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ANCHE FACEBOOK, DOPO TWITTER, CENSURA TRUMP, NE RIMUOVE SPOTS CON SIMBOLO NAZI, LEGATO ALLA SUA CAMPAGNA ELETTORALE
AGGIORNAMENTO IN “TECNOLOGIA”/”MONDO” DELLE 23:10 DI GIOVEDì 18 GIUGNO 2020
ANCHE FACEBOOK CENSURA TRUMP
Dopo Twitter anche Facebook censura Donald Trump, rimuovendo alcuni spot elettorali della campagna per la sua rielezione (Team Trump) che contengono simboli nazisti e di istigazione all’odio. “Non permettiamo simboli che rappresentano organizzazioni e ideologie ispirate all’odio senza che siano contestualizzati o oggetto di condanna”, scrive il social di Mark Zuckerberg. VAI ALL’ECONOMIA
FACEBOOK TESTA HOBBI, APP CHE RICORDA DA VICINO PINTEREST, FRUTTO DELL’NPE TEAM
AGGIORNAMENTO IN “TECNOLOGIA” DELLE 02:08 DI LUNEDì 17 FEBBRAIO 2020
FACEBOOK TESTA HOBBI
Facebook testa una nuova app che ricorda da vicino Pinterest. Si chiama Hobbi ed è frutto dell’Npe Team, un gruppo di lavoro su progetti sperimentali annunciato da Facebook lo scorso luglio. L’applicazione è pensata per raccogliere e organizzare foto e video su progetti e hobby, dalla cucina al cucito, dal fitness al giardinaggio.
La app non ha una componente social. Si pone come strumento per creare collezioni tematiche sui propri progetti, in modo da tracciare anche i progressi fatti nel corso del tempo. Le raccolte possono comunque essere condivise esternamente con gli amici. Come riferisce il sito The Information, Hobbi è al momento disponibile solo su dispositivi Apple e solo in alcuni mercati: Usa, Spagna, Belgio, Ucraina e Colombia. Si tratta della quarta applicazione lanciata dall’Npe Team dopo la app per creare meme Whale (che è stata già chiusa), la chat per farsi amici Bump e la app musicale Aux. TECNNOLOGIAVAI ALLE NOTIZIE INTERNAZIONALIVAI ALLA CRONACA
TECNOLOGIA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE SEMPRE AGGIORNATE
DALLE 06:22 DI VENERDì 24 GENNAIO 2020
ALLE 07:29 DI SABATO 25 GENNAIO 2020
TECNOLOGIA TUTTE LE NOTIZIE
Device smart a quota 3 miliardi nel 2023
Analisti, smartphone in testa ma è boom di auricolari e speaker
24 gennaio 2020 06:22
– Nel 2023 saranno commercializzati oltre 3 miliardi di dispositivi smart tra smartphone, pc e tablet, smartwatch e bracciali da fitness, smart speaker, auricolari e cuffie. Lo prevedono gli analisti di Canalys, che evidenziano l’incremento – “nonostante le incertezze economiche e politiche” – rispetto ai 2,4 miliardi del 2019.Con 1,5 miliardi di unità consegnate nel 2023, gli smartphone rappresenteranno la metà del mercato smart. A crescere di più sarà però il segmento degli auricolari e cuffie, per cui gli esperti prevedono un +32% a quota 490 milioni di unità nel 2020, per poi salire a 726 milioni nel 2023. Seconda categoria per crescita è quella degli smart speaker: +21,7% quest’anno a 150 milioni di pezzi, che arriveranno a 196 milioni tra quattro anni.
Guardando sempre al 2023, gli analisti prevedono che gli smartwatch e le smartband consegnati nel mondo raggiungeranno i 215 milioni di unità. I computer fissi e portatili messi in commercio saranno 249 milioni; i tablet 115 milioni. ANDROIDACCESSIBILITàACQUISTA SU AMAZON
TECNOLOGIA TUTTE LE NOTIZIE
Pfas alterano la coagulazione del sangue
Ricerca italiana scopre legame con le malattie cardiovascolari
24 gennaio 202011:50
– Individuato il legame tra inquinamento da Pfas, le sostanze chimiche che possono essere presenti in vernici, farmaci e presidi medici, e malattie cardiovascolari. Una ricerca italiana ha scoperto che questi inquinanti possono attivare le piastrine, rendendole più suscettibili alla coagulazione e predisponendo a un aumento del rischio cardiovascolare. La ricerca è dell’università di Padova sotto la guida di Carlo Foresta, ordinario di endocrinologia, con i gruppi di Luca De Toni e Andrea Di Nisio. La ricerca, pubblicata sull’International Journal of Molecular Sciences, nasce dalle osservazioni riportate sia in studi internazionali che dal Servizio Epidemiologico Regionale del Veneto che indicano un aumento del rischio cardiovascolare associato all’inquinamento da Pfas, i composti perfluorurati che vengono utilizzati per rendere resistenti ai grassi e all’acqua molti prodotti, dai tessuti ai rivestimenti per contenitori di alimenti.
