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Che cosa ha fatto per noi l’Europa: prodotti più sostenibili e diritto alla riparazione

Quali prodotti avranno la priorità
La legge chiede alla Commissione di dare priorità a una serie di gruppi di prodotti nel suo primo piano di lavoro, tra cui ferro, acciaio, alluminio, tessili (in particolare indumenti e calzature), mobili, pneumatici, detergenti, vernici, lubrificanti e prodotti chimici.
Consumatori più informati
La legge aiuta l’ambiente. E anche i cittadini. In linea con l’obiettivo della responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde, citata nella direttiva approvata il 17 gennaio, i nuovi “passaporti dei prodotti” digitali contenenti informazioni accurate e aggiornate consentiranno ai consumatori di effettuare scelte di acquisto informate. La Commissione gestirà un portale web pubblico che consentirà di cercare e confrontare le informazioni contenute nei passaporti dei prodotti.

Divieto di distruzione
Le norme vietano specificamente la distruzione di abbigliamento, accessori e calzature invenduti, a partire da due anni dopo l’entrata in vigore della legge (sei anni per le imprese medie). In futuro, la Commissione potrà aggiungere ulteriori categorie all’elenco dei prodotti invenduti per i quali dovrebbe essere introdotto un divieto di distruzione.
Il commento della relatrice Alessandra Moretti
“È tempo di porre fine al modello ‘prendi, produci, getta’ che è così dannoso per il nostro pianeta, la nostra salute e la nostra economia – ha commentato la relatrice Alessandra Moretti, eurodeputata del Pd – I nuovi prodotti saranno progettati in modo da avvantaggiare tutti, rispettare il nostro pianeta e proteggere l’ambiente. I prodotti sostenibili diventeranno la norma, consentendo ai consumatori di risparmiare energia, riparare e fare scelte ambientali intelligenti quando acquistano”. Ora spetta al Consiglio approvare formalmente la legge prima che possa entrare in vigore.
Diritto alla riparazione
La legge viene approvata nello stesso giorno in cui passa, in via definitiva, la direttiva sul cosiddetto “diritto alla riparazione” per i consumatori, con 584 voti favorevoli, 3 contrari e 14 astensioni. Le norme – che dopo il sì del Consiglio dovranno essere recepite dagli Stati membri entro 24 mesi – forniscono chiarimenti sull’obbligo per i fabbricanti di riparare i beni e incoraggiano i consumatori a prolungare il ciclo di vita di un prodotto attraverso la sua riparazione.
Obbligo per i fabbricanti
La nuova legge obbliga i fabbricanti di prodotti al consumo a fornire servizi di riparazione tempestivi ed economici e a informare i consumatori sul loro diritto alla riparazione. Le merci in garanzia legale beneficeranno di un’ulteriore estensione di un anno, incentivando ulteriormente il consumatore a scegliere la riparazione anziché la sostituzione.
Una volta scaduta la garanzia legale, il produttore sarà comunque tenuto a intervenire sui prodotti domestici più comuni, come lavatrici, aspirapolvere e smartphone. I consumatori potranno anche prendere in prestito un dispositivo mentre il loro è in riparazione o, in alternativa, optare per un apparecchio ricondizionato.

Il confronto dei servizi
Un modulo europeo di informazione sarà offerto ai consumatori per aiutarli a valutare e confrontare i servizi di riparazione (specificando la natura del difetto, il prezzo e la durata della riparazione). Per facilitare il processo di riparazione, verrà creata una piattaforma online europea con sezioni nazionali per aiutare i consumatori a trovare facilmente negozi di riparazione locali, venditori di beni ricondizionati, acquirenti di articoli difettosi o iniziative di riparazione gestite dalla comunità, come i repair café (caffè delle riparazioni).
Il mercato delle riparazioni
Le norme mirano inoltre a rafforzare il mercato delle riparazioni dell’Ue e a ridurne i costi. I produttori dovranno fornire pezzi di ricambio e strumenti a un prezzo ragionevole e non potranno ricorrere a clausole contrattuali, tecniche hardware o software che ostacolino le riparazioni. In particolare, non potranno impedire l’uso di pezzi di ricambio di seconda mano o stampati in 3D da parte di riparatori indipendenti, né potranno rifiutare di riparare un prodotto solo per motivi economici o perché è stato precedentemente riparato da qualcun altro.
Per rendere le riparazioni più accessibili, ogni Paese membro dovrà attuare almeno una strategia per promuovere le riparazioni, ad esempio buoni d’acquisto o fondi per la riparazione, campagne di informazione, corsi di riparazione o sostegno agli spazi gestiti dalla comunità.
“Il diritto alla riparazione – ha commentato Sandro Gozi, eurodeputato di Renew Europe e segretario generale del Partito democratico europeo – è un pilastro della nostra strategia per un mercato unico sostenibile, senza di esso è impossibile realizzare una vera economia circolare”.

