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POLITICA: NUTELLA E NON SOLO

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POLITICA: NUTELLA E NON SOLO

AGGIORNAMENTO DELLE 00:25

DI GIOVEDì 27 DICEMBRE 2018

POLITICA: NUTELLA E NON SOLO

Salvini posta la sua colazione, polemica social
Pd: Pesaro sconvolta, terremoto sull’Etna, il ministro informi quando ha finito

Un selfie di Matteo Salvini mentre fa colazione con pane e cioccolata questa mattina scatena la polemica politica. “È una giornata difficile con una città colpita da un terremoto e un uomo sotto protezione ucciso a colpi di pistola. Il senso dello Stato dovrebbe venir prima di ogni cosa e invece il ministro degli interni ci informa che fa colazione con la Nutella. Una vera vergogna”, ha scritto su Twitter il vicepresidente della Camera ed esponente Pd Ettore Rosato.”Caro Ministro Salvini c’è la città di #Pesaro sconvolta per l’omicidio di un uomo sotto protezione, fratello di un collaboratore di giustizia. Quando ha finito pane e nutella vorremmo avere qualche informazione e rassicurazione. La ringrazio”, scrive in un tweet il sindaco di Pesaro Matteo Ricci.”Salvini chieda scusa ai cittadini siciliani e si rechi subito a Catania, invece di farsi i selfie con la Nutella. Si ripete la vergogna della notte di Ferragosto, quando i soccorritori cercavano i corpi sotto le macerie del Ponte Morandi a Genova e il leader della Lega festeggiava con una cena a base di pesce proprio in Sicilia”, scrive su Facebook il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi.”Peraltro Salvini – prosegue Anzaldi – ringrazia, giustamente, i Vigili del Fuoco, dimenticando che la macchina dei soccorsi è fatta anche di tanti volontari (quelli cui hanno raddoppiato le tasse), di operatori della protezione civile, di agenti di tutti i corpi dello Stato. Come se ci fossero le classifiche dei soccorritori. Imbarazzante. Si conferma il ministro del’interno più inadeguato della storia della Repubblica”.
La risposta

di Salvini alle polemiche sul suo pane e NutellaIl vicepremier ha replicato che così “governeremo 30 anni” e attacca politici e ‘giornalisti di sinistra’ che lo hanno criticato

“Un pensiero ai politici e ai giornalisti di sinistra che vivono male anche durante le feste. Sapete oggi quale era il problema? ‘Salvini che la mattina fa colazione con pane e Nutella mentre l’Italia soffre’. Confesso questo mio enorme difetto, questo mio torto: mi piace la Nutella, la cioccolata, e i Kinder”.Lo ha detto il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini in diretta Facebook. “Avete dei problemi ragazzi miei”, “forse è un fastidio avere un governo normale che fa cose normali. Se fanno opposizione criticando un ministro che mangia la Nutella, noi governeremo 20 o 30 anni. Ma io tiro dritto”, ha concluso Salvini.”E pensare che c’è gente che ha rubato, che non mangiava pane e Nutella ma mangiava caviale e sorseggiava champagne”, ha aggiunto Salvini. “Vorrà dire che domattina, prima di partire, farò colazione con pane, burro e marmellata, come faceva mia nonna. Ma Fatevi una vita! L’opposizione la dovete fare sulle cose serie. Abbiamo avuto, nei giorni scorsi, un dibattito di 4 giorni perché ho mangiato i tortellini col ragù e non in brodo…”, ha concluso.

