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Gli affari di cuore di Covacich
Lo sportivo scrittore costretto a fare i conti con sé stesso

19 febbraio 2019 05:30

– MAURO COVACICH, ‘DI CHI E’ QUESTO CUORE’ (LA NAVE DI TESEO, pp. 246 – 17,00 euro). Si mette in gioco più direttamente negli ultimi romanzi Mauro Covacich, pur avendo sempre lavorato su un certo autobiografismo di fondo nel mettere a fuoco un qualche problema di identità, nascosto dalla finzione narrativa. Ora, partendo da ”Prima di sparire”, poi ”A perdifiato”, sino al lavoro su Trieste in ”La città interiore” (città storicamente in cui vive una ricerca d’identità), il tutto si è fatto dichiaratamente esplicito (”I personaggi di questo romanzo sono persone. Anche i nomi sono gli stessi a cui corrispondono nella vita”), ma certi processi per arrivare a un senso generale su chi siamo e dove siamo, per raccontarci qualcosa per parlarci d’altro, sono rimasti gli stessi, andando per accumulo e rincorrersi di storie e vicende anche minime, solo apparentemente secondarie, occasionali e quotidiane, essenzialmente slegate dalla violenza di questo mondo, cui si era interessato in opere precedenti.L’avvio, il fatto scatenante è che allo sportivo e corridore io narrante Covacich viene trovata una piccola anomalia al cuore durante un controllo, con l’invito a stare a riposo, che lui non prenderà sul serio, come continuando a muoversi potesse eludere o curare il suo corpo, iscrivendosi in palestra e in piscina ”correggendo un vecchio certificato per attività non agonistica”. Ma l’idea di una sopraggiunta vulnerabilità, confermata anche dall’amico Alberto, resta sottotraccia e spinge a un confronto, un esame di se stesso senza elusioni. La verità è una virtù crudele, si è sinceri solo quando ti costa qualcosa, gli sottolinea un uomo, una misteriosa figura che comincerà a entrargli dentro casa in maniera invadente e provocatoria: un amico immaginario, il visitatore di tanta letteratura, un’alter ego, il subconscio, che lo invita a non tergiversare, a attenersi alla realtà, a raccontare una cosa, ora un’altra essendo crudele, parola che viene da Cruor che vuol dire sangue e rimanda quindi al cuore. Inizia una rivisitazione della propria vita, dalla sua infanzia quando compie atti di bullismo per sentirsi nel branco, ma di cui capisce la gravità quando si trova da solo faccia faccia con l’amico-vittima Umberto che gli chiede perché ora sia così gentile con lui, alla madre chiusa in se stessa che da anziana si apre e fa amicizie su Facebook; dai problemi con la burocrazia del comune di Padova per cui cita K e un Castello per alludere all’aggettivo kafkiano che ”non pronuncerò mai”, all’attrazione che subisce dalla morte di uno studente morto cadendo in gita da un balcone di un albergo, di cui si rifiuterà di scrivere per il giornale ma che inseguirà in più occasioni sempre con la forza e la presenza di quel cuore che è sentimento e minaccia, tanto che vedendone a una mostra uno di plastica messo in un tombino in un’installazione di Robert Gober si chiede: ”Di chi è questo cuore? E’ mio o del ragazzo morto?”.Poi naturalmente i suoi rapporti con gli amici e soprattutto con le donne, dando risalto a sensi di colpa e tenerezze con la compagna Susanna. E attorno la vita del quartiere dove abita, con la lotta ai topi e la presenza di certi barboni, a cominciare da quello che, per via di un naso particolare, chiama Arcimboldo, altra presenza costante del racconto sino alla chiusa, al dialogo con saluti e commossi auguri finali: ”L’idea che Arcimboldo mi abbia notato nel suo panorama, come io ho notato lui, mi lascia senza parole”.
Potrebbe allora tornare a casa e farne un articolo per il giornale, ”oppure potrei farne qualcos’altro” come questo libro, in cui si parla anche di libri, ovviamente di diari (c’è anche una breve bibliografia finale), pagine in cui ”ci sono solo le cose contenute in un essere umano” come nella sagoma medusoide dell’ecografia del suo cuore, sapendo che ”a differenza degli animali, l’avventura terrestre non comporta per gli umani lo stato d’innocenza” e che ”parlare da solo fa male”.

Cinema: Don Chisciotte in diretta dal Royal Ballet di Londra19 febbraio diretta balletto dalla Royal Opera House

19 febbraio 201911:45

– L’appuntamento di febbraio 2019 con la Royal Opera House al cinema sarà per martedì 19 febbraio alle 20.15 quando Don Chisciotte, il capolavoro di Cervantes coreografato da Marius Petipa sulle musiche di Ludwig Minkus, verrà trasmesso nei cinema italiani in diretta via satellite dalla Royal Opera House di Covent Garden, a Londra, con la distribuzione di Nexo Digital. Questo affascinante balletto, qui nella vibrante produzione di Carlos Acosta -la sua prima per il Royal Ballet- esplora i temi dell’amore, dell’amicizia, dell’avventura. Il goffo cavaliere Don Chisciotte e il suo fedele scudiero Sancho Panza incontrano tra gli altri una disperata coppia di amanti, Kitri (Akane Takada) e la sua dolce metà Basilio, impossibilitati a sposarsi in quanto il padre di Kitri vuole che lei si unisca in matrimonio con il benestante Gamache. Don Chisciotte, col suo fare eroico, interviene e convince Gamache a dare il consenso per il matrimonio di Kitri e Basilio. La produzione di Carlos Acosta del 2013, qui orchestrata e arrangiata da Martin Yates, porta il calore spagnolo e la gioia sul palco. Acosta aggiunge energia e spirito al balletto, in particolare con la nuova coreografia per la scena gipsy del Secondo Atto, che accoglie i musicisti sul palco per lasciar esplodere al massimo l’atmosfera vivace della scena.
Si tratta di un allestimento brioso che coinvolge l’intera compagnia nei ruoli di paesani esuberanti e gitani appassionati.
Brillante, affascinante, divertente e toccante, Don Chisciotte è un balletto ricco di emozioni positive e di straordinari virtuosismi tecnici.
Gli appuntamenti con la Royal Opera House al cinema offrono al pubblico di tutto il mondo i migliori posti in sala e includono materiale esclusivo capace di raccontare quel che accade dietro le quinte con interviste e dettagliati ritratti dei performer.
Nella stagione 2017/18 più di un milione di persone a livello internazionale hanno assistito a una produzione di un’opera di punta o di un balletto della Royal Opera House in uno degli oltre 1.500 cinema che partecipano all’iniziativa in 51 nazioni.
Bio-on porta bioplastica in MessicoAccordo da mezzo mln euro con Imagen per tessile ecosostenibile

19 febbraio 201910:03

– Bio-on porta la bioplastica in Messico. Nei prossimi mesi lavorerà in esclusiva con Innova Imagen, società del gruppo Himes che opera nel settore del tessile con particolare attenzione all’innovazione ecosostenibile per realizzare il primo impianto nella regione per la produzione di bioplastica PHA, naturale e biodegradabile al 100%, ottenuta da residui e sottoprodotti agroindustriali.
Per Bio-on si tratta di un accordo del valore di mezzo milione di euro, il primo di questo tipo nella regione centro-nord americana. La collaborazione inizierà già dalle prossime settimane con l’utilizzo di diverse materie prime largamente disponibili in Messico, compresi i rifiuti della lavorazione dell’agave, al fine di implementare uno studio ingegneristico per un impianto industriale per la produzione di bioplastica con vari possibili scenari che combinano diverse materie prime da valorizzare e numerosi segmenti di mercato da soddisfare.
Broken Nature, design ricostituenteTriennale presentata al Maxxi. Curatrice, è un progetto politico

