Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tempo di lettura: 109 minuti

Ultimo aggiornamento 5 Dicembre, 2019, 09:28:45 di Maurizio Barra

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE SEMPRE AGGIORNATE

DALLE 17:12 DI SABATO 30 NOVEMBRE 2019

ALLE 09:28 DI GIOVEDì 05 DICEMBRE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Venezia: Opera di Roma si mobilita per la Fenice
Recita straordinaria il 2 gennaio del balletto Il Lago dei Cigni

ROMA30 novembre 2019 17:12

Il Teatro dell’ Opera di Roma si mobilita per la Fenice di Venezia per i danni causati dalla eccezionale ‘acqua alta’ che ha funestato nelle scorse settimane la città lagunare. Il Consiglio di Indirizzo della Fondazione musicale della Capitale, riunitosi venerdì 29 novembre sotto la presidenza della sindaca Virginia Raggi, ha stabilito di programmare una recita straordinaria del balletto ‘Il lago dei cigni’ giovedì 2 gennaio 2020 alle 15. L’intero ricavato della vendita dei biglietti sarà devoluto al Teatro La Fenice. “Il Consiglio di Indirizzo – dice una nota – ringrazia tutti i lavoratori del Teatro dell’Opera di Roma che si sono resi disponibili a partecipare a questa iniziativa. Sarà un segno di vicinanza e solidarietà per la difficilissima situazione in cui il Teatro La Fenice si è trovato nei giorni immediatamente prima dell’inaugurazione della nuova stagione, in seguito allo straordinario fenomeno dell’ ‘acqua alta’, e un contributo ai lavori necessari per il restauro”.

Benigni a Torino, Pinocchio Garrone il più autenticoPremiato da Film Commission. ‘Dato tutto, credo in suo talento’

TORINO30 novembre 201920:26

Di tutte le interpretazioni di Pinocchio quella che sta per uscire al cinema con la regia di Matteo Garrone è “la più fedele all’originale”. Parola di Roberto Benigni, che nel 2002 aveva diretto e interpretato il burattino di legno.
Questa volta il Premio Oscar, celebrato nella settimana del Torino Film Festival dalla Film Commission Piemonte, indossa i panni di Geppetto. “Calarsi nel personaggio è stato facilissimo, devo solo interpretare la Fata Turchina e li ho fatti tutti”, scherza di fronte ai 370 invitati alla cena di gala firmata Carlo Cracco per raccogliere fondi a favore della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro.
Sul palco della Centrale della Nuvola, quartier generale Lavazza nel cuore di Torino, Benigni concede qualche battuta sull’attesa pellicola, nelle sale il 19 dicembre. “Ho dato tutto ciò che potevo, perché credo nel talento di Matteo Garrone, per me il regista più bravo del mondo”, dice prima di ricevere il Premio Langhe Roero Monferrato.

In lettere di caccia, dolore Puccini per suicidio camerieraEpistolario rivela ira musicista per parenti causa morte

FIRENZE30 novembre 201918:36

– Lo strazio di Giacomo Puccini (1858-1924) per la morte della giovane cameriera Doria Manfredi, suicida perché ingiustamente accusata di essere sua amante, spunta da un epistolario conservato nell’Archivio Antinori di Firenze e riscoperto dallo scrittore Maurizio Sessa nel libro ‘Andrò nelle Maremme. Puccini a caccia tra Bolgheri e Capalbio’.
Tra le 161 lettere della raccolta, perlopiù dedicate alla caccia “nelle Maremme” e che Puccini scrisse agli amici Giuseppe della Gherardesca e Piero Antinori tra il 1903 e il 1924, l’autore ne ha trovate due che riportano in primo piano il tragico “affare Doria”, cioè il suicidio della giovane cameriera di casa Puccini accusata – ingiustamente, come già all’epoca dimostrato – di essere la sua amante. L’episodio segnò la vita del compositore e da queste lettere emerge un duro, e inedito, j’accuse sia ai familiari della moglie Elvira sia alla figliastra Fosca.

Mostre: a Gradara Durer e gli incisori del Cinquecento400 opere mettono a confronto con allievi, imitatori, copisti

GRADARA30 novembre 201918:50

– Al via da oggi 30 novembre al 16 febbraio 2020 (solo sabato, domenica e festivi) a Palazzo Rubini Vesin di Gradara la mostra “Durer e gli incisori tedeschi del Cinquecento”, che con oltre 400 opere (130 del maestro di Norimberga) e più di 50 artisti rappresentati, racconta l’arte del Rinascimento in Germania nella più grande esposizione su questo tema mai presentata prima in Italia. L’esposizione è aperta sabato, domenica e festivi. Previste aperture su prenotazione per gruppi e scuole.
Curata dal giovane storico dell’arte Luca Baroni, l’iniziativa “non ha solo finalità estetiche, ma vuole essere un’occasione di studio per avvicinare il pubblico alla grafica, alle sue tecniche e diverse utilizzazioni: dalla propaganda politica della Riforma Protestante, all’illustrazione libraria”.
E’ arricchita da una seconda esposizione che dal 2 dicembre alla Biblioteca Oliveriana di Pesaro raccoglie una trentina di pezzi.
Tra questi, alcuni dei più alti esempi d’arte incisoria del maestro olandese Luca di Leida, amico e rivale di Durer, una coppia di collages ottenuti nel XVIII secolo tagliuzzando e ricomponendo una ventina d’incisioni originali di Durer, e una sezione di libri pubblicati e illustrati dall’artista come quello celeberrimo delle Proporzioni.
Il percorso espositivo di Gradara è articolato in nove sale che ripercorrono in ordine geografico e cronologico il contesto storico artistico in cui operò Durer. Dai precursori quattrocenteschi, alle più importanti scuole incisorie di Norimberga (città dove operò l’artista), di Strasburgo, della Sassonia e del Danubio, per finire con le ‘copie’ che i maestri del ‘500 trassero dai suoi capolavori, diffondendone le caratteristiche e le innovazioni nel mondo.

Bologna si illumina con i testi di Cesare CremoniniLe luci in via D’Azeglio, la strada di Lucio Dalla

BOLOGNA30 novembre 201919:52

– Il primo verso, quello che affaccia su piazza Maggiore è ‘Ti sei accorta anche tu’. Poi, di seguito, il resto del testo di ‘Nessuno vuole essere Robin’.
Cesare Cremonini guarda le luminarie di via D’Azeglio che si accendono con la sua canzone e ripete di sentirsi “onorato” di ricevere l’omaggio della sua città, Bologna, dopo che lo scorso anno la strada venne decorata con i versi di Lucio Dalla.
Ad accoglierlo c’è una folla di gente, che aspetta da ore.
“Questo omaggio deve essere un segno forte di continuità – spiega emozionato il cantante parlando con i giornalisti – con la tradizione cantautorale bolognese di cui Lucio è il padre spirituale. ‘Robin’ è una canzone generazionale figlia di Lucio e di questa città, che non si deve accontentare delle sue tradizioni ma deve saper guardare anche al futuro”. Il ricavato dei neon servirà a fare della beneficenza e aiuterà la fondazione Sant’Orsola a creare una casa d’accoglienza per il supporto dei pazienti oncologici e dei loro familiari.

Jethro Tull in Italia a marzoNuovo tour attinge a piene mani negli album più prog della band

01 dicembre 201912:22

– Ian Anderson e i suoi Jethro Tull sono la band prog di maggior successo al mondo e con il loro nuovo tour The Prog Years faranno tappa anche in Italia a marzo: il 25 al Teatro Colosseo di Torino e il 27 al Teatro Galleria di Legnano (MI).
Il nuovo tour attinge a piene mani negli album più prog della band, tra cui Stand Up, Benefit, Aqualung, Thick As A Brick, Passion Play e persino un tocco di TAAB2, del 2012. Gli spettacoli saranno arricchiti anche da visual.
Ian Anderson sarà sul palco insieme a David Goodier (basso), John O’Hara (tastiere), Joe Parrish (chitarra) e Scott Hammond (batteria).

Perturbazione, esce singolo Le spalle nell’abbraccioAnticipa (Dis)amore, il nuovo album in arrivo in primavera

1 dicembre 201912:22

– E’ uscito (per Ala Bianca records) “Le spalle nell’abbraccio”, il primo singolo che anticipa (Dis)amore, il nuovo progetto discografico dei Perturbazione, in uscita in primavera. La band piemontese tornaa quasi quattro anni di distanza dal precedente album “Le storie che ci raccontiamo”.
Le spalle nell’abbraccio è solo l’inizio del progetto, un trailer sotto forma di canzone di un paio di minuti appena. E’ l’anteprima di un concept album fuori dal tempo.
Il video del brano è stato girato da Fabio Capalbo (già al lavoro con Verdena, Vinicio Capossela, Baustelle, Edda, Planet Funk etc.) ed evoca proprio la sospensione del tempo: un paesaggio italiano di provincia, di qualsiasi provincia.
Un’atmosfera da romanzi di Dino Buzzati o Carlo Cassola, ma trasportati in un presente continuo.
I Perturbazione la prossima estate torneranno anche da vivo in tutta Italia.

Scavi Ercolano: visita guidata con Ente Nazionale SordiIl 3 dicembre Giornata mondiale diritti persone con disabilità

ERCOLANO01 dicembre 201912:28

– Il 3 dicembre, in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità, il Parco archeologico di Ercolano offrirà ad un gruppo di soci dell’Ente Nazionale Sordi una visita guidata speciale in lingua Lis in collaborazione con la società Coopculture.
Si tratta della prima attività svolta insieme con l’Ente Nazionale Sordi di Napoli, frutto di una convenzione, in cui l’associazione Ens di Napoli metterà a disposizione un proprio associato che tradurrà in Lis le spiegazioni della guida turistica fornita invece da Coopculture, gestore dei servizi didattici del Parco. Alla visita parteciperà anche Elvira Sepe, presidente della Sezione Ens di Napoli, con la quale i funzionari del Parco stanno programmando il calendario delle attività formative, da realizzare a partire dal mese di gennaio 2020, rivolte da un lato ai traduttori Lis, e dall’altro al personale di vigilanza e accoglienza del Parco.
”Siamo felici di avviare fattivamente la collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi all’interno di un evento condiviso a livello nazionale dai diversi Istituti del Mibact” dice il direttore Sirano. ”La celebrazione della giornata per il Parco rappresenta un’ulteriore occasione di apertura verso il nostro pubblico, offrendo a tutti la possibilità di fruizione del bene”.
Anche per quest’anno il Mibact sostiene l’iniziativa promuovendo manifestazioni ed eventi a favore della cultura dell’accoglienza al patrimonio, confermando con lo slogan ‘Un giorno all’anno tutto l’anno’ l’impegno volto ad assicurare a tutti il diritto alla partecipazione e all’accesso ai luoghi e ai contenuti culturali. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

E’ morto Mariss Jansons, guidò le più grandi orchestre
Il maestro lettone diresse tra gli altri i Wiener Philharmoniker

02 dicembre 201911:11

E’ stato un grande direttore d’orchestra Mariss Jansons, scomparso il 30 novembre a 76 anni nella sua casa di San Pietroburgo, città dove si era formato studiando violino, pianoforte e direzione al conservatorio. Di origine lettone, era nato a Riga il 14 gennaio 1943, aveva avuto un importante problema cardiaco e per questo aveva limitato le sue apparizioni da qualche mese, cancellando molti concerti estivi. Ma ad ottobre, dopo una pausa di sei mesi, Jansons era tornato sul podio con la Bavarian Radio Symphony Orchestra. Dal 1973 al 2000, aveva guidato la Oslo Philharmonic. Tra le sue molteplici esperienze, Jansons è stato anche direttore della London Philharmonic Orchestra e dei Wiener Philarmoniker. Aveva diretto la Amsterdam Concertgebouw e e la Pittsburgh Symphony Orchestra. Nel 2018 era stato nominato membro onorario dei Berliner Philharmoniker. Nell’aprile 2019 aveva ricevuto l’Herbert von Karajan Prize al festival di Salisburgo. Da anni era alla guida della Bavarian Radio Symphony Orchestra di Monaco. Le sue registrazioni epiche riguardano in particolare includono le sinfonie di Mahler per cui era celeberrimo.
La notizia della morte è stata data dalla Vienna Philharmonic Orchestra: “Siamo profondamente addolorati per la notizia della scomparsa del maestro e membro onorario della nostra orchestra” si legge in una nota della Filarmonica, che il maestro aveva diretto tre volte per il celebre concerto di Capodanno, ricordando “gli anni di fruttuosa collaborazione artistica a Vienna, Salisburgo e in tournée”. E annuncia poi che il concerto in programma il 1 dicembre con la direzione di Jakub Hrusa è dedicato alla sua memoria. La storia di Mariss Jansons, “il direttore d’orchestra con un dolcissimo sorriso” comincia come un romanzo: era nato nella città lettone occupata dai tedeschi in un nascondiglio dove la madre ebrea Iraida si era riparata dal ghetto di Riga per sfuggire ai nazisti. Era figlio d’arte: la madre cantante d’opera e il padre Arvids direttore d’orchestra (era stato allievo anche di von Karajan) ed era cresciuto tra strumenti musicali, prove d’orchestra e palcoscenico maturando così una conoscenza innata incredibile.
Dopo la guerra, con il padre vicedirettore della Filarmonica di Leningrado (oggi San Pietroburgo) s’immerse nella musica avendo a disposizione una grande biblioteca musicale. Negli anni ’70 gli fu permesso di uscire dall’allora Unione Sovietica per andare in Galles per uno straordinario ciclo di Ciaikovski e ad Oslo, dove divenne direttore musicale nel 1979. Già nel 1996 aveva avuto problemi cardiaci: salvato per miracolo da un infarto fatale in scena mentre conduceva la Bohème a Oslo. Nel ’97 divenne direttore musicale a Pittsburgh guidandone l’orchestra fino al 2004. Secondo i critici da direttore fu ineguagliabile quanto alla collocazione precisa di musicisti nell’orchestra.

I nazisti e le opere d’arte rubate, su Sky Arte la serieTre documentari raccontano razzie e avventurose restituzioni

01 dicembre 201920:41

Sky Arte propone la serie “I nazisti e l’arte rubata”, in onda da lunedì 2 dicembre alle 21.15.
Partendo dal trafugamento di grandi capolavori, operata su indicazione di Hitler, il documentario cerca di scoprire cosa è rimasto oggi di quel tesoro, con le storie di molti dei protagonisti di quegli anni e le restituzioni effettuate in questi ultimi decenni. Al centro dei vari episodi, le vicende delle opere che sono state distrutte perché appartenevano all’arte “degenerata” che non rispettava i canoni ariani o che sono state sequestrate perché avrebbero dovuto essere esposte nel Louvre di Linz, progetto architettonico di Hitler che rimase però solo sulla carta.
Al centro della prima puntata dal titolo Hitler e Goering: la grande razzia in onda il 2 dicembre, il Caso Gurlitt, uno straordinario ritrovamento di capolavori che nel 2010 ha riacceso l’attenzione sulla vicenda dei furti d’arte nazisti dalla quale si evince che a oggi continuano a mancare all’appello decine di migliaia di opere di cui si sono perse le tracce.
Il secondo appuntamento in onda lunedì 9 dicembre Artisti e mercanti del Terzo Reich racconta il destino di un artista di regime, lo scultore Arno Breker, e le vicende dei mercanti d’arte che utilizzavano le opere cosiddette “degenerate” come merce di scambio per riempire le casse dello stato tedesco.
Infine il terzo episodio di lunedì 16 dicembre Monuments Men: una storia aperta si concentra sui protagonisti della lotta contro il grande furto d’arte nazista: su chi ha cercato di combatterlo durante la seconda guerra mondiale e su chi ancora oggi s’impegna per fare giustizia.

Musica a Natale tra Robbie Williams e Vasco dal vivoSotto l’albero Ferro, Cremonini ed ex One Direction Harry Styles

01 dicembre 201920:40

L’album natalizio più venduto di tutti i tempi, Merry Christmas di Mariah Carey, compie quest’anno 25 anni. Con le sue oltre 15 milioni di copie nel mondo rimane ancora per molti la colonna sonora preferita per le feste di Natale. Ma come ogni anno, di questo periodo, la concorrenza si fa agguerrita.
Chi per la prima volta si è cimentato con le canzoni delle feste è l’ex Take That Robbie Williams che ha dato alle stampe “The Christmas present”, un doppio album con i classici della tradizione (non manca tra gli altri “Let It Snow! Let It Snow! Let It Snow!”), più alcuni inediti. Sono stati riportati a nuova vita anche i brani di Bing Crosby, in “Bing at Christmas”, una nuova versione orchestrale dei suoi successi con la London Symphony Orchestra che sta trascinando “White Christmas”, il singolo più venduto al mondo di tutti i tempi con 50 milioni di copie e 1,8 miliardi di stream, verso un nuovo record.
Anche Giovanni Allevi si è fatto ispirare dal Natale in “Hope”, che sta portando dal vivo con l’esecuzione di alcune tra le più famose melodie delle feste, in una originale rilettura per pianoforte, coro e orchestra sinfonica.
Ma non ci sono solo le atmosfere da caminetto accesso e pacchetti sotto l’albero a ispirare gli artisti, prolifici come non mai nell’ultima parte dell’anno.
Tra gli italiani, strizzano l’occhio alle strenne, Tiziano Ferro con il suo nuovo “Accetto Miracoli” (al debutto già al primo posto della classifica degli album più venduti della scorsa settimana) e Cesare Cremonini che festeggia 20 anni di carriera con “Cremonini 2C2C The Best of”, la prima grande raccolta della sua carriera appena pubblicata. Già fuori anche Note di Viaggio, una raccolta delle più belle canzoni di Francesco Guccini prodotta e arrangiata da Mauro Pagani, e l’album di inediti di Mina e Fossati, che porta i loro nomi. Si affida all’onda lunga dei regali natalizi anche Biagio Antonacci che ha pubblicato “Chiaramente visibili dallo spazio” (Iris /Sony Music), l’album disponibile dal prossimo 29 novembre in versione fisica in CD e Vinile e già disponibile in prenotazione in tutti gli store.
C’è attesa poi (uscirà il 6 dicembre) per il nuovo doppio album di Vasco Rossi dal titolo “Vascononstop live”: 29 brani dal vivo, sintesi dei concerti del Kom della scorsa estate, più l’ultimo singolo “Se ti potessi dire”. Tra le ristampe, Andrea Bocelli ripropone “Sì Forever”, nella diamond edition, l’album che ha raggiunto il numero 1 sia in Usa che in Uk.
Gli stranieri puntano tutto sui Coldplay e il nuovo album, tra Oriente e Occidente, Everyday Life. I fan dell’ormai ex One Direction dovranno attendere invece fino al 13 dicembre per il nuovo lavoro “Fine line”, a due anni di distanza dall’album che ha segnato il debutto da solista. Pubblicato nel 1999, torna 20 anni (esce il 13 dicembre) anche il leggendario album di Eminem The Slim Shady LP. Composto da 30 tracce, questa nuova edizione ha anche 10 Bonus tracks.
Per i più piccoli, in testa ai regali più gettonati la colonna sonora del nuovo film Disney “Frozen 2” e la compilation con i brani dello Zecchino d’oro.

La Freccia Azzurra a Roma per i 100 anni dalla nascita di RodariCapolavoro D’Alò torna in sala al Trullo con Alice nella città

01 dicembre 201916:49

– Per celebrare i 100 anni dalla nascita di Gianni Rodari, grazie al sostegno di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori in collaborazione con Cineteca Nazionale, Biblioteche di Roma e Lanterna Magica, Alice nella città riporta sul grande schermo La Freccia Azzurra di Enzo d’Alò (1996) in versioni restaurata in 2K.
Le proiezioni – ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti – avverranno a Roma, Lunedì 2 dicembre 2019 al Teatro San Raffaele del Trullo, alle 14.00 davanti a 400 studenti delle scuole del quartiere, eredi dei “trullini” tanto cari a Gianni Rodari e alle 20.30 per inaugurare il calendario delle celebrazioni e dei festeggiamenti in occasione dell’anno rodariano che sta per cominciare. Due grandi Autori della letteratura contemporanea italiana, Dino Buzzati e Gianni Rodari, La Freccia Azzurra di Enzo D’Alò (1996) e La famosa invasione degli orsi in Sicilia di Lorenzo Mattotti (2019) riaprono le visioni di Scelte di Classe – cinema a scuola, il progetto dedicato alla formazione del nuovo pubblico, arricchite da incontri e laboratori che apriranno terreni di confronto, spunti per discussioni in classe.
E’ un intramontabile capolavoro del cinema d’animazione, La Freccia Azzurra diretto da Enzo D’Alò liberamente tratto dal racconto di Gianni Rodari. Dai negativi originali è stato possibile ottenere, una nuova copia digitale che restituisce appieno la straordinaria qualità tecnica originale del lavoro.
“Scritto da Gianni Rodari nel 1954 il racconto, a distanza di 65 anni, sa parlare con poesia e semplicità ai bambini di oggi esattamente come a quelli di allora – dichiarano Maria Fares e Roberto Baratta produttori di Lanterna Magica -. La sua trasposizione cinematografica risale al 1996, il film, suggestivo e intenso, è amato da bambini di ogni età. Aver restaurato e dato nuova vita alla pellicola – concludono Fares e Baratta- ci sembra un’operazione perfetta soprattutto in considerazione di quando ciò avviene, nel centenario della nascita di Rodari e non solo come omaggio all’autore e alla sua favolistica, ma anche per il ruolo importante che “La Freccia Azzurra” ha avuto nella cinematografia italiana avendo riportato il cinema di animazione nazionale nelle sale.

Whoopi Goldberg in Puglia, forse compro casa quiL’attrice americana pubblica video su costa del Salento

BARI01 dicembre 201917:07

– L’attrice americana Whoopi Goldberg è arrivata in Puglia ospite di un suo “caro amico di lavoro che ha i nonni pugliesi” e dove, spiega lei stessa in una video su Instagram, ha intenzione di fare qualche giro perché sta pensando di comprare una casa per le vacanze. In un post rilanciato su Facebook dal presidente della Regione, Michele Emiliano, Whoopi Goldberg mostra alcune immagini girate al suo arrivo all’aeroporto di Brindisi e poi, il panorama di un tratto di costa nel Salento, a Tricase, commentando il colore dell’acqua cristallina.
“Stavo per entrare in acqua – scherza – ma ho pensato che non mi voleste vedere nuda, quindi ho tenuto i vestiti. Questo posto è naturale. L’ha fatto Dio, ‘sarebbe bella una piscina qui?'”.
“Guardate il colore dell’acqua è semplicemente fantastico. Non sarebbe fantastico se tutta l’acqua del mondo fosse così? Non può succedere. Ma sarebbe bello”, conclude.

Leonardo con l’Uomo Vitruviano svela l’algoritmo dell’arte.

Scoperta di Roberto Concas, ‘E’ un inganno. E’ molto più di quello che si vede’

03 dicembre 201909:54

Trenta anni di riflessione, sette anni di ricerche per capire che L’Uomo Vitruviano di Leonardo è l’immagine dell’algoritmo segreto che gli artisti hanno usato dal IV al XVIII Secolo per ”certificare” le proprie opere come ispirate dalla Divina Proporzione. Per cinque secoli il disegno avrebbe nascosto un inganno, ovvero non soltanto è molto di più di quello che sembra, ma sarebbe stato realizzato per dare forma in modo criptato al segreto dei segreti: l’antichissima formula aritmetica e geometrica che le botteghe usavano e tramandavano solo tra di loro, in osservanza dei parametri imposti dalla Chiesa, per realizzare ogni tipo di opera. E’ lo studio, affascinante come un thriller, complesso come un romanzo di Umberto Eco, che ha realizzato uno studioso di chiara fama come Roberto Concas, storico dell’arte già direttore dei Musei Nazionali di Cagliari. Il suo lavoro

sarà oggetto di due volumi editi da Giunti – il primo a gennaio – e una grande mostra che avrà luogo a Cagliari nel maggio 2020 organizzata da Polo Museale Statale della Sardegna, tutto con il titolo ”L’inganno dell’Uomo Vitruviano. L’algoritmo della divina proporzione”. Scoperta nella scoperta, la prima cosa che ha capito Concas è che il disegno realizzato da Leonardo nel 1490 in realtà contiene due uomini in due diverse età della vita – forse addirittura tre – e va guardato allo specchio per riportare alla luce l’immagine vera del disegno e dare un senso a quelli che finora era considerati ”errori”.
”La teoria direi meglio la scoperta del dr. Concas – afferma la direttrice del Polo Giovanna Damiani – è a mio avviso definibile come ‘rivoluzionaria’, capace di imporre un nuovo paradigma di lettura nella storia dell’arte, un canone rimasto inedito, che non cancella quelli a noi consueti ma apre a interpretazioni nuove, forse intuite da alcuni storici dell’arte ma mai sino ad oggi codificate”.
Ma andiamo per ordine. Prof. Concas da dove è partita questa ricerca? ”Tutto è iniziato dalle domande che mi sono posto sui Retabli della Sardegna, le caratteristiche pale d’altare. ‘Perchè, mi chiedevo, hanno questa forma particolare a tre? Non c’erano risposte. Ho cercato per 30 anni. Poi ad un certo punto trovo l’algoritmo che mi fa capire quale sia la parte centrale e quale quella laterale. Ma era solo l’inizio. Nel 2012, guardando questo disegno dell’Uomo Vitruviano noto una proporzione simile nella riga sotto: due parti più piccole una centrale più grande. E’ faticoso spiegarlo ma è stato come aprire una scatola dopo l’altra, ogni soluzione me ne apriva tre insieme, una casistica. Ho iniziato a capire che il disegno contiene due volti. L’occhio destro è di un uomo maturo, quello a sinistra di un volto più giovane. Mi e’ venuta intuizione, se ha sempre scritto a sinistra ha imparato usando lo specchio…anche qui usa lo specchio per ricostruire la figura completa…E le misure mi hanno dato ragione”.
Quindi due uomini, e con lo specchio si vede bene, di età diversa, ma disegnati per rappresentare quella che il Frate matematico Luca Pacioli definiva come la scienza segretissima della Divina proporzione: un ”sistema d’insieme”, ”rilevabile con misure micrometriche, regole della geometria piana, calcoli aritmetici e infine con l’uso di una banalissimo specchio”, racconta ancora Concas: ”Ad esempio le misure delle braccia, che sono diverse, vengono dal concetto di un numero generatore, 225,5 e 180,5. Facendo sottrazioni o divisioni si ottengono tutte le misure esatte delle due braccia”.
”Leonardo temeva che potesse perdersi per strada quella regola che era stata usata da architetti, artisti, letterati e poeti. Usata per la prima volta nell’Arco di Costantino, nel 315-325 dopo Cristo – spiega Concas -, gli anni del primo concilio di Nicea, il primo concilio ecumenico cristiano. Ma anche nella Pietà di Michelangelo e ovviamente nella Gioconda. Erano regole semplici in fondo, come quelle del gioco del calcio, 17 regole semplici: poi all’interno c’è chi è capace di segnare come Ronaldo. Così anche Raffaello faceva capolavori stando nelle regole. L’algoritmo dal quarto secolo, quando la religione cristiana diventa religione di stato, fino al diciottesimo, serviva a diffondere e difendere le corporazioni. Per essere riconoscibili e certificarsi. Non bastava disegnare una Madonna, andava fatto secondo le regole segrete, che in modo semplificato potrebbe definire della ‘doppia spirale’, che ha un significato filosofico molto antico, riconoscibili solo da alcuni…”. Se Leonardo avesse svelato che L’Uomo Vitruviano era tutto questo, racconta ancora Concas, ”lo avrebbero messo al rogo”. Così il cerchio non è un cerchio ma è esattamente la ”doppia spirale”: ”idea che mi è venuta dall’intuizione di mia figlia psicoterapeuta: quando le monti insieme ci danno tre assi che costituiscono la figura, molto sofisticata. Ma non voglio dire di più perchè il mistero non finisce qui”. Un mistero smarrito ”quando con l’Illuminismo ha avuto termine il potere della chiesa e il laicismo ha preso spazio. Ma se ci guardiamo intorno ne troviamo tracce finora a noi incomprensibili, ovunque”

I due Papi, tra Hopkins e Pryce sfida d’attoriDal 2 dicembre il racconto del passaggio epocale

02 dicembre 201911:57

“La cosa piu’ difficile e’ ascoltare la sua voce”. “C’e’ un detto: Dio corregge un Papa dando al mondo un altro Papa. Voglio ammirare la sua opera”. Le parole di Benedetto XVI rivolte al Cardinale Bergoglio ne I due papi, il nuovo film Netflix in sala il 2 dicembre (e poi dal 20 dicembre in streaming). The Two Popes, applaudito al Toronto International Film Festival è anche una sfida d’attori: Anthony Hopkins che interpreta Papa Benedetto XVI e Jonathan Pryce che e’ invece il Cardinale Bergoglio futuro Papa Francesco. Il film, diretto da Fernando Meirelles (regista di City of God e The Constant Gardener – La cospirazione), e’ scritto da Anthony McCarten, gia’ sceneggiatore di La teoria del tutto, L’ora piu’ buia e Bohemian Rhapsody.
Racconta la storia intima di uno dei passaggi di potere piu’ drammatici degli ultimi duemila anni.
Frustrato dalla direzione intrapresa dalla Chiesa, il cardinale Bergoglio (Pryce) chiede il permesso di ritirarsi a Papa Benedetto (Hopkins). Di fronte al rischio di scandalo e al dubbio, Papa Benedetto convoca invece il suo critico piu’ duro, nonche’ suo futuro successore a Roma, per rivelare un segreto destinato a scuotere le fondamenta della Chiesa Cattolica.
Dietro le mura Vaticane, inizia una lotta tra tradizione e progresso, senso di colpa e perdono. Questi due uomini molto diversi affrontano il loro passato per trovare un terreno comune e costruire il futuro di un miliardo di fedeli in tutto il mondo. Il film biografico è ispirato a fatti reali: parte dall’elezione di Joseph Ratzinger nel 2005 per raccontare il suo abbandono del papato otto anni dopo, seguito dall’elezione di Bergoglio costretto a confrontarsi con le difficoltà di prendere il ruolo di pontefice. Uno sguardo intimo su un periodo di svolta storico per la Chiesa Cattolica.

