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Ultimo aggiornamento 29 Dicembre, 2019, 16:30:11 di Maurizio Barra

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Riley, sesto capitolo della saga delle Sette Sorelle
In libreria il 2 gennaio per Giunti

29 dicembre 2019 11:48

LUCINDA RILEY, LA RAGAZZA DEL SOLE (GIUNTI, PP 912 , EURO 19,80). Arriva in libreria il 2 gennaio Il sesto capitolo della saga delle Sette Sorelle di Lucinda Riley che ci porta dai grattacieli di New York alle pianure del Kenya degli anni ’40. Un romanzo epico, indimenticabile. E’ il romanzo epico ‘La ragazza del sole’, pubblicato da Giunti in cui incontriamo Electra D’Aplièse, una delle modelle più famose del mondo, bellissima, ricca e desiderata. Ma dietro l’immagine glamour e la fastidiosa attenzione dei paparazzi si nasconde una donna fragile, che fatica a reggere lo stress di un ambiente in cui contano solo le apparenze.
Electra è la più giovane delle sorelle e mentre tutte le altre sembrano aver superato la morte del padre e trovato la felicità, lei si sente sempre più persa e sola. E così si rifugia in alcol e droghe, specialmente da quando è stata mollata dal suo fidanzato. Ma c’è qualcuno che sta cercando di entrare a far parte della sua vita e tenta di contattarla in tutti i modi; si tratta di Stella Jackson, noto avvocato impegnato nella difesa dei diritti umani, che dice di essere sua nonna.
La Riley, nata in Irlanda, ha iniziato la sua carriera come attrice per il cinema, il teatro e la tv e ha pubblicato il suo primo libro a 24 anni. I suoi romanzi hanno venduto oltre 20 milioni di copie e sono tradotti in 39 Paesi. Dalla saga delle Sette Sorelle verrà tratta una serie tv prodotta a Hollywood.

‘La traversata’ di un sopravvissuto a Charlie HebdoEsce l’8 gennaio il commovente racconto di Philippe Lancon

29 dicembre 201912:38

– PHILIPPE LANCON, LA TRAVERSATA (EDIZIONI E/O, PP 480, EURO 19,00). A cinque anni dall’attentato nella redazione di Charlie Hebdo, arriva in Italia ‘La Traversata’ di Philippe Lancon, collaboratore del giornale satirico francese, sopravvissuto all’attacco di matrice islamistica in cui 12 persone sono morte e 11 sono rimaste ferite. Philippe quel 7 gennaio del 2015 viene ferito alla mano da una pallottola e un’altra gli porta via la mandibola destra, parte del labbro inferiore e i denti.
Ne ‘La Traversata’, che arriva nelle nostre librerie l’8 gennaio per le Edizioni E/O, nella traduzione di Alberto Bracci Testasecca, che in Francia ha venduto più di 350.000 copie , ha vinto il Prix Fémina, e del Prix Renaudot Special, Lancon, che ha affrontato 9 mesi di ospedale e 15 operazioni, compie un viaggio nella sua ricostruzione fisica e mentale. Un percorso nella memoria tra personaggi reali e letterari da Francois Hollande a Mario vargas llosa a Prosut alla chirurga Chloe, l’infermiera Annette e il dottor Hossein.
Il giornalista e scrittore , nato nel 1963 a Vanves, non parla tanto del terrorismo islamico ma di quello spazio-tempo intermedio sospeso tra la vita di prima che non esiste più e la vita dopo, che deve ancora cominciare. Una dimensione in cui il ricordo si mischia con la realtà e con l’allucinazione.

Rocco Schiavone in ‘Ah l’amore l’amore’ di ManziniIn libreria il 9 gennaio per Sellerio

