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DALLE 08:59 ALLE 13:46 DI DOMENICA 03 MARZO 2019

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Primarie Pd: se nessuno supera 50% c’e’ assemblea
Statuto Dem ha congresso in tre fasi

03 marzo 201908:59

Le primarie di domenica del Pd potrebbero teoricamente non essere il passaggio definitivo per eleggere il segretario. Lo Statuto del partito prevede infatti un “terzo tempo” nel caso in cui nessuno dei tre candidati dovesse riuscire ad avere la maggioranza assoluta dei voti ai gazebo. Una ipotesi però che non si è mai verificata nei tre precedenti congressi, quando il voto dei militanti è stato risolutivo. Lo Statuto approvato all’epoca di Walter Veltroni, ha voluto tenere insieme sia la forma partito tradizionale, in cui a decidere sono gli iscritti, sia il modello aperto all’americana, dove la parola finale la pronunciano gli elettori.

Il congresso, dunque, ha una prima fase riservata ai soli iscritti che selezionano i tre candidati che poi si misureranno alle primarie aperte a tutti i militanti. In questa prima fase, i candidati erano sei, e tra essi hanno passato la selezione Nicola Zingaretti, Maurizio Martina e Roberto Giachetti, che hanno ottenuto rispettivamente il 47,95%, il 36,53% e l’11,23% sui 189.023 tesserati che hanno votato (il 50,43% dei 374.786 iscritti). Ma anche partecipare alla prima fase non è così semplice, visto che occorre raccogliere 1.500 firme in almeno 5 Regioni, cosa che erano riusciti comunque a fare gli altri tre candidati: Francesco Boccia, Maria Saladino e Dario Corallo.

I tre candidati che hanno “passato il turno” hanno dovuto superare un altro ostacolo organizzativo: trovare ciascuno mille candidati per l’Assemblea nazionale. Alle primarie si vota per il segretario ma anche per eleggere i mille delegati dell’Assemblea nazionale, in 170 collegi in cui è divisa l’Italia. A ciascun candidato è collegato quindi in ogni collegio un listino bloccato di candidati all’Assemblea. Qualora ai gazebo nessuno dei tre sfidanti dovesse ottenere la maggioranza assoluta dei consensi, sarebbero dunque i 1.000 delegati dell’Assemblea nazionale ad eleggere il nuovo segretario. E teoricamente il più votato dai militanti potrebbe poi non essere eletto segretario dai delegati dell’Assemblea. Tuttavia questa circostanza non si è mai verificata e il più votato nei circoli ha sempre avuto la maggioranza assoluta nei gazebo. E’ accaduto nel 2009, quando Pierluigi Bersani si impose su Dario Franceschini e Ignazio Marino; nel 2013 con Matteo Renzi che sconfisse Gianni Cuperlo e Giuseppe Civati; nel 2017 quando ancora Renzi superò Andrea Orlando e Michele Emiliano.

Primarie Pd, si sceglie il nuovo leader. In corsa Zingaretti, Giachetti e MartinaEletto direttamente solo chi supera il 50% dei voti

03 marzo 201913:26

Domenica di Primarie per il Pd, che sceglie il nuovo leader dopo la stagione di Renzi e la reggenza di Martina. Zingaretti, Giachetti e lo stesso Martina sono in corsa, divisi sulle alleanze a sinistra e sul rapporto col M5s.
I cittadini potranno recarsi ai seggi, apertisi alle ore 8, fino alle ore 20. Ci si potrà recare nelle sedi dei circoli o negli oltre settemila gazebo allestiti in tutta Italia. Si registrano code per
esprimere la propria preferenza L’ organizzazione della kermesse elettorale Dem si avvale del supporto di oltre 35mila volontari. Il Pd punta ad almeno un milione di persone al voto. Viene eletto direttamente solo chi supera il 50% dei voti, altrimenti lo Statuto prevede l’elezione da parte dell’Assemblea nazionale.

