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CONGO: 13 MILIONI DI PERSONE NECESSITANO AIUTI

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CONGO:

13 MILIONI DI PERSONE NECESSITANO AIUTI

AGGIORNAMENTO IN “MONDO”

DELLE 04:15 DI MARTEDì 26 MARZO 2019

CONGO

NEW YORK

– Il numero di persone che necessitano di aiuti umanitari in Congo è aumentato drammaticamente nell’ultimo anno a 13 milioni e “la fame e la malnutrizione hanno raggiunto il livello più alto mai registrato”. Lo afferma il direttore esecutivo del Fondo delle Nazioni unite per l’infanzia (Unicef), Henrietta Fore.
La direttrice Unicef ha spiegato che 7,5 milioni di persone bisognose di aiuto sono bambini, di cui 4 milioni soffrono di malnutrizione acuta e oltre 1,4 milioni di malnutrizione acuta grave e quindi “in imminente rischio di morte”. Il capo dell’Organizzazione delle nazioni unite (Onu), Mark Lowcock, appena tornato da una visita in Congo con la Fore, ha detto che l’Onu sta facendo appello per 1,65 miliardi di dollari di aiuti umanitari per il paese africano quest’anno: più del doppio dei 700 milioni di dollari raccolti l’anno scorso per aiutare 8,5 milioni di persone.         [print-me title=”STAMPA”]

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ELEZIONI CONGO: VINCE OPPOSIZIONE

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ELEZIONI CONGO: VINCE OPPOSIZIONE

AGIORNAMENTO DELLE 05:27

DI GIOVEDì 10 GENNAIO 2019

ELEZIONI CONGO: VINCE OPPOSIZIONE

KINSHASA

– La Commissione elettorale della Repubblica democratica del Congo ha reso noto che il leader dell’opposizione, Felix Tshisekedi, ha vinto le elezioni presidenziali del 30 dicembre scorso. Tshisekedi ha ricevuto oltre 7 milioni di voti contro gli oltre 4 milioni ricevuto dal candidato del partito di governo Emmanuel Ramazani Shadary.        [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 17:00 ALLE 23:29

DI DOMENICA 30 DICEMBRE 2018

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Brasile porterà ambasciata a Gerusalemme
Lo annuncia Netanyahu dopo l’incontro con Bolsonaro

TEL AVIV30 dicembre 201817:00

– “Il presidente Jair Bolsonaro ha detto che trasferirà l’ambasciata del Brasile a Gerusalemme. La questione non è se ciò avverrà, ma quando”. Lo ha affermato il premier Benyamin Netanyahu, attualmente in visita in Brasile, in un comunicato diffuso alla stampa israeliana. “Anche il presidente Donald Trump si espresse così e poi trasferì l’ambasciata. Lo stesso farà Bolsonaro”. Netanyahu ha confermato poi che il neo presidente del Brasile visiterà Israele “prima di marzo”.
Putin saluta 60 anni rivoluzione CastroPresidente russo, nostro Paese è “un alleato strategico”

L’AVANA30 dicembre 201818:51

– Il presidente russo Vladimir Putin ha ribadito, in un messaggio alle autorità cubane in occasione del 60/o anniversario della Rivoluzione guidata nel 1959 dal defunto Fidel Castro, che il suo Paese è un “alleato strategico” di Cuba.
Le relazioni fra i nostri due Paesi, si legge nel documento inviato al presidente cubano Miguel Díaz-Canel d al primo segretario del Partito comunista di Cuba, Raúl Castro, “si trovano in un buon momento”.
Insieme agli auguri per le festività natalizie e il nuovo anno, Putin ha sottolineato che Cuba è “un alleato strategico ed affidabile” della Russia, auspicando inoltre “una continuità del lavoro comune” russo-cubano. Il messaggio del capo dello Stato russo ha avuto ampio risalto sui media dell’isola, e gli analisti osservano che se pure l’alleanza strategica Cuba-Russia non è ai livelli della relazione che L’Avana aveva con l’Unione sovietica fino alla sua scomparsa, è vista come un sostegno al governo cubano di fronte alle tensioni con Washington.
Bolsonaro in Israele a marzoPer Netanyahu ‘calorosa accoglienza’ a Rio de Janeiro

