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Cresce la spesa in cybersicurezza, 36 miliardi di dollari nel 2018
Analisti prevedono incremento nei prossimi anni, 42 mln nel 2020

11 aprile 2019 02:11

E’ in aumento la spesa mondiale in cybersicurezza. Nel 2018 ha raggiunto i 36,6 miliardi di dollari, con un incremento del 9,1% su base annua, e nel quarto trimestre ha superato per la prima volta la soglia dei 10 miliardi. A fornire i dati sono gli analisti di Canalys, che evidenziano come la cifra relativa al 2018 rappresenti appena il 2% della spesa complessiva in tecnologie dell’informazione. In futuro, tuttavia, la crescita sarà “inevitabile”, visto l’emergere di minacce informatiche sempre più numerose e sofisticate, che favoriranno gli affari dei fornitori di soluzioni anti-hacker. Nel 2020, prevedono gli esperti, la spesa in cybersecurity raggiungerà i 42 miliardi.  Nel 2018 a fare la parte del leone è la spesa in sicurezza delle reti, cresciuta del 12,6% a 14,3 miliardi di dollari.

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Seconda, per incremento, è la cifra destinata alla protezione di web e email, con un +8,2% a 7,2 miliardi. A livello geografico si distingue la regione Emea (Europa, Medio Oriente e Africa), con una spesa in aumento del 10,5%. Il Nord America registra un +8,9%, l’America Latina +9,2% e l’Asia-Pacifico +7%.

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Tra le aziende, a crescere a cifra doppia sono Cisco, Palo Alto Networks e Fortinet (rispettivamente prima seconda e quinta per giro d’affari), tutte specializzate in prodotti per la sicurezza di rete. Al terzo posto c’è Check Point, che cresce del 4,6% grazie all’offerta di soluzioni per il cloud. Crollo del 12%, infine, per la quarta in classifica, Symantec, che paga il prezzo di un’indagine interna.

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Amazon ascolta i comandi ad Alexa per migliorare il servizio Bloomberg, team sente le registrazioni e le invia ad un software

11 aprile 201917:46

Amazon assume migliaia di dipendenti in giro per il mondo per ascoltare gli ordini che milioni di persone danno ad Alexa, l’assistente vocale del colosso guidato da Jeffe Bezos a cui si possono dare diversi comandi, come trovare la musica preferita. E’ quanto riporta l’agenzia Bloomberg.Il team, in particolare, ascolta le registrazioni captate dal potente microfono di Alexa e poi le trascrive, le annota e infine le invia ad un software con l’obiettivo di migliorare la comprensione del linguaggio dell’uomo da parte dell’assistente digitale, e permettere così una risposta più efficace ai comandi inviati al dispositivo.

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“Amazon prende sul serio privacy e sicurezza delle informazioni personali dei clienti – afferma in una nota il colosso dell’e-commerce commentando l’inchiesta di Bloomberg – Annotiamo solo un numero estremamente minimo di interazioni da un gruppo di clienti selezionati in modo casuale, al fine di migliorare l’esperienza del cliente”-“Queste informazioni ci aiutano, ad esempio, ad addestrare i nostri sistemi di riconoscimento vocale – aggiunge Amazon – e di comprensione del linguaggio naturale, in modo che Alexa possa capire meglio le richieste dei clienti e assicurare che il servizio funzioni bene per tutti”. “Abbiamo sistemi di sicurezza rigorosi a livello tecnico e operativo – prosegue – e tolleranza zero per gli abusi dei nostri sistemi. I dipendenti non hanno accesso diretto alle informazioni che permettono di identificare la persona o l’account le cui interazioni sono coinvolte in questa attività. Tutte le informazioni sono trattate con la massima riservatezza e, per proteggerle, usiamo sistemi di autenticazione a più livelli per limitare l’accesso, servizi di crittografia e audit sul nostro sistema di controllo; al tempo stesso, i clienti possono sempre cancellare le proprie interazioni in qualsiasi momento”.Qualche mese fa alcuni ricercatori avevano spiegato che l’altoparlante ‘smart’ di Amazon poteva essere facilmente trasformato in uno strumento di spionaggio, registrando e riproducendo quello che ascolta in casa.

