CORONAVIRUS MORTI SALGONO A 170
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CORONAVIRUS: MORTI SALGONO A 170

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CORONAVIRUS: MORTI SALGONO A 170

CORONAVIRUS: I MORTI SALGONO A 170 DALL’INIZIO DELL’EPIDEMIA, L’ULTIMO DECESSO è DELLA PROVINCIA SUD-OCCIDENTALE DEL SICHUAN

AGGIORNAMENTO IN “MONDO” DELLE 07:33 DI GIOVEDì 30 GENNAIO 2020

CORONAVIRUS: MORTI SALGONO A 170

PECHINO
Una vittima nella provincia sudoccidentale del Sichuan porta a 38 i nuovi decessi per il coronavirus cinese, 37 dei quali nello Hubei, per un totale di 170 vittime dall’inizio dell’epidemia. I nuovi casi registrati nella giornata di ieri in tutto il territorio cinese sono stati oltre 1.700, più di mille dei quali solo nella provincia focolaio dell’infezione, secondo l’ultimo bilancio del governo centrale.
Anche il Tibet ha riportato il suo primo caso, rende noto la Commissione sanitaria nazionale (Nhc) cinese. Le 38 nuove morti segnano il più alto aumento di decessi giornalieri dall’inizio dell’epidemia e arrivano mentre è in corso un massiccio sforzo di contenimento che sta tenendo bloccate decine di milioni di persone nello Hubei. La maggior parte delle ultime infezioni segnalate si è verificata proprio nella provincia focolaio del virus, che ne ha registrate 1.032. MONDO

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EQUIPE DONNE REIMPIANTA MANO: AL CTO DI TORINO

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EQUIPE DONNE REIMPIANTA MANO:

UNA EQUIPE DI SOLE DONNE, GUIDATE DAL CHIRURGO DELLA MANO MADDALENA BERTOLINI, REIMPIANTA MANO MOZZATA DA SEGA CIRCOLARE

AGGIORNAMENTO IN “PIEMONTE”/”CRONACA”/”SCIENZA”/”MEDICINA SALUTE E BENESSERE” DELLE 19:55 DI SABATO 20 LUGLIO 2019

EQUIPE DONNE REIMPIANTA MANO

TORINO

– Con un intervento di nove ore al Cto di Torino, una equipe di sole donne ha riattaccato la mano sinistra di un uomo, mozzata da una sega circolare. In sala operatoria la chirurga della mano Maddalena Bertolini, con un aiuto e una specializzanda.
Il paziente è un cuneese di 62 anni, sportivo e amante della montagna, che ha avuto l’incidente a causa di una disattenzione mentre tagliava la legna nel giardino di casa. E’ stato trasportato in elicottero al Cto, dove è stato operato.
“Una mano che funziona – sottolinea Maddalena Bertolini – è meglio della protesi più avveniristica. Interventi di questo tipo hanno un buon margine di successo, diciamo fra il 96% e il 98%, ma bisogna intervenire entro poche ore”.
“Il Cto – aggiunge – è centro regionale di riferimento per la chirurgia della mano e la microchirugia. Purtroppo negli ultimi anni i centri di questo tipo in Italia si sono dimezzati: con il Ministero stiamo lavorando per metterli in rete, è fondamentale per intervenire con efficacia”.

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LESIONI NERVOSE: NOVITà DA ITALIA

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LESIONI NERVOSE: NOVITà DA ITALIA

AGGIORNAMENTO IN “MEDICINA SALUTE BENESSERE” E “SCIENZA”

DELLE 14:45 DI MARTEDì 26 MARZO 2019

LESIONI NERVOSE: NOVITà DA ITALIA

Un materiale che si auto-assembla e diventa un’impalcatura su cui far crescere le cellule staminali del cervello è la nuova strada, nata in Italia, per poter riparare in futuro le lesioni nervose. Dopo i risultati positivi sui topi sono in corso test sui maiali e, alla luce dei nuovi dati, fra tre anni potrebbero cominciare quelli sull’uomo.
Pubblicata sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, Pnas, la ricerca è stata condotta tra Lombardia e Puglia da Fabrizio Gelain in collaborazione con Angelo Vescovi. TUTTI I DETTAGLI:

LESIONI NERVOSE: NOVITà DA ITALIA

 

