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DALLE 11:11 ALLE 14:10

DI MARTEDì 11 DICEMBRE 2018

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‘Brexit: questo accordo unico possibile’
Juncker: ‘Non c’è margine di manovra per un nuovo negoziato’

Gilet gialli: 54% per stop mobilitazioneSondaggio, ma 64% continua a sostenere il movimento

Thailandia: elezioni il 24 febbraio 2019Dopo quattro anni da una giunta militare

Ieri telefonata tra Merkel e Putin su crisi Ucraina

Brexit: incontro May-Juncker staseraDopo il rinvio del voto al parlamento britannico sull’accordo

Russia: monumento a SolzhenitsynPutin a cerimonia, ‘era un vetro patriota, ricordo sue parole’

Brexit: Francia, noi pronti per no dealLoiseau, a Parigi abbiamo votato progetto legge per prepararci

Brexit: Berlino, Merkel non aiuterà MayRoth, ‘sempre bene parlare,ma non ci sarà alcuna rassicurazione’

Gilet gialli: ancora blocchi in FranciaIn oltre 21 milioni davanti agli schermi per vedere Macron

Brexit: Ue,contrari riapertura negoziatoPresidenza Austria, ‘sul tavolo migliore soluzione possibile’

Ucciso in una rapina parroco di KiambuAssalitori volevano soldi delle offerte dei fedeli

Dombrovskis, valuteremo misure Macron’Ma non commentiamo prima che vengano dettagliate’

Salvini, visiterò tunnel HezbollahSu twitter, vedrò le gallerie costruite da estremisti islamici

Khashoggi:Ankara,Riad non aiuta far luce’Negato processo in Turchia, serve inchiesta internazionale’

Kenya: arrestato un rapitore di Silvia’Preso domenica sera, aveva un kalashnikov e cento munizioni’

May arriva a Berlino, accolta da Merkel
Visita decisa a sorpresa nella tarda serata di ieri

Brexit: Rutte,con May dialogo utileIn foto i due premier si stringono la mano, molto sorridenti

Trump, Carovana respinta, ma serve muroMigranti ora rimangono in Messico o tornano nei loro paesi –

Copertina Time a giornalisti in pericolo
Khashoggi e cronisti Capital Gazette ‘Persone dell’anno 2018’

Brexit: Downing Street, voto entro 21/1Nessuna indicazione più precisa per ora dal governo May

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STRASBURGO

– Al Consiglio europeo “avremo un ospite a sorpresa: la Brexit. Sono sorpreso perché ci eravamo messi d’accordo con il governo britannico e a quanto pare ci sono problemi quando ci si avvicina alla meta”. Così il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker riferendo alla Plenaria del Parlamento Ue sul prossimo Consiglio europeo.
“Incontrerò la premier britannica May questa sera, l’accordo che abbiamo raggiunto è il migliore possibile, l’unico possibile, non c’è margine di manovra per nuovo negoziato”, ha aggiunto.
– PARIGI

– La Francia si spacca sul movimento dei gilet-gialli. Dopo le misure annunciate ieri sera dal presidente Emmanuel Macron per rilanciare il potere d’acquisto, il 54% dei francesi auspica che la mobilitazione si fermi qui.
Ma sono il 64% a continuare a sostenere il movimento popolare.
Il sondaggio è stato realizzato dall’istituto OpinionWay per Lci.
NOTA: non mi è chiara la divisione sul 100%: se il 54 la pensa in un modo, la matematica suggerisce che gli altri siano il 46, la divisione fatta potrebbe funzionare se vi sono persone indecise e mescolate tra i 2 gruppi. FINE NOTA.

– Le attese elezioni politiche in Thailandia si terranno il 24 febbraio 2019: lo ha annunciato oggi la Commissione elettorale del Paese governato da quattro anni da una giunta militare. Secondo quanto scrive il Financial Times, la campagna elettorale comincerà il due gennaio e vedrà il movimento populista guidato dall’ex primo ministro in esilio Thaksin Shinawatra impegnato contro i partiti indipendenti e pro-monarchici, oltre allo schieramento di governo legato al leader della giunta, il premier Prayuth Chan-ocha.
– BERLINO

– Si riuniscono oggi a Berlino i consulenti di politica estera di Francia, Germania, Russa e Ucraina – nel cosiddetto Formato Normandia – per discutere della crisi russo-ucraina nel Mare d’Azov. La cancelliera tedesca Angela Merkel e Vladimir Putin si sono sentiti al telefono ieri, ha reso noto il portavoce Steffen Seibert.
Da parte tedesca è arrivata la richiesta di liberare i marinai e di ripristinare la libera circolazione delle navi nello stretto di Kertsch. Inoltre Merkel e Putin hanno parlato del trattato INF.
Nelle scorse settimane era arrivata da parte del ministro tedesco degli Esteri, Heiko Maas, l’offerta di estendere l’attuale missione Osce nell’Ucraina dell’Est anche nel Mare d’Azov ma il suo omologo, Sergej Lavrov, aveva declinato la proposta.