0 dicembre 201818:51

– Il nuovo presidente del Brasile Jair Bolsonaro compirà una visita ufficiale in Israele il prossimo marzo. Lo ha anticipato alla radio militare il segretario del governo israeliano Zahi Braverman in una telefonata da Rio de Janeiro dove si trova in questi giorni al seguito del premier Benyamin Netanyahu. Braverman ha aggiunto che in Brasile Netanyahu ha ricevuto “un’accoglienza molto calorosa, quasi senza paragone rispetto a tutte le altre visite compiute dal premier all’estero”.
Casa Bianca, palla ai dem per shutdownConsigliera, presidente aspetta un segnale dall’opposizione

WASHINGTON30 dicembre 201818:51

– Prosegue lo stallo dei negoziati per uscire dallo shutdown che da otto giorni blocca parzialmente l’attività amministrativa del governo Usa. La Casa Bianca ha rimandato oggi la palla ai dem: “Spetta a loro”, ha ribadito oggi a Fox News la consigliera Kellyanne Conway, ricordando che il presidente sta aspettando alla Casa Bianca che i rappresentanti dell’opposizione si facciano vivi.
Conway ha detto che il tycoon è già sceso ad un compromesso riducendo la sua richiesta per il muro al confine col Messico da 25 a 5 miliardi di dollari, e poi a 2,5 miliardi di dollari. Ma i dem non vogliono destinare soldi alla costruzione del muro.
Congo: seggi chiusi, ma si vota ancoraOpposizione denuncia governo per ritardi e malfunzionamenti

KINSHASA30 dicembre 201819:41

– Ci sono ancora lunghe file ai seggi in Congo per le presidenziali, nonostante la chiusura ufficiale. Addirittura nella capitale Kinshasa un seggio ha aperto da poco, perché per tutto il giorno sono mancati i cavi per alimentare i macchinari necessari per lo scrutinio.
Centinaia di macchine in tutto il Paese hanno registrato malfunzionamenti, tra l’insofferenza degli elettori.
L’opposizione ha accusato il governo di aver creato deliberatamente il caos, con l’obiettivo di manipolare il voto per fare vincere il prescelto di Joseph Kabila, il presidente uscente. E ci sarebbero stati anche numerosi casi di osservatori a cui non è stato permesso l’accesso ai seggi.
Usa: Trump chiude l’anno da soloMinistri silurati e guerra coi dem, niente vacanze per il tycoon

WASHINGTON30 dicembre 201819:55

– Donald Trump chiude il suo secondo tumultuoso anno da presidente cancellando le vacanze a Mar-a-Lago, in Florida, e barricandosi alla Casa Bianca. Sempre più solo e rancoroso, avvinghiato a Twitter e a Fox News, mentre il Paese chiude per ‘shutdown’, le truppe Usa si ritirano dalla Siria, in parte anche dall’Afghanistan, e gli ‘adulti’ nella stanza dei bottoni vengono liquidati con un cinguettio, uno dopo l’altro: Rex Tillerson, John Kelly, Jim Mattis, senza dimenticare Jeff Sessions e Nikki Haley. Il rimpasto prevede solo fedeli ‘yes men’, ideologicamente affini al presidente e all’America first.
Il suo addio al 2018 sembra ‘triste, solitario y final’, con molte ombre e poche luci già incupite da un 2019 con lo spettro dell’impeachment e di altre inchieste di una Camera che dal 3 gennaio torna sotto il saldo controllo dei democratici, dopo l’onda blu di Midterm.
Presidenza Romania inquieta la UeI ‘dubbi’ di Juncker nel semestre chiave tra Brexit ed europee

BRUXELLES30 dicembre 201820:06

– Si avvicina l’ultimo giro di boa della legislatura europea, ma il 2018 arriva alla fine con pochi dei dossier chiave completati. L’anno nuovo si preannuncia quindi ancora più arduo, tra il tentativo di chiudere i cantieri aperti – dalla Brexit alla revisione del sistema d’asilo per i migranti sino alla riforma dell’eurozona – e la prospettiva di elezioni europee.
Per di più, a capitanare i lavori nei primi 6 cruciali mesi dell’anno ci sarà la Romania, di cui Jean-Claude Juncker ha messo in dubbio la capacità di saper gestire la situazione, date le forti tensioni interne al governo di Bucarest. La Romania è infatti “tecnicamente ben preparata” ma “il suo governo non ha ancora pienamente compreso cosa significhi presiedere i Paesi dell’Ue”, perché per gestire negoziati a 28 nonché la fase finale della Brexit occorre “la ferma volontà di mettere le proprie preoccupazioni in secondo piano, e ho qualche dubbio su questo”, ha ammonito Juncker.
Afghanistan: presidenziali il 20 luglioTre mesi di ritardo rispetto alla data originaria