29 dicembre 201915:54

ANTONIO MANZINI, AH L’AMORE L’AMORE (SELLERIO, PP 352). Rocco Schiavone indaga da un letto d’ospedale nel nuovo romanzo di Antonio Manzini ‘Ah l’amore l’amore’ che arriva in libreria il 9 gennaio e inaugura il 2020 di Sellerio.
Le avventure dell’anticonformista vicequestore, che nella fortunata serie in onda su Rai2 è interpretato da Marco Giallini, riprendono dall’ultima pagina del precedente libro, ‘Rien ne va plus’, dove lo abbiamo lasciato ferito in un lago di sangue. Un proiettile ha colpito Rocco in un conflitto a fuoco, ha perso un rene ma non per questo è meno ansioso di muoversi. Nello stesso periodo in cui lui è in ospedale, durante un intervento chirurgico simile al suo, un altro paziente perde la vita: Roberto Sirchia, un ricco imprenditore che si è fatto da sé. La vedova e il figlio di Sirchia puntano il dito contro la malasanità. Ma, una sacca da trasfusione con il gruppo sanguigno sbagliato, agli occhi di Rocco che si annoia e non può reprimere il suo istinto di sbirro, è una disattenzione troppo grossolana. E poi il vicequestore è profondamente grato all’uomo che sarebbe il responsabile numero uno dell’errore, cioè il primario dottor Negri, malinconico e disincantato come lui. E così, con il suo stile dissacrante Rocco comincia a guidare l’indagine dai corridoi dell’ospedale. Ma il movente va cercato fuori. Schiavone ha quasi cinquant’anni, certe durezze si attenuano, forse un amore si affaccia.

Littizzetto cade in strada, braccio e gamba ingessatiL’incidente raccontato dalla stessa attrice sul suo profilo Instagram

TORINO29 dicembre 201914:32

“No comment. Volata per la strada. Rotula e polso”. E’ l’incidente capitato Luciana Littizzetto a Torino come lei stessa ha rivelato sul suo profilo Instagram. L’attrice torinese ha pubblicato una fotografia in cui la si vede seduta su un letto con un braccio e una gamba completamente avvolte da fasciature. L’immagine, dove si mostra sorridente e con il pollice alzato, è corredata da un commento ironico: “E buona fine e buon principio”.
In poche ore il post ha raccolto oltre 155 mila like e 16 mila messaggi di affetto e di auguri.

L’Eduardo di Pasqual perde la sua grande magiaspettacolo di qualità visive ma senza vera umanità

29 dicembre 201914:06

– La delicatezza, la malinconia esistenziale, la sfida e la tragica ironia che caratterizzano i grandi, umanissimi personaggi di Eduardo De Filippo, non sono facili da portare in scena anche dimenticando la grande lezione dello stesso autore. E tanto più questo appare evidente quando si abbandona la lingua napoletana e si affronta il suo testo più italiano, ‘La grande magia’, ora proposta per le feste al Teatro Argentina sino al 5 gennaio in una produzione dello Stabile di Napoli con la regia del catalano Lluis Pasqual, affascinato dal meccanismo e il gioco spettacolare di quel testo, di cui però non coglie le sfumature e la dolorosa, paradossalmente ironica umanità. Così il bravo Claudio Di Palma, nonostante l’impegno e qualità che mette nello scavare la ‘corda pazza’ del suo Calogero Di Spelta, si troverà spiazzato, non trovando sino in fondo il tono giusto, visto che tutto si appiattisce più sulla dialettica e le mistificazioni spettacolari del mago Marvuglia, ben reso in questo senso da Nando Paone.
Tra echi di tanto Pirandello, ma anche di Cechov, Eduardo, con questo lavoro che affascinò anche Strehler, vuol qui dimostrare come la speranza e l’illusione siano una necessità di sopravvivenza nei confronti delle difficoltà e della vanità della vita.

2020, un anno per ricordare i maestri italianiTanti anniversari, da Raffaello e Modigliani fino a Fellini

