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DALLE 08:40 DI GIOVEDì 16 GENNAIO 2019

ALLE 07:38 DI GIOVEDì 17 GENNAIO 2019

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Spread Btp-Bund apre in calo a 262 punti
Rendimento al 2,83%

16 gennaio 201908:40

– Lo spread tra Btp e Nund tedesco a dieci anni apre in calo a 262,1 punti dai 267 della chiusura di ieri. Il rendimento è al 2,83%.
Cambi: euro stabile a 1,14 dollariYen a 123,84

16 gennaio 201908:46

– L’euro è stabile sul dollaro a 1,1406 dopo aver registrato 1,1416 alla chiusura di Wall Street ieri.
Contro lo yen la moneta unica passa di mano a 123,84.
Borsa: Asia cauta in attesa voto su MayPausa dopo rialzi scorse settimane. Piatti i future su Londra

16 gennaio 201908:50

– Borse asiatiche in ordine sparso, con gli investitori che si prendono una pausa dopo che i listini sono risaliti ai massimi da sei settimane, in scia all’attesa di nuove misure di sostegno da parte dei governi, alimentate anche dalla promesse della Cina di un taglio delle tasse su larga scala.
Tokyo ha ceduto lo 0,55%, Shenzhen lo 0,12% mentre Shanghai è rimasta invariata. Lievi rialzi per Sydney (+0,35%) e Seul (+0,43%) mentre Hong Kong avanza dello 0,24% sul finale di seduta. Gli investitori restano cauti alla luce dei molti rischi che minacciano l’economia, dalla Brexit allo shutdown negli Usa, fino alla guerra commerciale.
Oggi in Gran Bretagna la premier Theresa May è attesa al voto di fiducia dopo che il Parlamento ha bocciato la sua bozza di intesa sul divorzio dalla Ue. La sterlina recupera sull’euro (1,1278 a Tokyo, +0,37%), confidando in una proroga dei negoziati e non credendo all’ipotesi di ‘no deal’. In rialzo anche i future sull’Europa, con Londra che però resta piatta.
Borsa: Milano apre in rialzo (+0,46%)indice Ftse Mib sale a 19.253 punti

16 gennaio 201909:07

– Apertura in rialzo per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha avviato le contrattazioni in progresso dello 0,46% a 19.253 punti.
Borse Europa bene in avvio, Londra -0,1%Avvio positivo per Francoforte, Parigi e Milano

16 gennaio 201909:26

– Avvio di seduta positivo per le Borse europee con l’eccezione di Londra, che inizia le contrattazioni in calo dello 0,17%, con il Ftse 100 a 6.883 punti, nel giorno che vedrà la premier Theresa May affrontare il voto di fiducia del Parlamento dopo la bocciatura della sua bozza di intesa con la Ue sulla Brexit. Francoforte avanza dello 0,45%, con il Dax a 10.940 punti, mentre Parigi sale dello 0,53%, con il Cac 40 a 4.811 punti. Bene anche Milano in rialzo dello 0,46%.
Borsa: Milano sale con banche e JuveCorrono Unicredit, Banco, ok Tim e Fca, deboli Pirelli e Campari

MILANO16 gennaio 201909:51

– Piazza Affari comincia bene la seduta con l’indice Ftse Mib che sale dello 0,71% spinto dal rimbalzo delle banche, che in massa hanno fornito rassicurazioni sugli impatti marginali derivanti dalla stretta della Bce sui crediti deteriorati. Unicredit sale del 3,7%, Banco Bpm del 2,3%, Intesa del 2%, Bper e Mps dell’1,5%, Ubi dell’1,2%. Fuori dal comparto bancario brillano la Juve (+3,4%) e il risparmio gestito con Fineco (+2%) e Azimut (+1,4%). Deboli, invece, Campari (-0,7%), Pirelli (-0,8%) e Moncler (-0,6%) mentre fuori dal Ftse Mib scivola Mediaset (-2%) nonostante i forti acquisti della controllante Fininvest. Sale Tim (+0,9%) nonostante gli scambi di accuse tra Elliott e Vivendi, bene anche Piaggio (+1,2%) dopo la promozione di Moody’s e Fca (+0,5%) nonostante il calo delle immatricolazioni in Europa.
Auto: 2018 Europa stabile, dicembre -8,7%Primo segno negativo mercato Europa dal 2013. Jeep +55,6%

TORINO16 gennaio 201910:58

Le immatricolazioni di auto nell’Europa dei 28 più Paesi Efta (Svizzera, Islanda e Norvegia) sono stabili nel 2018 rispetto all’anno precedente: 15.624.486, lo 0,04% in meno del 2017. L’anno si chiude però con un nuovo dato negativo: a dicembre sono state vendute 1.038.984 vetture, l’8,7% in meno dello stesso mese dell’anno precedente. I dati sono dell’Acea, l’associazione delle case automobilistiche europee.
Il gruppo Fca ha immatricolato 1.021.311 auto nel 2018, il 2,3% in meno del 2017. La quota è pari al 6,5% a fronte del 6,7%. Tra i brand del gruppo registra un balzo del 55,6% Jeep (168.674 unità vendute). A dicembre le auto vendute da Fca sono 60.926, con una flessione del 2,5% e la quota è pari al 5,9% (era 5,5%).
La flessione delle vendite di auto in Europa nel 2018 (-0,04% rispetto al 2017) è il primo segno negativo registrato dal 2013.
Tra i principali mercati europei crescono quello spagnolo (+7%) e quello francese (+3%), mentre chiude sui livelli del 2017 quello tedesco (-0,2%).
Industria: fatturato +0,1% a novembre Istat, rallenta la crescita tendenziale, pesa la domanda interna

16 gennaio 201910:56

L’Istat registra a novembre 2018 un aumento dello 0,1% del fatturato dell’industria rispetto al mese precedente dovuto all’energia, al netto della quale c’è un calo dello 0,2%. Mentre gli ordini diminuiscono dello 0,2%. Su base annua, emerge un incremento dello 0,6% delle vendite (nei dati corretti per il calendario) e una flessione del 2% degli ordini.
L’Istituto segnala “un progressivo rallentamento della crescita con segnali di flessione degli ordinativi” a novembre, dovuti alla “debolezza della domanda interna” (-4,4% su anno).
Con riferimento ai raggruppamenti principali di industrie, il fatturato aumenta dell’1,9% per i beni strumentali e cala dell’1% sia per i beni di consumo sia per i beni intermedi.
Nella manifattura, il settore del coke e dei prodotti petroliferi raffinati registra la crescita tendenziale più rilevante (+13,5%), mentre l’industria farmaceutica mostra la flessione maggiore (-9,7%). Per gli ordini, la diminuzione più marcata si rileva nei mezzi di trasporto (-11,2%).
Borsa: Europa cauta in attesa voto MaiLondra cede 0,1% ma sterlina sale. In luce banche

16 gennaio 201910:57

– Borse europee poco mosse a poco più di un’ora all’avvio delle contrattazioni, con Londra che cede lo 0,1% mentre aspetta il voto di fiducia sulla premier Theresa May, dopo la bocciatura dell’intesa sulla Brexit. L’incertezza sulle modalità del divorzio tra Uk e Ue consiglia cautela anche sugli altri listini: Francoforte sale dello 0,1%, Parigi dello 0,4% e Milano dello 0,6%. Bene invece la sterlina, a 1,284 sull’euro, segno che gli investitori non credono a una hard Brexit.
Tra i vari settori corre il credito, con l’indice Stoxx bancario che sale dell’1%, grazie anche al recupero dei titoli italiani dopo le vendite generate dalla stretta della Bce sullo smaltimento degli npl. Gli investitori confidano nel sostegno dei governi all’economia, dopo l’annuncio da parte della Cina di un vasto piano di tagli fiscali, e si sentono rassicurati dalle parole del presidente della Bce, Mario Draghi, secondo cui la Ue eviterà una nuova recessione, anche se la crescita rallenterà.
Tav: Toninelli, parleremo con la LegaM5s è per smetterla di sprecare soldi pubblici

16 gennaio 201911:17

– “Se l’analisi costi-benefici sulla Tav “sarà negativa, ne parlerò con la Francia, la Commissione Ue e ne parleremo all’interno del Governo, ne parleremo assolutamente con la Lega, senza alcun pregiudizio”. Lo ha detto il ministro delle infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli a ‘Omnibus’ su La7. “Il m5s è sempre stato contro un’opera che è uno spreco di denaro assoluto”, ha detto Toninelli, sottolineando che “l’importante per me oggi è gestire bene il portafoglio di denaro pubblico, cosa che prima non è mai stata fatta”.
“L’analisi è arrivata. La stiamo analizzando, ci vorranno pochi giorni per dire se è ok, verrà protocollato. Non lo so se negativo, finché non è protocollato, è molto complesso. Gli altri dicevano stupidaggini perché volevano fare le grandi opere per prendere soldi. Il M5s è per smetterla di sprecare soldi pubblici. Nel contratto di Governo si dice ridiscutere l’opera.
Si parte dai numeri”.
Prezzi: sale l’inflazione per famiglie meno abbienti nel 2018Unione consumatori, da 2007 perso 37,1% fatturato

16 gennaio 201912:26

Nel 2018 i prezzi al consumo registrano una crescita dell’1,2%, replicando la dinamica annua del 2017, lo afferma l’Istat, confermando le stime preliminari sull’inflazione. L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, è stabile a +0,7%.

Il tasso di inflazione a dicembre scende all’1,1%, in rallentamento rispetto all’1,6% di novembre, secondo l’Istat che ha confermato le stime preliminari. Nel mese di dicembre 2018, l’istituto stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, diminuisca dello 0,1% rispetto al mese precedente.

L’Istat ha rivisto al ribasso le stime sull’andamento dei prezzi del cosiddetto carrello della spesa. Per i prodotti di largo consumo, la crescita dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona da +0,9% di novembre si porta a +0,7% (la stima preliminare era +0,8%). Nell’intero anno i rincari medi di questi acquisti sono dell’1,2%, in linea con il tasso di inflazione generale del 2018 e in frenata rispetto al +1,5% del 2017.

I rincari dei prezzi hanno colpito soprattutto le famiglie meno abbienti nel 2018, secondo un’analisi dell’Istat sull’indice Ipca. Nella media dell’anno, per il 20% delle famiglie con la minore capacità di spesa, l’inflazione ha segnato un’accelerazione rispetto ai valori del 2017 fino all’1,5% (era +1,4% l’anno precedente), mentre quella relativa al 20% delle famiglie più abbienti è scesa a +1,1% dall’1,3%. Si è ampliata così di 3 decimi di punto percentuale il differenziale inflazionistico tra i due gruppi.

Unione consumatori, da 2007 perso 37,1% fatturato – L’Unione nazionale consumatori boccia come “negativi” i dati Istat sul fatturato e gli ordinativi dell’industria a novembre 2018 e parla di “recessione ormai dietro l’angolo”. Secondo uno studio dell’associazione, se si confrontano i dati dei premi 11 mesi del 2018 con quelli medio pre-crisi del 2007, il fatturato totale è sceso del 37,1% e quello interno è crollato del 43,6%. Gli ordinativi totali sono calati in 11 anni del 31,6% e quelli interni del 40,6%. “Il campanello d’allarme suona per il mercato interno: rispetto ad un anno fa, il fatturato scende dello 0,4% e gli ordinativi precipitano del 4,4%”, afferma il presidente dell’Unc, Massimiliano Dona, commentando i dati di novembre.”Per tornare ai valori pre-crisi serviranno secoli, visto che il Paese peggiora invece di migliorare” conclude Dona.

