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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Ultimo aggiornamento 3 Ottobre, 2019, 20:39:10 di Maurizio Barra

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE

DALLE 19:53 DI MARTEDì 01 OTTOBRE 2019

ALLE 20:39 DI GIOVEDì 03 OTTOBRE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Da Garzanti 90 milioni ad anziani
Dopo vendita sede casa editrice, soldi ad associazioni a Milano 01 Ottobre 2019 19:53

– Un fondo di 90 milioni da destinare ad associazioni che si occupano di assistenza agli anziani: è quanto ha lasciato Livio Garzanti, scrittore ed editore scomparso 4 anni fa a Milano, nelle sue volontà testamentarie.
E’ quanto scrive il Corriere della Sera.
Garzanti ha lasciato disposizioni precise al professor Mario Cera, che si sta occupando della sua eredità che comprendeva la sede della storica casa editrice in via della Spiga a Milano.
Completata la vendita dell’edificio, si può dare ora attuazione alle volontà dell’editore con 90 milioni conservati in un fondo chiamato ‘Societas Societatum’ di cui Cera è presidente.
La Fondazione Garzanti devolverà ora questi soldi ad associazioni che si occupano di fornire assistenza agli anziani milanesi.

Raffaello 2020, mostra a MilanoRealtà aumentata per entrare nei luoghi delle opere

MILANO02 ottobre 201912:21

– Anteprima mondiale al Museo della Permanente di Milano, dal 4 ottobre al 2 febbraio 2020, per “Raffaello 2020”, una mostra multimediale immersiva organizzata nel cinquecentenario della morte del maestro di Urbino.
Prodotto da Crossmedia Group e curato dal professor Vincenzo Farinella, il progetto si articola in cinque sale, dal Teatro degli Ologrammi alla Realtà Aumentata, in una commistione di immagini, suoni, musiche e suggestioni. Cuore del percorso sensoriale multimediale è la Sala Immersiva, dove gli spettatori vengono avvolti da un racconto di 45 minuti che illustra la storia di Raffaello, le sue opere e i luoghi in cui ha realizzato la sua produzione artistica. Attraverso il video mapping, ideato e realizzato dai creativi e videomaker di WÖA, lo spettatore viene immerso all’interno dei luoghi cinquecenteschi dove hanno preso vita le opere raffaellesche.
Raffaello 2020 fa parte degli eventi selezionati dal ministero degli Affari Esteri nell’ambito delle celebrazioni dei cinquecento anni della morte di Raffaello, per rappresentare l’Italia e la sua arte in un tour espositivo, promosso in tre diversi continenti tramite ambasciate e Istituti Italiani di Cultura.

Eric Clapton torna in ItaliaIl 6 giugno al Forum di Assago e l’8 all’UnipolArena di Bologna

02 ottobre 201913:57

– Sulla scia del Crossroads Guitar Festival che è andato sold out e che ha riunito i più grandi chitarristi del mondo in una due giorni di collaborazione irripetibile, la leggenda della musica Eric Clapton ha annunciato la sua tournee spettacolo per la prossima estate, con 15 date nell’arco di un mese in 12 città europee e tre in Russia. La prima data sarà a Praga, il 29 maggio, e da lì proseguiranno i concerti in Germania, Svizzera, Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, Finlandia, per concludersi il 30 giugno a Mosca.
Eric Clapton, che sarà accompagnato da una superlativa band di musicisti, compresi i compagni di una vita Nathan East (basso), Paul Carrack (tastiete), Chris Stainton (tastiere), Doyle Bramhall II (chitarra), Sharon White and Katie Kissoon (coriste), farà tappa, dopo più di un decennio, anche in Italia il 6 giugno al Forum di Assago (Milano) e l’8 all’UnipolArena di Bologna.

Roma Jazz Festival, per abbattere confini e muriDal 1 novembre al 1 dicembre, tra i nomi Shepp, Holland e Fresu

03 ottobre 201909:48

-Anche il jazz scende in campo contro muri, divisioni, discriminazioni. Si intitola No borders. Migration and integration l’edizione 2019 del Roma Jazz Festival, la numero 43 della sua storia, che animerà diversi luoghi della capitale (21 concerti tra Auditorium Parco della Musica, Casa del Jazz, Monk, Alcazar) dal 1 novembre al 1 dicembre. “In questo momento storico ognuno deve prendersi le proprie responsabilità, è una tendenza generale quella di affrontare temi sociali e politici anche nei festival”, rivendica Mario Ciampà, direttore della manifestazione, che ha presentato la rassegna pensata per sottolineare come il jazz sia nato e si sia sviluppato come musica di immigrazione e di integrazione, come sia stata strumento per rivendicare diritti civili, come abbia abbattuto e superato confini stilistici e sociali, grazie alle contaminazioni e alle sperimentazioni. Calendario fitto, con artisti affermati e giovani emergenti. Icone della storia del jazz come Archie Shepp, Abdullah Ibrahim, Dave Holland, Ralph Towner e Gary Bartz ma anche i più interessanti esponenti della nuova scena come Kokoroko, Moonlight Benjamin, Donny McCaslin, Maisha e Cory Wong, in grado di far scoprire il jazz alle generazioni più giovani. Le grandi protagoniste femminili come Dianne Reeves e Carmen Souza al fianco dei talenti più recenti come Linda May Han Oh, Elina Duni e Federica Michisanti. Le esplorazioni mediterranee e asiatiche dei Radiodervish (ai quali è affidata l’apertura il 1 novembre all’Auditorium, in contemporanea ai Kokoroko al Monk), Tigran Hamasyan e dell’ensemble Mare Nostrum con Paolo Fresu, Richard Galliano e Jan Lundgren da un lato (che chiuderanno la manifestazione il 1 dicembre) e le contaminazioni linguistiche di Luigi Cinque con l’Hypertext O’rchestra dall’altro. Il batterista anti-Trump Antonio Sanchez e il suo jazz ai tempi del sovranismo e la nostalgia migrante raccontata in musica dalla Big Fat Orchestra. Il tributo a Leonard Bernstein di Gabriele Coen e il pantheon jazz evocato da Roberto Ottaviano. “I musicisti che abbiamo chiamato – sottolinea Ciampà – sono stati scelti anche per il loro impegno sociale e civile”. Il tema dell’abbattimento delle barriere sarà ribadito anche dall’installazione di Alfredo Pirri: una struttura trasparente che dividerà in due la Cavea, ma che potrà essere continuamente attraversata dal pubblico, in un ribaltamento del concetto del muro. “Continuiamo a lavorare per una Roma che sia sempre di più capitale mondiale della musica – tiene ad aggiungere Josè Dosal, amministratore delegato di Fondazione Musica per Roma -. La decisione di portare la manifestazione in più luoghi ha l’obiettivo di raggiungere diverse fasce di pubblico”

Esce ‘L’amico immaginario’ di ChboskyUn romanzo da brivido pubblicato da Sperling & Kupfer

02 ottobre 201914:44

– Torna Stephen Chbosky con un romanzo da brivido in cui il delicato passaggio dall’infanzia all’età adulta si compie attraverso una battaglia epica tra il bene e il male. E’ ‘L’amico immaginario’, che esce in Italia per Sperling & Kupfer nella traduzione di Chiara Brovelli, in corso di pubblicazione in 22 paesi.
Tra i libri più attesi dell’anno, scritto a vent’anni di distanza dal bestseller ‘Noi siamo infinito’ che, dopo aver venduto milioni di copie in tutto il mondo, è diventato un film di grande successo, scritto e diretto dallo stesso Chbosky con protagonisti Emma Watson, Ezra Miller e Logan Lerman, ‘L’amico immaginario’ è ambientato a Mill Grove, una tranquilla e isolata cittadina della Pennsylvania. Scrittore, sceneggiatore e regista, Chbosky, che è anche il regista del film ‘Wonder’, nelle 640 pagine del suo secondo romanzo ci racconta la storia di Kate Reese, in fuga da un compagno violento, che cerca di ricominciare una nuova vita a Mill Grove con il suo bambino Christopher, che ha 7 anni.
Nella nuova casa tutto sembra andare a meraviglia: Christopher incontra nuovi amici, Kate trova un nuovo lavoro. Ma poi, all’improvviso, Christopher scompare. Per sei lunghissimi giorni, nessuna traccia di lui. Finché, una notte, il bambino riemerge dal bosco di Mission Street, illeso, ma profondamente cambiato. Christopher sente una voce in testa e vede cose che agli altri sono impercettibili, conosce i segreti del passato, del presente e soprattutto del futuro tragico che sta per abbattersi su tutti loro. Non può parlarne a nessuno o lo prenderebbero per pazzo. Ma può e deve compiere la missione che quella voce amica gli detta: costruire una casa nel bosco, prima che arrivi Natale.

Torna a Rimini Festival del Mondo AnticoEdizione numero 21 della rassegna. Anteprima nel week-end 4-6

BOLOGNA02 ottobre 201915:06

– Torna a Rimini, per la 21/a edizione, il Festival del Mondo Antico, rassegna di conferenze, incontri e spettacoli nata nel 1999 con il titolo di Antico/Presente. Sotto lo slogan ‘Il genio del fare. Mestieri e talenti’, la kermesse 2019 – in programma dall’11 al 13 con un’anteprima nel week-end del 4-6 ottobre – si propone di trattare l’argomento del lavoro affrontato privilegiando la dimensione sociale e creativa, con uno sguardo rivolto verso i mestieri ‘antichi’ e un’attenzione particolare al lavoro nell’ambito dei beni culturali.
L’argomento spazierà attraverso le epoche e sarà affrontato da diversi punti di vista, fra storia, arte, archeologia, letteratura, filosofia, scienza e economia. Ad aprire ufficialmente il Festival sarà Tito Boeri cui è affidata una lectio magistralis sul tema ‘Vecchio e nuovo populismo’. La rassegna, inoltre, farà anche da cornice per un’anticipazione delle iniziative che Rimini dedicherà a Federico Fellini nel 2020, anniversario del centenario della sua nascita.
Tante le figure di spicco che parteciperanno all’appuntamento riminese tra cui Andrea Augenti, Lia Celi, Oreste Delucca, Mauro Felicori, Valerio Massimo Manfredi, Stefano Medas, Piero Meldini, Elisa Tosi Brandi, Brunella Torresin, Sergio Valzania, insieme agli ‘Amici del Festival del Mondo Antico’, Giovanni Brizzi, Franco Cardini e Maria Giuseppina Muzzarelli.
Il 12 e il 13 andrà in scena anche il ‘Piccolo Mondo Antico Festival’ rivolto ai più giovani con proposte inerenti il tema dell’edizione e appuntamenti già collaudati all’insegna del gioco, della creatività e del divertimento.
Come già avvenuto negli scorsi anni la manifestazione coinvolgerà oltre a quelli di Rimini, i musei di Cattolica, Riccione, Verucchio e Santarcangelo di Romagna.

Addio a Jessye Norman, dal ghetto a stella dell’operaLa soprano aveva 74 anni. Ha vinto quattro Grammy Award

NEW YORK02 ottobre 201918:37

A 74 anni si è spenta una delle più grandi star dell’opera degli ultimi cinquant’anni. Il soprano Jessye Norman è morta in un ospedale di New York per complicazioni legate ad una lesione al midollo spinale risalente al 2015. Norman è stata una pioniera nel suo campo e una delle poche cantanti nere ad ottenere la gloria a livello mondiale nel mondo dell’opera. Si è esibita infatti in teatri come la Scala a Milano e il Metropolitan Opera di New York. Ha incantato interpretando i ruoli principali in opere come Carmen e l’Aida e tanto Wagner. Le sue interpretazioni non si sono limitate solo all’opera o alla musica classica, ma si sono spinte anche verso il contemporaneo con brani ed esempio di Duke Ellington, considerato uno dei massimi compositori del ‘900. “Sono sempre stata attratta dalle cose che gli altri considerano insolite – disse in un’intervista del 2002 – è importante che i musicisti classici vadano oltre le tre B (Bach, Beethoven e Brahms). Sono compositori fantastici, ma sono diventati grandi tanto tempo fa. C’è tanta musica che vivrà per tanto tempo”. Non sorprende quindi che Norman non si ponesse limiti o barriere: lei stessa ruppe il famoso soffitto di cristallo sperando in una maggior diversità nel mondo dell’opera.Nata nel 1945 in una cittadina della Georgia e in epoca segregazionista, la Norman entrò in contatto con il mondo musicale sin da piccola grazie alla chiesa e alla famiglia, nella quale c’erano pianisti e cantanti. Dopo aver ottenuto una borsa di studio per studiare musica alla Howard University a Washington, D.C., si perfezionò poi al Peabody Conservatory di Baltimora e all’università del Michigan. Il suo debutto fu a Berlino nel 1969 per poi esibirsi sui palcoscenici di Milano, Londra e New York. Al Met debuttò con il ruolo di Cassandra ne Les Troyens di Berlioz durante l’apertura della stagione 1983-84. Con il teatro newyorkese si è esibita in oltre 80 recital. Nel 1997 a 52 anni divenne la persona più giovane a ricevere il Kennedy Center Honor (Premio Kennedy), conferito a coloro che si sono distinti per il loro contributo all’arte e alla cultura.
Il presidente Obama invece le conferì la National Medal of Arts, la più alta onorificenza ad un singolo artista conferita in nome del popolo statunitense. Università prestigiose come Yale, Harvard e la Juilliard le hanno dato lauree ad honorem.