Una ricerca italiana ha portato allo sviluppo in laboratorio di biomateriali che potrebbero avere un ruolo importante nella cura delle lesioni spinali. La ricerca ha unito la scienza innovativa dei nanomateriali biomimetici e la medicina neuro-rigenerativa basata sulle cellule staminali cerebrali umane. In questo modo è stato creato un tessuto nervoso tridimensionale e composto da neuroni umani maturi e relative cellule di supporto (glia) funzionalmente attive.
Il CNTE (Center for Nanomedicine and Tissue Engineering) dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo insieme a ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano, l’Università di Milano Bicocca e le Associazioni No profit per la ricerca e la cura delle malattie degenerative Revert Onlus, annunciano i risultati della ricerca realizzata dal Team italiano del CNTE (Center for Nanomedicine and Tissue Engineering). La ricerca ha portato allo sviluppo in laboratorio di biomateriali di natura biologica sintetizzati in laboratorio che potrebbero avere un ruolo importante nella cura delle lesioni spinali.

LESIONI NERVOSE: NOVITà DA ITALIA

La ricerca, di cui è corresponding author il Dr. Fabrizio Gelain, coadiuvato dal Prof. Angelo Vescovi, è stata pubblicata il 25 marzo 2019 sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale PNAS con il titolo “Idrogel multi-funzionalizzati supportano la maturazione di cellule staminali neurali umane in colture cellulari tridimensionali e la rigenerazione nervosa in lesioni al midollo spinale” .

