Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

Tempo di lettura: 13 minuti

Ultimo aggiornamento 19 Febbraio, 2019, 15:46:27 di Maurizio Barra

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE

DALLE 05:30 ALLE 15:46 DI MARTEDì 19 FEBBRAIO 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Gli affari di cuore di Covacich
Lo sportivo scrittore costretto a fare i conti con sé stesso

19 febbraio 2019 05:30

– MAURO COVACICH, ‘DI CHI E’ QUESTO CUORE’ (LA NAVE DI TESEO, pp. 246 – 17,00 euro). Si mette in gioco più direttamente negli ultimi romanzi Mauro Covacich, pur avendo sempre lavorato su un certo autobiografismo di fondo nel mettere a fuoco un qualche problema di identità, nascosto dalla finzione narrativa. Ora, partendo da ”Prima di sparire”, poi ”A perdifiato”, sino al lavoro su Trieste in ”La città interiore” (città storicamente in cui vive una ricerca d’identità), il tutto si è fatto dichiaratamente esplicito (”I personaggi di questo romanzo sono persone. Anche i nomi sono gli stessi a cui corrispondono nella vita”), ma certi processi per arrivare a un senso generale su chi siamo e dove siamo, per raccontarci qualcosa per parlarci d’altro, sono rimasti gli stessi, andando per accumulo e rincorrersi di storie e vicende anche minime, solo apparentemente secondarie, occasionali e quotidiane, essenzialmente slegate dalla violenza di questo mondo, cui si era interessato in opere precedenti.L’avvio, il fatto scatenante è che allo sportivo e corridore io narrante Covacich viene trovata una piccola anomalia al cuore durante un controllo, con l’invito a stare a riposo, che lui non prenderà sul serio, come continuando a muoversi potesse eludere o curare il suo corpo, iscrivendosi in palestra e in piscina ”correggendo un vecchio certificato per attività non agonistica”. Ma l’idea di una sopraggiunta vulnerabilità, confermata anche dall’amico Alberto, resta sottotraccia e spinge a un confronto, un esame di se stesso senza elusioni. La verità è una virtù crudele, si è sinceri solo quando ti costa qualcosa, gli sottolinea un uomo, una misteriosa figura che comincerà a entrargli dentro casa in maniera invadente e provocatoria: un amico immaginario, il visitatore di tanta letteratura, un’alter ego, il subconscio, che lo invita a non tergiversare, a attenersi alla realtà, a raccontare una cosa, ora un’altra essendo crudele, parola che viene da Cruor che vuol dire sangue e rimanda quindi al cuore. Inizia una rivisitazione della propria vita, dalla sua infanzia quando compie atti di bullismo per sentirsi nel branco, ma di cui capisce la gravità quando si trova da solo faccia faccia con l’amico-vittima Umberto che gli chiede perché ora sia così gentile con lui, alla madre chiusa in se stessa che da anziana si apre e fa amicizie su Facebook; dai problemi con la burocrazia del comune di Padova per cui cita K e un Castello per alludere all’aggettivo kafkiano che ”non pronuncerò mai”, all’attrazione che subisce dalla morte di uno studente morto cadendo in gita da un balcone di un albergo, di cui si rifiuterà di scrivere per il giornale ma che inseguirà in più occasioni sempre con la forza e la presenza di quel cuore che è sentimento e minaccia, tanto che vedendone a una mostra uno di plastica messo in un tombino in un’installazione di Robert Gober si chiede: ”Di chi è questo cuore? E’ mio o del ragazzo morto?”.Poi naturalmente i suoi rapporti con gli amici e soprattutto con le donne, dando risalto a sensi di colpa e tenerezze con la compagna Susanna. E attorno la vita del quartiere dove abita, con la lotta ai topi e la presenza di certi barboni, a cominciare da quello che, per via di un naso particolare, chiama Arcimboldo, altra presenza costante del racconto sino alla chiusa, al dialogo con saluti e commossi auguri finali: ”L’idea che Arcimboldo mi abbia notato nel suo panorama, come io ho notato lui, mi lascia senza parole”.
Potrebbe allora tornare a casa e farne un articolo per il giornale, ”oppure potrei farne qualcos’altro” come questo libro, in cui si parla anche di libri, ovviamente di diari (c’è anche una breve bibliografia finale), pagine in cui ”ci sono solo le cose contenute in un essere umano” come nella sagoma medusoide dell’ecografia del suo cuore, sapendo che ”a differenza degli animali, l’avventura terrestre non comporta per gli umani lo stato d’innocenza” e che ”parlare da solo fa male”.

