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DI VENERDì 04 GENNAIO 2019

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Riapre la sezione Anpi a Predappio
Chiusa nel 2016 per i dissidi sul referendum costituzionale

BOLOGNA04 gennaio 201912:45

– Dopo due anni di assenza, l’Anpi riapre la sezione sciolta a Predappio, città natale di Benito Mussolini, per dissidi interni relativi al referendum costituzionale. Da più di 20 iscritti si era passati a meno di dieci e Predappio aveva perso la sua rappresentanza perché per aprire una sede servono almeno 20 tesserati. Oggi, riporta la stampa locale, gli iscritti sono saliti a 23.
“Predappio ha una carica simbolica micidiale e non avere una sede proprio lì era una cosa che non mi piaceva”, commenta Gianfranco Miro Gori, presidente provinciale dell’associazione nazionale partigiani, al Resto del Carlino. Tra i motivi della ripresa, anche la risposta alla manifestazione dei nostalgici nel giorno dell’anniversario della Marcia su Roma, il 22 ottobre, quando una militante di Forza Nuova, poi sospesa, ha indossato la maglietta choc con la scritta ‘Auschwitzland’.
Ex assessore Nuoro querela Lapia (M5s)Guccini, mi ha accusato di aver ordito complotto ai suoi danni

NUORO04 gennaio 201913:00

– L’ex assessore alle Attività produttive e alla Polizia municipale del Comune di Nuoro, Francesco Marco Guccini (Sel), presenta querela per diffamazione nei confronti della deputata del M5s Mara Lapia, aggredita lo scorso 16 dicembre all’uscita di un supermercato del capoluogo barbaricino. “Mi ha accusato di aver ordito un complotto politico alle sue spalle – spiega in conferenza stampa – perché quando è uscita la notizia dell’aggressione sono stato uno dei primi su Facebook a ridimensionare i fatti descritti dalla parlamentare, dopo aver sentito l’audio vocale che smentiva la sua ricostruzione. Ma, ricordo, ho anche condannato la vicenda”.
Sul caso sta indagando la Polizia dopo la formale denuncia presentata dalla deputata cinque stelle. Il presunto aggressore è stato denunciato per lesioni e agli atti dell’inchiesta, oltre alle testimonianze di chi ha assistito alla scena, è stata acquisita anche la registrazione audio che fornisce una versione differente rispetto a quella data dalla parlamentare.
Orlando in piazza, difendoSindaco conferma che contro il decreto si rivolgerà ai giudici

PALERMO04 gennaio 201913:02

– “Voglio difendere i diritti umani dei migranti, che sono persone”. Davanti a centinaia di persone, che partecipano a un sit di sostegno davanti a palazzo delle Aquile, il sindaco Leoluca Orlando torna ad attaccare il decreto sicurezza e il ministro Matteo Salvini. “Al suo nervosismo – dice – rispondo che ho esercitato le mie funzioni di sindaco: ho sospeso l’applicazione di norme di esclusiva competenza comunale che potevano pregiudicare i diritti umani dei migranti”. Dalla piazza arrivano applausi e voci di sostegno e di approvazione. “E adesso – aggiunge il sindaco – mi rivolgerò all’autorità giudiziaria perché, in quella sede, il caso possa essere rimesso alla Corte Costituzionale che giudicherà la legittimità o l’illegittimità costituzionale di norme che hanno un sapore certamente disumano e criminogeno”.
Mantero, dl stupido e incostituzionaleCreerà illegalità dove non c’era, ridurrà integrazione

04 gennaio 201913:16

– “Ecco quello che si ottiene emanando un decreto incostituzionale e stupido, a solo scopo propagandistico, che auspicabilmente sarà smontato dalla Consulta: creare illegalità dove non c’era, ridurre l’integrazione peggiorando le condizioni di vita di italiani e stranieri, far fare bella figura ai sindaci del Pd che hanno contribuito a creare il falso problema dell’immigrazione e ora passano per i paladini dell’integrazione. Filotto insomma…”.
Lo scrive su Facebook il senatore M5S, Matteo Mantero.
Martina, con Salvini tasse cresconoBel disastro per il capitano della demagogia

04 gennaio 201913:23

– “Con Salvini al governo 7 miliardi di euro in più di tasse vere per tutti. Bel disastro per il capitano della demagogia”. Così il candidato alla segreteria del Partito democratico Maurizio Martina.

