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Muccino, l'Ai non potrà sostituire la scrittura umana

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“È un suggeritore, ma poi la
scrittura umana obbedisce a dinamiche emotive che sono secondo
me insostituibili”. Lo ha detto il regista Gabriele Muccino,
oggi a Siracusa per prendere parte agli Stati generali del
cinema, a margine dell’incontro che lo vedrà protagonista, a
proposito dell’Intelligenza artificiale.

   
Secondo il regista l’AI potrà interessare “altri reparti, ma
non il regista. Potrà andare a sostituire gli scenografi, gran
parte delle location saranno ricostruite. Andrà a sostituire i
direttori della fotografia e non potrà sostituire gli attori
(anche se il rischio è stato altissimo). Della scrittura non ho
paura”.

   
In merito allo stato di salute del cinema in Italia, Muccino
ha detto: “Da quando ho iniziato a fare questo mestiere nel ’97
è venuto a mancare il prodotto medio che ti garantisce la
qualità. Bisogna offrire più qualità perché le piattaforme hanno
creato una grande altipiano di prodotti di qualità. Oggi molti
prodotti in tv sono comparabili al cinema. I film che vanno bene
sono quelli considerati d’essay, che smuovono lo spettatore”.

   
Per il mancato Oscar a Io Capitano di Matteo Garrone, Muccino
ha detto: “Ha avuto problemi distributivi, il regista caucasico
che dirige film sui neri. Hanno fatto fatica a trovare
distribuzione. Un motivo risibile. Io ho diretto due film con un
afroamericano senza alcun problema. “Io capitano” è un
bellissimo film, ma vincere l’Oscar è complesso non serve solo
essere un bel film: deve uscire nel momento giusto e deve avere
le critiche giuste”.

   

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Anatomia di una caduta vince il David per il Film Internazionale

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Anatomia di una caduta di Justine Triet si è aggiudicato il David di Donatello come Miglior Film Internazionale. Il riconoscimento sarà assegnato venerdì 3 maggio nell’ambito della cerimonia di premiazione in diretta, in prima serata su Rai 1, dagli studi di Cinecittà e trasmessa per la prima volta in 4K, con la conduzione di Carlo Conti e Alessia Marcuzzi.
    Già vincitore della Palma d’Oro a Cannes e dell’Oscar per la Miglior Sceneggiatura Originale, Anatomia di una caduta è un thriller psicologico che scava nei segreti di una famiglia e mette al centro un ritratto di donna provocatorio e fuori dagli schemi. Sandra, interpretata da Sandra Hüller, è una scrittrice che vive con il marito Samuel (Swann Arlaud) e il figlio non vedente Daniel (Milo Machado Graner) in un remoto chalet di montagna sulle Alpi francesi. Quando Samuel muore in circostanze misteriose, Sandra viene accusata di omicidio e il processo mette a nudo la relazione tumultuosa che aveva con il marito, nonché la sua personalità ambigua. Le cose si complicano quando anche il giovane figlio arriva al banco dei testimoni.
    Nella cinquina dei candidati al David come Miglior Film Internazionale, accanto ad Anatomia di una caduta c’erano As Bestas di Rodrigo Sorogoyen, Kuolleet Lehdet (Foglie al vento) di Aki Kaurismaki, Killers of the Flower Moon di Martin Scorsese, Oppenheimer di Christopher Nolan.
    La Teodora Film, distributrice italiana del film “ringrazia i giurati dell’Accademia del Cinema Italiano e la Presidente Piera Detassis per il riconoscimento prestigioso – si commenta in una nota – che conferma una volta di più il valore del film di Justine Triet, divenuto anche in Italia uno dei casi cinematografici della stagione”.
   

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'Un'opera per Fellini', viaggio nella mente del regista a Rio

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Un giro nel magico
universo del cinema e nella mente creativa di uno dei più grandi
registi di tutti i tempi, Federico Fellini: questa la proposta
di ‘Un’opera per Fellini’, lo spettacolo diretto e interpretato
da Marcia do Valle che sarà in scena fino al 27 aprile a Rio de
Janeiro.

