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Fmi, Kristalina Georgieva confermata per un secondo mandato

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Il board esecutivo del Fondo monetario internazionale ha confermato Kristalina Georgieva per un secondo mandato di cinque anni alla guida dell’istituto.

“Sono profondamente grata per la fiducia e il sostegno del Consiglio esecutivo del Fondo, che rappresenta i nostri 190 membri, e sono onorato di continuare a guidare il Fmi come Direttore generale per un secondo mandato quinquennale”, ha detto Georgieva in una nota.

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Case green, stop a caldaie a gas e incentivi per i pannelli solari: cosa prevede la direttiva Ue

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Case green, stop a caldaie a gas e incentivi per i pannelli solari: cosa prevede la direttiva Ue - foto 1

Tgcom24




 

Cosa prevede la direttiva Ue sulle case green

 Per la sua adozione definitiva, la direttiva dovrà ora essere approvata formalmente anche dal Consiglio Ue. Una volta entrate in vigore le norme, l’Italia e gli altri Paesi avranno due anni di tempo per preparare, supervisionati da Bruxelles, piani nazionali di ristrutturazione, ovvero tabelle di marcia per indicare la via che intendono seguire per centrare gli obiettivi. In Italia, fin dalla sua presentazione, la proposta ha alimentato un’aspra polemica soprattutto per l’assenza di finanziamenti da parte Ue e per gli standard minimi di prestazione energetica. Secondo il relatore dell’Europarlamento, l’irlandese dei Verdi Ciaran Cuffe, anche in Italia le nuove norme Ue saranno un’opportunità per mobilitare finanziamenti per le ristrutturazioni e per l’occupazione locale. Secondo l’intesa, almeno il 16% degli edifici pubblici con le peggiori prestazioni rispetto al 2020 andrà ristrutturato entro il 2030 e il 26% entro il 2033. Per le case si applicherà un obiettivo di riduzione del consumo energetico del 16% dal 2030 e del 20-22% entro il 2035. Per garantire flessibilità, gli Stati potranno scegliere di applicare esenzioni per gli edifici storici, agricoli, militari e per quelli utilizzati solo temporaneamente. Gli Stati dovranno installare i pannelli solari solo sui nuovi edifici pubblici e avranno tempo fino al 2040 per dire addio alle caldaie a combustibili fossili.

 
 

Stop alle vecchie caldaie a gas

 Allo stato attuale, nel nostro Paese ci sono oltre 12,2 milioni di fabbricati residenziali, la metà dei quali nelle classi energetiche più basse, sui quali prima o poi sarà necessario intervenire. Un’altra scadenza importante per il nostro Paese, sarà quella del 2025 con lo stop a tutti i sussidi per le caldaie autonome, mentre a fine 2024 è fissato il termine per molte agevolazioni, a partire dall’Ecobonus (dedicato proprio, tra le altre cose, alle caldaie a condensazione). I Paesi avranno tempo fino al 2040 per dire definitivamente addio alle caldaie a combustibili fossili. Previsti anche incentivi per incoraggiare il passaggio a sistemi di riscaldamento e raffreddamento alimentati da energie rinnovabili. Ad esempio, è previsto un largo impiego degli apparecchi ibridi, come quelli che mettono insieme, per l’appunto, caldaie e pompe di calore, controllate da una centralina unica. In questo caso, la direttiva dice esplicitamente che “sarà ancora possibile incentivarli”. Accanto a questo, sarà decisivo il ruolo dell’elettrificazione dei riscaldamenti: l’utilizzo delle pompe di calore è richiamato da più parti nel testo della direttiva e in altri provvedimenti dell’Ue.

 

Pannelli solari

 L’obbligo di installare i pannelli solari riguarderà i nuovi edifici pubblici e sarà progressivo, dal 2026 al 2030. Dovranno inoltre essere attuate strategie, politiche e misure nazionali per dotare di impianti solari gli edifici residenziali. È proprio l’abbinamento tra pannelli solari e caldaie a pompa di calore, infatti, una delle tipologie di interventi che consentono più facilmente di fare il salto di classe energetica. Anche per la lor installazione sono previsti incentivi. Fino a fine anno è possibile contare sulla detrazione del 50% per realizzare gli impianti, e una volta in funzione sarà possibile avere le tariffe incentivanti per l’energia prodotta e autoconsumata. Mentre per i nuovi edifici la loro installazione sarà la norma, per gli edifici pubblici e non residenziali esistenti, invece, i pannelli solari dovranno essere installati gradualmente, a partire dal 2027. Come previsto nell’ambito del decreto Cer, sarà dato sempre più spazio alle Esco, le Energy Service Company, ossia società certificate che si occuperanno sia della realizzazione dell’impianto, che della sua gestione, mantenendone la proprietà e quindi realizzandolo senza costi a carico degli utenti.