Facebook, impegno costante per trasparenza E’ il commento della società dopo il procedimento di inottemperanza avviato dall’Autorità Antitrust nei suoi confronti
4 gennaio 202016:20
“Stiamo esaminando la decisione dell’Autorità. L’anno scorso abbiamo fatto dei cambiamenti – anche alle nostre Condizioni d’uso – per chiarire ulteriormente come Facebook realizza i suoi guadagni”. E’ quanto fa sapere Facebook, commentando il procedimento di inottemperanza avviato dall’Autorità Antitrust nei confronti della società. “Questi cambiamenti – spiega un portavoce – fanno parte del nostro impegno costante per dare alle persone maggiore trasparenza e controllo sulle loro informazioni”.L’Antitrust ha avviato un procedimento di inottemperanza nei confronti di Facebook per non aver attuato quanto prescritto dall’Autorità il 29 novembre 2018. L’Autorità aveva accertato la scorrettezza della pratica commerciale di Facebook di omessa adeguata informativa in sede di registrazione al social network, della raccolta e dell’uso a fini commerciali dei dati. Per l’Antitrust la carenza di informazione persiste, e risulta inoltre, che Facebook non abbia pubblicato la dichiarazione rettificativa. Facebook rischia una nuova multa di un importo fino a 5 milioni di euro.In dettaglio, l’Antitrust spiega che a novembre del 2018 aveva accertato la scorrettezza della pratica commerciale di omessa adeguata informativa agli utenti consumatori, in sede di registrazione al social network, della raccolta e dell’utilizzo a fini commerciali dei dati da essi forniti e, più in generale, delle finalità remunerative sottese al servizio, viceversa enfatizzandone la gratuità. Con la conseguenza di indurre i predetti utenti ad assumere una decisione di natura commerciale che, altrimenti, non avrebbero preso. La decisione si fondava sulla valutazione che il patrimonio informativo costituito dai dati degli utenti di Facebook, in ragione della profilazione dei medesimi ad uso commerciale e per finalità di marketing, acquista un valore economico idoneo a configurare l’esistenza di un rapporto di consumo, anche in assenza di corrispettivo monetario. Peraltro il provvedimento è stato confermato sul punto dal Tar. Oltre a sanzionare Facebook per 5 milioni di euro, l’Autorità aveva vietato l’ulteriore diffusione della pratica ingannevole e disposto che la società pubblicasse una dichiarazione rettificativa sulla homepage del sito internet aziendale per l’Italia, sull’app Facebook e sulla pagina personale di ciascun utente italiano registrato. Nonostante l’avvenuta rimozione del claim “è gratis e lo sarà per sempre” dalla home page, il problema però, secondo l’Antitrust, nella sostanza resta.
Amazon testa acquisti a rate in ItaliaDilazione a interessi zero per utenti registrati da oltre 1 anno
24 gennaio 202013:44
Amazon sta testando in Italia le vendite con pagamenti rateali. Alcuni utenti – spiega l’azienda – stanno già avendo la possibilità di comprare prodotti a rate, a interessi zero. Il colosso del commercio elettronico non ha fatto annunci in merito, ma una pagina del sito per l’assistenza clienti spiega come funziona la rateizzazione.
Gli acquisti a rate sono consentiti soltanto su determinati prodotti nuovi (non usati o ricondizionati) venduti e spediti da Amazon, escludendo quindi le aziende esterne che si appoggiano alla sua piattaforma di e-commerce. Per fruirne, l’utente deve essere residente in Italia e avere un account su Amazon attivo da almeno un anno, a cui è associata una carta di credito o di debito (non prepagata) che scada almeno 20 giorni dopo la data prevista per il pagamento dell’ultima rata. Altro requisito – si legge – è che l’utente abbia “una buona cronologia di pagamenti”.
La dilazione di pagamento – almeno per ora – sembra consistere in cinque rate mensili. L’utente non può chiedere una suddivisione diversa dell’importo da pagare, ma può decidere di saldare in anticipo una o tutte le rate rimanenti. Al momento non è noto quando la possibilità di rateizzare – già attiva in altri Paesi – sarà resa disponibile a tutti gli utenti italiani.
Privacy: Garante, serve task force europea su Tik Tok”Necessaria azione coordinata contro rischi per dati utenti”
24 gennaio 202016:12
Sui rischi per la privacy che pone Tik Tok, il social network che consente di creare e condividere audio, video e immagini, usato da milioni di utenti, in gran parte giovanissimi, il Garante per la privacy italiano ha chiesto al Comitato europeo per la protezione dei dati personali (Edpb), che riunisce tutte le Autorità privacy dell’Unione, di attivare una specifica task force.
Il Garante segnala la necessità di procedere “in maniera forte e coordinata, anche in considerazione della delicatezza e della rilevanza di questo tipo di piattaforme, rivolte soprattutto alle fasce di utenti più giovani”.Nella lettera inviata al Comitato, il Presidente dell’Autorità Garante, Antonello Soro, sottolinea come siano già pervenute all’Autorità italiana “alcune segnalazioni in merito alle possibili vulnerabilità che presenta questa app per smartphone e come anche altre Autorità, come l’Ico inglese e l’Ftc americana, abbiano già proceduto ad avviare indagini autonome”. Soro ha chiesto che la questione venga posta all’attenzione della prossima riunione plenaria, che si terrà a Bruxelles il prossimo 28-29 febbraio, del Comitato (Edpb) che riunisce tutti i Garanti privacy europei.
Verdone, su Amazon la mia vita tragicomica in streamingVita da Carlo tra novità italiane. “Ho una Treccani di aneddoti”
24 gennaio 202009:40
“Non ho un taccuino, io ho una Treccani di aneddoti. La follia abita sotto casa mia, è un continuo. Qualche mattina fa sono saliti degli operai e si sono messi a filmare casa mia in diretta sui social, commentando i quadri, chiedendomi di sorridere, mentre io ero in abbigliamento da casa e tutto imbarazzato. Uno di loro mi ha passato il telefono: ‘parla con mamma Rosa l’hanno appena operata al femore’… E non è niente, tutte a me capitano”: un Carlo Verdone travolgente ha tenuto a battesimo la presentazione dell’affondo italiano di Amazon Prime Video, in missione per conto di Bezos, presenti Jennifer Salke (capo Amazon Studios) e James Farrell (capo internazionale serie originali) per spiegare a talent, produttori e stampa quanto la strategia ‘local’ e dunque un importante impegno anche con le produzioni made in Italy serva alla strategia globale della piattaforma di streaming, tra i player più importanti. “Bisogna guardare al futuro, al nuovo modo di fruire dei contenuti e così anche io mi affaccio con piacere nella nuova realtà”, ha detto Verdone annunciando Vita da Carlo, la docu serie prodotta da Aurelio e Luigi De Laurentiis (Filmauro) per Prime Video, una delle novità presentate oggi da Nicole Morganti capo produzione non fiction Italia e da Georgia Brown, direttore serie Original in Europa.
