del Sultano, e la mamma di Aladin, se ne aggiungono di nuovi: Abdul, ladruncolo amico di Aladin, Aisha l’ancella amica di Jasmine, Coco simpatica scimmia ammaestrata, Skifus l’assistente di Jafar. Lo scenografo Alessandro Chiti ha previsto 24 cambi di scene; le luci sono opera di Christian Andreazzoli; Francesca Grossi ha curato la realizzazione dei quasi cento costumi; i nove giovani ballerini si muovono sulle coreografie Rita Pivano. A curare gli effetti speciali è Erix Logan, che farà sparire e riapparire i due geni e asseconderà le trasformazioni di Aladin.
Le musiche originali e gli arrangiamenti hanno la firma di Davide Magnabosco con Alex Procacci e Paolo Barillari. “E’ una bella realtà anche di lavoro per Roma, realizzata senza contributi pubblici”, sottolinea Longobardi ricordando che allo spettacolo è abbinato un concorso per le scuole romane che vedrà premiato il miglior disegno su un sogno da realizzare per rendere migliore un luogo della città. “E’ una sorta di prequel della storia di Aladin – fa notare il regista Colombi – perché spiega l’ origine dei due geni, chi sono da dove vengono. Le scenografie sono paragonabili ai grandi spettacoli di Broadway. E’ un musical magico che deve avere effetti speciali magici e noi abbiamo chiamato un vero mago, premiato da quattro Oscar”.
Mattarella sul Colle dell’Infinito, grati a LeopardiA Recanati per Orto Fai, ‘visita guidata in una poesia
RECANATI (MACERATA)27 settembre 201909:36
-L’Orto delle Monache sulla sommita’ dell'”ermo” Colle dell’Infinito a Recanati, dove Giacomo Leopardi pensò e compose l’idillio 200 anni fa, riqualificato e riaperto dal Fai con supporto di istituzioni pubbliche e private. E’ una vera e propria ‘visita guidata’ nella poesia piu’ famosa e amata della lingua italiana il nuovo percorso leopardiano, che comprende anche una parte immersiva multimediale nel Centro Nazionale di Studi Leopardiani. Una ‘guida’ letta, interpretata e approfondita con un racconto in cinque atti affidato alle voci di Lella Costa e Massimo Popolizio; ma anche affidata a immagini, installazioni interattive con il contributo di studiosi per raccontare in modo semplice e coinvolgente quei versi senza tempo scritti nel 1819.Un evento suggellato dalla partecipazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, insieme alla figlia Laura, e del ministro di Beni culturali e Turismo Dario Franceschini che hanno poi visitato anche Palazzo Leopardi, accompagnati dal conte Vanni Leopardi e da sua figlia Olimpia, negli ambienti che hanno fatto da cornice all’infanzia e alla gioventu’ del poeta. Nella biblioteca, Mattarella ha potuto ammirare la Bibbia Poliglotta, con cui Giacomo apprese il greco e l’ebraico, senza l’aiuto dei precettori, per comparazione dal latino. Mattarella ha espresso “riconoscenza grande” per Leopardi “perche’ non si limita alla suggestione che ciascuno avverte quando si e’ catturati dalla lettura” delle sue opere, ma propone anche “riflessioni” sulla societa’. Come un paio di frasi dallo Zibaldone che il capo dello Stato ha citato a memoria: “il fine della societa’ e’ il bene comune” e la “societa’ contiene il principio di unita'”, parole “belle e attualissime”. E ha voluto ringraziare il Fai per l’ennesima iniziativa di “straordinario valore”. Un’iniziativa, nata nel 2017 tra Fai Marche, Comune di Recanati, Centro nazionale studi leopardiani e Centro mondiale della poesia “Giacomo Leopardi”, per la valorizzazione dell’Orto delle Monache da anni in stato di abbandono e inaccessibile. Ma al risultato finale hanno contribuito anche il Mibact, con fondi per il consolidamento del colle, il Comune di Recanati, la Regione Marche, la generosita’ di alcuni privati: Tod’s, Gruppo Gabrielli e iGuzzini Illuminazione.Ora, grazie al progetto donato dall’architetto paesaggista Paolo Pejrone, il luogo in cui Leopardi si rifugiava nella solitudine e nel silenzio per comporre i suoi versi, pensare alle “morte stagioni e la presente e viva”, vicino alla casa paterna, torna di quiete e meditazione, punteggiato da cipressi, alberi da frutto, ortaggi, fiori e filari di vite. Da domani sara’ aperto gratuitamente ai cittadini di Recanati per tre giorni, poi sara’ accessibile con regolare biglietto.