Il primo a votare alle primarie, tra i volti noti del Pd, è stato Walter Veltroni. L’ex segretario si è recato al gazebo di piazza Fiume, a Roma, alle 8 in punto, per esprime la sua preferenza. In mattinata a Roma il voto di Paolo Gentiloni, poi quelli di Luca Zingaretti e Roberto Giachetti. Maurizio Martina vota invece nella sua città, a Bergamo. Carlo Calenda vota e fa lo scrutatore in mattinata nel Gazebo di Piazza del Popolo, sempre a Roma, mentre Matteo Renzi ha votato alla Leopoldina, a Firenze. Il leader storico dell’Ulivo Romano Prodi a Bologna.

Carlo Calenda scrutatore al gazebo delle Primarie Pd di Piazza del Popolo. L’esponente dem, seduto insieme con gli altri attivisti,  controlla i loro documenti e consegna loro la scheda per votare. ‘E’ il momento più alto della democrazia, perché le persone scelgono direttamente il proprio segretario’, spiega. In un tweet Calenda aveva invitato ad andare a votare alle primarie: ‘Un gesto di democrazia e un modo per mobilitarci contro il tentativo del Governo di farci uscire dall’Ue nel silenzio’, aveva scritto. ‘Più siamo, meglio è per l’Italia’. L’ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha votato questa mattina alle Primarie del Pd in un seggio allestito in un circolo Arci di via Goito, nei pressi della Stazione Termini di Roma. “Speriamo sia una bella giornata, sarà una bella giornata – ha detto – Cosa mi aspetto dall’affluenza? Io penso che ieri a Milano sia stato un bel sabato, e possiamo avere oggi in tutta Italia una bella domenica. L’affluenza, per scaramanzia abbiamo detto questi giorni il ‘milione’, come il signor Bonaventura… adesso non diciamo niente. Diciamo che il fatto che ci siano gli iscritti e centinaia di migliaia di non iscritti, elettori e simpatizzanti che oggi partecipano alla scelta del segretario del Pd è una cosa unica nel panorama politico italiano e molto importante per la nostra democrazia. Il fatto di ieri a Milano ci porta bene e ci dà ottimismo – ha aggiunto Gentiloni – e sui numeri vedremo, toccherà fare mezzanotte”. Gentiloni si è messo in coda con gli altri elettori, conversando con loro e stringendo mani. “Abbiamo finito le schede…” ha scherzato con il personale del seggio.

Primarie Pd: Carlo Calenda scrutatore a Piazza del Popolo ‘Tutti insieme ai gazebo, più siamo meglio è per l’Italia’

03 marzo 201910:47

Carlo Calenda scrutatore al gazebo delle Primarie Pd di Piazza del Popolo. L’esponente dem, seduto insieme con gli altri attivisti, riceve i cittadini che arrivano per eleggere il nuovo segretario Pd, controlla i loro documenti e consegna loro la scheda per votare. ‘E’ il momento più alto della democrazia, perché le persone scelgono direttamente il proprio segretario’, spiega. In un tweet Calenda ieri aveva invitato ad andare a votare alle primarie: ‘Un gesto di democrazia e un modo per mobilitarci contro il tentativo del Governo di farci uscire dall’Ue nel silenzio’, aveva scritto. ‘Più siamo, meglio è per l’Italia’.

Primarie Pd: Gentiloni vota a Roma in circolo Arci Ex premier, oggi sarà una bella domenica

03 marzo 201911:00

L’ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha votato questa mattina alle Primarie del Pd in un seggio allestito in un circolo Arci di via Goito, nei pressi della Stazione Termini di Roma. “Speriamo sia una bella giornata, sarà una bella giornata – ha detto – Cosa mi aspetto dall’affluenza? Io penso che ieri a Milano sia stato un bel sabato, e possiamo avere oggi in tutta Italia una bella domenica. L’affluenza, per scaramanzia abbiamo detto questi giorni il ‘milione’, come il signor Bonaventura… adesso non diciamo niente. Diciamo che il fatto che ci siano gli iscritti e centinaia di migliaia di non iscritti, elettori e simpatizzanti che oggi partecipano alla scelta del segretario del Pd è una cosa unica nel panorama politico italiano e molto importante per la nostra democrazia. Il fatto di ieri a Milano ci porta bene e ci dà ottimismo – ha aggiunto Gentiloni – e sui numeri vedremo, toccherà fare mezzanotte”. Gentiloni si è messo in coda con gli altri elettori, conversando con loro e stringendo mani. “Abbiamo finito le schede…” ha scherzato con il personale del seggio.