“E’ un’idea di Nicola Guaglianone e Menotti che sceneggeranno con me e Pasquale Plastino. Sarà divertente perché avrò la grande libertà di raccontare senza freni il mio pubblico e il mio privato. Se qualcuno mi seguisse durante una mia giornata tipo almeno 4-5 volte avrebbe boati di risate”. In Vita da Carlo, ancora in preparazione e senza previsioni di tempi streaming, Verdone (che ha in uscita al cinema il nuovo film Si vive una volta sola con Anna Foglietta, Rocco Papaleo e Max Tortora) ha in mente una sfida “con me stesso: riuscire ad essere traducibile fuori dell’Italia, devo incuriosire anche chi in altri paesi non mi conosce. Ma sono sicuro di farcela a farmi capire chi sono e lo farò essendo estremamente sincero. Sarà una specie di autoanalisi filmata. Chi non conosce la mia vita non può capire: da tanti anni sono un punto di riferimento per cose incredibili. Un mese fa – ha detto facendo ridere tutti – mi ferma una persona: ‘lei c’ha bisogno di un papa? E mi presenta un tipo vagamente somigliante a Wojtyla. E poi: gli interessa Ratzinger? E dalla macchina esce un tale pure lui somigliante che mi dice ‘se vuole parlo anche tedesco’. Ma vi rendete conto?”. Una parte importante di Vita da Carlo sarà relativa alla sanità. “Ho la fama di povero ipocondriaco mentre sono un appassionato serale che studia gli atti dei congressi medici e avendo azzeccato sei diagnosi importanti sono molto richiesto: all’ora di cena c’è sempre qualche amico che mi chiama chiedendo consigli persino di ginecologia e mammografie che non sono terreno mio, mentre su gastroenterologia, reumatologia e sistema nervoso ho una grande competenza. Poi certo dico sempre di chiedere conferma al medico ma siccome ci prendo cominciano ad odiarmi. Insomma ho una vita movimentata e questo racconterò”.
Tra i progetti Amazon Prime Video Celebrity Hunted, un reality di strategia con 8 personaggi famosi (tra cui Totti, Fedez, Santamaria) fuggiti dal Colosseo e inseguiti ovunque andrà in streaming dal 13 marzo, mentre è in preparazione la serie fiction Bang Bang Baby creata da Andrea Di Stefano con protagonista la 15enne Alice (Arianna Becheroni) tra mafia e Milano da bere, ambientata negli anni ’80, Dinner Club uno show food con Carlo Cracco in viaggio con con una brigata di celebrity (tra cui Littizzetto e Sabrina Ferilli) alla scoperta di cucine straniere (seconda metà del 2020) e il debutto nel documentario musicale con Ferro con protagonista Tiziano Ferro (fine giugno). Alla presentazione anche Fedez, social brand ambassador della piattaforma con l’obiettivo di far aumentare gli abbonati (100 milioni nel mondo).
FACEBOOK: AL VIA LA NUOVA INTERFACCIA PER COMPUTER DESKTOP ENTRO LA PRIMAVERA, CI SARà ANCHE IL “DARK MODE”
AGGIORNAMENTO IN “TECNOLOGIA” DELLE 05:37 DI LUNEDì 13 GENNAIO 2020
FACEBOOK: NUOVA INTERFACCIA DESKTOP
Facebook cambierà look entro la primavera, nella versione per i computer, e ci sarà anche il ‘dark mode’ che stanca meno la vista. Il social network sta distribuendo ad un ristretto numero di utenti la sua nuova interfaccia desktop, che sarà a disposizione di tutti entro la primavera. Lo ha confermato la piattaforma al sito Cnet. La novità era stata preannunciata nell’aprile scorso, durante la conferenza degli sviluppatori di Facebook.
Il nuovo look, simile a quello dell’app Facebook per i dispositivi mobili, dà alla versione del social sul computer un aspetto più pulito e ordinato. Inoltre offre la modalità scura, che consente di impostare uno sfondo nero per affaticare meno gli occhi e risparmiare un po’ di batteria. Il dark mode è già stato abbracciato dai sistemi operativi per computer e smartphone, e da numerose applicazioni tra cui Messenger e Instagram, Twitter e YouTube.
La piccola percentuale di utenti che ha già ricevuto la nuova interfaccia, collegandosi a Facebook dal computer vedrà comparire un messaggio con l’invito a testare “Il nuovo Facebook”. Potrà quindi impostare la versione web del social con sfondi bianchi e colori brillanti oppure con sfondo scuro. La piattaforma consente anche, almeno al momento, di tornare indietro alla vecchia interfaccia. POLITICAMONDOCRONACA
FACEBOOK E INSTAGRAM, DA CIRCA UN’ORA, RISULTANO “DOWN” PER DIVERSI UTENTI IN VARIE PARTI DEL MONDO
AGGIORNAMENTO IN “TECNOLOGIA” DELLE 17:06 DI GIOVEDì 28NOVEMBRE 2019
FACEBOOK E INSTAGRAM “DOWN”
Da circa un’ora Facebook e Instagram risultano “down” per diversi utenti in varie parti del mondo.
Sul sito Downdetector sono migliaia le segnalazioni di malfunzionamento per i due social network, entrambi di proprietà di Mark Zuckerberg. A livello geografico, le segnalazioni coinvolgono l’Europa, il Nord America e il Sud America. Alcune centinaia di segnalazioni riguardano la chat Messenger. Su Twitter diversi utenti stanno postando messaggi con gli hashtag #facebookdown e #instagramdown. C’è chi non riesce ad accedere a Facebook e pubblica lo screenshot dell’avviso visualizzato sul social: “Facebook al momento non è disponibile a causa di un’operazione di manutenzione e dovrebbe tornare a essere disponibile tra pochi minuti”. PER LEGGERE TUTTO SULLA TECNOLOGIA: CLICCA QUI
AGGIORNAMENTO IN “TECNOLOGIA” DELLE 23:58 DI GIOVEDì 28 MARZO 2019
FACEBOOK DISCRIMINA SU PUBBLICITà CASE
Le autorità americane accusano Facebook di discriminazione sul mercato immobiliare per aver consentito agli inserzionisti di limitare l’accesso a chi è in grado di vedere la loro pubblicità in base alla razza, la religione e le origini. Il Dipartimento per lo Sviluppo urbano in un’azione legale accusa Facebook anche di aver usato i suoi dati per determinare chi fra i suoi utenti poteva vedere determinate pubblicità immobiliari.
