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AGGIORNAMENTO DELLE 00:44

DI VENERDì 07 DICEMBRE 2018

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Non passa a Onu a mozione contro Hamas
Schiaffo all’amministrazione Trump

Huawei ha eluso sanzioni Iran via HsbcMa banca non è sotto inchiesta

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WASHINGTON

– Schiaffo all’amministrazione Trump all’assemblea generale dell’Onu, dove l’ambasciatrice Nikki Haley non è riuscita a far passare una mozione che avrebbe condannato per la prima volta il movimento islamista Hamas, che controlla Gaza. Prima della votazione, il Kuwait aveva proposto e ottenuto che fosse applicata la regola dei due terzi , nonostante la viva opposizione della Haley: la proposta era passata con 75 sì e 72 no, e 26 astensioni. Il voto sulla mozione ha incassato 87 sì, 57 no, con 33 astensioni.
– WASHINGTON

– Meng Wanzhou, 46 anni, vicepresidente e capo finanziario del colosso delle telecomunicazioni cinesi Huawei, nonché figlia del suo fondatore Ren Zhengfei, è stata arrestata nell’ambito di una indagine Usa su un presunto uso del sistema bancario mondiale per eludere le sanzioni americane all’Iran, in particolare tramite HSBC Holdings Plc. Lo scrivono alcuni media Usa, precisando che Hsbc non sarebbe però sotto inchiesta. Huawei era nel mirino della giustizia americana almeno dal 2016.     [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 16:44 ALLE 21:37

DI MERCOLEDì 05 DICEMBRE 2018

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Libia:domani incontro tra Conte e Haftar
Il generale libico in visita a Roma

Fake news:Ue, Russia spende 1,1 miliardiAnsip, 1000 assunti in ‘fabbrica troll’ di San Pietr

Riad,principe mai in contatto con killer’Respingiamo categoricamente ogni suo collegamento all’omicidio’

Trump, ‘Bush un grande uomo, ci mancherà’L’America si ferma per i funerali, chiusa Wall Street. Migliaia di persone in strada gli rendono omaggio

Putin, nessuna prova di violazioni Inf’Se Usa usciranno reagiremo’. Mogherini, accordo va preservato

Savona, Italia rischia recessioneL’Ue è capace di creare stabilità finanziaria ma non sviluppo

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Domani mattina, a quanto si apprende, il premier Giuseppe Conte incontrerà a Roma il generale libico Khalifa Haftar, uomo forte della Cirenaica.

– BRUXELLES

– La Russia “investe un enorme budget, 1,1 miliardi l’anno, a sostegno della disinformazione”, e “la fabbrica dei troll di San Pietroburgo impiega 1000 persone a tempo pieno”. Lo ha denunciato il vicepresidente della Commissione Ue Andrus Ansip nel lanciare il Piano d’azione anti fake news.
– ISTANBUL

– “In nessun momento Sua Altezza Reale il Principe Ereditario ha avuto comunicazioni con alcun funzionario saudita per far del male a Jamal Khashoggi, un cittadino saudita. Respingiamo categoricamente ogni accusa che mira a collegare il Principe a questo orribile incidente”. Lo scrive su Twitter la portavoce dell’Ambasciata di Riad a Washington, dopo le accuse rivolte ieri a Mohammed bin Salman da alcuni senatori Usa al termine dell’audizione sul caso del direttore della Cia, Gina Haspel.

