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DALLE 06:16 DI GIOVEDì 31 GENNAIO 2019

ALLE 02:05 DI VENERDì 01 FEBBRAIO 2019

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Facebook vola a Wall Street
Più forte degli scandali. Apple convince ma dubbi restano

NEW YORK31 gennaio 2019 06:16

– Facebook registra un utile record nel quarto trimestre mostrandosi più forte del susseguirsi di scandali dell’ultimo anno. Il colosso di Mark Zuckerberg archivia il quarto trimestre con un utile netto in aumento a 6,88 miliardi di dollari, o 2,38 dollari per azione, sopra i 2,18 dollari attesi dagli analisti. I ricavi sono saliti del 30% a 16,91 miliardi di dollari, decisamente al di sopra dei 16,39 miliardi su cui scommetteva il mercato. La reazione in Borsa ai risultati sopra le attese è immediata: i titoli arrivano a guadagnare dell’8,43%. Debole invece Microsoft, che presenta una trimestrale in linea con le attese che non convince con ricavi per 32,5 miliardi di dollari e un utile per azione di 1,08 dollari. Dopo una seduta chiuso con il segno più, i titoli del colosso di Redmond perdono l’1,5% a Wall Street.

“La nostra comunità e il nostro business continuano a crescere. Abbiamo cambiato in modo fondamentale come gestiamo la società concentrandoci sui grandi temi sociali e investendo di più nelle nuove modalità per connettere le persone” afferma Mark Zuckerberg. Nel quarto trimestre gli amici di Facebook sono aumentati: gli utenti attivi giornalieri sono stati in media 1,52 miliardi nel dicembre 2018, il 9% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Gli utenti quelli mensili sono saliti del 9% a 2,32 miliardi. I ricavi da pubblicità sui dispositivi mobili hanno rappresentato il 93% del totale ricavi per il quarto trimestre 2018.

In forte rialzo anche Apple, che chiude la seduta in progresso del 6,83% dopo conti che hanno non hanno deluso Wall Street. La trimestrale di Cupertino rassicura pur senza nascondere nè mascherare le sfide e le difficoltà che Cupertino si trova ad affrontare. I numeri non lasciano adito a dubbi: per la prima volta da dieci anni Apple ha registrato un calo dell’utile e dei ricavi negli ultimi tre mesi dell’anno, quelli delle festività di Natale e quindi dello shopping sfrenato.

Apple ha chiuso gli ultimi tre mesi del 2018 con ricavi in calo del 5% a 84,31 miliardi di dollari, e un utile netto in leggera contrazione a 19,97 miliardi di dollari. I ricavi da iPhone sono scesi del 15% a 51,98 miliardi, mentre quelli della divisione servizi sono saliti del 19% a 10,88 miliardi. E sono proprio i servizi il nuovo motore di Apple: pur non essendo ancora in grado di bilanciare la frenata dell’iPhone hanno tassi di crescita elevati e prospettive più promettenti.

Tim Cook spiega il calo dei ricavi dell’iPhone con il fatto che chi ne ha uno tende a cambiarlo meno con un dispositivo Apple nuovo fiammante: più della metà degli iPhone venduti da sempre sono ancora oggi in uso. Questo vuol dire che 900 milioni di persone si tengono stretto il loro iPhone e tendono a cambiarlo con una frequenza minore rispetto al passato. A pesare sulle vendite di iPhone – ammette Cook – è pero anche il prezzo: “è un fattore” soprattutto sui mercati emergenti, dove Apple sconta anche l’effetto del dollaro forte. Nonostante questo Cook è ottimista: “il nostro ecosistema è più forte che mai”.

Apple lavora a una cintura di sicurezza smartBrevetto, sensori e microfoni rispondono a comandi guidatore

gennaio 201909:41

– Apple sta lavorando ad una cintura di sicurezza smart, da integrare nelle vetture elettriche o a guida autonoma e rendere compatibile con i sistemi CarPlay. Lo rivela un nuovo brevetto accordato a Cupertino, su cui la società avrebbe già messo al lavoro diverse persone del Project Titan, il progetto della Mela dedicato alle auto. Il brevetto depositato presso lo U.S. Patent and Trademark Office, prevede la presenza di un “sistema di ritenuta aumentato” che aggiunge altre funzioni alla normale cintura di sicurezza.