30 dicembre 201820:12

Le elezioni presidenziali in Afghanistan si terranno il prossimo 20 luglio, con un ritardo di tre mesi rispetto alla data prevista originariamente: lo ha detto il direttore della Commissione elettorale indipendente afghana Abdul Badi Sayyad, secondo quanto scrive il Daily Star Libano.
Nello stesso giorno si terranno le elezioni provinciali e municipali, oltre a un voto parlamentare precedentemente rinviato nella provincia di Ghazni.
Malta accoglie 69 migrantiAnnuncio Forze Armate, Sea Watch ancora senza porto

30 dicembre 201820:22

Un gruppo di 69 migranti tratto in salvo mentre era alla deriva su un barcone nel mar Mediterraneo, sarà trasportato a Malta. Lo riferiscono le Forze Armate, secondo quanto rende noto Malta Today.
In un breve comunicato diffuso stamane, le Forze Armate hanno riferito che il pattugliatore P51 ha salvato i migranti da un barcone alla deriva, a 117 miglia dalle coste maltesi. Il salvataggio avviene mentre cadono ancora nel vuoto le richieste della Sea Watch di poter far sbarcare a Malta i 32 migranti salvati 9 giorni fa al largo delle coste libiche e della Sea Eye con 17 a bordo.         [print-me title=”STAMPA”]

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CONGO: TANTI SEGGI ANCORA CHIUSI

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CONGO: TANTI SEGGI ANCORA CHIUSI

AGGIORNAMENTO DELLE 12:01

DI DOMENICA 30 DICEMBRE 2018

CONGO: TANTI SEGGI ANCORA CHIUSI

KINSHASA

– In Congo ci sono numerosi seggi che ancora non sono stati aperti, mentre sono in corso da diverse ore le elezioni presidenziali. Una situazione che sta creando frustrazione tra le persone arrivate per votare, con molti che iniziano ad andare via. Quarantanove centri di voto sono ancora in attesa di liste elettorali, ha riferito il capo della commissione elettorale del Congo all’Associated Press.      [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 10:17 ALLE 12:29

DI VENERDì 07 DICEMBRE 2018

SOMMARIO

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Mosca: non rinunciamo al missile
Il Cremlino: ‘non viola il trattato Inf con gli Usa sui razzi’

Congo: Ebola si diffonde, timore scorteIl farmaco sperimentale potrebbe non essere sufficiente

Ovazione per Merkel a congresso AmburgoCancelliera: ‘Sappiamo tutti che oggi sarà speciale’

Nuovo interrogatorio per Sarah NetanyahuSospettata di aver mentito a Controllore stato

‘Massima fermezza con i gilet gialli’Il ministro dell’Interno Castaner: linea dura con i casseur – ‘Arresto di Wanzhou arroganza politica’
Lavrov: ‘Applicazione extraterritoriale delle leggi nazionali’

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MOSCA

– La Russia non intende rinunciare al missile 9M729 perché non viola il Trattato Inf che vieta i razzi a breve e medio raggio di gittata 500-5.500 chilometri: lo ha lasciato intendere il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, rispondendo a una domanda sulla richiesta degli Usa che Mosca rinunci al missile, il quale, secondo Washington, viola il Trattato Inf del 1987. “La Federazione Russa – ha dichiarato Peskov – non ha violato e non viola il Trattato Inf, resta impegnata nel rispetto dell’accordo”.
– DAKAR

– Si diffonde l’epidemia di Ebola in Congo, il secondo più grande focolaio della malattia nella storia, mentre gli operatori sanitari lanciano l’allarme sulle scorte di un vaccino sperimentale, che potrebbe non essere sufficiente alle necessità. La malattia si è ora propagata in una grande città nell’est del Congo, Butembo, con oltre 1 milione di abitanti.
L’epidemia in corso è seconda solo a quella in Africa occidentale che ha ucciso più di 11.300 persone qualche anno fa.
Il ministero della salute del Congo ha segnalato finora 471 casi di Ebola con 225 morti. Senza le squadre che hanno vaccinato più di 41.000 persone finora, questo focolaio potrebbe aver già visto più di 10.000 casi di Ebola, sostiene il ministero della salute.
– AMBURGO

– Un’ovazione saluta l’apparizione di Angela Merkel per l’ultimo discorso come presidente della Cdu ad Amburgo, nella giornata in cui passerà il testimone al successore, dopo 18 anni alla guida del partito. La plenaria ha lungamente applaudito e i presenti si sono alzati in piedi per la cancelliera. 1001 delegati eleggeranno il prossimo presidente: per ora i candidati sono Annegret Kramp-Karrenbauer, Friedrich Merz e Jens Spahn. “Percepiamo tutti che oggi sarà un congresso di partito speciale”, ha detto la cancelliera. “Abbiamo tutti insieme un obiettivo: vogliamo che la Cdu sia un forte partito popolare del centro, e che sia in grado di garantire la giusta offerta per il futuro del nostro Paese”, ha aggiunto.
– TEL AVIV

– Sarah Netanyahu, moglie del premier Benyamin Netanyahu, sarà interrogata oggi dall’unità speciale anticorruzione della polizia nel sospetto che abbia mentito al Controllore di stato circa l’impiego di Nir Hafez, ex consigliere media della famiglia, poi diventato testimone di stato. L’indagine in corso è un’appendice del Caso 4000, l’inchiesta maggiore relativa al presunto scambio di favori tra il gigante delle telecomunicazioni Bezeq, il suo sito di informazioni Walla e il primo ministro. Inchiesta per la quale, la polizia ha raccomandato alla magistratura l’incriminazione per corruzione di Netanyahu e di sua moglie Sarah.
– PARIGI

– “Massima fermezza contro i casseur”.
Il ministro dell’Interno, Christophe Castaner, ha lanciato un duro avvertimento ai violenti alla vigilia della manifestazione dei gilet gialli a Parigi. Evocando un “dispositivo di vasta portata”, Castaner ha confermato che 89.000 uomini verranno schierati domani in tutta la Francia, di cui 8.000 solo a Parigi.

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“Ritengo che sia ancora una volta un fenomeno della linea di applicazione extraterritoriale delle leggi nazionali. In Canada, su richiesta americana, si è agito in questo modo, è una cosa inaccettabile. Un atteggiamento di grande arroganza politica e da superpotenza che nessuno accetta e che viene condannata dagli alleati degli Usa. Bisogna porre fine a tutto questo”. Così il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha risposto sull’arresto della direttrice finanziaria di Huawei Meng Wanzhou, a margine dei lavori dell’Osce a Milano.       [print-me title=”STAMPA”]

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EBOLA: SI AGGRAVA IN CONGO

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EBOLA: SI AGGRAVA IN CONGO

AGGIORNAMENTO DELLE 00:05

DI VENERDì 30 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

EBOLA: SI AGGRAVA IN CONGO

Congo,epidemia Ebola più grave dopo 2016
L’allarme Oms, finora 426 casi, almeno sei mesi per contenerla

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L’ARTICOLO

EBOLA: SI AGGRAVA IN CONGO

JOHANNESBURG

– L’epidemia di Ebola in Congo è la seconda più grave della storia, dopo quella che uccise migliaia di persone in Africa occidentale alcuni anni fa. Lo ha detto l’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Il capo delle emergenze dell’Oms Peter Salama l’ha definita ‘un triste bilancio’, dopo che le autorità sanitarie del Congo hanno detto che il numero dei casi ha raggiunto la cifra di 426, tra cui 379 considerati certi e 47 probabili. Oltretutto gli attacchi di gruppi ribelli e l’ostilità di alcuni gruppi locali rendono difficile come non mai il lavoro del personale sanitario. Molti medici possono svolgere le loro missioni per il contenimento del virus solo se accompagnati da militari Onu, in zone dove ogni giorno si spara. Salama ha previsto che l’epidemia nel nordest del Congo durerà almeno altri sei mesi, prima che sia possibile contenerla. L’Ebola in Africa occidentale uccise oltre 11.000 persone tra il 2014 e il 2016.      [print-me title=”STAMPA”]