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MONDO TUTTI GLI AGGIORNAMENTI: Usa, accordo contro un nuovo shutdown Congresso decide 1,37 miliardi per barriere a confine Messico New Delhi, incendio in hotel: 17 mortiQuattro feriti e 35 persone in salvo all’Arpit Palace Morto primo presidente dell’AfghanistanSibghatullah Mujadidi aveva 93 anni, in carica nel 1992

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DALLE 04:30 ALLE 08:40 DI MARTEDì 12 FEBBRAIO 2019

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Usa, accordo contro un nuovo shutdown
Congresso decide 1,37 miliardi per barriere a confine Messico

WASHINGTON12 febbraio 2019 04:30

Un accordo bipartisan è stato raggiunto al Congresso americano per finanziare la sicurezza del confine col Messico ed evitare un nuovo shutdown dal 15 febbraio.    L’accordo non parlerebbe di muro col Messico, ma prevedrebbe 1,375 miliardi di dollari per realizzare delle barriere al confine – e non il muro che chiede il presidente Donald Trump – tra cui oltre 100 chilometri di reticolato. Finora Trump non ha mai arretrato sulla sua richiesta di 5,7 miliardi per costruire un muro di acciaio.

New Delhi, incendio in hotel: 17 mortiQuattro feriti e 35 persone in salvo all’Arpit Palace

NEW DELHI12 febbraio 201906:22

– Diciassette persone sono morte e altre quattro ferite in un incendio in un hotel nella parte occidentale di New Delhi.
Il rogo è divampato stamattina nell’Arpit Palace, struttura di cinque piani nel quartiere Karol Bagh della capitale indiana.
I vigili del fuoco hanno spento le fiamme mettendo in salvo 35 persone, mentre sono in corso indagini per risalire alla causa dell’incendio.
Morto primo presidente dell’AfghanistanSibghatullah Mujadidi aveva 93 anni, in carica nel 1992

KABUL12 febbraio 201906:26

– E’ morto oggi a 93 anni Sibghatullah Mujadidi, primo presidente dell’Afghanistan dopo il ritiro delle truppe sovietiche invaditrici e il crollo del governo pro-comunista di Kabul nel 1992.
Durante i 10 anni dell’invasione da parte dell’ex Unione Sovietica conclusasi nel 1989, Mujadedi guidò il gruppo più piccolo e moderato della guerriglia, sostenuto dagli Stati Uniti. I suoi membri includevano l’ex presidente Hamid Karzai.
Dopo il crollo del governo comunista, Mujadidi prestò servizio per due mesi come presidente dell’Afghanistan.         [print-me title=”STAMPA”]

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TRUMP FIRMA LEGGE PER SBLOCCO SHUTDOWN

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TRUMP FIRMA LEGGE PER SBLOCCO SHUTDOWN

AGGIORNAMENTO DELLE 04:23

DI SABATO 26 GENNAIO 2019

TRUMP FIRMA LEGGE PER SBLOCCO SHUTDOWN

WASHINGTON

– Il presidente americano Donald Trump ha firmato la legge che riapre temporaneamente il governo federale, finanziandolo fino al prossimo 15 febbraio e ponendo fine allo shutdown più lungo della storia degli Stati Uniti, durato 35 giorni. “Non è stata una concessione”, ha precisato il presidente su Twitter a chi descrive l’accordo per la fine dello shutdwon come la capitolazione del presidente verso la speaker della Camera Nancy Pelosi e i democratici. “Sono solo venuto incontro ai milioni di persone colpite duramente dallo shutdown – scrive il presidente americano – e se entro 21 giorni non ci sarà un accordo tutto è pronto per agire”, aggiunge riferendosi all’intesa che dovrà essere negoziata sulla messa in sicurezza del confine col Messico.         [print-me title=”STAMPA”]

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GLI USA DISERTANO DAVOS

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GLI USA DISERTANO DAVOS

AGGIORNAMENTO DELLE 05:10

DI VENERDì 18 GENNAIO 2019

GLI USA DISERTANO DAVOS

La partecipazione a Davos è stata cancellata dalla Casa Bianca non solo per il presidente Donald Trump ma per tutta la delegazione Usa. Non ci saranno dunque né il segretario di Stato Mike Pompeo né quello al Tesoro Steven Mnuchin. Lo ha detto la portavoce presidenziale Sarah Sanders, spiegando il forfeit con lo shutdown.        [print-me title=”STAMPA”]

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ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE

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DALLE 08:40 DI GIOVEDì 16 GENNAIO 2019

ALLE 07:38 DI GIOVEDì 17 GENNAIO 2019

ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE

Spread Btp-Bund apre in calo a 262 punti
Rendimento al 2,83%

16 gennaio 201908:40

– Lo spread tra Btp e Nund tedesco a dieci anni apre in calo a 262,1 punti dai 267 della chiusura di ieri. Il rendimento è al 2,83%.
Cambi: euro stabile a 1,14 dollariYen a 123,84

16 gennaio 201908:46

– L’euro è stabile sul dollaro a 1,1406 dopo aver registrato 1,1416 alla chiusura di Wall Street ieri.
Contro lo yen la moneta unica passa di mano a 123,84.
Borsa: Asia cauta in attesa voto su MayPausa dopo rialzi scorse settimane. Piatti i future su Londra

