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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Ultimo aggiornamento 22 Ottobre, 2019, 14:47:22 di Maurizio Barra

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DALLE 12:34 DI DOMENICA 20 OTTOBRE 2019

ALLE 14:47 DI MARTEDì 22 OTTOBRE 2019

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In Italia la biografia di Melania Trump
A gennaio per Piemme. Einaudi, interesse per Starnone e Mazzucco

20 ottobre 2019 12:34

– Arriverà in Italia la biografia non autorizzata della First Lady americana, ‘Free, Melania’, scritta dalla giornalista Kate Bennett, con il titolo ‘Melania Trump, la biografia’. La pubblicherà il 14 gennaio Piemme, che lo annuncia in occasione della Buchmesse. Il libro della giornalista della Cnn – in uscita negli Usa il 3 dicembre per Flatiron Books – osserva Melania Trump dall’infanzia in Slovenia ai giorni alla Casa Bianca. Einaudi segnala invece il grande interesse degli editori stranieri per i nuovi romanzi di Gianrico Carofiglio, ‘La misura del tempo’, di Domenico Starnone, ‘Confidenza’ e di Melania Mazzucco, ‘L’architettrice’ (26 novembre).
Newton Compton si è invece aggiudicata dalla Headline i diritti di traduzione su ‘The child on Platform One’ di Gill Thompson (già autrice del bestseller ‘The Oceans Between us’) e da Berla & Griffini ‘La guerra di Mussolini: L’Italia fascista dal trionfo al collasso, 1935-1943’, di John Gooch, esperto di storia italiana tra le due guerre.

Edizione da record per il Festival VerdiRegistrate 26.000 presenze, venduti biglietti per 1,4 mln euro

OLOGNA20 ottobre 201913:17

– È un’edizione da grandi numeri quella del 19/o Festival Verdi che si conclude oggi a Parma. I dati raccolti – in attesa delle ultime rappresentazioni – attestano il record di spettatori e di incasso della storia della rassegna con oltre 26.000 presenze provenienti da tutto il mondo e 1,4 milioni di euro di biglietti venduti. Il ‘Nabucco’, nella produzione di Ricci e Forte diretta da Francesco Ivan Ciampa, vanta il primato dell’incasso per una singola recita con oltre 117.000 euro e per titolo, sfiorando i 400.000 euro, della storia del Festival Verdi, con oltre il 90% di riempimento medio delle recite.
La kermesse collaterale ‘Verdi Off’, giunta alla 4/a edizione, inoltre, ha visto le vie del centro di Parma invase da tanta gente, durante la ‘Verdi Street Parade’ sfociata in oltre 3.500 persone e 1.200 artisti che si sono ritrovati a cantare il ‘Va, pensiero’ riempiendo Piazza Duomo.

L’inossidabile animalierIl maculato supera i confini dei guardaroba e diventa tatuaggio

20 ottobre 201914:10

– L’animalier si conferma una delle fantasie più amate dalla gran parte degli stilisti contemporanei. Ripresa dal manto di alcuni animali, soprattutto da felini e da rettili, dal leopardo al giaguaro fino alla zebra e al pitone, questa stampa, introdotta nel mondo fashion dal maestro Yves Saint Laurent, richiama la natura senza oltraggiarla. Nella moda il maculato è eleganza eccentrica ma chic, tocco di glamour assoluto, stile classico e raffinato, e oggi travalica i confini del guardaroba femminile, come mostrano le collezioni di Versace Uomo e di Alessandro dell’Acqua con la linea N.21. Ma il maculato va oltre il guardaroba e diventa un nuovo modo di tingere i capelli dei ragazzi oppure un esteso tatuaggio da esibire, come mostra la regina del twerking Elettra Lamborghini.

James Blunt, arriva il mio album più onesto’Once upon a mind’ è nuovo lavoro in uscita il 25 ottobre

21 ottobre 201909:40

– S’intitola ‘Once upon a mind’ il nuovo album di James Blunt, in uscita venerdì 25 ottobre. Con una scaletta composta di undici titoli, il lavoro da studio, sesto della carriera di Blunt, riporta l’artista inglese alle radici della sua musica, quelle di ‘Back to Bedlam’. “E’ un album che ha molto in comune con quello del mio debutto – ha raccontato Blunt – ed è estremamente onesto”. Da ‘The Truth’ fino a ‘The Greatest’, Blunt racconta il suo oggi, dopo un percorso che lo ha visto riappropriarsi di alcune di quelle solidità che pensava di avere smarrito con il successo e con tutto quello che ne deriva.”Per un certo periodo è stato come se mi fossi perso – ha spiegato il cantautore inglese, che da qualche tempo vive ad Ibiza – perché con il successo per me sono arrivati anche i problemi. Il mondo diventa improvvisamente diverso quando hai l’attenzione dei media addosso e diventa problematico scrivere canzoni in modo onesto e sincero, semplicemente perché ti rendi conto che quando stai scrivendo è come se nella stanza insieme a te ci sia il pubblico intero. Così ti fermi troppo a chiederti se le persone potranno apprezzare o meno quello che stai scrivendo”. James Blunt ha pubblicato il suo primo album ‘Back To Bedlam’, ormai quindici anni fa, assieme al singolo ‘You’re Beautiful’ che è diventato in breve tempo un successo mondiale, catapultando l’ex soldato dell’esercito inglese, con una missione in Kosovo alle spalle, nel James Blunt da record di vendite di dischi e dagli interminabili tour. “Dopo la pubblicazione dello scorso album – ha ricordato la voce delle nuove ‘Cold’ e ‘5 Miles’ – sono partito per un tour che è durato diciotto mesi. Ho finito di girare il mondo a settembre 2018 e il primo di ottobre sono entrato subito in studio per cominciare a scrivere il nuovo lavoro. Penso ne sia uscito l’album più onesto che abbia mai scritto, perché ogni canzone racconta quello che ho vissuto e quello che sto ancora vivendo”.Tra gli undici brani inediti che compongono ‘Once upon a mind’ c’è anche ‘Monsters’, dedicato al padre impegnato a combattere con i suoi problemi di salute. “E’ come una canzone che si potrebbe cantare ad un bambino – ha spiegato Blunt – e con la quale cerco di spiegare che certi draghi non esistono. E’ il momento in cui io devo aiutare mio padre come lui ha aiutato me quando ero bambino”. Personale e anche familiare, il nuovo album di Blunt, che si racconta come probabilmente mai aveva fatto prima. “Sono cresciuto – ha detto – e ho più consapevolezza di quello che faccio. Ho imparato a conoscere il circolo della vita, osservando il mio papà, la mia famiglia, i miei figli. Questo album non è scritto pensando al pubblico, ma a loro. E’ un regalo per le persone che amo”. In Italia, James Blunt tornerà anche a suonare dal vivo durante il mese di marzo 2020, per tre concerti organizzati a Milano, Padova e Roma.

P.S. Berlusconi è cittadino di Portofino”La leggenda di famiglia dice che qui sono stato concepito”

PORTOFINO20 ottobre 201914:40

– Pier Silvio Berlusconi ha ricevuto nel Teatrino di Portofino la cittadinanza onoraria del piccolo borgo dei vip. Alla cerimonia con il sindaco Matteo Viacava erano presenti i sindaci di Santa Margherita Ligure e di Rapallo, Paolo Donadoni e Carlo Bagnasco, e il governatore Giovanni Toti. “Sei uno di noi, di Portofino, del Tigullio – ha detto Viacava – ci hai aiutato con la comunicazione a ripartire dopo la mareggiata dello scorso ottobre”. L’ad di Mediaset abita a Paraggi, frazione di Santa Margherita, sulla strada per Portofino, nei pressi del tratto che crollò a causa della furia del mare isolando il borgo. “Non ho fatto niente di straordinario – ha detto Pier Silvio Berlusconi commosso – per me e la mia famiglia è stato naturale rimanere a Paraggi anche se isolati, perché siamo a casa. Voi avete fatto una cosa straordinaria, coccolandoci, proteggendoci, ci avete fatto sentire che ci volete bene. E poi leggenda di famiglia dice che sono stato concepito a Portofino. Sono onorato del riconoscimento”.

Il Guggenheim di New York compie 60 anniL’edificio del 1959 capolavoro dell’architettura contemporanea

NEW YORK20 ottobre 201914:59

– Il museo Guggenheim di New York compie 60 anni. L’iconico edificio, il cui nome completo è ‘Solomon R. Guggenheim Museum’, realizzato da Frank Lloyd Wright e considerato un capolavoro dell’architettura contemporanea, fu inaugurato il 21 ottobre del 1959. Riconosciuto di recente dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità, il museo, che esternamente appare come un nastro bianco avvolto attorno a un cilindro più ampio in cima rispetto alla base, difficilmente passa inosservato, soprattutto se messo a confronto con i grattacieli che lo circondano sulla Quinta Strada. All’interno, la galleria espositiva forma una spirale che sale dal piano terra fino alla cima dell’edificio. Tra le opere esposte nella collezione permanente del Guggenheim ci sono capolavori di Georges Braque, Paul Cézanne, Marc Chagall, Edgar Degas, Paul Gauguin, Vasily Kandinsky, Édouard Manet, Joan Miró, Piet Mondrian, Pablo Picasso, Pierre-Auguste Renoir, Georges Seurat e Henri de Toulouse-Lautrec.

100 Rodari, parte festa centenario 2020Mostre, nuove edizioni e Freccia Azzurra introdotta da Marcorè

21 ottobre 201909:42

– Storie, filastrocche, articoli di approfondimento, materiali scaricabili per insegnanti, poster stampabili, quiz e tanto altro per un anniversario speciale che, proprio per questo, prende il via un anno prima, con protagonista assoluta la fantasia. E’ quello per i cent’anni dalla nascita di Gianni Rodari che si festeggiano il 23 ottobre 2020. Ma tra pochi giorni, il 23 ottobre, parte il countdown in vista delle celebrazioni su http://www.100giannirodari.com, scandito da nuove pubblicazioni e iniziative. A inaugurare ‘100 Gianni Rodari’ sono le Edizioni EL, Einaudi Ragazzi, Emme Edizioni che, in quanto editori unici dell’opera del Premio Andersen 1970, considerato il Nobel della Letteratura per l’infanzia – nato a Omegna il 23 ottobre 1920 e morto a Roma il 14 aprile 1980 – hanno messo in cantiere nuove edizioni ed eventi. Tra i primi titoli ‘Cento Gianni Rodari – Cento storie e filastrocche – Cento illustratori’ e ‘La Freccia Azzurra’ con l’introduzione di Neri Marcorè e le illustrazioni di Camilla Pintonato.

Premio Tenco, Fiorello con Achille Lauro”Ha cantato Lontano lontano? Le canzoni sono di tutti”

SANREMO20 ottobre 201916:22

– Si è chiuso il sipario sul Premio Tenco 2019 con l’esibizione di Gianna Nannini, che al teatro Ariston è stata premiata per aver “abbattuto le staccionate tra la canzone d’autore e il rock”. A tenere banco, anche a giorni dalla sua esibizione, è però ancora la questione dell’esibizione, in apertura della rassegna, di Achille Lauro che ha proposto anche ‘Lontano lontano’ di Tenco. A tornare sull’argomento, nella sua rassegna stampa, è stato Fiorello: “Achille Lauro è stato massacrato perché ha avuto l’ardire di cantare una canzone di Luigi Tenco accompagnato da Morgan. Per me sono due grandi artisti, non soffermatevi a guardare le catene e i tatuaggi di Lauro che è stato invitato al premio Tenco, ma i pezzi che scrive. Vorrei capire se per cantare Tenco o Battisti ci vuole una dignità particolare, oppure questi grandissimi cantautori hanno scritto delle canzoni e le hanno lasciate per tutti. Proporrò ad Achille Lauro di ricantare ‘Lontano lontano’ quando verrà ospite da me”.

Florence Biennale premia Gustav Aceves”Dedico il riconoscimento agli amici del progetto Lapidarium”

FIRENZE20 ottobre 201918:44

– Lo scultore messicano Gustav Aceves, che da anni vive e lavora a Pietrasanta (Lucca), ha ricevuto il premio internazionale alla carriera ‘Lorenzo il Magnifico’ nell’ambito della 12/a ‘Florence Biennale. Mostra internazionale di arte contemporanea e design’, visitabile fino al 27 ottobre alla Fortezza da Basso di Firenze. Il premio gli è stato assegnato “per aver magistralmente rappresentato, attraverso la scultura, frammenti di storia dell’umanità che evocano valori di civiltà e al tempo stesso veicolano un monito a non ripetere gli orrori verificatisi nella storia dell’umanità e delle sue migrazioni”. “È un premio non solo alla mia carriera – ha commentato Aceves – ma anche al progetto Lapidarium che parla di pace e giustizia e in cui sono impegnati tanti amici, cui dedico questo importante riconoscimento”. Alla cerimonia è intervenuto anche il neo ambasciatore del Messico in Italia, Carlos Garcia de Alba.

Viaggio nell’Ermitage con Toni ServilloIn sala il documentario evento sul museo di San Pietroburgo

21 ottobre 201909:59

Più di tre milioni di oggetti d’arte di epoche diverse, 66.842 mq di spazio espositivo, oltre 30 km di percorso di visita e 4,2 milioni di visitatori nel 2018. Sono i numeri di uno dei musei più amati e visitati del mondo: quello dell’Ermitage. E’ a questo luogo straordinario che è dedicato Ermitage. Il Potere dell’Arte, una produzione originale 3D Produzioni e Nexo Digital, realizzata in collaborazione con Villaggio Globale International e Sky Arte, il patrocinio di Ermitage Italia e il sostegno di Intesa Sanpaolo, che arriva in anteprima nelle sale italiane solo il 21, 22, 23 ottobre per essere poi distribuita in tutto il mondo.
Diretto da Michele Mally su soggetto di Didi Gnocchi, che firma anche la sceneggiatura con Giovanni Piscaglia, il documentario fa parte del progetto de La Grande Arte al Cinema ed è stato realizzato con la piena collaborazione del Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo e del suo Direttore Michail Piotrovskij per raccontare il museo in maniera inedita ed emozionante, attraverso i secoli della storia russa e le vicende culturali che hanno portato allo sviluppo delle sue collezioni nel cuore della città.
A guidarci in questo viaggio l’attore Toni Servillo. E’ lui a farci respirare lo spirito di questi luoghi e delle sue anime baltiche e a presentarci le bellezze dell’Ermitage e di San Pietroburgo, a recitare brani tratti da poesie e romanzi, a narrare le grandi storie che hanno attraversato quelle strade, dalla fondazione di Pietro I allo splendore di Caterina la Grande, dal trionfo di Alessandro I contro Napoleone, alla Rivoluzione del 1917 fino ai giorni nostri. Immagini spettacolari ci portano nei grandiosi interni del Museo e del Palazzo d’Inverno, nel Teatro, nelle Logge di Raffaello, nella Galleria degli Eroi del 1812. Visitiamo i laboratori di restauro e conservazione di Staraya Derevna, i suoi tesori archeologici e la sezione di Arte Moderna e Contemporanea dell’Edificio dello Stato Maggiore, che custodisce le straordinarie collezioni Shchukin e Morozov, con la più grande raccolta di Matisse al mondo.
E si parla anche della città, San Pietroburgo presentata nella sua veste diurna e negli splendori delle sue notti: la Prospettiva Nevskij, il lungoneva, i ponti, il complesso dell’Ermitage, il Cavaliere di Bronzo, le statue di Pushkin, Gogol e Caterina la Grande (amica di penna di Diderot e Voltaire), le dimore nobiliari che si affacciano sui canali. I grandi architetti italiani che la disegnarono – Trezzini, Rastrelli, Quarenghi – sono i progettisti dei palazzi più belli; ma l’anima di San Pietroburgo e della Russia è sfuggente e prova a raccontarla anche una coppia di ‘roofers’, giovani in cerca d’infinito che si arrampicano sui tetti della città offrendo prospettive sorprendenti.

