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IL PRESIDENTE TRUMP SI PREPARA A TRASFERIRE (è GIà LA SECONDA VOLTA) FONDI DESTINATI AL PENTAGONO, PER LA COSTRUZIONE DEL MURO AL CONFINE COL MESSICO
AGGIORNAMENTO IN “MONDO” DELLE 03:52 DI MARTEDì 14 GENNAIO 2020
FONDI PENTAGONO PER MURO MESSICO
NEW YORK
Donald Trump si prepara a trasferire ulteriori 7,2 miliardi di dollari di fondi del Pentagono ai lavori per la costruzione del muro al confine con il Messico. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, secondo le quali i fondi, per il secondo anno consecutivo, saranno sottratti ai progetti per le costruzioni militari e ai finanziamenti antinarcotici. I fondi consentirebbero all’amministrazione Trump di completare 1.424,2 chilometri di recinzione al confine entro la primavera del 2022, molti di più degli 819,1 chilometri inizialmente previsti. VAI ALLA POLITICAVAI ALLA CRONACA
BLOCCATI FONDI MURO MESSICO DA UN GIUDICE FEDERALE DEL TEXAS, SI TRATTA DI 3,6 MILIONI DI $
AGGIORNAMENTO IN “MONDO”/”ECONOMIA”/ULTIM’ORA DELLE 02:35 DI MERCOLEDì 11 DICEMBRE 2019
BLOCCATI FONDI MURO MESSICO
WASHINGTON
Nuovo schiaffo per Donald Trump: un giudice federale del Texas ha proibito l’amministrazione Usa di usare i fondi dirottati dal Pentagono (3,6 milioni) per costruire il muro al confine col Messico. La decisione arriva in una causa intentata dalla contea di El Paso e dall’associazione ‘Border Network for Human Rights’, secondo cui il presidente ha abusato della sua autorità nel dichiarare l’emergenza nazionale per ottenere i fondi. PER TUTTE LE NOTIZIE DAL MONDO: CLICCA QUI
– Nuovo schiaffo dei giudici a Trump sul muro col Messico: una corte d’appello di San Francisco ha confermato la decisione di congelare i fondi del Pentagono destinati alla lotta antidroga e dirottati con un ordine esecutivo del presidente Usa verso la costruzione della barriera antimigranti. “Quanto all’interesse pubblico, concludiamo che è meglio servito rispettando l’assegnazione costituzionale del potere di spesa al Congresso”, hanno scritto due dei tre giudici (uno nominato da Barack Obama, l’altro da George W. Bush).
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Canada: scossa 6.2 al largo costa ovest
Epicentro a 10km di profondità. Non si segnalano danni
– Una scossa di terremoto di magnitudo 6.2 è stata registrata alle 20:30 di ieri ora locale (le 6:30 di oggi in Italia) davanti alla costa ovest del Canada. Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) italiano e del servizio geologico statunitense Usgs, il sisma ha avuto ipocentro a 10 km di profondità ed epicentro 196 km a ovest-sudovest di Bella Bella (British Columbia).
Al momento non si hanno informazioni di eventuali danni a persone o cose, né è stata emessa alcuna allerta tsunami.
AGGIORNAMENTO IN “MONDO” DELLE 04:52 DI SABATO 25 MAGGIO 2019
MURO MESSICO: BLOCCO PARZIALE DA GIUDICE
NEW YORK
– Un giudice federale blocca parzialmente il piano di Donald Trump per costruire il muro al confine con il Messico. Lo riportano i media americani. Il giudice Haywood Gilliam ha emesso un’ingiunzione preliminare per fermare il piano del tycoon sul trasferimento di un miliardo di dollari dal Dipartimento della Difesa per finanziare l’espansione del muro. Nell’ingiunzione si limita la costruzione a specifiche aree del Texas e dell’Arizona. La decisione non vieta però a Trump di trasferire fondi da altri progetti. [print-me title=”STAMPA”]
– Donald Trump avrebbe chiesto privatamente a Kevin McAleenan, nominato ministro della sicurezza nazionale pro tempore dopo il licenziamento di Kirstjen Nielsen, di chiudere il confine con il Messico, promettendogli che in caso di violazione della legge e di problemi con la giustizia gli avrebbe concesso la grazia. Lo rivela il New York Times, spiegando che la conversazione si riferisce alla settimana scorsa, quando ancora McAleenan era a capo dell’agenzia federale che si occupa della sicurezza delle frontiere. Il dipartimento però smentisce: il presidente – replica in una nota – non ha mai “indicato, chiesto, ordinato o indotto” Kevin McAleenan a fare alcunchè di illegale”.
MONDO
ASUNCION
– Il Segretario di Stato americano Mike Pompeo è giunto ieri sera a Asuncion, in Paraguay, seconda tappa di un giro in America latina che lo ha visto già in Cile.