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Levante, canto il tempo tra passato e futuro
‘Magmamemoria’ è nuovo lavoro in uscita venerdì

03 ottobre 201909:38

– ‘Magmamemoria’, un po’ come qualcosa che brucia e che arriva dal passato, ma che comunque è in movimento, ha un suo percorso e si crea i suoi spazi e i suoi tempi. E’ questo il titolo del nuovo album di Levante, in uscita venerdì 4 ottobre, che contiene un racconto, fatto per capitoli e canzoni, del tempo. C’è il tempo passato ma anche quello presente e quello che ancora deve venire, con un occhio alla propria storia da cantautrice e alle sue radici, anche geografiche, e l’altro rivolto ad un presente di nuovi impegni e cambiamenti.”Mi trovo in una fase del mio percorso – ha raccontato Levante, all’anagrafe Claudia Lagona – nella quale mi sento finalmente serena e consapevole, sia come artista sia come donna. Ho raggiunto una sicurezza personale che credo di essere riuscita a trasmettere in questo nuovo lavoro”. Nella scaletta di ‘Magmamemoria’ c’è un totale di tredici titoli, da quello che ha dato il nome al lavoro intero, fino ad ‘Arcano 13’, passando per ‘Andrà tutto bene’ (con il suo punto di vista un po’ provocatorio e un po’ disincantato sul futuro prossimo), ‘Regno animale’, ‘Se non ti vedo non esisti’ e ‘Questa è l’ultima volta che ti dimentico’ (questi ultimi ispirati ai due libri che Levante ha firmato come scrittrice). “Racconto anche di un futuro che ormai è diventato presente – ha commentato Levante – e nel quale stiamo ricadendo in tanti errori già commessi nel passato: violenza, razzismo, omofobia. Siamo già passati da tutto questo. Perché ricaderci?”. L’ultimo singolo estratto dall’album in ordine di tempo si intitola invece ‘Bravi tutti voi’, con il quale Levante si toglie qualche sassolino dalla scarpa nei confronti di falsi maestri o aspiranti opinionisti, dalle opinioni non richieste e dalle basi tutte da dimostrare. “Sarei pazza se dicessi a chi è rivolta la canzone – ha commentato la voce delle nuove ‘Saturno’ e ‘Rancore’ – ma di sicuro è una critica a chi si erge ad essere maestro di qualunque cosa, dimostrandosi però in realtà approssimativo come molti altri. Quando ho scritto la canzone ho analizzato alcune personalità presuntuose, che però in realtà non possono permettersi di esserlo. Non basta avere un talento per sentirsi i numeri uno”.Canta del tempo, Levante, ma anche dell’amore e del suo contrario, il non amore. “E’ più facile cantare di un amore che c’è – ha spiegato la cantautrice – piuttosto che della sua assenza. E’ un po’ come quando è più facile essere lasciati che lasciare. Sono un’inguaribile romantica e le storie d’amore non mancano mai in quello che scrivo e canto, anche se mi piace raccontarle in modi differenti: la rincorsa al sentimento, la felicità di coppia come una sorta di allenamento, perché nell’amore bisogna giocare lo stesso sport, altrimenti non funziona (in ‘Regno animale’ scritta da Dimartino e Colapesce), ma anche il tradimento e il rancore”. Una delle ‘memorie’ più sentite, per Levante, è quella della Sicilia e della sua infanzia che appare nei versi di ‘Lo stretto necessario’, cantata nell’album con Carmen Consoli. “La mia è una Sicilia piena di contrasti e di bellezza – ha detto l’artista – che in tanti abbiamo dovuto lasciare per tornare ad amarla. C’è la tristezza ma anche l’amore gigante per una terra”. Per presentare le canzoni del nuovo album dal vivo (dopo qualche anteprima nella scorsa stagione estiva), Levante tornerà anche sul palco, il 23 novembre, per la sua prima volta al Forum di Assago. “Saremo in dieci sul palco e siamo già rodati – ha spiegato la cantautrice – e il Forum sarà per me una grande e bellissima prova”.

Karima Laraba, La maschera e il vorticeNella Galleria della Biblioteca Angelica a Roma

02 ottobre 201915:51

– Sulla tela e attraverso le sue installazioni la ‘certificazione’ dell’appartenenza a Venezia, alla quale si sente indissolubilmente legata, città che genera le sue riflessioni artistiche. E’ il filo conduttore della mostra “La maschera e il vortice” dell’artista algerina Karima Laraba, a cura di Giuseppe Ussani d’Escobar che dal 2 al 12 ottobre è allestita nella Galleria della Biblioteca Angelica, a Roma. In occasione dell’esposizione (inaugurazione venerdì 4 ottobre, alle 18) l’artista, che vive a Venezia, presenta una trentina di lavori pittorici di cui tre installazioni scelti dal curatore con l’obiettivo di raccontare la sua opera, diffondendo il suo messaggio in uno dei più grandi luoghi della cultura italiana. La maschera, i colori con cui si confronta, sono tra gli elementi che da subito tradiscono la sua vicinanza alla cultura della città. Karima rende sue le simbologie e le utilizza come mezzo per portare all’attenzione dello spettatore il dualismo dell’essere e dell’apparire.

Boss chiesero pizzo a Ignazio FlorioEra fra il 1906 e il 1907. Ma la mafia si vendicò dopo annni

PALERMO02 ottobre 201916:02

– Altri tempi modalità simili. Con le stesse velate minacce i boss tentarono, nel secolo scorso, una estorsione alla famiglia di imprenditori protagonista del periodo della cosiddetta Belle époque. “Fra il 1906 e il 1907 Ignazio Florio ricevette una missiva anonima contenente un’inequivocabile richiesta di pagamento di ‘pizzo’ da parte della mafia palermitana. Ma il cavaliere, secondo i nostri studi, si rifiutò di cedere al ricatto”. Lo sostiene lo storico Vincenzo Prestigiacomo, presidente del comitato scientifico di Casa Florio, anticipando una delle tante novità che saranno presentate il 7 ottobre alle ore 9,30, presso la sede della Banca popolare S. Angelo a Palermo. “Florio riteneva, infatti, – prosegue lo storico – di potere tenere testa all’organizzazione criminale grazie alla sua enorme popolarità”. Eppure Ignazio fece male i suoi conti, “infatti la mafia reagì al rifiuto alle loro richiesta di pizzo – aggiunge Prestigiacomo – nel 1908, un incendio doloso distrusse il Villino Florio”.

Giovanni Allevi, 15/11 esce album HopeDal 1 dicembre parte da Milano tour con coro e orchestra

02 ottobre 201916:29

– Giovanni Allevi torna con Hope, nuovo album legato alla magia del Natale in uscita nei negozi il prossimo 15 novembre. Nel suo ultimo progetto musicale, Allevi unirà al suo inconfondibile pianoforte una grandiosa formazione composta dal Coro dell’Opera di Parma, dall’Orchestra Sinfonica Italiana e dal Coro dei Pueri Cantores della Cappella Musicale del Duomo di Milano.
I concerti dell’Hope Christmas Tour nei teatri, al via da Milano il 1 dicembre, prevederanno l’esecuzione di alcune tra le più famose melodie del Natale, in una originale rilettura per pianoforte, coro e orchestra sinfonica, realizzata dallo stesso Giovanni Allevi per l’occasione. Queste le date: 1 dicembre Milano, 12 dicembre Lecce, 16 dicembre Perugia, 17 dicembre Napoli, 18 dicembre Bologna, 19 dicembre Catania, 20 dicembre Marsala (TP), 21 dicembre Palermo, 28 dicembre Firenze, 5 gennaio Roma, 11 gennaio Torino.

Raffaello, da Urbino alla modernitàIl pittore nel confronto con gli artisti del suo tempo

URBINO02 ottobre 201916:31

– Un lungo viaggio da Urbino verso la modernità, per conoscere conquiste e intuizioni di un genio della pittura mondiale: apre il 3 ottobre la grande mostra “Raffaello e gli amici di Urbino”, alla Galleria Nazionale delle Marche – Palazzo Ducale fino al 19 gennaio. Frutto di una approfondita campagna di studi, la mostra, a cura di Barbara Agosti e Silvia Ginzburg, conduce alla scoperta delle tappe principali della vita e della carriera di Raffaello Sanzio, alla luce delle relazioni che egli ebbe con artisti attivi a Urbino, come i concittadini Girolamo Genga e Timoteo Viti. Seguendo le peregrinazioni geografiche di Raffaello – tra Urbino, Firenze, Siena e Roma – il percorso documenta quale fu il contesto nel quale riuscì a emergere la sua genialità, quali le scelte formali e le influenze. Una mostra preziosa, con oltre 80 opere di cui 19 di Raffaello, che, come afferma il direttore uscente della Galleria Nazionale delle Marche Peter Aufreiter, “è un capolavoro realizzato in due anni di lavoro”.

Calvino inedito a rassegna fiorentinaAnna Benedetti presenta 39 appuntamenti

FIRENZE02 ottobre 201916:36

– Alberto Asor Rosa, Roberto Cotroneo, Francesco Carofiglio, Edmondo Bruti Liberati, Gianfranco Bertone sono tra gli autori protagonisti di ‘Leggere per non dimenticare’, la rassegna fiorentina dedicata al valore dei libri, ideata e curata da Anna Benedetti, che raggiunge la 25/a edizione e che terrà i suoi incontri alla Biblioteca delle Oblate di Firenze dal 9 ottobre fino al 13 maggio 2020.
Il calendario prevede 39 incontri con narratori, storici, filosofi, scienziati, psichiatri. Ogni autore sarà introdotto da un presentatore d’eccezione. Asor Rosa, autore protagonista con il suo libro ‘Machiavelli e l’Italia’ nella prima giornata della rassegna, ritornerà alle Oblate nei panni di presentatore per introdurre Giovanni Falaschi che, il 5 febbraio 2020, presenterà ‘Una lunga fedeltà a Italo Calvino’: il libro raccoglie lettere – molte inedite – in cui Calvino, nelle insolite vesti di editor, discute alcuni saggi dell’allora giovane critico letterario Falaschi.
“Non ho mai ricevuto pressioni dagli editori – ha detto Anna Benedetti durante la presentazione -. Seleziono i libri da inserire in rassegna seguendo il mio istinto di lettrice appassionata”. Alla presentazione dell’evento è intervenuto Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune di Firenze, che ha riconosciuto: “Firenze possiede un sistema bibliotecario straordinario, con le sue biblioteche storiche e con quelle di quartiere. Per questo rilancio l’idea di organizzare a Firenze gli Stati generali delle biblioteche. I dati dicono che in Italia si legge poco e credo che per invertire la rotta sia doveroso partire dalla valorizzazione dei luoghi della lettura, che devono essere efficienti e curati”.

Aufreiter, lascio anche con FranceschiniDirettore Galleria Marche va a dirigere Museo Tecnica a Vienna

URBINO02 ottobre 201916:37

– “Confermo la decisione di lasciare Urbino nonostante il ritorno di Dario Franceschini al vertice del ministero per i Beni Culturali, che con la sua riforma aveva consentito la mia nomina”. Lo ha detto il direttore della Galleria Nazionale delle Marche Peter Aufreiter alla vigilia della mostra-evento ‘Raffaello e gli amici di Urbino’.
anni dalla sua morte. Aufreiter è urbinate d’adozione e sua moglie è originaria della città feltresca. “La mia famiglia mi aspetta già a Vienna, dove dal gennaio prossimo andrò a dirigere il Technischen Museum (Museo della Tecnica)”. Aufreiter non ha masi nascosto che la sua scelta è stata influenzata dalle politiche dell’ex ministro Bonisoli, che preferiva direttori italiani e una valorizzazione centralizzata del patrimonio. ma c’è anche il fatto che quello che sto facendo non è il mio lavoro. Io sono un marketing manager. Qui invece svolgo per l’80% compiti amministrativi riguardanti personale, contratti, gare d’appalto e altre mansioni che non mi competono”.

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Franceschini, “Non farò controriforme, non serve”
In Parlamento lancia l’allarme organici, “A rischio il Know How”

03 ottobre 201909:57

In una giornata di nuvole e di sole, con il governo giallorosso ancora una volta in tormento per la manovra, Franceschini presenta al Parlamento le linee programmatiche del suo nuovo mandato, il secondo, alla guida di Cultura e Turismo. E subito tende la mano al  predecessore pentastellato Alberto Bonisoli, lo ringrazia, smussa con abilità le polemiche che poco più di un mese fa avevano visto sulle barricate i due partiti ora alleati. “Ci sono stati dei correttivi, ma senza toccare i cardini della riforma”, premette il ministro che non dimentica mai di parlare anche come capo delegazione Pd.Certo, ci sono stati i decreti di agosto, che lui appena rientrato al Collegio Romano ha fatto bloccare, ma anche qui Franceschini smussa, parla di decisione “cautelativa”, spiega di aver ascoltato i sindacati, si mostra aperto. Ad ascoltarlo e poi a fargli domande nella grande sala del Mappamondo ci sono del resto tanti esponenti dei 5stelle, che gli chiedono rassicurazioni e continuità. E anche uno Sgarbi in grande forma, che prima lo applaude per aver ottenuto due Raffaello in prestito dalla Francia e poi, sul tema Leonardo, si accapiglia venendo quasi alle mani con il collega Mollicone di Fratelli d’Italia, tanto da costringere il presidente Luigi Gallo (M5s) ad interrompere per dieci minuti la seduta.Tant’è. Nelle sue indicazioni il ministro ferrarese va giù liscio, apre con un argomento caro agli alleati, quello della tutela dei beni e del paesaggio, si mostra paladino delle soprintendenze aborrite dall’ex collega di partito ed ex premier Matteo Renzi (“vanno tutelate, valorizzate, difese”). Poi però chiarisce che continuerà sulla strada intrapresa cinque anni fa, conferma la scelta delle soprintendenze uniche (“Hanno aiutato cittadini e imprese, casomai vedremo come ridurle geograficamente”), ribadisce le scelte fatte per i musei (“Un’esperienza che va rafforzata”), sottolinea la necessità di puntare come mai sulla “diplomazia culturale” (quella che lo ha aiutato a riportare la pace con i francese accettando lo scambio Leonardo-Raffaello e che oggi lo fa rallentare sulla conferma di Schmidt agli Uffizi per non mettere a rischio i rapporti con l’Austria), annuncia che porterà avanti la sua legge Cinema.Anche su quella che definisce la sua sfida per il nuovo mandato si riconosce una comunanza con il mondo pentastellato: “Va bene il patrimonio, ma ora dobbiamo investire su quello che al ministero ancora non c’è, l’arte contemporanea, l’architettura, le industrie culturali e creative, la fotografia”. C’è il nodo del turismo, che torna al Mibact dopo la parentesi all’Agricoltura voluta dalla Lega. L’Italia “meriterebbe un ministero ad hoc”, dice, però mancano le risorse. Il decreto che decide il rientro delle competenze al Collegio Romano è all’esame del Parlamento, Franceschini forse anche per questo non si lancia in altri titoli. Sottolinea però le emergenze del suo ministero, innanzitutto l’investimento sulla sicurezza e sull’antisismico, la necessità di “migliorare la capacità di spesa”. Ma soprattutto l’urgenza di assumere, anche qui in continuità con il predecessore Bonisoli. Del resto su questo non c’è tempo davvero da perdere: “Ci sono 4mila carenze in organico ed è un problema destinato a crescere”, fa notare il ministro, c’è il rischio di perdere tanto prezioso know how. E’ proprio il suo predecessore a fine giornata a fargli notare che ci sono già pronti due concorsi e anche le risorse per farli. Almeno sulle questioni di cultura la pace nel governo sembra realtà. Anche Sgarbi e Mollicone, dopo gli insulti, si sorridono.

A Houston un Delacroix ‘perduto'”Donne di Algeri”, prima di tre versioni che ispirarono Picasso

NEW YORK02 ottobre 201917:20

– Ha trovato casa in Texas una prima versione, creduta perduta da 170 anni, del celebre dipinto di Eugène Delacroix “Donne di Algeri nei loro Appartamenti” attualmente al Louvre . La tela, alta quasi mezzo metro, esposta dal 3 ottobre al Museum of Fine Arts di Houston, mostra una donna vestita sontuosamente e la sua cameriera in un interno moresco: era rimasta in bella vista, ma solo per pochi intimi, in un appartamento di Parigi fino all’anno scorso, quando il suo ex proprietario, che sospettava si trattasse di un Delacroix, si era messo in contatto con il gallerista francese Philippe Mendes. Delacroix fu il primo pittore a mostrare scene del Nord Africa al Salon de Paris dell’Accademia di Belle Arti. “Non sapevamo che esistesse una prima composizione”, ha detto il direttore del museo Gary Tinterow che ha acquistato il dipinto per una cifra non precisata. Ad autenticare la tela di Houston è stata la maggiore esperta di Delacroix, Virginie Cauchi-Fatiba.

Schmidt, mi candido 2/o mandato a UffiziRinuncia al Kunsthistorisches. Franceschini, serve chiarezza

FIRENZE02 ottobre 201917:40

– “Mi candido a un secondo mandato” alla guida degli Uffizi. Lo ha detto Eike Schmidt, attuale direttore del museo fiorentino, il cui incarico scade il 31/10.
Lo storico dell’arte tedesco ha confermato di aver comunicato, la settimana scorsa, la sua rinuncia a diventare dal primo novembre capo del Kunsthistorisches Museum di Vienna.
“Sono stato a Vienna la scorsa settimana – ha detto – e ho annunciato al Kunstistorisches la mia volontà di rinunciare alla direzione. Non c’è stata nessuna telefonata con il ministro: ho solo comunicato questa mia volontà alla attuale direttrice del museo. Adesso si tratta di trovare una data per incontrare ufficialmente il ministro e formalizzare la mia rinuncia”.
Il ministro Franceschini precisa: “Ho risposto a Schmidt che per prendere in esame la sua riconferma, consentita dalla legge, avrei avuto necessità di sapere che questa decisione non avrebbe creato alcun problema con l’Austria e il governo austriaco. Sono in attesa di avere da lui piena chiarezza su questo”.

Cresce valore economico-sociale di UjDa ricerca emerge terzo festival più seguito al mondo sul web

PERUGIA02 ottobre 201918:18

– Cresce il valore economico e sociale che produce sul territorio Umbria jazz: emerge dal nuovo studio sull’impatto del festival perugino. Che sul web è l’evento umbro più seguito a livello internazionale, terzo al mondo tra i più seguiti dopo i festival di Montreux e Montreal.
La ricerca è stata promossa dalla Fondazione Umbria Jazz con la collaborazione del dipartimento di Economia dell’Università di Perugia, di Federalberghi e Confcommercio Umbria.
Per l’edizione 2019 i dati confermano quindi, anche più del 2018, come Umbria jazz sia un “efficace” strumento di marketing territoriale. Produce infatti effetti positivi in termini di notorietà della regione e di Perugia, sui flussi turistici, con incremento delle presenze nelle strutture ricettive, sul volume d’affari delle attività commerciali, sulle presenze in città e nelle strutture museali.
Dalla ricerca è emerso che Uj della scorsa estate ha registrato oltre 40.000 spettatori paganti.

Selena Gomez, ho paura per il MessicoPopstar racconta la storia di immigrazione della sua famiglia

NEW YORK02 ottobre 201918:21

– “Negli anni ’70 mia zia attraversò il confine tra Messico e Usa nascosta nel retro di furgone. Poi seguirono i miei nonni e mio padre nacque in Texas poco dopo”.
E’ la storia personale di immigrazione cosiddetta illegale di Selena Gomez, cantante e attrice statunitense di origini messicane. In un editoriale scritto per il Time e affrontando il tema della crisi dell’immigrazione, la Gomez dice di ritenersi fortunata di essere nata cittadina degli Stati Uniti grazie a un atto di coraggio e sacrificio (da parte della sua famiglia).
Tuttavia ora, leggendo ciò che succede al confine con il Messico o nei diversi Stati, sottolinea di aver paura per il suo paese e per coloro che si trovano in situazioni simili a quelle della sua famiglia anni fa.

Noa alla Villa romana del CasaleIl 19 ottobre il primo evento di un ciclo per valorizzare sito

PALERMO02 ottobre 201918:40

– Aprire ai visitatori la Villa romana del Casale anche di notte: è la svolta che, grazie al successo della sperimentazione in corso, sarà in programma già da aprile ad ottobre 2020, per iniziativa della direzione del Parco archeologico di Morgantina e Villa del Casale e del Comune di Piazza Armerina. Proprio per valorizzare e promuovere ufficialmente l’apertura in notturna, il sito sarà a breve scenario del primo spettacolo del ciclo “Notti alla Villa romana del Casale”, un format di eventi musicali e culturali che saranno offerti ai visitatori. L’appuntamento è per sabato 19 ottobre e vedrà protagonista la straordinaria voce di Noa. La serata partirà alle 19 quando avranno inizio le visite guidate. Alle 20 il pubblico confluirà nella Basilica, location per la prima volta utilizzata per una serata evento dove saranno illustrate le bellezze della Villa. Seguirà il concerto di Noa, la cantante israeliana che affronterà il repertorio a lei più caro.

Haruki Murakami l’11 ottobre ad AlbaAllo scrittore giapponese il premio Lattes Grinzane

TORINO02 ottobre 201919:09

– Arriva in Italia Haruki Murakami.
Venerdì 11 ottobre riceverà, al Teatro Sociale di Alba, il Premio Lattes Grinzane per la sezione La Quercia e terrà una lectio magistralis. L’appuntamento, organizzato dalla Fondazione Bottari Lattes, è sold out. I posti nel Teatro sociale di Alba sono 900, tra pubblico, studenti, istituzioni e stampa.
L’incontro sarà introdotto dallo scrittore Marcello Fois. Dopo la lectio Murakami, i cui libri in Italia sono editi da Einaudi, riceverà il premio dedicato a Mario Lattes.
E’ la prima volta che Murakami viene ufficialmente in Italia per ricevere un premio e, tra i motivi che lo hanno spinto ad accettare, “oltre al prestigio della Fondazione che lo ha prescelto, ci sono le attrattive enogastronomiche delle Langhe”, racconta la traduttrice Antonietta Pastore. “Sono molto contenta, è un grande scrittore in odore di Nobel. E’ un evento importante per la Fondazione Bottari Lattes che compie dieci anni e per l’Italia”, afferma Caterina Bottari, presidente della Fondazione.

A Jesi opera si promuove con volti donneStagione lirica ‘in rosa’ con Carmen, Butterfly e Turandot

JESI (ANCONA)02 ottobre 201920:05

– Ad un cartellone ‘in rosa’ con Madama Butterfly, Carmen e Turandot più Il Lato Nascosto.
CircOpera lunare, in prima assoluta, la 52/a Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi ha abbinato una innovativa campagna di comunicazione al via in questi giorni su social, manifesti e vetrine. ‘Io sono l’opera’ il claim del progetto curato dalla Fondazione Pergolesi Spontini (che organizza la stagione lirica, con direzione artistica di Cristian Carrara). Le donne di Jesi sono state invitate a mettere in ‘scena’ in un set fotografico il proprio temperamento di fronte all’obiettivo di Francesca Tilio: Carmen libera e ribelle, Turandot principessa guerriera, Madama Butterfly romantica e fedele. All’iniziativa gratuita e a posti limitati hanno partecipato 32 donne di varia età ed estrazione. Tra i 32 ritratti fotografici, sono stati selezionati i 4 volti femminili dei manifesti delle opere della prossima Stagione Lirica, ispirandosi ai grandi maestri delle affiche di inizio secolo come René Gruau.

Smith e Lawrence in poster Bad Boys 3Il terzo capitolo della saga nelle sale nel gennaio 2020

02 ottobre 201921:04

– A più di vent’anni dall’uscita dell’iconico Bad Boys, Will Smith e Martin Lawrence di nuovo insieme nel poster ufficiale del terzo capitolo della saga, Bad Boys for Life. I due attori tornano a interpretare i ruoli di Mike Lowrey e Marcus Burnett nel film diretto da Adil El Arbi & Bilall Fallah. Prodotto da Sony Pictures e distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia, il film sarà nelle sale italiane dal 23 gennaio 2020. Nel cast anche Vanessa Hudgens, Alexander Ludwig, Charles Melton, Paola Nunez, Kate Del Castillo, Nicky Jam, Joe Pantoliano.

