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TRUMP INSISTE SUL MURO DALLO STUDIO OVALE

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TRUMP INSISTE SUL MURO DALLO STUDIO OVALE

Parlare dallo Studio Ovale indica il formato più ufficiale di comunicazione con gli Americani

AGGIORNAMENTO DELLE 03:29 DI MERCOLEDì 09 GENNAIO 2019

TRUMP INSISTE SUL MURO DALLO STUDIO OVALE

Una barriera al confine con il Messico è “assolutamente essenziale” per la sicurezza. Lo afferma Donald Trump rivolgendosi agli americani dallo Studio Ovale. I discorsi dallo Studio Ovale sono il formato piu’ ufficiale che un presidente può usare per rivolgersi al Paese: il primo a parlare dallo Studio Ovale fu Harry Truman nel 1947.
John F. Kennedy lo usò per la crisi dei missili con Cuba. George W. Bush per l’11 settembre.
L’immigrazione illegale e non controllata fa male agli americani: “Dobbiamo agire subito. Io sono determinato”, ha aggiunto il presidente. E poi: “C’è una crescente crisi umanitaria al confine” con il Messico.        [print-me title=”STAMPA”]

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CASA BIANCA: PARLA LINDSEY GRAHAM

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CASA BIANCA: PARLA LINDSEY GRAHAM

LE DICHIARAZIONI DEL SENATORE STRETTO COLLABORATORE DI TRUMP

AGGIORNAMENTO DELLE 00:23 DI LUNEDì 31 DICEMBRE 2018

CASA BIANCA: PARLA LINDSEY GRAHAM

WASHINGTON

– Il presidente “non e’ sotto assedio” ed e’ di “buon umore”, aperto ad un eventuale compromesso con i democratici per mettere fine allo shutdown: lo ha detto il senatore repubblicano Lindsey Graham dopo un pranzo con Donald Trump, da giorni barricato nella Casa Bianca dopo aver cancellato le vacanze natalizie per il blocco delle attivita’ amministrative. Parlando con i giornalisti, Graham, considerato uno stretto alleato del tycoon, ha auspicato che i dem arrivino ad un compromesso sui fondi per garantire la sicurezza al confine col Messico.
Il senatore ha anche evocato un possibile rallentamento del ritiro delle truppe americane dalla Siria, annunciato nei giorni scorsi a sorpresa da Trump. Il tycoon, ha assicurato Graham, “e’ impegnato a sconfiggere l’Isis e ha promesso di farlo sino in fondo”.       [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 17:00 ALLE 23:29

DI DOMENICA 30 DICEMBRE 2018

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Brasile porterà ambasciata a Gerusalemme
Lo annuncia Netanyahu dopo l’incontro con Bolsonaro

TEL AVIV30 dicembre 201817:00

– “Il presidente Jair Bolsonaro ha detto che trasferirà l’ambasciata del Brasile a Gerusalemme. La questione non è se ciò avverrà, ma quando”. Lo ha affermato il premier Benyamin Netanyahu, attualmente in visita in Brasile, in un comunicato diffuso alla stampa israeliana. “Anche il presidente Donald Trump si espresse così e poi trasferì l’ambasciata. Lo stesso farà Bolsonaro”. Netanyahu ha confermato poi che il neo presidente del Brasile visiterà Israele “prima di marzo”.
Putin saluta 60 anni rivoluzione CastroPresidente russo, nostro Paese è “un alleato strategico”

L’AVANA30 dicembre 201818:51

– Il presidente russo Vladimir Putin ha ribadito, in un messaggio alle autorità cubane in occasione del 60/o anniversario della Rivoluzione guidata nel 1959 dal defunto Fidel Castro, che il suo Paese è un “alleato strategico” di Cuba.
Le relazioni fra i nostri due Paesi, si legge nel documento inviato al presidente cubano Miguel Díaz-Canel d al primo segretario del Partito comunista di Cuba, Raúl Castro, “si trovano in un buon momento”.
Insieme agli auguri per le festività natalizie e il nuovo anno, Putin ha sottolineato che Cuba è “un alleato strategico ed affidabile” della Russia, auspicando inoltre “una continuità del lavoro comune” russo-cubano. Il messaggio del capo dello Stato russo ha avuto ampio risalto sui media dell’isola, e gli analisti osservano che se pure l’alleanza strategica Cuba-Russia non è ai livelli della relazione che L’Avana aveva con l’Unione sovietica fino alla sua scomparsa, è vista come un sostegno al governo cubano di fronte alle tensioni con Washington.
Bolsonaro in Israele a marzoPer Netanyahu ‘calorosa accoglienza’ a Rio de Janeiro