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Edugyan, uno schiavo sul nemboveliero
Orrori dello schiavismo sullo sfondo di un romanzo d’avventure

21 ottobre 201910:03

– ESI EDUGYAN, ‘LE AVVENTURE DI WASHINGTON BLACK’ (NERI POZZA, pp. 398 – 18,00 euro – Traduzione di Ada Arduini).
Il Nemboveliero ideato da Christopher Wilde che vi trascina con sé, in una fuga per la salvezza, il giovane schiavo di colore Washington Black, non può non ricordare, fatte le debite differenze, la Ferrovia Sotterranea di Colson Whitehead, con quell’unire vie fantastiche di liberazione alla denuncia feroce e la narrazione cruda, dura, spietata, tutta sangue, torture e sfruttamento cieco come solo ultimamente viene fatto della vita degli schiavi nell’America della prima metà dell’Ottocento.
Quindi ecco un avvincente, a tratti divertente, in alcuni momenti persino commovente romanzo d’avventure col suo risvolto storico noir.
Qui in realtà siamo in una piantagione di canne da zucchero alle Barbados di proprietà di una famiglia inglese, ma la vita degli schiavi neri non è assolutamente diversa, per lavoro sino allo sfinimento e violenza cieca di ogni punizione e gratuita ferocia, da quella di chi è impiegato nei campi di cotone nel sud degli Stati Uniti. E se ci sono padroni con un barlume di umanità, così ne esistono di sadici senza remore, come Erasmus Wilde che arriva alla piantagione appena ereditata a imporvi le sue regole del terrore.
E’ li che vive e lavora dall’alba al tramonto nei campi Washington Black, detto Wash, sin da quando era un bambino che potremmo dire aveva da poco imparato a camminare e ha ora undici anni Erasmus Black, praticamente un orfano accudito per quel che è possibile da Kit, una vecchia sformata, sopravvissuta grande e grossa schiava nera. E’ li che arriva Christopher Wilde, detto Titch, fratello del padrone, ma scienziato naturalista appartenente alla prestigiosa Royal Society di Londra e inventore, per mettere a punto e sperimentare il suo Nemboveliero, specie di sofisticato pallone aerostatico, cui verrà assegnato uno spaventatissimo Wash come valletto aiutante.
Il ragazzo scoprirà presto che il nuovo padrone, o almeno l’uomo da cui dipende, è assai diverso per natura e umanità dal fratello, in più ha bisogno di una persona che lo possa davvero aiutare e quindi che sappia leggere e scrivere, senza contare che si accorgerà presto del grande dono che ha Wash per il disegno, la capacità incredibile di riprodurre insetti e piante viste nelle esplorazioni giornaliere, cosa apprezzatissima perché in epoca in cui non esisteva ancora la fotografia era essenziale per illustrare e documentare ogni ricerca e testo scientifico. La vita di Wash, che lui vive sempre in pericoloso bilico tra il temuto ritorno ai campi e quel che sta facendo di nuovo, cambia sostanzialmente con la paura di quel che accadrà il giorno che Titch dovesse tornarsene in Inghilterra.
Giorno dopo giorno anche il Nemboveliero viene montato in cima a un colle per prepararlo ai primi voli sperimentali, finché non accade qualcosa di tragico che per Wash comporterebbe sicuramente una punizione esemplare se non la morte, che mette nei guai anche Titch, il quale decide quindi di fuggire subito portando con sé il ragazzo, indispensabile ma anche oramai quasi un amico, utilizzando il suo mezzo di trasporto volante pur senza prima averlo potuto ben sperimentare. Inizia qui una girandola di incredibili avventure che porteranno i due, Wash sempre inseguito dal suo passato e bollato come schiavo fuggiasco e Titch che insegue le sue ricerche, ma oramai legati profondamente, ora assieme, ora cercandosi separati in giro per il mondo, passando di avventura in avventura, di incontro in incontro dall’Olanda all’Artico al Marocco in questo avvincente romanzo molto cinematografico d’invenzioni pop e di momenti d’attenzione psicologica della Edugyan, scrittrice canadese di origini africane.

Nuova luce per Sant’Antonio a PadovaArrivati led con risparmio energetico del 64%, abbattuta CO2

PADOVA21 ottobre 201911:57

– La basilica di Sant’Antonio, a Padova, ha una nuova luce grazie al progetto di riqualificazione che ha visto la collaborazione di Hera Luce, Comune di Padova e Arpav (Agenzia regionale per l’ambiente del Veneto). La Basilica di Sant’Antonio si mostra oggi con una nuova illuminazione che valorizza l’architettura dell’edificio, risparmiando il 64% di energia e abbattendo l’inquinamento luminoso.
Il luogo di culto simbolo della città si mostra in una nuova veste completamente sostenibile, grazie al progetto di riqualificazione dell’illuminazione. Con un intervento molto importante dal punto di vista della sostenibilità ambientale, che ha permesso l’ammodernamento dell’intero impianto di illuminazione della Basilica. I nuovi fari a led, infatti, porteranno ad un risparmio energetico del 63% e all’abbattimento delle emissioni di CO2 di 7,5 tonnellate all’anno, oltre che un decisivo abbattimento dell’inquinamento luminoso.

Mostra ‘Ritratto di donna’ del CorreggioCapolavoro del Rinascimento dal 24 ottobre a Reggio Emilia

REGGIO EMILIA21 ottobre 201911:58

– Arriva dal Museo Ermitage di San Pietroburgo uno dei capolavori del Rinascimento, il ‘Ritratto di giovane donna’ del Correggio, che sarà esposto dal 24 ottobre all’8 marzo ai Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia. L’opera giunge in prestito in una delle terre di elezione dell’artista reggiano, a cinque secoli dalla sua esecuzione, attorno al 1520, grazie a un accordo firmato dalla città emiliana e dalla Fondazione Palazzo Magnani con l’istituzione russa.
L’esposizione consentirà anche di riprendere lo stato dell’arte sui molti aspetti ancora incerti che caratterizzano il dipinto: il nome della persona ritratta, l’interpretazione dei segni e dei simboli che la ornano, le finalità per cui fu dipinta. L’appartenenza della giovane donna a un rango elevato è dimostrata da una citazione dell’Odissea che corre lungo il bordo della tazza d’oro nelle mani della ragazza e dalla composta eleganza degli abiti, dalla sobria presenza di gioielli, dall’elaborata decorazione dell’acconciatura.

Vasco Rossi, arriva il nuovo branoDal 25 ottobre ‘Se ti potessi dire’
21 ottobre 201912:53

– “Ottobre è il mese della mia ultima nuova canzone! Non vedo l’ora che l’ascoltiate”, scrive Vasco sui suoi social e cresce l’attesa per il nuovo brano, che intitola “Se ti potessi dire” ed esce il 25 ottobre accompagnato da un video di Pepsy Romanoff, il regista che lo segue e lo racconta per immagini da quattro anni.
In attesa che la nuova canzone venga scoperta dalle radio, Vasco dialoga con i suoi follower (oltre 1 milione su Instagram) e mescola le carte anticipando l’uscita (il 6 dicembre) del doppio album/dvd del record dei sei concerti a San Siro, VNSL2019 e non solo. E’ in arrivo, a fine novembre, nei cinema il film che racchiude immagini suoni e parole di due anni del ‘re degli stadi’, trionfatore dell’estate con i Non Stop Live 2018 e 2019, complessivamente 18 concerti e oltre 900mila persone dal sud al nord della penisola. L’anno prossimo pausa dagli stadi e spazio ai VASCONONSTOPFESTIVAL 2020. Confermata la partenza da Firenze Rocks, si aggiunge Imola.

Da 8 novembre stagione Jazz Club PerugiaEntrata tra eventi organizzati dalla Fondazione Umbria Jazz

PERUGIA21 ottobre 201913:12

– Quella che prenderà il via l’8 novembre è un’edizione importante del Jazz Club Perugia: la stagione infatti entra a pieno titolo tra gli eventi organizzati dalla Fondazione Umbria Jazz, al pari delle altre kermesse, Umbria Jazz, Umbria Jazz Spring e Umbria Jazz Winter.
Prende forma quindi una lunga stagione musicale che da novembre a luglio proporrà tre festival e una stagione con otto concerti, senza soluzione di continuità, che offrirà agli appassionati un cartellone ricco ed eterogeneo.
Sede dei concerti sarà l’Hotel Sina Brufani, con l’eccezione dell’evento del 23 dicembre che si terrà al Teatro Morlacchi.
Si inizia come detto l’8 novembre con un duo che probabilmente rappresenta lo stato dell’arte nel suo genere: Enrico Rava e Danilo Rea, mentre il 9 dicembre sarà la volta di Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura, progetto certamente non da meno.
I due progetti made in Italy saranno intervallati il 22 novembre dal trio di Charlie Hunter, che il pubblico di UJ ha apprezzato in passato.

A Roma corpo tra arte, scienza, cinemaDa manichini anatomici a E.T., 3 progetti a Palazzo Esposizioni

ROMA21 ottobre 201913:19

– Il funzionamento del corpo e dei suoi ingranaggi, l’illusione di conoscerne ogni segreto, il confine tra arte e scienza nel desiderio di ricrearne la perfezione, il movimento e l’espressività: ruotano attorno al fascino misterioso dell’organismo umano e alle sue trasformazioni le tre mostre che dal 22 ottobre apriranno in contemporanea al Palazzo delle Esposizioni, intitolate “Sublimi anatomie”, “La meccanica dei mostri. Da Carlo Rambaldi a Makinarium” e “Katy Couprie. Dizionario folle del corpo”. Se nella prima mostra trovano posto tavole e cere anatomiche, manichini e ceroplastiche, oltre ad alcune opere d’arte contemporanee, nella seconda mostra (entrambe fino al 6/1) il percorso accoglie le opere del Premio OScar Carlo Rambaldi, da E.T. a King Kong, oltre al lavoro tra artigianato e digitale di Makinarium. Infine, la mostra-laboratorio (fino al 16/2) ispirata al libro dell’artista francese Katy Couprie, con le tavole originali per scoprire gli organi ma anche le emozioni del corpo.

Rkomi, al via le date invernali tourDove gli occhi non arrivano, parte da Nonantola il 23/11

21 ottobre 201914:01

– Sulla scia del successo ottenuto dall’uscita del suo ultimo album Rkomi è pronto a tornare dal vivo con il “Dove gli occhi non arrivano tour”, nuovo tour che dal 23 Novembre lo vedrà protagonista per tutto l’inverno nei più prestigiosi club della penisola italiana.
Tra le prime date confermate la leg invernale del nuovo tour di Rkomi partirà il 23 Novembre da Nonantola (Mo) per proseguire il 30 Novembre a Firenze, il 13 Dicembre a Modugno ( Ba), il 21 Dicembre a Roncade (Tv), l’11 Gennaio a Venaria Reale (To), il 17 Gennaio a Napoli, il 18 Gennaio a Roma e il 25 Gennaio a Milano. Rkomi, durante il suo tour proporrà dal vivo tutti i brani tratti dal suo ultimo album “Dove gli occhi non arrivano” uscito lo scorso 22 Marzo su etichetta Island Records, già certificato disco d’oro. Dopo essere entrato direttamente alla numero 1 della classifica FIMI dei dischi più venduti in Italia, l’album “Dove gli occhi non arrivano” è un eccezionale e variegato mix di sonorità e melodie che s’intrecciano.

Il volto inedito di Kerouac pittoreLa forza delle sue opere risiede nell’identità totale che seppe condensare tra vita, produzione letteraria, musica, canto, poesia, cinema
21 ottobre 201914:17

Considerato uno dei fondatori della Beat Generation, Jack Kerouac rappresento’ il movimento letterario e artistico che a partire dalla fine degli anni ’40 sconvolse e scandalizzò i valori della società negli Usa e in Europa, dove le sue opere furono diffuse e tradotte quasi immediatamente. Rigettando gli ideali tecnologici del dopoguerra, i Beat e il gruppo di Kerouac, Ginsberg, Owen,
Ferlinghetti difesero una nuova etica, quasi tribale, di carattere spontaneista, che sarebbe poi sfociata nel movimento Hippie, nell’opposizione alla guerra del Vietnam e nella ‘tre giorni di pace e musica rock’ di Woodstock.
Ma Kerouac fu anche un pittore  e la forza delle sue opere risiede soprattutto nell’identità totale che seppe condensare tra vita,
produzione letteraria e ogni altra espressione creativa come la musica, il canto, la poesia, il cinema.
Le sue opere sono state esposte in Italia (nel 2017 ci fu una mostra a lui dedicata a Varese) e in musei selezionati come il Whitney Museum, il Centre Pompidou e lo Zkm di Karlsruhe dopo essere rimaste per decenni a Lowell (Massachusetts), citta’ natale dello scrittore, e sono oggetto di un lascito testamentario, ceduto ad una serie di collezionisti privati facenti capo al Rivellino Ldv di Locarno.

Milano ricorda Alda MeriniTante iniziative organizzate a 10 anni dalla morte

MILANO21 ottobre 201914:36

– Sono passati 10 anni dalla morte della poetessa Alda Merini e Milano le renderà omaggio con una serie di iniziative. Il tributo più simbolico sarà l’intitolazione alla poetessa, il prossimo 6 novembre, del Ponte sul Naviglio Grande vicino alla sua abitazione in Ripa di Porta Ticinese angolo via Corsico.
Le iniziative proseguiranno fino al 18 novembre, ma il programma ha già preso il via lo scorso 2 ottobre con l’inaugurazione della mostra ‘Alda Merini e Alberto Casiraghy.
Storia di un’amicizia’, ideata e curata da Andrea Tomasetig e dedicata all’intenso sodalizio intellettuale e umano con il tipografo-poeta-artista-editore Alberto Casiraghy.
Nel giorno dell’anniversario della morte, l’1 novembre, la Casa delle Arti-Spazio Alda Merini organizza una serie di iniziative: l’inaugurazione di ‘Alda: tratti e ritratti’, esposizione collettiva di opere pittoriche e scultoree a lei dedicate, un reading e una ‘fiaccolata poetica’ fino al Ponte sul Naviglio, luogo simbolo della sua esistenza e della sua poesia.
Il 5 novembre, nel chiostro Nina Vinchi del Piccolo Teatro di via Rovello, si terrà la Maratona Merini, organizzata dall’Associazione Alda Merini in collaborazione con il Piccolo Teatro; e l’inaugurazione della mostra ‘Genio e poesia. Alda Merini nelle immagini di Giuliano Grittini’, l’amico fotografo che ne ha colto l’anima in moltissime foto-ritratto. Le celebrazioni del decennale Alda Merini si concluderanno nella Chiesa di San Marco il 18 novembre con un nuovo allestimento del suo Poema della croce, opera sacra per voce solista, coro e orchestra, regia di Beppe Menegatti e scenografie di Henry Timi, organizzato dall’Associazione Alda Merini con il patrocinio dell’Arcidiocesi di Milano. Accanto a Giovanni Nuti, interprete e compositore delle musiche, Carla Fracci, nel ruolo di Maria, reciterà e danzerà con étoile del Teatro alla Scala e giovani ballerini in una serata benefica.

