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TOKYO APRE IN LIEVE RIALZO

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TOKYO APRE IN LIEVE RIALZO

AGGIORNAMENTO IN “ECONOMIA” DELLE 04:36

DI VENERDì 25 GENNAIO 2019

TOKYO APRE IN LIEVE RIALZO

TOKYO

– I negoziati sul commercio internazionale tra Cina e Usa continuano ad essere ancora sotto la lente degli investitori, e la Borsa di Tokyo avvia nuovamente con cautela l’ultima seduta della settimana. L’indice Nikkei fa segnare una variazione appena positiva dello 0,20%, a quota 20.615,09, aggiungendo 40 punti. Sul mercato delle valute lo yen scambia a un livello di 109,50 sul dollaro, e a 123,90 sulla moneta unica.         [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 08:40 DI GIOVEDì 16 GENNAIO 2019

ALLE 07:38 DI GIOVEDì 17 GENNAIO 2019

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Spread Btp-Bund apre in calo a 262 punti
Rendimento al 2,83%

16 gennaio 201908:40

– Lo spread tra Btp e Nund tedesco a dieci anni apre in calo a 262,1 punti dai 267 della chiusura di ieri. Il rendimento è al 2,83%.
Cambi: euro stabile a 1,14 dollariYen a 123,84

16 gennaio 201908:46

– L’euro è stabile sul dollaro a 1,1406 dopo aver registrato 1,1416 alla chiusura di Wall Street ieri.
Contro lo yen la moneta unica passa di mano a 123,84.
Borsa: Asia cauta in attesa voto su MayPausa dopo rialzi scorse settimane. Piatti i future su Londra

16 gennaio 201908:50

– Borse asiatiche in ordine sparso, con gli investitori che si prendono una pausa dopo che i listini sono risaliti ai massimi da sei settimane, in scia all’attesa di nuove misure di sostegno da parte dei governi, alimentate anche dalla promesse della Cina di un taglio delle tasse su larga scala.
Tokyo ha ceduto lo 0,55%, Shenzhen lo 0,12% mentre Shanghai è rimasta invariata. Lievi rialzi per Sydney (+0,35%) e Seul (+0,43%) mentre Hong Kong avanza dello 0,24% sul finale di seduta. Gli investitori restano cauti alla luce dei molti rischi che minacciano l’economia, dalla Brexit allo shutdown negli Usa, fino alla guerra commerciale.
Oggi in Gran Bretagna la premier Theresa May è attesa al voto di fiducia dopo che il Parlamento ha bocciato la sua bozza di intesa sul divorzio dalla Ue. La sterlina recupera sull’euro (1,1278 a Tokyo, +0,37%), confidando in una proroga dei negoziati e non credendo all’ipotesi di ‘no deal’. In rialzo anche i future sull’Europa, con Londra che però resta piatta.
Borsa: Milano apre in rialzo (+0,46%)indice Ftse Mib sale a 19.253 punti

16 gennaio 201909:07

– Apertura in rialzo per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha avviato le contrattazioni in progresso dello 0,46% a 19.253 punti.
Borse Europa bene in avvio, Londra -0,1%Avvio positivo per Francoforte, Parigi e Milano

16 gennaio 201909:26

– Avvio di seduta positivo per le Borse europee con l’eccezione di Londra, che inizia le contrattazioni in calo dello 0,17%, con il Ftse 100 a 6.883 punti, nel giorno che vedrà la premier Theresa May affrontare il voto di fiducia del Parlamento dopo la bocciatura della sua bozza di intesa con la Ue sulla Brexit. Francoforte avanza dello 0,45%, con il Dax a 10.940 punti, mentre Parigi sale dello 0,53%, con il Cac 40 a 4.811 punti. Bene anche Milano in rialzo dello 0,46%.
Borsa: Milano sale con banche e JuveCorrono Unicredit, Banco, ok Tim e Fca, deboli Pirelli e Campari

MILANO16 gennaio 201909:51

– Piazza Affari comincia bene la seduta con l’indice Ftse Mib che sale dello 0,71% spinto dal rimbalzo delle banche, che in massa hanno fornito rassicurazioni sugli impatti marginali derivanti dalla stretta della Bce sui crediti deteriorati. Unicredit sale del 3,7%, Banco Bpm del 2,3%, Intesa del 2%, Bper e Mps dell’1,5%, Ubi dell’1,2%. Fuori dal comparto bancario brillano la Juve (+3,4%) e il risparmio gestito con Fineco (+2%) e Azimut (+1,4%). Deboli, invece, Campari (-0,7%), Pirelli (-0,8%) e Moncler (-0,6%) mentre fuori dal Ftse Mib scivola Mediaset (-2%) nonostante i forti acquisti della controllante Fininvest. Sale Tim (+0,9%) nonostante gli scambi di accuse tra Elliott e Vivendi, bene anche Piaggio (+1,2%) dopo la promozione di Moody’s e Fca (+0,5%) nonostante il calo delle immatricolazioni in Europa.
Auto: 2018 Europa stabile, dicembre -8,7%Primo segno negativo mercato Europa dal 2013. Jeep +55,6%

TORINO16 gennaio 201910:58

Le immatricolazioni di auto nell’Europa dei 28 più Paesi Efta (Svizzera, Islanda e Norvegia) sono stabili nel 2018 rispetto all’anno precedente: 15.624.486, lo 0,04% in meno del 2017. L’anno si chiude però con un nuovo dato negativo: a dicembre sono state vendute 1.038.984 vetture, l’8,7% in meno dello stesso mese dell’anno precedente. I dati sono dell’Acea, l’associazione delle case automobilistiche europee.
Il gruppo Fca ha immatricolato 1.021.311 auto nel 2018, il 2,3% in meno del 2017. La quota è pari al 6,5% a fronte del 6,7%. Tra i brand del gruppo registra un balzo del 55,6% Jeep (168.674 unità vendute). A dicembre le auto vendute da Fca sono 60.926, con una flessione del 2,5% e la quota è pari al 5,9% (era 5,5%).
La flessione delle vendite di auto in Europa nel 2018 (-0,04% rispetto al 2017) è il primo segno negativo registrato dal 2013.
Tra i principali mercati europei crescono quello spagnolo (+7%) e quello francese (+3%), mentre chiude sui livelli del 2017 quello tedesco (-0,2%).
Industria: fatturato +0,1% a novembre Istat, rallenta la crescita tendenziale, pesa la domanda interna

