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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Ultimo aggiornamento 20 Ottobre, 2019, 12:34:26 di Maurizio Barra

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE

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ALLE 12:34 DI DOMENICA 20 OTTOBRE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Rassegna d’autore con Finardi e Camerini
A Ferrara anche Ferradini e i chitarristi Biondini e Capodacqua

FERRARA18 ottobre 2019 10:36

– Eugenio Finardi, Alberto Camerini e Marco Ferradini saranno tra i protagonisti dell’ottava edizione della ‘Rassegna storica e nuova canzone d’autore’, in programma al teatro Estense di Ferrara l’1 e il 2 novembre.
L’iniziativa, con ingresso ad offerta libera, è promossa dall’associazione culturale Aspettando Godot.
Finardi e Camerini, definito ‘l’Arlecchino del rock italiano’, esordirono negli anni ’70 con la stessa casa discografica, la Cramps, e si esibiranno sullo stesso palco sabato 2 novembre, preceduti dal cantautore ligure Marco Stella, accompagnato alla chitarra da Marco Cravero; Finardi sarà in trio con Giuvazza e Federica Finardi Goldberg.
Venerdì 1 spazio a Marco Ferradini, che presenterà un estratto del concerto ‘La mia generazione’ dedicato a Herbert Pagani, con cui scrisse diverse canzoni; nella stessa serata – dopo l’opening act di Leonardo Veronesi – anche il recital ‘Nelle nostre corde’ con Flaco Biondini e Paolo Capodacqua, chitarristi di Francesco Guccini e Claudio Lolli.

Il premio Cavallini ad Avati e CordelliIstituito da Vittorio Sgarbi. Cerimonia il 25/10 a Pordenone

PORDENONE18 ottobre 201912:38

– Sono Pupi Avati, premio alla carriera, Franco Cordelli, per la saggistica, Erminia Dell’Oro, premio speciale, e Laura Pariani, per la narrativa, i vincitori dell’edizione 2019 del premio Cavallini, istituito da Vittorio Sgarbi nel 1996 a Barcis (Pordenone) e giunto alla XXIII edizione. L’annuncio è stato fatto il 18 ottobre a Pordenone dal presidente del Comitato organizzatore, Maurizio Salvador, e dall’assessore alla Cultura del Comune di Pordenone, Pietro Tropeano.
Dal 2017 il premio non è più intitolato al solo Bruno Cavallini, zio di Vittorio ed Elisabetta Sgarbi, ma ai fratelli Bruno, Romana e Rina Cavallini, quest’ultima madre di Vittorio ed Elisabetta, tre personalità diverse ma accomunate – spiegano i promotori – da sensibilità artistica e forza di carattere.
La cerimonia di consegna del premio è in programma venerdì 25 ottobre alle 17.30 al Convento di San Francesco, a Pordenone.

Torna Tu sì que Vales su Canale 5Con De Filippi, Scotti, Mammucari, Zerbi. Tra i conduttori Belen

18 ottobre 201913:02

– Torna sabato 19 ottobre in prima serata su Canale 5 la nuova edizione di “Tu sì que vales”, il talent show internazionale che vede partecipare grandi performer da tutto il mondo. A valutare le esibizioni degli artisti il quartetto composto da Maria De Filippi, Gerry Scotti, Teo Mammucari e Rudy Zerbi, sempre pronti a giudicare con serietà e professionalità, ma anche a farsi coinvolgere e a lasciarsi appassionare da gag irresistibili o da performance inusuali.
Muniti di bacchetta magica, decidono oltre alla sorte la durata delle performance. Per la terza edizione consecutiva al timone dello show il trio formato dall’argentina Belen Rodriguez (alla guida del programma fin dalla prima edizione del 2014) e dai campioni dello sport Martin Castrogiovanni e Alessio Sakara. La novità di questa stagione è la presenza dell’attrice di cinema e teatro e conduttrice tv Sabrina Ferilli che ha il ruolo di rappresentare la giuria popolare, formata da cento votanti presenti in studio. Una presenza prestigiosa per lo show che arruola nel team del sabato sera un personaggio che nella sua carriera vanta numerosi premi e riconoscimenti. Tra questi: cinque Nastri d’argento, un Globo d’oro e la preziosa interpretazione nel ruolo di attrice protagonista nel film premio Oscar “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino.
Si riaccendono le luci del Teatro 8 negli studios Titanus Elios in Roma e si apre il sipario sul palco tv dove artisti di tutte età – da 0 a 99 anni – possono esprimere ogni forma d’arte proponendo performance che catturano sempre l’attenzione del pubblico in studio e a casa. Numeri spettacolari in cui si succedono a ritmo incalzante prove che vanno dal canto alla danza, dagli sport estremi alla magia, dall’escapologia alle arti circensi, alla recitazione e non solo. Possono partecipare a “Tu sì que vales” tutti: non ci sono limiti di età, di nazionalità, di sesso maschile o femminile, da soli o in coppia, con la crew o con una big band. Produce Fascino P.g.t. per Mediaset. Curatore del programma Doriana Patanè; La regia è di Paolo Carcano e Andrea Vicario.

Il filmato del live De André-PFM del ’79Custodito dal regista genovese Piero Frattari

18 ottobre 201913:55

– A 40 anni dal tour di Fabrizio de André con la PFM e dai successivi due album dal vivo, la Sony Music Italy ha ritrovato il filmato con la registrazione completa del concerto del 3 gennaio 1979 a Genova, uno degli eventi più celebrati della musica italiana, in grado di restituire i colori, gli umori di quel palco, dell’incontro tra il cantautore e la rock band.
“Devo ringraziare le mie due passioni: una per la musica di Faber e l’altra, maniacale, di conservare ogni cosa”, racconta il regista genovese Piero Frattari che ha realizzato e custodito in tutti questi anni la registrazione. “All’epoca facevo il video maker per radio e tv. Era il gennaio del 1979. Gli organizzatori mi proposero di registrare il concerto di Faber/ PFM. Non esitai un istante. Poi le videocassette di quella registrazione finirono in fondo ad un archivio che qualche anno dopo decisero di mandare al macero. Solo per caso riuscii a recuperarle e a catalogarle tutte nell’archivio della mia società, Vidigraph”.

Primo disco Natale per Robbie Williams”The Christmas Present” contiene sia classici che inediti

8 ottobre 201913:57N

– Uscirà il 22 novembre “The Christmas Present” (Columbia Records / Sony Music UK), il primo album di Natale di Robbie Williams. “Sono davvero felice di annunciare il mio primo album di Natale. Ne ho fatti tanti nella mia carriera e realizzare questo disco è un altro sogno che si avvera. È stato davvero divertente registrarlo e non vedo l’ora di farvelo ascoltare” dice l’artista al suo 13/o lavoro in studio.
Un doppio album composto da “Christmas Past” e “Christmas Future”, con all’interno sia brani inediti che grandi classici della tradizione natalizia, eseguiti con alcune speciali guest star. “Christmas Past” include i classici “Winter Wonderland” (con i cori eseguiti dal coro LMA), “Santa Baby” in duetto con la cantante tedesca Helene Fischer, “Let It Snow! Let It Snow! Let It Snow!”, una cover di “The Christmas Song” (resa celebre da The Nat King Cole Trio), “Merry Xmas Everybody” di Slade featuring Jamie Cullum, e “It’s A Wonderful Life”, in cui Robbie duetta con suo padre Peter Conway.

Ethan Coen, da Studios film-parco giochiEthan alla Festa di Roma. Intanto Joel prepara (da solo) Macbeth

18 ottobre 201914:02

– La chirurgia come dispositivo narrativo nel cinema. E’ il tema a sorpresa che ha voluto esplorare Ethan Coen, senza il fratello e complice artistico Joel, nel primo degli incontri ravvicinati della 14/a edizione della Festa del Cinema di Roma. Nel dialogo con il direttore artistico Antonio Monda è comparsa un po’ d’attualità quando ha commentato la recente dichiarazione di Martin Scorsese (nei prossimi giorni alla Festa con The Irishman), secondo cui i film Marvel non sarebbero vero cinema ma più simili ai parchi giochi.
“Sì, ed è un peccato che sia così, anche se mi sembra lo siano in generale i film degli studios” ha commentato sornione, lasciando per un attimo il tono stralunato e autoironico, che ha dominato molte delle sue osservazioni. Almeno per Joel Coen, la prossima avventura sarà Macbeth, adattamento della tragedia di Shakespeare con Denzel Washington e Frances McDormand, un progetto al quale Ethan, stando alle prime notizie, non sembra partecipare.

Marmi Torlonia in mostra da Roma a mondoAccordo con Mibact anche per Museo. Restauri grazie a Bulgari

18 ottobre 201917:19

– La collezione Torlonia, ensemble unico al mondo, la ‘collezione delle collezioni’, come narrano da sempre gli studiosi, torna visibile al pubblico con la mostra The Torlonia Marbles. Collecting Masterpieces, dal 25 marzo 2020 al 10 gennaio 2021, nella nuova sede espositiva dei Musei Capitolini a Palazzo Caffarelli a Roma.
Con 96 marmi romani raccolti dal XV al XIX secolo, il progetto scientifico di Salvatore Settis e l’intervento di Bulgari per i restauri, è il primo passo dell’accordo tra il Mibact e la Fondazione Torlonia, che dopo un tour nel mondo della mostra porterà a un museo permanente per la collezione a Roma. “Erano 70 anni che il pubblico non poteva vederla”, dice il ministro della cultura Dario Franceschini presentando l’accordo con il vicesindaco di Roma Capitale Luca Bergamo, Alessandro Poma Murialdo, presidente della Fondazione Torlonia, e Jean-Christophe Babin, ceo Bulgari.
“Ora stiamo lavorando anche con il Comune e la famiglia Torlonia per trovare una sede adatta, in un tempo non troppo lungo”.

A Ustica un laboratorio antifascistaDa Gramsci a Bordiga, storia e testimonianze a Palermo

PALERMO18 ottobre 201914:48

– Il confino a Ustica di tanti esponenti storici della sinistra italiana, da Antonio Gramsci a Amadeo Bordiga, diede vita negli anni Venti del Novecento a un originale laboratorio politico antifascista. Quella storia e le testimonianze di quell’esperienza sono raccontate in una mostra di Vito Ailara e Massimo Caserta aperta a Palermo fino al 14 dicembre all’Istituto Gramsci siciliano (Cantieri culturali alla Zisa).
Attraverso 54 foto, documenti inediti provenienti da archivi pubblici e privati, memorie personali vengono ripercorsi i primi mesi di applicazione della legge istitutiva del confino di polizia nella piccola isola, tra il 1926 e il ’27. La misura doveva paralizzare, nelle intenzioni del regime fascista, l’opposizione. Il tentativo di emarginazione diventò invece occasione di incontro tra un gran numero di antifascisti.
La convivenza forzata fra uomini che entrarono in contatto anche con i libici impegnati nella resistenza all’occupazione fascista pose le basi dell’alleanza antifascista.

Debutto in scena per ‘Trilogy in Two’Prima nazionale per l’opera di Andrea Liberovici

REGGIO EMILIA18 ottobre 201914:57

– Prima nazionale il 19 e 20 ottobre al Festival Aperto di Reggio Emilia per ‘Trilogy in Two’ di Andrea Liberovici, un’opera mosaico in due tempi che fonde musica, performance e video. Coprodotto con il Teatro Nazionale di Genova, dove sarà in scena dal 22 al 30 ottobre, il lavoro vede protagonista la vocalità straordinaria di Helga Davis, con l’accompagnamento dello Schallfeld Ensemble diretto da Sara Caneva.
Compositore e autore da sempre impegnato in una ricerca che incrocia il teatro con la musica e le arti visive, Andrea Liberovici ha cominciato a pensare a ‘Trilogy in Two’ nel 2008: il compositore esplora la figura del Faust attraverso una serie di pillole video prodotte per Rai3. Da quel primo embrione è nata la possibilità di trasformazione in uno spettacolo che avesse come protagonista Helga Davis, artista interdisciplinare statunitense già interprete di alcuni lavori di Robert Wilson e Peter Greenaway.

Teatro Stabile Torino, Gancia presidenteGraglia Mattioli e Ferrino novità consiglio in carica fino 2023

TORINO18 ottobre 201915:37

– Lamberto Vallarino Gancia, designato dalla sindaca Chiara Appendino, è stato confermato presidente della Fondazione del Teatro Stabile di Torino. Nel consiglio, che sarà in carica fino al 17 ottobre 2023, entrano Giulio Graglia (designato dalla Regione Piemonte), Licia Mattioli (Compagnia San Paolo) e Anna Beatrice Ferrino (Fondazione Crt). Confermata Caterina Ginzburg (ministero dei Beni e delle Attività Culturali). Lo ha deliberato il consiglio degli Aderenti. Ferrino è stata nominata vicepresidente. Revisori dei conti sono Claudio De Filippi e Flavio Servato. “Una bella squadra. Sono stati quattro anni fantastici.
Vogliamo riempire le sale teatrali, rendere il teatro internazionale – ci stanno invitando in Cina, Bruxelles e Londra – e aggiungere nuovi spazi come il Teatro Nuovo e la Cavallerizza”, ha detto Vallarino Gancia.
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Sanremo Giovani, record di iscrizioniIl maggior numero dal Sud con 365 partecipanti

18 ottobre 201915:41

– Inizia il conto alla rovescia per Sanremo Giovani con un nuovo record che premia la decisione del direttore artistico Amadeus, approvata da Rai1, di riportare al Festival di Sanremo la categoria Nuove Proposte. Quest’anno ai nastri di partenza si sono presentati in 842, il numero più alto delle ultime edizioni. Tante sono state le domande arrivate al vaglio della Commissione musicale facendo registrare un incremento rispetto allo scorso anno di 163 unità pari al 24%.
In particolare si tratta di 743 cantanti singoli (420 uomini e 323 donne) e 99 gruppi. Dal Sud la maggior parte delle richieste di partecipazione (365 pari al 43.35%), segue il Nord con 299 (35.51%), il Centro con 167 (19.83%). In aumento anche le richieste di partecipazione arrivate dall’Estero pari a 11 (1.3%). La Commissione Musicale presieduta da Amadeus e composta da Claudio Fasulo, Gianmarco Mazzi, Massimo Martelli e Leonardo De Amicis, dopo gli ascolti procederà a selezionare i primi 60 artisti che parteciperanno alle audizioni dal vivo.

