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Golino, 'è di moda far fare film alle donne, approfittiamone'

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 22 Ottobre, 2023, 01:01:45 di Maurizio Barra

Il cinema italiano “sta vivendo un
momento complesso, servono prodotti, soprattutto dall’arrivo
delle piattaforme. e immagine. In questo mercato va di moda
‘fare lavorare le donne’: è ghettizzante e offensivo ma
approfittiamone, per essere sovversive in quest’ingranaggio.

   
Difendiamoci facendo cose belle”. Lo dice Valeria Golino,
protagonista con Valeria Bruni Tedeschi, Paola Cortellesi,
Jasmine Trinca, Kasia Smutniak, Ginevra Elkann dei Dialoghi sul
futuro del cinema”, uno degli incontri promossi da Fondazione
Cinema per Roma e Anica, in collaborazione con Cinecittà Spa e
Siae. A moderare Piera Detassis.
“Ho iniziato a vedere questo cambiamento da attrice –
sottolinea Kasia Smutniak, che ha appena debuttato alla regia
con il documentario Mur -. Con il movimento femminista arrivato
dall’America è diventata evidente da parte delle piattaforme la
ricerca di registe e ‘tecnici’ donne”. Anche nelle serie, che
“ora sempre più spesso sono dirette da più registi, si cerca la
partecipazione di una cineasta, anche se poi resta centrale il
punto di vista maschile sulla forza femminile”. Questo “è un
punto di partenza ma non posso accettare di essere considerata
una portabandiera di facciata. Ho la sensazione che c’è ancora
tantissimo da fare”.

   
D’accordo Jasmine Trinca: “È vero, spesso si fa il ‘pink
washing’ ma i risultati si possono ottenere anche da delle
forzature. Dobbiamo prendere tutto il bene che viene da questo
movimento”. Per Paola Cortellesi, che ha aperto la Festa del
cinema di Roma con il suo debutto alla regia, C’è ancora domani,
già venduto in 11 Paesi “contano le cose ben fatte, l’importante
è sostenerle e farle viaggiare”. Non c’è “una bacchetta magica
nel creare qualcosa che funzioni – osserva Valeria Bruni
Tedeschi -. Io non mi sento una donna che fa dei film ma una
persona che cerca di fare qualcosa di vero. Non avevo capito che
quest’incontro sarebbe stato centrato solo sulle donne… non
sarei venuta”. Resta il fatto che “le donne nel cinema siano un
minoranza e questo è un problema – riflette Ginevra Elkann, che
ha iniziato nel cinema da produttrice – Sono le le quote che
hanno permesso di avere i finanziamenti per tanti progetti”.

   

   

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