Bodrožić, Hotel TitoEchi della guerra jugoslava negli occhi di una ragazzina

03 ottobre 201910:01

IVANA BODROZIC, HOTEL TITO (Sellerio, pp.184, 15 Euro). E’ solo una ragazzina, ha fame di vita, di vedere e toccare, di scoprire il mondo ma soprattutto di metterci al centro se stessa, rivendicando il diritto di esprimere la propria personalità e conquistare i suoi sogni per essere felice. Eccola la piccola protagonista di “Hotel Tito”, interessante romanzo autobiografico di Ivana Bodroži? (edito da Sellerio, con la traduzione dal croato di Estera Mio?i?), mentre, con la mente affollata di domande, cerca di vivere una vita che normale non sarà più e osserva da lontano il conflitto che dilania la sua terra. Il libro è ambientato nel 1991 e racconta la storia di una bambina, mandata dai genitori in vacanza con il fratello maggiore perché nella sua città, Vukovar, al confine tra Croazia e Serbia, sta arrivando la guerra. Ben presto i ragazzi sono raggiunti dalla mamma: il padre invece no, resta in città, a combattere. Non lo rivedranno mai più, ma, nel dolore, ne malediranno l’assenza: perché quando la situazione si aggrava la vita della bambina, del fratello e della madre si trasforma in esilio. Un esilio che durerà anni, senza certezze, con pochissimi soldi in tasca, senza una casa vera, vissuto gomito a gomito in una stanza dell’Hotel Zagorje, un albergo costruito a Kumrovec, città natale di Tito, sede negli anni ’70 della Scuola del Partito Comunista, da loro ribattezzato “Hotel Tito”. La loro vita sembra andare avanti lentissima, tra mille umiliazioni, cercando di conservare una dignità strappata: in realtà il tempo scorre, e gli anni passano, come dimostra il racconto della bambina. che si sta trasformando in una giovane donna. Bodroži?, nata a Vukovar nel 1982 dove ha vissuto fino all’inizio della guerra nel 1991 (quando poi, come la protagonista del libro, è stata sfollata in un albergo a Kumrovec con la sua famiglia), con questo romanzo, tradotto in dieci Paesi, ha vinto il Prix Ulysse come migliore opera prima, mostrando la sua vocazione letteraria, e con essa la capacità di parlare di sé allargando lo sguardo per includervi quello di tutti i profughi del mondo. L’approccio dell’autrice croata è chiaro: nessun racconto della guerra, di cui arrivano solo echi lontani; nessuna immagine di violenza, nessuna concessione al sensazionalismo della tragedia. Ma il dramma c’è, ed è profondo, perché il punto di vista adottato è quello dei profughi, di chi ha avuto salva la vita, mentre tanti altri l’hanno persa, e nonostante questo non riesce a essere felice. Non per ingratitudine, semplicemente perché non può esserlo, visto che la guerra è riuscita a provocare ferite profonde, non nella carne, di certo nell’anima. E’ come se Bodroži? mescolasse alle sue parole, che la protagonista pronuncia in prima persona, i visi dimenticati delle migliaia di persone alle quali un conflitto fratricida, violento e crudele, ha tolto tutto e a cui ha chiesto di diventare altro, di rinunciare a ciò che un tempo erano state.
Nelle pagine di Hotel Tito trovano voce le speranze disilluse di chi ha vissuto sulla propria pelle le privazioni della guerra: magari senza subire la violenza diretta, ma quella subdola, che arriva a corrodere il quotidiano eliminando dall’orizzonte la speranza. Ecco perché il libro colpisce, e lo fa soprattutto con il non detto, chiarissimo, espresso dalla bambina croata in questa sorta di diario, una confessione fiume nel passaggio delicato e fragile tra infanzia e adolescenza. Lo sguardo della bambina protagonista è probabilmente lo stesso che aveva l’autrice, chissà: di certo è carico di verità e sconcerto, sa essere lieve e ingenuo, divertito e tragico, spietato e disincantato. Forse ha perso l’innocenza, mentre si posa sulle cose sentendo il peso dell’assenza di ciò che mai più tornerà.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Thanks!, Zingaretti trans in famiglia allargata
Film da pièce di Di Luca. Barbareschi polemico su distribuzione

03 ottobre 201910:03

– Un inedito Luca Zingaretti trans, capelli lunghi biondi, trucco giusto, vestito attillato e modi delicati. Perfetto insomma nel ruolo di Annalisa in ‘Thanks!’ , film tratto da ‘Thanks for vaselina’, l’opera teatrale di Gabriele Di Luca che è anche il regista di questo lungometraggio prodotto da Luca Barbareschi, in sala con Casanova dal 4 ottobre. Di scena una famiglia allargata, periferica, hashish addicted, animalista e del tutto alternativa.
Ci sono Fil e Charlie (Antonio Folletto e Massimiliano Setti), entrambi trentenni, che coltivano marijuana nell’appartamento in cui vivono al terzo piano di un condominio fatiscente (il film è stato girato a Roma, nel quartiere Ostiense). Il primo soffre di agorafobia, mentre il secondo è un animalista convinto pieno di autentica bontà. Entrambi hanno un sogno folle: coltivare e incrociare tra loro le migliori specie di marijuana esistenti per ottenere i semi rari da esportare a Porto Rico dove hanno intenzione di aprire un coffee shop.
“Contenitore” di ovuli per superare i controlli all’aeroporto sarà Wanda (Francesca Turrini), insospettabile “cicciona” conosciuta per caso e di cui si innamora Charlie. Nel frattempo Annalisa, in versione trans, torna a casa, dove incontra l’ex moglie Lucia (Beatrice Shiros) e il non troppo amato figlio Fil.
“Questo film è stato una grande esperienza umana oltre che professionale – dice oggi Luca Zingaretti all’incontro stampa – . Questa pièce è un piccolo miracolo che ha riempito tanti teatri. Io l’avevo vista appunto in scena ed ero rimasto subito colpito dalla genialità della scrittura. Confido ora che questo lavoro trovi la sua strada”, dice l’attore facendo riferimento alle difficoltà distributive di Thanks!.
E ancora Zingaretti: “Fare Annalisa mi è piaciuto tantissimo.
È una grande opportunità interpretare questo genere di ruoli. I premi, si sa, si vincono quando fai un diversamente abile, una persona con problemi mentali. Ho cercato di capire questo personaggio che portavo in scena, un uomo abusato in tutti modi, ma anche un essere di grande tenerezza”.
“Non è stato facile fare un compromesso tra linguaggio cinematografico e teatrale – dice subito Gabriele Di Luca -. Credo che in questo paese – aggiunge poi polemicamente – il rischio di un film come ‘Thanks!’ non sia visto come un investimento, si preferisce purtroppo la solita commedia più rassicurante”.
Il più polemico all’incontro stampa resta il produttore Luca Barbareschi che fa subito sapere che il titolo Thanks!, senza ‘For vaselina”, l’ha voluto Rai Cinema.
E ancora Barbareschi: “Cosa serve produrre i film se poi tutti si dileguano? ‘Thanks’ lo stiamo distribuendo da soli con grande fatica. Eppure un film come questo non avrebbe sfigurato a Berlino, Venezia o Locarno. Pensate – conclude – lo abbiamo proposto alla Festa di Roma e neppure ci hanno risposto”.
Frase cult del film quella che si legge all’inizio: “Dedicato a tutti i familiari delle vittime… e a tutte le vittime dei familiari”.

Pereira, senza Squinzi perdo un amico”Parlato con sindaco per organizzare un ricordo con la famiglia”

03 ottobre 201910:35

– “Giorgio Squinzi era un grandissimo amico della Scala e io personalmente perdo un grandissimo amico”: Alexander Pereira, il sovrintendente uscente del teatro, ha ricordato in questo modo l’ex presidente di Confindustria, membro del cda scaligero morto ieri, spiegando che sta lavorando per organizzare un suo ricordo.
“Ho parlato con il sindaco stamattina – ha detto – Stiamo cercando la famiglia per coordinarsi. Sono tristissimo”.

Modigliani torna a Livorno a 100 anni morteMostra evento con opere dalle collezioni Netter e Alexander

LIVORNO03 ottobre 201912:46

Amedeo Modigliani torna nella sua Livorno, a 100 anni dalla morte. La città toscana che ha dato i natali a uno dei più grandi e tormentati artisti del ‘900 in occasione del centenario della sua scomparsa avvenuta a soli 36 anni, il 24 gennaio 2020 a Parigi, promuove e ospita una mostra evento che accoglie 14 dipinti e 12 disegni di Modigliani appartenuti ai due collezionisti più importanti che lo sostennero, Paul Alexandre e Jonas Netter. Esposti poi un centinaio di altri capolavori, collezionati da Netter a partire dal 1915, rappresentativi della grande École de Paris: tra questi dipinti di Chaïm Soutine, Andrè Derain, Maurice Utrillo, Suzanne Valadon, Moïse Kisling.
‘Modigliani e l’avventura di Montparnasse – Capolavori dalle collezioni Netter e Alexandre’, il titolo della retrospettiva, visibile dal 7 novembre al 16 febbraio prossimi nel Museo della Città, organizzata dal Comune di Livorno e Istituto Restellini di Parigi con la partecipazione della Fondazione Livorno, e curata da Marc Restellini.

La voce di Mariele Ventre in concertoIl 4/10 raccolta fondi nella Basilica di San Francesco

BOLOGNA03 ottobre 201911:13

– ‘A tu per tu con Mariele’ è il titolo del ‘radio-concerto’ che si terrà venerdì 4 ottobre alle 19 per la raccolta fondi della Basilica di San Francesco, nella sala della biblioteca, in Piazza Malpighi a Bologna.
Durante il concerto, la voce di Mariele, estrapolata dalle registrazioni radiofoniche che trasmetteva su Radio Tau, l’emittente radiofonica collegata all’Antoniano di Bologna, intervalla le canzoni. I brani del repertorio storico dell’Antoniano sono interpretati dal coro ‘Vecchioni di Mariele’, una formazione di una trentina di ex ‘bambini’ del Piccolo Coro allora diretto dalla maestra bolognese.

X Factor, le scelte di Samuel e Sfera per Home VisitStasera le prime due categorie Gruppi e Under Donne

03 ottobre 201911:19

Prima parte dei Bootcamp dal Mediolanum Forum di Assago, si rimescolano le carte e per Malika Ayane, Mara Maionchi, Samuel e Sfera Ebbasta sarà difficilissimo scegliere: bisognerà essere selettivi, severi e anche un po’ competitivi. Inizia così, con il temutissimo “momento delle sedie”, la gara anche tra i giudici del talent di Sky prodotto da Fremantle e in onda stasera alle 21.15 su Sky. Under Donne per Sfera Ebbasta, Under Uomini per Malika Ayane, Gruppi per Samuel e Over per Mara Maionchi: questa l’assegnazione delle categorie compiuta da Alessandro Cattelan al termine della scorsa puntata. Per ognuna, sono stati anche selezionati i concorrenti: 16 per le Under Donne e 12 per le altre tre squadre. Al Mediolanum Forum è il momento di rivedere gli aspiranti partecipanti, di riascoltarli con attenzione, di fare sul serio.Le prime due categorie ad arrivare a questo fondamentale punto di svolta sono quelle dei Gruppi, con Samuel e delle Under Donna, con Sfera Ebbasta. Ciascun giudice ha a disposizione solo 5 sedie, ovvero 5 talenti da scegliere, e fino all’ultima esibizione potrà effettuare dei cambi e decidere di dare il posto a un altro concorrente. Non basta conquistarne una ma bisogna dare il meglio per tenerla. La probabilità che il giudice cambi idea e decida per lo switch, ovvero per il cambio con un altro concorrente, è dietro l’angolo. Il pubblico dagli spalti farà sentire la propria voce, pronto a dissentire o approvare le decisioni dei giudici. Al termine dei due appuntamenti con i Bootcamp, solo i migliori 20 aspiranti concorrenti avranno la possibilità di giocarsi il tutto per tutto agli Home Visit per diventare, così, i 12 protagonisti della gara live di X Factor 2019.