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Le frasi del Papa sull’assistente vocale
Accordo con Amazon, raccolta di 250 frasi registrate in studio

18 ottobre 201915:45

– I pensieri, le omelie, le udienze e i discorsi di Papa Francesco, tratti dai libri di edizioni Piemme, dal 18 ottobre saranno su Amazon Alexa. Attraverso la skill ‘I libri di Papa Francesco’, la prima sviluppata dall’Area Libri del gruppo Mondadori – saranno fruibili anche attraverso i dispositivi Amazon Echo. Attingendo da una raccolta di 250 frasi registrate in studio, selezionate accuratamente da 16 libri pubblicati da Piemme, il software sarà in grado di dialogare con l’utente, permettendogli di riflettere, attraverso le parole del Pontefice, sui grandi temi della vita e della fede, come ad esempio l’amore, la famiglia, il perdono, la pace e la misericordia.
Alexa è l’assistente virtuale di Amazon integrato nei dispositivi smart speaker Echo, capace di comprendere la voce umana e interagire con le persone attraverso un dialogo naturale e intuitivo. È possibile personalizzare Alexa con funzionalità che si possono abilitare attraverso l’app Amazon Alexa o attraverso il comando vocale diretto. ‘Alexa, apri i libri di papa Francesco’, sarà sufficiente pronunciare questa frase per attivare la skill su Alexa, l’assistente virtuale di Amazon. Sarà possibile interrogare Alexa su un argomento specifico o chiedere un suggerimento, fermare l’ascolto e continuarlo in seguito. Inoltre si potrà approfondire un tema chiedendo ad Alexa la fonte da cui è tratto. Ad esempio, è possibile chiedere all’assistente virtuale di Amazon di ascoltare il pensiero di papa Francesco su molti temi, tra cui: fede, fratellanza, felicità, accoglienza, dolore, speranza, solidarietà, chiesa, preghiera, peccato.
I pensieri di Papa Francesco sono tratti dai seguenti libri di Edizioni Piemme: Il nome di Dio è Misericordia, Dio ride, Laudato si’, Buon Natale, Chi sono io per giudicare?, È Natale tutti i giorni, Amoris Laetitia, Amico Dio, Il Vangelo del sorriso, Il Vangelo di Maria, La luce del Natale, Buon Anno, Dio è giovane, La felicità in questa vita, L’amore è contagioso, Il sorriso di Dio.

Biennale Photolux, 25 mostre a LuccaDa racconto a 50 anni sbarco sulla Luna ad antologica di Cagnoni

LUCCA18 ottobre 201915:46

– Dalla mostra che celebra il 50/o anniversario del primo uomo sulla Luna al progetto ‘Gossan: Mars Mission’ del visionario Joan Fontcuberta e all’antologica del grande fotoreporter italiano Romano Cagnoni a un anno dalla sua scomparsa. Sono 25 le esposizioni che dal 16 novembre all’8 dicembre saranno ospitate nel centro storico di Lucca per Photolux Festival, la biennale internazionale di fotografia diretta da Enrico Stefanelli.
‘Mondi/New Worlds’ il titolo della rassegna che, si spiega, “racconta, in un anno carico di anniversari importanti il secolo appena passato ma con uno sguardo al futuro, con un occhio al desiderio, tutto umano, di superare limiti, barriere e muri”, proponendo una narrazione a 360 gradi e multimediale, divisa tra fotografia, video e installazioni. Il percorso espositivo si apre idealmente dal Palazzo delle Esposizioni della Banca del Monte di Lucca, con la collettiva ‘2:56 AM. To the Moon and Back’ che celebra i 50 anni dallo sbarco dell’uomo sulla Luna con immagini dell’archivio Nasa e opere di 20 artisti. A Palazzo Ducale, con anche le immagini di Magnum Photos, si racconterà la rivoluzione iraniana del 1979 (e l’Iran di oggi). Al centro dell’esposizioni anche la Russia, Berlino, gli adolescenti cubani e la rivolta di piazza Tienanmen a Pechino. Ancora saranno proiettate immagini che raccontano la storia del Prix Pictet dal 2008 a oggi e di quelle dei finalisti dell’edizione 2019, una mostra raccoglierà le foto di scena e il ‘dietro le quinte’ di The Wall, riduzione cinematografica del famoso album dei Pink Floyd e la mostra con gli scatti dei vincitori del World Press Photo 2019.

Carlucci, da Nord a Sud a caccia di talentiRiparte Ballando on the Road, prima tappa Altamura ultima Roma

18 ottobre 201920:24

– Milly Carlucci torna in viaggio alla ricerca di nuovi talenti, che dopo varie selezioni approderanno a Ballando con le stelle, il talent di Rai1 al via a marzo. Ma non è tutto, la conduttrice annuncia una novità: “In questo nostro girovagare dal sud al nord dell’Italia potremmo anche trovare nuovi maestri di ballo professionisti se si presentassero alle selezioni”. Ventimila ballerini, cinquemila esibizioni, 200 ore di provini e migliaia di chilometri percorsi in lungo e largo per l’Italia: torna in pista, per una nuova edizione, il talent itinerante Ballando on the Road. “E’ una selezione di concorrenti, di livello professionistico e amatoriale, in corso per la manifestazione correlata a Ballando con le stelle’. Numeri che dimostrano passione, talento e voglia di stare insieme attraverso la danza in tutte le sue forme”, spiega Milly Carlucci che – assicura – sarà presente a tutte le tappe: “Si parte il 2-3 novembre ad Altamura, in Puglia, e si termina il 15 dicembre a Roma, passando per Marcianise, Reggio Calabria, Rimini e Milano”.Insieme alla conduttrice, regina del ballo in tv, l’indomabile Carolyn Smith e i maestri di Ballando con le stelle. “Anche quest’anno – siamo giunti alla quinta edizione – sei tappe, dodici appuntamenti dedicati ai ballerini di tutti gli stili e di tutte le età, con la passione per il ballo nel cuore. Moltissime le novità di questa edizione, iniziando da una collaborazione che vedrà in ogni appuntamento la presenza di Roberta Ammendola, volto noto della TgR nazionale portare nelle case degli italiani racconti, storie e curiosità dal backstage di questo lungo viaggio alla ricerca di talenti”. I primi cento selezionati avranno la grande occasione di esibirsi nella “finestra” pomeridiana prevista su Rai1 dove verranno giudicati e selezionati dalla giuria composta da Carolyn Smith, Fabio Canino e Guillermo Mariotto. Otto di loro (un corpo di ballo vale come un singolo) parteciperanno al torneo Ballando con te in diretta il sabato sera nello show dedicato alla danza. Per tutti gli altri ballerini ci saranno moltissime occasioni di visibilità, così come avvenuto negli anni scorsi. Dai Babykillers protagonisti allo Zecchino d’oro a Giorgia Pia Gatto e Marek Pisanu che hanno letteralmente conquistato pubblico e critica del prestigioso Fini Dance Festival di New York, ai vincitori della scorsa edizione, gli strepitosi Flash Kidz.Ma le opportunità sono infinite, dai numerosi gruppi e coppie presentati a Domenica In e alla Vita in Diretta, fino alle attrazioni presentate fuori concorso a Ballando con le stelle. Quest’anno, inoltre, Milly Carlucci regala a questi giovani ballerini un’occasione straordinaria, un sogno: iscrivendosi nella categoria PRO si potrà essere valutati per diventare uno dei nuovi maestri di Ballando con le stelle 2020. Ma parliamo delle altre novità di questa edizione, infatti, ‘Ballando on the road: in cerca di talenti’ farà tappa in alcune città mai raggiunte prima dal talent, dodici in tutto. Come di consueto il viaggio si concluderà a Roma, ultima possibilità di esibirsi per chi non ha partecipato alle selezioni nelle altre regioni. Appuntamento per il gran finale il 14 e 15 dicembre. Gli incontri con gli appassionati del ballo inizieranno alle 13 di ogni sabato e domenica in programma. Non ha ancora nessun idea per i concorrenti di Ballando con le stelle, lo scorso anno il programma ha avuto ottimi ascolti, per la prossima edizione si deve inventare qualcosa di straordinario? “Idee tante – risponde Carlucci – ma tutte allo stato embrionale, abbiamo addirittura avuto delle autocandidature, ma bisogna trovare persone adatte. I sogni poi sono tanti e anche se talvolta irrealizzabili non costano. Il più grande sogno rimane avere l’ex first lady Usa Michelle Obama come ballerina per una notte o Bill Clinton”. E i divi di Hollywood? “Non abbiamo i budget, la Rai non se li può permettere”. La giuria è tutta confermata? “Confermatissima”. Fra i maestri in giro con Ballando on the road i maestri di ballando Sara Di Vaira, Alessandra Tripoli, Veera Kinnunen, Anastasia Kuzmina, Ornella Boccafoschi e Lucrezia Lando, ma anche Raimondo Todaro, Simone Di Pasquale, Samuel Peron e Stefano Oradei. Non solo faranno parte della giuria di esperti, ma regaleranno al pubblico presente spettacolari performance live.

Sindaco Imola, vicino ritorno di Vasco’Lunga trattativa per sua presenza a tre lustri ultimo concerto’

BOLOGNA18 ottobre 201916:22

– Si avvicina il ritorno di Vasco Rossi in concerto a Imola, dove il rocker di Zocca manca da quindici anni dopo le esibizioni live all’autodromo cittadino nel 1998, 2001 e 2005. A lanciare la volata al cantante è la sindaca imolese, Manuela Sangiorgi, dopo che lo stesso Blasco, nelle scorse ore, ha preannunciato, online, l’intenzione di suonare nuovamente all’interno del circuito romagnolo. “La splendida anticipazione divulgata mezzo social network da Vasco Rossi nella serata di ieri – osserva la prima cittadina – sdogana in modo pubblico e concreto quella che è una lunga trattativa, tutt’ora in corso, con il promoter dell’artista per il suo ritorno ad Imola a distanza di tre lustri dall’ultima esibizione nella cornice del nostro autodromo ‘Enzo e Dino Ferrari’. Le parole di Vasco – prosegue Sangiorgi – lasciano intendere che la direzione intrapresa è quella giusta e che, con ogni probabilità, la mediazione in corso ha imboccato il rettilineo finale”.

Torna ‘La rivolta degli oggetti’A RomaEuropa ripresa dello storico spettacolo de La Gaia Scienza

18 ottobre 201916:36

– 1976, un anno di quelli in bilico, tra la spinta della contestazione del ’68, la speranza di un cambiamento e la repressione, la disillusione che porterà molti a scelte violente radicali. Emblema di quel periodo che usa come metafora di lettura di quell’atmosfera il vitalismo e il senso di sconfitta di Vladimir Majakovskij e dei suoi versi fu lo spettacolo ‘La rivolta degli oggetti’, andato in scena al Beat 72, tempio della neoavanguardia romana, e ora riproposto nel cartellone di RomaEuropa al Teatro India – fino al 3 novembre – in modo abbastanza filologico e solo qualche lieve intervento a segnare il tempo.
Dopo il successo della riproposta di ‘Tango glaciale’ di Mario Martone (1982), ecco questa rivisitazione ancor più emblematica del primo rivelatorio lavoro del gruppo ‘La gaia scienza’, Giorgio Barberio Corsetti (oggi direttore del Teatro di Roma), Marco Solari e Alessandra Vanzi, che operò per una decina di anni con spettacoli che vanno da ‘Cronache marziane’ a ‘Cuori strappati’.

Isoardi stira a Un giorno da pecoraMa segue anche profili social di Conte, Di Maio e Zingaretti

18 ottobre 201917:24

– Elisa Isoardi a ruota libera a ‘Un Giorno da Pecora: arriva col suo amato cagnolino Zen, sta al gioco quando le chiedono di ‘rifare’ la scena in cui stirava una camicia, beve un mojito e, su invito dei conduttori, inizia a seguire su Instagram Di Maio, Conte e Zingaretti. Ospite della trasmissione di Rai Radio1 condotta da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari, la Isoardi è arrivata in studio con il suo cagnolino e ha spiegato: “Si chiama Zenith, ma io lo chiamo Zen. Ultimamente vado sempre in giro con lui, faccio ‘pet therapy'”. Il programma che guida si occupa di cucina: meglio il cibo o il sesso per lei? “Non sono cose paritetiche e non si possono mettere sullo stesso piano”. I conduttori hanno poi provato a far ‘riprodurre’ in studio la ‘celebre’ foto social in cui la Isoardi stirava una camicia, dandole un ferro da stiro, un mini asse e una camicia bianca: tentativo andato a buon fine, con la conduttrice che divertita si è prestata al gioco. Le piace fare i ‘lavori di casa’? “Stirare non è che mi piaccia molto, mentre mi piace fare giardinaggio e le pulizie”.
Dopo il ferro da stiro, alla Isoardi è stato offerto il cocktail simbolo dell’estate: un mojito, tanto amato Matteo Salvini. “Sì, mi piace, ma da prima però”, ha scherzato la conduttrice della ‘Prova del cuoco”. Lei è quasi un influencer su Instagram visti tutti i suoi follower. Avrebbe il coraggio di seguire Luigi Di Maio e Giuseppe Conte? “Ok, va bene”, e la conduttrice ha cliccato ‘segui’ su entrambi i profili. Vogliamo seguire anche Nicola Zingaretti? “Ecco qua, seguo anche lui”. E’ vero che una volta ha detto che tra i politici le piaceva Dario Franceschini? “Quella volta ho dovuto dire qualcosa… comunque è bravo”.
Invece uno come Giuseppe Conte le sembra un uomo elegante? “Sì, mi pare elegante ma non l’ho mai visto dal vivo”. Lo è anche Di Maio? “Si, è un uomo elegante”, ha concluso la conduttrice a ‘Un Giorno da Pecora’.