Borsa: Europa frena, Londra la peggioreMilano la migliore con banche, corre Unicredit. Sale la sterlina

16 gennaio 201913:15

– Le Borse europee si appiattiscono a metà seduta, con Londra che cede lo 0,5% e continua a indossare la maglia nera a causa dell’incertezza sulla Brexit, in attesa che il Parlamento britannico confermi o meno la fiducia nella premier Theresa May. Francoforte cede lo 0,1%, Parigi avanza dello 0,2% mentre Milano è la migliore, salendo dello 0,6%.
Continua invece a rafforzarsi la sterlina, che scambia a 1,1292 sull’euro, con gli investitori che continuano a ritenere poco probabile uno scenario ‘no deal’.
A Piazza Affari recuperano terreno i bancari, dopo le vendite di inizio settimana, grazie alle rassicurazioni sull’impatto della stretta della Bce sugli npl, con Unicredit che sale del 2,6% e Mps che invece continua a stonare (-2,2%). A sostenere i listini contribuiscono i segnali arrivati dalla Cina, dove il governo ha annunciato un piano di stimolo fiscale, e dalla Bce, con il presidente Mario Draghi che ha assicurato sostegno in caso di nuova recessione dell’Eurozona.
Più segnali su finanziamento terrorismoUif,prima volta oltre 1000. In totale +4,5%, balzo riciclaggio

16 gennaio 201916:35

Salgono ancora, nel 2018, le segnalazioni di operazioni legate al finanziamento del terrorismo che superano per la prima volta le 1000 unità a quota 1066 contro le 981 del 2017. E’ quanto si legge nella nuova newsletter della Uif, l’unità di informazione finanziaria incardinata presso la Banca d’Italia. Nel 2015 erano appena 273.
Nel secondo semestre 2018, nota la Uif, c’è stato un rallentamento (409 a fronte delle 506 dei primi sei mesi dell’anno) superando comunque quota 1000. Nel complesso le operazioni sospette sono state 98.030 nel 2018(+4,5% rispetto al 2017). Nel secondo semestre sono state 48.687 (+9,1%). La crescita delle segnalazioni ricevute è totalmente imputabile alle segnalazioni di riciclaggio (47.503 unità, +13,7 per cento) la quale ha più che compensato l’ulteriore riduzione di quelle relative alla voluntary disclosure (762 unità rispetto alle 2.312 del secondo semestre del 2017).
Brexit: Confindustria, opportunità ma Italia non prontaFreno export ma più investimenti. Pesa Governo antagonista Ue

16 gennaio 201914:10

La Brexit può pesare sull’export italiano con “in ballo circa 23 miliardi” ma può “generare anche opportunità” per l’Italia con più investimenti diretti esteri per 26 miliardi: “Un aumento del valore aggiunto pari a 5,9 miliardi annui, lo 0,4% del Pil”.Lo stima il Centro studi di Confindustria ma avverte: sono opportunità che “trovano però l’Italia impreparata a coglierle” per ragioni strutturali o istituzionali come “una maggioranza di Governo che a tratti non ha esitato a porsi in modo antagonista rispetto alla Commissione Ue”, soprattutto sulla manovra.L’analisi del Centro studi di Confindustria sottolinea come, dopo il voto di ieri, “tempi e modalità” della Brexit siano “più incerti”. E’ ovviamente “il Regno Unito il Paese europeo più esposto alle incertezze legate alla Brexit e l’esito del voto purtroppo le acuisce”. Le “sfide” per le imprese, italiane ed europee sono “principalmente” in “due tipologie di ostacoli”: quelle organizzative e finanziarie, dalle multinazionali che hanno base nel regno unito a chi appoggia sulla piazza di Londra per servizi finanziari con “la possibilità che ci possano essere aumenti del costo del credito delle imprese”. Ed “in seconda battuta ci sono tutti gli ostacoli che le imprese esportatrici italiane si troveranno a dover affrontare quando il regno Unito uscirà dal mercato unico. Aver rimesso sul tavolo l’eventualità di un ‘no deal’ – avverte il CsC – implica la possibilità che si ricada in uno scenario in cui, almeno per un periodo e per determinate categorie di prodotto, si potrebbe finire per utilizzare le regole tariffarie del Wto”. In sintesi: “Ne risentiranno le imprese esportatrici italiane che rischiano di vedere ridotti i volumi di beni rivolti al mercato britannico. In ballo ci sono circa 23 miliardi di euro”. Sul fronte delle eventuali opportunità, legate ad una “riallocazione, almeno parziale, degli investimenti diretti esteri” di cui beneficia oggi l’economia del Regno Unito, Il CsC avverte: “Le opportunità che si sono presentate e si stanno presentando in corrispondenza di un avvenimento così epocale come la Brexit trovano però l’Italia impreparata a coglierle per ragioni di ordine strutturale e istituzionale”. Sul fronte strutturale “l’Italia soffre uno svantaggio competitivo nel settore dei servizi finanziari rispetto ad altri paesi in Europa, quali per esempio, Paesi Bassi, Germania e Francia, che peraltro godono anche di una posizione geografica più centrale per servire il resto dei paesi membri”. Tra le ragioni istituzionali “va annoverato che l’Italia, insieme al Regno Unito, è diventato il secondo paese tra i più critici rispetto all’attuale architettura istituzionale dell’Unione, con una maggioranza di governo che a tratti non ha esitato a porsi in modo antagonista rispetto alla Commissione europea, soprattutto durante le negoziazioni legate all’approvazione della Legge di bilancio”.

Petrolio: in calo a Ny a 51,59 dollariQuotazioni perdono l’1%

NEW YORK16 gennaio 201915:15

Petrolio in calo a New York dove le quotazioni perdono l’1% a 51,59 dollari al barile.
Borsa: Wall Street apre positivaS&P 500 sale dello 0,20%

NEW YORK16 gennaio 201915:37

– Wall Street apre in territorio positivo. Il Dow Jones sale dello 0,30% a 24.145,51 punti, il Nasdaq avanza dello 0,19% a 7.038,17 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,20% a 2.615,58 punti.
Borsa: Londra maglia nera, perde lo 0,5%Milano maglia rosa (+1,3%). Parigi +0,5%, Francoforte +0,37%

16 gennaio 201916:39

L’incertezza sulla Brexit e l’attesa del voto del Parlamento sulla sfiducia al premier Theresa May pesano sulla Borsa di Londra, che cede lo 0,4% ed è l’unica in rosso fra quelle europee che si confermano positive.
La sterlina è in salita e viene scambiata a 1,13 euro e a 1,288 dollari anche per l’idea che uno scenario di uscita no-deal sia da ritenere sempre più lontano. Gli altri listini sono spinti anche dall’apertura positiva di Wall Street. Il migliore è quello di Milano, che guadagna l’1,3%, con lo spread in calo a 254 punti. Seguono Parigi, in crescita di mezzo punto percentuale, Francoforte (+0,37%) e Madrid (+0,3%).
Borsa: banche rimbalzano, Unicredit +4%Titoli in crescita dopo due giorni di cadute. Mps su dello 0,4%

16 gennaio 201916:41

– Le banche rimbalzano, dopo due sedute in discesa per le richieste della Bce sulle coperture dei crediti deteriorati. Nel complesso il settore sale del 3,83%.
Fineco guadagna il 5,6%, Unicredit il 4,65%, Intesa il 3,45, Ubi il 2,87%, Bper il 2,3%, banco Bpm il 3% e Mps lo 0,4%. Il calo è iniziato in seguito a un comunicato di Mps, che venerdì sera ha rivelato il contenuto della bozza di decisione srep giunta a Siena. Ieri e oggi, i maggiori istituti hanno rassicurato gli investitori, spiegando che non prevedono impatti significativi da quanto stabilito da Francoforte, che chiede una copertura totale dei crediti deteriorati, con tempistiche e modalità diverso da istituto a istituto.
Spread in forte calo in zona 250Rendimento al 2,76%

16 gennaio 201917:05

– Lo spread tra Btp e Bund a dieci anni è in forte calo, a 253 punti base dai 267 della chiusura di ieri. Il rendimento è al 2,76%.
Boeri,non rendere dipendenti istituzioniAltrimenti danno quasi irreparabile

16 gennaio 201917:40

– Il futuro di un Paese “è determinato in gran parte dalla qualità delle sue istituzioni. Ci possono essere errori nella politica economica e sociale, ci possono essere cattivi governi. Sono errori ed eredità cui, pure a fatica, si può porre rimedio. Ma quando si cambiano le istituzioni, quando le si rende “dipendenti” dalla politica o dalle burocrazie allora si fa un danno quasi irreparabile ad un Paese”. Lo ha detto il presidente dell’Inps, Tito Boeri, parlando al Civ a proposito dell’ipotesi della costituzione di un Cda formato solo da dirigenti pubblici.
Borsa: Milano chiude in rialzo dell’1,6%Indice Ftse Mib a quota 19.477 punti

16 gennaio 201917:41

– Giornata positiva per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha terminato le contrattazioni con un rialzo del l’1,63% a 19.477 punti.
Borse Europa chiudono bene, giù LondraMilano maglia rosa (+1,63%). Parigi (+0,5%), Francoforte (+0,3%)

16 gennaio 201918:03

– La bocciatura dell’accordo per la Brexit e l’attesa del voto sulla mozione di sfiducia contro il premier Theresa May hanno pesato sulla Borsa di Londra, che ha perso lo 0,47%, l’unica in negativo fra le europee. Il listino migliore è stato quello di Milano, che ha guadagnato l’1,63%, seguito da Madrid (+0,71%), Parigi (+0,51%) e Francoforte (+0,36%).
Spread chiude in forte calo a 253Rendimento al 2,75%

16 gennaio 201918:15

– Lo spread tra Btp decennale e Bund chiude in netto calo a 253 punti base dai 267 di ieri. Il rendimento è al 2,75%.
Borsa Milano supera paura Bce, banche suSolo Mps cede. Spread in calo a 253. Brexit non contagia Europa

16 gennaio 201918:48

– Piazza Affari (+1,63%) ha rialzato la testa dopo due sedute difficili per le richieste della Bce sulle coperture dei crediti deteriorati. Le rassicurazioni di ieri e oggi degli istituti bancari hanno giovato ai titoli del comparto, che sono saliti, portando la Borsa di Milano in testa a quelle europee, tutte positive. Lo spread ha chiuso in netto calo, a 253 punti. Non ha quindi avuto un effetto contagio la perdita di Londra, unico mercato in rosso (-0,47%) per il tormentato percorso della Brexit. Fra le banche, solo Mps (-0,2%) non è riuscita a invertire la tendenza. Mentre Unicredit è salita del 5,8%, Fineco del 5,6%, Ubi del 3,8%, Intesa del 3,7%, Banco Bpm del 2,96%, Bper del 2,2%. Fuori dalle banche, in rosso Campari (-1,3%), Pirelli (-0,69%), Terna (-0,67%), Amplifon (-0,63%), Snam (-0,27%) e A2A (-0,25%). E’ cresciuta invece la Juve (+0,7%), mentre Mediaset ha ceduto lo 0,68% nonostante i forti acquisti di Fininvest. Tim è salita del 2,67% malgrado gli scambi di accuse tra Elliott e Vivendi.
Stefanel: azienda vuole 244 esuberiSindacati, lavoratori sede centrale e negozi rete italiana