Stefano De Martino compie 30 anniCompleanno con famiglia al completo per ballerino-conduttore

03 ottobre 201911:42

– Stefano De Martino spegnerà oggi, giovedì 3 ottobre, 30 candeline, con tutta la sua famiglia al completo a Napoli. Il ballerino, showman e conduttore marito di Belen Rodriguez, lanciato dalla trasmissione Amici, di Maria De Filippi, è attualmente impegnato alla conduzione di “Stasera tutto è possibile” in onda ogni lunedì alle 21.20 su Rai2.
Il 2019 è stato un anno d’oro per De Martino che grazie a questa importante stagione televisiva ha saputo ritagliarsi il suo spazio nel prime time della seconda rete Rai.
Il suo nuovo percorso è segnato dopo il successo prima di “Made in Sud” e poi dell’attuale “Stasera tutto è possibile” che sta raccogliendo molti consensi con share e spettatori in continua crescita (dal 6.79% della prima al 7.8% della terza).
Non solo carriera al centro della vita dello showman, ma anche amore per la famiglia, soprattutto per suo figlio Santiago avuto con Belen, che oggi raggiungerà suo marito a Napoli, dov’è impegnato con le prove della trasmissione Rai, per festeggiare con lui. Stefano De Martino, nato a Torre Annunziata (Na) nel 1989, ha cominciato all’età di 10 anni a muovere i primi passi nel mondo della danza, contagiato dalla passione trasmessagli dal padre.
Dopo anni di consensi e premi in concorsi, nel 2007 Stefano vince una borsa di studio presso il “Broadway Dance Center” di New York, dove si avvicina alla danza moderna e contemporanea e dove incontra la coreografa Macia Del Prete con la quale lavora nella “Oltre Dance Company”. Nel 2009 il debutto ad “Amici” dove vince un contratto con la “Complexions Contemporary Ballet”, partecipando a un tour che tocca Nuova Zelanda, Australia e Hawaii. Nel 2010 ritorna al programma di Maria De Filippi come ballerino. Da qui comincia sua attività di coreografo. Dal 2015 ad “Amici di Maria De Filippi” ricopre il ruolo di supporter insieme a Marcello Sacchetta e nello stesso anno conduce il Day-Time della trasmissione. Nella stagione 2016-2017 è uno dei mentori di “Selfie – Le cose cambiano” in onda su Canale5 mentre nel 2018 è il nuovo inviato de “L’Isola dei Famosi”. Nel 2019 debutta alla Rai con Made in Sud.

Tornano le domeniche gratuite ai museiDal 6 ottobre in tutta Italia

03 ottobre 201912:46

Limitate dall’ex ministro Bonisoli, tornano in tutta Italia dal 6 ottobre, le domeniche gratuite nei musei, con l’entrata libera per tutti la prima domenica del mese nei luoghi della cultura statale, da Pompei a Miramare, dalla Reggia di Caserta al Colosseo. Lanciata nel 2014 da Franceschini, l’iniziativa è stata raccolta negli anni da oltre 15 milioni di visitatori. Per alcuni siti, anticipano da Mibac, sarà previsto un numero massimo di ingressi contemporanei.

Al via su Sky la serie “1994”Nel cast Stefano Accorsi, Guido Caprino, Miriam Leone

03 ottobre 201913:17

– Nel 1994 l’Italia cambia per sempre: è l’anno della restaurazione. Al via da domani, venerdì 4 ottobre, in esclusiva su Sky, “1994”, l’ultimo capitolo della trilogia Sky Original prodotta da Wildside, parte di Fremantle, che racconta gli anni che hanno cambiato il Paese a cavallo fra Prima e Seconda Repubblica. Gli otto episodi della serie sono ambientati in quello che è un anno cruciale della nostra storia recente, raccontato attraverso gli occhi e le storie di persone comuni, la cui vita s’intreccia con quelle dei protagonisti del terremoto politico, civile e di costume che segnò la prima metà degli Anni ’90. Nel cast della serie, diretta da Giuseppe Gagliardi e da Claudio Noce, ritroviamo Stefano Accorsi, Guido Caprino, Miriam Leone, assieme ad Antonio Gerardi, Giovanni Ludeno e Paolo Pierobon. “1994” è in onda da domani 4 ottobre ogni venerdì alle 21.15 su Sky Atlantic, in simulcast su Sky Cinema Uno. Anche in 4k HDR per i clienti Sky Q. Disponibile anche su Sky On Demand, Sky Go, in streaming su Now Tv.
Nella serie, Leonardo Notte (Stefano Accorsi) ha capito che conquistare il potere è difficile, ma mantenerlo è davvero una missione impossibile. Così come sembra impossibile per Pietro Bosco (Guido Caprino) riuscire a cambiare: anche ora che ha un ufficio al Viminale, non riesce ad abbandonare i suoi vecchi difetti, né riesce a dimenticare l’unica donna che ha davvero amato. Veronica Castello (Miriam Leone) deve infatti decidere chi sarà il suo compagno di vita, ma nel frattempo capisce che non vuole più essere solo la donna di uomini potenti e inizia così a giocare in prima persona la partita per il potere, diventando una parlamentare. Ritroveremo anche il PM di Mani Pulite Antonio Di Pietro (Antonio Gerardi), che continua la sua battaglia, Silvio Berlusconi interpretato da Paolo Pierobon e Dario Scaglia (Giovanni Ludeno).

Onu, un’italiana a capo turismo europeoAlessandra Priante nominata a capo Commissione Regionale Europa

03 ottobre 201917:03

– L’Onu ha scelto per la prima volta un’italiana per guidare il turismo europeo. Si tratta di Alessandra Priante nominata direttore della Commissione Regionale Europa dell’United Nations World Tourism Organization (Unwto) l’agenzia Onu attiva per la promozione di un turismo responsabile, sostenibile e universalmente accessibile.
La neo direttrice, selezionata tra circa 200 candidati provenienti da tutto il mondo, entra in carica dal mese di ottobre e avrà il compito di presiedere e coordinare l’attività della Commissione Regionale Europa che riunisce 48 Stati (compresi la Russia e svariati Paesi dell’area euro-asiatica) offrendo supporto ai rispettivi governi, ascoltandone le istanze e adoperandosi affinché le questioni relative al turismo siano presenti come priorità nelle agende politiche.

La natura di LaChapelle per ‘Lavazza’Gli scatti del fotografo americano per ‘Earth CelebrAction’ 2020

VENEZIA03 ottobre 201914:22

– Donne-divinità immerse nella natura prepotente delle Hawaii, immagini mitologiche dai colori pop, oceani che restituiscono le suggestioni di un mondo incontaminato. Sono le immagini firmate da David LaChapelle che Lavazza ha raccolto nel calendario 2020 ‘Earth CelebrAction’ presentato oggi a Venezia. Il progetto racchiude la volontà di celebrare il potere della bellezza insieme all’idea dell’azione, al convincimento che l’essere umano può agire in prima persona in difesa dell’ambiente. LaChapelle, alla terza esperienza con Lavazza, utilizza le Hawaii, quinta verde dei 12 scatti, per mettere in scena un racconto simbolico, dove gli elementi primari di fuoco, acqua, terra e aria si combinano alla presenza dell’uomo, inserito in scenari naturali che celebrano la bellezza della vita e la consapevolezza della reciprocità di tutte le cose viventi. ‘Earth CelebrAction’ porta con se’ l’idea di aprirsi alla terra, in una ideale riconnessione ottimistica, idilliaca, capace di guardare oltre l’emergenza ambientale.

Festival Idee,arrivate 4000 prenotazioniCi saranno anche Morgan, Corona, Daverio e Ferrucci, parte 24/10

03 ottobre 201914:23

– Arrivate a 4mila in dieci giorni le prenotazioni per la prima edizione del ‘Festival delle idee’, che si svolgerà dal 24 al 27 ottobre all’M9 – Museo del ‘900 di Mestre e per alcuni eventi si avvia verso il sold out. Il Festival, a ingresso gratuito su prenotazione, ha visto una significativa risposta dei giovani con oltre il 30% della richieste tra i 18-35 anni. Molte le prenotazioni, oltre che da tutte le province venete, dal Friuli Venezia Giulia e dall’Emilia-Romagna.
Annunciati il 3 ottobre i nomi che completano il calendario: Morgan in un doppio appuntamento, Mauro Corona, Philippe Daverio e Mauro Ferrucci. Tra i grandi ospiti: Pupi Avati, Gioele Dix, Mogol, Melania Mazzucco, Alan Friedman, Igor Sibaldi, Alessio Boni con Marcello Prayer, Francesco Moser e Sara Simeoni.
Ventisette gli eventi in quattro giorni, quattro le location con la possibilità di un maxischermo aggiuntivo al Chiostro dell’M9.
E un focus sui prodotti e l’arte culinaria del territorio a cura dello chef Tino Vettorello.
Nel giorno d’apertura, il 24 ottobre alle 17.00 all’Auditorium M9, verrà presentato alla presenza delle autorità il nuovo libro ‘Quattro Venezie per un Nordest’ realizzato dalla Fondazione di Venezia con il coordinamento del professor Paolo Costa. Un taglio del nastro simbolico per il ‘Festival delle idee’ che prenderà il via con Piergiorgio Odifreddi e nel primo giorno vedrà grandi ospiti Pupi Avati e Gioele Dix. Il 25 ottobre Daverio racconterà l’arte e l’architettura del ‘900. E lo stesso giorno Morgan, con il critico d’arte Carlo Vanoni, dedicherà una lectio speciale alla Pop Art che si fa materia sulle copertine di album musicali. Sempre il 26 ottobre Morgan racconterà in musica grandi cantautori e band, da Tenco, a Gaber eMauro Ferrucci ripercorrerà la storia della musica dance. Mauro Corona il 27 parlerà del “suo” Vajont, moderato da Matteo Strukul.
Sostenuto dalla Regione del Veneto, il progetto, ideato da Marilisa Capuano per l’Associazione Futuro delle Idee, fondata da Tommaso Santini, è realizzato con la collaborazione di Fondazione di Venezia, la co-organizzazione di M9 e il patrocinio del Comune di Venezia. Prenotazioni sul sito http://www.festivalidee.it presso M9.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Apocalypse Now torna in sala restaurato
Versione restaurata per i 40 anni del capolavoro di Coppola

BOLOGNA03 ottobre 201914:36

– Dopo la proiezione in anteprima europea in piazza Maggiore a Bologna lo scorso 28 giugno, la versione restaurata del Final Cut di ‘Apocalypse Now’ torna in sala dal 14 al 16 ottobre. Un’occasione per festeggiare i 40 anni del capolavoro di Francis Ford Coppola, che uscì nel 1979.
Il restauro è stato curato da American Zoetrope al laboratorio Roundabout, con la collaborazione del laboratorio bolognese de ‘L’Immagine Ritrovata’. “Dato che l’originale non era solo lungo, ma anche insolito nello stile e nella sostanza per un film dell’epoca, abbiamo pensato di tagliare, ove possibile, non solo per questioni di tempo, ma anche per tutto ciò che poteva sembrare strano”, spiega lo stesso Coppola: “Una quindicina di anni dopo lo davano in tv, mentre mi trovavo in albergo e mi sono messo a guardarlo: mi sono reso subito conto che il film non era strano come pensavo, ed era diventato più contemporaneo”.

View Conference, cinema e Silicon ValleyAlle Ogr dal 20 al 25 ottobre con Oscar Brad Bird e Peter Ramsey

TORINO03 ottobre 201915:26

– Hollywood e Silicon Valley stanno per sbarcare a Torino. Con questo biglietto da visita si presenta la ventesima edizione della View Conference, manifestazione di cinema digitale, animazione, effetti speciali, videogiochi e realtà virtuale, alle Ogr di Torino dal 20 al 25 ottobre. I numeri – 80 relatori, 7 grandi registi di Hollywood, 10 premi Oscar, 14 lectio magistralis. 100 ore di alta formazione, 50 corti – danno la misura dell’evento di portata mondiale. Lo dimostrano anche i nomi attesi: Brad Bird, il regista del film Gli incredibili, l’Oscar Peter Ramsey, regista di Spiderman, Dean Deblois, autore di Dragon Trainer, il mondo nascosto, Conrad Vernon, il regista alla guida del reboot animato della Famiglia Addams, Jill Culton che porterà il suo ultimo lavoro Il piccole Yeti.
Lunedì 22 ottobre il pluripremiato musicista e direttore d’orchestra italoamericano Michael Giacchino, vincitore di un Oscar e di un Golden Globe per le colonne sonore di Up e Ratatouille dirigerà un concerto alle Ogr.