Pession, io medico con un segreto in ‘Oltre la soglia’Serie tv che affronta disturbi mentali giovani. Su Canale 5

22 ottobre 201911:16

“Un ruolo che ho fortemente amato, voluto, proprio perché imperfetto. Lo dico senza retorica è quello che ad oggi dopo  22 anni di carriera, ritengo il più completo, anche perché tratta un tema forte ma necessario che in Italia in una serie tv non è mai stato affrontato in questo modo. La malattia mentale, è una patologia su cui le persone hanno tanti pregiudizi, c’è una grande ignoranza, non si guarisce, ma si può prevenire o tenere a bada se la diagnosi è fatta da bravi professionisti”. Gabriela Pession

parla così di Oltre la Soglia, la serie tv che la vede protagonista dal 6 novembresu Canale 5 nei panni di Tosca Navarro il primario di un reparto all’avanguardia nella cura di adolescenti con disagi psichici. Nel suo campo Tosca è la migliore, ma nasconde un segreto: un passato difficile e una diagnosi di schizofrenia. “Una bomba a orologeria pronta a esplodere, che se da una parte le permette di leggere meglio di chiunque altro le menti fragili, le anime danneggiate dei suoi pazienti, dall’altra la consuma in fretta e la espone continuamente al rischio di far scoprire al mondo il suo segreto e di precipitare di nuovo nella malattia”.
Tosca è un medico fuori dal coro, dotata di grandissimo intuito e di una spiccata empatia, ribelle e apparentemente inadatta al ruolo di responsabilità che riveste. Oltre la Soglia è prodotta da Paypermoon Italia, dodici puntate in onda in sei prime serate ognuna delle quali racconterà un caso che ha come protagonisti degli adolescenti problematici. Diretta da Monica Vullo e Riccardo Mosca. Ideata da Laura Ippoliti vanta nel cast anche Paolo Briguglia, Alessandro Tedeschi, Nina Torresi, Camilla Ferranti e con la partecipazione di Giorgio Marchesi nel ruolo di un Pm che avrà un rapporto di grande scontro con la dottoressa ma anche un’inspiegabile “attrazione”.
Tosca, aggiunge Pession “ho voluto che fosse spogliata di ogni lato retorico o pietistico, è una donna tosta, una sorta di antieroina dotata di superpoteri consapevole della sua malattia, ha un grande intuito perchè riconosce i campanelli di allarme, ma è asciutta, diretta, dice anche le parolacce. Il mio personaggio è malato ed è una parola che va pronunciata. Ma noi non siamo la nostra malattia. La serie si concentra più che altro sulle sfumature del personaggio: Tosca è eccezionale, in lei convive una cifra realistica e qualcosa che è fuori dal comune: l’unica chance che ha per sopravvivere alla schizofrenia è curare i ragazzi del suo reparto”. Pession fa notare: “non bisogna nascondere nessuna malattia, occorre parlarne senza vergogna, senza aver paura delle proprie imperfezioni”.
La serie “parla di esseri umani – dice- di vite, e i ragazzi di oggi, lo vediamo sono spesso sconnessi con la realtà e troppo condizionati dai social. Sembra che tutti debbano essere al di sopra, fighissimi, dai vestiti alle location. Il dialogo viene meno, occorre recuperarlo”. Siamo consapevoli, aggiunge Pession, “che è impossibile che un primario di neuropsichiatria sia paranoico, ma Tosca è al di fuori della norma”. Oltre la Soglia ha il coraggio di affrontare ed esplorare temi duri, rompendo il muro di silenzio che circonda le malattie psichiatriche, soprattutto quando queste colpiscono i giovani. “Anche lei è affetta da una malattia, ma nonostante ciò si aggrappa alla vita dei giovani per non cadere – racconta l’attrice de La porta rossa – loro sono la sua linfa”. Nello stesso tempo – aggiunge – per poter aiutare i suoi pazienti deve soffocare questo suo aspetto. Tosca in reparto può avvalersi dell’aiuto di psichiatri e psicologi. Tra questi Alessandro Agosti (Paolo Briguglia); la caposala Maria Palli (Ida Sansone) e il dottor Francesco Negri (Alessandro Tedeschi). Avendo a che fare con i ragazzi, spesso Tosca deve fronteggiare l’intervento del Tribunale dei Minori e dei Servizi Sociali: Piergiorgio Di Muro (Giorgio Marchesi), uno dei PM della Procura, si scontra subito con l’insofferenza alle regole della dottoressa, in un conflitto che sembra insanabile che invece sfocia in un’attrazione a cui entrambi cercano, invano, di resistere.
Gabriella Pession inizièrà le riprese di un film recitato in inglese con il collega irlandese John Lynch, ispirato alla vita di Massimo Troisi, la regia è affidata al nipote Stefano Veneruso. L’attrice impersonerà Anna Pavignano, la scrittrice e sceneggiatrice che fu compagna di Troisi.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Mengoni si dà al podcast con il ‘Riff’
Al via il 28 ottobre, primo ospite il sindaco di Milano Sala

21 ottobre 201916:01

– Marco Mengoni è il primo artista italiano a realizzare un podcast. Il Riff di Marco Mengoni è il titolo della serie che debutta il 28 ottobre su tutte le piattaforme di streaming e podcast. Nata da un’idea di Marco, che è anche autore, è una chiacchierata con personaggi dei mondi più svariati. Con cadenza quindicinale, ruota attorno a un elemento ricorrente nelle vite di ciascuno, proprio come il riff ritorna e diventa il segno distintivo in una canzone. Nella prima puntata è il sindaco Beppe Sala a raccontarsi e a parlare di Milano, città in cui Mengoni ha scelto di vivere. “Pensavo alla potenza del riff: quando funziona, quando è fatto bene, spesso è la prima cosa che ti ricordi di una canzone”, dice Marco. “Allora mi sono chiesto cosa sia un riff nella vita di una persona: una cosa che ti caratterizza, una costante che ognuno riconosce a sé stesso. L’ho chiesto prima di tutto a me stesso, e ora mi è venuta voglia di chiederlo agli altri”.

‘900 e prima brano Di Cecca per l’OrtIl 24/10 a Pisa e il 25 a Firenze via a nuova stagione

FIRENZE21 ottobre 201916:02

– Un programma novecentesco apre la stagione concertistica dell’Orchestra della Toscana, al via il 24 ottobre dal teatro Verdi di Pisa e il 25 dal Verdi di Firenze. Sul podio il direttore principale Daniele Rustioni. In apertura anche la prima del brano di Caterina Di Cecca, con solista Donato De Sena, In centri concentrici.
R.Strauss con Also sprach Zarathustra op.30, Stravinskij con Petruska nella versione originale del 1911 e Ravel con La valse il programma del concerto che dà il via alla stagione che l’anno prossimo festeggerà anche i 40 anni dell’Ort, nata nel 1980 come orchestra da camera e che ha poi fatto di qualità, curiosità e sfida continua le sue scelte stilistiche.

Stan Lee, a un anno morte esce AlliancesIl 4 novembre pubblicato da Salani, con nuovi eroi

21 ottobre 201916:02

– A quasi un anno dalla morte di Stan Lee, avvenuta il 12 novembre 2018, arriva in libreria l’ultima preziosa eredità della leggenda della cultura pop: ‘Alliances.
Un gioco di luce’. Pubblicato dalla casa editrice Salani(GeMS, Gruppo editoriale Mauri Spagnol), il libro esce il 4 novembre e dal 21 ottobre è possibile prenotarlo in libreria e online.
Ideatore di Avengers, Pantera nera, X-Men, Spider-Man, Fantastici Quattro e Iron man, Lee in ‘Alliances’ da vita a una nuova generazione di eroi pronta a conquistare il mondo: sono giovani e ribelli, hanno superpoteri straordinari e non hanno paura di usarli. Il loro obiettivo? Sconfiggere il male che rischia di distruggere il pianeta. E soprattutto provare a rispondere a una domanda: Cos’è più reale? Il mondo in cui siamo nati o quello che abbiamo creato noi? Ambientato nell’universo Alliances, creato insieme a Luke Lieberman e Ryan Silbert e scritto con Kat Rosenfield, finalista al premio Edgar, Stan Lee ci offre un romanzo denso di avventure adrenaliniche. E anche di vertiginose ed esuberanti invenzioni, le stesse che lo hanno affermato come mente creativa dello spettacolare universo Marvel.

In Slovenia al via la Settimana ItalianaMoni Ovadia legge Dante

LUBIANA21 ottobre 201916:25

– La XIX Settimana della Lingua Italiana nel mondo (21 – 27 ottobre) si aprirà a Lubiana con un confronto fra attori, registi e produttori artistici italiani e sloveni per parlare dell’italiano sui palcoscenici condivisi, il modo scelto per declinare il tema che caratterizza l’edizione di quest’anno in tutto il mondo (“L’Italiano sul palcoscenico”).
L’evento odierno, organizzato dall’Istituto italiano di cultura e dall’Ambasciata d’Italia a Lubiana in collaborazione con il Forum italo-sloveno, vedrà i protagonisti scambiarsi opinioni ed esperienze anche all’insegna della collaborazione in campo artistico fra i due paesi.
Fra gli appuntamenti in calendario durante la settimana da segnalare lo spettacolo di Moni Ovadia mercoledì prossimo al Mali Teater della capitale slovena. L’attore, cantante, musicista e scrittore di orgini bulgare leggerà in musica il canto XXVI dell’Inferno di Dante Alighieri.

Sir Stewart a Lucca Comics & GamesInsieme ad altri attori cast nuova serie ‘Star Trek: Picard’

LUCCA21 ottobre 201917:16

T – Sir Patrick Stewart, insieme ad altri attori del cast delle nuova serie Amazon Original, ‘Star Trek: Picard’, sarà tra gli ospiti principali della 53/a edizione di Lucca Comics & Games. Venerdì 1 novembre l’attore britannico, accompagnato da alcuni colleghi del cast, tra cui Isa Briones, Santiago Cabrera, Michelle Hurd e Evan Evagora, salirà sul palco per annunciare, si spiega in una nota, il ritorno di Picard ai fan di Star Trek, svelando in anteprima alcuni dettagli sulla nuova serie. Star Trek: Picard debutterà su Amazon Prime Video il 24 gennaio 2020.
Lucca Comics & Games assegnerà inoltre a Stewart un posto d’onore nella Walk of Fame del festival dove hanno lasciato le proprie impronte artisti del mondo del cinema, dei fumetti e dei videogiochi. Gli altri attori del cast si uniranno a sir Patrick Stewart nell’evento dell’area Movie di Lucca Comics & Games. In ‘Star Trek: Picard’ sir Patrick Stewart indosserà nuovamente l’uniforme del leggendario Jean Luc Picard, ruolo che ha interpretato nelle sette stagioni di ‘Star Trek: The Next Generation’. La nuova serie seguirà le vicende del celebre capitano in un nuovo capitolo della sua vita.

Luci d’Artista con novità di ‘Miracola’Opera realizzata per i 500 anni della morte di Leonardo

TORINO21 ottobre 201917:18

– Dal 29 ottobre al 12 gennaio Torino torna a vestirsi di luce. La XXII edizione le Luci d’Artista, l’evento culturale che illumina il centro e la periferia della città con 25 installazioni luminose che comprendono quest’anno una nuova opera, ‘Miracola’.
Realizzata da Roberto Cuoghi per i 500 anni della morte di Leonardo, in collaborazione con la Città, il Castello di Rivoli e Iren, l’opera illuminerà e spegnerà piazza San Carlo, alternando momenti di luce e buio per rendere omaggio alle teorie leonardesche sul rapporto fra luce e ombra. Fra le novità, il riallestimento, con innovazioni tecnologiche e strutturali, di ‘Doppio passaggio’ di Joseph Kosuth e ‘Planetario’ di Carmelo Giammello. Di quest’opera sono anche state date in prestito 16 costellazioni a L’Avana che le accenderà per i 500 anni della capitale cubana. Prosegue inoltre il progetto educativo-artistico-culturale ‘Incontri illuminanti con l’arte contemporanea’, dedicato quest’anno al tema Segni, segnali, simboli.

Restauro per statua Bud Spencer LivornoEsposizione fronte mare ha provocato danneggiamenti copertura

LIVORNO21 ottobre 201917:49

– Rimossa dal lungomare di Livorno la statua in vetroresina che raffigura l’attore Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer, in accordo con l’autore Fabrizio Galli: necessita già di lavori di restauro. La statua, voluta dalla passata amministrazione comunale guidata da Filippo Nogarin, è stata portata in un magazzino di proprietà comunale per essere restaurata dallo stesso autore.
L’esposizione di fronte al mare e probabilmente l’azione di qualche sconsiderato, come spiegano dal Comune, ha provocato danneggiamenti al rivestimento che necessitano una riparazione urgente. Dello spostamento e successivo restauro, sono stati avvisati anche i familiari dell’attore. L’opera, il cui gusto e la sua collocazione non avevano incontrato consenso unanime tra i cittadini, rimarrà nel magazzino il tempo necessario per stabilire una nuova collocazione più consona al materiale con cui è stata costruita e dove probabilmente verrà dotata di una protezione per evitare che venga danneggiata nuovamente.

Fratelli Rossellini contro femminicidioLa diva voce narrante corto a sostegno di Preludio per il 25/11

21 ottobre 201917:51

– Isabella Rossellini e Renzo Rossellini, insieme a sostegno di Preludio, per dire no al Femminicidio. L’attrice ha abbracciato il progetto di un filmato contro la violenza alle donne, che vede il fratello Renzo Rossellini nella veste di direttore artistico.
Isabella non apparirà nel corto concesso a Doppia Difesa Onlus e distribuito in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza alle donne, il 25 novembre, ma ne sarà la voce narrante. E il suo nome apparirà nei titoli di coda, seguito da una sua frase, un pensiero dedicato a tutte le donne del mondo.
Preludio sarà diretto da Stefania Rossella Grassi e Tommaso Scutari (aka John J Greenflowers ), prodotto da Ermelinda Maturo in co-produzione con Camera Works. Le riprese sono previste il 16 e 17 Novembre a Cormano (Mi) con il sostegno tecnico del sindaco Luis Magistro.

