Aggiornamenti, Mondo, Notizie, Ultim'ora

MONDO TUTTE LE NOTIZIE

Tempo di lettura: 7 minuti

Ultimo aggiornamento 14 Novembre, 2018, 15:15:37 di Maurizio Barra

MONDO TUTTE LE NOTIZIE

DALLE 08:30 ALLE 15:15

DI MERCOLEDì 14 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

MONDO TUTTE LE NOTIZIE

Moavero, non era facile riunire libici
Lo abbiamo fatto. La strada è ancora lunga e complessa

Voci dimissioni Lieberman per treguaMinistro difesa in dissenso con Netanyahu. Media, verso elezioni

All’asta i gioielli di Maria AntoniettaSotheby’s, ‘una delle maggiori collezioni reali sul mercato’

Pence attacca Suu Kyi sui RohingyaVice presidente Usa incontra leader birmana a Singapore

Repubblica Ceca, ‘no’ Patto migranti OnuBabis, ‘non distingue i legali dagli illegali’

Moavero, detto a Sisi priorità è RegeniL’Italia non dimentica. Assicurato che si lavora per verità

Lieberman lascia, ieri resa a terrorismoMinistro difesa si dimette dopo tregua con Hamas

Aste: 44,2 mln euro per diamante rosaE’ il ‘Pink Legacy’, prezzo record per carato

Messico: 400 migranti giunti a TijuanaAttenderanno il grosso della Carovana per chiedere asilo a Usa

Brasile: Lula interrogato per tangentiE’ la prima volta che esce dal carcere dallo scorso aprile

Brexit: May, intesa rispetta referendumRiprenderemo controllo dei nostri confini –

Brexit: possibile vertice il 25 novembre
Varadkar, se gabinetto May darà ok ad accordo

Brexit: è il giorno della verità. May: ‘Accordo rispetta volontà referendum’Nel pomeriggio riunione del governo britannico per dire sì o no alla bozza negoziata a Bruxelles – Isole Curili, verso pace Tokyo-Mosca
Due su quattro verranno restituite al Giappone

MONDO TUTTE LE NOTIZIE

MONDO TUTTE LE NOTIZIE

SEMPRE AGGIORNATE

L’ARTICOLO

MONDO TUTTE LE NOTIZIE

“La strada è lunga e il percorso complesso”, il primo obiettivo era “riunire le parti libiche, non era facile, le abbiamo riunite”. Lo ha detto il ministro degli esteri Enzo Moavero, intervistato a Circo Massimo all’indomani della conferenza sulla Libia di Palermo.
“La presenza o l’assenza di determinate personalità non deve far pensare che questi eventi siano riusciti solo se partecipano i nomi più visibili, quasi fosse un evento mondano”, ha poi commentato il ministro rispondendo ad una domanda sull’assenza al vertice di Palermo di alti rappresentanti degli Usa, della cancelliera Angela Merkel e del presidente francese Emmanuel Macron e su una comunità internazionale che va in ordine sparso.
– TEL AVIV

– Si moltiplicano le voci in Israele su possibili dimissioni del ministro della difesa Avigdor Lieberman dal governo di Benyamin Netanyahu per dissensi sulla tregua con Hamas.
A breve Lieberman dovrebbe tenere una conferenza stampa in cui, secondo fonti vicine al ministro citate dai media, dovrebbe dare l’annuncio. Se il ministro si dimettesse e il suo partito ‘Israel Beitenu’ uscisse dalla coalizione di governo, secondo i media, si scioglierebbe la Knesset e Netanyahu potrebbe indire elezioni anticipate entro 3-5 mesi.
– I gioielli che una volta appartenevano alla sfortunata regina francese Maria Antonietta vanno domani all’asta in quella che viene definita una delle più importanti vendite di gioielli reali della storia. Lo riporta la Bbc ricordando che saranno battuti oggetti mai visti in pubblico negli ultimi 200 anni, tra i quali una parure con un importante ciondolo con perle e diamanti, orecchini e collane.
I gioielli fanno parte di un’importante collezione venduta dalla casa reale dei Borbone di Parma.
L’asta si svolgerà a Ginevra e sarà battuta da Sotheby’s secondo cui è “una delle più importanti collezioni di gioielli reali mai apparse sul mercato”.
– SINGAPORE