“Facebook sta discriminando – afferma Ben Carson, segretario per lo Sviluppo Urbano -, usare un computer per limitare le scelte immobiliari discrimina come sbattere la porta in faccia a qualcuno” [print-me title=”STAMPA”]
Fb e Twitter, via numerosi falsi account anti-Occidente
Gli account, alcuni dei quali attivi sin dal 2010, hanno generato circa 2 milioni di follower su Fb e oltre 250 mila su Instagram
01 febbraio 2019 02:05
Facebook e Twitter hanno rimosso centinaia di account legati a Russia, Iran e Venezuela che amplificavano posizioni antioccidentali e che avevano generato oltre 2 milioni di follower. Lo scrive il Guardian. Fb ha cancellato 783 pagine, gruppi e account che si spacciavano per utenti di paesi europei, mediorientali e dell’Asia meridionale e che condividevano contenuti largamente riproposti dai media statali iraniani. Twitter ha invece eliminato migliaia di account ‘maligni’, in parte contro il voto di Midterm.
Gli account, alcuni dei quali attivi sin dal 2010, hanno generato circa 2 milioni di follower su Fb e oltre 250 mila su Instagram. Mentre Facebook non ha precisato il motivo dell’operazione, il laboratorio di ricerca digitale forense dell’Atlantic Council che ha analizzato gli account ha riferito che sembrano pensati per amplificare vedute “in linea con le posizioni internazionali del governo iraniano. Le pagine postavano contenuti con forti predilezioni per il governo di Teheran e contro l’Occidente e i vicini regionali, come Arabia Saudita e Israele”, scrivono i ricercatori in un blog. Oltre il 30% degli account rimossi e’ stato attivo per almeno cinque anni, sempre secondo i ricercatori.
Gli account eliminati da Twitter avevano “operazioni limitate” concentrate sulle elezioni di midterm dello scorso novembre ma la maggior parte era stata sospesa prima del voto.
Quelli legati al Venezuela erano quasi 2000. Facebook ha agito in parte sulla base di informazioni condivise con Twitter.
Facebook compie 15 anniLanciato il 4 febbraio 2004, burrasca per privacy e Russiagate
01 febbraio 201910:21
– Oltre due miliardi di utenti nel mondo, il salto da una stanza di Harvard alla burrasca privacy, fino alle polemiche sulle fake news e sul Russiagate nelle elezioni presidenziali americane. In 15 anni di vita Facebook e Mark Zuckerberg non potevano immaginare il forte cambiamento del social network, andato di pari passo con la responsabilità e i rischi legati al fatto di connettere cosi tante persone nel mondo. E all’orizzonte c’è il progetto di unire la piattaforma alle sue tre app, Messenger, WhatsApp e Instagram, che ora crescono e godono del favore dei ragazzi, più di quanto non succeda alla casa madre.
Facebook fu lanciato il 4 febbraio 2004 da Mark Zuckerberg e dai suoi compagni di università Eduardo Saverin, Dustin Moskovitz e Chris Hughes. Originariamente progettato solo per gli studenti di Harvard, fu presto aperto alle altre scuole della zona per poi avere la diffusione mondiale che conosciamo. Il sito, aperto con soli mille dollari d’investimento, ha visto crescere negli anni il suo valore in maniera esponenziale.
L’ultima trimestrale ha confermato la solidità di fondo del business di Facebook, con un utile record e un balzo degli utili che sembrano non tenere conto del più generale rallentamento del settore high tech, ma anche in uno dei periodi più bui dei suoi 15 anni di storia. Prima l’accusa di veicolare fake news, poi il Russiagate e lo scandalo dei dati di Cambridge Analytica.
“Facebook ha rappresentato un tassello importante nell’educazione digitale della popolazione globale. Oggi si trova di fronte a naturali problemi di crescita, la sfida è arrivare ad un’integrazione dell’infrastruttura di WhatsApp, Messenger e Instagram. L’operazione non sarà facile, bisognerà farla digerire agli utenti e soprattutto agli enti regolatori”, spiega
Vincenzo Cosenza, esperto di comunicazione digitale e autore del blog vincos.it.
Amazon: profitti record, batte le atteseBene le vendite di fine anno, le entrate crescono del 20%
NEW YORK01 febbraio 201911:00
– Amazon batte le attese di Wall Street e chiude il 2018 con un quarto trimestre in cui ha messo a segno entrate e profitti record. Gli utili sono risultati maggiori al previsto grazie anche al buon andamento delle vendite durante il Black Friday, il Cyber Monday e più in generale il periodo natalizio. Nelle casse del gigante dell’e-commerce fondato da Jeff Bezos sono finiti 72,4 miliardi di dollari contro i 71,9 miliardi delle stime, un balzo del 20% rispetto all’anno precedente.
Gli utili netti sono stati pari a 3,03 miliardi di dollari o 6,04 dollari per azione contro gli 1,86 miliardi di dollari dell’ultimo trimestre del 2017. A trainare sono stati anche i guadagni sul fronte della pubblicità, un vero e proprio boom di ricavi, e quelli relativi ai servizi come quello del cloud computing.
Amazon ha chiuso il 2018 con entrate complessive per 232,9 miliardi di dollari, superando la soglia psicologica dei 200 miliardi di dollari per la prima volta. Gli incassi si sono attestati sui 21 miliardi di dollari con un balzo del 51% rispetto all’anno precedente.
E’ la giornata della password, la migliore è unicaEsperti, no alle troppo banali o complesse, mai riutilizzarle
01 febbraio 201917:27
INTRODUZIONE DI MAURIZIO BARA
Non voglio assolutamente vantarmi o dire che questa che segue è una mia idea, ma è quella che uso da anni! Io associo proprio ai simboli che poi vado ad inserire, sequenze ben note solo alla mia mente con idee che stravolgono completamente il significato delle iniziali o centrali o finali di una parola o simboli che richiamano, ciascuno, qualcosa solo di mio esclusivamente che io converto e tramuto in sequenze simboliche/alfanumeriche che per tutti non hanno alcun significato tranne che per me e risultano quindi di non facile, anzi direi, quasi impossibile interpretazione. SEGUE LA NOTIZIA
Sì alle combinazioni uniche e facili da ricordare, basate su una stringa e associazioni di idee, no a banalità e complessità: è questa la regola per scegliere bene le sempre più numerose password che popolano la vita digitale. Il suggerimento arriva dalla società di sicurezza informatica Kaspersky Lab, in occasione del “Change Your Password Day”, la giornata dedicata al cambio della password che ricorre il primo febbraio. Se si creano password semplici e facili da ricordare, il rischio che un malintenzionato riesca a craccarle è maggiore, rilevano gli esperti. Il riferimento è alle combinazioni banali come “123456”, “password”, che sono le più gettonate – e quindi le peggiori per la sicurezza – secondo la classifica di SpashData.