POLITICA: NUTELLA E NON SOLO

La manovra si prende 118 milioni dalle organizzazioni assistenziali no-profit
Il testo approvato in Senato abolisce le agevolazioni fiscali per 343 mila realtà che danno lavoro a 800 mila persone

Né Stato, né mercato. Si chiama Terzo settore ed è quel’insieme di realtà che non esistono per fare profitto e non sono riconducibili alla pubblica amministrazione Sono le associazioni di volontariato, le cooperative sociali, e le società di mutuo soccorso, ma anche le associazioni sportive dilettantistiche, quelle di consumatori e le organizzazioni non governative (Ong). Danno lavoro a circa 800 mila persone in Italia, secondo i dati riportati dal Forum Terzo Settore e relativi al 2016, divise in più di 343 mila realtà. Non solo: all’ultimo censimento del no-profit, crescevano più delle imprese e dei servizi. Dal 1973 godevano di una tassazione agevolata – 12% invece di 24% – che ha permesso loro di fare investimenti come acquistare ambulanze, strumenti per le emergenze e pulmini per disabili. La manovra, però, prevede che il Terzo settore dovrà dare allo Stato 118 milioni di euro nel 2019 e 157 nel 2020 e nel 2021. Come è possibile?Il testo approvato in Senato prevede che l’articolo 6 del decreto presidenziale 601 di 45 anni fa venga cancellato. E che, in sostanza, una associazione che assiste i disabili paghi le stesse tasse di una oreficeria di lusso o una multinazionale, come scrive Gian Antonio Stella su Vita. La difesa di SalviniMatteo Salvini ha difeso la misura dicendo che la fine del regime agevolato Ires per gli enti del terzo settore “è stata una scelta”. “Vedremo di aiutare chi effettivamente ha bisogno” ha affermato, sottolineando che nella manovra “ci sono tanti di quegli investimenti per i disabili, per la scuola, per l’università, per la ricerca, che sono assolutamente contento”.Dove lavora il Terzo settoreOltre il 50% delle istituzioni è attivo nelle regioni del Nord contro il 26,7% dell’Italia meridionale e insulare. Il numero di istituzioni no-profit ogni 10 mila abitanti è un indicatore che misura più chiaramente la presenza territoriale: se al Centro-Nord tale assume valori prossimi se non superiori a 60 (in particolare al Nord-est, dove raggiunge il livello di 68,2), nelle Isole e al  Sud è pari rispettivamente a 48,1 e 42,2. Infine, i dipendenti sono ancora più concentrati delle istituzioni dal punto di vista territoriale, con oltre il 57% impiegato al Nord.Per la portavoce del Forum, Claudia Fiaschi. l’emendamento approvato la notte del 23 dicembre è “particolarmente penalizzante, soprattutto in relazione al periodo transitorio in cui si attende la piena entrata in vigore della Riforma del Terzo Settore” e si aggiunge a un’altra preoccupazione: quella per la fatturazione elettronica per i soggetti con proventi superiori a 65 mila euro. L’effetto che si potrebbe generare, avverte, è che “un ente che riceve una sponsorizzazione e che fino ad oggi aveva goduto del regime forfettario, non potrà più ricevere l’importo dell’Iva e sottoporlo al regime fiscale semplificato”. Insomma, un’altra tegola fiscale che associazioni e organizzazioni si aspettavano di dover affrontare non prima della riforma.Gli appelli a cambiare la normaSulla vicenda è intervenuto anche Enrico Mentana che su Open ha lanciato un appello a cancellare subito questa norma perché “tutti sappiamo che attorno a noi c’è una rete del terzo settore che supplisce all’inadeguatezza dello Stato ad aiutare chi ha bisogno: bambini, poveri, anziani, malati, senzatetto, tossicodipendenti”.Sempre Gian Antonio Stella fa un’altra considerazione, numeri alla mano. “Mediamente”, scrive su Vita “ognuno di quei 5,5 milioni di volontari regala a chi ne ha bisogno almeno tre ore alla settimana (almeno: in realtà sono sempre di più, senza contare le emergenze di un terremoto o un’alluvione) per un totale annuale di 858 milioni di ore di lavoro. A 10 euro l’ora, paga ridicola per tanti impagabili esempi di abnegazione, quel volontariato regala allo Stato oltre otto miliardi e mezzo di euro. Quasi settanta volte di più di quanto andrà a rosicchiare sull’Ires”. Secondo Gabriele Sepio, coordinatore del tavolo tecnico-fiscale per la riforma del Terzo settore presso il Ministero del Lavoro, particolarmente penalizzati in tutto questo saranno gli enti ecclesiastici che, anche dopo la piena efficacia della riforma, avrebbero eccezionalmente mantenuto l’aliquota Ires ridotta del 50% per le attività diverse da quelle esercitate attraverso un ramo “Terzo settore”. Si pensi ad un ente religioso che svolge attività di formazione, o socio sanitaria: nell’ipotesi di imponibile pari a 400 mila euro, l’ente beneficerebbe per il 2018 dell’aliquota Ires dimezzata al 12%, pagando quindi 48 mila euro d’imposta. Con le modifiche introdotte dalla legge di bilancio, lo stesso ente pagherebbe a partire dal 2019 un’imposta raddoppiata, pari cioè a 96 mila euro.