Incassi: Frozen 2 boom, oltre 7 milioni di euroTsunami Disney, seguono a distanza Allen e Albanese

02 dicembre 201910:18

Frozen II – Il segreto di Arendelle debutta con il botto: 6 milioni 899 mila euro d’incasso in Italia nel weekend, per un totale in 5 giorni (è uscito il 27 novembre) di 7 milioni 674 mila euro. Quasi 1000 sale e tutte affollate. Il cartoon Disney, con il ritorno di Elsa, è in testa ai box office mondiali macinando record, compreso ovviamente quello americano. Per gli altri film poco spazio: al secondo posto c’è Un giorno di pioggia a New York di Woody Allen con 1 milione 240 mila euro. Al terzo, sceso per lo tsunami Frozen, c’è Antonio Albanese e il suo Cetto c’è, senzadubbiamente che alla seconda settimana incassa comunque 1 milione 115 mila euro e supera così i 4 milioni totali. Quarta posizione per L’ufficiale e la spia, il J’accuse di Roman Polanski che ha incassato 721 mila euro e 2 milioni 220 mila in due settimane.
Tra le nuove uscite del weekend, Frozen e Allen a parte, buon piazzamento per Midway, il film che riporta in auge il genere del classico film di guerra: è al quinto posto con 576 mila euro. Ottima la media per sala, ancora dopo 4 settimane, per la Palma d’oro ‘Parasite’ con 141 mila euro (è all’ottavo posto, risalito persino di una posizione) e 1 milione 604 mila totali.
Da segnalare anche Il peccato – il furore di Michelangelo, il bel film di Andrei Konchalovsky, uscito nel fine settimana, e nella top ten: nono posto con 136 mila euro. Nel complesso dei dati Cinetel: 12 milioni 427 mila euro, + 38% rispetto al precedente weekend e + 2,33% rispetto all’analogo periodo 2018 (anche lì con un’uscita fortissima: Bohemian Rhapsody, che fece oltre 5 milioni e mezzo di euro in 4 giorni).

E’ boom per la varia, +3,7% le copie venduteI dati a Più libri più liberi, 2019 anno positivo per l’editoria

04 dicembre 201910:00

Il 2019 si conferma come un anno positivo per l’editoria italiana. Lo dicono i dati Nielsen per l’Associazione Italiana Editori (AIE) riferiti alle vendite di libri di varia (esclusi quindi scolastici e universitari) nei canali trade (librerie indipendenti e di catena, grande distribuzione organizzata, piattaforme online compreso Amazon) che registrano una crescita del 3,7% nei primi undici mesi dell’anno, pari a 1,131 miliardi di euro. Crescono – ed erano molti anni che ciò non accadeva – anche il numero di copie vendute toccando, a un mese dal Natale, il più 2,3%, pari a 77,4 milioni di copie.
Sono questi i primi dati dell’andamento del mercato che verranno illustrati a Roma, in occasione di Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria, in programma fino a domenica 8 dicembre al Roma Convention Center La Nuvola, nel corso del convegno Il Natale è alle porte: come è andato il mercato trade nel 2019 per piccoli e grandi editori, mercoledì 4 dicembre dalle 15.30.

Maraini ricorda Ronconi, grande capacità creativaA 5 anni da morte, libro L’utopia di Luca Ronconi di Bassignano

ESCARA02 dicembre 201912:49

– “Aveva una grande capacità creativa. In alcuni momenti era tradizionale, in altri più moderno ed innovativo. Era un uomo di grande talento e in ogni occasione tirava fuori la sua personalità. Sarebbe riduttivo dargli un’etichetta: sapeva spaziare e aveva una straordinaria capacità di capire il teatro e viverlo”. Così Dacia Maraini ricorda “l’amico” Luca Ronconi, a cinque anni dalla scomparsa del regista.
Maraini sarà uno degli ospiti d’eccezione nel corso della presentazione del libro “L’utopia di Luca Ronconi” di Ida Bassignano, sua assistente regista, volume edito dalla casa editrice abruzzese Ianieri. L’appuntamento, cui parteciperanno anche Gianfranco Capitta, studioso di Ronconi, Elisabetta Pedrazzi e Marilù Prati, attori che con lui avevano lavorato, è per sabato 7 dicembre, alle 18.30, a Roma, nell’ambito della fiera “Più libri più liberi”. L’iniziativa è organizzata in vista della ricorrenza dei cinque anni dalla morte di Ronconi, avvenuta nel febbraio 2015.
Definendolo un “grande amico”, Maraini ricorda che “lavorativamente parlando il periodo più intenso fu quello di Prato. Mi chiese di fare una ricerca sul linguaggio – racconta – Erano gli anni ’70 e gli intellettuali si confrontavano con il popolo. Lui dirigeva questo insieme di ricerche e c’era un vero e proprio gruppo di lavoro. Ne venne fuori un’indagine sull’Italia contadina, popolare e industriale dell’epoca”.
Poi, nel 1997, è la volta di “Memoria di una cameriera”, scritto proprio su richiesta di Ronconi, che debuttò al Teatro dei Riuniti di Umbertide (Perugia). “Ricordo una scena fatta tutta di mobili, da cui uscivano i personaggi – racconta Maraini – Poi c’erano delle maschere di gomma; era tutto molto surreale, molto espressionista. Sembravano dei volti e non delle maschere e ne veniva fuori un effetto molto bello”.

Libri: Demofollia, la Repubblica impazzitaAinis spiega la nuova, caotica forma di (non) governo italiana

04 dicembre 201910:00

MICHELE AINIS, DEMOFOLLIA. LA REPUBBLICA DEI PARADOSSI (La nave di Teseo, pp.222, 17 euro).
Esiste una nuova, pericolosa forma di governo, determinata dalla crisi di razionalità della politica italiana: è quella che Michele Ainis chiama “Demofollia”, titolo del suo ultimo saggio scritto per La nave di Teseo. Secondo l’autore, la nostra democrazia è in balia dell’incoerenza, dell’emotività e delle scelte capricciose di politici poco competenti, che non conoscono bene la storia del passato e guardano con confusione al futuro, facendo di fatto “ballare” come in una sfrenata danza le istituzioni italiane. Tanti e brevissimi capitoli (intitolati con singole, emblematiche parole, da ‘appelli’ a ‘fake news’, da ‘ius soli’ a ‘sovranisti’ e ‘zombie’, a comporre una sorta di dizionario in rigoroso ordine alfabetico) definiscono un libro di grande attualità, in cui le riflessioni del costituzionalista e le sue analisi lucide e accurate possono aiutare il lettore a orientarsi nel contesto politico e istituzionale del nostro Paese. Pur essendo ricco di informazioni e di dettagli anche tecnici, tra molte critiche ragionate e più di una proposta su come procedere per sbloccare una situazione che, toccando il cuore stesso dell’Italia, ossia le sue istituzioni democratiche, ha impantanato la nazione, Ainis non dimentica il registro dell’ironia, in un libro che costituisce una piacevole e istruttiva lettura.

Mostra: grafiche di De Chirico esposte a MeranoLa mostra al Castello Principesco copre mezzo secolo di attività

OLZANO02 dicembre 201912:52

– Una preziosa collezione privata di grafiche di Giorgio De Chirico sarà ospitata, dal 4 dicembre al 5 gennaio, presso il Castello Principesco di Merano. Organizzata da Art Action in collaborazione con il Palais Mamming Museum e l’assessorato alla cultura del comune di Merano, l’esposizione è curata da Azzurra Casiraghi e Brasilia Pellegrinelli.
La mostra, dal titolo “Pictor Optimus”, è strutturata attraverso una ventina di incisioni, litografie ed acqueforti scelte tra i diversi periodi della produzione di De Chirico e coprono un arco di tempo di più di mezzo secolo. Desolate piazze d’Italia illuminate da un timido sole autunnale, personaggi misteriosi ispirati dalle storie della mitologia greca e statue enigmatiche sono alcuni degli scenari della mostra. Tutte le opere recano il titolo a pugno dell’autore e il timbro a secco di Casa De Chirico; sono litografie, acqueforti e incisioni colorate a mano o in bianco e nero, collezionate in più di quarantacinque anni di ricerca in Italia e all’estero.

Pearl Jam, 5/7 a Imola unica data italiana tour 2020Playlist natalizia del gruppo disponibile grazie a Ten Club

BOLOGNA02 dicembre 201915:45

I Pearl Jam saranno in concerto domenica 5 luglio a Imola (Bologna), all’Autodromo internazionale Enzo e Dino Ferrari, unica data italiana del tour estivo europeo in 13 tappe che comincerà il 23 giugno a Francoforte, dove il gruppo non si esibiva dal ’92, per concludersi il 22 luglio ad Amsterdam. Pixies sarà la band special guest dello show.La nuova serie di concerti includerà tappe in alcuni dei festival più celebri, come il Lollapalooza a Stoccolma e Parigi, il Rock Werchter e BST Hyde Park. Prevendite per i membri del Pearl Jam Ten Club fino al 5 dicembre; da sabato 7 biglietti su Ticketmaster, Ticketone e nei punti vendita autorizzati.Inoltre, per celebrare la stagione natalizia, il Ten Club ha lanciato oggi ’12 Days of Pearl Jam’, 12 singoli natalizi resi disponibili per la prima volta su Spotify. Nel 2020 il gruppo di Seattle festeggerà trent’anni di concerti live; con dieci album in studio, ha venduto 85 milioni di dischi e nel 2017 è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame.

‘Silenzio’, da Nissirio un noir di rangoRitmo da ‘whodunnit’ e un urlo di rivolta contro la volgarità

02 dicembre 201912:54

– PATRIZIO NISSIRIO – SILENZIO (ENSEMBLE PP. 283, euro 16). Poi uno dice che i bei libri non esistono più. Invece ci sono, ma vai a trovarli nella marea di titoli in cui annega l’editoria d’Italia, Paese curioso in cui si legge sempre di meno ma si pubblica sempre di più. Dunque tocca prima scovarli, poi segnalarli e proteggerli. ‘Silenzio’, di Patrizio Nissirio, è uno di questi.
Partiamo dal genere. Siamo nel noir scritto bene, che ha il grande pregio di differenziarsi dal noir scritto male – statisticamente prevalente. Il romanzo si apre con la frattura esistenziale del protagonista (il suo nome lo conosceremo strada facendo), che stanco del rumore di fondo e della volgarità del nostro tempo, decide di lasciare Roma (ma soprattutto quanto costruito) e rintanarsi in un’isoletta della laguna veneziana, trovandosi un mestiere quasi di fortuna che gli permetta di separarsi dal flusso. Poi c’è Maria Quaranta, che pure non se la passa bene nella sua insoddisfazione quotidiana e sull’onda degli eventi molla gli ormeggi. Infine c’è Aurelio Di Giannantonio, il bravo poliziotto che sa fare il suo mestiere, per dirla con De Gregori. Ma “la vita non perdona chi cerca di sfuggirle”. E dunque al protagonista capita il ‘fattaccio’, motore dell’azione.
Il mix di partenza è solido, una bella troika di stampo classico (lui, lei, l’altro). Il che è un pregio, perché le note sono 7 e ci si fa di tutto, dallo strimpello alla sinfonia di Beethoven. Il merito di Nissirio è di shakerare bene gli ingredienti di base fino ad ottenere un cocktail bilanciato, un bel Negroni con twist post-moderno. E a chi non piace un Negroni fatto bene? La scrittura è raffinata, esaltata da uno stile scarno, sulle prime persino straniante ma alla lunga davvero convincente; il ritmo serrato e la trama ben congeniata, le pagine scorrono una dopo l’altra spinti dal desiderio di scoprire l’immancabile colpevole. La scrittura, insomma, non viene a discapito dell’intreccio, pecca comune per i gialli ‘di pretesto’. No. ‘Silenzio’ ha la cifra del ‘whodunnit’ di stampo americano, con il pregio dell’introspezione tipica della narrativa europea.
In sintesi, leggetelo e regalatelo. Perché l’autore prima e l’editore poi, hanno fatto il loro mestiere. Ora tocca al lettore. “Silenzio” verrà presentato a Roma, a Più libri più liberi domenica 8 dicembre, con l’autore che dialogherà con il premio Strega Paolo Giordano.

Opera Roma: Bocelli 21 giugno apre stagione CaracallaApre stagione 2020 con grande orchestra

ROMA02 dicembre 201913:13

– Andrea Bocelli inaugurerà l’estate 2020 con uno spettacolare evento alle Terme di Caracalla: “Andrea Bocelli – Rome 2020”, prodotto da Friends and Partners e in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma. Il prossimo 21 giugno, in uno degli scenari naturali più suggestivi ed imponenti del mondo, l’amato tenore tornerà ad esibirsi in Italia, calcando per la prima volta con un intero concerto il palco dello storico teatro romano.
Insieme ad una grandiosa Orchestra, tra il fascino delle rovine e la suggestione delle notti romane, Bocelli darà vita ad una antologia di pagine tratte dal repertorio lirico, una raccolta delle più celebri arie selezionate dai capolavori dei grandi compositori, ripercorrendo appieno il vastissimo repertorio dell’Opera ricco di accese passioni e struggenti tragedie.
Le prevendite per “Andrea Bocelli – Rome 2020” si apriranno il 4 dicembre alle 16.00 su ticketone.it e l’11 dicembre in tutti i punti vendita abituali.
Andrea Bocelli è reduce dalla prestigiosa candidatura ai Grammy Awards e dal trionfale successo del suo nuovo album pop “Sì” (Sugar) che, dopo aver venduto un milione di copie in tutto il mondo, è ora presentato nell’edizione speciale “Sì Forever (Diamond Edition)” con nuovi duetti e tracce inedite.

Scansione 3D svela informazioni su ‘L’infinito’ di LeopardiIndividuate diverse sequenze correzioni e tre fasi di scrittura

BOLOGNA02 dicembre 201913:37

– ‘L’infinito’ di Giacomo Leopardi stupisce ancora, grazie alla scansione 3D: una nuova analisi ad altissima definizione del quaderno degli Idilli guidata da Paola Italia, docente al Dipartimento di Filologia classica e Italianistica dell’Università di Bologna, ha permesso di individuare diverse sequenze di correzioni e tre successive fasi di scrittura, a dimostrazione che il poeta di Recanati è tornato più volte a rivedere quelle rime.
Per cercare di ricostruire le vicende che hanno portato alla nascita di una delle liriche più celebri della nostra letteratura, Italia ha accostato un nuovo metodo di analisi – RTI, Reflectance Transformation Imaging – alle conoscenze e alle metodologie della filologia d’autore. Un’operazione resa possibile grazie alla collaborazione della Biblioteca Nazionale Centrale ‘Vittorio Emanuele III’ di Napoli, che custodisce numerosi manoscritti autografi di Leopardi, e del Laboratorio fotografico e multimediale FrameLab, attivo al Campus di Ravenna dell’Università di Bologna.
“Nonostante sia forse l’autografo più conosciuto della letteratura italiana, ‘L’infinito’ è un oggetto ancora misterioso”, commenta la docente. “Ancora non sappiamo con precisione, ad esempio, se sia stato composto prima o dopo il 29 giugno 1819, ventunesimo compleanno di Leopardi, che diventato maggiorenne tenta la fuga da Recanati. Tutto ciò che sappiamo è legato a un quadernetto a righe che reca, oltre a ‘L’infinito’, anche altri Idilli”. I risultati dell’indagine saranno presentati venerdì in un seminario a Bologna.
La tecnologia RTI utilizzata per l’analisi è stata usata inizialmente soprattutto per lo studio di manufatti artistici archeologici, ma si presta molto bene anche per l’indagine dei manoscritti. “Fotografie ad alta definizione – spiega la prof.
Italia – vengono scattate con luce riflessa su una sfera da diverse angolature e altezze, e poi ricomposte digitalmente, creando così un’immagine tridimensionale che permette di migliorare la percezione della superficie dell’oggetto e di evidenziare le stratificazioni dei solchi lasciati dalla penna nella scrittura”. VAI ALLA MAPPA DEL SITO

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

I musei di Milano dedicano mostre 2020 ai ‘Talenti delle donne’
Sala ‘città multicentrica, portiamo interesse in più poli’

MILANO02 dicembre 201913:43

– Sono spalmate su 12 plessi le 54 mostre nel programma 2020 degli spazi espositivi del Comune. Il nuovo palinsesto è dedicato a ‘I talenti delle donne’, ed è prevista anche una coda legata a quello del 2019, su Leonardo Da Vinci, con altri due progetti espositivi al Castello Sforzesco, uno sul Salvator Mundi e l’altro sulla scrittura speculare.
“La cultura non va considerata un regalo alla città ma è una delle componenti fondamentali del vivere cittadino – ha dichiarato il sindaco Giuseppe Sala -. L’ambizione è vivere in una Milano multicentrica e portare l’interesse di tutti in vari centri”. Il programma dedicato al protagonismo delle donne nella cultura e pensiero creativo è ricco di iniziative multidisciplinari, fra cui le ‘Storie di strada’ fotografate da Letizia Battaglia, l’antologica di Grazia Varisco e ‘Divine avanguardie’ sulla rappresentazione della donna in Russia (Palazzo Reale), la mostra su Adriana Bisi Fabbri (Museo del Novecento) e quella fotografica di Luisa Menazzi Moretti (Mudec).

Luna Nera, saga di Triana su eroine illuminate del ‘600Tra streghe e amori, esce Le città perdute, prima parte trilogia

02 dicembre 201914:00

– TIZIANA TRIANA, LUNA NERA. LIBRO PRIMO – LE CITTA’ PERDUTE (Sonzogno, pp.528, 19 euro). Streghe e magia nera, donne perseguitate e maschi prevaricatori, ma anche amore e pregiudizi, e poi lo scontro tra superstizione e scienza: è appena arrivato in libreria “Luna Nera – Le città perdute”, primo capitolo di una trilogia che Tiziana Triana ha scritto per Sonzogno, alla base della serie Netflix diretta da Francesca Comencini, Susanna Nicchiarelli e Paola Randi in uscita nel 2020 (produzione Fandango). In questa appassionante vicenda per ragazzi (ma non solo) ambientata in Italia, la storia dell’Inquisizione prende forma in pagine che trasportano indietro nel 1600, secolo della Rivoluzione scientifica e del fanatismo religioso: tra grandi avventure, passioni amorose e ingiustizie, a colpire il lettore sono le figure femminili, vere eroine illuminate, in tempi di terrore e di buio della mente.
Ade, la protagonista sedicenne (innamorata di Pietro, giovane studioso di medicina, che ricambia il suo sentimento ed è deciso a salvarla dalla persecuzione), e con lei Janara, Tebe, Persepolis, Itaca, sono tutte donne libere e misteriose, conoscitrici di astri e piante, dedite alle arti e alla scienza, tacciate di stregoneria per le loro idee e i loro comportamenti giudicati non convenzionali. Attingendo alla tradizione e al folklore, l’autrice costruisce una storia avvincente che valorizza l’universo femminile e che, partendo dal passato, ha più di un legame con il nostro presente.

Filarmonica Romana, i quartetti per archi di BeethovenEsecuzione integrale in 4 date. Apre il 5/12 Pavel Hass Quartet

02 dicembre 201915:02

– Prende il via il 5 dicembre l’ esecuzione integrale dei Quartetti per archi di Ludwig van Beethoven in quattro appuntamenti – 17 partiture per un totale di nove ore di musica straordinaria – progettata dalla Accademia Filarmonica Romana per celebrare i 250 anni della nascita del genio di Bonn. L’ istituzione musicale della Capitale ha chiamato quattro formazioni cameristiche di prestigio ad esibirsi sul palcoscenico del Teatro Argentina in questo particolare repertorio che ha scandito per quasi trent’ anni la produzione musicale del compositore tedesco. Apre la serie di concerti, alle 21, il Pavel Hass Quartet, formazione ceca nata a Praga nel 2002, che dopo la vittoria al Concorso Borciani nel 2005 si è affermato come uno dei quartetti più interessanti, ospite delle sale concertistiche più prestigiose, e premiato con cinque Gramophone Awards per le sue incisioni discografiche. Il Quartetto – formato da Veronika Jarusková (violino), Marek Zwiebel (violino), Jiri Kabát (viola), e Peter Jarusek (violoncello) – trae il nome dal compositore ceco Pavel Haas, prigioniero nel campo di lavoro di Theresienstadt e morto ad Auschwitz nel 1944. Il concerto si aprirà con il terzo Quartetto della raccolta dell’op. 59 scritto fra il 1805 e il 1806 e dedicato da Beethoven all’aristocratico russo Andreas Rasumowsky, che a Vienna ricopriva la carica di ambasciatore e fu suo mecenate. Completano il programma il Quartetto op. 130 e la Grande Fuga op. 133, composti venti anni dopo. I prossimi appuntamenti sono previsti il 6 febbraio con il Belcea Quartet; il 20 febbraio con il Jerusalem Quartet e il 26 marzo con lo Hagen Quartett.

Dua Lipa, nuovo album e nuovo tour nel 2020″Future Nostalgia”, titolo del disco, a Milano il 30 aprile

2 dicembre 201915:56

– Nel 2020 nuovo album in arrivo, dal titolo “Future Nostalgia”, e nuovo tour per la popstar Dua Lipa.
Lo show debutterà in Europa il 26 aprile a Madrid e farà tappa in Italia con un’unica data a Milano il 30 aprile al Mediolanum Forum (unica data italiana).
Il primo singolo estratto dal disco, “Don’t Start Now”, ha già superato gli oltre 170 milioni di stream. “Quello che volevo fare con il mio nuovo album era uscire dalla mia comfort zone e mettermi alla prova, così da creare brani che potessero suonare come certe hit pop che adoro e sono rimaste nella storia. Sono stata ispirata da tantissimi artisti che amo: da Gwen Stefani a Madonna, da Moloko a Blondie, passando per gli Outkast solo per nominarne alcuni”, ha detto Dua Lipa, aggiungendo che “dopo tutto il tempo trascorso in tour con la mia band volevo che ‘Future Nostalgia’ fosse realizzato con veri strumenti musicali e suonato live, seppur caratterizzato da una produzione elettronica moderna. Il mio sound è maturato con me, mi sento più adulta ora ma ho mantenuto la stessa sensibilità pop del mio primo disco. Ricordo che quando ero in viaggio verso un programma radiofonico a Las Vegas e pensavo a quale direzione musicale prendere per il mio secondo disco, ho finalmente realizzato che volevo creare qualcosa che fosse nostalgico ma anche fresco e futuristico allo stesso tempo”.

Fondazione Cini, 46 convegni e 20 concerti nel 2020In calendario 5 nuove mostre a San Giorgio e San Vio

VENEZIA02 dicembre 201916:07

– Il Consiglio Generale della Fondazione Giorgio Cini, presieduto da Giovanni Bazoli, ha approvato il programma delle iniziative culturali previste per il 2020, fra cui 46 incontri tra convegni, giornate di studio, workshop e seminari; oltre 20 concerti; cinque nuovi progetti espositivi tra l’Isola di San Giorgio Maggiore e Palazzo Cini; oltre 30 progetti editoriali; varie borse di studio e un Premio, la settima edizione del “Benno Geiger” per la traduzione poetica.
Nel 2020 la Fondazione Cini consoliderà ulteriormente la sua reputazione scientifica a livello internazionale grazie all’attività dei suoi Istituti e Centri di Ricerca, con l’organizzazione di convegni, giornate di studio, seminari e workshop dedicati alla musica antica e comparata, al teatro, all’arte e allo studio delle civiltà comparate.
Tra gli eventi più importanti, dal 24 aprile al 23 novembre l’apertura stagionale della Galleria di Palazzo Cini a San Vio, in partnership con Assicurazioni Generali, con la mostra “Piranesi Roma Basilico” in occasione delle celebrazioni per i 300 anni dalla nascita di Giambattista Piranesi.