– BRUXELLES

– Il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker incontrerà il primo ministro britannico Theresa May stasera alle 19.15, dopo il rinvio del voto del parlamento britannico sull’accordo. Lo rende noto il portavoce dell’esecutivo comunitario Margaritis Schinas, via Twitter.
– MOSCA

– A Mosca, in occasione del centenario della nascita, è stato inaugurato un monumento a Alexander Solzhenitsyn, il grande scrittore russo vincitore del premio Nobel e celebre per essere l’autore di ‘Arcipelago Gulag’. Alla cerimonia ha preso parte il presidente russo Vladimir Putin, che lo ha definito “un vero patriota”.
“Nel corso del suo esilio – ha detto Putin – non ha mai permesso a nessuno di parlare male del suo Paese e ha sempre combattuto la russofobia: ricordo tutti gli incontri che ho avuto con lui e le sue parole di saggezza”.
Il monumento, creato dallo scultore Andrei Kovalchuk, si trova nel quartiere Taganka, nel centro della capitale russa.
– BRUXELLES

– “Siamo molto preoccupati per il posticipo del voto britannico sulla Brexit. Abbiamo fatto molto per aiutare” Londra, “questo accordo è l’unico possibile ed abbiamo fatto molte concessioni per raggiungerlo. Speriamo ci possa essere una maggioranza per la ratifica” a Westminster, “ma dobbiamo essere pronti per una mancata intesa, perché non è improbabile. Per questo stanotte il nostro Parlamento ha votato un progetto di legge, per prepararci. Siamo pronti”. Così il ministro francese per l’Europa Nathalie Loiseau.

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BRUXELLES

– “Spero che May e Merkel si augurino Buon Natale, ed un felice anno nuovo. E’ sempre un bene parlare, ma non ci sarà alcuna rassicurazione sulla riapertura del negoziato”. Così il ministro tedesco agli Affari europei Michael Roth, al suo arrivo al consiglio Affari generali, a chi chiede cosa ci si possa aspettare dall’incontro tra la premier britannica e la cancelliera.
– PARIGI

– Continuano i blocchi dei gilet gialli in Francia malgrado gli annunci pronunciati ieri sera dal presidente Emmanuel Macron.
La mobilitazione delle casacche gialle sulle rotatorie e ai pedaggi autostradali è stata riconfermata in diversi dipartimenti ai quattro angoli della République. Intanto, secondo i dati di Médiametrie, sono oltre 21 milioni gli ascoltatori che ieri si sono sintonizzati per assistere agli annunci del presidente, un record rispetto ai suoi precedenti interventi. Ma non tutti si dicono convinti e in molti dipartimenti di Francia la mobilitazione continua anche oggi.
– BRUXELLES

– “Ci sono stati lunghi negoziati per questa intesa sulla Brexit, sulle possibili relazioni future, e sulla questione dei confini irlandesi. Quella sul tavolo è la migliore soluzione possibile, entrambe le parti hanno fatto passi l’uno verso l’altra per arrivare a comprendersi, per questo sono contrario alla riapertura del pacchetto”. Così il ministro austriaco per l’Europa Gernot Bluemel (presidenza di turno Ue), a margine del consiglio Affari generali.
– CITTA’ DEL VATICANO

– Ucciso in una rapina un sacerdote keniano P. John Njoroge Muhia, parroco a Kiambu, a 25 km da Nairobi, si stava recando in una banca nella città di Kikuyu, per versare i soldi delle offerte dei fedeli, quando è stato avvicinato da quattro malviventi in motocicletta.
I rapinatori hanno bloccato la macchina del prete su una strada accidentata, lo hanno costretto a fermarsi e gli hanno chiesto di consegnare la borsa che aveva nell’auto. Di fronte all’esitazione del sacerdote, uno dei rapinatori ha estratto una pistola, ha esploso dei colpi attraverso il lunotto anteriore, che hanno raggiunto padre Njoroge nel petto.
I malviventi si sono quindi impossessati della borsa del sacerdote e di un telefono cellulare e sono fuggiti in motocicletta. Lo riferisce l’agenzia dei missionari Fides precisando che il fatto è avvenuto ieri.
Il sacerdote è stato dichiarato morto subito, dopo l’arrivo in ospedale.
– BRUXELLES

– La Commissione Ue valuterà attentamente l’impatto sul bilancio delle misure annunciate lunedì dal presidente Macron: lo ha detto al Parlamento Ue il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis. “Monitoriamo da vicino le nuove misure annunciate, ma non possiamo commentare prima che siano presentate formalmente e dettagliate”, ha detto Dombrovskis.
– “Un saluto da Tel Aviv, Amici. In elicottero, pronto a sorvolare Israele e a visitare i tunnel costruiti dagli estremisti islamici nella zona Nord del Paese”.
Lo scrive su Twitter il vicepremier Matteo Salvini, da oggi in visita in Israele, che aggiunge l’hashtag #SalviniIsraele.
Si tratta dei tunnel quelli costruiti da Hezbollah al confine con il Libano, che Israele sta distruggendo.
– ISTANBUL

– Per l’omicidio di Jamal Khashoggi “vogliamo giustizia e stiamo conducendo un’indagine trasparente” ma “non abbiamo visto alcuno sforzo da parte dell’Arabia Saudita per fare luce sull’omicidio”. Lo ha detto il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu in una conferenza stampa ad Ankara.
“I responsabili dovrebbero essere indagati e processati secondo la legge turca, ma l’Arabia Saudita ha risposto negativamente a questa nostra richiesta” e quindi “sono arrivate le richieste per un’inchiesta internazionale” dalla Turchia e anche “dall’Onu”, ha spiegato Cavusoglu.
– IL CAIRO

– E’ stato arrestato uno dei tre ricercati per il sequestro di Silvia Costanza Romano in Kenya.
Lo riporta il sito del quotidiano keniano Daily Nation citando una fonte ufficiale della polizia.
L’arrestato è Ibrahim Adan Omar ed è stato preso dalla polizia a Tana River “domenica sera verso le sette”, precisa il sito del principale giornale del Kenya, aggiungendo che l’uomo aveva un kalashnikov e circa cento munizioni.

