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Borgonzoni, al lavoro per celebrare i grandi italiani

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“sono tante le eccellenze italiane da
valorizzare, anche nell’audiovisivo. Ora con nuovo tax credit
faremo un investimento enorme sui fondi dedicati proprio a
raccontare le loro storie”. A dirlo la sottosegretario Lucia
Borgonzoni, a margine della presentazione delle iniziative per i
150 anni della nascita di Guglielmo Marconi.

   
“Noi siamo pieni di grandi italiani che poi magari riscopriamo
quando arriva la grande produzione americana che ce lì racconta
– spiega la sottosegretario – Noi invece li avevamo
dimenticati. Oltre Marconi, vale per esempio per Amadeo Peter
Giannini: grandissimo italiano che ha fondato la Banca
d’America. La Disney esiste perché lui ha dato il prestito per
fare i primi film. Ma così sono tantissimi, anche Elvira Notari
che è stata ha grandissima imprenditrice dell’audiovisivo, ha
conquistato il mondo e anche lei ha avuto un’azienda a New York.

   
I suoi film, siamo nel periodo del bianco e nero, hanno girato
il mondo, però nessuno la conosce. Spesso siamo esterofili,
diciamo ‘quanto sono bravi gli altr’i, però ci dovremmo
accorgere che il mondo guarda noi perché tantissime invenzioni
sono partite dall’Italia e tantissimi geni sono del nostro
Paese”.

   
Quanto al suo viaggio appena concluso a Los Angeles, prosegue,
“ho fatto il tour che faccio ogni anno con le major americane
per raccontare cosa stiamo facendo e come stiamo ridisegnando il
tax credit. E poi Cinema revolution: l’anno scorso abbiamo avuto
un’estate incredibile, mai così tanti spettatori in sala da
quando c’è Cinetel, per cui da quando abbiamo dei numeri reali
registrati e così faremo anche la prossima estate. E poi come ho
detto stiamo lavorando sul tax credit per aumentare sempre di
più la qualità del nostro grande cinema”.(ANSA)

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Claudio Santamaria é Nicola Calipari nel film omaggio il Nibbio

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Claudio Santamaria sarà Nicola
Calipari, Sonia Bergamasco Giuliana Sgrena: al via la produzione
de Il Nibbio (titolo provvisorio), lungometraggio che racconterà
i ventotto giorni precedenti i tragici eventi del 4 marzo del
2005 che hanno visto morire Nicola Calipari, Alto Dirigente del
Sismi, che ha sacrificato la propria vita per salvare quella di
Giuliana Sgrena, la giornalista de Il Manifesto rapita in Iraq
da una cellula terrorista.

   
Il Nibbio, che nasce dalla volontà di ricordare nel ventesimo
anniversario la morte di Nicola Calipari che ricade nel 2025 e
vede la stretta collaborazione della Presidenza del Consiglio
dei Ministri, è una coproduzione Notorious Pictures con Rai
Cinema e Tarantula, in collaborazione con Netflix e Alkon
Communications.

   
Nicola Calipari è l’uomo che, da responsabile dell’Agenzia di
Informazione e Sicurezza Esterna (all’epoca dei fatti SISMI)
delle operazioni in Iraq nei primi anni Duemila, con la sua
azione ha reso possibile comprendere come operano i Servizi
Segreti italiani per salvaguardare la vita umana e per mantenere
la pace.

   
Nel ruolo di Nicola Calipari, Claudio Santamaria, attore
poliedrico, vincitore del David di Donatello per il film Lo
Chiamavano Jeeg Robot e interprete di innumerevoli successi al
cinema, tra i tanti, ricordiamo L’ultimo Bacio, Casino Royale,
Romanzo Criminale, Freaks Out!
Sonia Bergamasco, vincitrice di un Premio Ubu per il teatro,
è stata candidata al Globo d’oro e ha vinto il Nastro d’Argento
come Miglior Attrice per l’interpretazione de La Meglio
Gioventù, darà il volto a Giuliana Sgrena. Tra gli altri suoi
lavori più noti L’Amore probabilmente, Sanguepazzo, Io e te,
Come un gatto in tangenziale e Quo Vado? con il quale ha vinto
il Ciak d’oro.