– Le violenze commesse contro la minoranza Rohingya sono “senza scuse”: lo ha detto il vice presidnete americano Mike Pence alla leader birmana e premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi.
Pence, che ha incontrato Suu Kyi a margine del summit Asean di Singapore, ha inoltre commentato gli arresti e le condanne di due giornalisti dell’agenzia stampa Reuters, definendoli “profondamente preoccupanti” per milioni di americani.
In risposta, la Nobel per la Pace ha detto che solo la Birmania è nella posizione di spiegare cosa è successo e come vede la situazione, così come solo gli americani possono capire al meglio cosa stia succedendo negli Usa.
– PRAGA

– Il governo ha respinto oggi definitivamente la partecipazione al Patto Onu sulle migrazioni.
All’agenzia Ctk lo ha comunicato il premier Andrej Babis.
Secondo il premier il Patto non distingue sufficientemente tra la migrazione legale e illegale e non rispetta le priorità ceche. La Repubblica Ceca si allinea così ad altri Paesi come Usa, Bulgaria, Polonia, Ungheria e Austria, che si sono dichiarati contrari al Patto.
“Abbiamo costantemente sottolineato in tutti gli incontri in questi mesi che l’Italia non dimentica e desidera che sia fatta giustizia e sia portata luce la verità sulla fine terribile” di Regeni. E anche nel bilaterale con il presidente egiziano Al Sisi, “abbiamo ricordato che questa per noi è una priorità”. Lo ha detto a Circo Massimo il ministro degli Esteri Enzo Moavero, spiegando che la riposta è che “nei contatti in corso tra le procure si sta lavorando per fare i necessari passi avanti”. L’Italia, ha assicurato, continuerà a insistere.
– TEL AVIV

– “Sono qui per annunciare le mie dimissioni”. Lo ha detto il ministro della difesa Avigdor Lieberman in conferenza stampa. “Quello che è successo ieri, il cessate il fuoco, è stato – ha aggiunto – una resa al terrorismo. Non c’e’ altro significato”.
– E’ stato venduto ieri a Ginevra dalla casa d’aste Christie’s per 50,3 milioni di franchi svizzeri (circa 44,25 milioni di euro) il ‘Pink Legacy’, un raro diamante rosa da poco meno di 19 carati un tempo appartenuto alla famiglia Oppenheimer, già proprietaria della società De Beers: si tratta del prezzo più alto per carato mai pagato per un diamante (circa 2,3 milioni di euro).
Trovato circa 100 anni fa in una miniera del Sudafrica e tagliato nel 1920, ‘Pink Legacy’ è stato acquistato dalla società americana Harry Winston. Il diamante, ribattezzato ‘Winston Pink Legacy’ dai nuovi proprietari, era stato valutato da Christie’s tra 30 e 50 milioni di dollari (26,5-44,2 milioni di euro): l’asta è durata solo cinque minuti.
– CITTA’ DEL MESSICO

– Un gruppo di circa 400 migranti centroamericani sono arrivati ieri a bordo di autocarri a Tijuana, nello Stato messicano di Baja California, dove aspetteranno il grosso della Carovana partita dall’Honduras per poi cercare di entrare negli Stati Uniti al posto di frontiera che unisce la città con San Diego.
In un’intervista al quotidiano El Universal, il sindaco di Tijuana, Juan Manuel Gastélum, ha manifestato grande preoccupazione perché a suo avviso “le strutture cittadine di assistenza sono sature e non siamo assolutamente in grado di accogliere altri migranti”.
Il primo cittadino si è inoltre lamentato perché “la maggior parte dei nuovi arrivati non ha voluto accettare i nostri consigli per recarsi in punti sicuri, né ha voluto sottoporsi a controlli medici. Una cinquantina ha risposto positivamente – ha ancora detto – mentre gli altri se ne sono andati a Playas de Tijuana, bevendo alcol e fumando marijuana”.
– SAN PAOLO

– L’ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva uscirà oggi per la prima volta dal comando della polizia di Curitiba – dove sconta dallo scorso aprile una condanna a 12 anni per corruzione – per essere interrogato nel quadro di un’altra causa penale.
Lula sarà interrogato da Gabriela Hardt – la magistrata che ha sostituito Sergio Moro dopo che il responsabile dell’inchiesta Lava Jato ha accettato di essere ministro di Jair Bolsonaro – riguardo ad una proprietà nota come Santa Barbara ad Atibaia, nello Stato di San Paolo. Secondo l’accusa della Procura, due società edili – la Odebrecht e la Oas – hanno portato a termine lavori di ristrutturazione della proprietà perché fosse usata dalla famiglia di Lula, come ricompensa per favori resi dal governo. La giustizia considera i lavori, per un valore di poco più di un milione di reais (circa 260 mila dollari) una tangente pagata all’ex capo di Stato.
– LONDRA