– BERLINO

– È arrivata in cancelleria Theresa May che, in grande difficoltà sulla Brexit, ha deciso ieri sera a sorpresa di incontrare Angela Merkel. La Bundeskanzlerin ha accolto la premier britannica, con una cordiale stretta di mano.
Tutti gli osservatori internazionali si chiedono cosa uscirà da questa bilaterale, in ore cruciali per la trattativa sull’uscita di Londra dall’Ue.
– BRUXELLES

– “Stamani ho ricevuto il primo ministro Theresa May all’Aja per una colazione di lavoro, in preparazione del Consiglio europeo di questa settimana. Un dialogo utile, che ci ha visti discutere gli ultimi sviluppi sulla Brexit”. Così il premier Mark Rutte su Twitter, accompagnando il messaggio con una foto in cui è rappresentato seduto con May sul divano. I due si stringono la mano e appaiono molto sorridenti.

– “Nonostante le grandi Carovane che si STAVANO formando dirette verso il nostro Paese, le persone non sono state in grado di passare i nostri Muri di recente costruzione, i Muri e le Recinzioni di fortuna o gli Agenti della Polizia di Frontiera e i Militari. Adesso rimangono in Messico o tornano nei loro paesi di origine”, lo scrive oggi il presidente americano Donald Trump in un tweet.
Trump elogia inoltre l’Ufficio immigrazione, la Polizia di Frontiera e i militari, ma sottolinea che un “Grande Muro sarebbe tuttavia una soluzione molto più semplice e meno costosa”.

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NEW YORK

– I giornalisti in pericolo sono le Persone dell’Anno di Time che cita in particolare il columnist saudita assassinato a Istanbul Jamal Khashoggi e i giornalisti ammazzati alla Capital Gazette di Annapolis. Lo hanno annunciato la rivista americana e la Nbc durante il programma Today.
– LONDRA

– Il governo May ha in programma di riproporre il voto di ratifica del Parlamento britannico sull’accordo sulla Brexit – previsto oggi, ma rinviato in extremis per evitarne la bocciatura – “prima del 21 gennaio” 2019. Lo ha confermato un portavoce di Downing Street, mentre la premier si prepara a tentare di ottenere qualche “rassicurazione ulteriore” da Bruxelles sul controverso backstop: il meccanismo di garanzia – teorico, ma vincolante – sulla salvaguardia di un confine aperto fra Irlanda e Irlanda del Nord.      [print-me title=”STAMPA”]

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DI VENERDì 23 NOVEMBRE 2018

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Usa: verso Bernie Sanders 2.0 per 2020
Ma corsa in salita per elevato numero candidati dem e età

Germania, SS 95enne a processoEra una guardia a Mauthausen, ‘complice per 36 mila morti’

Moavero, le sanzioni sono uno strumento’Per rispetto diritto internazionale’. Lavrov ‘atto anomalo’

Libia: Lavrov, Russia sostiene l’Italia’Palermo un successo, ci vuole coinvolgimento di tutti’

Spari in centro commerciale in AlabamaFerite due persone, lo sparatore ucciso dalla polizia

Brexit: Madrid, non abbiamo garanzieDopo l’incontro degli sherpa Bruxelles, ‘non c’è ancora accordo’

Gilet giallo asserragliato, ‘Ho disinnescato granata’ Asserragliato in un centro commerciale, teste di cuoio in azione

Gilet giallo minaccia: ho una bombaAsserragliato in un centro commerciale, ‘Macron ci riceva’

Osaka si aggiudica l’Expo 2025Il Giappone batte la Russia e l’Azerbaijan

Londra, si negozia anche per GibilterraGb ‘non al corrente’ di appendici a intesa, ‘neppure su pesca’

Gb: rubata celebre Tiara di PortlandStorico gioiello tempestato di diamanti. Colpo dei soliti ignoti

Gilet giallo, ‘ho disinnescato granata’Teste di cuoio trattano per riportarlo alla calma –

Asia Bibi: retata leader protesta
In Pakistan in manette anche il capo del partito Tlp

Petrobras, Lula e Dilma a giudizio’Hanno integrato un’associazione a delinquere nei loro governi’

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NEW YORK

– Bernie Sanders valuta una sua candidatura per la Casa Bianca nel 2020. ”Deciderò al momento appropriato” dice in un’intervista a Msnbc. Secondo gli osservatori, Bernie 2.0 è più che una possibilità, il nodo è se sarà in grado di ripetere il successo del 2016. E questo per diversi motivi, fra i quali il fatto che il numero dei papabili candidati democratici aumenta con il passare dei giorni.
A questo si aggiunge un problema di età, con Sanders che ha 77 anni, e soprattutto l’ascesa di star democratiche progressiste stile-Sanders ma molto più giovani, come Alexandria Ocasio-Cortez, Beto O’Rourke e Ayanna Pressley.
– BERLINO

