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DALLE 14:10 ALLE 23:30
DI MARTEDì 11 DICEMBRE 2018
SOMMARIO
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Israele: scoperto altro tunnel Hezbollah
Esercito: violazione della risoluzione Onu 1701
Cina-Usa: prove di dialogo sui dazi, le borse brindanoPechino ha accettato di ridurre tassi sulle auto americane
Madrid minaccia polizia in CatalognaGoverno Sanchez, Mossos devono garantire l’ordine pubblico
Russia: ultimo addio ad AlexeievaAlla cerimonia anche Putin e l’oppositore Navalny
Ue, a primavera stime bilancio FranciaPortavoce Schinas, abbiamo meccanismo ben stabilito
‘Israele baluardo democrazia regione’Salvini, chi vuole la pace ne sostiene il diritto alla sicurezza
Merkel a May, no a nuove trattativeDpa, la cancelliera lo ha riferito alla riunione Cdu-Csu
Iraq: Unicef, a rischio 151mila bambini’Non hanno riscaldamento e abiti adeguati per l’inverno’
Gilet gialli: impatto sul deficit 2019Lo annuncia il premier in Parlamento dopo le promesse di Macron
Brexit: Tusk, i 27 vogliono aiutare MayPremier Gb giudica positivi i colloqui con Merkel e Rutte
Libano: Difesa preoccupata tweet SalviniMinistro Interno ha definito Hezbollah ‘terroristi islamici’
Salvini, Ue sbilanciata contro Israele’Condanna e sanziona lo Stato ebraico ogni quarto d’ora’
Strasburgo, spari al mercatino di NataleEurodeputato M5s, ci sono morti e feriti
Strasburgo: media, almeno 3 mortiIl municipio: ‘E’ un attentato’
Strasburgo, spari al mercatino di Natale, almeno 2 morti e 11 feriti. Killer asserragliato, in corso blitz della poliziaIl Comune invita la cittadinanza a restare chiusi dentro casa
Strasburgo: la lunga scia di attacchi in EuropaDa Parigi a Nizza a Berlino, gli attentati più sanguinosi
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TEL AVIV
– Israele ha scoperto oggi un altro tunnel scavato dagli Hezbollah sotto al proprio confine con il Libano. Lo ha reso noto il portavoce militare. Quel tunnel e’ adesso sotto controllo israeliano, ha aggiunto, e non rappresenta più una minaccia imminente. Secondo il portavoce, l’esercito israeliano ha dislocato esplosivi al suo interno e adesso l’ingresso dal versante libanese e’ divenuto pericoloso. Si tratta del terzo tunnel neutralizzato questa settimana nella stessa zona.
Nel suo comunicato il portavoce militare israeliano sostiene che ”il governo libanese è responsabile dei tunnel offensivi scavati dal proprio territorio. Si tratta – aggiunge – di una flagrante violazione della risoluzione Onu 1701 e della sovranità israeliana”.
Pechino ha accettato di ridurre i dazi sulle auto Usa dal 40% al 15%, durante una telefonata tra il vicepremier cinese Liu, il segretario Usa al tesoro e il rappresentante del commercio americano Robert Lighthizer. Lo scrive il Wall Street Journal citando una fonte a conoscenza del dossier.
Nella nottata si sarebbero sono tenuti colloqui telefonici tra il vicepremier cinese Liu He e il segretario al Tesoro e il rappresentante per il Commercio americani, Steven Mnuchin e Robert Lighthizer. Un’iniziativa, ha spiegato una nota del ministero del Commercio cinese, finalizzata a promuovere un primo “scambio di vedute” sull’attuazione di quanto concordato tra i presidenti Xi Jinping e Donald Trump nel summit tenuto il primo dicembre a Buenos Aires, a margine del G20, così come il programma e la roadmap per ulteriori negoziati sul commercio. Lo scorso luglio la Cina aveva aumentato i dazi sulle auto americane al 40% nel’ambito delle ritorsioni commerciali contro le misure protezionistiche introdotte da Trump. Proprio il presidente americano, dopo il G20 in Argentina, con un tweet aveva preannunciato la disponibilità della Cina a “ridurre e rimuovere” i dazi sulle auto Usa.
Le Borse europee brindano al dialogo fra Stati Uniti e Cina in tema di dazi e chiudono in convinta crescita. Francoforte ha guadagnato l’1,49% a 10.780 punti, seguita da Parigi(+1,35% a 4.806 punti) e Londra (+1,27% a 6.806 punti). Solide anche Milano, che ha guadagnato lo 0,98% a 18.591 punti, e Madrid (+0,87% a 8.735 punti).