‘Buio’, tra abuso e rinascitaTantucci, mio personaggio ‘mamma’, vittima e carnefice

21 ottobre 201918:59

– Un uomo di 58 anni e 6 fratelli, dai 18 ai 25 anni, che hanno vissuto 9 anni rinchiusi nella cantina di casa, nella campagna di Ruinerwold in Olanda, aspettando la fine del mondo. E’ l’inquietante storia di cronaca uscita sui giornali nei giorni scorsi, che trova echi in Buio, intensa opera prima di Emanuela Rossi, presentata ad Alice nella città – Panorama Italia. Protagoniste tre sorelle, la 17enne Stella (Denise Tantucci, che vedremo anche nel nuovo film di Nanni Moretti, Tre piani), e le due più piccole Luce (Gaia Bocci) e Aria (Olimpia Tosatto) rinchiuse da anni in casa, da un padre orco (Valerio Binasco) l’unico a cui è consentito uscire, facendo credere alla figlie che nel mondo sia avvenuta una sorta di apocalisse. Una storia di abuso e rinascita per la quale le interpreti, si sono preparate con un lungo periodo di prove. Il personaggio di Stella, dice Tantucci, “fa un po’ da mamma delle altre due sorelline. E’ sia vittima che carnefice, ma è anche un’adolescente alla scoperta di sé”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Film di Jacquet per gli Award Loro Piana
Presentato a Shangai nel corso consegna premi per miglior fibra

21 ottobre 201919:00

– In occasione della quinta edizione del Loro Piana Cashmere of the year award aperto ai pastori della Mongolia, il cui cashmere è valutato in base a criteri di finezza, lunghezza e prestazioni, tenutosi a Shangai, è stato presentato Cashmere – The Origin of a Secret, primo documentario di una trilogia diretta dall’Academy Award, diretta dal regista premio Oscar Luc Jacquet.
L’award 2019, assegnato dal vicepresidente del gruppo Pier Luigi Loro Piana, ha riconosciuto il lavoro di due coppie, il signor Zhang Mingzhu e la signora Li Yumei per la prima coppia, il signor Suyalatu e la signora Burenqiqige per la seconda, il cui peso di cashmere era netto pulito di 112,3 kg, con un diametro della fibra di 13,6 micron e una lunghezza di 28 mm (basata su misurazione ufficiale del CNR, Consiglio Nazionale delle Ricerche). È la migliore fibra di cashmere da quando è stato istituito questo premio nel 2015.

Tour di Lana del Rey all’Arena di VeronaLo show il 9 giugno 2020. Dal 21 febbraio lo show in Europa
21 ottobre 201919:19

– Lana Del Rey porta il suo “The Norman Fucking Rockwell! Tour” in Italia. La diva americana si esibirà il prossimo 9 giugno 2020 nell’Arena di Verona. La cantante farà tappa in Europa a partire dal 21 febbraio con la prima leg del tour, con concerti ad Amsterdam, Parigi, Londra, Manchester, Glasgow, Birmingham, Berlino e Colonia. Lana Del Rey ha pubblicato lo scorso 30 agosto il suo quinto album in studio, Norman Fucking Rockwell!. La maggior parte dei brani presenti nel disco sono prodotti (e co-scritti) assieme a Jack Antonoff.
Nella tracklist troviamo Venice Bitch, Mariners Apartment Complex, Hope is a dangerous thing for a woman like me to have-but I have it e il singolo Doint Time, splendida cover del brano dei Sublime. I biglietti per Verona saranno disponibili in anteprima per gli iscritti a MyLiveNation dalle 11 del 23 ottobre su http://www.livenation.it. La vendita partirà invece dalle ore 11 del 24 su http://www.ticketmaster.ithttp://www.ticketone.itnegli store autorizzati.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Percorsi tattili alla Reggia di Caserta
Dal 25 novembre, obiettivo favorire accessibilità e inclusione

CASERTA21 ottobre 201919:31

– Al via alla Reggia di Caserta il ciclo di percorsi tattili olfattivi previsti nell’ambito della biennale Arteinsieme, promossa dal Museo Tattile Omero, dal ministero di Beni Culturali e Turismo e dal ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.
Protagonista sarà il Bosco Vecchio della Reggia, dove si snoderanno i percorsi di visita che privilegeranno gli strumenti conoscitivi di tipo sensoriale quali il tatto e l’olfatto per approfondire la conoscenza degli elementi naturali, storico artistici e architettonici che caratterizzano questo luogo magico. L’obiettivo è favorire l’accessibilità, l’inclusione e la sensibilizzazione alle diversità, favorendo la partecipazione delle persone con disabilità e con esigenze speciali. Si parte il 25 ottobre, poi il 22 novembre e il 6 dicembre. Sarà possibile riconoscere le specie botaniche più significative attraverso il tatto e l’olfatto con campioni freschi ed essiccati e “sentire”, toccandoli con guanti monouso, gli arredi e le sculture in marmo.

The Irishman, il tempo passa anche per i gangsterArriva il film multi Oscar con De Niro e Pacino

22 ottobre 201912:38

Il tempo passa anche per i gangster, scorre inevitabile. Tanto più in quest’ultimo film di Martin Scorsese, ‘The Irishman’, dove il passare degli anni è sottolineato dalla tecnologia digitale che ha ‘giocato’ con l’età dei suoi principali protagonisti, tutti attori da Oscar come Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci. Un film molto malinconico, quasi un testamento, dove aleggia sempre la difficile condizione umana, la sua precarietà. Presentato alla Festa del Cinema di Roma e in sala dal 4 al 6 novembre per poi approdare su Netflix dal 27 novembre, The Irishman è un’epica saga sulla criminalità organizzata nell’America dal dopoguerra ad oggi. La storia, raccontata attraverso gli occhi di Frank Sheeran (De Niro) veterano della Seconda Guerra Mondiale, imbroglione, eterno gregario e soprattutto sicario che ha lavorato al fianco di alcune delle figure più importanti del XX secolo tra cui il leggendario sindacalista Jimmy Hoffa (Pacino) con cui instaura un autentico rapporto di amicizia. Tratto dall’omonimo libro di Charles Brandt, il film racconta, nel corso di decenni (si arriva fino al 2000), uno dei più grandi misteri irrisolti della storia statunitense, la scomparsa di Hoffa, basandosi anche su anni di interviste rilasciate da Frank Sheeran a Charles Brandt, noto procuratore che ha condotto innumerevoli inchieste sulla malavita americana.
E l’Irlandese, come rivela il film e il libro, alla fine si è detto responsabile di più di venticinque omicidi, tra cui quello dello stesso Jimmy Hoffa. Sullo sfondo di rivelazioni come il coinvolgimento della mafia nell’assassinio dei Kennedy e il racconto del tradizionale rapporto tra politica e mafia in Usa, il film ci porta dentro il mondo criminale degli anni Settanta.
Un mondo tutto maschile, fatto d’onore, rituali da rispettare, pistole da scegliere (secondo l’omicidio da perpetrare), camicie sporche di sangue da farsi lavare dalla disponibile moglie. Centrali in The Irishman i ‘duetti’ tra De Niro e Al Pacino, così bravi da fagocitare il film e farlo scomparire di fronte ai loro teatrini. Al Pacino/Hoffa è pieno di vezzi fino all’ossessione: intanto non sopporta i ritardi, ama il gelato e trova sconveniente ritrovarsi a un incontro di lavoro, anche fosse con il peggiore dei killer, con una persona non vestita adeguatamente.
A rendere questo film una sorta di ibrido, tra classicità e avanguardia, è soprattutto il confronto con il tempo grazie alle tecnologie messe in campo per ringiovanire i protagonisti del film, che ha reso, tra l’altro, The Irishman un lavoro più che travagliato a livello economico. Così, non a caso, il film è passato dalle mani di una Paramount, spaventata dall’elevato costo della pellicola.
Per l’effetto fontana della giovinezza delle attempate superstar – da Ray Romano a Jack Huston, da Bobby Cannavale a Stephen Graham da Harvey Keitel a Kathrine Narducci – è stata chiamata la “Industrial Light & Magic” già resa celebre dalla saga di Star Wars. Sì perché, va detto, che questo film racconta di fine vita e destino umano, inizia non a caso in un ospizio dove troviamo un De Niro molto vecchio, un uomo che ha già scelto e comprato la sua bara, che prega con un sacerdote e che dice, con immensa complicità, a una giovane infermiera che lo assiste: “Stia attenta il tempo va veloce”. Frase cult del film, quella cinica di Sheeran: “Perché tre persone mantengano il segreto, due devono essere già morte”.

Emma: ‘Il disco è buon motivo per sorridere’Esce “Fortuna” per 10 anni carriera, dopo annuncio malattia

22 ottobre 201910:56

C’e’ sempre un buon motivo per sorridere. Anche quando la vita ti fa lo sgambetto, e di sorridere, forse, ti passa la voglia. Ma e’ impossibile fermare Emma. Emma la guerriera, che solo un mese fa aveva annunciato via social a sorpresa uno stop per motivi di salute, con un disco in uscita e i 10 anni di carriera da festeggiare all’orizzonte. Era stata, pero’, lei stessa a tranquillizzare i fan, promettendo di tornare “piu’ forte di prima! Ci sono troppe cose belle da vivere insieme”. Promessa mantenuta e quel “buon motivo”, Emma, l’ha trovato nel suo nuovo lavoro discografico. Che e’ andato avanti nonostante tutto, che ha preso la sua strada ed ora e’ pronto ad essere condiviso con i fan. Con un titolo, “Fortuna”, che vale piu’ di mille parole. “Questo disco rappresenta per me un buon motivo per sorridere e battere il tempo con i piedi, la consapevolezza di essere liberi e di poter viaggiare ovunque anche solo con la mente”, spiega la cantante salentina, che a differenza di tanti artisti non ha mai vissuto la dicotomia persona-personaggio e che non si e’ mai tirata indietro davanti a critiche e attacchi personali. Una che ci ha sempre messo la faccia, anche con la malattia. “Succede. Succede e basta – aveva detto un mese fa -. Questo non era proprio il momento giusto, ma in certi casi nessun momento lo sarebbe stato”. E allora avanti tutta, perche’ – come diceva John Lennon – “la vita e’ cio’ che ti accade quando sei intento a fare altri piani”. “Ero a Los Angeles la prima volta che ho ascoltato i provini dei brani – racconta ancora la cantante sull’album -. I finestrini tirati giu’ completamente mentre percorrevo le strade infinite di questa enorme citta’ e avevo voglia di scendere dalla macchina e di ballare”. Perche’ nonostante tutto, Emma ha una certezza: “Sono la ragazza piu’ felice del mondo”. Fortuna e’ un disco che celebra anche un anniversario importante per la carriera dell’artista 35enne: era l’autunno del 2009 quando la riccia e testarda Emma conquistava un banco nella scuola di Amici di Maria De Filippi. “Dieci anni. Non sono tanti ma nemmeno pochi. Sono il risultato dell’amore del mio pubblico (la mia Brown Crew) che da sempre mi ha accompagnato in questo viaggio a volte duro ma meraviglioso senza lasciare mai la mia mano, vi amo – scrive nei ringraziamenti del disco -. Ho imparato tante cose e spero di avere la possibilita’ di impararne ancora tante. Voglio imparare a non finire mai. Voglio essere io ma nuova ogni giorno”. E ancora, come fosse un incitamento a se stessa: “Voglio continuare a saper accettare quello che la vita mi mettera’ davanti. E voglio stupirmi ogni volta per ogni piccola cosa inaspettata che accadra’. Voglio la bellezza intorno a me e i sorrisi buoni delle persone che mi amano davvero. Voglio continuare per tutti quelli che non ce l’hanno fatta. Voglio la musica. Ancora e ancora. Per tutta la vita”. Fortuna (Universal/Polydor), che esce il 25 ottobre, era stato anticipato dall’atteso brano “Io sono bella”, scritto per lei da Vasco Rossi insieme con Gaetano Curreri. Ma oltre che come interprete, Emma si e’ rimessa in gioco anche come autrice di alcuni brani, tra cui il brano che da’ il titolo all’album. E per il suo compleanno, il 25 maggio, Emma si regalera’ un concerto all’Arena di Verona per presentare live i brani di Fortuna e spegnere le 10 candeline di carriera musicale.

Pennelli e magie per arrivo Mary PoppinsDa 24/10 a Sistina di Roma. Grande casa pensata come acquerello

ROMA22 ottobre 201910:28

– L’abajour con le frangette che uscirà dalla ‘sua’ borsa. La vetrina con le caramelle colorate.
Le spazzole degli spazzacamini, che attendono in fila nel sottoscala. Tutto intorno, un gran lavorio di martelli, pennelli, sarte. E’ il dietro le quinte del Teatro Sistina a Roma, dove sta per prendere vita la favola di Mary Poppins, dal 24/10 al 6/1 in versione musical.
Una produzione Cameron Mackintosh e Thomas Schumacher per Disney Theatrical Productions, su libretto del Premio Oscar Julian Fellowes e regia di Federico Bellone, in cui, racconta Hella Mombrini, autrice delle scenografie con Silvia Silvestri, ”la grande casa dei Banks, pensata come fosse un acquerello, è protagonista quanto Mary e Bert”. In tutto, 28 attori in scena ogni sera, 13 musicisti più di 50 cambi scena e 100 di costumi, 120 paia di scarpe, 160 metri di filo per aquiloni, 6 cavalli da giostra, 4 chili di fondo grigio-argento per il trucco delle statue, 300 metri di biadesivo per i baffi e 125 pagine di copione da mandare a memoria

Netflix riapre il Paris, ultimo monosala NYRiaprirà i battenti grazie a Netflix

NEW YORK22 ottobre 201910:45

– Il Paris Theatre, l’ultimo monosala rimasto a Manhattan che aveva chiuso per sempre alla fine di agosto, riaprira’ i battenti grazie a Netflix. Lo storico cinema amato da David Bowie e che aveva introdotto il pubblico di oltreoceano ai capolavori di Roberto Rossellini, Federico Fellini, Pietro Germi e Franco Zeffirelli, ospiterà dal 6 novembre il nuovo film di Noah Baumbach, “Marriage Story”, che Netflix vuole fare uscire a New York e Los Angeles prima di trasferirlo un mese dopo sulla piattaforma in streaming.
La scorsa estate il Paris era stato condannato: Robert Solow, il proprietario dell’edificio a pochi passi dal Plaza Hotel, sembrava intenzionato a trasformarlo in un banale palazzo per uffici alla scadenza del contratto di affitto alla fine di agosto. Il documentario di Ron Howard su Luciano Pavarotti era stato il canto del cigno. L’annuncio, riportato su Deadline, lascia sperare invece che la vita del monosala non sia veramente finita.

‘Wendingen 1918-1931’ in mostra a ParmaRivista olandese d’arte e architettura al Labirinto della Masone

PARMA22 ottobre 201911:06

– ‘Wendingen’ (Rivolgimenti), rivista di arte e architettura uscita ad Amsterdam dal 1918 al 1931, sarà il fulcro della mostra autunnale al Labirinto della Masone a Fontanellato (Parma), dal 26 ottobre al 15 marzo. Il percorso, con l’esposizione di 116 copertine, fotograferà un momento storico fondamentale di passaggio in Europa e un ambiente dove la complessa tradizione Jugend si confronta e si scontra con il primo Bauhaus di Weimar e il De Stijl. La mostra esporrà inoltre alcuni riferimenti italiani rappresentativi di quel percorso ed esplorerà altri aspetti in cui l’influenza di ‘Wendingen’ è stata cruciale, dalla grafica all’editoria, al design.
Cara all’editore Franco Maria Ricci, che nell’86 le dedicò l’omonima monografia pubblicata all’interno della collana ‘Quadreria’, la rivista, come scriveva l’architetto Paolo Portoghesi, “incarna gli ideali di una bellezza basata su un nuovo equilibrio tra pensiero e senso e per un simile programma la qualità estetica della rivista appare una necessità”.