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“Questo non è un funerale, questo è un giorno per celebrare un grande uomo che ha avuto una vita lunga e illustre. Ci macherà!”: così il presidente americano Donald Trump su Twitter prima di partecipare ai funerali di George H.W. Bush alla National Cathedral di Washington.
Due ali di folla hanno accompagnato il viaggio del feretro di George H.W. Bush verso la National Cathedral, dove sono già assiepate oltre tremila persone che assisteranno ai funerali. La cerimonia viene trasmessa in diretta su tutte le principali tv americane, sui dei media e sui social network. Momento di grande commozione per la famiglia Bush quando il feretro ha lasciato Capitol Hill, con l’ex presidente George W. Bush quasi in lacrime.
Non trattiene la commozione George W. Bush quando, al termine del suo intervento ai funerali del padre, con voce rotta lo ricorda come “il miglior padre possibile”. “Nel nostro dolore, sorridiamo sapendo che papa’ sta abbracciando Robin e tenendo di nuovo la mano di mamma”, ha detto tra le lacrime, riferendosi all’ex first lady Barbara Bush e alla sorella morta da piccolina a causa di una leucemia.
Stretta di mano tra Donald Trump e Barack Obama, gelo con Bill e Hillary Clinton. Ai funerali di George H.W. Bush, il tycoon e il suo predecessore di fatto si incontrano per la prima volta dal giorno del giuramento dell’attuale inquilino della Casa Bianca, nel gennaio del 2017. Entrati nella National Cathedral di Washington dove si svolge la cerimonia, i Trump si sono seduti accanto agli Obama dopo averli salutati. Solo Melania a separare il tycoon da chi lo ha preceduto nello Studio Ovale. Non si sono nemmeno incrociati, invece, gli sguardi del tycoon e di Hillary Clinton, seduta poco distante tra il marito Bill e Jimmy Carter
L’America si ferma per i funerali, chiusa Wall Street – L’America si ferma per i funerali di George H.W. Bush e per un giorno il Paese si unisce attorno alla figura del 41mo presidente degli Stati Uniti. Alla cerimonia, che iniziera’ alle 17 italiane alla National Cathedral di Washington, Donald Trump e la first lady Melania saranno in prima fila insieme a tutti gli ex presidenti: Jimmy Carter, Bill Clinton, George W.Bush, Barack Obama. Tutti saranno accompagnati dalle ex first lady. Tra i dignitari stranieri parteciperanno alla funzione la cancelliera tedesca Angela Merkel, il principe Carlo d’Inghilterra, i reali di Giordania, Leck Walesa. In tutto il Paese e’ stata proclamata una giornata di lutto nazionale con bandiere a mezz’asta e anche Wall Street restera’ chiusa in segno di omaggio all’ex presidente. Al termine della cerimonia la salma di Bush padre sara’ nuovamente trasportata a Houston, in Texas, per essere sepolta accanto alle tombe della moglie Barbara e della figlia Robin.

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MOSCA

– Gli Usa non hanno fornito “prove” sulle presunte violazioni della Russia al trattato INF sulle forze nucleari a medio raggio. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin. Mosca, ha aggiunto Putin, si oppone allo smantellamento del trattato ma se gli Usa lo abbandoneranno la Russia sarà costretta “a rispondere”. Il suo portavoce Dmitri Peskov ha poi precisato che il Cremlino non ha nulla a che fare con l’idea di schierare missili russi in America Latina, in particolare in Venezuela, come suggerito invece in questi giorni da alcuni esperti. Sul tema del trattato sui missili a medio raggio si era espresso poco prima il capo dello Stato Maggiore russo, il generale Valery Gerasimov, affermando che i Paesi che ospitano i sistemi missilistici statunitensi diventeranno “obiettivi” militari per la Russia se gli Stati Uniti si ritireranno dal Trattato. Mogherini: L’Unione europea vuole che il Trattato sia “totalmente implementato” e “preservato”, perché è “centrale per la sicurezza in Europa”.
– L’Italia “non può attendere” la lenta transizione che nel 2019 porterà a un nuovo parlamento europeo, a una nuova Commissione e a un nuovo vertice della Bce “perché deve fronteggiare i rischi di una recessione” produttiva e quindi “il nostro dovere è agire”. Lo ha detto il ministro agli Affari europei Paolo Savona sottolineando “l’indubbia capacità dell’organizzazione europea di creare stabilità finanziaria e monetaria ma non di creare sviluppo”.       [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 11:40 ALLE 18:50

DI MARTEDì 27 NOVEMBRE 2018

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Macron, stop 14 reattori entro il 2035
Rinviata al 2035 riduzione 50% di energia nucleare

Macron lancia concertazione per ecologiaPresidente fissa ‘3 mesi per soluzioni accessibili a tutti’

Ucraina: Ue valuta nuove sanzioni RussiaLa Commissione europea lancia un appello alla moderazione

‘Per Silvia volevano riscatto lampo’Un testimone racconta

: ‘Lei urlava ma non aveva soldi’