 

 

Edifici nuovi

 Dovranno essere a emissioni zero a partire dal 2030. Per quelli di proprietà pubblica la scadenza è fissata al 2028.

 

Ristrutturazioni

 Abbandonata l’idea delle classi energetiche armonizzate, almeno il 16% – rispetto al 2020 – degli edifici pubblici con le peggiori prestazioni andrà ristrutturato entro il 2030 e il 26% entro il 2033. Per le case si applicherà un obiettivo di riduzione del consumo energetico del 16% dal 2030 e del 20-22% entro il 2035. Una promozione che richiede interventi come cappotto termico, sostituzione degli infissi, nuove caldaie a condensazione, pannelli solari. Obiettivo finale: un parco immobiliare a emissioni zero entro il 2050.

 

Flessibilità

 Le misure di ristrutturazione adottate dal 2020 saranno conteggiate ai fini dell’obiettivo di efficienza.

 

Esenzioni

 I governi potranno esentare gli edifici storici e agricoli, le chiese e i luoghi di culto, gli immobili a uso militare e quelli utilizzati solo temporaneamente.

 

Entrata in vigore

 L’accordo dovrà essere confermato dai governi nazionali, per poi essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entrare in vigore 20 giorni più tardi.

 

Piani nazionali

 I singoli Stati Ue avranno due anni di tempo per adeguarsi presentando a Bruxelles le loro tabelle di marcia per indicare la via che intendono seguire per centrare gli obiettivi di efficientamento.

 

Investimenti

 La Commissione europea stima che entro il 2030 saranno necessari 275 miliardi di euro di investimenti annui per la svolta energetica del parco immobiliare, cioè 152 miliardi di euro di investimenti all’anno in più rispetto alle risorse attuali. Non sono previsti finanziamenti dedicati, ma i Paesi potranno attingere ai fondi Ue per sostenere la svolta. Tra questi figurano il Fondo sociale per il clima, il Recovery fund e i Fondi di sviluppo regionale.

 

Gli investimenti previsti

 La Commissione europea stima che entro il 2030 saranno necessari 275 miliardi di euro di investimenti annui per la svolta energetica del parco immobiliare, ovvero 152 miliardi di euro di investimenti all’anno in più rispetto alle risorse attuali. Non sono previsti finanziamenti dedicati, ma i Paesi potranno attingere ai fondi Ue per sostenere la svolta: tra questi, il Fondo sociale per il clima, il Recovery fund e i Fondi di sviluppo regionale.

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BTp Valore, parte la quarta emissione del Mef: quanto si guadagna?

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Qual è la durata del titolo?

 La quarta emissione di BTp Valore avrà una durata di 6 anni. Le cedole vengono pagate ogni tre mesi con rendimenti prefissati e crescenti nel tempo sulla base di un meccanismo “step up” di 3+3 anni

 

Quanto si può investire?

 L’investimento potrà partire da un minimo di 1.000 euro, avendo sempre la certezza di veder sottoscritto l’ammontare richiesto. Il titolo viene acquistato alla pari (prezzo pari a 100) e senza commissioni durante i giorni di collocamento.

 

Qual è il tasso offerto?

 I tassi minimi garantiti nei primi tre anni e nel successivo triennio, congiuntamente al codice ISIN che identifica il titolo, verranno comunicati venerdì 3 maggio.

 

Quale la tassazione?

  È prevista la consueta tassazione agevolata per tutti i titoli di Stato al 12,5% su cedole e premio fedeltà, l’esenzione dalle imposte di successione, oltre che – come previsto dalla legge di bilancio per il 2024 – l’esclusione dal calcolo ISEE fino a 50.000 euro, al completamento dell’iter di attuazione della misura.

 

C’è un premio finale extra?

 Sì, e sarà pari allo 0,8% per chi lo acquista durante i giorni di collocamento e lo detiene fino alla scadenza.