D’altro canto, se si opta per una sequenza più complessa, è probabile che l’utente la dimentichi, mentre usare la stessa password per più siti è tra le cose più rischiose da fare. La chiave è invece rendere le password più forti, che non significa complesse ma uniche. Per rendere unica una password si può pensare ad una frase, al testo di una canzone, a una citazione o a una filastrocca facile da ricordare, prendere la prima lettera delle prime tre o prime cinque parole e aggiungere tra una lettera e l’altra un simbolo speciale come # o @. Se si sceglie “Fra’ Martino campanaro”, ad esempio, si può creare la stringa “F#M#C” da usare come base per tutte le password. La stringa va aggiunta a una parola che si associa al sito in cui va inserita. Se l’utente associa Facebook al colore blu, può quindi creare la password F#M#Cblu”. Questa password vista dall’esterno non ha alcun significato, osservano gli esperti, ma trattandosi di qualcosa di personale per chi l’ha creata, sarà facile da ricordare.
Mercato tablet a -6% ma si vede ripresaQuarto trimestre positivo per Apple, Samsung e Huawei
01 febbraio 201917:29
Il mercato dei tablet continua a contrarsi: in flessione dal 2015, ha chiuso il 2018 con consegne in calo del 6%, a quota 173,8 milioni di unità. Eppure, secondo gli esperti di Strategy Analytics, si vedo segnali di ripresa.
Nell’ultimo trimestre, infatti, la flessione è stata solo dell’1%, e le aziende leader – Apple, Samsung e Huawei – hanno chiuso i tre mesi in crescita.
In base ai dati degli analisti, tra ottobre e dicembre Apple ha messo in commercio 14,5 milioni di iPad, il 10% in più rispetto ai 13,2 milioni del pari periodo 2017. Samsung ha riportato il primo incremento dal 2014, con 7,5 milioni di tablet consegnati contro i 7 milioni dell’anno precedente.
Amazon è rimasta stabile a 5,5 milioni di unità, mentre Huawei è cresciuta, da 4 a 4,6 milioni. Al quinto posto c’è Lenovo, in calo da 3,1 a 2,3 milioni.
Apple mostra un incremento anche nell’intero 2018, anno in cui ha commercializzato 44,9 milioni di iPad contro i 43,8 milioni del 2017. Samsung ha subito un rallentamento, da 24,4 a 23,1 milioni di tablet; Huawei è cresciuta, da 13,3 a 15,4 milioni di unità. In calo le due aziende ai piedi del podio: Amazon (da 12,4 a 11,3 milioni) e Lenovo (da 10,3 a 8,8). Fuori dai primi cinque cede anche Microsoft (da 7,3 a 7,1 milioni di tablet) nonostante un quarto trimestre positivo).
Apple sana bug FaceTime,tornano chiamateSaranno riattivate la prossima settimana. L’azienda si scusa
01 febbraio 201917:30
– Apple ha risolto il bug di sicurezza nelle chiamate di gruppo su FaceTime, che in alcuni casi consentiva agli utenti di ascoltare l’audio catturato dall’iPhone del destinatario di una chiamata prima che questo rispondesse. Lo ha annunciato la compagnia, spiegando che la prossima settimana pubblicherà un aggiornamento software per riattivare le chiamate di gruppo, sospese dopo la scoperta del problema.
In una nota, Apple ha ringraziato la famiglia Thompson, tra le prime a segnalare il bug, e si è scusata “con i clienti colpiti e con tutti coloro che si sono preoccupati per questo problema di sicurezza”.
Apple ha assicurato di aver agito in modo tempestivo, disabilitando le chiamate di gruppo e iniziando a lavorare alla soluzione.
Su questo aspetto, e cioè la tempestività e l’adeguatezza dell’intervento di Apple nell’informare e tutelare gli utenti, il procuratore generale dello Stato di New York due giorni fa ha avviato un’indagine.
Dati Eurostat: +9%, vicino media eurozona. Boom in Paesi Est
BRUXELLES01 febbraio 201918:22
– Il commercio elettronico con acquisti via mail o su internet è in crescita in Europa e in Italia, registrando rispettivamente +12% e +9% su anno nel 2017, un valore che per la Penisola si attesta vicino alla media dell’eurozona al 10%. Il Un vero e proprio boom si è invece manifestato nei Paesi dell’Est e Baltici: record è il +36% dell’Estonia, seguito dal +32% dell’Ungheria, +26% di Romania e Lituania, e +22% della Repubblica ceca. L’e-commerce ha invece subito una netta battuta d’arresto in Portogallo (-9%) e in Finlandia (-1%). Fanalino di coda della crescita è la Grecia (+2%), poi seguita da Austria e Bulgaria (+6%). Nel complesso le vendite al dettaglio online sono cresciute in modo molto più significativo che quelle tradizionali, con tassi di crescita superiori al 9% dal 2014 contro il 2-3%. [print-me title=”STAMPA”]
Facebook vola a Wall Street
Più forte degli scandali. Apple convince ma dubbi restano
NEW YORK31 gennaio 2019 06:16
– Facebook registra un utile record nel quarto trimestre mostrandosi più forte del susseguirsi di scandali dell’ultimo anno. Il colosso di Mark Zuckerberg archivia il quarto trimestre con un utile netto in aumento a 6,88 miliardi di dollari, o 2,38 dollari per azione, sopra i 2,18 dollari attesi dagli analisti. I ricavi sono saliti del 30% a 16,91 miliardi di dollari, decisamente al di sopra dei 16,39 miliardi su cui scommetteva il mercato. La reazione in Borsa ai risultati sopra le attese è immediata: i titoli arrivano a guadagnare dell’8,43%. Debole invece Microsoft, che presenta una trimestrale in linea con le attese che non convince con ricavi per 32,5 miliardi di dollari e un utile per azione di 1,08 dollari. Dopo una seduta chiuso con il segno più, i titoli del colosso di Redmond perdono l’1,5% a Wall Street.