Mika, un album per far pace con mio nome’My name is Michael Holbrook’ è nuovo lavoro in uscita

03 ottobre 201919:39

Quinto album da studio per Mika che domani pubblica il suo ‘My Name Is Michael Holbrook’. Scritto tra Miami, Londra e la campagna toscana, il lavoro al completo è composto da una scaletta di tredici canzoni, compresa la ballata ‘To Call This Love’ con Jack Savoretti. “Il titolo è una sorta di provocazione a me stesso – ha raccontato questa mattina Mika – perché dopo quattro anni senza un album ho sentito il bisogno di fare qualcosa che mi definisse come artista, anche in previsione dei prossimi anni. Volevo scrivere qualcosa che mi rappresentasse per intero”.
La lista delle canzoni finite nel nuovo capitolo discografico di Mika sono anche il frutto di un viaggio attraverso le proprie vicende personali e familiari, ricostruite anche attraverso un percorso a ritroso nel tempo. “Da subito dopo la mia nascita – ha commentato la voce inglese, di origini libanesi – mia mamma ha cominciato a chiamarmi Mika e così è stato sempre, fino ad oggi. Ho odiato il mio nome perché è lo stesso di mio padre, che è sempre stato presente per me ma allo stesso tempo è qualcuno a cui non ho voluto assomigliare. Avevo bisogno di fare pace con questo nome e venire a patti con la distanza che ho creato tra Michael e Mika. Sono anche andato alla ricerca delle radici della famiglia di mio padre, guidando da Miami fino a Savannah, in Georgia, per liberarmi di tante cose”.
Per dedicarsi interamente alla sua musica, Mika ha anche deciso di prendere le distanze dal mondo della televisione, frequentato per molti anni sia in Italia che all’estero.
“Parlare davanti alla gente in televisione – ha detto Mika – mi ha liberato tantissimo. Per sei anni ho partecipato a The Voice in Francia e ho smesso solo adesso per concentrarmi sulla musica. ‘Casa Mika’ (il programma andato in onda sulla Rai) è stato diverso perché era un progetto romantico. Da tutte queste esperienze ho imparato ad esprimermi senza timore delle conseguenze e a prendermi le responsabilità. Non sono cresciuto nella disciplina della TV e avevo pura di diventare troppo ripetitivo. Ho un progetto per tornare in televisione, ma, quando sarà, vorrei essere in compagnia di qualcuno di cui non voglio dire nulla per ora”.
Anticipato da ben cinque singoli, usciti tra la scorsa estate e le ultime settimane, l’album sarà anche il protagonista di un nuovo tour italiano nei palazzetti, al via il 24 novembre da Torino con il titolo di ‘Revelation Tour’. “Sarà uno degli show più importanti della mia carriera fino ad oggi – ha commentato Mika – con una formula diversa rispetto agli spettacoli che farò altrove. Ho scelto di cercare un rapporto più diretto e ‘bruciante’ con il pubblico, esattamente quello che non si può avere in televisione. Ci sarà una scenografia che racconta la mia vita e anche un ‘piano magico’ che farà cose incredibili.
Alla fine del concerto, se sarò riuscito a cantare anche un brano nel silenzio generale e senza musica, potrò dire che sarà stato un successo”.

Giornate Fai d’autunno dedicate Infinito12 e 13/10, 700 beni aperti e 140 percorsi, pensando ‘gree

03 ottobre 201915:35

– Dai luoghi di Giacomo Leopardi, come il Colle dell’Infinito a Recanati, la tomba a Napoli e la Chiesa di Sant’Onofrio a Roma dove si recò in visita, alle sedi della Spada e della bilancia, ovvero Legge e Giustizia, a Roma, con la Corte di Cassazione al Palazzaccio o la Caserma dei Corazzieri al Quirinale. Ma anche l’Headquarter Coima a Milano o i fari della Sardegna, la preziosa collezione di Palazzo Dolfin Manin a Venezia e la BoCs Art di Cosenza.
Sono i 700 luoghi e 140 itinerari in 260 città ‘svelati’ dalle Giornate Fai d’autunno, che tornano, dedicate proprio ai 200 anni dalla composizione dell’Infinito, il 12 e 13/10 a sostegno della campagna di raccolta fondi Ricordati di salvare l’Italia.
Un’edizione, spiega il presidente del Fondo, Andrea Carandini, ”organizzata dalle Delegazioni Giovani”. E che, dice il vicepresidente Marco Magnifico, ”tra riduzioni delle emissioni di Co2” e riscaldamenti eco sposa in pieno ”il tema della sostenibilità, una delle più grandi sfide cui è chiamata l’umanità”

Leonardo superstar all’Accademia Lincei5 esposizioni, eventi e convegni. Pezzo forte Gioconda Torlonia

03 ottobre 201915:43

– Sebbene non sia certo il capolavoro custodito al Louvre, la Gioconda Torlonia, uno dei “pezzi forti” della mostra “Leonardo a Roma. Influenze ed eredità”, dal 4 ottobre al 12 gennaio a Villa Farnesina, farà senz’altro discutere. Esposta dopo anni, in seguito al restauro la tela sembrerebbe infatti essere stata realizzata nella bottega di Leonardo, con un possibile intervento del maestro. E’ l’ipotesi sollevata da Roberto Antonelli e Antonio Forcellino, curatori della mostra organizzata da Accademia dei Lincei e Fondazione Primoli e dedicata agli anni in cui l’artista soggiornò a Roma.
Nel percorso sono presenti altri lavori restaurati: il San Giovanni Battista, La Gioconda Nuda e il Salvator Mundi della Basilica di San Domenico Maggiore di Napoli. In programma, oltre a convegni e lezioni, anche altre 4 mostre: “Leonardo in traduzione: dalla Gioconda di Calamatta all’attività editoriale dei Lincei”, la riproduzione della “Bottega di Leonardo”, “Leonardo, una mostra impossibile” e “Leonardo e i suoi libri”.

In mostra moda e lusso a GenovaRitratti e pizzo protagonisti a Invito a Palazzo a Banca Carige

GENOVA03 ottobre 201915:45

– Ritratti dipinti dai maggiori pittori liguri dell’epoca, molti provenienti da collezioni private, e rari esemplari di pizzo genovese, raccontano la moda e i vezzi di dame e gentiluomini a Genova nel Seicento. Banca Carige in occasione di “Invito a Palazzo” – l’iniziativa promossa dall’Abi, che per un giorno apre al pubblico le sedi e i tesori delle banche italiane – apre la propria pinacoteca e presenta la mostra “Sul filo del lusso nel Secolo dei genovesi”.
Un percorso che punta lo sguardo su come si vestivano, dentro e fuori le mura della città, aristocratici e borghesia della Superba, visti attraverso le opere di famosi ritrattisti liguri di Seicento e Settecento, da Bernardo Strozzi a Luciano Borzone, il Mulinaretto, Domenico Parodi e altri, con rari documenti di archivio che raccontano compravendite di pizzi e stoffe con tanto di scampoli. Seguendo appunto il “filo” del pizzo, che la Repubblica di Genova avrebbe iniziato a produrre prima di altri.

Comunale di Bologna investe sul futuroPresenta la stagione, progetto su Borgia con Abbagnato

BOLOGNA03 ottobre 201916:06

– Con il bilancio in pareggio per il quarto anno consecutivo, il Teatro Comunale di Bologna finalmente sta bene e proprio il 2 ottobre il Fus ha riconosciuto alla Fondazione di Piazza Verdi un incremento nei contributi: “Possiamo parlare di investimenti e di futuro e non più di risanamento – ha detto il sovrintendente Fulvio Macciardi nell’annunciare i nuovi cartelloni di opera e balletto del teatro. Per il secondo anno consecutivo, dunque, alla già annunciata stagione operistica se ne affiancherà una di danza con 4 appuntamenti che vedranno il debutto in prima assoluta proprio a Bologna di un progetto dedicato a Lucrezia Borgia, a 500 anni dalla morte, con protagonista Eleonora Abbagnato, commissionato al coreografo Giuliano Peparini (4 e 5 marzo). E poi il ritorno dopo 15 anni del Corpo di ballo del Teatro alla Scala che porterà la romanticissima Giselle (29 e 30 maggio), il galà internazionale Les Etoiles a settembre e in chiusura (9 e 10 ottobre) un classico di Maurice Bejart, Le Presbytère.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Auditel Censis, in casa 112 mln device
Over 65 sempre più ‘digitali’. Smartphone superano tv

03 ottobre 201916:12

– La forte spinta dei minori all’acquisizione e al consumo di media; gli over 65 sempre più vicini alle nuove tecnologie e la forte digitalizzazione delle famiglie straniere sono fra gli elementi che emergono dal secondo rapporto Auditel- Censis ‘Tra anziani digitali e stranieri iperconnessi, l’Italia in marcia verso la Smart tv’, presentato in sala Aldo Moro a Montecitorio. La ricerca, aggiornata sette volte l’anno, è basata sulle interviste nelle loro case a oltre 20.000 famiglie per un totale che supera i 41.000 individui. Stando ai numeri complessivamente nel 2018 nelle case degli italiani ci sono 111 milioni e 800.000 device, cresciuti dello 0,5% rispetto al 2017. Gli smartphone (43 milioni e 600.000) per la prima volta hanno superato i televisori, (42 milioni e 300.000). Pc fissi e portatili collegati a internet calano lievemente (-1,6%); più sostanziosa la diminuzione dei tablet (-4,9%), mentre c’è un boom delle Smart tv (+20,6%) cioè gli schermi televisivi collegati ad internet.

Ambra-Pastorelli Brave ragazze da rapinaDal 10 ottobre in 300 copie il film della Andreozzi

03 ottobre 201916:30

– Anni Ottanta, Gaeta. Quattro donne, dalle vite più o meno complicate, decidono di fare una rapina in banca, ma vestite da uomini. L’idea è semplice: chi mai potrebbe pensare a delle donne rapinatrici? E’ la commedia action tutta femminile ‘Brave ragazze’ di Michela Andreozzi (Nove lune e mezzo) dal 10 ottobre in 300 copie da Vision.
Nelle vesti delle quattro rapinatrici improvvisate: Anna (Ambra Angiolini), ragazza madre, due figli da mantenere e nessun lavoro stabile; Maria (Serena Rossi), timida devota alla Vergine, vittima di un marito geloso e iper-violento e, infine, Chicca (Ilenia Pastorelli) e Caterina (Silvia D’Amico), sorelle di indole opposta che sognano un futuro migliore.
Nel cast Luca Argentero, Stefania Sandrelli e Max Tortora.
L’ispirazione è una storia vera. “C’era l’urgenza, il tema sociale, il travestimento e l’azione, la paura e il dubbio, c’erano l’inadeguatezza e la riscossa, la commedia e il dramma, la donna di ieri che è ancora – purtroppo – quella di oggi”, ha detto la regista

In arrivo Ghost il MusicalShow made in Italy in tour da gennaio. Ora tiene banco a Madrid

MADRID03 ottobre 201919:46

Arriverà a fine gennaio nei teatri italiani “Ghost il musical”, pronto a commuovere schiere di cuori teneri come fecero Patrick Swayze e Demi Moore nel 1990 nel celebre film che ha sbancato i botteghini di tutto il mondo. La trasposizione di quella pellicola cult, una produzione tutta italiana della Show Bees di Gianmario Longoni in collaborazione con Colin Ingram e Hello Entertainment, si basa sul libretto di Bruce Joel Rubin, l’autore della sceneggiatura originale del film che ha curato l’adattamento per il palcoscenico, con una colonna sonora piena di ritmo firmata da due grandi nomi della musica, l’ex Eurythmics Dave Stewart e Glen Ballard, tra gli autori di Alanis Morrisette. A guidare gli attori-cantanti e i ballerini nelle due ore a ritmo serrato è Federico Bellone, giovane regista che ha diretto altri musical premiati dal pubblico come Mary Poppins, Dirty Dancing, The Bodyguard, A qualcuno piace caldo. Lo show con un cast spagnolo, in coproduzione con Letsgo, ha debuttato a Madrid conquistando gli spettatori. La favola d’amore di Molly e Sam, che dopo la morte violenta continua a comunicare con la ragazza grazie alla medium truffatrice Oda Mae (nel film la pirotecnica Whoopy Goldberg), l’ unica a dialogare con il fantasma del giovane, sul palcoscenico funziona e coinvolge. Al merito indiscusso della trama scandita nei momenti più intensi dal celebre brano “Unchained melody”, si aggiungono la musiche originali che alternano il pop-rock alla energia trascinante del soul nelle scene in cui primeggia la sensitiva, ma soprattutto gli effetti speciali, con il fantasma di Sam e degli altri personaggi che prendono forma entrando e uscendo dai corpi o passando attraverso le porte. Qui si vede la mano brillante di Paolo Carta, illusionista esperto che sorprende lo spettatore più che con la tecnologia con “trucchi” da vecchio artigiano dell’ inganno. Tra il pubblico che ha gremito la prima madrilena al Teatro Gran Via c’ erano anche i tre giovani del cast italiano dello spettacolo che dopo il debutto a Bologna il 26 e 27 gennaio, sarà al Sistina di Roma dal 28 gennaio al 9 febbraio, al Teatro degli Arcimboldi di Milano dall’ 11 febbraio al 1 marzo e poi in tour in una ventina di altre città. Sam sarà Mirko Ranù, 32 anni di Roma; Molly avrà il volto di Giulia Sol, bergamasca di 23 anni; Gloria Enchill, ventisettenne piacentina di genitori ghanesi, sarà Oda Mae. “E’ una storia più attuale che mai – ha detto il regista -. Con questo romantico thriller vorremmo che lo spettatore potesse stringere la mano della persona a cui tiene, per non perdere l’occasione di dirle ti amo perché i treni della vita passano una sola volta e non si può tornare indietro”. L’ aspetto più impegnativo sono stati proprio gli effetti speciali. “Abbiamo pescato dalla storia della magia – ha spiegato Bellone – i princìpi che ci erano necessari e li abbiamo trasformati in 21 nuove illusioni mai presentate prima in palcoscenico. Metterle insieme con i continui cambi di scena è stato molto difficile”. Gianmario Longoni ricorda che Ghost si lega al precedente successo riscosso con il musical “Dirty Dancing”, prodotto per l’ Italia e portato anche in Spagna e Messico. Lo show comporta un impegno importante, che si aggira sul milione di euro solo per arrivare al debutto. Il produttore ha colto l’ occasione della “contemporanea” spagnola – in cartellone fino a maggio – per mettere in luce le difficoltà del panorama teatrale italiano. “Uno spettacolo del genere a Madrid resta un anno, a Milano un mese, a Roma due settimane – osserva -. La gente qui in Spagna si diverte e va a teatro come al cinema, nonostante i biglietti costino dal 30 al 50 per cento in più rispetto all’ Italia. Molto dipende dall’ attitudine del pubblico ma da noi gli spettacoli di intrattenimento che ricevono finanziamenti pubblici spesso portano ad avere meno attenzione per gli spettatori”.