   
Alla sua seconda regia per il cinema Alessandro Tonda. Da un
soggetto di Davide Cosco, Sandro Petraglia e Lorenzo Bagnatori,
la sceneggiatura è stata affidata a Sandro Petraglia, Vincitore
di cinque David di Donatello.

   
L’intento è quello di restituire un ritratto di Nicola
Calipari ad ampio spettro, che, pur concentrando il racconto nel
mese del rapimento Sgrena, ne valorizzi l’importanza nella
storia dei Servizi Segreti italiani, senza trascurare la
dimensione privata di uomo, marito e padre.

   

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Luca e Toni 'Animali randagi' di provincia on the road

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“Gli animali randagi non tornano mai
allo stesso posto: anche se dai loro da mangiare, girano
sempre”. Questa la frase chiave di Animali randagi, film di
Maria Tilli che racconta un mondo di provincia annoiato, ai
margini, oggi in concorso al Bif&st nella sezione ItaliaFilmFest
2024 Nuovo cinema italiano. Protagonisti Luca (Andrea Lattanzi)
e Toni (Giacomo Ferrara), due ragazzi che vivono in questo
piccolo paese tra mille ripetute noie e l’uso di sostanze
stupefacenti per qualche breve fuga.
I due, da sempre amici, lavorano insieme come paramedici
addetti ad un’autoambulanza. Un giorno a Luca e Toni viene
chiesto di trasportare un paziente fuori dall’Italia perché ha
bisogno di cure non meglio specificate. L’uomo si chiama Emir
(Ivan Franek) e chiede loro di tornare nella sua Serbia. Per
questo viaggio vuole però con lui anche Maria (Agnese Claisse),
la figlia che non vede da diversi anni. Si capisce subito che
tra loro non c’è un grande rapporto, che non si sono frequentati
molto, ma Emir sembra spinto ora a riconciliarsi con questa
ragazza come se non avesse più tempo.
Intanto Luca e Toni vedono questa loro nuova mission quasi
come una gita, una vacanza. Durante il tragitto, però,
scopriranno che le cure di cui Emir ha bisogno nascondono ben
altro e così dovranno fare i conti con una realtà che fino a
quel momento avevano cercato di evitare.

   

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A Verona laurea magistrale in Editoria a Beppe Fiorello

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L’Università di Verona ha conferito
oggi la laurea magistrale “honoris causa” in Editoria e
Giornalismo a Giuseppe “Beppe” Fiorello, attore, sceneggiatore e
regista “la cui produzione è la testimonianza più limpida di
come anche nel panorama contemporaneo sia possibile negoziare le
esigenze dello spettacolo e le regole dello star system con
l’etica dell’impegno civile”.

   
La consegna è avvenuta stamani nel corso della cerimonia di
apertura del 41/o anno accademico dell’Ateneo veronese.

   
“Nell’arco di una carriera quasi trentennale e divisa tra
cinema, fiction e varietà – si legge nella motivazione –
Giuseppe Fiorello ha saputo alternare il grande e il piccolo
schermo coniugando il brìo della commedia con il rigore di uno
sguardo volto tanto a riscoprire eroi dimenticati, quanto a
denunciare l’intolleranza di un’Italia lontana ma non troppo: è
il caso del recente ‘Stranizza d’amuri’, esordio alla regia
premiato con un Nastro d’argento e un Globo d’oro”.

   
Il magnifico rettore, Pier Francesco Nocini, ha ricardato che
a Verona “siamo oltre 30mila tra studentesse e studenti, insieme
a dottorande e dottorandi, assegnisti, specializzandi e
borsisti, arricchita dalle competenze di 835 docenti e 833 tra
dirigenti, personale tecnico amministrativo e personale
impegnato nella formazione linguistica”. A tenere la lectio
magistralis è stato padre Paolo Benanti, unico membro italiano
del Comitato sull’intelligenza artificiale delle Nazioni Unite,
docente alla Pontificia università Gregoriana e consigliere di
Papa Francesco sui temi dell’IA e dell’etica della tecnologia.