– Un uomo di 95 anni, Hans H., è stato citato in giudizio dalla procura di Berlino per concorso in omicidio di 36.000 persone in quanto appartenente della cosiddetta unità Ss testa di morto (SS-Totenkopfverabaende), il reparto preposto alla custodia dei detenuti nei campi di concentramento.
“Tra gli appartenenti all’unità Testa di morto era tra quelli che contavano i detenuti per sorvegliare ed evitare la fuga dei prigionieri anche attraverso l’uso delle armi” ha reso noto la procura della capitale tedesca.
Hans H. è stato un appartenente della sedicesima compagnia dell’unità delle Ss dall’estate del 1944 alla primavera 1945 nel campo di Mauthausen, che attualmente si trova in territorio austriaco. Secondo l’accusa, l’uomo era a conoscenza delle morti, dei metodi di sterminio adottati nel campo e delle condizioni nelle quali si trovavano i prigionieri.
– “Noi abbiamo sempre visto le sanzioni contro la Russia come uno strumento per garantire l’applicazione delle regole di diritto internazionale ed è importante che questo sia”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi in conferenza stampa con il collega russo Serghiei Lavrov. “Naturalmente hanno un impatto. Essendo il nostro un paese a vocazione esportatrice quando ci sono queste sanzioni c’è un impatto di cui bisogna tenere conto ma bisogna tenere conto anche del rispetto dei principi fondamentali del diritto internazionali”, ha aggiunto. Lavrov ha detto che “ci sono diversi paesi, tra cui l’Italia, che considerano le sanzioni un atto anomalo e ne siamo grati. Ma non sta a noi fare il primo passo. Noi dobbiamo costruire la nostra economia in questo contesto di poca affidabilità dei nostri partner economici”

– “Tutti i problemi della Libia sono legati al comportamento della Nato. Dobbiamo trovare delle soluzioni della crisi, ma senza scordarci delle cause che hanno gettato questa regione nell’abisso e stimolato l’intensità dell’attività terroristica e l’ondata di migranti”. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov in conferenza stampa a Villa Madama con Moavero.
“La Russia sostiene l’iniziativa italiana, ne ha parlato anche Medvedev a Palermo con Conte. Siamo per il coinvolgimento di tutti per avviare un dialogo e la riconciliazione nazionale”, ha aggiunto Lavrov sottolineando che “il sostegno unilaterale di questo o quell’attore non è una soluzione per la crisi. Per questo l’Italia ha avuto un grande successo con la conferenza di Palermo”.
– NEW YORK

– Paura durante le prime ore del Black Friday. In un centro commerciale dell’Alabama un ragazzo di 21 anni ha aperto il fuoco e ha ferito due persone, prima di essere ucciso dalla polizia. I due feriti di 18 e 12 anni sono stati trasportati in ospedale. Non è chiaro cosa abbia spinto il ragazzo 21enne ad aprire il fuoco.

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“Dopo l’incontro a Bruxelles, non abbiamo ancora tutte le garanzie che vogliamo su Gibilterra, non possiamo considerare che esista un accordo”: è quanto affermano fonti governative spagnole dall’Avana, dove il premier Pedro Sánchez è in visita ufficiale. Lo riferisce El Mundo. La Spagna, sottolinea il quotidiano, “al momento mantiene il veto” sull’accordo per la Brexit.

– Alta tensione in un centro commerciale di Angers, in Francia, dove un individuo con indosso un gilet giallo, simbolo della protesta contro l’innalzamento delle tasse sui carburanti voluto dal presidente Emmanuel Macron, si è asserragliato in un centro commerciale, dicendo di avere dell’esplosivo nello zaino e chiedendo che i ‘gilets jaunes’ vengano ricevuti all’Eliseo. Secondo Bfm-Tv, sul posto sono arrivate le teste di cuoio. L’individuo, aggiunge l’emittente, era già noto alle forze di polizia per traffico di stupefacenti.

L’uomo con il gilet giallo asserragliatosi nella stazione di servizio del centro commerciale Anjou di Angers, nell’ovest della Francia, e che chiedeva che Macron ricevesse gli esponenti della protesta ha dichiarato che la granata di cui è in possesso è “disinnescata”: è quanto rivela il Courrier de l’Ouest. Le teste di cuoio stanno trattando con lui per tentare di riportarlo alla calma. Secondo Bfm-Tv, l’uomo era già noto alle forze dell’ordine per traffico di droga.

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PARIGI

– Sarà Osaka, la terza città più grande del Giappone, ad ospitare l’Expo mondiale 2025. Il Giappone è riuscito a spuntarla sugli altri due concorrenti in lizza: la Russia e l’Azerbaijan.
Il Bie, il Bureau International des Expositions, ha vagliato le candidature di 170 concorrenti prima di decretare il vincitore.
Osaka ha proposto una mostra su un’isola artificiale sul tema “Society 5.0” e su come sfruttare la robotica e l’intelligenza artificiale per il bene pubblico.
– LONDRA

– “I nostri principi sono stati sempre molto chiari, noi abbiamo negoziato (sulla Brexit) a nome dell’intera famiglia del Regno Unito, che include Gibilterra e i territori d’oltremare”. Così un portavoce di Downing Street, commentando le rimostranze della Spagna sull’intesa di divorzio dall’Ue raggiunta con Bruxelles. Il portavoce ha poi affermato che il governo di Theresa May “non è al corrente” di alcuna dichiarazione aggiuntiva, “appendice o addendum” al testo dell’intesa né su Gibilterra né “sulla pesca”.
– LONDRA