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In Australia cade drone durante un test 5GFaceva parte progetto Facebook per provider globale servizi internet

SYDNEY11 aprile 201915:26

Un drone di sorveglianza di grado militare, impegnato in un progetto che dovrebbe aiutare Facebook a diventare un provider globale di servizi internet, si sarebbe schiantato durante un volo sperimentale segreto nella regione desertica di Kimberley in Australia nord-occidentale. A quanto riferisce oggi in esclusiva The Australian. Il drone, un Airbus Zephir con apertura alare di 25 metri che va ad energia solare e capace di volare nella stratosfera per diverse settimane, avrebbe dovuto condurre una missione di un mese a partire dall’inizio di aprile ma, secondo fonti citate dal quotidiano, ha subito un incidente dopo il decollo.Il volo doveva dimostrare le capacità di comunicazione di Facebook e del pseudosatellite di alta quota di Airbus (High Altitude Pseudo-Satellite, o HAPS), in vista di una conferenza in Egitto nei prossimi mesi. In quell’occasione si prevede che varie compagnie competeranno per il controllo dello spettro Wi-Fi nell’attuazione della rete mobile 5G. Secondo gli esperti, assicurarsi un HAPS appropriato potrà essere cruciale nella spinta di Facebook per espandere il suo servizio internet e la fornitura di impianti. Il volo sperimentale doveva dimostrare che uno Zephir equipaggiato con la tecnologia designata poteva assicurare servizi di internet in diversi siti di test remoti sul terreno.I tentativi di Facebook di connettere “il prossimo miliardo” di utenti internet sono stati criticati per il potenziale di seminare divisioni, come la diffusione di discorsi di incitamento all’odio responsabili della violenza etnica in Myanmar e la disseminazione propaganda per il presidente delle Filippine Rodrigo Duterte.

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In Italia YouTube supera Facebook per accessi
Esperto, continua crescita Instagram, sorpresa Pinterest

11 aprile 201912:38

In Italia sorpasso di YouTube su Facebook: a dicembre 35 milioni di italiani avrebbero fatto un accesso alla piattaforma di Google contro i 34.958.000 che hanno visitato il social network di Zuckerberg. Lo sottolinea l’analisi condotta da Vincenzo Cosenza, esperto di social media e autore del blog Vincos.it, a partire dai dati di Audiweb powered by Nielsen. In terza posizione c’è Instagram, seguono LinkedIn e Pinterest.Secondo la disamina, se YouTube è primo per accessi, Facebook detiene comunque il primato per utenti attivi (31 milioni) che “sono sicuramente di più di quelli di YouTube, mai svelati”, rileva Cosenza. La piattaforma in blu è prima anche per tempo speso dagli italiani: oltre 14 ore al mese per utente (media annuale). Segue YouTube che viene usato in media per 5 ore e 20 minuti ogni mese, a poca distanza c’è Instagram che tiene incollati gli italiani allo schermo dello smartphone per circa 5 ore. La sorpresa è Tik Tok, l’app di video molto popolare tra i teenager, “che seppur con un’audience ancora limitata, riesce a coinvolgere i teenager per circa 2 ore e mezza al mese”.Nella classifica degli accessi ai social media, dopo YouTube e Facebook in terza posizione c’è Instagram che continua a crescere, coinvolgendo nuovi utenti e raggiungendo 24,4 milioni di italiani. Un incremento del 61% rispetto al 2017. Segue LinkedIn con un’audience di circa 16,5 milioni di persone (+69% in un anno). La vera sorpresa è Pinterest “che pur volando sotto il radar dei mass media, riesce a sviluppare un pubblico di 12,3 milioni di persone, facendo registrare la crescita maggiore: +142% in un anno”, sottolinea l’esperto.Secondo Audiweb cresce anche Twitter arrivando a superare i 9 milioni e portandosi ai livelli del 2014. Chiudono la classifica Tumblr con 2,6 milioni di audience (+40%), Snapchat con circa 2,4 milioni, ma con un tasso di crescita annuale del 25% e Tik Tok che avrebbe 750.000 visitatori (i dati ufficiali parlano di 2,4 milioni di utenti attivi mensili).Riguardo il tempo speso, leggermente sopra i 60 minuti di utilizzo si piazza Twitter, mentre immediatamente sotto l’ora troviamo Tumblr (49 minuti) e Pinterest (48 minuti). Snapchat tiene gli utenti coinvolti per circa 28 minuti, mentre LinkedIn soltanto 13 minuti al mese. “Per queste ultime piattaforme è plausibile attendere delle mosse atte ad incrementare l’engagement dei propri utenti con giochi e contenuti video originali prodotti da partner o creator. Insomma l’unico modo per sopravvivere allo strapotere dei giganti sarà quello di attuare strategie volte a prosperare nella propria nicchia”, conclude Vincenzo Cosenza.

