Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

Claudia Gerini, ad Antonioni piaceva la mia Jessica

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 22 Giugno, 2023, 23:35:15 di Maurizio Barra

“Potrebbe sembrare incredibile, ma al plumbeo Michelangelo Antonioni piaceva la ‘mia Jessica’ inventata da Carlo Verdone. Non solo, questo personaggio è molto amato anche da Liliana Cavani”. È quanto rivela oggi Claudia Gerini al Filming Italy Sardegna Festival che si apre oggi a Forte Village. Per l’attrice tanti impegni. A parte Ordine del tempo, film della Cavani tratto dall’omonimo libro di Carlo Rovelli in cui interpreta una padrona di casa che ospita degli amici in un mondo ormai alla fine, un’opera che sembra destinata ad approdare al prossimo Festival di Venezia, ci sarà poi un film con Manetti Bros, U.S. Palmese: “Faccio una poetessa di Palmi con Rocco Papaleo impegnato a sollevare le sorti della squadra di calcio locale mettendo su una colletta per assoldare un grande calciatore”. E ancora, per l’attrice romana una serie Palomar per Netflix, Sara, insieme a Teresa Saponangelo, sei episodi di cinquanta minuti, da girare tra Napoli e Roma, tratti dai libri gialli di Maurizio di Giovanni, Le indagini di Sara. E infine anche un horror che sarà presentato al Festival di Londra, The Well, diretto dall’ex marito Federico Zampaglione e dove nel cast ci sarà la loro comune figlia, Linda: “Faccio una duchessa che vive in un castello e che deve restaurare un quadro”. Nel suo libro, Se chiudo gli occhi, mostra tanta gratitudine per la sua carriera? “Certo sono grata a me stessa ai miei genitori, a Carlo Verdone che mi ha regalato il personaggio di Jessica, un personaggio che rimasto impresso”. I riferimenti alla sua storia con Verdone? “Gli ho chiesto se ne potevo parlare, ma lui era totalmente d’accordo. Anzi mi ha ricordato episodi che avevo completamente cancellato”. Tornerebbe dietro la macchina da presa dopo Tapirulan? “Mi è piaciuto molto fare la regia, ma è un’esperienza che ha i tempi troppo lunghi, un anno di vita a fare sempre la stessa cosa è troppo lungo per me. Certo impari molto con la regia è ho notato che gli altri registi ora mi guardano con un occhio diverso”. Dice invece del suo impegno per le donne iraniane: “Volevo essere parte di questo movimento, una lente di ingrandimento di questa silenziosa guerra contro le donne di tutto il mondo. Non ci rendiamo conto di quanto siamo fortunate noi occidentali rispetto a tutte queste nostre sorelle che chiedono solo una cosa: ‘Non smettete mai di parlare di noi e della nostra lotta'”. Sta cambiando qualcosa per le donne? “Tante cose sono migliorate, ma la strada è lunga. Una cosa non si deve però sentire più, una madre che dice alla figlia: fai il letto a tuo fratello”.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA