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L’IRAN, NELLA PERSONA DEL SUO PORTAVOCE PRESSO LE NAZIONI UNITE, HA CONFERMATO DI AVER RICEVUTO I VISTI ONU PER I SUOI PRESIDENTE E MINISTRO DEGLI ESTERI
AGGIORNAMENTO IN “MONDO” DELLE 04:05 DI VENERDì 20 SETTEMBRE 2019
IRAN: RICEVUTI VISTI ONU
NEW YORK
Il portavoce della missione iraniana all’Onu ha confermato
che il presidente e il ministro degli Esteri iraniani, Hassan Rohani e Javad Zarif, hanno ricevuto i visti dagli Stati Uniti per partecipare alla riunione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite della prossima settimana a New York. Il portavoce ha precisato che Zarif arriverà negli Usa oggi, mentre Rohani lunedì.
TUTTE LE NOTIZIE SEMPRE AGGIORNATE DALLE 23:24 DI LUNEDì 29 APRILE 2019
ALLE 02:19 DI MARTEDì 30 APRILE 2019
MONDO
WASHINGTON
– Il vice ministro della Giustizia americano, Rod Rosenstein, ha presentato la lettera di dimissioni al presidente americano Donald Trump. Lo riferiscono i media americani. Rosenstein, che lascerà l’incarico l’11 maggio, aveva supervisionato l’inchiesta sul Russiagate dopo l’auto ricusazione del ministro Jeff Sessions ed era finito più volte nel mirino del tycoon. Le sue dimissioni erano attese dopo la conferma del nuovo attorney general William Barr.
MONDO
WASHINGTON
– Donald Trump ha informato formalmente il Congresso sulla sua decisione di ritirare gli Stati Uniti dal trattato Onu sul commercio delle armi. “Ho concluso che non è nell’interesse degli Stati Uniti fare parte del Trattato sul commercio di armi”, ha scritto il presidente in un memorandum inviato al Senato degli Stati Uniti. Il tycoon aveva preannunciato la mossa ad una convention della Nra, la potente lobby Usa delle armi.
MONDO
WASHINGTON
– “Donald Trump non rappresenta tutto il Paese, occorre un presidente che lavori per tutti”: lo ha detto il candidato presidenziale dem Joe Biden nel suo primo comizio elettorale a Pittsburgh. “L’unità deve prevalere sulle divisioni, la solidarietà sulle paure e, cosa forse più importante, la verità sulle bugie”, ha aggiunto. “Sono un uomo dei sindacati”, ha detto Biden. “Credo nella dignità del lavoro”, ha aggiunto. Nel suo comizio a Pittsburgh il candidato presidenziale dem ha puntato sulla ‘middle class’ e sulla ‘working class’, classe media e lavoratori, la “spina dorsale del Paese”, che a suo avviso non ha tratto vantaggio dal taglio delle tasse di Trump. “Ne hanno beneficiato le società, i loro amministratori delegati, gli azionisti”, ha accusato, ricordando che nonostante ciò Gm ha chiuso fabbriche. “Se batterò Trump, accadrà qui, in Pennsylvania”, ha concluso. [print-me title=”STAMPA”]
DALLE 13:07 ALLE 18:25 DI MERCOLEDì 24 APRILE 2019
MONDO
Sarraj accusa Francia, ‘sostiene Haftar’
‘Siamo sorpresi, l’ho detto a Macron quando mi ha chiamato’
24 aprile 2019 13:07
– Il premier libico Fayez al-Sarraj, capo del governo riconosciuto dalla comunità internazionale, ha pesantemente accusato la Francia di sostenere il generale Khalifa Haftar nella crisi in Libia. “Siamo sorpresi del fatto che la Francia non sostenga il nostro governo democratico ma un dittatore”, ha detto Sarraj in un’intervista ai quotidiani francesi Liberation e Le Monde. “Quando Macron mi ha chiamato, gli ho detto che qui l’opinione pubblica è contro la Francia”, ha aggiunto. E’ la prima volta che Sarraj condanna in maniera così diretta il governo francese.
MONDO
Incontro Putin-Kim domani alle 13 locali
Le 5 del mattino in Italia, afferma il portavoce del Cremlino
MOSCA24 aprile 201913:24
– Il presidente russo Vladimir Putin e il leader nordcoreano Kim Jong Un si incontreranno sull’isola Russky a Vladivostok domani (giovedì, ndr) alle 13 ora locale (le 5 del mattino in Italia). Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. “Cominceranno intorno all’ 1 pm ora locale, non molto tempo dopo mezzogiorno”, ha detto Peskov, citato da Interfax.
Sri Lanka: presidente, via min. DifesaSirisena chiede anche dimissioni capo Polizia dopo strage
COLOMBO24 aprile 201913:30
– COLOMBO
– Il presidente dello Sri Lanka, Maithripala Sirisena, ha chiesto le dimissioni del ministro della Difesa e del capo della polizia dopo la strage di Pasqua.
Trump minaccia chiusura confine MessicoPresidente, messicani fermino i 20.000 diretti verso gli Usa
WASHINGTON24 aprile 201914:37
– Donald Trump torna ad attaccare il Messico su Twitter per il flusso di migranti e a minacciare la chiusura della frontiera e l’invio dell’esercito. Donald Trump torna ad attaccare il Messico su Twitter per il flusso di migranti e a minacciare la chiusura della frontiera e l’invio dell’esercito. “Una grande carovana di oltre 20 mila persone ha cominciato ad attraversare il Messico. E’ stata ridotta in dimensione dal Messico ma e’ ancora in marcia. Il Messico deve fermarla o saremo costretti a chiudere quella sezione del confine e chiamare l’esercito. I Coyotes (i trafficanti di migranti, ndr) e i cartelli hanno armi!”, ha scritto. “I soldati del Messico recentemente hanno puntato le armi contro la nostra guardia nazionale, probabilmente una tattica diversiva per i trafficanti di droga alla frontiera.
Meglio che non accada di nuovo! Ora stiamo mandando soldati armati al confine. Il Messico non sta facendo abbastanza nell’arrestare e rimpatriare!”, ha aggiunto.
Usa: 12 mila Boy Scout vittime di abusiDal 1944 al 2016. Quasi 8000 leader e volontari cacciati
NEW YORK24 aprile 201916:14
– Quasi 8.000 Boy Scout d’America sono stati accusati di abusi sessuali su minori dal 1944, e per questo sono stati cacciati dall’organizzazione. Dal 1944 al 2016, secondo i dati riportati dai media americani, 7.819 leader e volontari avrebbero abusato sessualmente di 12.254 vittime. A rivelare la portata degli abusi è stata l’esperta Janet Warren, docente all’University of Virginia, durante la sua testimonianza in un processo per abusi sessuali su minori in una compagnia teatrale per bambini a Minneapolis, in Minnesota.
Kim,spero colloqui molto utili con PutinInconsueta ‘intervista’ a tv russa, leader giunto a Vladivostok
PECHINO24 aprile 201916:16
– Kim Jong-un punta a colloqui “molto utili” col presidente russo Vladimir Putin. Parlando alla tv statale Rossiya-24, in un’inconsueta intervista a un network straniero, il leader nrodcoreano ha detto di voler discutere “della soluzione per la penisola coreana”, oltre che dei rapporti bilaterali con la Russia. Il “supremo leader”, avvicinato durante la fermata di questa mattina alla stazione ferroviaria della città russa di confine di Khasan, è arrivato nel tardo pomeriggio a Vladivostok, dove domani avrà il primo summit con il capo del Cremlino.
Dazi: delegazione Usa in Cina dal 30/4Poi altro round di negoziati a Washington dal 30 aprile
WASHINGTON24 aprile 201916:24
– Nuovo round di negoziati commerciali tra Usa e Cina. La Casa Bianca ha annunciato che il rappresentante commerciale degli Stati Uniti Robert Lighthizer e il segretario Steven Mnuchin andranno a Pechino per continuare le trattative. I colloqui cominceranno il 30 aprile. Il capo negoziatore cinese sarà il vice premier Liu He, che poi guiderà la sua delegazione a Washington per un altro round di negoziati, a partire dall’8 maggio.
Lula, non ho avuto un processo giustoPresidente amareggiato da conferma condanna Tribunale Supremo
SAN PAOLO24 aprile 201916:26
– L’ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva si è detto amareggiato della decisione del Tribunale Supremo di Giustizia (Stj) che ha confermato la sua condanna per corruzione e riciclaggio, riducendo però la pena inflittagli da 12 anni e un mese a 8 anni e 10 mesi. Lo ha riferito Emídio de Souza, deputato del suo Partito dei Lavoratori (Pt) e avvocato di Lula, che gli ha reso visita nel comando di polizia di Curitiba, dove l’ex presidente ha cominciato a scontare la sua pena poco più di un anno fa.
“La questione non è ridurre la pena, la pena dovrebbe essere zero”, ha detto Lula a de Souza, lamentandosi che “finora non ho avuto diritto ad un processo giusto”. I suoi avvocati, infatti, avevano chiesto l’annullamento del processo nel quale è stato condannato, già confermato in due gradi di giudizio.
Brigitte Macron torna a insegnarePremiere dame crea due istituti con finanziamento Louis Vuitton
PARIGI24 aprile 201916:49
– Brigitte Macron torna in cattedra: la premiere dame creerà due scuole per la formazione al lavoro degli adulti, in banlieue, con il finanziamento di LVMH (Louis Vuitton Moet-Hennessy), e assumerà lei stessa la carica di insegnante di francese. Ne da’ notizia un’esclusiva del settimanale Le Point.
I due istituti, che sorgeranno a Valence (sud-est) e a Clichy-sous-Bois (periferia parigina), si chiameranno LIVE (L’Istituto delle Vocazioni per l’impiego). Brigitte Macron, di professione insegnante, presiederà il comitato pedagogico dei due istituti, destinati ad adulti fra i 25 e i 30 anni, usciti senza diploma dalla scuola, senza formazione qualificata e disoccupati. Gli studenti, una cinquantina per istituto, saranno remunerati e studieranno fra l’altro inglese, matematica o storia, partecipando a corsi in cui sarà loro insegnato come formulare un progetto professionale o come presentarsi a un colloquio di lavoro.
Libia: Moavero, Ue deve agire su flussi’Se fossero consistenti. Ho scritto alla Commissione’
24 aprile 201916:51
– “Nei giorni scorsi ho scritto alla Commissione europea che si tenga pronta all’azione nel caso si dovessero verificare flussi consistenti e improvvisi di migranti dalla Libia”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi in una conferenza stampa alla Farnesina con l’inviato speciale dell’Onu Ghassan Salamè.
Libia: Conte, Italia molto preoccupataE’ il nostro primo dossier, dialogo per soluzione politica
24 aprile 201916:52
– “Italia è molto preoccupata per la Libia ma confidiamo sull’appoggio nel Giappone che in Africa ha investimenti molto rilevanti”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, al termine dell’colloquio con il Primo ministro giapponese Shinzo Abe. “La Libia è il nostro primo dossier. Stiamo cercando di ricostruire il percorso di fiducia e quindi il dialogo per una soluzione politica”, ha aggiunto. Interpellato sulle posizioni di diversi Paesi a favore di Khalifa Haftar Conte sottolinea: “a volte gli attori pensano in modo miopie di fare i propri interessi particolari privilegiando l’una o l’altra parte ma far questo non significa fare i propri interessi e soprattutto quelli del popolo libico”.
Onu condanna esecuzioni Arabia Saudita’Scioccanti’, almeno tre erano minorenni al momento del processo
GINEVRA24 aprile 201916:53
– Ferma condanna dell’Onu delle “scioccanti” esecuzioni di 37 uomini ieri in sei città dell’Arabia saudita, condotte malgrado le gravi preoccupazioni emesse da numerosi esperti e organi dell’Onu. “E’ ripugnante che almeno tre delle persone uccise fossero minorenni al momento della loro condanna”, ha affermato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Michelle Bachelet in una nota diffusa a Ginevra. Bachelet ha esortato il governo dell’Arabia Saudita a rivedere la legge sull’antiterrorismo, vietare la pena di morte nei confronti di minori e sospendere le esecuzioni.
Abe, con Italia per successo G20 OsakaPremier Tokyo incontra presidente Consiglio a Palazzo Chigi
24 aprile 201916:56
– “Con Conte ho confermato la collaborazione per un successo del G20 a Osaka, a giugno. Sulle sfide ambientali e planetarie il Giappone lavorerà a fianco dell’Italia, un fondamentale snodo che unisce Asia e Europa. Il Giappone vuole una regione indo-pacifica libera e aperta”. Lo ha detto il premier giapponese Shinzo Abe in dichiarazioni alla stampa con Giuseppe Conte a Palazzo Chigi. Abe ha ricordato che con la firma del partenariato Ue-Giappone “le eccellenze italiane sono diventate ancora più familiari”. E quanto ai rapporti bilaterali, “stiamo lavorando per rafforzarli in tutti i campi, dalla sicurezza e difesa, al commercio e investimenti e cultura”, passando che un accordo sulle produzioni cinematografiche.
Yemen: Msf, è allarme per i parti’Collasso del sistema sanitario pubblico’
24 aprile 201916:58
– Nello Yemen devastato da quattro anni di guerra, molte donne con complicanze durante il parto e genitori di bambini malati non riescono a raggiungere in tempo e in modo sicuro i luoghi di cura, spesso con conseguenze fatali.
Lo denuncia Medici Senza Frontiere (MSF) in un rapporto dedicato a questo specifico aspetto dell’emergenza umanitaria yemenita. Tra il 2016 e il 2018, 36 donne e 1.529 bambini, di cui 1.018 neonati, sono morti nell’ospedale di MSF a Taiz Houban, nel governatorato di Taiz, e nell’ospedale di Abs, supportato da MSF, nel governatorato di Hajjah. A Taiz Houban, quasi un terzo dei bambini e neonati erano già deceduti all’arrivo in ospedale.
Molti neonati arrivati nelle strutture di MSF erano sottopeso alla nascita o erano nati prematuri a casa o in piccole cliniche private. Le cause più comuni dei decessi, sono la nascita prematura, l’asfissia e la sepsi neonatale.
Salamè, migranti non siano ossessione UeSalamè (Onu) a Roma, non tutti vogliono partire dalla Libia
24 aprile 201917:06
– In Libia ci sono 700.000 migranti “ma non tutti vogliono nuotare nel Mediterraneo. Non dovete ossessionarvi con i centri detenzione, ne abbiamo pochissimi lì.