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Julian Assange arrestato a Londra nell’ambasciata Ecuador
Wikileaks, violato il diritto internazionale

11 aprile 201915:20

Arrestato a Londra Julian Assange. Lo annuncia Scotland Yard. Il fondatore di WikiLeaks è stato arrestato all’ambasciata dell’Ecuador dopo che Quito ha revocato la concessione dell’asilo. Assange non è uscito dall’ambasciata, è stato l’ambasciatore a far entrare la polizia britannica all’interno della sede diplomatica. Lo denuncia in un tweet la stessa organizzazione. Il Cremlino auspica che siano rispettati tutti i diritti del fondatore di Wikileaks, lo riporta l’agenzia russa Tass.Invecchiato, ammanettato e con una barba grigia che non rende giustizia ai suoi 47 anni, Julian Assange appare tuttavia indomito nel video che ne testimonia la cattura da parte della polizia britannica nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra. Il suo j’accuse, rilanciato dalle immagini riprese da tutti i media del Regno, si racchiude in due frasi pronunciate nella calca. La prima è una denuncia: “Il Regno Unito non ha civiltà”; la seconda un appello ai cittadini britannici: “Il Regno Unito deve resistere”Il presidente dell’Ecuador Lenin Moreno ha detto che il suo Paese ha revocato l’asilo al fondatore di WikiLeaks per “violazioni della convenzione internazionale” da parte del giornalista australiano, che dal 2012 era rifugiato nella sede diplomatica di Quito a Londra. “L’Ecuador ha revocato illegalmente l’asilo politico concesso in precedenza a Julian Assange in violazione del diritto internazionale”. E’ l’accusa lanciata da WikiLeaks dopo l’arresto del suo fondatore.Assange, durante il suo arresto nell’ambasciata ecuadoriana a Londra è stato sollevato e portato via di peso da sette agenti in borghese della polizia di Londra. E’ quanto si vede in un video trasmesso da Sky News. Al momento del suo arresto Assange aveva in mano un libro di Gore Vidal.”Questo è un momento buio per la libertà di stampa – così Edward Snowden, ex analista dell’Nsa e gola profonda del Datagate esiliato a Mosca, commenta l’arresto su Twitter – Le immagini dell’ambasciatore dell’Ecuador che invita i servizi britannici nell’ambasciata per trascinare via un giornalista vincitore di premi fuori dall’edificio finiranno nei libri di storia. I critici di Assange possono esultare, ma questo è un momento buio per la libertà di stampa”.Nei giorni scorsi l’organizzazione aveva denunciato una vasta operazione di spionaggio ai danni di Assange all’interno dell’ambasciata dell’Ecuador a Londra e sostiene che l’operazione è stata condotta al fine di espellere ed estradare il giornalista australiano. Lo ha affermato ieri in una conferenza stampa il direttore dell’organizzazione Kristinn Hrafnsson, che parla di un vero e proprio ‘Truman Show’ a cui è stato sottoposto Assange nella sede diplomatica, con la registrazione audio-video di tutti i suoi incontri con avvocati e medici.