Carthago e Roma le amiche nemicheFino a 29/3 400 opere su regina Mediterraneo e rapporto con Roma
ROMA27 settembre 201909:55
– Le ricche vesti drappeggiate che accompagnano le linee del corpo. L’acconciatura fiera e regale. Il viso incorniciato tra preziosi monili. E poi i piedi, vezzosi, sui sandali altissimi. Riposa così la Sacerdotessa alata, oggi speciale custode del cammino attraverso la storia della città da cui arriva: Cartagine. E’ il viaggio nel tempo di Carthago. Il mito immortale, prima grande mostra interamente dedicata a una delle più potenti e affascinanti civiltà del mondo antico, fino al 29 marzo negli spazi del Colosseo e del Foro Romano, nel tempio di Romolo e nella Rampa Imperiale. Oltre 400 reperti, tra prestiti delle maggiori istituzioni museali del Mediterraneo e anche qualche inedito per raccontare ”l’altra” Cartagine e il suo lungo rapporto con Roma. ”Una mostra – racconta il direttore del Parco archeologico, Alfonsina Russo, curatrice dell’esposizione insieme a Francesca Guarnieri, Paolo Xella e José Angel Zamora Lopez con Martina Almonte e Federica Rinaldi – per superare gli stereotipi che il mondo moderno e contemporaneo ha dato a Cartagine, da sempre una città aperta sul Mediterraneo ma che ancora oggi viene vista come l’alterità, il nemico”. Si, perchè Cartagine noi l’abbiamo sempre vista con gli occhi di Roma, raccontata dai Romani e dalle loro fonti letterarie. ”Una prospettiva in realtà – spiega la Russo – molto condizionata dalla rivalità tra le due città”. Ma proprio i più recenti scavi e le ricerche degli ultimi decenni hanno avviato una diversa riflessione. Tra opere d’arte, reperti archeologici, apparati multimediali, si va dalle origini fenicie della città nel IX secolo a.C. alla Cartagine cristiana del VI d.C,., ripercorrendo la storia della sua cultura e dei suoi abitanti, l’espansione nel Mediterraneo e la ricchezza degli scambi commerciali e culturali tra le guerre puniche e l’età augustea, il complesso processo di romanizzazione che portò Roma ad annientare la sua temibile rivale nel controllo dei mari nella battaglia delle Egadi (241 a.C) e ancora la nuova Colonia Concordia Iulia Carthago, città monumentale tra ricchissimi edifici e mosaici spettacolari. Tra le ”novità in mostra – racconta Paolo Xella – anche la ricostruzione del Moloch del film Cabiria del 1914 di Giovanni Pastrone e Gabriele D’Annunzio, divinità mostruosa che in realtà non è mai stata venerata dai cartaginesi, ma a loro addossata nel periodo classico e poi in età moderna da autori come Flaubert”. Ma ecco anche monili, le corazze del grandioso esercito, inediti rostri forgiati delle navi in arrivo dalle Egadi (risultato delle campagne della Soprintendenza del Mare Sicilia), sarcofagi a raccontare il culto della morte, la ricostruzione della Casa della voliera, il culto di Didone e di Saturno, i ritratti di Scipione l’Africano, fino alla ieratica Dama di Cartagine, ne’ uomo ne’ donna, con il suo scettro, simbolo della massima espansione della città nel V-VI d.C. Ogni martedì, poi, in programma incontri, eventi, artisti e cinema per raccontare invece ”la Cartagine di oggi e la cultura contemporanea tunisina – aggiunge la Russo – Un percorso che è quindi non solo di grande interesse scientifico, ma che pone al centro anche il tema della convivenza tra popoli, tradizioni e lingue. Spero – conclude – che la mostra possa attrarre anche i giovani e far meditare sul valore del dialogo tra popoli e genti diverse”.
Appena un minuto, comedy col rewindIn sala il film di Francesco Mandelli con Max Giusti
settembre 201910:05
– Una commedia davvero trans-generazionale ‘Appena un minuto’ di Francesco Mandelli, in sala dal 3 ottobre con 01. Su soggetto e sceneggiatura di Max Giusti (che è anche il protagonista), Igor Artibani e Giuliano Rinaldi, la commedia cavalca sia la comicità più tradizionale, che quella più giovanile grazie forse alla sensibilità e allo spirito del regista Mandelli. Questa la storia. Claudio (Giusti) è un agente immobiliare molto Alberto Sordi. Separato dalla moglie (Susy Laude) che l’ha lasciato per il “Re della Zumba” (Dino Abbrescia) è anche mal tollerato e criticato dai due figli. Così vive con l’apprensiva madre (Loretta Goggi), separata da un marito fedifrago (Massimo Wertmuller), e ha come amici un confuso barman (Herbert Ballerina) e un altrettanto confuso aspirante cuoco (Paolo Calabresi). Unica vera presenza, ma molto ‘immaginaria’, quella del campione del mondo Marco Tardelli.
Tutto sembra andare male per Claudio, ma arriva per lui un app magica di cui è fornito uno smartphone che gli ha venduto un misterioso anziano cinese: spingi un tasto e il telefono fa tornare il tempo indietro di un minuto. Un tempo breve ma pieno dì potenzialità per cambiare la propria vita come dimostra appunto il film.