29 dicembre 201914:58

– I 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio, il terzo centenario della nascita di Giovanni Battista Piranesi, i 100 anni dalla nascita di Federico Fellini, il primo centenario della morte di Amedeo Modigliani e di Gaetano Previati: per il mondo dell’arte il 2020 sarà un anno di importantissime ricorrenze, una grande festa con tante mostre pronte a celebrare il genio di artisti italiani ancora insuperati e amati in patria e all’estero.
ROMA – Si intitola semplicemente “Raffaello” la maxi-mostra monografica allestita alle Scuderie del Quirinale dal 5 marzo al 2 giugno che rappresenta l’evento di punta delle celebrazioni per l’anniversario della morte del maestro del Rinascimento (avvenuta a Roma il 6 aprile 1520). Anche il Parco Archeologico del Colosseo dedica un grande evento espositivo al genio di Raffaello: a marzo aprirà “Raffaello nella Domus Aurea. Da giugno a gennaio il Quirinetta ospiterà la mostra immersiva e multimediale “L’impossibile Modigliani. L’artista italiano e l’arte africana. Simbolo, opere, tecnologia”, che espone oltre 100 opere nel format Modlight.
PERUGIA – Dal 3 ottobre al 10 gennaio alla Galleria Nazionale dell’Umbria “Giovanni Battista Piranesi nelle collezioni della GNU”, per i 300 anni dalla nascita dell’architetto, incisore e teorico veneziano (nato il 4 ottobre 1720).
BASSANO DEL GRAPPA (Vi) – Aprirà il 9 aprile a Palazzo Sturm la mostra “Giambattista Piranesi. Visioni di un architetto senza tempo”, a cura di Chiara Casarin e Pierluigi Panza.
RIMINI – E’ stata inaugurata lo scorso 14 dicembre “Fellini 100 Genio immortale. La mostra”, primo evento delle grandi celebrazioni che per tutto il 2020 ricorderanno il regista riminese.
FERRARA – La città natale di Gaetano Previati dedica al maestro del Divisionismo un grande evento a 100 anni dalla morte: dall’8 febbraio al 7 giugno il Castello Estense allestisce “Oltre la cornice.

Eventi 2020, da Vasco a Ferro e CremoniniBaglioni a Caracalla, Ligabue a Campovolo, Zucchero a Verona

29 dicembre 201915:08

– Il 2020 si annuncia denso di appuntamenti, molti dei quali, come da consuetudine concentrati nella stagione estiva. Protagonisti soprattutto gli artisti italiani, primo fra tutti Vasco Rossi. Stavolta niente stadi per il rocker, che ha preferito i palchi dei festival più importanti: Firenze Rocks (10 giugno), gli I-Days di Milano (15 giugno), il Circo Massimo (19 e 20 giugno) e l’Autodromo di Imola (26 giugno). Claudio Baglioni ha scelto invece le Terme di Caracalla: una residency di 12 serate (dal 6 al 18 giugno), con la rivisitazione in chiave classica dei suoi successi, accompagnato da coro e orchestra. L’antico sito romano è stato scelto anche da Andrea Bocelli, che il 21 giugno saluterà l’arrivo dell’estate.
Bisognerà attendere settembre per il ritorno live di Zucchero, con dodici date (le uniche in Italia) all’Arena di Verona, a partire dal 22. Così come per la data evento allo Stadio Olimpico di Roma della reunion tra Antonello Venditti e Francesco De Gregori. Ligabue festeggia 30 anni di carriera e non poteva che farlo al Campovolo di Reggia Emilia, che lo ha già visto protagonista più volte: il 12 settembre salirà sul palco per “30 anni in un giorno”. Negli stadi italiani si daranno il cambio Tiziano Ferro, che porta dal vivo il suo nuovo album Accetto Miracoli e ha già in programma tre date a Milano e un bis a Roma, Cesare Cremonini che festeggia i 20 anni di carriera (e chiuderà il tour all’Autodromo di Imola il 18 luglio), Max Pezzali che si regala due date a San Siro (10 e 11 luglio), per quello che si annuncia come un karaoke a 40 mila voci. Ci sarà anche il debutto di Ultimo, che dopo i palazzetti, si prepara – artista italiano più giovane di sempre a compiere l’impresa – a conquistare gli spazi più grandi e nella sua Roma chiuderà con l’abbraccio del Circo Massimo (19 luglio).

Torna il ‘parente egiziano’ di Mickey MouseRiscoperta l’opera pionieristica al Cairo di tre fratelli ebrei

TEL AVIV29 dicembre 201915:16

– Negli anni Trenta Mickey Mouse, il gatto Felix e l’avvenente Betty Boop avevano, forse a loro insaputa, dei parenti al Cairo. Il principale era Mish-Mish Effendi. Come loro sullo schermo si muoveva in modo dinoccolato, ma si distingueva dai colleghi americani per il fez incollato in testa e per l’ambiente chiaramente orientale che lo circondava.
Dimenticati ormai da molti decenni, quei pionieristici film di animazione sono stati recuperati di recente e riproposti in un documentario (‘Bukra fil Mish-mish’ di Tal Michael) trasmesso adesso dalla televisione israeliana.
Quei ‘cartoons’ erano stati prodotti in un appartamento del Cairo – con grande creatività, ma con mezzi di fortuna – dai fratelli Hershel, David e Shlomo Frenkel. Nel 1905, per sfuggire alle persecuzioni antisemite, il padre Bezalel aveva lasciato la Bielorussia e si era rifugiato nella Palestina, allora ottomana.
Nel 1914 fu però espulso dalle autorità turche. In Egitto i Frenkel trovarono infine una società cosmopolita ed accogliente.
Là i tre fratelli ebbero i primi contatti con i film di animazione statunitensi. Anche loro, ne erano certi, avevano stoffa da vendere. Invece i produttori locali erano inclini allo scetticismo. Quando chiesero finanziamenti, la risposta fu “Bukra fil mish-mish”. Letteralmente: “domani, con le albicocche”. In parole povere: “ve lo potete sognare”.