StoryRiders, vincitori racconti breviNel Cilento,tra premiati napoletano e comasco

03 ottobre 201916:43

– Assegnati anche quest’anno i premi di Story Riders, il concorso letterario di racconti non oltre le 5.000 battute, giunto alla quinta edizione e organizzato a Torchiara (Salerno).
Il vincitore è il 49/enne di Pozzuoli (Napoli), informatico, Gianluca Papadia, di cui sta per uscire un libro anche con il testo che ha vinto ‘La crociera’. Premiati inoltre Fabrizio Sani, uno studente universitario romano di 25 anni, Cristiano Fabris, 47 anni, residente a Milano fino a 5 anni fa quando decise di vivere in un camper e raccontare le sue storie di vita itinerante e Anna Pasquini, 45 anni, romana, segretaria, per hobby autrice di racconti. Per la sezione foto, il premio è andato ad un pensionato comasco di 63 anni, Agostino Scarabelli per una scatto fatto proprio mentre era in vacanza nel Cilento.

Cucchi, la battaglia di Ilaria e AnselmoNe ‘Il Coraggio e l’Amore’ in libreria il 22 ottobre

03 ottobre 201918:09

– Ilaria Cucchi e l’avvocato Fabio Anselmo raccontano ‘Il Coraggio e l’Amore’ che ci sono voluti per arrivare alla verità sulla morte di Stefano Cucchi, avvenuta il 22 ottobre 2009 mentre era in stato di arresto per detenzione di stupefacenti, in un libro in presa diretta che uscirà il 22 ottobre per Rizzoli. Una battaglia giudiziaria, durata dieci anni, che viene ripercorsa a voci alternate dalla sorella di Stefano e dal legale di famiglia, oggi compagni di vita, in ogni singolo momento del durissimo percorso in cui si sono dovuti districare, tra trappole e ingiurie. “Dopo dieci anni di menzogne e depistaggi in quest’aula è entrata la verità raccontata dalla viva voce di chi era presente quel giorno. Sentivo il carabiniere Tedesco descrivere come è stato ucciso mio fratello e il mio sguardo cercava quello dei miei genitori che ascoltavano raccontare come è stato ucciso il loro figlio. È stato devastante, ma a questo punto quanto accaduto a Stefano non si potrà mai più negare” afferma Ilaria Cucchi.

Le foto celebrano il 1969 rockOltre 50 immagini di Amalie Rothschild in esposizione a Firenze

FIRENZE03 ottobre 201918:27

– Dal festival di Woodstock con Jimi Hendrix, Janis Joplin, Santana e gli Who, fino al tour di Bob Dylan, passando per il Newport Festival, il festival dell’Isola di Wight e il live dei Rolling Stones a New York: Amalie Rothschild, che allora faceva parte dello staff di Woodstock, ha fotografato alcuni dei più importanti appuntamenti musicali rock degli anni Settanta. Ora una cinquantina di quelle foto, alcune inedite per l’Italia, sono in mostra a Firenze, nello spazio espositivo Carlo Azeglio Campi, dal 3 al 29 ottobre. La rassegna vuole essere un omaggio ai 50 anni di Woodstock, che si svolse dal 15 al 18 agosto 1969 a Bethel, ma celebra anche altri appuntamenti musicali di quell’anno. La prima sala ospita una ventina di fotografie-testimonianze del festival con immagini del prima, durante e dopo. La seconda, chiamata ‘Altri eventi’, mostra foto scattate al festival di Newport, quello dell’Isola di Wight con gli Who e Bob Dylan, al live dei Rolling Stones, in cui compaiono Tina Turner e Janis Joplin

Maschere sonore a museo Marini a FirenzeMostra-installazione Avital fa dialogare artigiani e tecnologia

FIRENZE03 ottobre 201919:14

– Una mostra-installazione multisensoriale che mette in dialogo maestranze artigianali e nuove tecnologie: è quanto propone ‘Nephilìm – una moltitudine di maschere sonore’ dell’artista e compositore israeliano Yuval Avital, allestita nel museo Marino Marini di Firenze. Il percorso espositivo, una sorta di viaggio onirico aperto al pubblico dal 5 ottobre al 30 dicembre, si snoda interamente all’interno della cripta sotterranea nella quale sono state posizionate 60 maschere, ideate da Avital e realizzate da 24 maestri artigiani toscani con materiali come cuoio, pelle, cartapesta, piume, bronzo, vetro, ceramica, legno. La bocca delle maschere, inoltre, funge da altoparlante che emette un suono arcaico registrato da Avital e dagli artigiani.

Una cena 699 euro, bufera alla FossManager fa pagare a ente in crisi. Dopo richiesta restituisce

PALERMO03 ottobre 201920:19

– Il direttore amministrativo della Fondazione orchestra sinfonica siciliana, Massimo Provenza, ha messo in nota spese per l’ente un conto pagato in un ristorante romano di 699 euro. Oltre al cibo prelibato ha pagato tre bottiglie di vino 156 euro e tre bicchieri di distillato 15 euro l’uno. Il manager, che guadagna circa 3300 euro al mese, si è auto liquidato la somma con un ordine di pagamento firmato anche dal sovrintendente Antonio Marcellino e dal presidente Stefano Santoro protocollato l’11 settembre scorso. Qualcuno dalla Regione siciliana, che deve controllare la fondazione, ha fatto notare la fattura pesante – peraltro in un ente che non naviga nell’oro e che ha dovuto ricorrere a un prestito della Regione per coprire il buco di 7 mln – a Santoro. Il presidente ha disposto il rimborso della somma da parte di Provenza che è già avvenuto attraverso bonifico.

Salvatores, un viaggio per amare la diversitàL’autismo e l’essere padri in Tutto il mio folle amore, da 24/10

03 ottobre 201909:39

– “Visto da vicino, nessuno è normale. E si può scoprire che è possibile riuscire ad amare anche chi è diverso da noi. A patto di non aver paura di questa diversità”, ha detto Gabriele Salvatores parlando di ‘Tutto il mio folle amore’, già fuori concorso a Venezia 76 e ora in sala con 01 dal 24 ottobre.Tratto liberamente dal romanzo di Fulvio Ervas ‘Se ti abbraccio non aver paura’ (Marcos Y Marcos), il film, sceneggiato con Umberto Contarello e Sara Mosetti, racconta di Vincent (interpretato dal talentuoso esordiente Giulio Pranno), un ragazzo affetto da autismo, e del padre che non vede da 16 anni e non sa neppure della sua condizione. Sono passati sedici anni non facili per nessuno: né per Vincent, immerso in un mondo tutto suo, né per sua madre Elena (Valeria Golino) e per il suo compagno Mario (Diego Abatantuono), che lo ha adottato. Willi (Claudio Santamaria), che voleva fare il cantante, è il padre naturale del ragazzo e trova finalmente il coraggio di andare a conoscere quel figlio che non ha mai visto e scopre che non è proprio come se lo immaginava.”L’autismo è una delle caratteristiche di questo ragazzo, ma non è un film sull’autismo, piuttosto sugli incontri tra padri e figli, crescita e miglioramento per tutti”, ha detto Valeria Golino che curiosamente si ritrova in un film sul tema a distanza di molti anni da Rain Man che aveva girato in America con Tom Cruise e Dustin Hoffman nel 1988. “Trent’anni fa non se ne parlava affatto, ora sono altri tempi, abbiamo molta più consapevolezza e molti meno pregiudizi, anche se tanti persistono”, ha aggiunto. Di lato c’è un tema ricorrente nei film del premio Oscar Salvatores: “Il viaggio, quello esteriore e quello interiore”. E al centro il tema della paternità, anzi delle paternità, “racconto due modi di essere padri, l’istintivo Willi-Santamaria che agisce di pancia, non sa niente di suo figlio, dei problemi che ha, e il razionale Mario-Abatantuono, un orsone che si prende responsabilità non sue e adotta il ragazzo. La mancanza dei padri è uno dei grandi problemi, padri – ha sottolineato Salvatores – che diventano amici dei figli invece di essere i loro padri”. Claudio Santamaria (l’altro padre) racconta la bellezza della figura del suo personaggio che, proprio perché non conosce il figlio, lo tratta alla pari e senza falso pietismo, “per scoprire poi alla fine del viaggio tutto il folle amore per il ragazzo. Del resto padri non si nasce, si impara ad esserlo”.Giulio Pranno, al debutto, è andato in America a conoscere il vero Andrea Antonello, il giovane autistico del libro di Ervas: “Mi ha aperto gli occhi, io non dovevo esserne una copia, né una macchietta, ma vederlo, capire il suo magnetismo, la sua persona coraggiosa, briosa è stato decisivo”.

Massimiliano Bruno gira il nuovo filmCon Alessandro Gassmann, Giallini, Tognazzi, Leo, Buccirosso

02 ottobre 201915:52

– I criminali da ridere di Massimiliano Bruno tornano con una nuova avventura. Dopo il successo di Non ci resta che il crimine, sono appena partite le riprese (fra Roma e Napoli) della commedia ‘Ritorno al crimine’ con Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Edoardo Leo, Gian Marco Tognazzi, Carlo Buccirosso, Giulia Bevilacqua. Per inseguire una donna che scappa possono esserci varie ragioni, o è la donna della vita oppure è una che ha trafugato un sacco di soldi. E così Sebastiano (Gassmann), Moreno (Giallini), Giuseppe (Tognazzi) e Gianfranco (Bruno) si ritrovano a Montecarlo sulle tracce della dirompente ragazza che aveva rapito il cuore di uno e i soldi di tutti. Ma nel frattempo la vita va avanti e prende strade inaspettate, e i quattro amici dovranno fare i conti con un marito, Ranieri (Buccirosso) spregiudicato mercante d’arte, un boss Renatino (Leo) e intenzioni tutt’altro che pacifiche.
Una produzione Italian International Film – società di Lucisano Media Group – con Rai Cinema.

Su Netflix L’uomo senza gravitàUscita evento e poi piattaforma per film con Elio Germano

03 ottobre 201913:59

– L’esordio al cinema di Marco Bonfanti con L’Uomo senza Gravità con protagonisti Elio Germano, Michela Cescon, Elena Cotta, Silvia D’Amico, andrà su Netflix a partire dall’1 Novembre, preceduto da una uscita evento in sala il 21, 22 e 23 ottobre, distribuito da Fandango. La storia ruota intorno ad Oscar (Elio Germano) che viene alla luce in una notte tempestosa, nell’ospedale di un piccolo paese e da subito si capisce che c’è qualcosa di straordinario in lui: non obbedisce alla legge di gravità. Fluttua in aria, si libra nella stanza più leggero di un palloncino. “La storia di Oscar, un uomo affetto da “leggerezza”, – dichiara il regista Marco Bonfanti – racconta la difficoltà di essere puri, ingenui e leggeri (in tutti i sensi) in un mondo opaco votato alla pesantezza. Una vicenda in equilibrio tra fiaba e realtà”.

