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A 25 anni dal primo film Matrix trova un nuovo regista

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A 25 anni dal debutto del primo
film, l’universo di Matrix trova un nuovo regista: la Warner ha
scelto Drew Goddard, il cineasta candidato agli Oscar per il
copione di The Martian, scriverà e dirigerà il quinto episodio
della franchise.

   
Lana Wachowski, la co-sceneggiatrice e co-regista della serie
originale con la sorella Lilly, e’ salita a bordo come
produttrice esecutiva. Non e’ invece ancora chiaro se i membri
del cast storico Keanu Reeves (Neo), Carrie Anne-Moss, Laurence
Fishburne (Morpheus), Hugo Weaving e Jada Pinkett Smith
torneranno nel quinto episodio.

   
Goddard, che ha diretto anche The Cabin in the Woods,
produrra’ il film con la partner Sarah Esberg (Moonlight, If
Beale Street Could Talk). “Non e’ una esagerazione dire che The
Matrix ha cambiato il cinema e la mia vita. L’arte di Lana e
Lilly mi ispira quotidianamente e sono grato oltre ogni parola
di poter raccomntare storie nel loro mondo”, ha detto il
cineasta.

   
Il primo Matrix, firmato dalle sorelle Wachowski (che allora
non avevano fatto il loro percorso di transizione e si firmavano
Larry e Andy) uscì negli Usa il 31 marzo 1999. Rifiutato da
Cannes, divenne subito cult e successo globale (oltre 463
milioni di dollari incassati nel mondo e quattro Oscar vinti per
montaggio, sonoro, montaggio sonoro e effetti speciali) con il
suo mix di fantascienza, action, arti marziali e filosofia: un
viaggio tra libero arbitrio (con la scelta tra la pillola blu e
quella rossa), richiami all’Ia e al metaverso, con molteplici
fonti d’ispirazione, da anime come Ghost in the Shell, la
fantascienza di Philip K. Dick e il cinema di John Woo.

   

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Tutela giuridica 'rafforzata' per Alain Delon

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Provvedimento per persone con ridotte capacità fisiche e mentali
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Nasce premio dedicato a Francesco Nuti, su impulso della figlia

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Due serate dedicate all’attore e
regista Francesco Nuti, scomparso il 12 giugno 2023, con
proiezioni dei suoi film, contributi video inediti, ospiti e la
consegna ad artisti del mondo dello spettacolo di un premio a
lui intitolato. Il ‘Premio Francesco Nuti’, istituito dalla
figlia Ginevra, è un manufatto artistico realizzato dalla
storica bottega di gioielleria artigiana fiorentina Paolo Penko,
ispirato a un’opera pittorica dell’attore e regista scomparso.

   
Le due serate, presentate oggi nella sede del Consiglio
regionale della Toscana, sono in programma al cinema La
Compagnia di Firenze, il 10 e il 23 aprile.

   
Il 10 aprile, è stato spiegato, verrà proiettato il film
‘Casablanca, Casablanca’ (1985), con ospiti della serata Claudio
Bisio e Sabrina Ferilli. Il secondo appuntamento sarà il 23
aprile con il film ‘Stregati’ (1986) con Giovanni Veronesi e
Giuliana De Sio, insieme ai musicisti Stefano Cantini e Riccardo
Galardini che suoneranno dal vivo il motivo musicale della
colonna sonora del film.

   
“Il giorno dopo la scomparsa di Francesco Nuti nel giugno
scorso – ha detto Antonio Mazzeo, presidente del Consiglio
toscano – mi espressi in Consiglio regionale sull’opportunità di
dedicare a questo grande artista un evento omaggio, per
celebrare un grande toscano, raccontare quanta arte e quanta
bellezza è riuscito a trasmetterci nel corso della sua carriera
e quanto oggi sia ancora nel cuore di tante toscane e tanti
toscani”.

   
“Sulla scia di questi eventi – commenta Ginevra Nuti – ho
potuto finalmente concretizzare un mio grande desiderio, quello
di poter io stessa contribuire a raccontare la storia di papà
attraverso l’istituzione di un premio a lui intitolato”.