Sicurezza, Digos in ufficio anagrafe PalermoSalvini: ‘E’  legge dello Stato’. Di Maio: ‘Non si possono aprire i porti’

CHIETI04 gennaio 201914:36

Agenti della Digos si sono presentati questa mattina all’ufficio anagrafe del Comune di Palermo, dopo quanto affermato dal sindaco Leoluca Orlando sulla sospensione delle procedure previste dal decreto sicurezza e le direttive impartite al capo area Maurizio Pedicone. “Hanno chiesto – dicono gli impiegati – cosa accade quando vogliamo regolarizzare la posizione di un richiedente asilo e quali sono le procedure che stiamo seguendo”.”Molti sindaci che contestano il Decreto Sicurezza – ha detto oggi il ministro dell’Interno, Matteo Salvini – non lo hanno letto perché vengono garantiti il diritto alla salute, il diritto allo studio a tutti, i bambini non si toccano e non possono essere espulsi. Semplicemente non si regalano altri diritti ai furbetti come veniva fatto fino a ieri. Ma poi – ha aggiunto – sono dieci sindaci. In Italia ci sono ottomila sindaci, quindi andiamo a parlare degli altri 7.990. C’è qualche sindaco incapace – ha aggiunto il ministro – che siccome non sa gestire Palermo, Napoli, Firenze e altre città, si inventa polemiche che non esistono. Immigrati regolari e perbene, i profughi veri, avranno più tutele con questo decreto; i furbetti e i finti profughi, spacciatori e stupratori, tornano a casa loro. Io vado avanti, sono convinto di fare gli interessi degli italiani, degli immigrati regolari perbene e dei profughi veri”.”Avere una accoglienza così dopo sette mesi di Governo, in un momento comunque complicato, è motivo di orgoglio. Per me la polemica non esiste, c’è una legge dello Stato, firmata dal presidente della Repubblica, applicata dal 99% dei sindaci”. Lo ha detto a Chieti il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, rispondendo alle domande dei giornalisti in merito alla legge sulla sicurezza nel corso della passeggiata al mercato cittadino di Chieti sotto una fitta nevicata.E il vicepremier Luigi Di Maio rincara: “Ci sono sindaci che ragionano “se aprire o chiudere i porti. Vorrei ricordare che non hanno nessuna autorità per legge e quindi questo dimostra che tutte queste dichiarazioni fanno parte di una grande occasione per fare un po’ di campagna elettorale e chiedere un po’ di voti ai cittadini.  Nessun Governo – ha proseguito – dirà mai ad un sindaco di disobbedire ad una legge dello Stato. Come Governo non lo diremo perché l’abbiamo sostenuta e la portiamo avanti: se c’é qualche membro della maggioranza che si sente a disagio si deve ricordare che ne é membro e che questo dl l’ha votato, che il governo lo sta applicando, che lo sosteniamo. La protesta dei sindaci è una boutade politica. Se ci saranno dei ricorsi che in via incidentale andranno alla Corte Costituzionale e sarà la Corte a giudicarli”.Quanto all’ipotetico braccio di ferro tra Salvini e Conte per le protesta di alcuni sindaci contro il Dl Sicurezza, Di Maio ha detto di non avere “notizie di qualche membro del Governo che si stia opponendo ad un incontro tra l’Anci e il presidente del Consiglio. Anche perché ricordiamo che l’Anci ha al suo interno comuni a favore del decreto sicurezza, tra cui anche i nostri sindaci che lo applicheranno e alcuni che invece non vogliono applicarlo”.       [print-me title=”STAMPA”]