Salvatores, un viaggio per amare la diversità

CA PER INGRANDIREAlessandra MagliaroROMA22 ottobre 201912:21

– “Visto da vicino, nessuno è normale.
E si può scoprire che è possibile riuscire ad amare anche chi è diverso da noi. A patto di non aver paura di questa diversità”, ha detto Gabriele Salvatores parlando di ‘Tutto il mio folle amore’, già fuori concorso a Venezia 76 e ora in sala con 01 dal 24 ottobre.
Tratto liberamente dal romanzo di Fulvio Ervas ‘Se ti abbraccio non aver paura’ (Marcos Y Marcos), il film, sceneggiato con Umberto Contarello e Sara Mosetti, racconta di Vincent (interpretato dal talentuoso esordiente Giulio Pranno grandemente applaudito), un ragazzo affetto da autismo, e del padre che non vede da 16 anni e non sa neppure della sua condizione.
Sono passati sedici anni non facili per nessuno: né per Vincent, immerso in un mondo tutto suo, né per sua madre Elena (Valeria Golino) e per il suo compagno Mario (Diego Abatantuono), che lo ha adottato. Willi (Claudio Santamaria), che voleva fare il cantante, è il padre naturale del ragazzo e trova finalmente il coraggio di andare a conoscere quel figlio che non ha mai visto e scopre che non è proprio come se lo immaginava. “L’autismo è una delle caratteristiche di questo ragazzo, ma non è un film sull’autismo, piuttosto sugli incontri tra padri e figli, crescita e miglioramento per tutti”, ha detto Valeria Golino che curiosamente si ritrova in un film sul tema a distanza di molti anni da Rain Man che aveva girato in America con Tom Cruise e Dustin Hoffman nel 1988. “Trent’anni fa non se ne parlava affatto, ora sono altri tempi, abbiamo molta piu’ consapevolezza e molti meno pregiudizi, anche se tanti persistono”, ha aggiunto.
Di lato c’è un tema ricorrente nei film del premio Oscar Salvatores: “Il viaggio, quello esteriore e quello interiore”. E al centro il tema della paternità, anzi delle paternità, “racconto due modi di essere padri, l’istintivo Willi-Santamaria che agisce di pancia, non sa niente di suo figlio, dei problemi che ha, e il razionale Mario-Abatantuono, un orsone che si prende responsabilità non sue e adotta il ragazzo. La mancanza dei padri è uno dei grandi problemi, padri – ha sottolineato Salvatores – che diventano amici dei figli invece di essere i loro padri”.
Claudio Santamaria (l’altro padre) ha raccontato la bellezza della figura del suo personaggio che, proprio perché non conosce il figlio, lo tratta alla pari e senza falso pietismo, “per scoprire poi alla fine del viaggio tutto il folle amore per il ragazzo. Del resto padri non si nasce, si impara ad esserlo”.
Giulio Pranno, al debutto, e’ andato in America a conoscere il vero Andrea Antonello, il giovane autistico del libro di Ervas: “Mi ha aperto gli occhi, io non dovevo esserne una copia, ne’ una macchietta, ma vederlo, capire il suo magnetismo, la sua persona coraggiosa, briosa e’ stato decisivo”.

Tv: Bellè voleva fare la rockstar…poi ho smessoLa nuova serie su Rai2 dal 30 ottobre

22 ottobre 201912:27

– Ribelle e amante della musica sin da bambina Olivia aveva un sogno da grande avrebbe fatto là rockstar, ma il corso degli eventi ha deciso diversamente.
Ispirata ai racconti di Valentina Santandrea pubblicati nell’omonimo blog (poi diventato un romanzo per Rai libri), Volevo Fare La Rockstar, è la nuova fiction in onda su Rai2 dal 30 ottobre in sei prime serata, diretta da Matteo Oleotto, con Giuseppe Battiston, Valentina Bellè e Angela Finocchiaro.
Protagonista della serie è Olivia, (Valentina Bellè) una giovane mamma di 27 anni di due gemelle, avute all’età di 16 anni, che, a causa della maternità, è dovuta crescere in fretta, assumendosi le proprie responsabilità.
Dopo un incidente quasi mortale, che la costringerà a porsi delle domande (“È questa la vita che voleva?”), Olivia entrerà in una crisi esistenziale. Negli anni si è persa tante cose Olivia anche l’amore, poco importa se si presenterà all’improvviso in forma extralarge nei panni di uno scorbutico padre di famiglia (Battistoni). MPresentata oggi a viale Mazzini da regista alla presenza di tutto il cast e del direttore di Rai Fiction, Eleonora Andreatta la serie è una commedia brillante e un po’ scorretta che racconta un punto di vista femminile sulla crescita e la maturità e una provincia italiana impoverita dalla crisi, ma autentica e vita. Una coproduzione Rai Fiction Pepito produzioni, realizzata con il sostegno di Friuli Venezia Giulia e Friuli Venezia Giulia film Commission.

Tv: ascolti; vince Montalbano, esordio Report al 9% share

22 ottobre 201913:00

– Il programma più visto della prima serata di ieri è stata la puntata della serie Il Commissario Montalbano trasmessa da Rai1 intitolata La Caccia al Tesoro che ha conquistato 4.599.000 spettatori pari al 20.4% di share. Su Canale 5 Che bella Giornata ha raccolto davanti al video 2.443.000 spettatori pari all’11% di share. Bene su Rai3 l’esordio di Report di Sigfido Ranucci che ha segnato 2.153.000 spettatori pari ad uno share del 9.1% risultando al netto degli eventi sportivi il più commentato sul web della prima serata con 49mila interazioni. Su Rai2 ascolti in crescita per Stasera tutto è Possibile condotto da Stefano De Martino con ospite Mara Venier che ha interessato 1.892.000 spettatori pari al 9.4% di share. Su Italia1 Mission: Impossible – Protocollo Fantasma ha catturato l’attenzione di 1.353.000 spettatori (6.3%). Su Rete4 Quarta Repubblica ha totalizzato un ascolto medio di 1.155.000 spettatori con il 6.5% di share. Su La7 Grey’s Anatomy ha registrato 584.000 spettatori con uno share del 2.5%.
Nell’access prime time su Rai1 Soliti Ignoti – Il Ritorno ha ottenuto 5.447.000 spettatori con il 20.8%.Su Canale 5 Striscia la Notizia ha registrato una media di 4.578.000 spettatori con uno share del 17.5%. Su La7 Otto e Mezzo ha interessato 1.817.000 spettatori con il 7% di share. L’ufficio stampa Rai segnala su Rai3 l’esordio in access in prime time alle 20,20 “That’s amore”, programma sul rapporto tra cani e padroni, seguito da 1.161.000 spettatori e uno share del 4,8%.
Rai1 vince il prime time con 5.072.000 e il 19.87% di share.
Per Canale5, 3.471.000 spettatori e il 14.66% di share. Nell’ insieme, le reti Rai si aggiudicano la prima serata con 10.251.000 spettatori e il 40,2% di share (per Mediaset, 8.476.000 spettatori e il 33.21% di share); la seconda serata con 4. 330.000 spettator e il 38.75% di share (per Mediaset, 3.498.000 spettatori e il 31.3% di share); l’intera giornata con 3.709.000 spettatori e il 36.9% di share (per le reti Mediaset, 3.361.000 spettatori e il 33.45% di share).
Per l’informazione i Tg delle ore 20 hanno avuto i seguenti ascolti : per il Tg1, 5.066.000 spettatori e il 21.8% di share; per il Tg5, 4.778.000 spettatori e il 20.3% di share; per il TgLa7, 1.426.000 spettatori e il 6% di share. L’ufficio stampa Rai informa che il Tg2 delle 13.00 ha segnato 2.006.000 spettatori e share 14,7% , il Tg3 delle 19.00 ha realizzato 1.974.000 spettatori con il 11.3% di share, saliti a 2. 579.000, 12,4 di share, nell’edizione della TgR.
Ancora su Rai1, in seconda serata, il programma di Franco Di Mare “Frontiere”, visto, alle 23,30, da 1.171.000 e uno share dell’11,2%. e su Rai3, nella stessa fascia oraria, “Prima dell’alba”, la nuova serie d’inchieste di Salvo Sottile sul mondo della notte, che è stato seguito da 1.040 mila spettatori con uno share del 7,9% .
L’ufficio stampa Rai informa che nel pomeriggio di Rai1, La prova del cuoco, alle 12,00 è stato scelto da 1.394.000 spettatori con il 12,2% di share ; bene anche “Vieni da me”, la trasmissione con Caterina Balivo è stata vista da1.566.000 e l’11,5 di share. La serie “Il Paradiso delle signore”, alle 15,4 è piaciuto a 1.487.000 con il 13,5% di share, e alle 17,10 “La vita in diretta” è stata seguita da1.458.000 e il 13,3% di share.

Rai3: Passato e presente, la notte dei cristalli

22 ottobre 201913:36

– Germania, Austria, Cecoslovacchia: l’orrore inizia nella notte del 9 novembre 1938. Con la premeditazione dei gerarchi nazisti e con il diffuso consenso della popolazione ubriacata dalla propaganda antisemita, viene prima favorito e poi apertamente scatenato l’assalto alle case, alle fabbriche, ai negozi degli ebrei. Tutto viene contrassegnato con il marchio di infamia della stella gialla e la scritta ‘ Achtung Juden’. Una pagina buia della storia riletta dal professor Emilio Gentile e da Paolo Mieli a “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda domani alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia.
Le violenze dilagano rapidamente in tutte le città del Reich: è la data che segna l’inizio della fase più violenta delle persecuzioni antisemite condotte dai nazisti. In ventiquattro ore, trentamila ebrei vengono arrestati, spinti sui treni e inviati nei campi di concentramento. Novantuno persone vengono uccise, 267 sinagoghe incendiate, 7.500 negozi distrutti. La strage passerà alla storia come “die Kristallnacht”, “La notte dei cristalli”.

Libri: Rubbettino pubblica opera omnia Saverio Strati

CATANZARO22 ottobre 201914:03

– Sarà “Tibi e Tascia”, forse il suo romanzo più amato, con prefazione di Goffredo Fofi, ad inaugurare l’opera omnia di Saverio Strati che Rubbettino Editore pubblicherà da dicembre. Il piano editoriale prevede due uscite all’anno. Tra le prime, si annunciano “La Teda”, “Il Selvaggio di Santa Venere” e il romanzo inedito “Tutta una vita”. “Benché la pubblicazione di un’opera omnia rechi sempre con sé un intento chiaramente celebrativo – é detto in una nota della casa editrice – Rubbettino, con questa collana, intende presentare le opere di Strati in un modo attuale e fresco, come se fossero delle prime edizioni. L’obiettivo è quello di non cedere alla tentazione di ‘musealizzare’ lo scrittore, di porlo su un piedistallo, rendendolo di fatto, lontano, inaccessibile”.
“È necessario – afferma l’editore Florindo Rubbettino – che la cultura italiana riscopra veramente Saverio Strati, al di là dei proclami e della retorica, e lo si può fare in un unico modo: leggendo le sue opere. Per questa ragione abbiamo deciso di ripubblicare i libri del maestro di Sant’Agata del Bianco in maniera non convenzionale, con una grafica vivace e affidando i testi introduttivi a intellettuali, giornalisti e scrittori contemporanei”. “La ripubblicazione delle opere di Saverio Strati – prosegue il comunicato – è stata fortemente voluta dalla Rubbettino, che ha firmato di recente il contratto per l’acquisizione dei diritti di tutti i testi, editi ed inediti, con il figlio dello scrittore, Giampaolo, anche grazie all’intermediazione preziosa di Palma Comandè, nipote dello scrittore e profonda conoscitrice dell’opera letteraria di Strati”. “A dire il vero – prosegue Rubbettino – avevamo intenzione di ripubblicare le opere di Strati quando ancora lo scrittore era in vita, ma la situazione dei diritti non era ben definita e il maestro non era ancora rientrato in possesso di molte delle sue opere più importanti. Dispiace a me per primo che Strati, che negli ultimi anni si sentiva un po’ tradito dalla sua stessa terra, non possa vedere la nascita di quest’opera”. L’iniziativa non è nuova per il catalogo Rubbettino, che accoglie già l’opera omnia di Leonida Repaci, unitamente a grandi classici, spesso dimenticati, di autori come Corrado Alvaro, Grazia Deledda, Mario La Cava, Raoul Maria De Angelis, Sharo Gambino e Francesco Perri. Saverio Strati, le cui opere sono state pubblicate in prima edizione da Mondadori, è scomparso il 9 aprile del 2014 a Scandicci (Firenze), dove viveva ormai da molti anni. Era nato in Calabria, a Sant’Agata del Bianco, nella locride, terra feconda di storie e di grandi scrittori. La sua vicenda umana e culturale è esemplare.
Abbandonati gli studi subito dopo la scuola elementare per fare il muratore, potè proseguirli solo dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Suo nume tutelare fu il critico Giacomo Debenedetti, che Strati conobbe durante gli studi universitari a Messina. Sarà lo stesso Debenedetti a presentare Strati a Mondadori, che pubblicò nel 1956 il suo primo libro, la raccolta di racconti “La Marchesina”. Con il romanzo “Il selvaggio di Santa Venere”, tra le prime opere di narrativa ad affrontare il tema della ‘ndrangheta, Strati vinse il Premio Campiello nel 1977. La giuria era presieduta dallo scrittore Piero Chiara. “Saverio Strati – conclude la Rubbettino – fu un autore molto prolifico. I suoi scritti hanno sempre avuto come tema la Calabria e i calabresi, segno di un amore profondo e contraddittorio con la sua terra che amava visceralmente ma dalla quale forse non fu mai adeguatamente ricambiato”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Un premio ai ‘Diari segreti del Papa’
Il soggetto del docu prodotto da Stand by Me-Vatican Media

20 ottobre 201916:17

– Il soggetto del documentario “I diari segreti del Papa – Gli Archivi Segreti Vaticani della seconda guerra mondiale”, firmato da Simona Ercolani e Cosetta Lagani e prodotto da Stand by Me con Vatican Media, ha vinto al MIA – Mercato internazionale dell’Audiovisivo il National Geographic Award.
Il documentario prende spunto da una decisione storica di Papa Francesco: a marzo 2020 gli archivi segreti del Vaticano, contenenti i materiali relativi alla seconda guerra mondiale, verranno aperti e i 16 milioni di documenti, finora secretati, saranno rivelati. Una svolta destinata a fare chiarezza sulla posizione della Chiesa, in particolare del pontificato di Pio XII, in relazione al nazismo e all’olocausto. Grazie ad una consolidata partnership con Vatican Media, il documentario avrà accesso agli archivi e ai luoghi del Vaticano oggetto del racconto. Il team di progetto lavorerà fianco a fianco con un ristretto pool di studiosi autorizzato all’apertura e alla consultazione dei documenti.