“La nostra comunità e il nostro business continuano a crescere. Abbiamo cambiato in modo fondamentale come gestiamo la società concentrandoci sui grandi temi sociali e investendo di più nelle nuove modalità per connettere le persone” afferma Mark Zuckerberg. Nel quarto trimestre gli amici di Facebook sono aumentati: gli utenti attivi giornalieri sono stati in media 1,52 miliardi nel dicembre 2018, il 9% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Gli utenti quelli mensili sono saliti del 9% a 2,32 miliardi. I ricavi da pubblicità sui dispositivi mobili hanno rappresentato il 93% del totale ricavi per il quarto trimestre 2018.
In forte rialzo anche Apple, che chiude la seduta in progresso del 6,83% dopo conti che hanno non hanno deluso Wall Street. La trimestrale di Cupertino rassicura pur senza nascondere nè mascherare le sfide e le difficoltà che Cupertino si trova ad affrontare. I numeri non lasciano adito a dubbi: per la prima volta da dieci anni Apple ha registrato un calo dell’utile e dei ricavi negli ultimi tre mesi dell’anno, quelli delle festività di Natale e quindi dello shopping sfrenato.
Apple ha chiuso gli ultimi tre mesi del 2018 con ricavi in calo del 5% a 84,31 miliardi di dollari, e un utile netto in leggera contrazione a 19,97 miliardi di dollari. I ricavi da iPhone sono scesi del 15% a 51,98 miliardi, mentre quelli della divisione servizi sono saliti del 19% a 10,88 miliardi. E sono proprio i servizi il nuovo motore di Apple: pur non essendo ancora in grado di bilanciare la frenata dell’iPhone hanno tassi di crescita elevati e prospettive più promettenti.
Tim Cook spiega il calo dei ricavi dell’iPhone con il fatto che chi ne ha uno tende a cambiarlo meno con un dispositivo Apple nuovo fiammante: più della metà degli iPhone venduti da sempre sono ancora oggi in uso. Questo vuol dire che 900 milioni di persone si tengono stretto il loro iPhone e tendono a cambiarlo con una frequenza minore rispetto al passato. A pesare sulle vendite di iPhone – ammette Cook – è pero anche il prezzo: “è un fattore” soprattutto sui mercati emergenti, dove Apple sconta anche l’effetto del dollaro forte. Nonostante questo Cook è ottimista: “il nostro ecosistema è più forte che mai”.
Apple lavora a una cintura di sicurezza smartBrevetto, sensori e microfoni rispondono a comandi guidatore
gennaio 201909:41
– Apple sta lavorando ad una cintura di sicurezza smart, da integrare nelle vetture elettriche o a guida autonoma e rendere compatibile con i sistemi CarPlay. Lo rivela un nuovo brevetto accordato a Cupertino, su cui la società avrebbe già messo al lavoro diverse persone del Project Titan, il progetto della Mela dedicato alle auto. Il brevetto depositato presso lo U.S. Patent and Trademark Office, prevede la presenza di un “sistema di ritenuta aumentato” che aggiunge altre funzioni alla normale cintura di sicurezza.
Con sensori, microfoni e altoparlanti, la cintura sarebbe in grado di rispondere ai comandi delle dita dei passeggeri trasformandosi così in uno strumento con cui interagire attivamente. Al momento, però, non è dato sapere se il prodotto verrà effettivamente lanciato sul mercato. Ma come riferisce AppleInsider, Apple sarebbe particolarmente interessata all’implementazione di queste cinture sulle vetture a guida autonoma.
AI di Google batte i campioni di StarcraftHa acquisito conoscenze pari a 200 anni di gioco
31 gennaio 201909:41
– Dopo aver battuto il campione di Go, DeepMind, il sistema di Intelligenza Artificiale di Google, è riuscito per la prima volta a battere un umano a Starcraft, un complesso gioco di strategia più impegnativo degli scacchi o dello stesso Go. Il giocatore deve compiere diverse scelte simultaneamente con le “pedine” che si possono spostare per uno spazio più vasto di una semplice scacchiera.
Inoltre chi gioca non sa cosa sta facendo l’avversario e di conseguenza costruire una strategia. AlphaStar, una intelligenza artificiale basata su DeepMind non ha vinto per velocità ma per strategia: è stata più lenta dei giocatori umani e ha compiuto meno azioni per minuto, ma ha comunque vinto tutti i match eccetto uno. In particolare AlphaStar, ha vinto 10 partite su 11, grazie all’aver acquisito conoscenze corrispondenti a 200 anni di gioco con Starcraft. I suoi sfidanti umani erano tra i più forti giocatori professionisti di Starcraft in assoluto.
Smartphone in calo nel 2018, è la prima voltaAnalisti, consegne a 1,43 mld. Giù Samsung e Apple,cresce Huawei
31 gennaio 201919:30
Il mercato mondiale degli smartphone registra la prima flessione annuale da quando è nato, una decina d’anni fa su impulso dell’iPhone di Apple. Secondo le stime di Strategy Analytics, il 2018 si è chiuso con consegne in flessione del 5% rispetto all’anno precedente. Il settore sconta cinque trimestri consecutivi in calo, con l’ultimo – il periodo da ottobre a dicembre – in diminuzione del 6%. Stando agli analisti, l’anno scorso sono stati messi in commercio 1,43 miliardi di smartphone, a fronte degli 1,51 miliardi del 2017. A pesare, secondo gli esperti, sono le condizioni economiche, la mancanza di prodotti accattivanti ma anche i tassi di sostituzione più lunghi. In pratica le persone non cambiano più così spesso il vecchio telefonino con un nuovo modello. Nel 2018 Samsung, leader del mercato, ha consegnato 291,3 milioni di smartphone, seguita da Apple con 206,3 milioni e da Huawei, vicinissima con 205,8 milioni di dispositivi. Le aziende sul podio si caratterizzano però per andamenti diversi. Le consegne annuali si Samsung e Apple sono diminuite rispettivamente dell’8% e del 4,5% rispetto al 2017, mentre quelle di Huawei sono aumentate del 35%.