Con sensori, microfoni e altoparlanti, la cintura sarebbe in grado di rispondere ai comandi delle dita dei passeggeri trasformandosi così in uno strumento con cui interagire attivamente. Al momento, però, non è dato sapere se il prodotto verrà effettivamente lanciato sul mercato. Ma come riferisce AppleInsider, Apple sarebbe particolarmente interessata all’implementazione di queste cinture sulle vetture a guida autonoma.
AI di Google batte i campioni di StarcraftHa acquisito conoscenze pari a 200 anni di gioco

31 gennaio 201909:41

– Dopo aver battuto il campione di Go, DeepMind, il sistema di Intelligenza Artificiale di Google, è riuscito per la prima volta a battere un umano a Starcraft, un complesso gioco di strategia più impegnativo degli scacchi o dello stesso Go. Il giocatore deve compiere diverse scelte simultaneamente con le “pedine” che si possono spostare per uno spazio più vasto di una semplice scacchiera.

Inoltre chi gioca non sa cosa sta facendo l’avversario e di conseguenza costruire una strategia. AlphaStar, una intelligenza artificiale basata su DeepMind non ha vinto per velocità ma per strategia: è stata più lenta dei giocatori umani e ha compiuto meno azioni per minuto, ma ha comunque vinto tutti i match eccetto uno. In particolare AlphaStar, ha vinto 10 partite su 11, grazie all’aver acquisito conoscenze corrispondenti a 200 anni di gioco con Starcraft. I suoi sfidanti umani erano tra i più forti giocatori professionisti di Starcraft in assoluto.
Smartphone in calo nel 2018, è la prima voltaAnalisti, consegne a 1,43 mld. Giù Samsung e Apple,cresce Huawei

31 gennaio 201919:30

Il mercato mondiale degli smartphone registra la prima flessione annuale da quando è nato, una decina d’anni fa su impulso dell’iPhone di Apple. Secondo le stime di Strategy Analytics, il 2018 si è chiuso con consegne in flessione del 5% rispetto all’anno precedente. Il settore sconta cinque trimestri consecutivi in calo, con l’ultimo – il periodo da ottobre a dicembre – in diminuzione del 6%.    Stando agli analisti, l’anno scorso sono stati messi in commercio 1,43 miliardi di smartphone, a fronte degli 1,51 miliardi del 2017. A pesare, secondo gli esperti, sono le condizioni economiche, la mancanza di prodotti accattivanti ma anche i tassi di sostituzione più lunghi. In pratica le persone non cambiano più così spesso il vecchio telefonino con un nuovo modello.    Nel 2018 Samsung, leader del mercato, ha consegnato 291,3 milioni di smartphone, seguita da Apple con 206,3 milioni e da Huawei, vicinissima con 205,8 milioni di dispositivi. Le aziende sul podio si caratterizzano però per andamenti diversi. Le consegne annuali si Samsung e Apple sono diminuite rispettivamente dell’8% e del 4,5% rispetto al 2017, mentre quelle di Huawei sono aumentate del 35%.
Al quarto posto si piazza Xiaomi, che cresce (da 91,3 a 119,3 milioni di smartphone) e supera Oppo, quinta e in lieve flessione (da 118 a 116,6 milioni di dispositivi).

Onu, Usa e Cina sono leader nell’AIIndagine Wipo esamina i brevetti, Ibm e Microsoft in testa

31 gennaio 201918:07

Stati Uniti e Cina sono i leader mondiali nel crescente settore tecnologico dell’intelligenza artificiale (AI). A dirlo è un rapporto pubblicato oggi dall’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale (Wipo), che fa capo alle Nazioni Unite. L’indagine ha preso in esame 340mila brevetti collegati all’AI e 1,6 milioni di studi scientifici pubblicati per la maggior parte dal 2013 in poi, ma anche risalenti a quando si iniziò a parlare di intelligenza artificiale, negli anni Cinquanta.    In base ai dati, l’americana Ibm ha il portafoglio di brevetti più ampio (8.290) seguita dalla connazionale Microsoft (5.930). Le successive tre posizioni sono invece asiatiche: le giapponesi Toshiba (5.223) e Nec (4.406), e la coreana Samsung (5.102).
Hanno invece nazionalità cinese tre delle quattro istituzioni accademiche presenti nella classifica delle prime trenta realtà mondiali per numero di brevetti. La migliore è l’Accademia delle Scienze, con oltre 2.500 brevetti. Sono inoltre cinesi 17 delle 20 migliori istituzioni accademiche globali per brevetti sull’AI, e 10 delle prime 20 pubblicazioni scientifiche.    Tra i vari rami dell’intelligenza artificiale, il più gettonato è l’apprendimento automatico, e in particolare le reti neurali, presenti in oltre un terzo delle invenzioni. Tra le applicazioni, sempre secondo l’indagine Onu, trionfa la computer vision (è nel 49% dei brevetti), con il riconoscimento delle immagini che è fondamentale per lo sviluppo delle auto a guida autonoma.