LESIONI NERVOSE: NOVITà DA ITALIA

La ricerca ha fuso due grandi branche della ricerca – la scienza innovativa dei nanomateriali biologici e la medicina neuro-rigenerativa basata sulle cellule staminali cerebrali umane. Partendo da questi due componenti basilari è stato letteralmente sintetizzato in laboratorio nuovo tessuto nervoso umano le cui caratteristiche sono state pre-determinate dai ricercatori proprio grazie alla possibilità di progettare al computer e poi sintetizzare in laboratorio i nanomateriali biologici. Sintetizzando tali materiali come gel e dotandoli delle proprietà meccaniche e biomimetiche necessarie a supportare e direzionare lo sviluppo delle staminali cerebrali, è stato creato un tessuto nervoso tridimensionale e composto da neuroni umani maturi e relative cellule di supporto (glia) funzionalmente attive. Questi costrutti rappresentano vere e proprie “protesi nervose”, le quali sono state quindi testate in animali con lesioni al midollo spinale. I risultati sono stati eccellenti poiché, non solo si è ottenuto un miglioramento dell’attecchimento del trapianto rispetto alle tecniche precedenti, ma un oggettiva rigenerazione del tessuto midollare e recupero delle funzioni motorie. Va sottolineato come i materiali disegnati da Fabrizio Gelain siano biocompatibili, sintetici e composti al 99% da acqua e quindi utilizzabili in ambito clinico. Poiché le cellule utilizzate in questi studi sono le stesse staminali cerebrali di grado clinico in uso sui pazienti delle sperimentazioni in pazienti SLA e Sclerosi Multipla dal prof. Angelo Vescovi, l’applicabilità sul paziente è molto vicina. Lo studio, infatti, è ramo essenziale del progetto congiunto IRCCS Casa Sollievo e Revert Onlus per una sperimentazione clinica su pazienti mielolesi programmata entro i prossimi 2-3 anni.
Informazioni aggiuntive
La possibilità di una progettazione “custom” dei biomateriali nei confronti della patologia di interesse, in questo caso delle lesioni midollari, potrebbe ispirare altre terapie promettenti per la medicina rigenerativa anche nell’ambito della ricostruzione di pelle, cartilagine e tessuto cardiaco infartuato.
La ricerca
I peptidi auto-assemblanti (SAP) sono da tempo il fiore all’occhiello della nanomedicina internazionale applicata alla ricostruzione dei tessuti biologici grazie alle loro uniche qualità come biocompatibilità, purezza e versatilità. Lo studio dimostra, per la prima volta, che ,con tali materiali interamente sintetici e progettati a livello molecolare in laboratorio, è possibile ottenere strutture cellulari nervose complesse. Le stesse sono dotate di attività elettrica e ottenute da cellule staminali neurali umane. Ciò consente di avere un modello di network di cellule nervose in laboratorio su cui testare futuri farmaci, minimizzando così la sperimentazione animale. E’ stato così costituito un primo “patch” nervoso (neuroprotesi) potenzialmente utilizzabile in clinica in futuro, utilizzando solo componenti già approvati in tal senso (es. cellule staminali neurali umane, materiali peptidici sintetici), evitando ad esempio ogni derivato animale. La neuroprotesi, fatta maturare in laboratorio e successivamente trapiantata in lesioni al midollo spinale, incrementa la rigenerazione nervosa. Tutto ciò dimostra come, grazie alla tecnologia dei peptidi auto-assemblanti, è possibile customizzare un biomateriale per la specifica applicazione.
Colture cellulari 3D e ingegneria dei tessuti
Le colture cellulari 3D si prefiggono, tra le altre cose, di poter realizzare in laboratorio modelli di tessuto utili a predire l’effetto che avrebbero farmaci o materiali una volta utilizzati nell’organismo. Affinare tali modelli consente di diminuire significativamente la sperimentazione animale e di migliorare la nostra comprensione di meccanismi legati alla biologia dello sviluppo ed a quella cellulare in generale. Al tempo stesso lo scopo dell’ingegneria dei tessuti è di ripristinare le funzionalità perse di un organo o tessuto a seguito di trauma o patologia. Il denominatore comune alle strategie adottate nell’ingegneria dei tessuti è l’impiego di biomateriali, eventualmente “caricati” con cellule, che siano ben tollerati dal paziente e che siano in grado di fornire, una volta impiantati, un microambiente favorevole alla rigenerazione del tessuto esistente prima della lesione. Tale ricerca apporta pertanto un contributo significativo in entrambi gli ambiti.
Prossimi sviluppi
La missione prioritaria del CNTE è sempre stata quella della ricostruzione delle lesioni croniche e sub-acute al midollo spinale: rispetto al precedente lavoro in quest’ambito, pubblicato anni fa, ora si hanno due preziosissimi vantaggi: 1) poter utilizzare bioprotesi interamente composte da peptidi “custom”, cioè progettate specificatamente per la rigenerazione del midollo spinale; 2) avere sondato le nuove potenzialità offerte dal trapianto di cellule staminali cerebrali umane pre-differenziate. Questi miglioramenti devono ora essere combinati, in un approccio unico al mondo, per finalizzare la nostra ricerca preclinica. In caso di esito positivo potremo avviare la sperimentazione clinica in pazienti mielolesi. Vista la trasversalità della tecnologia di questi biomateriali innovativi, è oramai ben avviata la formazione di un network di ricerca di eccellenza con altri gruppi di ricerca con lo scopo di sviluppare nuove neuroprotesi per la rigenerazione di altre lesioni nervose (es. trauma cranico), di altri tessuti (es. pelle, cuore) e per il miglioramento di terapie cellulari già utilizzate in clinica (es. trapianto isole pancreatiche).
Qualche dato sulle lesioni midollari in Italia e nel mondo
In Italia, secondo dati forniti da varie associazioni di pazienti, vivono circa 100.000 mielolesi. L’epidemiologia e la letteratura scientifica affermano che ogni anno sul nostro territorio nazionale ci sono circa 1.200 nuovi casi di lesione midollare; ciò significa che ogni giorno, solo nel nostro Paese, almeno tre persone diventano para o tetraplegiche. Questo dato, per altro, è analogo a quello di altri paesi della Comunità Europea. Ogni anno quindi vi sono circa 3 – 4 nuovi casi di paraplegia ogni 100.000 abitanti. Circa la metà di questi casi ha subito un grave trauma stradale, il 10% un trauma sportivo mentre nel 20% l’origine della lesione è un infortunio sul lavoro o una caduta, nel 15% una malattia neurologica o altre cause ed infine nel 5% la causa è stata scatenata da una ferita d’arma da fuoco o da tentato suicidio. Nel mondo vi sono circa 2.5 milioni di persone mielolese, con 130.000 nuovi pazienti ogni anno.
Chi ha finanziato la ricerca
La ricerca è stata ed è tuttora finanziata dall’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo e dalla Associazione Revert Onlus con il supporto dell’associazione Vertical, e dall’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano.
Dichiarazione del dott. Fabrizio Gelain
“Il risultato conseguito con questo lavoro è un tassello prezioso che si va ad aggiungere agli altri importanti risultati da noi ottenuti in quasi due decenni nell’ambito della nanomedicina, della scienza dei materiali e soprattutto della neuro-rigenerazione: abbiamo con pazienza e caparbietà composto un mosaico unico nel suo genere” dichiara Fabrizio Gelain “e sta a noi ora verificare se anche gli ultimi pezzi verso una futura sperimentazione clinica andranno finalmente al loro posto”.
“E’ doveroso” continua Gelain “ ringraziare l’impegno di giovani promettenti come Amanda Marchini ed Andrea Raspa, co-primi autori della ricerca, e il supporto e la lungimiranza di Casa Sollievo della Sofferenza e di Revert Onlus che, in convenzione con l’Ospedale Niguarda da anni sostengono l’attività del Centro di Nanomedicina ed Ingegneria dei Tessuti.”
L’Associazione Revert Onlus, http://www.revertonlus.org,è nata nel 2003 con il fine di trovare una cura alle malattie neurodegenerativeche, al momento, non lasciano alcuna speranza di guarigione. Per questo scopo s’impegna a finanziare, promuovereed incentivarela ricercasulle cellulestaminalicerebralie la sperimentazioneclinicasull’uomo.

