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'Così ho allenato Messi, il cane star di Anatomia di una caduta'

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 21 Febbraio, 2024, 18:44:41 di Maurizio Barra

Tra gli attori diretti da
Justine Triet in Anatomia di una caduta c’è anche Messi, un
border collie di sette anni, dal pelo bianco e nero e gli occhi
color ghiaccio. Nel dramma francese vincitore a Cannes e
candidato agli Oscar tra i 10 migliori film dell’anno,
interpreta Scoop, il cane guida del bambino protagonista,
rimasto quasi cieco dopo un incidente.

   
Arrivato la settimana scorsa da Parigi a Los Angeles, Messi
ha strappato ammirazione, coccole e selfie a mezza Hollywood. Al
pranzo dei nominati, ha concesso leccate e fotografie a Billie
Eilish, America Ferrera e Bradley Cooper. Ryan Gosling si è
spaventato quando si è gettato a terra fingendosi morto, come fa
in una scena straziante del film.

   
“Ci sono voluti due mesi di allenamenti quotidiani per
insegnargli a lasciarsi andare a peso morto, gli occhi
all’indietro e la lingua fuori”, ha spiegato la sua
addestratrice e proprietaria Laura Martin Contini, durante la
conferenza stampa organizzata dalla casa di distribuzione Neon.

   
“Messi è un artista incompreso. Abbiamo partecipato a decine di
provini, ma è stato sempre scartato all’ultima selezione.

   
Anatomia di una caduta è la sua prima grande occasione. E non
l’ha sprecata!”, ha detto allungando un biscottino al
cane-attore sdraiato ai suoi piedi.

   
Triet, nominata come miglior regista (unica donna, vista
l’esclusione di Greta Gerwig), ha sempre voluto che Scoop fosse
“un personaggio a tutto tondo, non un animale che corre in giro
senza senso”. “Preparare un cane per la telecamera è un lavoro
lento, che richiede pazienza e fiducia. Qualunque cosa si muova
sul set, lui deve rimanere concentrato sull’allenatore”, secondo
Martin Contini, che ha spiegato di aver adottato il border
collie da un vicino di casa e di “aver scelto il più bruttino
della cucciolata, ma c’era qualcosa in lui… era un ‘chien de
cinema’, un cane da film”. Sono stati poi i suoi due figli
patiti di calcio a dargli il nome del campione argentino.

   

   

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