Sui social 59% italiani,92% usa internetStudio, online per 6 ore al giorno, il 76% ha uno smartphone

31 gennaio 201918:31

– Nel 2018 hanno usato internet 54,8 milioni di italiani, 11 milioni in più del 2017, pari al 92% della popolazione. Sono 35 milioni (il 59% degli italiani, circa 6 su 10) gli attivi sui social media e, di questi, 31 milioni si collegano da smartphone. I dati emergono dal rapporto “Digital 2019″ dell’agenzia We Are Social.
Gli italiani usano internet in media per 6 ore e 4 minuti. Ai social dedicano 1 ora e 51 minuti, e 44 minuti all’ascolto di musica in streaming. La piattaforma social più attiva si conferma YouTube, seguita da WhatsApp e da Facebook. La tv, nelle varie modalità di fruizione (broadcast, streaming, video on demand) totalizza 2 ore e 57 minuti.
Guardando alla telefonia mobile, il 97% degli italiani ha un telefonino, e tre su quattro (76%) possiedono uno smartphone. I contratti mobili attivi in Italia sono 85,92 milioni, pari al 145% della popolazione. In pratica ogni due persone ci sono tre schede Sim attive.
La crescita nell’uso di Internet trascina anche l’e-commerce: i tre quarti degli internauti dichiara di aver acquistato prodotti e servizi online nell’ultimo mese, il 42% attraverso un dispositivo mobile. Nel 2018 lo shopping online si è attestato a 15,63 miliardi di dollari, il 13% in più del 2017.
Il rapporto offre anche una panoramica globale. Nel mondo il numero di persone che accedono a internet è pari a 4,39 miliardi, in aumento rispetto ai 4,02 miliardi dell’anno precedente. Tre miliardi e mezzo di persone sono attive sui social media, cioè il 45% della popolazione mondiale. Superano i 5 miliardi, infine, i possessori di un telefono cellulare: due abitanti del Pianeta su tre (67%) hanno un telefonino.         [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 11:02 DI VENERDì 04 GENNAIO 2019

ALLE 05:50 DI SABATO 05 GENNAIO 2019

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Nel 2018 raccolte 105mila tonnellate di Rifiuti elettronici
Ecodom, pari a 292 Airbus. Il 62% sono grandi elettrodomestici

04 gennaio 2019 11:02

Sono 105.516, poco più del 2017, le tonnellate di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (Raee) provenienti dai nuclei domestici che ha gestito nell’anno appena passato da Ecodom, il principale Consorzio italiano di gestione di questi rifiuti.”Numeri importanti per l’Italia – fa notare il Consorzio – pari al peso di 232 Freccia Rossa 1000 da 8 carrozze, oppure di 292 Airbus A380″. Prevalgono lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, forni, cappe, stufe elettriche, boiler, microonde che rappresentano il 62% del totale; mentre il 35% è costituito da frigoriferi, congelatori, grandi elettrodomestici per la refrigerazione, la conservazione e il deposito di alimenti. Il restante 3% comprende monitor, tv e apparecchiature illuminanti.”Il corretto trattamento dei Raee attuato dal Consorzio ha consentito di recuperare quasi il 90% di materie prime seconde, sia perché su un totale di circa 45.000 ritiri dai Centri di Raccolta effettuati nel 2018 nel 99,8% dei casi abbiamo rispettato i tempi concordati tra il Centro di Coordinamento Raee e Anci”, spiega Giorgio Arienti, direttore generale di Ecodom. Dalle oltre 105mila tonnellate di Raee, Ecodom ha ricavato 62.758 tonnellate di ferro “pari a 179 volte il peso della copertura della Galleria Vittorio Emanuele di Milano oppure 8 volte quello della Torre Eiffel, 1.951 tonnellate di alluminio, pari a 2,3 milioni di caffettiere, 2.098 tonnellate di rame, pari a 23 volte il peso del rivestimento della Statua della Libertà, e 10.882 tonnellate di plastica, pari a 30,2 milioni di cestini da ufficio”.