Le donne di Hollywood omaggiano Lina WertmüllerIl 24 ottobre il benvenuto di Women in film verso Oscar e Stella

NAPOLI20 ottobre 201918:23

– Le donne di Hollywood rendono omaggio a Lina Wertmüller: il 24 ottobre un esclusivo ricevimento di benvenuto organizzato dal presidente WIF (Women in film) Amy Baer al Beverly Hills Four Seasons darà il via ai festeggiamenti per la regista italiana, 91 anni, che il 27 ottobre riceverà l’Oscar alla carriera e il 28 ottobre la stella sulla Walk ok fame. L’evento è organizzato dall’Istituto Capri nel Mondo in associazione con Mibact, Siae-Società italiana degli autori ed editori, e la Regione Basilicata, con il sostegno del Consolato Italiano e dell’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles. Wertmüller è stata la prima donna a ricevere una nomination all’Academy Award come migliore regista.
Nei successivi 40 anni, solo altre 4 sono state nominate per la migliore regia e solo Kathryn Bigelow si è aggiudicata l’Oscar.
“Porgiamo il nostro più sentito ringraziamento a Amy Baer e alla squadra di Women In Film per l’omaggio a Wertmüller” dice Pascal Vicedomini, segretario generale dell’Istituto Capri nel Mondo.
Mira Sorvino, il #metoo aiuti le donneL’attrice è nella selezione ufficiale con Drowning

CA PER INGRANDIREFrancesca PierleoniROMA21 ottobre 201909:37

– Mira Sorvino è felice e grata del momento che sta vivendo “e come parte del movimento #metoo, spero di aiutare a dare coraggio a tutte quelle donne che sono sopravvissute a forme di violenza, abusi e sopraffazioni”. Lo dice alla Festa del Cinema di Roma l’attrice premio Oscar, tra le prime a rivelare le violenze e gli abusi subiti da Harvey Weinstein. Il suo ribellarsi alle avance del produttore le era costato l’esclusione per anni da molti progetti di alto profilo, tra i quali Il signore degli anelli, come ha confermato Peter Jackson.L’interprete di La dea dell’amore è nella selezione ufficiale con Drowning, film intimo, scritto, diretto e interpretato dall’amica Melora Walters, in prima mondiale alla Festa. Si racconta il viaggio interiore di Rose (Walters), una madre sopraffatta dal dolore e dalla paura, per la sorte del figlio, soldato in missione in Iraq. E’ solo uno dei tanti altri titoli nei quali Mira Sorvino è coinvolta da qui a due anni: “Nella vita di ogni attore ci sono alti e bassi, come mi ricorda sempre mio padre (il grande attore Paul Sorvino, ndr). Io per un periodo ero stata messa su una lista nera e non ho potuto lavorare, ora invece mi arrivano bellissimi script da straordinari registi e sceneggiatori, tanti altri progetti stanno iniziando e non posso ancora parlarne. Mi sento molto stimolata, lavoro con gioia e sono piena di speranza”.In Drowning, Mira Sorvino interpreta Mary, proprietaria della libreria dove lavora Rose: “Melora è una delle mie più care amiche da vent’anni, avevo già recitato per lei in un corto e nella sua opera prima Watertiger Lily. Per Drowning voleva che Mary apparisse come una ‘bonne vivante’, che sa godersi la vita, frequenta tanti uomini, ma ti rendi conto che non è che una maschera. E’ una donna ferita, tradita dall’ex marito e in una grande solitudine”. La forza del film “è che tutti i personaggi hanno una profonda vita interiore. Oggi dominano le apparenze, si seguono gli influencer su Instagram, si vuole apparire a tutti costi sicuri di sé, ma come diceva mio nonno, nato a Napoli, indossiamo tutti i pantaloni una gamba alla volta. In tutti noi c’è sempre il dolore, il senso di perdita, la delusione”. Il film è, infatti, anche una storia di sopravvivenza al dolore: “La forza non sta solo nel modo in cui sopravvivi, ma anche in come aiuti gli altri a sopravvivere. Io a inizio carriera ho interpretato Marilyn Monroe, che era alla perenne ricerca dell’amore, e ho sempre pensato che se avesse avuto qualcuno di cui prendersi cura si sarebbe salvata. Come sapete ho vissuto un periodo molto duro e ho la tendenza a chiudermi quando soffro. Ma è stato importantissimo condividere, le persone che mi sono state accanto sono state un sostegno fondamentale per me”.

Fanny Ardant, è bello rivivere anche i dolori In La belle époque con Auteuil e Canet. “Io maestra di ricordi”

21 ottobre 201912:59

Tornare a vivere un momento del passato, esattamente com’era, e non solo perché si era più giovani. Chi non ha avuto mai questo desiderio? Proprio come capita a Victor (Daniel Auteuil) protagonista di ‘La belle époque’ di Nicolas Bedos, che sceglie di tornare ai suoi anni Settanta, “perché ai quei tempi – dice nel film – la gente si guardava ancora in faccia e non stava al telefonino, e il mondo era poi un enorme posacenere pieno di fumatori”, ma soprattutto perché in quegli anni aveva incontrato il suo grande amore Marianne (Fanny Ardant). Queste le coordinate per entrare all’interno di questo film folle, brillante e nostalgico passato oggi alla Festa del cinema di Roma. E la Ardant? “Sono tanti i momenti della mia vita che vorrei rivivere – dice l’attrice alla Festa di Roma -. E devo dire che vorrei rivivere anche momenti in cui ero infelice perché, a volte, impari di più dalle infelicità”. Non è il caso però di Victor, uomo all’antica. Quando un imprenditore (Guillaume Canet), grazie all’uso di scenografie, comparse e trucchi di scena, gli propone di rivivere (a pagamento) il giorno più bello della sua vita non ha dubbi: sceglie di tornare al 16 maggio del 1974, giorno in cui a Lione ha incontrato la donna della sua vita, la bellissima Marianne. Ma a un certo punto finzione e realtà si confondono. “Questo film è stato possibile grazie anche al grande feeling che ho con Auteuil – spiega la fascinosa settantenne Ardant -. Le cattiverie e le perfidie che gli faccio nel film (Marianne lo butta fuori di casa e lo tradisce, ndr) sono state possibili perché provo per Daniel esattamente il contrario. A cinema, si sa, non si balla mai da soli”. Per quanto riguarda la tecnologia , spiega sorridendo di essere “una donna delle caverne” mentre, per quanto riguarda i valori, “l’amore è al primo posto, ma anche come amore dell’altro, della famiglia. Bisogna tuffarsi – dice ancora l’attrice -, non avere paura, che cosa sono i soldi in confronto all’amore?”. Com’è cambiato il cinema? “È un po’ come il vino, va ad annate. Anni belli e meno belli, ora però è sicuramente più industria di prima”. Rinnamorarsi si può? “Sì, proprio come accade nel film, può succedere. Secondo me l’amore non è mai sprecato anche quando non è corrisposto”. Differenze tra teatro e cinema? “Il cinema ti dà la sorpresa, ti trovi a recitare un personaggio che non conosci affatto, per il teatro, specie quello classico, è diverso”. Nostalgie e passato? “Sono come i matti, non dimentico niente. Sono maestra di ricordi, ma amo anche il momento presente, in fondo, alla fine, sono due cose gemelle”. La Ardant alza le braccia al cielo ed emette un gridolino solo quando le si ricorda che è nonna: “Che bello – dice – prima mamma e poi nonna. Che gioia avere grida e pianti di un bambino dentro casa”.

Incassi Usa, subito al top Maleficent 2Batte Joker che sfiora però i 740 milioni globali

20 ottobre 201919:28

– La ‘signora del male’ strega il box office americano: il sequel di Maleficent, remake-spin off del classico Disney La bella addormentata nel bosco, con Angelina Jolie e Michelle Pfeiffer, debutta in vetta alla classifica del week end con 36 milioni di dollari, battendo ‘Joker’, il film di Todd Phillips con Joaquin Phoenix clown cattivo, che incassa 29,2 milioni di dollari nel week end, ma sfiora i 250 milioni sul mercato nord americano e ben 740 milioni di dollari a livello mondiale.
Terza piazza per un altro sequel, ‘Zombieland: Doppio colpo’, con Emma Stone, Woody Harrelson e Jesse Einsenberg, che esordisce con 26,7 milioni di dollari. Seguono ‘La famiglia Addams’ in versione animata (16 milioni di dollari nel week end, 56,8 milioni in totale) e ‘Gemini Man’ di Ang Lee con Will Smith (8,5 milioni nel fine settimana, per un incasso complessivo di 36,5 milioni).

Scamarcio, padre criminale on the road’Il ladro di giorni’ di Guido Lombardi

21 ottobre 201909:36

– Revenge movie, film di formazione e sicuramente di relazioni tra padre e figlio, ‘Il ladro di giorni’ è un po’ tutto questo e ci ricorda inevitabilmente racconti simili. Firmato da Guido Lombardi e tratto dal suo romanzo omonimo (Feltrinelli), il film passato oggi alla Festa del Cinema di Roma all’interno del concorso ufficiale, parte tra le montagne del Trentino.Qui Salvo (Augusto Zazzaro), undici anni, vive con gli zii, la mamma infatti è morta. Il giorno della sua prima comunione, mentre gioca a pallone con gli amici, compare inaspettatamente, a bordo campo un uomo che scoprirà essere suo padre Vincenzo (Riccardo Scamarcio). Salvo non lo vede da troppo tempo per riconoscerlo subito, sette anni, ovvero da quando due carabinieri lo avevano portato via dalla loro casa in Puglia. Ora Vincenzo, appena uscito di prigione, ha deciso di trascorrere qualche giorno con il figlio e parte con lui verso il sud. Il ragazzino è diffidente e curioso verso questo padre dai modi spicci e armato di pistola. Ma durante questo viaggio lungo l’Italia Salvo imparerà a conoscere suo padre e ad essere meno diffidente e, allo stesso tempo, Vincenzo a provare affetto per questo figlio mai davvero vissuto.Nel personaggio del film – prodotto da Indigo Film, Bronx Film con Rai Cinema e Minerva Pictures Group con il sostegno di ben tre film commission (Trentino, Campania e Apulia) – spiega Scamarcio, “mi riconosco poco. Leggendo il copione ho subito pensato al film di Zeffirelli, ‘Il campione’, dove c’è appunto il rapporto tra un boxeur e un bambino. Comunque – aggiunge l’attore – il mio personaggio non è certo uno stratega, ma mi ricorda piuttosto un po’ un uomo degli anni Cinquanta, un uomo alla fine molto semplice”. E ancora Scamarcio non parla che bene del talentoso coprotagonista: “Antonio è uno che impara tantissimo e, dopo un po’, diventa come il tuo clone, imita vezzi e abitudini. Il rapporto tra Salvo e Vincenzo è fatto più dalle cose che non si dicono”.Per il regista, nato a Napoli nel 1975 e che ha collaborato, tra gli altri, con Abel Ferrara e Paolo Sorrentino, “è chiaro che Salvo subisce la fascinazione del padre. Quando entra nella sua vita Vincenzo, pur di essere amato, inizia ad imitarlo, ma tutto questo non ha nulla a che fare con un’educazione criminale, alla Gomorra”. E ancora Lombardi: “Quando ero piccolo a scuola il primo della classe alla lavagna metteva una linea che divideva buoni e cattivi: mi hanno sempre interessato le ragioni del superamento di quella linea”. Nel cast del film anche Massimo Popolizio, Giorgio Careccia, Vanessa Scalera, Carlo Cerciello e Rosa Diletta.

Bertè, Nonna Addams è rock come meLa cantante debutta come doppiatrice nel film animato

21 ottobre 201909:52

– Di questo film “mi colpisce il messaggio forte che lancia, il modo in cui valorizza l’originalità, contro il fattore di omologazione. Fa da manifesto alla diversità, alla follia, alla genialità. Non c’è follia senza pizzico di genio”. Parola di Loredana Bertè, che debutta come doppiatrice, nei panni della nonna, molto rock, di casa, nella Famiglia Addams, versione animata in stop motion di Conrad Vernon e Greg Tiernan, in anteprima italiana alla Festa del Cinema di Roma in Alice nella città e in sala per Halloween, in 500 copie con Eagle. Il film riprende lo stile graffiante dei fumetti anni ’30 di Charles Addams, sulla famiglia più esilarante e dolcemente dark che ci sia. Personaggi amati da più generazioni che sono approdati più volte già in serie tv e al cinema e anche questa nuova versione ha conquistato il pubblico, con 30 milioni di dollari nel primo weekend e già l’annuncio di un sequel.”Sono da sempre una grande fan della serie, non ho perso una puntata” spiega Loredana Bertè al debutto come doppiatrice. Con lei in conferenza stampa Virginia Raffaele (Morticia), Pino Insegno (Gomez), Eleonora Gaggero (Mercoledì) e Luciano Spinelli (Pugsley). “Dentro sono Mercoledì (la figlia di Morticia e Gomez, ndr) – aggiunge la cantante – tanto che sulla copertina di un mio album, Il mio funerale, appaio come lei. Ma nel film mi sono persa nel mio personaggio, mi ha conquistato. L’ho amato perché nonna Addams è rock, sopra le righe, invasata, imprevedibile e molto ironica. Sono diventata Nonna Addams anche dentro”. Per Loredana Bertè doppiare un film è la realizzazione di un sogno: “Secondo me mi hanno scelto per sfinimento, da anni scrivo su facebook che amerei fare un doppiaggio di un film di Tim Burton, perché amo il suo stile gotico e dark. Questo film richiama quello stile, quando mi hanno chiamato non ci credevo”. Anche per Virginia Raffaele il doppiaggio è una nuova avventura: “Nella mia testa interpreto già i personaggi come fossero cartoni animati… non lo dite alla Vanoni – spiega sorridendo -. I cartoni animati di oggi sono fantastici e questo ha un messaggio molto bello e non retorico, essere differenti è la cosa più rock che ci possa essere”.Il film parla anche della violenza che può scatenarsi sui social: “Io li amo, li uso molto per restare in contatto con i miei fan. Anche se è la mia agente a occuparsi dei messaggi, io sono più analogica che tecnologica – racconta Loredana Bertè -. Non ho mai avuto un telefonino. A casa ho il telefono fisso ma nessuno chiama più lì”. La cantante aveva già recitato negli anni ’70, fra gli altri, nell’opera rock Orfeo 9 di Tito Schipa Jr e in Hair, “con cui abbiamo girato tre anni per tutta Italia. Abbiamo collezionato un record di denunce perché c’era una scena di nudo… ma è uno spettacolo che ha precorso i tempi”. Le è arrivata negli anni qualche proposta come attrice, “ma in Italia molto cinema è due camere e cucina, non fa per me. Io amo l’horror, da Carrie a L’esorcista, anche se film come Forrest Gump non me li perdo”.

Incassi, debutta in vetta Maleficent 2Joker secondo. Entra al terzo posto Se mi vuoi bene di Brizzi

21 ottobre 201913:55

– Subito in vetta ‘Maleficent 2: Signora del Male’ con Angelina Jolie, remake-spin off del classico Disney La bella addormentata nel bosco. Il film di Joachim Ronning conquista il primo posto del box office italiano del week end con, secondo i dati Cinetel, 4.162.898 euro in quattro giorni e batte Joker con Joaquin Phoenix che scende al secondo posto con 3.665.988 euro e oltre 21 milioni in tre settimane. Debutta al terzo posto ‘Se mi vuoi bene’ di Fausto Brizzi con Claudio Bisio e Sergio Rubini, che ottiene 535.592 euro e scende dal secondo al quarto posto Gemini Man di Ang Lee con Will Smith e Clive Owen, con 515.932 euro e 1.764.848 euro in due settimane, seguito da Il piccolo yeti (Abominable) con 364.877 euro.