Mercato Pc ancora giù, -4,5% consegne globali nel primo trimestreGartner, bene Lenovo, Hp, Dell e i Chromebook, giù gli altri

11 aprile 201914:29

Torna a calare, dopo i segnali di ripresa che si erano visti a metà del 2018, il mercato dei personal computer. Secondo i dati preliminari diffusi dagli analisti di Gartner, nel primo trimestre le consegne globali sono scese del 4,6% su base annua, a quota 58,5 milioni di unità. A pesare, una carenza di processori Intel che ha colpito i produttori più piccoli di Pc, mentre le prime tre aziende per quote di mercato – Lenovo Hp e Dell, che insieme detengono una quota del 61,5% – hanno messo a segno una crescita.Fuori dal podio si piazzano tre aziende in calo: Apple a -2,5%, Asus a -7,3% e Acer a -13,2%. Tutti gli altri hanno riportato una flessione complessiva del 20,9%.Sempre secondo Gartner, in un mercato difficile hanno fatto eccezione i Chromebook, cioè i portatili con sistema operativo Chrome OS di Google, che nel trimestre hanno registrato un incremento a cifra doppia. Includendo i Chromebook nell’analisi, le consegne mondiali di Pc tra gennaio e marzo risulterebbero diminuite solo del 3,5%.Diversi i dati preliminari forniti dagli analisti di Idc, secondo cui le consegne a quota 58,5 milioni di unità indicano un calo del 3%, un risultato “migliore delle attese”. Per la società, Hp si piazza lievemente davanti a Lenovo, con una market share del 23,2% contro il 20% della rivale. Segue Dell al 17,7%.
Amazon Go, negozi senza casse accetteranno i contantiQuesti punti vendita sono accusati di discriminare i poveri

11 aprile 201915:16

Amazon è pronta a fare marcia indietro sulla caratteristica peculiare dei suoi negozi di alimentari, gli Amazon Go, che fanno a meno di casse e cassieri addebitando il conto della spesa, via app, sulla carta di credito dei clienti. In seguito alle critiche ricevute dall’azienda, accusata di discriminare i meno abbienti che non hanno carte di credito, nei negozi in futuro si potrà pagare anche in contanti.La svolta è stata confermata da Amazon al sito dell’americana Cnbc. Un portavoce ha spiegato che negli Amazon Go si potrà “avere il conto, pagare in contanti e ricevere il resto”. Non sono noti dettagli su tempi e modalità, ma la frase lascia supporre l’installazione di casse automatiche nei negozi.Per fare la spesa negli Amazon Go, il cliente deve aprire all’ingresso l’apposita app sullo smartphone, che genera un QR Code da passare su uno scanner. Fatto ciò, deve solo prendere i prodotti di cui ha bisogno e uscire. Una rete di telecamere, infatti, tiene traccia di ciò che viene preso dagli scaffali, e che sarà addebitato sulla carta di credito una volta varcata l’uscita.Attualmente esistono dieci Amazon Go ma, stando alle indiscrezioni riportate nel settembre scorso da Bloomberg, Amazon avrebbe in programma di aprire fino a tremila negozi senza casse entro il 2021.Negli Usa, tuttavia, negli ultimi mesi è iniziata una campagna contro questo tipo di negozi, che discriminano gli 8,4 milioni di famiglie americane sprovviste di un conto bancario.Philadelphia è stata la prima città a mettere al bando i negozi senza casse, seguita dallo Stato del New Jersey ce ha approvato una legge ad hoc. Città come New York e San Francisco stanno valutando provvedimenti analoghi.
Facebook: meno visibilità a gruppi che fanno disinformazioneSul fact-checking si estende collaborazione con Associated Press