Dalla mobilità smart all’8k, le novità tech in arrivo a Las VegasL’8 gennaio parte il Ces,in scena anche Intelligenza Artificiale

04 gennaio 201914:02

Dai display che si piegano alla definizione in 8K, dalle nuove tv con Intelligenza artificiale alle novità tecnologiche nel settore auto che stanno prendendo sempre più la scena. Questo e altro è atteso al Ces di Las Vegas, la più importante fiera dell’elettronica al consumo che si apre l’8 gennaio ma che da anni non è ribalta dei grandi annunci dei big che oramai organizzano eventi ‘ad hoc’. Oltre 4.500 aziende, tra cui 1.200 start-up, esporranno migliaia di prodotti davanti ad una platea attesa di 180mila persone.Una fetta importante dell’appuntamento saranno le novità della mobilità alternativa che anche il Wall Street Journal ha inserito tra i trend tecnologici del 2019. Al Ces debutterà Elevate di Hyundai, un mezzo di trasporto dotato di gambe robotiche in grado circolare su strada e su terreni più impervi, arrampicandosi proprio come farebbe un quadrupede. E accanto alle dimostrazioni di auto autonome, senza conducente, Bmw mostrerà una moto che si guida da sola. In ambito più strettamente tecnologico, non mancherà Samsung.Il colosso sudcoreano annuncerà nuove tv (Serif TV e The Frame) con tecnologia Qled: fanno parte della gamma ‘lifestyle TV’, che comprende dispositivi che non si limitano alla fruizione dei video ma arredano. Sul palcoscenico della fiera in programma fino all’11 gennaio salirà anche LG con le nuove tv dotate di ThinQ AI. Un algoritmo migliora le immagini e l’audio analizzando la sorgente dei contenuti e identificando le condizioni ambientali intorno al dispositivo. LG dovrebbe mettere in mostra anche una tv pieghevole da 65 pollici ad un prezzo sopra i 10mila dollari. Infine, tra i protagonisti del Ces ci saranno Alexa di Amazon e Google Assistant, i due assistenti virtuali onnipresenti: dagli elettrodomestici ai televisori, dalle auto ai giocattoli, tutto risponderà a comandi vocali.

In Usa sfida sul web, fare cose bendatiPrende spunto da film Netflix, piattaforma chiede stop

04 gennaio 201915:32

Si chiama ‘Bird Box challenge’ la nuova sfida che negli Usa corre sul web e rischia di mandare qualche adolescente all’ospedale. Il test prende il nome da un film distribuito da Netflix, ed è proprio la piattaforma a chiedere uno stop via Twitter. Il film con Sandra Bullock parla di una madre che guida i figli attraverso una serie di pericoli.I protagonisti sono tutti bendati per evitare delle misteriose presenze che se viste spingono al suicidio. Dall’uscita, racconta il Washington Post, si sono moltiplicati in rete video e meme in cui persone comuni cercano di replicare scene del film, ovviamente rischiando infortuni seri. In qualche caso c’è addirittura qualcuno che cerca di guidare con una benda sugli occhi, come la protagonista. “Non avremmo mai creduto di doverlo dire – scrive Netflix sul profilo Twitter – ma per favore non vi fate male con questo ‘Bird Box challenge'”. Non sappiamo come sia iniziato, e apprezziamo l’affetto del pubblico, ma Boy e Girl (i due protagonisti) hanno solo un desiderio per il 2019 ed è che nessuno finisca all’ospedale per colpa di un meme”.Non è la prima volta che qualche sfida sul web suscita preoccupazione. Lo scorso anno aveva preso piede ad esempio la ‘Tide Pod challenge’, in cui adolescenti si sfidavano a mangiare una dose di detersivo.
A Gatwick e Heathrow sistemi anti-droneDecisione dopo il caos causato da avvistamenti prima di Natale