16 gennaio 201910:56

L’Istat registra a novembre 2018 un aumento dello 0,1% del fatturato dell’industria rispetto al mese precedente dovuto all’energia, al netto della quale c’è un calo dello 0,2%. Mentre gli ordini diminuiscono dello 0,2%. Su base annua, emerge un incremento dello 0,6% delle vendite (nei dati corretti per il calendario) e una flessione del 2% degli ordini.
L’Istituto segnala “un progressivo rallentamento della crescita con segnali di flessione degli ordinativi” a novembre, dovuti alla “debolezza della domanda interna” (-4,4% su anno).
Con riferimento ai raggruppamenti principali di industrie, il fatturato aumenta dell’1,9% per i beni strumentali e cala dell’1% sia per i beni di consumo sia per i beni intermedi.
Nella manifattura, il settore del coke e dei prodotti petroliferi raffinati registra la crescita tendenziale più rilevante (+13,5%), mentre l’industria farmaceutica mostra la flessione maggiore (-9,7%). Per gli ordini, la diminuzione più marcata si rileva nei mezzi di trasporto (-11,2%).
Borsa: Europa cauta in attesa voto MaiLondra cede 0,1% ma sterlina sale. In luce banche

16 gennaio 201910:57

– Borse europee poco mosse a poco più di un’ora all’avvio delle contrattazioni, con Londra che cede lo 0,1% mentre aspetta il voto di fiducia sulla premier Theresa May, dopo la bocciatura dell’intesa sulla Brexit. L’incertezza sulle modalità del divorzio tra Uk e Ue consiglia cautela anche sugli altri listini: Francoforte sale dello 0,1%, Parigi dello 0,4% e Milano dello 0,6%. Bene invece la sterlina, a 1,284 sull’euro, segno che gli investitori non credono a una hard Brexit.
Tra i vari settori corre il credito, con l’indice Stoxx bancario che sale dell’1%, grazie anche al recupero dei titoli italiani dopo le vendite generate dalla stretta della Bce sullo smaltimento degli npl. Gli investitori confidano nel sostegno dei governi all’economia, dopo l’annuncio da parte della Cina di un vasto piano di tagli fiscali, e si sentono rassicurati dalle parole del presidente della Bce, Mario Draghi, secondo cui la Ue eviterà una nuova recessione, anche se la crescita rallenterà.
Tav: Toninelli, parleremo con la LegaM5s è per smetterla di sprecare soldi pubblici

16 gennaio 201911:17

– “Se l’analisi costi-benefici sulla Tav “sarà negativa, ne parlerò con la Francia, la Commissione Ue e ne parleremo all’interno del Governo, ne parleremo assolutamente con la Lega, senza alcun pregiudizio”. Lo ha detto il ministro delle infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli a ‘Omnibus’ su La7. “Il m5s è sempre stato contro un’opera che è uno spreco di denaro assoluto”, ha detto Toninelli, sottolineando che “l’importante per me oggi è gestire bene il portafoglio di denaro pubblico, cosa che prima non è mai stata fatta”.
“L’analisi è arrivata. La stiamo analizzando, ci vorranno pochi giorni per dire se è ok, verrà protocollato. Non lo so se negativo, finché non è protocollato, è molto complesso. Gli altri dicevano stupidaggini perché volevano fare le grandi opere per prendere soldi. Il M5s è per smetterla di sprecare soldi pubblici. Nel contratto di Governo si dice ridiscutere l’opera.
Si parte dai numeri”.
Prezzi: sale l’inflazione per famiglie meno abbienti nel 2018Unione consumatori, da 2007 perso 37,1% fatturato

16 gennaio 201912:26

Nel 2018 i prezzi al consumo registrano una crescita dell’1,2%, replicando la dinamica annua del 2017, lo afferma l’Istat, confermando le stime preliminari sull’inflazione. L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, è stabile a +0,7%.

Il tasso di inflazione a dicembre scende all’1,1%, in rallentamento rispetto all’1,6% di novembre, secondo l’Istat che ha confermato le stime preliminari. Nel mese di dicembre 2018, l’istituto stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, diminuisca dello 0,1% rispetto al mese precedente.

L’Istat ha rivisto al ribasso le stime sull’andamento dei prezzi del cosiddetto carrello della spesa. Per i prodotti di largo consumo, la crescita dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona da +0,9% di novembre si porta a +0,7% (la stima preliminare era +0,8%). Nell’intero anno i rincari medi di questi acquisti sono dell’1,2%, in linea con il tasso di inflazione generale del 2018 e in frenata rispetto al +1,5% del 2017.

I rincari dei prezzi hanno colpito soprattutto le famiglie meno abbienti nel 2018, secondo un’analisi dell’Istat sull’indice Ipca. Nella media dell’anno, per il 20% delle famiglie con la minore capacità di spesa, l’inflazione ha segnato un’accelerazione rispetto ai valori del 2017 fino all’1,5% (era +1,4% l’anno precedente), mentre quella relativa al 20% delle famiglie più abbienti è scesa a +1,1% dall’1,3%. Si è ampliata così di 3 decimi di punto percentuale il differenziale inflazionistico tra i due gruppi.

Unione consumatori, da 2007 perso 37,1% fatturato – L’Unione nazionale consumatori boccia come “negativi” i dati Istat sul fatturato e gli ordinativi dell’industria a novembre 2018 e parla di “recessione ormai dietro l’angolo”. Secondo uno studio dell’associazione, se si confrontano i dati dei premi 11 mesi del 2018 con quelli medio pre-crisi del 2007, il fatturato totale è sceso del 37,1% e quello interno è crollato del 43,6%. Gli ordinativi totali sono calati in 11 anni del 31,6% e quelli interni del 40,6%. “Il campanello d’allarme suona per il mercato interno: rispetto ad un anno fa, il fatturato scende dello 0,4% e gli ordinativi precipitano del 4,4%”, afferma il presidente dell’Unc, Massimiliano Dona, commentando i dati di novembre.”Per tornare ai valori pre-crisi serviranno secoli, visto che il Paese peggiora invece di migliorare” conclude Dona.