le Casa Sollievo della Sofferenza, dal luglio del 1991, è riconosciuto dal Ministero della Sanità come un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS). L’originario decreto per le “malattie genetiche ed eredo-familiari” ha visto nel 2012 un ampliamento del riconoscimento per le “malattie genetiche, terapie innovative e medicina rigenerativa”. La ricerca clinica e preclinica dell’Istituto si svolge quindi principalmente nell’ambito di questa classificazione.

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CEROTTO ELETTRICO VELOCIZZA CICATRIZZAZIONE

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CEROTTO ELETTRICO VELOCIZZA CICATRIZZAZIONE

AGGIORNAMENTO DELLE 02:11 DI SABATO 22 DICEMBRE 2018

MEDICINA/ULTIM’ORA

CEROTTO ELETTRICO VELOCIZZA CICATRIZZAZIONE

Cerotto elettrico fa guarire 5 volte più in fretta

Un cerotto elettrico a basso costo, in grado di velocizzare la cicatrizzazione della ferita di 5 volte rispetto alle normali medicazioni. A metterlo a punto un gruppo di ingegneri sino-americani dell’università Wisconsin-Madison (Usa) in uno studio pubblicato su Acs Nano.
Il metodo sfrutta l’energia generata dai movimenti del corpo di un paziente per generare ‘delicati’ impulsi elettrici sulla lesione. Nei test sui topi, le medicazioni riducevano i tempi di guarigione a soli tre giorni rispetto a quasi due settimane per il normale processo di guarigione.

“Siamo stati sorpresi nel vedere un tasso di recupero così veloce”, spiega Xudong Wang, docente di scienza dei materiali e ingegneria presso la UW-Madison in un comunicato sul sito dell’Università. “Ipotizzavamo che i dispositivi avrebbero prodotto qualche effetto, ma l’entità era molto più di quanto ci aspettassimo”. Le ferite acute e croniche “rappresentano un costo considerevole per l’assistenza sanitaria in tutto il mondo”, afferma Angela Gibson, docente di chirurgia presso la UW-Madison e un chirurgo ardente e direttore dei servizi di guarigione delle ferite presso la Uw Health. “L’uso della stimolazione elettrica nella guarigione delle ferite è raro.” In contrasto con i metodi esistenti, la nuova medicazione è molto più semplice. “Il nostro dispositivo è comodo come una benda”, afferma Wang.      [print-me title=”STAMPA”]

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EBOLA: SI AGGRAVA IN CONGO

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EBOLA: SI AGGRAVA IN CONGO

AGGIORNAMENTO DELLE 00:05

DI VENERDì 30 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

EBOLA: SI AGGRAVA IN CONGO

Congo,epidemia Ebola più grave dopo 2016
L’allarme Oms, finora 426 casi, almeno sei mesi per contenerla

MONDO/ULTIM’ORA

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L’ARTICOLO

EBOLA: SI AGGRAVA IN CONGO

JOHANNESBURG

– L’epidemia di Ebola in Congo è la seconda più grave della storia, dopo quella che uccise migliaia di persone in Africa occidentale alcuni anni fa. Lo ha detto l’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Il capo delle emergenze dell’Oms Peter Salama l’ha definita ‘un triste bilancio’, dopo che le autorità sanitarie del Congo hanno detto che il numero dei casi ha raggiunto la cifra di 426, tra cui 379 considerati certi e 47 probabili. Oltretutto gli attacchi di gruppi ribelli e l’ostilità di alcuni gruppi locali rendono difficile come non mai il lavoro del personale sanitario. Molti medici possono svolgere le loro missioni per il contenimento del virus solo se accompagnati da militari Onu, in zone dove ogni giorno si spara. Salama ha previsto che l’epidemia nel nordest del Congo durerà almeno altri sei mesi, prima che sia possibile contenerla. L’Ebola in Africa occidentale uccise oltre 11.000 persone tra il 2014 e il 2016.      [print-me title=”STAMPA”]