19 febbraio 201910:53

– Saranno le strategie e gli oggetti di ‘riparazione’ delle crisi ambientali e sociali ad animare la XXII Triennale di Milano, intitolata “Broken Nature: Design Takes on Human Survival”, in programma dal 1 marzo al 1 settembre. Presentato al Maxxi, in un incontro che inaugura la partnership tra le due istituzioni, il progetto prevede una mostra tematica e una serie di partecipazioni di Paesi da tutto il mondo per indagare attraverso architettura e design quali siano le prospettive dei legami tra gli esseri umani e il contesto in cui vivono. Esplorando il concetto di “design ricostituente”, la XXII Triennale si propone di offrire strumenti per far sì che tutti facciano la propria parte per salvare il pianeta. “Il design e la natura sono concetti politici, che aiutano ad avere un atteggiamento ricostituente verso il mondo”, ha detto la curatrice Paola Antonelli, Senior Curator del Dipartimento di Architettura e Design e Direttrice del reparto Ricerca e Sviluppo del MoMa.
Musica, Buckcherry unica data a CerviaIl 23 febbraio ‘special guest’ Adelitas Way e Klogr

BOLOGNA19 febbraio 201912:21

– I californiani Buckcherry, nominati due volte ai Grammy Awards per le hit ‘Crazy bitch’ e ‘Lit up’, tornano in Italia per un’unica data sabato 23 febbraio al Rock Planet di Pinarella di Cervia (Ravenna).
La loro esperienza comincia nel ’95 a Los Angeles, quando il cantante Joshua Todd e il chitarrista Keith Nelson si conoscono grazie al loro tatuatore. Il disco d’esordio è del ’99 e ‘Lit up’ scala le classifiche di Billboard, permettendo alla band di ricevere una nomination ai Grammy per la miglior performance hard rock. Dopo il secondo disco ‘Time bomb’ e un tour con gli Ac/Dc il gruppo si scioglie, poi arriva la reunion con l’album ’15’ nel 2005 e il singolo ‘Crazy bitch’. I Buckcherry hanno pubblicato quattro album fra il 2008 e il 2015 (l’ultimo è ‘Rock’n’roll’) e sono stati in tour con i Kiss.
Ospiti a Cervia saranno i Klogr e gli Adelitas Way, questi ultimi forti di cinque album, fra cui il self-titled che ha generato la hit ‘Invincible’, utilizzata anche come colonna sonora di ‘Csi Miami’.
A Faenza 18 maioliche collezione CorrerAl Mic dal 24 febbraio al 12 maggio, poi il ritorno a Venezia

FAENZA (RAVENNA)19 febbraio 201912:23

– Si è concluso il restauro di 18 pezzi, provenienti dalla collezione del Museo Correr di Venezia, che ha impegnato il Museo delle ceramiche (Mic) di Faenza da giugno dello scorso anno. Le maioliche, che appartengono ad una delle più importanti collezioni italiane di ceramiche rinascimentali, prima di tornare a Venezia saranno esposte al Mic dal 24 febbraio al 12 maggio. I pezzi restaurati riflettono il gusto della nobiltà veneziana nel Cinquecento. I veneziani ricorsero per i loro servizi da tavola alle grandi manifatture dell’Italia Centrale: Faenza, Urbino, Casteldurante.
Il nucleo restaurato al Mic appartiene al genere istoriato delle botteghe del Ducato di Urbino.
Il Laboratorio di Restauro opera dagli anni Ottanta e si avvale di restauratori diplomati all’Istituto ‘Ballardini’ di Faenza.
Si occupa esclusivamente di restauro di materiali ceramici, di qualunque tipologia tecnologica, dalla terracotta alla porcellana, ed esegue anche lavori su commissione, soprattutto per enti pubblici.
E’ morto Karl Lagerfeld, il Kaiser della modaEra direttore artistico di Chanel dal 1983

PARIGI19 febbraio 201912:45

“Amo considerarmi un freelance. Questa parola è l’unione di free, libero come ho sempre voluto essere, e lance che ricorda la parola francese lancé, com’era definita un tempo un’ambita cortigiana. Io mi sento libero e mercenario”. In questa dichiarazione è racchiusa l’essenza dello spirito di Karl Otto Lagerfeld, lo stilista tedesco scomparso oggi, nato ad Amburgo il 10 settembre 1933, secondo le fonti più accreditate anche se l’anno di nascita rimane un mistero. Lagerfeld, per decenni ha diretto due prestigiose maison, Chanel e Fendi, a cui ha dato un’impronta inconfondibile. Inamovibile, insostituibile, totalizzante per le griffe che ha disegnato e della cui immagine si è occupato in toto anche curando le campagne pubblicitarie come fotografo e regista. Un asso pigliatutto insomma, non a caso soprannominato “Il Kaiser”. In realtà Lagerfeld è riuscito, nella sua lunga carriera, a fare del suo nome una griffe indipendente che ha collaborato con varie maison della moda, non solo Fendi e Chanel, ma anche Chloé. Ha avuto una sua etichetta e nonostante il successo non ha disdegnato le collaborazioni con i colossi del low cost: per H&M ha firmato nel 2001 una collezione a edizione limitata andata a ruba in due giorni. Dal 2010 ha firmato per quattro stagioni le collezioni di Hogan, per cui ha ripensato i modelli classici del brand, sneakers e ballerine. Nel 2006 ha lanciato una collezione casual uomo-donna, K Karl Lagerfeld, che includeva T-shirt e blue jeans.Nato da Christian ed Elisabeth Lagerfeld ad Amburgo, in Germania, Lagerfeld era figlio unico. Suo padre era socio di una banca d’affari svedese che fece fortuna introducendo il latte condensato in Germania. La sua data di nascita per molto tempo è stata un vero mistero. La scrittrice Alicia Drake sosteneva che fosse nato nel 1933. Lagerfeld diceva di essere nato nel 1935. I registri di nascita in Germania non sono aperti a ispezioni. Certa la data in cui Lagerfeld emigrò a Parigi con sua madre il 1953. Karl incontra la moda grazie a sua madre che nel 1949 lo porta alla sua prima sfilata, di Dior, a Parigi, dove poi si trasferisce e dove nel ’54 da Pierre Balmain ha il suo primo lavoro nella moda avendo vinto un concorso per disegnare un cappotto sponsorizzato dal Segretariato Internazionale della Lana. Nel 1962 diventa il primo freelancer dell’industria della moda lavorando tra Francia, Italia, GB e Germania e lancia un’etichetta sua. Nel ’65 ha comincia la collaborazione con Fendi. Nel ’64 è la volta di Chloe. Un docufilm racconta l’amicizia con lo storico rivale Yves Saint Laurent fino al litigio nel 1975. Aveva vinto anche il concorso per un premio di abiti sponsorizzato da YSL. “Saint Laurent lavorava per Dior- ricordava Karl – altri giovani che conoscevo pensavano che fosse Dio, invece io non ero così impressionato”. Dopo tre anni si trasferì da Jean Patou. “Mi annoiavo anche qui perciò mi licenziai e provai a tornare a scuola, ma non studiavo quindi ho passato più due anni sulle spiagge, suppongo di aver studiato la vita in quel modo”. L’annoiato Karl con i soldi della sua ricca famiglia ad un certo punto però fonda un piccolo negozio a Parigi. In questo periodo, come altri colleghi, consultava spesso Madame Zereakian, la veggente armena di Christian Dior. “Fu lei a dirmi che avrei avuto successo con la moda e i profumi” rivelo in seguito.Nel 1980 Lagerfeld fondò la sua etichetta e con il suo nome lanciò in effetti profumi e abiti. Designer carismatico, eccentrico con un’immagine pubblica inconfondibile – occhiali scuri anche di notte, capelli bianchi raccolti a coda e guanti da aviatore di pelle nera, è un personaggio misterioso che un documentario, Karl Lagerfeld – A Lonely King (in onda nel settembre 2018) ha provato a rivelare. Autori del film i francesi Thierry Demaizière e Alban Teurlai. Karl ha vestito pop star come Kylie Minogue e Madonna. Claudia Schiffer è stata la sua modella preferita degli anni ’80-’90, Kaia Gerber l’ultima musa. Il docufilm cerca di fare luce nelle pieghe degli episodi privati dello stilista e svelarne la personalità. Lagerfeld possiede una collezione di 50mila libri (ha aperto una libreria nel ’99 a Parigi) e modi di relazionarsi agli altri da imperatore come suggerisce il suo soprannome. Nel docu Lagerfeld si racconta soffermandosi sul rilancio di Chanel, di cui è diventato direttore artistico nel 1983. Dal 1987 firma tutte le campagne fotografiche, scoprendo un talento anche con le immagini. Nel 2000 la decisione di perdere 42 kg in 13 mesi seguendo una dieta. La dieta venne pensata apposta per Lagerfeld dal dottori Jean-Claude Houdret, che scrisse il libro The Karl Lagerfeld Diet. “Ho deciso di vestirmi diversamente – aveva rivelato in seguito il Kaiser – per vestire abiti disegnati da Hedi Slimane. Ma queste mode sono indossate da ragazzi molto magri e non erano per uomini della mia età. Dovevo perdere 40 chili. Ci ho messo esattamente tredici mesi”. Lagerfeld era commendatore dell’Ordine della Legion d’Onore dal 2010. Appassionato di architettura è stato grande amico di Zaha Hadid a cui ha commissionato il Mobile Art Pavilion per Chanel. A Tadao Ando ha affidato la realizzazione della sua casa-studio a Biarritz, in Francia. Aveva colpito la sua assenza all’ultima sfilata di Chanel, lo scorso 22 gennaio: non era mai accaduto prima.