0 dicembre 201818:51

– Il nuovo presidente del Brasile Jair Bolsonaro compirà una visita ufficiale in Israele il prossimo marzo. Lo ha anticipato alla radio militare il segretario del governo israeliano Zahi Braverman in una telefonata da Rio de Janeiro dove si trova in questi giorni al seguito del premier Benyamin Netanyahu. Braverman ha aggiunto che in Brasile Netanyahu ha ricevuto “un’accoglienza molto calorosa, quasi senza paragone rispetto a tutte le altre visite compiute dal premier all’estero”.
Casa Bianca, palla ai dem per shutdownConsigliera, presidente aspetta un segnale dall’opposizione

WASHINGTON30 dicembre 201818:51

– Prosegue lo stallo dei negoziati per uscire dallo shutdown che da otto giorni blocca parzialmente l’attività amministrativa del governo Usa. La Casa Bianca ha rimandato oggi la palla ai dem: “Spetta a loro”, ha ribadito oggi a Fox News la consigliera Kellyanne Conway, ricordando che il presidente sta aspettando alla Casa Bianca che i rappresentanti dell’opposizione si facciano vivi.
Conway ha detto che il tycoon è già sceso ad un compromesso riducendo la sua richiesta per il muro al confine col Messico da 25 a 5 miliardi di dollari, e poi a 2,5 miliardi di dollari. Ma i dem non vogliono destinare soldi alla costruzione del muro.
Congo: seggi chiusi, ma si vota ancoraOpposizione denuncia governo per ritardi e malfunzionamenti

KINSHASA30 dicembre 201819:41

– Ci sono ancora lunghe file ai seggi in Congo per le presidenziali, nonostante la chiusura ufficiale. Addirittura nella capitale Kinshasa un seggio ha aperto da poco, perché per tutto il giorno sono mancati i cavi per alimentare i macchinari necessari per lo scrutinio.
Centinaia di macchine in tutto il Paese hanno registrato malfunzionamenti, tra l’insofferenza degli elettori.
L’opposizione ha accusato il governo di aver creato deliberatamente il caos, con l’obiettivo di manipolare il voto per fare vincere il prescelto di Joseph Kabila, il presidente uscente. E ci sarebbero stati anche numerosi casi di osservatori a cui non è stato permesso l’accesso ai seggi.
Usa: Trump chiude l’anno da soloMinistri silurati e guerra coi dem, niente vacanze per il tycoon

WASHINGTON30 dicembre 201819:55

– Donald Trump chiude il suo secondo tumultuoso anno da presidente cancellando le vacanze a Mar-a-Lago, in Florida, e barricandosi alla Casa Bianca. Sempre più solo e rancoroso, avvinghiato a Twitter e a Fox News, mentre il Paese chiude per ‘shutdown’, le truppe Usa si ritirano dalla Siria, in parte anche dall’Afghanistan, e gli ‘adulti’ nella stanza dei bottoni vengono liquidati con un cinguettio, uno dopo l’altro: Rex Tillerson, John Kelly, Jim Mattis, senza dimenticare Jeff Sessions e Nikki Haley. Il rimpasto prevede solo fedeli ‘yes men’, ideologicamente affini al presidente e all’America first.
Il suo addio al 2018 sembra ‘triste, solitario y final’, con molte ombre e poche luci già incupite da un 2019 con lo spettro dell’impeachment e di altre inchieste di una Camera che dal 3 gennaio torna sotto il saldo controllo dei democratici, dopo l’onda blu di Midterm.
Presidenza Romania inquieta la UeI ‘dubbi’ di Juncker nel semestre chiave tra Brexit ed europee