TREVISO16 gennaio 201920:23

– I sindacati che assistono i lavoratori di Stefanel hanno ricevuto oggi una comunicazione formale con cui l’azienda informa della volontà di dichiarare 244 esuberi su una base occupazionale di 253 addetti. Il provvedimento – riferiscono fonti sindacali – riguarda oltre ai circa 60 dipendenti della sede centrale, anche il personale dei negozi della rete italiana del gruppo. Nei prossimi giorni i sindacati dovranno incontrare i vertici dell’azienda per la formalizzazione dello stato di crisi, condizione necessaria per accedere alla Cassa integrazione straordinaria. Pochi giorni fa Stefanel era stata ammessa dal Tribunale di Treviso ad un concordato in bianco per la durata di 120 giorni.
Petrolio chiude in rialzo a 52,3 dollariQuotazioni salgono dello 0,30%

NEW YORK16 gennaio 201920:55

– Il petrolio chiude in rialzo a New York, dove le quotazioni salgono dello 0,30% a 52,31 dollari al barile.
Borsa Tokyo apre in rialzo (+0,47%)Nikkei segue chiusura positiva mercato azionario Usa

TOKYO17 gennaio 201901:28

– La Borsa di Tokyo comincia gli scambi in positivo, in scia ai buoni risultati dal settore finanziario Usa nella stagione delle trimestrali, e dopo il superamento del voto di fiducia della premier inglese Theresa May alla Camera dei Comuni, che da slancio alla sterlina. Il Nikkei guadagna lo 0,47% a quota 20.539,04, aggiungendo 96 punti. Sul mercato valutario la divisa britannica continua ad apprezzarsi sullo yen, superando quota 140,30.        [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 11:55 ALLE 17:25

DI GIOVEDì 10 GENNAIO 2019

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Borsa: Milano poco mossa, sprint Juve
Spread Btp/Bund risale a 265 punti, tiene Intesa, scivola Tod’s 11:55

– Piazza Affari appare poco mossa al traguardo di metà seduta, con l’indice Ftse Mib a cavallo della parità. Prevale comunque il segno meno nel paniere dei principali titoli per capitalizzazione anche se i pochi rialzi riescono a riequilibrare la situazione. Corre in particolare la Juventus (+4,26%), congelata anche per eccesso di volatilità, seguita a distanza da Unipol (+1,37%), Italgas (+1,21%) ed Enel (+1,05%). Tengono Intesa (+0,32%) e Unicredit (+0,37%) con lo spread tra Btp e Bund in rialzo a 265 punti, mentre scivolano A2a (-2,74%), Azimut (-2,53%). Sotto pressione Tod’s (-4,6%), oggetto di una raccomandazione di vendita da parte degli analisti di Berenberg, mentre Fca (-0,58%), che ha chiuso il contenzioso Usa sulle emissioni Diesel, è oggetto insieme a Ferrari (-0,91%) di prese di beneficio dopo la corsa della vigilia.
Bankitalia: in un anno +11% Btp in portafoglio banche Il Tesoro vende 7 miliardi di bot a un anno, lieve calo tasso

10 gennaio 201913:54

I titoli di Stato nel portafoglio delle banche sono saliti ulteriormente in valore nel mese di novembre, raggiungendo i 378,9 miliardi di euro dai 373 miliardi di ottobre. In un anno, l’aumento registrato a novembre – che risente anche delle oscillazioni in controvalore dei titoli – è pari a oltre l’11%, dopo un aumento progressivo quasi costante nel corso del 2018 che inverte il precedente trend di riduzione dell’esposizione bancaria al debito pubblico.I titoli di Stato nel portafoglio delle banche italiane sono continuati a salire a novembre, raggiungendo un controvalore di 386,3 miliardi di euro (380,4 a ottobre), mai raggiunto nel corso dell’anno passato. Lo si legge nella pubblicazione ‘Banche e moneta’ di Bankitalia.Le sofferenze nel bilancio delle banche italiane sono scese a novembre del 25,3% su base annua (-24,3% a ottobre) per effetto di cartolarizzazioni.  Nel mese di novembre i prestiti delle banche al settore privato sono cresciuti del 2,3% su base annua (in rallentamento da 2,7% di ottobre), scrive Bankitalia nel rapporto ‘Banche e moneta’. I prestiti alle famiglie sono cresciuti del 2,7% (2,8% nel mese precedente), mentre quelli alle società non finanziarie sono cresciuti dell’1,1% (1,5% in ottobre).

Borsa: Europa debole, Milano in paritàFutures in rosso, prese di beneficio su auto, spread a 270

10 gennaio 201914:25

– Borse europee deboli dopo i verbali dell’ultimo direttivo della Bce di dicembre. In calo i futures su Wall Street in calo in vista delle richieste dei sussidi di disoccupazione e delle scorte nei magazzini dei grossisti negli Usa. Cedono Londra (-0,1%), Francoforte (-0,24%) e Parigi (-0,63%), a differenza di Madrid (+0,15%) e Milano, che viaggia in parità. Le vendite si concentrano nel settore delle auto, dopo i rialzi della vigilia, per prese di beneficio che interessano Ferrari (-0,79%) ed Fca (-0,1%) in Piazza Affari, Peugeot e Renault (-0,5% entrambe) a Parigi, Bmw (-1%) e Volkswagen (-0,4%), insieme alla controllante Porsche (-0,47%), a Francoforte. In campo bancario, con lo spread tra Btp e Bund in rialzo a 270 punti, salgono Mps (+1,32%), Intesa (+0,57%) e Unicredit (+0,94%), a differenza di Banco Bpm (-0,32%). Positive Lloyds (+1,58%), Rbs (+1,54%), Barclays e Bnp (+0,8% entrambe).
Immobiliare: Covivio, 5 mld per sviluppoGruppo in Italia punta anche su hotel e coworking

10 gennaio 201914:28

– Covivio, il gruppo dell’immobiliare nato dalla fusione di Beni Stabili in Fonciere des Regions del quale la Delfin di Del Vecchio è maggiore azionista con il 26,6%, prevede investimenti in sviluppo degli stabili per 5 miliardi contro il miliardo scarso di fine 2017. E in Italia punta agli hotel e all’avvio dei primi spazi per il coworking o comunque gli uffici flessibili.
“Nella penisola, che è il secondo mercato europeo per notti ‘spese’ negli alberghi, abbiamo un interesse dichiarato per il settore – spiega l’amministratore delegato di Covivio Italia Alexei Dal Pastro in una conferenza stampa di presentazione delle attività del gruppo – delle idee le abbiamo e qualcosa lo faremo”. Il gruppo lancia anche in Italia il marchio Wellio per il coworking, con un primo spazio che sarà aperto a breve in centro a Milano. E il capoluogo lombardo si conferma come il vero focus per il mercato italiano: al momento la città ‘copre’ il 70% del patrimonio nazionale, con un obiettivo a breve di salire al 90%.
Borsa: Wall Street apre in caloS&P 500 perde lo 0,58%

NEW YORK10 gennaio 201915:36

– Apertura in territorio negativo per Wall Street. Il Dow Jones perde lo 0,40% a 23.764,96 punti, il Nasdaq cede lo 0,74% a 6.906,30 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,58% a 2.569,52 punti.
Lamborghini: vendute 5.750 auto nel 2018, record storicoStati Uniti primo mercato. Sono stati 1.761 Suv Urus acquistati

BOLOGNA10 gennaio 201914:12

– Record storico, sul fronte delle vendite, per Lamborghini. La casa bolognese, nell’esercizio 2018, ha consegnato 5.750 vetture con un incremento del 51% rispetto alle 3.815 dell’anno precedente. Con 1.595 vetture acquistate, gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato per l’azienda emiliana seguiti da Regno Unito (636), Giappone (559), Germania (463), ‘Grande Cina’ (342), Canada (316) e Italia (295).
Di particolare rilievo le vendite del modello V12 Aventador, cresciute del 3% (da 1.173 a 1.209 unità) e del modello V10 Huracán, salite del 5% (da 2.642 a 2.780 unità) mentre il Suv Urus, lanciato sul mercato nel luglio scorso, ha registrato vendite per 1.761 unità. “Non abbiamo solo stabilito un altro record – osserva il presidente e ad, Stefano Domenicali – ma abbiamo anche raggiunto livelli mai visti prima, superando abbondantemente il risultato straordinario di 5.000 Lamborghini vendute. Questo grande salto dimostra tutto il valore del nostro prodotto e della nostra strategia commerciale”.

Casa: Istat, prezzi ancora in caloStessa diminuzione rispetto al 2017, è la settima consecutiva

10 gennaio 201915:54

– I prezzi delle abitazioni tornano in calo nel terzo trimestre rispetto ai tre mesi precedenti, con una diminuzione dello 0,8%, e un’analoga contrazione su base annua, la settima consecutiva. Lo comunica l’Istat nelle stime preliminari dell’indice dei prezzi delle abitazioni (Ipab) acquistate dalle famiglie, per fini abitativi o per investimento. Il tasso di variazione acquisito per il 2018 è pari a -0,5%.
Rispetto alla media del 2010, i prezzi sono diminuiti del 16,7%, a causa delle abitazioni esistenti i cui prezzi sono calati del 22,9% (quelle nuove hanno segnato invece +0,2%). Anche nel terzo trimestre, la flessione tendenziale dei prezzi è da attribuire unicamente ai prezzi delle abitazioni esistenti, che registrano una variazione negativa pari a -1,3% (era -0,8% nel trimestre precedente). I prezzi delle abitazioni nuove, invece, accelerano su base tendenziale passando dal +1,2% del secondo trimestre del 2018 al +1,4% del terzo trimestre.
Banca Generali: raccolta 2018 5 miliardiA dicembre 470 milioni, Mossa, basi per nuova crescita

10 gennaio 201916:08

– La raccolta netta di Banca Generali è scesa dai 6,86 miliardi del 2017 a 5,02 miliardi nel 2018. Lo si legge in un nota in cui viene indicato che si è ridotto l’apporto del risparmio gestito, in calo da 5,96 a 2,28 miliardi, mentre il risparmio non gestito è salito da 901 a 2,79 miliardi. Nel mese di dicembre la raccolta totale è stata di 470 milioni contro i 205 milioni di novembre. Commentando i risultati l’amministratore delegato Gian Maria Mossa ha definito il 2018 come “un anno importante e intenso in cui abbiamo posto le basi per una nuova fase di crescita della Banca”.
Trivelle: Galli (Lega), stop si discuteSalvaguardare ambiente ma anche altre esigenze

10 gennaio 201916:46

re lo stop alle trivelle nel dl Semplificazioni “si sta discutendo, c’è questa proposta di emendamento (del M5S ndr) e si sta trovando l’equilibrio giusto perché credo le posizioni siano abbastanza chiare”. Così il viceministro allo Sviluppo economico, Dario Galli (Lega), in Senato. “Bisogna salvaguardare l’interesse del rispetto ambientale, ma c’è anche un paese che ha necessità di altro tipo e che in ogni modo bisogna il più possibile soddisfare al minor costo possibile”, ha aggiunto.
Borsa: Europa contrastata, Milano +0,1%Fca gira in positivo dopo sanzione ridotta su emissioni in Usa

10 gennaio 201916:47

– Si muovono a due velocità le Borse europee con gli indici Usa in territorio negativo, nonostante il calo delle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione.
Parigi cede lo 0,5%, Francoforte lo 0,1% mentre Milano (+0,2%), Londra (+0,15%) e Madrid (+0,1%) si muovono in territorio positivo. In Piazza Affari soffre A2a (-4%), oggetto di un declassamento a ‘neutral’ da parte degli analisti di Intermonte, mentre la Juventus (+3,77%) è in testa al paniere di riferimento dopo un congelamento per eccesso di rialzo, per effetto del riposizionamento dei grandi fondi dopo il recente ingresso tra le blue chips insieme ad Amplifon (-2,49%). Prese di beneficio sugli automobilistici Ferrari (-0,64%), Bmw (-0,6%) e Renault (-0,55%), mentre Fca (+0,41%) gira in positivo dopo aver chiuso il contenzioso negli Usa sulle emissioni di alcuni motori diesel pagando una sanzione ridotta a 305 milioni.
Relatori, modifica a Ires no profitEsame provvedimento slitta a martedì prossimo, 15 gennaio

10 gennaio 201916:51

– Nel fascicolo di 970 emendamenti e 17 ordini del giorno depositati per il dl Semplificazioni nelle commissioni Affari Costituzionali e Lavori Pubblici del Senato c’è un emendamento della maggioranza sul taglio dell’Ires al non profit (enti del terzo settore). Lo confermano i due relatori, Mauro Coltorti (M5S) e Daisy Pirovano (Lega) al termine dell’ufficio di presidenza che ha deciso di sconvocare la seduta delle commissioni di domani e di rinviare i lavori sul provvedimento direttamente a martedì prossimo 15 gennaio (il giorno in cui il testo sarebbe dovuto arrivare già in Aula).