11 aprile 201915:19

Nuova azione di Facebook in contrasto ai contenuti dannosi sulla piattaforma come il linguaggio d’odio e la disinformazione. Uno dei cambiamenti più importanti riguarda i gruppi che sono stati spesso veicolo di fake news: quelli che “ripetutamente condividono informazioni errate” verranno ora resi visibili ad un minor numero di persone nel flusso delle notizie. E arriva un maggiore controllo dei video grazie ad una intensificazione della collaborazione con l’agenzia di stampa Associated Press che negli Stati Uniti inserirà degli indicatori per permettere agli utenti di orientarsi.Questi aggiornamenti fanno parte della strategia che il social ha iniziato ad adottare dal 2016 – quando è scoppiato il Russiagate durante le presidenziali Usa – chiamata ‘Remove, reduce, and inform’. Le nuove misure di “riduzione” dei contenuti problematici comprendono anche l’introduzione di un segnale di ‘Click-Gap’ un nuovo strumento che confronterà il numero di link in entrata rispetto a quelli in uscita, deducendo così informazioni sull’affidabilità dei domini. C’è poi una nuova sezione dedicata agli aggiornamenti del regolamento che sarà aggiunta alla pagina Facebook Community Standards.Infine, per combattere i furti di identità, l’etichetta “utente verificato” sarà estesa anche a Messenger dove saranno attivate nuove funzionalità per bloccare i messaggi indesiderati e segnalare i contenuti inoltrati, come avviene già su WhatsApp.
Acer, nuova linea di prodotti per creativiE’ ConceptD, alte prestazioni in sfida a Apple

11 aprile 201919:13

Una nuova linea di prodotti progettata i per i creativi che sfida Apple. E’ ConceptD di Acer, lanciata a New York. La famiglia di dispositivi comprende tre diversi laptop, due postazioni desktop, un visore Windows Mixed Reality e due monitor.”Il portafoglio di prodotti ConceptD è stato realizzato per dare ai professioni degli strumenti per concentrarsi sul processo creativo e dare vita a progetti bellissimi”, ha detto durante la presentazione Jerry Kao, co-COO Acer Inc.Ad esempio ConceptD 9 è un notebook con display 4K da 17,3 pollici che si ripiega per consentire varie modalità di utilizzo (c’è anche la penna Wacom). A bordo un processore Intel i9 di ultima generazione, una RTX 2080 di NVIDIA, fino a 32 GB di RAM e fino a 1 TB di SSD.Il notebook ConceptD 7 è dotato di un nuovo processore Intel Core di nona generazione, grafica Nvidia GeForce RTX 2080 con design Max-Q: consente di accelerare l’editing di video 6K RED e il rendering su flussi di lavoro pesanti. La dotazione di porte include connettori Thunderbolt 3 e MiniDP per collegare fino a tre schermi esterni e la rete Killer DoubleShot Pro per una connessione WiFi potente e affidabile.Il Graphic Design è più semplice sul notebook ConceptD 5, con potente processore Intel Core i7 di ottava generazione con grafica. Il display è certificato Pantone 4K UHD. Ma c’è anche il ConceptD 900, un tower con NVIDIA Quadro RTX 6000, 12 slot di RAM (fino a 192 GB), 5 alloggiamenti per supporti di archiviazione e processore Intel Xeon Gold 6148.Il ConceptD 500 è invece un desktop potente per professionisti del cinema, animazione, designer e creativi. E’ dotato di processori Intel Core fino alla nona generazione, e comprendono GPU fino alla NVIDIA Quadro RTX 40001 per gestire in maniera efficiente i carichi di lavoro e la creazione multimediale.Per chi necessita accurtezza del colore rispetto ai monitor tradizionali Acer ha creato ConceptD UHDm. I monitor CM7321K – CP7271K sono certificati Pantone e caratterizzati da una finitura nera lucida e una base in legno. Il visore ConceptD OJO per la Windows Mixed Reality ha un display da 4.320 x 2.160 pixel, un design con lacci staccabili e sostituibili, una facile regolazione della distanza fra le pupille e una finitura bianca.         [print-me title=”STAMPA”]