E’ la prima visita di un ministro degli Esteri Usa in Paraguay da 54 anni a questa parte. L’agenda di Pompeo prevede in mattinata un incontro con il presidente Mario Abdo Benítez e successivamente un colloquio con il collega paraguaiano Luis Castiglioni. La crisi venezuelana sarà al centro dei colloqui e Abdo Benítez ha sostenuto che la visita di Pompeo è una prova della fiducia degli Usa in “una visione condivisa sulla democrazia”. Nella sua tappa cilena il responsabile del Dipartimento di Stato ha messo in guardia le autorità di Santiago sui pericoli di relazioni troppo strette con Cina e Russia. Prima di lasciare il Cile il ministro americano ha ringraziato il presidente Sebastián Pinera per “aver contribuito all’isolamento del venezuelano Nicolás Maduro. [print-me title=”STAMPA”]
AGGIORNAMENTO IN “MONDO” DELLE 05:33 DI MARTEDì 26 MARZO 2019
MURO MESSICO
WASHINGTON
– Il Pentagono ha notificato al Congresso la decisione di autorizzare lo stanziamento di un miliardo di dollari per iniziare un nuovo muro lungo il confine col Messico.
La cifra, ottenuta stornando le risorse da altri fondi, rappresenta solo una prima tranche di risorse che arriveranno per il muro dopo la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, con l’amministrazione che ha in programma di recuperare ancora 1,5 miliardi di dollari. [print-me title=”STAMPA”]
– “Possiamo mettere al sicuro il confine senza un muro costoso e inefficace”: Lo afferma il leader dei democratici in Senato, Chuck Schumer, commentando l’intervento del presidente Donald Trump dallo Studio Ovale.
“Donald Trump deve mettere fine allo shutdwon ora”, aggiunge Schumer, che osserva: “Stasera, e durante tutto il dibattito e tutta la sua presidenza, il presidente Trump ha fatto appello alla paura, non ai fatti. Alle divisioni, non all’unità”. [print-me title=”STAMPA”]
TRUMP VALUTA STATO EMERGENZA MURO. GRUPPO LIMA: TRUMP ILLEGITTIMO
AGGIORNAMENTO DELLE 22:58
DI VENERDì 04 GENNAIO 2019
TRUMP VALUTA STATO EMERGENZA MURO. GRUPPO LIMA: MADURO ILLEGITTIMO
Trump valuta stato emergenza per il muro
Per aggirare Congresso su fondi. ‘In gioco c’è sicurezza Usa’
WASHINGTON04 gennaio 2019
– Il presidente americano Donald Trump sta “seriamente considerando le potenziali opzioni per aggirare il Congresso” e ottenere fondi per costruire il muro con il Messico. Fra le ipotesi c’è quella di “dichiarare un’emergenza nazionale, per liberare fondi da altre agenzie governative per aiutare a finanziare il muro”. “Sì, potrei farlo perché c’è in gioco la sicurezza del Paese”, ha detto, confermando l’indiscrezione dei media, rispondendo a una domanda dei giornalisti.
Trump ammette di aver valutato e che potrebbe farlo a meno di un accordo con i leader del Congresso. Parlando dal Rose Garden, Trump spiega comunque che le trattative proseguono nel fine settimane per sbloccare l’impasse sulla sicurezza e riaprire il governo.
Paesi Gruppo Lima, ‘Maduro illegittimo’Ma il Messico non firma il documento
LIMA04 gennaio 2019
– I ministri degli Esteri del ‘Gruppo di Lima’ riuniti in Perù hanno firmato, con l’eccezione del Messico, un documento in cui “non si riconosce la legittimità del nuovo mandato presidenziale del regime di Nicolás Maduro in Venezuela, che comincerà il 10 gennaio prossimo”. Questo, si sostiene, perché il processo elettorale “non si è basato sulle garanzie e gli standard internazionali necessari per un processo libero, giusto e trasparente”. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri peruviano. In una Dichiarazione di undici punti, “Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Guyana, Honduras, Panama, Paraguay, Perù e Santa Lucia, hanno sollecitato Maduro a non assumere la presidenza del Venezuela e a trasferire il potere esecutivo all’Assemblea nazionale fino a quando non si svolgeranno nuove elezioni democratiche”. Il Messico, che aveva firmato tutti i precedenti documenti del Gruppo di Lima, si è astenuto per la politica di ‘non ingerenza’ del presidente Andrés Manuel López Obrador. [print-me title=”STAMPA”]
AGGIORNAMENTO DELLE 00:51 DI MERCOLEDì 26 DICEMBRE 2018
SHUTDOWN RESTA, SENZA FONDI MURO
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ribadito oggi che lo ‘shutdown’ (ovvero la parziale chiusura del governo federale) non sarà revocato fino a quando non verranno assicurati i fondi per la costruzione del muro al confine con il Messico e ha comunicato che si recherà alla frontiera a gennaio per una visita presso una nuova parte della barriera in costruzione. “Non so quando il governo riaprirà. Ma posso dirvi che non riaprirà fino a quando non avremo un muro, una recinzione, come vogliano chiamarla”, ha detto Trump parlando nello Studio Ovale dopo una chiamata con i militari Usa per gli auguri di Natale. Lo riferisce la Cnn. [print-me title=”STAMPA”]