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Riforme: Casellati, le parole di Letta sono state travisate

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Ultimo aggiornamento 1 Dicembre, 2023, 20:22:56 di Maurizio Barra

 “Nessuno dei rilevanti poteri del Capo dello Stato, previsti in nove articoli della Costituzione, è stato toccato. Per questo le parole di Gianni Letta sono state travisate, perché l’ipotesi da lui prospettata riguarda un rapporto generico tra due poteri, ma non quello specifico del “premierato all’italiana” da noi proposto, che si distingue dagli altri e soprattutto dal Cancellierato alla tedesca, tanto sbandierato dal Pd, che svuota la figura del Capo dello Stato relegandola al ruolo di un mero notaio”. Lo afferma in una nota Elisabetta Casellati, ministro per le Riforme.

 

 

Parrini (Pd): ‘Spiace per Casellati, ma Letta è stato chiarissimo’

 “Dispiace vedere la ministra Casellati impegnata a far dire a Gianni Letta quel che egli non ha detto. Le parole di Letta sono state chiarissime: ha bocciato il ddl Meloni-Casellati in quanto lesivo delle prerogative del capo dello Stato, spiegando correttamente che questa lesione avviene perché, mentre oggi le due cariche hanno pari legittimazione, quella del Parlamento, domani, se si passasse all’elezione diretta del premier, punto saliente del progetto governativo, questa parità voluta dai Padri Costituenti salterebbe di netto”. Lo dice il senatore del Pd Dario Parrini, vicepresidente della Commissione Affari costituzionali.
“La ministra – prosegue Parrini – deve farsi una ragione del fatto che Gianni Letta ha detto proprio questo, come del resto molti auditi in commissione al Senato”. 

Mulè: ‘Le parole di Letta da approfondire, lui mai di parte’

 Secondo il vicepresidente della Camera, l’azzurro Giorgio Mulè, interpellato in Transatlantico, le parole di Gianni Letta sul premierato “vanno lette con il rispetto che si deve a una figura con la sua esperienza e il suo vissuto. È un uomo delle istituzioni, non di parte – ha detto -. Ha una sensibilità tale che guai a mettergli delle etichette. Le sue riflessioni vanno valutate e approfondite come è giusto che sia e come deve fare il Parlamento davanti a una riforma costituzionale per cui non possono esistere delle bandiere da piazzare. C’è solo un interesse superiore, che è il funzionamento corretto delle istituzioni”. 

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