Cinema: Don Chisciotte in diretta dal Royal Ballet di Londra19 febbraio diretta balletto dalla Royal Opera House

19 febbraio 201911:45

– L’appuntamento di febbraio 2019 con la Royal Opera House al cinema sarà per martedì 19 febbraio alle 20.15 quando Don Chisciotte, il capolavoro di Cervantes coreografato da Marius Petipa sulle musiche di Ludwig Minkus, verrà trasmesso nei cinema italiani in diretta via satellite dalla Royal Opera House di Covent Garden, a Londra, con la distribuzione di Nexo Digital. Questo affascinante balletto, qui nella vibrante produzione di Carlos Acosta -la sua prima per il Royal Ballet- esplora i temi dell’amore, dell’amicizia, dell’avventura. Il goffo cavaliere Don Chisciotte e il suo fedele scudiero Sancho Panza incontrano tra gli altri una disperata coppia di amanti, Kitri (Akane Takada) e la sua dolce metà Basilio, impossibilitati a sposarsi in quanto il padre di Kitri vuole che lei si unisca in matrimonio con il benestante Gamache. Don Chisciotte, col suo fare eroico, interviene e convince Gamache a dare il consenso per il matrimonio di Kitri e Basilio. La produzione di Carlos Acosta del 2013, qui orchestrata e arrangiata da Martin Yates, porta il calore spagnolo e la gioia sul palco. Acosta aggiunge energia e spirito al balletto, in particolare con la nuova coreografia per la scena gipsy del Secondo Atto, che accoglie i musicisti sul palco per lasciar esplodere al massimo l’atmosfera vivace della scena.
Si tratta di un allestimento brioso che coinvolge l’intera compagnia nei ruoli di paesani esuberanti e gitani appassionati.
Brillante, affascinante, divertente e toccante, Don Chisciotte è un balletto ricco di emozioni positive e di straordinari virtuosismi tecnici.
Gli appuntamenti con la Royal Opera House al cinema offrono al pubblico di tutto il mondo i migliori posti in sala e includono materiale esclusivo capace di raccontare quel che accade dietro le quinte con interviste e dettagliati ritratti dei performer.
Nella stagione 2017/18 più di un milione di persone a livello internazionale hanno assistito a una produzione di un’opera di punta o di un balletto della Royal Opera House in uno degli oltre 1.500 cinema che partecipano all’iniziativa in 51 nazioni.
Bio-on porta bioplastica in MessicoAccordo da mezzo mln euro con Imagen per tessile ecosostenibile

19 febbraio 201910:03

– Bio-on porta la bioplastica in Messico. Nei prossimi mesi lavorerà in esclusiva con Innova Imagen, società del gruppo Himes che opera nel settore del tessile con particolare attenzione all’innovazione ecosostenibile per realizzare il primo impianto nella regione per la produzione di bioplastica PHA, naturale e biodegradabile al 100%, ottenuta da residui e sottoprodotti agroindustriali.
Per Bio-on si tratta di un accordo del valore di mezzo milione di euro, il primo di questo tipo nella regione centro-nord americana. La collaborazione inizierà già dalle prossime settimane con l’utilizzo di diverse materie prime largamente disponibili in Messico, compresi i rifiuti della lavorazione dell’agave, al fine di implementare uno studio ingegneristico per un impianto industriale per la produzione di bioplastica con vari possibili scenari che combinano diverse materie prime da valorizzare e numerosi segmenti di mercato da soddisfare.
Broken Nature, design ricostituenteTriennale presentata al Maxxi. Curatrice, è un progetto politico