Il flusso di persone che vengono dall’Africa occidentale si è quasi azzerato rispetto a un anno fa”. Lo ha detto l’inviato speciale dell’Onu Ghassan Salamè in una conferenza stampa alla Farnesina con il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi.
Notre-Dame: operai ammettono, fumavamoMa impresa ‘esclude’ ogni collegamento fra sigarette e incendio
PARIGI24 aprile 201917:18NE
“Le Bras Freres”, la società edile che montava l’impalcatura attorno alla guglia di Notre-Dame, ha ammesso oggi davanti agli inquirenti che alcuni dei suoi operai fumavano nel cantiere. La società si è detta “rammaricata” per il fatto che alcuni operai abbiano violato il divieto di fumare nel cantiere, ma ha “escluso” ogni legame fra le sigarette e l’incendio della cattedrale. Effettivamente – ha dichiarato Marc Eskenazi, portavoce dell’impresa – ci sono operai che ogni tanto hanno violato il divieto ma in nessun caso all’origine dell’incendio ci potrebbe essere un mozzicone spento male”. Un articolo del Canard Enchainé di oggi ha rivelato che gli inquirenti avrebbero ritrovato sette mozziconi nella zona dei lavori.
World Press Photo, mondo allo specchioA Roma in anteprima mondiale le 140 immagini finaliste
24 aprile 201917:17
– Il pianto della bambina dell’Honduras che al confine tra Messico e Stati Uniti assiste alla perquisizione e all’arresto della madre da parte della polizia di frontiera. E poi, ancora in Messico, una folla di migranti in corsa verso un camion che potrà forse condurli verso un nuovo futuro. Ci sono le ferite del mondo e l’incapacità dell’umanità di curarle negli scatti di John Moore e Pieter Ten Hoopen, premiati al World Press Photo 2019 nelle sezioni Photo of the Year e Story of the Year, in mostra a Roma, in anteprima mondiale al Palazzo delle Esposizioni dal 25 aprile al 26 maggio, insieme alle altre immagini finaliste del celebre concorso. Ideata da World Press Photo Foundation di Amsterdam e organizzata dall’Azienda Speciale PalaExpo con 10b Photography, la mostra presenta gli scatti che compongono la 62esima edizione del contest di fotogiornalismo, una narrazione visiva di 140 fotografie che conducono dentro i principali fatti dello scorso anno. Tra i 43 autori presenti, anche 4 italiani premiati.
“Blasfema!”: la storia di Asia BibiPer nove anni nel braccio della morte
24 aprile 201916:20
Tutto comincia nel 14 giugno del 2009: Asia Bibi, una cristiana madre di cinque figli, operaia agricola, ha un diverbio con le colleghe musulmane per un bicchiere d’acqua. La lite degenera e viene accusata dalle altre operaie di avere insultato Maometto. Per questo viene arrestata e, anche se non c’è contro di lei nessuna prova, portata nel carcere di Sheikhupura.L’11 novembre del 2010 viene condannata a morte con l’accusa di blasfemia. La famiglia ricorre all’Alta Corte di Lahore. Il 22 giugno 2015 anche la sentenza in appello conferma la condanna a morte.
Il caso suscita proteste da parte di gruppi cristiani e di organizzazioni per la difesa dei diritti umani e porta molti pakistani a chiedere di cancellare o rivedere la legislazione nazionale sulla blasfemia. Tra questi il governatore del Punjab, Salmaaan Taseer, che si reca a trovare Asia Bibi in carcere e che proprio per il suo impegno nella revisione delle norme sulla blasfemia viene ucciso il 4 gennaio 2011. Come Salmone Taseer, due mesi dopo, anche il ministro per le Minoranze religiose Shahbaz Bhattti, che era ripetutamente intervenuto sul caso di Asia Bibi, viene assassinato da estremisti islamici.Il caso della cristiana finisce alla Corte Suprema e il 31 ottobre 2018 Asia Bibi viene assolta. Può lasciare la prigione ma non il Paese a causa delle minacce degli estremisti. Secondo fonti del governo e della Chiesa in Pakistan, Asia Bibi è ancora nel suo Paese, nascosta in una località segreta, in attesa di poter raggiungere l resto della sua famiglia che è già emigrata in Canada.Decisivo è stato il lavoro del suo avvocato, Saif Ul Malook, musulmano, che a causa di ciò oggi è minacciato anche lui, vive sotto scorta e ha visto stravolgere la sua vita. Ma “lo rifarei”, ha detto.
MONDO
Le scuole del dialogo
I nuovi Don Bosco
24 aprile 201915:58
Padre Edward Thurai tutti i giorni si reca alla fornace dove si fabbricano i mattoni, alla periferia di Lahore, Pakistan. Lì si lavora 12 ore al giorno per 4-5 euro e l’anziano religioso, degli Oblati di Maria Immacolata, da 40 anni strappa i più piccoli, spesso anche solo di 4-5 anni, a un lavoro praticamente da schiavi per portarli a scuola. Contratta con le famiglie, poi, grazie alle offerte che gli arrivano, paga rette, libri, divise. ‘I bambini devono avere in mano libri, non mattoni’, dice spiegando che l’istruzione, in un Paese in cui il tasso di alfabetizzazione e’ pari a circa il 50%, è l’unica via di riscatto da una vita di sicura schiavitù. Situazione, questa, che riguarda soprattutto la minoranza più a rischio nel Paese, quella dei cristiani. Con orgoglio racconta che una di quelle bambine che ha aiutato a studiare oggi è negli Stati Uniti ed è ingegnere alla Nasa.Da Lahore a Karachi sono decine le scuole aperte dalla Chiesa cattolica, e centinaia le suore e i preti, i ‘don Bosco’ di oggi, che vanno per le strade a convincere le famiglie a mandare i ragazzi tra i banchi di scuola. A Karachi ci sono tre scuole dentro il compound dell’arcivescovado, una per bambini orfani, una per le ragazze e un college per gli studi superiori. Ma finito l’orario scolastico un gruppetto di tre suore esce dai cancelli per portare la scuola ai ragazzi che vivono per strada. “L’educazione è la priorità, è l’unica via per pensare ad un futuro diverso, per sperare in una convivenza fatta di armonia, e nelle nostre scuole vengono infatti non solo cristiani ma anche ragazzi musulmani’, dice il cardinale di Karachi, Joseph Coutts.
C’è una scuola anche nel sobborgo più povero della città, Essa Nagri (tradotto dall’urdu ‘il quartiere di Cristo’), dove i cristiani si sono ammassati per sentirsi più sicuri. Un quartiere dove le fogne sono a cielo aperto, i collegamenti elettrici precari e anche la sicurezza non è sempre garantita. Nel 2016 furono uccisi cinque ragazzi cristiani dai fondamentalisti islamici. Da allora è stato innalzato un muro di divisione. Una barriera che protegge ma anche isola in quello che di fatto è un ghetto.Poco fuori, nel quartiere Gulshan Igbal, c’è la scuola San Filippo: 800 i bambini, cristiani e musulmani insieme, che accedono ad un insegnamento di livello alto, in lingua inglese. Qui “cerchiamo di insegnare soprattutto il rispetto, la convivenza, la dignità”, spiega il viceparroco, padre Joseph Saleem.C’è infine anche una storia ‘made in Italy’: suor Agnese Gronis, 76 anni, nata sulle Dolomiti del bellunese, da 38 anni vive in Pakistan e gestisce con tre consorelle una libreria delle Paoline a Karachi. Tra gli scaffali si trovano il Vangelo in urdu, la ‘Bibbia del fanciullo’ pubblicata da Acs in tutte le lingue, rosari. Ma anche libri di favole, testi scolastici e romanzi perché “l’istruzione è una forma di carità”, spiega la religiosa. Suor Agnese confida: “All’inizio non volevo stare qui, non sapevo come comportarmi. Ma è questa ora casa mia. Anzi quando torno d’estate sul Col di Lana mi rendo conto che non sono più abituata neanche a quel freddo delle nostre montagne”.