16 gennaio 201908:50

– Borse asiatiche in ordine sparso, con gli investitori che si prendono una pausa dopo che i listini sono risaliti ai massimi da sei settimane, in scia all’attesa di nuove misure di sostegno da parte dei governi, alimentate anche dalla promesse della Cina di un taglio delle tasse su larga scala.
Tokyo ha ceduto lo 0,55%, Shenzhen lo 0,12% mentre Shanghai è rimasta invariata. Lievi rialzi per Sydney (+0,35%) e Seul (+0,43%) mentre Hong Kong avanza dello 0,24% sul finale di seduta. Gli investitori restano cauti alla luce dei molti rischi che minacciano l’economia, dalla Brexit allo shutdown negli Usa, fino alla guerra commerciale.
Oggi in Gran Bretagna la premier Theresa May è attesa al voto di fiducia dopo che il Parlamento ha bocciato la sua bozza di intesa sul divorzio dalla Ue. La sterlina recupera sull’euro (1,1278 a Tokyo, +0,37%), confidando in una proroga dei negoziati e non credendo all’ipotesi di ‘no deal’. In rialzo anche i future sull’Europa, con Londra che però resta piatta.
Borsa: Milano apre in rialzo (+0,46%)indice Ftse Mib sale a 19.253 punti

16 gennaio 201909:07

– Apertura in rialzo per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha avviato le contrattazioni in progresso dello 0,46% a 19.253 punti.
Borse Europa bene in avvio, Londra -0,1%Avvio positivo per Francoforte, Parigi e Milano

16 gennaio 201909:26

– Avvio di seduta positivo per le Borse europee con l’eccezione di Londra, che inizia le contrattazioni in calo dello 0,17%, con il Ftse 100 a 6.883 punti, nel giorno che vedrà la premier Theresa May affrontare il voto di fiducia del Parlamento dopo la bocciatura della sua bozza di intesa con la Ue sulla Brexit. Francoforte avanza dello 0,45%, con il Dax a 10.940 punti, mentre Parigi sale dello 0,53%, con il Cac 40 a 4.811 punti. Bene anche Milano in rialzo dello 0,46%.
Borsa: Milano sale con banche e JuveCorrono Unicredit, Banco, ok Tim e Fca, deboli Pirelli e Campari

MILANO16 gennaio 201909:51

– Piazza Affari comincia bene la seduta con l’indice Ftse Mib che sale dello 0,71% spinto dal rimbalzo delle banche, che in massa hanno fornito rassicurazioni sugli impatti marginali derivanti dalla stretta della Bce sui crediti deteriorati. Unicredit sale del 3,7%, Banco Bpm del 2,3%, Intesa del 2%, Bper e Mps dell’1,5%, Ubi dell’1,2%. Fuori dal comparto bancario brillano la Juve (+3,4%) e il risparmio gestito con Fineco (+2%) e Azimut (+1,4%). Deboli, invece, Campari (-0,7%), Pirelli (-0,8%) e Moncler (-0,6%) mentre fuori dal Ftse Mib scivola Mediaset (-2%) nonostante i forti acquisti della controllante Fininvest. Sale Tim (+0,9%) nonostante gli scambi di accuse tra Elliott e Vivendi, bene anche Piaggio (+1,2%) dopo la promozione di Moody’s e Fca (+0,5%) nonostante il calo delle immatricolazioni in Europa.
Auto: 2018 Europa stabile, dicembre -8,7%Primo segno negativo mercato Europa dal 2013. Jeep +55,6%

TORINO16 gennaio 201910:58

Le immatricolazioni di auto nell’Europa dei 28 più Paesi Efta (Svizzera, Islanda e Norvegia) sono stabili nel 2018 rispetto all’anno precedente: 15.624.486, lo 0,04% in meno del 2017. L’anno si chiude però con un nuovo dato negativo: a dicembre sono state vendute 1.038.984 vetture, l’8,7% in meno dello stesso mese dell’anno precedente. I dati sono dell’Acea, l’associazione delle case automobilistiche europee.
Il gruppo Fca ha immatricolato 1.021.311 auto nel 2018, il 2,3% in meno del 2017. La quota è pari al 6,5% a fronte del 6,7%. Tra i brand del gruppo registra un balzo del 55,6% Jeep (168.674 unità vendute). A dicembre le auto vendute da Fca sono 60.926, con una flessione del 2,5% e la quota è pari al 5,9% (era 5,5%).
La flessione delle vendite di auto in Europa nel 2018 (-0,04% rispetto al 2017) è il primo segno negativo registrato dal 2013.
Tra i principali mercati europei crescono quello spagnolo (+7%) e quello francese (+3%), mentre chiude sui livelli del 2017 quello tedesco (-0,2%).
Industria: fatturato +0,1% a novembre Istat, rallenta la crescita tendenziale, pesa la domanda interna

16 gennaio 201910:56

L’Istat registra a novembre 2018 un aumento dello 0,1% del fatturato dell’industria rispetto al mese precedente dovuto all’energia, al netto della quale c’è un calo dello 0,2%. Mentre gli ordini diminuiscono dello 0,2%. Su base annua, emerge un incremento dello 0,6% delle vendite (nei dati corretti per il calendario) e una flessione del 2% degli ordini.
L’Istituto segnala “un progressivo rallentamento della crescita con segnali di flessione degli ordinativi” a novembre, dovuti alla “debolezza della domanda interna” (-4,4% su anno).
Con riferimento ai raggruppamenti principali di industrie, il fatturato aumenta dell’1,9% per i beni strumentali e cala dell’1% sia per i beni di consumo sia per i beni intermedi.
Nella manifattura, il settore del coke e dei prodotti petroliferi raffinati registra la crescita tendenziale più rilevante (+13,5%), mentre l’industria farmaceutica mostra la flessione maggiore (-9,7%). Per gli ordini, la diminuzione più marcata si rileva nei mezzi di trasporto (-11,2%).
Borsa: Europa cauta in attesa voto MaiLondra cede 0,1% ma sterlina sale. In luce banche