Vasco Non Stop Live su Canale 5Il music film di Pepsy Romanoff in esclusiva

29 dicembre 201915:21

– Lunedì 30 dicembre in esclusiva in prima serata su Canale 5 “VASCO NON STOP LIVE 018+019”, il music film di Pepsy Romanoff su Vasco Rossi, la sua musica e il suo pubblico.
La musica del Blasco come non è mai stata raccontata e, per la prima volta, direttamente dalla voce dei protagonisti. “VASCO NONSTOP LIVE 018+019” è un viaggio che celebra due anni di successi dal vivo del Komandate, dal tour nei principali stadi italiani nel 2018 alla conquista di San Siro nel 2019: nessuno, infatti, aveva fatto registrare sei date consecutive sold-out alla Scala del Rock di Milano. Più di 900.000 spettatori che hanno, ancora una volta, incoronato Vasco Rossi Re degli Stadi per due estati di seguito.
Oltre due ore per vivere l’atmosfera unica e irripetibile che si respira a ogni suo concerto, ma anche per entrare dentro il processo creativo della scaletta. Così il regista Pepsy Romanoff: “L’idea è quella di portare sullo schermo un concerto diverso dagli altri, un concerto rock ruvido anche nel trattamento dell’immagine. Il girato è stato così riversato in pellicola per dare il senso del tempo e della bellezza della resa cinematografica”.
Da come nasce una scaletta “perfetta” (da “Cosa succede in città” a “Qui si fa la storia”) al fronte del palco, Vasco, attore principale del film, racconta i segreti delle sue scelte, affida pensieri ed emozioni alla telecamera che lo riprende in vari momenti. Dall’intimità di una sala d’incisione con Vince Pàstano (il “capo orchestra”), alle prove con la band, lo show mentre si compone, fino all’esplosione finale dello stadio, dove il Blasco e il suo pubblico si uniscono per dar vita a uno spettacolo unico nel suo genere.
“VASCO NONSTOP LIVE 018+019″ è prodotto da Universal Music Group in collaborazione con Giamaica realizzato da EXCEPT.

MAXXI miglior museo italiano 2019 per ArtribuneA sorpresa Roma è la città del 2019 per la rivista d’arte

29 dicembre 201915:49

– Artribune premia il MAXXI ”per la grande qualità (e quantità!) di mostre ed eventi che ha proposto nel 2019, su tutti la grande mostra di Maria Lai. Da non sottovalutare anche la grande capacità del museo di stringere partnership con il mondo dell’impresa”. Con queste motivazioni la rivista d’arte ha scelto il MAXXI come miglior museo italiano 2019, nell’annuale rubrica “The best of the year” che ogni anno premia coloro che maggiormente si sono distinti con la propria ricerca, i progetti più sperimentali, i colpi di genio nella scena dell’arte e della cultura contemporanea. Il MAXXI è anche tra le spinte che portano la stessa rivista a scegliere a sorpresa Roma come città dell’arte dell’anno, ”nonostante la politica ci metta tutto il suo impegno per renderla invivibile”. Al MAXXI continua intanto la ricca offerta delle festività natalizie, con dieci mostre, focus e progetti speciali tra arte, architettura, fotografia, illustrazione; aperture straordinarie e visite guidate gratuite, aspettando il 2020,anno in cui il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, festeggia i suoi primi 10 anni. Sarà aperto martedì 31 gennaio (ore 11.00 – 17.30) e tutti i giorni da mercoledì 1° gennaio fino a domenica 12 gennaio 2020, anche lunedì 6 gennaio (ore 11.00 – 20.00).
10 mostre: tra i meravigliosi libri cuciti, le sculture di pane e di corda, i celebri telai, le opere di arte pubblica della grande monografica Maria Lai. Mappa del sito