– La bozza d’intesa tecnica “raggiunta” a Bruxelles sulla Brexit “avvicina significativamente” il Regno Unito verso “ciò per cui il popolo ha votato” nel referendum del 2016. Così Theresa May nel Question Time ai Comuni, confermando per il pomeriggio la riunione del governo destinata a vagliare il testo. Attaccata dal leader laburista Jeremy Corbyn, la premier Tory ha rivendicato di voler chiudere “un accordo nell’interesse nazionale” e ha ribadito che il regno “riprenderà il controllo” dei suoi confini, delle sue leggi, del suo denaro.

MONDO TUTTE LE NOTIZIE

BRUXELLES

– Il vertice straordinario sulla Brexit, se il gabinetto May darà il suo ok all’accordo, potrebbe tenersi il 25 novembre, lo ha detto il premier irlandese Leo Varadkar ai parlamentari, a Dublino, secondo gli on-line di vari media.
E’ il giorno della verità sulla Brexit dopo l’intesa raggiunta ieri tra Gran Bretagna e Ue. Il governo conservatore britannico di Theresa May, è convocato nel pomeriggio per dire sì o no alla bozza d’accordo negoziata a Bruxelles in vista del divorzio.La premier, decisa a ottenere il via libera all’intesa, serra i ranghi della compagine affidando a un fedelissimo, il viceministro dell’Interno Nick Hurd, anche l’interim di viceministro dei Trasporti e responsabile delle politiche governative per Londra al posto di Jo Johnson: fratello minore anti-Brexit di Boris dimessosi nei giorni scorsi in polemica con la linea negoziale di May e invocando un referendum bis.I dissensi che minacciano la premier non si fermano tuttavia a Johnson junior. La bozza d’accordo sul tavolo è infatti già sotto il tiro non solo delle opposizioni, ma anche di entrambe le opposte ali ribelli Tory: i falchi brexiteers guidati da Boris; e le colombe pro-Remain, di cui con Jo fanno parte almeno una dozzina di deputati. Mentre riserve sulla bozza – in relazione alla soluzione trovata sullo spinoso nodo di come mantenere un confine senza barriere fra Irlanda e Irlanda del Nord – arrivano anche dai vitali alleati della destra unionista nordirlandese del Dup. A difendere il “compromesso possibile” raggiunto da May con Bruxelles si schiera invece in queste ore lord William Hague, ex ministro degli Esteri ed ex leader dei Conservatore, espressione di quello zoccolo duro centrista del partito che Downing Street spera sia in grado alla fine di orientare le scelte.La bozza d’intesa tecnica “raggiunta” a Bruxelles sulla Brexit “avvicina significativamente” il Regno Unito verso “ciò per cui il popolo ha votato” nel referendum del 2016, ha detto la May nel Question Time ai Comuni, confermando per il pomeriggio la riunione del governo destinata a vagliare il testo. Attaccata dal leader laburista Jeremy Corbyn, la premier Tory ha rivendicato di voler chiudere “un accordo nell’interesse nazionale” e ha ribadito che il regno “riprenderà il controllo” dei suoi confini, delle sue leggi, del suo denaro.Il referendum sulla Brexit “non sarà ripetuto” e Londra “lascerà l’Ue, l’unione doganale, la politica comune sulla pesca e sull’agricoltura”, ha ribadito.Il vertice straordinario sulla Brexit, se il gabinetto May darà il suo ok all’accordo, potrebbe tenersi il 25 novembre, lo ha detto il premier irlandese Leo Varadkar ai parlamentari, a Dublino, secondo gli on-line di vari media.

MONDO TUTTE LE NOTIZIE

TOKYO

– Il Giappone e la Russia sono vicini ad un accordo per la firma di un trattato di pace basato sulla dichiarazione congiunta del 1956, in base al quale due delle 4 isole Curili verranno restituite al Giappone. Lo ha affermato il premier giapponese alla stampa nipponica, da Singapore dove si trova per partecipare al vertice Cina-Asean.   [print-me title=”STAMPA”]

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.