– MADRID
– Il governo di Pedro Sanchez invierà le forze di sicurezza in Catalogna se i Mossos d’Esquadra non garantiranno l’ordine pubblico, dopo le proteste dei Comitati di difesa della repubblica (Cdr) lo scorso fine settimana. E’ il monito contenuto in tre lettere inviate dalla vicepremier Carme Calvo e dai ministro degli Interni e delle Infrastrutture ai responsabili del governo della Generalitat, in cui si critica “l’apparente abbandono di funzioni” dei Mossos in occasione dei blocchi stradali realizzati dai Cdr sulla statale AP-7 e la successiva apertura delle barriere di pedaggio in alcuni tratti autostradali. I manifestanti chiedevano il rilascio dei prigionieri politici catalani.
Madrid ricorda nelle missive che la Costituzione all’articolo 104 stabilisce “senza eccezioni” che la missione della polizia e della Guardia Civil è quella di garantire la sicurezza cittadina.
La Russia dà l’estremo saluto a Liudmila Alexeieva, veterana e simbolo della lotta per i diritti umani sia in Unione Sovietica che nella Russia di Putin. A renderle omaggio nella camera ardente, allestita nella Casa dei giornalisti di Mosca, c’erano molte figure note della politica russa, compresi l’oppositore Alexiei Navalny e Vladimir Putin, molto criticato dall’attivista. Il presidente russo ha deposto un mazzo di rose rosse ai piedi della bara.
Un altro attivista di lungo corso per la difesa dei diritti umani, il 77enne Lev Ponomariov, non ha però potuto partecipare alla cerimonia perché condannato a 16 giorni di reclusione per aver incitato a partecipare a una manifestazione non autorizzata.
Alexeieva è deceduta sabato all’età di 91 anni.
Il governo di Pedro Sanchez invierà le forze di sicurezza in Catalogna se i Mossos d’Esquadra non garantiranno l’ordine pubblico, dopo le proteste dei Comitati di difesa della repubblica (Cdr) lo scorso fine settimana. E’ il monito contenuto in tre lettere inviate dalla vicepremier Carme Calvo e dai ministro degli Interni e delle Infrastrutture ai responsabili del governo della Generalitat, in cui si critica “l’apparente abbandono di funzioni” dei Mossos in occasione dei blocchi stradali realizzati dai Cdr sulla statale AP-7 e la successiva apertura delle barriere di pedaggio in alcuni tratti autostradali. I manifestanti chiedevano il rilascio dei prigionieri politici catalani.
Madrid ricorda nelle missive che la Costituzione all’articolo 104 stabilisce “senza eccezioni” che la missione della polizia e della Guardia Civil è quella di garantire la sicurezza cittadina.
– STRASBURGO
– “Abbiamo un meccanismo ben stabilito per valutare le politiche di bilancio” dei Paesi della zona euro e “la nostra posizione sulla Francia è nota: il parere sul piano di bilancio francese è stato pubblicato poco tempo fa.
L’impatto di cosa verrà fuori dal processo parlamentare emergerà in primavera quando pubblicheremo le nostre previsioni economiche”: lo ha detto il portavoce della Commissione europea Margaritis Schinas, su un eventuale sforamento del deficit da parte della Francia e sull’eventuale impatto sulle trattative in corso tra Roma e Bruxelles sulla manovra.
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“Chi vuole la pace, sostiene il diritto all’esistenza ed alla sicurezza di Israele. Sono appena stato ai confini nord col Libano, dove i terroristi islamici di Hezbollah scavano tunnel e armano missili per attaccare il baluardo della democrazia in questa regione”. Lo scrive su Twitter il ministro dell’Interno Matteo Salvini da Israele.
– BERLINO
– “Abbiamo detto che non c’è un’ulteriore apertura sull’accordo di uscita” della Gran Bretagna dall’Ue. Così la cancelliera Angela Merkel ha commentato l’incontro con la premier britannica Theresa May, durante la riunione a porte chiuse del gruppo parlamentare della Cdu-Csu, secondo quanto riporta Dpa.