Figli di un dio minoreIn Pakistan sui banchi di scuola insegnano che nel Paese sono tutti musulmani. Comincia da qui l’emarginazione delle minoranze tra le quali c’è quella cristiana, due milioni di persone, poco più dell’1% nel Paese che conta quasi 200 milioni di abitantiSe il nome di Asia Bibi, la pakistana cristiana assolta dalle accuse di blasfemia dopo nove anni nel braccio della morte, ha fatto il giro del mondo, ci sono decine di casi come il suo che vivono un quotidiano calvario, tra il carcere e le lungaggini giudiziarie. Secondo i dati forniti dalla Commissione nazionale di Giustizia e Pace della Conferenza episcopale pakistana, oggi sono 220 i cristiani che si trovano nella stessa situazione in cui si trovava Asia Bibi prima di essere assolta. Su di loro pesa una condanna a morte. “Il caso Asia Bibi è importante, può davvero essere una svolta, ma noi dobbiamo continuare a sostenere legalmente i tanti cristiani che si trovano in quella stessa situazione”, sottolinea la Commissione dei vescovi. E ora le pronunce dei giudici vanno a rilento “perché hanno paura, paura di sbagliare – dice il direttore Cecil Chaudhry – ma anche paura di essere attaccati dai fondamentalisti”. Le pronunce a favore della donna cristiana hanno infatti scatenato imponenti manifestazioni di protesta da parte dell’ala più radicale dei musulmani.La legge sulla blasfemia considera un reato ogni ingiuria contro la religione islamica ma spesso è usata come un pretesto. Padre Emmanuel Yousaf, presidente della Commissione, porta come esempio l’attacco del 2013 alla St. John Colony, uno dei quartieri cristiani di Lahore, quando furono date alle fiamme 296 abitazioni, come ritorsione ad un presunto atto di blasfemia: “La realtà era che volevano appropriarsi del terreno, considerata la vicinanza del quartiere con le fabbriche di siderurgia”.La Commissione Giustizia e Pace si occupa anche del sostegno a quelle persone che si convertono dalla religione islamica al cristianesimo. La legge non lo vieta ma poi lascia le persone in balia delle loro famiglie d’origine. E’ il caso di Angela (nome di fantasia) che ha abbracciato la religione del marito lasciando l’Islam. Ora è costantemente minacciata dal fratello. “Chiunque qui può uccidere una persona che si è convertita, la mia casa è da anni una prigione dalla quale non posso uscire liberamente, non abbiamo amici. Non ho dubbi su quello che ho fatto, sulla mia fede in Cristo, ma ora cerco una sicurezza per i miei figli” dice sperando di ottenere un visto per ricostruire una vita all’estero.A raccogliere le testimonianze in Pakistan è stata di recente la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre che sostiene diversi progetti per i cattolici del Paese, erogando aiuti per 4 milioni di euro. “Siamo andati in Pakistan per manifestare solidarietà – sottolinea il direttore di Acs-Italia, Alessandro Monteduro – ad una comunità cristiana che soprattutto recentemente ha sofferto una serie di attacchi che non abbiamo timore a definire anticristiani. Siamo andati a far sentire loro la nostra vicinanza. Lo facciamo quotidianamente con i nostri progetti, progetti che hanno aiutato in diversi modi le comunità cristiana, anche con l’assistenza legale e l’assistenza medica. Ma ci sono momenti in cui bisogna stringere le mani e abbracciare chi, solo per la sua fede, è costretto a subire forme di oppressione inaccettabili”.
Gli attentatiDa Gorja a Lahore, i massacri negli ultimi dieci anni
24 aprile 201916:16
Cronologia◦ 1 agosto 2009, Gorja. sette persone, fra cui tre donne, sono state bruciate vive da un gruppo di musulmani che avevano assaltato un quartiere cristiano provocando anche decine di feriti◦ 9 marzo 2013, Lahore. Viene date alle fiamme la Colonia di Saint Joseph, uno dei quartieri cristiani della città. Quasi duecento famiglie restano senza casa◦ 22 settembre 2013, Peshawar. Viene assaltata una chiesa, dove restano uccise 80 persone◦ 4 novembre 2014, Kot Radha Kishan. Una coppia di cristiani viene arsa viva in una fornace da una folla di estremisti che li accusava di avere bruciato delle pagine del Corano◦ 15 marzo 2015, Lahore. Vengono attaccate in contemporanea due chiese cristiane, restano uccisi molti fedeli. Nella chiesa cattolica di Saint John si evita una vera e propria strage grazie all’eroismo di un ragazzo di 19 anni, Akash Bashir, che ferma il kamikaze. Ora per il ragazzo cristiano è in corso la causa di beatificazione e canonizzazione. Potrebbe diventare così il primo santo del Pakistan◦ 27 marzo 2016, Lahore. E’ il giorno di Pasqua e nel parco divertimenti, al centro della città, i cristiani si sono riuniti per festeggiare insieme. Un kamikaze si fa esplodere vicino ad una giostra. Restano uccise 72 persone, tra le quali una trentina di bambini
Cristiani in PakistanMinoranza in cerca di dignita’
24 aprile 201916:09
Minoranza in cerca di dignità. [print-me title=”STAMPA”]
Kushner, piano pace Mo dopo fine Ramadan
Inizialmente doveva essere divulgato dopo elezioni in Israele
WASHINGTON23 aprile 2019 18:16
– La Casa Bianca prevede di rendere noto il suo piano di pace per il Medio Oriente dopo il Ramadan, che quest’anno finisce il 4 giugno. Lo ha detto Jared Kushner, genero-consigliere di Trump incaricato del dossier, intervenendo ad una conferenza sponsorizzata da Time Magazine.
Inizialmente la Casa Bianca aveva annunciato che il piano sarebbe stato divulgato dopo le elezioni di aprile in Israele.
Libia: uccisi 2 migranti in detenzioneAlmeno 19 i feriti. Non chiaro motivo attacco a sud di Tripoli
23 aprile 201918:49
– Almeno due migranti sono rimasti uccisi e almeno altri 19 feriti in un attacco di uomini armati a un centro di detenzione a Qasr Ben Ghashir, sobborgo a sud di Tripoli dove sono in corso combattimenti fra le forze tripoline e quelle del generale Khalifa Haftar. Lo scrive il Times of Malta, che cita l’Unhcr, secondo cui il centro ospitava 980 migranti. Non è chiaro perché il centro, in particolare, sia stato preso di mira e da chi.