BRUXELLES30 dicembre 201820:06

– Si avvicina l’ultimo giro di boa della legislatura europea, ma il 2018 arriva alla fine con pochi dei dossier chiave completati. L’anno nuovo si preannuncia quindi ancora più arduo, tra il tentativo di chiudere i cantieri aperti – dalla Brexit alla revisione del sistema d’asilo per i migranti sino alla riforma dell’eurozona – e la prospettiva di elezioni europee.
Per di più, a capitanare i lavori nei primi 6 cruciali mesi dell’anno ci sarà la Romania, di cui Jean-Claude Juncker ha messo in dubbio la capacità di saper gestire la situazione, date le forti tensioni interne al governo di Bucarest. La Romania è infatti “tecnicamente ben preparata” ma “il suo governo non ha ancora pienamente compreso cosa significhi presiedere i Paesi dell’Ue”, perché per gestire negoziati a 28 nonché la fase finale della Brexit occorre “la ferma volontà di mettere le proprie preoccupazioni in secondo piano, e ho qualche dubbio su questo”, ha ammonito Juncker.
Afghanistan: presidenziali il 20 luglioTre mesi di ritardo rispetto alla data originaria

30 dicembre 201820:12

Le elezioni presidenziali in Afghanistan si terranno il prossimo 20 luglio, con un ritardo di tre mesi rispetto alla data prevista originariamente: lo ha detto il direttore della Commissione elettorale indipendente afghana Abdul Badi Sayyad, secondo quanto scrive il Daily Star Libano.
Nello stesso giorno si terranno le elezioni provinciali e municipali, oltre a un voto parlamentare precedentemente rinviato nella provincia di Ghazni.
Malta accoglie 69 migrantiAnnuncio Forze Armate, Sea Watch ancora senza porto

30 dicembre 201820:22

Un gruppo di 69 migranti tratto in salvo mentre era alla deriva su un barcone nel mar Mediterraneo, sarà trasportato a Malta. Lo riferiscono le Forze Armate, secondo quanto rende noto Malta Today.
In un breve comunicato diffuso stamane, le Forze Armate hanno riferito che il pattugliatore P51 ha salvato i migranti da un barcone alla deriva, a 117 miglia dalle coste maltesi. Il salvataggio avviene mentre cadono ancora nel vuoto le richieste della Sea Watch di poter far sbarcare a Malta i 32 migranti salvati 9 giorni fa al largo delle coste libiche e della Sea Eye con 17 a bordo.         [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 17:23 DI SABATO 24 NOVEMBRE 2018

ALLE 06:33 DI DOMENICA 25 NOVEMBRE 2018

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Macron, ‘vergogna per gli aggressori’
‘Non c’è posto per queste violenze nella Repubblica’

Gilet gialli, evacuati gli Champs-Elysees20 feriti, 34 fermati. Ritorno graduale alla calma

Siria: Sana,’attacco chimico, 44 feriti’Agenzia Sana, ‘sintomi soffocamento’. Opera di ‘terroristi’

Usa: nero ucciso per errore, protesteScambiato per sparatore. Polizia Alabama ammette errore dopo 24h

Trump conferma l’accordo con il MessicoTycoon ribadisce che chi chiede asilo aspetterà fuori dagli Usa

Usa, libro: nemici interni a Casa BiancaEx consiglieri Trump, ‘c’e’ chi lavora per ostacolare agenda’

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PARIGI

– “Grazie alle nostre forze dell’ordine per il coraggio e la professionalità. Vergogna per quelli che le hanno aggredite”: questo il tweet di Emmanuel Macron al termine della giornata di guerriglia sugli Champs-Elysees per la manifestazione dei gilet gialli.
“Vergogna per quelli che hanno usato violenza contro altri cittadini e giornalisti – ha continuato il presidente – vergogna per coloro che hanno provato a intimidire dei politici. Non c’è posto per queste violenze nella Repubblica”.