– Rapina milionaria in una storica dimora aristocratica inglese, dove una piccola banda di ladri è riuscita a penetrare e a rubare una tiara tempestata di brillanti dal valore pressoché inestimabile, la cosiddetta Portland Tiara. Lo riferisce la Bbc.
Il colpo è avvenuto nella Welbeck Estate, a Worksop, nella contea del Nottinghamshire. Gli autori sono riusciti a sfondare un vetro blindato e a impossessarsi della tiara, celebre per essere stata indossata da Winifred, duchessa du Portland, alla cerimonia per l’incoronazione di re Edoardo VII, succeduto sul trono britannico alla regina Vittoria nel 1902.
Secondo alcuni esperti, i malfattori potrebbero distruggere il gioiello, di oro e argento, per venderne separatamente i diamanti: solo quello centrale, secondo le stime più accreditate, vale qualche milione di sterline.
La polizia delle East Midlands ritiene di aver trovato la vettura usata dalla gang per raggiungere l’obiettivo, un’Audi 5S, abbandonata e data alle fiamme presso Blidworth.

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ISLAMABAD

– Le forze di sicurezza pachistane hanno compiuto questa sera una vasta operazione in tutto il Paese che ha portato all’arresto di dirigenti e attivisti del partito islamista Tehreek Labbaik Pakistan (Tlp), in prima fila nelle proteste contro l’assoluzione di Asia Bibi, la donna cristiana già accusata di blasfemia. Tra gli arrestati vi è anche Khadim Hussain Rizvi, leader del movimento, che chiede alle autorità di impedire alla donna di lasciare il Paese, nonostante sia stata assolta dalla Corte suprema il 31 ottobre scorso.
La maggior parte degli arresti sono avvenuti nella provincia del Punjab e nella capitale federale Islamabad. “Circa 35 persone sono state prelevate ad Islamabad e una sessantina a Rawalpindi”, hanno precisato fonti della polizia

. Un altro leader del Tlp, Pir Muhammad Afzal Qadri, ha rivolto un appello ai suoi seguaci perché escano di casa e blocchino le strade in segno di protesta. “Questi infedeli – ha affermato in un video postato online – stanno cercando di sopprimere il Tlp e mandare all’estero Asia Bibi, ma non glielo permetteremo”. Per il momento il governo non ha fatto commenti sugli eventi. Asia Bibi è stata assolta dopo otto anni di carcere, ma gli estremisti islamici che la vorrebbero vedere impiccata hanno presentato un ricorso chiedendo alla Corte Suprema di rivedere il verdetto. L’avvocato della donna, Saif ul-Malook, ha detto alla Cnn che una domanda di asilo è stata presentata in Olanda per la donna, suo marito e due sue figlie.
– Gli ex presidenti del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva e Dilma Rousseff, sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di aver integrato un’associazione a delinquere durante i loro governi. La decisione – rendono noto i media locali – è stata presa dal giudice federale di Brasilia, Vallisney de Souza Oliveira, che ha accolto le denunce presentate a settembre del 2017 dall’allora procuratore generale, Rodrigo Janot.   [print-me title=”STAMPA”]

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DILUNEDì 19 NOVEMBRE 2018

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Barriere mobile anti-migranti a Tijuana
Dopo la protesta degli abitanti contro la ‘carovana’

Ebrei Etiopia, ‘Israele ci abbandona’Dopo decisione Netanyahu limitare a 1.000 migranti ebrei etiopi

Arriva albero di Natale alla Casa BiancaTrump e Melania lo accolgono. Gara vinta da vivaio Nord Carolina

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Gli Usa hanno chiuso per diverse ore il traffico verso nord al confine col Messico per installare una nuova barriera di sicurezza, il giorno dopo la protesta di centinaia di residenti della città messicana di Tijuana contro l’arrivo di migliaia di migranti centro americani. Gli Stati Uniti hanno chiuso anche uno dei due attraversamenti pedonali al varco di San Ysidro con una mossa che apparentemente sembra voler prevenire eventuali afflussi di massa attraverso la frontiera.
L’installazione della nuova barriera mobile con reti metalliche nella parte superiore rischia di complicare la vita ai messicani che usano il varco di San Ysidro, dove ogni giorno entrano circa 110 mila persone a bordo di 40 mila veicoli.
Lunghe code si sono formate a Tijuana, dove molte persone devono attraversare il confine per andare a lavorare in territorio americano. Questo inconveniente potrebbe aver alimentato la protesta contro i migranti.
Il presidente Usa, Donald Trump, rivolto alla carovana ha twittato “Go home!”: così Donald Trump. “Il sindaco di Tijuana, Messico, ha appena dichiarato che la città è mal preparata a gestire così tanti migranti, l’arretrato potrebbe durare 6 mesi”. Allo stesso modo, gli Usa sono mal preparati per questa invasione e non la tollereranno. Stanno causando crimini e grandi problemi in Messico”, ha scritto.
– ADDIS ABEBA