– L’Unicef è impegnata in una corsa contro il tempo per assistere in Iraq oltre 151 mila bambini, vittime delle guerre in Medio Oriente che rischiano ora la vita per il freddo. Questi bambini ‘rifugiati interni’ che hanno dovuto abbandonare con le loro famiglie le loro case a causa dei combattimenti, sono ora minacciati, con l’arrivo dell’inverno, dal freddo e dalle inondazioni che si sono abbattute su varie regioni del Paese. In Iraq, infatti, l’inverno è rigido e caratterizzato da forti piogge e neve. Al nord, dove vive la maggior parte dei bambini jazidi e rifugiati interni, le temperature scendono di molto sotto lo zero. Inoltre le inondazioni devastatrice hanno reso questo inverno ancora più duro soprattutto per i bambini soggetti a ipotermia e malattie respiratorie. La maggior parte delle famiglie sfollate vivono, infatti, sotto la soglia della povertà, in alloggi non riscaldati o nei campi profughi senza riparo al freddo. Queste famiglie non sono in grado dunque di tenere al caldo i propri figli.
Il premier francese Edouard Philippe ha riconosciuto che le misure annunciate dal presidente Emmanuel Macron per disinnescare la rabbia dei gilet gialli avranno “un impatto in termini di deficit nel 2019”.
Intervenendo in Parlamento, ha poi aggiunto che bisogna “fare in modo che la spesa pubblica sia tenuta sotto controllo. Dovremmo prendere delle misure che non aumenteranno la spesa”. Dopo gli annunci di Macron, il deficit francese potrebbe schizzare al 3,5% nel 2019 contro il 2,8% previsto, secondo alcune stime.
– LONDRA
– E’ stata “una discussione lunga e franca con la premier Theresa May, prima del summit sulla Brexit. E’ chiaro che i 27 Paesi Ue vogliono aiutare, la domanda è come”. Così il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, su Twitter, al termine del suo incontro con la premier britannica. May da parte sua intravede progressi dopo i colloqui di oggi con Mark Rutte e Angela Merkel. “Ciò che questi incontri mi hanno mostrato – afferma la premier britannica – è la determinazione condivisa di affrontare la questione” del bacstop e di “risolverla”.
– “Preoccupazione” e “imbarazzo” in ambienti del ministero della Difesa e del comando italiano ad Unifil a seguito del tweet del ministro dell’Interno Matteo Salvini, che ha definito Hezbollah come dei “terroristi islamici”. “Non vogliamo alzare nessuna polemica – si afferma – ma tali dichiarazioni mettono in evidente difficoltà i nostri uomini impegnati proprio a Sud nella missione Unifil, lungo la blue line. Questo perché il nostro ruolo super partes, vicini a Israele e al popolo libanese, è sempre stato riconosciuto nell’area”.
– “L’Ue in questi anni è stata assolutamente sbilanciata e poco equilibrata nella gestione del conflitto in Medio Oriente, condannando e sanzionando Israele ogni quarto d’ora”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini in conferenza stampa da Gerusalemme.
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BREAKING NEWS
STRASBURGO: SPARI AL MERCATINO DI NATALE
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Spari in un mercato di Natale a Strasburgo, in Francia. Secondo il giornale britannico Daily Mirror, c’è stato un fuggi fuggi tra i turisti e ci sarebbero “diversi feriti”. La polizia non ha ancora confermato l’accaduto. Secondo un tweet dell’eurodeputato 5 Stelle Dario Tamburrano (oggi a Strasburgo c’è stata la plenaria dell’Europarlamento), ci sarebbero “morti e feriti”.
Un uomo solo avrebbe aperto il fuoco verso le 20 al centro di Strasburgo, riferisce il sito Dna (Derniers notices d’Alsace. I colpi sarebbero stati esplosi in rue des Grandes-Arcades. Il centro città è stato bloccato per un raggio di 200 metri attorno alla piazza Gutenberg.
– PARIGI
– Sarebbe di almeno tre morti e undici feriti il bilancio provvisorio della sparatoria a Strasburgo: è quanto riferisce il sito Dernières Nouvelles D’Alsace. Secondo il municipio, si tratterebbe di un attentato.
Terrore e morte in un mercatino di Natale a Strasburgo: l’ultimo bilancio parla di due morti e 11 feriti. Secondo una prima ricostruzione, un uomo – identificato poi con il nome di Cherif C., di 29 anni, radicalizzato – ha aperto il fuoco sulla folla nel centro della città, verso le 20. I colpi sarebbero stati esplosi in rue des Grandes-Arcades. Il centro città è stato bloccato per un raggio di 200 metri attorno alla piazza Gutenberg.