19 febbraio 201910:53

– Saranno le strategie e gli oggetti di ‘riparazione’ delle crisi ambientali e sociali ad animare la XXII Triennale di Milano, intitolata “Broken Nature: Design Takes on Human Survival”, in programma dal 1 marzo al 1 settembre. Presentato al Maxxi, in un incontro che inaugura la partnership tra le due istituzioni, il progetto prevede una mostra tematica e una serie di partecipazioni di Paesi da tutto il mondo per indagare attraverso architettura e design quali siano le prospettive dei legami tra gli esseri umani e il contesto in cui vivono. Esplorando il concetto di “design ricostituente”, la XXII Triennale si propone di offrire strumenti per far sì che tutti facciano la propria parte per salvare il pianeta. “Il design e la natura sono concetti politici, che aiutano ad avere un atteggiamento ricostituente verso il mondo”, ha detto la curatrice Paola Antonelli, Senior Curator del Dipartimento di Architettura e Design e Direttrice del reparto Ricerca e Sviluppo del MoMa.
Musica, Buckcherry unica data a CerviaIl 23 febbraio ‘special guest’ Adelitas Way e Klogr

BOLOGNA19 febbraio 201912:21

– I californiani Buckcherry, nominati due volte ai Grammy Awards per le hit ‘Crazy bitch’ e ‘Lit up’, tornano in Italia per un’unica data sabato 23 febbraio al Rock Planet di Pinarella di Cervia (Ravenna).
La loro esperienza comincia nel ’95 a Los Angeles, quando il cantante Joshua Todd e il chitarrista Keith Nelson si conoscono grazie al loro tatuatore. Il disco d’esordio è del ’99 e ‘Lit up’ scala le classifiche di Billboard, permettendo alla band di ricevere una nomination ai Grammy per la miglior performance hard rock. Dopo il secondo disco ‘Time bomb’ e un tour con gli Ac/Dc il gruppo si scioglie, poi arriva la reunion con l’album ’15’ nel 2005 e il singolo ‘Crazy bitch’. I Buckcherry hanno pubblicato quattro album fra il 2008 e il 2015 (l’ultimo è ‘Rock’n’roll’) e sono stati in tour con i Kiss.
Ospiti a Cervia saranno i Klogr e gli Adelitas Way, questi ultimi forti di cinque album, fra cui il self-titled che ha generato la hit ‘Invincible’, utilizzata anche come colonna sonora di ‘Csi Miami’.
A Faenza 18 maioliche collezione CorrerAl Mic dal 24 febbraio al 12 maggio, poi il ritorno a Venezia

FAENZA (RAVENNA)19 febbraio 201912:23

– Si è concluso il restauro di 18 pezzi, provenienti dalla collezione del Museo Correr di Venezia, che ha impegnato il Museo delle ceramiche (Mic) di Faenza da giugno dello scorso anno. Le maioliche, che appartengono ad una delle più importanti collezioni italiane di ceramiche rinascimentali, prima di tornare a Venezia saranno esposte al Mic dal 24 febbraio al 12 maggio. I pezzi restaurati riflettono il gusto della nobiltà veneziana nel Cinquecento. I veneziani ricorsero per i loro servizi da tavola alle grandi manifatture dell’Italia Centrale: Faenza, Urbino, Casteldurante.
Il nucleo restaurato al Mic appartiene al genere istoriato delle botteghe del Ducato di Urbino.
Il Laboratorio di Restauro opera dagli anni Ottanta e si avvale di restauratori diplomati all’Istituto ‘Ballardini’ di Faenza.
Si occupa esclusivamente di restauro di materiali ceramici, di qualunque tipologia tecnologica, dalla terracotta alla porcellana, ed esegue anche lavori su commissione, soprattutto per enti pubblici.
E’ morto Karl Lagerfeld, il Kaiser della modaEra direttore artistico di Chanel dal 1983