Borsa: Europa frena, Londra la peggioreMilano la migliore con banche, corre Unicredit. Sale la sterlina

16 gennaio 201913:15

– Le Borse europee si appiattiscono a metà seduta, con Londra che cede lo 0,5% e continua a indossare la maglia nera a causa dell’incertezza sulla Brexit, in attesa che il Parlamento britannico confermi o meno la fiducia nella premier Theresa May. Francoforte cede lo 0,1%, Parigi avanza dello 0,2% mentre Milano è la migliore, salendo dello 0,6%.
Continua invece a rafforzarsi la sterlina, che scambia a 1,1292 sull’euro, con gli investitori che continuano a ritenere poco probabile uno scenario ‘no deal’.
A Piazza Affari recuperano terreno i bancari, dopo le vendite di inizio settimana, grazie alle rassicurazioni sull’impatto della stretta della Bce sugli npl, con Unicredit che sale del 2,6% e Mps che invece continua a stonare (-2,2%). A sostenere i listini contribuiscono i segnali arrivati dalla Cina, dove il governo ha annunciato un piano di stimolo fiscale, e dalla Bce, con il presidente Mario Draghi che ha assicurato sostegno in caso di nuova recessione dell’Eurozona.
Più segnali su finanziamento terrorismoUif,prima volta oltre 1000. In totale +4,5%, balzo riciclaggio

16 gennaio 201916:35

Salgono ancora, nel 2018, le segnalazioni di operazioni legate al finanziamento del terrorismo che superano per la prima volta le 1000 unità a quota 1066 contro le 981 del 2017. E’ quanto si legge nella nuova newsletter della Uif, l’unità di informazione finanziaria incardinata presso la Banca d’Italia. Nel 2015 erano appena 273.
Nel secondo semestre 2018, nota la Uif, c’è stato un rallentamento (409 a fronte delle 506 dei primi sei mesi dell’anno) superando comunque quota 1000. Nel complesso le operazioni sospette sono state 98.030 nel 2018(+4,5% rispetto al 2017). Nel secondo semestre sono state 48.687 (+9,1%). La crescita delle segnalazioni ricevute è totalmente imputabile alle segnalazioni di riciclaggio (47.503 unità, +13,7 per cento) la quale ha più che compensato l’ulteriore riduzione di quelle relative alla voluntary disclosure (762 unità rispetto alle 2.312 del secondo semestre del 2017).
Brexit: Confindustria, opportunità ma Italia non prontaFreno export ma più investimenti. Pesa Governo antagonista Ue

16 gennaio 201914:10

La Brexit può pesare sull’export italiano con “in ballo circa 23 miliardi” ma può “generare anche opportunità” per l’Italia con più investimenti diretti esteri per 26 miliardi: “Un aumento del valore aggiunto pari a 5,9 miliardi annui, lo 0,4% del Pil”.Lo stima il Centro studi di Confindustria ma avverte: sono opportunità che “trovano però l’Italia impreparata a coglierle” per ragioni strutturali o istituzionali come “una maggioranza di Governo che a tratti non ha esitato a porsi in modo antagonista rispetto alla Commissione Ue”, soprattutto sulla manovra.L’analisi del Centro studi di Confindustria sottolinea come, dopo il voto di ieri, “tempi e modalità” della Brexit siano “più incerti”. E’ ovviamente “il Regno Unito il Paese europeo più esposto alle incertezze legate alla Brexit e l’esito del voto purtroppo le acuisce”. Le “sfide” per le imprese, italiane ed europee sono “principalmente” in “due tipologie di ostacoli”: quelle organizzative e finanziarie, dalle multinazionali che hanno base nel regno unito a chi appoggia sulla piazza di Londra per servizi finanziari con “la possibilità che ci possano essere aumenti del costo del credito delle imprese”. Ed “in seconda battuta ci sono tutti gli ostacoli che le imprese esportatrici italiane si troveranno a dover affrontare quando il regno Unito uscirà dal mercato unico. Aver rimesso sul tavolo l’eventualità di un ‘no deal’ – avverte il CsC – implica la possibilità che si ricada in uno scenario in cui, almeno per un periodo e per determinate categorie di prodotto, si potrebbe finire per utilizzare le regole tariffarie del Wto”. In sintesi: “Ne risentiranno le imprese esportatrici italiane che rischiano di vedere ridotti i volumi di beni rivolti al mercato britannico. In ballo ci sono circa 23 miliardi di euro”. Sul fronte delle eventuali opportunità, legate ad una “riallocazione, almeno parziale, degli investimenti diretti esteri” di cui beneficia oggi l’economia del Regno Unito, Il CsC avverte: “Le opportunità che si sono presentate e si stanno presentando in corrispondenza di un avvenimento così epocale come la Brexit trovano però l’Italia impreparata a coglierle per ragioni di ordine strutturale e istituzionale”. Sul fronte strutturale “l’Italia soffre uno svantaggio competitivo nel settore dei servizi finanziari rispetto ad altri paesi in Europa, quali per esempio, Paesi Bassi, Germania e Francia, che peraltro godono anche di una posizione geografica più centrale per servire il resto dei paesi membri”. Tra le ragioni istituzionali “va annoverato che l’Italia, insieme al Regno Unito, è diventato il secondo paese tra i più critici rispetto all’attuale architettura istituzionale dell’Unione, con una maggioranza di governo che a tratti non ha esitato a porsi in modo antagonista rispetto alla Commissione europea, soprattutto durante le negoziazioni legate all’approvazione della Legge di bilancio”.

Petrolio: in calo a Ny a 51,59 dollariQuotazioni perdono l’1%

NEW YORK16 gennaio 201915:15

Petrolio in calo a New York dove le quotazioni perdono l’1% a 51,59 dollari al barile.
Borsa: Wall Street apre positivaS&P 500 sale dello 0,20%

NEW YORK16 gennaio 201915:37

– Wall Street apre in territorio positivo. Il Dow Jones sale dello 0,30% a 24.145,51 punti, il Nasdaq avanza dello 0,19% a 7.038,17 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,20% a 2.615,58 punti.
Borsa: Londra maglia nera, perde lo 0,5%Milano maglia rosa (+1,3%). Parigi +0,5%, Francoforte +0,37%