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PARIGI

– Dopo quasi 8 ore di guerriglia, gli Champs-Elysees sono stati evacuati e c’è un graduale ritorno alla calma: lo ha annunciato poco dopo le 18 la portavoce della prefettura, Johanna Primevert.
Il bilancio parla di 20 feriti fra i manifestanti, il più grave di quali è rimasto gravemente colpito a una mano, 4 fra i poliziotti. I fermi sugli Champs-Elysees sono stati 34.
L’agenzia siriana Sana afferma che almeno 44 persone sono state ricoverate ad Aleppo con intossicazioni che potrebbero essere la conseguenza di un attacco con armi chimiche. L’episodio, scrive la Sana, si è verificato nel quartiere di Al-Khalidiya. L’agenzia governativa afferma che si tratta dell’azione di “terroristi”, cioè di insorti, dai sobborghi della città, che è saldamente in mano alle forze governative.
L’agenzia parla di “gas tossici” e non spiega il tipo di sostanza, ma parla di un lancio di “razzi” con sostanze chimiche. I feriti, scrive l’agenzia, citando fonti mediche, presentano sintomi di soffocamento.
– NEW YORK

– Manifestazioni di protesta contro la polizia a Hoover, in Alabama, dove un agente ha ucciso un ragazzo afroamericano 21enne per errore: credeva fosse stato lui, Emantic Fitzegarld Bradford Jr., a sparare e ferire due persone in un centro commerciale nel giorno del Black Friday. Ma si è sbagliato perché ad aprire il fuoco non era stato Bradford, nonostante fosse armato.
L’ammissione dell’errore da parte della polizia è arrivata quasi 24 ore dopo l’incidente. L’agente che ha sparato è stato sospeso e le indagini sul caso sono state avviate. Chi ha aperto il fuoco realmente resta a piede libero e la polizia ha aperto una caccia all’uomo. Un mea culpa che però rischia di riaccendere le polemiche contro la polizia e il suo criticato uso eccessivo della forza. ‘Black Lives Matter’ e Justice for E.J. si legge su alcuni degli striscioni agitati dai manifestanti, che dicono basta alla “polizia razzista”.
– WASHINGTON

– Donald Trump ha confermato su Twitter l’accordo raggiunto col Messico sui migranti che chiedono asili negli Usa. “Non sarà permessoloro di entrare negli Stati Uniti finché le domande dei medesimi non saranno individualmente approvate da una corte”, scrive il presidente americano, sottolineando come saranno prese in considerazione le richieste solo di coloro che entrano negli Usa legalmente. In attesa di conoscere l’esito delle domande “tutti resteranno in Messico”, conferma Trump: “Se per qualunque ragione diverrà necessario, chiuderemo il confine sud. Non c’è modo che dopo decenni di abusi gli Usa continuino con una situazione così costosa e pericolosa”.

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WASHINGTON

– Sono molti “i nemici all’interno” della Casa Bianca, del Congresso, del Dipartimento alla giustizia e delle agenzie di intelligence che lavorano “per ostacolare l’agenda di Donald Trump e per delegittimare la sua presidenza”. Lo scrivono in nuovo libro due repubblicani ex consiglieri della prima ora del presidente americano, l’ex manager della campagna elettorale Corey Lewandowski, e David Bossie. Entrambe i personaggi non lavorano all’interno dell’amministrazione ma sono considerati tuttora molto vicini al tycoon. Per il libro, intitolato “I nemici di Trump” e di cui il Washington Post ha preso visione, il presidente è vittima della slealtà di molti nel suo staff e nell’amministrazione.
Settimane fa una ‘talpa’ aveva parlato sul New York Times di una ‘resistenza silenziosa’ al presidente all’interno della Casa Bianca e del governo.   [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 17:58 ALLE 20:40

DILUNEDì 19 NOVEMBRE 2018

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Barriere mobile anti-migranti a Tijuana
Dopo la protesta degli abitanti contro la ‘carovana’

Ebrei Etiopia, ‘Israele ci abbandona’Dopo decisione Netanyahu limitare a 1.000 migranti ebrei etiopi

Arriva albero di Natale alla Casa BiancaTrump e Melania lo accolgono. Gara vinta da vivaio Nord Carolina