Afghanistan: tre militari Usa uccisi da ordigno a Ghazni

Maldive: Corte annulla condanna terrorismo per ex presidente’Mancano le prove’, rischiava 13 anni di carcere

Marò: India nomina nuovo giudiceRiprende iter arbitrato, sospeso dopo morte del suo predecessore

Intese commerciali, May smentisce Trump’Accordo con Ue ci ridà indipendenza, con Usa già negoziamo’

Venezuela: opposizione, nuove protesteIl clou il 10 gennaio quando Maduro inizierà secondo mandato

Disposto arresto per due marinai ucrainiCorte Crimea li accusa di aver attraversato confine illegalmente

Usa 2020: Beto non esclude di candidarsiFinora aveva negato questa ipotesi

Cina: scomparso fotografo pluripremiatoLu Guang,tre volte premio World Press,stava vistando lo Xinjiang

Siria: 500 corpi in fossa comune a RaqqaRicerche ancora in corso, potrebbero essere oltre mille

Russiagate: Manafort incontrò Assange’Prima che Wikileaks pubblicasse le email hackerate da Mosca’

Vietò gaypride,Strasburgo condanna MoscaPer Corte diritti la Russia non deve discriminare persone Lgbt

Indonesia: sisma e tsunami, 2.101 morti4.438 feriti gravi, 1.373 dispersi. Msf avvia ritiro volontari

Wikileaks nega incontro Manafort-Assange’Scoop’ del Guardian sarà nuovo caso ‘diari di Hitler’

18 migranti soccorsi in canale ManicaErano su due barchini, di recente altri casi simili – Sempre meno pub in Gran Bretagna
Nuovo appello lobby a governo per difendere tradizione nazionale

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Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha annunciato che “14 reattori nucleari saranno chiusi entro il 2035”, “12 dei quali fra il 2025 e il 2035”, nell’ambito dell’annuncio della strategia di transizione energetica.
Sul nucleare, il presidente ha annunciato che la riduzione al 50% di questo tipo di energia nella produzione di elettricità in Francia è rinviata al 2035. La centrale più discussa e più obsoleta, quella di Fessenheim, “sarà fermata nell’estate 2020”, ha confermato. Queste decisioni, tuttavia, ha precisato, non significano che la Francia volta le spalle al nucleare: Macron ha annunciato di aver “chiesto a EDF (l’operatore francese, ndr) di prendere degli impegni sul nucleare per un’elettricità più economica”, entro il 2021.
– Parlando della protesta dei gilet gialli, il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, ha affermato di auspicare “un’ecologia popolare”. Macron ha annunciato “una grande concertazione sulla transizione ecologica e sociale con la missione di costruire un nuovo modello economico, sociale e territoriale di cui abbiamo bisogno”. Ed ha fissato “tre mesi per costruire soluzioni accettabili e accessibili a tutti”.
– BRUXELLES

– L’Ue valuta nuove sanzioni verso la Russia e invita tutte le parti alla “massima moderazione per un allentamento” della tensione dopo quanto avvenuto nel mar d’Azov. Lo afferma un portavoce della Commissione europea esprimendo grande preoccupazione per la situazione.
Secondo quanto spiegato, prosegue il lavoro in seno alla Ue per valutare l’eventualità di nuove sanzioni con l’aggiunta di persone o entità alla lista nera che vieta i viaggi e prevede il congelamento dei beni per le pressioni della Russia sull’Ucraina.
– CHAKAMA (KENYA)

– I rapitori della volontaria italiana “volevano un riscatto lampo, ma Silvia non aveva soldi né il telefono. Qualcuno allora voleva lasciarla libera, ma gli altri si sono rifiutati”. Lo racconta