   
Attraverso gli occhi della donna delle pulizie Giuvaneide,
il pubblico sarà trasportato in un viaggio emozionante e
divertente attraverso la vita e l’opera di Fellini. Lo show –
offerto in collaborazione con l’Istituto italiano di cultura di
Rio – non è solo una biografia, ma una celebrazione dell’arte
cinematografica con un tocco di umorismo e leggerezza.

   
Attraverso la narrazione di Giuvaneide, gli spettatori
potranno godere di storie sulla settima arte, sul teatro e sul
mestiere degli attori, ognuno dei quali è un piccolo universo
che avvicina alla magia della creazione artistica.

   
Per chi ama il cinema, e soprattutto i film di Fellini, la
pièce è imperdibile. Un’occasione unica per conoscere meglio la
vita e l’opera del cineasta e lasciarsi incantare dalla sua
visione unica del mondo, oltre ad essere una delizia per gli
amanti del teatro.

   

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Challengers, la partita di tennis a tre di Guadagnino

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Nel campo da tennis di Challengers si gioca in tre: due uomini e una donna. Un classico triangolo in cui ognuno, di volta in volta, ama l’altro e poi lo odia. Questo lo scenario dell’ultimo film di Luca Guadagnino, in sala il 24 aprile distribuito dalla Warner Bros. Pictures.
Da una parte c’è la bellissima Tashi Duncan (l’attrice, cantante e ballerina Zendaya), ex prodigio del tennis diventata allenatrice dopo un incidente sul campo, una donna irresistibile e anche troppo consapevole del suo fascino. E dall’altra due tennisti più che amici: il regolare, affidabile e bello Art Donaldson (Mike Faist) e l’inaffidabile talentoso e folle Patrick (Josh O’Connor). Entrambi si innamorano subito di Tashi e lei rivela il suo carattere trasgressivo e aperto coinvolgendoli a letto dove tutto diventa fluido. Con la fotografia calligrafica e sensuale di Sayonbhu Mukdeeprom che indugia su sudore e nudi maschili e la colonna sonora sperimentale sincopata e a tutto volume dei premi Oscar Trent Reznor e Atticus Ross (Soul, The Social Network, Bones and All), Challengers va avanti e indietro nel tempo, seguendo le vicende di questo terzetto tra incontri di tennis e d’amore. E questo fino al crescendo finale: ovvero la partita-duello definitiva tra Art e Patrick. È passato del tempo dal loro primo incontro, oraTashi Duncan è sposata ad Art, diventato nel frattempo un fuoriclasse grazie alla sua guida, ma ultimamente il campione è reduce da tutta una serie di sconfitte che lo hanno reso insicuro. Così quando Tashi scopre che il marito sta per sfidare in finale di torneo quel Patrick, suo ex ancora molto preso da lei, capisce che non sarà una sfida solo sportiva. Nel match finale molto bello, ritmico (tanto da farti venire la voglia di ballare) ed epico allo stesso tempo si tratterà di capire quale sarà nel triangolo la coppia a prevalere. Il candidato all’Oscar e al BAFTA Luca Guadagnino (Chiamami col tuo nome, Io sono l’amore) ha diretto il film – che avrebbe dovuto aprire l’ultima Mostra del cinema di Venezia, ma fu ritirato per via dello sciopero degli attori – da una sceneggiatura di Justin Kuritzkes mentre i produttori sono lui stesso, Amy Pascal, Zendaya e Rachel O’Connor, con Bernard Bellew in veste di produttore esecutivo.
Vedere in Challengers qualcosa di The Dreamers di Bernardo Bertolucci è anche troppo facile. D’altronde Guadagnino non ha mai nascosto l’ammirazione per questo regista a cui sta appunto dedicando un documentario che si intitolerà Joie de vivre. E non finisce qui, il regista ha appena finito di girare Queer ancora da una sceneggiatura di Justin Kuritzkes e basato sul romanzo omonimo del 1985 di William S. Burroughs con protagonista Daniel Craig. Frase cult di Challengers solo apparentemente scontata: “Non considerare vinta una partita se non è ancora finita”.
   