Scary Stories, horror amato da Del ToroIl film di André vredal tratto dai libri di Schwartz

18 ottobre 201917:42

– 1968. Nella cittadina di Mill Valley incombe ancora la lunga ombra della famiglia Bellows. Nella loro dimora abbandonata Sarah, ex ragazzina torturata, ha trasformato la sua travagliata esistenza in una serie di storie spaventose, scritte in un libro che va oltre i limiti del tempo. Storie, scritte con il sangue, che diventano realistiche e assassine per un gruppo di giovani che, durante la notte di Halloween, andranno alla scoperta della sua terrificante casa.
Questo l’horror per millennial ‘Scary Stories To Tell In The Dark’, del regista norvegese André vredal, presentato in selezione ufficiale alla 14/a edizione della Festa di Roma. Un film prodotto e scritto dal premio Oscar Guillermo del Toro e basato sui libri di Alvin Schwartz. Il film, in sala dal 24 ottobre con Notorious Pictures, ha dalla sua, oltre alla penna fantasy di Del Toro, i testi di Schwartz che negli anni ’90 sono stati venduti in milioni di copie e hanno sollevato perfino un movimento per vietarli dalle biblioteche scolastiche.

Morfosis, chic retrò ai Fori ImperialiLa nuova collezione del brand disegnato da Alessandra Cappiello

8 ottobre 201917:48

– Il rigore dei tagli addolcito dalla sinuosità delle linee, l’attenzione ai dettagli, la ricerca del colore come per realizzare un dipinto, tutto concorre a delineare una collezione di un’eleganza ricercata dal gusto retrò, da Morfosis, il marchio disegnato da Alessandra Cappiello, che ha presentato le sue proposte per l’inverno a Palazzo del Gallo a Roma, edificio patrizio di fronte ai Fori Imperiali. Nella nuova collezione la preziosità dei tessuti e la dolcezza delle forme si incontrano in pantaloni a vita alta e long dress bordati di piume, tailleur giacca e pantaloni, cappotti in alpaca a quadri modello vestaglia o rigidi come i coat maschili, bluse e gonne in eco-pelle pitonata. La palette cromatica si veste dei toni decisi del marrone, nero e bordeaux, mitigati dalle tinte più tenui del grigio e del rosa. La morbidezza del mohair, la matericità dell’eco-pelle sia in variante plissé che in stampa pitone, il rigore del tartan e la luminosità del lurex sintetizzano un concetto di new romantic.

Pavarotti secondo Ron HowardIl biopic su big Luciano in sala dal 28 al 30 ottobre

19 ottobre 201916:24

Un grande affresco di Pavarotti pieno di pathos, musica, successi, positività, famiglia, donne, tradimenti e cucina, quella italiana che non mancava mai di far assaggiare ai suoi molti amici sparsi per il mondo. E così fa bene a dire Ron Howard, autore di ‘Pavarotti’, passato oggi alla Festa di Roma: “Che vita ha avuto Pavarotti! È stato difficile scegliere cosa raccontare”.E ancora il regista:”La sua è stata una vita da opera, una vita come quelle che rappresentava sulla scena”. Il film uscirà nelle sale italiane solo per tre giorni, il 28, 29 e 30 ottobre, prodotto da Polygram Entertainment, Imagine Entertainment e White Horse Pictures con Diamond Docs in collaborazione con TimVision e Wildside e distribuito da Nexo Digital in collaborazione con i media partner RTL 102.5, Classica HD, MYmovies.it, Rockol.it, Onstage. Molti hanno pianto per questo docu che racconta quell’uomo pieno di “sorriso carismatico”, di popolare ottimismo, la cui storia è come una favola: da figlio di fornaio a superstar internazionale.Un tenore capace di segnare profondamente il mondo dell’opera lirica e di vendere 100 milioni di dischi nel corso della sua carriera, di rendere popolare l’opera, di mescolare musica classica e pop e di dedicarsi, nell’ultima parte della sua esistenza, alla beneficenza anche grazie all’amicizia con Lady Diana. Il regista premio Oscar ha attinto con l’aiuto della famiglia, vecchia e nuova, del tenore a un enorme archivio di foto. Scorrono così le immagini della figlie, Cristina, Giuliana, Lorenza, della loro mamma Adua, poi di Nicoletta Mantovani, dalla quale ha avuto Alice, ma anche le testimonianze di Bono Vox e soprattutto di Placido Domingo e José Carreras, ovvero di quel trio nato in occasione dei Mondiali del 1990 che ci ha lasciato un indimenticabile Nessun Dorma a tre voci. “Oltre ad essere un genio – dice Howard – è stato anche un ambasciatore per l’opera che lui voleva rendere popolare. Ora mi auguro che questo film possa fare lo stesso anche per chi di solito non segue questo genere musicale”.E ancora il regista: “Pavarotti era interessante come soggetto, perché era molto conosciuto nel mondo come artista, ma si sapeva ben poco della sua vita. Io, da non esperto di lirica, ho capito che la sua vita aveva qualcosa di analogo all’opera: in alcune sue esibizioni sentivo che cantava, ma anche che forse quella non era solo una recita, aveva invece un reale rapporto emotivo con la sua vita, così abbiamo costruito il film intorno a delle arie. La famiglia poi si è mostrata molto disponibile ad essere intervistata e a darci accesso a un materiale inedito, che mostra ancora di più l’onestà e la positività di Pavarotti”. Nel futuro di Ron Howard anche un film targato Netflix, Hillbilly Elegy, un dramma familiare. Di Netflix Howard parla solo bene: “Ti lascia il controllo totale della tua creatività. Non credo che le piattaforme rovinino il cinema in sala, ma piuttosto che sia il pubblico ad indicare con i suoi gusti il futuro”.

Mery Rigo, il pino di 1230 anni è arteE’ nel parco del Pollino. L’artista ha donato l’opera al Bocs

TORINO18 ottobre 201918:31

– L’albero più antico d’Europa è nel parco del Pollino – un pino loricato di 1230 anni – e una pittrice torinese, Mery Rigo, lo ha fatto diventare un’opera d’arte. “Ho partecipato a una residenza d’artista a Cosenza a settembre e prima – spiega Mery – ho fatto una ricerca sui parchi della Calabria. Ho letto della scoperta e della datazione di quest’albero da parte di uno studioso, Gianluca Piovesan. Con l’aiuto di due guide sono riuscita a trovarlo. Il dipinto, 2 metri per 135, è stato inserito in modo digitale nella foto originale, che è di Piovesan. Il mio sguardo pittorico si è inserito nel suo sguardo scientifico”. L’opera, intitolata 1230, è stata donata al Bocs Art Museum di Cosenza. “Quell’albero potrebbe diventare il simbolo della battaglia per la protezione delle foreste”, spiega l’artista.
Mery, autodidatta, dipinge e fotografa da quando aveva 14 anni, due passioni che si sono sempre intrecciate. Ha fatto diverse mostre in Piemonte, a Milano e in Svizzera e ha ricevuto numerosi premi.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Le Monde, troppi visitatori per Gioconda
Il quotidiano, soluzione sarebbe ingresso indipendente al Louvre

PARIGI18 ottobre 201918:36

– Gioconda croce e delizia del Louvre: Le Monde dedica un commento al problema sempre più evidente della folla oceanica che si reca nel grande museo parigino unicamente per sostare davanti al capolavoro di Leonardo. Intasando gli spazi di chi vuole visitare altre sale e rendendo chilometriche le file all’entrata.
“Il pubblico – scrive Le Monde – ha 35.000 opere a disposizione nel museo, ma la stragrande maggioranza ha occhi soltanto per ‘Monna Lisa'”. Queste le cifre del Louvre: 10,2 milioni di ingressi all’anno, il 75% stranieri, 30.000 visitatori al giorno. Cifre spaventose che rischiano “di mettere in pericolo” il museo, creato “per ricevere fra 3 e 5 milioni di visitatori mentre ne ospita il doppio”. La direzione del museo ha provato a rendere obbligatoria la prenotazione, per poi fare dietrofront. Adesso prenotare via web è soltanto “raccomandato”.
Per Le Monde, la “soluzione radicale” sarebbe “dare alla Gioconda uno spazio autonomo, con un ingresso separato”.

Hit parade, in testa due ragazzeSono Giordana Angi seguita da Fabi e Geolier, e Tones and I

18 ottobre 201920:27

– Sono tre new entry a conquistare il podio della classifica Fimi-Gfk degli album più venduti della settimana e due le giovani donne al comando delle hit degli album e dei singoli. Prima nella top ten degli album è la 25enne Giordana Angi con “Voglio essere tua”, nuova raccolta della cantautrice italo-francese sul tema per nulla scontato dell’amore. Dieci i brani che spaziano dal pop al rock contenuti nell’album prodotto da Carlo Avarello e pubblicato da Virgin Records (Universal Music Italia). La Angi ha collaborato con artisti del calibro di Tiziano Ferro e Nina Zilli. In cantiere anche un brano per Laura Pausini.Primo brano nella hit dei singoli è Dance Monkey della cantante australiana Tones and I, uscito a maggio e certificato due volte platino in Australia. Al secondo posto per gli album troviamo Tradizione e Tradimento di Niccolò Fabi, nove tracce prodotte artisticamente assieme a Roberto Angelini e Pier Cortese. Segue Geolier, astro nascente del rap napoletano con l’album d’esordio Emanuele. Scivola dal secondo al quarto posto Testa o croce, dei Modà, seguito da Zero il folle, di Renato Zero, che slitta dalla prima alla quinta posizione. New entry anche sul sesto gradino: Neverland, nuovo album di Mecna & Sick Luke. Settima posizione per la nuova versione di Re Mida (Aurum) di Lazza, seguito da Ultimo con Colpa delle favole (da 28 settimane in classifica) e da Mattoni di Night Skinny. Chiude la top ten il power duo del rap Gemitaiz & Madman, due settimana fa primi con Scatola Nera. Primo per i vinili è Renato Zero con Zero il folle.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dall’11 al 17 ottobre:1) VOGLIO ESSERE TUA, GIORDANA ANGI (VIRGIN UNIVERSAL MUSIC)2) TRADIZIONE E TRADIMENTO, NICCOLÒ FABI (POLYDOR UNIVERSAL MUSIC)3) EMANUELE, GEOLIER (ISLAND UNIVERSAL MUSIC)4) TESTA O CROCE, MODÀ (F&P BELIEVE)5) ZERO IL FOLLE, RENATO ZERO (TATTICA INDIPENDENTE MENTE/ BELIEVE)6) NEVERLAND, MECNA & SICK LUKE (VIRGIN UNIVERSAL MUSIC)7) RE MIDA (AURUM), LAZZA (ISLAND UNIVERSAL MUSIC)8) COLPA DELLE FAVOLE, ULTIMO (HONIRO BELIEVE)9) MATTONI, NIGHT SKINNY (ISLAND UNIVERSAL MUSIC)10) SCATOLA NERA, GEMITAIZ & MADMAN (TANTA ROBA LABEL/ISLAND UNIVERSAL MUSIC)Questa la classifica dei singoli digitali più venduti:1) DANCE MONKEY, TONES AND I (ELEKTRA NEK WMI)2) TI VOLEVO DEDICARE, ROCCO HUNT FEAT. J-AX & BOOMDABASH (RCA RECORDS LABEL SME)3) UNA VOLTA ANCORA, FRED DE PALMA FEAT. ANA MENA (WM ITALY WMI)4) POOKIE (REMIX) AYA NAKAMURA FEAT. CAPO PLAZA (REC. 118 WMI)5) NON AVERE PAURA, TOMMASO PARADISO (ISLAND UNI)Infine, la classifica dei vinili più venduti:1) ZERO IL FOLLE, RENATO ZERO (TATTICA INDIPENDENTE MENTE)2) ABBEY ROAD, THE BEATLES (UNIVERSAL STRATEGIC UNIVERSAL MUSIC)3) TRADIZIONE E TRADIMENTO, NICCOLÒ FABI (POLYDOR UNIVERSAL MUSIC)4) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE WMI)5) NEVERLAND, MECNA & SICK LUKE (VIRGIN UNIVERSAL MUSIC).

Gli eventi per Speciale Premio Strega19/10 speciale apertura Fondazione, 20/10 prima ospite Cibrario

18 ottobre 201919:12

– Apertura straordinaria, il 19 ottobre, della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, sede delle riunioni degli Amici della domenica per la scelta dei finalisti del Premio Strega. E nuovo ciclo di incontri, a partire dal 20 ottobre, dedicato alla letteratura e alle arti contemporanee all’Auditorium del MAXXI di Roma, con i finalisti e il vincitore, Antonio Scurati, del Premio Strega 2019, che prenderà il via con Benedetta Cibrario. Gli incontri sono a ingresso gratuito su prenotazione.
Casa Bellonci a Roma conserva un ingente patrimonio librario e documentario. Composta da circa 24.000 volumi e inserita nel Polo SBN di Roma, la biblioteca rappresenta da sempre un luogo d’incontro e confronto, non solo letterario. Nelle stanze opere di maestri come Campigli, Mafai e Morandi. L’incontro del 19 ottobre dedicato a ‘Le opere d’arte’, sarà con Raffaella Morselli, del Comitato Scientifico della Fondazione Bellonci, Università degli Studi di Teramo. Mentre per ‘Libri al Maxxi – Speciale Premio Strega’, Benedetta Cibrario, autrice del romanzo ‘Il rumore del mondo'(Mondadori) dialogherà con Rossella Sleiter Caracciolo sul senso del limite – geografico e culturale – inteso come impedimento alla realizzazione di sé stessi, con interventi di Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci. Introduce Giovanna Melandri, presidente della Fondazione Maxxi. Seguiranno il 3 novembre Nadia Terranova con Roberto Andò, il 17 novembre Marco Missiroli con Vinicio Marchioni, il 1 dicembre Claudia Durastanti con Nada Malanima e il 15 dicembre il vincitore dell’edizione 2019 Antonio Scurati con Giordano Bruno Guerri.

