Categoria: Mondo
MONDO
Tutte le ultimissime notizie dal Mondo sempre aggiornate in tempo reale. Tutte le ultimissime notizie internazionali
Il portiere iraniano Hossein Hosseini 'salva' la tifosa senza velo rischiando una multa
Ora, dopo la denuncia della polizia, il noto portiere iraniano Hossein Hosseini è stato convocato dal Tribunale della Cultura e dei Media e rischia una salatissima multa.
Secondo una legge in vigore nella Repubblica islamica dell’Iran, per tutte le donne dopo i 7 anni di età, è vietato mostrarsi in pubblico senza il velo (l’hijab) obbligatorio. Di recente nel Paese guidato dagli ayatollah è tornata una rigida stretta sulle regole sociali e vestimentarie che si erano allentate dopo la vasta protesta seguita alla morte della studentessa curdo-iraniana Mahsa Amini avvenuta proprio a causa di un velo messo male nel settembre del 2022.
Tg1 ore 13:30 del 24/04/2024
Il ministro dell'Ambiente Pichetto Fratin: "La nuova geotermia può essere una risorsa straordinaria"
Questo il punto di partenza: l’Italia, tra i primi 10 paesi al mondo per potenza geotermica installata, negli ultimi venti anni è scivolata dal 4° al 8° posto nonostante il suo potenziale sia tra i più elevati assieme a Turchia e Islanda. Incentivare la geotermia, fonte inesauribile, stabile e programmabile, diversamente dalle altre rinnovabili gioca un ruolo chiave per la transizione energetica dell’Italia, a beneficio della filiera, degli investitori, del sistema-Paese e di tutti i cittadini.
‘Sono almeno 40 anni che non si fanno strutture e infrastrutture per la tenuta e la regimazione delle acque. Quindi si sta partendo. C’è stato il piano adattamento al cambiamento climatico che indica quelle che sono le azioni, sono tantissime, 361 per esser precisi. Certamente l’investimento è colossale, ma sono le azioni che devono portarci nel più breve tempo possibile a portare il Paese a raccogliere le acque quando ne viene troppa”.
Ad evidenziarlo il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin a margine di un convegno sulla Geotermia promosso da Rete Geotermica, rete d’imprese, e Fri-El Geo – nell’ambito della Planet Week. ”Raccogliamo solo 11% dell’acqua piovana mentre la Spagna ne raccolie il 37%. Noi utilizziamo solo il 5% delle acque reflue, mentre dovremmo utilizzare almeno il 70 80%. Ecco perché abbiamo acquedotti che sono storici e che hanno perdite superiori al 40%. L’Italia è in una situazione molto difficile nonostante vi sia una forte abbondanza d’acqua”.
Pomeriggio 24 del 24/04/2024
La "voce dell'Iran" rischia l'impiccagione, il rapper Toomaj Salehi condannato a morte
Ora un tribunale rivoluzionario iraniano ha condannato il rapper Tomaj Salehi alla pena di morte per “corruzione sulla terra”. A darne la notizia il suo avvocato Amir Raesian, al quotidiano Shargh.
Il 33enne musicista considerato la “voce dell’Iran”, cantore delle ingiustizie sociali e politiche, era stato arrestato in passato per accuse relative al contenuto delle sue canzoni mentre nel 2022 partecipava alle proteste antigovernative scoppiate in varie città dell’Iran dopo la morte di Mahsa Amini, la 22enne studentessa curdo-iraniana morta mentre era in custodia della polizia religiosa a causa di un velo messo male. Mesi di disordini successivi alla sua morte causarono quasi 600 vittime, tra cui dozzine di membri del personale di sicurezza, e migliaia di arresti. Otto le impiccagioni, avvenute anche in pubblico.
Mesi di disordini successivi alla morte di Amini hanno causato quasi 600 vittime, tra cui dozzine di membri del personale di sicurezza, e migliaia di persone arrestate. Otto le impiccagioni, avvenute anche in pubblico.
La moglie è indagata, Pedro Sanchez valuta le dimissioni
AGI – Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha annullato la sua agenda pubblica e sta valutando se dimettersi perché la moglie, Begona Gomez, è stata indagata per corruzione e reati di traffico di influenze. Il premier comunicherà la sua decisione lunedì prossimo, il 29 aprile. L’annuncio-shock è arrivato con una lettera aperta ai cittadini che il premier ha reso pubblica poche ore dopo che un tribunale di Madrid aveva aperto un procedimento di indagine contro la moglie, dopo la denuncia di un’organizzazione chiamata Manos Limpias. Secondo un sito di notizie di centro-destra, El Confidencial, gli inquirenti indagano sui legami di Gomez con diverse società private che hanno ricevuto finanziamenti governativi o vinto contratti pubblici.