– Centinaia di ebrei etiopi sono scesi in piazza ad Addis Abeba per protestare contro la recente decisione del governo israeliano di ammetterne come migranti solo mille: decisione che divide le famiglie di chi è già migrato nello Stato ebraico e contraddice l’impegno israeliano del 2015 di accoglierli. Si stima che in Etiopia siano rimasti circa 8.000 ebrei Falascia. I dirigenti della comunità hanno oggi rivolto un appello agli ebrei etiopi che vivono in Israele a non votare per il Likud, promotore della stretta. “Faccio appello agli ebrei etiopi a pensarci due volte prima di votare il Likud, perché il premier espresso dal partito, Benyamin Netanyahu non sta tenendo fede alla parola data di aiutarci a emigrare in Israele”, ha detto all’Associated Press Neggousa Zemene Alemu, coordinatore della comunità ebraica per Addis Abeba e Gondar. Gli ebrei in Etiopia lamentano di vivere in povertà, di essere marginalizzati, mentre “Israele la tira per le lunghe invece di venire in nostro soccorso”.
– WASHINGTON

– La stagione festiva in Usa è partita oggi con l’arrivo alla Casa Bianca, in una carrozza tradizionale trainata da cavalli, dell’albero di Natale, accolto da Donald Trump e da Melania al portico nord. Quello di quest’anno, alto quasi sei metri, proviene dal vivaio ‘Mountain Top Fraser Fir’ di Newland, North Carolina, il cui titolare Larry Smith è stato nominato ‘grand champion’ nella competizione dell’associazione nazionale alberi di Natale, fornitrice ufficiale della residenza presidenziale dal 1966.
“Mi sento come se avessi vinto finalmente il super bowl (una della maxi lotterie americane, ndr )”, ha commentato Smith, al suo quinto tentativo di aggiudicarsi l’onore di fornire l’albero natalizio alla Casa Bianca. Una tradizione che risale al 1889, quando il presidente Benjamin Harrison mise un albero di Natale nella Yellow room, decorata con candele e giocattoli per i suoi nipoti. Dal 1912 l’albero continua ad essere esposto nella Blue Room.   [print-me title=”STAMPA”]

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HOUTHI: TREGUA SU RIAD

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HOUTHI: TREGUA SU RIAD

AGGIORNAMENTO DELLE 11:36

DI LUNEDì 19 NOVEMBRE 2018

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HOUTHI: TREGUA SU RIAD

Houthi fermano attacchi missili su Riad
Dopo richiesta Onu e cessate il fuoco della coalizione araba

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Le milizie Houthi in Yemen hanno annunciato che sospenderanno gli attacchi missilistici e con droni contro Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e i loro alleati in Yemen. Lo ha dichiarato in un comunicato Mohammed Ali Al Houthi, a capo del Comitato Rivoluzionario Supremo degli Houthi, secondo quanto riportato il network saudita Al Arabiya. La decisione è stata presa su richiesta delle Nazioni Unite e dopo che la Coalizione Araba ha annunciato la sospensione dell’offensiva militare a Hodeidah.   [print-me title=”STAMPA”]

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ARGENTINA: RITROVATO SOTTOMARINO

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ARGENTINA: RITROVATO SOTTOMARINO

AGGIORNAMENTO DELLE 10:47

DI SABATO 17 NOVEMBRE 2018

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ARGENTINA: RITROVATO SOTTOMARINO

Argentina: ritrovato sottomarino Marina
‘Ara San Juan’ era scomparso nell’Atlantico con 44 persone

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ARGENTINA: RITROVATO SOTTOMARINO

BUENOS AIRES

– La Marina argentina ha annunciato questa mattina il ritrovamento, in fondo all’Oceano Atlantico, del sottomarino ARA San Juan, scomparso un anno fa con 44 membri di equipaggio. Il sottomarino è stato individuato a 800 metri di profondità al largo della penisola di Valdes, in Patagonia. La Marina ha riferito che il ritrovamento è stato possibile grazie ad un sommergibile telecomandato dalla nave americana Ocean Infinity, recentemente noleggiata per cercare il sottomarino. La scoperta è stata annunciata due giorni dopo una commemorazione delle vittime organizzata dai familiari il 15 novembre, giorno della scomparsa.   [print-me title=”STAMPA”]

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DI MERCOLEDì 14 NOVEMBRE 2018

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Moavero, non era facile riunire libici
Lo abbiamo fatto. La strada è ancora lunga e complessa

Voci dimissioni Lieberman per treguaMinistro difesa in dissenso con Netanyahu. Media, verso elezioni

All’asta i gioielli di Maria AntoniettaSotheby’s, ‘una delle maggiori collezioni reali sul mercato’

Pence attacca Suu Kyi sui RohingyaVice presidente Usa incontra leader birmana a Singapore

Repubblica Ceca, ‘no’ Patto migranti OnuBabis, ‘non distingue i legali dagli illegali’

Moavero, detto a Sisi priorità è RegeniL’Italia non dimentica. Assicurato che si lavora per verità

Lieberman lascia, ieri resa a terrorismoMinistro difesa si dimette dopo tregua con Hamas

Aste: 44,2 mln euro per diamante rosaE’ il ‘Pink Legacy’, prezzo record per carato

Messico: 400 migranti giunti a TijuanaAttenderanno il grosso della Carovana per chiedere asilo a Usa

Brasile: Lula interrogato per tangentiE’ la prima volta che esce dal carcere dallo scorso aprile

Brexit: May, intesa rispetta referendumRiprenderemo controllo dei nostri confini –

Brexit: possibile vertice il 25 novembre
Varadkar, se gabinetto May darà ok ad accordo

Brexit: è il giorno della verità. May: ‘Accordo rispetta volontà referendum’Nel pomeriggio riunione del governo britannico per dire sì o no alla bozza negoziata a Bruxelles – Isole Curili, verso pace Tokyo-Mosca
Due su quattro verranno restituite al Giappone