Bret Easton Ellis, vi racconto ‘Bianco’Lo scrittore, farò un film horror diretto e scritto da me

19 ottobre 201910:32

– BRET EASTON ELLIS, BIANCO (EINAUDI, PP 268, EURO 19,00) Un memoir, un saggio, un libro diverso da quelli a cui l’autore di American Psycho ci ha abituato, ispirato ai monologhi dei suoi podcast. Bret Easton Ellis, l’enfant terrible della letteratura, è tornato in Italia, dieci anni dopo la sua ultima visita, con ‘Bianco’ che esce per Einaudi nella traduzione di Giuseppe Culicchia. Strutturato in 8 capitoli, il libro parte dalla sua infanzia, dall’adolescenza tutta cinema con grandi scorpacciate di film horror, passa attraverso i successi letterari, dall’esordio con ‘Meno di zero’ ad American Psycho e arriva al 2018 passando attraverso i social e il nuovo Easton Ellis. Ma la maggior parte delle 268 pagine di ‘Bianco’ sono occupate dai film che tutti volevano fare negli anni Settanta, tanto che viene da pensare che forse lo scrittore che ha cambiato il modo di concepire la narrativa americana, volesse in realtà fare cinema. “E’ vero”, dice Bret Easton Ellis che mentre scriveva ‘Meno di zero’ pensava sempre “ora finisco questo e poi mi metto a fare cinema. Ma non è andata così perché nella testa avevo altri cinque o sei libri”, racconta e per scriverli non ci sono voluti 10 anni come lui pensava, ma 35. Ma, adesso “finalmente farò il mio film, scritto e diretto da me. Premesso che tutto può andare storto, è l’unico progetto in cui ci sono le persone che ci credono veramente e i soldi veri. Sarà un film semplice, di genere, un horror, che parla di giovani, di mostri e di dipendenza dalla droga. Siamo in una fase di pre, pre produzione” dice Easton Ellis, 55 anni, che indossa una tuta da ginnastica nera e preferisce all’ascensore le scale a piedi. A Roma sarà protagonista, il 20 ottobre, degli Incontri Ravvicinati con Antonio Monda alla Festa del Cinema di Roma e il giorno dopo al Circolo dei Lettori di Torino per ‘Aspettando il Salone’.
Lo scrittore, che si sente “romantico” rispetto a chi fa politica, dice: “Ho sempre pensato che la politica non può risolvere i problemi della condizione umana, è molto più burocratica e pragmatica e quindi essenzialmente portata a controllare e da questo io mi sottraggo”. In ‘American Psycho’ c’è un personaggio ossessionato da Donald Trump. “All’epoca vivevo a Manhattan, frequentavo molti giovani come me e ho constatato personalmente quanti aspirassero ad essere come Trump. Così mi è venuto in mente di metterlo nel libro, però, sia chiaro, non ho il dono della preveggenza. Mai avrei pensato che sarebbe diventato presidente degli Stati Uniti e ho l’impressione che non se ne fosse reso conto nessuno. All’inizio del romanzo cito un pezzo dei Talking Heads in cui dicono: ‘Nessuno è sembrato accorgersi che tutto quanto si stava disfacendo’. E’ quello che penso dei nostri anni Ottanta'” racconta lo scrittore. E precisa: “Nel mio podcast però non lo nomino mai Trump perché non voglio dividere il mio pubblico nel modo in cui è contrapposta l’opinione pubblica americana. Le due parti non fanno altro che strillarsi addosso e nessuno capisce cosa l’altro abbia da dire”. “Mentre facevo i bagagli per venire in Italia c’era la conferenza stampa alla Casa Bianca perché Trump ha ricevuto il vostro presidente Sergio Mattarella e notavo con una certa curiosità come i due sembrassero andare d’accordo. E’ un’immagine” sottolinea.
Lo scrittore fa anche notare che i social media, a cui è dedicata l’ultima parte di ‘Bianco’, “sono per molti aspetti l’unica cosa di cui Trump dispone”, ma “io a questo gioco non voglio giocare. Fino a dieci anni fa era molto divertente, una specie di club di comici, di selvaggio west in cui la gente tirava fuori battute scandalose. Adesso è diventato punitivo”.
‘Bianco’ alla fine “mi ha riattivato qualcosa. Mi è venuta voglia di riprendere in mano il romanzo abbandonato che cito nel libro. Mi torna continuamente in mente, mai come quest’anno.
Allora credo sia il caso che lo scriva e lo faccio dicendo vaffanculo a un mio ragionamento sul senso del romanzo americano oggi. Scrivere un romanzo da molto più piacere che scrivere 40mila sceneggiature” afferma convinto l’enfant terrible.

Inclusione, donne e famiglia per Angelina JolieCon Michelle Pfeiffer protagonista di Maleficent 2

19 ottobre 201910:33

– Entrambe magrissime, belle e anche troppo professionali tanto da risultare algide, distanti. Vere star. Angelina Jolie, 44 anni, e Michelle Pfeiffer, 61 anni, sono le protagoniste di ‘Maleficent 2: Signora del Male’, diretto da Joachim Ronning, in sala dal 17 ottobre con Disney dopo essere stato l’evento speciale di preapertura ad Alice nella Città nell’ambito della Festa del cinema di Roma.
Prodotto dalla Walt Disney Pictures il fantasy, sequel di Maleficent, remake/spin-off del Classico Disney La bella addormentata nel bosco (1959), racconta come l’affettuoso legame tra Malefica (Jolie) e Aurora (Fanning) venga compromesso quando il Principe Filippo (Harris Dickinson) chiede la mano alla ragazza e quest’ultima accetta senza consultarsi con Malefica.
Tutto precipita alla cena di fidanzamento quando la madre di Filippo, Ingrith (Pfeiffer), mostra una natura malvagia del tutto inaspettata e questo in un film in cui è molto forte lo scontro razziale.
“Credo che l’inclusione – ha detto la Jolie in conferenza stampa alla presentazione a Roma – sia estremamente importante.
La prossima generazione sarà ancora più connessa e così questa rinascita dell’odio e della divisione cavalcata oggi dai politici fa parte di una battaglia che non potranno mai vincere.
Il mondo – ha aggiunto – è infatti pieno di diversità e lo sarà ancora di più per i nostri figli e per quelli che verranno”.
La famiglia, sempre per l’attrice figlia d’arte, “non dipende solo dal sangue. Io sono fortunata ad avere tanti figli (ne ha tre adottati e tre naturali) anche perché, devo dire, ho imparato qualcosa da ciascuno di loro”. “Farmi vedere dai miei figli mascherata non è stata una buona idea – ha spiegato la Jolie divertita -. Si sono spaventati. Io che non l’avevo capito subito ho cominciato a inseguirli, ma poi mi sono resa conto del loro terrore così ho cominciato a togliermi il trucco per fargli capire che ero la loro madre”.
Ma ad essere terrorizzati non sono stati solo i figli della Jolie: “Quando l’ho vista la prima volta travestita da Malefica – ha detto la Pfeiffer – sono rimasta scioccata per la sua bellezza e allo stesso tempo terrorizzata. Mi sono chiesta: che farei io se apparisse un essere così nella mia casa?”.
Fare l’attrice? “È una professione molto divertente, ma devi essere anche molto forte per questo lavoro perché il mondo tende a vederti in modo sbagliato. Al Pacino ha detto una volta ai suoi fan: ‘Non mi dovete confondere con i personaggi che interpreto’. Io la penso come lui”.

I Marmi Torlonia in mostra da Roma al mondoAccordo con Mibact anche per Museo. Restauri grazie a Bulgari

19 ottobre 201910:40

– “Si esce storditi da tanta bellezza. Sento parlare di questa collezione da sempre. Erano 70 anni che il pubblico non poteva vederla”. Non nasconde l’emozione il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, uscendo da un primo, riservatissimo, giro nella galleria di opere che alimenterà quella che è già una delle mostre più richieste dai “più importanti musei al mondo”. Si chiamerà The Torlonia Marbles. Collecting Masterpieces, ovvero, la collezione Torlonia, la ‘collezione delle collezioni’, come narrano da sempre gli studiosi, che torna visibile al pubblico, dal 25 marzo 2020 al 10 gennaio 2021, nella nuova sede espositiva dei Musei Capitolini a Palazzo Caffarelli a Roma. Un’esposizione per ora parziale di quell’inestimabile tesoro d’arte che fu la Collezione dei principi, con 96 marmi romani (su 620 opere) raccolti tra il XV al XIX secolo, il progetto scientifico di Salvatore Settis e i contributo di Bulgari per i restauri. Ma che segna la prima tappa concreta dell’accordo tra il Mibact e la Fondazione Torlonia e che dopo un tour nel mondo porterà a un museo permanente per la Collezione a Roma.”Le richieste internazionali sono tantissime. Non potremo accontentare tutti, sarà una scelta dolorosa”, precisa Franceschini, presentando l’accordo insieme al vicesindaco di Roma Capitale Luca Bergamo, Alessandro Poma Murialdo, presidente Fondazione Torlonia, e Jean-Christophe Babin, Ceo Bulgari. “Ci avevano detto ‘non ci riuscirete mai’ – prosegue – Ma grazie a Settis siamo andati dal principe Alessandro. In un colloquio che ricorderò come tra i più affascinanti del mio mandato da ministro abbiamo costruito un percorso. Ora stiamo lavorando anche con il Comune di Roma e la famiglia Torlonia per trovare una sede adatta e per dare a Roma, in un tempo non troppo lungo, una collezione unica”. Sarà dunque la creazione, “anzi il ritorno, del Museo Torlonia. Non lo vedrò prima della fine del mio mandato – sorride Franceschini – ma lo vedrò dopo”. Un’occasione inseguita per decenni “da mio nonno”, dice oggi Alessandro Poma Murialdo, frutto di una collaborazione “non comune tra istituzioni private, pubbliche e famiglia” e che “darà a questa collezione il respiro internazionale che merita. Sarà possibile far girare opere archeologiche con provenienza fuori da ogni dubbio”.Accuratissimo il lavoro di ricerca intorno a ogni opera della mostra, curata da Settis con Carlo Gasparri, archeologi e accademici dei Lincei e con l’organizzazione di Electa. “Le opere vogliamo farle riconoscere, più ancora che conoscere, perché finora sono note solo attraverso fotografie”, spiega l’archeologo. Ultima delle grandi collezioni principesche di Roma, con il suo primo nucleo già all’inizio dell’800, la Collezione Torlonia, “per me la più importante dopo il tesoro di Tutankhamon”, confessa Jean-Christophe Babin, con la mostra diventa così l’occasione per un viaggio indietro nel tempo. “Sarà come entrare in una stanza del vecchio museo Torlonia – prosegue Settis – ripercorrere la storia della collezione e del collezionismo in Italia, dal 1880 fino al ‘400”, tra busti e sarcofagi che raccontano di luoghi e momenti storici come Villa Albani o la collezione Giustiniani. L’ultima delle cinque sezioni si ricongiungerà all’esedra dei bronzi e del Marco Aurelio dei Musei Capitolini, sottolineando il nesso fra gli inizi del collezionismo privato di antichità e la donazione al Comune da parte di Sisto IV nel 1471. Il tutto, chiosa il vicesindaco Bergamo, “nel nuovo spazio espositivo Caffarelli, nel cuore del Campidoglio, chiuso nel 1965 per difficoltà di manutenzione. Oggi, con un lavoro importante della sovrintendenza capitolina, torna disponibile ed entra a pieno effetto del sistema dei Musei Civici”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Mademoiselle Privé, Chanel a Tokyo
Lusso e profumi, viaggio nella maison di rue Cambon

19 ottobre 201912:46

– Dopo Londra, Seul, Hong Kong e Shanghai, la mostra su Chanel, annunciata da un breve film di Sofia Coppola, conquista Tokyo. “Mademoiselle Privé”, queste due parole appaiono sulla porta che conduceva allo studio di creazione di Gabrielle Coco Chanel al terzo piano in 31 rue Cambon, a Parigi. Oggi è il nome dell’esposizioni sul mondo della maison francese, sulla sua haute couture, sull’alta gioielleria e sul suo più iconico profumo, Chanel N.5. La quinta tappa della mostra che ha sede nella B&C Hall- Tennoz a Tokyo (19 ottobre- 1 dicembre) è un viaggio nell’appartamento di Coco Chanel, a rue Cambon 31. Articolata in cinque sezioni disposte su due piani, ognuna basata su una parte emblematica dell’appartamento corrispondenti ad un ambiente cromatico, la mostra mescola affreschi grafici con sagome di alta moda create da Karl Lagerfeld e Virginie Viard, esaltate dal capi Chanel Métiers d’art e dall’alta gioielleria.