Al quarto posto si piazza Xiaomi, che cresce (da 91,3 a 119,3 milioni di smartphone) e supera Oppo, quinta e in lieve flessione (da 118 a 116,6 milioni di dispositivi).
Onu, Usa e Cina sono leader nell’AIIndagine Wipo esamina i brevetti, Ibm e Microsoft in testa
31 gennaio 201918:07
Stati Uniti e Cina sono i leader mondiali nel crescente settore tecnologico dell’intelligenza artificiale (AI). A dirlo è un rapporto pubblicato oggi dall’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale (Wipo), che fa capo alle Nazioni Unite. L’indagine ha preso in esame 340mila brevetti collegati all’AI e 1,6 milioni di studi scientifici pubblicati per la maggior parte dal 2013 in poi, ma anche risalenti a quando si iniziò a parlare di intelligenza artificiale, negli anni Cinquanta. In base ai dati, l’americana Ibm ha il portafoglio di brevetti più ampio (8.290) seguita dalla connazionale Microsoft (5.930). Le successive tre posizioni sono invece asiatiche: le giapponesi Toshiba (5.223) e Nec (4.406), e la coreana Samsung (5.102).
Hanno invece nazionalità cinese tre delle quattro istituzioni accademiche presenti nella classifica delle prime trenta realtà mondiali per numero di brevetti. La migliore è l’Accademia delle Scienze, con oltre 2.500 brevetti. Sono inoltre cinesi 17 delle 20 migliori istituzioni accademiche globali per brevetti sull’AI, e 10 delle prime 20 pubblicazioni scientifiche. Tra i vari rami dell’intelligenza artificiale, il più gettonato è l’apprendimento automatico, e in particolare le reti neurali, presenti in oltre un terzo delle invenzioni. Tra le applicazioni, sempre secondo l’indagine Onu, trionfa la computer vision (è nel 49% dei brevetti), con il riconoscimento delle immagini che è fondamentale per lo sviluppo delle auto a guida autonoma.
Sui social 59% italiani,92% usa internetStudio, online per 6 ore al giorno, il 76% ha uno smartphone
31 gennaio 201918:31
– Nel 2018 hanno usato internet 54,8 milioni di italiani, 11 milioni in più del 2017, pari al 92% della popolazione. Sono 35 milioni (il 59% degli italiani, circa 6 su 10) gli attivi sui social media e, di questi, 31 milioni si collegano da smartphone. I dati emergono dal rapporto “Digital 2019″ dell’agenzia We Are Social.
Gli italiani usano internet in media per 6 ore e 4 minuti. Ai social dedicano 1 ora e 51 minuti, e 44 minuti all’ascolto di musica in streaming. La piattaforma social più attiva si conferma YouTube, seguita da WhatsApp e da Facebook. La tv, nelle varie modalità di fruizione (broadcast, streaming, video on demand) totalizza 2 ore e 57 minuti.
Guardando alla telefonia mobile, il 97% degli italiani ha un telefonino, e tre su quattro (76%) possiedono uno smartphone. I contratti mobili attivi in Italia sono 85,92 milioni, pari al 145% della popolazione. In pratica ogni due persone ci sono tre schede Sim attive.
La crescita nell’uso di Internet trascina anche l’e-commerce: i tre quarti degli internauti dichiara di aver acquistato prodotti e servizi online nell’ultimo mese, il 42% attraverso un dispositivo mobile. Nel 2018 lo shopping online si è attestato a 15,63 miliardi di dollari, il 13% in più del 2017.
Il rapporto offre anche una panoramica globale. Nel mondo il numero di persone che accedono a internet è pari a 4,39 miliardi, in aumento rispetto ai 4,02 miliardi dell’anno precedente. Tre miliardi e mezzo di persone sono attive sui social media, cioè il 45% della popolazione mondiale. Superano i 5 miliardi, infine, i possessori di un telefono cellulare: due abitanti del Pianeta su tre (67%) hanno un telefonino. [print-me title=”STAMPA”]
Il 30% italiani non ha mai limitato accesso a dati
Eurostat, sopra media Ue del 28%, francesi i più virtuosi
28 gennaio 201914:03
Nel 2018, il 75% delle persone di età compresa tra i 16 e i 74 anni nell’Unione europea ha usato uno smartphone per scopi privati. Tuttavia, il 28% quando ha utilizzato o installato un’app non ha mai limitato o rifiutato l’accesso ai suoi dati personali. E’ quanto emerge dagli ultimi dati Eurostat per il 2018. L’Italia è al 30%, poco sopra la media Ue; la Francia è il paese dove i cittadini si proteggono di più in Europa, alla Repubblica Ceca il record negativo.Secondo Eurostat, il 7% dei possessori di smartphone nell’Ue non sa che è possibile limitare o rifiutare l’accesso ai propri dati personali quando si utilizza o installa un’applicazione sul proprio dispositivo. Meno della metà (43%) degli utilizzatori dei telefoni ha riferito di avere un sistema di sicurezza installato automaticamente o fornito dal sistema operativo. Un ulteriore 15% ha sottoscritto un sistema di sicurezza o ne ha usato uno installato da qualcun altro.Infine, due terzi degli utenti di smartphone nella Repubblica Ceca (67%) non ha mai limitato o rifiutato l’accesso alle app ai propri dati personali; sono seguiti da Bulgaria (49%), Cipro e Regno Unito (entrambi al 43%). Al contrario, solo il 10% degli utenti di smartphone in Francia non ha mai limitato o rifiutato l’accesso alle app, seguito da Germania (16%), Paesi Bassi e Lussemburgo (entrambi il 17%). L’Italia è al 30%.