   
L’attrice ed ex moglie di Francesco Nuti, Annamaria Malipiero,
ha spiegato che “vorremmo portare avanti questa rassegna anche
negli anni a venire”.

   

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Festival Corti da Sogni, nasce il Premio Ivano Marescotti

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Il festival internazionale Corti
da Sogni – Antonio Ricci di Ravenna giunge alla 25/a edizione e
celebra la ricorrenza introducendo una nuova sezione intitolata
all’attore romagnolo Ivano Marescotti. Il premio, che andrà alla
migliore interpretazione nell’ambito dei corti italiani
finalisti, vuole ricordare la figura dell’artista scomparso un
anno fa, il suo grande impegno e l’entusiasmo nel formare e
lanciare i giovani nel campo del teatro e del cinema.

   
Le proiezioni prenderanno il via l’11 aprile al cinema
Mariani, per poi proseguire dal 16 al 20 aprile al teatro Rasi
di Ravenna e al cinema Mariani. Un ulteriore appuntamento è
annunciato in estate, all’Arena del Sole di Lido di Classe, con
i corti a tema ambientale della sezione Green Planet. Ospite
speciale sarà il pluripremiato regista Enzo d’Alò, che terrà una
masterclass con gli studenti delle scuole superiori e
parteciperà alla serata finale del festival.

   
Per quanto riguarda il concorso internazionale, dei quasi
mille cortometraggi giunti in selezione sono 64 i selezionati
alla fase finale, in rappresentanza di 19 paesi. Le nazioni più
rappresentate sono Italia, con 18 corti in concorso, seguita da
Francia con 9, Spagna con 7, Iran con 6 e Germania con 4.

   
Figurano poi opere provenienti da Polonia, Slovenia, Regno
Unito, Israele, Turchia, Canada, Australia, Romania, Usa, Cina,
Giappone, Corea del Sud, Egitto, Olanda, Irlanda.

   

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L'Italia anni '60 in Zamora di Neri Marcorè

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 Le sale da ballo dove ci si innamorava con Il mondo cantato da Jimmy Fontana (e il fumo delle sigarette). I pantaloni a quadri degli uomini e le acconciature bombate all’in su per le donne. E poi il mito della Fiat 500, bandiera di un Paese che rinasce e punta al benessere.
    O quei palloni di cuoio che dovevi stare attento come li calciavi per non farti male e che, una volta su due, in cortile rischiavano di rompere qualche finestra.
    È il tuffo nell’Italia anni Sessanta di Zamora, il primo film da regista di Neri Marcorè, prodotto da Pepito Produzioni con Rai Cinema e distribuito in sala da 01 dal 4 aprile.
    Una storia di formazione, che racconta tanto di come eravamo e di quell’Italia che cresceva e dove tutto sembrava possibile. Di quando si andava tutti dai vicini che avevano già la tv e si giocava davanti ai programmi in bianco e nero di Mike Bongiorno nel salotto con la carta da parati a strisce. È l’Italia del boom del cinema e dei fotoromanzi d’amore, delle nuove calcolatrici e delle macchine da scrivere Olivetti, delle reclame dei liquori che promettevano di “rinvigorire” persino i convalescenti. Delle donne che, filo di perle e guanti, rivendicano libertà e di lì a qualche anno taglieranno tutti gli orli per la minigonna. L’Italia della fabbrichetta e della convinzione che il meglio dovesse, sempre, ancora arrivare.
    Nelle foto, il cast con Neri Marcore, Alberto Paradossi, Marta Gastini, Anna Ferraioli Ravel, Walter Leonardi, Giovanni Esposito, Giovanni Storti, Giacomo Poretti, Davide Ferrario, Antonio Catania.
   