Watchmen, dalla graphic novel alla tvSu Sky Atlantic, cast guidato da premi Oscar Irons e Regina King

19 ottobre 201919:53

– Quis custodiet ipsos custodes? Chi sorveglierà i sorveglianti stessi? E’ ambientata in una realtà alternativa, senza Internet e senza smartphone, Watchmen, la nuova serie firmata da Damon Lindelof e ispirata all’omonima, rivoluzionaria graphic novel di Alan Moore e Dave Gibbons, al debutto il 21 ottobre su Sky Atlantic alle 3 della notte fra domenica e lunedì, per essere poi proposta in prima serata dal 28 ottobre nella versione in italiano.Un autore di culto, un materiale di partenza con generazioni e generazioni di fan, un cast all-star guidato dai premi Oscar Regina King e Jeremy Irons, dosi massicce di black humour, un’elettrizzante colonna sonora a cura di Trent Reznor e Atticus Ross (entrambi premio Oscar per The Social Network) e spettacolari scene d’azione fanno di ‘Watchmen’ uno dei prodotti più ambiziosi e attesi dell’anno. Dopo Lost e The Leftovers, la nuova serie targata Hbo è ambientata circa trent’anni dopo la fine del fumetto. Siamo a Tulsa, Oklahoma, in un 2019 alternativo: la tecnologia si è sviluppata in modo diverso: non esistono cellulari né Internet, solo cercapersone che squillano con il suono spartano di un bip, però è possibile risalire al proprio albero genealogico in poche mosse. Il presidente degli Stati Uniti è Robert Redford, eletto nel 1992 e ancora in carica; i supereroi sono fuorilegge e la polizia è una squadriglia di vigilanti che opera a volto coperto. Quella che Lindelof ha immaginato per la sua serie tv è una storia che prende le mosse da quella raccontata da Alan Moore nel 1986, collocata nel medesimo universo narrativo e presentata ai fan dell’omonima graphic di culto e a un pubblico tutto nuovo. La storia segue un gruppo di “supereroi” estremamente umani, alle prese con problemi personali e questioni etiche. Una storia inedita, che ha luogo qualche decennio dopo le avventure del Dottor Manhattan e degli altri controversi supereroi e che vede protagonisti personaggi vecchi e nuovi, interpretati da un cast di stelle di prima grandezza. Se Jeremy Irons interpreta un personaggio già noto ai fan delle tavole di Moore e Gibbons, Regina King presta voce e volto alla detective Angela Abar, della polizia di Tulsa.Tre anni dopo la cosiddetta Notte Bianca – un sanguinoso attacco ideato e messo a segno dai suprematisti bianchi contro le forze dell’ordine e le loro famiglie – i poliziotti sono costretti a coprirsi il volto con delle bandane gialle per proteggere la loro identità, mentre il Settimo Cavalleria, il gruppo terroristico dietro la strage i cui membri indossano maschere raffiguranti le “macchie” di Rorschach, vive nascosto nell’ombra. Legati da quel tragico avvenimento, Angela Abar e Judd Crawford, il capo della polizia di Tulsa interpretato da Don Johnson (Miami Vice, Django Unchained, Knives Out), uniranno le forze per investigare su una sparatoria che potrebbe preludere a una nuova ondata di attacchi ad opera dei suprematisti. Intanto, Laurie Blake (Jean Smart – Fargo, La mia vita a Garden State), fredda e distaccata agente dell’Fbi dal passato glorioso, arriva in città per indagare su un altro macabro caso di omicidio. Nel cast anche Tim Blake Nelson, Louis Gossett Jr. Yahya Abdul-Mateen II, Tom Mison, Sara Vickers, Andrew Howard, Jacob Ming-Trent e Dylan Schombing.

Enrico Ianniello e Teatri Uniti in CoreaProtagonisti alla XIX Settimana della lingua italiana di Seoul

NAPOLI19 ottobre 201914:21

– L’attore Enrico Ianniello ed i Teatri Uniti di Napoli saranno protagonisti, il 24 e 25 ottobre, alla XIX Settimana della lingua italiana nel mondo organizzata in Corea dall’Istituto Italiano di Cultura di Seoul. Due gli appuntamenti che impegnano gli artisti napoletani nella capitale asiatica. Si comincia giovedì 24 con “Isidoro” il reading che Enrico Ianniello trae dalle pagine del suo primo, pluripremiato, romanzo “La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin” (ed.
Feltrinelli, Premio Campiello-Opera Prima nel 2015), recentemente tradotto e stampato in coreano, che, dal riso alla commozione, ci porta in uno strambo paesino del Sud Italia e nel mondo di un ragazzino molto speciale, nato con una dote unica: fischia come un merlo.
Sempre a Seoul ma alla CGV Myeong-dong cine Library, venerdì 25 il produttore Angelo Curti introdurrà alla visione del film documentario “Il Teatro al lavoro” per la regia di Massimiliano Pacifico con Toni Servillo.

Rumori fuori scena, successo a teatroSpettacolo diverte pubblico del Carignano. Dal 27/1o in tournee

TORINO19 ottobre 201915:39

– Successo al Teatro Carignano per Rumori fuori scena, commedia dello scrittore e drammaturgo inglese Michael Frayn, che il direttore artistico dello Stabile di Torino, Valerio Binasco, ha scelto per inaugurare la nuova stagione. Da lunedì 7 ottobre, giorno del debutto in prima nazionale, lo spettacolo – in cui Binasco, oltre a curare la regia, recita – continua a riempire la sala e a divertire il pubblico. Accanto a Binasco recita un grande cast: Milvia Marigliano, Francesca Agostini, Fabrizio Contri, Andrea Di Casa, Giordana Faggiano, Elena Gigliotti, Nicola Pannelli e Ivan Zerbinati.
Vero cult comico, Rumori fuori scena – che ha debuttato a Londra nel 1982 – racconta in tre atti le vicende di una scalcagnata compagnia teatrale alle prese con le prove di uno spettacolo. Una vera macchina di risate che permette al pubblico di sbirciare dietro le quinte, tra equivoci, ripicche, rivalità, tensioni, tresche amorose, crisi di nervi. Dopo il 27 ottobre, ultima replica, lo spettacolo andrà in tournée.

A Napoli le Lamentationes HieremiaeDirette da Walter Testolin inaugurano stagione Pietà de’Turchini

NAPOLI19 ottobre 201915:40

– Le “Lamentationes Hieremiae”, capolavoro cinquecentesco del compositore napoletano Fabrizio Dentice, inaugurano a Napoli la 22/a stagione musicale della Fondazione Pietà de’ Turchini. Saranno eseguite sabato 26 ottobre, insieme con composizioni di Carlo Gesualdo, Giovanni Maria Trabaci e Ascanio Mayone, nello spazio della Chiesa di Santa Caterina da Siena, dall’Ensemble De Labyrintho diretto da Walter Testolin.
“Guardando alle radici e al passato – sottolinea Mariafederica Castaldo, presidente e direttore artistico della Pietà de’ Turchini – ma con occhi rivolti alla contemporaneità, la stagione si articolerà in 20 appuntamenti fino a giugno 2020.
Pagine di Dentice, Gesualdo, Vinci, Alessandro e Domenico Scarlatti, Pergolesi, si alternano a pagine di Vivaldi, Ziani, Bach, Händel, Beethoven, Neuling, Hummel, Raga Yaman, Marais, Forqueray, Dowland, Purcell, Lindmark, fino a David Bowie e ai Beatles”.

Premio Sepe, testimonianza di valoriCasillo,Manzo,Sangiuliano.Riconoscimento speciale a prete croato

NAPOLI19 ottobre 201915:55

– “Il premio è un richiamo a valori di cui abbiamo bisogno. Queste persone testimoniano attraverso la loro vita la volontà di superare gli ostacoli. A Napoli sono tante le eccellenze, le persone che hanno saputo superare le difficoltà e riaffermare i valori diventando maestri di vita per i giovani”. Lo ha detto l’arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, alla cerimonia di consegna del ‘Premio Sepe 2019’ promosso dal Movimento cristiano lavoratori. Vincitori di questa edizione sono Benedetto Casillo, Gennaro Sangiuliano, direttore del Tg2, e Amedeo Manzo, presidente della Bcc. Un riconoscimento speciale è andato al prete croato Franjo Topic, per la tutela dei cattolici nei Balcani.
La consegna si è svolta a margine di un convegno sul Sud al quale ha partecipato il presidente nazionale Mcl, Carlo Costalli. Un tema rispetto al quale, secondo Michele Cutolo, presidente provinciale Mcl, “è necessario invertire la tendenza attraverso una grande formazione e una prospettiva di fiducia e di ottimismo”.

Nick Cave, a giugno due date in ItaliaIl 9 al Mediolanum Forum e l’11 a Roma

19 ottobre 201916:17

– Nick Cave and The Bad Seeds hanno annunciato un tour tra Europa e Regno Unito per la primavera 2020 che toccherà anche l’Italia per due date: il 9 giugno l’appuntamento è al Mediolanum Forum di Assago, l’11 giugno all’Auditorium Parco della Musica di Roma.
Considerati tra i migliori performer live al mondo, Nick Cave & The Bad Seeds suoneranno in 19 paesi, compresi 6 concerti nel Regno Unito.

L’Opera di Roma in Qatar e ArabiaConcerti a Doha il 22 ottobre e a Riyad il 25 e 26

19 ottobre 201916:28

– Il Teatro dell’Opera di Roma prende parte alle celebrazioni della Settimana della lingua italiana nel mondo con i concerti a Doha in Qatar il 22 ottobre e nel quartiere diplomatico di Riyad in Arabia Saudita il 25 e 26 ottobre, in collaborazione con le ambasciate italiane nei due Paesi. L’omaggio alla nostra lingua è affidato per l’occasione ai talenti di “Fabbrica” Young Artist Program che la celebreranno nei concerti di arie d’opera, la tradizione musicale più importante del nostro Paese ed emblema dell’Italia in tutto il mondo. Il programma propone arie da opere di Verdi, Puccini, Mascagni e Bellini. Ad interpretarle saranno Erika Beretti (soprano) e Irida Dragoti (mezzosoprano), accompagnate al pianoforte da Edina Bak. Le artiste provengono dalle prime due edizioni di “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma, il progetto nato nel 2016 e rivolto a favorire la trasmissione di sapere e la promozione di nuovi talenti nel campo dell’opera lirica.

Ali, grave Amazon abbia prima libro VoloMondadori, “Non sappiamo come sia potuto accadere”

19 ottobre 201916:47

– Fabio Volo pubblica, il 18 ottobre sul suo profilo Instagram, una storia che annuncia che il suo nuovo libro, ‘Una gran voglia di vivere’ (Mondadori) sarà ufficialmente il libreria il 22 ottobre, ma è già disponibile e consegnato da Amazon al cliente che l’ha ordinato. Insorge l’Associazione Librai Indipendenti-Ali Confcommercio: “Il fatto è estremamente grave” e chiama in causa Mondadori: “E’ del tutto evidente che Amazon ha consegnato il libro perché a sua volta l’ha già ricevuto dall’editore Mondadori, mentre alle librerie verrà consegnato nella giornata del 22” afferma l’Ali Confcommercio.
Mondadori replica: “Non sappiamo come sia potuto accadere, ma di certo non è dipeso da noi. Sappiamo che il lavoro dei librai è fondamentale: proprio per questo, parlando di Fabio Volo, abbiamo organizzato un tour in più di 30 librerie in tutta Italia”. “Su Amazon, così come in tutti gli store online, il libro è disponibile da martedì 22 ottobre, data di uscita dell’hardcover e dell’e-book” sottolinea l’editore.

Il premio ‘Scrivere per amore’ a BomannPer il romanzo d’esordio ‘L’ora di Agathe’

VERONA19 ottobre 201919:05

– Va alla scrittrice e poetessa danese Anne Cathrine Bomann, per “L’ora di Agathe” (Iperborea) il premio letterario internazionale “Scrivere per Amore”, promosso a Verona dal Club di Giulietta per celebrare la scrittura che racconta il legame amoroso. “La scrittura semplice ma profonda di Bomann trasporta il lettore nell’intimità dei personaggi, senza mai perdere di vista le loro contraddizioni e le loro fragilità – è la motivazione della giuria, presieduta dalla scrittrice Michela Marzano -. Bomann racconta le persone che ci sorprendiamo a diventare quando qualcuno si affaccia inatteso nella nostra vita. Racconta un incontro improbabile e unico, in cui la verità soggettiva emerge nel momento in cui,venute vie le maschere e la finzione, ognuno impara a guardare se stesso e a riconoscersi:condizioni necessarie per l’emergere dell’amore”. Bomann, 36 anni, vive a Copenaghen ed è al suo romanzo d’esordio: “L’ora di Agathe” è un vero caso alla London Book Fair, che ha lanciato il libro tradotto poi in 15 Paesi.

In mostra Polittico Monte S. PietrangeliRestauro live per 10 mesi. Opera a Fano, poi Roma e Senigallia

FANO (PESARO URBINO)19 ottobre 201920:19

– Dopo quasi un anno di restauro torna al suo massimo splendore il polittico “Madonna con bambino, Santi e Apostoli”, recuperato dalla chiesa di San Francesco a Monte San Pietrangeli (Fermo), resa inagibile dal terremoto del 2016. L’opera, la cui attribuzione definitiva è tuttora incerta, risale ai primi del Cinquecento e sarebbe stata dipinta da più mani: di certo fu commissionata a Vittore Crivelli dai Minori conventuali di Osimo per la loro chiesa di San Francesco e terminata da Giuliano Da Fano o da Ottaviano Dolci. Dopo la conclusione dell’intervento, è esposta Fano nella Pinacoteca di San Domenico, dove per circa 10 mesi (è stata trasferita a gennaio 2019) hanno lavorato restauratori e gruppo diagnostico della Scuola di Conservazione e restauro dell’Università di Urbino sotto la direzione di Laura Baratin e la supervisione dello storico dell’arte Claudio Maggini per la Soprintendenza delle Marche. Lì’opera resterà a Fano fino al 22 novembre, poi sarà a Roma e a Senigallia.

Festa Roma, Murray tra ritardi e ironiaAppello ai romani, amate la vostra città. Ma non si fa tradurre

ROMA19 ottobre 201920:50

L’intemperante, imprevedibile, eclettico Bill Murray, sempre un po’ ‘Ghostbuster’, a Roma preferisce il pigiama ai premi. Forfait nel pomeriggio per l’incontro stampa ristretto con i giornalisti (“è ancora in pigiama in albergo” dice imbarazzato il direttore artistico Antonio Monda) e in grande ritardo in serata (40 minuti) nella sala Sinopoli per ricevere il premio alla carriera della Festa di Roma dalle mani di Wes Anderson, ovvero il regista che più di ogni altro ha contribuito a renderlo un’icona.
E non finisce qui. Murray impedisce all’interprete, Olga Fernando, di tradurre domande e risposte. Alla fine recita solo se stesso, ricordando parte della sua carriera come quando sul set di Moonrise Kingdom di Anderson “lavoravamo come pazzi e mangiavamo solo a mezzanotte”. Alla fine un singolare appello dedicato alla città: “Roma è una città bellissima, ma la parte più bella della sua storia l’hanno fatta gli altri, quelli che sono venuti prima. E i romani oggi devono avere cura di questa città, amarla”.