L’Università di Padova inaugura il Museo della GeografiaPrimo in Italia e tra i pochi al mondo

PADOVA02 dicembre 201916:36

– E’ stato inaugurato dall’Università di Padova il Museo di Geografia, primo in Italia e tra i pochi al mondo. L’esposizione si sviluppa negli spazi di Palazzo Wollemborg, già palazzo Capodilista, in via del Santo. Il percorso si sviluppa su tre sale a tema (la Sala Clima dedicata ai cambiamenti climatici, la Sala delle Esplorazioni e la Sala delle Metafore), una spaziosa aula laboratorio per attività didattiche, una sala per mostre temporanee, un salone per eventi e conferenze pubbliche.
Il patrimonio del Museo raccoglie ed espone in originale, o in consultazione digitale, 8 tra globi terrestri e celesti realizzati tra 1630 e 1910 e decine di atlanti pubblicati tra il XVIII e il XIX secolo, una collezione di plastici storici, circa 300 carte murali, 150 strumenti di misurazione, circa 20.000 tra stampe e lastre fotografiche e un importante fondo documentale legato alle pratiche di ricerca della scuola patavina. Dal 13 al 21 dicembre il Museo sarà aperto al pubblico gratuitamente su prenotazione.

Apre con Tosca, tema è attuale ma non è cronacaUltima prima di Pereira. Chailly, il ciclo Puccini continuerà

MILANO03 dicembre 201910:01

In tempo di #metoo pare a dir poco attuale la storia di Tosca, l’opera che il prossimo 7 dicembre aprirà la stagione lirica della Scala sotto la direzione di Riccardo Chailly e con un cast guidato dalla star Anna Netrebko (che come ogni star che si rispetti oggi, dopo la prova generale di ieri, non si è presentata in conferenza stampa). Ma ad essere attuale – oltre alla storia della cantante molestata dal perfido Scarpia che le promette, mentendo, di salvar la vita al suo amato se cederà -, secondo il maestro e il regista Davide Livermore, è soprattutto la musica di Puccini.
“E’ scritta nel 1900 ma è uno squarcio sul futuro di tutto quello che viene più di un secolo dopo – ha sottolineato Chailly -. La modernità del soggetto, la grandezza della musica di Puccini rende Tosca attualissima, credibilissima e affiancabile a realtà ahimè molto crude e dure della nostra società”.
“E’ evidente che si tratta di una storia senza tempo. Spero che non valga per il futuro ma per la contemporaneità sì. Noi però – ha aggiunto il regista – non facciamo cronaca ma arte”.
E questa Tosca – che come ormai tradizione sarà in diretta su Rai1, a cura di Rai Cultura, con la conduzione di Milly Carlucci e Antonio Di Bella e poi disponibile per 14 giorni anche su RaiPlay – è in qualche modo una prima assoluta. Continuando un lavoro di riscoperta, Chailly ha infatti deciso di eseguire la prima versione dell’opera, andata in scena il 14 gennaio 1900 al teatro Costanzi di Roma. Una versione mai più sentita da allora che prevede otto elementi musicali in più incluso “il finale che allarga il tempo teatrale del doppio rispetto a quello che siamo abituati ad ascoltare” al suicidio di Tosca. Un finale che “chiede un’idea registica nuova” ha assicurato Chailly.
L’impegno – anche scenografico – è stato imponente, una macchina scenica che nel primo atto permette di vedere la chiesa di Sant’Andrea della Valle in cui è ambientata l’azione da diverse prospettive, quasi ‘zoomando’ su quanto accade. Ma invece di spostare le telecamere come succede nel cinema, a spostarsi e ruotare è la scena, come ruota Castel Sant’Angelo, come quadri prendono vita. Tutto per accompagnare la partitura.
“E’ una Wunderkammer delle sensazioni di una donna” ha sottolineato Cristiana Picco, membro di Giò Forma che ha curato la scenografia. E nella camera delle meraviglie rientra anche il finale ‘a sorpresa’ con tanto di Tosca (grazie a una controfigura) che, racconta chi l’ha vista, pare sospesa nel vuoto. “E’ una sintesi fra la tradizione e il futuro dello spettacolo” ha spiegato Alexander Pereira, che ha fatto i complimenti a tutto il cast, oltre a Netrebko anche Francesco Meli (Cavaradossi) e Luca Salsi (Scarpia).
La sua ultima prima come sovrintendente è forse la più attesa. I biglietti sono andati a ruba nonostante i tremila euro di prezzo. E in sala hanno confermato la presenza fra gli altri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la vicepresidente della Consulta Marta Cartabia, il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora e il viceministro dell’Economia Antonio Misiani. Oltre ovviamente al futuro sovrintendente Dominique Meyer. Anche con il cambio di direzione del teatro, Chailly assicura che il progetto dell’esecuzione integrale delle opere di Puccini proseguirà.

D’Amore, Ciro L’Immortale potente come JagoLo spin-off di Gomorra in sala dal 5 dicembre in 450 copie

03 dicembre 201909:55

Marco D’Amore è davvero ‘L’Immortale’, come dimostra puntualmente il film che ha diretto e interpretato, ispirato al personaggio di Ciro Di Marzio di Gomorra.
Dopo il colpo di pistola che gli ha sparato Genny Savastano, il feroce boss, nonostante sia stato buttato in mare e sia sprofondato nelle oscure acque del Golfo di Napoli, non è affatto morto, come racconta questo film in sala dal 5 dicembre con Vision Distribution. Un’opera che pesca anche nell’infanzia del futuro boss nato, come si sa, durante il terremoto del 1980, e nel segno della cross-medialità, segnando un ponte di collegamento tra quarta e quinta stagione della serie (prevista, tra l’altro, solo per il 2021).
“Questa è una storia piena di conflitti e mistero – dice oggi a Roma Marco D’Amore – e soprattutto di paura. È un errore infatti pensare che i protagonisti di Gomorra, i camorristi, non abbiano paura, ne hanno sempre, infatti. Paura di sopravvivere, paura di non farcela, paura di essere uccisi”. Il film parte dal 1980, quando la terra trema e si sente appunto il pianto di un neonato ancora vivo, ovvero Ciro di Marzio, salvato solo all’ultimo minuto, da qui il suo soprannome: l’Immortale. Poi si passa alla gelida Riga odierna: il boss è esiliato in Lettonia, nel Baltico, dove sta cercando di mettere in piedi un traffico di cocaina con nuovi compagni di viaggio. Ma il Ciro ‘risorto’ dovrà vedersela, oltre che con le ombre del passato, con una banda locale che vuole avere l’esclusiva sul traffico di droga e con la più feroce e potente mafia russa.
‘L’immortale’, oltre a dare voce alle pistole, non manca anche di dedicare tanto spazio all’infanzia di Ciro (interpretato da Giuseppe Aiello, 11 anni), ragazzino sveglio e capace di mostrare di avere da subito la stoffa del boss. Sulla scelta di Giuseppe Aiello, dice Marco D’Amore: “Ho fatto un’infinita serie di provini nelle zone periferiche di Napoli che sono sempre una piacevole sorpresa e hanno qualcosa di magico. Quando ho visto Giuseppe – aggiunge il regista-attore – mi ha subito raccontato la sua voglia di far parte del progetto.
Poi quando mi ha detto, dopo una lunga pausa di riflessione e con grande spontaneità: ‘io sono buono'”, mi ha davvero conquistato. E ancora D’Amore racconta così il suo personaggio : “Ciro di Marzio, L’Immortale, è il male assoluto, il gesto efferato, la violenza ingiustificabile. Ma è anche la tenerezza improvvisa di una carezza, la compassione per il dolore, il gesto eroico del sacrificio. Ciro è una vetta insormontabile o un abisso senza fondo, a seconda da quale punto di vista lo si osservi. È un essere umano totale, conflittuale, tridimensionale. Ha, a mio avviso – conclude – , la potenza dei grandi protagonisti della letteratura teatrale come l’Amleto o lo Jago di Shakespeare, il Caligola di Camus”.
Il film prodotto da Cattleya con Vision Distribution, in collaborazione con Sky TimVision e Beta Film, ha nel cast anche Salvatore D’Onofrio, Giovanni Vastarella, Marianna Robustelli, Martina Attanasio, Gennaro di Colandrea, Nello Mascia e Nunzio Coppola. ‘L’Immortale’ ha vinto il premio Anec – Pietro Coccia al regista esordiente e sarà proiettato il anteprima il 4 dicembre a Sorrento nell’ambito delle Giornate professionali del cinema.

Matera 2019: Manuel Agnelli coordinerà cerimonia di chiusuraHa realizzato in città il trailer “Open future, Together!”

MATERA02 dicembre 201918:04

– Sarà Manuel Agnelli, musicista e leader degli Afterhours, il coordinatore artistico di “Open Future, Together!”, un programma che sarà presentato nei prossimi giorni a Milano e che caratterizzerà la cerimonia di chiusura di Matera Capitale europea della Cultura, fissata per il prossimo 20 dicembre. Agnelli – secondo quanto reso noto dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019 – “insieme a uno dei suoi storici compagni di viaggio, il violinista e compositore Rodrigo D’Erasmo, è stato nei giorni scorsi a Matera per realizzare il trailer di lancio di ‘Open Future, Together!’, coprodotto dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 e da Intesa Sanpaolo, Gold Partner di Matera 2019. Il breve filmato, realizzato da Indiana Production e da Pulse Films, con la regia di Giorgio Testi, racconterà il 2019 celebrando Matera attraverso i volti e le storie di chi ci è passato. Le musiche originali del video sono di Rodrigo D’Erasmo.

Tiziano Ferro, nuovo album è Oro in una settimanaCertificazione raggiunta anche da Tha Supreme e Modà

02 dicembre 201918:18

– Accetto Miracoli, il nuovo album di Tiziano Ferro, a una sola settimana dall’uscita è certificato Oro. Il disco, uscito il 22 novembre su etichetta Virgin Records (Universal Music Italia), è entrato direttamente al primo posto nella classifica dei dischi più venduti della settimana (diffusa da Fimi/GfK Italia). Disco d’oro anche per 23 6451 del fenomeno Tha Supreme e per i Modà con Testa o Croce. Capo Plaza con 20 ha raggiunto il traguardo dei tre dischi di platino.

L’incantesimo di Boldini a BarlettaPrima monografica mai dedicata in Puglia all’artista

BARLETTA02 dicembre 201918:25

– ‘Boldini. L’incantesimo della pittura. Capolavori dal Museo Boldini di Ferrara’: è il titolo della mostra che dal 7 dicembre sarà ospitata nella Pinacoteca De Nittis di Barletta. Si tratta della prima monografica mai dedicata in Puglia al celebre ritrattista, collega di Giuseppe De Nittis a Parigi, frutto di un virtuoso scambio tra istituzioni civiche simili per storia, natura e vocazione: il Museo Giovanni Boldini di Ferrara e la Pinacoteca – Casa De Nittis di Barletta.
‘L’incantesimo della pittura’ intende presentare l’opera di questo grande maestro in ogni aspetto e ambito della sua produzione, dal paesaggio alla natura morta, dalle vedute di città al ritratto, sia quello intimo che ritrae amici e colleghi, che quello di società che gli ha regalato successo e fortuna. Grazie all’ampiezza della collezione del Museo Boldini di Ferrara una straordinaria selezione di quasi 70 opere permetterà di ripercorrere, in maniera esaustiva, i principali snodi della sua vicenda artistica.

Cocciante, in Italia vorrei Grammy ma si punta su SanremoTorna a Roma dal 27/12 Notre Dame de Paris. ‘Inno a diversità’

02 dicembre 201918:43

– In Italia “manca un grande premio per la musica, tipo Grammy. Esiste in moltissimi Paesi, ma da noi no, perché si punta tutto su Sanremo. E’ la risposta che ricevo quando propongo l’idea. Però sono cose diverse: a Sanremo, che non biasimo, ci deve essere, ha fatto scoprire tanti talenti, si premiano la canzone e il cantante, mentre un grande riconoscimento di qualità per l’album, gli interpreti, i produttori, gli autori e così via andrebbe a premiare il lavoro di tutta la squadra”. Parola di Riccardo Cocciante, che incontra i giornalisti a pochi giorni dal ritorno a Roma dell’opera pop con le sue musiche, ispirata da capolavoro di Victor Hugo, Notre Dame de Paris, nata poco più di 20 anni fa, nel 1998 (ha già appassionato più di 4 milioni di persone solo in Italia). Il cast comprende, fra gli altri, per la versione italiana la new entry di Elhaida Dani, vincitrice nel 2013 di The Voice proprio con Cocciante coach e già protagonista dell’ultima versione francese dello spettacolo (le liriche originali sono di Luc Plamondon, il libretto italiano di Pasquale Panella), per il ruolo di Esmeralda.
Dopo i successi di Pesaro, Verona, Milano, Bologna, Firenze, Napoli, Bari e Torino, Notre Dame De Paris (prodotta da David e Clemente Zard ed Enzo) sarà al Palazzo dello Sport di Roma dal 27 al 29 dicembre e dal 2 al 6 gennaio, per poi toccare le città di Trieste, Brescia Genova, Eboli, Reggio Calabria, Catania, Ancona, Jesolo e tornare a Milano.
“E’ una storia che nel linguaggio musicale di oggi racconta la paura dell’altro e esalta il valore della diversità, l’importanza del sapere accettare anche chi vediamo differente”, dice Cocciante.

Dacia Maraini ricorda Ronconi, un creativo straordinarioA 5 anni dalla morte, la scrittrice parla del grande autore

PESCARA02 dicembre 201919:32

– “Ero andata alle prove di ‘Memorie di una cameriera’, che avevo scritto su sua richiesta. Quando vidi che lo spettacolo durava due ore e mezza dissi che la gente si sarebbe annoiata, che l’avevo scritto affinché durasse un’ora e non due. Nonostante gli autori non vogliano mai tagliare, io volevo tagliare, perché avevo paura che il pubblico si annoiasse. Lui mi rassicurò e alla fine lo spettacolo fu molto bello e apprezzato”. Racconta questo episodio “indimenticabile”, in un’intervista, Dacia Maraini, per spiegare il suo rapporto con “l’amico” Luca Ronconi.
Maraini sarà uno degli ospiti d’eccezione nel corso della presentazione del libro “L’utopia di Luca Ronconi” di Ida Bassignano, sua assistente regista, volume edito dalla casa editrice abruzzese Ianieri. L’appuntamento è per sabato 7 dicembre, alle 18.30, a Roma, nell’ambito della fiera “Più libri più liberi”. L’iniziativa è organizzata in vista della ricorrenza dei cinque anni dalla morte di Ronconi, avvenuta nel febbraio 2015.
Di quell’episodio e di quel successo – lo spettacolo debuttò al Teatro dei Riuniti di Umbertide (Perugia) nel 1997 – Maraini ricorda la genialità di Ronconi: “Aveva inserito grandi spazi tra una parola e l’altra – spiega – degli spazi di ossigeno, con il suo stile, come fosse un suo segreto. Poi ricordo la scena fatta tutta di mobili, da cui uscivano i personaggi. C’erano, inoltre, delle maschere di gomma; era tutto molto surreale, molto espressionista. Sembravano dei volti e non delle maschere e ne veniva fuori un effetto molto bello”.
Secondo Maraini, infatti, Ronconi “aveva una grande capacità creativa. In alcuni momenti era tradizionale, in altri più moderno ed innovativo – osserva – Era un uomo di grande talento e in ogni occasione tirava fuori la sua personalità. Sarebbe riduttivo dargli un’etichetta: sapeva spaziare e aveva una straordinaria capacità di capire il teatro e viverlo”.
“Lavorativamente parlando – aggiunge – il periodo più intenso fu quello di Prato. Mi chiese di fare una ricerca sul linguaggio. Erano gli anni ’70 e gli intellettuali si confrontavano con il popolo. Lui dirigeva questo insieme di ricerche e c’era un vero e proprio gruppo di lavoro. Ne venne fuori un’indagine sull’Italia contadina, popolare e industriale dell’epoca”.
Per lei Ronconi, però, era prima di tutto un “grande amico”, soprattutto quando “a Roma ci si vedeva e c’era una comunità artistica molto viva e molto vivace. Eravamo molto uniti, organizzavamo cene, andavamo insieme a vedere spettacoli e concerti”. Oggi invece il teatro e la cultura “sono cambiati: l’idea del lavoro collettivo, l’idea di teatro immerso nell’ambiente non ci sono più, ognuno va per i fatti suoi, è tutto individualista”.
Uno dei problemi odierni, secondo la scrittrice, saggista e sceneggiatrice, è la tassazione “che stronca le gambe” al teatro e rappresenta una sorta di “censura economica”.
“C’era la libertà di fare teatro professionale senza tassazione. Purtroppo c’è meno fiducia nella creatività dei giovani. Non sono solo i medici e gli ingegneri a fuggire dall’Italia, ma anche i teatranti. Non si investe sui giovani.
Una volta – conclude – c’era più spazio per la cultura intesa come grande progetto che riguardava l’antropologia”.

Depardieu e il piccolo re clandestino degli scacchiIn sala dal 5 dicembre Qualcosa di meraviglioso da storia vera

03 dicembre 201909:51

Un giovanissimo re degli scacchi, diventato nel 2012 campione under 12 di Francia pur essendo ‘sans papier’ come immigrato dal Bangladesh insieme al padre, con il quale era rimasto, dopo il rifiuto dello status di rifugiato al genitore, senza permesso di soggiorno e senza fissa dimora. E’ l’incredibile storia vera di Fahim Mohammad, che arriva al cinema nella coinvolgente dramedy Qualcosa di meraviglioso di Pierre François Martin-Laval, in uscita il 5 dicembre con Bim. Protagonisti l’esordiente Assad Ahmed (trovato per caso dopo una lunga ricerca) e Gérard Depardieu, che regala una nuova intensa prova d’attore nel ruolo di un burbero e carismatico insegnante di scacchi, Sylvain, ispirato al reale coach francese di Fahim, Xavier Parmentier, scomparso prematuramente per un tumore a 52 anni, nel 2016. Un uomo che ha dedicato gran parte della sua vita a formare campioni in erba, allenando le nazionali giovanili francesi e insegnando gli scacchi ai bambini e ai ragazzi delle banlieue.
Il maestro, insieme a Fahim, e alla scrittrice Sophie Le Callenec, aveva firmato anche il libro sul giovane campione prodigio, Un re clandestino, uscito in Francia nel 2014 e in Italia nel 2015 con Bompiani. “Siamo tutti migranti, – ha detto Depardieu a Télématin parlando della storia di Fahim -. Per costruire insieme l’intelligenza di domani bisogna lasciarsi compenetrare da altre culture differenti e straordinarie”.
Martin-Laval (soprannominato Pef), classe 1968, noto in Francia da fine anni ’90 come attore della compagnia comica Les robins des Bois e poi come regista delle commedie hit Les Profs e Les Profs 2, qui cambia registro costruendo un racconto che alterna pathos e leggerezza, stando molto attento alla verità dei fatti, con qualche licenza narrativa. Fra queste c’è il racchiudere nel personaggio di Isabelle Nanty (pluricandidata ai César e frequente complice artistica di Pef) sia la reale presidente del club di scacchi che ha accolto Fahim, sia la signora che intervenendo al telefono in un programma radiofonico ha portato a conoscenza dell’allora Primo Ministro Fillon, la vicenda del giovane bengalese.
Il racconto parte dalla decisione di Nura (Mizanur Rahaman), d’accordo con la moglie, di partire da solo per la Francia con il figlio Fahim, già noto in patria come talento degli scacchi, per evitare che il piccolo finisca vittima insieme a lui (identificato dopo aver partecipato a manifestazioni antigovernative), di rappresaglie. L’intenzione dell’uomo è farsi raggiungere dal resto della famiglia al più presto, ma arrivati a Parigi il percorso per essere riconosciuti come rifugiati si complica. Nura fatica a integrarsi mentre Fahim impara velocemente la lingua e grazie all’incontro con Sylvain e con gli altri giovani allievi del maestro, cresce e matura nella sua passione per gli scacchi, che si rivela salvifica.
“Come il libro, spero che il film contribuisca a cambiare lo sguardo delle persone sui migranti – ha detto, commentando l’uscita di Qualcosa di meraviglioso, il vero Fahim, oggi 18enne -. Personalmente amo il film perché non parla solo della miseria della gente ma racconta anche una bella storia e una via d’uscita. Poi mostra gli scacchi più come un gioco d’avventura che come un gioco intellettuale, anche le persone che non lo conoscono possono appassionarsi”.

Maria Callas, autoritratto con lettere inediteEscono le memorie a cura di Tom Volf

03 dicembre 201919:29

MARIA CALLAS, IO, MARIA (RIZZOLI, PP 560, EURO 21). Maria Callas dietro la leggenda, al di là delle interpretazioni. La Divina e la donna in un sorprendente autoritratto che le restituisce la sua voce vera, più intima. La scopriamo in Maria Callas. ‘Io, Maria’ a cura del regista e fotografo Tom Volf che ha raccolto le sue memorie e un’ampia raccolta di lettere private, per la maggior parte inedite, dal 1946 al 1977. Ci sono voluti sei anni di approfondite ricerche che ora sono diventate un libro, in uscita il 3 dicembre per Rizzoli, nei giorni in cui la soprano avrebbe compiuto 96 anni.
“L’arte è la capacità di dare vita all’emozione” afferma la Callas alla quale sono piaciuti tutti i ruoli che ha interpretato, da Violetta ad Anna Bolena a Medea. Ma, “Con Norma, è diverso. Lei è come me sotto molti aspetti. Norma può sembrare molto forte, a volte feroce, ma in realtà è un agnello che ruggisce come un leone; una donna che si lamenta, che è orgogliosa di mostrare i propri sentimenti e dimostra alla fine che non può essere cattiva o ingiusta in una situazione di cui è fondamentalmente responsabile. Le mie lacrime in Norma erano vere” racconta nel libro.
Dal debutto in sordina della cantante lirica più celebre al mondo, alle vette della sua carriera internazionale, ‘Io, Maria’, accompagnato da foto d’epoca, racconta le sfide, i successi, gli scandali, il rapporto con i colleghi e con i parenti, quello difficilissimo con la madre e con la sorella, l’amore e poi la rottura con il marito Giovanni Battista Meneghini e la passione travolgente per l’armatore greco Aristotele Onassis, che la Callas nelle lettere chiama Aristo.
“Realizzare quest’opera è stato, così come per il film, come costruire un puzzle gigante di archivi e documenti provenienti da ogni parte del mondo, da scatoloni, cantine e soffitte, e di frammenti conservati per miracolo o custoditi dai tuoi cari, amici e ammiratori, che me li hanno dati a mano a mano che la ricerca proseguiva” spiega nella prefazione Volf, oggi uno dei massimi esperti della Callas, regista del film ‘Maria by Callas’ e co-fondatore del Fonds de Dotation Maria Callas di Parigi.
Un racconto davvero unico che mostra la grande umanità e le fragilità della Tigre come veniva definita la soprano.
“Detesto parlare di me stessa” diceva la Callas. “Purtroppo, però, a furia di lasciar parlare gli altri, mi trovo a essere al centro di innumerevoli pettegolezzi che stanno facendo il giro del mondo. Ed è proprio per correggere tante inesattezze che mi decido ora, benché con riluttanza, a chiarire i punti più importanti della mia vita privata e della mia carriera di artista” raccontava nelle sue memorie, dettate in italiano, che si aprono nel modo più classico. Con la nascita a New York , da genitori di origine greca, sotto il segno del Sagittario, anche se sui documenti ufficiali Maria Anna Cecilia Sofia Kalogeropoulos risultava nata il 2 dicembre 1923 mentre la madre sosteneva di averla messa al mondo il 4 dicembre.
Ci sono i grandi incontri della sua vita, da quelli con l’insegnante Elvira de Hidalgo e il direttore che ha avuto la maggior influenza su di lei, Tullio Serafin, a quello con il marito, il veneto Giovanni Battista Meneghin. Fino al debutto italiano a Verona . “Mai avrei potuto immaginare che proprio in questa città, che ora mi è tanto cara, sarebbero maturati gli avvenimenti più importanti della mia vita. Come dirò in seguito, infatti, a Verona ho ottenuto il primo successo italiano e, sempre a Verona, ho incontrato Renata Tebaldi” racconta la Divina. Ma la sua anima si mostra soprattutto nelle lettere a Maurice Béjart, Joan Crawford, Grace Kelly, che era presente al suo funerale a Parigi, alla quale scrive “Ti mando tutto il mio affetto e che Dio ti benedica per essere così meravigliosa”. A Pier Paolo Pasolini, con cui ha lavorato per Medea, scrive in italiano nel 1971: “Ti scrivo dalle nuvole” e in un’altra lettera si dice: “Addolorata che soffri. Dipendevi tutto da Ninettp – e non era giusto”. Ci sono anche le lettere a Luchino Visconti, a Franco Zeffirelli, a Leonard Bernstein, a Wally Toscanini , al marito Aristotele Onassis al quale dice: “Amo il tuo corpo e la tua anima e il mio unico desiderio è che tu provi lo stesso”. E c’è anche una corrispondenza con Jacqueline Kennedy, per la quale Aristo lasciò, che nel 1963 le chiede “se vorrebbe allietare una delle nostre cene di Stato alla Casa Bianca” .
“Tu, solo e soltanto tu, eri in grado di parlarci di questa vita fuori dal comune, e lo dicevi aggiungendo: ‘After all I’m the one who’s lived it (‘Dopotutto sono io ad averla vissuta’)” come dice Volf della Divina, morta a Parigi il 16 settembre 1977.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Moda: a Bottega Veneta il Fashion Award per gli accessori
Quattro riconoscimenti per la maison diretta da Daniel Lee

03 dicembre 201910:27

– Il direttore creativo di Bottega Veneta, Daniel Lee, ha ricevuto a Londra il Fashion Awards 2019 per la categoria Accessori. La premiazione si è svolta alla Royal Albert Hall di Londra, dove la maison italiana si è aggiudicata quattro categorie: Accessories Designer of the Year, British Womenswear Designer of the Year, Designer of the Year e Brand of the Year.