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Subsonica, groove e colori nell”8 tour’
In 14 mila tra ieri e oggi per le due date milanesi

19 febbraio 201912:48

– Due ore e mezza di groove e colori: così i Subsonica tornano nelle grandi arene live italiane con il ‘8 tour’, che ha fatto tappa al Mediolanum Forum di Assago per la prima di due date consecutive milanesi che hanno richiamato circa 14 mila spettatori (dato degli organizzatori). Con ‘Bottiglie rotte’ il concerto parte subito dall’ultimo album e all’ultimo album ritorna altre otto volte, per dichiarare apertamente il ritorno a casa rappresentato da questo lavoro, con i suoi rimandi agli anni ’90 che in scena diventano talora evidenti (specie dopo il cambio d’abito nel secondo atto) ma più spesso sono intrecciati nelle trame sonore. Quelle contaminazioni pop, rock e dance che diedero vita alla band torinese si manifestano in un prologo dove passato e presente rimbalzano tra ‘Discolabirinto’, la cover di ‘Up Patriots to Arms’ e ‘Nuova ossessione’, seguite dall’esplicito omaggio nineties ‘Jolly Roger’.
David, Garrone e Martone guidano le nominationPoi Guadagnino e Sorrentino. Cerimonia 27/3 in diretta su Rai1

19 febbraio 201913:04

In testa alla 64/a edizione dei David di Donatello Dogman di Matteo Garrone che ha ottenuto il numero più alto di candidature, ben 15, e Capri Revolution di Mario Martone che si attesta a 13. A pari merito al terzo posto si collocano Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino e Loro di Paolo Sorrentino (12 nomination). A seguire ancora a pari merito, con 9 candidature, Lazzaro Felice di Alice Rohrwacher e Sulla mia pelle di Alessio Cremonini. I premi David di Donatello verranno consegnati a Roma mercoledì 27 marzo, con una cerimonia in diretta su Rai1.
Montalbano sempre top, l’ultimo supera i 10 milioniQuasi 11.5 mln picco. Da 20 anni su Rai1 è la fiction più amata

19 febbraio 201913:25

Un altro straordinario successo di pubblico per la stagione 2019 delle avventure del Commissario Montalbano. La seconda delle nuove inchieste, ‘Il diario del ’43’ su Rai1, lunedì 18 febbraio ha conquistato 10.150.000 spettatori (share del 43,3%). Il picco di ascolti, alle 21.59, nel momento della scena del funerale del dottor Pasquano, l’anatomopatologo del commissariato di Vigata, è stato di 11.457.000. Quasi un omaggio all’attore Marcello Perracchio, scomparso nel 2017 e diventato popolare cone il burbero dottore.Nato dalla penna di Andrea Camilleri, diretto da Alberto Sironi e interpretato da Luca Zingaretti, Il Commissario Montalbano da 20 anni è una delle produzioni italiane più amate: sono 34 film ad oggi i film della serie evento. Venduta all’estero, trasmessa negli anni in oltre 65 Paesi tra Europa e resto del mondo, anche in Paesi molto diversi per audience come la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, la fiction è stata replicata in Italia con ascolti record innumerevoli volte.    Con il film L’altro capo del filo, trasmesso lunedì 11 febbraio e seguito su Rai1 da 11.108.000 i telespettatori (44,9% lo share), si conferma così la fiction più seguita della stagione televisiva 2018/19, raggiungendo anche l’ottimo gradimento del 32,6% nel pubblico giovane (15-24 anni).I nuovi episodi si cominceranno a girare in primavera.

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Cristicchi e il Giorno del Ricordo
Cantautore, disattenti morti nell’anima, teatro crea attenzione

ANCONA19 febbraio 201914:03

– Giorno del Ricordo per l’esodo giuliano-dalamata e per le vittime delle foibe celebrato in Consiglio Regionale delle Marche con Simone Cristicchi che, voce e chitarra, ha eseguito in aula “Lo chiederemo agli alberi” e “Abbi cura di me”, portato a Sanremo. “Quando la barbarie diventa la normalità, la tenerezza è l’unica rivoluzione” ha detto il cantautore, che si è esibito a Senigallia con il suo spettacolo “Esodo””. Alla seduta hanno partecipato studenti del Liceo ‘Galilei’ di Ancona, dell’Iis ‘Corridoni-Campana’ di Osimo e dell’Ipc ‘Olivetti’ di Fano. Intervistato dal direttore dell’Amat Gilberto Santini, Cristicchi ha spiegato la scelta di portare sul palco la storia e definito il teatro “forza irripetibile che crea comunità, antidoto alla disattenzione: gli attenti non muoiono mai, i disattenti sono morti nell’anima”. Il presidente dell’Assemblea regionale Antonio Mastrovincenzo ha invitato a contrastare i rischi di “negazionismo, riduzionismo e strumentalizzazioni degli eventi storici”.
Gioconda Belli a ‘Dedica’Il festival in programma dal 9 al 16 marzo a Pordenone

PORDENONE19 febbraio 201914:26

– C’è Gioconda Belli al centro della 25/a edizione di Dedica, il festival letterario ospitato a Pordenone dal 9 al 16 marzo a cura dell’associazione Thesis.
Nicaraguense, poetessa, scrittrice e giornalista di fama internazionale, Belli è stata nominata Cavaliere delle Arti e delle Lettere dal presidente della Repubblica francese: “Come scrittrice – dice – sento la necessità di generare e far crescere la consapevolezza”. E raccogliendo questa suggestione, Dedica condurrà il pubblico nell’universo di una narratrice intensa e delicata, dalla scrittura elegante e profonda, autrice di diverse raccolte di poesie, caratterizzate da una poetica sensuale e femminile. L’inaugurazione (il 9 marzo alle 16.30 al teatro Verdi) prevede un dialogo tra la scrittrice e Federica Manzon, autrice dell’intervista che è “cuore” della monografia “Dedica a Gioconda Belli”, arricchita da contributi di Andrea Semplici, Mara Donat, Marco Fazzini, da alcune poesie inedite e da un racconto esclusivo di Belli “La donna sandwich”.
Hurwitz, la mia musica per la LunaPremio Oscar racconta colonna sonora First Man ora in home video

LOS ANGELES19 febbraio 201914:46

– Era il 20 luglio 1969 quando Neil Armstrong mise piede sulla luna. Quel piccolo passo per l’uomo e grande passo per l’umanità è stato raccontato da Damien Chazelle in First Man, che vede Ryan Gosling vestire la tuta spaziale di Armstrong. In occasione dell’uscita home video del film, ecco un’intervista a Justin Hurwitz, il compositore che da sempre cura le colonne sonore dei film di Chazelle, come Whiplash e La La Land, premiato con due Oscar, per la migliore canzone originale e la migliore colonna sonora originale del musical con Emma Stone e Ryan Gosling. Di First Man il compositore ha amato soprattutto le scene d’azione, “come il lancio del modulo Gemini. La cosa mi piace di quella scena è che Damien (Chazelle, n.d.r.) ha messo lo spettatore dentro il razzo, insieme agli astronauti. La camera non lascia mai quell’ambiente, ed è come essere dentro la navicella. Credo sia una scena molto credibile e avvincente.
L’altra scena che ho amato è quando gli astronauti arrivano sulla Luna”.         [print-me title=”STAMPA”]