Fca:accordo su diesel, multa 305 mln dlrIntesa con Dipartimento Giustizia

NEW YORK10 gennaio 201916:46

– Fca paghera’ una sanzione civile da 305 milioni di dollari nell’ambito dell’accordo con il Dipartimento di Giustizia per le emissioni diesel. E’ quanto si legge nell’intesa depositata dalle autorita’ americane.

Tav: Lega in piazza per il sìMai avuto dubbi, va realizzata

TORINO10 gennaio 201917:14

La Lega sarà in piazza, sabato prossimo a Torino, partecipando al flash mob per il Sì alla Tav.
Lo conferma Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera. “Siamo pronti a sostenere con forza le ragioni dei Sì Tav – spiega – anche sabato in piazza Castello, a fronte della dichiarata scelta di apoliticità del comitato promotore della manifestazione. La Lega non ha mai avuto dubbi – dice Molinari – la Tav va realizzata: è una risorsa preziosa per lo sviluppo strategico dell’economia piemontese, e di tutto il Paese”.

Luxochain combatte contraffazioneArriva il ‘gemello digitale’ dei prodotti made in Italy

10 gennaio 201917:05

– Garantire l’autenticità dei prodotti del lusso contro la contraffazione e a tutela del Made in Italy. E’ l’obiettivo di Luxochain, società di Lugano, che ha sviluppato una tecnologia che utilizza la blockchain con un passaporto digitale che identifica in modo univoco un bene dell’alto di gamma, attestando la sua originalità. Ogni prodotto, che sia una borsa o un vino, avrà un suo “gemello digitale” registrato a vita sulla blockchain, quindi non modificabile. Inoltre, attraverso un’applicazione su smartphone, ognuno potrà sapere se il prodotto è autentico o rubato, conoscere la sua storia e cederlo in modo sicuro. “Con Luxochain vogliamo affrontare la problematica dei prodotti contraffatti che invadono sempre di più i nostri mercati” Natale Consonni, che ha fondato l’azienda insieme ad altri imprenditori italiani.
“La nostra ambizione è di diventare la più importante realtà industriale nell’anticontraffazione dei beni di lusso”, aggiunge l’altro fondatore e Ceo, Davide Baldi.         [print-me title=”STAMPA”]

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DI MERCOLEDì 19 DICEMBRE 2018

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Spread in calo a 257 punti
Rendimento al 2,84%

19 dicembre 2018 11:23

– A metà mattina lo spread fra Btp e Bund è in ulteriore lieve calo a 257 punti. Il rendimento del decennale è al 2,84%.
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Borsa: Europa guarda Fed, Milano +1,6%Intesa e Ubi guidano rialzi. Soffre Stm, in luce Trevi

19 dicembre 201812:26

– L’accordo del’Italia sulla manovra con la Ue spinge Piazza Affari (+1,65%) la migliore tra le Borse europee, nel complesso ben intonate (Londra +0,78%, Francoforte +0,51%) in attesa della decisione sui tassi della Fed ma soprattutto delle indicazioni del suo presidente Jerome Powell su una possibile pausa nei ritocchi all’insù nel 2019. Lo spread in calo, ora a 256 punti, spinge a Milano soprattutto le banche con in testa Intesa (+4,03%), Ubi (+4,01%) e Unicredit (+3,46%).
In fondo al listino principale restano invece Azimut (-1,83%), all’indomani dello scivolone provocato dall’uscita dell’a.d, e Stm (-1,4%), penalizzata come altri titoli del settore dalla revisione al ribasso della guidance per il trimestre di Micron Technology. Fuori dal Ftse Mib in luce Trevi (+6,8%) sulle ipotesi, a ridosso del Cda, che Fsi Investimenti e Polaris Capital sottoscriverebbero una fetta importante dell’aumento di capitale da 130 milioni.
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Ucina, il Salone nautico apre il 19/9Nell’edizione 2018 quasi 175 mila visitatori, crescita del 16%

19 dicembre 201813:03

– Il Salone Nautico Internazionale si terrà a Genova dal 19 al 24 settembre 2019. Sono le date della cinquantanovesima edizione della rassegna, annunciate questa mattina dall’Assemblea dei Soci Ucina Confindustria Nautica, che è riunita a Roma.
L’edizione 2018 del Salone Nautico si è conclusa con 174.610 visitatori, il 16% in più rispetto al 2017, di cui oltre 57.000 stranieri, 951 brand esposti su oltre 200.000 mq tra spazi a terra e in acqua. Sessantadue sono state le nuove partecipazioni, il 58% delle quali dall’estero. Gli operatori e i giornalisti esteri che hanno partecipato alla missione organizzata da Ice Agenzia e Ucina sono stati 150, provenienti da 27 Paesi.
“Oltre il 78% dei nostri espositori è soddisfatto del posizionamento della manifestazione”, ha dichiarato il direttore Commerciale del Salone Nautico, Alessandro Campagna, citando i risultati di un’indagine realizzata da GRS Research and Strategy che mostra il 96,7% degli espositori confermare il proprio interesse per l’edizione 2019.
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Borsa Milano +2%, migliore in EuropaIn Piazza Affari bene banche, spread poco sopra quota 250

19 dicembre 201813:40

– Aumenta ancora la spinta al rialzo Piazza Affari dopo l’accordo con l’Ue sulla manovra: Milano con l’indice Ftse Mib sale del 2%, facendo meglio di tutte le Borse europee con Madrid e Londra che crescono circa un punto percentuale, Francoforte dello 0,7% e Parigi dello 0,6%.
In Piazza Affari, sostenuta anche dalla forte riduzione della tensione sui titoli di Stato italiani con lo spread rispetto alla Germania poco sopra quota 250, bene soprattutto le banche con Banco Bpm, Ubi e Intesa in aumento di oltre il 4%.

Borsa: Wall Street apre deboleS&P 500 sale dello 0,07%

NEW YORK19 dicembre 201815:38

– Apertura debole per Wall Street in attesa della Fed. Il Dow Jones sale dello 0,15% a 23.707,57 punti, il Nasdaq perde lo 0,08% a 6.778,37 punti mentre lo S&P 500 avanza dello 0,07% a 2.548,25 punti.
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S&P taglia stime Pil Italia, 2019 a +0,7%Da +1,1% previsto a ottobre. Disoccupazione in discesa

NEW YORK19 dicembre 201816:26

Standard & Poor’s rivede al ribasso le stime di crescita per l’Italia. Il pil dovrebbe crescere quest’anno dell’1% e il prossimo dello 0,7%, meno quindi dell’1,1% previsto lo scorso 26 ottobre. E’ quanto emerge dallo ‘European Economic Snapshots’ pubblicato dalla società di rating, che prevede un progressivo calo del tasso di disoccupazione, dall’11,3% del 2017 al 10,5% del 2018 al 10,2% del 2019. Per il 2020 e il 2021, S&P stima un pil in crescita rispettivamente dello 0,9% e dello 0,8%.”Prevediamo una crescita dell’1% per il 2018 e dello 0,7% per il 2019. Condizioni finanziarie piu’ stringenti per il governo si rifletteranno probabilmente in costi di finanziamento piu’ alti per i consumatori e le aziende. Ci attendiamo che gli investimenti decelerino e che rallenti” il processo di “riduzione dell’elevato livello di non performing loan”, afferma Standard & Poor’s. “Il contesto esterno offre poco sostegno alla crescita, fra il rallentamento economico globale e le incertezze legate alle dispute commerciali” mette in evidenza Standard & Poor’s.
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Natale e Capodanno, 16.6 mln in viaggioFederalberghi, giro di affari complessivo 11,6 miliardi +17.6%

9 dicembre 201816:48

– Nelle feste tra Natale e Capodanno si muoveranno complessivamente circa 16 milioni e 654 mila italiani (+8,9% rispetto al 2017), trascorrendo fuori casa in media 3,8 notti. Di questi, il 36,4% coglierà l’occasione per fare una vacanza “lunga”, che comprenda Natale e Capodanno. Lo rileva Federalberghi. Nel periodo natalizio resterà in Italia l’88% dei viaggiatori (il 12% sarà all’estero). A Capodanno il 72% degli italiani resterà nel Belpaese (28% all’estero). Il giro di affari complessivo raggiungerà gli 11,6 miliardi di euro (+17,6% rispetto al 2017).
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Borsa Milano chiude in rialzo, +1,59%Indice principali titoli di Piazza Affari a 18.941 punti

MILANO19 dicembre 201817:37

– Seduta positiva per la Borsa di Milano: l’indice Ftse Mib ha chiuso in aumento dell’1,59% a 18.941 punti.
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Borsa Europa chiude bene, Londra +0,9%Più caute Parigi e Francoforte

19 dicembre 201817:58

– Mercati azionari del Vecchio continente tutti in rialzo: Londra ha chiuso in aumento dello 0,96%, Parigi dello 0,49% e Francoforte dello 0,24%.
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Spread Btp chiude in netto calo a 253Dopo accordo con Ue su manovra, tasso al 2,76%

19 dicembre 201818:10

– Lo spread tra Btp e Bund chiude in netto calo a 253 punti base dai 269 punti della chiusura di ieri, dopo l’accordo con l’Ue sulla manovra di bilancio. Il rendimento del decennale italiano scende al 2,76%.
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Borsa Milano migliore Europa, vola Tod’sStrappo al rialzo anche per Carige e Ovs, debole Mediolanum

19 dicembre 201818:11

– Piazza Affari festeggia l’accordo sulla manovra fra Italia e Ue e conclude come migliore Borsa europea della seduta: l’indice Ftse Mib ha chiuso in aumento dell’1,59% a 18.941 punti, l’Ftse All share in rialzo dell’1,56% a quota 20.747.
Tra i titoli principali, il più forte è Brembo, salito del 3,9%, seguito da Saipem (+3,7%) e Ferrari (+3,3%). Sul taglio della tensione sui titoli di Stato italiani bene le banche anche se hanno chiuso al di sotto dei massimi di giornata: Banco Bpm e Unicredit +2,6%, Intesa +1,7%, mentre Mediolanum ha ceduto l’1,3% dopo l’accordo con il Fisco sulla controllata irlandese e la comunicazione dei requisiti di capitale. Debole anche Azimut (-0,9%) e Tim (-0,6% finale), mentre nel paniere a minore capitalizzazione spicca la corsa della sempre volatile Carige (+30% a 0,0017 euro), Ovs (+22%) e Tod’s, salita del 9% dopo che Diego Della Valle ha conferito mandato per l’acquisto di un massimo del 5%. Ancora bene Piaggio (+6%) sugli eco incentivi e la debuttante Techedge (+6%).
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Benetti, varato FB277Si chiama FB277, è lungo 107 metri, realizzato a Livorno

