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Ultimo aggiornamento 6 Novembre, 2018, 10:25:54 di Maurizio Barra

DALLE 09:13 ALLE 10:25

DI MARTEDì 06 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

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Detenuti ‘alta sicurezza’ con cellulare
Tre sequestri a Secondigliano. Uspp, servono misure contrasto

Avaria motore, volo rientra a LameziaScatta intervento emergenza ma atterraggio in piena sicurezza

Asia Bibi: marito a Italia, ‘aiutateci’Salvini, ci lavoriamo con discrezione

Maltempo: ancora pioggia a Torino, il Po straripa ai MurazziAcqua sommerge lungofiume,arbusti tra arcate ponte p.za Vittorio

‘Minacciato e molestato a 11 anni’L’episodio denunciato dai genitori alla Polizia e alla scuola

Corte Ue: l’Italia recuperi l’Ici non versata dalla Chiesa e dal no profit Ribaltato verdetto Tribunale Ue 2016, legittima invece l’Imu

Il Po straripa ai Murazzi di TorinoFiume esonda anche nel Cuneese, primi disagi per strade chiuse

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NAPOLI

– Dopo il ritrovamento, qualche giorno fa, di cinque microtelefoni cellulari addosso ai detenuti nel carcere di Napoli Secondigliano, si sono intensificate le perquisizioni che hanno consentito di scoprire, ieri, altri tre dispositivi, questa volta nella disponibilità di quelli del reparto di alta sicurezza. Lo rende noto l’Uspp. “Ci congratuliamo per l’attività costante di controllo e repressione da parte del comando di polizia penitenziaria del carcere di Secondigliano”, commenta Ciro Auricchio, segretario regionale dell’Uspp il quale chiede ancora una volta “il potenziamento degli strumenti atti a intercettare e schermare i telefonini illegittimamente introdotti nel carcere, al fine di contrastare la criminalità organizzata che continua a rimanere in conttato con l’esterno”. L’Uspp, “interpellerà il ministro Bonafede al fine di prevedere nel caso specifico una fattispecie di reato che rappresenti il maggiore deterrente per arginare tale fenomeno, sempre più ricorrente nelle carceri”.
– LAMEZIA TERME (CATANZARO)

– Emergenza in mattinata di oggi all’Aeroporto internazionale di Lamezia Terme.
Il volo Alitalia AZ1162, partito da Lamezia Terme alle 6.35 e diretto a Roma Fiumicino, è stato costretto al rientro nell’aeroporto calabrese per un’avaria riscontrata ad uno dei motori.
A terra, a seguito di una richiesta pervenuta al 115 dei Vigili del fuoco dalla torre di controllo dell’aeroporto, è scattato il piano di emergenza. Il velivolo, con a bordo 179 passeggeri, è comunque atterrato nello scalo calabrese senza problemi e in piena sicurezza alle 6:52. Non si registrano danni alle persone o alle cose.
– “Chiedo al governo italiano e faccio un appello: aiutateci a fare uscire dal Pakistan me e la mia famiglia perché siamo in pericolo”: questo l’appello del marito di Asia Bibi, la donna cristiana condannata 8 anni fa all’impiccagione per blasfemia e di recente assolta dalla Corte Suprema ma che non può lasciare il Paese a causa delle proteste dei fondamentalisti islamici. Ashiq Masih ha lanciato la sua richiesta di aiuto all’Italia in un videomessaggio ad Aiuto alla Chiesa che Soffre.
Interpellato da Rtl 102.5 il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha assicurato: “Ci stiamo lavorando con altri Paesi occidentali, con discrezione per evitare problemi in loco alla famiglia che vuole avere un futuro. Io, da ministro ma anche da leghista, ci tengo che donne e bambini a rischio della vita, possano avere un futuro”. Salvini ha precisato che saranno “garantite vita, futuro e libertà a questa povera famiglia”. Ma ha anche aggiunto che “ci sono tanti italiani in Pakistan, e dobbiamo stare attenti a parlare”.
Cresce il livello di fiumi e torrenti, in Piemonte, dove permane l’allerta maltempo ‘gialla’ anche per le prossime ore. Per la notte, e per la giornata di martedì, sono previste ancora piogge abbondanti, per quanto alternate a brevi momenti di pausa. Il Po è in piena a Torino dopo l’ennesima notte di pioggia che si è aggiunta a quella dei giorni scorsi. Le acque hanno sommerso il lungofiume dei Murazzi. Tra le arcate del ponte di Piazza Vittorio Veneto hanno cominciato ad accumularsi grossi arbusti trascinati dalla corrente.
Sorvegliato speciale anche il Lago Maggiore, che potrebbe esondare a Verbania.