James, un ragazzo nigeriano la cui istruzione è sostenuta dalla onlus per cui lavora Silvia Romano, testimone dei minuti drammatici del rapimento. “Silvia piangeva disperata, urlava ‘aiutatemi’ mentre veniva trascinata via dagli uomini armati.
Erano almeno in 4, li abbiamo seguiti ma hanno iniziato a sparare per tenerci lontano. Noi avevamo solo i coltelli”.
Tre militari americani sono stati uccisi dall’esplosione di un ordigno sul ciglio della strada nella provincia afghana di Ghazni. Lo rendono noto le forze statunitensi in Afghanistan, aggiungendo che altri tre sono rimasti feriti. Ferito anche un contractor americano.
Le identità delle vittime non sono state rese note perché non ancora comunicate alle famiglie. Un portavoce delle forze Usa, Ubon Mendie, ha precisato che i feriti sono stati evacuati.
L’attacco non è stato al momento rivendicato. I talebani hanno una presenza molto attiva nella provincia di Ghazni e lo scorso agosto hanno tentato di prendere il controllo del capoluogo. Ghazni è stata l’unica provincia in cui non si sono potute tenere le elezioni parlamentari lo scorso ottobre.

L’alta corte delle Maldive ha annullato una condanna all’ex presidente per accuse di terrorismo che avrebbe comportato fino a 13 anni di carcere. I giudici della Corte Suprema hanno ritenuto insufficienti le prove, facendo decadere l’accusa nei confronti di Mohamed Nasheed.
Nasheed, diventato il primo presidente democraticamente eletto delle Maldive nel 2008, è stato condannato al carcere nel 2015 per aver ordinato la detenzione di un alto giudice quando era presidente. Dopo un anno di carcere, si era recato in Gran Bretagna per cure mediche e aveva preso l’asilo nel Paese. È poi tornato alle Maldive a settembre dopo che l’uomo forte dell’arcipelago, Yameen Abdul Gayoom, ha perso le elezioni presidenziali.

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L’India ha nominato ieri Pemmaraju Sreenivasa Rao come nuovo arbitro per il caso marò al Tribunale arbitrale, dopo la morte del giudice P. Chandrasekhara Rao lo scorso ottobre. Lo rende noto un comunicato della Corte permanente di arbitrato dell’Aja.
A causa della malattia del giudice Rao, l’udienza per la giurisdizione sul caso dei due fucilieri, inizialmente prevista per il 22 ottobre scorso, era stata rinviata. Ora la nomina del nuovo arbitro di parte indiana consentirà di fissare una nuova data, dopo consultazioni tra le parti, precisa la nota.
Secondo quanto riporta la sua biografia pubblicata sul sito delle Nazioni Unite, Pemmaraju Sreenivasa Rao, nato in India nel 1942, esperto di diritto del mare, è tra l’altro membro dell’Istituto di Diritto internazionale e del Tribunale arbitrale marittimo Bangladesh-India, ed è stato giudice ad hoc presso la Corte internazionale di giustizia in un caso di sovranità territoriale contesa tra Malaysia e Singapore.
– LONDRA

– La dichiarazione politica sulle relazioni post Brexit tra Londra e Bruxelles che accompagna l’accordo di divorzio dall’Ue “indica chiaramente che noi avremo una politica indipendente e saremo in grado di negoziare trattati di libero scambio con altri Paesi nel mondo”. Così Theresa May rispondendo indirettamente a Donald Trump dal Galles, dove si trova in visita. “Quanto agli Usa – insiste May ai microfoni di SkyNews – noi stiamo già trattando sul tipo di accordo che potremo avere con loro in futuro”.
– CARACAS

– Fa fronte comune l’opposizione venezuelana, contro quella che definisce l'”usurpazione” di potere politico da parte del presidente della Repubblica in carica, Nicolás Maduro: nuove iniziative “unitarie”, tra cui una grande “protesta nazionale pacifica”, saranno messe in pratica a partire dal 10 gennaio 2019, quando l’attuale capo di Stato inizierà il suo secondo mandato di sei anni.
L’annuncio è stato dato dalle opposizioni al governo confluite nel Frente Amplio Venezuela Libre, che mirano ad “aumentare la pressione sulla dittatura per far cessare l’usurpazione”. Il prossimo 10 gennaio “scade il periodo presidenziale e scompare ogni traccia di legittimità di un dittatore”, ha sottolineato Víctor Márquez, presidente della Federazione dei docenti dell’Università Centrale del Venezuela (UCV), durante il congresso ‘Venezuela Libre’ realizzato nell’aula magna dell’ateneo a Caracas.
– MOSCA