Primarie Pd: seggi aperti fino alle 20Fra Zingaretti,Martina,Giachetti. In 7mila gazebo, fino alle 20

03 marzo 201911:08

– Domenica di Primarie per il Pd, che sceglie il nuovo leader dopo la stagione di Renzi e la reggenza di Martina. Zingaretti, Giachetti e lo stesso Martina sono in corsa, divisi sulle alleanze a sinistra e sul rapporto col M5s.
I cittadini potranno recarsi ai seggi, apertisi alle ore 8, fino alle ore 20. Ci si potrà recare nelle sedi dei circoli o negli oltre settemila gazebo allestiti in tutta Italia. L’ organizzazione della kermesse elettorale Dem si avvale del supporto di oltre 35mila volontari. Il Pd punta ad almeno un milione di persone al voto. Viene eletto direttamente solo chi supera il 50% dei voti, altrimenti lo Statuto prevede l’elezione da parte dell’Assemblea nazionale.
Grillo contro la piazza di Milano: ‘Il razzismo è un falso problema”Troppo egoismo sociale, sostenere i poveri non bucare montagne’

03 marzo 201912:14

‘L’Italia divisa sul nulla’ è il titolo del post che Beppe Grillo pubblica sul suo blog, dedicato alla manifestazione di Milano contro il razzismo, ‘un razzismo esclusivamente mediatico’, scrive il fondatore del M5s, secondo il quale il vero problema è ‘un crescente egoismo sociale’. ‘Il Paese sceglie falsi problemi: piuttosto che sostenere i suoi milioni di poveri preferisce disquisire di miliardi per bucare una montagna’, scrive. ‘A Milano 250mila persone hanno manifestato contro il razzismo, un razzismo esclusivamente mediatico, ma Sala lo definisce momento spartiacque… ed ha ragione – scrive Grillo – Chiunque abbia un minimo di buon senso non vede alcun razzismo, ma soltanto un crescente egoismo sociale. Ma allora cosa sta succedendo? Sembra che il paese non voglia confrontarsi con i suoi “veri fantasmi”‘. ‘Se fosse una manifestazione contro l’egoismo, contro il mors tua vita mea, ne sarei felice. Ancora di più, se fosse una manifestazione contro la mafiosità, i favori e le caste… ma stiamo soltanto sognando. Il Paese sceglie falsi problemi: piuttosto che decidere di sostenere i suoi milioni di poveri preferisce disquisire di miliardi per bucare una montagna ed altre questioni che non esistono’. ‘Piuttosto che cacciare i mafiosi della politica offre a quella stessa vecchia politica alibi per rifarsi l’ennesimo lifting. Terreno di coltura ideale per i frou frou piddini e berlusconiani: cabaret invece che lotta. Persi nelle nebbie delle primarie – conclude Grillo – si ritrovano nel “vuoto nulla impannocchiato in fronzoli”‘.

A 104 anni vota per nuovo segretario PdSignora esprime preferenza per segretario nel savonese

CARCARE (SAVONA)03 marzo 201912:47

– “Sono di nuovo qui, buon lavoro a tutti”: così la signora Teresa P., 104 anni, ha salutato i volontari che stamani hanno aperto il seggio delle primarie del Pd a Carcare (Savona). La signora, classe 1915, di buon’ora si è presentata al presidente del seggio Rodolfo Mirri con la sua carta d’identità e i due euro richiesti, ha espresso la sua preferenza per il nuovo segretario nazionale del Partito Democratico, ha salutato tutti e se ne è andata.         [print-me title=”STAMPA”]