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“La strada è lunga e il percorso complesso”, il primo obiettivo era “riunire le parti libiche, non era facile, le abbiamo riunite”. Lo ha detto il ministro degli esteri Enzo Moavero, intervistato a Circo Massimo all’indomani della conferenza sulla Libia di Palermo.
“La presenza o l’assenza di determinate personalità non deve far pensare che questi eventi siano riusciti solo se partecipano i nomi più visibili, quasi fosse un evento mondano”, ha poi commentato il ministro rispondendo ad una domanda sull’assenza al vertice di Palermo di alti rappresentanti degli Usa, della cancelliera Angela Merkel e del presidente francese Emmanuel Macron e su una comunità internazionale che va in ordine sparso.
– TEL AVIV

– Si moltiplicano le voci in Israele su possibili dimissioni del ministro della difesa Avigdor Lieberman dal governo di Benyamin Netanyahu per dissensi sulla tregua con Hamas.
A breve Lieberman dovrebbe tenere una conferenza stampa in cui, secondo fonti vicine al ministro citate dai media, dovrebbe dare l’annuncio. Se il ministro si dimettesse e il suo partito ‘Israel Beitenu’ uscisse dalla coalizione di governo, secondo i media, si scioglierebbe la Knesset e Netanyahu potrebbe indire elezioni anticipate entro 3-5 mesi.
– I gioielli che una volta appartenevano alla sfortunata regina francese Maria Antonietta vanno domani all’asta in quella che viene definita una delle più importanti vendite di gioielli reali della storia. Lo riporta la Bbc ricordando che saranno battuti oggetti mai visti in pubblico negli ultimi 200 anni, tra i quali una parure con un importante ciondolo con perle e diamanti, orecchini e collane.
I gioielli fanno parte di un’importante collezione venduta dalla casa reale dei Borbone di Parma.
L’asta si svolgerà a Ginevra e sarà battuta da Sotheby’s secondo cui è “una delle più importanti collezioni di gioielli reali mai apparse sul mercato”.
– SINGAPORE

– Le violenze commesse contro la minoranza Rohingya sono “senza scuse”: lo ha detto il vice presidnete americano Mike Pence alla leader birmana e premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi.
Pence, che ha incontrato Suu Kyi a margine del summit Asean di Singapore, ha inoltre commentato gli arresti e le condanne di due giornalisti dell’agenzia stampa Reuters, definendoli “profondamente preoccupanti” per milioni di americani.
In risposta, la Nobel per la Pace ha detto che solo la Birmania è nella posizione di spiegare cosa è successo e come vede la situazione, così come solo gli americani possono capire al meglio cosa stia succedendo negli Usa.
– PRAGA

– Il governo ha respinto oggi definitivamente la partecipazione al Patto Onu sulle migrazioni.
All’agenzia Ctk lo ha comunicato il premier Andrej Babis.
Secondo il premier il Patto non distingue sufficientemente tra la migrazione legale e illegale e non rispetta le priorità ceche. La Repubblica Ceca si allinea così ad altri Paesi come Usa, Bulgaria, Polonia, Ungheria e Austria, che si sono dichiarati contrari al Patto.
“Abbiamo costantemente sottolineato in tutti gli incontri in questi mesi che l’Italia non dimentica e desidera che sia fatta giustizia e sia portata luce la verità sulla fine terribile” di Regeni. E anche nel bilaterale con il presidente egiziano Al Sisi, “abbiamo ricordato che questa per noi è una priorità”. Lo ha detto a Circo Massimo il ministro degli Esteri Enzo Moavero, spiegando che la riposta è che “nei contatti in corso tra le procure si sta lavorando per fare i necessari passi avanti”. L’Italia, ha assicurato, continuerà a insistere.
– TEL AVIV

– “Sono qui per annunciare le mie dimissioni”. Lo ha detto il ministro della difesa Avigdor Lieberman in conferenza stampa. “Quello che è successo ieri, il cessate il fuoco, è stato – ha aggiunto – una resa al terrorismo. Non c’e’ altro significato”.
– E’ stato venduto ieri a Ginevra dalla casa d’aste Christie’s per 50,3 milioni di franchi svizzeri (circa 44,25 milioni di euro) il ‘Pink Legacy’, un raro diamante rosa da poco meno di 19 carati un tempo appartenuto alla famiglia Oppenheimer, già proprietaria della società De Beers: si tratta del prezzo più alto per carato mai pagato per un diamante (circa 2,3 milioni di euro).
Trovato circa 100 anni fa in una miniera del Sudafrica e tagliato nel 1920, ‘Pink Legacy’ è stato acquistato dalla società americana Harry Winston. Il diamante, ribattezzato ‘Winston Pink Legacy’ dai nuovi proprietari, era stato valutato da Christie’s tra 30 e 50 milioni di dollari (26,5-44,2 milioni di euro): l’asta è durata solo cinque minuti.
– CITTA’ DEL MESSICO