16 gennaio 201910:57

– Borse europee poco mosse a poco più di un’ora all’avvio delle contrattazioni, con Londra che cede lo 0,1% mentre aspetta il voto di fiducia sulla premier Theresa May, dopo la bocciatura dell’intesa sulla Brexit. L’incertezza sulle modalità del divorzio tra Uk e Ue consiglia cautela anche sugli altri listini: Francoforte sale dello 0,1%, Parigi dello 0,4% e Milano dello 0,6%. Bene invece la sterlina, a 1,284 sull’euro, segno che gli investitori non credono a una hard Brexit.
Tra i vari settori corre il credito, con l’indice Stoxx bancario che sale dell’1%, grazie anche al recupero dei titoli italiani dopo le vendite generate dalla stretta della Bce sullo smaltimento degli npl. Gli investitori confidano nel sostegno dei governi all’economia, dopo l’annuncio da parte della Cina di un vasto piano di tagli fiscali, e si sentono rassicurati dalle parole del presidente della Bce, Mario Draghi, secondo cui la Ue eviterà una nuova recessione, anche se la crescita rallenterà.
Tav: Toninelli, parleremo con la LegaM5s è per smetterla di sprecare soldi pubblici

16 gennaio 201911:17

– “Se l’analisi costi-benefici sulla Tav “sarà negativa, ne parlerò con la Francia, la Commissione Ue e ne parleremo all’interno del Governo, ne parleremo assolutamente con la Lega, senza alcun pregiudizio”. Lo ha detto il ministro delle infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli a ‘Omnibus’ su La7. “Il m5s è sempre stato contro un’opera che è uno spreco di denaro assoluto”, ha detto Toninelli, sottolineando che “l’importante per me oggi è gestire bene il portafoglio di denaro pubblico, cosa che prima non è mai stata fatta”.
“L’analisi è arrivata. La stiamo analizzando, ci vorranno pochi giorni per dire se è ok, verrà protocollato. Non lo so se negativo, finché non è protocollato, è molto complesso. Gli altri dicevano stupidaggini perché volevano fare le grandi opere per prendere soldi. Il M5s è per smetterla di sprecare soldi pubblici. Nel contratto di Governo si dice ridiscutere l’opera.
Si parte dai numeri”.
Prezzi: sale l’inflazione per famiglie meno abbienti nel 2018Unione consumatori, da 2007 perso 37,1% fatturato

16 gennaio 201912:26

Nel 2018 i prezzi al consumo registrano una crescita dell’1,2%, replicando la dinamica annua del 2017, lo afferma l’Istat, confermando le stime preliminari sull’inflazione. L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, è stabile a +0,7%.

Il tasso di inflazione a dicembre scende all’1,1%, in rallentamento rispetto all’1,6% di novembre, secondo l’Istat che ha confermato le stime preliminari. Nel mese di dicembre 2018, l’istituto stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, diminuisca dello 0,1% rispetto al mese precedente.

L’Istat ha rivisto al ribasso le stime sull’andamento dei prezzi del cosiddetto carrello della spesa. Per i prodotti di largo consumo, la crescita dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona da +0,9% di novembre si porta a +0,7% (la stima preliminare era +0,8%). Nell’intero anno i rincari medi di questi acquisti sono dell’1,2%, in linea con il tasso di inflazione generale del 2018 e in frenata rispetto al +1,5% del 2017.

I rincari dei prezzi hanno colpito soprattutto le famiglie meno abbienti nel 2018, secondo un’analisi dell’Istat sull’indice Ipca. Nella media dell’anno, per il 20% delle famiglie con la minore capacità di spesa, l’inflazione ha segnato un’accelerazione rispetto ai valori del 2017 fino all’1,5% (era +1,4% l’anno precedente), mentre quella relativa al 20% delle famiglie più abbienti è scesa a +1,1% dall’1,3%. Si è ampliata così di 3 decimi di punto percentuale il differenziale inflazionistico tra i due gruppi.

Unione consumatori, da 2007 perso 37,1% fatturato – L’Unione nazionale consumatori boccia come “negativi” i dati Istat sul fatturato e gli ordinativi dell’industria a novembre 2018 e parla di “recessione ormai dietro l’angolo”. Secondo uno studio dell’associazione, se si confrontano i dati dei premi 11 mesi del 2018 con quelli medio pre-crisi del 2007, il fatturato totale è sceso del 37,1% e quello interno è crollato del 43,6%. Gli ordinativi totali sono calati in 11 anni del 31,6% e quelli interni del 40,6%. “Il campanello d’allarme suona per il mercato interno: rispetto ad un anno fa, il fatturato scende dello 0,4% e gli ordinativi precipitano del 4,4%”, afferma il presidente dell’Unc, Massimiliano Dona, commentando i dati di novembre.”Per tornare ai valori pre-crisi serviranno secoli, visto che il Paese peggiora invece di migliorare” conclude Dona.