Oltre ai due morti, secondo la prefettura di Bas-Rhin ci sono sette gravi tra gli undici feriti. Invece il bilancio è di almeno 4 morti, secondo “fonti concordanti” citate da Bfm-tv. Anche fonti ospedaliere citate dal sito Dna (Dernieres nouvelles d’Alsace) parlano di quattro morti e cinque feriti gravi.
Il killer sarebbe asserragliato in un quartiere della città e sarebbe in corso un blitz della polizia.
La polizia ha sfondato la porta di un edificio al numero 5 di rue de l’Epinal, nel quartiere Neudorf. Lo riferisce il sito Dna. “Non ti serve a nulla barricarti”, ha gridato un agente, scrive Dna.
Una seconda operazione di polizia è in corso a Place Broglie, nel centro storico di Strasburgo. Lo rende noto il sindaco della città affermando che “c’è un secondo sospettato” che sarebbe implicato nella sparatoria.
L’area intorno al centro storico è stata blindata. Il Comune di Strasburgo invita la cittadinanza a restare chiusi dentro casa.
Il killer era noto come “criminale comune”, anche se poi era stato segnalato come ‘radicalizzato’, ha detto il ministro dell’Interno Christophe Castaner, citato da France Info. La stessa emittente ha detto che l’attentatore avrebbe agito con un’arma automatica ed un coltello. Stando a Le Parisien, l’autore della sparatoria sarebbe nato nella città alsaziana il 4 febbraio 1989.
L’uomo sospettato di avere aperto il fuoco sui passanti era sfuggito all’arresto stamane durante una perquisizione nella sua abitazione, secondo quanto riferisce Bfm-Tv. L’operazione era stata organizzata nell’ambito di un’inchiesta per rapina. Secondo la stessa fonte, l’uomo, nato a Strasburgo, risiede nel quartiere di Neudorf, dove è ora circondato dalle forze di sicurezza.
Iniziano a circolare sul web i video girati da testimoni oculari dei momenti successivi alla sparatoria. Nelle immagini postate su Youtube con il titolo ‘Attentat a Strasbourg, coups de feu’, riprese con un cellulare da un balcone o da una finestra di un piano alto, si vede una persona stesa in terra, immobile, e altri che corrono e fuggono urlando. In altri video, che iniziano a essere ripresi anche dai media internazionali, si sentono distintamente gli spari.
L’unità di crisi della Farnesina raccomanda agli italiani di evitare la zona del centro storico. In un tweet, si consiglia inoltre ai connazionali di seguire le indicazioni delle autorità locali.
#Strasburgo: Unità di Crisi raccomanda ai connazionali di evitare la zona del centro storico e consiglia di seguire le indicazioni delle autorità locali.
Numero di emergenza: +390636225https://t.co/kv1wUqUY6Y pic.twitter.com/9mXnCPvqCY— Farnesina 🇮🇹 (@ItalyMFA) 11 dicembre 2018
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha lasciato in anticipo un ricevimento in corso all’Eliseo per seguire personalmente i fatti di Strasburgo: è quanto annunciano diversi parlamentari presenti sul posto.
Il Parlamento europeo è stato blindato dopo la sparatoria che si è verificata nel centro storico di Strasburgo. L’ordine è stato impartito dal presidente Antonio Tajani che, al telefono
, parla di “diversi morti”. “Il fatto è avvenuto a 3 km di distanza da qui”, ha riferito Tajani. ”Questo Parlamento non si fa intimidire da attentati terroristici o criminali, andiamo avanti! Continuiamo a lavorare e reagiamo con la forza della libertà e della democrazia contro la violenza terroristica”, ha detto il presidente del Parlamento europeo.
LA DIRETTA
“Seguo la situazione dal centro operativo del ministero dell’Interno” a Parigi. “I nostri servizi di sicurezza e di soccorso sono mobilitati”: è quanto scrive il ministro francese dell’Interno, Christophe Castaner, riferendosi ai fatti di Strasburgo.
Controlli al confine franco tedesco all’uscita della città di Strasburgo dopo la sparatoria nel centro storico. Lo riferiscono testimoni precisando che “una volta che abbiamo attraversato il ponte sul fiume Reno nella parte tedesca abbiamo notato che le forze dell’ordine stavano controllando le vetture in entrambi i sensi di marcia e tutte le auto procedevano una a una”.