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Facebook vola a Wall Street
Più forte degli scandali. Apple convince ma dubbi restano

NEW YORK31 gennaio 2019 06:16

– Facebook registra un utile record nel quarto trimestre mostrandosi più forte del susseguirsi di scandali dell’ultimo anno. Il colosso di Mark Zuckerberg archivia il quarto trimestre con un utile netto in aumento a 6,88 miliardi di dollari, o 2,38 dollari per azione, sopra i 2,18 dollari attesi dagli analisti. I ricavi sono saliti del 30% a 16,91 miliardi di dollari, decisamente al di sopra dei 16,39 miliardi su cui scommetteva il mercato. La reazione in Borsa ai risultati sopra le attese è immediata: i titoli arrivano a guadagnare dell’8,43%. Debole invece Microsoft, che presenta una trimestrale in linea con le attese che non convince con ricavi per 32,5 miliardi di dollari e un utile per azione di 1,08 dollari. Dopo una seduta chiuso con il segno più, i titoli del colosso di Redmond perdono l’1,5% a Wall Street.

“La nostra comunità e il nostro business continuano a crescere. Abbiamo cambiato in modo fondamentale come gestiamo la società concentrandoci sui grandi temi sociali e investendo di più nelle nuove modalità per connettere le persone” afferma Mark Zuckerberg. Nel quarto trimestre gli amici di Facebook sono aumentati: gli utenti attivi giornalieri sono stati in media 1,52 miliardi nel dicembre 2018, il 9% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Gli utenti quelli mensili sono saliti del 9% a 2,32 miliardi. I ricavi da pubblicità sui dispositivi mobili hanno rappresentato il 93% del totale ricavi per il quarto trimestre 2018.

In forte rialzo anche Apple, che chiude la seduta in progresso del 6,83% dopo conti che hanno non hanno deluso Wall Street. La trimestrale di Cupertino rassicura pur senza nascondere nè mascherare le sfide e le difficoltà che Cupertino si trova ad affrontare. I numeri non lasciano adito a dubbi: per la prima volta da dieci anni Apple ha registrato un calo dell’utile e dei ricavi negli ultimi tre mesi dell’anno, quelli delle festività di Natale e quindi dello shopping sfrenato.

Apple ha chiuso gli ultimi tre mesi del 2018 con ricavi in calo del 5% a 84,31 miliardi di dollari, e un utile netto in leggera contrazione a 19,97 miliardi di dollari. I ricavi da iPhone sono scesi del 15% a 51,98 miliardi, mentre quelli della divisione servizi sono saliti del 19% a 10,88 miliardi. E sono proprio i servizi il nuovo motore di Apple: pur non essendo ancora in grado di bilanciare la frenata dell’iPhone hanno tassi di crescita elevati e prospettive più promettenti.

Tim Cook spiega il calo dei ricavi dell’iPhone con il fatto che chi ne ha uno tende a cambiarlo meno con un dispositivo Apple nuovo fiammante: più della metà degli iPhone venduti da sempre sono ancora oggi in uso. Questo vuol dire che 900 milioni di persone si tengono stretto il loro iPhone e tendono a cambiarlo con una frequenza minore rispetto al passato. A pesare sulle vendite di iPhone – ammette Cook – è pero anche il prezzo: “è un fattore” soprattutto sui mercati emergenti, dove Apple sconta anche l’effetto del dollaro forte. Nonostante questo Cook è ottimista: “il nostro ecosistema è più forte che mai”.