Borsa: Europa frena, Londra la peggioreMilano la migliore con banche, corre Unicredit. Sale la sterlina

16 gennaio 201913:15

– Le Borse europee si appiattiscono a metà seduta, con Londra che cede lo 0,5% e continua a indossare la maglia nera a causa dell’incertezza sulla Brexit, in attesa che il Parlamento britannico confermi o meno la fiducia nella premier Theresa May. Francoforte cede lo 0,1%, Parigi avanza dello 0,2% mentre Milano è la migliore, salendo dello 0,6%.
Continua invece a rafforzarsi la sterlina, che scambia a 1,1292 sull’euro, con gli investitori che continuano a ritenere poco probabile uno scenario ‘no deal’.
A Piazza Affari recuperano terreno i bancari, dopo le vendite di inizio settimana, grazie alle rassicurazioni sull’impatto della stretta della Bce sugli npl, con Unicredit che sale del 2,6% e Mps che invece continua a stonare (-2,2%). A sostenere i listini contribuiscono i segnali arrivati dalla Cina, dove il governo ha annunciato un piano di stimolo fiscale, e dalla Bce, con il presidente Mario Draghi che ha assicurato sostegno in caso di nuova recessione dell’Eurozona.
Più segnali su finanziamento terrorismoUif,prima volta oltre 1000. In totale +4,5%, balzo riciclaggio

16 gennaio 201916:35

Salgono ancora, nel 2018, le segnalazioni di operazioni legate al finanziamento del terrorismo che superano per la prima volta le 1000 unità a quota 1066 contro le 981 del 2017. E’ quanto si legge nella nuova newsletter della Uif, l’unità di informazione finanziaria incardinata presso la Banca d’Italia. Nel 2015 erano appena 273.
Nel secondo semestre 2018, nota la Uif, c’è stato un rallentamento (409 a fronte delle 506 dei primi sei mesi dell’anno) superando comunque quota 1000. Nel complesso le operazioni sospette sono state 98.030 nel 2018(+4,5% rispetto al 2017). Nel secondo semestre sono state 48.687 (+9,1%). La crescita delle segnalazioni ricevute è totalmente imputabile alle segnalazioni di riciclaggio (47.503 unità, +13,7 per cento) la quale ha più che compensato l’ulteriore riduzione di quelle relative alla voluntary disclosure (762 unità rispetto alle 2.312 del secondo semestre del 2017).
Brexit: Confindustria, opportunità ma Italia non prontaFreno export ma più investimenti. Pesa Governo antagonista Ue

16 gennaio 201914:10

La Brexit può pesare sull’export italiano con “in ballo circa 23 miliardi” ma può “generare anche opportunità” per l’Italia con più investimenti diretti esteri per 26 miliardi: “Un aumento del valore aggiunto pari a 5,9 miliardi annui, lo 0,4% del Pil”.Lo stima il Centro studi di Confindustria ma avverte: sono opportunità che “trovano però l’Italia impreparata a coglierle” per ragioni strutturali o istituzionali come “una maggioranza di Governo che a tratti non ha esitato a porsi in modo antagonista rispetto alla Commissione Ue”, soprattutto sulla manovra.L’analisi del Centro studi di Confindustria sottolinea come, dopo il voto di ieri, “tempi e modalità” della Brexit siano “più incerti”. E’ ovviamente “il Regno Unito il Paese europeo più esposto alle incertezze legate alla Brexit e l’esito del voto purtroppo le acuisce”. Le “sfide” per le imprese, italiane ed europee sono “principalmente” in “due tipologie di ostacoli”: quelle organizzative e finanziarie, dalle multinazionali che hanno base nel regno unito a chi appoggia sulla piazza di Londra per servizi finanziari con “la possibilità che ci possano essere aumenti del costo del credito delle imprese”. Ed “in seconda battuta ci sono tutti gli ostacoli che le imprese esportatrici italiane si troveranno a dover affrontare quando il regno Unito uscirà dal mercato unico. Aver rimesso sul tavolo l’eventualità di un ‘no deal’ – avverte il CsC – implica la possibilità che si ricada in uno scenario in cui, almeno per un periodo e per determinate categorie di prodotto, si potrebbe finire per utilizzare le regole tariffarie del Wto”. In sintesi: “Ne risentiranno le imprese esportatrici italiane che rischiano di vedere ridotti i volumi di beni rivolti al mercato britannico. In ballo ci sono circa 23 miliardi di euro”. Sul fronte delle eventuali opportunità, legate ad una “riallocazione, almeno parziale, degli investimenti diretti esteri” di cui beneficia oggi l’economia del Regno Unito, Il CsC avverte: “Le opportunità che si sono presentate e si stanno presentando in corrispondenza di un avvenimento così epocale come la Brexit trovano però l’Italia impreparata a coglierle per ragioni di ordine strutturale e istituzionale”. Sul fronte strutturale “l’Italia soffre uno svantaggio competitivo nel settore dei servizi finanziari rispetto ad altri paesi in Europa, quali per esempio, Paesi Bassi, Germania e Francia, che peraltro godono anche di una posizione geografica più centrale per servire il resto dei paesi membri”. Tra le ragioni istituzionali “va annoverato che l’Italia, insieme al Regno Unito, è diventato il secondo paese tra i più critici rispetto all’attuale architettura istituzionale dell’Unione, con una maggioranza di governo che a tratti non ha esitato a porsi in modo antagonista rispetto alla Commissione europea, soprattutto durante le negoziazioni legate all’approvazione della Legge di bilancio”.