Ghini, la violenza del mondo del calcioProtagonista del film di Vincenzo Marra ‘La volta buona’

20 ottobre 201911:37

– Un personaggio “alla canna del gas”, che appartiene ai bassifondi del mondo del calcio, di cui ‘La volta buona’ “riflette alcune violenze, come quelle che subiscono i calciatori bambini. Temi difficili ma di cui bisogna parlare, senza paura”. Lo dice Massimo Ghini sul suo personaggio nell’intenso film di Vincenzo Marra, che debutta alla Festa del Cinema di Roma in Alice nella città – Panorama Italia, per poi uscire più avanti con Altre storie. Ghini è Bartolomeo, procuratore sportivo in disgrazia, senza troppi scrupoli e coperto di debiti, che accetta l’invito dell’amico Bruno (Max Tortora) ad andare da lui in Uruguay, per conoscere Pablito (l’argentino 11enne Ramiro Garcia, che gioca nella Roma Calcio a 5), baby calciatore talentuosissimo che potrebbe sfondare nel calcio italiano. Bartolomeo porta il bambino in Italia, ma il viaggio e il sogno si complicano e l’uomo si trova a dover fare, tra personaggi più cinici e spietati di lui, scelte morali per cui non è preparato.

Spaak, torno con un ruolo straordinarioL’attrice interpreta una malata di Alzheimer nel film La vacanza

19 ottobre 201910:41

– Un’ex magistrato che lotta contro l’Alzheimer, al quale sta cedendo parti della sua vita. E’ Carla, interpretata da Catherine Spaak nel film La vacanza di Enrico Iannaccone, presentato in Panorama Italia ad Alice nella città e in sala a marzo 2020 con Adler Entertainment. Il film ruota intorno al legame immediato e profondo che si crea, durante una ‘gita’ di qualche giorno al mare, in autunno, fra la protagonista e Valerio (Antonio Folletto), giovane proprietario di uno stabilimento balneare, che lotta con un disturbo bipolare.”Non giravo un film da diversi anni, le proposte che ho ricevuto erano tutte molto banali: nonne, mamme, nessuna originalità o ricerca di qualcosa non ovvio – spiega Catherine Spaak in conferenza stampa -. Preferivo lasciare un buon ricordo, piuttosto che un brutto personaggio. Quando è arrivato Enrico e ho letto la sceneggiatura, sono stata onorata. E’ veramente un ruolo straordinario, gli sono grata per avermelo offerto”. Il film, prodotto da Mad Entertainment e Big Sur con Rai Cinema, svela pian piano il perché di quella breve vacanza e il ruolo di un conoscenza comune, Anneke (Veruschka); il racconto pesca nel passato di Valerio e nel presente di Carla, che sa comprendere e placare la rabbia e il dolore del giovane uomo. Nel cast, fra gli altri, anche Carla Signoris, nel ruolo della cognata di Carla. La storia “nasce da un forte interesse che ho nel vedere come diversi squilibri possano danzare fra loro con grande eleganza – spiega il regista, qui alla sua opera seconda -. Il succo qui è nel rapporto tra Valerio e Carla, e nel modo in cui affrontano le loro battaglie”.A Catherine Spaak è servito, nel costruire il ruolo, “aver conosciuto persone che stavano perdendo la memoria e il senso della realtà. Mi è capitato di visitarle più volte in case di riposo per anziani, molto prima che mi arrivasse la proposta di questo film. Allora mi sono fatta moltissime domande, ad esempio come reagissero vedendo i loro cari, venuti a trovarli, andare via. E’ un pensiero che mi ha riportato a quando ero bambina, in collegio, alla sensazione di disperazione e dolore che provavo vedendo andar via mia madre. Ma in realtà negli occhi di quegli anziani non ho trovato gli stessi sentimenti, erano tranquilli, molto sereni. La nostra idea di quello che possono provare è spesso completamente diversa dalla realtà”. Per Folletto “il lavoro è stato anche molto fisico, basato su quello che sentiva Valerio, il disagio che lo attraversa, dallo stomaco alla gola. Poi con Catherine è venuta fuori una grande complicità”. Carla Signoris racconta Michela come “un personaggio assolutamente positivo nell’approccio con la malattia. Carla le ha fatto in qualche modo da madre, ed ora è lei a fare da madre a una donna che si sta allontanando dalla vita, mi ritrovo in lei – spiega -. Con Catherine è scattato subito un bel legame, ci siamo trovate e riconosciute”.

Jones e Redmayne tra le nuvole’The Aeronauts’, l’avventura da record in mongolfiera del 1862

18 ottobre 201920:17

– Erano già stati una coppia nel film La teoria del tutto, nei panni del grande scienziato Stephen Hawking e di sua moglie Jane. Ora Eddie Redmayne (che per la sua performance nei panni di Hawking ha vinto l’Oscar) e Felicity Jones si ritrovano partner per raccontare una straordinaria avventura scientifica in pallone realizzata nella Londra vittoriana, in The Aeronauts di Tom Harper, presentato nella selezione ufficiale della Festa del cinema di Roma.Il film, coprodotto da Amazon Studios, mette in scena la reale impresa compiuta dal meteorologo e astronomo James Glaisher (Redmayne), nel 1862, a bordo di una mongolfiera con cui raggiunse l’altezza record di oltre 11 chilometri, rischiando di morire nella discesa a terra. Viene però totalmente riscritta la storia, con il personaggio fittizio di Amelia Wren (Jones). Per quanto sia ispirata a reali pioniere del volo in mongolfiera come la francese Sophie Blanchard e l’inglese Margaret Graham, a fianco di Glaisher nel suo volo da record c’era un uomo, suo abituale collaboratore nelle rilevazioni scientifiche in pallone, l’aeronauta Henry Tracey Coxwell, che viene totalmente omesso dal racconto. Una scelta narrativa che ha fatto storcere il naso al responsabile della Biblioteca della Royal Society, ma che offre a Felicity Jones un altro ruolo di spessore in cui brillare: la sua Amelia Wren è un’eroina molto umana, che lotta con il lutto per la morte del compagno di avventure e marito (anche qui ci si ispira a un fatto reale, la tragica scomparsa del marito di Sophie Blanchard) per lanciarsi in un nuova sfida e a riconciliarsi con il volo, insieme a Glaisher. Lo scienziato è intenzionato a raccogliere dati per rafforzare la sua teoria, poco considerata dai colleghi scienziati, che sia possibile prevedere i cambiamenti climatici. Tuttavia una volta in volo con Amelia, fatica a capire quando il rischio diventi troppo grande.Il film, oltre all’ottima recitazione degli attori (fra i quali Tom Courtenay nei panni del padre di James Glaisher) ha come valore aggiunto le spettacolari riprese aeree del volo in mongolfiera con i protagonisti che hanno eseguito di persona molte delle scene più impegnative a bordo. “Pensavo sarebbe stato un tranquillo film in costume, ma si è rivelato una versione vittoriana di The Revenant. L’ho amato – ha detto Felicity Jones in un’intervista -. Questo è un sogno per me, è quanto ho voluto fare per tutta vita, un po’ di pandemonio”.

Mollami, tra dolore e fantasiaLa fragilità adolescenziale nell’esordio di Matteo Gentiloni

18 ottobre 201920:22

– Smarrirsi nel senso di colpa, nascondersi nell’illusione fuggire dal dolore, e poi trovare il coraggio di crescere e vivere la realtà: colpisce il tocco lieve e il delicato equilibrio tra dramma e commedia con cui il regista Matteo Gentiloni affronta la fragilità adolescenziale nel suo primo lungometraggio dal titolo “Mollami”, presentato  ad Alice nella Città, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma. Il film, una produzione originale di Sky e Italian International Film, sarà in onda su Sky Cinema Uno il 24 novembre in prima serata: al centro della storia c’è Valentina (Martina Gatti), diciassettenne sola e problematica che fin da bambina convive con il senso di colpa per la scomparsa del fratello, morto dopo essersi tuffato da una scogliera per una sfida con lei.Da allora non riesce a liberarsi di Renato, un pupazzo immaginario blu di due metri all’apparenza dolce e tenero ma che le ricorda continuamente la tragedia del fratello e le sue responsabilità. Per questo, la ragazza ‘anestetizza’ la sua mente con la PCP, un oppiaceo derivato dalla morfina. In questo quadro si inserisce Antonio (Alessandro Sperduti), giovane praticante sfruttato e sottopagato dal padre di Valentina, noto avvocato della Capitale, che da lui riceve un incarico difficile: allontanare la ragazza da Roma per portarla in un centro di disintossicazione dopo che lei ha diffuso intenzionalmente un proprio video hard ormai diventato virale. Dal disagio all’incomunicabilità tra genitori e figli, dai traumi psicologici alle dipendenze alla forza di riprendersi dalla sofferenza emotiva, in questo road movie sono tanti i temi che si mescolano, in una commedia divertente e amara di “formazione” destinata ai ragazzi ma non solo. Credibile, delicato ma anche cattivo e cinico, il film non banalizza le questioni affrontate ma ne svela la complessità che viene resa più accessibile anche usando la fantasia e il sorriso.Convince dunque l’esordio del ventisettenne Gentiloni che, per rivolgersi ai ragazzi della sua generazione, ha evitato il linguaggio giovanilistico a tutti i costi in favore di un approccio più maturo. “Avevo il desiderio di esordire con un film di formazione che avesse un copione audace, in una confezione mainstream ma con temi d’autore”, dice il regista, sottolineando quanto il tono del film “cambi naturalmente per esigenza del racconto: si ride ma poi non si può non affrontare il dolore”. Nel film Gentiloni ha avuto una grande libertà di espressione, anche nell’uso di un linguaggio che osa interagendo molto con lo spettatore, oltre al tocco di fantasy dato dalla scelta di creare il pupazzo Renato, perfettamente realizzato dalla Factory Makinarium e doppiato da Neri Marcorè. Da sottolineare la presenza di due attori d’esperienza come Gian Marco Tognazzi nel ruolo del padre cinico e assente e soprattutto di Caterina Guzzanti in quello difficilissimo della madre, che dopo il lutto, abbandona marito e figlia per rifarsi una vita lontano da tutto e tutti: “è bastato solo un provino per scegliere Caterina: guardandola hanno pianto tutti. Era per lei il ruolo della madre nel film”, dice Gentiloni, “in poche scene è stata capace di dire tutto”.

Bar Giuseppe, storia di accoglienzaGiulio Base racconta l’eterno destino degli esiliati

18 ottobre 201920:08

– Quando al protagonista di ‘Bar Giuseppe’, film scritto e diretto da Giulio Base, appunto barista e gestore di una pompa di benzina, chiedono chi sceglierebbe come aiuto per il suo lavoro ora che è rimasto vedovo, risponde soltanto: “Prenderei tutti”. E se si considera che hanno bussato alla sua porta per il lavoro tutti extracomunitari, si capisce bene lo spirito di quest’uomo di nome Giuseppe (Ivano Marescotti) che, tra l’altro, fa il falegname come hobby. La prescelta sarà Bikira, sbarcata da poco dall’Africa, che viene appunto assunta come cameriera nel bar.
Ma i due, nonostante la differenza di età, si innamorano creando grosso scandalo nel paese e suscitando l’ostilità dei due figli maschi di Giuseppe. Il film, presentato nella sezione Riflessi della 14/a Festa del Cinema di Roma, vede il ritorno dietro la macchina da presa di Base dopo ‘Il banchiere anarchico’.
“L’onda che mi ha sospinto verso l’eterna scintilla della novella di Giuseppe e della sua sposa è il loro essere migranti” ha spiegato Base.

Riparte Villerupt, testimonial PapaleoOttanta film e un focus su Mario Monicelli

9 ottobre 201915:57

– Sono circa ottanta i film sparsi nelle varie sezioni (Concorso, Panorama, Documentari, Eventi Speciali e Retrospettiva) della 42/a edizione del Festival del Cinema Italiano di Villerupt (25 ottobre-11 novembre). Al centro di questa edizione, il Focus sulla Basilicata con dieci opere selezionate in collaborazione con Lucana Film Commission, che a vario titolo ha sostenuto la loro realizzazione.
Testimonial perfetto della new wave artistica della regione, Rocco Papaleo, a cui andrà il premio speciale della Città di Villerupt. Nella sezione dedicata alle retrospettive di grandi maestri, quest’anno al critico Mario Sesti è affidata La carte blanche su Mario Monicelli. Accompagna la retrospettiva del regista viareggino una grande mostra fotografica sui suoi set con immagini provenienti dagli archivi del Centro Cinema Città di Cesena.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

La famiglia cinese secondo Lulu Wang
‘The Farewell. Una bugia buona’, in sala dal primo gennaio

19 ottobre 201920:03

– La famiglia in Cina ha una marcia in più, specie se a raccontarla è Lulu Wang. Ma il secondo film della regista, ‘The Farewell. Una bugia buona’ (titolo provvisorio), passato alla Festa del Cinema di Roma e in sala con la Bim dal primo gennaio, ha anche altri meriti. Tra questi sicuramente quello di raccontare un Paese, come la Cina, dove stride sempre più il confronto tra tradizione e modernizzazione, mettere a confronto Oriente ed Occidente e affrontare, infine, anche il tema della morte e della malattia. Ma sempre con malinconica ironia, in commedia.Protagonista del film e suo vero motore Billi (Awkwafina), ragazza molto smart in cerca di lavoro, nata in Cina e cresciuta negli Stati Uniti, esattamente a New York. Quando la sensibile Billi scopre che l’amata nonna, Nai-Nai (una grandissima Zhao Shuzhen), rimasta in Cina, ha solo poche settimane di vita, in cuor suo si dispera. In famiglia questa ferale notizia è nota ormai a tutti, ma di comune accordo si è deciso di tenere nascosta la verità alla diretta interessata per farle vivere serenamente i suoi ultimi giorni. Così, con l’espediente di un matrimonio da celebrare in fretta e furia, tutta la famiglia – chi dall’America, chi dal Giappone – si riunisce a casa di Nai-Nai, a Changchun. Una rimpatriata nel passato da parte di Billi in una città ormai a lei sconosciuta. Unica certezza, invece, la famiglia, con le sue pazzie, rituali ed affetti. Al centro di questa ovviamente c’è Nai-Nai, una vera e propria matriarca, una donna prepotente e dolce. Intorno alla sua ingombrante figura, che diventa il simbolo di una cultura incontaminata, si raccoglie tutta la famiglia a cui è comune il segreto della sua malattia. La domanda è: cosa è giusto, nasconderle la verità della sua imminente morte o comunicargliela?A un certo punto lo zio di Billi, che vive in Giappone, dice la sua sulla differenza nella percezione della morte tra Oriente ed Occidente. “In Oriente – sottolinea – una persona è parte di un tutto e conta più questo della sua stessa individualità, così sta a noi prenderci il peso del dolore della sua scomparsa e non dire niente a lei”. “Non mi riconosco in queste persone che hanno romanticismo verso la patria – dice la regista di questo film molto autobiografico che, tra l’altro, ha vinto il premio del pubblico al Sundance -. Ogni volta che torno in Cina, mi sento più americana che mai, quindi è questa la vera domanda: ‘Beh, dov’è davvero casa?’ Il fatto è che noi la cerchiamo sempre e non ci inseriamo mai completamente nei luoghi in cui ci ritroviamo”.