Le accuse
Un’indagine è legata ai presunti legami che Gomez – che non ricopre cariche pubbliche e mantiene un basso profilo – ha avuto con un gruppo turistico spagnolo Globalia, che possiede Air Europa. Gomez avrebbe incontrato due volte Javier Hidalgo, all’epoca ceo di Globalia, quando il vettore era in trattative con il governo per un enorme salvataggio successivo al crollo del traffico aereo a causa della crisi del Covid-19. In particolare Gomez avrebbe incontrato privatamente Javier Hidalgo, l’amministratore delegato della holding turistica, prima che il governo Sanchez concedesse alla compagnia aerea della famiglia Hidalgo, Air Europa, il salvataggio di 475 milioni di euro. Secondo El Confidencial, Sanchez partecipo’ al Consiglio dei ministri che ha autorizzato lo sblocco del denaro.
“Attacco senza precedenti”
Il premier si è rammaricato per l’attacco “senza precedenti” alla moglie, si è chiesto se valga la pena continuare e ha aggiunto che ha bisogno di “fermarsi a riflettere” con la moglie. “Ho urgente bisogno di rispondere alla domanda se ne valga la pena, nonostante il pantano in cui la destra e l’estrema destra intendono trasformare la politica. Se continuare a guidare il governo o dimettermi da questo alto onore”. “Non sono ingenuo. So bene che accusano Begona non perché abbia fatto qualcosa di illegale, perché sanno benissimo che non è vero, ma perché è mia moglie”.
Nato nel ’95 come sindacato di dipendenti del settore pubblico, Manos Limpias ha acquisito notorietà per una serie di denunce su temi politici; a guidare l’organizzazione è Miguel Bernad, figura controversa per i suoi legami con l’estrema destra. Una fonte governativa ha detto a El Pais che “l’attività professionale della moglie del capo del governo è ineccepibile” e che la denuncia di Manos Limpias “è basata su bufale e notizie false, e quindi priva di qualsiasi base giuridica e risponde a una strategia della destra e dell’estrema destra”. La polemica arriva in un momento di forte polarizzazione nella politica spagnola, in cui le tensioni sono andate sempre più aumentando dopo le elezioni di luglio: nonostante il risultato sul filo di lana, Sanchez infatti è riuscito a mantenere il potere, ma ha accettato un accordo di amnistia a favore degli indipendentisti catalani in cambio dei voti del partito separatista di Carles Puigdemont.
Klimt, il quadro dei misteri venduto all’asta per 30 milioni di euro
Era stata per prima Repubblica a sollevare perplessità sul sensazionale ritrovamento di una delle ultime tele di Klimt, annunciato da imKinsky a gennaio; nel frattempo i media internazionali come il New York Times, la Bbc o il Sunday Times hanno parlato dell’enigma della donna ritratta e degli interrogativi irrisolti che riguardano i passaggi di proprietà avvenuti nell’ultimo secolo, soprattutto durante l’occupazione nazista. E forse sono dubbi che hanno scoraggiato eventuali acquirenti.

I protagonisti di questa vicenda, i membri della famiglia Lieser, ricchi industriali ebrei convertiti al cattolicesimo erano fuggiti all’estero o erano stati deportati nei campi di concentramento negli anni successivi all’Anschluss del 1938. E in quegli anni bui, la tela di Klimt è sparita nel nulla. Oggi la tedesca Sueddeutsche Zeitung scrive che all’ultimo momento sarebbe emerso un erede della famiglia Lieser a reclamare il quadro: non sarebbe stato interpellato da imKinsky. La casa d’aste aveva dichiarato di essersi messa d’accordo con gli eredi Lieser per vendere la tela. Forse se n’è dimenticato uno.
Erika Jakubovits è una delle massime esperte in Austria nel campo delle restituzioni di opere d’arte trafugate dai nazisti alle famiglie ebree: se ne occupa da un quarto di secolo per conto della comunità ebraica austriaca. E a Repubblica spiega che “è importante che la storia di un quadro rubato dai nazisti venga ricostruita minuziosamente e che il processo di verifica sia trasparente”. La casa d’aste imKinsky insiste di non avere trovato prove di un furto o di un’appropriazione indebita.
Ma anche Monika Mayer, direttrice degli archivi del prestigioso Museo Belvedere di Vienna ha dichiarato al settimanale Profil che “molti punti dovrebbero essere chiariti in modo più approfondito”. E che la provenienza della ‘Signorina Lieser’ “non è stata del tutto risolta”.