Dice Mandelli del cameo di J -Ax che si mette a scherzare sulla musica trap amata dal figlio adolescente di Claudio (Francesco Mura): “J-Ax era perfetto perché è un vero rap e poteva dire delle cose con autorità e la giusta ironia su questo nuovo genere”. “Certo – aggiunge il regista – in questo film c’è, come in tanti lavori del passato, anche lo scontro generazionale tra giovani e anziani, che oggi però è molto più forte grazie a una tecnologia che ha creato un solco enorme”. Dice invece Max Giusti: “Con Mandelli è stato un incontro magico. Non ci conoscevamo, ma è stato capace di farmi osare nella recitazione come non avevo mai fatto prima”. Infine, sulla partecipazione ‘magica’ di Marco Tardelli al film (sembra sia stato convinto dall’amico Paolo Del Brocco, ad di Rai Cinema presente oggi all’incontro stampa) spiega: “Tardelli è anche il simbolo di un’Italia diversa da questa di oggi, un’Italia, come quella degli anni Ottanta, in cui c’era più speranza e potevi aprire un negozio di cellulari riuscendo a campare”.
Ricky Zoom, dai Pj Masks alle motoSu Ray Yo Yo da 30/9 nuova serie animata da produttori Peppa Pig
27 settembre 201912:20
– Una scattante piccola moto rossa è la protagonista della nuova serie animata in Cgi pensata per i più piccoli, “Ricky Zoom”, Creata dall’animatore già vincitore di un International Kids Emmy nel 2011, con Mike il cavaliere, Alexander Bar, per una fabbrica di successi, lo studio Entertainment One (eOne), già creatore di hit mondiali come “Peppa Pig””PJ Masks – I Superpigiamini” “Ricky Zoom” che debutterà su Rai Yoyo il 30 settembre alle 18, per poi proseguire dal 1 ottobre, tutti i giorni alle 18 e in replica alle 07,10. E’ firmata anche dallo studio italiano Maga Animation e dalla società francese Frog Box, in coproduzione con Rai Ragazzi e l’emittente francese Gulli.
Spagna-Matera, “La Cultura è Capitale”La mostra visitabile negli Ipogei Motta fino al 13 ottobre
MATERA24 settembre 201918:59
– Sulle orme di Josè Garcia Ortega, l’artista spagnolo che negli anni Settanta visse nei rioni Sassi l’esilio della dittatura franchista, vivendo l’esperienza di laboratorio con il circolo culturale La Scaletta, dal 24 settembre al 13 ottobre, a Matera (Capitale europea della Cultura 2019), negli Ipogei Motta, dieci artisti spagnoli espongono opere di diverse fatture, tema, tecniche e dimensioni per il progetto “La Cultura è Capitale”.
La mostra collettiva, che rientra nel programma curato da Andrea Iezzi, con l’apporto di Margarita Rodriguez e Cristina Cuesta, è stata promossa dall’Ambasciata di Spagna e dalla Fondazione con il Sud.
A Mannarino il premio Gabriella Ferri”Per il rinnovato interesse verso tradizione musica popolare”
27 settembre 201913:07
– La prima edizione del Premio Gabriella Ferri – istituito dalla Fondazione Musica per Roma – va a Mannarino. Un ulteriore riconoscimento per l’artista che arriva dopo il Premio Gaber e la Targa Faber.
Il Premio nasce con l’obiettivo di ricordare una delle protagoniste della musica italiana del Novecento e valorizzare la ricchezza del canto popolare romano. Un riconoscimento che vuole evidenziare e premiare quegli artisti contemporanei che cercano di vivere e trasmettere il carattere identitario e peculiare del canto popolare romano. Alessandro Mannarino è stato scelto perché “a lui si deve il rinnovato interesse – soprattutto tra i giovani – verso la grande tradizione della musica popolare romana su cui oltre dieci anni fa ha riacceso i riflettori rimettendo al centro la scena cantautorale e musicale romana. E questo perché Mannarino, come Gabriella Ferri, riesce a cantare sempre con ‘er fiato der core’, cercando dentro se stesso, nel proprio animo profondo la chiave di ogni sua interpretazione”.
Da Ozpetek a Immortale, al via MIA 2019200 prodotti per 700 mln a Mercato Internazionale Audiovisivo
25 settembre 201914:33
– La Dea Fortuna, l’atteso film di Ferzan Ozpetek che torna a dirigere Stefano Accorsi. Calibro 9, il sequel del cult anni ’70 Milano Calibro 9, oggi firmato da Toni D’Angelo; o L’immortale, spin off della serie Gomorra con cui Marco D’Amore passa alla regia cinematografica per l’epopea del ‘suo’ Ciro Di Marzio. Sono alcuni dei titoli in anteprima al 5/o MIA-Mercato Internazionale dell’audiovisivo, dal 16 al 20/10 a Roma. In tutto, racconta il direttore Lucia Milazzotto, ”oltre 200 nuovi prodotti tra film, serie e documentari delle stagioni 2020-2022, per un valore complessivo di 700 milioni di euro”. E poi ”2 mila professionisti già registrati (+30%) da 53 paesi”, sempre con grande attenzione all’Italia, quest’anno con 97 prodotti presentati. ”Il Mia da solo rappresenta già il 25% di vendite del business annuale del settore”, dice il presidente ANICA Francesco Rutelli. ”Non c’è mercato al mondo – sottolinea il presidente APA Giancarlo Leone – che metta così al centro il prodotto del proprio paese”
Demi Moore, venduta da mamma per sessoIn autobiografia attrice rivela uno stupro a soli a 15 anni
NEW YORK25 settembre 201915:43
– Tradimenti e abusi. E’ il lato buio della vita di Demi Moore lontano dal glamour di Hollywood.