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I vincitori del BolognaRagazzi Award
Ambito riconoscimento della Bologna Children’s Boook Fair

18 febbraio 2019 17:45

– Sono stati annunciati i vincitori del BolognaRagazzi Award 2019 (BRAW), tra i più ambiti riconoscimenti internazionali nel mondo dell’editoria per ragazzi, da oltre 50 anni al centro della Bologna Children’s Book Fair.
Ecco i vincitori: per la Fiction ‘Panáček, pecka, švestka, poleno a zase panáček” (Puppet, Plum Pit, Plum, Plank, and back to Puppet) di Vojtech Masek con illustrazioni di Chrudos Valousek, pubblicato in Italia da Baobab; per la Non-Fiction, ‘Atlas das viagens e dos exploradores – As viagens de monges naturalistas e outros viajantes de todos os tempos e lugares’ (Portogallo, Planeta Tangerina) di Isabel Minhós Martins, con illustrazioni di Bernardo P. Carvalho, che uscirà in Italia per Donzelli. Per l’Opera Prima, ‘Julian Is a Mermaid’ (Candlewick Press, Usa) di Jessica Love; per al New Horizons, ‘A History of Pictures for Children’ (Thames&Hudson, Regno Unito) di David Hockney e Martin Gayford, illustrazioni di Rose Blake; per ‘Toddler’, ‘¡A dormir, gatitos!’ di Bàrbara Castro Urío.

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Arriva serie di libri del pesce-zombie
In 6 volumi, il 21 febbraio esce il primo per Il Castoro

18 febbraio 201918:10

– Un pesce rosso che rinasce zombie e ti ipnotizza se lo guardi negli occhi. E’ Frankie, l’irresistibile e stravagante protagonista di un’esilarante serie di narrativa in sei volumi che sta andando a ruba nel mondo, facendo conoscere un nuovo memorabile personaggio capace di conquistare i lettori più piccoli, dai 7/8 anni. La serie, da oltre un milione di copie, tradotta in 12 lingue, arriva in Italia il 21 febbraio per Il Castoro con il primo titolo, ‘Il mio grosso grasso pesce zombie’ (pp 192) di Mo O’Hara, scrittrice e sceneggiatrice americana, con in passato una breve carriera da attrice, che vive a Londra, e le immagini dell’illustratore e graphic designer Marek Jagucki. Il libro, tradotto da Micol Cerato viene proposto a un prezzo lancio di 4,90 euro. E dal 21 marzo è in libreria, il 2° libro della serie: ‘Il mio grosso grasso pesce zombie è tonnato!’.
Il pesce Frankie e le sue avventure nascono da una storia vera.
Cosa faresti se tuo fratello maggiore decidesse di diventare uno Scienziato Diabolico e il suo primo esperimento fosse immergere il tuo pesciolino rosso in un intruglio tossico di colore verde? Be’, Tom sa che c’è solo una cosa da fare: fulminare il suo pesciolino Frankie e riportarlo in vita! Ma c’è qualcosa di strano nel nuovo Frankie. Adesso è un grosso grasso pesce zombie con poteri ipnotici…ed è in cerca di vendetta!.
Il successo della serie, paragonata a Diario di una Schiappa e a Orrido Henry per la capacità di conquistare alla lettura anche i lettori più difficili e refrattari della fascia 7-12 anni, si basa su un mix di ingredienti ben congegnato, fatto di ciò che i ragazzini amano di più: uno scienziato pazzo, un hacker informatico, uno zombie (anche se è solo un pesce rosso), grandi dosi di umorismo e tanta azione. Le illustrazioni che accompagnano il testo facilitano l’immersione nella storia, anche per chi sta iniziando ad affrontare la lettura in autonomia.
Tintoretto, arriva il film di Sky ArteIn sala il 25-26-27 febbraio, con voce narrante di Accorsi

18 febbraio 201918:52

– In occasione dell’anniversario dei cinquecento anni dalla nascita, arriva in anteprima nelle sale cinematografiche italiane in 360 copie il 25, 26, 27 febbraio ‘Tintoretto. Un Ribelle a Venezia’. Un nuovo docu-film firmato Sky Arte e dedicato alla figura di un pittore mutevole e cangiante, istintivo e appassionato. Ideato e scritto da Melania G. Mazzucco e con la partecipazione straordinaria del regista Peter Greenaway, il film è narrato dalla voce di Stefano Accorsi. Distribuito da Nexo Digital nell’ambito del progetto della Grande Arte al Cinema (elenco sale su nexodigital.it). Un tuffo nella Venezia del Rinascimento in alcuni dei luoghi che più conservano la memoria dell’artista, da Palazzo Ducale alla Scuola di San Rocco, attraverso le vicende di Jacopo Robusti, in arte Tintoretto, dai primi anni della sua formazione artistica fino alla morte. Ripercorrendo la vita del pittore, un artista spregiudicato e inquieto caratterizzato da un’infinita voglia di indipendenza e un amore assoluto per la libertà.
Salone Libro, marchio passa a fornitori’Forti radici a Torino, scongiurate minacce trasferimento’

TORINO18 febbraio 201919:18

– Il marchio del Salone del Libro è ora ufficialmente dell’Associazione culturale ‘Torino, la Città del Libro’. L’accordo con la Fondazione per il Libro, la Cultura e la Musica in liquidazione è stato siglato nello studio del notaio Caterina Bima, dopo le rinunce, nei giorni scorsi, del ministero per i Beni e le Attività Culturali e degli altri enti aventi diritto. E’ stata firmata anche una lettera di intenti tra l’Associazione e la Fondazione Circolo dei Lettori, che si occuperà della programmazione culturale e della comunicazione del Salone.
“Quello che rinasce oggi – commentano i fornitori – è un Salone del libro radicato definitivamente a Torino con una progettualità di lungo periodo e ampie possibilità di sviluppo, tanto forte da scongiurare qualsiasi minaccia di futuri trasferimenti”.
“Si tratta di un altro passo importante per il presente e il futuro della manifestazione”, aggiunge l’assessora alla Cultura di Torino, Francesca Leon.
In sala Don Chisciotte dal Royal Ballet19 febbraio diretta balletto dalla Royal Opera House

18 febbraio 201919:16

– L’appuntamento di febbraio 2019 con la Royal Opera House al cinema sarà per martedì 19 febbraio alle 20.15 quando Don Chisciotte, il capolavoro di Cervantes coreografato da Marius Petipa sulle musiche di Ludwig Minkus, verrà trasmesso nei cinema italiani in diretta via satellite dalla Royal Opera House di Covent Garden, a Londra, con la distribuzione di Nexo Digital. Questo affascinante balletto, qui nella vibrante produzione di Carlos Acosta -la sua prima per il Royal Ballet- esplora i temi dell’amore, dell’amicizia, dell’avventura. Il goffo cavaliere Don Chisciotte e il suo fedele scudiero Sancho Panza incontrano tra gli altri una disperata coppia di amanti, Kitri (Akane Takada) e la sua dolce metà Basilio, impossibilitati a sposarsi in quanto il padre di Kitri vuole che lei si unisca in matrimonio con il benestante Gamache. Don Chisciotte, col suo fare eroico, interviene e convince Gamache a dare il consenso per il matrimonio di Kitri e Basilio.         [print-me title=”STAMPA”]

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Incassi, al top ’10 giorni senza mamma’ di Genovesi
Clint Eastewood scivola al secondo posto, segue Alita