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Per Cortellesi 19 candidature ai David, segue Garrone

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Diciannove candidature per C’è ancora domani di Paola Cortellesi, quindici per Io Capitano di Matteo Garrone, tredici per La Chimera di Alice Rohrwacher, undici per Rapito di Marco Bellocchio e dieci per Comandante di Edoardo De Angelis: questi i film che guidano le cinquine della 69/aa edizione dei David di Donatello, annunciate nella sede Rai di Viale Mazzini.

La cerimonia di consegna dei premi andrà in onda venerdì 3 maggio, in prima serata su Rai 1 in diretta dal leggendario studio 5 di Cinecittà. Le candidature sono state rivelate alla presenza di Marcello Ciannamea, direttore Intrattenimento Prime Time; Piera Detassis – presidente e direttrice artistica Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello; Chiara Sbarigia – presidente Cinecittà S.p.A.; Nicola Maccanico – amministratore delegato Cinecittà S.p.A.; Giovanni Anversa – vicedirettore Intrattenimento Prime Time; dei conduttori Carlo Conti, Alessia Marcuzzi e Lucia Borgonzoni, sottosegretaria al MiC.

Centosettantuno film italiani di lungometraggio di finzione iscritti, 26 quelli diretti da registe donne; 61 opere prime; 138 i documentari e 495 i cortometraggi. 

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Vittorio Mezzogiorno, le spoglie in Molise

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Il 4 aprile, alle
10, a Civitanova del Sannio (Isernia), nella Chiesa del Carmine,
verranno accolte le spoglie dell’attore di origini napoletane
Vittorio Mezzogiorno e di sua moglie, l’attrice Cecilia Sacchi.

   
Vittorio Mezzogiorno, morto nel 1994, protagonista dello
sceneggiato tv La Piovra e di tanti altri film e spettacoli
teatrali di successo, amava molto il paese molisano di cui si
innamorò da ragazzo. Divenuto celebre, comprò una casa e spesso
si ritirava per riposare o preparare le parti proprio a
Civitanova, che ora accoglierà le sue spoglie.

   
Anche la figlia dell’attore, l’attrice Giovanna Mezzogiorno,
è molto legata al piccolo centro molisano. “Per noi è un grande
onore – ha detto la sindaca Roberta Ciampittiello – Le spoglie
dell’amato Vittorio riposeranno nel Cimitero Comunale del nostro
paese”.

   

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Monkey Man, un vendicatore 'mitico' in una società corrotta

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“Un vendicatore che diventa un
giustiziere”: così il produttore Jordan Peele (cineasta abile
nel mescolare generi, culture e temi sociali in film come Get
out e Noi), qui solo in veste di produttore, riassume il senso
di Monkey Man, il thriller/revenge movie ad alta dose di
violenza (è tanta da diventare cartoonesca) e critica sociale,
debutto alla regia dell’attore britannico di origine indiane Dev
Patel (The Millionaire, Lion), anche protagonista. Il film, che
ha debuttato al SXSW festival, dove ha conquistato pubblico e
critici (alcuni l’hanno ridefinito il John Wick indiano), arriva
in Italia il 4 aprile e negli Usa il 5 con Universal.

   
In questa sua opera prima, con uno straordinario cast che
comprende Pitobash, Vipin Sharma, Sikandar Kher, Adithi
Kalkunte, Makarand Deshpande, Patel ha unito il cinema che ama
(da Old Boy a Bruce Lee) a un viaggio nella cultura indiana, con
un percorso nel quale il protagonista diventa ideale
incarnazione di Hanuman, dal pantheon Hindu, la divinità
scimmia, simbolo di saggezza, forza, coraggio, devozione e
auto-disciplina.