Tv: Netflix e Mediaset è pronta l’alleanza, VarietySette film in coproduzione. Annuncio martedì a Roma

03 ottobre 201919:44

La coproduzione di sette film Netflix e Mediaset è alla base di un grande accordo, che potrebbe essere il più vasto, relativamente all’Italia, del gigante dello streaming nel nostro paese. Lo anticipa Variety svelando che Il Ceo di Netflix Reed Hastings annuncerà ufficialmente i titoli e i dettagli dell’alleanza pluriennale in occasione di un evento a Roma martedì 8 ottobre. Nessun altro dettaglio trapela al momento. Durante la presentazione dei palinsesti a Santa Margherita Ligure a luglio, l’amministratore delegato di Mediaset Piersilvio Berlusconi aveva dichiarato di essere in trattative avanzate per la coproduzione di contenuti con Netflix. E, a quanto scrive Variety, il patto è fatto. Come esempio del rapporto di collaborazione già in atto c’è la terza stagione di Stranger Things su Italia 1.I due gruppi non commentano le indiscrezioni di stampa. A luglio Pier Silvio Berlusconi aveva preannunciato che “con Netflix e Amazon abbiamo conversazioni e un buon rapporto”. In particolare, “non vediamo Netflix come un nemico” aveva ribadito, anche perche’ “il loro modello di business non e’ basato sulla pubblicita'” e poi perche’ “la tv generalista non morira’ mai”. Coproduzioni in vista? “Ci piacerebbe” si era limitato a rispondere. Si tratterebbe di una partnership come quelle che Netflix ha con altri grandi broadcaster dei paesi in cui e’ attiva: il colosso dello streaming potrebbe partecipare alla produzione di titoli Mediaset in cambio del lancio in anteprima, per un periodo di tempo determinato.

I capitelli marciani visti da M. CicognaCopertina Imitatio Vitae disegnata da Alessandro Michele (Gucci)

03 ottobre 201913:58

– Imitatio Vitae è il titolo del libro d’arte dedicato agli antichi capitelli marciani del veneziano Palazzo Ducale, scritto da Marina Cicogna, e presentato nella Biblioteca Angelica a Roma assieme a Gucci. Nel progetto editoriale confluiscono infatti la passione di Alessandro Michele (ha disegnato la copertina e collaborato al libro) per l’antico e l’incontro con la produttrice cinematografica, sceneggiatrice e fotografa. I capitelli marciani sono capolavori del Gotico Italiano che fino alla fine dell’Ottocento hanno decorato i colonnati del portico e del loggiato e che, sottratti allora alle ingiurie del tempo, smontati, riposti e obliati per oltre un secolo in qualche segreto interno del Palazzo veneziano, sono protagonisti delle immagini del libro: foto d’archivio Cameraphoto Arte scelte dall’autrice e scatti da lei stessa realizzati, che raccontano le opere nel volume concepito con la direzione artistico-creativa di Alessandro Michele e prodotto da Gucci in collaborazione con la casa editrice Marsilio.
I grandi capitelli di Palazzo Ducale, che il critico d’arte inglese John Ruskin descriveva come “un corso di storia sacra e naturale” nel suo celebre trattato “The Stones of Venice” del 1851, e proprio perché “potevano essere letti come le pagine di un libro da coloro che abitualmente passeggiavano all’ombra delle arcate”, portano indietro nel tempo, offrendo spaccati diversi della quotidianità trecentesca, tra colture dei campi e pratiche artigianali, cesti di frutta e animali, putti e scene d’amore, rapporti coniugali e gruppi di famiglia, cosmologia e case astrologiche. Realizzati da anonimi straordinari maestri, i bassorilievi paiono sollevarsi e proiettarsi verso di noi, eternamente emozionanti, reificando un passato lontano, che appare tuttavia vivace, avvincente, minuziosamente descritto e a noi vicini.
Nel libro i contributi di alcuni protagonisti del cinema e della cultura, come Marina Abramovic, Liliana Cavani, Ginevra Elkann, Rupert Everett, Pierfrancesco Favino, Dante Ferretti, Diane von Füstenberg, Valeria Golino, Salma Hayek, Jeremy Irons, Dacia Maraini, Giuseppe Tornatore, Valentino, Ornella Vanoni, Lina Wertmuller.

Joker punta all’Oscar, ma è allerta negli UsaIl film Leone d’oro con Joaquin Phoenix esce tra le polemiche

02 ottobre 201910:03

– Una risata incontrollabile e dolorosa, riflesso di una malattia mentale e di un disagio emotivo, tenuti ai margini, che nessuno vuole vedere. E’ uno dei segni con i quali Joaquin Phoenix connota la sua straordinaria interpretazione in Joker di Todd Phillips, intensa rilettura in chiave sociale della storia delle origini del ‘supercattivo’ nemico di Batman, nato sui fumetti Dc Comics. Il film, che all’ultima Mostra del Cinema di Venezia ha conquistato il Leone d’oro, arriva nelle sale italiane il 3 ottobre in 800 copie con Warner Bros. Il giorno dopo (anteprime a parte) debutta negli Usa, dove è stato investito negli ultimi giorni da furiose polemiche. Il dibattito è nato dopo i rilievi di qualche critico, secondo cui Joker offrirebbe un ritratto troppo benevolo del protagonista, risultando, per alcuni, addirittura, un implicito incitamento alla violenza. Le controversie hanno acquistato attenzione dopo che cinque famiglie delle vittime di Aurora (la strage del 2012 compiuta dall’allora 24enne James Holmes in un multiplex durante una proiezione de Il cavaliere oscuro – Il ritorno, terzo capitolo della trilogia su Batman di Christopher Nolan), in una lettera al’ad della Warner, Ann Sarnoff, avevano espresso preoccupazioni legate al film, chiedendo alla major di compiere azioni concrete per contribuire a “costruire comunità più sicure e con meno pistole”.La Warner ha risposto prontamente che “né il personaggio di finzione Joker, né il film sono un endorsement a qualunque tipo di violenza del mondo reale”. Intanto però il cinema di Aurora in Colorado, teatro della strage del 2012, ha annunciato che non proietterà il film e alcune grandi catene di sale vieteranno l’ingresso a chi si presenterà a vedere Joker, truccato, con la maschera, o con il costume del personaggio. Inoltre l’esercito Usa, pur non avendo notizie di minacce reali, come ha confermato l’Fbi, ma basandosi su alcuni post in una chat sul dark web (la parte più nascosta di internet), ha emanato un bollettino nel quale avverte gli uomini in servizio sul rischio nei cinema di possibili eventi violenti legati al film. Per lo stesso motivo, in particolare, la polizia di New York e quella di Los Angeles, prevedono, scrive Hollywood Reporter, un dispiegamento di agenti nelle sale.
Il clamore, comunque, non sembra scoraggiare il pubblico, visto che sulla base delle prevendite, Joker nel primo weekend si avvierebbe ad incassare oltre 80 milioni di dollari. Sembra invece più difficile il percorso del film agli Oscar, nonostante la prova eccelsa di Phoenix, che mescola rabbia e fragilità, riflessa anche da un corpo magrissimo.Joker mette in scena la cronaca del viaggio verso la perdita di controllo che compie Arthur Fleck, 40enne affetto da problemi psichiatrici, che in una Gotham City, sporca, violenta e indifferente, lavora come ‘uomo sandwich’ vestito da clown. Arthur, che ancora vive con una madre dai molti segreti (Frances Conroy), sogna di diventare un grande comico, come il suo idolo, conduttore di un famoso talk show, Murray Franklin, interpretato da Robert De Niro, che in un gioco di metacinema impersona un ruolo molto vicino a quello di Jerry Lewis in Re Per una notte. Fleck vorrebbe amore e successo, ma rimedia ingiustizie, rifiuti e umiliazioni, fino a quando lo squilibrio lo porta a ‘perdersi’ nella sua maschera e nella violenza. Todd Phillips si libera dagli stereotipi del genere, mescolando omaggio al cinema (da Chaplin a Scorsese) dramma sociale, thriller metropolitano e un tocco di commedia nerissima. “Non so perché le persone siano turbate dal fatto che qui la violenza abbia conseguenze come nel mondo reale, io sarei molto più turbato se non ci fossero state. In quel caso sarebbe stata una vera glorificazione della violenza” ha spiegato il regista all’Abc. Mentre per Joaquin Phoenix il film, pur nella ricerca del massimo realismo, “mantiene alcuni elementi del mito di Batman e del suo mondo. Ho trovato fosse un modo brillante di raccontare questa storia”.

Nesi, nuovo libro tra nostalgia e socialEsce ‘La mia ombra è tua’ per La nave di Teseo

02 ottobre 201909:57

– EDOARDO NESI, LA MIA OMBRA E’ TUA (LA NAVE DI TESEO, PP. 263, EURO 18). Uno scrittore, Vittorio Vezzosi, che vive del successo planetario avuto con l’unico romanzo che ha scritto ‘I lupi dentro’ e un brillante giovane laureato in lettere antiche, Emiliano De Vito, che dovrebbe aiutarlo a scrivere il secondo romanzo che l’editore aspetta da oltre vent’anni. Si gioca, con accenti tra il comico e l’epico, sul rapporto tra questi due personaggi il viaggio che ci fa compiere Edoardo Nesi nel suo nuovo romanzo ‘La mia ombra è tua’ che arriva in libreria per La Nave di Teseo.
“Non si vergogna neanche un po’ a essere ricco e adorato solo perché ha scritto un romanzo, un romanzo solo, quasi venticinque anni fa?” dice Emiliano, ribattezzato Zapata, al Vezzosi nei primi tempi ruvido e antipatico con il giovane studioso di 22 anni che lo considera una sorta di Mister Magoo e che senza esitazioni gli dice subito: “Io non la capisco, la nostalgia.
Anzi, mi fa schifo, la nostalgia”. E qui entra in scena il confronto fra generazioni, tra quelli che posso permettersi di essere nostalgici, di pensare a un’Italia che non c’è più e quelli come Emiliano che devono correre “in questo mondo di merda che odia me e tutti quelli come me”. Con tocchi sapienti Nesi ci mette di fronte anche alle cose grottesche del nostro mondo letterario, alle vanità ma anche alla profondità, fino ai gesti estremi di tanti grandi della letteratura con un elenco di suicidi da Hemingway a Sylvia Plath a Virginia Woolf a David Foster Wallace.C’è la morte, ma c’e’ anche e soprattutto l’amore in questo romanzo che sa presentarci le diverse facce della realtà, del nostro vivere, con tanti riferimenti letterari a partire da Ovidio che accompagna il primo amore di Emiliano. Il giovane studioso non ha mai letto ‘I lupi dentro’ che potrebbe essere anche il titolo di una canzone della Bertè, dice. Così alla staticità e disperazione che avvolge all’inizio Vezzosi nella sua villa sperduta in Toscana, dove si è ritirato dal mondo, si contrappone, nella seconda parte del libro, l’inaspettato viaggio verso Milano dove lo scrittore ha deciso tra lo stupore di tenere un discorso che scatena imprevedibilmente i social scatenati nell’ascoltare in diretta il Vezzosi che fa i conti col suo e col nostro passato. Premio Strega 2011 con ‘Storia della mia gente’, Nesi, che viene da una famiglia di imprenditori, è stato deputato, è il traduttore italiano del romanzo di Wallace Infinite Jest, e tra l’altro ha scritto e diretto il film ‘Fughe da fermo’, si concede in ‘La mia ombra è tua’ anche qualche espressione nel suo toscano e spiazza il lettore dandogli nello spazio di 263 pagine sempre una nuova prospettiva da considerare. Quella che porterà anche il giovane Emiliano a dire, alla fine, a Vezzosi “sei una superstar”. E grande protagonista è l’amore e le donne come “la madre di tutte le milf” Milena, “una formidabile fica di 54 anni, libera e sicura, e si vestiva come le pareva e come s’era sempre vestita”. E ci sono anche Anita Ekberg e Marcello Mastroianni nella bellissima scena finale che chiude il libro che più che raccontato va scoperto e vissuto. E che in fondo è “il racconto di un giorno che vale una vita intera”.

De Niro, da dipendente causa da 12 mlnLo accusa di discriminazione di genere

NEW YORK03 ottobre 201920:25

– Guai giudiziari per Robert De Niro: l’attore due volte premio Oscar ha ricevuto una denuncia da 12 milioni di dollari per “discriminazione di genere”. Ad accusare l’ex “Toro Scatenato” e adesso protagonista dell’ultimo Martin Scorsese “The Irishman”, e’ Graham Chase Robinson, una veterana ed ex dipendente della sua Canal Production costretta a licenziarsi lo scorso aprile dalla posizione di vice presidente dopo esser stata ripetutamente al centro di minacce, insulti e avance non volute. Si tratta di messaggi sulla segreteria telefonica in cui la star di “Taxi Driver” la chiamava “troia” e “ragazza viziata”. Contatti fisici “indesiderati”, commenti e battute a sfondo sessuale. L’azione legale e’ la seconda che divide De Niro e la Robinson: L’attore le aveva chiesto 6 milioni di danni per aver sottratto soldi alla società con un’appropriazione indebita e anche guardando le serie Netflix durante l’orario di lavoro: vicenda diventata virale.

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