La sorprendente narrativa di Rezzaescono tre romanzi del performer della coppia Rezza-Mastrella

03 dicembre 201911:38

– ANTONIO REZZA, ”NON COGITO ERGO DIGITO – Romanzo a più pretese” (LA NAVE DI TESEO, PP. 126 – 10,00 EURO); ”SON(N)O” (LA NAVE DI TESEO, PP. 202 – 11,00 EURO); ”TI SQUAMO – Storia di un amore screpolato” (LA NAVE DI TESEO, PP 106 – 10,00 EURO).
Antonio Rezza è insieme l’eccesso e l’essenzialità, l’esubero verbale e fisico e il gioco scenico quasi zen, fatto di nulla, grazie alla collaborazione con un’artista visiva quale Flavia Mastrella, che lo hanno portato a essere un po’ l’artista del momento, popolare ma che piace anche agli intellettuali, basso, provocatorio e raffinato. I due sono stati recentemente premiati col Leone d’oro alla carriera per il Teatro 2018 dalla Biennale di Venezia, ma avevano già avuto vari, tra cui nel 2013 il Premio Ubu e nel 2016 il Premio Napoli.
La loro avventura artistica, che è andata via via arricchendosi e misurandosi con i più vari mezzi espressivi e aprendosi a diverse collaborazioni, comincia nel 1987 e da allora hanno realizzato tredici opere teatrali interpretate da Rezza, cominciando con ”Nuove parabole” per finire con ”Anelante” del 2015; hanno realizzato diversi programmi per Rai 3 e girato una decina di cortometraggi presentati a vari festival e rassegne e lungometraggi come ”Escoriandoli” proiettato nel 1996 al Festival di Venezia e nel 2001 ”delitto sul Po” al Torino Film Festival. Inoltre, mentre Mastrella espone negli anni sculture e installazioni, Rezza pubblica tre romanzi, appena ristampati e mandati in libreria da La Nave di Teseo.
Nella proposta dei suoi numeri, dei suoi personaggi, Rezza cerca sempre il salto mortale, che ribalta davanti allo spettatore la finzione cui assiste e in cui continuamente cerca di coinvolgerlo direttamente. E usa per questo anche il linguaggio (con momenti di nonsense), ora aulico e forbito, ora triviale, come sono poetiche certe proposte e forte la sua esibizione di nudo integrale, ricordando quanto spesso enuncia all’inizio a sorpresa: ”la spensieratezza va stroncata sul nascere”. Ed è un po’ questo anche lo stile, il gioco a sorpresa surreale e fantasioso, il paradosso portato alle estreme conseguenze, l’invenzione tra fisicità e sentimenti, tra parossismo e astrazione mentale della sua scrittura moderna, alta e bassa, e antica assieme, delle sue pagine narrative, dei suoi ”romanzi a più pretese”.
Ecco allora ”Non cogito ergo digito”, girandola di umanità variopinta, di decine e decine di personaggi che si susseguono e inseguono in un’infinità di scenari e situazioni diverse e spettacolari, compresi viaggi su Giove e l’apparizione straordinaria di Caterina d’Austria, ma un vero unico protagonista, l’ineffabile e gran mattatore Carlo nel suo parossistico gioco mimetico con il lettore e a rimpiattino con una serie di amori con la A maiuscola, minuscola e pure senza alcuna a in assoluta libertà priva di logica. ”Carlo correva testa bassa sfiorando con le tempie il fresco selciato – sono le prime righe – che separava la sua condizione di parassita da inferi possibili e mai apprezzati; i capelli sfoltivano contro un vento maligno che si incuneava nella gestualità pedestre avvilendo portamento e intenti”.
Segue ”Son(n)o” con quel duplice significato di dormire e indagare su se stesso con ”nient’altro che la noia cui badare” e un protagonista dal nome evocativo, Anto Rizla, che ha due passioni: ”il sonno, che è un’anomalia del pensiero, è una breve assenza di sette ore e mille sospiri, non uno di più; e il lenzuolo di sotto, che è una virtù, accoglie il corpo e vi si impregna dopo una giornata di nulla”. Con una prosa sempre surreale e paragrafi tutti di meno di una pagina si indaga il sonno come arte, per ”riuscire a dormire sulla vita che scorre”, imparando dal saggio Sonnekj il sonno assoluto o come diventare un sonnambulo, sino all’incontro e l’amore con una sonnambula.
Infine ”Ti squamo”, storia in prima persona di un inseguire e analizzare il nutrirsi, di cibi, di sé, di libri e così via, tra descrizioni fisiche legate all’apparato masticatorio e digerente e un distacco totale da tutto ciò, alla ricerca della purezza della parola. Tra un citofono avvilito da solo comunicazioni di servizio e la ricchezza espressiva di un’enciclopedia o un vocabolario, avendo visto ”biro cadere da cavallo, rompersi l’osso della sfera e poi trascorrere il rimanente tempo su carrozzelle spinte da scrittori sterili”, si compie un percorso che porta al rigore di una sorta di anoressia senza drammi e quasi gioiosa, in un contrasto tra il vigore del concreto e un lirismo astratto, sino a un finale inevitabile e assoluto.

Come arredare casa con arte del recuperoUna guida per ridare vita e apprezzare le cose del passato

03 dicembre 201912:10

– JOANNA E OLIVER MACLENNAN, “L’ARTE DEL RECUPERO, IDEE INSOLITE PER ARREDARE”, (JONGLEZ, PP. 255, EURO 29,95).
Una barca utilizzata per la pesca dei granchi trovata abbandonata in un porto, rimorchiata via, impermeabilizzata e resa abitabile. Una roulotte Grand Lux del 1961 riempita di oggetti ritrovati e tessuti recuperati. Un tavolo del 1920 proveniente da un vecchio edificio industriale riproposto come lavandino in un’antica canonica. Sono solo alcuni esempi di idee per il riutilizzo di materiali, oggetti ed elementi di arredamento proposti dal nuovo libro fotografico edito da Jonglez “L’arte del recupero, idee insolite per arredare” di Joanna e Oliver Maclennan. Una sorta di celebrazione dell’autosufficienza che descrive una serie di interni decorati con oggetti di recupero, riparati, riciclati o reinventati, ritrovati in natura in tutto il mondo.
Ideale per chi ricerca la frugalità e l’eco-sostenibilità, il libro illustra anche storie di persone che hanno fatto dell’arte del recupero la propria ispirazione di vita nonché metodi per arredare la propria dimora attraverso la ricerca di oggetti in spiaggia, nella foresta o recuperati in ambiente urbano. Una guida completa per decorare la casa in maniera originale e sorprendente, utilizzando le forme suggerite dalla bellezza della natura e, spesso, a costo zero.
Nel volume è possibile imbattersi, ad esempio, in un mas della Provenza, tipica casa colonica del XIX secolo, costruita in pietra locale, arredata con oggetti provenienti dai mercatini delle pulci. Nella cucina campeggia una lavagna verde da mercato ritrovata in un edificio destinato alla demolizione. La dimora è abbellita da reperti naturali come piante secche, tessuti francesi e portoghesi, vecchi libri. “Vado spesso alla ricerca di rami: puoi sempre riportare in natura ciò che raccogli, lo prendo solo in prestito”, racconta la proprietaria. “Non ti senti male come quando acquisti qualcosa che viene dalla Cina che finirai per buttare nella spazzatura dopo due mesi”. Tende e tappezzerie già vissute possono diventare paralumi e rivestimenti per mobili ed elettrodomestici. “L’Arte del recupero” contiene suggerimenti sul momento migliore per fare affari nei mercatini delle pulci, su come comportarsi nelle cosiddette “vendite da cortile” e nei “mercatini dei bagagliai delle auto”, un tipo di mercato tra privati molto di tendenza in cui gli oggetti inutilizzati sono esposti dal bagagliaio dell’auto e il cui obiettivo è riqualificare oggetti ed articoli ancora utili ma depositati nelle case o nelle cantine dei privati che vi partecipano.
Il libro, diviso in 4 capitoli (la costa, l’ambiente rurale, l’ambiente selvaggio e l’ambiente urbano), ciascuno con specifiche proposte, suggerimenti e pratiche virtuose di recupero, illustra anche antiche tecniche di raccolta e recupero del legno, su come realizzare ghirlande e sculture floreali con soli materiali naturali e come cercare oggetti utili nel fango.
“Con minimi cambiamenti – viene spiegato – si può creare un nuovo mondo, con un’infinita varietà di oggetti e possibilità di raccolta”.

Più libri, al via con Martella e ZingarettiDal 4 all’8/12 alla Nuvola la fiera degli editori indipendenti

04 dicembre 201909:42

– Si apre il 4 dicembre con Andrea Martella, sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’Informazione e all’Editoria; Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, e Ricardo Franco Levi, presidente dell’Associazione Italiana Editori, la diciottesima edizione della Fiera nazionale della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’, fino all’8 dicembre al Roma Convention Center La Nuvola.
All’inaugurazione dell’evento editoriale più importante di Roma interventi anche della presidente di Più libri più liberi, Annamaria Malato, del vicesindaco con delega alla Crescita Culturale di Roma Capitale, Luca Bergamo, del direttore dell’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, Roberto Luongo, del presidente Gruppo Piccoli Editori AIE, Diego Guida e del presidente di EUR S.P.A, Alberto Sasso.
La più grande vetrina degli editori indipendenti in Italia e in Europa, presieduta da Annamaria Malato, diretta da Fabio Del Giudice, con programma culturale pensato e curato da Silvia Barbagallo, compie diciott’anni e li festeggia concentrandosi sui confini dell’Europa. Una questione cruciale, quella del destino del nostro continente, che nel primo giorno della Fiera sarà affrontata da un’ospite d’eccezione: Aleksandra Dulkiewicz, sindaca di Danzica, che parlerà di un ideale europeo che si nutre di inclusione, rispetto e apertura verso il prossimo, insieme a Wlodek Goldkorn. Mentre Alessandro Barbero, Paolo Mieli e Paolo Conti saranno i protagonisti del dibattito “Radici e futuro dell’Europa” e Pierluigi Battista introdurrà l’incontro “Il valore della memoria” con Sami Modiano e Marcello Pezzetti, in cui si discuterà della necessità di combattere ogni forma di odio, razzismo e antisemitismo.

Il cielo sopra il letto, tra amore e politicaBarbareschi e Lante della Rovere insieme nel testo di Hare

03 dicembre 201920:40

Una vicenda privata che diventa politica; una figura femminile intensa e sfaccettata in un testo che coniuga romanticismo, sensibilità e ironia. Sarà in scena al Teatro Eliseo a partire dal 17 dicembre, e per tutte le feste natalizie fino al 5 gennaio, “Il cielo sopra il letto”, il nuovo spettacolo firmato da Luca Barbareschi, che ne ha curato anche la traduzione e l’adattamento dal testo di David Hare.
Protagonista sul palco accanto a Lucrezia Lante della Rovere (e con loro anche il giovane Paolo Marconi), Barbareschi vestirà i panni di Saverio, imprenditore ricco e vedovo, che trascorre una notte – di amore e di confronto ideologico – con l’ex amante Elisabetta, a 3 anni dalla fine della loro storia: nello spazio di poche ore, si consuma tra loro uno scontro emotivo che dapprima sembra un tentativo di riavvicinamento ma poi diventa divario insanabile. I due del resto sono diversi, così come diverse sono le loro scelte: lei, colta e sensibile, dedica la vita agli ultimi della società, insegnando ai ragazzi in difficoltà, ha un atteggiamento sempre politically correct mentre lui affronta il quotidiano con pragmatismo e razionalità, e in modo infantile all’ex amante chiede solo un rifugio, quasi una ricompensa per esser stato abbandonato dopo la fine del loro rapporto e la morte della moglie. Tra la ex coppia si inserisce il figlio di Saverio, che cerca di accorciare le distanze tra la cultura affaristica del padre e il progressismo assistenziale di lei.
“In questo testo c’è un conflitto, Hare però non offre soluzioni, mostra solo il percorso compiuto da due persone.
Saverio è ricco ma onesto intellettualmente, si è fatto da solo, è empatico e seduttivo. Elisabetta è irritante: poteva avere tutta un’altra vita, ma inspiegabilmente sceglie di stare nella bruttezza e nel disagio per dedicarsi al sociale”, spiega il regista, che in questo spettacolo non solo porta il proprio bagaglio emotivo (lo ha già interpretato 20 anni fa sempre con Lucrezia Lante della Rovere, quando i due erano una coppia) ma vede anche un modo per rappresentare il Paese. “L’Italia è devastata, è ricca di bellezza e di cultura ma non è colta”, afferma, “il Paese è in balia di sovranismo, populismo e semplificazione del pensiero, del politicamente corretto e di una certa grevità intellettuale. Io che sono un vecchio ebreo socialista vorrei uno Stato sociale”. “Questa è una produzione donchisciottesca”, afferma ancora Barbareschi, “tra pochi giorni sapremo se l’Eliseo ci sarà il prossimo anno, ma al 90ö chiuderemo. Servono 5 milioni l’anno, il Fus è ridotto al minimo, il botteghino incide per l’8ö, noi ancora non abbiamo avuto i fondi dello scorso anno e tra 15 giorni dovrei presentare un piano per il 2020-2021”.
“Mi batterò fino all’ultimo avviso di garanzia”, ha prosegue, facendo riferimento al recente rinvio a giudizio (con l’accusa di traffico di influenze illecite dalla Procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sui fondi al teatro Eliseo), “e non trufferò il pubblico: finirò di certo la programmazione degli spettacoli. Ma chiedo al ministro Franceschini come posso gestire in questo modo un teatro grande come l’Eliseo. Senza fondi si abbassa la qualità. Non ho paura dei magistrati perché non ho rubato soldi a nessuno. Ma se le istituzioni non si svegliano questo teatro diventerà un centro congressi”. Nello spettacolo, con le musiche di Marco Zurzolo, le scene sono firmate da Tommaso Ferraresi, i costumi da Federica De Bona e le luci da Pietro Sperduti.

Parma Capitale della Cultura 2020, oltre 400 gli eventiFranceschini: ‘Sarà affermazione città a livello internazionale’

BOLOGNA03 dicembre 201915:19

– Sono oltre 400 gli eventi di Parma città della Cultura 2020 che includono spettacoli, mostre, incontri ma anche aziende aperte e restauri che restituiranno alla città, entro la fine dell’anno, alcuni importanti monumenti, come l’Ospedale Vecchio, complesso che risale al 1300, la chiesa di San Francesco (opera medievale, trasformata in carcere da Napoleone e tale rimasta fino agli anni ’90) e l’ex monastero di San Paolo, che nelle intenzioni ospiterà il museo dell’enogastronomia.
Alla cerimonia ufficiale di inaugurazione, il 12 gennaio, sarà presente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, mentre il giorno dopo per la cerimonia di Sant’Ilario, che è patrono della città, è atteso il premier Giuseppe Conte.
“Parma ha fatto squadra e ha vinto una sfida importante” ha detto il sindaco Federico Pizzarotti. “Per Parma – ha assicurato in un videomessaggio il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini – sarà la definitiva affermazione sul piano internazionale”.

Matera 2019: sindaco, si chiude l’eroico anno da Capitale

POTENZA03 dicembre 201916:13

– “Il riconoscimento di museo autonomo degli spazi museali della città di Matera rappresenta il coronamento vincente della designazione a Capitale europea della Cultura 2019”. Lo sostiene il sindaco della Città dei Sassi, Raffaello de Ruggieri, evidenziando che “la chiusura dell’anno eroico di Matera 2019 si tinge di straordinari e coerenti provvedimenti del Ministro, Dario Franceschini, che ha consolidato il ruolo culturale della intera regione lucana”.
“Al Ministro – aggiunge il sindaco – va l’apprezzamento e la gratitudine della comunità materana per l’istituzione del museo autonomo di Matera che assorbe le aree espositive di Palazzo Lanfranchi (Museo d’arte medioevale e moderna della Basilicata) e dell’ex Convento di Santa Chiara (Museo nazionale archeologico Domenico Ridola)”. Inoltre nel provvedimento di riorganizzazione del Mibac “vi è – sottolinea De Ruggieri – il ripristino della Soprintendenza archivistica della Basilicata e del Polo Museale lucano”.

Messiah nuova serie su Netflix da 1 gennaio 2020con Michelle Monaghan

03 dicembre 201917:04

– L’agente della CIA Eva Geller (Michelle Monaghan) avvia un’indagine per scoprire l’identità dell’uomo (Mehdi Dehbi) che sta attirando l’attenzione dei media internazionali per le sue gesta sensazionali. Con un numero sempre più elevato di seguaci, convinti sia in grado di compiere miracoli, suscita un grande interesse nei media per la sua personalità carismatica.
Netflix rilascia oggi il trailer e le prime immagini della nuova serie tv Messiah disponibile dal 1° gennaio su Netflix in tutti i paesi in cui il servizio è attivo.
Geller dovrà svelare il mistero sull’identità di quest’uomo: è davvero una divinità o è un truffatore in grado di sovvertire l’ordine geopolitico mondiale? La storia è narrata da diverse prospettive: quella di un ufficiale dell’intelligence israeliana (Tomer Sisley), di un predicatore del Texas (John Ortiz) e sua figlia (Stefania LaVie Owen), di un rifugiato palestinese (Sayyid El Alami) e della giornalista (Jane Adams) che racconta la storia. La serie è interpretata anche da Melinda Page Hamilton, Wil Traval, Fares Landoulsi, Dermot Mulroney e Beau Bridges.
Creato da Michael Petroni (The Book Thief), diretto da James McTeigue (V per Vendetta) e Kate Woods (Rectify), con i produttori esecutivi Petroni, McTeigue, Andrew Deane (The Double), Mark Burnett e Roma Downey (The Bible Series, Ben Hur), la serie originale di Netflix Messiah è un thriller ricco di suspense che esplora il potere dei social media nell’era moderna.

Cinema: a Rimini torna ‘La Settima Arte-Cinema e Industria’Dal 3 al 5/4 la 2/a edizione Festival su professioni celluloide

BOLOGNA03 dicembre 201918:03

– Torna a Rimini – giunta alla sua seconda edizione – ‘La Settima Arte – Cinema e Industria’, la Festa del Cinema ideata e realizzata da Confindustria Romagna per raccontare, promuovere ed aprire un confronto sull’industria e le professioni del cinema. La kermesse andrà in scena dal 3 al 5 aprile. Una tre giorni di eventi gratuiti e aperti a tutti che, nell’edizione 2020, assuma un valenza ancora più significativa in occasione delle celebrazioni per i 100 anni dalla nascita di Federico Fellini.
Durante il festival si alterneranno proiezioni, anteprime, masterclass, dibattiti e mostre che culmineranno il 5 aprile al Teatro Galli con la consegna del Premio Confindustria Romagna “Cinema e Industria” attribuito alle figure che caratterizzano il settore, come produttori, distributori, sceneggiatori, scenografi, costumisti, compositori, direttori della fotografia.
A scegliere i vincitori una la giuria di esperti presieduta da Pupi Avati.
Ad accompagnare Confindustria Romagna, il Cinema Fulgor, e l’Università degli Studi di Bologna-Dipartimento Scienze per la Qualità della Vita di Rimini, con il sostegno organizzativo di Romagna Servizi Industriali, la collaborazione del Comune di Rimini e il patrocinio di Anica. “Come imprenditori – osserva il presidente di Confindustria Romagna, Paolo Maggioli – siamo convinti che la cultura rappresenti un motore determinante per la crescita economica del territorio. La seconda edizione sarà al centro di un anno significativo per le celebrazioni di Federico Fellini e Confindustria Romagna, con l’organizzazione della seconda edizione della Festa del Cinema ed il significativo sostegno alla mostra ‘Fellini 100 Genio Immortale’, vuole continuare a dare il suo contributo”.
La rassegna, aggiunge il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, “trova speciale linfa nel centenario della nascita di Federico Fellini. Un’elegia a chi il cinema lo fa, mette le mani nel fango per tirarne fuori una figura o un simulacro. Poi – conclude – tocca certamente al regista imporre il soffio vitale ma sono protagonisti ugualmente dello stesso spettacolo, quello della creazione”.

ActionAid e Gruppo Mondadori insieme per l’istruzione in EtiopiaAl via la costruzione di due scuole a Raya Azebo

03 dicembre 201918:03

– ActionAid insieme a Mondadori, Einaudi, Rizzoli, Piemme, Sperling&Kupfer, Mondadori Electa e Fabbri Editori insieme per garantire l’istruzione a 1.800 bambine e bambini in Etiopia. Al via la costruzione di due scuole nel distretto di Raya Azebo, uno dei luoghi del mondo dove è più urgente fornire sostegno alle scuole primarie, spesso prive di acqua potabile e servizi igienici adeguati.
Ancora oggi 120 milioni di bambini nel mondo non ricevono un’istruzione di base, più della metà di questi sono bambine.
Il diritto all’istruzione è ancora più a rischio in paesi come l’Etiopia, dove quasi 30 milioni di persone vivono al di sotto della soglia di povertà e il 30,4% dei bambini con meno di 5 anni soffre di malnutrizione. Troppi ragazzi e ragazze (il 70%) abbandonano gli studi dopo la scuola primaria per aiutare la famiglia nel lavoro nei campi e per mancanza dei giusti supporti.
“Grazie al contributo delle case editrici del Gruppo potremo costruire due nuove scuole, fornire energia elettrica, acqua potabile e servizi, dare sostegno e formazione agli insegnanti e sensibilizzare le comunità sull’importanza dell’istruzione delle ragazze, in una delle regioni più povere del paese” dice Marco De Ponte, segretario generale ActionAid.
“L’attenzione per un’istruzione degna di questo nome, di qualità, equa, inclusiva e accessibile a tutti, è una priorità per il Gruppo Mondadori: fa parte del comune sentire delle persone che ci lavorano ed è connaturata alla tradizione e alla storia dell’azienda’ ha spiegato Enrico Selva Coddè, amministratore delegato area Trade di Mondadori Libri. “Avere al nostro fianco un partner come ActionAid è per noi garanzia della serietà del nostro reciproco impegno” ha sottolineato Selva Coddé.

La città delle ragazze, libertà del desiderio femminileAppassionato ritratto delle donne firmato da Elizabeth Gilbert

03 dicembre 201918:32

– ELIZABETH GILBERT, LA CITTA’ DELLE RAGAZZE (Rizzoli, pp.496, 20 euro). Il desiderio femminile osservato con sguardo libero da sensi di colpa, le avventure, le inquietudini e l’irrefrenabile entusiasmo di quando si è giovani, poi la città di New York, con il suo fascino, le luci e quella sensazione che lì tutti i sogni possano avverarsi: c’è tutto questo, in un’avvincente storia che mescola passato e presente, nel nuovo romanzo di Elizabeth Gilbert, dal titolo “La città delle ragazze” (Rizzoli). Al centro della trama si trova Vivian Morris, che a 95 anni ricorda la sua gioventù strabiliante e avventurosa vissuta nella New York degli anni ’40, tra feste, attori, dive, luci, arte e sesso sfrenato.
Raccontando le donne con verità e intelligenza, ma anche con ironia, disincanto e nostalgia, sempre con l’obiettivo di ribadire che tutte le “ragazze”, a ogni età, hanno il diritto di affermare se stesse, senza preoccuparsi di cosa pensano gli altri, Gilbert (già autrice del celebre “Mangia prega ama”) fa entrare il lettore in un mondo seducente e sorprendente, tutto da scoprire: un romanzo leggero e profondo al tempo stesso, in cui l’emancipazione femminile e un’educazione sentimentale gioiosa sono protagoniste accanto a personaggi femminili indimenticabili, come quello di Vivian, della quale pagina dopo pagina l’autrice delinea l’evoluzione nel corso degli anni, alle prese con conquiste, sbagli e sogni da realizzare.

S. Cecilia: Dudamel con Rossini, Schubert e BrahmsMaestro venezuelano sarà con l’orchestra in tournée in Italia

03 dicembre 201918:34

– Gustavo Dudamel, tra i direttori più interessanti e influenti del panorama internazionale, torna sul podio di Santa Cecilia per dirigere l’ Orchestra dell’Accademia Nazionale con la quale poi sarà impegnato in una tournée italiana molto attesa. Il giovane maestro venezuelano proporrà giovedì 5 dicembre alle 19:30 la Sinfonia Semiramide di Rossini, la Sinfonia n. 2 di Schuibert e la Sinfonia n. 1 di Brahms (repliche venerdi 6 alle 20:30 e sabato 7 alle 18 all’Auditorium Parco della Musica). Dudamel, che nel giugno scorso ha concluso la stagione sinfonica di Santa Cecilia con un programma interamente dedicato a Beethoven, dopo le tre serate romane partirà con l’orchestra ceciliana per una serie di concerti nel nord Italia con tappe a Torino (10 dicembre, Lingotto), Brescia (11 dicembre, Teatro Grande), Udine (12 dicembre, Teatro Giovanni da Udine), e Rimini (14 dicembre, Teatro Galli). Gustavo Dudamel, 38 anni, ha all’ attivo collaborazioni che spaziano dai Wiener Philharmoniker ai Coldplay. È stato il direttore più giovane a dirigere il concerto di Capodanno di Vienna, nel 2017 ha diretto la Royal Stockholm Philharmonic Orchestra durante la cerimonia di consegna del Premio Nobel, ha diretto la sua Filarmonica di Los Angeles durante la cerimonia della notte degli Oscar 2019 e sulla Walk of Fame di Los Angeles è stata inserita una stella in suo onore. Nel 2014 Amazon ha prodotto Mozart in the Jungle, serie di quattro stagioni ispirata alla sua vita e il regista Steven Spielberg lo ha scelto per dirigere la colonna sonora del nuovo adattamento del capolavoro West Side Story.

Clementoni crea gioco da tavolo ispirato a album MengoniCon ‘Atlantico’ viaggio ecosostenibile in giro per il mondo

MACERATA03 dicembre 201918:38

– Si chiama “Atlantico” il nuovo gioco da tavolo realizzato da Clementoni e ispirato all’omonimo album di Marco Mengoni. Bellezza, arte, viaggio e scoperta nel rispetto dell’ambiente sono i temi del progetto del cantautore che la storica azienda italiana, leader nel campo del gioco educativo, ha scelto di condividere e amplificare. Mengoni ha partecipato attivamente ad ogni passaggio dello sviluppo del gioco in scatola, dal concept fino alla selezione dell’illustratore che si è occupato delle grafiche, dedicando grande attenzione al packaging e della componentistica interna realizzati in materiale riciclato e riciclabile. Un’attenzione che nasce da un impegno personale dell’artista, ambasciatore italiano della campagna plastic free promossa da National Geographic, e dalla volontà di Clementoni di traghettare la produzione verso modalità più sostenibili e rispettose dell’ambiente. Ogni giocatore potrà scegliere se raggiungere una destinazione tra Europa, Africa, Nord e Sud America o “dipingere” con i gettoni colorati le carte illustrate con luoghi, persone e bellezze del mondo. Scopo del gioco è viaggiare per il mondo e raggiungere il punteggio più alto grazie alle carte illustrate presenti nei vari continenti, alle tessere “condivisione” e agli obiettivi. Una special edition autografata dall’artista è in prevendita da oggi 3 dicembre su Amazon. Il 20 dicembre è inoltre in programma a Milano l’Atlantico Experience, installazione interattiva ispirata al gioco con l’obiettivo di far vivere agli ospiti un’esperienza immersiva e coinvolgente, grazie al video mapping.

Musei: Orrico, per Sibari scelta coraggiosasottosegretario, era una priorità, aiuterà il rilancio del sito

CATANZARO03 dicembre 201918:40

– “Avevo indicato tra le mie priorità il rilancio del Parco archeologico di Sibari e con il conferimento dell’autonomia speciale decisa con il nuovo regolamento di organizzazione del Mibact sarà possibile fare del Parco un’eccellenza non solo calabrese ma nazionale”. Così, in una nota, il sottosegretario ai Beni culturali Anna Laura Orrico.
“Avevo posto all’attenzione del ministro – aggiunge – la necessità e l’urgenza di intervenire per rilanciare il Parco, assicurando una migliore tutela e lavorando per una sua più ampia valorizzazione. Si è fatta una scelta coraggiosa, che riconosce a un sito di enorme valore storico-culturale, uno dei più ricchi ed estesi della Magna Grecia, l’importanza che gli è dovuta. Una scelta che significa maggiori onori ma anche maggiori oneri, cioè un’assunzione di responsabilità collettiva, per sfruttare in pieno una grande opportunità non solo sul piano culturale ma anche per il rilancio del territorio. Dove c’è cultura ci sono infatti legalità, sviluppo sostenibile, economia sana”.
“Ma le buone notizie per la Calabria – dice ancora il sottosegretario Orrico – sono due. E’ stata infatti stabilita anche la creazione di una terza Soprintendenza calabrese, quella di Catanzaro-Crotone, province che prima erano invece accorpate a quella di Cosenza. Un altro segnale importante di attenzione per la Calabria, per il suo meraviglioso patrimonio archeologico, storico, culturale. Dobbiamo tutelare e valorizzare al meglio i nostri tesori e con queste scelte andiamo nella direzione giusta. A patto che ognuno faccia la propria parte con professionalità, responsabilità, competenza e massimo impegno”.