   
“Da bambino era come se mi volessi allontanare a scuola dalla
mia cultura, non era cool essere indiano – spiega Patel nei
dietro le quinte -. Ma per rompere gli schemi ti devi immergere
in qualcosa, così ho raddoppiato, triplicato l’immersione nella
mia cultura, che è vibrante e può essere avvincente”. Il nonno
di Patel gli aveva raccontato la leggenda di Hanuman “che mi
aveva catturato: lui viene punito per aver aspirato ad andare
troppo in alto. Ho pensato che avrei potuto lavorare su questo
elemento, dandogli un vero spessore sociale. Il film è un inno
per gli sfavoriti”.
Nell’immaginaria città di Yatana va in scena la resa dei
conti del giovane protagonista senza nome (lo chiamano Kid,
ragazzo o Bobby, appellativo che prende da una scatola di
candeggina in polvere), che si mantiene facendo il lottatore in
incontri illegali, Monkey Man, con il volto nascosto da una
maschera di scimmia. I suoi bersagli sono il corrotto capo della
polizia, Rana (Kher), e chi gli dà gli ordini, il carismatico
guru Baba Shakti (Makarand Deshpande), tanto sociopatico quanto
avido, responsabili delle violenze e della morte di cui ‘Kid’ è
stato testimone e vittima da bambino, durante il raid nel suo
villaggio.

   

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Cumberbatch e Colman nel film che rivisita la guerra dei Roses

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Searchlight Pictures ha annunciato
che il candidato all’Academy Award Benedict Cumberbatch (Doctor
Strange, The Imitation Game) e la vincitrice del premio Oscar
Olivia Colman (La Favorita, The Father – Nulla è come sembra)
saranno i protagonisti del film The Roses, rivisitazione del
classico del 1989 La guerra dei Roses.

   
Questa dark comedy, attualmente in fase di sviluppo, sarà
diretta da Jay Roach (Bombshell – La voce dello scandalo, Ti
presento i miei). La sceneggiatura è scritta da Tony McNamara
(Povere Creature!, “The Great”), basata sul romanzo di Warren
Adler. Il film è prodotto da Cumberbatch, tramite la sua società
di produzione SunnyMarch con Leah Clarke e Adam Ackland, che
stanno sviluppando il progetto dal 2017, Colman tramite la
società South of the River con Ed Sinclair e Tom Carver, insieme
a Roach e Michelle Graham.

   
La vita sembra facile per la coppia apparentemente perfetta Theo
(Cumberbatch) e Ivy (Colman): carriere di successo, figli
fantastici, una vita sessuale invidiabile. Ma sotto la facciata
della famiglia perfetta si celano competizione e risentimenti,
che si accendono quando i sogni professionali di Theo si
infrangono.

   
Jonathan R. Adler e Michael Adler, di Adler Entertainment Trust,
sono produttori esecutivi. The Roses rappresenta il primo
progetto nell’ambito di un accordo di prelazione di due anni
siglato tra Adler Entertainment Trust e Searchlight Pictures.

   
“The Roses è una storia selvaggiamente divertente, fuori
dall’ordinario, eppure profondamente umana”, ha affermato il
presidente di Searchlight Matthew Greenfield. “Con Jay alla
regia, Benedict, Olivia e Tony, abbiamo una squadra da sogno che
darà vita a questa storia”.

   
“Siamo entusiasti di lavorare a questo film così speciale con un
team così incredibile”, ha aggiunto Ackland di SunnyMarch.

   
“Ammiriamo da molto tempo il lavoro di Jay e la sua visione e
passione nel raccontare questa storia è incredibilmente
stimolante”.

   
Colman e Sinclair di South of the River hanno dichiarato:
“Abbiamo preparato questo progetto con i nostri amici di
SunnyMarch per un po’ di tempo, ed è stata un’emozione assoluta
vederlo nascere sotto la guida appassionata e attenta di Jay.

   
Lui e Tony sono una coppia perfetta nel paradiso della commedia
cinematografica”.

   
“Lavorare con i nostri partner di Searchlight Pictures nella
rivisitazione di questo classico è un sogno che si realizza”, ha
aggiunto il ceo di Adler Entertainment Trust Jonathan R. Adler.

   
“Siamo lieti di continuare l’eredità del brillante lavoro di
nostro padre e di presentare La guerra dei Roses a una nuova
generazione”.