Apple lavora a una cintura di sicurezza smartBrevetto, sensori e microfoni rispondono a comandi guidatore

gennaio 201909:41

– Apple sta lavorando ad una cintura di sicurezza smart, da integrare nelle vetture elettriche o a guida autonoma e rendere compatibile con i sistemi CarPlay. Lo rivela un nuovo brevetto accordato a Cupertino, su cui la società avrebbe già messo al lavoro diverse persone del Project Titan, il progetto della Mela dedicato alle auto. Il brevetto depositato presso lo U.S. Patent and Trademark Office, prevede la presenza di un “sistema di ritenuta aumentato” che aggiunge altre funzioni alla normale cintura di sicurezza.

Con sensori, microfoni e altoparlanti, la cintura sarebbe in grado di rispondere ai comandi delle dita dei passeggeri trasformandosi così in uno strumento con cui interagire attivamente. Al momento, però, non è dato sapere se il prodotto verrà effettivamente lanciato sul mercato. Ma come riferisce AppleInsider, Apple sarebbe particolarmente interessata all’implementazione di queste cinture sulle vetture a guida autonoma.
AI di Google batte i campioni di StarcraftHa acquisito conoscenze pari a 200 anni di gioco

31 gennaio 201909:41

– Dopo aver battuto il campione di Go, DeepMind, il sistema di Intelligenza Artificiale di Google, è riuscito per la prima volta a battere un umano a Starcraft, un complesso gioco di strategia più impegnativo degli scacchi o dello stesso Go. Il giocatore deve compiere diverse scelte simultaneamente con le “pedine” che si possono spostare per uno spazio più vasto di una semplice scacchiera.

Inoltre chi gioca non sa cosa sta facendo l’avversario e di conseguenza costruire una strategia. AlphaStar, una intelligenza artificiale basata su DeepMind non ha vinto per velocità ma per strategia: è stata più lenta dei giocatori umani e ha compiuto meno azioni per minuto, ma ha comunque vinto tutti i match eccetto uno. In particolare AlphaStar, ha vinto 10 partite su 11, grazie all’aver acquisito conoscenze corrispondenti a 200 anni di gioco con Starcraft. I suoi sfidanti umani erano tra i più forti giocatori professionisti di Starcraft in assoluto.
Smartphone in calo nel 2018, è la prima voltaAnalisti, consegne a 1,43 mld. Giù Samsung e Apple,cresce Huawei

31 gennaio 201919:30

Il mercato mondiale degli smartphone registra la prima flessione annuale da quando è nato, una decina d’anni fa su impulso dell’iPhone di Apple. Secondo le stime di Strategy Analytics, il 2018 si è chiuso con consegne in flessione del 5% rispetto all’anno precedente. Il settore sconta cinque trimestri consecutivi in calo, con l’ultimo – il periodo da ottobre a dicembre – in diminuzione del 6%.    Stando agli analisti, l’anno scorso sono stati messi in commercio 1,43 miliardi di smartphone, a fronte degli 1,51 miliardi del 2017. A pesare, secondo gli esperti, sono le condizioni economiche, la mancanza di prodotti accattivanti ma anche i tassi di sostituzione più lunghi. In pratica le persone non cambiano più così spesso il vecchio telefonino con un nuovo modello.    Nel 2018 Samsung, leader del mercato, ha consegnato 291,3 milioni di smartphone, seguita da Apple con 206,3 milioni e da Huawei, vicinissima con 205,8 milioni di dispositivi. Le aziende sul podio si caratterizzano però per andamenti diversi. Le consegne annuali si Samsung e Apple sono diminuite rispettivamente dell’8% e del 4,5% rispetto al 2017, mentre quelle di Huawei sono aumentate del 35%.
Al quarto posto si piazza Xiaomi, che cresce (da 91,3 a 119,3 milioni di smartphone) e supera Oppo, quinta e in lieve flessione (da 118 a 116,6 milioni di dispositivi).