– Un tribunale di Simferopoli, in Crimea, ha disposto l’arresto, fino al 25 gennaio 2019, per due marinai della Marina militare ucraina con l’accusa di “aver attraversato illegalmente il confine” russo “con l’uso o la minaccia di usare violenza”. Lo riportano i media russi. A Simferopoli è in corso l’udienza sul futuro dei marinai ucraini fermati e oggi è previsto che siano trattati 12 casi su 24. La pena massima prevista per il crimine contestato è di sei anni di carcere. Lo sostiene Radio Liberty.
– WASHINGTON

– Era la notizia che in tanti attendevano in America: Beto O’Rourke, astro nascente del partito democratico, “l’Obama bianco” come è stato ribattezzato da molti, non esclude di candidarsi alle presidenziali 2020 per sfidare Donald Trump. E’ lui stesso ad affermarlo per la prima volta dopo avere negato finora una sua eventuale candidatura alla Casa Bianca. Una svolta che potrebbe imprimere un’accelerazione in casa dem in vista dell’inizio della campagna elettorale per le primarie.

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Un fotografo cinese pluripremiato, Lu Guang, è scomparso durante un viaggio nello Xinjiang, secondo quanto denunciato dalla moglie. Lu Guang, tre volte vincitore del premio fotografico World Press, vive a New York ma si occupa soprattutto di questioni ambientali e sociali in Cina. Era stato invitato nello Xinjiang per una conferenza nello scorso ottobre; la moglie, Xu Xiaoli, dice di non avere più sue notizie dal 3 novembre. Dopo la sua denuncia, le autorità le hanno comunicato che Lu Guang è stato trattenuto da funzionari della sicurezza nazionale nella regione, sottoposta a pesanti controlli. Xu Xiaoli ha detto alla Bbc cinese di non essere al corrente di alcuna attività del marito che possa avere provocato l’ azione del governo. Lu Guang doveva incontrare il 5 novembre nel Sichuan un suo conoscente, identificato come ‘Mr. Chen’, per una iniziativa benefica. Lu Guang, però, non sarebbe mai giunto all’appuntamento. Secondo le ultime informazioni, entrambi sarebbero stati portati via da agenti di sicurezza.
– BEIRUT

– Circa 500 cadaveri sono stati esumati da una delle più grandi fosse comuni mai trovate in Siria, vicino alla città di Raqqa, già ‘capitale’ dell’autoproclamato califfato dello Stato Islamico. Ricerche sono ancora in corso e il numero potrebbe ulteriormente aumentare. Indagini sulle fosse comuni siriane sono state avviate nell’intento di preservare i corpi e fornire così prove evidenti per eventuali processi per crimini di guerra. Una devastante campagna militare sostenuta dagli Stati Uniti ha cacciato l’Isis da Raqqa oltre un anno fa, ma i gruppi di ricerca e soccorso continuano a localizzare tombe di massa nella città e nei suoi dintorni. La tomba Panorama, così chiamata dal nome del villaggio in cui è stata trovata, è una delle più grandi delle nove scoperte finora e si presume che possa contenere circa 1.500 corpi. Human Rights Watch ha lanciato un appello affinchè alla ricerca siano destinati più risorse e più personale, pena il rischio di non poter risalire ai responsabili delle uccisioni.
– WASHINGTON

– Paul Manafort, ex manager della campagna presidenziale di Donald Trump, incontrò in segreto Julian Assange all’interno dell’ambasciata dell’Ecuador a Londra mesi prima che Wikileaks pubblicasse le e-mail hackerate dai russi a esponenti dei democratici Usa. Lo rivela il Guardian.
I colloqui tra Manafort e Assange risalirebbero al 2013, al 2015 e alla primavera del 2016, pochi mesi prima le elezioni presidenziali.
– STRASBURGO