Scorsese, la malinconia di un film con i miei vecchi amici’Ho 76 anni non so cosa accadrà, per questo ho detto sì a Netflix’

22 ottobre 201911:50

“Volevo fare un film con i miei amici” dice Martin Scorsese e in questa frase c’è tutta la “malinconia” che pervade The Irishman. Il regista è alla Festa di Roma per presentare il film tanto atteso (4-6 novembre in sala, dal 27 novembre su Netflix) e con una lavorazione di anni, lunga, complicata e appassionante per tutta la tecnologia sperimentale che c’è dietro. “Senza gli effetti digitali sviluppati dalla Industrial Light & Magic, avrei dovuto avere un cast alternativo per far interpretare i ruoli in gioventù, invece io ci tenevo a fare tutto con loro”.
Il regista 76enne non parla mai di film ‘testamento’ ma certo questo The Irishman non è solo ‘il nuovo film di Scorsese’ perché nel raccontare la storia vera del sicario Frank Sheeran, legato a triplo filo con la mafia italiana e irlandese , dal primo dopoguerra agli anni Duemila c’è una saga criminale, che incrocia la politica dall’assassinio Kennedy alla Baia dei Porci, che arriva ad un punto finale, come un’epoca che si chiude ed è tempo di riflettere in modo maturo sulla vita.
“De Niro ed io volevamo fare un nuovo film insieme dopo Casinò del ’95, ne parlavamo da anni senza trovare la storia giusta. E’ stato Bob a parlarmi di questo libro di Charles Brandt (in Italia edito da Fazi, ndr): si è emozionato, coinvolto, descrivendo questo personaggio e ho sentito che potevamo essere sulla strada giusta e allo sceneggiatore Steven Zaillian ho chiesto di scrivere un film che cercasse di raccontare una vita intera, il tempo rimasto, la morte, i tradimenti e l’amore. Un approccio dalla fine di un’esistenza a guardare a ritroso nel tempo su cui De Niro ed io ci sentivamo a nostro agio. Ci sembrava importante anche che arrivato a quel punto della vita Sheeran, con tutti i morti lasciati alle spalle, la famiglia che lo aveva lasciato solo, tutto quel conflitto vissuto e quella violenza, rimanessero nel passato e il nostro protagonista accettasse che la morte è parte della vita”, dice Scorsese ammettendo che in questo sta la melanconia profonda di questa epopea mafiosa “per la quale non c’era bisogno, come invece era accaduto in passato, di esaltare l’aspetto drammatico, di spettacolarizzare la violenza”.
Sheeran, uomo di fiducia del boss Russell Bufalino (Joe Pesci), si trova ad un certo punto a dover eliminare la persona che più ha fatto breccia presso di lui, il potente istrionico Jimmy Hoffa (Al Pacino, in una prova da urlo), il leggendario sindacalista americano degli autotrasportatori di cui oggi forse nessuno ricorda chi sia stato, “spazzato via – dice Scorsese – dalla storia, esattamente come accade a tutte le cose”. Se per De Niro e Joe Pesci si tornava a lavorare insieme (“non c’era neanche bisogno di parlarci sul set”) dopo 23 anni, con Al Pacino è incredibilmente la prima volta, “nonostante lo conosca dagli anni ’70. A propormelo è stato Bob, il rapporto reale tra lui e Al è incredibile, da 40 anni si vogliono bene, sentivano che stavano facendo qualcosa di unico e di speciale”.
Per fare questo film, dal budget record di 160 milioni di dollari Scorsese ammette il compromesso: “la produzione, in piena libertà creativa, con i soldi di Netflix, senza i quali non sarebbe stato possibile realizzarlo, proprio per il costo della tecnologia digitale. Nessuno ad Hollywood era disposto a darceli e quando si è fatto avanti Netflix e abbiamo concordato che sarebbe andato comunque anche nelle sale per un mese (solo a New York in realtà, in Italia ad esempio esce in sala solo tre giorni dal 4 al 6 novembre con la piccola distribuzione della Cineteca di Bologna, ndr) mi è sembrato un buon accordo. I film sono fatti per essere visti e se oggi i ragazzi li vedono sull’Ipad e in streaming è inutile essere rigidi. Del resto i film vivono nelle sale non più di 4 settimane, mi ricordo Re per una notte restò al cinema solo per due settimane. Le possibilità del cinema con la tecnologia sono infinite, chissà magari si faranno film con DiCaprio e Totò insieme. Sono convinto – dice il cinefilo Scorsese – che la soluzione migliore sia vedere il cinema in sala ma ho 76 anni, non ho più tempo, non so cosa mi succederà, per questo ho detto sì a Netflix. E poi voglio aggiungere anche un’altra cosa: oggi nelle sale si cercano i parchi di divertimento. Va benissimo, ma andare con The Irishman o con altri film tipo questo in sala è far capire ai giovani che c’è altro, in modo che non credano che il cinema sia solo quello dei film fumetto”.

Willie Peyote, “Mi piace provocare con la musica”Esce il nuovo album ‘Iodegradabile’ con un tributo a Mango

22 ottobre 201911:12

– “La morte di Mango è uno dei momenti più toccanti che io riesca a ricordare. Un artista che si sente male sul palco, chiede scusa al pubblico per il disturbo e poi muore. La massima espressione artistica possibile. Mango musicalmente parlando non mi era molto vicino, ma mi è sempre stato simpatico. Il mio vuole essere un tributo alla persona prima ancora che al cantante”. Willie Peyote spiega così il senso di “Mango”, il nuovo singolo del suo nuovo album “Iodegradabile”, in uscita venerdì e già lanciato dal singolo “La tua futura ex moglie”.Guglielmo Bruno, così è registrato all’anagrafe di Torino, è uno dei personaggi più interessanti della scena musicale italiana contemporanea. Secondo le categorie musicali è un rapper, in realtà la sua identità artistica è più complessa: usa il rap ma le sue composizioni si poggiano su solide basi black (“basso e batteria sono fondamentali, la chitarra fa la ritmica secondo la lezione di James Brown” spiega) così come sul rock fino a toccare il cantautorato. Ma dentro di lui c’è un mix tra uno stand up comedian e un pungente osservatore della realtà che non teme la provocazione e l’umorismo senza sconti di un autore di satira. Che dal vivo è capace di proporre uno dei set più trascinanti in circolazione. “Non ho mai puntato a farmi amici attraverso la musica, mi piace provocare con la musica – racconta – E sono convinto che parlare a chi ti da ragione non serva a nulla. Bisogna provocare, insinuare il dubbio. E’ un concetto che dovrebbe essere assimilato dalla sinistra”.Basta leggere i testi per capire l’esigenza di “restituire dignità alla scrittura rap. Lavoro tutto il giorno per riuscire a utilizzare l’italiano in modo originale. Penso a grandi come Dalla e Gaber. Io devo ancora migliorare, sono contento del mio nuovo album perché rappresenta il meglio di quanto possa fare ora, ma sono consapevole che devo fare ancora della strada”. Willie Peyote non fa sconti a nessuno: non li fa alla politica e non li fa ai suoi colleghi musicisti. Qualche colpo ben assestato lo molla anche alla scena indie. “Non mi piace l’idea di fare un meme in musica – spiega – Riconosco che se il mio pezzo gira nei grandi network radiofonici è perché ci sono Calcutta, Coez, Tommaso Paradiso. Mi piacerebbe che facessero di più. Tra semplice e superficiale c’è una bella differenza. In fondo, per quel che riguarda l’indie, bisogna accettare che è il nuovo pop mainstream, non c’è bisogno di dargli una parvenza intellettuale. E poi bisogna anche riconoscergli il merito di aver riportato la gente ai concerti. Oggi di gente che ascolta la musica dal vivo ce n’è tanta e in fondo per artisti come me il live è fondamentale”. E ancora la politica: “Negli anni ’90 avere i dreadlocks ed essere di sinistra ti faceva anche rimorchiare: oggi chi rimorchia è Sfera. E gli operai votano Lega. Prendiamo Torino, la mia città. Una volta viveva della Fiat. Oggi la prima industria è Cristiano Ronaldo, e lo dico da tifoso del Toro. Mi dicono che da quando c’è lui alla Juve il fatturato del B&B è cresciuto del 30%. Bisogna riportare la comunicazione a livello dell’uomo della strada. De André lo capivano tutti, persino Salvini è un suo fan. Però attenzione al qualunquismo strisciante: dare spazio a chi dice che non esiste più il fascismo fa sì che ci ritroviamo i fascisti nelle piazze. Il qualunquismo è un nemico scivoloso e non riguarda solo la politica: è qualunquismo anche prendersela con Sfera Ebbasta e i suoi testi per la tragedia di Corinaldo”.”Anche quando si parla di musica si usano categorie banali: mentre ancora si sta a discutere sulle sue idee politiche, ancora prima che la sua musica arrivasse sul web, c’è stata una riscoperta di Lucio Battisti: ‘Mango’ è un pezzo battistiano – spiega – Battisti è stato un genio ma credo che non sia mai stata valutata abbastanza la sua anima black, anche se il più ‘nero’ degli italiani è stato Pino Daniele. Oggi alla musica italiana manca un po’ di groove, in compenso c’è una riscoperta della melodia, penso ai debiti dichiarati nei confronti di Venditti e Carboni”. Il ritratto di Willie Peyote è in una battuta fulminante in risposta a una domanda sul deficit culturale dell’Italia in fatto di riferimenti musicali: “A Londra tutti sanno chi è Marvin Gaye ma non hanno il bidet, noi ci laviamo il culo ma nessuno sa chi è Marvin Gaye”. Il suo nuovo tour comincerà il 14 febbraio a Nonantola (MO) e proseguirà il 15 a Padova, il 20 e il 21 a Venaria (TO), il 27 a Napoli, il 28 a Modsugno (BA), il 4 marzo a Milano, il 7 a Bologna, il 12 a Roma e il 13 a Firenze.

Jack Kerouac, 50 anni dalla scomparsa dello scrittore ‘On the road’Cinquant’anni fa moriva lo scrittore statunitense autore di ‘On the road’ e de ‘I sotterranei’

21 ottobre 201914:20

Definito il ”padre della beat generation”, secondo una discutibile, ma ineliminabile abitudine che si compiace di applicare etichette, Jack Kerouac scomparve il 21 ottobre del 1969 per colpa della cirrosi epatica provocata dall’abuso di alcool.    Sono passati 50 anni dalla sua morte, ma Kerouac, nato a Lowell nel Massachussets il 12 marzo del 1922, resta una figura leggendaria e i suoi libri più famosi: “Sulla strada” (1957) e ”I sotterranei” (1958) rimangono gli emblemi e i paradigmi di un’intera generazione.   Kerouac significa vita ”on the road”, droga, alcol, sesso e be bop, una miscela liberatoria dove la strada è l’ illimitato territorio privo di regole e leggi, la droga, il sesso e l’ alcool la disinibizione da fattori costrittivi interiorizzati, il be bop la spontaneità dell’ improvvisazione. Non stupisce allora che ”Sulla strada”, scritto nel 1951, dovette patire il rifiuto di ben cinque editori prima di essere pubblicato, mentre il romanzo ”I sotterranei” alla prima apparizione in italia fu processato per ”oscenità”.   Se Fitzgerald aveva ritratto la vita scandalosa della ”lost generation”, della ”gioventù perduta” del primo dopoguerra, Kerouac, insieme ad Allen Ginsberg, fu la voce della ”gioventu’ bruciata” del dopoguerra successivo, di giovani ribelli al conformismo borghese perché ”il concetto ortodosso del bene e del male non basta più a spiegar loro una realtà così poco ortodossa”.leggi incomprensibili (bomba atomica, missili, intelligenze al silicio), come altrettanto incomprensibile appariva la civiltà che progrediva distruggendo sistematicamente la coscienza e la spontaneità individuali. La riaffermazione di una spontaneità primitiva, vicina alle leggi naturali e all’ istinto individuale e creativo dell’ uomo, in contrapposizione all’ inaccettabile conformismo e determinismo della realtà contemporanea, è stata un’ aspirazione profonda anche per le generazioni successive che hanno continuato a leggere Kerouac, spinti verso la comune ricerca di una sorta di ‘innocenza perduta’. ‘Sulla strada’ è il romanzo del ‘viaggio’ alla ricerca di una vita intensa, spontanea, svincolata da pregiudizi o sovrastrutture, per riconquistare il senso della personalità e dei valori umani (esempio ormai mitico rimane il film ”Easy rider” di Hopper), ma è anche il romanzo che Kerouac scrisse ispirandosi alla libera improvvisazione del be bop, creando così quella ”prosa spontanea” come unica forma espressiva possibile per rendere il flusso dilagante di idee, pensieri, immagini, sensazioni o ricordi. E’ una prosa vorticosa in cui il lettore rimbalza tra ”variazioni” e deviazioni risolte in se stesse, indipendenti dal tema, che si susseguono con un ritmo ossessivo, sincopato, convulso e ”spaccato” per sottolineare l’ incisività di una parola e la sua forza allusiva. Del resto, tutto in Kerouac si traduce sotto il segno dell’ intensità emotiva, dell’ emozione allo stato puro.
Sebbene apprezzato e protetto da uno scrittore come Henry Miller, Kerouac non esprime nulla di intellettualistico o di ideologico, anche le sue ”visioni” non sono concettuali, ma piuttosto immagini deformate di cose concrete. Ne ”I sotterranei”, ad esempio, è evidente questo entusiasmo per la semplice fisicità della concreta realtà quotidiana, per i suoi aspetti banali e talvolta squallidi, che fanno da contorno alla nevrotica storia d’ amore tra un bianco e una ragazza di colore. La fisicità, in questo caso, è ciò che rimanda allo spirito, la vita fisica e quella spirituale formano un binomio inscindibile, e non bisogna dimenticare che proprio la rigenerazione dello spirito è il punto cruciale di quel ”viaggio” alla ricerca di senso che, nel tentativo di ricostruire una realtà finita in pezzi, approdava al misticismo. Decaduti e rifiutati i valori sociali precostituiti, si é cercato di ”trovare in se stessi una traccia di valori trascendenti”, una fede in cui identificarsi.
Ne ”I vagabondi del dharma” Kerouac dichiarò la sua adesione al buddismo zen, una fede in cui la contemplazione consentiva di estraniarsi da una realtà comunque inaccettabile e di raggiungere ”l’estasi”.
Del resto, anche negli ultimi anni la lettura dei romanzi di Kerouac si accompagnava a quella dello zen e a quella di ”Siddharta” di Hesse; e ciò sta anche a dimostrare come sia ancora presente, attraverso le generazioni, il malessere raccontato da Kerouac, il disagio che deriva dall’ esigenza di affermare la personalità individuale in un mondo che nega, di fatto, il valore dell’ uomo come ”persona”. “Preferirei viaggiare su treni merci per tutto il paese e cucinare il mio cibo in lattina sui fuochi di legno – disse Kerouac – piuttosto che essere ricco e avere una casa o un lavoro…”.