04 gennaio 201918:37

Gli aeroporti londinesi di Gatwick e Heathrow stanno investendo milioni di sterline in tecnologia anti-drone di tipo militare. Gli investimenti, riferiti dalla stampa britannica, arrivano in seguito ai disordini causati dall’avvistamento di alcuni droni nei pressi di Gatwick tra il 19 e il 21 dicembre scorsi, da cui sono dipesi ritardi e cancellazioni di un migliaio di voli e disagi per circa 140mila passeggeri.I due aeroporti, i più grandi del Regno Unito, non hanno rivelato la tecnologia anti-drone impiegata, ma secondo indiscrezioni recenti potrebbe essere il sistema Drone Dome, sviluppato in Israele. Il sistema consente di bloccare le comunicazioni tra il drone e il suo operatore, e ha la capacità di intercettare i velivoli nel raggio di dieci chilometri.Alcuni modelli utilizzerebbero un raggio laser per distruggere droni ostili.Secondo quanto riferito dal Guardian, la prossima settimana il sottosegretario di stato ai Trasporti, Liz Sugg, incontrerà i vertici dei principali aeroporti del Paese per discutere degli strumenti di difesa presenti e di quelli che saranno installati.Gli aeroporti dovrebbero annunciare investimenti in tecnologie anti-drone, che potrebbero però essere diverse e meno onerose rispetto a quelle adottate dagli aeroporti di Londra.
Stampa Olanda, Google ha trasferito 20 mld nelle BermudaMetodo legale ma controverso

BRUXELLES04 gennaio 201918:42

“Nel 2017 Google ha trasferito circa 20 miliardi di euro dall’Olanda al paradiso fiscale delle Bermuda”. E’ quanto scrive il quotidiano olandese De Telegraaf citando un’inchiesta del giornale finanziario locale Fd, precisando che “si tratta di circa 4 miliardi in più rispetto a quanto la compagnia americana aveva trasferito un anno prima attraverso la tanto criticata via fiscale”.Secondo il quotidiano le “somme provengono dai conti annuali di Google Netherlands Holdings, che la multinazionale ha depositato alla Camera di commercio poco prima della fine dell’anno”. Stando a quanto scrive la stampa locale “Google avrebbe utilizzato una holding olandese senza dipendenti dal 2004, per trasferire royalties, commissioni per l’utilizzo del marchio e della tecnologia di Google, a una società registrata in Irlanda e grazie a questa alle Bermuda”.Secondo Fd, la “tecnica usata per tale ‘trucco fiscale’, attraverso l’uso di due compagnie irlandesi e olandesi, è noto anche come “Doppio irlandese” o come “sandwich olandese”. Il metodo è legale, ma controverso”. Paghiamo tutte le tasse dovute e rispettiamo le leggi fiscali in tutti i paesi del mondo in cui operiamo. Google, come le altre multinazionali, paga la maggior parte delle imposte sul reddito nel suo paese d’origine e abbiamo pagato un’aliquota fiscale globale effettiva del 26% negli ultimi dieci anni”. E’ quanto afferma un portavoce di Google in merito ad un’inchiesta pubblicata dai media olandesi.
Huawei punisce 2 dipendenti, hanno twittato con l’iPhoneIncidente nel messaggio di Capodanno, decurtati gli stipendi

04 gennaio 201918:38

Huawei ha demansionato e decurtato lo stipendio a due dipendenti, responsabili di aver twittato il messaggio Capodanno dall’account ufficiale della compagnia usando un iPhone. Stando a una nota interna di cui riferisce l’agenzia Bloomberg, i due impiegati hanno subito un taglio dello stipendio pari a 5mila yuan, circa 640 euro.L’incidente sarebbe avvenuto quando la social media agency esterna che segue Huawei ha avuto problemi alla VPN, la rete di comunicazione privata che consente di usare liberamente Twitter e altri servizi web in Cina nonostante la censura. In alternativa è stato quindi utilizzato un iPhone con scheda Sim estera.Il tweet, poi cancellato, riportava la scritta “Twitter for iPhone”, come tutti i cinguettii postati da uno smartphone di Apple. Il fatto non è passato inosservato in rete, dove diversi siti ne hanno parlato. Nella nota interna il vicepresidente Chen Lifang ha evidenziato che l’incidente ha “causato danni al marchio Huawei”.Huawei è attualmente il secondo produttore al mondo di smartphone, dopo aver superato Apple nel secondo trimestre del 2018. Al primo posto c’è Samsung.
1000 dollari per stare un anno senza FacebookRicerca quantifica quanto vale il social per gli utenti