Jane Fonda in manette, mi ispiro a GretaIcona del no a guerra in Vietnam,a 81 anni torna a ‘disobbedire’

19 ottobre 201916:25

– WASHINGTON

– “Greta Thunberg mi ha davvero colpita”, così Jane Fonda rivela perché è tornata nelle fila della disobbedienza civile, impegnandosi in prima persona per il clima, cinquant’anni dopo essere arrestata per una protesta. Nota per la sua storica opposizione alla guerra in Vietnam, l’attrice il 18 ottobre manifestava davanti a Capitol Hill ed è stata una delle 17 persone arrestate con l’accusa di dimostrazione illegale. In manette anche l’attore Sam Waterston.
“La prossima settimana – ha detto in un’intervista all’Ap -, ci concentreremo sugli oceani e verrà arrestato Ted Danson, che ancora non è stato mai fermato. Mi sto trascinando dietro i miei amici”.
Fonda, oggi ottantunenne, era stata arrestata e poi rilasciata già venerdì scorso. Ieri indossava lo stesso cappotto rosso di una settimana fa, mentre il basco questa volta era nero. L’attrice ha spiegato che punta ad essere arrestata ogni venerdì per sostenere la battaglia per una riduzione urgente del consumo di combustibile fossile.

The Irishman, esce libro diventato film24 ottobre per Fazi Editore, il 21 proiezione a Festa di Roma

19 ottobre 201917:07

– Uscirà il 24 ottobre, per Fazi Editore, il libro ‘The Irishman’ di Charles Brandt da cui Martin Scorsese ha tratto l’omonimo film capolavoro che verrà proiettato, il 21 ottobre in anteprima italiana, alla Festa del Cinema di Roma, alla presenza del regista. Pubblicato nella traduzione di Giuliano Bottali e Simonetta Levantini, il libro racconta uno dei più grandi misteri della storia statunitense, la scomparsa del leggendario sindacalista Jimmy Hoffa, in uno straordinario viaggio attraverso i segreti del crimine organizzato, i suoi meccanismi interni, le rivalità e le connessioni con la politica. L’autore del libro, il procuratore Charles Brandt, ha incontrato lo spietato sicario della mafia Frank Sheeran, detto L’Irlandese, raccogliendo le sue confessioni sui crimini commessi, tra cui l’omicidio di Hoffa. Il capitolo conclusivo, scritto dopo la morte di Sheeran, contiene rivelazioni e prove inedite sulla morte di Hoffa e sul coinvolgimento della mafia nell’assassinio dei Kennedy.

Downton Abbey, affresco di un’epoca di persone d’onoreFilm da serie cult a Festa Roma, esce il 24. Verso nuovo sequel

19 ottobre 201920:03

– “In tempi di Brexit, in cui abbiamo leader ai quali sembra mancare la dignità, è rassicurante rifugiarsi nell’epoca di Downton Abbey, fra uomini e donne d’onore con tradizioni e valori”. Parola di Jim Carter, interprete di uno dei personaggi più amati del racconto, il maggiordomo Carson, che ritroviamo nella trasposizione cinematografica/sequel diretta da Michael Engler della serie brit cult, al debutto italiano nella selezione ufficiale della Festa del Cinema di Roma e in sala dal 24 ottobre con Universal.Tornare insieme “è stata come una grande riunione di famiglia, è un po’ come se non ci fossimo mai lasciati. Rifare tutto per il grande schermo è stato un privilegio, come l’accoglienza che stiamo ricevendo” spiega Michelle Dockery (l’indomita Lady Mary Talbot) e non è escluso che il racconto prosegua. “C’è già fra noi la febbre per un nuovo sequel, chi lo sa – aggiunge l’attrice -. Se la gente continua a mantenere il proprio entusiasmo, un altro film è possibile”. In effetti la trasposizione sta confermando l’affetto globale per la serie che in sei stagioni, dal 2010 al 2015, ha raccontato vite, amori, cambiamenti, fra pace e guerra, dal 1910 al 1926, degli aristocratici Crawley, guidati da Robert, Conte di Grantham (Hugh Bonneville) e della loro altrettanto numerosa servitù, in uno splendido maniero nello Yorkshire. Il film, che riprende più o meno da dove la serie aveva lasciato il pubblico, a fronte di un budget di poco più di 41 milioni di dollari ne ha già incassati nel mondo oltre 156 milioni.La storia, tra sottile ironia e più linee di racconto incrociate, prende il via con una lettera da Buckingham Palace, che annuncia ai Crawley la prossima visita a Downton Abbey dei monarchi, Re Giorgio V (Simon Jones) e la Regina Mary (Geraldine James). Un arrivo che nella famiglia fa prevedere, tra le tante conseguenze, un nuovo scontro, per una questione di eredità, fra la contessa madre Violet (la sempre straordinaria Maggie Smith) e sua cugina, Maud (Imelda Staunton) dama di compagnia della regina. Parallelamente, tra la servitù la notizia porta due terremoti: il ritorno temporaneo come maggiordomo di Carson (Carter), che era andato in pensione al posto del recentemente promosso Barrow (Robert James-Collier) e la ‘presa di potere’ sui preparativi a Downton Abbey, da parte del personale dei reali. Tra attentati, figli segreti e nuovi amori, il racconto si snoda con la consueta classe.”E’ una fantasia romantica di due ore, che ci fa sfuggire per un po’ dagli orrori a cui assistiamo” sottolinea la pluripremiata Imelda Staunton, moglie nella vita di Jim Carter, felice di entrare nel cast. “Era importante per tutti noi fare qualcosa che i fan considerassero un ritorno a casa, ma che potesse far sentire anche a chi non avesse mai guardato la serie di poter entrare in quel mondo – dice il regista -. Ci sono nel racconto archetipi che tutti noi possiamo comprendere, dal rapporto con il capo a quello con colleghi ansiosi o difficili a persone che vanno dritte verso un obiettivo o con un carico difficile da sopportare”. Il film ha voluto esaltare il valore cinematografico della serie e per la massima veridicità nel mettere in scena rituali e tradizioni ha avuto tra i consulenti anche un esperto che ha lavorato a Buckingham Palace. “Abbiamo avuto l’idea del film già dalla terza stagione – dice il produttore Gareth Neame -. Non volevamo che la serie andasse avanti a oltranza, ma visto che era così amata in tutto il mondo per la sua qualità dagli attori alle ambientazioni, pensavamo che sarebbe stata giusta anche una trasposizione per il grande schermo, soprattutto per ripagare l’affetto dei fan”.

Bill Murray tra ritardi e ironiaAppello ai romani, amate la vostra città. Ma non si fa tradurre

20 ottobre 201911:34

– L’intemperante, imprevedibile ed eclettico Bill Murray, sempre un po’ ‘Ghostbuster’, a Roma preferisce il pigiama ai premi. Forfait nel pomeriggio per l’incontro stampa ristretto con i giornalisti (“è ancora in pigiama in albergo” dice imbarazzato il direttore artistico Antonio Monda) e in grande ritardo in serata (40 minuti) nella sala Sinopoli per ricevere il premio alla carriera della Festa di Roma dalle mani di Wes Anderson, ovvero il regista che più di ogni altro ha contribuito a renderlo un’icona.E non finisce qui. Insieme sul palco con Antonio Monda come moderatore, Bill Murray impedisce all’interprete, Olga Fernando, di fare il suo lavoro: ovvero tradurre domande e risposte. E questo, durante tutto l’incontro, tra le proteste di parte del pubblico pagante che chiedeva di capire cosa si stesse dicendo. “Siamo dei veri americani aggressivi, se volete vi fate dire la traduzione dal vicino” dice a un certo punto scherzando lo stesso Murray, nel silenzio, forse imbarazzato, di Monda. In questo incontro, davvero singolare, si sono visti interventi video di amici eccellenti come quello di Jarmush (“Meriti il premio anche solo per essere te stesso. Sei un attore straordinario, potresti fare qualsiasi cosa caro Bill motherfucker Murray”) e anche interventi fisici come nel caso di Frances McDormand che, salita acrobaticamente sul palco e messasi sulle sue gambe ha detto a Murray: “Sono qui per te, Bill, perché tu ci sei sempre stato per me”.L’attore, giacca da smoking, papillon, panama nero e scarponcini, alla fine ha fatto solo se stesso, il suo personaggio, ricordando parte della sua carriera come quando sul set di Moonrise Kingdom di Anderson “lavoravamo come pazzi e mangiavamo solo a mezzanotte”, ma soprattutto come fu “bello lavorare con un regista che si prende il tempo per guardare il cielo e aspettare la luce giusta. Un regista poi – aggiunge – che si diverte come un bambino nelle pause”. E poi tra i suoi ricordi arrivano le Polpette di Ivan Reitman, “che preoccupato per il risultato del film ha detto: casomai lo facciamo vedere ai turchi. Polpette alla fine funzionò al botteghino, ma la sera ero così stanco che mi mettevo un disco e mi addormentavo prima dell’ultimo brano”. Con Wes Anderson, con il quale ha girato ben nove film, il rapporto resta speciale: “In passato mi spiegava i personaggi che avrei interpretato. Ora non più. Ci sediamo a prendere un aperitivo, ci guardiamo e pensiamo: o ne ordiniamo un altro o parliamo del film. L’ultima volta che mi hanno dato un suo copione mi hanno chiesto se volevo incontrare il regista. Ho risposto solo no”. Murray ha ringraziato poi persone importanti come John Belushi, “a cui devo il successo, e nella seconda parte della mia carriera tre registi: Wes, Sophia Coppola e Jim Jarmusch”.Arriva, a fine incontro, l’ultima clip video, quella di Lost in Translation, e il saluto divertito di Tilda Swinton (da un campo di minigolf). Alla fine un singolare appello di Murray dedicato alla città di Roma: “Roma è una città bellissima, ma la parte più bella della sua storia l’hanno fatta gli altri, quelli che sono venuti prima. E i romani oggi devono avere cura di questa città, amarla. Io mi sento oggi così, come loro”.

Quando Felice Maniero si trasformò in un ‘guru’ anti-plasticaIn un video di 19 minuti annunciava l’avvio di una start up per eliminare le micro-plastiche nell’acqua

19 ottobre 201912:04

“Buongiorno. Sono Felice Maniero, e da oggi il mio lavoro sara’ quello di giornalista d’inchiesta”. E’ il 26 luglio del 2019 e l’ex boss della Mala del Brenta ricompare.Voce inconfondibile, nel marcato italiano-veneto, Maniero presenta in un video in rete la sua nuova trasformazione: quella di ‘guru’ anti-inquinamento, crociato nella lotta per l’eliminazione delle micro-plastiche nell’acqua.
Un passaggio quasi naturale per uno che, divenuto collaboratore di giustizia, e libero dal 2010, nella vita sotto copertura s’era messo in proprio con un’azienda di depurazione delle acque (fallita nel 2016). Business che Maniero, col nome di Luca Mori, realizzava anche con lo Stato: perche’ le capannine di purificazione della sua ‘Anyacquae’ erano vendute per piazze e scuole di diversi comuni italiani.Decretato il fallimento della ditta – c’era stata anche una dura polemica con la trasmissione ‘Report’ che metteva in dubbio l’efficacia dei filtri anti-arsenico della Anyacquae – ‘Faccia d’Angelo’ si e’ rimesso in gioco, annunciando l’avvio di una start up con nuovi brevetti.La ‘svolta’ ecologica potrebbe per questo essere preludio di una nuova iniziativa commerciale.
Volto coperto dai pixel, camicia blu, in mano i fogli con il testo dell’intervento, Maniero elenca dati e analisi di enti e media sul pericolo micro-plastiche, e se la prende con la politica: “nessuno e’ andato a fondo dell’argomento, nonostante la pericolosita’ di questo inquinante. Ma chi ci governa ne e’ a conoscenza da alcuni anni..”. Un monologo di 19 minuti, tra qualche incertezza e ripartenza.’Faccia D’Angelo’ pare tutt’altro che lo spietato criminale la cui banda terrorizzo’ il Nordest per 20 anni, con rapine, omicidi, sequestri. Tempi in cui amava farsi beffe delle istituzioni, ordinando spaghetti all’astice e prosecco mentre da una ‘gabbia’ assisteva nel 1994 al processo in Corte d’assise Venezia.
Parla della salute dei bambini da tutelare, Maniero, e dei rischi connessi all’inquinamento: “fonti autorevoli affermano che ingeriamo 100 microplastiche a pasto, che si decompongono dopo 500 anni, restando nell’organismo tutta la vita”.E su questo si rivolge al ministro dell’interno: “signor ministro – dice – perche’ non fate un sacrosanto decreto sicurezza, ne fate tanti che non servono, per la salute dei piu’ piccoli?”. Il video si chiude, come tutti i promo, con l’annuncio della prossima puntata, e lo spot incorporato: “Al prossimo video illustrero’ come si possono eliminare le microplastiche con una spesa di qualche decina di euro…un fai da te che pero’ e’ indispensabile, altrimenti si rischiano di spendere migliaia di euro”.