19 dicembre 201818:23

– Benetti entra nel settore dei giga, gli yacht superiori agli 80 metri. E’ stato varato oggi con successo “FB277”, uno yacht di 107 metri, il più grande mai costruito in Italia da un cantiere navale privato. Scafo in acciaio, sovrastruttura in alluminio, è dotato di piscina, pianoforte a coda, Spa con hammam, sala massaggi con palestra e eliporto touch and go. La sua larghezza massima è 15,2 metri per una stazza lorda di 3.300 tonnellate. Franco Fusignani, CEO di Benetti, ha dichiarato: “Siamo entusiasti di assistere al battesimo dell’acqua di questo giga yacht, il primo dei tre oggi in costruzione, in contemporanea, a Livorno. Con questo varo, Benetti compie il primo determinante passo per rafforzare il brand nel settore dei giga yacht. Ad oggi, Benetti è l’unico cantiere navale privato in Italia, e uno dei pochi in tutto il mondo, ad avere le capacità per costruire oltre 80 metri.
Ringraziamo la città di Livorno per il suo aiuto nel raggiungimento di questo risultato”.       [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 10:55 ALLE 23:30

DI GIOVEDì 13 DICEMBRE 2018

SOMMARIO

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Bce finisce il Qe, dal 2019 stop agli acquisti. Tassi fermi fino a estate 2019
Reinvestimenti bond a lungo dopo che i tassi saranno risaliti

Nautica, Italia si conferma 1/a al mondoTre marchi italiani al vertice del Global Order Book 2019

Lavoro: 320 mila posti a dicembreExcelsior-Unioncamere, per 28 posti su 100 ricerca difficile

Natale: Astoi, Maldive e Mar Rosso starPer il secondo anno aumento a doppia cifra delle prenotazioni

Salini crolla in Borsa per caso PanamaArbitrato impone a Consorzio rimborso 848 mln a autorità Canale

Bce: tassi fermi a 0% fino a estate 2019Confermata fine Qe a dicembre, da gennaio stop acquisti Bond

Bce lima stima Pil Eurozona, 2018 +1,9%Rivede al ribasso stima inflazione 2019 a 1,6% da 1,7%

Borsa: Milano +1%, corrono le bancheSpread in calo a 261 punti con la trattativa sulla manovra

Borsa: Europa immobile dopo DraghiSpread risale a 264 punti, bene Unicredit, stop Salini Impregilo

Borsa: Wall Street apre positivaS&P 500 sale dello 0,41%

Borsa: Europa resiste, Milano +0,7%Spread risale a 270 punti, bene Unicredit, stop Saipem e Salini

Borsa:Europa riduce rialzo, Milano +0,5%New York contrastata, Spread ritrova quota 266 punti

Borsa: Milano chiude in rialzo (+0,54%)Indice Ftse Mib a quota 19.048 punti

Borsa:Europa chiude in calo,Parigi -0,2%Deboli anche Francoforte e Londra

Tria a Bruxelles fino a fine negoziatoStiamo discutendo nostra proposta

Borsa: spread salva Milano, tonfo SaipemSalini Impregilo sconta rimborso Panama, Ovs su nuovi minimi

Spread Btp-Bund chiude a 267 punti baseMinimi da settembre, tasso al 2,95%

Terzo Valico va avanti, ma non com’èCompletata analisi costi-benefici

Autostrade: ok ricorso contro dl GenovaAutorizzato dal cda, non rallenterà attività avviate

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 “I rischi per le prospettive (economiche dell’Eurozona, ndr) possono ancora essere considerati ampiamente bilanciati, ma il punto di equilibrio si sta muovendo verso il basso”, ha sottolineato Draghi, citando fra i fattori di rischio il protezionismo, gli senari geopolitici, i Paesi emergenti e la vulnerabilità dei mercati finanziari.
La Bce, ha detto ancora Draghi, reinvestirà i bond che ha in portafoglio che arrivano a scadenza con titoli della stessa “giurisdizione” e il portafoglio sarà aggiustato per riallinearlo alla quota di ciascun Paese nel capitale della Bce”. Parole che sembrano indicare un aggiustamento graduale. Per l’Italia, la quota nel capitale è stata appena abbassata di circa mezzo punto percentuale.
“Il Quantitative easing è ormai parte integrante del cassetto degli attrezzi permanenti della Bce”, ha detto ancora Draghi, sottolineando che “è stata molto importante la sentenze della Corte europea di Giustizia” che ha legittimato il Qe. “La Bce ora è nel complesso come qualsiasi altra Banca Centrale”, ha spiegato Draghi.
L’ADDIO AL QE – La Banca centrale europea porterà a zero, a partire dal primo gennaio, gli acquisti netti di bond. Finisce l’espansione di bilancio attraverso il quantitative easing, anche se la Bce continuerà a reinvestire i titoli in portafoglio ancora a lungo dopo che saranno risaliti i tassi.
I tassi di interesse rimarranno fermi fino all’estate del 2019. In una nota diffusa al termine della riunione di politica monetaria, in cui si è deciso di lasciare i tassi invariati, l’Eurotower ribadisce che i tassi di interesse si manterranno “su livelli pari a quelli attuali almeno fino all’estate del 2019 e in ogni caso finché sarà necessario per assicurare che l’inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine”
Riviste al ribasso le stime di crescita del 2018 per l’Eurozona all’1,9% dal 2% della stima precedente. Per il 2019 la proiezione sul tasso di crescita è stato limato a 1,7% da 1,8% mentre è confermata a +1,7% la stima per il 2020. Per il 2021 la Bce si attende una crescita dell’1,5%.

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L’industria nautica italiana si conferma prima al mondo. Lo certifica il Global Order Book 2019 della rivista Boat International, considerata la “bibbia” della nautica mondiale. Nella classifica dei primi 20 costruttori al mondo per barche sopra ai 24 metri, i primi tre marchi anche quest’anno sono italiani: Azimut/Benetti, FerrettiGroup, Sanlorenzo. E figurano in classifica altri cinque: Overmarine (13/o),Palumbo (14/o), Baglietto(15/o), Italian Sea Group (17/o) e Cantiere delle Marche (19/o). Con 97 progetti e 3.526 metri di barche in costruzione Azimut/Benetti si conferma il primo al mondo, Ferretti il secondo (91 progetti e 2.952 metri), Sanlorenzo il terzo (77 progetti per 2.635 metri). “E’ un risultato importante che ci sprona nella volontà di proseguire nella strada intrapresa”, ha detto Giovanna Vitelli, vicepresidente Azimut/Benetti. “Il Global Order Book 2019 è una lettura piacevole e gratificante – ha commentato Alberto Galassi, ad di Ferretti – l’Italia domina ancora una volta la classifica”.
– Effetto feste sull’occupazione. A dicembre è prevista la ricerca di 320 mila posizioni lavorative ma oltre un terzo saranno rese disponibili dalle imprese della filiera del turismo e da quelle del commercio. Complessivamente, i contratti previsti entro febbraio 2019 si attesteranno a circa 1,1 milioni. La difficoltà di reperimento si colloca al 28% delle entrate previste, 6 punti percentuali in più rispetto a dicembre 2017. Sono alcune delle indicazioni che emergono dai programmi occupazionali delle imprese dell’industria e dei servizi, monitorate dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal.
A dicembre prosegue la decelerazione, avviatasi dal mese di ottobre, sia del numero di imprese che prevedono assunzioni (che scendono a 158.200, pari all’11,6% del totale imprese dal 12,9% di novembre) sia del numero di entrate messe in conto (319.320, con un tasso di entrata del 2,7% dal 2,9% di novembre)

– All’Oceano Indiano e al Mar Rosso il palmares delle preferenze, un aumento a doppia cifra delle prenotazioni per il secondo anno consecutivo, tante partenze anche a Natale, la settimana bianca che non è più fai da te e un vero boom di richieste per vacanze esperienziali. Sono i dati più importanti che emergono dall’Osservatorio Astoi Confindustria Viaggi sulle vacanze di Natale e Capodanno.
Il trend delle prenotazioni continua a essere molto positivo con incrementi a doppia cifra e una crescita media pari a circa +14%. E’ in crescita la percentuale di coloro che scelgono di trascorrere il Natale lontano dalla famiglia, anche se i grandi numeri si riferiscono alle partenze dal 26 in poi. “L’inverno vede buoni riempimenti, dai soggiorni balneari nell’Oceano Indiano o in Africa (Kenya e Zanzibar), alle settimane bianche nelle montagne italiane, dai viaggi in Oriente ai tour in Europa, dalle crociere sul Nilo a quelle che iniziano dai Caraibi” spiega il presidente di Astoi Nardo Filippetti.
– Giornata nera a Piazza Affari per Impregilo, il cui titolo è stato congelato per eccesso di ribasso ed è arrivato a cedere fino al 13%. A pesare sulla quotazione è la decisione del tribunale arbitrale di Miami, che ha ordinato al consorzio impegnato nel raddoppio del canale di Panama un rimborso da 848 milioni di dollari all’autorità del canale. Il consorzio è guidato da Sacyr, che perde il 13% sulla Borsa di Madrid, e da Salini.
Sempre stamani Salini ha annunciato il closing della vendita della divisione ‘Plants & Pavings’ della controllata Lane negli Stati Uniti ad Eurovia Sas, del Gruppo Vinci, per un corrispettivo cash di 555 milioni. Il mercato poi attende le mosse del general contractor su Astaldi, dopo che nei giorni scorsi ha presentato la sua manifestazione di interesse per il gruppo finito in concordato, aprendo anche a possibili partner.
– La Banca Centrale Europea ha lasciato i tassi d’interesse invariati: il tasso principale resta fermo allo 0%, quello sui prestiti marginali allo 0,25% e quello sui depositi a -0,40%. La decisione è in linea con le attese del mercato. Francoforte ha anche confermato la fine del Qe a dicembre e che i tassi di interesse rimarranno “sui livelli attuali almeno fino all’estate del 2019 e in ogni caso finché sarà necessario per assicurare che l’inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine”. Con lo stop del Qe, dunque, l’Eurotower porterà a zero, a partire dal primo gennaio, gli acquisti netti di bond, mettendo fine all’espansione di bilancio attraverso il quantitative easing, anche se la Bce continuerà a reinvestire i titoli in portafoglio ancora a lungo dopo che saranno risaliti i tassi.
– La Banca centrale europea ha rivisto al ribasso le stime di crescita del 2018 per l’Eurozona all’1,9% dal 2% della stima precedente. Per il 2019 la proiezione sul tasso di crescita è stato limato a 1,7% da 1,8% mentre è confermata a +1,7% la stima per il 2020. Per il 2021 la Bce si attende una crescita dell’1,5%. Francoforte ha poi limato le stime sull’inflazione dell’Eurozona per il 2019 all’1,6% dall’1,7% precedente e vede al rialzo quella per il 2018 all’1,8% dall’1,7%. Nel 2020 si prevede un tasso d’inflazione all’1,7% e nel 2021 all’1,8%.
– Piazza Affari si conferma positiva in vista dell’avvio di Wall Street (Ftse Mib +1%), spinta dalle banche, che brindano il calo dello spread tra Btp e Bund a 261,8 punti, sulla scia della trattativa tra il Governo e l’Ue sulla manovra. Corrono Unicredit (+2,8%), Mediolanum (+2%), Intesa (+1,74%) e Ubi (+1,46%), a differenza di Poste (+0,09%), Banco Bpm (-0,09%) ed Mps (-0,13%). Stop per eccesso di ribasso per Salini Impregilo (-16%) teorico), condannata dal Tribunale Internazionale di Miami insieme a Sacyr (-17% a Madrid) a rimborsare 848 milioni di dollari all’Autorità del Canale di Panama per il raddoppio dell’Opera. Positive Fca (+0,95%) e Atlantia (+0,58%), deboli invece Mediaset (-0,35%), Leonardo (-0,82%), Ferragamo (-1,29%) e Saipem (-3,3%), penalizzata insieme ad Eni (-0,42%) dal calo del greggio sotto quota 52 dollari al barile. Stop al ribasso per Ovs (-27%) dopo i conti trimestrali.
– Non si muovono le principali borse europee dopo le parole del presidente della Bce Mario Draghi che, dopo il taglio alle stime sul Pil dell’Eurozona ha parlato di riflessioni in senso alla Banca Centrale su possibili nuove aste di liquidità. Milano (Ftse Mib +0,8%) lima il rialzo dietro a Madrid (+1%). Deboli Londra (-0,22%) e Parigi (-0,13%), poco mossa Francoforte (+0,13%). Tra i titoli in evidenza si segnala il colosso dei viaggi Tui (5,44%) insieme ai bancari italiani Unicredit (+2,61%) e Intesa (+1,79%), con lo spread in rialzo a 264 punti. Scivolone di Metro (-9,12%) dopo le previsioni sulle vendite nei prossimi 4-6 mesi, sospese al ribasso Ovs (-27%) dopo la trimestrale e Salini Impregilo (-20%), condannata insieme a Sacyr (-16,88% a Madrid) a restituire 848 milioni di dollari all’Autorità del Canale di Panama per i costi del raddoppio.
– NEW YORK