04 gennaio 201918:44

Quanto siamo disposti a intascare per mettere il nostro profilo Facebook in stand-by per un anno? Circa mille dollari, stando a due studi congiunti di ricercatori oltreoceano. Sono stati condotti dalla Susquehanna University in Pennsylvania e dalla Tufts University in Massachusetts insieme alla Michigan State University. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Plos One. La cifra varia a seconda dell’età degli intervistati: per i più giovani si arriva a 2mila dollari, mentre per i più adulti ci si attesta mediamente a 1.000-1.100 dollari, indicazione utile per capire chi attribuisce più o meno importanza al social network.Per arrivare al valore di 1000 dollari, i ricercatori hanno condotto esperimenti basati su aste. Ad ognuna di queste venivano offerti soldi ad un gruppo di partecipanti per chiudere il proprio profilo per un giorno, tre giorni o sette giorni. E chi accettava veniva effettivamente pagato. I ricercatori, una volta ottenuti tutti i dati, hanno stimato il valore medio di un account del social. L’esperimento dimostra che gli utenti sono attaccati al social network nonostante gli scandali privacy e altre ricerche che mettono in guardia dal loro uso. L’ultima, condotta dall’University College London su 11mila 14enni, ha mostrato che le ragazze sono molto più soggette dei ragazzi alla depressione per l’elevato uso dei social.
Apple: +4,11% a Wall Street. Analisti, momento cruciale CookCupertino deve guardare al di la’ iPhone, vero test per a.d.

NEW YORK04 gennaio 201919:59

Apple sale in Borsa cercando di lasciarsi alle spalle la peggiore seduta degli ultimi sei anni.I titoli di Apple guadagnano il 4,11% dopo essere arrivati a perdere giovedi’ il 10%. Ma i problemi per Cupertino sono lungi dall’essere risolti, con gli analisti che vedono Apple e il suo amministratore delegato alle prese con un momento cruciale per la societa’, ‘costretta’ a guardare al di la’ dell’iPhone.Apple si avvicina a festeggiare i suoi 43 anni – mettono in evidenza gli osservatori – con molte sfide davanti a se’. Fra queste la crisi dell’iPhone, che sembra aver perso il proprio fascino almeno in Cina. ”Questo e’ il momento cruciale per Tim Cook come amministratore delegato. E’ facile essere amministratore delegato di Apple quando tutto va bene. Questo sara’ il vero banco di prova per Cook” affermano alcuni analisti.        [print-me title=”STAMPA”]

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PEW REASEARCH CENTER: INDAGINE

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PEW REASEARCH CENTER: INDAGINE

AGGIORNAMENTO DELLE 14:58

DI SABATO 01 DICEMBRE 2018

Sorpresa Generazione Z, calano i selfie

Pew Research, più consapevoli di pericolosità e cyberbullismo

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La stragrande maggioranza degli adolescenti ritiene utili i social media e vi si rapporta meglio dei Millenials, la generazione precedente che ha contribuito a rendere mainstream l’uso di queste piattaforme. Ed è meno vanitosa, si fa meno selfie, ed è anche consapevole degli aspetti di pericolosità come il cyberbullismo. E’ la fotografia scattata dall’ultima indagine del Pew Reasearch Center, dal titolo ‘Teens’ Social Media Habits and Experience’, e condotta su 743 ragazzi americani di età compresa tra i 13 e i 17 anni.
Dall’indagine emerge che i ragazzini usano perlopiù i social media per parlare delle loro esperienze familiari (il 43%), mentre il 44% dei post è attribuibile ai loro successi. Le convinzioni politiche occupano solo il 9% dei messaggi. E circa la metà dei ragazzi raramente posta selfie, solo il 16% dice di farlo spesso. Mentre il 15% degli intervistati ha dichiarato di nascondere il contenuto dei post ai genitori e il 29% ha detto di non farlo mai. “Pensiamo spesso che gli adolescenti postino solo selfie, in realtà sono impegnati a costruire connessioni più interessanti, spiega Monica Anderson del Pew Research Center, aggiungendo però che “c’è ancora molto da imparare sulle sfumature delle esperienze degli adolescenti sui social e da scavare di più in merito a molestie, sicurezza e libertà di parola”.      [print-me title=”STAMPA”]