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Ultimo aggiornamento 23 Ottobre, 2023, 21:31:06 di Maurizio Barra
Sala piena e applausi per Il ragazzo e l’airone, il nuovo film del maestro dell’animazione Hayao Miyazaki, un regalo per i fan in tutto il mondo del regista della Principessa Mononoke, La Città incantata, Il mio vicino Totoro, Ponyo nella scogliera che aveva annunciato di volersi ritirare. E’ quindi un vero e proprio testamento, a meno di altri ripensamenti del premio Oscar 82enne, questa opera presentata oggi in anteprima ad Alice nella città e alla Festa del Cinema di Roma, dopo la premiere mondiale al festival di Toronto. Uscirà in sala con Lucky Red il 1 gennaio 2024. Come sempre per i film di Miyazaki c’è sempre un po’ di leggenda e anche quest’opera non sfugge: sembra che l’anziano maestro abbia scritto la storia pensando al nipote, ad un modo di passare il testimone della vita. Il ragazzo e l’airone è in effetti un film testamento: attraverso il viaggio interiore del ragazzo protagonista che elabora il lutto della perdita della madre superando una serie di prove per diventare maturo. Un coming of age doloroso, crudele, ma con l’incomparabile tocco di Miyazaki in cui in una sinfonia di natura, animali, colori, personaggi deliziosi si fa largo la grande umanità da ricercare nel mondo dei vivi e in quello dei morti, in un viaggio fantastico che ci parla del mondo che stiamo distruggendo e ci spinge ad un nuovo inizio. La prima scena del film è un capolavoro: Mahito, un ragazzo di 12 anni, fugge a velocità supersonica (con questo che di bello può significare per un’opera di Studio Ghibli) verso l’ospedale in fiamme dove lavora la madre infermiera. Sono gli anni, a Miyazaki molto cari, della Seconda Guerra mondiale. Purtroppo non riesce a salvarla. L’anno seguente la famiglia da Tokyo si trasferisce in una villa fuori città immersa nella natura dove Mahito fa la conoscenza di sua zia Natsuko che è in realtà la sua matrigna. Il ragazzino è triste, solitario, non accetta la nuova situazione e non fa che sognare la madre. Ma da un ficcanaso airone cinerino e poi da arzille vecchiette, da una coraggiosa piratessa Kiriko, dai deliziosi esserini Warawara, dai pellicani e dai parrocchetti, dalla potente Himi e da una misteriosa torre passo dopo passo Mahito troverà la sua strada. Il ragazzo e l’airone è un film fantasy che per la prima volta in assoluto racconta avvenimenti dell’infanzia del regista. Il titolo originale in giapponese, Kimitachi wa Do Ikiruka, che significa letteralmente Tu come vivi?, è tratto dall’omonimo romanzo di Genzaburo Yoshino, regalato al regista da sua madre quando era ancora un ragazzo. “Non c’è niente di più patetico che annunciare al mondo il proprio ritiro a causa dell’età, e poi fare marcia indietro. Ci si può rendere conto di quanto sia patetico ma ciononostante farlo lo stesso?”, confessa il misterioso regista. “Per completare un lungometraggio ci vogliono almeno tre anni. Quando ero un quarantenne potevo riuscire a farne uno in un anno, ma adesso che ne ho 75 – si legge negli appunti di avvio progetto – sarebbe già molto riuscirci in tre anni”, aggiunge. “Come sarà il mondo tra tre anni? L’epoca in cui viviamo, confusamente alla deriva, indefinibile e incomprensibile, sta forse volgendo al termine? Il mondo nel suo complesso – si chiede Miyazaki – non è forse in uno stato di mutamento continuo? Potremmo andare incontro ad un’epoca di guerra o ad un disastro, o perfino ad entrambe le cose. Un film che richiede tre anni di lavorazione innanzitutto dovrebbe avere un tono chiaramente pacifista, come Totoro. Forse un Totoro II? Potremmo farlo. È solo una sensazione ma, se dovesse scoppiare una guerra, sarebbe ancora più importante. In secondo luogo un film ambientato in tempo di guerra. Un film in anticipo sui tempi, realizzato con la consapevolezza che quell’ipotesi potrebbe avverarsi prima di riuscire a finirlo. Il film non dovrebbe essere indulgente sulla sua epoca”. In realtà di anni per Il ragazzo e l’airone ce ne sono voluti ben sette e il quesito che lui si è posto è quanto mai profetico.
Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!
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