Per capirne a fondo le ragioni bisogna affrontare anche il secondo giallo di questa incredibile vicenda. Che riguarda l’identità della donna rappresentata nel quadro. Klimt si è sempre riferito a “Lieser” o “Liser” parlando della modella che si recò nove volte nel suo studio viennese per farsi ritrarre, ossia genericamente di un membro della famiglia Lieser. Ma i fratelli Justus e Adolf Lieser, ricchi industriali di origine ebraica e tedesca, avevano tre figlie adolescenti.
Finora si è sempre pensato che la donna rappresentata fosse Margarethe, figlia di Adolf e Silvia. Ed è quello che continuano a sostenere due tra i maggiori esperti di Klimt al mondo, Tobias Natter e Alfred Weidinger. Il figlio di Margarethe, il banchiere londinese William de Gelsey, non ha mai avuto dubbi che la donna ritratta fosse sua madre e ha cercato disperatamente il quadro fino alla sua morte, avvenuta all’età di 99 anni, nel 2021. Prima di morire sostenne che il quadro sarebbe spuntato fuori dopo la sua scomparsa. E così è stato.
Il banchiere è morto senza figli, la sua eredità è andata a un trust. Oltre alle numerose lettere che testimoniano la sua infaticabile ricerca, ci sono altre due prove, ha spiegato Natter a Repubblica, che attribuiscono la “Signorina Lieser” ai discendenti di Adolf e Silvia: “Una proviene dal figlio del più importante collezionista di Klimt a Vienna, Erich Lederer (collezionista a sua volta di Klimt e Schiele), l’altra è la testimonianza della cognata di Margarethe che si chiamava anche lei Margarethe ed era la seconda moglie del fratello Hans. Le chiesero due volte, nel 1984, chi fosse la donna ritratta, e lei rispose sempre: Margarethe”.
La casa d’aste, invece, sostiene che la donna ritratta sia sua cugina Helene, figlia di Justus e Henriette (“Lilly”) Lieser. La madre Lilly fu deportata a Riga all’inizio degli anni ’40 e non si sa dove e quando sia stata uccisa. Il quotidiano austriaco Standard sposa questa tesi e sostiene che una lettera del 1961 dimostrerebbe che il quadro fosse finito in mano a un uomo, forse membro del partito nazista, di nome Adolf Hagenauer. Nella lettera un curatore e futuro direttore del museo d’arte moderna Mumok, Werner Hofmann, accusa Hagenauer di aver comprato il quadro da un ebrea “morta nelle camere a gas”, che potrebbe essere dunque Lilly. E Hagenauer, secondo Standard, era sposato con la figlia dell’ex maggiordomo di Lilly, Hans Juerka. Il quale potrebbe aver ottenuto dunque il quadro in cambio dei suoi servizi.
Ma anche in questo caso Erika Jakubovits parla di “troppi dettagli ancora non chiariti”, anche sul ruolo di Juerka nella vicenda. “Anche nel caso Juerka sia venuto in possesso del quadro, è molto discutibile che possa esserne considerato il legittimo proprietario”. E secondo Jakubovits, “se il quadro fosse stato ceduto durante la Seconda guerra mondiale a un museo austriaco, normalmente sarebbe stato giudicato il frutto di un esproprio illegale e sarebbe stato restituito ai suoi legittimi eredi”.
Inoltre c’è un altro dubbio che riguarda la presunta attribuzione al patrimonio di Lilly (dove il quadro non compare mai, neanche nella dichiarazione patrimoniale del 1938 imposta dal regime di Hitler): “le figlie di Lilly hanno reclamato e ottenuto la restituzione degli averi della madre dopo la Seconda guerra mondiale. E Klimt non compare da nessuna parte”, ricorda Jakubovits. Lilly era rimasta a Vienna fino alla deportazione nel 1941: viveva nel terrore continua dei nazisti e sarebbe stato impensabile per lei dichiarare il falso.
Dal punto di vista legale, la casa d’aste sostiene di essersi messa d’accordo con entrambi i rami della famiglia, di essere insomma al riparo da reclami. Ma nel tour pre-asta, la tela è stata esposta in Svizzera, Germania, Regno Unito e Hong Kong: non negli Stati Uniti. Proprio per timore che la sua provenienza non limpida possa provocarne il sequestro, come già accaduto in passato. Jakubovits puntualizza inoltre che: “in questo caso si è sottoscritto un accordo con gli eredi di due famiglie diverse. Sono dunque dell’avviso che non si possa parlare di una soluzione equa: gli eredi legittimi sono stati svantaggiati”.
GR 3 ore 18:45 del 24/04/2024
"Tu vieni con il lambrusco, io ti metto su il sugo": Clerici risponde e invita Ligabue