   
Dopo aver ricordato la recente visita all’ateneo di Michela
Murgia, Nocini le ha attribuito un attestato di benemerenza alla
memoria.

   

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Susan Sarandon al Riviera international Film di Sestri Levante

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Susan Sarandon sarà in Italia
all’ottava edizione del Riviera International Film Festival
(Riff), dal 7 al 12 maggio a Sestri Levante. L’attrice
pluricandidata agli Academy Awards, e vincitrice di un Oscar per
il suo ruolo da protagonista in Dead Man Walking, è una delle
interpreti più amate da pubblico e critica in tutto il mondo e
naturalmente anche in Italia, dove ha ricevuto due volte il
David di Donatello come miglior attrice straniera. Protagonista
di una carriera stellare, le sue interpretazioni indimenticabili
in pellicole come Thelma & Louise, The Rocky Horror Picture
Show, Atlantic City, U.S.A., Le streghe di Eastwick, L’olio di
Lorenzo, Il cliente, Piccole Donne, Nemiche amiche, sono
diventate pilastri fondamentali nella storia del cinema.

   
Susan Sarandon sarà membro della Giuria ufficiale del
Festival, per i lungometraggi diretti da registi under 35, e
protagonista di una masterclass in cui si racconterà al
pubblico. Con l’attrice americana, che si aggiunge alla regista
Eva Orner (1 Oscar) e al montatore Pietro Scalia (2 Oscar)
salgono a tre i vincitori di premi Oscar presenti al Riff 2024.

   
L’appuntamento è a Sestri Levante dal 7 al 12 maggio.

   

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Me Contro Te tornano in sala dal 1 giugno con 'Operazione spie'

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I Me Contro Te, duo idolo dei
bambini, formato da Luì (Luigi Calagna) e Sofì (Sofia Scalia),
coppia in scena e nella vita, torna al cinema con il sesto
lungometraggio in quattro anni, Me Contro Te Il Film –
Operazione Spie del quale ha appena debuttato il teaser trailer
su youtube.

   
L’adventure/family comedy sempre per la regia di Gianluca
Leuzzi, sarà nelle sale a partire da sabato 1 giugno distribuito
da Warner Bros. Pictures, anche coproduttrice con Colorado Film
Production (gruppo Rainbow) e Me Contro Te.

   
Da un soggetto di Luigi Calagna e Sofia Scalia, Me Contro Te
Il Film – Operazione Spie è scritto da Emanuela Canonico, Andrea
Boin, Luigi Calagna, Sofia Scalia e Gianluca Leuzzi. Nella
storia, stavolta l’armonia del Pianeta è minacciata
dall’Alleanza dei Malvagi: il Signor S., Perfidia, Viperiana e
Serpe hanno convinto il mondo intero che Sofì e Luì sono
terribili criminali e solo loro, i Malvagi, sono i buoni che
possono salvare l’umanità dalla cattiveria dei Me Contro Te. Ma
non tutto è perduto: Sofì e Luì insieme ai loro amici dovranno
trovare un modo per riportare l’armonia nel mondo.

   
Dal debutto su youtube nel 2014, Calagna e Scalia sono
diventati prima webstar e poi hanno continuato a conquistare
folle di giovanissimi fan, dai libri al cinema, dalla tv ai
dischi e ai live show. Con i loro precedenti cinque film hanno
incassato in sala globalmente oltre 26 milioni e 300 mila euro.