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‘100 Gianni Rodari’, parte la festa per centenario 2020
Mostre, nuove edizioni e Freccia Azzurra introdotta da Marcorè

CA PER INGRANDIREDi Mauretta CapuanoROMA21 ottobre 201909:49

Storie, filastrocche, articoli di approfondimento, materiali scaricabili per insegnanti, poster stampabili, quiz e tanto altro per un anniversario speciale che, proprio per questo, prende il via un anno prima con protagonista assoluta la fantasia. E’ quello per i cent’anni dalla nascita di Gianni Rodari che si festeggiano il 23 ottobre 2020. Ma tra pochi giorni, proprio il 23 ottobre, parte il countdown in vista delle celebrazioni su http://www.100giannirodari.com, scandito da nuove pubblicazioni e iniziative. Gli eventi sono nel segno di quello che Rodari – vincitore nel 1970 del Premio Hans Christian Andersen, considerato il Nobel della letteratura per l’infanzia – auspicava: “Tutti gli usi della parola a tutti”, non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo. A inaugurare ‘100 Gianni Rodari’ (#100giannirodari) sono le Edizioni EL, Einaudi Ragazzi, Emme Edizioni che, in quanto editori unici dell’opera del Maestro della Fantasia – nato a Omegna, sul Lago d’Orta, il 23 ottobre 1920 e morto a Roma il 14 aprile 1980 – hanno messo in cantiere una serie di nuove, preziose edizioni e mostre dei migliori artisti che hanno illustrato i libri dell’autore di ‘Grammatica della fantasia’, in allestimento in Italia e all’estero, con partner come la Fiera di Bologna e gli Istituti di cultura italiana nel mondo. Tra i primi titoli ad arrivare in libreria, il 5 novembre, ‘Cento Gianni Rodari – Cento storie e filastrocche – Cento illustratori’ (Einaudi Ragazzi), per i bambini dai 6 anni, che raccoglie cento tavole realizzate da alcuni tra i migliori illustratori al mondo che hanno scelto ognuno la propria favola o filastrocca di Rodari preferita, in omaggio al più grande autore italiano per ragazzi, E poi la strabiliante avventura del trenino più amato d’Italia, ‘La Freccia Azzurra’ (Einaudi Ragazzi), con l’inedita introduzione di Neri Marcorè, tra i grandi fan di questa moderna fiaba sull’amicizia e la solidarietà diventata anche un film d’animazione, e le nuove illustrazioni per il centenario di Camilla Pintonato. Sono da poco arrivati in libreria anche gli albi, dai 4 anni, ‘L’omino di niente’ (Emme Edizioni), tratto da ‘Favole al telefono’, pubblicato per la prima volta nel 1962, con illustrazioni di Olimpia Zagnoli, e ‘Bambini e Bambole’ (Emme Edizioni), la filastrocca tratta da ‘Il libro degli errori’, dove troviamo il Rodari politico e poeta, con le nuove illustrazioni di Gaia Stella. Alla Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi di Bologna 2020, che sarà un po’ tutta nel segno di Rodari, la mostra delle “Eccellenze italiane” sarà dedicata ai 21 migliori illustratori italiani di rilevanza internazionale che hanno illustrato Rodari, tra i quali spiccano Bruno Munari, Emanuele Luzzati, fino ai più recenti Manuele Fior, Beatrice Alemagna e le stesse Gaia Stella e Olimpia Zagnoli. La mostra, che ha appena iniziato a fare il giro del mondo grazie agli Istituti di cultura italiana all’estero, ha recentemente fatto tappa a Portland ed entro dicembre sarà a San Francisco. Nello speciale calendario di ‘100 Gianni Rodari’, oltre a questi eventi hanno preso avvio letture, seminari e rappresentazioni teatrali ispirati all’opera del poeta e scrittore che ci ha insegnato che la fantasia rende liberi, su iniziativa di privati, associazioni, enti, festival. Tutti verranno segnalati sul sito che vuol essere un dinamico punto di riferimento. ‘100 Gianni Rodari’, spiegano i promotori dell’iniziativa, “è anche un’esortazione: a moltiplicare per 100 la circolazione delle sue storie, a celebrare e diffondere i contenuti rivoluzionari della sua poetica, a formare una nuova generazione di piccoli, appassionati lettori tramite i suoi libri divertenti e profondi: ‘Favole al telefono’, ‘Filastrocche in cielo e in terra’, ‘Fiabe lunghe un sorriso’, ‘Il libro degli errori’, ‘Le avventure di Cipollino’, ‘C’era due volte il Barone Lamberto'”. Insegnante elementare per alcuni anni, Rodari è stato anche giornalista fra l’altro per ‘L’Unità’, il ‘Pioniere’ e ‘Paese Sera’ e ha cominciato a pubblicare i suoi libri per ragazzi a partire dagli anni Cinquanta, ottenendo subito un enorme successo di pubblico e critica con traduzioni in tutto il mondo. Dagli appunti raccolti in una serie di incontri nelle scuole, ha visto la luce, nel 1973, ‘Grammatica della fantasia’, diventata immediatamente un punto di riferimento.

Eshkol Nevo, mia onesta’ in ‘L’ultima intervista’Ho rotto formato romanzo per dire la mia verita’ anche brutale

22 ottobre 201914:18

– ESHKOL NEVO – ‘L’ULTIMA INTERVISTA’ (NERI POZZA – PP 416 – EURO 18,00) Il suo migliore amico sta morendo, la moglie lo vuole lasciare, la figlia maggiore se ne e’ andata di casa, lui soffre di distimia e non riesce piu’ a scrivere: e’ un autore in crisi quello tratteggiato da Eshkol Nevo nel romanzo ‘L’ultima intervista’, costruito come una serie di risposte alle curiosita’ dei lettori di un sito. “Avrei dovuto dare a quelle domande delle risposte preconfezionate, invece – scrive Nevo – ho deciso di dire la verita'”. Ed e’ questa, fuori dalla finzione letteraria, l’urgenza che ha mosso l’autore di ‘La simmetria dei desideri’: “Ho cercato di portare le mie risposte a un certo livello di pericolo, non dovevano avere un precedente, dovevano essere – racconta nella hall di un albergo milanese, prima tappa del suo tour italiano – oneste e disinteressate a cio’ che solitamente e’ ben accolto. In questi ultimi anni avverto in maniera sempre piu’ evidente la presenza massiccia delle fake news e anche di finta letteratura nelle nostre vite, per questo ho sentito l’esigenza di portare verita’ e onesta'”.Il modo per farlo e’ stato arrivare alla radice della forma romanzo: “volevo fare – spiega – qualcosa di nuovo, mai usato da nessuno, tutti i romanzi seguono delle leggi invisibili e anche i miei finora lo hanno fatto, io volevo rompere il formato, fare qualcosa di quasi impossibile”. E quasi impossibile, per il lettore, e’ capire quanto ci sia di verita’ e quanto di finzione: se da una parte Nevo racconta dettagli biografici verificabili, come il fatto che suo nonno Levi Eshkol sia stato il terzo Primo ministro di Israele, dall’altro dissemina il romanzo di punti di domanda sulla capacita’ stessa di uno scrittore di uscire dal formato storia. “Uno dei problemi del protagonista – dice – e’ proprio distinguere tra realta’ e menzogna, come quando confessa alla moglie un tradimento che in realta’ non si e’ consumato, cosi’ io volevo creare nel lettore una sensazione di insicurezza”. Ed e’ destabilizzante seguire gli strani giri che fanno le risposte a domande che sono quasi sempre dirette, come ‘crede in Dio?’, cui segue un racconto sul karma dove una donna ha una relazione sadomaso che provoca dolori fisici al marito, che spariscono appena lei lascia l’amante. “Questo tipo di apertura – sottolinea Nevo – permette a ognuno di proiettare qualcosa di suo nelle varie storie”.Tra i racconti, ce ne sono vari che riguardano l’attivita’ pubblica di scrittore, inclusa la difficolta’ di esprimere opinioni politiche non allineate in Israele: “ci sono stati tentativi da parte del Governo di dipingere chiunque si oppone alle sue politiche come antipatriottico, ma a me, se vengo criticato – confida – viene naturale alzare la voce, cosi’ e’ nata questa reazione di opposizione che fa parte dell’onesta’ quasi brutale che c’e’ a tutti i livelli del libro. Molti miei amici artisti oggi non vogliono dire la loro verita’ perche’ temono la reazione, a me invece questo clima fa venire voglia di urlare, di dire ‘io non ho paura'”. Ci sono poi racconti piu’ ironici, come la parodia dell’incontro con un regista che vorrebbe stravolgere il romanzo da cui dice di voler trarre un film: “L’ho scritto prima di incontrare Moretti – chiarisce subito Nevo – che e’ rispettoso e sensibile alla sostanza del libro”.  Nella trasposizione del suo romanzo ‘Tre piani’, pero’, lui non e’ voluto entrare: “Sono stato sul set a giugno e basta, nel momento in cui un libro viene adattato – conclude – lo scrittore si puo’ solo levare di torno”.

Nasce Pink Shuttle per le donne afghaneDa Nove Onlus servizio di trasporto per emancipazione femminile

22 ottobre 201913:30

È nato a Kabul il primo servizio di trasporto che permette più mobilità alle donne, in un paese minacciato dal ritorno del fondamentalismo talebano. Grazie a Nove Onlus, una nuova speranza per l’emancipazione femminile in Afghanistan. Dopo anni di impegno sul territorio, l’associazione ha lanciato un progetto che punta a trasformare la limitazione della libertà delle donne in un’opportunità accettata dalla cultura locale: il Pink Shuttle. Un servizio di trasporto tutto al femminile: donne alla guida di navette che trasportano solo donne. Il progetto, reso possibile grazie al finanziamento di OTB Foundation e USAid, supporta la libertà di movimento delle tantissime donne afghane che, a causa di pesanti retaggi culturali non hanno altra possibilità di raggiungere autonomamente i luoghi di lavoro o di studio o di accedere a servizi di base. Inoltre, dà seguito a un’altra iniziativa di Nove Onlus: la scuola guida femminile, che ha permesso in tre anni a 195 donne di prendere gratuitamente la patente a Kabul.

Caffè Greco rischia la chiusura, la Polonia è preoccupataStorico locale Roma fu ritrovo artisti e intellettuali polacchi

22 ottobre 201914:30

L’Ambasciata di Polonia a Roma ha espresso, in una nota, la propria preoccupazione per la possibile chiusura dell’antico Caffè Greco e ha lanciato un appello affinché venga trovata una soluzione perché “questo locale storico, colmo di opere d’arte e memorie comuni legate anche alla cultura polacca, non scompaia dalla mappa della Città Eterna”. Ci rendiamo conto della pressione del mercato e degli inevitabili cambiamenti legati ai trend socio-economici, ma crediamo che esistano valori universali che vanno difesi e che non possono essere sostituiti da benefici materiali e calpestati per ragioni economiche.
Le rappresentanze estere a Roma avevano già rivolto un appello al ministero della Cultura italiano chiedendo di intervenire per salvare lo storico Caffè in via dei Condotti e sottolineando come non sia concepibile che un locale colmo di opere d’arte, luogo di incontro dei più grandi artisti degli ultimi duecento anni, possa scomparire dalla mappa della città a causa dei problemi legati all’affitto del locale. In particolare il vice primo ministro e ministro della cultura polacco Piotr Gliński ha inviato il 27 giugno 2019 al ministro dei beni e delle attività culturali Alberto Bonisoli e al sindaco di Roma Virginia Raggi una lettera nella quale chiedeva che venissero intraprese azioni volte a preservare il Caffè Greco. Lettere rimaste ancora senza risposta.
L’Antico Caffè Greco, fondato nel 1760, luogo preferito dei turisti e degli artisti di molte nazioni, fu il ritrovo prediletto di molti artisti e intellettuali polacchi. Secondo alcuni storici di cultura polacca, fu il poeta Adam Mickiewicz – l’icona del Romanticismo polacco – a rendere famoso il Caffè Greco tra i connazionali.

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Best in Travel, mete top 2020 di Lonely Planet
Primi posti a Bhutan, Via della Seta, Salisburgo, Nusa Tenggara

22 ottobre 201914:38

– Il Bhutan è il Paese da non perdere; Salisburgo, in Austria, è al vertice delle città; la Via della Seta, in Asia Centrale, è la prima delle Regioni e Nusa Tenggara Orientale, in Indonesia è al top delle Destinazioni Convenienti. Sono le mete imperdibili di viaggio del 2020 indicate come ogni anno da Lonely Planet. Nella top ten, subito dopo il Buthan troviamo l’Inghilterra seguita dalla Macedonia del Nord. Mentre le Marche conquistano il secondo posto tra le Regioni, dopo la Via della Seta. Ma l’Italia non compare in nessun altra classifica.
Ogni meta è scelta perché “attuale, stimolante e sorprendente. Non ci limitiamo insomma a registrare le tendenze, ma le creiamo in prima persona, invitandovi ad andare nei posti che vale la pena vedere prima che ci arrivino tutti gli altri” spiega la Lonely Planet.
I collaboratori di Lonely Planet percorrono ogni anno centinaia di migliaia di chilometri per esplorare quasi ogni angolo del pianeta. A ciascuno di loro, agli autori e ai redattori, ma anche alla comunità di influencer, ogni anno, vengono chiesti i consigli più aggiornati.  Le loro risposte svelano quali siano i posti da visitare subito, e quali le mete che offrono qualcosa di nuovo, che sono ignorate o sottovalutate. Dopo accese discussioni, spiegano alla Lonely Planet, “la nostra giuria di esperti riduce questo lungo elenco a soli 10 paesi, 10 regioni, 10 città e 10 destinazioni convenienti”.
Ecco l’elenco.
TOP 10 PAESI: 1 Bhutan 2 Inghilterra 3 Macedonia del Nord 4 Aruba 5 eSwatini 6 Costa Rica 7 Olanda 8 Liberia 9 Marocco 10 Uruguay TOP 10 REGIONI: 1 Via della Seta, Asia centrale 2 Marche, Italia 3 Tōhoku, Giappone 4 Maine, Stati Uniti 5 Lord Howe Island, Australia 6 Provincia del Guìzhōu, Cina 7 Provincia di Cadice, Spagna 8 Argentina nord-orientale 9 Golfo del Quarnaro, Croazia 10 Foresta amazzonica, BrasileTOP 10 CITTÀ: 1 Salisburgo, Austria 2 Washington DC, Stati Uniti 3 Il Cairo, Egitto 4 Galway, Irlanda 5 Bonn, Germania 6 La Paz, Bolivia 7 Kochi, India 8 Vancouver, Canada 9 Dubai, Emirati Arabi Uniti 10 Denver, Stati UnitiTOP 10 BEST VALUE DESTINAZIONI CONVENIENTI: 1 Nusa Tenggara orientale, Indonesia 2 Budapest, Ungheria 3 Madhya Pradesh, India 4 Buffalo, Stati Uniti 161 5 Azerbaigian 6 Serbia 7 Tunisia 8 Cape Winelands, Sudafrica 9 Atene, Grecia 10 Zanzibar, Tanzania.

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