Blocco aiuti alluvionati, Iran vs UsaFarà ricorso alla Corte di Giustizia dell’Aja
TEHERAN23 aprile 201918:58
– L’Iran farà ricorso alla Corte di giustizia internazionale dell’Aja contro gli Stati Uniti per aver bloccato gli aiuti internazionali diretti alla popolazione iraniana colpita dalle alluvioni. Lo ha dichiarato la vicepresidente per gli Affari legali della Repubblica islamica, Laya Joneidi. Secondo Teheran gli Usa, pur avendo imposto sanzioni finanziarie, non possono bloccare le transazioni bancarie che riguardino aiuti in medicinali, cibo o equipaggiamento sanitario. Joneidi ha poi aggiunto che nonostante le sanzioni imposte dagli Stati Uniti, secondo le norme della Corte internazionale di Giustizia non si possono bloccare le transazioni bancarie iraniane relative a cibo, medicine e prodotti medicali. “Per colpa del bando Usa, la Mezzaluna rossa iraniana non ha potuto ricevere alcun aiuto in valuta dagli altri Paesi – ha proseguito -. E’ una gravissima violazione delle norme da parte degli Stati Uniti. Forti piogge e alluvioni, a partire dal 19 marzo scorso, hanno causato danni e distruzione in Iran
Onu, stupro non sia un’arma di guerraCon nuovo testo ammorbidito su aborto evitato il veto degli Usa
NEW YORK23 aprile 201919:47
– Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato con 13 voti a favore e due astenuti (Russia e Cina) una risoluzione sulla violenza sessuale in conflitto, volta a combattere l’uso dello stupro come arma in guerra. Gli Usa avevano minacciato di porre il veto perché nel testo era usato un linguaggio sull’assistenza alla “salute riproduttiva”, che per estensione costituiva il sostegno all’aborto per le vittime. Nel nuovo testo ammorbidito è stato eliminato il riferimento come richiesto dagli Stati Uniti.
Trump boicotta cena dei corrispondentiSabato, nello stesso giorno, terrà un comizio in Wisconsin
WASHINGTON23 aprile 201919:49
– La Casa Bianca, su decisione di Donald Trump, ha ordinato ai dirigenti dell’amministrazione di boicottare la tradizionale cena dei corrispondenti che seguono il presidente, un gala annuale di raccolta fondi in programma quest’anno per sabato. Lo riportano i media Usa. Il tycoon aveva già annunciato che avrebbe disertato l’evento e che avrebbe tenuto un comizio a Green Bay, Wisconsin, definendo la cena “molto noiosa e negativa”.
Ucraina: Merkel chiama nuovo presidente’Sosterrò attivamente il percorso di riforme’
BERLINO23 aprile 201919:53
– La cancelliera tedesca Angela Merkel ha telefonato al neo presidente ucraino Volodymyr Zelenski dicendogli che il voto popolare gli affida un “mandato forte” e invitandolo a Berlino in visita ufficiale. La Cancelliera, che aveva recentemente incontrato lo sconfitto Petro Poroschenko, ha fatto sapere che sosterrà “attivamente” il percorso di riforme ucraine e “il diritto del Paese alla integrità territoriale”.
A.Saudita, crocifisso uno dei condannatiImpiccati gli altri 36 messi a morte con accusa di terrorismo
23 aprile 201919:56
– Delle 37 persone impiccate per terrorismo in Arabia Saudita una è stata crocifissa. Lo ha annunciato un comunicato del ministero degli Interni secondo quanto riportato dall’agenzia ufficiale Saudi Press Agency. [print-me title=”STAMPA”]
– Il bilancio dei morti in Libia dall’inizio delle ostilità è salito a 205 vittime; 913 i feriti.
Lo rende noto l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms).
LIBIA: MORTI SALGONO A 205
Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu non è riuscito intanto a trovare il compromesso su una bozza di risoluzione elaborata dalla Gran Bretagna che chiedeva un immediato cessate il fuoco e l’impegno per la fine delle ostilità in Libia. Lo fanno sapere fonti diplomatiche del Palazzo di Vetro, le quali precisano che la Germania – presidente di turno dei Quindici – ha chiesto una riunione del Consiglio per oggi dopo il fallimento dei negoziati sul testo rivisto. [print-me title=”STAMPA”]
DALLE 05:53 ALLE 10:46 DI MERCOLEDì 10 APRILE 2019
MONDO
Giappone, ritrovati resti F35 caduto
Era scomparso ieri dai radar durante esercitazione
TOKYO10 aprile 2019 05:53
– Il ministero della Difesa giapponese rende noto che sono stati ritrovati i resti dell’aereo da caccia F-35, scomparso nella tarda serata di ieri nell’Oceano Pacifico.
Le operazioni delle Forze di Autodifesa e della Guardia costiera sono andate avanti durante la notte e il pilota dell’aereo risulta ancora disperso. Il caccia, decollato intorno alle 19 di ieri dalla base area di Misawa, a nord-est del Giappone, era in volo assieme a una pattuglia con altri 3 aerei a 135 chilometri dalla base quando è sparito dal radar. Il governo giapponese ha acquistato gli F-35AS dagli Stati Uniti nel gennaio dello scorso anno per rimpiazzare i vecchi F-4. Con un prezzo di listino di 10 miliardi di yen per ogni esemplare, l’equivalente di 80 milioni di euro, Tokyo prevede un ulteriore ingaggio con il Paese alleato per un totale di 105 F-35As, da aggiungere ai 42 F-35B a decollo verticale, già commissionati.
Haiti, Lapin confermato premierDopo le dimissioni di Jean-Henry Céant
PORT10 aprile 201906:11
– PORT-AU-PRINCE
– Il presidente di Haiti, Jovenel Moise, ha annunciato a sorpresa la conferma nella carica di primo ministro di Jean Michel Lapin, designato in un primo tempo come capo del governo ad interim, dopo le dimissioni di Jean-Henry Céant. Lo riferisce il quotidiano Le National.
Il capo dello Stato aveva tenuto consultazioni con il presidente della Camera, Gary Bodeau, e con quello del Senato, Carl Murat Cantave, che gli avevano consegnato una terna di nomi, fra cui non c’era però Lapin.
Dopo l’annuncio, Moise è partito per una conferenza internazionale a Panama, mentre il neo designato premier si è messo al lavoro per preparare un programma di governo di interventi per far fronte alla grave crisi economica e sociale che attraversa Haiti e che dovrà essere discusso e approvato dai due rami del Parlamento.
Dalai Lama in ospedale, in miglioramentoGiunto ieri a New Delhi da Dharamsala con infezione polmonare
NEW DELHI10 aprile 201906:28
– Il Dalai Lama è stato ricoverato in ospedale a New Delhi per una infezione al petto, ma ora sta meglio. Lo ha fatto sapere il suo portavoce Tenzin Taklha. Il leader spirituale tibetano, 83 anni, è tuttora ricoverato ma dovrebbe rimanere in ospedale uno o due giorni ancora. Ieri era partito in aereo da Dharamsala verso la capitale per un consulto medico e i sanitari hanno deciso di trattenerlo. Dharamsala è il quartier generale del Dalai Lama da quando ha lasciato il Tibet nel 1959 dopo un fallito tentativo di rivolta contro il regime cinese. Taklha ha riferito che il Dalai Lama, che viaggia in tutto il mondo per diffondere il buddhismo e la solidarietà con la causa tibetana, si sente ora molto meglio. La scorsa settimana aveva tenuto una conferenza a New Delhi. Rispondendo a una domanda sui rapporti con la Cina, ha ribadito di non volere l’indipendenza del Tibet ma al contrario una ‘riunificazione’ con Pechino in termini reciprocamente accettabili.