   

   

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Maccanico, ancora utili per Cinecittà, verso vette inesplorate

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l consiglio di amministrazione di
Cinecittà spa ha esaminato e approvato all’unanimità il bilancio
di esercizio 2023 con un utile netto di esercizio di 1,3 milioni
di euro, con un risultato positivo ante imposte di 1,8 milioni
di euro. La società, annuncia una nota, si conferma “in utile
per il secondo anno consecutivo, raggiungendo altresì il
consolidamento del patrimonio netto e l’incremento del capitale
sociale iniziale”. Anche lo stato di avanzamento del progetto
Pnrr è “attualmente in linea con i target europei e nazionali e
sono state avviate tutte le attività necessarie al conseguimento
dell’ultimo obiettivo europeo, fissato al 30 giugno 2026”.

   
“Questo risultato è frutto di un’ulteriore significativa
crescita dei ricavi che vale ancora di più nell’anno dello
sciopero di Hollywood. Cinecittà funziona grazie alle grandi
produzioni internazionali e nazionali e può così diventare un
volano di crescita stabile per tutto il settore” dichiara Nicola
Maccanico, amministratore delegato di Cinecittà spa che guarda
ad un futuro in cui possa raggiungere “vette inesplorate anche
rispetto alla propria storia più gloriosa”.

   

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A Giffoni si ricordano Dalla Chiesa e le altre vittime di mafia

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Una giornata
speciale di riflessione si è svolta, a Giffoni, per la Giornata
Nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime
delle mafie. Nella Sala Truffaut della Cittadella del Cinema di
Giffoni Valle Piana, seicento studenti sono stati protagonisti
dell’evento speciale “Giffoni in A Day”.

   
Ad aprire la mattinata il saluto dell’ideatore e fondatore di
Giffoni Claudio Gubitosi: “Questa è una giornata importante.

   
Oggi voi, attraverso i film che vi proponiamo, entrate nella
storia di tante persone che hanno pagato con la loro vita
l’impegno per la legalità e la lotta alle organizzazioni
mafiose, alla corruzione e alla legalità”.

   
Gubitosi ha poi ringraziato l’Arma dei carabinieri “per
l’operato magistrale e di fondamentale importanza messo in campo
ogni giorno per garantire valori imprescindibili come la
sicurezza e la giustizia”. L’Arma, in concomitanza con il
ricordo del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ha partecipato
con la presenza del colonello Filippo Melchiorre, comandante
provinciale dei carabinieri di Salerno. “Questa è per voi una
giornata di impegno e riflessione. In queste occasioni è
fondamentale che la storia venga puntualmente ricordata,
cancellando i timori di poter ripetere gli errori che tanti
hanno pagato con il sangue. Personaggi come il generale Dalla
Chiesa devono essere i veri esempi da perseguire per il vostro
futuro”.

   
Diversi i film sul tema proposti ai giovani, tra cui la
pellicola d’animazione Le stelle di Dora – Le sfide del generale
dalla Chiesa presentato in anteprima mondiale, fuori concorso, a
#Giffoni53. Il racconto, in graphic novel, ricorda la storia del
generale Dalla Chiesa, ucciso il 3 settembre 1982 dopo una lunga
carriera militare e la battaglia contro le organizzazioni
mafiose.

   

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La 72/a edizione del Trento Film Festival omaggia Francesco Nuti

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Nel programma della 72/a edizione
del Trento Film Festival, in programma dal 26 aprile al 5
maggio, è previsto un omaggio all’attore, registra e produttore
Francesco Nuti, scomparso il 12 giugno del 2023. In particolare
– informa una nota – verrà proiettato il film “Tutta colpa del
paradiso”, a cui si aggiungerà la presentazione in anteprima del
podcast “Zitti e Nuti”, di Emiliano Cribari, prodotto da
Officina del podcast con il critico cinematografico Rocco
Moccagatta.

   
“Dopo l’unanime cordoglio che ha accolto la sua scomparsa,
intorno alla figura di Francesco Nuti è tornato un po’ il
silenzio. Abbiamo pensato fosse giusto ricordarlo e omaggiarlo
al Trento Film Festival riproponendo il suo ‘film di montagna’,
girato nella Val d’Ayas in Valle d’Aosta nei pressi di
Champoluc. Sarà l’occasione per ripercorrere la carriera di un
artista che dagli esordi con i Giancattivi agli anni Novanta è
stato protagonista assoluto del cinema italiano”, ha spiegato
Mauro Gervasini, responsabile del programma cinematografico del
Trento Film Festival.