E’ la stessa attrice, 56 anni, a parlarne nella sua autobiografia Inside Out uscita il 24 settembre. Moore, diventata famosa per la sua interpretazione in Ghost con Patrick Swayze, passa in rassegna la sua vita rivelando dettagli intimi e difficili. A cominciare dalla sua infanzia e adolescenza in un contesto familiare instabile con i genitori alcolizzati. Dopo il loro divorzio andò a vivere con la madre. Quando aveva 15 anni fu violentata da un uomo più grande che poi le chiese come si sentiva ad essere stata venduta dalla madre per soli 500 dollari. Negli anni ’90 il successo e le nozze con Bruce Willis con cui ha avuto tre figlie. Dopo il divorzio nel 2005 sposa l’attore Ashton Kutcher più giovane di lei. Nel libro Moore racconta anche di quanto devastante fu per lei scoprire del suo tradimento. Kutcher lo ammise ma si sentì anche giustificato a farlo perché la coppia aveva avuto un menage à trois.
Goldblum e Dern tornano tra i dinosauriAttori originali film Spielberg in cast del terzo Jurassic World
NEW YORK25 settembre 201916:20
– Jeff Goldblum, Laura Dern e Sam Neill tornano nel mondo dei dinosauri. Gli attori che recitarono nel primo Jurassic Park di Steven Spielberg appariranno nella terza puntata di Jurassic World.
Secondo Deadline, i tre attori riprenderanno i loro ruoli del film originario diretto da Spielberg e uscito nel 1993 sbancando i record di incassi ai botteghini. Goldblum avrà la parte del matematico Ian Malcolm, mentre la Dern e Neill saranno i paleontologi Ellie Sattler e Alan Grant.
Il primo Jurassic World e’ uscito nel 2015. Dopo la deludente performance di The Lost World: Jurassic Park e di Jurassic Park III, si dimostro’ un successo di cassetta con 1,7 miliardi di dollari globali per il primo film della nuova serie e 1,3 miliardi per il sequel del 2018, Jurassic World: Fallen Kingdom.
Il terzo Jurassic World sara’ diretto da Colin Trevorrow: tra gli altri interpreti, Chris Pratt and Bryce Dallas Howard. Le riprese dovrebbero cominciare il prossimo anno con una data di uscita l’11 giugno 2021.
Bellaria Film Festival, apre PiovaniIn videomessaggio la serata di chiusura, dal 26 al 29 settembre
25 settembre 201918:07
– Sarà Nicola Piovani, che dirigerà il concerto ‘La musica è pericolosa’ e al quale sarà consegnato il Premio ‘Una vita da film’, il protagonista della giornata d’apertura del Bellaria Film Festival che si inaugura il 26 settembre a Bellaria-Igea Marina, in provincia di Rimini, e vede 22 documentari in concorso. Evento clou della giornata di chiusura, il 29 settembre, sarà il videomessaggio del Premio Oscar Roberto Benigni in omaggio a Vincenzo Cerami al quale il festival ha assegnato quest’anno il Premio alla Carriera che verrà ritirato dai figli dello scrittore e sceneggiatore scomparso nel 2013.
Il videomessaggio, in esclusiva per il 37/mo Bellaria Film Festival, nel quale Benigni ricorda l’amico con il quale ha firmato le sceneggiature di molti suoi film, tra cui La vita è bella (1997) e Pinocchio (2002), sarà proiettato in serata nel Teatro Astra di Bellaria, in una giornata interamente dedicata a Cerami che vedrà le proiezioni dei film: Italia mia (2010), Piccolo diavolo (1988) e Casotto (1977).
Aquile randagie, lo scoutismo ribelleLa storia mai raccontata del gruppo che sostenne la Resistenza
26 settembre 201911:19
fu uno scoutismo ribelle, coraggioso, resistente, inedito e soprattutto poco conosciuto. A raccontarlo è Gianni Aureli alla sua opera prima, in ‘Aquile randagie’, già al Festival di Giffoni e ora in sala con un’uscita-evento dal 30 Settembre al 2 ottobre distribuito dall’Istituto Luce. Il film racconta per la prima volta il mondo degli scout italiani e una sua particolare storia che si mescola e va a braccetto con quella della Resistenza italiana. Scritto dal regista con Massimo Bertocci, Francesco Losavio e Gaia Moretti, il film low budget ci porta a Milano nel ventennio fascista. Quando per decreto del Duce, l’associazione scout italiana venne chiusa, un gruppo di ragazzi decide di dire di no e fondare le Aquile Randagie.
