Benvenuti su tuttonotizie, il sito dedicato all'informazione: cronaca, notizie internazionali, politica, economia, Regione Piemonte, tecnologia, tecnologie assistive ed accessibilità, calcio, con approfondimenti esclusivi sulla Juventus, sport, cinema, musica, cultura, spettacolo, teatro. Attenzione particolare anche al mondo Android, al mailer Thunderbird ed al lettore di schermo Nvda e tanto altro che Vi invito a scoprire durante la navigazione! A proposito: buona permanenza e buona Informazione!
ANCHE FACEBOOK, DOPO TWITTER, CENSURA TRUMP, NE RIMUOVE SPOTS CON SIMBOLO NAZI, LEGATO ALLA SUA CAMPAGNA ELETTORALE
AGGIORNAMENTO IN “TECNOLOGIA”/”MONDO” DELLE 23:10 DI GIOVEDì 18 GIUGNO 2020
ANCHE FACEBOOK CENSURA TRUMP
Dopo Twitter anche Facebook censura Donald Trump, rimuovendo alcuni spot elettorali della campagna per la sua rielezione (Team Trump) che contengono simboli nazisti e di istigazione all’odio. “Non permettiamo simboli che rappresentano organizzazioni e ideologie ispirate all’odio senza che siano contestualizzati o oggetto di condanna”, scrive il social di Mark Zuckerberg. VAI ALL’ECONOMIA
TRUMP AFFERMA DI VOLER MOBILITARE L’ESERCITO CONTRO I DISORDINI A SEGUITO DELL’UCCISIONE DI FLOYD
TRUMP: ESERCITO CONTRO DISORDINI
AGGIORNAMENTO IN “MONDO”/”ULTIM’ORA” DELLE 05:56 DI MARTEDì 02 GIUGNO 2020
“Mobiliterò l’esercito degli Stati Uniti per fermare i disordini e l’illegalità”, ha detto Donald Trump. “Il presidente ha il diritto di difendere il suo Paese e proteggere la sua Nazione. Non possiamo permettere che le proteste pacifiche vengano manipolate da anarchici di professione e gruppi antifa”, ha detto Trump iniziando a parlare mentre attorno alla Casa Bianca la polizia ha caricato i manifestanti e lanciato lacrimogeni. “Siamo di fronte a un atto di terrorismo domestico”, ha aggiunto.
Gesto clamoroso di Trump che, scortatissimo, subito dopo le sue dichiarazioni alla nazione e’ uscito a piedi dalla Casa Bianca per dirigersi verso la vicina Saint John Epyscopal Church. Sullo sfondo i cori e le urla della folla di manifestanti che poco prima era stata caricata dalla polizia.
Trump si e’ quindi fermato davanti alla Saint John Epyscopal alzando un braccio e mostrando alle telecamere una Bibbia. HomeMappa del sito
CORONAVIRUS: TRUMP SU COLLEGAMENTI COI PAESI COINVOLTI
CORONAVIRUS: TRUMP SU COLLEGAMENTI COI PAESI COINVOLTI, FA LA SUA VALUTAZIONE
AGGIORNAMENTO IN “MONDO” DELLE 04:22 DI GIOVEDì 27 FEBBRAIO 2020
CORONAVIRUS: TRUMP SU COLLEGAMENTI COI PAESI COINVOLTI
“Vediamo cosa succederà”: cosi’ il presidente Donald Trump ha risposto alla domanda se l’amministrazione Usa valuti la sospensione dei collegamenti con i paesi più colpiti dal coronavirus, come l’Italia.
Eventuali decisioni sulla restrizione dei viaggi nelle zone colpite saranno prese “al momento giusto”, ha aggiunto Trump, spiegando come ci sono piani anche per quarantene su larga scala se necessario.