16 gennaio 201916:39

L’incertezza sulla Brexit e l’attesa del voto del Parlamento sulla sfiducia al premier Theresa May pesano sulla Borsa di Londra, che cede lo 0,4% ed è l’unica in rosso fra quelle europee che si confermano positive.
La sterlina è in salita e viene scambiata a 1,13 euro e a 1,288 dollari anche per l’idea che uno scenario di uscita no-deal sia da ritenere sempre più lontano. Gli altri listini sono spinti anche dall’apertura positiva di Wall Street. Il migliore è quello di Milano, che guadagna l’1,3%, con lo spread in calo a 254 punti. Seguono Parigi, in crescita di mezzo punto percentuale, Francoforte (+0,37%) e Madrid (+0,3%).
Borsa: banche rimbalzano, Unicredit +4%Titoli in crescita dopo due giorni di cadute. Mps su dello 0,4%

16 gennaio 201916:41

– Le banche rimbalzano, dopo due sedute in discesa per le richieste della Bce sulle coperture dei crediti deteriorati. Nel complesso il settore sale del 3,83%.
Fineco guadagna il 5,6%, Unicredit il 4,65%, Intesa il 3,45, Ubi il 2,87%, Bper il 2,3%, banco Bpm il 3% e Mps lo 0,4%. Il calo è iniziato in seguito a un comunicato di Mps, che venerdì sera ha rivelato il contenuto della bozza di decisione srep giunta a Siena. Ieri e oggi, i maggiori istituti hanno rassicurato gli investitori, spiegando che non prevedono impatti significativi da quanto stabilito da Francoforte, che chiede una copertura totale dei crediti deteriorati, con tempistiche e modalità diverso da istituto a istituto.
Spread in forte calo in zona 250Rendimento al 2,76%

16 gennaio 201917:05

– Lo spread tra Btp e Bund a dieci anni è in forte calo, a 253 punti base dai 267 della chiusura di ieri. Il rendimento è al 2,76%.
Boeri,non rendere dipendenti istituzioniAltrimenti danno quasi irreparabile

16 gennaio 201917:40

– Il futuro di un Paese “è determinato in gran parte dalla qualità delle sue istituzioni. Ci possono essere errori nella politica economica e sociale, ci possono essere cattivi governi. Sono errori ed eredità cui, pure a fatica, si può porre rimedio. Ma quando si cambiano le istituzioni, quando le si rende “dipendenti” dalla politica o dalle burocrazie allora si fa un danno quasi irreparabile ad un Paese”. Lo ha detto il presidente dell’Inps, Tito Boeri, parlando al Civ a proposito dell’ipotesi della costituzione di un Cda formato solo da dirigenti pubblici.
Borsa: Milano chiude in rialzo dell’1,6%Indice Ftse Mib a quota 19.477 punti

16 gennaio 201917:41

– Giornata positiva per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha terminato le contrattazioni con un rialzo del l’1,63% a 19.477 punti.
Borse Europa chiudono bene, giù LondraMilano maglia rosa (+1,63%). Parigi (+0,5%), Francoforte (+0,3%)

16 gennaio 201918:03

– La bocciatura dell’accordo per la Brexit e l’attesa del voto sulla mozione di sfiducia contro il premier Theresa May hanno pesato sulla Borsa di Londra, che ha perso lo 0,47%, l’unica in negativo fra le europee. Il listino migliore è stato quello di Milano, che ha guadagnato l’1,63%, seguito da Madrid (+0,71%), Parigi (+0,51%) e Francoforte (+0,36%).
Spread chiude in forte calo a 253Rendimento al 2,75%

16 gennaio 201918:15

– Lo spread tra Btp decennale e Bund chiude in netto calo a 253 punti base dai 267 di ieri. Il rendimento è al 2,75%.
Borsa Milano supera paura Bce, banche suSolo Mps cede. Spread in calo a 253. Brexit non contagia Europa

16 gennaio 201918:48

– Piazza Affari (+1,63%) ha rialzato la testa dopo due sedute difficili per le richieste della Bce sulle coperture dei crediti deteriorati. Le rassicurazioni di ieri e oggi degli istituti bancari hanno giovato ai titoli del comparto, che sono saliti, portando la Borsa di Milano in testa a quelle europee, tutte positive. Lo spread ha chiuso in netto calo, a 253 punti. Non ha quindi avuto un effetto contagio la perdita di Londra, unico mercato in rosso (-0,47%) per il tormentato percorso della Brexit. Fra le banche, solo Mps (-0,2%) non è riuscita a invertire la tendenza. Mentre Unicredit è salita del 5,8%, Fineco del 5,6%, Ubi del 3,8%, Intesa del 3,7%, Banco Bpm del 2,96%, Bper del 2,2%. Fuori dalle banche, in rosso Campari (-1,3%), Pirelli (-0,69%), Terna (-0,67%), Amplifon (-0,63%), Snam (-0,27%) e A2A (-0,25%). E’ cresciuta invece la Juve (+0,7%), mentre Mediaset ha ceduto lo 0,68% nonostante i forti acquisti di Fininvest. Tim è salita del 2,67% malgrado gli scambi di accuse tra Elliott e Vivendi.
Stefanel: azienda vuole 244 esuberiSindacati, lavoratori sede centrale e negozi rete italiana

TREVISO16 gennaio 201920:23

– I sindacati che assistono i lavoratori di Stefanel hanno ricevuto oggi una comunicazione formale con cui l’azienda informa della volontà di dichiarare 244 esuberi su una base occupazionale di 253 addetti. Il provvedimento – riferiscono fonti sindacali – riguarda oltre ai circa 60 dipendenti della sede centrale, anche il personale dei negozi della rete italiana del gruppo. Nei prossimi giorni i sindacati dovranno incontrare i vertici dell’azienda per la formalizzazione dello stato di crisi, condizione necessaria per accedere alla Cassa integrazione straordinaria. Pochi giorni fa Stefanel era stata ammessa dal Tribunale di Treviso ad un concordato in bianco per la durata di 120 giorni.
Petrolio chiude in rialzo a 52,3 dollariQuotazioni salgono dello 0,30%

NEW YORK16 gennaio 201920:55

– Il petrolio chiude in rialzo a New York, dove le quotazioni salgono dello 0,30% a 52,31 dollari al barile.
Borsa Tokyo apre in rialzo (+0,47%)Nikkei segue chiusura positiva mercato azionario Usa

TOKYO17 gennaio 201901:28

– La Borsa di Tokyo comincia gli scambi in positivo, in scia ai buoni risultati dal settore finanziario Usa nella stagione delle trimestrali, e dopo il superamento del voto di fiducia della premier inglese Theresa May alla Camera dei Comuni, che da slancio alla sterlina. Il Nikkei guadagna lo 0,47% a quota 20.539,04, aggiungendo 96 punti. Sul mercato valutario la divisa britannica continua ad apprezzarsi sullo yen, superando quota 140,30.        [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 08:14 ALLE 11:55