Chi erano le Aquile randagie? Dei giovani guidati da Andrea Ghetti (Romeo Tofani) e Giulio Cesare Uccellini, detto Kelly (Teo Guarini), che decidono di continuare le attività scout in clandestinità. E questo per mantenere la promessa delle promesse degli scout, ovvero aiutare gli altri in ogni circostanza e al di là delle loro stesse credenze.
Il gruppo scopre la Val Codera, una piana tra gli alberi segreta e impervia a poche ore da Milano, e ne fa la sua base per campi e uscite clandestine anche per supportare la resistenza fino alla fine della guerra. Insieme ad alcuni docenti del collegio San Carlo di Milano, le Aquile Randagie entrano poi a far parte di OSCAR – Organizzazione Scout Cattolica Assistenza Ricercati.
Insieme combatteranno il regime sia con beffe plateali, sia con azioni che permetteranno di far superare il confine italiano e raggiungere la Svizzera a più di 2000 persone ricercate dai nazifascisti: ebrei, perseguitati politici, ma anche tedeschi e italiani autori di violenze, ricercati dai partigiani.
“Si tratta di un film diretto ai giovani – dice il regista alla sua opera prima e scout dall’età di sette anni -, che vuole parlare loro con le parole dei giovani di un’altra epoca, quando un altro mondo sembrava impossibile, ed invece il cambiamento si realizza proprio grazie a loro: forse eroi, certo giovani fedeli e ribelli”.
Nel cast del film: Ralph Palka, Alessandro Intini, Anna Malvaso, Marco Pratesi e Marc Fiorini.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Docu di Herzog su Gorbaciov a Trevignano
Edizione 2019 su democrazia. Tra ospiti Iannucci e Colombo
25 settembre 201920:16
– Alla democrazia, che in tutto il mondo è minacciata dalle crescenti diseguaglianze sociali, da sovranismi e populismi, tecnocrazia e “fake news” è dedicata 8/a edizione del Trevignano FilmFest (26 – 30 settembre). In programma 14 film che esplorano la crisi della democrazia, con varie anteprime, come il documentario “Herzog incontra Gorbaciov”. Tra gli ospiti, il regista scozzese Armando Iannucci (che aprirà il London Film festival con una nuova lettura di David Copperfield), per la proiezione della sua commedia satirica Morto Stalin se ne fa un altro, Furio Colombo e Lea Polgar, scampata alle leggi razziali del 1938.
Il festival che ha il patrocinio della Camera dei deputati, proporrà otto film di fiction e sei documentari. Tra le premiere anche il danese “Sons of Denmark”, con il regista Ulaa Salim che immagina le elezioni danesi del 2025, dominate da xenofobia e azioni terroristiche. “What is Democracy”, della canadese Astra Taylor, che affronta il tema, muovendosi da Platone ai giorni nostri
MUSEO CINEMA: SCATTI LOMBROSO
MUSEO CINEMA: SCATTI LOMBROSOAL MUSEO DEL CINEMA DI TORINO L’ARCHIVIO DEGLI SCATTI DI LOMBROSO, SELEZIONE DI FOTO IN PARTE RESTAURATE
AGGIORNAMENTO
DELLE 04:03 DI GIOVEDì 26 SETTEMBRE 2019MUSEO CINEMA: SCATTI LOMBROSOTORINO– Una selezione di foto appartenenti al fondo dell’Archivio del Museo di Antropologia criminale Cesare Lombroso dell’Università di Torino, in parte restaurate per l’occasione, sarà esposta nella mostra ‘I 1000 volti di Lombroso’, in programma dal 25 settembre al 6 gennaio al Museo Nazionale del Cinema di Torino.
Lombroso, padre fondatore della criminologia, compì studi mirati a dimostrare – erroneamente – come alcune caratteristiche somatiche dei volti fossero segni di tendenze criminali. Tra il 1860 e il 1909, grazie alla sua fitta rete di relazioni con criminologi, psichiatri e medici legali, Lombroso raccolse un’enorme quantità di immagini di soggetti legati al mondo della psichiatria e a quello della criminalità.
La mostra è curata dalla responsabile dell’Archivio del Museo Cristina Cilli, dalla storica dell’arte e docente presso l’Accademia Albertina di Torino Domenica Leonardi, dal direttore scientifico del Museo e docente universitario Silvano Montaldo, e dalla borsista Nadia Pugliese.