Musica: Cristina Muti lascia presidenza del Ravenna FestivalLettera allo staff, mi ritiro. Sindaco, sorpresi e dispiaciuti

RAVENNA03 dicembre 201918:49

– Cristina Mazzavillani Muti lascia, dopo 31 anni di lavoro “meraviglioso”, la presidenza di Ravenna Festival e lo ufficializza con una lettera ai dipendenti, di cui ha dato notizia la stampa cittadina: “ho deciso di ritirarmi e lasciare a voi, peraltro bravissimi e collaudatissimi, la responsabilità del futuro di altri 30 anni e più del nostro celebrato Ravenna Festival, ormai riconosciuto nel mondo, ma soprattutto utile allo sviluppo culturale, politico, sociale della nostra città”. “Questa notizia ci ha colto di sorpresa e la responsabilità non è tua, ma nostra che non ci siamo preparati come dovevamo”, le scrive a stretto giro il sindaco Michele De Pascale, aggiungendo: “siamo tutti dispiaciuti per la tua decisione e anche preoccupati per il percorso futuro del Festival e più in generale dell’offerta culturale di Ravenna”.

Tecnici e Caschi blu, una dg per proteggere l’arteSi occuperà di emergenza, ricostruzioni e sicurezza dei siti

03 dicembre 201920:27

– Una direzione generale per ideare programmare, coordinare, attuare e monitorare tutte le iniziative in materia di prevenzione di rischi, di sicurezza del patrimonio culturale e di coordinamento degli interventi da fare in caso di emergenze nazionali ed internazionali, dai terremoti alle alluvioni, fino al terrorismo. Si chiama “direzione generale Sicurezza Patrimonio culturale” ed è una delle novità più significative della nuova tranche di riforma del ministero dei beni culturali firmata da Franceschini.
Di fatto, dopo tanti anni di emergenze arrivate con i terremoti, gli alluvioni, il vento, la neve ma anche la paura di attacchi terroristici, si è voluto dare vita ad un organismo ministeriale ad hoc che sarà una sorta di primo passo per quella Protezione Civile dei Beni culturali da tempo auspicata dal ministro Pd, con una regia unica per Caschi Blu, carabinieri, restauratori, tecnici specializzati.
La nuova direzione, che sostituirà l’attuale Unità di Missione nata per volontà dell’ex ministro Alberto Bonisoli e affidata al prefetto Fabio Carapezza Guttuso, sarà articolata in due rami, uno dedicato a Emergenza e Ricostruzioni, l’altro alla Sicurezza nei Luoghi della Cultura . E agirà in raccordo con tutte le altre strutture del ministero, dai carabinieri dei beni culturali alle direzioni dedicate ad archeologia, storia dell’arte, architettura. Servirà in pratica a fare anche da cabina di regia coordinando tutti i vari interventi necessari per la prevenzione e la sicurezza ma anche la ricostruzione.
Sarà anche- si sottolinea nel dpcm – un centro di responsabilità amministrativa.

Mibact, si cambia ancora, arrivano nuovi musei autonomiUna dg per Caschi Blu Cultura. Franceschini, è sfida per futuro

03 dicembre 201920:43

“Non chiamatela controriforma”. Dario Franceschini presenta la nuova riorganizzazione del ministero della cultura, la terza dal 2014, e mette le mani avanti: nessun fai e disfa nel glorioso dicastero che Giovanni Spadolini fondò nel 1975, quello che si è fatto e si sta facendo “è un lavoro in continuità”, anche con il predecessore pentastellato Alberto Bonisoli, che pure aveva tolto l’autonomia – tra le polemiche – a tre istituti importanti come la Galleria dell’Accademia di Firenze, il Museo Nazionale Etrusco di Roma e il Parco archeologico dell’Appia. “Anzi lo devo ringraziare -insiste il ministro e capo delegazione Pd – sulla creatività contemporanea è stato lui a spingere”. Tant’è, con buona pace del fair play di governo, le oltre 60 pagine in cui si articola il corposo Dpcm che accompagna il ritorno del Turismo ai Beni culturali approvato ieri sera dal Cdm sono ricche di novità. E mentre restituiscono l’autonomia economica e gestionale ai tre istituti ‘detronizzati’ dai decreti estivi di Bonisoli (l’idea spiega il ministro è di far tornare alla guida i direttori che c’erano, ovvero Valentino Nizzo per Villa Giulia, Simone Quilici per l’Appia e Cecilie Hollberg) ridisegnano non poco la geografia dei poteri all’interno del ministero, in parte correggendo il tiro rispetto alla stessa riforma Franceschini (per esempio sulle soprintendenze il cui numero viene decisamente aumentato con una più equa distribuzione sul territorio) in parte introducendo vere e proprie novità come la Soprintendenza Nazionale del Mare (fino ad oggi c’era solo quella siciliana fondata da Sebastiano Tusa) e la Direzione generale per la salvaguardia del patrimonio, di fatto il primo passo per una protezione civile per i Beni culturali e per un inquadramento dei caschi blu della cultura. Ma anche l’Istituto per la digitalizzazione del patrimonio, la cosiddetta Digital Library, che il ministro definisce “una vera grande sfida e un investimento per il futuro”.
In tutto i nuovi musei autonomi sono sette, diffusi un po’ in tutta Italia, ma con una decisa preponderanza del centro sud: dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna al duo Vittoriano-Palazzo Venezia a Roma, dal Museo Nazionale d’Abruzzo al Museo archeologico Nazionale di Cagliari, dal Palazzo Reale di Napoli al Museo Nazionale di Matera, fino al Parco Archeologico di Sibari (“Uno dei siti più difficili – fa notare – una sfida nel cuore della Calabria”). Nuova autonomia anche agli istituti centrali del Mibact, a partire dall’Archivio di Stato (“la memoria d’Italia”) al quale viene conferita maggiore importanza. Scelta simbolica per la Biblioteca dei Girolamini di Napoli che diventa Biblioteca Nazionale “Può diventare una straordinaria storia di riscatto”, sottolinea Franceschini.
Arrivano poi tre nuove soprintendenze archivistiche e bibliografiche, viene ripotenziato il settore demo etno antropologico (ci sarà un istituto centrale per il matrimonio immateriale). I poli museali diventano “direzioni regionali” (una definizione voluta, dice, “per sottolineare che hanno una funzione di coordinamento”). Le soprintendenze uniche invece rimangono tali (“A dispetto delle polemiche hanno funzionato”, sottolinea soddisfatto il ministro) ma in alcuni casi si sdoppiano o addirittura si fanno in tre nelle regioni più grandi (“serviva una distribuzione più equilibrata”).
A livello centrale viene rafforzata la Direzione Generale Creatività contemporanea che si occuperà di rigenerazione urbana, periferie, industrie culturali e creative, fotografia, design, moda. “E’ una sfida per il futuro”, dice il ministro Pd. Che punta moltissimo anche sulla digitalizzazione del patrimonio, “grande sfida di questo paese” per il quale si dovranno ora trovare risorse: “E’ forse il progetto più ambizioso perché il nostro patrimonio ha una enorme valenza culturale ma anche un potenziale commerciale – dice- e mettendo insieme tutte le nostre ricchezze dell’arte, con chiunque ci siederemo al tavolo a trattare saremo più forti noi “. Quello della sfida è del resto un termine che ricorre spesso nelle parole del ministro ferrarese. Che seduto al tavolo nel grande salone del Collegio Romano non vuole, almeno per un’ora, parlare di politica e di governo. Anche se una battuta sui tempi incerti dell’esecutivo alla fine gli scappa (“i ministri in Italia non durano molto”). Chissà. La nuova riforma però, assicurano dal suo entourage, parte in sicurezza. I decreti attuativi sono previsti già a gennaio (in qualche caso resi più facili dal fatto che molto di quello che era stato avviato da Bonisoli non è mai stato attuato) e così gli interpelli per i nuovi posti e i concorsi per i direttori dei nuovi musei autonomi. “Noi in ogni caso lavoriamo per il futuro”.

A teatro Radonicich è Blum, Malosti-CiampaDonadoni e La cena delle belve; Crippa e Infinito tra parentesi

04 dicembre 201911:39

– Daniele Russo in “Fronte del Porto” diretto da Alessandro Gassmann ed Elena Radonicich con Peppino Mazzotta ne “L’onore perduto di Katharina Blum” di Heinrich Boll, tutti a Roma; Maddalena e Giovanni Crippa per Piero Maccarinelli ne “L’infinito tra parentesi” di Marco Malvaldi e Valter Malosti nel suo primo Pirandello, “Il berretto a sonagli”, entrambi a Milano; Maurizio Donadoni e “La cena delle belve” di Vahè Katchà, a Genova, e Paolo Conticini e Luca Ward a Firenze con “The full monty”, regia Massimo Romeo Piparo: sono alcuni degli spettacoli in scena nel prossimo week end.

Milan Kundera ha riottenuto la cittadinanza cecaGli fu tolta nel ’79 dal regime socialista

RAGA04 dicembre 201911:43

– Lo scrittore francese di origine ceca Milan Kundera ha ripreso, dopo 40 anni, la cittadinanza ceca. La notizia è riportata dal quotidiano Pravo. L’autore de “l’insostenibile leggerezza dell’essere”, emigrò in Francia nel 1975 dalla Cecoslovacchia socialista, accogliendo l’invito a insegnare all’Università di Rennes. Quattro anni dopo, nel 1979, gli fu tolta la cittadinanza cecoslovacca. Nel 1981 divenne cittadino francese e cominciò a scrivere esclusivamente in lingua francese. Il documento che attesta la cittadinanza ceca è stata consegnato nelle mani del novantenne scrittore nel suo appartamento a Parigi, dall’ambasciatore ceco Petr Drulak.

Tuffi per tutti, manuale per aspirati tuffatoriKlaus Dibiasi e Mario Zanotelli inventano Carletto per imparare

04 dicembre 201911:50

– KLAUS DIBIASI E MARIO ZANOTELLI, TUFFI PER TUTTI (Ultra Sport, pp 190 17,50 euro). Chi non ha mai sognato di fare un tuffo perfetto? Gambe dritte, piedi uniti, volo d’angelo, entrata senza spruzzi… D’ora in poi stile e maestria non saranno più un miraggio, grazie ai consigli di Klaus Dibiasi, semplicemente il più grande tuffatore di sempre, che in questo manuale per la prima volta insegna a tutti, ma proprio a tutti, la sublime arte del tuffo. Nel suo intento è aiutato da Carletto, un simpatico allievo ideato e disegnato da Mario Zanotelli, che mostrerà tutti i passaggi necessari, dalla ginnastica preparatoria all’esecuzione, fornendo un contrappunto ironico e leggero alle parole di Klaus. Una guida unica e preziosa, destinata non solo ai principianti, ma anche a tutti gli operatori di questa magnifica disciplina: allenatori, giudici e preparatori atletici. Senza dimenticare i tanti tuffatori italiani. Nato nel 1947 a Solbad Hall, in Austria, Klaus Dibiasi si è trasferito a Bolzano nel 1953. All’età di dieci anni ha cominciato la sua carriera di tuffatore nella Bolzano Nuoto. Nel 1963 ha vinto il suo primo titolo italiano assoluto dai 10 metri, e da allora è sempre rimasto ai massimi vertici di questo sport, fino a quando, nel 1976, non ha smesso di gareggiare. Ha vinto due Giochi del Mediterraneo, due Universiadi, sette Coppe Europa, tre Europei, due Mondiali e quattro Olimpiadi. Insieme a Valentina Vezzali è l’unico atleta italiano ad aver conquistato tre ori olimpici consecutivi nella stessa specialità in uno sport individuale. Mario Zanotelli è stato tuffatore nella Bolzano Nuoto fino al 1974, e poi nelle Fiamme Gialle fino al 1976. Terminata la carriera sportiva, si è dedicato a una sua altra grande passione: la musica. Autore di numerose canzoni incise per la RCA, dagli anni Ottanta si è impegnato anche nel teatro per ragazzi e ha messo in scena sei commedie musicali.

Biblioteca museo ceramiche Faenza riapre al pubblicoUn patrimonio librario di circa 68mila volumi inventariati

AENZA04 dicembre 201913:35

Riapre al pubblico il 6 dicembre (inaugurazione ore 18) a Faenza, dopo due anni di lavori, la biblioteca storica del Mic, Museo internazionale delle ceramiche. Grazie alla ristrutturazione i locali più antichi sono tornati agibili dal pubblico, in sicurezza e adatti a una corretta conservazione del ricco patrimonio.
La biblioteca rappresenta un’unicità, con circa 68mila volumi inventariati, e al Mic è stato conferito il riconoscimento Unesco perché “costituisce un punto di riferimento per la ceramica antica, moderna e contemporanea, nazionale e internazionale”.
Strettamente connessa alla Biblioteca, e suo complemento naturale, è la Fototeca della maiolica italiana, organizzata con criteri scientifici, con il corredo di dati e indicazioni bibliografiche, che ha superato i 16mila numeri di inventario.
“La biblioteca – sottolinea il sindaco Giovanni Malpezzi – è il cuore pulsante del Mic, depositaria del più vasto sapere al mondo sulla ceramica, un patrimonio di testi e volumi unico”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Un Rembrandt dall’Ermitage alla Pilotta di Parma
‘L’Adorazione dei Magi’ esposta dal 7 dicembre al 26 gennaio

PARMA04 dicembre 201912:37

– Un Rembrandt dal Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo in prestito al Complesso monumentale della Pilotta di Parma in occasione dei 350 anni della morte del maestro olandese: dal 7 dicembre al 26 gennaio ospiterà nelle sue sale ‘L’Adorazione dei Magi’ del 1632, vero e proprio manifesto del fare pittorico dell’artista.
L’esposizione permette un contrappunto tra le collezioni del Complesso, la loro continuità nelle categorie dell’accademismo di matrice cattolica e l’altro volto dell’Europa, rappresentato dalle culture del Nord, fiere nel rivendicare tradizioni e spiritualità antichissime sovrapposte ideologicamente al ritorno al cristianesimo delle origini. Questa tela dipinta in ‘grisaille’, chiaroscuro quasi privo di colore introdotto per la prima volta a Roma nella prima metà del Cinquecento, esalta la caratteristica estetica del linguaggio di Rembrandt: un uso scenografico della luce e un’esaltazione illusionistica del dettaglio tali da rivelare la tessitura teologica della storia.

Il terrorismo in Italia, ‘Un’azalea in via Fani’Radici comuni tra cattolici e brigatisti

ROMA04 dicembre 201913:06

– ANGELO PICARIELLO, ‘UN’AZALEA IN VIA FANI). (EDIZIONI SAN PAOLO) – Il 12 dicembre prossimo cadranno i 50 anni dalla strage di piazza Fontana, un punto di non ritorno nella storia del terrorismo in Italia. Un’occasione per rileggere, con altri occhi, gli eventi di quella stagione. Sono già molti i libri pubblicati sul tema, e molti ancora ne usciranno, ma ”Un’azalea in via Fani’ di Angelo Picariello, edizioni San Paolo, offre una lettura diversa dei fatti, anche attraverso le parole di chi il terrorismo l’ha visto da vicino come Carlo De Stefano, dirigente della Polizia con incarichi importanti ai tempi della lotta armata e che parla per la prima volta della sua esperienza.
Proprio De Stefano ricorda come dietro le operazioni più riuscite, ci sia stato “un comportamento brillante e tempestivo di agenti di polizia impegnati in attività di prevenzione”.
Insomma, anche se non lo si può dire apertamente, c’è stato un dialogo con i terroristi, in particolare con quelli che volevano lasciare il terrorismo e che hanno trovato proprio nei loro “nemici”, gli uomini e le donne impegnate nelle forze dell’ordine, una sponda. L’autore inoltre analizza la grande mobilitazione che vide, al termine dell’autunno caldo del 1969, la nascita dei grandi movimenti cattolici nello spirito del Concilio e, contemporaneamente, lo scivolamento delle frange più rivoluzionarie verso la lotta armata. La grande frattura si registrò proprio dopo l’esplosione alla Banca dell’Agricoltura, in piazza Fontana, a Milano. Il libro, frutto di una ricerca curata dall’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” , è diviso in capitoli che vivono ognuno di vita propria: oltre a Piazza Fontana, la morte del commissario Calabresi, l’azione di Prima Linea, la storia completa delle Brigate Rosse (con il racconto di Franco Bonisoli e Alberto Franceschini) e le dinamiche proprie del terrorismo di destra. Contiene il racconto delle radici comuni fra movimenti cattolici e futuri brigatisti a Milano, nel quartiere romano di Centocelle, a Reggio Emilia, e la scoperta della fede per molti di loro, una volta usciti dal carcere, o all’impegno nel volontariato. Inoltre, guardando al caso Moro, in parallelo ai sequestri Dozier e Cirillo, Picariello lascia aperti tutti gli interrogativi sulle circostanze che ne impedirono la liberazione. Il filo conduttore della narrazione viene fornito proprio dall’insegnamento di Aldo Moro, che incontrò i capi della contestazione e incoraggiò i movimenti cattolici, con l’obiettivo di una riconciliazione nazionale che ha avuto bisogno del suo sacrificio per potersi compiere. ”Il suo insegnamento – spiega l’autore – ci dice che la sconfitta della lotta armata – e l’antidoto perché non riaccada – è nella corretta attuazione dei valori della Costituzione più che nelle leggi speciali, nel perdono delle vittime più che nel desiderio di vendetta, nella carità “spiazzante” più che nella repressione, nella ricerca della verità che porti a una memoria condivisa più che in nuove contrapposizioni ideologiche”.

Patti Smith incanta Spoleto, “usate la vostra voce”Tappa del tour “Words and music” e declama Petrarca

SPOLETO04 dicembre 201913:45

– “Non dimenticate di usare la vostra voce”: alla fine di “People Have The Power”, scelta per il bis, con tutti i presenti in un Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti sold out ad applaudirla – in piedi e ai suoi piedi – così Patti Smith ha salutato il pubblico di Spoleto.
In una nuova tappa del tour “Words and music” con la “sacerdotessa del rock” che ha voluto teatri di città selezionate sulla base della loro bellezza ed unicità artistica.
Concerto breve di durata – l’età (73 anni) c’è, anche se non si direbbe – ma è l’intensità a caratterizzarlo. Ad accompagnarla, Tony Shanahan (chitarra acustica e basso) e sua figlia Jesse, al pianoforte.
L’inizio è con “Grateful”, “Ghost Dance”, “Wing”, “My Blakean Year”. Poi l’immancabile “Dancing Barefoot” con quelle parole finali “Oh God i fell for you” ripetute come un mantra. E via fino al gran finale, con “Pissing in a River”, “Because the Night” e “Gloria”. A Spoleto l’artista ha anche scelto di interpretare un sonetto di Petrarca.

Capodanno in musica di Canale 5 con Federica PanicucciDa Bari con tanti ospiti. Scheri ‘con noi pubblico più giovane’

04 dicembre 201920:51

– Per il secondo anno consecutivo il Capodanno in musica di Canale 5 sarà in diretta da Bari, affidato, per la terza volta, alla conduzione di Federica Panicucci. Sul palco un cast scelto per i gusti di tutti, dai giovanissimi agli amanti dei grandi interpreti che hanno fatto la storia della canzone italiana, con un ospite a sorpresa la cui identità sarà svelata solo il giorno prima. Tra gli ospiti, Giordana Angi, Annalisa, J-Ax, Anna Tatangelo, Nek, RAF e Tozzi, Francesco Renga, Rovazzi, Shade e i ragazzi della scuola di Amici 19. “Sappiamo che il Capodanno nella storia è di Raiuno ma anche noi stiamo facendo un buon lavoro”, ha detto Federica ad una domanda sull’evento di fine anno della Rai. “Ma con noi c’è il pubblico più giovane”, ha aggiunto il direttore di Canale 5 Giancarlo Scheri. L’evento andrà in diretta su Canale 5 e sarà trasmesso in contemporanea dalle emittenti di RadioMediaset, che promuove la serata in partnership con Radionorba. Panicucci condurrà per Canale 5 anche il concerto di Natale.

Arriva dizionario della Terza RepubblicaIn “Piove governo ladro”‘fil rouge’ linguaggio politico italiano

04 dicembre 201914:38

– ETTORE MARIA COLOMBO, “PIOVE GOVERNO LADRO” (EDIZIONI ALL AROUND, 348 PP., 18 EURO).
Un Dizionario di Politica della Terza Repubblica, senza dimenticare le altre: è la definizione più giusta di “Piove governo ladro”, l’ultima fatica letteraria di Ettore Maria Colombo. Davanti ad una politica italiana che cambia volto e forma freneticamente, ma mantiene alcune costanti, alcuni miti e riti che si perpetuano, nel modo di viverla, di usarla e anche di comunicarla, è arrivata l’ora di mettere ordine tra le parole più importanti e significative che hanno segnato la storia della Repubblica, quella in corso, la cosiddetta ‘Terza’ Repubblica, senza dimenticare le altre, la mitica ‘Prima Repubblica’ ma anche la ‘Seconda’.
La politica italiana, sostiene l’autore, è passata da un linguaggio aulico e alto a modi di comunicare bassi e volgari, ma non ha mai perso il filo di un discorso comunicativo che è sempre stato, allo stesso tempo, ammiccante e forbito, colloquiale e gergale ma anche ricco di richiami e suggestioni storiche, alto e basso. La formula del ‘dizionario’ è la più semplice e, insieme, la più utile per padroneggiare una materia vasta e complicata come la politica italiana.
Il primo capitolo (“Tanto qui è tutto un magna magna”) è dedicato alle “Frasi fatte” e ai “Luoghi comuni” della politica, quelle più recenti e più in voga. Si va da “aiutiamoli a casa loro” (gli immigrati) ad “ammucchiata”, dal rischio di “finire come in Grecia” a “ce lo chiede l’Europa”. Poi ci sono gli slogan coniati dai politici. Matteo Renzi è diventato famoso per aver inventato “asfaltare” come per gli altrettanto celebri “gufi e rosiconi”, “professoroni” e “pop-corn” o l’hastag “enrico stai sereno”. Il governo, “gialloverde” o “giallorosso” è sempre “del cambiamento” ed è sempre guidato dall'”avvocato del Popolo” (Giuseppe Conte), per dire dei termini più nuovi. Ma non vanno dimenticati “bunga bunga”, “cene eleganti”, “discesa in campo” e “contratto con gli italiani”, “inciucio” e “teatrino della politica” che hanno caratterizzato l’era di Berlusconi o il “celodurismo” e “Prima il Nord” di Bossi. “Onestà! Onestà!”, “Apriremo il Parlamento come una scatola di tonno” e la strategia del “Vaffa” hanno segnato l’irrompere sulla scena di Beppe Grillo e dell’M5S così come “E’ finita la pacchia”, “sbruffoncella” e “zingaraccia” hanno caratterizzato il predominio di Matteo Salvini che è passato dal “prima gli italiani” a chiedere “pieni poteri”. Nel secondo capitolo, “Il Dizionario del Politichese”, vengono analizzati i termini, le definizioni e le parole più astruse e oscure della Politica che sono passate indenni, pur se a volte cambiando di significato e di riferimento, da un era politica all’altra. Craxi si definiva “ago della bilancia” e oggi lo dice di sé Di Maio. La “cabina di regia” si invocava ai tempi del Pentapartito e lo si fa ancora oggi. La “politica dei caminetti” si faceva ai tempi della Dc e non ha mai smesso di farla il Pd. I “cavalli di razza” erano Fanfani e Moro, ma lo si è detto anche di Salvini e Di Maio. Il “manuale Cencelli” si usa sempre, per fare i governi. Le “convergenze parallele” di Moro non sono mai passate di moda così come la “politica dei due forni” di Andreotti. Il “Palazzo” di Pasolini equivale alla “Casta” dei nostri giorni. Infine, nel terzo capitolo, “Chi lo ha detto?”, ci sono le parole, le frasi più famose e i tormentoni dei più importanti leader politici italiani dal dopoguerra ad oggi. Nenni era un formidabile battutista (“Piazze piene e urne vuote”, “la stanza dei bottoni”, il “vento del Nord”), Saragat resterà alla memoria per “il destino cinico e baro”, De Gasperi per il “discorso della stanga” e Moro per il suo “non ci faremo processare nelle piazze” mentre le battute fulminanti di Andreotti sono davvero tante. Rino Formica ha coniato perle (“nani e ballerine”, riferita al suo PSI, e “la politica è sangue e merda”), Craxi discorsi memorabili. Di Pietro ha inventato un modo di parlare, il “dipietrese”, e Bersani il “bersanese”, linguaggi provinciali ma sapienti, D’Alema folgorava l’uditorio con battute taglienti.
Berlusconi e Beppe Grillo, ma anche Umberto Bossi, hanno collezionato iperboli, insulti e invettive di ogni tipo. Poi sono arrivati Renzi, Di Maio e Salvini e hanno cambiato tutto.
Il linguaggio politico e il modo di comunicare della politica da ‘alto’, è diventato ‘basso’ così come da ‘astruso’ è diventato ‘smart’ e ‘social’. Senza giudicare, ma con un pizzico di ironia, il libro vuole aiutare a capire, e a ricordare, cos’era e cosa è diventata la politica italiana.

Scala: Tosca in tv, radio, cinema e ‘per la città’Elio introduce concerto Accademia a carcere minorile Beccaria

MILANO04 dicembre 201914:40

– Come di consueto il 7 dicembre l’inaugurazione della Scala non si svolgerà solo alla Scala, ma anche fuori dal teatro, grazie alla diretta organizzata da Rai Cultura che sarà visibile al cinema, in tv (non solo in Italia su Rai 1 ma anche in Francia, Germania, Austria, Repubblica Ceca, Ungheria, Portogallo e Grecia e poi in differita in Russia, Svizzera, Corea e Giappone) ma anche in molti luoghi ‘inusuali’ dove sono stati organizzati anche eventi collaterali.
Uno, in anticipo di due giorni, sarà domani il concerto dei cantanti dell’Accademia della Scala a Puntozeroteatro, il teatro del carcere minorile Beccaria, che avrà una introduzione di Elio.
Gli studenti dell’Accademia saranno però impegnati anche il 7 dicembre per fare una introduzione alla Tosca in alcuni dei luoghi di Milano dove sono organizzate visioni dell’opera: dalla palestra Heracles di via Padova alla comunità Oklahoma per ragazzi in difficoltà, alla Casa degli artisti.
La prima sarà visibile però anche al Terminal 1 dell’aeroporto di Malpensa, nell’ottagono della Galleria Vittorio Emanuele, al Teatro Dal Verme ma anche all’ospedale Niguarda, al liceo Virgilio, a Casa Emergency, al mercato comunale del Corvetto, alla casa d’accoglienza Jannacci solo per citare alcuni spazi aperti al pubblico. Sarà invece a inviti l’ingresso a San Vittore dove, come ormai di consueto, è stata organizzata una visione per i detenuti con rinfresco finale.