Petrolio: in calo a Ny a 51,59 dollariQuotazioni perdono l’1%

NEW YORK16 gennaio 201915:15

Petrolio in calo a New York dove le quotazioni perdono l’1% a 51,59 dollari al barile.
Borsa: Wall Street apre positivaS&P 500 sale dello 0,20%

NEW YORK16 gennaio 201915:37

– Wall Street apre in territorio positivo. Il Dow Jones sale dello 0,30% a 24.145,51 punti, il Nasdaq avanza dello 0,19% a 7.038,17 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,20% a 2.615,58 punti.
Borsa: Londra maglia nera, perde lo 0,5%Milano maglia rosa (+1,3%). Parigi +0,5%, Francoforte +0,37%

16 gennaio 201916:39

L’incertezza sulla Brexit e l’attesa del voto del Parlamento sulla sfiducia al premier Theresa May pesano sulla Borsa di Londra, che cede lo 0,4% ed è l’unica in rosso fra quelle europee che si confermano positive.
La sterlina è in salita e viene scambiata a 1,13 euro e a 1,288 dollari anche per l’idea che uno scenario di uscita no-deal sia da ritenere sempre più lontano. Gli altri listini sono spinti anche dall’apertura positiva di Wall Street. Il migliore è quello di Milano, che guadagna l’1,3%, con lo spread in calo a 254 punti. Seguono Parigi, in crescita di mezzo punto percentuale, Francoforte (+0,37%) e Madrid (+0,3%).
Borsa: banche rimbalzano, Unicredit +4%Titoli in crescita dopo due giorni di cadute. Mps su dello 0,4%

16 gennaio 201916:41

– Le banche rimbalzano, dopo due sedute in discesa per le richieste della Bce sulle coperture dei crediti deteriorati. Nel complesso il settore sale del 3,83%.
Fineco guadagna il 5,6%, Unicredit il 4,65%, Intesa il 3,45, Ubi il 2,87%, Bper il 2,3%, banco Bpm il 3% e Mps lo 0,4%. Il calo è iniziato in seguito a un comunicato di Mps, che venerdì sera ha rivelato il contenuto della bozza di decisione srep giunta a Siena. Ieri e oggi, i maggiori istituti hanno rassicurato gli investitori, spiegando che non prevedono impatti significativi da quanto stabilito da Francoforte, che chiede una copertura totale dei crediti deteriorati, con tempistiche e modalità diverso da istituto a istituto.
Spread in forte calo in zona 250Rendimento al 2,76%

16 gennaio 201917:05

– Lo spread tra Btp e Bund a dieci anni è in forte calo, a 253 punti base dai 267 della chiusura di ieri. Il rendimento è al 2,76%.
Boeri,non rendere dipendenti istituzioniAltrimenti danno quasi irreparabile

16 gennaio 201917:40

– Il futuro di un Paese “è determinato in gran parte dalla qualità delle sue istituzioni. Ci possono essere errori nella politica economica e sociale, ci possono essere cattivi governi. Sono errori ed eredità cui, pure a fatica, si può porre rimedio. Ma quando si cambiano le istituzioni, quando le si rende “dipendenti” dalla politica o dalle burocrazie allora si fa un danno quasi irreparabile ad un Paese”. Lo ha detto il presidente dell’Inps, Tito Boeri, parlando al Civ a proposito dell’ipotesi della costituzione di un Cda formato solo da dirigenti pubblici.
Borsa: Milano chiude in rialzo dell’1,6%Indice Ftse Mib a quota 19.477 punti

16 gennaio 201917:41

– Giornata positiva per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha terminato le contrattazioni con un rialzo del l’1,63% a 19.477 punti.
Borse Europa chiudono bene, giù LondraMilano maglia rosa (+1,63%). Parigi (+0,5%), Francoforte (+0,3%)

16 gennaio 201918:03

– La bocciatura dell’accordo per la Brexit e l’attesa del voto sulla mozione di sfiducia contro il premier Theresa May hanno pesato sulla Borsa di Londra, che ha perso lo 0,47%, l’unica in negativo fra le europee. Il listino migliore è stato quello di Milano, che ha guadagnato l’1,63%, seguito da Madrid (+0,71%), Parigi (+0,51%) e Francoforte (+0,36%).
Spread chiude in forte calo a 253Rendimento al 2,75%

16 gennaio 201918:15

– Lo spread tra Btp decennale e Bund chiude in netto calo a 253 punti base dai 267 di ieri. Il rendimento è al 2,75%.
Borsa Milano supera paura Bce, banche suSolo Mps cede. Spread in calo a 253. Brexit non contagia Europa

16 gennaio 201918:48

– Piazza Affari (+1,63%) ha rialzato la testa dopo due sedute difficili per le richieste della Bce sulle coperture dei crediti deteriorati. Le rassicurazioni di ieri e oggi degli istituti bancari hanno giovato ai titoli del comparto, che sono saliti, portando la Borsa di Milano in testa a quelle europee, tutte positive. Lo spread ha chiuso in netto calo, a 253 punti. Non ha quindi avuto un effetto contagio la perdita di Londra, unico mercato in rosso (-0,47%) per il tormentato percorso della Brexit. Fra le banche, solo Mps (-0,2%) non è riuscita a invertire la tendenza. Mentre Unicredit è salita del 5,8%, Fineco del 5,6%, Ubi del 3,8%, Intesa del 3,7%, Banco Bpm del 2,96%, Bper del 2,2%. Fuori dalle banche, in rosso Campari (-1,3%), Pirelli (-0,69%), Terna (-0,67%), Amplifon (-0,63%), Snam (-0,27%) e A2A (-0,25%). E’ cresciuta invece la Juve (+0,7%), mentre Mediaset ha ceduto lo 0,68% nonostante i forti acquisti di Fininvest. Tim è salita del 2,67% malgrado gli scambi di accuse tra Elliott e Vivendi.
Stefanel: azienda vuole 244 esuberiSindacati, lavoratori sede centrale e negozi rete italiana