18 febbraio 2019 02:58

E’ la tragicommedia di Alessandro Genovesi con Fabio De Luigi, sulle peripezie di un maldestro aspirante padre, “10 giorni senza mamma”, a dominare la classifica dei film più visti del weekend, con un incasso di 1.911.358 euro, 4.465.950 in due settimane di programmazione.
Dalla vetta scivola al secondo posto Il corriere (The mule), il film testamento di e con Clint Eastwood, ispirato alla vera storia di Earl Stone, che segna 1.444.229 euro, 4.196.146 in due weekend. Terzo posto per la new entry Alita-Angelo della Battaglia, di Robert Rodriguez con Christoph Waltz e Rosa Salazar che conquista la vetta del box office Usa con 27,8 milioni di dollari, mentre da noi ottiene 1.031.935 euro in 4 giorni. Stabile sul quarto gradino Green book di Peter Farrelly, con Viggo Mortensen, che segna 975.369 euro (4.946.140 totali).
Segue Dragon trainer – Il mondo nascosto, con 735.050 euro (6.512.406). Totale incassi 8.974.525, -18% rispetto allo scorso weekend (10.914.243) -38,62% rispetto al 2018 (14.620.892).
Corridoio Vasariano, riaprirà nel 2021Schmidt presenta progetto,si stimano 500.000 visitatori all’anno

FIRENZE18 febbraio 201915:22

Riaprirà nel 2021, dopo un anno e mezzo di lavori e 10 milioni di euro, il Corridoio Vasariano, il percorso del principe che collega gli Uffizi e Palazzo Pitti, chiuso dal 2016 per ragioni di sicurezza. Il progetto esecutivo dei lavori è stato presentato questa mattina dal direttore degli Uffizi Eike Schmidt. Nei prossimi mesi spetterà a Invitalia bandire la gara, poi si stimano 18 mesi di tempo per i lavori: la riapertura è dunque prevista tra due anni, con una stima di 500mila visitatori l’anno con biglietto speciale. Nel Corridoio, che prima ospitava oltre 700 ritratti e autoritratti, troveranno spazio 30 sculture antiche e una raccolta di iscrizioni greche e romane. Grazie all’intervento ci sarà: completa accessibilità ai disabili, impianto di climatizzazione, cinque uscite di sicurezza, un’illuminazione a led a basso consumo energetico e un sistema di video sorveglianza. Previsti anche interventi di consolidamento strutturale e restauro degli interni, dagli intonaci al pavimento.
“Lo Schiavo” di Gomes al Lirico CagliariDebutto nazionale dell’opera del compositore brasiliano

CAGLIARI18 febbraio 201913:36

– Un travagliato intreccio amoroso e sullo sfondo una cupa pagina di storia: la schiavitù in Brasile e la lotta per la sua abolizione. Rinasce a Cagliari “Lo Schiavo” del brasiliano Antonio Carlos Gomes. Un capolavoro dimenticato che il Teatro Lirico porta in scena in prima nazionale venerdì 22 febbraio, con repliche fino al 3 marzo.
Tutto è pronto per il gran debutto. Un evento di grande portata, molto atteso dagli appassionati di lirica. L’opera sarà rappresentata per la prima volta in Italia e nella forma completa è inedita anche in Europa. Si tratta di un nuovo allestimento del Lirico in coproduzione con il Teatro So Pedro di San Paolo e il Festival Amazonas de Opera di Manaus. Un’altra preziosa rarità musicale dopo le inaugurazioni “respighiane” e Turandot di Ferruccio Busoni.
Il dramma lirico in quattro atti, su libretto di Alfredo d’Escragnolle visconte di Taunay e Rodolfo Paravicini, viene rappresentato per la prima volta il 27 settembre 1889 al Theatro Imperial Dom Pedro II di Rio de Janeiro.
Per il Magnifico torna luce MichelangeloA Cappelle Medicee led ricreano condizioni progetto Buonarroti

FIRENZE18 febbraio 201914:08

– La Sagrestia nuova delle Cappelle Medicee di Firenze, luogo di sepoltura di Lorenzo il Magnifico e Giuliano de’ Medici, torna a condizioni luminose vicine a quelle create da Michelangelo che la progettò nel 1519. Apparati led realizzati su misura offrono una luce morbida così come nel progetto originario del Buonarroti, alterato poi dalla costruzione, fra il ‘500 e il ‘600, della Cappella dei Principi che intercetta per parte dell’anno il tragitto del sole. L’intervento è stato promosso dai Musei del Bargello in collaborazione con Lottomatica.
arriva legal drama ispirato Amanda KnoxSu Fox Crime da 19 febbraio, creato da Danny Strong

18 febbraio 201914:15

– Su FoxCrime (Sky, 116) in prima visione assoluta dal 19 febbraio, il martedì alle 21.05 a pochi giorni dalla messa in onda americana, arriva Proven Innocent, il nuovo legal drama creato da Danny Strong (già autore di Empire) ispirato alla vicenda di Amanda Knox, che racconta la storia di Madeline Scott (Twilight) alla guida di un team di avvocati deciso a scagionare coloro che vengono ingiustamente dichiarati colpevoli. Madeline da giovane, insieme al fratello Levi (Riley Smith, True Detective), è stata ingiustamente giudicata colpevole per un omicidio. La sua innocenza verrà dimostrata solo dopo dieci anni.
Strong ha confermato di essersi ispirato alla vicenda del delitto di Perugia quando la studentessa inglese Meredith Kercher fu uccisa e la statunitense Amanda Knox fu dichiarata colpevole e poi scagionata dall’accusa di omicidio soltanto molti anni dopo. Tra Proven Innocent e la vicenda di Meredith ci sono similitudini, anche se lo stesso Strong ha detto che la fiction mantiene tratti romanzati.
Ramazzotti, nel mondo con circo musicaleA Monaco di Baviera la prima data del ‘Vita ce n’è world tour’

MONACO DI BAVIERA18 febbraio 201914:17

– Sono oltre ottanta le date già annunciate per il ‘Vita ce n’è world tour’, calendario di concerti che porterà Eros Ramazzotti in giro per il mondo fino a dicembre. Dopo la partenza del 17 febbraio davanti agli oltre 15 mila dell’Olympiahalle di Monaco di Baviera, la voce delle nuove ‘Per il resto tutto bene’, ‘Buonamore’ e ‘Per le strade una canzone’, nei prossimi mesi canterà, oltre che in Europa, anche in Sud America e negli Stati Uniti. Con lui, sul palco, una nutrita band internazionale che lo accompagnerà durante il lungo viaggio live che celebra anche i 35 anni di carriera. “Siamo come una famiglia – ha detto Ramazzotti – o un circo musicale impegnato a girare il mondo”.
Egri compie 94 anni, omaggio Rai TecheSerata evento il 22 febbraio a Torino per ballerina e coreografa

TORINO18 febbraio 201914:31

– “Tutto è incominciato qui”, negli studi Rai di Torino. A parlare è Susanna Egri, ballerina e coreografa alla quale Rai Teche – Mediateca Dino Villani e Associazioni Piemonte Movie dedicano una serata omaggio per il suo 94/o compleanno. Il 22 febbraio, al Cinema Massimo di Torino, sarà proiettato un video col materiale dell’Archivio Rai Teche che ne ripercorre la carriera; la Egri riceverà anche un riconoscimento della Città.
A seguire un’intervista-dialogo con Bruno Gambarotta, la proiezione del corto Lezione e del film Tv Il Grande Torino, omaggio alla squadra del padre della Egri, l’allenatore Ernst Erbstein, che in un piccolo cameo interpreta l’insegnante di danza di sé stessa bambina.
Per festeggiare il compleanno della Egri, alla Mediateca Rai oggi viene proiettato il film La Locandiera, con coreografie della Egri, “una delle grandi donne che han fatto la storia di questa azienda – dice il direttore di Rai Teche Maria Pia Ammirati – con la quale è iniziata la sperimentazione della tv”.
“Con la televisione ho capito che finalmente la danza aveva trovato il suo mezzo – racconta la Egri -. Quando mi sono trovata qui nel momento più brutto della mia vita, dopo la morte di mio padre, è stata la televisione che mi ha fatto capire che avrei potuto ancora fare qualcosa. Pensavo non avrei più avuto la forza di fare nulla e invece mi ha ridato la gioia di fare quello che sapevo fare”.