DI GIOVEDì 10 GENNAIO 2019

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Petrolio: ripiega a 51,50 dollari
Brent scende a 60,87 dollari

10 gennaio 201908:14

– Dopo la fiammata di ieri sull’onda dell’ottimismo per la linea sui tagli della produzione dell’Opec, le trattative sul commercio Usa Cina e la ‘pazienza’ annunciata dalla Fed sui tassi, tornano a scendere le quotazioni del petrolio. Sul mercato after hour di New York i contratti sul greggio Wti con scadenza a febbraio cedono 86 centesimi a 51,50 dollari al barile. Scende anche il Brent che perde 57 centesimi a 60,87 dollari al barile.
Oro: sale a 1.296,91 dollari l’onciaGuadagna lo 0,3%

10 gennaio 201908:20

– Quotazioni dell’oro in crescita sui mercati asiatici dopo la pubblicazione dei verbali della Fed sulla ‘pazienza’ per il rialzo dei tassi. Il lingotto con consegna immediata guadagna lo 0,3% a 1.296,91 dollari l’oncia.
Borsa, Asia in calo con Cina e shutdownGiù future Europa e Usa, oggi verbali Bce e discorso Powell

10 gennaio 201908:40

– Prese di beneficio sulle Borse asiatiche, che chiudono in ribasso e interrompono la serie di rialzi di inizio anno, scatenata dalla disponibilità dalla Fed a rallentare la stretta sui tassi e dalle schiarite sulla guerra commerciale tra Cina e Usa.
Tokyo ha ceduto l’1,29% mentre Shanghai (-0,36%), Shenzhen (-0,27%) e Seul (-0,07%) hanno segnato cali frazionali e Sydney ha chiuso in lieve rialzo (+0,29%). Poco mossa Hong Kong sul finale di seduta (-0,02%). Negativi anche i future sull’Europa e su Wall Street.
A raffreddare gli entusiasmi i dati sull’inflazione in Cina, che conferma i segnali di rallentamento di Pechino mentre sui mercati continua a pesare lo stallo sullo shutdown negli Usa e l’ottimismo sui negoziati tra Cina e Usa – Pechino parla di “estesi, profondi e dettagliati dialoghi” – deve fare i conti con l’assenza di dettagli. In giornata sono attesi i verbali della Bce, il discordo del presidente della Fed Jerome Powell e i dati su occupazione e mercato immobiliare Usa.
Cambi: euro forte a 1,1544 dollariYen si rafforza a 124,60

10 gennaio 201908:46

– Le quotazioni dell’uero resta sui massimi da ottobre nei confronti del dollaro che passa di mano a 1,1544. Si rafforza anche lo yen che passa di mano con l’euro a 124,60 e a 107,90 sul dollaro

Spread Btp Bund in rialzo a 263 puntiRendimento del decennale al 2,89%

10 gennaio 201908:48

– Apertura in lieve aumento per lo spread fra Btp e Bund. Il differenziale segna 263 punti contro i 260 della chiusura di ieri. Il rendimento del titolo decennale italiano sale al 2,89%.
Borsa: Milano apre in calo (-0,41%)L’indice Ftse Mib scende a 19.100 punti

MILANO10 gennaio 201909:14

– Avvio di seduta in calo per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha iniziato le contrattazioni in ribasso dello 0,41% a 19.100 punti.
Borsa: Europa apre in calo, Londra -0,6%Francoforte -0,45% e Parigi -0,52%

10 gennaio 201909:14

– Avvio di seduta in calo per le principali Borse europee. A Francoforte l’indice Dax cede lo 0,45% a 10.843 punti, a Parigi il Cac 40 arretra dello 0,52% a 4.788 punti mentre a Londra il Ftse 100 segna un ribasso dello 0,62% a 6.863 punti.
Borsa Milano giù con Azimut, Tod’s e FcaVendite su A2A e Leonardo, in luce Bper e Italgas

10 gennaio 201909:44

– Piazza Affari debole dopo i primi scambi, in linea con le altre Borse europee, con il Ftse Mib che arretra dello 0,1%. Sul listino milanese scivolano Azimut (-2,5%), A2A (-1,9%) e Leonardo (-1,5%) mentre Fca (-0,8%) riduce il calo dell’avvio, determinato dal pagamento di una somma superiore ai 650 milioni di dollari negli Usa in relazione alle emissioni diesel. Fuori dal Ftse Mib soffre Tod’s (-4,6%), tagliato da Berenberg a ‘vendere’. Sostengono il listino la Juventus (+2,2%), Bper (+1,3%), Italgas (+1%) e Mediobanca (+0,8%). Poco mosse Tim (-0,06%), Intesa (+0,22%) e Unicredit (-0,16%). Lo spread Btp-Bund si allarga di un punto base a quota 261.
Fonti governo, analisi Tav negativaSalvini, se così allora referendum. Di Maio, M5S contro opera

10 gennaio 201910:01

Si andrebbe verso una analisi tecnica negativa sui costi-benefici per la Tav. L’analisi è contenuta nella relazione consegnata al governo, definita ancora una “bozza preliminare”. Lo si apprende da fonti dell’esecutivo, al termine del vertice che si è svolto in serata a Palazzo Chigi sul tema dei migranti. Le stesse fonti precisano che nessuna decisione è ad oggi presa: si prende ancora tempo. Nel governo si confrontano le linee del M5s, che vuole lo stop dell’opera, e della Lega, che è invece contraria.
“Sono a favore della Tav – commenta il vicepremier leghista Matteo Salvini – Se l’analisi dei tecnici sulla Tav fosse negativa, nessuno di noi vorrebbe né potrebbe fermare una richiesta di referendum”. Non ha invece ancora letto l’analisi costi-benefici il vicepremier pentastellato Luigi Di Maio: “Aspettiamo il dato ufficiale, i tecnici dovranno dire se è un buon investimento”, ha detto, precisando che il Movimento “è contro quell’opera”.
Borsa: Europa fiacca con Cina e shutdownPetrolio in calo, male i minerari e componenti auto con Halfords