Facebook, nuovi strumenti per le elezioni EuropeePiù trasparenza e contrasto a interferenze esterne in elezioni
28 gennaio 201919:18
Contrastare le interferenze esterne nei processi elettorali nell’Unione europea: è lo scopo dei ‘nuovi strumenti’ che Facebook lancerà nel mese di marzo in vista delle elezioni europee, per cercare di dare una risposta alle preoccupazioni espresse soprattutto dalla Commissione europea dopo il caso Cambridge Analytica.”A fine marzo lanceremo dei nuovi tool per aiutare a evitare l’interferenza esterna nelle prossime elezioni e per rendere più trasparenti le inserzioni politiche su Facebook”, ha scritto oggi in un post la responsabile del gruppo per le elezioni in Europa, Anika Geisel.Saranno inoltre rese accessibili molte più informazioni alle persone sulle inserzioni politiche. A dare l’annuncio oggi a Bruxelles il responsabile per gli affari globali di Facebook, Nick Clegg, che si trova nella capitale belga per un giro d’incontri in Commissione europea. Clegg ha precisato tra l’altro che chi vorrà pubblicare le inserzioni politiche su Facebook dovrà prima essere autorizzato dal gruppo per farlo.La responsabile del gruppo per le elezioni in Europa, Anika Geisel, ha chiarito inoltre che “per pubblicare annunci politici o relativi a tematiche di rilievo e molto dibattute legate alle elezioni del Parlamento Europeo, gli inserzionisti dovranno confermare la loro identità e includere informazioni aggiuntive su chi sia il responsabile dei loro annunci”.Gli strumenti che verranno lanciati a marzo riguarderanno non solo gli annunci delle campagne politiche, ma anche gli annunci relativi a “temi di interesse pubblico”, ossia “che non menzionano un candidato o un partito, ma che riguardano tematiche molto discusse e di rilievo”.”Continua a migliorare” anche “il nostro lavoro per combattere le notizie false”, in parallelo al programma di fact checking, che “stiamo continuando ad ampliare” e che attualmente copre contenuti in 16 lingue. “Per coordinare meglio le nostre attività nelle ultime settimane prima” delle elezioni Ue, “basandoci sul lavoro svolto nei mesi scorsi – ha annunciato quindi Geisel – abbiamo in programma l’apertura di nuovi centri operativi specializzati” per “l’integrità delle elezioni”, compreso uno a Dublino.
Google, arriva conferenza sviluppatori
28 gennaio 201918:20
La Google I/O, cioè la conferenza annuale degli sviluppatori di Big G, si terrà a Mountain View, in California, dal 7 al 9 maggio. Le date sono state scovate da un utente di Twitter, Till Kottmann, all’interno di un codice, partendo dal rompicapo sulla I/O twittato da Google.L’appuntamento, dedicato al software, avrà al centro la prossima versione del sistema operativo per dispositivi mobili, Android 10 Q, che secondo alcune indiscrezioni porterà diverse novità. Se la versione attuale, Android Pie, supporta il notch di moda sugli smartphone, consentendo di ospitare informazioni e icone ai suoi lati, Android Q dovrebbe strizzare l’occhio ai telefoni pieghevoli che arriveranno sugli scaffali nel 2019.Dovrebbe cioè consentire alle app di adattarsi in tempo reale alle dimensioni del display, che variano se il dispositivo è aperto o chiuso. La decima versione di Android dovrebbe poi fare largo uso del “dark mode”, che attutisce l’impatto dello schermo sugli occhi.Ci si aspetta che tutte le app precaricate supporteranno il “dark mode” nativamente. C’è inoltre attesa per nuove emoji, per un blocco delle chiamate avanzato, e per un’interfaccia che consenta di usare i tablet come fossero Pc. Android Q, infine, potrebbe avere un supporto nativo per il riconoscimento facciale, simile al Face ID di Apple. [print-me title=”STAMPA”]
WHATSAPP INSTAGRAM E MESSENGER VERSO INTEGRAZIONE FACEBOOK
IN “TECNOLOGIA”
AGGIORNAMENTO DELLE 21:28 DI VENERDì 25 GENNAIO 2019
WHATSAPP INSTAGRAM E MESSENGER VERSO INTEGRAZIONE FACEBOOK
Il futuro di Facebook è all’insegna dell’integrazione delle sue applicazioni di messaggistica, Messenger e WhatsApp, e dell’app Instagram molto popolare tra i giovani. A svelare i dettagli del progetto, che dovrebbe andare in porto tra fine 2019 e inizio 2020 e’ il New York Times le cui fonti, anonime, sono quattro persone che lavorano all’integrazione. Zuckerberg ha sempre promesso di non voler sovrapporre i servizi di sua proprieta’. Ma deve farlo per motivi di business: tutte queste app crescono di piu’ della piattaforma madre, Facebook che tra pochi giorni compie 15 anni.
Secondo le indiscrezioni del New York Times Facebook, Messenger, WhatsApp e Instagram pur restando distinte come app sugli smartphone, dovrebbero unire business e utenti. Con dubbi non indifferenti sui dati e sulla privacy, visto l’incrocio di numeri di telefono e informazioni personali. Tra i punti importanti dell’integrazione, secondo il New York Times, ci sarebbe anche l’estensione a tutte le app del sistema di crittografia ‘end to end’, che segreta le conversazioni e le mette al riparo da intrusioni esterne.
Facebook che conta oltre 2 miliardi di utenti nel mondo e’ stato lanciato a febbraio 2004, ma l’affezione degli utenti si e’ affievolita dopo lo scandalo Cambridge Analytica senza contare l’allontanamento dei piu’ giovani che preferiscono altre app, in primis Instagram. Quest’ultima è stata acquistata da Facebook nel 2012 per 1 miliardo di dollari, WhatsApp nel 2014 per 14 miliardi di dollari. Mentre Messenger è stata sviluppata ‘in casa’ e lanciata nel 2011.
“Vogliamo costruire le migliori esperienze di messaggistica possibili; la gente vuole scambiarsi messaggi in modo veloce, semplice, affidabile e privato. Stiamo lavorando per portare la crittografia end-to-end ad altri nostri servizi di messaggistica e stiamo valutando come rendere più facile raggiungere amici e familiari attraverso i diversi network. Chiaramente, in una fase come questa in cui stiamo iniziando a definire tutti i dettagli per capire come rendere tutto questo possibile, sono ancora molte le discussioni e i confronti in atto”, commenta un portavoce di Facebook. [print-me title=”STAMPA”]