– Apertura in territorio positivo per Wall Street. Il Dow Jones sale dello 0,29% a 24.608,80 punti, il Nasdaq avanza dello 0,51% a 7.134,48 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,41% a 2.661,94 punti.
– Si mantengono in territorio positivo le principali borse europee ad eccezione di Londra e Parigi (-0,1% entrambe) dopo l’avvio degli scambi a Wall Street.
Madrid (+1,2%) è la migliore seguita da Milano (+0,65%) e Francoforte (+0,2%). Il rialzo a 270 punti base del differenziale tra Btp e Bund tedeschi non ferma la corsa di Unicredit (+2%) e Intesa (+1,29%). Il calo del greggio pesa invece su Saipem, congelata al ribasso con un calo teorico del 5%. Sotto pressione anche le rivali Sbm (-3,52%), Subsea (-3,24%) e Aker Bp (-3,08%), attive nell’ingegneria petrolifera.
In calo anche i produttori Tullow (-2,8%) e Bp (-1,36%), più caute invece Shell ed Eni (-0,4% entrambe). Stop al ribasso anche per Salini Impregilo (-28,7% teorico) per la vicenda Panama, che colpisce anche Sacyr (-14,87% a Madrid). Stop anche per Stefanel (-6,43% teorico), che ha presentato la domanda di concordato, ed Ovs (-30% teorico) dopo i risultati trimestrali.

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Riducono il rialzo le Borse europee nel finale, con Madrid (+1%) e Milano (+0,5%) seguite da Francoforte e Londra (+0,06% entrambe) e Parigi (-0,2%).
Contrastati gli indici Usa, con il Dow Jones in lieve rialzo (+0,16%) e il Nasdaq in territorio negativo (-0,28%), mentre lo spread tra Btp e Bund tedeschi ridiscende a quota 266 punti, a parziale beneficio di Unicredit (+1,7%) e Intesa (+0,8%), che rallentano il passo. Il calo del greggio pesa invece su Saipem (-4,32% dopo un congelamento al ribasso) e sui rivali dell’ingegneria petrolifera Sbm (-3,22%), Subsea (-2,75%) e Aker Bp (-2,84%). Giù anche Tullow (-3,12%), più cauti invece gli altri produttori come Bp (-0,83%), Shell (-0,15%) ed Eni (-0,18%). Riammessa agli scambi Salini Impregilo (-21,9%) dopo un lungo congelamento per la vicenda Panama, che coinvolge anche Sacyr (-14,2% a Madrid). Rientra Stefanel (-6,8%), dopo la domanda di nuovo concordato, ancora congelata Ovs (-35% teorico) dopo i risultati trimestrali.
– MILANO

– Chiusura positiva per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,54% a 19.048 punti.
– Chiusura in calo per le principali borse europee. Parigi ha ceduto lo 0,26% a 4.896 punti, Francoforte lo 0,04% a 10.924 punti e Londra lo 0,04% a 6.877 punti.
– BRUXELLES

– Il ministro dell’economia Giovanni Tria, a quanto si apprende, resterà a Bruxelles fino alla fine del negoziato con la Commissione europea. “Stiamo discutendo sulla nostra proposta”, ha risposto Tria a chi gli chiedeva come stesse andando la trattativa con l’Ue. Il ministro ha poi detto che domani avrà altri incontri “finché non si arriverà ad un accordo”.
Piazza Affari (Ftse Mib +0,54% a 19.048 punti) si è salvata, tra scambi per 2,14 miliardi di euro di controvalore, insieme a Madrid, evitando il calo delle altre Borse europee e del Nasdaq di New York. Complice il ribasso dello spread tra Btp e Bund a 265,5 punti, per effetto delle trattative tra Governo e Ue sulla manovra. Ne hanno tratto vantaggio i bancari Unicredit (+1,24%) e Intesa (+0,94%), mentre le vendite si sono riversate su Saipem (-4,59%), insieme a tutto il comparto dell’ingegneria petrolifera in Europa con il greggio sui minimi intorno a 52 dollari al barile. Poco mossa invece Eni (+0,18%), che ha chiuso in lieve rialzo. Sotto pressione Salini Impregilo (-19,79%), che insieme alla spagnola Sacyr (-15,24%) dovrà rimborsare 848 milioni di dollari all’Autorità per il Canale di Panama.
– Lo spread tra il Btp e il Bund chiude in calo a 267 punti base dai 272 della chiusura di ieri, sui minimi di fine settembre. Il tasso sul titolo decennale del Tesoro è al 2,95%.

“Il Terzo Valico non può che andare avanti. Ma farlo andare avanti non significa condurlo a termine così com’è, bensì rendere l’opera efficiente rispetto agli scopi”. Lo annuncia il ministro delle infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli rendendo noto su Facebook l’esito dell’analisi costi-benefici sull’opera, che verrà a breve pubblicata integralmente: il costo dell’opera a finire “supererebbe i benefici per 1 miliardo e 576 milioni”, ma “il totale dei costi del recesso ammonterebbe a circa 1,2 mld di soldi pubblici”.
Il Consiglio di Amministrazione di Autostrade per l’Italia, “tenuto conto dei pareri dei legali che assistono la società, ha autorizzato la presentazione del ricorso avverso il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri di nomina del Commissario straordinario per la ricostruzione e di alcuni decreti emessi dal Commissario stesso”. Lo si legge in una nota. Nel ricorso Autostrade indicherà di “non avere intenzione di determinare in alcun modo ritardi o ostacoli alla ricostruzione” del ponte e quindi “il ricorso non conterrà istanza di sospensiva”. Nel corso del cda, inoltre, “alla luce della nuova dimensione e complessità raggiunta dal Gruppo Atlantia” dopo l’operazione Abertis, il presidente Fabio Cerchiai ha anticipato l’intendimento di formalizzare le proprie dimissioni dal Consiglio e dalla carica una volta concluso il processo di individuazione del suo sostituto. L’a.d. Giovanni Castellucci “aveva già espresso pubblicamente la sua intenzione” di rinunciare alla carica.      [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 10:39 DI VENERDì 26 OTTOBRE 2018

ALLE 04:42 DI SABATO 27 OTTOBRE 2018

SOMMARIO

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Spread Btp-Bund sale a 315
Rendimento al 3,51%

Benetton:Gilberto in duomo con ex basketPer la politica presenti Governatore Zaia e sindaco Treviso

Ponte 1 novembre: oltre 7 mln in viaggioPredilette città arte 28% e montagna 27,6%. Giro affari 2,38 mld

Inail, in 9 mesi +8,5% infortuni mortaliTra gennaio e settembre presentate 469.008 denunce (-0,5%)

Draghi lancia l’allarme-spread, l’Italia abbassi i toniRischi per banche, imprese, famiglie; Italia apre nuovo fronte con Eurotower

Borsa Milano cede il 2%, giù le bancheSpread a 317. Piazze Europa sotto pressione, Parigi cede il 2,5%

Spread Btp-Bund sale a 318 in attesa S&PRendimento al 3,53%

Borsa:Milano migliora con Pil Usa(-1,1%)Unicredit perde meno dell’1%, spread giù a 308

Torna l’ora solare: lancette indietro nella notte tra sabato e domenicaTerna, in 7 mesi risparmiati 554 mln kWh e 111 milioni di euro

Borsa: Europa riduce calo,ma futures giùParigi in coda con scivolone Valeo (20%) dopo conti trimestre

Petrolio in calo a Ny a 66,7 dollariQuotazioni perdono lo 0,94%

Borsa: Europa torna giù con Wall StreetSpread stabile a 308 punti, effetto conti su Valeo e Viscofan

La ricchezza dei Paperoni è a 8.900 miliardiRapporto Ubs-Pwc, boom miliardari cinesi in 12 anni da 16 a 373

Uggè è Cavaliere di Gran CroceIl riconoscimento da parte del Presidente della Repubblica

Borsa:Europa giù nel finale,Milano -1,9%Effetto Amazon. Parigi, Francoforte e Londra cedono oltre il 2%

Cosa sono le agenzie di rating. Ecco le più temute S&P, Moody’s e Fitch, ora anche Dagong e Dbrs

Borsa: Milano chiude in calo (-0,7%)Indice Ftse Mib a quota 18.683 punti

Borsa:Europa chiude in calo,Parigi -1,2%Deboli anche Francoforte (-0,94%) e Londra (-1,4%)

Spread Btp-Bund chiude stabile a 309Rendimento al 3,44%

Borsa:Milano chiude a -0,7%, banche giùEni in controtendenza con trimestrale, occhi su Pirelli

In 10 anni Piazza Affari riduce valoreRicerca centro studi Mediobanca, segmento Star il più redditizio

Petrolio: chiude in rialzo a 67,5 dlrQuotazioni salgono dello 0,35%

S&P conferma rating Italia BBB, outlook rivisto al negativo”Il piano economico del governo – sostiene l’agenzia – rischia di indebolire la performance di crescita dell’Italia”, rappresenta una “inversione” rispetto al consolidamento di bilancio e “in parte torna indietro sulla precedente riforma delle pensioni”

S&P conferma rating, ecco le pagelle dell’ItaliaDecisione arriva dopo il declassamento deciso da Moody’s

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L’ARTICOLO

Lo spread Btp-bund sale a 315 punti base dai 309 di ieri. Il rendimento del titolo decennale italiano è pari al 3,51%: a questi livelli, il differenziale di rendimento fra la Grecia e l’Italia si è assottigliato fino a 63 punti base stamani, il livello più basso dall’ottobre 2009.
– TREVISO