Onu, Usa e Cina sono leader nell’AIIndagine Wipo esamina i brevetti, Ibm e Microsoft in testa

31 gennaio 201918:07

Stati Uniti e Cina sono i leader mondiali nel crescente settore tecnologico dell’intelligenza artificiale (AI). A dirlo è un rapporto pubblicato oggi dall’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale (Wipo), che fa capo alle Nazioni Unite. L’indagine ha preso in esame 340mila brevetti collegati all’AI e 1,6 milioni di studi scientifici pubblicati per la maggior parte dal 2013 in poi, ma anche risalenti a quando si iniziò a parlare di intelligenza artificiale, negli anni Cinquanta.    In base ai dati, l’americana Ibm ha il portafoglio di brevetti più ampio (8.290) seguita dalla connazionale Microsoft (5.930). Le successive tre posizioni sono invece asiatiche: le giapponesi Toshiba (5.223) e Nec (4.406), e la coreana Samsung (5.102).
Hanno invece nazionalità cinese tre delle quattro istituzioni accademiche presenti nella classifica delle prime trenta realtà mondiali per numero di brevetti. La migliore è l’Accademia delle Scienze, con oltre 2.500 brevetti. Sono inoltre cinesi 17 delle 20 migliori istituzioni accademiche globali per brevetti sull’AI, e 10 delle prime 20 pubblicazioni scientifiche.    Tra i vari rami dell’intelligenza artificiale, il più gettonato è l’apprendimento automatico, e in particolare le reti neurali, presenti in oltre un terzo delle invenzioni. Tra le applicazioni, sempre secondo l’indagine Onu, trionfa la computer vision (è nel 49% dei brevetti), con il riconoscimento delle immagini che è fondamentale per lo sviluppo delle auto a guida autonoma.

Sui social 59% italiani,92% usa internetStudio, online per 6 ore al giorno, il 76% ha uno smartphone

31 gennaio 201918:31

– Nel 2018 hanno usato internet 54,8 milioni di italiani, 11 milioni in più del 2017, pari al 92% della popolazione. Sono 35 milioni (il 59% degli italiani, circa 6 su 10) gli attivi sui social media e, di questi, 31 milioni si collegano da smartphone. I dati emergono dal rapporto “Digital 2019″ dell’agenzia We Are Social.
Gli italiani usano internet in media per 6 ore e 4 minuti. Ai social dedicano 1 ora e 51 minuti, e 44 minuti all’ascolto di musica in streaming. La piattaforma social più attiva si conferma YouTube, seguita da WhatsApp e da Facebook. La tv, nelle varie modalità di fruizione (broadcast, streaming, video on demand) totalizza 2 ore e 57 minuti.
Guardando alla telefonia mobile, il 97% degli italiani ha un telefonino, e tre su quattro (76%) possiedono uno smartphone. I contratti mobili attivi in Italia sono 85,92 milioni, pari al 145% della popolazione. In pratica ogni due persone ci sono tre schede Sim attive.
La crescita nell’uso di Internet trascina anche l’e-commerce: i tre quarti degli internauti dichiara di aver acquistato prodotti e servizi online nell’ultimo mese, il 42% attraverso un dispositivo mobile. Nel 2018 lo shopping online si è attestato a 15,63 miliardi di dollari, il 13% in più del 2017.
Il rapporto offre anche una panoramica globale. Nel mondo il numero di persone che accedono a internet è pari a 4,39 miliardi, in aumento rispetto ai 4,02 miliardi dell’anno precedente. Tre miliardi e mezzo di persone sono attive sui social media, cioè il 45% della popolazione mondiale. Superano i 5 miliardi, infine, i possessori di un telefono cellulare: due abitanti del Pianeta su tre (67%) hanno un telefonino.         [print-me title=”STAMPA”]