Israele: Gantz, non mi tirerò indietroLeader ‘Blu-Bianco’, risultati non finali, spazio per politica
10 aprile 201909:03
– TEL AVIV
– “Sembra desolante, ma i risultati non sono ancora quelli finali. E’ possibile che ci siano cambiamenti elettorali e che possiamo mettere in campo alcune manovre politiche”. Lo ha scritto ai membri di ‘Blu-Bianco’ Benny Gantz nella sua prima dichiarazione dopo che lo spoglio di circa il 97% dei voti ha assegnato alla coalizione di Netanyahu una maggioranza di 65 seggi (su 120).
Gantz, il cui partito ad ora ha 35 seggi come il Likud, ha poi detto, citato dai media, che non si ritirerà dal “pubblico dovere di rappresentare oltre un milione di gente che ha chiesto qualcosa di differente. é una vittoria storica senza precedenti.
Dobbiamo essere orgogliosi”.
Alarm Phone, 8 dispersi al largo LibiaGommone con venti persone in difficoltà, autorità informate
aprile 201909:51
– Otto persone sarebbero disperse in mare al largo della Libia. E’ quanto riferisce Alarm Phone, che questa mattina intorno alle 6 ha ricevuto una telefonata da un gommone in difficoltà con a bordo una ventina di persone, tra cui donne e bambini. Secondo quanto riferito dai migranti, otto persone sarebbero disperse e il gommone starebbe imbarcando acqua. Tutte le autorità, sostiene Alarm Phone, sarebbero state informate. “E’ necessario un intervento urgente per salvare queste persone”, è l’appello che arriva da Mediterranea Saving Human.
Polizia: 7,8 mln chiamate al 113, controllate 4 mln personeI dati del 2018, 460 cyberattacchi a strutture strategiche
10 aprile 201908:43
Più di 7,6 milioni di chiamate al 113, quasi 21 mila al giorno; oltre 4 milioni di persone e 5 milioni di veicoli controllati, 16.156 soggetti arrestati e 67.096 denunciati. E ancora: quasi 470 mila persone, 160 mila veicoli e 51 mila esercizi commerciali sottoposti a controlli antiterrorismo che hanno portato all’arresto di 957 persone e all’espulsione di 126 soggetti per motivi di sicurezza dello Stato. Sono i numeri principali dell’attività della Polizia nel corso del 2018 resi noti in occasione del 167/o anniversario della fondazione, dai quali emerge un dato che fa riflettere: calano tutti gli indicatori relativi a omicidi, furti e rapine ma aumentano i reati che vedono come vittime i minori.
OMICIDI GIU’ MA AUMENTANO GLI ABUSI SUI MINORI: Se gli omicidi volontari denunciati calano dai 105 del 2017 agli 89 del 2018, i furti da 314.508 a 295.350 e le rapine da 11.727 a 11.133, crescono le violenze sessuali, passate dalle 1.877 del 2017 alle 2.032 del 2018. E in aumento sono anche le denunce per violenza sessuale su minori di 14 anni salite da 234 a 258, e le denunce per atti sessuali con minorenne, passate da 157 a 216.
1.300 ARRESTI PER 416 BIS, RINTRACCIATI 15 LATITANTI: Sul fronte della lotta alla criminalità organizzata, nel 2018 sono stati arrestati 1.293 soggetti mentre i patrimoni sequestrati ai clan ammontano a circa 150 milioni. 15 invece i latitanti rintracciati (8 all’estero), di cui due inseriti nell’elenco di massima pericolosità. Complessivamente le squadre mobili hanno arrestato 5.173 persone, di cui 990 stranieri, in prevalenza albanesi (214), marocchini (171) e romeni (88).
11 MILA MANIFESTAZIONI, 366 CON PROBLEMI PER ORDINE PUBBLICO: L’anno scorso ci sono state in Italia 11.024 manifestazioni, più di 30 al giorno. In 366 casi si sono verificati problemi di l’ordine pubblico che hanno portato all’arresto di 105 persone.
118 agenti hanno riportato lesioni. Sono stati invece 2.479 gli incontri di calcio monitorati con l’impiego di oltre 140mila unità. 93 gli ultras arrestati e 1.151 quelli denunciati.
460 CYBER ATTACCHI A STRUTTURE STRATEGICHE: Anche sul fronte della lotta al cybercrime l’impegno è stato rilevante e lo conferma l’aumento delle denunce per truffa informatica, passate da 44.241 del 2017 a 52.022 dell’anno scorso. 459 sono stati gli attacchi a strutture strategiche nazionali gestiti dal Cnaipic della Postale, che ha diramato 60.777 alert. 10 i denunciati per cyberterrorismo mentre sono stati 40.824 gli spazi web visionati per individuare la propaganda islamica, 247 dei quali rimossi.
43 gli arresti e 540 le denuncie per pedopornografia mentre 2.296 spazi web illeciti sono stati inseriti nella black list per inibirne l’accesso dall’Italia. Quaranta, infine, i minori denunciati per cyberbullismo.
24 PRESUNTI JIHADISTI IN CARCERE: Altro fronte che ha visto impegnati i 98.521 poliziotti è il contrasto al terrorismo: 24 gli arresti di persone contigue ad ambienti dell’estremismo di matrice religiosa. Nel corso dell’anno sono stati inoltre vigilati 24.696 obiettivi sensibili. Sul fronte del terrorismo interno si registrano 8 arresti e 509 denunce. Si contano inoltre 49 arresti per estremismo di sinistra e di destra.
173 SCAFISTI IN MANETTE: Nonostante gli sbarchi in netto calo, nelle ore immediatamente successive all’arrivo dei barconi sono state arrestate 173 persone tra scafisti, organizzatori e basisti e sequestrati 314 mezzi. Il provvedimenti di espulsione ha riguardato 7.015 stranieri e di questi 3.473 sono stati scortati fino ai Paesi d’origine: 1.340 con voli di linea o navi e 2.133 con voli charter (tunisini il 61% dei rimpatriati).
788 MORTI SU STRADE, QUASI 2 MILIONI MULTE: Infine, per quanto riguarda la sicurezza stradale, gli agenti hanno contestato 1.939.424 infrazioni al codice della strada e controllato 1.297.382 di conducenti con con gli etilometri.
52.547 le patenti ritirate mentre sono state 524.248 le violazioni per superamento dei limiti di velocità, 98.459 quelle per guida senza cintura di sicurezza e 17.768 quelle per guida in stato di ebbrezza. Complessivamente sono stati rilevasti 672 incidenti mortali in cui si sono registrate 788 vittime. Molta attenzione è stata inoltre dedicata al progetto ‘gite sicure’: sono stati controllati 17.796 autobus destinati al trasporto degli studenti. Su 2.400 di questi è stata riscontrata almeno una irregolarità, per un totale di 3.680 infrazioni complessive.