PARIGI19 febbraio 201912:45

“Amo considerarmi un freelance. Questa parola è l’unione di free, libero come ho sempre voluto essere, e lance che ricorda la parola francese lancé, com’era definita un tempo un’ambita cortigiana. Io mi sento libero e mercenario”. In questa dichiarazione è racchiusa l’essenza dello spirito di Karl Otto Lagerfeld, lo stilista tedesco scomparso oggi, nato ad Amburgo il 10 settembre 1933, secondo le fonti più accreditate anche se l’anno di nascita rimane un mistero. Lagerfeld, per decenni ha diretto due prestigiose maison, Chanel e Fendi, a cui ha dato un’impronta inconfondibile. Inamovibile, insostituibile, totalizzante per le griffe che ha disegnato e della cui immagine si è occupato in toto anche curando le campagne pubblicitarie come fotografo e regista. Un asso pigliatutto insomma, non a caso soprannominato “Il Kaiser”. In realtà Lagerfeld è riuscito, nella sua lunga carriera, a fare del suo nome una griffe indipendente che ha collaborato con varie maison della moda, non solo Fendi e Chanel, ma anche Chloé. Ha avuto una sua etichetta e nonostante il successo non ha disdegnato le collaborazioni con i colossi del low cost: per H&M ha firmato nel 2001 una collezione a edizione limitata andata a ruba in due giorni. Dal 2010 ha firmato per quattro stagioni le collezioni di Hogan, per cui ha ripensato i modelli classici del brand, sneakers e ballerine. Nel 2006 ha lanciato una collezione casual uomo-donna, K Karl Lagerfeld, che includeva T-shirt e blue jeans.Nato da Christian ed Elisabeth Lagerfeld ad Amburgo, in Germania, Lagerfeld era figlio unico. Suo padre era socio di una banca d’affari svedese che fece fortuna introducendo il latte condensato in Germania. La sua data di nascita per molto tempo è stata un vero mistero. La scrittrice Alicia Drake sosteneva che fosse nato nel 1933. Lagerfeld diceva di essere nato nel 1935. I registri di nascita in Germania non sono aperti a ispezioni. Certa la data in cui Lagerfeld emigrò a Parigi con sua madre il 1953. Karl incontra la moda grazie a sua madre che nel 1949 lo porta alla sua prima sfilata, di Dior, a Parigi, dove poi si trasferisce e dove nel ’54 da Pierre Balmain ha il suo primo lavoro nella moda avendo vinto un concorso per disegnare un cappotto sponsorizzato dal Segretariato Internazionale della Lana. Nel 1962 diventa il primo freelancer dell’industria della moda lavorando tra Francia, Italia, GB e Germania e lancia un’etichetta sua. Nel ’65 ha comincia la collaborazione con Fendi. Nel ’64 è la volta di Chloe. Un docufilm racconta l’amicizia con lo storico rivale Yves Saint Laurent fino al litigio nel 1975. Aveva vinto anche il concorso per un premio di abiti sponsorizzato da YSL. “Saint Laurent lavorava per Dior- ricordava Karl – altri giovani che conoscevo pensavano che fosse Dio, invece io non ero così impressionato”. Dopo tre anni si trasferì da Jean Patou. “Mi annoiavo anche qui perciò mi licenziai e provai a tornare a scuola, ma non studiavo quindi ho passato più due anni sulle spiagge, suppongo di aver studiato la vita in quel modo”. L’annoiato Karl con i soldi della sua ricca famiglia ad un certo punto però fonda un piccolo negozio a Parigi. In questo periodo, come altri colleghi, consultava spesso Madame Zereakian, la veggente armena di Christian Dior. “Fu lei a dirmi che avrei avuto successo con la moda e i profumi” rivelo in seguito.Nel 1980 Lagerfeld fondò la sua etichetta e con il suo nome lanciò in effetti profumi e abiti. Designer carismatico, eccentrico con un’immagine pubblica inconfondibile – occhiali scuri anche di notte, capelli bianchi raccolti a coda e guanti da aviatore di pelle nera, è un personaggio misterioso che un documentario, Karl Lagerfeld – A Lonely King (in onda nel settembre 2018) ha provato a rivelare. Autori del film i francesi Thierry Demaizière e Alban Teurlai. Karl ha vestito pop star come Kylie Minogue e Madonna. Claudia Schiffer è stata la sua modella preferita degli anni ’80-’90, Kaia Gerber l’ultima musa. Il docufilm cerca di fare luce nelle pieghe degli episodi privati dello stilista e svelarne la personalità. Lagerfeld possiede una collezione di 50mila libri (ha aperto una libreria nel ’99 a Parigi) e modi di relazionarsi agli altri da imperatore come suggerisce il suo soprannome. Nel docu Lagerfeld si racconta soffermandosi sul rilancio di Chanel, di cui è diventato direttore artistico nel 1983. Dal 1987 firma tutte le campagne fotografiche, scoprendo un talento anche con le immagini. Nel 2000 la decisione di perdere 42 kg in 13 mesi seguendo una dieta. La dieta venne pensata apposta per Lagerfeld dal dottori Jean-Claude Houdret, che scrisse il libro The Karl Lagerfeld Diet. “Ho deciso di vestirmi diversamente – aveva rivelato in seguito il Kaiser – per vestire abiti disegnati da Hedi Slimane. Ma queste mode sono indossate da ragazzi molto magri e non erano per uomini della mia età. Dovevo perdere 40 chili. Ci ho messo esattamente tredici mesi”. Lagerfeld era commendatore dell’Ordine della Legion d’Onore dal 2010. Appassionato di architettura è stato grande amico di Zaha Hadid a cui ha commissionato il Mobile Art Pavilion per Chanel. A Tadao Ando ha affidato la realizzazione della sua casa-studio a Biarritz, in Francia. Aveva colpito la sua assenza all’ultima sfilata di Chanel, lo scorso 22 gennaio: non era mai accaduto prima.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Subsonica, groove e colori nell”8 tour’
In 14 mila tra ieri e oggi per le due date milanesi