TREVISO16 gennaio 201920:23

– I sindacati che assistono i lavoratori di Stefanel hanno ricevuto oggi una comunicazione formale con cui l’azienda informa della volontà di dichiarare 244 esuberi su una base occupazionale di 253 addetti. Il provvedimento – riferiscono fonti sindacali – riguarda oltre ai circa 60 dipendenti della sede centrale, anche il personale dei negozi della rete italiana del gruppo. Nei prossimi giorni i sindacati dovranno incontrare i vertici dell’azienda per la formalizzazione dello stato di crisi, condizione necessaria per accedere alla Cassa integrazione straordinaria. Pochi giorni fa Stefanel era stata ammessa dal Tribunale di Treviso ad un concordato in bianco per la durata di 120 giorni.
Petrolio chiude in rialzo a 52,3 dollariQuotazioni salgono dello 0,30%

NEW YORK16 gennaio 201920:55

– Il petrolio chiude in rialzo a New York, dove le quotazioni salgono dello 0,30% a 52,31 dollari al barile.
Borsa Tokyo apre in rialzo (+0,47%)Nikkei segue chiusura positiva mercato azionario Usa

TOKYO17 gennaio 201901:28

– La Borsa di Tokyo comincia gli scambi in positivo, in scia ai buoni risultati dal settore finanziario Usa nella stagione delle trimestrali, e dopo il superamento del voto di fiducia della premier inglese Theresa May alla Camera dei Comuni, che da slancio alla sterlina. Il Nikkei guadagna lo 0,47% a quota 20.539,04, aggiungendo 96 punti. Sul mercato valutario la divisa britannica continua ad apprezzarsi sullo yen, superando quota 140,30.        [print-me title=”STAMPA”]

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SHUTDOWN: CAUSA FEDERALI A GOVERNO

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SHUTDOWN: CAUSA FEDERALI A GOVERNO

AGGIORNAMENTO DELLE 01:27

DI SABATO 12 GENNAIO 2019

SHUTDOWN: CAUSA FEDERALI A GOVERNO

NEW YORK

– I sindacati dei dipendenti federali fanno causa al governo americano per lo shutdown: viola le leggi sul lavoro richiedendo ai dipendenti ritenuti ”essenziali ” di continuare a lavorare senza stipendio.
L’azione legale – riportano i media americani – è stata depositata dai sindacati che rappresentano i lavoratori federali, ovvero la National Federation of Federal Employees, la National Association of Government Employees SEIU e la National Weather Service Employees Organization.        [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 16:46 ALLE 22:13

DI MERCOLEDì 09 GENNAIO 2019

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Procura,deputato Afd non è stato pestato
Dopo aver analizzato riprese telecamere sorveglianza

BERLINO09 gennaio 201916:46

– La procura di Brema sconfessa la ricostruzione diffusa dall’Afd ieri dell’aggressione del deputato populista Frank Magnitz con un oggetto contundente, dopo aver analizzato le riprese dalle telecamere di sorveglianza. “Presumiamo che le ferite siano da attribuire alla caduta” ha detto oggi alla Dpa il portavoce della procura Frank Passade. Tre uomini – è la ricostruzione della Procura dopo la visione delle riprese delle telecamere di sorveglianza – lo hanno spinto da dietro e per effetto della spinta Magnitz è caduto di faccia.
Il deputato, uscito oggi dall’ospedale, non ricorda nulla dell’accaduto ma ammette che “è improbabile, ma potrebbe essersi trattato anche di un caso di rapina”, ha dichiarato a Bild. La Procura ha escluso la possibilità che Magnitz sia stato colpito con un oggetto contundente

Tutto su Fido, a New York museo sul caneThe AKC Museum of the Dog aprirà a febbraio su Park Avenue

NEW YORK09 gennaio 201917:51

Un museo dedicato al miglior amico dell’uomo. Dopo oltre 30 anni apre di nuovo i battenti a New York ‘The AKC Museum of the Dog’, uno spazio di due piani al civico 101 di Park Avenue interamente dedicato ai cani. Inizialmente il museo fu aperto da ‘American Kennel Club’, il registro dei cani con pedigree, nel 1982 all’interno del New York Life Building su Madison Avenue. Nel 1987 fu invece trasferito temporaneamente in Missouri, l’8 febbraio riaprirà finalmente nella Grande Mela.
Nel museo ci saranno mostre digitali ed interattive nonché centinaia di quadri e sculture in cui il soggetto principale è naturalmente fido. Al momento dell’apertura la prima mostra sarà intitolata a giusta ragione ‘For the Love of All Things Dog’ (per amore di tutto ciò che riguarda il cane).
Trump, ‘avanti con lo shutdown”I lavoratori sono con me’

WASHINGTON09 gennaio 201919:45

– “Lo shutdown durerà tutto il tempo necessario. Cedere ai democratici sul muro sarebbe assurdo e insensato”: lo ha detto Donald Trump entrando in Congresso dove incontrerà i rappresentanti del partito repubblicano all’interno del quale in molti cominciano a mostrare insofferenza per la situazione di stallo e di paralisi di gran parte del governo federale per mancanza di fondi.
“Anche i lavoratori in aspettativa sono con me, sanno quanto e’ importante la sicurezza nazionale e la necessita’ del muro”, ha detto il tycoon.