   

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Hollywood, aperto il negoziato tra tecnici e Studios

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 A Hollywood c’è un’aria pesante. La stagione dei premi si è conclusa. Il botteghino annaspa, trainato da qualche isolato kolossal come Dune 2, e le produzioni hanno una nuova battuta d’arresto. Gli addetti ai lavori seguono con apprensione la trattativa cominciata il 4 marzo tra Studios e Iatse, il sindacato dei lavoratori dietro le quinte di cinema e tv, il cui contratto triennale scade il 31 luglio. Nessuno esclude la possibilità di un nuovo sciopero, dopo quello che ha paralizzato la città da maggio a novembre 2023.
    I lavoratori che tengono in piedi l’industria dello spettacolo più ricca e prolifica del mondo sono organizzati in un sistema di sindacati che non lascia scoperto nessun ruolo.
    Sceneggiatori, attori e registi hanno tre sindacati indipendenti, ognuno dei quali ha rinnovato il contratto con le Major e le piatttaforme di streming l’anno scorso (nei primi due casi, dopo 148 e 118 giorni di sciopero). Ma ogni figura del settore, in fase di preparazione e sui set, è rappresentata da una sigla specifica. Da chi monta le luci, a chi trucca gli attori, da chi disegna le scenografie, le costruisce o sceglie gli arredi, a chi sui set porta il pranzo e gli snacks: tutti devono essere iscritti al sindacato per lavorare a Hollywood.
    L’Iatse (International Alliance of Theatrical Stage Employees) è la confederazione che riunisce queste associazioni di categoria: fondata nel 1893, conta circa 170.000 iscritti tra Usa e Canada.
    I cartelli dell’Iatse hanno puntellato i presidi davanti ai cancelli degli Studios l’anno scorso, in solidarietà con sceneggiatori e attori. Ora, nella trincea scendono loro: costumisti, truccatori, montatori, direttori della fotografia o del suono chiedono all’Alleanza dei produttori aumenti salariali e adeguamenti all’inflazione (nei contratti ci sono degli scaglioni proporzionali al budget di produzione del film o della serie), protezioni contro l’Intelligenza artificiale, miglioramenti per fondi pensionistici e assicurazioni mediche.
    Il 3 marzo, alla vigilia dell’avvio della contrattazione, i lavoratori hanno tenuto una manifestazione unitaria, al motto: “Molti artigiani, una sola lotta”. Lindsay Dougherty, presidente del sindacato degli autisti di camion per i set, ha dichiarato: “I lavoratori di Hollywood continuano a combattere fianco a fianco. Questa storica dimostrazione di sostegno in vista dei negoziati evidenzia che, sebbene i nostri membri lavorino dietro le telecamere, i loro problemi saranno al centro della battaglia contrattuale di quest’anno”.
    La solidarietà per questi lavoratori a contratto è palpabile.
    Li ha ringraziati Jimmy Kimmel nel suo monologo di apertura agli Oscar, provocando la calorosa standing ovation delle star riunite al Dolby Theatre: “Prima di celebrarci, facciamo un meritato applauso a tutti quelli che stanno dietro le quinte e che l’anno scorso hanno rispettato i nostri presidi”.
    Il braccio di ferro è appena cominciato, ma Hollywood ha già il fiato sospeso. “The Union behind the entertainment” (così si auto-definisce la Iatse) non accetterà meno di quanto ottenuto dai colleghi pochi mesi fa. Ma le case di produzione tradizionali e i servizi di streaming hanno piani per tagliare costi e personale. Per film e serie tv – e soprattutto per chi vive della loro realizzazione – potrebbe aprirsi un’altra estate nera.
   

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