19 febbraio 201912:48

– Due ore e mezza di groove e colori: così i Subsonica tornano nelle grandi arene live italiane con il ‘8 tour’, che ha fatto tappa al Mediolanum Forum di Assago per la prima di due date consecutive milanesi che hanno richiamato circa 14 mila spettatori (dato degli organizzatori). Con ‘Bottiglie rotte’ il concerto parte subito dall’ultimo album e all’ultimo album ritorna altre otto volte, per dichiarare apertamente il ritorno a casa rappresentato da questo lavoro, con i suoi rimandi agli anni ’90 che in scena diventano talora evidenti (specie dopo il cambio d’abito nel secondo atto) ma più spesso sono intrecciati nelle trame sonore. Quelle contaminazioni pop, rock e dance che diedero vita alla band torinese si manifestano in un prologo dove passato e presente rimbalzano tra ‘Discolabirinto’, la cover di ‘Up Patriots to Arms’ e ‘Nuova ossessione’, seguite dall’esplicito omaggio nineties ‘Jolly Roger’.
David, Garrone e Martone guidano le nominationPoi Guadagnino e Sorrentino. Cerimonia 27/3 in diretta su Rai1

19 febbraio 201913:04

In testa alla 64/a edizione dei David di Donatello Dogman di Matteo Garrone che ha ottenuto il numero più alto di candidature, ben 15, e Capri Revolution di Mario Martone che si attesta a 13. A pari merito al terzo posto si collocano Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino e Loro di Paolo Sorrentino (12 nomination). A seguire ancora a pari merito, con 9 candidature, Lazzaro Felice di Alice Rohrwacher e Sulla mia pelle di Alessio Cremonini. I premi David di Donatello verranno consegnati a Roma mercoledì 27 marzo, con una cerimonia in diretta su Rai1.
Montalbano sempre top, l’ultimo supera i 10 milioniQuasi 11.5 mln picco. Da 20 anni su Rai1 è la fiction più amata

19 febbraio 201913:25

Un altro straordinario successo di pubblico per la stagione 2019 delle avventure del Commissario Montalbano. La seconda delle nuove inchieste, ‘Il diario del ’43’ su Rai1, lunedì 18 febbraio ha conquistato 10.150.000 spettatori (share del 43,3%). Il picco di ascolti, alle 21.59, nel momento della scena del funerale del dottor Pasquano, l’anatomopatologo del commissariato di Vigata, è stato di 11.457.000. Quasi un omaggio all’attore Marcello Perracchio, scomparso nel 2017 e diventato popolare cone il burbero dottore.Nato dalla penna di Andrea Camilleri, diretto da Alberto Sironi e interpretato da Luca Zingaretti, Il Commissario Montalbano da 20 anni è una delle produzioni italiane più amate: sono 34 film ad oggi i film della serie evento. Venduta all’estero, trasmessa negli anni in oltre 65 Paesi tra Europa e resto del mondo, anche in Paesi molto diversi per audience come la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, la fiction è stata replicata in Italia con ascolti record innumerevoli volte.    Con il film L’altro capo del filo, trasmesso lunedì 11 febbraio e seguito su Rai1 da 11.108.000 i telespettatori (44,9% lo share), si conferma così la fiction più seguita della stagione televisiva 2018/19, raggiungendo anche l’ottimo gradimento del 32,6% nel pubblico giovane (15-24 anni).I nuovi episodi si cominceranno a girare in primavera.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Cristicchi e il Giorno del Ricordo
Cantautore, disattenti morti nell’anima, teatro crea attenzione