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Profughi del clima, chi sono e dove?
Santolini racconta cause e numeri di emergenza nell’emergenza

29 dicembre 201912:24

FRANCESCA SANTOLINI, ‘”PROFUGHI DEL CLIMA. CHI SONO, DA DOVE VENGONO, DOVE ANDRANNO” (Rubettino, pp.
104 – 12,00 euro). Al termine dell’anno che, forse, mai come prima ha posto il clima in cima alle grandi emergenze globali, dalle piazze piene dei ragazzi dei Fridays for future a Greta Thunberg, che a 17 anni (il 3 gennaio) punta il dito contro i governanti del mondo e finisce sulla copertina del Time come “persona del 2019”, ancora poco si parla però di una delle molte devastanti conseguenze: i migranti ambientali. Una storia nella storia, all’interno della più “grande” e dibattuta problematica delle migrazioni, che rischia di trasformare in “fantasmi” milioni di persone. Parte da qui l’ultima inchiesta di Francesca Santolini, giornalista, esperta di temi ambientali, collaboratrice de La Stampa e tra le voci di Unomattina su Rai1, che firma “Profughi del clima. Chi sono, da dove vengono, dove andranno” (ed. Rubettino), volume con prefazione di Marco Impagliazzo e postfazione di Gianpiero Massolo.
La verità è che “siamo tutti migranti”, scrive subito la Santolini, citando le lettere di Seneca. Ma dei migranti ambientali nessuno parla realmente innanzitutto perché ancora non c’è accordo su chi siano: non godono nel diritto internazionale di un formale riconoscimento, ne’ esiste Paese che preveda uno status giuridico e il diritto d’asilo. Eppure i numeri raccontano un problema di dimensioni epocali: secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, si legge nel libro, entro il 2050 saranno 200-250 milioni i rifugiati costretti a spostarsi dalle proprie terre per motivi climatici, con una media di 6 milioni di persone l’anno. Per il Norwegian Refugee Council, già nel corso degli ultimi otto anni si sono registrati 203,4 milioni di spostamenti collegati ai disastri.
Come dire, il triplo dell’intera popolazione italiana. E secondo un dossier di Legambiente, il numero dei profughi ambientali nel 2015 ha superato quello dei profughi di guerra. Una nuova migrazione forzata alla quale possiamo dare molti nomi (migranti climatici, rifugiati ambientali, eco profughi, indignados del clima), ma che rischia comunque di trasformarsi nella più grave crisi dei rifugiati dalla Seconda guerra mondiale, costretti all’esodo man mano che le condizioni di vita diventano impossibili per catastrofi meteo-climatiche come alluvioni, siccità, aumento del livello del mare, desertificazione, mancanza d’acqua, degrado degli ecosistemi. Dove andranno tutte queste persone che non hanno più una casa? Quale dovrà essere il loro destino? Già perché, spiega la Santolini presentando il volume, quando è il clima a spingerti a scappare, “il fenomeno diventa irreversibile, perché al contrario di una guerra che potenzialmente finisce, il disastro ambientale, la desertificazione, restano”. Per intendersi, “in Africa l’80% della popolazione è impiegata nell’agricoltura, ma due terzi delle terre non sono più coltivabili. Stiamo parlando di milioni di persone che anche volendo non potranno più tornare nei loro territori e nelle loro case”. Numeri che non si arresteranno, ma anzi cresceranno “se non riduciamo le cause”.
Il libro allarga poi lo sguardo anche al futuro dell’umanità, dal tema cruciale dell’acqua (ancora oggi 276 fiumi e 156 laghi sono oggetto di conflitto tra due o più Paesi) ai cicloni e i disastri naturali degli ultimi anni (uno per tutti, il ciclone Idai a marzo ha raso al suolo l’80% di Beira, la seconda città più grande del Mozambico) che sembrano ricordarci che la nostra scellerata noncuranza e il nostro continuo saccheggio non possono non avere conseguenze.
Persino il World Economic Forum, gotha dell’economia mondiale, per la prima volta oggi riconosce il cambiamento climatico come il rischio più grande del pianeta. Le conseguenze del global warming sono davanti ai nostri occhi ma è ancora possibile fare qualcosa. “È la più grande sfida del XXI secolo – conclude la Santolini – Ma nessun paese può farcela da solo. Serve una governance globale. E bisogna muoversi subito”.

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