– In un duomo di Treviso gremito di gente è giunta la bara, in legno chiaro, di Gilberto Benetton portata dagli ex giocatori della squadra di basket. A celebrare il rito don Adelino Bonuzzi, che proprio qualche mese fa aveva celebrato il rito per il fratello Carlo. Presenti tutti i famiglia dai fratelli ai nipoti, i massimi esponenti della finanza locale mentre per il Gruppo Benetton i manager Marco Patuano e Giovanni Castellucci, e Fabio Cerchiai. Assente la politica nazionale, presenti invece il Governatore Luca Zaia e il sindaco di Treviso Mario Conte.
– Saranno 7 milioni 304 mila gli italiani in viaggio per il Ponte del 1 novembre, con un lieve incremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Lo rileva Federalberghi. Ognuno spenderà mediamente 326 euro fra trasporto, vitto, alloggio e divertimenti, con un giro di affari complessivo di 2,38 miliardi di euro. La grandissima maggioranza trascorrerà la propria vacanza restando in Italia (88%): predilette le città d’arte (28%), la montagna (27,6%) e il mare (17,1%). Buone performance anche per laghi (4,5%) e località termali (4,2%).
– Tra gennaio e settembre sono state presentate all’Inail 469.008 denunce di infortunio sul lavoro (-0,5% rispetto allo stesso periodo del 2017), 834 delle quali con esito mortale (+8,5%), mentre le patologie di origine professionale denunciate sono state 44.083 (+1,8%). E’ quanto emerge dagli ‘Open data’ aggiornati oggi sul portale dell’Istituto, secondo cui a livello nazionale, una diminuzione dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati da 401.474 a 398.759 (-0,7%), mentre quelli in itinere, avvenuti cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro, hanno fatto registrare un incremento pari allo 0,3%, da 70.044 a 70.249. In particolare sono diminuiti gli infortuni nella gestione Industria e servizi (dai 375.499 del 2017 ai 373.670 casi del 2018), del 2,4% in Agricoltura (da 25.219 a 24.610) e del -0,1% nel Conto Stato (da 70.800 a 70.728).
L’Italia dello spread sopra 300 monopolizza la conferenza stampa di Mario Draghi, che sotto un fuoco di fila di domande sul futuro del Paese lancia l’allarme: rischiano banche, famiglie e imprese, rischia la crescita. La bacchettata – meglio che Roma “abbassi i toni” sull’euro – con esortazione a un compromesso di buonsenso politico con Bruxelles, innesca una serie di repliche da Roma che rappresentano uno scontro senza precedenti con la Bce.Paolo Savona, ministro agli Affari europei, replica che “non c’è alcun dubbio” che il governo rimanderà la manovra “tale e quale” a Bruxelles. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini dice “anch’io sono per un accordo, ma sulle nostre posizioni” mentre il vicepremier Luigi Di Maio replica agli “strali” da Francoforte che “il problema dello spread non è legato alla manovra ma alla paura dei mercati che il Paese possa uscire dall’euro”.E un gruppo di senatori M5s risponde che “se i mercati stanno prezzando la possibile uscita dall’euro è perché ogni giorno da parte dei commissari europei e, ci duole dirlo, anche del governatore della Bce, arrivano attacchi all’Italia”. A Francoforte quella che doveva essere la conferenza stampa sull’addio al ‘Qe’ (gli acquisti di titoli pubblici) della Bce si trasforma in un dibattito con al centro l’Italia, che ruba la scena come non accadeva dai tempi della Grecia in piena crisi.A rispondere c’è un Draghi che, solitamente molto cauto, non si tira affatto indietro, segno che alla Bce si è accesa la spia rossa. Non tanto per i contenuti della manovra, ma per i segnali di un governo che ha fatto del contenzioso con l’Europa la sua ragione sociale. A più riprese Draghi evoca persino l’ipotesi del salvataggio dell’Italia con il suo ‘bazooka’ varato nel 2012.Sono una decina le domande sull’Italia che piovono su Draghi. “Sono personalmente fiducioso (“non molto fiducioso”, preciserà poi) che un compromesso si possa raggiungere”. Sul come, Draghi si affida alle parole di Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione Ue, presente alla riunione Bce: “dobbiamo applicare le regole di bilancio, ma stiamo anche cercando il dialogo”.Draghi mette in fila quelli che chiama “i fatti”. Uno spread che “sta facendo salire i tassi, anche se ancora moderatamente, che famiglie e imprese devono pagare per prendere in prestito dalle banche”, con un “impatto sul credito, alla fine sulla crescita e su quello stesso spazio di manovra di bilancio”.Non solo. I 380 miliardi di Btp in pancia alle banche “perdendo valore intaccano il capitale, è ovvio”, è il monito di Draghi. Che si sofferma anche sull’ipotesi che la strada imboccata dal governo porti a successivi tagli dei rating fino al ‘junk’, che chiuderebbe alle banche la liquidità ordinaria erogata dalla Bce proprio come successo alla Grecia.Se, poi, fino a pochi giorni fa, Draghi aveva spiegato che dallo spread italiano “non si vedevano segni di contagio”, ora “rispetto all’ultima volta che ne ho parlato, abbiamo osservato un certo aumento dei tassi in alcuni Paesi periferici dell’Eurozona, un aumento non importante, ma c’è”. E dunque “forse ci sono alcune ricadute (dall’instabilità italiana, ndr) ma sono limitate”.Di fronte a questi rischi, al governo italiano – del quale alcuni esponenti evocano una ‘Italexit’ nel caso non sia l’Europa a cambiare se stessa – Draghi consiglia di impegnarsi a far scendere lo spread: “abbassare i toni, non mettere in discussione la cornice esistenziale e costituzionale dell’euro”.E torna a fare muro contro le richieste italiane di ‘protezione’ da parte della Bce. “Finanziare i deficit non è nel nostro mandato”. Il ‘caso Italia’ fa quasi passare in secondo piano la politica monetaria.Ma è chiaro che, per ora almeno, non cambia la tabella di marcia di un addio al Qe da gennaio in poi, con reinvestimenti dei bond che man mano scadono con modalità da decidere a dicembre. Perché i rischi di scenario continuano ad essere “bilanciati” nonostante alla Brexit, al tramonto di una ripresa che dura da anni e alla guerra commerciale si sia aggiunto – lo dice Draghi – il rischio Italia.”Non abbiamo parlato di un’estensione” del Qe al prossimo anno, spiega Draghi. Bisogna considerare che la politica monetaria rimane molto accomodante anche uscendo dal Qe il prossimo anno”.  Anche questa è un’implicita replica a chi, dall’Italia, chiede che la Bce prolunghi il Qe.

– Continuano le vendite in Piazza Affari, con l’indice Ftse Mib in calo del 2% a 18.440 punti. Lo spread è in salita ed è a 317 punti. Anche gli altri listini europei sono in netto calo, con Parigi che perde il 2,5%, Francoforte il 2% e Londra l’1,77%. A Milano, la società più sotto pressione è Saipem, che perde il 6,34%. Segue una serie di titoli del comparto banche: Ubi cede il 3,7, Mediobanca il 3,4%, Banco Bpm il 3,3% e Unicredit il 2%.
– Lo spread Btp-bund sale a 318 punti base dai 309 di ieri. Il rendimento del titolo decennale italiano è pari al 3,53%, in un mercato nervoso in attesa del giudizio sul rating dell’Italia da parte di Standard & Poor’s, atteso per stasera.
– Piazza Affari riduce il calo dopo la diffusione del Pil trimestrale Usa migliore delle stime.
L’indice Ftse Mib cede l’1,1% a 18.726 punti, con Eni (+0,51%) unico tiolo in rialzo, mentre Intesa cede lo 0,85% e Unicredit l’1,31%. Nonostante lo spread in calo a 308 punti restano pesanti Ubi Banca (-3%), Banco Bpm (-2,6%) e, soprattutto, il Carige (-4,35%). Più cauta Mps (-1,46%), mentre continuano le vendite su Saipem (-5,41%). Fuori dal paniere principale prosegue la corsa di Astaldi (+4,9%), mentre frena Tiscali (-7%).
Dopo sette mesi di ora legale, domenica 28 ottobre tornerà l’ora solare: alle ore 3.00 si dovranno spostare un’ora indietro le lancette degli orologi.  L’ora legale sarà di nuovo in vigore dal prossimo 31 marzo 2019.
Secondo le stime preliminari registrate da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, dal 25 marzo 2018, grazie proprio a quell’ora quotidiana di luce in più che ha portato a posticipare l’uso della luce artificiale, l’Italia ha risparmiato complessivamente 554 milioni di kilowattora (quanto il consumo medio annuo di elettricità di circa 205 mila famiglie), un valore corrispondente a minori emissioni di CO2 in atmosfera per 290 mila tonnellate. Considerando che nel periodo di riferimento un kilowattora è costato in media al cliente domestico tipo circa 20 centesimi di euro al lordo delle imposte, il risparmio economico per il sistema relativo al minor consumo elettrico nel periodo di ora legale per il 2018 è pari a circa 111 milioni di euro.Nei mesi di aprile e ottobre, prosegue Terna, si è registrato, come di consueto, il maggior risparmio di energia elettrica. Ciò è dovuto al fatto che questi due mesi hanno giornate più “corte” in termini di luce naturale, rispetto ai mesi dell’intero periodo. Spostando in avanti le lancette di un’ora, quindi, si ritarda l’utilizzo della luce artificiale in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno svolgimento. Nei mesi estivi come luglio e agosto, invece, poiché le giornate sono più lunghe rispetto ad aprile, l’effetto “ritardo” nell’accensione delle lampadine si colloca nelle ore serali, quando le attività lavorative sono per lo più terminate, e fa registrare risultati meno evidenti in termini di risparmio di elettricità. Dal 2004 al 2018, secondo i dati elaborati da Terna, il minor consumo di elettricità per il Paese dovuto all’ora legale è stato complessivamente di circa 9 miliardi e 100 milioni di kilowattora (quantitativo equivalente alla richiesta di energia elettrica annua di una regione come la Sardegna) e ha comportato in termini economici un risparmio per i cittadini di circa 1 miliardo e 545 milioni di euro.
– Riducono il calo le Borse europee dopo il Pil Usa meglio delle stime. mentre i futures su Wall Street segnano il passo. Madrid è la migliore (-0,95%), seguita da Francoforte (-1%) e Milano (-1,3%), con Parigi (-1,57%) in coda, frenata dal tonfo di Valeo (-20%), dopo la trimestrale con conti “peggiori di ciò che temevamo” secodo Citi, mentre SocGen ha tagliato la raccomandazione da ‘comprare’ a ‘tenere’, dimezzandone il prezzo obiettivo a 31 euro. Sotto pressione anche ArcelorMittal, che si è aggiudicata la gara per rilevare Essar Steel in insolvenza. In controtendenza Peugeot (+1,33%), già brillante nella vigilia sulle prospettive per l’intero esercizio. In Piazza Affari salgono invece Stm (+0,66%), Pirelli (+0,13%) ed Eni (+0,15%) e, con lo spread Btp/Bund in calo a 308 punti, Intesa riduce il calo allo 0,8%. Ancora deboli Unicredit (-1,67%), Banco Bpm e Ubi (-2,8% entrambe), insieme a Carige (-4,5%).
– NEW YORK

– Il petrolio in calo a New York, dove le quotazioni perdono lo 0,94% a 66,70 dollari al barile.