Ragazza saudita verso l’AustraliaL’Onu ha riconosciuto lo status di rifugiata Rahaf al-Qunun

09 gennaio 201917:42

L’Onu ha riconosciuto lo status di rifugiata a Rahaf Mohammed al-Qunun, la diciottenne saudita bloccata in Thailandia nel tentativo di raggiungere l’Australia dopo avere abiurato la religione islamica, temendo per la sua incolumità. Lo riferisce la Bbc citando le autorità australiane, precisando che queste ultime, che in un primo momento avevano detto che avrebbero considerato la sua richiesta secondo i tempi e i modi consueti, hanno lasciato intendere che, di fronte all’intervento dell’Onu, considereranno “molto seriamente” la concessione in tempi brevi di un visto per motivi umanitari. La giovane aveva lasciato la sua famiglia temendo ritorsioni ed era stata bloccata dalle autorità thailandesi all’aeroporto di Bangkok. Invitata a imbarcarsi su un aereo per il Kuwait, si era barricata in un albergo all’interno dell’aeroporto. Il padre e il fratello l’hanno raggiunta, ma lei si è rifiutata di incontrarli. L’agenzia dell’Onu per i rifugiati ha quindi segnalato il suo caso all’Australia        [print-me title=”STAMPA”]

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Sanders a Trump, basta crisi artificiali
Riapra governo

NEW YORK09 gennaio 201904:02

– “Presidente Trump, non abbiamo bisogno di crisi artificiali, ne abbiamo abbastanza di reali.
mettiamo fine a questo shutdown e uniamo gli americani intorno a un’agenda che migliori la vita di tutti”. Lo twitta l’ex candidato alla Casa Bianca, Bernie Sanders.
Usa: 47% americani, shutdown colpa TrumpPer 33% è responsabilità democratici, per 5% dei repubblicani

NEW YORK09 gennaio 201904:54

– Il 47% degli americani attribuisce la colpa dello shutdown al presidente Donald Trump. E’ quanto emerge da un sondaggio condotto da Politico-Morning Consult, secondo il quale secondo il 33% degli intervistati la responsabilità della chiusura del Governo è dei democratici. Il 5% attribuisce la colpa ai repubblicani.
La fotografia scattata da Politico-Morning Consult mostra come la posta in gioco con lo shutdwon sia alta, soprattutto per Trump la reputazione è in prima linea. Il sondaggio rivela come meno del 42% degli americani ritiene che ci sia una crisi al confine: il 37% ritiene che al confine ci sia un ‘problema’, mentre per il 12% non c’è nessuna crisi e nessun problema.
Usa: polizia chiude indagini chef BataliPer molestie sessuali, potrebbero essere riaperte se nuove prove

NEW YORK09 gennaio 201904:58

– La polizia di New York ha chiuso tre indagini per molestie sessuali aperte sul celebre chef Mario Batali perche’ gli investigatori non hanno rinvenuto abbastanza prove per procedere a un arresto. Lo riporta il New York Times citando fonti della polizia, secondo le quali due indagini sono state chiuse in agosto perche’ andavano al di la’ dei termini di prescrizione dello stato di New York. Il terzo caso è stato chiuso perche’ gli investigatori non hanno rivenuto abbastanza prove per dimostrare che un reato era realmente accaduto.
Nonostante questo Batali non è completamente fuori dai guai: i casi potrebbero essere riaperti nel caso dovessero emergere nuove prove.
Consolati evacuati a MelbournePer pacchi sospetti, uno vicino anche a consolato italiano

SYDNEY09 gennaio 201906:00

– Alcuni consolati sono stati evacuati a Melbourne, in Australia, a causa della presenza di pacchi sospetti, uno dei quali si trovava vicino al consolato italiano: lo riporta il Guardian senza specificare se questo consolato sia tra quelli che sono stati evacuati.
Il giornale britannico aggiunge che la situazione è adesso sotto controllo. Tra gli altri consolati presi di mira ci sono quello britannico, americano, turco e sudcoreano.
Secondo quanto riporta il quotidiano di Melbourne The Age, i consolati che sono stati evacuati sono almeno sette. Il giornale aggiunge che i pacchi sospetti potrebbero essere stati inviati a 22 consolati.
Secondo alcuni testimoni, vigili del fuoco che indossavano speciali tute protettive sono entrati nei consolati sudcoreano e indiano. L’agenzia di stampa Afp riporta che sono state prese di mira anche alcune ambasciate nella capitale Canberra.
Indice Democrazia Economist, Italia 33/aNel 2017 al 21/o posto. Prima Norvegia, ultima Corea del Nord