Tff: 62.000 presenze, in linea con precedente edizioneDati stabili per biglietti e abbonamenti venduti e incassi

TORINO04 dicembre 201914:53

– Sono state 61.999 le presenze alla 37ma edizione del Torino Film Festival con 2.090 accreditati (stampa e professionali/industry), 26.165 biglietti singoli, 674 abbonamenti venduti e 234.000 euro di incasso.
Nell’edizione 2018 le presenze sono state 62.500, 2.161 accreditati (stampa e professionali/industry), circa 26.700 biglietti singoli, 644 gli abbonamenti venduti, per un totale di 236.000 euro di incasso.
“Alla luce di questi elementi – sottolineano gli organizzatori – i dati del 37mo Torino Film Festival restano in linea con quelli della precedente edizione. Una conferma della rilevanza e del livello che il Torino Film Festival mantiene nel panorama dei festival cinematografici italiani”.

Strega Ragazze e Ragazzi, le cinquine finalisteA Più libri più liberi, raddoppiati studenti in giuria

04 dicembre 201915:37

– Sono state annunciate il 4 dicembre alla fiera nazionale della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’, le cinquine finaliste della quinta edizione del ‘Premio Strega Ragazze e Ragazzi’ nelle due categorie di concorso: +6, destinata a lettrici e lettori dai 6 ai 10 anni, e + 11, per le lettrici e i lettori dagli 11 ai 15 anni.
Il riconoscimento sarà conferito durante la Bologna Children’s Book Fair il 1 aprile 2020.
Il Comitato scientifico è presieduto da Giovanni Solimine, presidente della Fondazione Bellonci.
Ecco i cinque della Categoria + 6: Daniela Carucci, ‘Ruggiti’ (Sinnos), con illustrazioni di Giulia Torelli; Timothée De Fombelle, ‘Capitano Rosalie’ (Mondadori), con illustrazioni di Isabelle Arsenault, traduzione di Maria Bastanzetti; Susie Morgenstern, ‘Vuoi essere mia amica?’ ( Babalibri), con illustrazioni di Claude K. Dubois, traduzione di Maria Bastanzetti ; Marta Palazzesi, ‘Nebbia’ (Il Castoro), ambientato in una cupa Londra di fine Ottocento e Guido Quarzo, Anna Vivarelli, ‘La danza delle rane’ (, Editoriale Scienza), con illustrazioni di Silvia Mauri.
La cinquina della Categoria +11 è composta da: Annelise Heurtier, L’età dei sogni (Gallucci), traduzione di Ilaria Piperno; Lynda Mullaly Hunt, ‘Una per i Murphy’ (Uovonero), traduzione di Sante Bandirali; Raffaella Romagnolo, ‘Respira con me’ (Pelledoca Editore); Rebecca Stead, ‘L’amore sconosciuto’ (Terre di Mezzo), traduzione di Claudia Valentini e Florence Thinard, ‘Meno male che il tempo era bello’ (Camelozampa), illustrazioni di Veronica Truttero, traduzione di Sara Saorin.
Quest’anno è raddoppiato il numero degli studenti che compongono la giuria: sono oltre 2.000 le ragazze e i ragazzi fra i 6 e i 15 anni di età appartenenti a oltre 140 scuole, gruppi di lettura, biblioteche e istituti scolastici in Italia e all’estero (Bruxelles, Madrid, Monaco, Parigi, Vienna e Zurigo).

Coez torna a Roma l’11 luglioTra i protagonisti di Rock in Roma 2020

ROMA04 dicembre 201920:00

Dopo le 11 date di È sempre bello in tour, il progetto live che ha portato Coez sui palchi dei palazzetti più importanti d’Italia, il cantautore romano torna al Rock in Roma per una nuova data, l’11 luglio 2020.
Lo show di Coez è un viaggio attraverso la sua storia musicale che prosegue il successo dell’album È sempre bello, quinto disco solista uscito il 29 marzo per Carosello Records e certificato Disco di Platino, con il singolo omonimo che ha dominato le classifiche e collezionato 4 platini. Con più di 65 milioni di streams, E’ sempre bello è la canzone più ascoltata dell’anno su Spotify.

Daniel Craig ispettore Poirot in Cena con delittoSupercast per omaggio ad Agatha Christie di Rian Johnson

04 dicembre 201920:54

“Signore e signori devo chiedervi di restare tutti qui sul posto, finché le indagini non verranno concluse!” Così l’ispettore Benoit Blanc (Daniel Craig) ci introduce a ‘Cena con delitto – Knives Out’ omaggio ai gialli di Agatha Christie scritto e diretto da Rian Johnson (‘Star Wars – Gli ultimi Jedi’) e interpretato da un cast stratosferico. Oltre Craig troviamo: Chris Evans, Ana de Armas, Jamie Lee Curtis, Michael Shannon, Don Johnson, Toni Collette, Lakeith Stanfield, Katherine Langford, Jaeden Martell e Christopher Plummer. Già film di chiusura al Tff, ha esordito con successo al box office americano qualche giorno fa e arriva in sala da domani con 01, Cena con delitto ha come protagonista l’ispettore Blanc (Craig), un simil Poirot alla Agatha Christie, che deve scoprire chi ha ucciso il romanziere 85enne Harlan Thrombey (Plummer), trovato senza vita dopo la festa per il suo compleanno. Per Blanc, come è per il classico di Agatha Christie, chiunque può essere il colpevole.Infatti sia i familiari che la servitù avrebbero avuto un movente per sbarazzarsi dello scrittore. Le cose peggiorano poi alla lettura del testamento che fa emergere ancora di più i conflitti familiari e l’avidità dei parenti dello scrittore. Tutto precipita quando l’investigatore interroga Marta (Ana de Armas), la bella infermiera sudamericana di Thrombey che ha raccolto più di un segreto di questa famiglia allargata. Johnson ha dichiarato in più di un’intervista di essere stato così preso da questo film tanto da essere disposto a farne una serie incentrata proprio sull’investigatore Benoit Blanc. Su Twitter poi, dove è molto attivo come su tutti i social in generale, Johnson ha pubblicato i poster dei film che gli sono stati di ispirazione: Delitto sotto il sole, Invito a cena con delitto, Assassinio sul Nilo, Un rebus per l’assassino, Trappola mortale, Signori il delitto è servito, Gosford Park, Assassinio allo specchio, Assassinio sull’Orient Express, The Private Eyes e,infine, anche Detective Pikachu. “Leggo i libri di Agatha Christie da quando ero bambino e adoro questo genere – dice il regista -. Avevo così sempre sperato di imbattermi in una storia simile e circa una decina di anni fa questa storia è arrivata. Una whodunit (romanzi giallo deduttivi), ma con dentro il motore di un thriller alla Hitchcock.” E ancora Johnson: “Ho iniziato subito a scrivere la sceneggiatura, ma la cosa davvero folle è stata quando Daniel Craig ha accettato di interpretare il detective Benoit Blanc (con tanto di accento del Kentucky denso di melassa). È stato lui il primo a firmare e dopo è stato facile raggruppare il resto del cast, dal momento che tutti volevano lavorare con Daniel”.

Arte Italia e Pubblicità, nuove sinergie cercando emozioniConvegno Civita-Upa su linguaggi comuni tra aziende e cultura

04 dicembre 201916:04

– Cercare l’emozione nella pubblicità attraverso il paesaggio e l’arte italiani per creare valore nelle aziende e nel Paese stesso; promuovere la cultura del fare e la cultura del bello, cardini del made in Italy; ma anche rifuggire la comunicazione stereotipata per sperimentare con coraggio nuovi linguaggi, unendo le forze tra artisti, pubblicitari e imprenditori. Sono alcuni dei temi emersi questa mattina nell’ambito del convegno “Arte, Italia e Pubblicità.
Comunicare meglio, comunicare il bello”, organizzato a Roma dall’Associazione Civita, con il Comitato Marketing e Cultura, e Upa – Utenti Pubblicità Associati. L’incontro prende le mosse dalla recente iniziativa che ha visto collaborare Upa e Civita nella creazione, all’interno del canale YouTube Upa Advertising Graffiti, della playlist “Arte, cultura, Paesaggi d’Italia” che raccoglie, in un appassionante e approfondito viaggio dagli anni ’60 a oggi, una serie di spot e campagne pubblicitarie (per il momento circa 80 video, ma il numero è destinato a crescere) con al centro il patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano. Partendo dalla consapevolezza di quanto bellezza, paesaggio, storia e cultura espressi nei secoli dal nostro Paese possano rappresentare per le aziende attraverso la creatività pubblicitaria un valore aggiunto per la comunicazione e un veicolo di incremento della competitività del proprio brand, nel corso della mattinata la riflessione ha messo in luce non solo le opportunità ma anche alcune criticità di un rapporto – quello tra arte e pubblicità – che in Italia ha una lunga storia a partire dai primi decenni del ‘900.

David Chipperfield al timone di Domus per 10 numeriNuovo guest editor, architetto rappresenta esigenze comunità

04 dicembre 201916:08

– E’ l’architetto inglese David Chipperfield il nuovo guest editor di Domus. Sarà il terzo protagonista del progetto editoriale 10x10x10 che vede avvicendarsi al timone della storica rivista 10 architetti di fama internazionale per 10 numeri ciascuno nel decennio che porta al secolo di vita di Domus.
“In un’epoca di cambiamenti epocali serve visione” ha notato Maria Giovanna Mazzocchi, presidente di Editoriale Domus presentando il nuovo guest editor, che affiancherà il direttore editoriale Walter Mariotti e che ha elaborato un manifesto per indicare ad architetti, designer e urbanisti come reagire alle sfide della crisi climatica e delle disuguaglianze sociali ed economiche. “Dobbiamo proporre scenari – ha detto Chipperfield – in cui le esigenze della comunità siano meglio rappresentate, e la qualità della vita sia considerata un diritto”

Tv: Elisabetta Franchi protagonista puntata Pensa in grandeLa vita della stilista l’ 8 dicembre su Rete4

04 dicembre 201916:14

– La stilista Elisabetta Franchi sarà la protagonista di uno degli episodi del nuovo progetto editoriale televisivo di VideoNews – Mediaset, “Pensa in Grande”, che andrà in onda l’8 dicembre su Rete4 alle 14.30.
La serie è composta da sei puntate, partite domenica 1 dicembre e condotte dalla giornalista Rachele Restivo, ideatrice e curatrice dell’intero Format.
Sei racconti di grandi imprenditori ed eccellenze italiane, che svelano le loro storie e la chiave del loro successo in prima persona. Un ritratto di un’ Italia che funziona e di chi ha saputo pensare in grande ed apportare un contributo al nostro Paese, attraverso innovazione, investimenti e creatività, contribuendo all’affermazione del made in Italy, anche a livello internazionale.

Brunori Sas, a gennaio il nuovo album Cip!Da marzo il cantautore sarà in tour nei palazzetti

04 dicembre 201916:15

– A quasi tre anni dall’uscita di A casa tutto bene, l’album certificato platino, Brunori Sas torna con un nuovo album, in uscita il 10 gennaio: Cip! (Island Records). L’album è stato prodotto da Taketo Gohara e dallo stesso Dario Brunori e registrato tra la Calabria e Milano.
Cip!, anticipato a settembre dal singolo “Al di là dell’amore”, è composto da 11 tracce nelle quali l’artista ha voluto cantare “dell’Uomo e non degli uomini”. Il 13 dicembre Brunori Sas svelerà un’altra traccia del suo nuovo album, il secondo estratto sarà infatti “Per due che come noi”.
L’attesa è finita anche per il palcoscenico: dopo il tour prima nei club e poi nei teatri, Dario Brunori è pronto per Brunori Sas Tour 2020, in partenza da marzo 2020 nei palazzetti di tutta Italia.

Alice Merton torna con il singolo EasyPrimo inedito estratto da MINT+4, con 4 nuovi singoli

04 dicembre 201916:16

– Dopo il Jimmy Fallon, la partecipazione al Coachella e ripetuti tour in America, Europa e UK, i Dischi Doppio Platino e Oro (con No Roots e Lash Out) e i primi posti in classifica in Italia, la partecipazione come coach vincitore a The Voice Of Germany 2019, e quasi mezzo miliardo di streams, Alice Merton torna con il singolo Easy, primo inedito estratto da MINT+4, in radio dal 6 dicembre.
Alice, con i suoi ventisei anni e milioni di chilometri alle spalle fin da quando, bambina, veniva trascinata per il mondo dai traslochi familiari, con questa nuova hit racconta la difficoltà di chi vive in costante bilico tra la necessità di scrivere un masterpiece e la possibile catastrofe, tra una vita normale e l’incredibile clamore intorno alla sua figura.
Musicista sanguigna e “workaholic”, con il suo amore viscerale per la musica, Alice presenta oggi Easy, accompagnato da questa versione DELUXE del suo primo disco, quello che la ha consacrata al successo dopo il primo EP “No Roots”. MINT+4 contiene quattro inediti: PCH, Back to Berlin, Keeps me Awake e Easy.

The Irishman e Marriage Story premiati a NYAnticipi Oscar; prossima settimana nominations Golden Globes

NEW YORK04 dicembre 201916:19

– Buoni segnali per Netflix a una settimana dalle nomination dei Golden Globes in agenda lunedì’ prossimo: “The Irishman” e “Marriage Story” (in Italia uscito con Storia di un matrimonio) hanno fatto man bassa di premi ai due primi appuntamenti della stagione che precede gli Oscar 2020.
“The Irishman”, diretto da Martin Scorsese e dal 27 novembre sulla piattaforma in streaming dopo tre settimane nelle sale, e’ stato scelto come miglior film dal National Board Review, una associazione di New York di esperti e appassionati di cinema all’indomani dell’assegnazione dello stesso tipo di premio a “Marriage Story” di Noah Baumbach nella serata dei Gotham Awards.
Come consueto il Board ha poi equamente distribuito il resto dei premi, con Quentin Tarantino scelto come miglior regista grazie a “C’era una volta … a Hollywood” mentre Renee Zellweger e’ stata premiata come miglior attrice per il ritratto di Judy Garland in “Judy” e Adam Sandler ha vinto per la parte da protagonista nel nuovo thriller di Josh e Bennie Sadie “Uncut Gems”.
I premi del Board raramente ci azzeccano come precursori degli Oscar con l’eccezione dell’anno scorso quando il miglior film 2018, “Green Book”, ha vinto anche agli Academy Awards.
Diverso il discorso dei Gothams che negli ultimi anni, tranne l’anno scorso quando hanno puntato sui “The Rider” di Chloé Zhao, hanno messo a segno “Birdman”, “Spotlight” e “Moonlight”.
I premi celebrano usualmente in modo indipendente film spesso prodotti fuori dalla macchina degli studi: stavolta una buona metà sono andati a pellicole della scuderia Netflix, elogiata da Baumbach per aver riaperto lo storico Paris, l’ultimo monosala rimasto a Manhattan.

Pagnotta, nel jazz dopo gli americani, noi i più braviDirettore festival, a Umbria Jazz Winter (Orvieto) Scofield, Rea

04 dicembre 201920:54

“Indubbiamente nel jazz di oggi dopo gli americani ci siamo noi, la scena italiana è molto cresciuta negli ultimi 20 anni, basta vedere le richieste che hanno i jazzisti italiani all’estero. Una volta andavano Enrico Rava e Giovanni Tommaso, oggi girano in tutto il mondo anche tanti giovani”. Lo dice Carlo Pagnotta, direttore artistico di Umbria Jazz, che ha presentato il programma di Umbria Jazz Winter, ramo ‘invernale, a Orvieto (27/a edizione dal 28 dicembre al 1 gennaio), della grande kermesse dedicata al jazz, che oltre al festival principale estivo (Perugia, 10 – 19 luglio), ha anche un capitolo ‘Spring’ a Terni. A Orvieto, in cinque giorni ci saranno 90 eventi con più di 150 musicisti. Fra i più attesi il grande chitarrista e compositore John Scofield, che sarà parte anche di The Magic And The Mystery Of The Beatles insieme a Jay Anderson e Lewis Nash; Danilo Rea, Massimo Moriconi e Alfredo Golino con “Le Canzoni Di Mina”; Paolo Fresu con quattro progetti ;Sullivan Fortner, anche in Trio con Jay Anderson Lewis Nash e come Special Guest la tap dancer Michela Marino Lerman; Francesco Diodati con 3 progetti; “Love In Translation” con Rosario Giuliani, Joe Locke, Dario Deidda, Roberto Gatto; Antonello Salis e Simone Zanchini; Dino Rubino; Giovanni Guidi; l’Isaiah Thompson Trio; la “Gospel Explosion” con l’Every Praise & Virginia Union Gospel Choir Feat. J. David Bratton, protagonisti della Messa di Capodanno al Duomo. “A Orvieto in inverno c’è il vantaggio che puoi mettere insieme artisti impegni invece in estate nei tour con i propri gruppi – dice Pagnotta -. Pensare che quando abbiamo lanciato Umbria Jazz Winter ci dicevano che eravamo matti a fare un festival come questo in inverno. Invece il pubblico ci ha ripagato e anche quest’anno le prevendite stanno andando benissimo. le location sono bomboniere e vogliamo mantenere la formula di festival puramente jazz”. E presto “annunceremo anche progetti all’estero”. Orvieto “è fortemente connessa a Umbria Jazz – spiega la sindaca Roberta Tardani – Ogni anno il festival ci regala emozioni nuove. Nel futuro vogliamo consolidare questo rapporto con un protocollo che dia anche certezze di natura economica e organizzativa”. Intanto vanno avanti i preparativi per Umbria Jazz a Perugia: “Sta venendo bene. Per il concerto d’apertura di Lenny Kravitz il 10 luglio siamo già a 5000 biglietti venduti in prevendita – aggiunge Pagnotta -. Avremo fra gli altri, anche eventi in esclusiva italiana come Wynton Marsalis che dirige la Jazz at Lincoln Center Orchestra e la Moodswing Reunion, con Joshua Redman, Brad Mehldau. Christian McBride e Brian Blade. Ci sarà una serata brasiliana e penso andremo a chiudere con una grande serata Cuba Cuba Cuba”.

Matera 2019: ogni giorno un evento fino alla conclusioneIl programma degli appuntamenti, si comincia il 7 dicembre

MATERA04 dicembre 201916:29

– Chiudere per rilanciare un percorso straordinario. Quello che ha raccontato la “Cultura” nella sua forma aperta, inclusiva, contaminante e partecipata, con lo sguardo rivolto al futuro. Così come promesso nel dossier di candidatura. L’anno di Matera Capitale Europea della Cultura si chiude con l’Open Culture Festival, due settimane che, a partire dal 7 e fino al 19 dicembre, “occuperanno” la Città dei Sassi, con una serie di iniziative dedicate alla cultura digitale, all’innovazione tecnologica, con spettacoli teatrali, performance musicali e mostre interattive. Si inizia il 7 dicembre alla Serra del Sole con la conferenza internazionale “Open Future – The Conference”.

Giammaria, vi porto nel cuore di AmazonPetrolio su Rai2 in prima serata dal 3 dicembre

04 dicembre 201920:23

“Chi di noi non ha mai fatto un acquisto su internet, e in particolare utilizzando la piattaforma Amazon, il servizio di commercio elettronico che nel corso degli ultimi anni ha rivoluzionato le nostre abitudini?”. Si intitolerà “Il mondo (segreto) di Amazon” il primo appuntamento dei tre in prime time di “Petrolio”: il programma di Duilio Giammaria in onda su Rai2 alle 21.20 a partire dal 6 dicembre. Proprio a gigante, ‘il negozio più grande del mondo, inventato’ da Jeff Bezos esattamente 25 anni fa, il giornalista, conduttore e autore, dedicherà la prima puntata della nuova edizione del suo programma di informazione che si è trasferito da Rai1 a Rai2, sbarcando in prima serata a dicembre le prime 3 puntate.    “Sono stato a Seattle – racconta in una conversazione – dove è nato questo gigante del settore, che ha creato un mondo nuovo: con un click ottieni quello che desideri in un tempo sempre più rapido. Se non ti va bene il prodotto lo rimandi indietro. In ogni angolo del pianeta. Quindi sono andato di persona a vedere come funziona e come, insieme con altre grandi industrie ha cambiato la vita di una città, compreso il traffico, miglia di pacchi vengono portati nelle abitazioni (in tutto il mondo esistono 175 centri di smistamento dei pacchi) attraverso questi furgoni, che intasano la circolazione, ma il giro di affari è talmente alto che per loro pagare valanghe di contravvenzioni per divieti di sosta non intacca le loro entrate”.    Un reportage, fa notare Giammaria “in cui per la prima volta le telecamere della televisione italiana sono entrate nel quartier generale e nell’immenso magazzino logistico di Seattle, in cui uomini e robot lavorano fianco a fianco. Ma cosa c’è dietro le centinaia di centri di distribuzione, 650mila dipendenti, milioni di prodotti online, miliardi di pacchi spediti ogni anno? E noi davvero compriamo solo quello che ci interessa? O siamo indirizzati attraverso le ricerche che facciamo sul portale, o siamo in qualche modo seguiti nelle nostre abitudini proprio con i dati che liberamente forniamo, a partire dai nostri indirizzi e-mail, di casa, le carte di credito e alla fine finiamo per comprare qualcosa che in quel momento non ci serviva di cui non avevamo nessun bisogno? Una sorta di indirizzamento, passo per passo”.  Proprio come il fiume che ispira il suo nome, si è diramato in una serie business che vanno ben oltre l’e-commerce: dalla fiction all’intelligenza artificiale, server che custodiscono miliardi di dati sensibili, perfino una navicella spaziale per tornare sulla Luna. Petrolio affronta tutti i nodi “nascosti” dietro la vetrina virtuale di Amazon: dalla robotica agli algoritmi, dall’uso dei dati, alle condizioni di lavoro, dall’impatto ambientale alle trasformazioni in atto nelle nostre città fino alla grande questione delle tasse”. Ma non è tutto Amazon punta alla nostra salute. Insomma La determinazione del gigante globale a fare del digitale nell’assistenza sanitaria una parte centrale del suo futuro modello di business prima o poi avverrà”.Tra gli ospiti: Tommaso Valletti, economista e docente all’Imperial College di Londra, Francesca Bria, consulente per le Nazioni Unite sull’innovazione digitale, Stefano Feltri, giornalista economico, Domenico De Masi, sociologo del lavoro, Sandro Ferri, fondatore di E/O e Jasmine Crististallo, attivista del movimento delle Sardine. Le altre puntate affronteranno “le ultime scoperte sul DNA con le terapie genetiche, che regalano la speranza di curare malattie fino ad ora incurabili, ma pongono anche diverse domande etiche di non poco conto”; dal ritorno del LUPO nelle nostre foreste, fino al grande racconto della nuova era dell’Antropocene, in cui il mondo è ridisegnato totalmente dalla mano dell’uomo. Giammaria conclude: “la factory di Petrolio introduce quest’anno 2 nuovi segmenti: Black Mirror e Gli Haters. Il primo è l’intervista speciale che ho portando per la prima volta in uno studio tv italiano un’innovativa tecnologia digitale, un black mirror che consente la proiezione in trasparenza di foto, infografiche e altri tipi di elementi narrativi nel faccia a faccia con il protagonista della settimana. Come in un confronto all’Americana. Gli haters sono invece una coppia di maturi telespettatori impersonati da due pupazzi che commentano con cinismo e rimbrottando il conduttore per gli argomenti raccontati nelle puntate”

Libri: +6% fatturato piccoli editori nel 2019Dati Nielsen per AIE, doppiano crescita del mercato generale

04 dicembre 201916:41

– I piccoli e medi editori, cioè i marchi editoriali indipendenti con un fatturato netto fino a 13 milioni di euro, nei primi 11 mesi del 2019 registrano un +6% a fatturato, arrivando a pesare per il 45,9% del mercato (era il 45% lo scorso anno). E doppiano la crescita del mercato in generale: più di una copia su quattro di quelle vendute nel 2019 (il dato si ferma alla prima settimana di novembre) è di un piccolo o medio editore.
Ma il 72,8% di quel mercato è fatto dai primi 100 marchi, su oltre 5 mila, dei piccoli editori.
E’ la fotografia dell’indagine Nielsen per l’Associazione Italiana Editori (AIE). La ricerca – riferita alle vendite di libri di varia (esclusi quindi scolastici e universitari) nei canali trade (librerie indipendenti e di catena, grande distribuzione organizzata, piattaforme online compresa la stima di Amazon) è stata presentata a Più libri più liberi, nel giorno d’apertura della fiera nazionale della piccola e media editoria, che si conclude l’8 dicembre alla Nuvola dell’Eur a Roma.
In particolare i dati evidenziano come il mercato generale del libro nei primi 11 mesi del 2019 sia cresciuto del 3,7%: raggiungendo così quota 1,131 miliardi di euro. Crescono – ed erano molti anni che ciò non accadeva – anche il numero di copie vendute toccando, a un mese dal Natale, il più 2,3%, pari a 77,4 milioni di copie di libri di carta nuovi venduti.
I generi più amati del 2019 sono, a sorpresa, la non fiction specialistica (manualistica) con quasi 2 copie su dieci tra quelle vendute (pesa per il 19,6%) , la fiction straniera (18,4%) e la non fiction generale (saggistica) per il 17,3%. Al quarto posto bambini e ragazzi (16,3%).
La ricerca mostra la crescita del fatturato dei piccoli e medi editori: nei primi 11 mesi del 2019 è di 482,7 milioni di euro.
Una crescita in parte dovuta a un prezzo di copertina del venduto che è del 22% più alto rispetto a quello degli altri editori. E in crescita anche le copie: +4,4%.
Non tutti i piccoli però contribuiscono alla crescita nello stesso modo: In questi anni, quella che definiamo piccola editoria è cresciuta, ma ha anche avuto una profonda trasformazione al suo interno.

Suburra 3, Netflix al via ripreseAtto finale disponibile nel 2020, tornano protagonisti storici

04 dicembre 201919:20

Dopo il successo delle prime due stagioni, Netflix annuncia l’inizio delle riprese della terza e ultima stagione di Suburra – la serie, il crime thriller italiano originale del colosso streaming prodotto da Cattleya – parte di ITV Studios – e Bartlebyfilm. La terza stagione della serie sarà disponibile in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo nel 2020.    La profana trinità – Chiesa, Stato, Crimine – torna su Netflix per l’epico atto conclusivo di Suburra – la serie, concepita sin dal principio per raccontare i tre diversi mondi nell’arco di tre stagioni. Tornano i protagonisti delle prime due: Aureliano (Alessandro Borghi), Spadino (Giacomo Ferrara), Amedeo Cinaglia (Filippo Nigro), Samurai (Francesco Acquaroli), Adamo Dionisi (Manfredi Anacleti), Sara Monaschi (Claudia Gerini), Adelaide Anacleti (Paola Sotgiu), Angelica (Carlotta Antonelli), Nadia (Federica Sabatini), Alice Cinaglia (Rosa Diletta Rossi), Cardinale Fiorenzo Nascari (Alberto Cracco) e Adriano (Jacopo Venturiero). Dopo il tragico suicidio di Lele, incapace di convivere con il senso di colpa generato dai crimini commessi, e l’inaspettato risveglio dal coma di Manfredi, capo del clan Anacleti, gli equilibri di potere tra tutti i personaggi sono di nuovo messi in discussione. La regia è di Arnaldo Catinari, lo story editing di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini, la sceneggiatura di Ezio Abbate, Fabrizio Bettelli, Andrea Nobile, Camilla Buizza e Marco Sani.