– La Russia deve “fare grandi sforzi a lungo termine per adottare misure generali, in particolare per assicurare la libertà di manifestare e di non essere discriminati delle persone Lgbt” e risolvere il problema diffuso e ricorrente del divieto a dimostrare in loro favore. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani condannando la Russia per aver violato i diritti a manifestare e a non essere discriminati di sette persone a cui tra il 2009 e il 2014 varie autorità locali hanno impedito di dimostrare pacificamente in favore dei diritti delle persone Lgbt. La Corte di Strasburgo aveva condannato Mosca per le stesse ragioni nel 2010. “La natura delle violazioni riscontrate 8 anni fa” e il fatto che si ripetano ha spinto la Corte di Strasburgo a evidenziare che la Russia come tutti i Paesi membri del Consiglio d’Europa è obbligata a prendere le necessarie misure per impedire che gli stessi diritti continuino a essere violati.
– Medici Senza Frontiere (MSF) sta per concludere il proprio intervento di emergenza nella provincia di Sulawesi Centrale, in Indonesia, a seguito della serie di terremoti e allo tsunami che lo scorso 28 settembre hanno seminato morte e distruzione. Al 30 ottobre – riferisce l’organizzazione -, sono 2.101 i morti accertati, le persone gravemente ferite 4.438, 1.373 i dispersi, secondo i dati dell’Agenzia Nazionale di Gestione dei Disastri indonesiana (BNPB). Le operazioni di ricerca e salvataggio sono state interrotte il 12 ottobre. In considerazione della fine delle operazioni, Medici senza frontiere ha avviato un graduale ritiro dei propri volontari, dopo avere effettuato mille visite mediche con una media di 16 pazienti al giorno. Esperti di igiene e potabilizzazione dell’acqua hanno operato nella provincia di Sulawesi Centrale, dove rimarrà un centro sanitario temporaneo che potrà operare per 5 anni e una serie di strutture di servizio nei campi e nei villaggi.
– LONDRA

– Questo sarà “ricordato come il giorno in cui il Guardian ha permesso a un falsificatore seriale di distruggere totalmente la reputazione del giornale”. Così Wikileaks in un tweet nel quale si dice pronto “a scommettere un milione di dollari e la testa del suo direttore” sul fatto che Paul Manafort “non abbia mai incontrato (Julian) Assange”.
In un secondo tweet Wikileaks bolla il presunto scoop co-firmato dal reporter Luke Harding come “il più infame disastro giornalistico da quando Stern pubblicò i (falsi) Diari di Hitler”.
– PARIGI

– Diciotto migranti suddivisi in due piccole barche sono stati soccorsi nel canale della Manica dalle autorità marittime francesi e inglesi mentre tentavano di raggiungere la Gran Bretagna, ultimo di vari recenti episodi simili. L’autorità marittima francese ha riferito che le sue motovedette hanno intercettato nove migranti a bordo di un barchino prima dell’alba, e li ha accompagnati al porto di Dunkirk. Pochi minuti dopo – ha poi precisato una nota – è stato ricevuto un secondo sos da una barca in difficoltà, con altri nove migranti, davanti alla costa di Dover. Il soccorso è stato eseguito, in questo caso, dall’autorità marittima inglese. Non è stata indicata la nazionalità dei naufraghi. La scorsa settimana le autorità francesi avevano riferito di altri 18 migranti soccorsi, 11 recuperati dai francesi da una barca in difficoltà, e altri sette intercettati dalle autorità britanniche. All’inizio di novembre la Guardia costiera inglese aveva soccorso in due diverse operazioni 37 migranti iraniani.  –

LONDRA

– Pub britannici addio? E’ quanto temono gli addetti del settore in seguito alla pubblicazione dell’ennesimo dato negativo sulla tendenza alla contrazione del numero dei locali simbolo di questa tradizione nazionale dei bevitori, in atto ormai da un ventennio.
Le ultime cifre aggiornate arrivano dall’Ufficio Nazionale di Statistica (Ons) del Regno e certificano che oltre un quarto dei pub esistenti ha chiuso i battenti dall’inizio del nuovo millennio, passando da 52.500 nel 2001 ad appena 38.815.
A pagare lo scotto sono stati soprattutto i piccoli locali suburbani, schiacciati dal peso dei crescenti costi di gestione.
Tom Stainer, portavoce del gruppo di pressione Camra (Campaign for Real Ale) ha definito questi dati “scioccanti” e ha lanciato un appello al governo britannico “per salvare i pub dall’estinzione”.
Fra le cause delle chiusure, l’esponenziale aumento delle imposte sulla birra, salite del 42% fra il 2008 ed il 2013, anche se poi congelato nell’ultima finanziaria.

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