Scala: biennio di tour da Arabia a CinaPereira, siamo il brand italiano più famoso dopo la Ferrari

MILANO18 febbraio 201915:11

– La Scala, e la sua accademia, hanno iniziato un intenso biennio di tournée che le porterà in Paesi mai raggiunti come l’Arabia Saudita e Singapore, e in mete dove ormai è di casa come il Giappone, dove tornerà per la decima volta nel 2020.
Il sovrintendente Alexander Pereira, che ha presentato il piano al cda dell’11 febbraio, con a fianco il direttore generale Maria Di Freda ha voluto raccontare i progetti anche alla stampa tornando a ripetere che “la Scala è il brand italiano più famoso dopo la Ferrari. E questo è un elemento importante: le richieste di portarla nel mondo sono tante”. Per i prossimi due anni è previsto il debutto assoluto in Finlandia, e appuntamenti (anche dell’Accademia) in Cina, Giappone, Emirati Arabi, Libano, Germania, Francia, Oman, Stati Uniti e India.
Raggi, riapre l’area sacra di Largo ArgentinaConvenzione con Bulgari, fine lavori nella seconda metà del 2021

ROMA18 febbraio 201915:22

“Grazie alla convenzione sottoscritta da Bulgari, Comune e Sovrintendenza, oggi prende vita un gesto d’amore nei confronti di Roma, finanziato e accompagnato da Bulgari. Aiuterà a restituire l’area sacra di Largo Argentina a tutti cittadini romani. Questa zona sarà accessibile tramite passerelle che consentiranno di attraversarla. I lavori dovrebbero finire nella seconda metà del 2021”.Lo ha annunciato la sindaca di Roma Virginia Raggi in una conferenza stampa con Bulgari che si è tenuta proprio nel sito archeologico. La sindaca Raggi ha parlato di un “intervento molto lungo e accurato” ringraziando Bulgari. Un grazie contraccambiato da Babin, ad della maison, intervenuto così durante la conferenza stampa: “Grazie mille per queste parole. Per Bulgari Roma è sempre la principale fonte d’ispirazione. Questo sito ha un valore straordinario perché è il luogo più antico di Roma, a cielo aperto, costruito nel III secolo a.C”.
Shade debutta live a maggioDue show unici a Milano e a Roma

febbraio 201915:44

– Shade debutta live a maggio. Il rapper si esibirà dal vivo per la prima volta con due eventi unici a Milano e Roma, rispettivamente il 12 maggio all’Alcatraz e il 18 all’Orion. ‘Welcome To The Show’: due anteprime live, organizzate e prodotte da Guna, che vedranno l’hit maker presentare sul palco anche le canzoni del suo ultimo album ‘Truman’, con sorprese e ospiti. Shade arriva al debutto live sull’onda di un successo da oltre 150 milioni di views, 60 milioni di stream e numerose certificazioni oro e platino. Il suo ultimo singolo ‘Senza farlo apposta’, presentato sul palco dell’Ariston insieme a Federica Carta, è già una hit e continua a macinare milioni di stream e views. Il brano è contenuto in ‘Truman Sanremo Edition’, la nuova versione dell’album arricchita da altri 3 brani inediti e uscita l’8 febbraio.
Il 28 marzo esce Bentornato presidente!La commedia è il sequel del film campione d’incassi

18 febbraio 201916:03

– Dal 28 marzo il presidente Peppino Garibaldi alias Claudio Bisio tornerà a portare scompiglio nei palazzi della politica nella commedia Bentornato Presidente!, l’atteso sequel di Benvenuto Presidente!, campione di incassi e vincitore di tanti premi e nomination, tra cui quella all’European Film Award come miglior commedia.
Accanto a Bisio, nei panni dell’amata Janis, ci sarà Sarah Felberbaum. Nel cast, e nello staff del suo governo, ci saranno Pietro Sermonti, Paolo Calabresi, Massimo Popolizio, Cesare Bocci, Ivano Marescotti, Antonio Petrocelli e Guglielmo Poggi.
La regia di Bentornato Presidente! è di Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi, giovani e talentuosi registi che hanno esordito l’anno scorso con la commedia di successo Metti la nonna in freezer. Scritto da Fabio Bonifacci, da un’idea di Nicola Giuliano e dello stesso Bonifacci, il film è una coproduzione Indigo Film e Vision Distribution, prima collaborazione tra le due società, e sarà distribuito da Vision Distribution.
8 attori candidati per la prima voltaDa Rami Malek a Olivia Colman alcuni di loro sono tra i favoriti

febbraio 201916:21

Tra gli interpreti candidati agli Oscar 2019 sono otto gli attori e le attrici quest’anno nominati per la prima volta e che la notte del 24 febbraio ‘rischiano’ di uscire dal Dolby Theatre di Los Angeles con la statuetta dorata in mano. Nella categoria miglior attore ce n’è uno solo al debutto nella nomination ed è tra i favoriti: Rami Malek fantastico Freddie Mercury di Bohemian Rapsody. Tra le migliori attrici alla prima candidatura spicca l’inglese Olivia Colman, insuperabile regina Anna della Favorita di Lanthimos. Debuttante assoluta è l’attrice per caso Yalitza Aparicio, la sensibile domestica Cleo del capolavoro di Alfonso Cuaron ‘Roma’. Marina De Tavira, la ‘padrona’ di Cleo nel film, è un’altra delle candidate per la prima volta: nomination non protagonista, come Regina King di Se la strada potesse parlare di Barry Jenkins.
Tre tra i non protagonisti, gli attori che corrono per la prima volta: Richard E. Grant per Copia originale, Adam Driver per Blackkklansman e Sam Elliot di A star is born.
Bonisoli, teatro Deledda si può salvareMinistro in visita nella struttura a rischio chiusura

ORISTANO18 febbraio 201916:34

– Un progetto speciale del ministero per salvare il teatro Grazia Deledda di Paulilatino, che a giugno calerà per sempre il sipario per mancanza di fondi.
Da anni importante centro di promozione culturale, grazie anche alla sua posizione geografica in centro Sardegna, vive da tempo tra mille difficoltà, nate con l’assottigliarsi dei contributi di Regione e ministero che alla fine hanno impedito di far fronte agli impegni contratti con le banche per la costruzione del teatro, di cui si è fatta carico la compagnia che gestisce la struttura. La possibile via d’uscita è stata indicata dal ministro Alberto Bonisoli, che ha visitato il teatro e incontrato il direttore artistico Aldo Sicurella, nell’ambito del suo tour elettorale a sostegno del candidato governatore del M5s Francesco Desogus.
Il Fondo unico per lo spettacolo, triennale, è già stato stabilito. Tuttavia, ha spiegato il titolare dei Beni culturali, il ministero può finanziare dei progetti speciali. E il Grazia Deledda, in virtù della sua specificità, può inoltrare la domanda, che sarà poi valutata dal ministero stesso. “In queste situazioni contingenti, se c’è una programmazione di spettacolo pronta per il 2019, il ministero può aiutare a superare un contesto che ha sintomi di criticità – ha sottolineato Bonisoli – Detto questo, bisogna però ragionare sul medio termine. E questa situazione si risolve quando c’è un rapporto stretto con gli enti locali. Lo Stato – ha chiarito il ministro – guarda in generale alle esigenze dei singoli territori, ma quando c’è una realtà locale che capisce il valore dell’attività, anche sociale come in questo caso, questa è quella che può intervenire al meglio. In un paese di duemila abitanti è comprensibile – ha ammesso – che non ci possano essere le risorse sufficienti. Può darsi che la soluzione sia quella di consorziare diversi Comuni.
Questa è una possibilità. Sicuramente quello che deve entrare nell’agenda regionale è un’attenzione a realtà come questa, leggermente decentrate. Ma sono quelle che danno qualità al territorio e che combattono lo spopolamento”.