ANCONA19 febbraio 201914:03

– Giorno del Ricordo per l’esodo giuliano-dalamata e per le vittime delle foibe celebrato in Consiglio Regionale delle Marche con Simone Cristicchi che, voce e chitarra, ha eseguito in aula “Lo chiederemo agli alberi” e “Abbi cura di me”, portato a Sanremo. “Quando la barbarie diventa la normalità, la tenerezza è l’unica rivoluzione” ha detto il cantautore, che si è esibito a Senigallia con il suo spettacolo “Esodo””. Alla seduta hanno partecipato studenti del Liceo ‘Galilei’ di Ancona, dell’Iis ‘Corridoni-Campana’ di Osimo e dell’Ipc ‘Olivetti’ di Fano. Intervistato dal direttore dell’Amat Gilberto Santini, Cristicchi ha spiegato la scelta di portare sul palco la storia e definito il teatro “forza irripetibile che crea comunità, antidoto alla disattenzione: gli attenti non muoiono mai, i disattenti sono morti nell’anima”. Il presidente dell’Assemblea regionale Antonio Mastrovincenzo ha invitato a contrastare i rischi di “negazionismo, riduzionismo e strumentalizzazioni degli eventi storici”.
Gioconda Belli a ‘Dedica’Il festival in programma dal 9 al 16 marzo a Pordenone

PORDENONE19 febbraio 201914:26

– C’è Gioconda Belli al centro della 25/a edizione di Dedica, il festival letterario ospitato a Pordenone dal 9 al 16 marzo a cura dell’associazione Thesis.
Nicaraguense, poetessa, scrittrice e giornalista di fama internazionale, Belli è stata nominata Cavaliere delle Arti e delle Lettere dal presidente della Repubblica francese: “Come scrittrice – dice – sento la necessità di generare e far crescere la consapevolezza”. E raccogliendo questa suggestione, Dedica condurrà il pubblico nell’universo di una narratrice intensa e delicata, dalla scrittura elegante e profonda, autrice di diverse raccolte di poesie, caratterizzate da una poetica sensuale e femminile. L’inaugurazione (il 9 marzo alle 16.30 al teatro Verdi) prevede un dialogo tra la scrittrice e Federica Manzon, autrice dell’intervista che è “cuore” della monografia “Dedica a Gioconda Belli”, arricchita da contributi di Andrea Semplici, Mara Donat, Marco Fazzini, da alcune poesie inedite e da un racconto esclusivo di Belli “La donna sandwich”.
Hurwitz, la mia musica per la LunaPremio Oscar racconta colonna sonora First Man ora in home video

LOS ANGELES19 febbraio 201914:46

– Era il 20 luglio 1969 quando Neil Armstrong mise piede sulla luna. Quel piccolo passo per l’uomo e grande passo per l’umanità è stato raccontato da Damien Chazelle in First Man, che vede Ryan Gosling vestire la tuta spaziale di Armstrong. In occasione dell’uscita home video del film, ecco un’intervista a Justin Hurwitz, il compositore che da sempre cura le colonne sonore dei film di Chazelle, come Whiplash e La La Land, premiato con due Oscar, per la migliore canzone originale e la migliore colonna sonora originale del musical con Emma Stone e Ryan Gosling. Di First Man il compositore ha amato soprattutto le scene d’azione, “come il lancio del modulo Gemini. La cosa mi piace di quella scena è che Damien (Chazelle, n.d.r.) ha messo lo spettatore dentro il razzo, insieme agli astronauti. La camera non lascia mai quell’ambiente, ed è come essere dentro la navicella. Credo sia una scena molto credibile e avvincente.
L’altra scena che ho amato è quando gli astronauti arrivano sulla Luna”.         [print-me title=”STAMPA”]

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.