10 gennaio 201910:49

– Borse europee in calo a metà mattina, con gli investitori che prendono una pausa dopo il rally di inizio anno, spinto dall’atteggiamento accomodante della Fed e dai progressi sui dazi tra Cina e Usa. Parigi cede lo 0,8%, Francoforte lo 0,6% e Londra lo 0,5% mentre Milano contiene il ribasso allo 0,3% con lo spread Btp-Bund che sale a 263 punti. I mercati, in attesa di risultati concreti dai negoziati commerciali, scontano lo stallo sullo shutdown Usa e i dati deboli sull’inflazione in Cina, che alimentano i timori sull’economia di Pechino. Ne fa le spese anche il petrolio, con il Wti che perde l’1,6% poco sopra i 51 dollari al barile mentre in Borsa soffrono i titoli minerari (-2,2% l’indice Stoxx), della difesa (-1,8%) e le auto (-1,1%), con la componentistica che accusa il profit warning di Halfords (-27% a Londra). Gli investitori attendono di leggere i verbali della Bce e di ascoltare il discorso che ha in programma il presidente della Fed, Jerome Powell, nel terdo pomeriggio.
Istat, prezzi delle case giù dello 0,8%Nel periodo luglio-settembre. Su base annua è il settimo calo

10 gennaio 201911:40

– I prezzi delle abitazioni tornano in calo nel terzo trimestre rispetto ai tre mesi precedenti, con una diminuzione dello 0,8%, e un’analoga contrazione su base annua, la settima consecutiva. Lo comunica l’Istat nelle stime preliminari dell’indice dei prezzi delle abitazioni (Ipab) acquistate dalle famiglie, per fini abitativi o per investimento. Il tasso di variazione acquisito per il 2018 è pari a -0,5%. Rispetto alla media del 2010, i prezzi sono diminuiti del 16,7%, a causa delle abitazioni esistenti i cui prezzi sono calati del 22,9% (quelle nuove hanno segnato invece +0,2%). Anche nel terzo trimestre, la flessione tendenziale dei prezzi è da attribuire ai prezzi delle abitazioni esistenti, -1,3% (era -0,8% nel trimestre precedente). I prezzi delle abitazioni nuove, invece, accelerano su base tendenziale passando dal +1,2% del secondo trimestre del 2018 al +1,4% del terzo trimestre. Su base congiunturale la diminuzione è -1% per le abitazioni esistenti e -0,2% per quelle nuove.

Commercio, a novembre vendite +0,7%Istat, effetto Black friday su elettrodomestici e tv, +11,7%

10 gennaio 201911:41

– A novembre 2018 le vendite al dettaglio crescono sia su base mensile, sia su base annua, secondo i dati dell’Istat. Rispetto a ottobre l’aumento è dello 0,7% sia in valore sia in volume e, su base annua, è dell’1,6% in valore e dell’1,8% in volume. Il Black Friday, con le promozioni pre-natalizie spinge le vendite di elettrodomestici, radio, tv e registratori (+11,7% su anno). Le vendite aumentano solo per il commercio elettronico (+22,4% su anno) e la grande distribuzione (+1,8%) mentre nei piccoli negozi sono in calo dello -0,1%.
L’espansione congiunturale riguarda sia i beni alimentari (+0,3% in valore e +0,2 in volume) sia, in misura più ampia, i beni non alimentari (+0,8% in valore e +1,0% in volume). E anche su base annua risultano in crescita sia le vendite di beni alimentari (+1,0% in valore e +0,2% in volume), sia, soprattutto, quelle di beni non alimentari (+2,1% in valore e +3,0% in volume).         [print-me title=”STAMPA”]

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DAZI E COMMERCIO: APPROFONDITI DIALOGHI USA-CINA

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DAZI E COMMERCIO: APPROFONDITI DIALOGHI USA-CINA

AGGIORNAMENTO DELLE 02:20

DI GIOVEDì 10 GENNAIO 2019

DAZI E COMMERCIO: APPROFONDITI DIALOGHI USA-CINA

PECHINO

– Cina e Usa hanno tenuto a Pechino dal 7 al 9 gennaio “estesi, profondi e dettagliati dialoghi” sul commercio e condiviso “osservazioni sui dossier strutturali” definendo “le basi per risolvere le preoccupazioni reciproche”.
Le parti, riferisce una breve nota del ministero del Commercio cinese, hanno “con entusiasmo rafforzato il consenso importante” raggiunto dai presidenti Xi e Trump a Buenos Aires e convenuto di mantenere “stretti rapporti”.        [print-me title=”STAMPA”]

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ECONOMIA: TUTTE LE NOTIZIE

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ECONOMIA: TUTTE LE NOTIZIE

DALLE 03:19 ALLE 13:40

DI LUNEDì 10 SETTEMBRE 2018

SOMMARIO

ECONOMIA: TUTTE LE NOTIZIE

Giappone: Pil rivisto al rialzo, +0,7%
Accelerano gli investimenti aziendali dopo trimestrali record

Cambi: euro apre in lieve calo a 1,154Yen stabile a 110,95

Petrolio: Wti in rialzo a 68,09 dollariBrent avanza dello 0,52% a 77,23 dollari

Oro: in calo a 1194 dollari, -0,2%Metallo scende dello 0,2%

Borsa: Asia incerta, debole Cina su daziPiatti i futures sull’avvio dei listini finanziari europei

Spread Btp/Bund apre in calo a 262Dopo rassicurazioni governo. Rendimento decennale al 3%

Borsa: Milano apre

piatta, +0,01%In leggero aumento l’indice Ftse All share, +0,31%

Borsa Europa parte fiacca, Londra -0,07%Incerte anche Francoforte e Parigi

Borsa Milano tenta rialzo con bancheBene Mps, debole Fca, scivola ancora Astaldi

Borse Europa incerte, Milano la miglioreSi guarda a orientamenti Bce, in Piazza Affari bene Mediobanca

Borsa Milano +1,4% con spread e bancheNettamente migliore in Europa, corrono Mediobanca e Banco Bpm

Juventus al massimo storico in BorsaDa fine agosto +63%, positive anche Lazio e Roma

Bio-On: olio frittura per la bioplasticaSi aggiunge a prodotti di scarto già usati da società

Elliott, aperti a idee Vivendi per TimDispiaciuti per attacco, francesi vittime visione breve termine

Istat:sale spesa R&S 2016 a 23 mldImportante contributo imprese, cala spesa università