“Attentato terroristico in corso a Strasburgo nel centro. Spari sulla folla ai mercatini. Ci sono morti e feriti. Noi della delegazione 5 stelle siamo al sicuro. State tranquilli”. E’ il tweet dell’eurodeputato 5 Stelle Dario Tamburrano. Oggi a Strasburgo c’è stata la plenaria dell’Europarlamento.
Centro bloccato, testimone ‘ho sentito gli spari’ – Il centro di Strasburgo è ancora chiuso si può solo uscire ma non entrare nelle strade che portano verso i mercatini di Natale, teatro della sparatoria. Gli ingressi sono stati transennati e le forse dell’ordine della sicurezza bloccano macchine e pedoni. Tra le persone che si allontanano in tutta fretta dal centro è palpabile l’agitazione, tra loro anche qualcuno che ha assistito in diretta agli spari. Cedric racconta
di aver sentito nettamente i colpi vicino a piazza Kleber e di aver trovato rifugio in un bar. “Ho sentito colpi di pistola e poi di armi automatiche, probabilmente quelli delle forze dell’ordine, poi c’è stato un movimento di folla e io mi sono messo a correre e sono entrato in un bar”. Florent invece dice di non aver sentito gli spari ma di aver comunque vissuto una situazione “inquietante: eravamo in un locale, all’improvviso ci hanno fatto tutti scendere al piano di sotto, dove saremmo stati più al sicuro”. Fuori dall’area transennata si accalcano i curiosi, tutti chiedono informazioni guardano le notizie sui cellulari o telefonano ad amici e parenti per rassicurarli.
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– Con la sparatoria oggi nel centro di Strasburgo il terrore irrompe in un mercatino di Natale e si allunga la scia di sangue che continua a percorrere l’Europa. Di seguito gli episodi di violenza che più hanno segnato gli ultimi anni:
* 7 gennaio 2015 – PARIGI, 12 morti nell’attacco compiuto da due terroristi islamici nella sede del giornale satirico Charlie Hebdo. Il 9 gennaio il terrorista Coulibaly prende in ostaggio una decina di persone e ne uccide quattro in un supermercato kosher a Vincennes.
* 14 febbraio 2015 – COPENAGHEN, sparatoria in un caffè con un morto e tre feriti ad un convegno sulla libertà d’espressione organizzato dall’artista Lars Vilks, autore di numerose caricature del profeta Maometto nel 2007. Poche ore dopo una seconda sparatoria vicino a una sinagoga: 3 feriti.
* 13 novembre 2015 – PARIGI, 130 le vittime di tre attacchi coordinati. Tre kamikaze si fanno esplodere vicino allo Stade de France, morto un passante; 39 vittime nell’11/o arrondissement, uccise a colpi di kalashnikov sparati contro diversi bar e ristoranti; 90 uccisi da un commando kamikaze nella sala concerti Bataclan. E’ l’attentato più sanguinoso.
* 22 marzo 2016 – BRUXELLES, 31 morti e circa 300 feriti in una raffica di attentati rivendicati dall’Isis: due all’aeroporto Zaventem e uno alla stazione della metro di Maalbeek.
* 14 luglio 2016 – NIZZA, un tir si lancia a tutta velocità sulla Promenade des Anglais, gremita di gente per le celebrazioni della festa nazionale francese. Il conducente, il tunisino Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, travolge e uccide 86 persone, tra cui molti bambini, prima di essere ucciso a sua volta. I feriti sono oltre 450. Sei le vittime italiane.
* 19 dicembre 2016 – BERLINO, il tunisino Anis Amri piomba con un camion, sul mercatino di Natale, uccidendo 12 persone, tra cui l’italiana Fabrizia Di Lorenzo, e ne ferisce altre 50.
* 22 marzo 2017, LONDRA – Sul ponte di Westminster Khalid Masood, cittadino britannico di fede islamica, fa scorrere il sangue all’ombra del Parlamento più antico del mondo, falciando pedoni come birilli a bordo di un suv e poi accoltellando un agente a morte prima di essere abbattuto. Le vittime sono cinque.
* 7 aprile 2017, STOCCOLMA – Un camion piomba a tutta velocità tra i passanti nella zona dello shopping pedonale del centro città uccidendo almeno 4 persone. Dopo ore di caccia viene arrestato un uomo. Un “atto terroristico”, dichiara il premier Stefan Lofven. [print-me title=”STAMPA”]