L’Ermitage in sala, documentario-eventoToni Servillo voce del racconto nel museo di San Pietroburgo
26 settembre 201912:58
Più di tre milioni di oggetti d’arte di epoche diverse, 66.842 mq di spazio espositivo, oltre 30 km di percorso di visita e 4,2 milioni di visitatori nel 2018. Sono i numeri di uno dei musei più amati e visitati del mondo: quello dell’Ermitage. È a questo luogo straordinario che è dedicato Ermitage. Il Potere dell’Arte, una produzione originale 3D Produzioni e Nexo Digital, realizzata in collaborazione con Villaggio Globale International e Sky Arte, il patrocinio di Ermitage Italia e il sostegno di Intesa Sanpaolo, che arriverà in anteprima nelle sale italiane solo il 21, 22, 23 ottobre per essere poi distribuita in tutto il mondo. Diretto da Michele Mally su soggetto di Didi Gnocchi, che firma anche la sceneggiatura con Giovanni Piscaglia, il documentario fa parte del progetto de La Grande Arte al Cinema ed è stato realizzato con la piena collaborazione del Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo e del suo Direttore Michail Piotrovskij
Esordio alla regia per Lillo e GregCon D.N.A. (Decisamente Non Adatti), in sala a primavera
26 settembre 201915:40
– Sono iniziate le riprese di D.N.A.
(Decisamente Non Adatti), film scritto, diretto e interpretato da Lillo e Greg, per la prima volta dietro la macchina da presa.
Prodotto da Lucky Red e Vision Distribution, il film è scritto da Edoardo Falcone, Claudio Gregori (Greg) e Lillo Petrolo (Lillo). Nel cast, al fianco di Lillo e Greg, Anna Foglietta. Le riprese dureranno sei settimane e si svolgeranno a Roma. D.N.A. (Decisamente Non Adatti) arriverà nelle sale nella primavera 2020 distribuito da Vision Distribution.
Nel film due ex-compagni di scuola elementare, molto diversi tra loro, si rincontrano da adulti e decidono di scambiarsi i codici genetici per migliorare le proprie vite. Tra esperimenti scientifici maldestri e hackeraggi del D.N.A. dagli effetti nefasti, i due risulteranno Decisamente Non Adatti a queste nuove vite.
Capossela, al via dal 4/10 tour teatraleCantautore porta dal vivo l’album “Ballate per uomini e bestie”
25 settembre 201915:46
po l’anteprima nazionale in programma il 4 ottobre al Teatro Nuovo di Salsomaggiore, partirà il 6 ottobre dal Teatro Galli di Rimini, il nuovo tour teatrale di Vinicio Capossela, “Ballate per uomini e bestie”.
Dopo la serie di concerti-atti unici e i live all’estero durante l’estate, con l’autunno Capossela porterà dal vivo di città in città il suo nuovo progetto discografico, “Ballate per uomini e bestie” (La Cùpa/Warner Music), undicesimo lavoro in studio uscito lo scorso maggio e “Miglior disco in assoluto” al Premio Tenco.
Con il nuovo spettacolo, pensato appositamente per i teatri, Capossela proporrà dal vivo un canzoniere che, evocando un medioevo fantastico fatto di bestie estinte, cavalieri erranti, fate e santi, mette in mostra le similitudini e il senso di attualitàche lo legano profondamente alle cronache dell’oggi.
The Irishman, in sala e da 27/11 Netflix / TRAILERAtteso film di Scorsese con De Niro e Al Pacino
26 settembre 201920:07
In cinema ‘selezionati’ a novembre e in streaming su Netflix dal 27 novembre si vedrà The Irishman, il nuovo atteso film di Martin Scorsese che si vedrà in anteprima alla Festa di Roma il 21 ottobre. Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci sono i protagonisti del film di cui è stato rilasciato il primo trailer italiano: un’epica saga sulla criminalità organizzata nell’America del dopoguerra, raccontata attraverso gli occhi del veterano della Seconda Guerra Mondiale, Frank Sheeran – imbroglione e sicario – che ha lavorato al fianco di alcune delle figure più importanti del 20° secolo, interpretato da De Niro. Il film racconta, nel corso dei decenni, uno dei più grandi misteri irrisolti della storia americana, la scomparsa del leggendario sindacalista Jimmy Hoffa (Al Pacino), e ci accompagna in uno straordinario viaggio attraverso i segreti del crimine organizzato: i suoi meccanismi interni, le rivalità e le connessioni con la politica tradizionale. GUARDA IL VIDEO
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Su Rai2 serata Bangla, la Roma multietnica di Bhuiyan
L’8/10 film e incontro. Raggi, multiculturalismo prezioso
25 settembre 201919:26
“Non pensavo di avere un’influenza così estensiva con il mio film… ho ancora gente che mi scrive sui social alle tre di notte per parlarmene…tipo maniaci”. Lo dice sorridendo il 23enne Phaim Bhuiyan, il giovane regista e protagonista dell’opera prima Bangla, la commedia multietnica che debutterà in chiaro su Rai2 in una serata evento l’8 ottobre, seguita dall’incontro condotto da Andrea Delogu, nel quale Bhuiyan ha incontrato dopo una proiezione del film, vari rappresentanti delle comunità e realtà nel quartiere romano dove è cresciuto da italiano di seconda generazione, Torpignattara. “Sono 50% Bangla, 50% Italiano e 100% Torpigna” è la frase simbolo del film, dove si mescolano realtà e finzione. ”In alcuni periodi anche recenti abbiamo sentito parlare dell’altro come un nemico, del multiculturalismo come un’apocalisse – dice alla presentazione della serata evento, durante il Prix Italia, la sindaca di Roma Virginia Raggi – invece è l’occasione per le persone di incontrarsi e arricchirsi a vicenda ed è importante che un film come Bangla lo mostri così” dice. Il film, vincitore di vari premi, tra i quali il Nastro d’argento come migliore commedia, “è un gioiello straordinario, un film alla Truffaut, dove le differenze culturali legate al cibo, al sesso e alla religione, vengono superate dall’amore” aggiunge il direttore di Rai2 Carlo Freccero. Nell’incontro ‘Bangla – Diario di un film’, il dialogo sul film e su Roma multietnica è affrontato, fra gli altri, con l’imam di Centocelle, Mohamed Ben Mohamed, che ha amato di Bangla la rappresentazione delle difficoltà che affronta un italiano di seconda generazione “ma non gli è piaciuta la scena iniziale, nella quale il protagonista, vede alcuni seni in sogno” dice un po’ imbarazzato Bhuiyan. Il film è stato prodotto da Fandango e Timvision, che l’ha reso disponibile sulla sua piattaforma dal 29 agosto. “E’ il primo film che produciamo di un italiano di seconda generazione” ricorda Domenico Procacci di Fandango, augurandosi che presto in Italia “si torni a parlare di Ius soli”.