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L’ARTICOLO

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L’avvio debole di Wall Street e del Nasdaq a New York spinge all’indietro i listini europei a partire da Milano (-1,5%), che fa meglio solo di Parigi (-1,74%). Più caute Madrid (-1,08%), Francoforte (-1,18%) e Londra (-1,33%). Scivolano Valeo (-20%) dopo i conti con relativa bocciatura da parte degli analisti, il produttore di pellicole Viscofan (-17,86%) dopo l’allarme sui conti, mentre corre la società d’ingegneria francese Altran Technology (+14,56%) dopo la trimestrale migliore delle stime. In Piazza Affari tengono Stm (+0,21%), Pirelli (+0,78%) ed Eni (+0,71%), ma scivolano Saipem (-3,73%) Ubi Banca (-3%), Banco Bpm (-2,63%), Mediobanca (-2,8%), Unicredit (-2%) e Intesa (-1,6%), con lo spread stabile sui 308 punti. Debole Fca (-2,38%) a differenza di Peugeot (+0,8%).
Nel 2017 il patrimonio dei miliardari (in dollari) ha registrato il maggior incremento di sempre, aumentando del 19% fino a 8.900 miliardi di dollari, ripartiti tra 2.158 persone. Lo dice il rapporto Billionaires Insights di Ubs e PwC. E’ cinese il contributo maggiore, con un incremento del patrimonio del 39% a 1.120 miliardi. Dodici anni fa la nazione più popolosa del mondo aveva solo 16 miliardari, oggi ne ha 373, quasi un quinto del totale. In America la crescita della ricchezza (+12% a 3.600 miliardi) è stata più lenta rispetto al tasso globale. I miliardari europei sono 629 (il 29% dei miliardari mondiali) in crescita del 7%, e grazie all’euro forte il loro patrimonio è cresciuto del 17% a 2.500 miliardi. In Italia il club dei ricconi è passato da 42 a 43 membri, con una ricchezza cumulata cresciuta del 12% a 170 miliardi di dollari.
– Al vicepresidente di Confcommercio e di Conftrasporto Paolo Uggè il riconoscimento di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana. La cerimonia è avvenuta oggi nella sede della prefettura di Sondrio, dove Uggè ha ricevuto dalle mani del prefetto Giuseppe Mario Scalia l’onorificenza assegnatagli dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla presenza del sindaco di Teglio, Elio Moretti. Nato a Milano il 4 ottobre del 1947, residente a Teglio (Sondrio), Uggè è iscritto all’Albo dei consulenti del lavoro fin dal 1979. Dal 2000 al 2003 è stato segretario generale di Conftrasporto, attualmente guida la Federazione degli autotrasportatori italiani. E’ stato sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti nel secondo e terzo governo Berlusconi. Da marzo 2010 è vicepresidente di Confcommercio Imprese per l’Italia.
– Borse europee pesanti nel finale, con Parigi in calo del 2,55%, Francoforte del 2,11% e Londra del 2% mentre a New York il Dow Jones cede l’1,95% ed il Nasdaq il 3,38%, con Amazon in calo di oltre l’8% dopo la trimestrale. In Piazza Affari, con lo spread Btp/Bund in risalita a 310 punti, cedono i bancari Ubi (-3,26%), Banco Bpm (-3%), Unicredit (-2,9&%) e Intesa (-2,36%).
Le agenzie di rating sono gli istituti che danno la ‘pagella’ agli enti (aziende, istituzioni ma anche Stati) che emettono strumenti finanziari.L’obiettivo è valutarne la stabilità finanziaria, e di conseguenza la possibilità che quello strumento venga ripagato, per permettere così agli investitori (cioè chiunque compera titoli come bond o azioni) di fare scelte ponderate.Dopo essere stata analizzata la capacità di credito viene classificata su una scala standardizzata, divisa in diversi ‘notch’ o gradini.Le principali agenzie sono le americane Standard & Poor, Moody’s, Fitch, la cinese Dagong e la canadese Dbrs. Le scale di valutazione di solito partono dalla tripla AAA, cioè la massima sicurezza del capitale, e terminano con la D, cioè il default, quando il capitale è dato praticamente per perso. In mezzo alla scala c’è una linea di confine, quella dell’investment grade, sotto cui l’investimento viene giudicato altamente speculativo, e dove per policy la maggior parte dei fondi non speculativi non può investire.In passato la affidabilità del giudizio delle agenzie è stato messo in passato in discussione, come quando a Lehman Brothers venne riconosciuta affidabilità fino a pochi giorni prima del suo fallimento.

– Chiusura in calo ma al di sopra dei minimi di seduta per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,7% a 18.683 punti.
– Chiusura in ribasso per le principali borse europee. Parigi ha ceduto l’1,29% a 4.967 punti, Francoforte lo 0,94% a 11.200 punti e Londra l’1,4% a 6.906 punti.
– ROMA, 26 OTT – Lo spread tra Btp e Bund chiude stabile a 309 punti base, lo stesso livello della chiusura di ieri, in attesa del giudizio di S&P sul merito di credito dell’Italia. A metà giornata il differenziale ha raggiunto un massimo di seduta di 318 punti base per poi scivolare fino al minimo di 307. Il rendimento del decennale del Tesoro è in calo al 3,44%.

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Piazza Affari ha chiuso in rosso, ma nella parte alta della classifica europea, dietro solo a Madrid, sollevandosi nel finale (Ftse Mib -0,7%), tra scambi nella norma per 2,2 miliardi di euro di controvalore. Lo spread in calo a 309 punti, ma sempre sopra la soglia psicologica dei 300, ha penalizzato anche oggi le banche, in vista anche della decisione di S&P sull’Italia, attesa dopo la chiusura di Wall Street. In particolare hanno sofferto Azimut (-3,69%), Fineco (-3,07%), Mediobanca (-2,7%)Ubi (-2,44%)Banco Bpm (-1,94%), Unicredit (-1,4%) e Intesa (-0,79%), che ha tentato una risalita nel finale. In controtendenza Mps (+0,82%), invariata Carige.
Pochi ma significativi i rialzi, con Pirelli (+1,76%) in luce dopo la recente stima degli analisti di Oddo Bhf, che hanno indicato un prezzo obiettivo di 7,2 euro a fronte dei 6,24 della chiusura odierna. Bene Eni (1,07%) dopo la trimestrale, seguita da Stm (+0,83%), Luxottica (+0,22%) e Poste (+0,1%). In calo Mediaset (-2,05%), Tim (-1,18%) ed Fca -1,17%).
– Wall Street si conferma in cima alle 20 Borse internazionali con il Nasdaq che la fa da padrone in termini di performance media annua. Stabile Piazza Affari al 19/o posto con 540 miliardi di euro di capitalizzazione. E’ quanto emerge da una ricerca del Centro Studi di Mediobanca che ha analizzato l’andamento della Borsa Italiana, raffrontandola alle principali piazza finanziarie internazionali. I dati si riferiscono al periodo compreso da fine 2007 ai primi mesi del 2018.
A fine 2007 la Borsa Italiana era 18/a al mondo, con 735 miliardi di euro di capitalizzazione; tra il 1998 e il 2001 occupava una posizione tra l’ottava e la nona. A settembre del 2018 la Borsa Italiana si attesta al 19/o posto con 518 miliardi di euro di capitalizzazione. A Piazza Affari l’investimento più redditizio è quello sul segmento Star. In dieci anni, un investimento di 100 euro ha avuto un rendimento complessivo (dividendi inclusi) pari al 10,5% medio annuo.
– NEW YORK

– Il petrolio chiude in rialzo a New York, dove le quotazioni salgono dello 0,35% a 67,59 dollari al barile.
Rating confermato ma outlook negativo. Il verdetto dell’ agenzia Standard & Poor’s sulla sostenibilità finanziaria del sistema italiano arriva alle dieci di sera e suona come un campanello di allarme, materializzando i timori di un percorso sempre più a ostacoli per il governo italiano alle prese con la presentazione della legge di bilancio.”Il piano economico del governo – fa sapere S&P – rischia di indebolire la performance di crescita dell’Italia”. Nel mirino anche la riforma delle pensioni, che rappresenta “una minaccia ai conti pubblici”. Per ora però il declassamento non c’è, mantenendo l’Italia a due lunghezze di distanza dal livello ‘spazzatura’ (BBB).Il nuovo test è atteso per lunedì, alla riapertura dei mercati, quando gli occhi saranno di nuovo sullo spread e la tenuta dei bancari. “S&P lascia invariato il suo rating. Riteniamo che questo giudizio sia corretto alla luce della solidità economica del Paese: l’Italia è la 7/a potenza industriale al mondo e la 2/a manifattura Ue. La competitività delle imprese ci permette di avere un surplus commerciale consistente e il risparmio delle famiglie è solido. Sulla decisione di portare in negativo l’outlook e su alcuni giudizi negativi sulla manovra economica, siamo fiduciosi che mercati e istituzioni internazionali comprenderanno la bontà delle nostre misure”.Tutto un “film già visto”, commenta Matteo Salvini che assicura che in Italia non salteranno “né banche né imprese”.

E poco dopo, su Twitter, Luigi Di Maio assicura che il governo è pronto ad andare avanti: “chi aspettava Standard&Poor’s per continuare a remare contro il governo oggi ha avuto una brutta sorpresa”.

Fatto sta che per l’agenzia di rating Usa le stime del governo non tornano: la crescita, sostengono gli analisti americani, viene rivista al ribasso (1,1%) e il deficit è più alto di quello messo nero su bianco da Roma e pari al 2,7%. Dopo giorni in cui i due vicepremier hanno sostenuto ripetutamente di non essere disponibili a cambiare manovra e strategia in politica economia, non è però detto che non diventi più forte la posizione di chi sostiene la necessità di qualche ritocco, con un occhio in particolare alle banche che potrebbero subire più di altri il peso del differenziale fra i Btp e i Bund. La partita certo resta complicata, anche per i toni accesi scelti dagli alleati. Solo poche ore prima della valutazione negativa di S&P, Luigi DI Maio aveva infatti assicurato di non temere le agenzie di rating. Ma non solo. Il leader pentastellato sceglie anche di andare allo scontro con il governatore della Banca centrale europea Mario Draghi, che ha messo in guardia dalle ricadute dell’innalzamento dello spread proprio sugli istituti di credito. “Siamo in un momento in cui bisogna tifare Italia – osserva – e mi meraviglio che un italiano si metta in questo modo ad avvelenare il clima ulteriormente”. Riescono a mostrare “molto più rispetto” addirittura i ministri tedeschi, è la chiosa.
Un risultato atteso. Abbiamo sperato che il giudizio potesse essere meno severo, ma le dimensioni e i contenuti della Manovra scritta da questo governo non lasciavano molto margine. Il problema – come sempre – non sono le agenzie di rating, ma gli effetti che una politica scellerata e incomprensibile sta scaricando sui conti delle famiglie e sulle imprese italiane. Oggi chi vuole farsi finanziare un nuovo capannone, un macchinario o il mutuo della casa dei figli pagherà più di prima. Per cosa? Per pagare misure assistenziali e mance elettorali. M5s e Lega si fermino: vengono prima gli italiani, non prima i sondaggi”. Così Mara Carfagna, vice presidente della Camera e deputata di Forza Italia, in una nota.
“Il giudizio severo sulla situazione italiana e sulla manovra del governo espresso questa sera da Standard e Poors, dovrebbe indurre tutti ad una meditata serietà di giudizio. La spocchia e l’arroganza delle prime risposte del vicepresidente Di Maio aumentano le nostre preoccupazioni per il futuro degli italiani. Nessun giudizio esterno è mai accettato da questa maggioranza, l’importante è trovare un nemico. A noi invece interessa difendere il futuro dell’Italia.” Lo dichiara Emanuele Fiano, della presidenza del Gruppo Pd.

Standard & Poor’s conferma il rating dell’Italia a BBB e rivede al ribasso l’outlook a negativo da stabile. La decisione arriva dopo il declassamento deciso da Moody’s solo una settimana fa e la bocciatura della
manovra da parte dell’Ue.Ecco di seguito una tabella che riporta le valutazioni della maggiori agenzie di rating.
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AGENZIA      RATING      OUTLOOK
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MOODY’S       Baa3          Stabile
S&P               BBB           Negativo
FITCH            BBB           Negativo
Dbrs              BBB (high) Stabile
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