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Siani e Pieraccioni insieme per la prima volta in un film

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 I due talenti comici Alessandro Siani e Leonardo Pieraccioni per la prima volta insieme, nella commedia che vedremo sugli schermi a Natale.
    “Io e te dobbiamo parlare” è il titolo del film per la regia di Alessandro Siani, prodotto da Fulvio e Federica Lucisano per Italian International Film con Rai Cinema.
    Le riprese inizieranno a metà giugno 2024, e l’uscita è prevista per Natale 2024 con 01 Distribution.
    Alessandro Siani: “Leonardo, io e te dobbiamo parlare. E’ la frase che racchiude il nome del mio futuro complice… e il titolo del mio nuovo film! Che altro posso aggiungere? Con Pieraccioni tutto può succedere!” Leonardo Pieraccioni: “Quando ho incontrato Alessandro e semplicemente mi ha chiesto: “Ci vogliamo divertire insieme?” ho sentito subito una scintilla gioiosa che avrebbe acceso un bel progetto. Quando poi abbiamo iniziato a commentare con entusiasmo la storia che mi ha raccontato, ho capito che ci stavamo già divertendo e che il viaggio era già iniziato”.
    Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema: “È un desiderio che si avvera: da tempo stiamo lavorando per questa accoppiata e finalmente siamo riusciti a mettere insieme questi due talenti comici di primo livello, due cavalli di razza della commedia italiana. Sono convinto che sarà un mix esplosivo, un regalo per il pubblico di Natale”.
    Federica Lucisano, amministratore delegato di Italian International Film: “Per noi che produciamo soprattutto commedie, realizzare un film con due star del calibro di Alessandro Siani e Leonardo Pieraccioni è al tempo stesso un sogno e una sfida. Siamo felicissimi di lavorare al terzo film per la regia di Siani. Sarà il nostro regalo di Natale per il pubblico che già nella scorsa stagione ci ha premiato tornando al cinema e scegliendo la commedia italiana.”
   

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'Roma deve cadere', svelato il primo trailer del Gladiatore 2

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La magnificenza del Colosseo torna sul grande schermo. Il primo trailer del Gladiatore 2 è stato svelato, a porte chiuse, al CinemaCon di Las Vegas e ha lasciato la platea a bocca aperta. Lo scrivono diversi media Usa. Il film è il sequel de ‘Il gladiatore’, kolossal del 2020 diretto da Ridley Scott e interpretato da Russell Crowe, Joaquin Phoenix, Connie Nielsen, Richard Harris e Oliver Reed. Nel 2021 vinse cinque premi Oscar su dodici candidature. Anche il sequel, distribuito da Paramount e Universal, è diretto da Scott, nel cast ci sono Paul Mescal, Denzel Washington, Pedro Pascal, Joseph Quinn, Fred Hechinger, May Calamawy, Connie Nielsen e Derek Jacobi. Variety scrive che il teaser mostra Lucius Verus (Mescal), un nobiluomo costretto a rinunciare ai suoi privilegi per diventare un gladiatore, in un’epica sequenza di immagini mentre sta per affrontare un rinoceronte in carica, un’orda di babbuini inferociti e Pascal, un ex comandante militare. Secondo le prime indiscrezioni trapelate, i due tirannici imperatori, Caracalla e Geta, interpretati rispettivamente da Quinn e Fred Hechinger, sembrano essere ancora più folli del personaggio interpretato da Phoenix nel primo film. Washington ha invece il ruolo di un ex schiavo diventato ricco e che manipola Mescal nella sua vendita contro l’impero romano. “Roma deve cadere – dice – devo solo dare la spinta”. Gladiator 2 uscirà negli Stati Uniti il 22 novembre.
   