Gli Stati Uniti continuano a monitorare tutti gli arrivi dalle aree con focolai di coronavirus, ha specificato il presidente Usa. VAI ALLA CRONACA
IL PRESIDENTE TRUMP SI PREPARA A TRASFERIRE (è GIà LA SECONDA VOLTA) FONDI DESTINATI AL PENTAGONO, PER LA COSTRUZIONE DEL MURO AL CONFINE COL MESSICO
AGGIORNAMENTO IN “MONDO” DELLE 03:52 DI MARTEDì 14 GENNAIO 2020
FONDI PENTAGONO PER MURO MESSICO
NEW YORK
Donald Trump si prepara a trasferire ulteriori 7,2 miliardi di dollari di fondi del Pentagono ai lavori per la costruzione del muro al confine con il Messico. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, secondo le quali i fondi, per il secondo anno consecutivo, saranno sottratti ai progetti per le costruzioni militari e ai finanziamenti antinarcotici. I fondi consentirebbero all’amministrazione Trump di completare 1.424,2 chilometri di recinzione al confine entro la primavera del 2022, molti di più degli 819,1 chilometri inizialmente previsti. VAI ALLA POLITICAVAI ALLA CRONACA
L’UCCISIONE DEL COMANDANTE QASSEN SOLEIMANI è STATA ORDINATA DA DONALD TRUMP, LO AFFERMA IL PENTAGONO
AGGIORNAMENTO IN “MONDO” DELLE 05:37 DI VENERDì 03 GENNAIO 2020
UCCISIONE SOLEIMANI ORDINATA DA TRUMP
NEW YORK
Gli Stati Uniti hanno ucciso il comandante iraniano, Qassem Soleimani, su ordine di Donald Trump. Lo afferma il Pentagono.
Dopo l’attacco all’aeroporto di Baghdad e la morte di Soleimani Trump ha twittato una foto della bandiera americana. VAI ALLA CRONACAVAI ALLA POLITICA
IMPEACHMENT: JOE BIDEN NON TESTIMONIERà IN SENATO, NEANCHE SE GLI VENISSE CHIESTO
AGGIORNAMENTO IN “MONDO” DELLE 05:57 DI SABATO 28 DICEMBRE 2019
IMPEACHMENT: BIDEN NON TESTIMONIERà
NEW YORK
Joe Bide n non si presenterà in Senato per testimoniare nell’ambito del processo dell’impeachment neanche se gli venisse chiesto. Lo afferma l’ex vice presidente in un’intervista con il The Moines Register.
Biden spiega che adempiere alla richiesta sarebbe consegnare una vittoria a Donald Trump in termini di distrazione dalla campagna elettorale”. VAI A TUTTE LE NOTIZIE DI TECNOLOGIA
IMPEACHMENT: CONVOCATO IL CAPO DELLO STAFF DELLA CASA BIANCA MICK MULVANEY, DA PARTE DELLA CAMERA DEL CONGRESSO USA CHE INDAGA PER IMPEACHMENT SU DONALD TRUMP
AGGIORNAMENTO IN “MONDO” DELLE 05:57 DI VENERDì 08 NOVEMBRE 2019
IMPEACHMENT: CONVOCATO MICK MULVANEY
WASHINGTON
La Camera del Congresso Usa che indaga per impeachment su Donald Trump ha spiccato un mandato di comparizione per il capo dello staff della Casa Bianca Mick Mulvaney. Quest’ultimo dovrà comparire davanti alla commissione intelligence nelle prossime ore. E’ poco probabile che Mulvaney si presenti a Capitol Hill. In una dichiarazione da parte degli inquirenti si sottolinea come il capo dello staff della Casa Bianca nel briefing con la stampa del 17 ottobre scorso confermò, salvo poi smentirla di nuovo, la tesi del ‘quid pro quo’ secondo cui Trump ritirò gli aiuti militari in Ucraina per fare pressioni si Kiev a cui era stato chiesto di indagare sui Biden e sui democratici. Di fatto l’ammissione di un abuso di potere da parte del presidente. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE
UN GRUPPO DI ALTI RESPONSABILI E FUNZIONARI DI TRUMP PENSARONO DI DIMETTERSI IN MASSA, LO SCORSO ANNO, PER LANCIARE ALLARME SU CONDOTTA DEL PRESIDENTE USA
AGGIORNAMENTO IN “MONDO” DELLE 05:08 DI VENERDì 08 NOVEMBRE 2019
FUNZIONARI TRUMP PENSARONO DI DIMETTERSI
WASHINGTON
– Lo scorso anno un gruppo di alti responsabili e funzionari dell’amministrazione Trump pensarono a dimettersi in massa, una mossa clamorosa per lanciare un allarme sulla condotta del presidente. Alla fine decisero di soprassedere per paura di destabilizzare il governo. Lo scrive nel libro in uscita “A Warning” – ripreso dal Washington Post – un funzionario anonimo della stessa amministrazione Trump, autore della lettera contro il presidente che due anni fa fu pubblicata dal New York Times. Nel libro il presidente viene definito “crudele, inetto e pericoloso per il Paese”. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE
KIM SUPERVISIONA NUOVO LANCIARAZZI IN PARTICOLARE IL FUOCO DI PROVA DI UN MEGA LANCIARAZZI MULTIPLO DI RECENTE SVILUPPO. TRUMP MINIMIZZA
AGGIORNAMENTO IN “MONDO” DELLE 08:21 DI DOMENICA 25 AGOSTO 2019
KIM SUPERVISIONA NUOVO LANCIARAZZI
SEUL
– La Corea del Nord ha dichiarato oggi che il leader Kim Jong-un ha supervisionato ieri il fuoco di prova di un “mega lanciarazzi multiplo di recente sviluppo”, altra dimostrazione del suo arsenale in espansione apparentemente mirata ad aumentare la sua capacità di leva in vista di una possibile ripresa dei colloqui nucleari con gli Usa.
L’agenzia di stampa centrale nordcoreana (Kcna) ha affermato che il test ha avuto successo, aggiungendo che Kim ha detto che il lanciarazzi è “davvero un’arma eccezionale”. Il leader nordcoreano – spiega la Kcna – ha sottolineato quindi la necessità di “continuare a intensificare lo sviluppo di armi coreane strategiche e tattiche per contrastare risolutamente le crescenti minacce militari e la pressione offensiva delle forze ostili”.
Trump ha minimizzato l’accaduto, dicendo: “Kim è stato abbastanza diretto con me. Gli piace testare missili. Ma noi non abbiamo mai posto dei limiti ai missili a corto raggio. Vedremo cosa succederà”.
TRUMP NON VA IN VISITA IL PROSSIMO 02 SETTEMBRE IN DANIMARCA, EVIDENTEMENTE OFFESO DAL NO SU ACQUISTO GROENLANDIA
AGGIORNAMENTO IN “MONDO” DELLE 03:23 DI MERCOLEDì 21 AGOSTO 2019
TRUMP NON VA IN DANIMARCA
WASHINGTON
– Alla fine Donald Trump sembra essersi offeso. E dopo il secco no alla sua proposta di valutare l’acquisto della Groenlandia da parte degli Stati Uniti ha deciso di cancellare la sua visita del prossimo 2 settembre in Danimarca, paese da cui la Groenlandia dipende.
“Visti i commenti del primo ministro Mette Frederiksen che ha detto di non essere interessata rinviero’ il nostro incontro previsto tra due settimane ad un’altra volta”, scrive Trump, incurante del rischio di provocare una crisi diplomatica.
La premier danese aveva definito l’idea di Trump “assurda” dopo che il tycoon aveva confermato che ne avrebbe parlato con lei nel previsto incontro del 2 settembre. “La Groenlandia non e’ danese. La Groenlandia e’ groenlandese. E spero che tutto cio’ non sia qualcosa che venga davvero preso sul serio”, ha affermato Frederiksen.