   
Twentieth Century Fox aveva distribuito l’adattamento originale
del romanzo La guerra dei Roses nel 1989, diretto da Danny
DeVito e interpretato da Michael Douglas e Kathleen Turner. Il
film, acclamato dalla critica, vinse numerosi premi e ottenne
una nomination ai Bafta e tre ai Golden Globe, tra cui quello
per il miglior film.

   

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Torna Rendez-Vous, Catherine Deneuve ospite d'onore

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Con ospite d’onore Catherine Deneuve torna dal 3 al 7 aprile Rendez-Vous, la 14/a edizione del festival dedicato al cinema francese, che si terrà al Cinema Nuovo Sacher per poi fare tappa a Bologna, Firenze, Milano, Napoli, Torino e Palermo. Il tutto realizzato dall’Institut Français Italia, sotto la supervisione di Rémi Guittet, la direzione artistica di Vanessa Tonnini e co-organizzato con Unifrance.
    Si parte il 3 aprile con Martin Provost che presenta al Nuovo Sacher Ritratto di un amore, in sala il 16 maggio con I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection, storia della relazione tra il pittore Pierre Bonnard e Marthe interpretati da Vincent Macaigne e Cécile de France. Il regista Cédric Hahn il giorno dopo presenterà invece Les procès Goldman, film sul caso giudiziario del 1975 che vide protagonista l’enigmatico attivista di estrema sinistra, ebreo polacco, intellettuale sostenuto da Simone Signoret e Régis Debray, accusato di omicidio. Il film uscirà in sala a maggio distribuito da Movies Inspired. La regista Mona Achache porta poi a Roma sempre giovedì, Little Blue Girl, opera prima tra fiction e documentario, con la quale realizza un commovente omaggio alla madre, Carole Achache Lange, morta suicida nel 2016. Il film è distribuito da Movies Inspired. Ancora mercoledì 4 ci sarà poi Daaaaaalì! di Quentin Dupieux già fuori concorso a Venezia, una sorta di anti-biopic dal gusto buñueliano. Il film è distribuito da Lucky Red.
    Delphine Deloget e la protagonista Virginie Efira presenteranno invece il 5 aprile Niente da perdere, in sala il 1 maggio con Wanted Cinema. Sempre venerdì è la volta sia di Le consentement di Vanessa Filho tratto dal romanzo autobiografico di Vanessa Springora sulla relazione negli anni Ottanta tra l’autrice allora quattordicenne e lo scrittore quarantanovenne Gabriel Matzneff, che di Chien de la classe di Jean-Baptiste Durand, commedia drammatica su una tumultuosa amicizia con protagonisti Raphaël Quenard e Anthony Bajon. Il film uscirà in sala il 9 maggio distribuito da No.Mad Entertainment.
    Sabato 6 aprile Dominique Abel e Fiona Gordon portano poi a Roma I misteri del bar Étoile, commedia-noir che uscirà in sala l’11 aprile distribuito da Academy Two, mentre Xavier Legrand presenta Le Successeur, una riflessione sul patriarcato e sulla violenza maschile. Il film è distribuito da Teodora Film. Anaïs Tellenne, sempre il 6 aprile, porta infine a Roma L’homme d’argile: un thriller intimo con l’incontro tra un guardiano di una grande villa, Raphaël Thiéry, tanto massiccio quanto fragile, e la sua ereditiera: Emmanuelle Devos. Arriverà in sala a luglio con Satine Film.
    Deneuve sarà invece Bernadette, ovvero Madame Chirac, in La moglie del presidente di Léa Domenach che passa il 7 aprile e arriverà in sala il 25 con Europictures. Lo stesso giorno ci sarà The Animal Kingdom di Thomas Cailley, distopia sci-fi tra spettacolarità e cinema d’autore. Il film esce in sala il 13 giugno distribuito da I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection. Sempre domenica Iris Kaltenbäck presenta Le Ravissement, thriller dell’anima, affidato all’interpretazione di Hafsia Herzi che sarà in sala ad aprile distribuito da Satine Film.
   

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