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Gli Usa hanno chiuso per diverse ore il traffico verso nord al confine col Messico per installare una nuova barriera di sicurezza, il giorno dopo la protesta di centinaia di residenti della città messicana di Tijuana contro l’arrivo di migliaia di migranti centro americani. Gli Stati Uniti hanno chiuso anche uno dei due attraversamenti pedonali al varco di San Ysidro con una mossa che apparentemente sembra voler prevenire eventuali afflussi di massa attraverso la frontiera.
L’installazione della nuova barriera mobile con reti metalliche nella parte superiore rischia di complicare la vita ai messicani che usano il varco di San Ysidro, dove ogni giorno entrano circa 110 mila persone a bordo di 40 mila veicoli.
Lunghe code si sono formate a Tijuana, dove molte persone devono attraversare il confine per andare a lavorare in territorio americano. Questo inconveniente potrebbe aver alimentato la protesta contro i migranti.
Il presidente Usa, Donald Trump, rivolto alla carovana ha twittato “Go home!”: così Donald Trump. “Il sindaco di Tijuana, Messico, ha appena dichiarato che la città è mal preparata a gestire così tanti migranti, l’arretrato potrebbe durare 6 mesi”. Allo stesso modo, gli Usa sono mal preparati per questa invasione e non la tollereranno. Stanno causando crimini e grandi problemi in Messico”, ha scritto.
– ADDIS ABEBA

– Centinaia di ebrei etiopi sono scesi in piazza ad Addis Abeba per protestare contro la recente decisione del governo israeliano di ammetterne come migranti solo mille: decisione che divide le famiglie di chi è già migrato nello Stato ebraico e contraddice l’impegno israeliano del 2015 di accoglierli. Si stima che in Etiopia siano rimasti circa 8.000 ebrei Falascia. I dirigenti della comunità hanno oggi rivolto un appello agli ebrei etiopi che vivono in Israele a non votare per il Likud, promotore della stretta. “Faccio appello agli ebrei etiopi a pensarci due volte prima di votare il Likud, perché il premier espresso dal partito, Benyamin Netanyahu non sta tenendo fede alla parola data di aiutarci a emigrare in Israele”, ha detto all’Associated Press Neggousa Zemene Alemu, coordinatore della comunità ebraica per Addis Abeba e Gondar. Gli ebrei in Etiopia lamentano di vivere in povertà, di essere marginalizzati, mentre “Israele la tira per le lunghe invece di venire in nostro soccorso”.
– WASHINGTON

– La stagione festiva in Usa è partita oggi con l’arrivo alla Casa Bianca, in una carrozza tradizionale trainata da cavalli, dell’albero di Natale, accolto da Donald Trump e da Melania al portico nord. Quello di quest’anno, alto quasi sei metri, proviene dal vivaio ‘Mountain Top Fraser Fir’ di Newland, North Carolina, il cui titolare Larry Smith è stato nominato ‘grand champion’ nella competizione dell’associazione nazionale alberi di Natale, fornitrice ufficiale della residenza presidenziale dal 1966.
“Mi sento come se avessi vinto finalmente il super bowl (una della maxi lotterie americane, ndr )”, ha commentato Smith, al suo quinto tentativo di aggiudicarsi l’onore di fornire l’albero natalizio alla Casa Bianca. Una tradizione che risale al 1889, quando il presidente Benjamin Harrison mise un albero di Natale nella Yellow room, decorata con candele e giocattoli per i suoi nipoti. Dal 1912 l’albero continua ad essere esposto nella Blue Room.   [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 00:26 ALLE 07:55

DI VENERDì 07 SETTEMBRE 2018 SOMMARIO

Trump critica Nike per scelta Kaepernick
Presidente Usa critica giocatore football ‘ribelle’ testimonial

Giappone, bilancio sisma sale a 16 mortiRiapre aeroporto Sapporo, presto riattivo anche Shinkansen

Brasile, Bolsonaro addio campagna votoCandidato accoltellato a comizio, ora 4 settimane per recupero

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NEW YORK

– ”Non mi piace quello che ha fatto la Nike. Non penso che sia appropriato”. Lo afferma il presidente americano Donald Trump in un’intervista a Fox, tornando a criticare il colosso dell’abbigliamento sportivo.
”Io onoro la nostra bandiera, onore l’inno nazionale e molte persone in questo paese pensano la stessa cosa”, aggiunge Trump.
Nike ha scelto come suo nuovo testimonial Colin Kaepernick, l’atleta ‘ribelle’ che ha dato il via alla protesta dei giocatori di football americano in ginocchio durante l’esecuzione dell’inno nazionale per manifestare contro il razzismo e la violenza della polizia contro i neri d’America.
– TOKYO