A Julia Roberts premio Eastman carrieraIl riconoscimento sarà consegnato il 2 maggio a Rochester

NEW YORK18 febbraio 201916:48

– Julia Roberts sarà premiata con il George Eastman Award per il suo contributo al mondo del cinema. L’attrice di Pretty Woman riceverà il riconoscimento il 2 maggio al George Eastman Museum di Rochester, nello stato di New York. Secondo il direttore del museo Bruce Barnes in trent’anni di carriera la Roberts con il suo lavoro ha dato un valore artistico duraturo al settore. Il premio è stato istituito nel 1955 e tra i premiati ci sono Lauren Bacall, Charlie Chaplin, Gary Cooper, Meryl Streep.
Il George Eastman Museum è il più grande museo al mondo della fotografia nonché uno con i più vecchi archivi cinematografici al mondo.
Matera 2019, in scena il ‘Purgatorio’Il debutto sarà il 17 maggio, finora decine le persone coinvolte

MATERA18 febbraio 201916:58

– Il Purgatorio è la cantica del “noi” e Matera 2019 – Capitale europea della cultura – è il palcoscenico ideale sul quale tutti i cittadini sono chiamati a partecipare per la co-creazione di un questo Canto. Ed ecco quindi la “chiamata pubblica” per la Divina Commedia di Dante Alighieri, la seconda parte del progetto “La Divina Commedia: 2017-2021”, di Marco Martinelli e Ermanna Montanari, coproduzione Fondazione Matera-Basilicata 2019 e Ravenna Festival-Teatro Alighieri, in collaborazione con Teatro delle Albe-Ravenna Teatro.
L’opera sarà in scena all’interno del programma di Matera 2019 dal 17 maggio al 2 giugno. Finora ci sono stati tre incontri a Matera (30 ottobre e 10 dicembre 2018; 10 febbraio 2019) ai quali hanno partecipato complessivamente 500 persone, 200 delle quali hanno già aderito al progetto compilando il form.
Salone Libro, pace con Aie e torna di tutti gli editoriBonisoli, ‘bene coordinamento’. Lagioia, ‘c’è voluto coraggio’

18 febbraio 201917:06

Dopo tante contrapposizioni è “armonico e unitario” il quadro che si prospetta per le fiere italiane dell’editoria e il Salone Internazionale del Libro di Torino torna ad essere la casa di tutti gli editori italiani. A due anni dallo strappo fra Torino e Milano, l’Associazione Italiana Editori torna ora al Salone del Libro, anche se non più come socio, ma nel comitato di indirizzo.
“Con questa decisione Aie intende contribuire a comporre in un quadro davvero armonico ed unitario il panorama delle fiere italiane dell’editoria, ciascuna con una propria identità e una precisa collocazione nel calendario”, ha spiegato il presidente dell’Aie, Ricardo Franco Levi accettando l’invito del presidente e del direttore della Fondazione Circolo dei lettori, Giulio Biino e Maurizia Rebola. “Il fatto che sia il Salone del Libro di Torino a raccogliere gran parte dell’offerta editoriale italiana è una cosa molto positiva” dice

il ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli. E fa notare che “quello che conta è l’armonia tra i vari soggetti, ma anche un minimo di razionalità nel coordinare gli eventi che promuovono l’editoria”. Il ministro ricorda anche che al suo arrivo al Mibac ha riunito tutta la filiera editoriale “attorno ad un tavolo” e ha “trovato – dice – tanta buona volontà di superare i problemi”. Certo, “c’è voluto molto coraggio, molta fatica, molta pazienza, e la capacità di guardare al futuro anche nei momenti difficili. Il tempo, finalmente, è di nuovo dalla nostra parte” sottolinea Nicola Lagioia, direttore del Salone del Libro di Torino che all’edizione 2019, dal 9 al 13 maggio, arriva con una nuova spinta favorevole.Che ci siano segnali evidenti di ritrovata armonia per tutta la filiera del mondo editoriale, dopo un lungo periodo di contrapposizioni, lo dimostra la buona accoglienza che ha avuto da parte di tutti la decisione dell’Aie. E’ “una scelta che conferma quanto oggi l’annuale buchmesse torinese, superate le grandi difficoltà che ne avevano messo a rischio l’esistenza stessa, rappresenti un evento culturale atteso e di altissimo livello e, per l’editoria nazionale e internazionale, una vetrina d’eccellenza” dicono la sindaca di Torino Chiara Appendino e l’assessora comunale alla Cultura Francesca Leon.Una decisione quella dell’Aie, “assolutamente positiva, tanto per il nostro sistema culturale quanto per il mondo editoriale, e che conclude positivamente un ciclo complesso” sottolineano il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, e l’assessora regionale alla Cultura, Antonella Parigi. Lagioia ricorda che “l’anno scorso, a Torino, sono tornati i grandi gruppi editoriali, dando un fondamentale contributo a un progetto che è di tutti. Adesso, dopo Adei, fin da subito vicina al Salone, anche Aie ha deciso di condividere un progetto molto ambizioso, e la certificazione di Torino come luogo fondamentale per la civiltà del libro del nostro paese è completa”.Nel comitato d’indirizzo in cui entra l’Aie ci saranno Comune di Torino, Regione Piemonte, associazioni di librari e biblioteche e l’Associazione degli editori indipendenti-Adei che raccoglie molti marchi che hanno combattuto per salvare il Salone. E proprio Adei che “apprende con soddisfazione che, dopo qualche indecisione e una lunga attesa, anche l’Aie ha accettato di far parte del comitato di indirizzo del Salone Internazionale del libro di Torino”, non nasconde, attraverso le parole del presidente Marco Zapparoli, che da Aie si aspetta “prima di tutto il rispetto profondo di questo lavoro e di questa impostazione. E il rispetto dello spazio che oggi ha l’editoria indipendente a Torino”. “Il Salone – aggiunge Zapparoli – non è stato messo a rischio da una guerra, che non c’è stata, ma dall’incapacità di Aie di riconoscerne il valore a suo tempo.Organizzare a Milano una Fiera nello stesso periodo è stato un errore, non ce n’era bisogno, ed è stato disgregante”. Il ministro Bonisoli fa presente che “c’è spazio per tutti. Ripeto, è un problema di razionalità e coordinamento”. E della nuova fiera del libro milanese, nel 2020, che sarà dedicata ai Millenials e all’innovazione, il ministro dice: “E’ una buona idea andare a lavorare su aspetti evolutivi dell’editoria”.
Dillon, psicopatico in inferno Von TrierDal 28 febbraio in La casa di Jack, con ‘l’ultimo’ Bruno Ganz

18 febbraio 201917:11

– Con La casa di Jack (The House that Jack Built) si entra, più che in un film, nell’inferno personale di Lars Von Trier, nel suo aristocratico nichilismo pieno di riferimenti culturali. Il film, a Cannes 2018 fuori concorso, arriva in sala dal 28 febbraio distribuito da Videa, si ispira liberamente a Jack lo Squartatore (interpretato da Matt Dillon), un serial killer artista con una mission: rendere l’omicidio un’opera d’arte. “Più che un semplice serial killer – spiega oggi a Roma l’attore – il mio Jack è uno psicopatico a cui manca completamente ogni tipo di empatia, ma è anche un artista fallito”.
Un’opera comunque brutale, La casa di Jack con Bruno Ganz nella sua ultima interpretazione sul grande schermo. “Certo il personaggio di Jack è stato difficile da accettare, ma ammiravo da sempre Lars Von Trier e la sceneggiatura era poi molto interessante”, spiega Dillon. Nel cast del film diviso in cinque capitoli: Uma Thurman, Siobhan Fallon Hogan, Sofie Grbl e Riley Keough.
Andy Garcia inaugura il LA, ItaliaMadrina del festival Maria Grazia Cucinotta

18 febbraio 201909:44

LOS ANGELES

– “A venticinque anni da Il Postino, mi ritrovo ancora a Los Angeles ed è un onore essere Presidente di questo evento, magari tra altri 25 anni ne sarò la nonna”. Così Maria Grazia Cucinotta ha salutato il pubblico del Los Angeles, Italia Film Festival, che ha preso il via domenica sera a Hollywood. Super ospite della quattordicesima edizione del Festival creato da Pascal Vicedomini era quest’anno Andy Garcia, premiato con il Legend Award: “È un onore essere qui.
L’Italia è la mia seconda casa, la vostra cultura mi ha adottato ed io ne sono grato. Interpreto spesso personaggi italiani e devo tutto a Frank Mancuso, l’amministratore delegato della Paramount, e a sua moglie. Fu lei a volermi in Gli Intoccabili.
Dedico a loro il premio che questa rassegna mi ha dedicato. Ho una mamma novantasettenne e mio padre purtroppo non c’è più, ma loro sono la mia seconda famiglia e l’Italia il mio secondo paese”.