La protezione civile regionale continua il monitoraggio della situazione. Nel Pinerolese cresce in maniera significativa il Chisone. In provincia di Cuneo, è vicinissimo alla piena straordinaria il torrente Ghiandone, che in alcuni punti potrebbe esondare.     Primi disagi a causa del maltempo nel Cuneese. L’ennesima notte di pioggia ha fatto crescere ancora il livello del Po e dei suoi affluenti. Chiusa la regionale 589 Saluzzo-Pinerolo nel tratto di Staffarda, dove il Po ha superato il livello di guardia dei tre metri di piena, è chiusa anche la provinciale che collega Faule a Pancalieri, sempre per l’esondazione del Po.

Sul torrente Maira, sotto osservazione il ponte di Cavallermaggiore. Meno critica la situazione degli altri corsi d’acqua della provincia. Riaperto, nella giornata di ieri, anche il valico della Maddalena, nel Cuneese, in valle Stura, che era stato chiuso per le nevicate dei giorni scorsi in quota.
Chiuso invece il tunnel del Tenda, che collega Cuneo a Ventimiglia passando per la Francia, a causa di una frana sulla statale 20 della valle Roya, in territorio francese.

– BOLOGNA

– Minacciato con un coltello puntato alla gola, trascinato in un vicolo all’uscita da scuola, spinto contro un muro e molestato sessualmente. Sarebbe successo a un ragazzino di 11 anni, a Ravenna, il 15 ottobre e i genitori hanno denunciato l’episodio alla Polizia. Lo racconta il Resto del Carlino.
Sulla vicenda sono in corso accertamenti della squadra mobile ed è stata avvisata la Procura per i minorenni. Dopo l’aggressione, da parte di quattro ragazzi più grandi, di terza media, l’undicenne è tornato a casa, dove è rimasto taciturno per un giorno. La mattina dopo non è andato a scuola, ma quando è tornato sarebbe stato nuovamente minacciato di morte in bagno.
I genitori sarebbero quindi riusciti a farsi raccontare delle minacce, poi il ragazzino, sotto choc, è stato alcuni giorni ricoverato in ospedale, dove una psicologa gli ha fatto riferire anche delle molestie. I genitori oltre alla denuncia hanno parlato anche con la scuola, “ma ci è sembrato che imperasse il garantismo”, hanno detto.
Lo Stato italiano deve recuperare l’Ici non pagata dalla Chiesa e dal no profit: è quanto hanno stabilito i giudici della Corte di giustizia dell’Unione europea, annullando la decisione della Commissione del 2012 e la sentenza del Tribunale Ue del 2016 che avevano sancito “l’impossibilità di recupero dell’aiuto a causa di difficoltà organizzative” nei confronti degli enti non commerciali, come scuole, cliniche e alberghi. I giudici hanno ritenuto che tali circostanze costituiscano mere “difficoltà interne” all’Italia”. Respinto invece ricorso sull’Imu. Il ricorso accolto dalla Corte di giustizia è stato promosso dalla scuola elementare Montessori di Roma contro la sentenza del Tribunale Ue del 15 settembre 2016 che in primo grado aveva ritenuto legittima la decisione di non recupero della Commissione europea nei confronti di tutti gli enti non commerciali, sia religiosi sia no profit, di una cifra che, secondo stime dell’Anci, si aggira intorno ai 4-5 miliardi. La Commissione aveva infatti riconosciuto all’Italia l'”assoluta impossibilita'” di recuperare le tasse non versate nel periodo 2006-2011 dato che sarebbe stato “oggettivamente” impossibile sulla base dei dati catastali e delle banche fiscali, calcolare retroattivamente il tipo d’attività (economica o non economica) svolta negli immobili di proprietà degli enti non commerciali, e calcolare l’importo da recuperare.La Montessori, sostenuta dai Radicali, nell’aprile 2013 fece ricorso contro la Commissione, ma nel 2016 il Tribunale Ue confermò appunto l’impossibilità di recuperare quanto dovuto. La Corte di giustizia, pronunciatasi in Grande Chambre, ha invece annullato sia la decisione della Commissione europea che la sentenza del Tribunale Ue, spiegando che tali circostanze costituiscono mere “difficoltà interne” all’Italia, “esclusivamente ad essa imputabili”, non idonee a giustificare l’emanazione di una decisione di non recupero. La Commissione europea, si legge nella sentenza, “avrebbe dovuto esaminare nel dettaglio l’esistenza di modalità alternative volte a consentire il recupero, anche soltanto parziale, delle somme”. Inoltre, ha ricordato che i ricorrenti erano situati “in prossimità immediata di enti ecclesiastici o religiosi che esercitavano attività analoghe” e dunque l’esenzione Ici li poneva “in una situazione concorrenziale sfavorevole (..) e falsata”. La Corte di giustizia ha ritenuto invece legittime le esenzioni dall’Imu, l’imposta succeduta all’Ici, introdotte dal governo Monti, anch’esse oggetto di contestazione da parte dei ricorrenti.   [print-me title=”STAMPA”]

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