Borsa: Europa positiva, Milano +2%Ancora acquisti sulle banche, bene anche Leonardo e Tim

Commercio:in 2016 4,7mln lavoro domenica3,4 mln erano lavoratori dipendenti, 1,3 mln autonomi

Ilva:accordo sindacale, al via assembleeReferendum proseguirà fino a giovedì con due assemblee al giorno

ECONOMIA: TUTTE LE NOTIZIE

SEMPRE COSTANTEMENTE AGGIORNATE

L’ARTICOLO

ECONOMIA: TUTTE LE NOTIZIE

TOKYO

– L’accelerazione degli investimenti aziendali sostengono il progresso del Pil giapponese, rivisto al rialzo dal governo nella seconda lettura.
La crescita a livello congiunturale nel periodo aprile-maggio è stata dello 0,7%, rispetto allo 0,5% dei dati preliminari, mentre su base annualizzata il rialzo è pari al 3% dall’1,9%: si tratta del ritmo più sostenuto in oltre due anni.
I risultati trimestrali a livelli record hanno incoraggiato le aziende a proseguire nella fase di incremento degli investimenti. La crescita delle spese in conto capitale è stata rivista al rialzo al 3,1% dal precedente 1,3%, trainata dal comparto dell’elettronica e dalle imprese del settore della chimica. I consumi privati – che contribuiscono a oltre la metà della formazione del Pil giapponese – rimangono immutati, segnando un incremento dello 0,7%. Invariata anche la crescita delle esportazioni, al +0,2%.
– Apertura di settimana in lieve calo per il dollaro che cede lo 0,1% a 1,1543 dollari. In Asia lo yen è stabile a 110,95 rispetto al biglietto verde.
– Avvio in rialzo per le quotazioni del petrolio. Il greggio Wti del Texas sale dello 0,5% a 68,09 dollari al barile mente il Brent cresce dello 0,52% a 77,23 dollari.
– Oro in calo sui mercati. I dati del mercato del lavoro Usa della scorsa settimana, che spingono la Federal Reserve Usa verso una ulteriore stretta monetaria, fanno perdere appeal alle quotazioni, viste come tradizionale bene rifugio. Il metallo con consegna immediata cede così lo 0,2% a 1194 dollari l’oncia.
– Mercati azionari asiatici e dell’area del Pacifico incerti nella prima giornata della settimana, con le Borse cinesi deboli soprattutto sui timori della guerra commerciale dei dazi innescata dagli Stati Uniti.
Tokyo ha chiuso in rialzo dello 0,3%, ma Shanghai cede nel finale un punto percentuale e Shenzhen l’1,5%. In evidente calo verso la conclusione degli scambi anche Hong Kong (-1,1%), mentre Seul si è mossa in leggera crescita in linea con Tokyo.
Piatta Sidney (-0,03% finale), così come i futures sull’avvio dei listini finanziari europei.
– Avvio di settimana in calo per lo spread Btp/Bund dopo che nel fine settimana i principali esponenti del governo: il presidente del consiglio Conte, il vicepremier Salvini e il ministro dell’economia Tria hanno ribadito più volte la linea prudente e equilibrata sui conti pubblici dell’esecutivo sia nella manovra che nei prossimi mesi.
Il differenziale con il titolo di stato tedesco segna così 262 punti contro i 264 della chiusura di venerdì. Il rendimento del decennale è pari al 3%.
– Avvio marginalmente positivo per Piazza Affari: il primo indice Ftse Mib segna una crescita dello 0,01%, l’Ftse It All-Share un aumento dello 0,31%.
– Prime battute senza una direzione precisa per i mercati azionari del Vecchio continente: Francoforte -0,08%, Londra cede lo 0,07%, Parigi lo 0,03%.
– Piazza Affari tenta di aprire la settimana in rialzo: dopo una partenza piatta, l’indice Ftse Mib sale dello 0,4% con qualche acquisto sulle banche soprattutto grazie al progressivo allentamento della tensione sui titoli di Stato italiani.
Monte dei Paschi recupera infatti il 4% a 2,28 euro, Banco Bpm e Mediobanca salgono di due punti percentuali, mentre Intesa è in rialzo dell’1,5%, Unicredit dell’1,4% e Carige cresce dell’1,1%. Acquisti anche su Tim (+1,5% a 0,53 euro) nel giorno del Cda, piatta Generali, in calo di un punto e mezzo Stm e Fca.
Sempre molto debole Astaldi, che cede il 4% dopo il taglio del rating da parte di Fitch.
– Pochi movimenti sui mercati azionari europei in avvio di giornata: Londra e Parigi cedono lo 0,1%, Francoforte è piatta, mentre Milano (Ftse Mib +0,8%) è la Borsa più solida in partenza grazie al chiaro miglioramento dei bond italiani sui listini telematici, con il Btp a dieci anni che sta riducendo di circa 10 punti base il suo rendimento.
Gli operatori, che guardano anche alla riunione Bce di giovedì, stanno riposizionandosi con cautela sull’Italia, con buoni acquisti su Mps (+4%) e soprattutto Mediobanca, che cresce del 3,2% sfiorando i nove euro. Bene inoltre Banco Bpm (+3%), Bper e Ubi che salgono oltre i due punti percentuali. Deboli Fca (-1,5%) e Stm (-1,9% anche sul momento pesante a livello mondiale dei titoli hi tech). Astaldi prova a ridurre le perdite dell’avvio e ora cede poco meno di tre punti percentuali.
– Piazza Affari accelera ancora con il netto allentamento della tensione sui titoli di Stato italiani (spread con la Germania a 252 punti, Btp a 10 anni con rendimento sotto il 3%): l’indice Ftse Mib sale dell’1,4% con il settore del credito sugli scudi, facendo di Milano nettamente la migliore Borda europea della giornata.
Mediobanca è il migliore tra i titoli a elevata capitalizzazione di Piazza Affari e sale del 5% dopo lo stop in asta di volatilità. Molto bene anche il Banco Bpm (+5%), con Unicredit e Intesa che salgono oltre i tre punti percentuali.
Debole Stm, che perde l’1,2%.
– Prosegue la corsa della Juventus in Piazza Affari: il titolo ha aperto la settimana in rialzo del 5% a 1,48 euro, correggendo ancora il suo massimo storico. Per la società bianconera non è solo l’effetto Ronaldo: la crescita dal 22 agosto, quando il campione portoghese era già da tempo nella rosa juventina, è del 63%.
Il volo della Juventus anche in assenza del campionato fermo per la pausa della Nazionale traina al rialzo la Lazio (+3,5%) e la Roma, che sale di un punto percentuale e mezzo.
– Bio-on può aggiungere l’olio di frittura agli scarti che già utilizza per produrre la bioplastica. La scoperta della società quotata sull’Aim di Borsa Italiana permette che la fonte di carbonio che alimenta il processo produttivo della bioplastica sia di natura lipidica. L’olio esausto si aggiunge infatti alle ‘materie prime’ usate da Bio-on: melassi di barbabietola e canna da zucchero, scarti di frutta e patate, carboidrati in genere e glicerolo.
La novità “è il risultato di due anni di ricerche e permette di attingere alle enormi quantità di questo prodotto di scarto – spiega Marco Astorri, presidente e Ceo di Bio-on – soprattutto in mercati come quello del Nord America e dell’Asia, dove il consumo di cibi fritti è elevato e la quantità di olio esausto supera, secondo una nostra stima, il miliardo di litri al giorno. Un prodotto di scarto, che va smaltito con costi, anche ambientali elevati, diventa per noi una “materia prima” con cui alimentare i batteri che producono bioplastica PHAs”.
Il fondo Elliott critica la “visione di breve periodo” manifestata da Vivendi in occasione del suo attacco alla gestione di Tim ma tende anche la mano al socio francese, dichiarandosi disponibile ad accogliere con favore “nuove idee” in grado di rilanciare il gruppo e ridare fiato al titolo. “A Elliott rincresce che Vivendi abbia scelto di attaccare il management di Tim, il Consiglio di Amministrazione ed uno dei suoi consoci, anziché lavorare con spirito costruttivo verso una soluzione. Sembra che Vivendi sia caduta vittima di quella visione di breve termine che essa stessa aveva precedentemente criticato”, spiega il fondo americano in una nota.
Il gruppo francese, ricorda Elliott, “mantiene una significativa rappresentanza nel Consiglio. Se essa ora ritiene che ci sia bisogno di nuove idee, Elliott ben accoglierebbe il suo aiuto nella promozione di soluzioni volte alla creazione di valore presso il Consiglio di amministrazione”.
– Nel 2016 si stima che la spesa per Ricerca e Sviluppo sostenuta da imprese, istituzioni pubbliche, istituzioni private non profit e università è salita a 23,2 miliardi di euro, con un rialzo del 4,6% rispetto al 2015. E’ quanto ha rilevato l’Istat precisando che l’incidenza percentuale sul Pil, pari all’1,38%, è in lieve crescita rispetto al 2015 quando si era attestata all’1,34%.
Alla spesa complessiva, precisa l’Istat, contribuiscono in particolare il settore delle imprese per il 60,8%, le università per il 24,2% e le istituzioni pubbliche per il 12,6%. Rispetto al 2015, inoltre, la spesa per R&S cresce del 9,3% per le imprese, resta stabile nelle istituzioni pubbliche, mentre flette nelle università (-1,0%) e, in misura ancora più marcata, nelle istituzioni private non profit (-18,6%).
– Avvicinandosi a metà giornata i mercati azionari del Vecchio continente si sono portati in terreno lievemente positivo (Londra e Francoforte +0,1%, Parigi +0,2%), ma Madrid (+0,6%) e soprattutto Milano (+2%) segnano rialzi maggiori grazie all’allentamento della tensione sui titoli di Stato di riferimento (spread Btp/Bund a 251 punti).
In una giornata priva di dati macroeconomici di rilievo dagli Stati Uniti, in Piazza Affari prosegue la rimonta delle banche: Mediobanca sale del 7% a 9,28 euro, Mps del 6,7%, Intesa del 5%, Banco Bpm del 4,9%, Unicredit di quattro punti percentuali e mezzo. Negli altri settori, molto bene anche Leonardo (+4,8%) e Tim, che nel giorno del Cda cresce del 3,5% a 0,54 euro.
Piatte Atlantia (+0,5%) e Fca, che invece perde mezzo punto, in calo dell’1,9% Salvatore Ferragamo, del 3,2% Astaldi.
-VENEZIA