Melissa McCarthy, vera falsaria da Oscar’Copia originale’, candidato a 3 Academy Award, in sala il 21/2

febbraio 201909:37

Una storia alla quale Hollywood lavorava da anni: da un primo progetto con Nicole Holofcener come regista e Julianne Moore come protagonista, alla versione che si è riuscita a realizzare sempre con una coppia di donne: la cineasta Marielle Heller dietro la macchina da presa e Melissa McCarthy, qui alla migliore prova della sua carriera uscendo dai canoni delle commedie pure, per dare vita alla vera storia della brillante, misantropa e sorprendente scrittrice/falsaria Lee Israel (1939 – 2014). Ne è nato un gioiellino di cronaca, divertimento e satira sociale, ‘Copia originale’, candidato a 3 premi Oscar (per Melissa McCarthy come migliore attrice protagonista, Richard E. Grant come miglior attore non protagonista e la migliore sceneggiatura non originale), in uscita il 21 febbraio con 20th Century Fox. La vicenda raccontata è quella di uno di casi di falsi più discussi degli ultimi anni: quello realizzato da Lee Israel, autrice di biografie bestseller tra gli anni ’70 e ’80 (fra le altre dell’attrice Tallulah Bankhead e la giornalista Dorothy Kilgallen), allergica al marketing e poco propensa a cambiare qualcosa di se’ pur di diventare un personaggio pubblico: il look trascurato e la tendenza a bere troppo non aiutano.
Resistenze (presenti anche nella sua vita privata) che paga quando dopo il flop di una sua biografia della creatrice dell’impero della cosmetica Estee Lauder, si ritrova a inizio anni ’90 ‘scaricata’ dalla sua agente e in bolletta, tanto da non poter pagare neanche le cure alla sua gatta anziana e malata. La decisione di vendere una lettera che aveva ricevuto anni prima da Katharine Hepburn, le fa venire in mente l’idea di rimettere le sue finanze in sesto, falsificando lettere di personaggi famosi. Con un ritmo folle inizia così a ‘produrre’ in un anno oltre 400 lettere a firma di personalità delle quali coglie appieno lo spirito ironico e tagliente, come Dorothy Parker, Marlene Dietrich, il commediografo Noel Coward, Louise Brooks, Lilian Hellman, la leggendaria diva del varietà Fanny Brice. E’ talmente brava da ingannare un’ampia rete di librai antiquari, ma arriva il passo falso. Momento nel quale diventa fondamentale l’aiuto dello scapestrato amico Jack Hock, affascinante e funambolico inglese gay, rovinato dagli eccessi, interpretato in modo strepitoso da Richard E. Grant. La coppia di criminali sui generis si ritrova però tallonata dall’Fbi…
A dare grande forza al film, c’è il tocco sensibile di regia dato da Marianne Heller, che sa dare al racconto il giusto tocco di pathos, una spruzzata di commedia gialla, e di critica sociale su un ambiente letterario dove il personaggio conta più dell’opera. Spicca Melissa McCarthy, capace di cogliere appieno la complessità e le fragilità di Lee Israel, che non ha mai rinnegato il suo lavoro da talentuosissima ‘falsaria’: tanto che molte delle lettere che aveva scritto, anche dopo lo scandalo, sono continuate a circolare, scambiate e vendute per vere. “Mi sono così affezionata a Lee da volere che tutti la vedano per ciò che realmente era – dice Melissa McCarthy nelle note di produzione – per il suo talento, la sua intelligenza, il suo notevole e caustico umorismo ma anche le sue condizioni difficili, le debolezze, il cuore spezzato, la rabbia. Voglio che le persone la amino come la amo io”.
La scrittrice ha raccontato la sua storia nel 2008 con il libro di memorie, ‘Can you ever forgive me?’, sui cui è basata la sceneggiatura firmata da Nicole Holofcener e Jeff Whitty. “Penso che Lee sarebbe stata molto fiera di avere un film sulla sua vita e di ricevere tanta attenzione per il suo lavoro e il successo delle sue falsificazioni – spiega la regista -. Perché in fondo penso fosse veramente fiera di ciò che aveva fatto; non contenta di essere stata una criminale, ma di averle scritte così bene da avere tante persone che credessero in lei”.

Nel mare delle emozioni con la TeganiEsce la sua prima raccolta con presentazione di Maffia e Luisi

febbraio 201909:46

Le emozioni, quelle vere, sono la materia della poesia di Isabella Tegani che si fa conoscere con la raccolta ‘Nel mare il vento’ pubblicata da Eurocromlibri Zanotto Editore con la prefazione della poetessa Renata Alberti e la presentazione dei poeti Dante Maffia e Luciano Luisi.
I versi della Tegani, originaria di Asolo, in Veneto, ma romana d’adozione, sono “un invito a voler ascoltare, a cercare di comprendere la propria interiorità e le proprie emozioni per poter star meglio con se stessi, ma anche in relazione agli altri. Soprattutto oggi – dice la poetessa – che siamo un po’ spinti a pensare solo ad obiettivi e strategie e quindi ad esercitare prevalentemente il pensiero con la logica. Invece, dare spazio all’interiorità e ai propri sentimenti può essere un valido aiuto”.
“La vita è un percorso che crea una Storia./ Non permettere agli altri di scriverla per te!” dice la Tegani. “Mia cara illusione/dove corri così di fretta?/Aspetta!/’no, no devo andare…’/Ma dove?/’Ho un perduto amore/che mi aspetta!”.
Quello che più colpisce, nelle poesie della Tegani è “la capacità di immettere nelle parole le sue emozioni, di scrivere con la libertà più assoluta senza preoccuparsi della letterarietà. E questo è uno degli elementi che considero di grande valore quando leggo un libro di poesia” sottolinea Maffia. “La poesia – aggiunge – deve portarci in qualche modo verso la via della bellezza e della verità”.
Appassionata d’arte, laureata in Storia e Conservazione del Patrimonio Artistico all’Università degli Studi Roma Tre, la Tegani ha un naturale talento per la poesia. In ‘Nel mare il vento’ ha raccolto una serie di poesie che ha scritto da quando era adolescente. “Mi ha aiutato a vedere meglio i miei sentimenti. Questi versi sono anche un messaggio dedicato all’introspezione e al recupero della dimensione del sentimento che oggi invece sembra proprio venir meno” spiega la poetessa.
L’amore, la luna, i semi, le lacrime, il tempo, la primavera, l’infinito, la libellula hanno voce nei suoi versi “senza ghirigori o inutili annotazioni” come dice Maffia.
E c’è anche ‘Fuoco’ in cui: “‘Ananke’ e ‘Koine’/giocano,/mescolano e sorteggiano/(come in una partita a scacchi)/fato e vita/dove/è la sensibilità/che rende l’atto:vita!”. Proprio ispirandosi a questa poesia l’artista Pasquale Basile ha realizzato una scultura in bronzo bifacciale di Ananke, riprodotta nel libro.
In fondo è sempre positivo lo sguardo della poetessa sulla vita. “Isabella Tegani, con questa sua prima raccolta di poesie dà inizio al dialogo intercorso tra il suo corpo e l’anima. Come il fato gioca con la vita anche lei mette in gioco i suoi sentimenti celando e svelando, fino a denudarla, la sua anima che vivifica il corpo” sottolinea la Alberti. E alla fine è come se ci dicesse che “nel mare delle emozioni che proviamo c’è sempre un vento che ci guida”.         [print-me title=”STAMPA”]