Yesterday, chi erano mai i Beatles?In sala dal 26/9 Boyle racconta di un mondo senza i Fab Four
27 settembre 201909:49
‘Yesterday’, il film di Danny Boyle, passato al Taofest e in sala dal 26 settembre distribuito da Universal Pictures, è un musical-comedy che porta ancora una volta sul grande schermo la musica pop-rock, al seguito di film come Bohemian Rhapsody e Rocketman, ma questa volta senza biopic: solo la musica dei Beatles.
Boyle piu’ il genio di Richard Curtis (co-sceneggiatore), mettono in campo come protagonista uno sfigato alla Millionaire, ma sicuramente meno svelto e per nulla figo, ovvero Jack Malik (Himesh Patel). Un musicista di scarso successo che per campare fa il commesso in un grande magazzino.
In Jack non crede davvero nessuno, neppure i genitori. Solo Ellie (Lily James), manager amica, di cui il ragazzo e’ segretamente innamorato, gli da’ un certo credito. Finche’ una sera, dopo che ha deciso di smettere con la musica, Jack ha un incidente in bicicletta e perde coscienza durante una sorta di blackout planetario.
Al suo risveglio tutto sembra come prima, ma non e’ affatto vero: sono scomparsi i Beatles e le loro canzoni dalla memoria della gente, scomparsi i loro dischi, scomparso tutto della loro esistenza.
Mille ricerche su Google da parte di Jack, ma niente compare, come unica voce, solo quella degli scarafaggi.
Il panico del musicista diventa ben presto consapevolezza di poter diventare ricco riproponendo lui quei classici del gruppo di Liverpool una volta ricostruiti musica e parole.
Da qui la scalata di Jack in un’industria musicale in cui trova come alleato lo stesso Ed Sheeran, nei panni di se stesso, che a un certo punto, con grande autoironia di fronte a canzoni come Let it be ed Help, si definisce solo un Salieri che si misura con novello Mozart.
Il film, che ricalca nella formula ‘The Millionaire’, grazie ad alcune soluzioni narrative che non si possono rivelare, scorre fino alla fine sulle note della canzoni dei Beatles che fa davvero strano ascoltare al cinema.
Tra le cose che si possono rivelare e’ che in questo mondo post-trauma, Jack scopre che a scomparire e’ anche la Coca cola.
Anche li quello che conta per sapere la verita’ di questo mondo 2.0 e’ sempre Google.
La ricerca fatta, con la dovuta ansia dal musicista ormai famoso e milionario, porta pero’ allo sconcertante risultato: ‘Escobar’. Un altro pezzo del vecchio mondo non c’e’ piu’.
Mathieu, essere adolescenti in provinciaLo scrittore Premio Goncourt 2018 con ‘E i figli dopo di loro’
27 settembre 201909:47
OLAS MATHIEU, E I FIGLI DOPO DI LORO (MARSILIO, PP 477, EURO 19). Tre adolescenti che fumano le prime canne, ascoltano i Nirvana, passano le giornate annoiandosi e vorrebbero andarsene da Heillange, un’immaginaria e sperduta cittadina di provincia sul lago negli anni Novanta.