– Un gruppo di circa 400 migranti centroamericani sono arrivati ieri a bordo di autocarri a Tijuana, nello Stato messicano di Baja California, dove aspetteranno il grosso della Carovana partita dall’Honduras per poi cercare di entrare negli Stati Uniti al posto di frontiera che unisce la città con San Diego.
In un’intervista al quotidiano El Universal, il sindaco di Tijuana, Juan Manuel Gastélum, ha manifestato grande preoccupazione perché a suo avviso “le strutture cittadine di assistenza sono sature e non siamo assolutamente in grado di accogliere altri migranti”.
Il primo cittadino si è inoltre lamentato perché “la maggior parte dei nuovi arrivati non ha voluto accettare i nostri consigli per recarsi in punti sicuri, né ha voluto sottoporsi a controlli medici. Una cinquantina ha risposto positivamente – ha ancora detto – mentre gli altri se ne sono andati a Playas de Tijuana, bevendo alcol e fumando marijuana”.
– SAN PAOLO

– L’ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva uscirà oggi per la prima volta dal comando della polizia di Curitiba – dove sconta dallo scorso aprile una condanna a 12 anni per corruzione – per essere interrogato nel quadro di un’altra causa penale.
Lula sarà interrogato da Gabriela Hardt – la magistrata che ha sostituito Sergio Moro dopo che il responsabile dell’inchiesta Lava Jato ha accettato di essere ministro di Jair Bolsonaro – riguardo ad una proprietà nota come Santa Barbara ad Atibaia, nello Stato di San Paolo. Secondo l’accusa della Procura, due società edili – la Odebrecht e la Oas – hanno portato a termine lavori di ristrutturazione della proprietà perché fosse usata dalla famiglia di Lula, come ricompensa per favori resi dal governo. La giustizia considera i lavori, per un valore di poco più di un milione di reais (circa 260 mila dollari) una tangente pagata all’ex capo di Stato.
– LONDRA

– La bozza d’intesa tecnica “raggiunta” a Bruxelles sulla Brexit “avvicina significativamente” il Regno Unito verso “ciò per cui il popolo ha votato” nel referendum del 2016. Così Theresa May nel Question Time ai Comuni, confermando per il pomeriggio la riunione del governo destinata a vagliare il testo. Attaccata dal leader laburista Jeremy Corbyn, la premier Tory ha rivendicato di voler chiudere “un accordo nell’interesse nazionale” e ha ribadito che il regno “riprenderà il controllo” dei suoi confini, delle sue leggi, del suo denaro.

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BRUXELLES

– Il vertice straordinario sulla Brexit, se il gabinetto May darà il suo ok all’accordo, potrebbe tenersi il 25 novembre, lo ha detto il premier irlandese Leo Varadkar ai parlamentari, a Dublino, secondo gli on-line di vari media.
E’ il giorno della verità sulla Brexit dopo l’intesa raggiunta ieri tra Gran Bretagna e Ue. Il governo conservatore britannico di Theresa May, è convocato nel pomeriggio per dire sì o no alla bozza d’accordo negoziata a Bruxelles in vista del divorzio.La premier, decisa a ottenere il via libera all’intesa, serra i ranghi della compagine affidando a un fedelissimo, il viceministro dell’Interno Nick Hurd, anche l’interim di viceministro dei Trasporti e responsabile delle politiche governative per Londra al posto di Jo Johnson: fratello minore anti-Brexit di Boris dimessosi nei giorni scorsi in polemica con la linea negoziale di May e invocando un referendum bis.I dissensi che minacciano la premier non si fermano tuttavia a Johnson junior. La bozza d’accordo sul tavolo è infatti già sotto il tiro non solo delle opposizioni, ma anche di entrambe le opposte ali ribelli Tory: i falchi brexiteers guidati da Boris; e le colombe pro-Remain, di cui con Jo fanno parte almeno una dozzina di deputati. Mentre riserve sulla bozza – in relazione alla soluzione trovata sullo spinoso nodo di come mantenere un confine senza barriere fra Irlanda e Irlanda del Nord – arrivano anche dai vitali alleati della destra unionista nordirlandese del Dup. A difendere il “compromesso possibile” raggiunto da May con Bruxelles si schiera invece in queste ore lord William Hague, ex ministro degli Esteri ed ex leader dei Conservatore, espressione di quello zoccolo duro centrista del partito che Downing Street spera sia in grado alla fine di orientare le scelte.La bozza d’intesa tecnica “raggiunta” a Bruxelles sulla Brexit “avvicina significativamente” il Regno Unito verso “ciò per cui il popolo ha votato” nel referendum del 2016, ha detto la May nel Question Time ai Comuni, confermando per il pomeriggio la riunione del governo destinata a vagliare il testo. Attaccata dal leader laburista Jeremy Corbyn, la premier Tory ha rivendicato di voler chiudere “un accordo nell’interesse nazionale” e ha ribadito che il regno “riprenderà il controllo” dei suoi confini, delle sue leggi, del suo denaro.Il referendum sulla Brexit “non sarà ripetuto” e Londra “lascerà l’Ue, l’unione doganale, la politica comune sulla pesca e sull’agricoltura”, ha ribadito.Il vertice straordinario sulla Brexit, se il gabinetto May darà il suo ok all’accordo, potrebbe tenersi il 25 novembre, lo ha detto il premier irlandese Leo Varadkar ai parlamentari, a Dublino, secondo gli on-line di vari media.

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TOKYO

– Il Giappone e la Russia sono vicini ad un accordo per la firma di un trattato di pace basato sulla dichiarazione congiunta del 1956, in base al quale due delle 4 isole Curili verranno restituite al Giappone. Lo ha affermato il premier giapponese alla stampa nipponica, da Singapore dove si trova per partecipare al vertice Cina-Asean.   [print-me title=”STAMPA”]