Il Natale dei politici

Dibba che torna in Italia, Di Maio in famiglia, Salvini a cena con il figlio e Meloni in versione Babbo Natale. E’ il Natale social dei politici che si godono le feste dopo la maratona di sabato notte al Senato e prima di riprendere i lavori per il via libera alla manovra. “Voglio godermi questo Natale”, scrive il vicepremier Luigi Di Maio su Facebook il giorno della vigilia dettando ‘l’agenda’ delle feste tra partite a carte con gli amici, tv, cene e tombolate. “Il 26 mangeremo, come da tradizione, gli avanzi del giorno prima e poi il 27 tornerò a Roma per la Manovra. Poi – aggiunge – ci sarà da festeggiare l’inizio dell’anno nuovo e lo farò con mio fratello Dibba”.
Alessandro Di Battista è infatti di rientro in Italia. Qualche giorno fa, prima di mettersi in viaggio, l’ex parlamentare 5 Stelle ha postato un video con la compagna e il figlio in cui ha ripercorso il lungo viaggio fatto con la famiglia: “Dopo 16.718 km in bus (più altri su varie imbarcazioni), con qualche kg in meno noi due e qualcuno in più Andrea, dopo aver visitato 9 paesi, scritto reportage, girato documentari, dopo aver vissuto per 7 mesi la vita che sognavamo per nostro figlio… torniamo a casa”, ha annunciato Dibba mandando “un saluto e un augurio di Buon Natale a tutti quanti!”.Natale social anche per il vicepremier Matteo Salvini che la sera della vigilia ha postato un video con Andrea Bocelli, mentre ieri ha raccontato di una “serata top” in compagnia del figlio. “Neve alle spalle, cioccolata calda in mano, pronto a scartare i regali che mi ha fatto mio figlio: olè”, ha scritto per pubblicare poi l’immancabile foto della cena: “Pizza salame piccante e cipolla con mio figlio, che – ha aggiunto – mi ha regalato una cover imbruttita”. Oggi il ministro dell’Interno ha invece postato uno scatto della sua colazione a base di “pane e Nutella”, scatenando una polemica sui social per le critiche di alcuni utenti che hanno ritenuto la foto inopportuna nel giorno del terremoto nel Catanese.Silvio Berlusconi ha scelto invece uno stile più istituzionale per fare gli auguri via social. “Buon Natale e felice 2019, con l’augurio che in questo nuovo anno tutti i vostri sogni e progetti si possano realizzare”, scrive su Facebook. Auguri social anche da Matteo Renzi che invita dopo le “tante polemiche sulla Legge di Bilancio” a fermarsi un attimo: “Ora – si legge nel post – si stacca qualche ora”. Da Facebook infine una Giorgia Meloni in versione natalizia augura “semplicemente… Buon Natale a tutti!”.      [print-me title=”STAMPA