Onu, 4500 i civili in fuga da TripoliA rischio 500mila bambini di rimanere coinvolti in combattimenti
10 aprile 201910:30
– TUNISI
– Sono 4500 le persone in fuga a causa dell’escalation militare in corso nei pressi di Tripoli, nella Libia occidentale. Lo scrive l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (Ocha) in un “aggiornamento flash” sulla situazione nei dintorni della capitale precisando che le persone costrette a lasciare le loro abitazioni nelle ultime 24 ore sono state 1675. L’Ocha mette inoltre in rilievo il fatto che a Tripoli vivono oltre 500 mila bambini, ora a rischio di rimanere coinvolti nei combattimenti, e che decine di migliaia di altri in altre zone della Libia potrebbero trovarsi nelle stesse condizioni presto. L’Onu esprime forte preoccupazione per i civili intrappolati nelle zone vicine a quelle degli scontri e che sono impossibilitati a fuggire. Preoccupazione anche per i servizi di soccorso che spesso non riescono a raggiungere i civili in situazioni di difficoltà.
Israele: Olp, parlamento razzistaAshrawi, israeliani si sono arroccati in status quo
10 aprile 201910:33
– TEL AVIV
– “Purtroppo gli israeliani hanno in maggioranza votato per candidati impegnati ad arroccarsi nello status quo di oppressione, occupazione, annessione ed esproprio in Palestina”. Lo ha detto l’esponente dell’Olp Hanan Ashrawi, secondo cui Israele ha scelto “un parlamento di destra razzista e xenofobo”. “L’agenda estremistica e militaristica, guidata da Netanyahu, è stata incoraggiata dalle politiche sconsiderate e dal cieco sostegno dell’amministrazione Trump Trump” in un’alleanza “cinica”. [print-me title=”STAMPA”]
– Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, “condanna fermamente l’escalation militare e i combattimenti in corso a Tripoli e dintorni, compreso l’attacco aereo dell’Esercito Nazionale Libico (Lna) del generale Khalifa Haftar contro l’aeroporto Mitiga”. In una nota del suo portavoce, Guterres “chiede lo stop immediato di tutte le operazioni militari con l’obiettivo di una de-escalation e di prevenire un conflitto a tutto campo”. Quindi ribadisce che “non esiste una soluzione militare al conflitto in Libia e invita tutte le parti a impegnarsi immediatamente in un dialogo per raggiungere una soluzione politica”, che l’inviato speciale Ghassan Salame’ è pronto a facilitare. Il segretario generale “ricorda inoltre a tutte le parti i loro obblighi derivanti dal diritto internazionale umanitario per garantire la sicurezza di tutti i civili”: “Tutti i libici meritano pace, sicurezza, prosperità e rispetto per i diritti umani”. [print-me title=”STAMPA”]
“Sono profondamente preoccupato per i movimenti militari in corso in Libia e per il rischio di scontro. Non c’è una soluzione militare. Solo il dialogo intra-libico può risolvere i problemi del Paese. Chiedo calma e moderazione mentre mi preparo per incontrare i leader libici nel Paese”. E’ quanto scrive su Twitter il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres. [print-me title=”STAMPA”]
– Il numero di persone che necessitano di aiuti umanitari in Congo è aumentato drammaticamente nell’ultimo anno a 13 milioni e “la fame e la malnutrizione hanno raggiunto il livello più alto mai registrato”. Lo afferma il direttore esecutivo del Fondo delle Nazioni unite per l’infanzia (Unicef), Henrietta Fore.
La direttrice Unicef ha spiegato che 7,5 milioni di persone bisognose di aiuto sono bambini, di cui 4 milioni soffrono di malnutrizione acuta e oltre 1,4 milioni di malnutrizione acuta grave e quindi “in imminente rischio di morte”. Il capo dell’Organizzazione delle nazioni unite (Onu), Mark Lowcock, appena tornato da una visita in Congo con la Fore, ha detto che l’Onu sta facendo appello per 1,65 miliardi di dollari di aiuti umanitari per il paese africano quest’anno: più del doppio dei 700 milioni di dollari raccolti l’anno scorso per aiutare 8,5 milioni di persone. [print-me title=”STAMPA”]
Facebook vola a Wall Street
Più forte degli scandali. Apple convince ma dubbi restano
NEW YORK31 gennaio 2019 06:16
– Facebook registra un utile record nel quarto trimestre mostrandosi più forte del susseguirsi di scandali dell’ultimo anno. Il colosso di Mark Zuckerberg archivia il quarto trimestre con un utile netto in aumento a 6,88 miliardi di dollari, o 2,38 dollari per azione, sopra i 2,18 dollari attesi dagli analisti. I ricavi sono saliti del 30% a 16,91 miliardi di dollari, decisamente al di sopra dei 16,39 miliardi su cui scommetteva il mercato. La reazione in Borsa ai risultati sopra le attese è immediata: i titoli arrivano a guadagnare dell’8,43%. Debole invece Microsoft, che presenta una trimestrale in linea con le attese che non convince con ricavi per 32,5 miliardi di dollari e un utile per azione di 1,08 dollari. Dopo una seduta chiuso con il segno più, i titoli del colosso di Redmond perdono l’1,5% a Wall Street.
“La nostra comunità e il nostro business continuano a crescere. Abbiamo cambiato in modo fondamentale come gestiamo la società concentrandoci sui grandi temi sociali e investendo di più nelle nuove modalità per connettere le persone” afferma Mark Zuckerberg. Nel quarto trimestre gli amici di Facebook sono aumentati: gli utenti attivi giornalieri sono stati in media 1,52 miliardi nel dicembre 2018, il 9% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Gli utenti quelli mensili sono saliti del 9% a 2,32 miliardi. I ricavi da pubblicità sui dispositivi mobili hanno rappresentato il 93% del totale ricavi per il quarto trimestre 2018.
In forte rialzo anche Apple, che chiude la seduta in progresso del 6,83% dopo conti che hanno non hanno deluso Wall Street. La trimestrale di Cupertino rassicura pur senza nascondere nè mascherare le sfide e le difficoltà che Cupertino si trova ad affrontare. I numeri non lasciano adito a dubbi: per la prima volta da dieci anni Apple ha registrato un calo dell’utile e dei ricavi negli ultimi tre mesi dell’anno, quelli delle festività di Natale e quindi dello shopping sfrenato.
Apple ha chiuso gli ultimi tre mesi del 2018 con ricavi in calo del 5% a 84,31 miliardi di dollari, e un utile netto in leggera contrazione a 19,97 miliardi di dollari. I ricavi da iPhone sono scesi del 15% a 51,98 miliardi, mentre quelli della divisione servizi sono saliti del 19% a 10,88 miliardi. E sono proprio i servizi il nuovo motore di Apple: pur non essendo ancora in grado di bilanciare la frenata dell’iPhone hanno tassi di crescita elevati e prospettive più promettenti.
Tim Cook spiega il calo dei ricavi dell’iPhone con il fatto che chi ne ha uno tende a cambiarlo meno con un dispositivo Apple nuovo fiammante: più della metà degli iPhone venduti da sempre sono ancora oggi in uso. Questo vuol dire che 900 milioni di persone si tengono stretto il loro iPhone e tendono a cambiarlo con una frequenza minore rispetto al passato. A pesare sulle vendite di iPhone – ammette Cook – è pero anche il prezzo: “è un fattore” soprattutto sui mercati emergenti, dove Apple sconta anche l’effetto del dollaro forte. Nonostante questo Cook è ottimista: “il nostro ecosistema è più forte che mai”.