Archeologico Napoli,nuovo record con 650 mila ingressiSuperati ingressi 2018, domani al via ‘Muse al Museo-Thalassa’

NAPOLI04 dicembre 201917:15

– Nuovo record per il Museo Archeologico Nazionale di Napoli che ha raggiunto i 650mila visitatori nel 2019, superando con un mese di anticipo gli ingressi dello scorso anno (613mila). Da domani al via il cartellone di eventi che anticiperanno la mostra Thalassa sulle meraviglie sommerse del Mediterraneo. L’edizione speciale di ‘Muse al Museo’ si aprira’ domani nella Sala del Toro Farnese, ore 17, con il concerto “Il mare di mezzo”: un viaggio tra musica e parole, per rappresentare il Mediterraneo delle dissonanze e delle migrazioni; protagonisti di questo percorso melodico saranno Luca Lanzi (voce e chitarra acustica del gruppo “Casa del vento”), Francesco Moneti e Stefano Cisco Bellotti (entrambi storici componenti dei Modena City Ramblers). Sino a domenica 8 dicembre, e ancora il 20 dicembre, per un pubblico di adulti e ragazzi, le sale del MANN si riempiranno di musica, spettacoli e laboratori “dipinti di blu”, perché dedicati al tema del mare: tra le proposte culturali “Da questa parte del mare” (sabato 7 ore 17,30), che Giuseppe Cederna dedica al libro postumo di Gianmaria Testa. Il MANN, diretto da Paolo Giulierini, propone dal 12 dicembre fino a marzo la mostra Thalassa, con 400 straordinari reperti che raccontano il Mare nostrum tra cultura, economia, folclore e paesaggio.
Dal 9 dicembre, nella mostra “Fotografare il MANN tutto l’anno”, a cura dell’Associazione Flegrea Photo, protagonisti sono gli abbonati del museo, giunti a quota ottomila.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Berlino: a Helen Mirren l’orso d’oro alla carriera
Il premio il 27 febbraio

BERLINO04 dicembre 201920:01

La 70esima mostra internazionale del Cinema di Berlino renderà omaggio all’attrice inglese premio Oscar Helen Mirren con l’orso d’oro alla carriera. “Helen Mirren è una personalità forte i cui potenti ritratti hanno sempre la capacità di colpire. Ci ha continuato a sorprendere con le sue interpretazioni di personaggi complessi, sia nel suo Chris in Calendar Girls o in quello della regina Elisabetta II in The Queen” ha detto Mariette Rissenbeek, Executive director della Berlinale. Mirren è un’attrice rinomata nel mondo e oltre ad essere stata la più giovane attrice entrata nella nota Royal Shakespeare Company, ha ricevuto innumerevoli premi, diversi Golden Globe e un Oscar per The Queen, di Stephen Frears nel 2006. Lo scorso anno l’orso d’oro alla carriera era stato ricevuto da Juliette Binoche. La cerimonia di conferimento del premio si svolgerà il prossimo 27 febbraio a Berlinale Palast, anche alla presenza del nuovo direttore della Berlinale, Carlo Chatrian, già alla guida del festival del cinema di Locarno.

Moviement, la sala d’estate piaceA Sorrento ricerca destagionalizzazione, a gennaio titoli 2020

NAPOLI04 dicembre 201920:01

Il cinema d’estate piace e grazie al progetto Moviement la sala cinematografica è tornata ad essere considerata dai consumatori come una importante opzione di intrattenimento anche durante la bella stagione. Della ‘migliore estate degli ultimi otto anni’ (in attesa dei titoli 2020 che saranno comunicati a gennaio) si è parlato alle Giornate Professionali del Cinema di Sorrento in un seminario dell’ANEC che ha presentato i dati della nuova ricerca sulla destagionalizzazione forniti da GFK.
Il confronto è con i dati dell’indagine 2017, quella che diede il via per la prima volta in Italia al progetto triennale che ha unito tutta la filiera con il supporto del Mibact in una scommessa che sembrava impossibile. Al seminario alla presenza di Mario Turetta (direttore generale cinema Mibact) hanno partecipato Luigi Lonigro (Presidente Anica-distributori) Francesca Cima (Presidente Anica Produttori),Mario Lorini (Anec) Piera Detassis (David Donatello) Andrea Cuneo per Moviement.

Calatrava a Capodimonte in 400 opereDal 6 dicembre al 10 maggio 2020 ‘nella luce di Napoli’

NAPOLI04 dicembre 201919:31

– Quattrocento opere – sculture, disegni, maquette: arriva a Napoli, nel Museo e Real Bosco di Capodimonte, la mostra di Santiago Calatrava, architetto, ingegnere, pittore, scultore, disegnatore, artista a tutto tondo. Spirito inquieto alla continua ricerca di un equilibrio tra volume e luce, i due elementi essenziali del suo concetto di architettura.
La mostra divisa tra il secondo piano del Museo e l’edificio del Cellaio nel Real Bosco, sottolinea già nel titolo questo elemento: Santiago Calatrava. Nella luce di Napoli (dal 6 dicembre 2019 al 10 maggio 2020), ma anche l’amore dell’artista per la città. Curata dal direttore di Capodimonte Sylvain Bellenger e Robertina Calatrava, moglie dell’artista, e sostenuta dalla Regione Campania, organizzata dalla Scabec, società regionale dei beni culturali, è realizzata in collaborazione con lo Studio Calatrava. Esposte le maquette delle architetture più importanti da lui realizzate.

Mostre: a Firenze Antologia di arte moderna e contemporaneaDal 6/12 alla Galleria Tornabuoni, con opere da anni ’20 a oggi

FIRENZE04 dicembre 201919:58

– Una selezione internazionale di dipinti e sculture per un viaggio nell’arte figurativa e nelle suggestioni artistiche dagli anni ’20 del ‘900 fino ai giorni nostri, con il secondo dopoguerra a fare da spartiacque. E’ il percorso espositivo ‘Antologia di arte moderna e contemporanea 2020’ proposto dalla galleria Tornabuoni Arte e dal suo fondatore Roberto Casamonti, che aprirà al pubblico dal 6 dicembre fino a novembre 2020, nella sede di lungarno Cellini a Firenze. Tra le opere degli anni ’20, uno dei paesaggi dalle geometrie essenziali e dai toni drammatici di Lorenzo Viani, ‘Paesaggio di Versilia’, veduta dall’alto di Seravezza’ (1920-1921); poi uno splendido ‘Nudo femminile’ (1923) di Giorgio De Chirico. Gli anni ’30 sono raccontati da opere di Mario Sironi, Mario Tozzi, Gino Severini, dello stesso De Chirico, Alberto Savinio e Giorgio Morandi. La seconda parte dell’Antologia 2020 propone una generosa selezione di opere di Lucio Fontana, della scuola di ‘Piazza del Popolo’ e un omaggio a Tony Cragg.

Liberi Tutti, prima serie originale Raiplay da autori Borisda 14/12 con Tirabassi, Caprioli, Bilello, Caterina Guzzanti

4 dicembre 201920:00

Liberi tutti è la prima serie originale di RaiPlay scritta e diretta da Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo con protagonisti Giorgio Tirabassi, Anita Caprioli, Thomas Trabacchi, Valeria Bilello, Caterina Guzzanti sarà disponibile integralmente, in esclusiva, su RaiPlay a partire da sabato 14 dicembre. Una coproduzione Rai Fiction – Italian International Film, prodotta da Fulvio e Paola Lucisano.
Composta da dodici episodi della durata di mezz’ora, ruota attorno a Michele Venturi (Tirabassi), arido avvocato che pensa solo a se stesso e che si ritrova costretto agli arresti domiciliari in una cohousing con una ben diversa filosofia di vita. “Liberi tutti è lo slogan che accomuna tutti i nostri protagonisti: se lo dicono i cohouser alla fine delle interminabili assemblee, Michele (Giorgio Tirabassi) potrebbe farne il sottotitolo della sua esistenza e gli intercettatori se lo ripetono a fine turno per comunicarsi il sollievo di staccare. Ma liberi da cosa? Definire la convivenza vuol dire definire il tipo di libertà che si cerca.”

Moda: Pierpaolo Piccioli, la mia Roma su A MagazineDirettore creativo di Valentino ha curato il n.20 della rivista

4 dicembre 201920:16

– Il colle Palatino, Trastevere, Piazza di Spagna, Pierpaolo Piccioli, direttore artistico di Valentino, ha voluto ripercorrere e immortalare tutti i luoghi di Roma a lui cari nell’edizione speciale n. 20 di A Magazine curata dallo stesso designer. Lo stilista divenuto nominato direttore artistico unico della Valentino a luglio 2016, dopo aver lavorato per la prima volta con Valentino Garavani nel 1999, ha apportato alla maison l’uso di colori vivaci e di grandi volumi, in uno stile mai dimentico dei temi della diversità e dell’ inclusività.
Nel numero speciale di A Magazine viene esplorata Roma e le sue molte anime. La rivista parte dagli still life di Joel Meyerowitz dei cahiers des défilés segreti dello stilista, i suoi libretti che ad ogni sfilata di moda raccolgono tutto, dalle ispirazioni iniziali al finale in passerella. Segue un portfolio visivo di Charles H. Traub, noto per la sua iconica serie “Lunchtime” per le strade di New York e della Dolce Vita in Italia negli anni ’80, che si svolge in capitoli, documentando molti dei luoghi preferiti di Pierpaolo a Roma tra cui Piazza di Spagna, dov’è la sede storica della Valentino.
Nella serie appaiono le modelle Leslye Houenou, Hannelore Knuts e Aurora Talarico, la principessa Nicoletta Odescalchi, l’attrice Alba Rohrwacher, la moglie di Pierpaolo Simona e la figlia Benedetta. Chiudono il magazine una serie di ritratti in 48 pagine scattati dallo stesso Piccioli: è un omaggio a Franca Sozzani e all’iconico servizio fotografico di Steven Meisel su Vogue Italia dell’ottobre 1992, in cui il grande Meisel catturò una serie di celebrities che indossavano un cappello tenendo in mano un cartello con il loro nome. Diversamenti da quelle le foto di Piccioli sono a colori e il cappello non è nero ma è l’iconico cappello rosa di Philip Treacy per Valentino. In posa Naomi Campbell, Mariacarla Boscono, lo stilista Joe McKenna, l’attrice Frances McDormand, che appare in copertina in un mantello di paillettes verde. L’effetto panno nero della copertina e la striscia rossa fanno accenno al cahiers des défilés di Pierpaolo, impresso con un timbro “P.P” con riferimento a Pier Paolo Pasolini.

Teatro Nazionale di Genova, Giglio nuovo presidenteE’ Ad Giglio Group leader in settore del broadcast radio-tv

GENOVA04 dicembre 201920:24

Alessandro Giglio è il nuovo presidente del Teatro Nazionale di Genova. Succede a Gian Enzo Duci che era stato nominato nel marzo di tre anni fa.
La decisione è stata presa all’unanimità dall’Assemblea composta da rappresentanti di Comune, Regione, Camera di Commercio.
Genovese, classe 1965, Alessandro Giglio opera da sempre nel mondo dello spettacolo e del settore radiotelevisivo.
Maggiore azionista, ricopre la carica di amministratore delegato di Giglio Group spa, leader nel settore del broadcast radio televisivo, che ha sviluppato soluzioni digitali all’avanguardia e rappresenta, nel fashion online, un market place digitale a livello globale, approvvigionando i quaranta principali digital retailer del mondo. Giglio Group produce, inoltre, contenuti multimediali ed è anche l’unico network italiano autorizzato a trasmettere in Cina dove è editore, di tre canali televisivi, trasmessi su tutte le piattaforme digitali del Paese.
Il Teatro attraversa un momento di crisi economica non semplice. La promozione a “teatro nazionale” avvenuta di pari passo con la complessa operazione di fusione fra lo Stabile e l’Archivolto portata a termine da Angelo Pastore non ha portato in termini economici a quei vantaggi che sarebbe stato lecito attendersi. In pratica il finanziamento dello Stato non è superiore a quello che i due teatri percepivano prima di unirsi.
Va ricordato che la fusione è stata effettuata garantendo la piena occupazione di tutti i dipendenti per cui ora il Teatro si trova un organico importante e la gestione di quattro sale.

Scala: a Tosca under30 fra selfie e macchine professionaliSul tradizionale albero di Natale balocchi targati Scala

ILANO04 dicembre 201920:32

Praticamente nessun bambino, pochi adolescenti, per lo più studenti di musica e veri appassionati e uno stuolo di ventenni formano il pubblico dell’anteprima giovani della Tosca che il 7 dicembre inaugurerà la stagione lirica della Scala.
Molti sono venuti per la prima volta, pronti a immortalare il momento con il telefonino, ma c’è anche chi è arrivato con la macchina fotografica da vero professionista, come Riccardo, 25 anni, che è stato portato da amici già venuti negli anni scorsi.
“Mi hanno detto loro di portarla” ha spiegato ridendo, dopo essersi fatto immortalare con la fidanzata davanti all’albero di Natale. Anche quest’anno il sovrintendente Alexander Pereira (non presente oggi, e ormai in partenza per guidare il maggio fiorentino) ha voluto mantenere la tradizione. Con una novità, quest’anno accanto ai balocchi con la scritta Dolce e Gabbana ce ne sono altri con lo stemma del teatro alla Scala.

Tff: vincono l’Islanda Palmason miglior film, Battiston e FresiMartini, è stata edizione vitale. Entro dicembre nuovo direttore

ORINO01 dicembre 201912:34

A white white day del regista islandese Hlynur Pálmason vince il premio Miglior film alla trentasettesima edizione del Torino Film Festival. Doppia scelta per la Migliore attrice che va a Viktoria Miroshnichenko e Vasilisa Perelygina per Dylda/Beanpole di Kantemir Balagov (Russia), così come per il Miglior attore, assegnato a Giuseppe Battiston e Stefano Fresi per Il grande passo di Antonio Padovan. I premi – decisi dalla Giuria, presieduta da Cristina Comencini e composta da Fabienne Babe, Bruce McDonald, Eran Riklis, Teona Strugar Mitevska – sono stati annunciati al Cinema Reposi, madrina della serata Carolina Crescentini.
Migliore sceneggiatura a Wet Season di Anthony Chen, mentre Ms. White Light di Paul Shoulberg (Usa) si è aggiudicato il Premio del pubblico. “E’ stata un’edizione vitale, bella. Sono molto soddisfatta di come è andata anche la retrospettiva Horror Classic che era un po’ una scommessa. Sono contenta della presenza di Barbara Steele e di Verdone che ha fatto il pieno di selfie con il pubblico e nelle sale. E sono contenta di avere proposto la personale completa di Teona Strugar Mitevska, che ha vinto tre giorni fa il Premio Lux del Parlamento europeo”, commenta Emanuela Martini, direttrice per il sesto anno consecutivo, probabilmente l’ultimo. A metà dicembre – ha promesso il neo presidente del Museo Nazionale del Cinema, Enzo Ghigo – si conoscerà il nome di chi firmerà la prossima edizione (annunciate le date, 20-28 novembre 2020).
A white white day, secondo lungometraggio di Palmason, ha già vinto al Nordic Film Days a Lubecca ed è stato premiato alla Settimana della Critica a Cannes. Era uno dei film favoriti al Tff, dove ha vinto anche il Premio Avanti!, che consiste nella distribuzione dell’opera nelle rete dei cineforum e cineclub italiani. E’ ambientato in un nebbioso paesino dell’Islanda, dove Ingimundur (Ingvar Sigurdsson), poliziotto, ha perso la moglie da poco, ristruttura una casa di famiglia in mezzo al nulla e si prende cura della nipotina Salka. Tutto ruota intorno a questi elementi. E’ un film spietato ma anche leggero, in cui si alternano momenti cupi, pieni d’inquietudine e di sofferenza, e situazioni di surreale comicità.
Il Premio Fondazione Sandretto Re Rebaudengo è stato assegnato a Le reve de noura di Hinde Boujemaa. Miglior cortometraggio Spera Teresa di Damiano Giacomelli con Premio Speciale della giuria a La Buca di Dario Fedele. Il Premio Fipresci (Premio della Federazione Internazionale della Stampa Cinematografica) per il Miglior film è andato a Le Reve de Noura di Hinde Boujemaa (Tunisia, Francia, Qatar). La Giuria composta da Altan, Paolo Mereghetti e Cosimo Torlo ha assegnato il Premio Cipputi 2019 – Miglior film sul mondo del lavoro a Hong Village di Lungyin Lim (Taiwan/Repubblica Ceca).
Miglior film per il Premio Cinema d’Acqua, prima edizione del concorso per cortometraggi italiani organizzato con Qc Terme, è Apollo 18 di Marco Renda, mentre il Premio Torino Factory è stato assegnato ex-aequo, a Manuale di storie del cinema di Stefano D’Antuono e Bruno Ugioli e a Selene di Sara Bianchi.
Premiati anche Sono innamorato di Pippa Bacca di Simone Manetti e Nour di Maurizio Zaccaro, film ispirato al libro Lacrime di sale del medico di Lampedusa Pietro Bartolo. Allo spagnolo El Hoyo di Galder Gaztelu-Urrutia il premio Scuola Holden.

Amedeo Nazzari “dimenticato”. Figlia, “un grande dolore”Evelina racconta divo popolare e papà tenero a 40 anni da morte

01 dicembre 201920:42

Incarnazione dell’eroe popolare con film come Luciano Serra pilota (1938) o la cena delle beffe (1942), stella amatissima dal pubblico per oltre 80 film, da Ginevra degli Almieri (1935) a Melodrammore (1978). Ci lasciava 40 anni fa, Amedeo Carlo Leone Buffa in arte Amedeo Nazzari, scomparso a 71 anni il 5 novembre 1979. Un anniversario che i grandi festival italiani non hanno pensato di ricordare: “Non posso dire che mi abbia sorpreso – dice la figlia dell’attore, Evelina Nazzari, che ha seguito il padre e la madre, l’attrice Irene Genna, sul percorso della recitazione -. Purtroppo non si fa molto per stimolare il ricordo, è un vizio italiano. Ma il timore che papà venga dimenticato è bruciante”.
Nazzari ha regalato intense prove d’attore, da Il bandito di Lattuada (1946) a Processo alla città di Zampa (1952), e ha attraversato tutti i generi (dai melò di Matarazzo a commedie come il Gaucho di Risi o a polar come Il clan dei siciliani). Un uomo e un artista tanto dotato di charme quanto di autoironia, come aveva magistralmente dimostrato nel ritratto della stella Alberto Lazzari in Le notti di Cabiria di Fellini (1957). Proprio per rendergli omaggio viene rieditato il libro di Evelina Nazzari, Amedeo Buffa in arte Nazzari (Ed. Sabinae) uscito dieci anni fa. Un diario fotografico dell’archivio di famiglia, tra quotidiano, percorso professionale, momenti più intimi. “Temevo di non saper scrivere poi in realtà grazie a questo libro la scrittura è diventata una grande passione – spiega Evelina Nazzari, che firma il volume con il nome all’anagrafe, Maria Evelina Buffa -. Qui sono partita dalle foto e ho raccontato quello che mi veniva in mente”. Un viaggio “anche un po’ doloroso, perché papà è andato via quando avevo 21 anni, il nostro rapporto allora stava sbocciando”. Un padre, per lei, figlia unica, “grande, visto che mi ha avuto a 50 anni.
Era molto tenero, me le dava tutte vinte, o quasi. Si arrabbiava molto raramente. Le regole per fortuna sono arrivate da mia madre”. Nazzari non si soffermava sui trionfi passati, ma “ad esempio, quando mi portava a scuola, mi raccontava dei suoi esordi in palcoscenico, in un’epoca un po’ avventurosa, quando si cambiava spettacolo quasi tutte le sere. Una palestra pazzesca per un attore e la parte della sua carriera che lo aveva divertito di più”. Evelina Nazzari lo ha visto da bambina su set come quello dello sceneggiato La figlia del capitano: “Mi ricordo le piume in studio che facevano da neve, e papà insieme a Umberto Orsini durante le prove per una scena in carrozza, a cavalcioni sullo schienale di un divano, facendo finta di mandare al galoppo un cavallo. Era stato molto divertente vedere quegli adulti bambini”.Come attore “è stato unico. E’ passato per due dopoguerra, ha fatto tante cose diverse. In particolare aveva uno humour e un’ironia che sarebbe stato bello vedere più valorizzati”. Da metà anni ’60 Nazzari aveva sofferto nel vedere arrivare meno copioni: “Era un periodo di grande cambiamento, ci avvicinavamo al ’68 ma mentre in Francia Gabin era osannato, da noi c’era la tendenza a buttare il vecchio per il nuovo”.
Anche se “una parte di colpa è stata anche sua. Papà era estremamente orso, ed era stato abituato male perché dal secondo film (Cavalleria, del 1936) in poi era sempre stato richiestissimo. Mia madre cercava di convincerlo a fare un po’ di pubbliche relazioni in più, ma lui si tirava indietro”. Anche ad Hollywood, dove Nazzari era andato dopo il successo de Le notti di Cabiria, “preferiva andare a cena da solo con mia madre piuttosto che a cene e feste con i produttori”. Ed è così che pare sia sfumata, per lui, la possibilità di interpretare Facciamo l’amore di Cukor con Marilyn Monroe.
Evelina Nazzari, autrice fra gli altri, anche dei racconti autobiografici ‘Spesso sono arrivata seconda” (2018) e a febbraio di ritorno in scena al Teatro di Documenti di Roma, con ‘Il Mutamento’ di Stefania Porrino troverebbe “bellissimo se papà venisse ricordato con il restauro di uno dei suoi film, o un ciclo dei suoi titoli più belli. Da opere meno conosciute come la commedia Dopo divorzieremo (1940) a Il bandito di Lattuada, “che è stato riproposto da poco, come omaggio, dal cineclub romano Alphaville… la sala era piccola… ma piena”.

Biglietti d’oro, 10 giorni senza mamma film italiano più vistoIl re Leone il più visto in assoluto.Premiazioni il 4 a Sorrento

2 dicembre 201912:21

“10 giorni senza mamma” di Alessandro Genovesi, visto da … è il film italiano più visto dell’anno con 1 milione 200 mila spettatori. Seguono, per l’Italia “La befana vien di notte” di Michele Soavi e “Amici come prima” di Christian De Sica: a tutti e tre va il Biglietto d’Oro. Nella classifica generale: al top assoluto c’è Il Re Leone con 5 milioni 688 mila spettatori. Seguono Joker e Avengers: Endgame.
I Premi, assegnati dall’Anec per la stagione cinematografica 2018-2019 ai film che secondo il campione Cinetel hanno venduto più biglietti da dicembre 2018 a novembre 2019, saranno consegnati mercoledì 4 dicembre a Sorrento nel corso di una cerimonia condotta da Gioia Marzocchi.
Ai registi, sceneggiatori e interpreti principali dei primi tre film italiani sono assegnate le Chiavi d’oro del successo: sul palco attesi Alessandro Genovesi, Giovanni Bognetti, Fabio De Luigi, Diana Del Bufalo, Bianca Usai per “10 giorni senza mamma”; Michele Soavi, Nicola Guaglianone, Paola Cortellesi per “La befana vien di notte”; Christian De Sica, Fausto Brizzi, Massimo Boldi e Francesco Bruni per “Amici come prima”. Biglietto d’Oro anche a Walt Disney Italia, Warner Bros Italia e 20th Century Fox Italia, che risultano essere le prime tre distribuzioni in assoluto.

Cinema: Carluccio, confermata Presidente Consulta UniversitariaConsulta docenti e ricercatori cinema, tv, fotografia, media

2 dicembre 201915:44

– Giulia Anastasia Carluccio, Professoressa ordinaria di Cinema, Fotografia, Televisione presso l’Università di Torino dove è Prorettrice, è stata confermata Presidente della Consulta Universitaria Cinema (CUC) per il biennio 2020-2021. L’elezione è avvenuta nell’annuale Assemblea che si è svolta lo scorso 29 novembre all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e che ha rinnovato le cariche statutarie: Ruggero Eugeni (Università Cattolica Sacro Cuore) e Stefania Parigi (Università Roma Tre), in rappresentanza dei Professori Ordinari; Claudio Bisoni (Università di Bologna) e Anna Masecchia (Università di Napoli) in rappresentanza dei Professori Associati; Marco Cucco e Paola Brembilla (Università di Bologna) in rappresentanza dei Ricercatori; Giovanna Maina (Università di Sassari) in rappresentanza dei Docenti a contratto e Assegnisti di ricerca.
La Consulta Universitaria del Cinema, fondata nel 1990, riunisce i docenti e i ricercatori universitari dell’area cinema, televisione, fotografia e media audiovisivi. Costituisce un importante punto di riferimento nel panorama scientifico nazionale promuovendo e favorendo iniziative di ricerca e di confronto culturale volte ad ampliare e potenziare la presenza delle discipline attinenti il cinema e gli audiovisivi nell’Università italiana.

Scorsese, non guardate The Irishman sullo smartphoneEffetto Netflix su sale nel Thanksgiving, -16% rispetto al 2018

NEW YORK03 dicembre 201909:58

Martin Scorsese implora: non guardate “The Irishman” sul cellulare. “Se volete vedere uno dei miei film, o in generale la maggior parte dei film, per favore non guardateli su un telefonino. Guardateli su un iPad, meglio se un grande iPad”, ha detto il regista, che nel 2012 ha girato uno spot per l’iPhone, al critico della rivista “Rolling Stone”, Peter Travers, dopo i primi giorni dell’approdo della sua ultima fatica cinematografica su Netflix.
“The Irishman”, dopo tre settimane in un numero limitato di sale dove continua ad essere ancora proiettato, e’ arrivato su Netflix il 27 novembre, alla vigilia del ponte di Thanksgiving e la presenza di un film d’autore accanto alle mille proposte di cinema e tv della piattaforma in streaming ha avuto un effetto al box office nordamericano dove tra mercoledì e domenica, grazie soprattutto al record di “Frozen 2” (123 milioni) sono stati venduti biglietti per 264 milioni di dollari, il 16 per cento in meno rispetto allo stesso periodo del 2018.
Questo calo, secondo gli esperti, non è stato provocato solo dal maltempo che ha imperversato per tutto il ponte della festa soprattutto sugli stati degli Ovest: ha avuto una parte anche l’arrivo su Netflix del film di Scorsese, uno dei più attesi della stagione e sicuramente tra i candidati agli Oscar.
In questo senso, o anche in questo senso, “The Irishman” ha segnato uno spartiacque nel dibattito su come fare e vedere cinema dopo che Netflix e gli altri colossi dello streaming hanno rivoluzionato la televisione. Tre ore e mezza di lunghezza, l’affresco sul sicario irlandese coinvolto nella scomparsa del boss del sindacato dei camionisti Jimmy Hoffa è una sfida all’attenzione dello spettatore, tanto che alcuni fan hanno creato una guida a come spezzare il film in quattro puntate come se fosse una miniserie.
Formato, questo, esplicitamente bocciato da Scorsese: “Perché il punto di questo film è l’accumulo dei dettagli. C’e’ un effetto cumulativo alla fine del film, per via del quale devi vederlo dall’inizio alla fine in una sola sessione. Non c’è nulla di male con le serie, ma il mio film non è una serie”, ha detto il regista a “Entertainment Weekly” riferendosi in particolare agli ultimi 20 minuti del film in cui il protagonista Frank Sheeran (Robert De Niro al suo nono film con Scorsese) si vede cadere addosso tutte le decisioni prese nel corso della vita abbracciando la vita dei gangster e allontanandosi dalla famiglia. L’effetto emotivo finale – ha spiegato il regista – sarebbe andato perduto se non guardato assieme al resto della pellicola.