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Troppo Azzurro, uscire per amore a 25 anni dalla comfort zone

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Sono usciti il poster e il trailer ufficiali di Troppo azzurro, film d’esordio scritto diretto e interpretato da Filippo Barbagallo, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma – Freestyle e selezionato per la Festa del cinema di Roma al Nuovo Sacher di Nanni Moretti.
    L’opera prima è prodotta da Elsinore Film, Wildside (Fremantle) e Vision Distribution (Sky), che è anche distributrice del film, in uscita in sala il 9 maggio.
    Nel cast, oltre a Barbagallo, Alice Benvenuti, Martina Gatti, Brando Pacitto, Valeria Milillo e l’amichevole partecipazione di Valerio Mastandrea. Protagonista della storia è Dario, 25 anni, aggrappato al suo equilibrio da adolescente: vive ancora a casa con i suoi e ha lo stesso gruppo di amici dal liceo. Quando nel torrido agosto romano inizia a frequentarsi prima con Caterina, una ragazza conosciuta per caso, e poi con Lara, la ragazza ‘irraggiungibile”‘che ha sempre amato, dovrà scegliere se restare nella sua comfort zone o lasciarsi finalmente andare.
    Filippo Barbagallo nasce a Roma nel ’95. Dopo il diploma alla Scuola Romana di Fotografia lavora come assistente alla regia ai film Tito e gli Alieni di Paola Randi (2017) e Ride di Valerio Mastandrea (2018). Nel 2021 si diploma in sceneggiatura al Centro Sperimentale di Cinematografia. In seguito è co-autore del soggetto di serie SadBoi, adattamento della graphic novel di Berliac, sviluppato da Elsinore Film e StudioCanal.
   

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A Cannes il film del dissidente Serebrennikov da Limonov

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 Limonov, il nuovo film di Kirill Serebrennikov, sarà presentato in anteprima mondiale, in Concorso, al 77° Festival di Cannes. Ispirato al romanzo bestseller di Emmanuel Carrère, pubblicato in Italia da Adelphi, ha come protagonisti Ben Whishaw nei panni di Limonov e Viktoria Miroshnichenko in quelli di sua moglie Elena.
    Serebrennikov, nato a Rostov sul Don, di madre ucraina ma di nazionalità russa, è uno dei maggiori rappresentanti del cinema russo ed ha una lunga storia di contrasti con il potere di Putin ed è un dissidente in esilio, oltre che attivista Lgbt. La storia della vita di Eduard Limonov è un viaggio attraverso la Russia, l’America e l’Europa durante la seconda metà del XX secolo. Quella di un militante rivoluzionario, un delinquente, uno scrittore underground, il maggiordomo di un miliardario a Manhattan. Ma anche un poeta, un amante delle belle donne, un guerrafondaio, un attivista politico e un romanziere che ha scritto della propria grandezza. Scritto da Pawel Pawlikowski, Ben Hopkins e Kirill Serebrennikov, è prodotto da Fremantle, Wildside, una società del gruppo Fremantle, Chapter 2, Fremantlemedia España S.A., e coprodotto da Vision Distribution, Pathé, Logical Content Ventures, Formapro Film, con la partecipazione di Canal+ Ciné+, France televisions. In collaborazione con Sky, in collaborazione con Hype studios. Il film è prodotto da Mario Gianani e Lorenzo Gangarossa per Wildside, società del gruppo Fremantle, Fremantle con altri partner. Uscirà in Italia distribuito da Vision Distribution.
   