 

Come si acquista il BTp Valore?

 Come per le precedenti emissioni, il titolo potrà essere acquistato esclusivamente dai piccoli risparmiatori:

 

– attraverso il proprio home banking, se abilitato alle funzioni di trading online

– rivolgendosi al proprio referente in banca

– rivolgendosi all’ufficio postale presso cui si possiede un conto corrente con il conto deposito titoli

 

I sottoscrittori potranno cedere interamente o in parte il titolo prima della sua scadenza, senza vincoli e alle condizioni di mercato. Il collocamento avrà luogo sulla piattaforma MOT (il mercato telematico delle obbligazioni e titoli di Stato di Borsa Italiana), tramite due banche dealers: Intesa Sanpaolo e Unicredit. Il MOT è il mercato secondario elettronico, gestito da Borsa Italiana, dove vengono negoziati contratti di compravendita relativi a obbligazioni domestiche ed estere e a titoli di Stato (nei giorni di borsa aperta per tutta la durata degli stessi titoli, dalle 9:00 alle 17:30). È un mercato al dettaglio, ossia particolarmente specializzato per le transazioni anche di importo molto limitato, essendo il lotto minimo di negoziazione pari a mille euro.

 

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Dalla Ue ok alle case green ma l'Italia vota no

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Case green, ok finale alla direttiva Ue: l'Italia vota contro | Giorgetti: "Abbiamo detto no, il tema è chi paga"

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I ministri europei al Consiglio Ue Ecofin hanno confermato l’accordo raggiunto con l’Eurocamera a dicembre sulle nuove norme per rendere il parco immobiliare comunitario a emissioni zero entro il 2050



 


Case green, ok finale alla direttiva Ue: l'Italia vota contro | Giorgetti:

Tgcom24




 

Il via libera definitivo dagli Stati membri chiude l’iter tormentato di una direttiva, proposta dalla Commissione a fine 2021, che fin da subito ha alimentato un’aspra polemica in Italia, soprattutto per l’assenza di finanziamenti da parte Ue e per gli standard minimi di prestazione energetica. La direttiva sarà ora pubblicata in Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore 20 giorni dopo. I 27 Paesi Ue avranno poi due anni di tempo per adeguarsi, un arco di tempo in cui tutte le capitali, compresa Roma, dovranno presentare all’Ue un piano nazionale di ristrutturazione, ovvero una tabella di marcia per indicare la via che intendono seguire per centrare gli obiettivi.

 

 

Il commento del ministro Giorgetti

 “È una direttiva bellissima, ambiziosa, ma alla fine chi paga?”, ha rimarcato Giorgetti. “Noi abbiamo esperienze in Italia in cui pochi fortunelli hanno rifatto le case grazie ai soldi che ci ha messo lo Stato, cioè tutti gli altri italiani e diciamo che è un’esperienza che potrebbe insegnare qualcosa”.

 

 

Cosa prevede la direttiva Ue sulle case green

 A partire dal 2030 tutti i nuovi edifici residenziali dovranno essere costruiti per essere a emissioni zero, mentre per gli edifici pubblici lo standard si applicherà dal 2028. Abbandonata l’idea di classi energetiche armonizzate, l’Ue ha deciso che almeno il 16% degli edifici pubblici con le peggiori prestazioni andrà ristrutturato entro il 2030 e il 26% entro il 2033. Per le case si applicherà un obiettivo di riduzione del consumo energetico del 16% dal 2030 e del 20-22% entro il 2035. Per garantire flessibilità ai governi, le misure di ristrutturazione adottate dal 2020 saranno conteggiate ai fini dell’obiettivo e gli Stati potranno scegliere di applicare esenzioni per gli edifici storici, per gli edifici agricoli, per scopi militari e per quelli utilizzati solo temporaneamente.

 

 

Quanto costa la ristrutturazione “green” degli edifici

 La Commissione europea stima che entro il 2030 saranno necessari 275 miliardi di euro di investimenti annuali per la ristrutturazione degli edifici. L’obbligo di installare i pannelli solari riguarderà solo i nuovi edifici pubblici e sarà progressivo, dal 2026 al 2030. Gli Stati avranno tempo fino al 2040 per dire addio alle vecchie caldaie a combustibili fossili, mentre dal 2025 dovranno porre fine a tutti i sussidi per le caldaie autonome.



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