Quando un baby calciatore ‘salva’ il padreIn sala dal 5 dicembre il family movie Un sogno per papà

03 dicembre 201920:42

Una bugia salvifica, detta da un bambino che si ritrova a fare da genitore al padre in crisi, attraverso quella macchina dei sogni, che può diventare il calcio. E’ il filo narrativo che segue la delicata family comedy a sfondo sociale Un sogno per papà di Julien Rappeneau, esplorazione di un rapporto padre – figlio nell’attualità di oggi, fra crisi economica, perdita d’identità, voglia di fuga e un fenomeno come gli hikikomori (ragazzi e ragazze che si ritirano dalla vita sociale per lunghi periodi rinchiudendosi in camera e utilizzando come mezzo di contatto con l’esterno i device e il web). Cuore del film, in sala dal 5 dicembre con M2 Pictures, sono le prove dei protagonisti, il piccolo Maleaume Paquin, già interprete di Remi e nella parte del papà, Francois Damiens, grande attore belga, più volte candidato ai César, e conosciuto a livello internazionale per titoli come La Famiglia Belier e Les Cowboys. Tratto dai fumetti spagnoli Dream team di Mario Torrecillas, Un sogno per papà, sposta la vicenda da un sobborgo di Valencia a una cittadina francese alle prese con il contraccolpo della chiusura di una grande fabbrica che ha scelto di delocalizzare.
Tra chi non si è ripreso dal licenziamento c’è Laurent (Damiens), che si è lasciato andare, causando la fine del suo matrimonio, iniziando a bere, e diventando fonte d’imbarazzo per il figlio, Theo (Paquin) , bambino con un grande talento per il calcio, che si fa carico dei problemi del genitore. Quando si prospetta per il baby calciatore, la possibilità di entrare nelle giovanili dell’Arsenal, Laurent, vede la chance di un nuovo inizio. Theo non viene selezionato ma decide, in ogni modo di mantenere viva la speranza del papà (che intanto inizia a rimettere insieme la propria vita), con una serie di brillanti stratagemmi nei quali l’aiuta l’amico Max (Pierre Gommé), genietto del computer che da tempo non esce più di casa.
“Quando si è disperati e nessuno più ti aiuta, ci restano solo i bambini – spiega Damiens a Allociné – Loro non ci giudicano, vedono in noi ancora una speranza e ci tendono la mano”. Il regista ha tra i suoi modelli social/family comedy come Billy Elliot ma il racconto resta su un piano meno approfondito , regalando comunque un film diretto con grazia, gusto e con la giusta dose di humour.
Ad arricchire Un sogno per papà i tocchi di colore aggiunti da tutto l’ottimo cast di contorno; da André Dussollier, nei panni dell’allenatore della squadra di Theo al versatile Nicolas Wanczycki nel ruolo del nuovo compagno della madre di Theo. E in un mondo di uomini (piccoli e grandi) in crisi, le donne raccontate da Rappeneau, per quanto non senza problemi, sono più solide: da Sarah (Laetitia Dosch), l’assistente sociale che non perde le speranze in Laurent alla mamma di Theo (Ludivine Sagnier, che riesce a dare personalità alla parte pur avendo a disposizione poche scene), meno distratta dai sogni e più attenta ai reali bisogni del figlio.
“Theo fa di tutto per far uscire il padre dalla sua crisi, vuole riportare il papà a com’era in passato – spiega Maleaume Paquin, classe 2005 -. Si fa carico dei problemi del padre e degli altri, è perennemente in modalità ‘leader’ prova a far fronte a tutto. E’ per questo che mi è piaciuto così tanto questo personaggio”.

Boldi e De Sica, pensiamo già a nuovo film insiemeA Sorrento premiati con Biglietto d’oro per ‘Amici come prima’

SORRENTO04 dicembre 201920:00

‘Amici come prima’, anzi più di prima. Massimo Boldi e Christian De Sica ricevono il Biglietto d’Oro a Sorrento ed anticipano di essere gia’ al lavoro per un altro progetto insieme dopo il successo del film della ‘reunion’, premiato ancora una volta dal pubblico e tra i più visti della stagione. ”Il mio prossimo impegno sara’ con Alessandro Siani, anche Massimo ha un altro progetto in programma ma stiamo gia’ pensando a una grande sceneggiatura insieme – racconta De Sica – mi chiedo però dove saremo questa volta? Con Boldi andrei anche su Marte, con i nostri film abbiamo girato gia’ il mondo”.
”E’ il mio 31esimo biglietto d’oro, questo è il mio premio preferito sottolinea De De Sica attualmente in sala con ‘Sono solo Fantasmi’. Ma quel’è il segreto della vostra amicizia? ”Christian è fin troppo generoso’ dice Boldi, De Sica risponde”Massimo non ha nessun difetto” . L’attore conferma che Sorrento ospitera’ nel 2020 una nuova rinnovata edizione degli storici premi De Sica, dedicati al padre Vittorio.”Lui sarebbe felicissimo di questa scelta’, io sono venuto qui da bambino mentre si girava ‘Pane amore e… ‘ e scoprivo la citta’ in carrozzella con Dolores Palumbo. Sara’ un premio dedicato ai giovani e questo è molto bello”.

Francesca Archibugi presidente di Capri,HollywoodPremio a Susanne Bier, dal 27 dicembre nel segno delle donne

NAPOLI01 dicembre 201914:56

Come auspicato la notte dei Governors Awards dalla presidente onoraria del festival Lina Wertmuller, Capri, Hollywood 2019 si annuncia come un omaggio alle donne: sarà la regista Francesca Archibugi ad affiancare l’artista israeliana Noa nel ruolo di chairperson della 24ma edizione (27 dicembre-2 gennaio), tema scelto è ‘il ruolo femminile nell’industria cinematografica’. Il premio alla carriera è stato assegnato alla regista danese Susanne Bier, unica donna ad aver vinto Oscar, Golden Globe (per ‘In un mondo migliore’ nel 2011) e l’ Emmy (per la mini serie ‘The night manager’).
“Questa’anno si parlerà di parità di genere nel cinema e non solo- spiega Marina Cicogna per l’Istituto Capri nel mondo – e lo faremo insieme alla regista Francesca Archibugi e ad una autentica colonna del nostro festival come Noa. Con noi ci saranno donne straordinarie, a cominciare dalla produttrice americana Cheryl Boom Isaacs, che da presidentessa rivoluzionò l’Academy rendendo gli Oscar più aperti e inclusivi. Siamo particolarmente felici di accogliere Susanne Bier, molto legata all’ Italia ed a questi luoghi: scelse proprio Sorrento e il Golfo di Napoli per ambientare la sua commedia romantica Love is all you need”.
Dal mondo del cinema a quello delle musica sono destinate a crescere quindi le adesioni al femminile alle giornate capresi: ci saranno anche l’attrice rumena Madalina Ghenea, la modella italo cubana Maylin Aguirre e la cantante Nina Zilli.
‘Capri Hollywood-The International Film Festival’, che come da tradizione inaugurerà la stagione degli Awards 2020, ha già annunciato alcuni riconoscimenti: per il miglior cast a ‘C’era una volta.. a Hollywood’ di Tarantino, per la ‘Miglior Sceneggiatura non originale’ a Steven Zaillian per ”The Irishman” diretto da Martin Scorsese, e il Capri International Feature Film a ‘Il Traditore’ di Marco Bellocchio (film designato dall’Italia per l’Oscar e in corsa per le principali categorie degli EFA).
Il festival dedicato alla memoria di Gillo Pontecorvo nel centenario della nascita, è promosso dall’Istituto Capri nel mondo col sostegno del Mibact-Dg Cinema e della Regione Campania in collaborazione con diversi sponsor privati.

Piccola editoria cresce, ma sulla lettura serve sostegnoApre Più libri, più liberi. Martella e Zingaretti, Raggi in visita privata

4 dicembre 201920:39

E’ diventata maggiorenne e cresce a passi da gigante, con numeri record di 100 mila presenze , la fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’, inaugurata alla Nuvola dell’Eur che fino all’8 dicembre ospiterà oltre 520 espositori e 670 eventi. “Il nome è geniale” ha detto all’apertura il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. “‘Più libri più liberi’ è la sintesi di un grande manifesto culturale di incredibile attualità perchè viviamo in un tempo nel quale è molto più semplice sapere le cose, ma non a è cresciuta nella stessa misura la possibilità di capire cosa sta accadendo nel mondo. La vera sfida è aiutare una nuova generazione ad aumentare la sua capacità critica e non sempre i social servono in questo” ha sottolineato Zingaretti che ha ricordato come anche quest’anno nei giorni della fiera la Regione Lazio metta a disposizione “dei ragazzi e ragazze 10 mila voucher per un buon libro da 10 euro come segnale della voglia di aiutare una nuova generazione ad avvicinarsi al libro e alla lettura”.
E proprio sulla lettura i dati sono sconfortanti. “E’ un’emergenza nazionale e siamo impegnati in modo diretto su questo. Con ‘Io leggo perchè’ abbiamo regalato un milione di libri alle biblioteche” ha spiegato il presidente dell’Associazione Italiana Editori, Ricardo Franco Levi. “Il libro può aiutare a fare più bella l’Italia e ricordo che gli editori – ha sottolineato Levi – non chiedono aiuti per se stessi. Chiedono un sostegno alla lettura. E’ da giovani che gli italiani si possono avvicinare al libro”.
Il 52,9% di quello che viene pubblicato ogni anno in Italia è prodotto dai piccoli e medi editori” ha ricordato la presidente della fiera, Annamaria Malato. ‘Più libri più liberi’ compie 18 anni nell’anno in cui l’Aie che la organizza e promuove ne festeggia 150 e nella sua unicità “mostra il valore e la ricchezza dei piccoli e medi editori” ha sottolineato Levi.
“Il futuro del nostro paese dipende anche da quello dell’editoria che è la prima industria culturale del Paese e che quest’anno ha dato segnali positivi come cessioni all’estero e titoli pubblicati, Certo non ci sfuggono le criticità e fragilità. L’Istat ci ha consegnato una fotografia impietosa: siamo uno dei paesi in cui si legge di meno, Bisogna intervenire, non derubricare questi dati” ha sottolineato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’Informazione e all’Editoria, Andrea Martella. “Ci saranno delle politiche per l’editoria, faremo una nuova legge che si chiamerà editoria 5.0 che si pone l’obiettivo – ha annunciato il sottosegretario – di sostenere con contributi diretti e indiretti il mondo dell’editoria e tutta la filiera, dagli editori ai lettori passando per gli edicolanti e i distributori, ovviamente i giornalisti”. E per i bambini e ragazzi “nella legge di bilancio abbiamo inserito 20 milioni di un finanziamento a favore di percorsi nelle scuole che educhino alla lettura e abituino i nostri giovani a diventare lettori” ha spiegato il sottosegretario.
Dedicata ai confini dell’Europa, l’edizione 2019 di ‘Più libri più liberi’ , di cui cura il programma culturale Silvia Barbagallo, con direttore Fabio Del Giudice, ha visto ospite del primo giorno la sindaca di Danzica, Aleksandra Dulkiewicz e il 5 dicembre c’è grande attesa per l’arrivo dell’attivista russa diciasettenne Olga Misik.
In arrivo alla Nuvola lo scrittore algerino, da anni residente in Francia, Yasmina Khadra, la messicana Valeria Luiselli, l’israeliano Assaf Gavron , la cinese Shen Keyi, il libanese Mazen Maarouf ,l’americano Salvatore Scibona e il premio Goncourt Regis Jauffret.
La Fiera è sempre più internazionale con quest’anno 39 editori da 19 diversi Paesi . Assente all’apertura la sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi che ha inviato un messaggio di vicinanza alla manifestazione a cui non ha potuto essere presente il primo giorno neppure il vicesindaco, Luca Bergamo. La sindaca poi nella serata dell’apertura ha fatto una visita privatacon la famiglia.
“Questo è diventato uno degli eventi culturali di maggiore rilievo della nostra città” ha detto la Raggi nel messaggio in cui ha sottolineato: “la piccola e media editoria è un settore al quale mi sento particolarmente vicina, per l’importante attività che svolge , per l’indipendenza orgogliosamente rivendicata, per la costante iniziativa finalizzata a vedere giustamente valorizzate le proprie produzioni , evitando che vengano oscurate dalle aziende più grandi”.

Torna ‘Una montagna di libri’, la cultura in vetta a CortinaOspiti 35 autori anche internazionali dal 5 dicembre a Pasqua

VENEZIA04 dicembre 201913:28

“Una Montagna di libri” festeggia la decima edizione invernale, con un ricco calendario di incontri che dal 5 dicembre a Pasqua 2020 vedrà alternarsi nel capoluogo ampezzano 35 autori, anche di respiro internazionale.
Una festa intorno alle idee e alle pagine raccontata dalle voci di grandi autori come Howard Jacobson e Amitav Ghosh,o registi come Ferzan Ozpetek ed Enrico Vanzina, filosofi quali Umberto Galimberti. Compongono il ‘cast’ letterario Jan Brokken, Asli Erdogan, Mauro Corona, Jessica Fellowes, Aldo Grasso, Lorenzo Mattotti,Marco Tedesco,Paolo Mieli,Aldo Cazzullo, Bruno Vespa, Vittorio Feltri, Marcello Veneziani.L’evento è stato presentato a Mestre dal responsabile Francesco Chiamulera con l’assessore Veneto alla Cultura,Cristiano Corazzari,il sindaco di Cortina, Giampietro Ghedina e il direttore del Corriere del Veneto, Alessandro Russello.”Cortina – dice Ghedina -si vuole confrontare a livello internazionale. Si guarda alla città per il turismo, per gli sport, non è scontata invece la cultura”.

Foglietta è Iotti, tutti in debito con leisu Rai1 in prima serata docufiction il 5 dicembre

04 dicembre 201911:28

“Dobbiamo tantissimo a Nilde Iotti.  Dovremmo onorarla di più. Oggi se fosse ancora viva in Parlamento farebbe tantissimo si batterebbe come una leonessa per evitare le ingiustizie. Io ci credo tanto, prima come persona e poi come artista”. A vent’anni dalla scomparsa di Nilde Iotti (4 dicembre 1999) e a 40 dalla sua nomina a presidente della Camera: Anna Foglietta è la protagonista di Storia di Nilde la docufiction in onda su Rai 1 giovedì 5 dicembre in prima serata, prodotta da Gloria Giorgianni per Anele in collaborazione con Rai Fiction e diretta da Emanuele Imbucci.
Ma come si è avvicinata a questa figura storica e straordinaria Anna Foglietta? “Parliamoci chiaro non le somiglio affatto – risponde nel corso della presentazione a Viale Mazzini – è sarebbe stato controbroducente – farne una imitaizone, dopo che hai avuto la fortuna di vederti assegnare il ruolo che sogni da una vita. Ho cercato è vero di restituire la movenza delle mani, quando parlava sembrava che se suonasse il piano, sempre misurata; era quasi un solfeggio, era come se cercasse, talvolta, le parole l’ispirazione, per aria. La voce era pacata ma chiara diretta.
Insomma ho provato, studiando tutto di lei, i suoi discorsi, i materiali video, gli scritti, di coglierne l’essenza”, Foglietta ha definito il progetto più che una sfida una missione “l’idea di riportare in vita, attraverso Nilde, una classe politica degna di stima e rispetto la cui competenza, a differenza di oggi, non era messa in dubbio. Abbiamo bisogno di modelli così”. Poi aggiunge “un politico può anche essere una rockstar, ma oggi abbiamo bisogno di qualcuno che risvegli in noi la passione”.
Il direttore di Rai fiction Eleonora Andreatta fa notare: “Nilde Iotti è la storia che ha un’ importanza per il presente e che serve per costruire il futuro. Tiene insieme la capacità del servizio pubblico di guardare al passato e il fatto di essere una storia femminile, di emancipazione femminile. Una delle personalità politiche e istituzionali che hanno fatto la storia della nostra Repubblica. Ma anche una donna caratterizzata da una determinazione e un comportamento sempre orgogliosamente libero e coerente, nell’impegno politico, nelle istituzioni come nel PCI, nella sua vita privata, in tante battaglie per i diritti delle donne. Per chi non ha vissuto quegli accadimenti, per i più giovani, è un modo di scoprire i nodi problematici del passato, le contraddizioni irrisolte che si proiettano sull’attualità, ma anche i personaggi che hanno contribuito allo sviluppo civile e sociale del nostro Paese”. Marco dell’Omo è autore del soggetto, con Salvatore de Mola, Giorgianni e lo stesso Imbucci.  Il racconto prende liberamente spunto da un fatto realmente accaduto: l’arrivo di una lettera inviata all’Avanguardia da una ragazza che lamentava le imposizioni da parte del suo fidanzato in merito alle proprie scelte di vita, alla quale Nilde Iotti aveva risposto personalmente sul giornale spronando la giovane a prendere in mano la propria vita con autonomia e libertà. Il rapporto di finzione tra Nilde Iotti e questa ragazza, Rosanna, è il filo conduttore della narrazione fiction, che segue la vita di Nilde Iotti fin dai suoi primi passi nella politica: dall’adesione alla Resistenza, alla partecipazione all’Assemblea Costituente fino all’inizio dell’attività parlamentare e all’avvio della sua relazione sentimentale con Palmiro Togliatti, Segretario del Partito Comunista Italiano, all’epoca sposato con Rita Montagnana. Una grande storia d’amore malvista dall’opinione pubblica e dallo stesso PCI, capace tuttavia di resistere alle sfide più grandi, come l’attentato subito da Togliatti nel 1948, mentre usciva da Montecitorio insieme alla stessa Nilde. Ripercorrendo anche i momenti più intimi della vita della coppia – come l’inizio della convivenza e l’adozione della piccola Marisa Malagoli. Il racconto porta alla luce la Nilde Iotti pubblica e privata, la sua autorevolezza politica, il grande carisma, la forte capacità di dialogo e di inclusione politica, ma anche le scelte coraggiose e anticonvenzionali in un contesto politico e sociale non certo favorevole. Scelte che si fanno ancora più incisive dopo la morte di Togliatti nel 1964, periodo nel quale si collocano alcune delle battaglie più significative dell’azione politica di Nilde Iotti e le sue più importanti conquiste. Tra le altre, quella di convincere nel 1974 Enrico Berlinguer a schierare il Partito Comunista per il no al referendum abrogativo della Legge sul divorzio.  Tra le testimonianze illustri, che si intervallano alla narrazione fiction, il Presidente emerito della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano,  la figlia adottiva di Iotti e TogliattiMarisa Malagoli Togliatti, il portavoce di Nilde Iotti Giorgio Frasca Polara, la sua biografa Luisa Lama, la Presidente della Fondazione Iotti Livia Turco, l’ex Presidente del Consiglio Giuliano Amato, l’ex direttore de l’Unità e parlamentare PCI Emanuele Macaluso. Francesco Colella: “Ho sentito forte la responsabilità di dover evocare Togliatti, con cura, delicatezza e attenzione”. Dopo storia di Nilde, Rai Fitcion manderà in onda Nel cinquantesimo anniversario della strage di la docufiction Piazza Fontana. Io ricordo (il 12 dicembre) e Giorgio Ambrosoli il prezzo del Coraggio (18 dicembre).

La webserie Ania per spiegare le assicurazioni con humour A tutto campo, dal pesoforma alla ludopatia, sitcom con Insegno

02 dicembre 201919:54

Un pronto soccorso psicologico per le vittime della strada, lezioni di guida sicura tra i banchi, check up medici gratuiti offerti nelle piazze italiane. Sono solo alcune della iniziative della Fondazione Ania. L’obiettivo è promuovere la cultura assicurativa, spaziando sui diversi fronti di rischio. I progetti della onlus del settore saranno raccontarti in una sitcom di dieci puntate, che ambisce a diffondere un po’ di educazione alla protezione e insieme divertire, per farsi così capire da tutta la famiglia, ragazzi inclusi.”Una comicità intelligente per parlare di cose serie”, cercando di intercettare “anche i giovani”, spiega la presidente di Ania e Fondazione Ania, Maria Bianca Farina. “Proviamo a tradurre in chiave umoristica il ruolo che hanno le compagnie assicurative nel Paese, ovvero prevenire, proteggere e soprattutto tutelare dai rischi”, dice il segretario generale della Fondazione Ania, Umberto Guidoni.
La web serie ‘Te lo assicuro, on line dal 3 dicembre, ha com protagonista l’attore Pino Insegno, per una narrazione “in chiave umoristica”, che parta dalle “vicissitudini” di casa Mattioli, prendendo spunto “da quei momenti di gioco, confronto e riflessione quotidiana che si intrecciano con le tematiche assicurative”, spiega la Fondazione Ania nel giorno della presentazione della serie presso la Casa del cinema a villa Borghese.Occasione in cui sono stati ricordate alcune delle “best practice messe” in atto dalla Fondazione. C’è ‘Ania Cares’, il pronto soccorso psicologico nato per fornire assistenza psicologica alle vittime di incidenti stradali e ai loro familiari. Sono state 1.150 le sedute di psicoterapia finora svolte. Sullo stesso fronte c’è Ania ‘Campus’, che ha portato la sicurezza stradale sui banchi di scuola. Il progetto ha coinvolto negli anni oltre 12 mila ragazzi in tutta Italia. Non ci sono però solo auto, moto o scooter. La Fondazione ha anche pensando ai ciclisti con ‘Sicuri in bicicletta’, un’iniziativa che guarda sempre ai giovani e pinta a insegnare loro il corretto uso delle attrezzature e la conoscenza dei comportamenti a rischio.Poi c’è il filone sanitario, con l’itinerante ‘Steet Health Tour’ per check-up medici gratuiti nelle principali piazze italiane. Ad oggi si contano 35 città visitate, 17 mila controlli effettuati, 11.300 questionari sugli stili di vita somministrati e 30.000 opuscoli informativi distribuiti. E ancora con ‘Aniainforma’ si può tenere sotto osservazione l’indice di massa corporeo attraverso un’app, che indica il peso forma, il fabbisogno calorico quotidiano e l’indice di rischio cardiovascolare.Con il progetto ‘Dostoevskij’ la Fondazione ha invece investito sulla ricerca, la prevenzione e il controllo per contrastare le ludopatie, in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma.
Quanto al rischio di calamità naturali, la Fondazione Ania sostiene la ricerca per la creazione di “precursori sismici”, per capire se sarà possibile un giorno prevedere i terremoti, progettando e realizzando stazioni idrogeologiche per monitorare le acque degli appennini e verificare possibili eventi naturali ricorrenti prima di un sisma.Tutti temi quesi che verranno ripresi nella webeserie. Ogni sabato una nuova puntata, visibile sulla pagina facebook dedicata, sul sito internet e sul canale youtube della Fondazione Ania.

A Roma il presepe a grandezza naturale di Frate Indovino Nella basilica di San Marco Evangelista al Campidoglio fino al 6/1

02 dicembre 201915:36

Inaugurato a Roma il Presepio Emozionale di Frate Indovino: fino al 6 gennaio 2020 nella basilica di San Marco Evangelista al Campidoglio il presepe di cartone più grande al mondo, a grandezza naturale, realizzato dai frati minori cappuccini dell’Umbria. Occupa oltre 200 metri quadrati ed è la riproduzione di un tipico villaggio medievale dell’Appennino Umbro-Marchigiano, stampato su una superficie di 3.000 metri quadri su materiali ecologici e di recupero mentre i disegni sono stati commissionati a illustratori professionisti conosciuti a livello mondiale.La progettazione ha richiesto 1.200 ore, compresa la piattaforma galleggiante costruita anch’essa con 225 pedane di cartone piegate a incastro, senza collanti o punti metallici. I personaggi, in cartone stampato e a grandezza naturale, sono collocati in modo che gli appassionati possano camminare all’interno di questo presepio e incontrare quegli artigiani e quelle persone che vivevano al tempo di San Francesco.

Boom di ingressi per la domenica gratuitaParco del Colosseo al top, poi Pompei, Uffizi, Reggia di Caserta

01 dicembre 201920:44

Prosegue il successo della #domenicalmuseo, la promozione del ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo che prevede l’ingresso gratuito nei musei e nei luoghi della cultura statali ogni prima domenica del mese. Introdotta dal ministro Franceschini nel luglio 2014, dalla prima edizione sono stati circa 15 milioni i visitatori accolti gratuitamente dai musei statali. E anche oggi, sin dalle prime ore del mattino, è stata registrata una grande affluenza di visitatori nei musei e nei parchi archeologici statali e nei tanti musei civici che aderiscono alla promozione.
Ecco alcuni dei principali dati di oggi domenica primo dicembre: – Parco del Colosseo: 20.300; – Pompei: 10.148; – Uffizi: 7.524; – Reggia di Caserta: 7.167; – Museo nazionale Romano: 6.560; – Palazzo Pitti: 6.070; – Galleria dell’Accademia di Firenze: 5.890; – Giardino di Boboli: 5.802; – Castel Sant’Angelo: 5.284; – Musei reali di Torino: 4.772; – Museo archeologico nazionale di Napoli: 4.393; – Galleria nazionale delle Marche: 3.898; – Pinacoteca di Brera: 3.698; – Museo e Real bosco di Capodimonte: 3680 (5750 nel bosco); – Gallerie nazionali d’arte antica 3.078 (Barberini: 2.286.
Corsini: 792); – Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea: 2.913; – Vittoriano: 2.876; – Paestum: 2.455; – Reggio Calabria, 2.449; Villa d’Este: 2.254; – Galleria dell’Accademia di Venezia: 1.929 – Museo del Bargello: 1.900; – Parco archeologico di Ercolano: 1.796; – Cappelle Medicee: 1.652; – Terme di Caracalla: 1.617; – Parco archeologico di Ostia antica, 1.254; – Castello di Miramare di Trieste: 1.247 (1.574 al Parco); – Villa Adriana: 1.217; – Parco archeologico dei campi Flegrei: 1.096; – Castello Scaligero di Sirmione: 1.016; – Museo archeologico nazionale di Taranto: 561; – Palazzo Reale di Genova: 542.

Incassi Usa, Frozen 2 da record nel weekend Thanksgiving123 mln dlr su 5 giorni. Poi Cena con Delitto, terzo Le Mans66

01 dicembre 201920:37

Frozen 2 da record al botteghino Usa e nel mondo: nel fine settimana del Thanksgiving, tradizionalmente favorevole agli incassi cinematografici si stimano 85.2 milioni di dollari in tre giorni, 123.7 milioni in 5 per un totale al momento di 287 milioni sull’incasso americano e 739 milioni nel mondo in una decina di giorni. Cifre ancor più da record se si considera che si tratta di un sequel (a detta dei critici migliore del primo): al momento è già al 17/mo posto come incasso tra i film d’animazione. Al secondo posto, con un risultato superiore alle attese, Knives Out , Cena con delitto, un giallo alla Agatha Cristies con un cast corale in cui spiccano Daniel Craig, Chris Evans, Jamie Lee Curtis, Don Johnson: 41.7 milioni di dollari in 5 giorni. Terzo posto per Ford v Ferrari (da noi Le Mans ’66 – La grande sfida) con Matt Damon e Christian Bale: si stimano 13.2 milioni di dollari in tre giorni, 19 milioni in cinque per un totale sul box office Usa di 81 milioni e sul mondo 143 milioni.

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

1 pensiero su “SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA”

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.