-4,7 mln italiani hanno lavorato di domenica nel 2016: 3,4 mln erano lavoratori dipendenti e 1,3 erano autonomi (artigiani,commercianti, esercenti, ambulanti, agricoltori).Se 1 lavoratore dipendente su 5 era impiegato alla domenica,i lavoratori autonomi hanno registrato una frequenza maggiore:quasi 1 su 4.Lo rileva la Cgia:il settore con più alta presenza al lavoro di domenica è quello degli alberghi/ristoranti: i 688.300 dipendenti coinvolti incidono sul totale degli occupati dipendenti del settore per il 68,3%. Poi: commercio (579.000 occupati,29,6% del totale),P.a (329.100 dipendenti, 25,9% totale),sanità (686.300, 23% totale) e trasporti (215.600, 22,7%). I territori dove il lavoro “domenicale” è più diffuso sono quelli a vocazione turistica/commerciale:ai primi posti Valle Aosta (29,5% di occupati alla domenica sul totale dipendenti presenti in regione), Sardegna (24,5%), Puglia (24%), Sicilia (23,7%) e Molise (23,6%).In coda Emilia R.(17,9%), Marche (17,4%) e Lombardia (16,9%). Media nazionale: 19,8%.
– TARANTO

– Sono cominciate questa mattina le assemblee nello stabilimento Ilva di Taranto nel corso delle quali i lavoratori sono chiamati ad esprimersi, con un sì o un no, sull’ipotesi di accordo con ArcelorMittal siglato dalle organizzazioni sindacali giovedì scorso al Mise. La prima assemblea, dalle 7 alle 8.30, si è svolta nella sala del Consiglio di fabbrica. Prima hanno preso la parola i rappresentanti sindacali per illustrare i punti cardine dell’accordo, poi è iniziata la votazione. La seconda assemblea si terrà nel refettorio Ima Ovest dalle 15 alle 16.30 con analoghe modalità e in giornata si conosceranno gli esiti dello spoglio. Il referendum proseguirà fino a giovedì con due assemblee al giorno promosse da Fim, Fiom, Uilm e Usb (l’intesa al Mise è stata sottoscritta anche dall’Ugl), seguite dalle votazioni.   [print-me title=”STAMPA”]