Leonardo, ecco la mostra del Louvre aspettando VitruvioIl museo ancora spera nell’arrivo a sorpresa del Salvator Mundi

PARIGI19 ottobre 201912:36

– Mai dire mai. A sei giorni dall’apertura della grande mostra per celebrare i 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci, il museo del Louvre attende l’imminente arrivo dell’Uomo Vitruviano, dopo lo sblocco in extremis del prestito dall’Italia. E continua a sperare nella consegna del Salvator Mundi, l’opera di controversa attribuzione vinciana acquistata per 450 milioni di dollari da un facoltoso emiro per il Louvre di Abu Dhabi, ma di cui dallo scorso settembre si sono misteriosamente perse le tracce. Nei corridoi sotterranei del museo, dove vengono allestite le mostre temporanee, fervono gli ultimi preparativi. In una delle stanze principali, accanto a una riproduzione rinascimentale del Cenacolo di Santa Maria delle Grazie, un grande riquadro bianco è pronto ad accogliere lo “Studio di proporzioni del corpo umano”, meglio noto come “Uomo Vitruviano”, in arrivo dall’Italia dopo che due giorni fa il Tar del Veneto ha respinto il ricorso di Italia Nostra per bloccare il prestito. La speranza, spiegano i responsabili dell’esposizione intitolata con la dicitura francese – ‘Léonard de Vinci’- è che possa essere montato in tempo per l’inaugurazione, domenica.
All’evento, sono attesi, tra l’altro, il ministro della Cultura Dario Franceschini e l’omologo francese, Franck Riester. In una sala adiacente si attende che si secchi l’ultima mano di vernice per appendere un dei principali capolavori vinciani della collezione del Louvre, il ‘San Gerolamo’, ancora poggiato a terra, sotto l’occhio vigile di un addetto alla sicurezza. Ma si tratta solo degli ultimi ritocchi. Per il resto, la mostra da oltre 170 pezzi tra opere e disegni di Leonardo e altri artisti di quel fortunato periodo della storia dell’arte italiana è ormai perfettamente pronta.
Nel percorso espositivo articolato intorno a sette sequenze principali – dai primi passi di Leonardo nella ‘bottega’ di Verrocchio a Firenze fino alla partenza per la Francia dove morirà il 2 maggio del 1519 – un’infilata di capolavori di casa qui al Louvre. A parte la Gioconda, che per questioni logistiche rimarrà nella sua sala abituale, recentemente ristrutturata, ai piani alti, la Vergine delle Rocce, la Belle Ferronniere (Ritratto di Dama), il San Giovanni Battista e Sant’Anna, la Vergine e il Bambino con l’Agnellino. Il museo francese offrirà al pubblico anche la visione dei suoi 22 disegni di Leonardo.
Numerosi i prestiti giunti dall’estero. Tra questi il “San Girolamo” della Pinacoteca Vaticana, la “Scapigliata” dalla Galleria Nazionale di Parma, il ritratto di Musico dalla Pinacoteca Ambrosiana di Milano, il Volto di Fanciulla dai Musei Reali di Torino o il grande cartone di Burlington House della National Gallery. Oltre che, appunto, l’Uomo Vitruviano di cui si attende l’imminente arrivo dalla Galleria dell’Accademia a Venezia. Meravigliosa e ricchissima la collezione di disegni e scritti, da quelli del Codice Atlantico normalmente custoditi presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano fino a quelli provenienti dalle preziosissime collezioni della corona britannica al Castello di Windsor. In chiusura del percorso un’esperienza artistica virtuale intorno al genio leonardesco.
Tra i grandi assenti, la Dama con l’Ermellino (Cracovia) l’Annunciazione (Uffizi) e il Ritratto di Ginevra De’ Benci (Washington). Poco male, quella di Parigi si presenta comunque come la più grande raccolta mai allestita delle opere di Leonardo. Uno straordinario evento artistico, tra i più cari mai realizzati dal museo anche in termini assicurativi. Ma anche lo sbocco positivo di un difficile periodo politico e diplomatico tra Italia e Francia sfociato nel protocollo d’intesa firmato dai due Paesi. In cambio dei prestiti italiani, Parigi si è impegnata ad inviare cinque dei suoi Raffaello a Roma il prossimo marzo, dove alle Scuderie del Quirinale si prepara la retrospettiva per i 500 anni della morte dell’altro gigante del Rinascimento, Raffaello.

Il jazz italiano alla conquista dell’AfricaGrazie alla Fondazione Musica per Roma, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri

18 ottobre 201916:51

Il giovane jazz italiano è volato in Africa per il decimo anno consecutivo grazie alla Fondazione Musica per Roma, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Dal 3 al 15 ottobre, Federica Michisanti (contrabbasso), accompagnata da Marco Colonna (clarinetto) e Francesco Lento (tromba e flicorno) ha portato il suo ultimo progetto in Sudafrica, Namibia, Kenya, Congo, Gabon, Etiopia.

Federica Michisanti Horn Trio è un nuovo progetto della contrabbassista vincitrice del Top Jazz 2018 nella categoria nuovi talenti italiani. Nell’ottobre 2018 è uscito il primo disco della formazione Silent rides – a suite for double bass and horns, registrato con Francesco Lento (tromba e flicorno) e Francesco Bigoni (sax tenore e clarinetto), segnalato nel numero di novembre della rivista Musica Jazz tra i dischi del mese. Le composizioni, tutte a firma della leader, vengono presentate sotto forma di suite, ovvero senza interruzione, raccordate da improvvisazioni libere o sulla struttura delle composizioni stesse.

Il 23 novembre Federica Michisanti suonerà alla Casa del Jazz e nei giorni successivi registrerà in Auditorium il suo nuovo album in uscita nel 2020 con la Parco della Musica Records, l’etichetta discografica della Fondazione Musica per Roma.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Jane Fonda arrestata di nuovo: ‘Mi ispiro a Greta’
Icona del no a guerra in Vietnam, a 81 anni torna a ‘disobbedire’

19 ottobre 201918:22

“Greta Thunberg mi ha davvero colpita”, così Jane Fonda rivela perché è tornata nelle fila della disobbedienza civile, impegnandosi in prima persona per il clima, cinquant’anni dopo essere arrestata per una protesta.
Nota per la sua storica opposizione alla guerra in Vietnam, l’attrice ieri manifestava davanti a Capitol Hill ed è stata una delle 17 persone arrestate con l’accusa di dimostrazione illegale. In manette anche l’attore Sam Waterston. “La prossima settimana – ha detto in un’intervista all’Ap -, ci concentreremo sugli oceani e verrà arrestato Ted Danson, che ancora non è stato mai fermato. Mi sto trascinando dietro i miei amici”.
Fonda, oggi ottantunenne, era stata arrestata e poi rilasciata già venerdì scorso. Ieri indossava lo stesso cappotto rosso di una settimana fa, mentre il basco questa volta era nero. L’attrice ha spiegato che punta ad essere arrestata ogni venerdì per sostenere la battaglia per una riduzione urgente del consumo di combustibile fossile. “Sono stata un’attivista per il clima per lungo tempo e ho fatto conseguenti scelte di vita privata: guido un’auto elettrica, riciclo, mangio meno carne, evito la plastica. Ma sono consapevole che queste scelte individuali non possono cambiare le cose con la necessaria velocità – ha spiegato -. Mi sono chiesta allora che cosa potessi fare di più e Greta Thunberg, la studentessa svedese che ha dato il via allo sciopero della scuola tutti i venerdì, mi ha davvero colpito.    Poi ho letto l’ultimo libro di Naomi Klein ‘On Fire: The Burning Case For a Green New Deal’. E queste due cose mi hanno fatto capire che dovevo mettere me stessa in gioco, unirmi alla lotta degli studenti e di Greta”.    “L’unico problema per me è che sono vecchia – ha raccontato -, ho avuto difficoltà a salire sul veicolo della polizia perché ero ammanettata dietro la schiena e non avevo nulla a cui aggrapparmi”.
Jane Fonda ha spiegato di rivolgersi alle persone come lei, quelle che “cercano di ridurre l’uso di plastica e guidare auto a basso consumo”, ma che per il resto “non sanno cosa fare e si sentono impotenti”. “Stiamo cercando di incoraggiare le persone a diventare più attive a prescindere dall’età. Sappiamo che gli arresti, specie di persone note, attirano l’attenzione. Penso soprattutto alle azioni di Randall Robinson negli anni Ottanta contro l’apartheid – ha concluso -. Spero che queste ‘esercitazioni antincendio del venerdì’ si diffondano. Le chiamiamo così perché Greta ha detto: ‘Dobbiamo agire come se le nostre case fossero in fiamme, perché è così’, ed è proprio quello che sta succedendo”.

A Expo 2020 realtà eccellenti ItaliaFioramonti, istruzione e ricerca centro presenza italiana a Dubai

MATERA20 ottobre 201912:27

All’Expo 2020 a Dubai “l’Italia metterà in vetrina una serie di realtà eccellenti del nostro Paese. Sono molto contento che quest’anno l’Italia sarà tra i pionieri del ‘brand education’, il brand istruzione, formazione e ricerca”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, all’evento One Year to go per la presentazione del padiglione italiano all’Expo del prossimo anno a Dubai, ispirato al tema “La Bellezza unisce le persone”.”Ho avuto rassicurazioni che il 24 novembre del prossimo anno il tema istruzione, formazione e ricerca sarà al centro del percorso giornaliero di Expo in cui tutta l’Expo parlerà di Italia”, ha annunciato Fioramonti assicurando che il suo ministero avrà “un ruolo centrale”.
A Dubai “racconteremo il nostro patrimonio culturale e faremo, come Paese, da cesura tra un passato prestigioso e un futuro innovativo”, ha concluso il ministro.

Amoruso, da Ferragni a baby ex modelleDocu Bellissime e opera prima con Ramazzotti e Morelli

20 ottobre 201912:14

– Prima di Chiara Ferragni Unposted, il documentario sull’influencer diventato il film evento più visto di sempre in Italia, Elisa Amoruso aveva da poco terminato un altro documentario sulla società dell’apparenza raccontata da una prospettiva diversa, quella di tre sorelle ex baby modelle (Giovanna, Francesca e Valentina Goglino) oggi poco più che adolescenti e della madre Cristina Cattoni. Il risultato è Bellissime, alla Festa del Cinema di Roma in Alice nella città – Panorama Italia, con un’uscita in sala a metà novembre con Fandango e a metà dicembre sulla piattaforma Timvision (anche coproduttore).
Bellissime è ispirato al libro inchiesta omonimo di Flavia Piccinni (Fandango Libri) sul mondo delle baby modelle. Il film si concentra su cosa succede quando i riflettori si spengono. La regista intanto lavora alla sua opera prima di fiction, ‘Maledetta primavera’: “E’ il romanzo di formazione di un’adolescente (Emma Fasano)”. I genitori della protagonista sono Micaela Ramazzotti e Giampaolo Morelli.

Nasce il festival degli audiolibriDall’8 al 10 novembre al WeGIL di Roma, lanciato da Emons

20 ottobre 201912:21

– Gli audiolibri hanno un loro Festival: è “Libri per le tue orecchie” che prenderà il via l’8 novembre al WeGIL di Roma, lo storico palazzo di Trastevere, hub culturale della Regione Lazio. A lanciare questa nuova avventura è Emons edizioni, la casa editrice leader per gli audiolibri in Italia. Fino al 10 novembre, tra gli ospiti delle tre giornate dedicate agli audiolibri – un mercato sempre più in crescita, che sta appassionando lettori di ogni età – Massimo Popolizio, Iaia Forte, Neri Marcorè, Francesco Montanari, Francesco Pacifico, Pino Insegno, Francesco Piccolo, Melania Mazzucco, Ezio Mauro, Concita De Gregorio, Lino Musella, Giorgio Marchesi, Martina Testa. E poi Marino Sinibaldi e Lorenzo Pavolini di Radio 3, Alessandro Magno del gruppo Gems e Gianluca Mazzitelli di Salani e Sergio Polimene, direttore editoriale Emons. L’obiettivo è quello di promuovere la lettura attraverso l’ascolto, cercando di sensibilizzare un pubblico trasversale in maniera innovativa e coinvolgente. Diversi gli incontri proposti tra reading di attori e scrittori che hanno prestato la voce ai loro romanzi, interviste agli attori sulla loro esperienza in sala di registrazione, laboratori dedicati ai bambini e una tavola rotonda sul mercato degli audiolibri.
Così Popolizio racconterà la sua esperienza di lettore di grandi classici come Il rosso e il nero o Frankenstein, Iaia Forte leggerà La storia di Elsa Morante con interventi della scrittrice Giulia Caminito e Neri Marcorè presterà la sua voce a ‘Il libro dei perché’ di Gianni Rodari. Francesco Piccolo e Melania Mazzucco, Ezio Mauro e Concita De Gregorio racconteranno la loro esperienza di scrittori che danno voce alle proprie opere e Lino Musella leggerà in anteprima uno dei racconti tratti da ‘La ragazza dai capelli strani’ di David Foster Wallace.

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