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Marcello mio, omaggio a Mastroianni in gara a Cannes

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 ‘Marcello mio’ del regista francese Christophe Honoré sarà in concorso per la Palma d’oro al festival di Cannes (14-25 maggio 2024) ha annunciato il delegato generale del Festival Thierry Frémaux, presentando la Selezione Ufficiale 2024 al cinema Ugc-Normandie di Parigi. Il film parla di Marcello Mastroianni, il grande attore italiano di cui quest’anno si celebrano i cento anni dalla nascita. Nel cast, la figlia di Mastroianni, Chiara Mastroianni, e l’ex moglie nonché grande attrice francese, Catherine Deneuve.
    Il film è prodotto da Les Films Pelleas in coproduzione con Bibi Film e Lucky Red con Rai Cinema, con il contributo del ministero della Cultura, con il sostegno di Cnc, Sofica Cofinova, Indéfilms, Regione Lazio. Nel cast oltre a Chiara Mastroianni e Catherine Deneuve ci sono grandi nomi del cinema francese come Fabrice Luchini, Melvil Poupaud, Benjamin Biolay, Nicole Garcia. Marcello mio, secondo quanto si apprende, racconta la storia di un’attrice, Chiara Mastroianni, che, sconvolta nella propria vita, intende far rivivere il padre defunto, Marcello Mastroianni. Stesso vestito, stesso discorso, stesso respiro. Al punto che tutti cominciano a chiamarla “Marcello”, quasi una nuova identità.
   

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Delusa dagli Oscar Margot Robbie si consola al Monopoly

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(di Alessandra Baldini)
Dopo la delusione di Barbie,
Margot Robbie si consola con un nuovo giocattolo pescando
stavolta tra quelli di proprietà dalla Hasbro. L’attrice
snobbata agli Oscar per la sua interpretazione della bambola
della Mattel ha messo gli occhi sul Monopoly, il classico gioco
da tavola per famiglie dalla popolarità planetaria: è stato
concesso in licenza in più di cento Paesi e tradotto in oltre
trentasette lingue.

   
LuckyChap, la casa di produzione della diva grazie alla quale
Barbie, da progetto per anni su carta, è diventato il film di
Greta Gerwig fenomeno di incassi la scorsa estate, ha unito le
forze con Lionsgate e Hasbro, la rivale di Mattel che detiene da
licenza originariamente di Parker Bros, per portare il copione
nelle sale. L’annuncio è arrivato dalla conferenza CinemaCon in
corso a Las Vegas.

   
Secondo Lionsgate, che lo scorso dicembre ha esteso i suoi
diritti al Monopoly con l’acquisto di eOne, il gioco da tavola è
il più popolare al mondo nel suo genere, con mezzo miliardo di
copie vendute dal 1935 quando Parker Bros lo commercializzò in
tutto il mondo. La trama è sotto chiave e dunque non è ancora
chiaro come Robbie e LuckyChap pensino di sviluppare una
narrazione live-action dal mondo bidimensionale del gioco.

   
Lucky Chap è stata fondata nel 2014 dall’attrice con il
marito Tom Ackerly, Josey McNamara e Sophia Kerr, l’anno dopo il
successo dell’attrice in Il Lupo di Wall Street. Negli anni, lo
studio ha prodotto molti film con Margot protagonista tra cui,
oltre a Barbie, Tonya, Terminal e Birds of Prey, oltre ad altri
film di rilievo come Una donna promettente e Saltburn. Ci
sarebbe poi in cantiere un live-action sui Sims, il popolare
video-gioco di simulazione di vita, con la regia di Kate Herron.

   
Per Lionsgate la scommessa è stata facile: nonostante la
delusione degli Oscar, la scorsa estate lo studio dell’attrice
ha prodotto un blockbuster da 1,4 miliardi di dollari sulla
improbabile premessa della bambola perfetta per eccellenza che
scopre le sue imperfezioni e le porta nel mondo reale.

   
“A Lucky Chap hanno un chiaro punto di vista su come deve
essere il film”, ha detto il presidente di Lionsgate Motion
Picture Adam Fogelson: “Scelgono i loro progetti con estrema
cura e siamo tutti certi che Monopoly sarà un nuovo campione di
incassi”.

   

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