Sono il timido Anthony, la bella Stephanie e il magrebino Hacine, appassionato di moto, protagonisti di ‘E i figli dopo di loro’ con cui Nicolas Mathieu ha vinto il Prix Goncourt 2018. “Volevo scrivere un romanzo di formazione. Sono partito dall’idea di una delusione amorosa perché so quanto un amore non ricambiato sia un enorme strumento di conoscenza di se stessi e del resto. Lo ho sperimentato io stesso” racconta Mathieu, 41 anni, che è originario di Epinal, nella regione dei Vosgi e ora vive a Nancy. “Anch’io nella mia adolescenza ho passato tanto tempo a fumarmi canne, ad annoiarmi e ad aspettare pensando che me ne sarei andato da qualche altra parte. In ogni personaggio c’è qualcosa di me” spiega lo scrittore che oltre a raccontare la crisi degli adolescenti racconta quella dei loro genitori. Anche lui è padre di un bambino di sei anni, Oscar, a cui è dedicato il romanzo. “Lo chiama il suo libro e gli dispiace non abbia illustrazioni” dice e spiega: “anche i personaggi dei genitori si nutrono della mia esperienza, dell’ambiguità che c’è nell’essere genitori: da una parte è una grande gioia e dall’altra si prova un enorme sentimento di impotenza. Bisogna rendere giustizia anche ai genitori di questi ragazzi. Ho incrociato la crisi economica, quella adolescenziale e quello dei genitori di questi ragazzi”. Ma ‘E i figli dopo di loro’, pubblicato in Italia da Marsilio nella traduzione di Margherita Botto, è soprattutto un romanzo sull’ambivalenza del senso di appartenenza, tipico della provincia, sulla globalizzazione e sull’ambiguità dell’essere appunto genitori.
“L’ambivalenza si gioca anche sul nome della città Heillange: hill come inferno e angel come angelo. Ho scelto di non raccontare un luogo vero per non dovermi attenere a dettagli precisi sia geografici che cronologici. L’appartenenza è una sorta di incubo: da una parte è un condizionamento e dall’altra una forma di protezione. Le persone sono molto attaccate alla loro identità e al loro territorio, c’è una sorta di ripiegamento su se stessi” sottolinea lo scrittore che recentemente è venuto in Italia per il Festivaletteratura di Mantova 2019. “Il mondo globalizzato e’ una sorta di arcipelago in cui ci sono delle isole che sono le grandi città interconnesse, centro di produzione della ricchezza materiale e intellettuale. Tra queste grandi città ci sono dei luoghi più complicati dove c’è una maggiore povertà. E ci sono persone molto più aperte alla globalizzazione, che hanno gli strumenti linguistici e culturali per affrontarla mentre la provincia è il luogo in cui ci sono meno strumenti per comprenderla e dove in realtà le persone considerano la globalizzazione come qualcosa che avviene a loro detrimento e soffrono la concorrenza della produzione delocalizzata” afferma. Visivo nella scrittura che a volte è gergale, il romanzo di 447 pagine, accolto con favore da pubblico e critica e in corso di traduzione in oltre 20 paesi, è destinato a diventare un film. “Ho firmato un po’ prima dell’estate il contratto per la trasposizione cinematografica ma non sono autorizzato a parlarne. Il libro è molto visivo, ha una struttura drammaturgica che ben si adatta a un film e le offerte sono arrivate da subito. Ma non ho scritto con questo intento, non ci pensavo, anche se sono un grande appassionato di cinema, ho scritto delle sceneggiature e tutto si ritrova nel libro” dice sorridendo Mathieu che si sente “uno scrittore realista”. “Nella formazione della scrittura le esperienze si ispessiscono e diventano dei personaggi” spiega lo scrittore che della vittoria del Goncourt dice: “mi ha dato una legittimazione ovunque e anche un’inquietudine, devo scrivere per sopravvivere al domani. Comunque è da quando ho 7 anni che mi confronto con la scrittura e il Goncourt lo ho vinto a 40 anni” racconta e da un po’ di mesi ha cominciato a scrivere un racconto lungo, ‘Rose Royal’ (Rosa regale) che è il ritratto di una donna. Con i romanzi è diverso: “sai come comincia ma no come finirà” dice lo scrittore che ha esordito nel 2014 con il noir ‘Aux animaux la guerre’ da cui è stata tratta una serie tv.
Ulisse, puntata su Leonardo con BenigniAlberto Angela celebra genio a 500 anni dalla morte
27 settembre 201913:13
La seconda puntata della nuova stagione di Ulisse, il piacere della scoperta il 28 settembre in prima serata su Rai1, presentata da Alberto Angela è dedicata a Leonardo da Vinci, in occasione dei 500 anni dalla morte del genio italiano. Tra i grandi ospiti della serata Gigi Proietti che attraverso le sue magistrali interpretazioni darà voce a storie e personaggi dell’epoca. E ancora un altro grande interprete fara’ parte di questa puntata eccezionale: Roberto Benigni. Una grandissima presenza quella dell’artista toscano che entra nel racconto della vita del genio italiano come solo lui sa fare regalando al pubblico un momento di spettacolo e approfondimento unico.
Il nostro viaggio comincerà in Francia, ad Amboise, sulle rive della Loira, nei luoghi dove Leonardo Da Vinci trascorse gli ultimi anni di vita. Con Alberto Angela, immergendoci nelle atmosfere Rinascimentali, scopriremo la genesi di tantissime opere leonardesche e seguiremo le sue orme cercando di svelare l’enigma di Leonardo.