09 gennaio 201907:40

– L’Economist boccia il Governo italiano che, secondo i suoi analisti, ha fatto scendere nel 2018 l’Italia dal 21/o alla 33/o posto nella classifica globale del ‘Democracy Index’ (Indice della Democrazia). In ribasso anche il voto complessivo, da 7,98 a 7,71 punti: voto complessivo che vede in testa la Norvegia (9,87 punti). Seguono l’Islanda (9,58) e la Svezia (9,39), mentre la Nuova Zelanda (9,26) soffia la quarta posizione alla Danimarca (9,22), che diventa quinta. Si conferma sesto il Canada (9,15), a pari merito con l’Irlanda (9,15), seguita da Finlandia (9,14) e Australia (9,09). Gli Usa (7,96) sono venticinquesimi e la Corea del Nord ultima (167/a a 1,08 punti). In Europa Occidentale l’Italia scende dal 15/o al 18/o posto, superata da Malta (13/a), Spagna (14/a), Portogallo (15/o) Francia (16/a) e Belgio (17/o). Fino alla Spagna la democrazia è ‘compiuta’, dal Portogallo alla Grecia (20/a) è ‘imperfetta’, mentre la Turchia, fanalino di coda in Europa, è un ‘regime ibrido’.
Kim Jong Un lascia Pechino in trenoConclusa visita programmata dal 7 al 10 gennaio

PECHINO09 gennaio 201907:55

– Il treno del leader nordcoreano Kim Jong-un ha lasciato la stazione di Pechino. Lo riporta l’agenzia Yonhap. La partenza è maturata a poco più di un giorno dall’ arrivo nell’ambito della visita programmata, hanno riferito ieri i media ufficiali di Pechino, dal 7 al 10 gennaio.
Shin Bet, rischio ingerenze voto IsraeleCapo sicurezza, abbiamo mezzi per sventare influenze straniere

09 gennaio 201908:58

– TEL AVIV

– Il capo dello Shin Bet (sicurezza interna israeliana) Nadav Argaman, ha avvertito in una conversazione privata che uno Stato straniero cercherà di interferire nelle elezioni politiche israeliane del 9 aprile. Lo ha riferito la scorsa notte il notiziario televisivo ‘Hadashot’ secondo cui la censura vieta di precisare a quale Stato si riferisse. Le interferenze, ha aggiunto la emittente, potrebbero aver luogo mediante manipolazioni cyber e per ora non è noto a beneficio di chi sarebbero condotte. In seguito lo Shin Bet ha però assicurato che ”lo Stato di Israele ed i suoi servizi di intelligence hanno i mezzi per monitorare e sventare ogni tentativo di influenza straniera, se si verificasse. Gli apparati di sicurezza israeliani – ha aggiunto – sono in grado di garantire lo svolgimento di elezioni libere e democratiche in Israele”.
Dazi, chiusi colloqui Usa-CinaMinistero Esteri Pechino, estensione a 3 giorni dimostra serietà

PECHINO09 gennaio 201909:06

– I colloqui di Pechino tra Cina e Usa sul corposo dossier commerciale “si sono conclusi”: lo ha reso noto il portavoce del ministero degli Esteri Lu Kang, secondo cui una nota delle parte cinese darà a breve conto dei risultati del confronto tenuto da lunedì a oggi a livello di viceministri.
L’estensione da due a tre giorni del negoziato con gli Usa, ha aggiunto Lu nella conferenza stampa pomeridiana, significa che “siamo seri”.        [print-me title=”STAMPA”]

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INCONTRO TRUMP-SENATORI REPUBBLICANI

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INCONTRO TRUMP-SENATORI REPUBBLICANI

AGGIORNAMENTO DELLE 03:20

DI MERCOLEDì 09 GENNAIO 2019

INCONTRO TRUMP-SENATORI REPUBBLICANI

NEW YORK

– Il presidente Donald Trump incontrerà oggi, al più tardi domani, i senatori repubblicani.
Secondo indiscrezioni riportate dai media americani, l’incontro verterà sullo shutdown e le prossime mosse della Casa Bianca, che non sembra intenzionata a fare alcun passo indietro sul muro al confine con il Messico.        [print-me title=”STAMPA”]

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USA: CONGELATI AUMENTI MEMBRI GOVERNO

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USA: CONGELATI AUMENTI MEMBRI GOVERNO

AGGIORNAMENTO DELLE 23:18

DI SABATO 05 GENNAIO 2019

USA: CONGELATI AUMENTI MEMBRI GOVERNO

WASHINGTON

– I previsti aumenti di stipendio per il vicepresidente americano Mike Pence, per i membri del governo federale e per decine di alti funzionari dello Stato saranno congelati fino alla fine dello shutdown. E’ l’ordine impartito dall’ufficio governativo che gestisce le questioni del personale.
La mossa – si legge in un memo dell’Office of Personnel Management diffuso dai media Usa – viene motivata con il fatto che non sia opportuno alzare lo stipendio dei vertici dello Stato mentre centinaia di migliaia di dipendenti o contractor federali non sanno quando vedranno la prossima busta paga.        [print-me title=”STAMPA”]

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TRUMP DISPOSTO A SHUTDOWN A LUNGO TERMINE

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TRUMP DISPOSTO A SHUTDOWN A LUNGO TERMINE

AGGIORNAMENTO DELLE 20:35

DI VENERDì 04 GENNAIO 2019

TRUMP DISPOSTO A SHUTDOWN A LUNGO TERMINE

NEW YORK

– Donald Trump e’ disposto a tenere chiuso il governo con lo shutdown per un ”periodo lungo, mesi o anche anni”. Lo afferma il leader dei democratici in Senato, Chuck Schumer, al termine dell’incontro con il presidente americano. La speaker della Camera, Nancy Pelosi, ha messo in evidenza che il governo deve riaprire affinche’ le trattative sulla sicurezza al confine procedano.       [print-me title=”STAMPA”]