Apple lavora a una cintura di sicurezza smartBrevetto, sensori e microfoni rispondono a comandi guidatore
gennaio 201909:41
– Apple sta lavorando ad una cintura di sicurezza smart, da integrare nelle vetture elettriche o a guida autonoma e rendere compatibile con i sistemi CarPlay. Lo rivela un nuovo brevetto accordato a Cupertino, su cui la società avrebbe già messo al lavoro diverse persone del Project Titan, il progetto della Mela dedicato alle auto. Il brevetto depositato presso lo U.S. Patent and Trademark Office, prevede la presenza di un “sistema di ritenuta aumentato” che aggiunge altre funzioni alla normale cintura di sicurezza.
Con sensori, microfoni e altoparlanti, la cintura sarebbe in grado di rispondere ai comandi delle dita dei passeggeri trasformandosi così in uno strumento con cui interagire attivamente. Al momento, però, non è dato sapere se il prodotto verrà effettivamente lanciato sul mercato. Ma come riferisce AppleInsider, Apple sarebbe particolarmente interessata all’implementazione di queste cinture sulle vetture a guida autonoma.
AI di Google batte i campioni di StarcraftHa acquisito conoscenze pari a 200 anni di gioco
31 gennaio 201909:41
– Dopo aver battuto il campione di Go, DeepMind, il sistema di Intelligenza Artificiale di Google, è riuscito per la prima volta a battere un umano a Starcraft, un complesso gioco di strategia più impegnativo degli scacchi o dello stesso Go. Il giocatore deve compiere diverse scelte simultaneamente con le “pedine” che si possono spostare per uno spazio più vasto di una semplice scacchiera.
Inoltre chi gioca non sa cosa sta facendo l’avversario e di conseguenza costruire una strategia. AlphaStar, una intelligenza artificiale basata su DeepMind non ha vinto per velocità ma per strategia: è stata più lenta dei giocatori umani e ha compiuto meno azioni per minuto, ma ha comunque vinto tutti i match eccetto uno. In particolare AlphaStar, ha vinto 10 partite su 11, grazie all’aver acquisito conoscenze corrispondenti a 200 anni di gioco con Starcraft. I suoi sfidanti umani erano tra i più forti giocatori professionisti di Starcraft in assoluto.
Smartphone in calo nel 2018, è la prima voltaAnalisti, consegne a 1,43 mld. Giù Samsung e Apple,cresce Huawei
31 gennaio 201919:30
Il mercato mondiale degli smartphone registra la prima flessione annuale da quando è nato, una decina d’anni fa su impulso dell’iPhone di Apple. Secondo le stime di Strategy Analytics, il 2018 si è chiuso con consegne in flessione del 5% rispetto all’anno precedente. Il settore sconta cinque trimestri consecutivi in calo, con l’ultimo – il periodo da ottobre a dicembre – in diminuzione del 6%. Stando agli analisti, l’anno scorso sono stati messi in commercio 1,43 miliardi di smartphone, a fronte degli 1,51 miliardi del 2017. A pesare, secondo gli esperti, sono le condizioni economiche, la mancanza di prodotti accattivanti ma anche i tassi di sostituzione più lunghi. In pratica le persone non cambiano più così spesso il vecchio telefonino con un nuovo modello. Nel 2018 Samsung, leader del mercato, ha consegnato 291,3 milioni di smartphone, seguita da Apple con 206,3 milioni e da Huawei, vicinissima con 205,8 milioni di dispositivi. Le aziende sul podio si caratterizzano però per andamenti diversi. Le consegne annuali si Samsung e Apple sono diminuite rispettivamente dell’8% e del 4,5% rispetto al 2017, mentre quelle di Huawei sono aumentate del 35%.
Al quarto posto si piazza Xiaomi, che cresce (da 91,3 a 119,3 milioni di smartphone) e supera Oppo, quinta e in lieve flessione (da 118 a 116,6 milioni di dispositivi).
Onu, Usa e Cina sono leader nell’AIIndagine Wipo esamina i brevetti, Ibm e Microsoft in testa
31 gennaio 201918:07
Stati Uniti e Cina sono i leader mondiali nel crescente settore tecnologico dell’intelligenza artificiale (AI). A dirlo è un rapporto pubblicato oggi dall’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale (Wipo), che fa capo alle Nazioni Unite. L’indagine ha preso in esame 340mila brevetti collegati all’AI e 1,6 milioni di studi scientifici pubblicati per la maggior parte dal 2013 in poi, ma anche risalenti a quando si iniziò a parlare di intelligenza artificiale, negli anni Cinquanta. In base ai dati, l’americana Ibm ha il portafoglio di brevetti più ampio (8.290) seguita dalla connazionale Microsoft (5.930). Le successive tre posizioni sono invece asiatiche: le giapponesi Toshiba (5.223) e Nec (4.406), e la coreana Samsung (5.102).
Hanno invece nazionalità cinese tre delle quattro istituzioni accademiche presenti nella classifica delle prime trenta realtà mondiali per numero di brevetti. La migliore è l’Accademia delle Scienze, con oltre 2.500 brevetti. Sono inoltre cinesi 17 delle 20 migliori istituzioni accademiche globali per brevetti sull’AI, e 10 delle prime 20 pubblicazioni scientifiche. Tra i vari rami dell’intelligenza artificiale, il più gettonato è l’apprendimento automatico, e in particolare le reti neurali, presenti in oltre un terzo delle invenzioni. Tra le applicazioni, sempre secondo l’indagine Onu, trionfa la computer vision (è nel 49% dei brevetti), con il riconoscimento delle immagini che è fondamentale per lo sviluppo delle auto a guida autonoma.
Sui social 59% italiani,92% usa internetStudio, online per 6 ore al giorno, il 76% ha uno smartphone
31 gennaio 201918:31
– Nel 2018 hanno usato internet 54,8 milioni di italiani, 11 milioni in più del 2017, pari al 92% della popolazione. Sono 35 milioni (il 59% degli italiani, circa 6 su 10) gli attivi sui social media e, di questi, 31 milioni si collegano da smartphone. I dati emergono dal rapporto “Digital 2019″ dell’agenzia We Are Social.
Gli italiani usano internet in media per 6 ore e 4 minuti. Ai social dedicano 1 ora e 51 minuti, e 44 minuti all’ascolto di musica in streaming. La piattaforma social più attiva si conferma YouTube, seguita da WhatsApp e da Facebook. La tv, nelle varie modalità di fruizione (broadcast, streaming, video on demand) totalizza 2 ore e 57 minuti.
Guardando alla telefonia mobile, il 97% degli italiani ha un telefonino, e tre su quattro (76%) possiedono uno smartphone. I contratti mobili attivi in Italia sono 85,92 milioni, pari al 145% della popolazione. In pratica ogni due persone ci sono tre schede Sim attive.
La crescita nell’uso di Internet trascina anche l’e-commerce: i tre quarti degli internauti dichiara di aver acquistato prodotti e servizi online nell’ultimo mese, il 42% attraverso un dispositivo mobile. Nel 2018 lo shopping online si è attestato a 15,63 miliardi di dollari, il 13% in più del 2017.
Il rapporto offre anche una panoramica globale. Nel mondo il numero di persone che accedono a internet è pari a 4,39 miliardi, in aumento rispetto ai 4,02 miliardi dell’anno precedente. Tre miliardi e mezzo di persone sono attive sui social media, cioè il 45% della popolazione mondiale. Superano i 5 miliardi, infine, i possessori di un telefono cellulare: due abitanti del Pianeta su tre (67%) hanno un telefonino. [print-me title=”STAMPA”]