– Il bilancio dei morti continua ad aumentare in Hokkaido, mentre vanno avanti le operazioni di soccorso dopo il terremoto di magnitudo 6.7 che ha scosso nella notte di mercoledì l’isola nel nord del Giappone. Le vittime sono salite a 16, secondo i dati ufficiali del governo, con 26 persone di cui si sono perse le tracce.
Numerose le scosse di assestamento durante la notte, fino a 93 rilevate dall’Agenzia meteorologica nazionale – che considera probabile un altro terremoto di intensità fino a un livello 7 nella prossima settimana. L’aeroporto di Sapporo ha riaperto le operazioni nella prima mattinata di venerdì, e le linee dei treni super veloci Shinkansen dovrebbero tornare in funzione da mezzogiorno. Si lavora per riavviare l’insieme dei trasporti pubblici, dagli autobus alla metropolitana di Sapporo, la principale città dell’isola, che fino alle 22 di ieri era rimasta completamente al buio, inclusi i semafori cittadini.
– SAN PAOLO (BRASILE)

– Gli interventi chirurgici ai quali è stato sottoposto Jair Bolsonaro, a causa della coltellata che gli è stata inflitta all’addome in un comizio, impediranno probabilmente al candidato dell’estrema destra brasiliana di partecipare alla campagna per il primo turno delle elezioni presidenziali, previsto per il 7 ottobre e per il quale è attualmente in testa ai sondaggi.
A causa della gravità delle ferite riportate e l’importanza degli interventi chirurgici, hanno aggiunto i medici, Bolsonaro dovrà rimanere ricoverato a Juiz de Fora almeno una settimana o dieci giorni, e dovrà mantenere riposo durante almeno altre tre settimane. Un nuovo intervento sarà necessario, per annullare la ileostomia, dopo che la ferita all’intestino crasso sarà guarita.

NEW YORK

– ”Non mi piace quello che ha fatto la Nike. Non penso che sia appropriato”. Lo afferma il presidente americano Donald Trump in un’intervista a Fox, tornando a criticare il colosso dell’abbigliamento sportivo.
”Io onoro la nostra bandiera, onore l’inno nazionale e molte persone in questo paese pensano la stessa cosa”, aggiunge Trump.
Nike ha scelto come suo nuovo testimonial Colin Kaepernick, l’atleta ‘ribelle’ che ha dato il via alla protesta dei giocatori di football americano in ginocchio durante l’esecuzione dell’inno nazionale per manifestare contro il razzismo e la violenza della polizia contro i neri d’America.
– TOKYO

– Il bilancio dei morti continua ad aumentare in Hokkaido, mentre vanno avanti le operazioni di soccorso dopo il terremoto di magnitudo 6.7 che ha scosso nella notte di mercoledì l’isola nel nord del Giappone. Le vittime sono salite a 16, secondo i dati ufficiali del governo, con 26 persone di cui si sono perse le tracce.
Numerose le scosse di assestamento durante la notte, fino a 93 rilevate dall’Agenzia meteorologica nazionale – che considera probabile un altro terremoto di intensità fino a un livello 7 nella prossima settimana. L’aeroporto di Sapporo ha riaperto le operazioni nella prima mattinata di venerdì, e le linee dei treni super veloci Shinkansen dovrebbero tornare in funzione da mezzogiorno. Si lavora per riavviare l’insieme dei trasporti pubblici, dagli autobus alla metropolitana di Sapporo, la principale città dell’isola, che fino alle 22 di ieri era rimasta completamente al buio, inclusi i semafori cittadini.
– SAN PAOLO (BRASILE)

– Gli interventi chirurgici ai quali è stato sottoposto Jair Bolsonaro, a causa della coltellata che gli è stata inflitta all’addome in un comizio, impediranno probabilmente al candidato dell’estrema destra brasiliana di partecipare alla campagna per il primo turno delle elezioni presidenziali, previsto per il 7 ottobre e per il quale è attualmente in testa ai sondaggi.
A causa della gravità delle ferite riportate e l’importanza degli interventi chirurgici, hanno aggiunto i medici, Bolsonaro dovrà rimanere ricoverato a Juiz de Fora almeno una settimana o dieci giorni, e dovrà mantenere riposo durante almeno altre tre settimane. Un nuovo intervento sarà necessario, per annullare la ileostomia, dopo che la ferita all’intestino crasso sarà guarita.   [print-me title=”STAMPA”]